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#gerusalemme-est — Public Fediverse posts

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  1. Israele li considera invece residenti della #Cisgiordania.

    Di conseguenza, secondo il punto di vista israeliano, essi si trovano illegalmente in Israele anche se si trovano nelle loro stesse case.

    La situazione dei residenti è peggiorata ulteriormente da quando è stata costruita la barriera di separazione ed è stata asfaltata una nuova strada che collega gli insediamenti a est di Gerusalemme alla capitale [ il diritto internazionale non riconosce Gerusalemme come capitale di Israele NdR.].

    La strada e la barriera hanno isolato il villaggio, costringendo gli scolari a lasciare le scuole israeliane che frequentavano a #GerusalemmeEst per recarsi nelle scuole della città di #BeitSahur, in Cisgiordania. ⬇️3

  2. #FaizAbuRmeleh, fotografo palestinese di lunga data di #GerusalemmeEst, ha dichiarato di aver assistito all’aggressione da parte della polizia di un giornalista cinese che documentava i fatti, e di averlo visto mentre veniva picchiato mentre era terra.

    Dopo aver cercato di aiutare il giornalista straniero, Abu Rmeleh ha affermato che la polizia ha aggredito anche lui.

    «Ho detto all’agente: “È un giornalista”», ha raccontato Abu Rmeleh a #Haaretz.

    «Più di 15 agenti di polizia mi sono saltati addosso e hanno iniziato a picchiarmi. Hanno cercato di portarmi via le macchine fotografiche».

    Abu Rmeleh ha affermato che la polizia non ha smesso nemmeno quando ha ripetuto di essere un giornalista.
    Lui e il fotografo cinese sono stati rilasciati solo quando è passato di lì un agente che lo riconosciuto, ha aggiunto. ⬇️3

  3. ✍️ #BarryDanino e #MichalFeldon
    ⟦ Circa un mese fa, cinque gruppi per i diritti umani hanno chiesto alla Corte Suprema di ordinare allo Stato di riprendere l'evacuazione dei pazienti dalla Striscia di #Gaza verso gli ospedali della #Cisgiordania e di #GerusalemmeEst.

    La petizione era volta esclusivamente a consentire il transito attraverso #Israele dei pazienti in attesa di cure mediche a Gerusalemme Est e nelle aree della Cisgiordania amministrate dai palestinesi.

    Non si trattava di una richiesta di ripristinare la situazione precedente alla guerra, quando tali pazienti venivano curati anche in Israele, anche se già allora le cure erano pagate dall'Autorità Palestinese piuttosto che da Israele.

    Lo Stato non ha ancora risposto alla petizione.⬇️2

  4. #GERUSALEMMEest
    Nonostante abbiano la residenza permanente o la cittadinanza israeliana, i residenti palestinesi di Gerusalemme Est subiscono da tempo una discriminazione sistematica, che si è intensificata durante la guerra.

    Servizi municipali di base come istruzione, approvvigionamento idrico, riparazione delle infrastrutture e la raccolta dei rifiuti non sono forniti in modo costante, se non negati, e le chiusure stradali diffuse sconvolgono gravemente la vita quotidiana di decine di migliaia di persone.

    I piani per la costruzione di nuovi insediamenti a Gerusalemme Est e nell'area circostante stanno procedendo, le demolizioni hanno raggiunto livelli record e la minaccia di espropriazione e sfollamento di intere comunità è in aumento. ⬇️7

  5. ⟦ I due anni trascorsi dal 7 ottobre sono stati caratterizzati da un grave inasprimento delle violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale nella Striscia di #Gaza, in #Cisgiordania e a #GerusalemmeEst: uccisioni e violenze diffuse, distruzione senza precedenti, fame, sfollamenti, intensificazione dell'occupazione e restrizioni alla libertà di protesta.

    Valori fondamentali come la sacralità della vita, i diritti umani universali, il rispetto dello Stato di diritto e delle leggi di guerra e la responsabilità per le violazioni sono stati compromessi in misura tale da non poter essere riparati senza indagini approfondite e un'autentica assunzione di responsabilità. ⬇️2

  6. cliccare per ingrandire

    *
    il libro:

    https://www.libreriasensibiliallefoglie.com/novita/518-il-tempo-del-genocidio.html

