#coloni — Public Fediverse posts
Live and recent posts from across the Fediverse tagged #coloni, aggregated by home.social.
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Repressió franquista a Guinea Ecuatorial
La Modelo, dimecres, 17 de juny, a les 18:30 CEST
📣 Repressió franquista a Guinea Equatorial i perspectives de reparació
Et convidem a aquesta taula rodona sobre les estructures repressives del franquisme colonial a Guinea Equatorial i les possibles vies de reparació.
📅 Dimecres 17 de juny
🕡 18.30 h
📍 Espai Memorial de La Model (C/ d’Entença, 155)
👥 Participants:
• Kopesese - Edmundo Sepa Bonaba
• Celeste Muñoz Martínez
🎙️ Modera:
• Victoria Muñoz
🎟️ Inscripcions: formulari d'inscripcióhttps://bcn.convoca.la/event/repressio-franquista-a-guinea-ecuatorial
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Repressió franquista a Guinea Ecuatorial
La Modelo, dimecres, 17 de juny, a les 18:30 CEST
📣 Repressió franquista a Guinea Equatorial i perspectives de reparació
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📅 Dimecres 17 de juny
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Repressió franquista a Guinea Ecuatorial
La Modelo, dimecres, 17 de juny, a les 18:30 CEST
📣 Repressió franquista a Guinea Equatorial i perspectives de reparació
Et convidem a aquesta taula rodona sobre les estructures repressives del franquisme colonial a Guinea Equatorial i les possibles vies de reparació.
📅 Dimecres 17 de juny
🕡 18.30 h
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• Celeste Muñoz Martínez
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Repressió franquista a Guinea Ecuatorial
La Modelo, dimecres, 17 de juny, a les 18:30 CEST
📣 Repressió franquista a Guinea Equatorial i perspectives de reparació
Et convidem a aquesta taula rodona sobre les estructures repressives del franquisme colonial a Guinea Equatorial i les possibles vies de reparació.
📅 Dimecres 17 de juny
🕡 18.30 h
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👥 Participants:
• Kopesese - Edmundo Sepa Bonaba
• Celeste Muñoz Martínez
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• Victoria Muñoz
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L’UE approva sanzioni contro i #coloni israeliani violenti in #Cisgiordania: "su, dai, basta fare i birbantelli".
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L’UE approva sanzioni contro i #coloni israeliani violenti in #Cisgiordania: "su, dai, basta fare i birbantelli".
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L’UE approva sanzioni contro i #coloni israeliani violenti in #Cisgiordania: "su, dai, basta fare i birbantelli".
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L’UE approva sanzioni contro i #coloni israeliani violenti in #Cisgiordania: "su, dai, basta fare i birbantelli".
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L’UE approva sanzioni contro i #coloni israeliani violenti in #Cisgiordania: "su, dai, basta fare i birbantelli".
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Toccante intervista stamattina alle 7.30 su Rainews. Padre Faltas ha raccontato le angherie che i cristiani subiscono nei nuovi dove vivono da 800 anni. Si sono viste ad esempio le immagini di un colono israeliano che scaraventa per terra una suora. Padre Ibrahim Faltas è vicario della Custodia di Terra Santa e parla della fuga dei cristiani da Cisgiordania e Gerusalemme.
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PALESTINA: NON SI FERMANO LE VIOLENZE DI ESERCITO E COLONI ISRAELIANI. ALMENO QUATTRO MORTI E DECINE DI FERITI IN UN GIORNO https://www.radiondadurto.org/2026/04/22/palestina-non-si-fermano-le-violenze-di-esercito-e-coloni-israeliani-almeno-quattro-morti-e-decine-di-feriti-in-un-giorno/ #cisgiordaniaoccupata #INTERNAZIONALI #abusisessuali #Cisgiordania #Palestina #violenze #WestBank #israele #telaviv #coloni
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PALESTINA: NON SI FERMANO LE VIOLENZE DI ESERCITO E COLONI ISRAELIANI. ALMENO QUATTRO MORTI E DECINE DI FERITI IN UN GIORNO https://www.radiondadurto.org/2026/04/22/palestina-non-si-fermano-le-violenze-di-esercito-e-coloni-israeliani-almeno-quattro-morti-e-decine-di-feriti-in-un-giorno/ #cisgiordaniaoccupata #INTERNAZIONALI #abusisessuali #Cisgiordania #Palestina #violenze #WestBank #israele #telaviv #coloni
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PALESTINA: NON SI FERMANO LE VIOLENZE DI ESERCITO E COLONI ISRAELIANI. ALMENO QUATTRO MORTI E DECINE DI FERITI IN UN GIORNO https://www.radiondadurto.org/2026/04/22/palestina-non-si-fermano-le-violenze-di-esercito-e-coloni-israeliani-almeno-quattro-morti-e-decine-di-feriti-in-un-giorno/ #cisgiordaniaoccupata #INTERNAZIONALI #abusisessuali #Cisgiordania #Palestina #violenze #WestBank #israele #telaviv #coloni
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PALESTINA: NON SI FERMANO LE VIOLENZE DI ESERCITO E COLONI ISRAELIANI. ALMENO QUATTRO MORTI E DECINE DI FERITI IN UN GIORNO https://www.radiondadurto.org/2026/04/22/palestina-non-si-fermano-le-violenze-di-esercito-e-coloni-israeliani-almeno-quattro-morti-e-decine-di-feriti-in-un-giorno/ #cisgiordaniaoccupata #INTERNAZIONALI #abusisessuali #Cisgiordania #Palestina #violenze #WestBank #israele #telaviv #coloni
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I #coloni #israeliani uccidono impunemente i #palestinesi in #Cisgiordania: dal #2020 nessuna incriminazione - #ValigiaBlu
Ex dirigenti dell’ #esercito, della polizia e dei servizi segreti hanno definito un “ #terrorismo #ebraico #organizzato ”
#uno #netanyahu #criminal #war
https://www.valigiablu.it/cisgiordania-violenza-coloni-israeliani-impunita/
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I #coloni #israeliani uccidono impunemente i #palestinesi in #Cisgiordania: dal #2020 nessuna incriminazione - #ValigiaBlu
Ex dirigenti dell’ #esercito, della polizia e dei servizi segreti hanno definito un “ #terrorismo #ebraico #organizzato ”
#uno #netanyahu #criminal #war
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I #coloni #israeliani uccidono impunemente i #palestinesi in #Cisgiordania: dal #2020 nessuna incriminazione - #ValigiaBlu
Ex dirigenti dell’ #esercito, della polizia e dei servizi segreti hanno definito un “ #terrorismo #ebraico #organizzato ”
#uno #netanyahu #criminal #war
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I #coloni #israeliani uccidono impunemente i #palestinesi in #Cisgiordania: dal #2020 nessuna incriminazione - #ValigiaBlu
Ex dirigenti dell’ #esercito, della polizia e dei servizi segreti hanno definito un “ #terrorismo #ebraico #organizzato ”
#uno #netanyahu #criminal #war
https://www.valigiablu.it/cisgiordania-violenza-coloni-israeliani-impunita/
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I #coloni #israeliani uccidono impunemente i #palestinesi in #Cisgiordania: dal #2020 nessuna incriminazione - #ValigiaBlu
Ex dirigenti dell’ #esercito, della polizia e dei servizi segreti hanno definito un “ #terrorismo #ebraico #organizzato ”
#uno #netanyahu #criminal #war
https://www.valigiablu.it/cisgiordania-violenza-coloni-israeliani-impunita/
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andare fuori di testa
personalmente non lo so come si faccia
https://differx.noblogs.org/2026/02/13/andare-fuori-di-testa/
#Palestina #Resistenza #ricostruzioni #TestiDiMgOnline #bambini #children #Cisgiordania #coloni #colonialism #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #Palestina #Palestine #settlers #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #WestBank #zionism -
andare fuori di testa
personalmente non lo so come si faccia
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andare fuori di testa
personalmente non lo so come si faccia
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la matematica del genocidio in modalità ytalya
notizia su fb: quiannotazione mia:
evidentemente per l'ytalya 2p < 2c
ovvero 2 palestinesi uccisi valgono meno di 2 carabinieri minacciati.
anzi, diciamo che 200.000p < 2c
ovvero 200mila (stima prudenti
https://differx.noblogs.org/2026/01/27/la-matematica-del-genocidio-in-modalita-ytalya/
#Palestina #Resistenza #ricostruzioni #2Carabinieri #Cisgiordania #coloni #genocidio #Israhell #IsrahellStatoTerrorista #Palestina #ytalya -
la matematica del genocidio in modalità ytalya
notizia su fb: quiannotazione mia:
evidentemente per l'ytalya 2p < 2c
ovvero 2 palestinesi uccisi valgono meno di 2 carabinieri minacciati.
anzi, diciamo che 200.000p < 2c
ovvero 200mila (stima prudenti
https://differx.noblogs.org/2026/01/27/la-matematica-del-genocidio-in-modalita-ytalya/
#Palestina #Resistenza #ricostruzioni #2Carabinieri #Cisgiordania #coloni #genocidio #Israhell #IsrahellStatoTerrorista #Palestina #ytalya -
#Macron a annoncé le retour du service militaire afin d’embrigader « toute une génération » pour défendre les intérêts de l’#impérialisme français et de ses multinationales. La #jeunesse doit s’y opposer et lutter contre les partenariats qui lient des établissements d’enseignement supérieur avec les entreprises écocides, d’armement et complices du génocide et de la #colonisation en #Palestine comme #thales.
