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  1. RT by @europainitalia: 🇪🇺 Ieri al #Campidoglio, per il Giorno dell'Europa, con i veri protagonisti di questo progetto straordinario: i giovani.
    Perché la pace, la democrazia, la prosperità non siano soltanto eredità del passato, ma impegno quotidiano per il futuro.
    🇮🇹 Le celebrazioni continuano questa mattina alla Terrazza del Pincio, a Roma.

    Buona Festa dell'Europa a tutti!

    🇬🇧 Yesterday at the Campidoglio, on Europe Day, with the true protagonists of this extraordinary project: young people.
    Because peace, democracy and prosperity must not remain only a legacy of the past, but a daily commitment to the future.
    The celebrations continue this morning at the Pincio Terrace in Rome.
    Happy Europe Day to everyone!

    🇪🇺 Ieri al #Campidoglio, per il Giorno dell'Europa, con i veri protagonisti di questo progetto straordinario: i giovani.
    Perché la pace, la democrazia, la prosperità non siano soltanto eredità del passato, ma impegno quotidiano per il futuro.
    🇮🇹 Le celebrazioni continuano questa mattina alla Terrazza del Pincio, a Roma.

    Buona Festa dell'Europa a tutti!

    🇬🇧 Yesterday at the Campidoglio, on Europe Day, with the true protagonists of this extraordinary project: young people.
    Because peace, democracy and prosperity must not remain only a legacy of the past, but a daily commitment to the future.
    The celebrations continue this morning at the Pincio Terrace in Rome.
    Happy Europe Day to everyone!

    Video
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    nitter.net/RaffaeleFitto/statu

  2. 🎨 𝗗𝗼𝗺𝗲𝗻𝗶𝗰𝗮 𝟮 𝗻𝗼𝘃𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝗥𝗼𝗺𝗮 𝗮𝗽𝗿𝗲 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗶𝘀 𝗺𝘂𝘀𝗲𝗶 𝗲 𝘀𝗶𝘁𝗶 𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗶。 𝗘𝗰𝗰𝗼 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗲 𝗹𝗲 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮𝘁𝗶𝘃𝗲

    #RomaGratis #MuseiCapitolini #PalazzoSenatorio #Campidoglio #ArteECultura #WeekendRoma #MuseiInComune #DomenicheGratuite #Roma