    Dal 7 ottobre 2023 la locuzione “guerra Israele-Hamas” è stata utilizzata per manipolare la nostra percezione di uno sterminio sistematico dei palestinesi e in particolare di donne e bambini – la possibilità per il vivente di esistere nel futuro – senza precedenti nella storia recente. Lo sguardo professionale di Samah Jabr colloca le uccisioni di massa, gli sfollamenti, l’affamamento, la tortura e le umiliazioni contingenti, nel solco più ampio del trauma storico palestinese. Trauma decennale che, per poter essere affrontato, richiede una solidarietà concreta e attiva, capace di affermare sia il diritto alla resistenza nella Palestina illegalmente occupata, sia il rispetto dei diritti umani elementari, calpestati da decenni con la complicità attiva dei Paesi occidentali. La scelta dell’Autrice di esporsi e raccontarsi, intrecciata alla sua lucida analisi degli eventi, sollecita quell’empatia che, sola, può farci comprendere fino in fondo che in Palestina è in gioco la possibilità per gli umani di definirsi ancora tali. Se la solidarietà internazionale è terapeutica per i palestinesi, il dono del sumud che essi ci fanno con la loro resistenza può aprire anche le nostre menti e i nostri cuori, per mettere fine alla più lunga e sanguinosa occupazione coloniale del nostro tempo.

    https://slowforward.net/2024/11/09/oggi-9-novembre-a-milano-presentazione-del-libro-il-tempo-del-genocidio-di-samah-jabr-psichiatra-palestinese/

    #000000 #anticolonialismo #CasaDelleDonne #CasaDelleDonneDiMilano #Cisgiordania #FrantzFanon #Gaza #genocidio #Gerusalemme #GerusalemmeEst #IlTempoDelGenocidio #MariaNadotti #occupazioneSionista #Palestina #Palestine #psichiatria #psichiatriaAnticoloniale #psicologia #saluteMentale #SamahJabr #SensibiliAlleFoglie #territoriOccupati #TerritoriOccupatiPalestinesi #UnitàDiSaluteMentale #UnitàDiSaluteMentaleDelMinisteroDellaSalutePalestinese #WestBank

  7. cliccare per ingrandire

    *
    il libro:

    https://www.libreriasensibiliallefoglie.com/novita/518-il-tempo-del-genocidio.html

    Dal 7 ottobre 2023 la locuzione “guerra Israele-Hamas” è stata utilizzata per manipolare la nostra percezione di uno sterminio sistematico dei palestinesi e in particolare di donne e bambini – la possibilità per il vivente di esistere nel futuro – senza precedenti nella storia recente. Lo sguardo professionale di Samah Jabr colloca le uccisioni di massa, gli sfollamenti, l’affamamento, la tortura e le umiliazioni contingenti, nel solco più ampio del trauma storico palestinese. Trauma decennale che, per poter essere affrontato, richiede una solidarietà concreta e attiva, capace di affermare sia il diritto alla resistenza nella Palestina illegalmente occupata, sia il rispetto dei diritti umani elementari, calpestati da decenni con la complicità attiva dei Paesi occidentali. La scelta dell’Autrice di esporsi e raccontarsi, intrecciata alla sua lucida analisi degli eventi, sollecita quell’empatia che, sola, può farci comprendere fino in fondo che in Palestina è in gioco la possibilità per gli umani di definirsi ancora tali. Se la solidarietà internazionale è terapeutica per i palestinesi, il dono del sumud che essi ci fanno con la loro resistenza può aprire anche le nostre menti e i nostri cuori, per mettere fine alla più lunga e sanguinosa occupazione coloniale del nostro tempo.

     

    https://slowforward.net/2024/11/04/samah-jabr-presentazione-9nov/

    #000000 #anticolonialismo #CasaDelleDonne #CasaDelleDonneDiMilano #Cisgiordania #FrantzFanon #Gaza #genocidio #Gerusalemme #GerusalemmeEst #IlTempoDelGenocidio #MariaNadotti #occupazioneSionista #Palestina #Palestine #psichiatria #psichiatriaAnticoloniale #psicologia #saluteMentale #SamahJabr #SensibiliAlleFoglie #territoriOccupati #TerritoriOccupatiPalestinesi #UnitàDiSaluteMentale #UnitàDiSaluteMentaleDelMinisteroDellaSalutePalestinese #WestBank

  8. Come artisti, giornalisti, studiosi, critici, intellettuali, scrittori, musicisti, attori, architetti ma semplicemente come esseri umani interessati alla giustizia e alla pace, credo ci siano richieste alcune cose:

    (1) fare una ininterrotta opera di controinformazione su quanto il fascismo sionista ha fatto e sta facendo sia in Palestina, Libano e Yemen, sia (in termini di acquisto di consenso, diffusione di menzogne e corruzione di politici e giornalisti) in tutti gli altri paesi del mondo, non solo in occidente, ma – certo – soprattutto in USA, UK ed UE;