2/6
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🧵 I crimini di odio a sfondo razziale e il terrorismo dei coloni in Cisgiordania si sono estesi alla città di Gerusalemme
https://www.valigiablu.it/gerusalemme-sfratti-palestinesi-coloni-israele/ -
9 novembre, Roma: per la Palestina_ iniziativa di solidarietà
PRANZO SOLIDALE PER LA PALESTINA a sostegno del progetto "ULIVI CULTURA DI PACE" per il ripristino e la protezione delle ulivete attaccate da
https://differx.noblogs.org/2025/11/06/9-novembre-roma-per-la-palestina_-iniziativa-di-solidarieta/
#Palestina #Resistenza #ricostruzioni #SegnalazioniEAvvistamenti #SegnaliEAzioni #Cisgiordania #coloni #csoa #CSOAEXSNIA #genocidio #Palestina #piantumazione #solidariet #ulivi #WestBank -
9 novembre, Roma: per la Palestina_ iniziativa di solidarietà
PRANZO SOLIDALE PER LA PALESTINA a sostegno del progetto "ULIVI CULTURA DI PACE" per il ripristino e la protezione delle ulivete attaccate da
https://differx.noblogs.org/2025/11/06/9-novembre-roma-per-la-palestina_-iniziativa-di-solidarieta/
#Palestina #Resistenza #ricostruzioni #SegnalazioniEAvvistamenti #SegnaliEAzioni #Cisgiordania #coloni #csoa #CSOAEXSNIA #genocidio #Palestina #piantumazione #solidariet #ulivi #WestBank -
Il civilissimo e democraticissimo stato d'#Israele permette un po' ovunque (e da DECENNI) questa roba da parte dei sedicenti "#coloni" che non sono altro che ladri e briganti comuni fomentati da ideologie religiose bislacche, che vogliono RUBARE terra ai #palestinesi
La più "grande democrazia" del medioriente, se fosse *VERAMENTE* tale e rispettosa del diritto internazionale, questa roba NON la permetterebbe e anzi la sanzionerebbe
Mentre invece...
Tertium non datur
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#Tajani: “Iniziamo con le sanzioni ai #coloni violenti, più coloni e più sanzioni, e se poi non funziona si possono studiare altre tappe”
L' #ipocrisia di sanzionare i coloni... E ancora devono #studiare le tappe...
#Israele #Genocidio #PuliziaEtnica
#Palestina #PalestinaLibera
#Meloni #Politica -
#Tajani: “Iniziamo con le sanzioni ai #coloni violenti, più coloni e più sanzioni, e se poi non funziona si possono studiare altre tappe”
L' #ipocrisia di sanzionare i coloni... E ancora devono #studiare le tappe...
#Israele #Genocidio #PuliziaEtnica
#Palestina #PalestinaLibera
#Meloni #Politica -
#Tajani: “Iniziamo con le sanzioni ai #coloni violenti, più coloni e più sanzioni, e se poi non funziona si possono studiare altre tappe”
L' #ipocrisia di sanzionare i coloni... E ancora devono #studiare le tappe...
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#Palestina #PalestinaLibera
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#Tajani: “Iniziamo con le sanzioni ai #coloni violenti, più coloni e più sanzioni, e se poi non funziona si possono studiare altre tappe”
L' #ipocrisia di sanzionare i coloni... E ancora devono #studiare le tappe...
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#Israele #Genocidio #PuliziaEtnica
#Palestina #PalestinaLibera
#Meloni #Politica -
giuristi chiedono un intervento militare a gaza per fermare israele
L’ex relatore delle Nazioni Unite Richard Falk ha proposto l’invio di una forza armata internazionale a Gaza, mentre un vasto gruppo di giuristi ha chiesto all’Assemblea Generale di autorizzare un intervento armato di fronte al genocidio israeliano.
In una conferenza stampa tenutasi lunedì 18 agosto a Istanbul, il Tribunale Per Gaza ha chiesto alla comunità internazionale di autorizzare un intervento armato sotto l’egida delle Nazioni Unite per fermare quella che definisce la fase più mortale del genocidio israeliano contro il popolo palestinese.
Il giurista americano Richard Falk, da Istanbul, ha esortato i governi ad aggirare il blocco del Consiglio di Sicurezza – dove gli Stati Uniti usano il veto a favore di Israele – e ad appellarsi direttamente all’Assemblea Generale. Come ha spiegato, ci sono meccanismi legali per questo, come la risoluzione “Uniti per la Pace” del 1950 e il principio della “Responsabilità di Proteggere” approvato nel 2005.
Richard Falk, ex relatore speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani in Palestina, ha avvertito che non agire immediatamente sarebbe “un fallimento storico dell’umanità”. Ha assicurato che il mondo sta assistendo, in tempo reale e con una trasparenza senza precedenti, a un genocidio che ricorda l’indifferenza mostrata di fronte ai crimini più atroci del XX secolo.
Il giurista ha accusato le cosiddette democrazie occidentali di complicità nell’offensiva israeliana. Ha sottolineato come la pressione dei cittadini deve tradursi in embarghi sulle armi, sanzioni e azioni di solidarietà internazionale, paragonabili alla campagna che ha contribuito a far cadere l’apartheid in Sudafrica.
Ha anche denunciato il tentativo di mettere a tacere le voci critiche attraverso sanzioni contro i relatori per i diritti umani e l’omicidio di giornalisti, tra cui Anas al-Sharif e i corrispondenti di Al Jazeera lo scorso 10 agosto. “Parte del lavoro del Tribunale di Gaza è quello di rafforzare il ruolo della verità di fronte a questi crimini”, ha detto Falk.
La dichiarazione d’urgenza dell’organismo riunitosi a Istanbul, intitolata “È tempo di agire”, sarà presentata all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a settembre. L’organismo ha anche in programma un’udienza finale a Istanbul a ottobre, dove emetterà un verdetto morale sulla base delle testimonianze raccolte dalla sua fondazione nel 2024.
Il Tribunale di Gaza, composto da accademici, giuristi e difensori dei diritti umani, ha già tenuto sessioni a Londra e Sarajevo, dove ha formalmente accusato Israele di genocidio, crimini di guerra e apartheid.
Nel frattempo, la situazione umanitaria continua a deteriorarsi: dall’ottobre 2023, più di 62mila palestinesi sono stati uccisi a Gaza, tra un blocco totale e una carenza di aiuti.
#TribunalePerGaza #onu #UN #NazioniUnite #RichardFalk #Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #famearmadiguerra #apartheid #criminidiguerra
#apartheid #bambini #children #Cisgiordania #coloni #colonialism #concentramento #criminiDiGuerra #criminidiguerra #deportazione #famearmadiguerra #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #NazioniUnite #nazioniunite #Onu #ostaggi #Palestina #Palestine #prigionieri #RichardFalk #RichardFalk #settlers #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #TribunalePerGaza #TribunalePerGaza #UN #warcrimes #WestBank #zionism
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aggiornamenti sul genocidio (19 ago. 2025)
forced removal
https://www.facebook.com/share/1LVZKGWXb3/Chiara Cruciati sul “manifesto”, a proposito del progetto di ulteriore divisione della Cisgiordania
https://www.facebook.com/share/14GURSbcytf/espansione dell’insediamento E1
https://differx.noblogs.org/2025/08/17/espansione-insediamento-e1/netanyahu era tale e quale negli anni Ottanta: https://www.facebook.com/andrea.masala.161/posts/pfbid0bFa1st7vuiHzyifKy1Wq9vycvLtk27ao9C6wCsYFv6QWQ2yUSxxCSnbky6diR98l
some truths about zionism and its racism
https://www.instagram.com/reel/DNbov-SOI3Y/Rashid Khalidi intervistato da Chiara Cruciati per “il manifesto” (14-8-2025)
https://www.facebook.com/share/1ZHVQTQyyV/among the starving children
https://www.facebook.com/share/p/192jzVd2fC/i bambini non contano più
https://www.facebook.com/share/1JfNj2WuC8/israel’s “break their bones” policy. video at
https://www.instagram.com/p/DNcnCdLMscK/Samir Zaqout, 11 anni, amputazioni e ferite
https://www.facebook.com/share/16UfMidGTf/Jude Shalabi, 5 anni, lapidato dai coloni
https://www.facebook.com/share/p/19pjGSXwcjGino Strada sulla Palestina, 2004
https://slowforward.net/2025/08/18/gino-strada-sulla-palestina-2004/il concetto di base dell’idf è la rappresaglia nazista, peggiorata
https://www.instagram.com/p/DNeM_UHOD_ddicembre 2024: un drone israeliano uccide una bambina di 12 anni che era in cerca d’acqua
https://www.instagram.com/reel/DNdq2q3urNf/father holds his daughter, killed by an israeli airstrike on the Al-Mawasi area in Khan Younis
https://www.facebook.com/share/r/1B2vpt8hpe/daniella weiss dice chiaramente che non è la pace l’obiettivo
https://www.instagram.com/reel/DNfvMfyoeN9/Yesterday the Gaza Tribunal called for an urgent international armed intervention to stop what it described as Israel’s “most lethal phase of genocide” in Gaza, warning that failure to act would mark “an historic failure of humanity”: https://www.middleeastmonitor.com/20250818-gaza-tribunal-calls-for-armed-un-intervention-to-halt-most-lethal-phase-of-genocide-in-gaza/
#Gaza #genocide #Palestine #Palestina #warcrimes #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #Nakba #ICJ #ICC #WestBank #settlers
#bambini #children #Cisgiordania #coloni #colonialism #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #Nakba #ostaggi #Palestina #Palestine #prigionieri #settlers #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #WestBank #zionism
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“non noi” / mg. 2024
quello che segue è il breve brano col quale nell’estate dello scorso anno ho risposto alla richiesta di partecipare alla serie di interventi “Poesia, prima persona plurale. (Indagine sulla valenza sociale della poesia contemporanea)”, serie uscita su ‘Le parole e le cose’ a cura di Lorenzo Mari e Gianluca Rizzo – che ringrazio nuovamente dell’invito (e con loro la redazione di LPLC).
il testo, in rete da novembre 2024 qui, non è presente nel relativo libro pubblicato da Argo da pochissimo, ho così considerato che forse renderlo reperibile in più sedi online (cfr. in calce) fosse plausibilmente non inutile, considerandone soprattutto l’argomento.non noi
“noi no”
(sandra mondaini, raimondo vianello, jeff bezos, 1977)
(n.b.: l’epigrafe deve essere di merda e deve fare sorridere)il noi di cui noi disponiamo è completamente sbagliato, è da rifare, siamo noi da rifare. in attesa, va evitato l’uso; ci evitano in parecchi.
il noi anche semplicemente grammaticale che disponiamo sulla scacchiera della sintassi non sta messo meglio: errore o meglio un errante fra convenzioni di diorite e alleanzelle di biscotto.
tra l’altro si sapeva, si è sempre saputo.
cioè continua a essere: stupro di gruppo, fusioni societarie, coloni, ufficiali, uffici, tribalismo, correnti di convezione, cattivo odore bene collettivo, circhi senza farina, batte col piatto del machete sulla gamba e taglia le condutture d’acqua ovviamente in Cisgiordania.
il pronome yankee a inizio agosto 2024 stanzia 18 miliardi di dollari perché israele continui la distruzione del popolo Palestinese e il furto di terre.
non so/sappiamo e nessuno sa cosa possa sostituire la splendida profondità fognaria dei pronomi di prima persona, uno e multiplo, instagrammer e gruppi fb.
non c’è crimine che non trovi (un) noi a giustificarlo, dagli omicidi e violenze sessuali a megiddo e nelle altre carceri israeliane agli acquirenti dei manualetti di ultradestra.
la pancia di amazon è piena di mosche, una per ogni penny di jb.