    storiearcheostorie.com/2025/10

  3. Per la prima volta nella storia di Roma la Dc passa all’opposizione

    Nonostante il primato del partito comunista nella capitale, l’insediamento di Giulio Carlo Argan si realizza con difficoltà. La genesi del percorso va ricercata nell’anno precedente e, più precisamente, nell’iniziativa del presidente della federazione romana del Pci Luigi Petroselli. Egli sottoscrive con l’allora sindaco democristiano Clelio Darida il “Piano Istituzionale di Roma”, fondamentale per la legittimazione democratica del Pci, e consente al partito di attestarsi «a un passo dalla realizzazione del compromesso storico nella capitale» <105.
    La formazione della prima giunta rossa è stata interpretata come «il capolavoro politico di Luigi Petroselli» <106 proprio per la capacità del coriaceo dirigente comunista di leggere con intelligenza gli equilibri politici e calibrare la posizione migliore per favorire il partito. L’immediatezza postelettorale apre infatti uno scenario magmatico: alla grande euforia della vittoria, nel Pci si fa largo la consapevolezza dell’irrealizzabilità di una maggioranza priva dei voti comunisti <107. Le principali incognite di questa fase iniziale arrivano però da una constatazione speculare, cioè l’insufficienza numerica di una maggioranza che comprenda le sinistre (Pci, Psi) e il Psdi, ferma ad appena quarantuno consiglieri su ottanta. Nei circuiti del dibattito pubblico echeggia l’immagine di «un nuovo Nathan in Campidoglio» <108, che non manca di suscitare preoccupazioni in un Vaticano già amareggiato dalla perdita dell’Urbe <109, nonostante uno dei primi nomi sia quello del moderato esponente repubblicano Oscar Mammì, futuro primo firmatario della discussa legge sulla regolarizzazione delle emittenze radiotelevisive nel 1990 <110.
    Le forze politiche sembrano osservare con ansia le vicende nazionali, allorché si profila la possibilità di un governo che includa in qualche modo il Pci: nessuno dei partiti, ad eccezione del Psi, si mostra ansioso di bruciare le tappe. I socialisti, nella figura del segretario della sezione romana Pier Luigi Severi, delegano la scelta ad un Pci quasi travolto dal risultato e trincerato dietro i proclami della linea nazionale su un’intesa pienamente inserita nel disegno del compromesso storico. Il 27 giugno il Pci prende l’iniziativa ed apre una fase di consultazione attraverso un documento esplorativo diffuso dalla federazione romana, nel quale si auspica la formazione di «nuovi governi» fondati sulla «collaborazione fra tutte le forze democratiche e popolari» <111.
    Ad una settimana dal voto si delineano con maggiore nettezza le posizioni dei partiti. I comunisti aprono ufficialmente alle larghe intese, auspicando una convergenza dei partiti d’ispirazione democratica ma rivendicando con grande chiarezza un ruolo di primo piano. Il Partito lancia una prima bozza programmatica in sette punti <112, con l’obiettivo di costruire una base materiale su cui articolare l’accordo, costringendo in questo modo la Dc a “scoprire le carte”. I socialisti oscillano fra la possibilità delle larghe intese e un’alternativa tutta di sinistra, senza però chiarire la soluzione al problema della sua inconsistenza numerica in consiglio comunale. La Dc, che nei proclami della campagna elettorale si era affrettata a chiudere la porta ad alleanze per l’elezione del sindaco tanto al Msi quanto al Pci, si attesta su una linea di cautela. Ad alcune timide aperture, o perlomeno ad un riconoscimento del peso centrale della compagine comunista, seguono affermazioni sibilline, a metà fra l’impossibilità di proseguire sulla strada del centro-sinistra e un rifiuto secco di un’alternativa tutta di sinistra.
    Il nodo da sciogliere è evidentemente quello del coinvolgimento del partito democristiano. Il Pci vi insiste in maniera ossessiva e si mostra oltremodo attendista nel chiudere la porta, laddove nella Dc emergono posizioni contrastanti, specchio del mutamento degli equilibri politici interni, con la risicata maggioranza ottenuta dalla compagine di Zaccagnini nell’aspro congresso nazionale del marzo del 1976, sotto la sapiente regia di Aldo Moro <113. La linea politica prende formalmente le distanze dall’opposizione ad oltranza come nella Regione Lazio e si registrano voci propense ad «un accordo sul programma con i comunisti, escludendo però una comune assunzione di responsabilità di governo» <114. Appare chiaro agli occhi dei socialisti che l’alternativa di sinistra vada ad infrangersi contro un Partito comunista «timoroso per i riflessi politici generali che una giunta rossa nella capitale avrebbe potuto avere» <115.
    La situazione va risolta in tempi stretti, entro Ferragosto, e prendono corpo i profili adatti a guidare una giunta con la presenza dei comunisti. Ai soliti Petroselli e Ugo Vetere, capogruppo del partito al comune, si affianca come outsider quello dell’indipendente Piero Pratesi. Questi è parte di un nutrito gruppo di cattolici, tra i quali figurano anche Mario Gozzini e Raniero La Valle, in precedenza colleghi a «L’Avvenire», che accettano «la candidatura per le elezioni generali nelle liste del Pci con la Sinistra indipendente, modificandone la fisionomia, fino a quel momento composta in prevalenza da laici e socialisti usciti dal partito» <116. Nei giorni seguenti circola una proposta, mai esplicitata in termini diretti, di un monocolore “balneare” a guida comunista, che consenta di prender tempo e formalizzare un accordo con la Dc in autunno <117.
    Gli eventi subiscono una decisa accelerazione nei primi giorni di agosto: sfumate le altre ipotesi e incalzato da un Psi desideroso di affrancarsi da una posizione di estrema marginalità, è convocato un vertice a tre con i partiti della futura maggioranza (Pci, Psi, Psdi). L’ultimatum del Pci ruota attorno alla proposta di una coalizione di emergenza: ad un rifiuto della Dc, avrebbe fatto seguito il varo la futura maggioranza di sinistra <118, «una specie di “zattera” o di “piattaforma mobile”, con un solo timone, ma due ipotetiche direzioni di marcia» <119. Emerge da subito, infatti, nel documento politico elaborato per l’occasione, il duplice signficato attribuito alla formazione della giunta. Mentre per il Pci l’astensione repubblicana vuole favorire un ponte verso un futuro possibile inquadramento della Dc nella compagine governativa, con un occhio a quanto accade nel quadro nazionale, il Psi mira a recuperare i voti radicali e demoproletari nella prospettiva di una ampia maggioranza tutta di sinistra <120.