    (2) esprimere (e documentare) una costante ed esplicita condanna della natura illegittima, coloniale e criminale delle operazioni militari israeliane attuali e passate, così come delle procedure di apartheid e oppressione da decenni implementate a danno degli abitanti della Palestina intera;

    (3) esprimere e sollecitare sostegno all’UNHCR e alle organizzazioni umanitarie e ai medici che operano sul territorio: Mezzaluna rossa, Croce rossa, Unicef, Medici senza frontiere, Emergency, Oxfam, Amnesty eccetera;

    (4) chiedere con insistenza e manifestare per un cessate il fuoco completo e definitivo; per il ritiro delle truppe d’invasione da Gaza e dal Libano; per l’apertura di valichi e corridoi umanitari a sud e via mare (perché viveri, medicine e beni essenziali riaffluiscano a Gaza); per il diritto dei giornalisti palestinesi e internazionali a documentare in piena incolumità la situazione creata ovunque dall’invasore; per il riconoscimento dell’inviolabilità dei diritti e delle proprietà dei Palestinesi in Cisgiordania e a Gerusalemme Est; per l’incriminazione, condanna e arresto per genocidio dei vertici politici e militari israeliani; 

    (5) trasmettere le suddette richieste a chi ci governa, pretendendo inoltre un embargo sulle vendite di armi agli invasori israeliani, l’interruzione delle relazioni diplomatiche con l’aggressore sionista, il riconoscimento immediato dello Stato Palestinese, l’apertura di una ambasciata italiana in Cisgiordania.

    *

    Paragonare il genocidio attuato dai sionisti alla violenza nazista e fascista è sensato, è pertinente, ha basi storiche e giuridiche, e gli intellettuali italiani su questo e su tutti i punti precedenti devono prendere posizione (avrebbero dovuto prenderla da tempo). La storia non li aspetta, sta già rovinando sulle spalle dei colonizzati.

    Davanti alle immagini, ai video, agli audio delle urla che si accumulano da un anno, le posizioni e la riflessione occidentali o sono frontalmente filopalestinesi e antisioniste, o si rivelano una semplice variante, più o meno moderata, del suprematismo colonialista bianco che ha negli USA il suo epicentro.

    https://slowforward.net/2024/10/01/contrastare-sionismo/

    #000000 #amnesty #architetti #artisti #attori #Cisgiordania #critici #CroceRossa #Emergency #Gaza #genocidio #GerusalemmeEst #giornalisti #intellettuali #Libano #MediciSenzaFrontiere #MezzalunaRossa #musicisti #Oxfam #scrittori #sionismo #sionisti #studiosi #UNHCR #Unicef #WestBank #Yemen

  9. Qui un audio irritato che, prendendo atto degli ostacoli escogitati da facebook in particolare (non da Meta in generale, si direbbe) ai danni di chi voglia pubblicare immagini e informazioni sulla Palestina, suggerisce di aggirare i filtri di fb ai post diretti passando per una funzione di repost da instagram. Ovvero: avviare un canale ig che possa riprendere e diffondere le notizie principali, più o meno regolarmente (come è possibile a chi lo gestisce). Il canale o spazio https://instagram.com/palestina_it si aggiunge agli altri (purtroppo variamente ‘sorvegliati’ dai padroni delle piattaforme) https://www.youtube.com/@differx-2 e https://www.facebook.com/groups/bukra. La spiegazione a voce — estemporanea e assai low-res — è dunque su Pod al popolo. Il podcast irregolare, ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto.

    https://slowforward.net/wp-content/uploads/2024/09/pap039_instagram_palestina_it.mp3
     

    https://instagram.com/palestina_it

    n.b.: l’estensione “it” non vuole indicare che i contenuti saranno solo in italiano: le lingue utilizzate potranno essere, come è logico, anche l’arabo, l’inglese, il francese, lo spagnolo, sempre (se possibile) con sottotitoli che ne agevolino la comprensione
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    https://slowforward.net/2024/09/12/ig-palestina-it/

    #000000 #apartheid #audio #audioArchive #banning #bukra #Cisgiordania #differx #EastJerusalem #ethnicCleansing #facebook #FB #ffffff #filtriDiFb #Gaza #genocide #genocidio #GerusalemmeEst #gruppo #IG #informazioni #Instagram #instagramComPalestinaIt #izrahell #MarcoGiovenale #Palestina #palestinaIt #Palestine #PAP #pap039 #pap039 #podAlPopolo #podcast #poesia #puliziaEtnica #razzismo #ricostruzioni #shadowbanning #sionismo #sionisti #WestBank #youtube