è passato da poco il primo compleanno del genocidio ai danni della Palestina, a sua volta vetta di 76 compleanni di Nakba. una montagna di montagne di morti.
il noi (di merda) degli intellettuali (di merda) non si è mica sentito, o – diciamo – si è sentito pochissimo (e) male. o meglio uno zero, per altri zeri, di fronte al noi invece energico tricolore bluette del roblox di parigi ’24 [=olimpiadi].
medici operai operatori scrivono noi tornando da Gaza, da Gerusalemme Est, dalla West Bank, o standoci: possono usare il pronome, gli altri no, noi no.
*
ulteriori link:
https://puntocritico2.wordpress.com/2025/08/17/marco-giovenale-non-noi-2024/
https://pontebianco.noblogs.org/post/2025/08/17/non-noi-marco-giovenale-2024/
https://differx.noblogs.org/2025/08/17/non-noi-marco-giovenale-2024/
https://poliverso.org/display/cb89bb2e-c0bf2f759291c84a-d3050d3c
https://www.instagram.com/p/DNf2-zno4ij
https://www.facebook.com/differx/posts/pfbid02XgyW7Y4UKtPieWoWSa67JFg5R7uunMSQf6wEC6bHJ8Tw2fchoQarTzU83b5E2KRkl ovvero https://t.ly/PgFoa
https://eexxiitt.blogspot.com/2025/08/non-noi-marco-giovenale-2024.html
https://eeexxxiiittt.blogspot.com/2025/08/non-noi-marco-giovenale-2024.html
https://the-flux-i-share.blogspot.com/2025/08/non-noi-marco-giovenale-2024.html
https://ko-fi.com/post/non-noi-marco-giovenale-2024-H2H41JV0N4
https://noblogo.org/differx/non-noi
https://www.youtube.com/post/Ugkxms3iuwvkJSE5uhrp8YbQOyCxNrGPLD3d
https://www.youtube.com/post/UgkxFZY3Q3zEw5s1TfWAN7AAHt3fV3BUBRR3
https://www.youtube.com/post/UgkxTQA5Z47SKptqrWwt51gNlOqHBeqXjX7u
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#intellettuali #intellettualidimerda #ICJ #ICC #Cisgiordania #WestBank #settlers #coloni #prigionieri #ostaggi #leparoleelecose #LPLC #poetiitaliani #poesia #poesiaprimapersona #olimpiadi #pronomesbagliaton.b.: il testo registra la situazione all’estate del 2024, quando cioè è stato scritto
#StoNoiDemmerda #bambini #carceriisraeliane #children #Cisgiordania #coloni #colonialism #colonialismo #concentramento #davantiAlDoloreDegliAltri #davantiAlGenocidio #deportazione #estate2024 #famearmadiguerra #fusioniSocietarie #Gaza #genocide #genocidio #GerusalemmeEst #ICC #icj #IDF #ilnoi #intellettuali #intellettualidimerda #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #leparoleelecose #LPLC #massacri #Megiddo #Nakba #Noi #olimpiadi #olimpiadidiparigi #ostaggi #Palestina #Palestine #poesia #poesiaprimapersona #poetiitaliani #prigionieri #primapersona #primapersonaplurale #pronomeSbagliato #pronomeYankee #settlers #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #stuproDiGruppo #tribalismo #uffici #ufficiali #USA #warcrimes #WestBank #yankee #zionism
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“non noi” / mg. 2024
quello che segue è il breve brano col quale lo scorso anno ho risposto alla richiesta di partecipare alla serie di interventi “Poesia, prima persona plurale. (Indagine sulla valenza sociale della poesia contemporanea)”, serie uscita su ‘Le parole e le cose’ a cura di Lorenzo Mari e Gianluca Rizzo – che ringrazio nuovamente dell’invito (e con loro la redazione di LPLC).
il testo, in rete da novembre 2024 qui, non è presente nel relativo libro pubblicato da Argo da pochissimo, ho così considerato che forse renderlo reperibile in più sedi online (cfr. in calce) fosse plausibilmente utile, considerandone soprattutto l’argomento.non noi
“noi no”
(sandra mondaini, raimondo vianello, jeff bezos, 1977)
(n.b.: l’epigrafe deve essere di merda e deve fare sorridere)il noi di cui noi disponiamo è completamente sbagliato, è da rifare, siamo noi da rifare. in attesa, va evitato l’uso; ci evitano in parecchi.
il noi anche semplicemente grammaticale che disponiamo sulla scacchiera della sintassi non sta messo meglio: errore o meglio un errante fra convenzioni di diorite e alleanzelle di biscotto.
tra l’altro si sapeva, si è sempre saputo.
cioè continua a essere: stupro di gruppo, fusioni societarie, coloni, ufficiali, uffici, tribalismo, correnti di convezione, cattivo odore bene collettivo, circhi senza farina, batte col piatto del machete sulla gamba e taglia le condutture d’acqua ovviamente in Cisgiordania.
il pronome yankee a inizio agosto 2024 stanzia 18 miliardi di dollari perché israele continui la distruzione del popolo Palestinese e il furto di terre.
non so/sappiamo e nessuno sa cosa possa sostituire la splendida profondità fognaria dei pronomi di prima persona, uno e multiplo, instagrammer e gruppi fb.
non c’è crimine che non trovi (un) noi a giustificarlo, dagli omicidi e violenze sessuali a megiddo e nelle altre carceri israeliane agli acquirenti dei manualetti di ultradestra.
la pancia di amazon è piena di mosche, una per ogni penny di jb.
è passato da poco il primo compleanno del genocidio ai danni della Palestina, a sua volta vetta di 76 compleanni di Nakba. una montagna di montagne di morti.
il noi (di merda) degli intellettuali (di merda) non si è mica sentito, o – diciamo – si è sentito pochissimo (e) male. o meglio uno zero, per altri zeri, di fronte al noi invece energico tricolore bluette del roblox di parigi ’24 [=olimpiadi].
medici operai operatori scrivono noi tornando da Gaza, da Gerusalemme Est, dalla West Bank, o standoci: possono usare il pronome, gli altri no, noi no.
*
ulteriori link:
https://puntocritico2.wordpress.com/2025/08/17/marco-giovenale-non-noi-2024/
https://pontebianco.noblogs.org/post/2025/08/17/non-noi-marco-giovenale-2024/
https://differx.noblogs.org/2025/08/17/non-noi-marco-giovenale-2024/
https://ko-fi.com/post/non-noi-marco-giovenale-2024-H2H41JV0N4
https://noblogo.org/differx/non-noi
#Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #famearmadiguerra #intellettuali #Nakba #ilnoi #noi #primapersonaplurale #primapersona #Megiddo #carceriisraeliane #olimpiadidiparigi
#intellettuali #intellettualidimerda #ICJ #ICC #Cisgiordania #WestBank #settlers #coloni #prigionieri #ostaggi #leparoleelecose #LPLC #poetiitaliani #poesia #poesiaprimapersona #olimpiadi #pronomesbagliato#StoNoiDemmerda #bambini #carceriisraeliane #children #Cisgiordania #coloni #colonialism #colonialismo #concentramento #davantiAlDoloreDegliAltri #davantiAlGenocidio #deportazione #famearmadiguerra #fusioniSocietarie #Gaza #genocide #genocidio #GerusalemmeEst #ICC #icj #IDF #ilnoi #intellettuali #intellettualidimerda #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #leparoleelecose #LPLC #massacri #Megiddo #Nakba #Noi #olimpiadi #olimpiadidiparigi #ostaggi #Palestina #Palestine #poesia #poesiaprimapersona #poetiitaliani #prigionieri #primapersona #primapersonaplurale #pronomeSbagliato #pronomeYankee #settlers #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #stuproDiGruppo #tribalismo #uffici #ufficiali #USA #warcrimes #WestBank #yankee #zionism
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“non noi” / marco giovenale. 2024
quello che segue è il breve brano col quale lo scorso anno ho risposto alla richiesta di partecipare alla sequenza di interventi “Poesia, prima persona plurale. (Indagine sulla valenza sociale della poesia contemporanea)”, sequenza uscita su ‘Le parole e le cose’ a cura di Lorenzo Mari e Gianluca Rizzo – che ringrazio nuovamente dell’invito (e con loro la redazione di LPLC).
il testo, in rete da novembre 2024 qui, non è presente nel relativo libro pubblicato da Argo da pochissimo, ho così considerato che forse renderlo reperibile in rete fosse plausibilmente non inutile, considerandone soprattutto l’argomento.non noi
“noi no”
(sandra mondaini, raimondo vianello, jeff bezos, 1977)
(n.b.: l’epigrafe deve essere di merda e deve fare sorridere)il noi di cui noi disponiamo è completamente sbagliato, è da rifare, siamo noi da rifare. in attesa, va evitato l’uso; ci evitano in parecchi.
il noi anche semplicemente grammaticale che disponiamo sulla scacchiera della sintassi non sta messo meglio: errore o meglio un errante fra convenzioni di diorite e alleanzelle di biscotto.
tra l’altro si sapeva, si è sempre saputo.
cioè continua a essere: stupro di gruppo, fusioni societarie, coloni, ufficiali, uffici, tribalismo, correnti di convezione, cattivo odore bene collettivo, circhi senza farina, batte col piatto del machete sulla gamba e taglia le condutture d’acqua ovviamente in Cisgiordania.
il pronome yankee a inizio agosto 2024 stanzia 18 miliardi di dollari perché israele continui la distruzione del popolo Palestinese e il furto di terre.
non so/sappiamo e nessuno sa cosa possa sostituire la splendida profondità fognaria dei pronomi di prima persona, uno e multiplo, instagrammer e gruppi fb.
non c’è crimine che non trovi (un) noi a giustificarlo, dagli omicidi e violenze sessuali a megiddo e nelle altre carceri israeliane agli acquirenti dei manualetti di ultradestra.
la pancia di amazon è piena di mosche, una per ogni penny di jb.