    La notte del 5 agosto si raggiunge un accordo che prevede una giunta comunale formata da Pci, Psi, Psdi e l’appoggio esterno del Pri. Per la prima volta nella storia di Roma la Dc passa all’opposizione ed Argan è eletto come indipendente nelle liste del Pci. Espressione di quel ceto intellettuale che si avvicina al partito vedendo in esso l’unico argine alla grave situazione politica italiana e romana, la sua fama di storico e critico dell’arte, riconosciuta a livello internazionale, è sfruttata dal partito per tranquillizzare l’opinione pubblica circa la sincerità delle sue intenzioni democratiche, nel tentativo di creare un’ampia convergenza di forze politiche. L’impatto pubblico della designazione di Argan riscuote ampio successo e i titoli dei principali quotidiani locali e nazionali ne attestano la stima trasversale. «La Stampa» titola: «La cultura al potere» <121, ricalcando la valutazione pressoché unanime del panorama giornalistico e intellettuale. L’elezione di Argan rappresenta ora una duplice possibilità di cambiamento, morale e politica, perché offre l’opportunità di rinnovare un’alleanza di lungo periodo col Psi (unico argine al «malgoverno DC» <122) che negli anni precedenti era venuta appannandosi.
    Enormi responsabilità attendono il sindaco. Su tutte la necessità di soddisfare il bisogno «di pulizia politica e morale, di correttezza ed efficienza amministrativa, di rinnovamento» <123. Nel suo primo intervento egli individua poi nella «crisi d’identità» <124 e nelle difficili condizioni di vita dei cittadini romani, le priorità dell’azione della giunta, testimoniata dalla creazione di uno specifico assessorato al risanamento delle borgate. Insieme con l’elezione del sindaco si forma la giunta comunale. Il profilo dei consiglieri comunisti riflette l’eterogeneità di un partito arricchito dai settori più diversi del panorama culturale. Ne sono espressione esponenti del mondo dello spettacolo, la cantante folk Maria Carta e l’attore Gian Carlo Sbragia; cattolici del dissenso, Lucio Lombardo Radice e Piero Pratesi; intellettuali indipendenti <125 e una piccola ma combattiva pattuglia di donne, Carla Capponi, Vittoria Calzolari, Anita Pasquali, in una compagine fortemente intenzionata a segnare un passaggio.
    La giunta si articola in diciotto assessorati, così ripartiti: dodici comunisti, quattro socialisti e due socialdemocratici, mentre vicesindaco è nominato il socialista Alberto Benzoni <126. Fra i nuovi assessori figura un giovane architetto appena trentaquattrenne, durante il discorso inaugurale di Argan sistemato «alla meno peggio aggiungendo alcune sedie» <127 a causa del sovraffollamento nella sala. Il suo nome è Renato Nicolini e gli sono attribuite le deleghe alla cultura, sport e tempo libero.
    [NOTE]
    105 O. Gaspari, R. Forlenza, S. Cruciani (a cura di), Storie di sindaci per la storia d’Italia, Roma, Donzelli, 2009, p. 220.
    106 Gaspari, R. Forlenza, S. Cruciani (a cura di), Storie di sindaci per la storia d’Italia, cit., p. 220.
    107 Del resto, era stato più volte evidenziato in anni precedenti, il significato di una svolta a Roma per le sue evidenti ricadute sul piano nazionale. L. Petroselli, Il nuovo che si fa strada, in «Rinascita», L-LI, 1975, pp. 11-13.
    108 A. Meli, Si profila a Roma una giunta di sinistra Forse sindaco il repubblicano Mammì, in «Corriere della Sera», 24 giugno 1976.
    109 M. Politi, Roma è «persa». Amarezza del Papa, in «Il Messaggero», 23 giugno 1976.
    110 A. Meli, Si profila a Roma una giunta di sinistra Forse sindaco il repubblicano Mammì, in «Corriere della Sera», 24 giugno 1976.
    111 Il PCI prende l’iniziativa Sentirà partiti e sindacati, in «Corriere della Sera», 27 giugno 1976. [ediz. romana].
    112 «Sviluppo delle basi produttive sul territorio regionale, piena occupazione, soprattutto nel settore femminile e in quello giovanile, maggiore diffusione dei servizi sociali e civili, decentramento anche attraverso l’elezione diretta delle circoscrizioni, riordinamento dei servizi e degli uffici, coordinamento fra regione, Comune e Provincia, nuovo rapporto fra Stato e Comune», in Ibidem.
    113 L. Paggi (a cura di), Partiti e organizzazioni di massa, cit., p. 155.
    114 Il PCI apre agli incontri per il governo del Comune, in «Corriere della Sera», 6 luglio 1976. [ediz. romana].
    115 C. Torneo, Giunta rossa in Campidoglio, in «Mondoperaio», IX, 1976, p. 8.
    116 G. Scirè, Le Carte Gozzini. Il dialogo tra cattolici e comunisti nel secondo dopoguerra, in «Italia Contemporanea», CCXXXIII, 2003, pp. 707-730.
    117 Vertice per il Comune: ci sarà l’accordo?, in «Corriere della Sera», 30 luglio 1976.
    118 Soluzione provvisoria: il sindaco a ferragosto, in «Corriere della sera», 31 luglio 1976. [ediz. romana].
    119 Si delinea per il Comune una maggioranza a quattro, in «Corriere della Sera», 5 agosto 1976. [ediz. romana].
    120 Giunta PCI-PSI-PSDI al Comune, in «Corriere della Sera», 6 agosto 1976. [ediz. romana].
    121 La cultura al potere, in «La Stampa», 10 agosto 1976.
    122 M. Melello, Una giunta di sinistra amministrerà Roma, in «Avanti!», 8 agosto 1976.
    123 A. Cossutta, Il segno di un’Italia diversa, in «l’Unità», 10 agosto 1976.
    124 L’impegno per risanare questa città che amiamo, in «l’Unità» 10 agosto 1976.
    125 Gli eletti, i bocciati, i veterani, le facce nuove, in «Corriere della Sera», 26 giugno 1976. [ediz. romana].
    126 Prosindaco e Sviluppo economico: Alberto Benzoni (socialista); Affari generali, avvocatura e relazioni pubbliche: Luigi Arata (comunista); Bilancio: Ugo Vetere (comunista); Scuola: Antonio Fraiese (socialista); Personale e decentramento: Giulio Bencini (comunista); Patrimonio e provveditorato: Giuliano Prasca (comunista); Traffico: Tullio De Felice (socialista); Annona e mercati: Silvano Costi (socialdemocratico); Sanità, igiene e nettezza urbana: Mirella D’Arcangeli (comunista); Polizia urbana, anagrafe, toponomastica: Pietro Alessandro Consiglio (comunista); Cultura, sport, tempo libero: Renato Nicolini (comunista); Edilizia pubblica e privata: Vincenzo Pietrini (socialista); Pianificazione e urbanistica: Antonio Pala (socialdemocratico); Lavori pubblici: Lucio Buffa (comunista); Tecnologico: Piero Della Seta (comunista); Zone industriali e agricoltura: Olivio Mancini (comunista); Risanamento borgate: Franca Prisco (comunista); Centro storico: Vittoria Calzolari (indipendente), in Questi i diciotto assessori, in «l’Unità», 10 agosto 1976.
    127 Si apre un capitolo nuovo in Campidoglio, in «l’Unità», 10 agosto 1976.
    Marco Gualtieri, La città immaginata. Le Estati romane e la “stagione dell’effimero” (1976-1985), Tesi di dottorato, Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, Anno Accademico 2019-2020