è passato da poco il primo compleanno del genocidio ai danni della Palestina, a sua volta vetta di 76 compleanni di Nakba. una montagna di montagne di morti.
il noi (di merda) degli intellettuali (di merda) non si è mica sentito, o – diciamo – si è sentito pochissimo (e) male. o meglio uno zero, per altri zeri, di fronte al noi invece energico tricolore bluette del roblox di parigi ’24 [=olimpiadi].
medici operai operatori scrivono noi tornando da Gaza, da Gerusalemme Est, dalla West Bank, o standoci: possono usare il pronome, gli altri no, noi no.
#Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #famearmadiguerra #intellettuali #Nakba #ilnoi #noi #primapersonaplurale #primapersona #Megiddo #carceriisraeliane #olimpiadidiparigi #intellettuali #intellettualidimerda #ICJ #ICC #Cisgiordania #WestBank #settlers #coloni
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boycott zara (bds)
The global BDS movement officially endorses the grassroots organic campaign to boycott ZARA. We call on people of conscience around the world to boycott ZARA, the flagship brand of the Spanish multinational Inditex, for its deep and growing complicity in Israel’s regime of settler-colonialism, apartheid, and genocide.
ZARA’s complicity with Israel’s regime of oppression runs deep:
- At the start of 2025, amid Israel’s ongoing genocidal assault on Palestinians in Gaza, ZARA opened its largest-ever store near Tel Aviv- a 4,500 m² flagship in the Big Fashion Glilot complex, deepening Zara’s economic ties with apartheid Israel, where the brand already operates dozens of stores.
- In October 2022, ZARA’s Israeli franchisee hosted a campaign event for the fascist and genocidal Israeli minister, Itamar Ben-Gvir, who praised the brand.
- In June 2021, ZARA’s then-head designer made racist comments against Palestinians online, but the company issued only a vague statement without any real consequences.
- In December 2023, ZARA ran an ad campaign titled “The Jacket,” depicting mannequins wrapped in white shrouds next to crumbled statues. Sparking backlash by the public, who saw it as a direct allusion to the ongoing genocide in Gaza, the brand removed it and issued a noncommittal apology without addressing its ties to Israel.
Here’s the full page with infos:
https://bdsmovement.net/news/boycott-zara-dressing-apartheid-and-genocide
#Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento
#bambini #BDS #boycottZara #children #Cisgiordania #coloni #colonialism #concentramento #deportazione #Gaza #genocide #genocidio #globalBDSMovement #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #Palestina #Palestine #settlers #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #WestBank #ZaraSInvolvementWithIzrahell #zionism
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boycott zara (bds)
The global BDS movement officially endorses the grassroots organic campaign to boycott ZARA. We call on people of conscience around the world to boycott ZARA, the flagship brand of the Spanish multinational Inditex, for its deep and growing complicity in Israel’s regime of settler-colonialism, apartheid, and genocide.
ZARA’s complicity with Israel’s regime of oppression runs deep:
- At the start of 2025, amid Israel’s ongoing genocidal assault on Palestinians in Gaza, ZARA opened its largest-ever store near Tel Aviv- a 4,500 m² flagship in the Big Fashion Glilot complex, deepening Zara’s economic ties with apartheid Israel, where the brand already operates dozens of stores.
- In October 2022, ZARA’s Israeli franchisee hosted a campaign event for the fascist and genocidal Israeli minister, Itamar Ben-Gvir, who praised the brand.
- In June 2021, ZARA’s then-head designer made racist comments against Palestinians online, but the company issued only a vague statement without any real consequences.
- In December 2023, ZARA ran an ad campaign titled “The Jacket,” depicting mannequins wrapped in white shrouds next to crumbled statues. Sparking backlash by the public, who saw it as a direct allusion to the ongoing genocide in Gaza, the brand removed it and issued a noncommittal apology without addressing its ties to Israel.
Here’s the full page with infos:
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boycott zara (bds)
The global BDS movement officially endorses the grassroots organic campaign to boycott ZARA. We call on people of conscience around the world to boycott ZARA, the flagship brand of the Spanish multinational Inditex, for its deep and growing complicity in Israel’s regime of settler-colonialism, apartheid, and genocide.
ZARA’s complicity with Israel’s regime of oppression runs deep:
- At the start of 2025, amid Israel’s ongoing genocidal assault on Palestinians in Gaza, ZARA opened its largest-ever store near Tel Aviv- a 4,500 m² flagship in the Big Fashion Glilot complex, deepening Zara’s economic ties with apartheid Israel, where the brand already operates dozens of stores.
- In October 2022, ZARA’s Israeli franchisee hosted a campaign event for the fascist and genocidal Israeli minister, Itamar Ben-Gvir, who praised the brand.
- In June 2021, ZARA’s then-head designer made racist comments against Palestinians online, but the company issued only a vague statement without any real consequences.
- In December 2023, ZARA ran an ad campaign titled “The Jacket,” depicting mannequins wrapped in white shrouds next to crumbled statues. Sparking backlash by the public, who saw it as a direct allusion to the ongoing genocide in Gaza, the brand removed it and issued a noncommittal apology without addressing its ties to Israel.
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boycott zara (bds)
The global BDS movement officially endorses the grassroots organic campaign to boycott ZARA. We call on people of conscience around the world to boycott ZARA, the flagship brand of the Spanish multinational Inditex, for its deep and growing complicity in Israel’s regime of settler-colonialism, apartheid, and genocide.
ZARA’s complicity with Israel’s regime of oppression runs deep:
- At the start of 2025, amid Israel’s ongoing genocidal assault on Palestinians in Gaza, ZARA opened its largest-ever store near Tel Aviv- a 4,500 m² flagship in the Big Fashion Glilot complex, deepening Zara’s economic ties with apartheid Israel, where the brand already operates dozens of stores.
- In October 2022, ZARA’s Israeli franchisee hosted a campaign event for the fascist and genocidal Israeli minister, Itamar Ben-Gvir, who praised the brand.
- In June 2021, ZARA’s then-head designer made racist comments against Palestinians online, but the company issued only a vague statement without any real consequences.
- In December 2023, ZARA ran an ad campaign titled “The Jacket,” depicting mannequins wrapped in white shrouds next to crumbled statues. Sparking backlash by the public, who saw it as a direct allusion to the ongoing genocide in Gaza, the brand removed it and issued a noncommittal apology without addressing its ties to Israel.
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boycott zara (bds)
The global BDS movement officially endorses the grassroots organic campaign to boycott ZARA. We call on people of conscience around the world to boycott ZARA, the flagship brand of the Spanish multinational Inditex, for its deep and growing complicity in Israel’s regime of settler-colonialism, apartheid, and genocide.
ZARA’s complicity with Israel’s regime of oppression runs deep:
- At the start of 2025, amid Israel’s ongoing genocidal assault on Palestinians in Gaza, ZARA opened its largest-ever store near Tel Aviv- a 4,500 m² flagship in the Big Fashion Glilot complex, deepening Zara’s economic ties with apartheid Israel, where the brand already operates dozens of stores.
- In October 2022, ZARA’s Israeli franchisee hosted a campaign event for the fascist and genocidal Israeli minister, Itamar Ben-Gvir, who praised the brand.
- In June 2021, ZARA’s then-head designer made racist comments against Palestinians online, but the company issued only a vague statement without any real consequences.
- In December 2023, ZARA ran an ad campaign titled “The Jacket,” depicting mannequins wrapped in white shrouds next to crumbled statues. Sparking backlash by the public, who saw it as a direct allusion to the ongoing genocide in Gaza, the brand removed it and issued a noncommittal apology without addressing its ties to Israel.
Here’s the full page with infos:
https://bdsmovement.net/news/boycott-zara-dressing-apartheid-and-genocide
#Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento
#bambini #BDS #boycottZara #children #Cisgiordania #coloni #colonialism #concentramento #deportazione #Gaza #genocide #genocidio #globalBDSMovement #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #Palestina #Palestine #settlers #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #WestBank #ZaraSInvolvementWithIzrahell #zionism
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la palestina scomparsa dall’orizzonte del g7
da un post di Alessandro Ferretti ripreso il 18 giu. 2025 su fb da Renata Morresi:
*Di tutto questo al G7 neanche una parola*:
(Alessandro Ferretti)
«Come largamente prevedibile, Israele approfitta dell’attenzione mediatica rivolta al suo attacco all’Iran per un’ulteriore escalation di ferocia in Palestina. Nelle sole ultime 24 ore l’esercito occupante ha ammazzato oltre 140 persone e ne ha ferite 560, molte dei quali negli ormai consueti e normalizzati massacri a colpi di mitragliatrice e cannonate sulle folle affamate davanti ai punti di distribuzione degli aiuti.
Il sistema sanitario è praticamente oltre il collasso. Negli ultimi giorni Israele ha addirittura emanato un ordine di evacuazione per tutta la zona intorno all’unico ospedale realmente funzionante nella Striscia, il Nasser Hospital a Khan Younis, il che significa che nessuno può entrare o uscire dall’ospedale senza diventare un bersaglio dell’esercito. Medici e infermieri si sono rifiutati di evacuare abbandonando i loro pazienti alla morte, ma la chiusura dell’ospedale è solo rimandata.
Il dottor Mads Gilbert, che ha lavorato al Nasser Hospital, ha infatti rilanciato un appello drammatico del dottor Yousef Abu Al-Rish che dipinge una situazione terrificante:
➤ Non ci sono forniture. Niente materiale di consumo. Mancano tutti gli elementi necessari per la fornitura di cure mediche di emergenza.
➤ L’ospedale è ancora sovraffollato a causa del massiccio afflusso di feriti negli ultimi giorni. La capacità della terapia intensiva è stata aumentata da 12 a 52 posti letto, la capienza dei reparti a 600, ma ora non c’è più spazio.
➤ Le donazioni di sangue sono state interrotte a causa della diffusa anemia nutrizionale. I pazienti muoiono per emorragia.
➤ Le équipes mediche internazionali eseguivano oltre 45 interventi chirurgici al giorno dopo ogni grave attacco. Questo non è più possibile.
➤ Il personale lavora senza cibo né combustibile per cucinarlo. “Praticamente niente cibo disponibile”. Stanno raccogliendo legna da ardere solo per sfamare personale e pazienti. “Come posso chiedere loro di continuare a lavorare a stomaco vuoto?”, ha chiesto il dottor Rish?.
➤ L’attacco avviene su tre piani, fame, collasso sanitario e attacchi diretti alle linee di distribuzione aiuti.
➤ Il dottor Gilbert ha avvertito: “Il tempo è fondamentale. Stiamo parlando di ore”. I letti di terapia intensiva sono pieni. Lo spazio disponibile è esaurito. Le attrezzature chirurgiche sono esaurite. La banca del sangue è in condizioni critiche.
A questo si aggiunge l’appello urgente di oggi del dottor Ahmad Al-Farra – direttore del reparto di pediatria e maternità sempre presso l’ospedale Nasser – secondo cui “entro 48 ore potremmo iniziare a perdere la vita di neonati, in particolare di nati prematuri, a causa dell’esaurimento delle essenziali provviste di latte artificiale”.
Questo scenario atroce è confermato nientemeno che dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ieri ha rilasciato un comunicato in cui si descrive una situazione apocalittica.
Solo 17 dei 36 ospedali sono ancora parzialmente funzionanti, le scorte mediche sono quasi esaurite ovunque e nessun carburante è entrato da oltre 100+ giorni.
Nuove stragi hanno colpito i civili in cerca di cibo: oltre 200 pazienti (tra cui 28 morti) sono arrivati all’ospedale da campo della Croce Rossa di Al Mawasi lunedì, mentre martedì altre centinaia di vittime sono andate all’ospedale Nasser. Secondo l’OMS, l’assistenza medica è ormai praticamente impossibile anche perchè l’80% del territorio di Gaza è sotto ordine di sfollamento e gli spazi umanitari si restringono ogni giorno. Israele blocca 33 camion OMS con farmaci in Egitto e altri 15 in Cisgiordania
L’OMS chiede la riapertura immediata di tutti i valichi per gli aiuti e l’altrettando immediatra fine del modello attuale di distribuzione degli aiuti, che trasforma la ricerca di cibo in stragi “con massiccio numero di vittime”.
Al G7, con la partecipazione dell’Italia, di tutto questo non si fa la minima menzione: è come se la Palestina fosse stata inghiottita da un buco nero, e i giornali non fanno la minima menzione di questo tracollo spaventoso e deliberato che rimarrà per sempre nella storia delle grandi infamie perpetrate dall’uomo sull’uomo.
Diffondiamo queste notizie, affinchè le coscienze dei distratti si sveglino e le colpe di chi deliberatamente ignora tutto questo, politici, intellettuali e giornalisti, rimangano per sempre scolpite nella pietra della vergogna.»
#AlMawasi #AlessandroFerretti #bambini #children #Cisgiordania #coloni #colonialism #G7 #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #italia #izrahell #KhanYounis #latteArtificiale #MadsGilbert #massacri #neonati #OspedaleNasser #ospedali #Palestina #Palestine #RenataMorresi #settlers #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #WestBank #zionism
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la palestina scomparsa dall’orizzonte del g7
da un post di Alessandro Ferretti ripreso il 18 giu. 2025 su fb da Renata Morresi:
*Di tutto questo al G7 neanche una parola*:
(Alessandro Ferretti)
«Come largamente prevedibile, Israele approfitta dell’attenzione mediatica rivolta al suo attacco all’Iran per un’ulteriore escalation di ferocia in Palestina. Nelle sole ultime 24 ore l’esercito occupante ha ammazzato oltre 140 persone e ne ha ferite 560, molte dei quali negli ormai consueti e normalizzati massacri a colpi di mitragliatrice e cannonate sulle folle affamate davanti ai punti di distribuzione degli aiuti.
Il sistema sanitario è praticamente oltre il collasso. Negli ultimi giorni Israele ha addirittura emanato un ordine di evacuazione per tutta la zona intorno all’unico ospedale realmente funzionante nella Striscia, il Nasser Hospital a Khan Younis, il che significa che nessuno può entrare o uscire dall’ospedale senza diventare un bersaglio dell’esercito. Medici e infermieri si sono rifiutati di evacuare abbandonando i loro pazienti alla morte, ma la chiusura dell’ospedale è solo rimandata.
Il dottor Mads Gilbert, che ha lavorato al Nasser Hospital, ha infatti rilanciato un appello drammatico del dottor Yousef Abu Al-Rish che dipinge una situazione terrificante:
➤ Non ci sono forniture. Niente materiale di consumo. Mancano tutti gli elementi necessari per la fornitura di cure mediche di emergenza.
➤ L’ospedale è ancora sovraffollato a causa del massiccio afflusso di feriti negli ultimi giorni. La capacità della terapia intensiva è stata aumentata da 12 a 52 posti letto, la capienza dei reparti a 600, ma ora non c’è più spazio.
➤ Le donazioni di sangue sono state interrotte a causa della diffusa anemia nutrizionale. I pazienti muoiono per emorragia.
➤ Le équipes mediche internazionali eseguivano oltre 45 interventi chirurgici al giorno dopo ogni grave attacco. Questo non è più possibile.
➤ Il personale lavora senza cibo né combustibile per cucinarlo. “Praticamente niente cibo disponibile”. Stanno raccogliendo legna da ardere solo per sfamare personale e pazienti. “Come posso chiedere loro di continuare a lavorare a stomaco vuoto?”, ha chiesto il dottor Rish?.
➤ L’attacco avviene su tre piani, fame, collasso sanitario e attacchi diretti alle linee di distribuzione aiuti.
➤ Il dottor Gilbert ha avvertito: “Il tempo è fondamentale. Stiamo parlando di ore”. I letti di terapia intensiva sono pieni. Lo spazio disponibile è esaurito. Le attrezzature chirurgiche sono esaurite. La banca del sangue è in condizioni critiche.
A questo si aggiunge l’appello urgente di oggi del dottor Ahmad Al-Farra – direttore del reparto di pediatria e maternità sempre presso l’ospedale Nasser – secondo cui “entro 48 ore potremmo iniziare a perdere la vita di neonati, in particolare di nati prematuri, a causa dell’esaurimento delle essenziali provviste di latte artificiale”.
Questo scenario atroce è confermato nientemeno che dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ieri ha rilasciato un comunicato in cui si descrive una situazione apocalittica.
Solo 17 dei 36 ospedali sono ancora parzialmente funzionanti, le scorte mediche sono quasi esaurite ovunque e nessun carburante è entrato da oltre 100+ giorni.
Nuove stragi hanno colpito i civili in cerca di cibo: oltre 200 pazienti (tra cui 28 morti) sono arrivati all’ospedale da campo della Croce Rossa di Al Mawasi lunedì, mentre martedì altre centinaia di vittime sono andate all’ospedale Nasser. Secondo l’OMS, l’assistenza medica è ormai praticamente impossibile anche perchè l’80% del territorio di Gaza è sotto ordine di sfollamento e gli spazi umanitari si restringono ogni giorno. Israele blocca 33 camion OMS con farmaci in Egitto e altri 15 in Cisgiordania
L’OMS chiede la riapertura immediata di tutti i valichi per gli aiuti e l’altrettando immediatra fine del modello attuale di distribuzione degli aiuti, che trasforma la ricerca di cibo in stragi “con massiccio numero di vittime”.
Al G7, con la partecipazione dell’Italia, di tutto questo non si fa la minima menzione: è come se la Palestina fosse stata inghiottita da un buco nero, e i giornali non fanno la minima menzione di questo tracollo spaventoso e deliberato che rimarrà per sempre nella storia delle grandi infamie perpetrate dall’uomo sull’uomo.
Diffondiamo queste notizie, affinchè le coscienze dei distratti si sveglino e le colpe di chi deliberatamente ignora tutto questo, politici, intellettuali e giornalisti, rimangano per sempre scolpite nella pietra della vergogna.»
#AlMawasi #AlessandroFerretti #bambini #children #Cisgiordania #coloni #colonialism #G7 #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #italia #izrahell #KhanYounis #latteArtificiale #MadsGilbert #massacri #neonati #OspedaleNasser #ospedali #Palestina #Palestine #RenataMorresi #settlers #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #WestBank #zionism
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la palestina scomparsa dall’orizzonte del g7
da un post di Alessandro Ferretti ripreso il 18 giu. 2025 su fb da Renata Morresi:
*Di tutto questo al G7 neanche una parola*:
(Alessandro Ferretti)
«Come largamente prevedibile, Israele approfitta dell’attenzione mediatica rivolta al suo attacco all’Iran per un’ulteriore escalation di ferocia in Palestina. Nelle sole ultime 24 ore l’esercito occupante ha ammazzato oltre 140 persone e ne ha ferite 560, molte dei quali negli ormai consueti e normalizzati massacri a colpi di mitragliatrice e cannonate sulle folle affamate davanti ai punti di distribuzione degli aiuti.
Il sistema sanitario è praticamente oltre il collasso. Negli ultimi giorni Israele ha addirittura emanato un ordine di evacuazione per tutta la zona intorno all’unico ospedale realmente funzionante nella Striscia, il Nasser Hospital a Khan Younis, il che significa che nessuno può entrare o uscire dall’ospedale senza diventare un bersaglio dell’esercito. Medici e infermieri si sono rifiutati di evacuare abbandonando i loro pazienti alla morte, ma la chiusura dell’ospedale è solo rimandata.
Il dottor Mads Gilbert, che ha lavorato al Nasser Hospital, ha infatti rilanciato un appello drammatico del dottor Yousef Abu Al-Rish che dipinge una situazione terrificante:
➤ Non ci sono forniture. Niente materiale di consumo. Mancano tutti gli elementi necessari per la fornitura di cure mediche di emergenza.
➤ L’ospedale è ancora sovraffollato a causa del massiccio afflusso di feriti negli ultimi giorni. La capacità della terapia intensiva è stata aumentata da 12 a 52 posti letto, la capienza dei reparti a 600, ma ora non c’è più spazio.
➤ Le donazioni di sangue sono state interrotte a causa della diffusa anemia nutrizionale. I pazienti muoiono per emorragia.