    #1974 #1975 #AnitaPasquali #Campidoglio #CarlaCapponi #ClelioDarida #comunista #DC #Federazione #GianCarloSbragia #GiulioCarloArgan #indipendente #Lazio #LuigiPetroselli #MarcoGualtieri #MarioGozzini #PCI #PRI #PSDI #PSI #RanieroLaValle #RenatoNicolini #roma #segretario #sindaco #UgoVetere #Vaticano #VittoriaCalzolari

  4. A #supermoon was seen on Saturday in many areas of the world. Yes! Whether you are at the #Campidoglio in #Rome, Italy, or in the Longsha Park of #Qiqihar, northeast China's #Heilongjiang Province, we share the same beauty of the moon.

  5. RT by @EIB: 🇪🇺🇮🇹 Very good discussion with Mayor @gualtierieurope at impressive #Campidoglio

    The @EIB is a key partner to deploy @Roma strategic investment plan, providing technical assistance and financing energy efficient schools &amp; households, water &amp; sustainable transport infrastructures

    [2024-03-06 10:13 UTC]

  6. #GESARA è la base di tre quarti del linguaggio di #QAanon, i violenti del #Campidoglio convinti che i #poteriforti mangino i bambini nella pizza, e dichiara che Padre Pio e la Dea Atena cancelleranno i debiti agli evasori

    bufale.net/nesara-gesara-il-pr

  7. RT @DipPoliticheUE: Le bandiere dell'Unione Europea sventolano dal #Campidoglio per l'evento sulla Conferenza sul futuro dell'Europa con i giovani studenti di #Roma
    #latuaparolaconta #IlFuturoèTuo

    🐦🔗: nitter.eu/europainitalia/statu

  8. Due giornalisti sono riusciti a identificare non solo molti assalitori del #Campidoglio, ma anche chiunque era nei paraggi, grazie ai dati, niente affatto anonimi, trasmessi in automatico dai loro telefonini.
    Di Charlie Warzel & Stuart A. Thompson del New York Times
    Traduzione di Martina Di Carlo per @peacelink
    peacelink.it/cybercultura/a/48

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