➤ Le équipes mediche internazionali eseguivano oltre 45 interventi chirurgici al giorno dopo ogni grave attacco. Questo non è più possibile.
➤ Il personale lavora senza cibo né combustibile per cucinarlo. “Praticamente niente cibo disponibile”. Stanno raccogliendo legna da ardere solo per sfamare personale e pazienti. “Come posso chiedere loro di continuare a lavorare a stomaco vuoto?”, ha chiesto il dottor Rish?.
➤ L’attacco avviene su tre piani, fame, collasso sanitario e attacchi diretti alle linee di distribuzione aiuti.
➤ Il dottor Gilbert ha avvertito: “Il tempo è fondamentale. Stiamo parlando di ore”. I letti di terapia intensiva sono pieni. Lo spazio disponibile è esaurito. Le attrezzature chirurgiche sono esaurite. La banca del sangue è in condizioni critiche.
A questo si aggiunge l’appello urgente di oggi del dottor Ahmad Al-Farra – direttore del reparto di pediatria e maternità sempre presso l’ospedale Nasser – secondo cui “entro 48 ore potremmo iniziare a perdere la vita di neonati, in particolare di nati prematuri, a causa dell’esaurimento delle essenziali provviste di latte artificiale”.
Questo scenario atroce è confermato nientemeno che dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ieri ha rilasciato un comunicato in cui si descrive una situazione apocalittica.
Solo 17 dei 36 ospedali sono ancora parzialmente funzionanti, le scorte mediche sono quasi esaurite ovunque e nessun carburante è entrato da oltre 100+ giorni.
Nuove stragi hanno colpito i civili in cerca di cibo: oltre 200 pazienti (tra cui 28 morti) sono arrivati all’ospedale da campo della Croce Rossa di Al Mawasi lunedì, mentre martedì altre centinaia di vittime sono andate all’ospedale Nasser. Secondo l’OMS, l’assistenza medica è ormai praticamente impossibile anche perchè l’80% del territorio di Gaza è sotto ordine di sfollamento e gli spazi umanitari si restringono ogni giorno. Israele blocca 33 camion OMS con farmaci in Egitto e altri 15 in Cisgiordania
L’OMS chiede la riapertura immediata di tutti i valichi per gli aiuti e l’altrettando immediatra fine del modello attuale di distribuzione degli aiuti, che trasforma la ricerca di cibo in stragi “con massiccio numero di vittime”.
Al G7, con la partecipazione dell’Italia, di tutto questo non si fa la minima menzione: è come se la Palestina fosse stata inghiottita da un buco nero, e i giornali non fanno la minima menzione di questo tracollo spaventoso e deliberato che rimarrà per sempre nella storia delle grandi infamie perpetrate dall’uomo sull’uomo.
Diffondiamo queste notizie, affinchè le coscienze dei distratti si sveglino e le colpe di chi deliberatamente ignora tutto questo, politici, intellettuali e giornalisti, rimangano per sempre scolpite nella pietra della vergogna.»
#AlMawasi #AlessandroFerretti #bambini #children #Cisgiordania #coloni #colonialism #G7 #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #italia #izrahell #KhanYounis #latteArtificiale #MadsGilbert #massacri #neonati #OspedaleNasser #ospedali #Palestina #Palestine #RenataMorresi #settlers #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #WestBank #zionism
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la palestina scomparsa dall’orizzonte del g7
da un post di Alessandro Ferretti ripreso il 18 giu. 2025 su fb da Renata Morresi:
*Di tutto questo al G7 neanche una parola*:
(Alessandro Ferretti)
«Come largamente prevedibile, Israele approfitta dell’attenzione mediatica rivolta al suo attacco all’Iran per un’ulteriore escalation di ferocia in Palestina. Nelle sole ultime 24 ore l’esercito occupante ha ammazzato oltre 140 persone e ne ha ferite 560, molte dei quali negli ormai consueti e normalizzati massacri a colpi di mitragliatrice e cannonate sulle folle affamate davanti ai punti di distribuzione degli aiuti.
Il sistema sanitario è praticamente oltre il collasso. Negli ultimi giorni Israele ha addirittura emanato un ordine di evacuazione per tutta la zona intorno all’unico ospedale realmente funzionante nella Striscia, il Nasser Hospital a Khan Younis, il che significa che nessuno può entrare o uscire dall’ospedale senza diventare un bersaglio dell’esercito. Medici e infermieri si sono rifiutati di evacuare abbandonando i loro pazienti alla morte, ma la chiusura dell’ospedale è solo rimandata.
Il dottor Mads Gilbert, che ha lavorato al Nasser Hospital, ha infatti rilanciato un appello drammatico del dottor Yousef Abu Al-Rish che dipinge una situazione terrificante:
➤ Non ci sono forniture. Niente materiale di consumo. Mancano tutti gli elementi necessari per la fornitura di cure mediche di emergenza.
➤ L’ospedale è ancora sovraffollato a causa del massiccio afflusso di feriti negli ultimi giorni. La capacità della terapia intensiva è stata aumentata da 12 a 52 posti letto, la capienza dei reparti a 600, ma ora non c’è più spazio.
➤ Le donazioni di sangue sono state interrotte a causa della diffusa anemia nutrizionale. I pazienti muoiono per emorragia.
➤ Le équipes mediche internazionali eseguivano oltre 45 interventi chirurgici al giorno dopo ogni grave attacco. Questo non è più possibile.
➤ Il personale lavora senza cibo né combustibile per cucinarlo. “Praticamente niente cibo disponibile”. Stanno raccogliendo legna da ardere solo per sfamare personale e pazienti. “Come posso chiedere loro di continuare a lavorare a stomaco vuoto?”, ha chiesto il dottor Rish?.
➤ L’attacco avviene su tre piani, fame, collasso sanitario e attacchi diretti alle linee di distribuzione aiuti.
➤ Il dottor Gilbert ha avvertito: “Il tempo è fondamentale. Stiamo parlando di ore”. I letti di terapia intensiva sono pieni. Lo spazio disponibile è esaurito. Le attrezzature chirurgiche sono esaurite. La banca del sangue è in condizioni critiche.
A questo si aggiunge l’appello urgente di oggi del dottor Ahmad Al-Farra – direttore del reparto di pediatria e maternità sempre presso l’ospedale Nasser – secondo cui “entro 48 ore potremmo iniziare a perdere la vita di neonati, in particolare di nati prematuri, a causa dell’esaurimento delle essenziali provviste di latte artificiale”.
Questo scenario atroce è confermato nientemeno che dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ieri ha rilasciato un comunicato in cui si descrive una situazione apocalittica.
Solo 17 dei 36 ospedali sono ancora parzialmente funzionanti, le scorte mediche sono quasi esaurite ovunque e nessun carburante è entrato da oltre 100+ giorni.
Nuove stragi hanno colpito i civili in cerca di cibo: oltre 200 pazienti (tra cui 28 morti) sono arrivati all’ospedale da campo della Croce Rossa di Al Mawasi lunedì, mentre martedì altre centinaia di vittime sono andate all’ospedale Nasser. Secondo l’OMS, l’assistenza medica è ormai praticamente impossibile anche perchè l’80% del territorio di Gaza è sotto ordine di sfollamento e gli spazi umanitari si restringono ogni giorno. Israele blocca 33 camion OMS con farmaci in Egitto e altri 15 in Cisgiordania
L’OMS chiede la riapertura immediata di tutti i valichi per gli aiuti e l’altrettando immediatra fine del modello attuale di distribuzione degli aiuti, che trasforma la ricerca di cibo in stragi “con massiccio numero di vittime”.
Al G7, con la partecipazione dell’Italia, di tutto questo non si fa la minima menzione: è come se la Palestina fosse stata inghiottita da un buco nero, e i giornali non fanno la minima menzione di questo tracollo spaventoso e deliberato che rimarrà per sempre nella storia delle grandi infamie perpetrate dall’uomo sull’uomo.
Diffondiamo queste notizie, affinchè le coscienze dei distratti si sveglino e le colpe di chi deliberatamente ignora tutto questo, politici, intellettuali e giornalisti, rimangano per sempre scolpite nella pietra della vergogna.»
#AlMawasi #AlessandroFerretti #bambini #children #Cisgiordania #coloni #colonialism #G7 #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #italia #izrahell #KhanYounis #latteArtificiale #MadsGilbert #massacri #neonati #OspedaleNasser #ospedali #Palestina #Palestine #RenataMorresi #settlers #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #WestBank #zionism
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israele sulla via per legalizzare il furto di terre in cisgiordania
QASSAM MUADDI – ISRAELE HA APPENA CAMBIATO IL FUNZIONAMENTO DELLA PROPRIETÀ TERRIERA IN CISGIORDANIA
Il governo israeliano ha di fatto legalizzato l’annessione di oltre il 60% della Cisgiordania, ma nessuno ne parla. Ecco cosa significa per i palestinesi.
Di Qassam Muaddi – 12 giugno 2025
Fino al mese scorso, i palestinesi in Cisgiordania conservavano i loro certificati di proprietà terriera nel caso in cui le loro terre fossero rivendicate dallo Stato israeliano o dai coloni israeliani. Ma una recente decisione del governo israeliano ha reso le loro terre in Cisgiordania aperte alla registrazione della proprietà da parte di chiunque, compresi i coloni, costringendo i palestinesi a chiedere il riconoscimento della loro proprietà terriera da parte dello Stato israeliano o a vederla trasferita in mani israeliane.
All’inizio di questo mese, il governo israeliano ha approvato la decisione di riprendere il processo di registrazione catastale per i terreni nell’Area C della Cisgiordania, dopo decenni di congelamento. La decisione comporta gravi conseguenze per la proprietà terriera palestinese in quella che costituisce il 60% della Cisgiordania, poiché pone fine al trattamento dei terreni palestinesi nell’Area C come Territorio Occupato, trattandoli invece come parte di Israele.
COME È INIZIATA LA REGISTRAZIONE CATASTALE
Poco dopo l’Occupazione della Cisgiordania nel 1967, ordini militari israeliani hanno congelato il processo di registrazione della proprietà terriera. Questo processo ha avuto una fase importante dopo l’annessione della Cisgiordania da parte della Giordania in seguito alla Nakba, quando le autorità giordane hanno consentito la registrazione catastale per la Cisgiordania. La maggior parte dei palestinesi ha detenuto questi titoli di proprietà giordani per decenni, dopo che Israele ne ha congelato il processo in seguito all’Occupazione del territorio.
Negli accordi successivi agli Accordi di Oslo tra Israele e l’Autorità Nazionale Palestinese negli anni ’90, i territori della Cisgiordania sono stati suddivisi in Aree A, B e C. L’Area A comprende le città centrali, dove l’Autorità Nazionale Palestinese esercita il controllo civile e di sicurezza, ma dove le forze israeliane entrano regolarmente per arrestare i palestinesi. L’Area B comprende le aree urbane di città e villaggi, dove l’Autorità Nazionale Palestinese esercita solo il controllo civile, ma nessuna presenza di sicurezza, poiché l’esercito israeliano controlla queste aree. L’Area C, che rappresenta oltre il 60% della Cisgiordania, comprende i migliori terreni coltivabili, le risorse idriche, i confini e le cime collinari. È in queste terre che Israele ha avanzato i suoi insediamenti per decenni.
Nei primi anni successivi agli Accordi di Oslo, l’Autorità Nazionale Palestinese, recentemente istituita, assunse la gestione del Catasto fondiario nelle Aree A e B, ma la sua amministrazione produsse anche titoli di proprietà nell’Area C, sebbene non avesse alcun controllo o presenza in queste aree. Per quanto riguarda Israele, la registrazione della proprietà terriera palestinese nell’Area C rimase congelata e questi terreni rimasero sotto l’amministrazione militare israeliana e i suoi ordini militari.
COSA SIGNIFICA LA DECISIONE DAL PUNTO DI VISTA LEGALE
La recente decisione del governo israeliano di riprendere la registrazione della proprietà terriera nell’Area C considera tutti i titoli di proprietà terriera dell’Autorità Nazionale Palestinese come “nulli e privi di valore”. Ciò significa che i proprietari palestinesi di terreni nell’Area C non hanno alcuna prova legale della loro proprietà davanti agli organi governativi israeliani, ad eccezione dei loro vecchi titoli giordani, che in molti casi non includono le generazioni successive di eredi. Ciò significa che l’intero processo viene automaticamente posticipato di diversi decenni per i palestinesi.
Ma questa decisione ha anche una profonda implicazione politica, poiché i territori palestinesi non sono più trattati da Israele come territori amministrati militarmente, come lo sono stati dal 1967. Israele sta invece affidando la registrazione della proprietà terriera a enti governativi civili, il che costituisce di per sé un’attuazione pratica dell’annessione.
Ancora più importante, questo apre le porte alla legalizzazione del controllo dei coloni israeliani su questi territori.
“I palestinesi sono ora costretti a dimostrare la legittima proprietà delle loro terre davanti ai tribunali israeliani, che sono a loro volta di parte”, ha dichiarato Abdallah Hammad, direttore del Centro di Assistenza Legale a Gerusalemme.
“La maggior parte dei terreni in Cisgiordania sono terreni privati i cui proprietari possiedono documenti giordani che attestano il pagamento delle tasse per la loro proprietà, ma non avevano ancora completato la procedura di registrazione della proprietà quando avvenne l’Occupazione del 1967”, ha spiegato Hammad. “Con l’Occupazione che limita l’accesso ai terreni nell’Area C e limita l’economia agricola palestinese, svalutando il valore economico di questi terreni, questi diventano idonei a essere dichiarati per ‘uso pubblico’. Poi ci sono terreni che erano già terreni statali sotto il governo giordano, e sono quindi terreni pubblici. Ma non appartengono legalmente allo Stato israeliano”.
Hammad ha affermato che la principale differenza di questa nuova decisione è che apre le porte alla registrazione sia dei terreni inutilizzati che dei terreni statali giordani come terreni statali israeliani. “Prima della decisione, il governo israeliano dichiarava un terreno ‘di uso pubblico’ e il proprietario palestinese si opponeva a tale dichiarazione nei tribunali israeliani”, ha spiegato Hammad. “Ma ora, i terreni che non hanno titoli di proprietà privata recenti o che rientrano nella categoria di ‘terreni pubblici’ saranno registrati come terreni statali israeliani, e questo li renderà più facili da utilizzare per l’espansione degli insediamenti e la legalizzazione degli avamposti dei coloni”.
“Questa è un’annessione che avviene sotto i nostri occhi”, ha sottolineato Hammad.
DECENNI DI COLONIZZAZIONE
Per i palestinesi, la decisione del governo israeliano significa che le speranze di salvare le loro terre si sono allontanate.
“Abbiamo continuato a sperare di salvaguardare le nostre terre finché non si fosse trovata una soluzione politica, ma ora sembra che l’unico scenario possibile sia la completa perdita delle nostre terre”, ha detto un proprietario terriero palestinese nella città di Taybeh, a Est di Ramallah, chiedendo di rimanere anonimo.
“Quando ero bambino, lavoravamo le terre a Est della città che si affacciano sulla Valle del Giordano, proprio come avevano fatto i nostri padri per secoli”, ha ricordato. “Alternavamo la coltivazione del grano un anno e di altri cereali come ceci e lenticchie l’anno successivo. La mia famiglia produceva tre tonnellate di grano, da cui ricavavamo il necessario per fare il pane, perché tutto il pane che consumavamo proveniva da queste terre, e il resto lo scambiavamo con altri prodotti o lo vendevamo”.
“Dopo il 1967, il nostro lavoro nei campi è diminuito perché i nostri prodotti hanno perso molto valore e non potevamo più vivere di quella terra. Molti hanno iniziato a lavorare in Israele come operai edili, mentre altri come me hanno cercato un’istruzione all’estero”, ha spiegato.
“Durante questo periodo, le famiglie beduine della Valle del Giordano hanno iniziato a usare le nostre terre per pascolare e vivere, e questa è stata una situazione che ci ha permesso di proteggere la terra dalla confisca da parte delle autorità israeliane, soprattutto dopo che queste terre sono state classificate come Area C negli anni ’90. Abbiamo anche portato avanti la procedura di registrazione presso l’Autorità Nazionale Palestinese e ottenuto i nostri titoli di proprietà, e abbiamo pensato che questo ci avrebbe aiutato a dimostrare la nostra proprietà”, ha sottolineato il proprietario terriero.
Ora, il governo israeliano ha ritenuto privi di valore quei titoli di proprietà dell’Autorità Nazionale Palestinese. Ma questo processo non è iniziato dopo l’ottobre 2023. L’abitante di Taybeh ha spiegato che le autorità israeliane consideravano i titoli di proprietà dell’Autorità Nazionale Palestinese come di valore secondario già molti anni prima.
“Nel 2020, i coloni israeliani hanno aperto un piccolo avamposto sulle nostre terre orientali, classificate come Area C, e hanno iniziato a far pascolare le mucche su di esse, allontanando i beduini”, ha spiegato il proprietario terriero di Taybeh. “Quando un gruppo di proprietari terrieri, me compreso, si è schierato con i beduini e ha portato con sé i nostri titoli di proprietà, la polizia israeliana sul posto ci ha detto che i nostri titoli di proprietà palestinesi erano inutili e che dovevamo procurarcene di nuovi israeliani. Questo è già successo cinque anni fa.”
In effetti, l’Amministrazione Civile dell’esercito israeliano ha consigliato al governo israeliano di aprire la registrazione delle proprietà terriere nell’Area C della Cisgiordania nel novembre 2020. Il quotidiano israeliano Israel Hayom, all’epoca, riportò che l’ex capo degli insediamenti israeliani descrisse il consiglio dell’Amministrazione Civile come “un modo per imporre la sovranità israeliana su tutta la Cisgiordania e non solo sulla Valle del Giordano”. Il quotidiano israeliano descrisse l’allora proposta come “il passo più importante per legalizzare gli insediamenti”, che avrà “drammatiche implicazioni sul conflitto sulla proprietà terriera tra palestinesi e coloni israeliani, a favore dei coloni”.
“Le conseguenze di questa decisione dipingono una prospettiva molto cupa per il futuro”, ha affermato Abdallah Hammad del Centro di Assistenza Legale a Gerusalemme. “Questo capovolgerà le cose come mai prima, perché non saranno i coloni israeliani a chiedere la legalizzazione dei loro avamposti. Saranno legalizzati quasi immediatamente, mentre i palestinesi saranno resi stranieri, costretti a giustificare la loro rivendicazione sulle terre delle loro famiglie e dei loro antenati”.
“Quando sento parlare del rischio di annessione, dico loro: questa è l’annessione. È già iniziata e sta avanzando”.
“La maggior parte dei terreni della nostra città si trova nell’Area C”, ha sottolineato il proprietario terriero di Taybeh. “Hanno nomi. Sono nelle nostre canzoni, nelle nostre tradizioni, nei nostri ricordi. Le nostre famiglie hanno vissuto di queste terre per generazioni, e tutto questo ci viene negato”.
“Ci siamo aggrappati alle nostre terre per decenni, sperando di proteggere i nostri diritti su di esse, ma oggi sentiamo che tutte le nostre speranze sono state vane”, ha aggiunto. “Sentiamo che perderemo le nostre terre sotto gli occhi del mondo intero”.
Qassam Muaddi è redattore di Mondoweiss per la Palestina
Traduzione: La Zona Grigia
#Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #furtoditerre
#bambini #children #Cisgiordania #coloni #colonialism #concentramento #deportazione #furtoditerre #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #LaZonaGrigia #massacri #Mondoweiss #Palestina #Palestine #QassamMuaddi #settlers #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #WestBank #zionism
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israele sulla via per legalizzare il furto di terre in cisgiordania
QASSAM MUADDI – ISRAELE HA APPENA CAMBIATO IL FUNZIONAMENTO DELLA PROPRIETÀ TERRIERA IN CISGIORDANIA
Il governo israeliano ha di fatto legalizzato l’annessione di oltre il 60% della Cisgiordania, ma nessuno ne parla. Ecco cosa significa per i palestinesi.
Di Qassam Muaddi – 12 giugno 2025
Fino al mese scorso, i palestinesi in Cisgiordania conservavano i loro certificati di proprietà terriera nel caso in cui le loro terre fossero rivendicate dallo Stato israeliano o dai coloni israeliani. Ma una recente decisione del governo israeliano ha reso le loro terre in Cisgiordania aperte alla registrazione della proprietà da parte di chiunque, compresi i coloni, costringendo i palestinesi a chiedere il riconoscimento della loro proprietà terriera da parte dello Stato israeliano o a vederla trasferita in mani israeliane.
All’inizio di questo mese, il governo israeliano ha approvato la decisione di riprendere il processo di registrazione catastale per i terreni nell’Area C della Cisgiordania, dopo decenni di congelamento. La decisione comporta gravi conseguenze per la proprietà terriera palestinese in quella che costituisce il 60% della Cisgiordania, poiché pone fine al trattamento dei terreni palestinesi nell’Area C come Territorio Occupato, trattandoli invece come parte di Israele.
COME È INIZIATA LA REGISTRAZIONE CATASTALE
Poco dopo l’Occupazione della Cisgiordania nel 1967, ordini militari israeliani hanno congelato il processo di registrazione della proprietà terriera. Questo processo ha avuto una fase importante dopo l’annessione della Cisgiordania da parte della Giordania in seguito alla Nakba, quando le autorità giordane hanno consentito la registrazione catastale per la Cisgiordania. La maggior parte dei palestinesi ha detenuto questi titoli di proprietà giordani per decenni, dopo che Israele ne ha congelato il processo in seguito all’Occupazione del territorio.
Negli accordi successivi agli Accordi di Oslo tra Israele e l’Autorità Nazionale Palestinese negli anni ’90, i territori della Cisgiordania sono stati suddivisi in Aree A, B e C. L’Area A comprende le città centrali, dove l’Autorità Nazionale Palestinese esercita il controllo civile e di sicurezza, ma dove le forze israeliane entrano regolarmente per arrestare i palestinesi. L’Area B comprende le aree urbane di città e villaggi, dove l’Autorità Nazionale Palestinese esercita solo il controllo civile, ma nessuna presenza di sicurezza, poiché l’esercito israeliano controlla queste aree. L’Area C, che rappresenta oltre il 60% della Cisgiordania, comprende i migliori terreni coltivabili, le risorse idriche, i confini e le cime collinari. È in queste terre che Israele ha avanzato i suoi insediamenti per decenni.
Nei primi anni successivi agli Accordi di Oslo, l’Autorità Nazionale Palestinese, recentemente istituita, assunse la gestione del Catasto fondiario nelle Aree A e B, ma la sua amministrazione produsse anche titoli di proprietà nell’Area C, sebbene non avesse alcun controllo o presenza in queste aree. Per quanto riguarda Israele, la registrazione della proprietà terriera palestinese nell’Area C rimase congelata e questi terreni rimasero sotto l’amministrazione militare israeliana e i suoi ordini militari.
COSA SIGNIFICA LA DECISIONE DAL PUNTO DI VISTA LEGALE
La recente decisione del governo israeliano di riprendere la registrazione della proprietà terriera nell’Area C considera tutti i titoli di proprietà terriera dell’Autorità Nazionale Palestinese come “nulli e privi di valore”. Ciò significa che i proprietari palestinesi di terreni nell’Area C non hanno alcuna prova legale della loro proprietà davanti agli organi governativi israeliani, ad eccezione dei loro vecchi titoli giordani, che in molti casi non includono le generazioni successive di eredi. Ciò significa che l’intero processo viene automaticamente posticipato di diversi decenni per i palestinesi.
Ma questa decisione ha anche una profonda implicazione politica, poiché i territori palestinesi non sono più trattati da Israele come territori amministrati militarmente, come lo sono stati dal 1967. Israele sta invece affidando la registrazione della proprietà terriera a enti governativi civili, il che costituisce di per sé un’attuazione pratica dell’annessione.
Ancora più importante, questo apre le porte alla legalizzazione del controllo dei coloni israeliani su questi territori.
“I palestinesi sono ora costretti a dimostrare la legittima proprietà delle loro terre davanti ai tribunali israeliani, che sono a loro volta di parte”, ha dichiarato Abdallah Hammad, direttore del Centro di Assistenza Legale a Gerusalemme.
“La maggior parte dei terreni in Cisgiordania sono terreni privati i cui proprietari possiedono documenti giordani che attestano il pagamento delle tasse per la loro proprietà, ma non avevano ancora completato la procedura di registrazione della proprietà quando avvenne l’Occupazione del 1967”, ha spiegato Hammad. “Con l’Occupazione che limita l’accesso ai terreni nell’Area C e limita l’economia agricola palestinese, svalutando il valore economico di questi terreni, questi diventano idonei a essere dichiarati per ‘uso pubblico’. Poi ci sono terreni che erano già terreni statali sotto il governo giordano, e sono quindi terreni pubblici. Ma non appartengono legalmente allo Stato israeliano”.
Hammad ha affermato che la principale differenza di questa nuova decisione è che apre le porte alla registrazione sia dei terreni inutilizzati che dei terreni statali giordani come terreni statali israeliani. “Prima della decisione, il governo israeliano dichiarava un terreno ‘di uso pubblico’ e il proprietario palestinese si opponeva a tale dichiarazione nei tribunali israeliani”, ha spiegato Hammad. “Ma ora, i terreni che non hanno titoli di proprietà privata recenti o che rientrano nella categoria di ‘terreni pubblici’ saranno registrati come terreni statali israeliani, e questo li renderà più facili da utilizzare per l’espansione degli insediamenti e la legalizzazione degli avamposti dei coloni”.
“Questa è un’annessione che avviene sotto i nostri occhi”, ha sottolineato Hammad.
DECENNI DI COLONIZZAZIONE
Per i palestinesi, la decisione del governo israeliano significa che le speranze di salvare le loro terre si sono allontanate.
“Abbiamo continuato a sperare di salvaguardare le nostre terre finché non si fosse trovata una soluzione politica, ma ora sembra che l’unico scenario possibile sia la completa perdita delle nostre terre”, ha detto un proprietario terriero palestinese nella città di Taybeh, a Est di Ramallah, chiedendo di rimanere anonimo.
“Quando ero bambino, lavoravamo le terre a Est della città che si affacciano sulla Valle del Giordano, proprio come avevano fatto i nostri padri per secoli”, ha ricordato. “Alternavamo la coltivazione del grano un anno e di altri cereali come ceci e lenticchie l’anno successivo. La mia famiglia produceva tre tonnellate di grano, da cui ricavavamo il necessario per fare il pane, perché tutto il pane che consumavamo proveniva da queste terre, e il resto lo scambiavamo con altri prodotti o lo vendevamo”.
“Dopo il 1967, il nostro lavoro nei campi è diminuito perché i nostri prodotti hanno perso molto valore e non potevamo più vivere di quella terra. Molti hanno iniziato a lavorare in Israele come operai edili, mentre altri come me hanno cercato un’istruzione all’estero”, ha spiegato.
“Durante questo periodo, le famiglie beduine della Valle del Giordano hanno iniziato a usare le nostre terre per pascolare e vivere, e questa è stata una situazione che ci ha permesso di proteggere la terra dalla confisca da parte delle autorità israeliane, soprattutto dopo che queste terre sono state classificate come Area C negli anni ’90. Abbiamo anche portato avanti la procedura di registrazione presso l’Autorità Nazionale Palestinese e ottenuto i nostri titoli di proprietà, e abbiamo pensato che questo ci avrebbe aiutato a dimostrare la nostra proprietà”, ha sottolineato il proprietario terriero.
Ora, il governo israeliano ha ritenuto privi di valore quei titoli di proprietà dell’Autorità Nazionale Palestinese. Ma questo processo non è iniziato dopo l’ottobre 2023. L’abitante di Taybeh ha spiegato che le autorità israeliane consideravano i titoli di proprietà dell’Autorità Nazionale Palestinese come di valore secondario già molti anni prima.
“Nel 2020, i coloni israeliani hanno aperto un piccolo avamposto sulle nostre terre orientali, classificate come Area C, e hanno iniziato a far pascolare le mucche su di esse, allontanando i beduini”, ha spiegato il proprietario terriero di Taybeh. “Quando un gruppo di proprietari terrieri, me compreso, si è schierato con i beduini e ha portato con sé i nostri titoli di proprietà, la polizia israeliana sul posto ci ha detto che i nostri titoli di proprietà palestinesi erano inutili e che dovevamo procurarcene di nuovi israeliani. Questo è già successo cinque anni fa.”
In effetti, l’Amministrazione Civile dell’esercito israeliano ha consigliato al governo israeliano di aprire la registrazione delle proprietà terriere nell’Area C della Cisgiordania nel novembre 2020. Il quotidiano israeliano Israel Hayom, all’epoca, riportò che l’ex capo degli insediamenti israeliani descrisse il consiglio dell’Amministrazione Civile come “un modo per imporre la sovranità israeliana su tutta la Cisgiordania e non solo sulla Valle del Giordano”. Il quotidiano israeliano descrisse l’allora proposta come “il passo più importante per legalizzare gli insediamenti”, che avrà “drammatiche implicazioni sul conflitto sulla proprietà terriera tra palestinesi e coloni israeliani, a favore dei coloni”.
“Le conseguenze di questa decisione dipingono una prospettiva molto cupa per il futuro”, ha affermato Abdallah Hammad del Centro di Assistenza Legale a Gerusalemme. “Questo capovolgerà le cose come mai prima, perché non saranno i coloni israeliani a chiedere la legalizzazione dei loro avamposti. Saranno legalizzati quasi immediatamente, mentre i palestinesi saranno resi stranieri, costretti a giustificare la loro rivendicazione sulle terre delle loro famiglie e dei loro antenati”.
“Quando sento parlare del rischio di annessione, dico loro: questa è l’annessione. È già iniziata e sta avanzando”.
“La maggior parte dei terreni della nostra città si trova nell’Area C”, ha sottolineato il proprietario terriero di Taybeh. “Hanno nomi. Sono nelle nostre canzoni, nelle nostre tradizioni, nei nostri ricordi. Le nostre famiglie hanno vissuto di queste terre per generazioni, e tutto questo ci viene negato”.
“Ci siamo aggrappati alle nostre terre per decenni, sperando di proteggere i nostri diritti su di esse, ma oggi sentiamo che tutte le nostre speranze sono state vane”, ha aggiunto. “Sentiamo che perderemo le nostre terre sotto gli occhi del mondo intero”.
Qassam Muaddi è redattore di Mondoweiss per la Palestina
Traduzione: La Zona Grigia
#Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #furtoditerre
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