home.social

#deportazione — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #deportazione, aggregated by home.social.

fetched live
  1. Di recente si parla tanto di una cosa che non esiste: la #remigrazione

    Facciamo ecologia del linguaggio e rispondiamo nominandola col suo vero nome: #deportazione

  2. 82 anni fa l’inizio del genocidio dei tatari di Crimea

    Oggi ricorre l'82° anniversario di uno dei crimini più efferati del XX secolo: la deportazione forzata del popolo tataro di Crimea dalla propria terra, la Crimea. […]

    andream94.wordpress.com/2026/0

  3. Sulla vicenda di Amal Khaled, minacciata, inseguita e uccisa da israele

    Da Donatella Dolma (post su fb di Marco Bussoletti)

    🇱🇧🇮🇱 La giornalista Amal Khalil era stata minacciata dal Mossad al telefono: “Ti tagliamo la testa se non smetti di filmare”

    Uccisa perché si è rifiutata di tacere. La collega sopravvissuta racconta l’agguato e l’agonia dall’ospedale di Beirut (Haaretz- al-Jazeera - Associated Press)

    Da almeno due anni Amal Khalil riceveva minacce sui suoi dispositivi cellulari. In una recente intervista, ha raccontato d’aver ricevuto una chiamata da un agente del Mossad che minacciava di decapitarla se non la smetteva di filmare il Libano meridionale. Conoscevano dettagli intimi della sua vita e volevano che sapesse d’essere “sotto sorveglianza”. Qualche giorno fa, un portavoce dell’IDF aveva pubblicato su X un video di Khalil definendola “media-terrorista”. L’aveva messa ufficialmente nel mirino.

    Eppure, Khalil ha continuato a fare il suo lavoro fino alla fine, era il tipo di giornalista che Israele teme di più: che non si lascia intimidire o ridurre al silenzio. Non ci sono dubbi che l'esercito israeliano l'abbia presa di mira: ha colpito lei e la sua collega ripetutamente, uccidendo prima due accompagnatori delle giornaliste e poi bombardando la casa in cui si erano rifugiate, e successivamente, l’IDF ha impedito ai soccorsi di raggiungerle, attaccandoli con droni.

    Erano a Bint Jbeil e Khalil stava filmando le macerie delle demolizioni israeliane quando sono state attaccate.

    Haaretz e l’Associated Press hanno intervistato in ospedale la collega di Amal sopravvissuta agli attacchi, la fotografa freelance Zeinab Faraj.

    Racconta che stava guidando seguendo l’auto di un suo parente nel villaggio di al-Tayri, a 8 chilometri dal confine con Israele, mercoledì, quando è cominciato l’attacco alle 14:30. Khalil teneva il suo telefono fuori dal finestrino per filmare gli abitati demoliti quando è esplosa l’auto che le precedeva con il cugino di Faraj e un altro uomo, uccisi sul colpo. Le giornaliste allora hanno abbandonato la loro auto, per accovacciandosi sul ciglio della strada mentre un drone volava sulle loro teste. Circa mezz’ora dopo, un secondo colpo ha distrutto l'auto di Khalil a pochi metri dalle due donne.

    🟠 “Non lasciarmi sola”

    Faraj è riuscita sollevare la saracinesca di un negozio e le giornaliste vi si sono rifugiate.

    "Amal strisciava, era stata ferita dall’esplosione dell’auto alle gambe e alla testa e sanguinava dal naso” ricorda Faraj parlando con difficoltà per il viso gonfio.

    Al riparo, le giornaliste hanno video chiamato colleghi e parenti. Faraj racconta che “Khalil si è sforzata di fare una faccia coraggiosa per cercare di rassicurare la famiglia dicendo che stavamo bene”.

    “Quando le ho detto che avevo bisogno di addormentarmi, Amal si è avvicinata e mi ha abbracciata e mi ha detto: 'Zeinab, non lasciarmi sola'. Allora mi sono resa conto che non stava affatto bene, il colore del suo viso era cambiato e ho pensato che dovesse avere emorragie interne".

    Nel frattempo era iniziato un fitto scambio di contatti tra la Croce Rossa, l'esercito , la forza di pace delle Nazioni Unite e l’IDF per garantire un passaggio sicuro dei soccorsi alle giornaliste.

    “Ero mezza addormentata quando avvertii il suono di un missile che cadeva, ha colpito il nostro edificio”.

    Faraj è stata sbalzata fuori dal negozio dall'impatto, mentre Khalil è rimasta intrappolata sotto le macerie.

    "Ero incosciente, ho creduto che mio padre fosse venuto a prendermi e ho iniziato a chiamarlo: 'Papà, sono qui, vieni ad aiutarmi'", racconta Faraj.

    L'esercito israeliano ha poi aperto il fuoco sulla Croce Rossa. Solo quattro ore più tardi una squadra di soccorso è stata in grado di soccorrere Faraj e di recuperare i corpi dei due uomini uccisi dal primo attacco. Ma è stata attaccata e allontanata di nuovo. La stessa ambulanza che trasportava Faraj all’ospedale di Beirut è stata attaccata da un drone con granate stordenti.

    Poco prima della mezzanotte, quando finalmente l'esercito libanese, la Croce Rossa e l’UNIFIL hanno ricevuto una autorizzazione formale dall’esercito occupante israeliano, il corpo di Khalil è stato estratto dalle macerie. Faraj crede che "se fossero arrivati da lei un po' prima, Amal sarebbe qui oggi".

    Khalil, riportano Haaretz e l’Associated Press, già durante la guerra Israele-Hezbollah del 2024 riceveva messaggi minacciosi da un numero israeliano. L'esercito israeliano contattato da Haaretz non ha voluto commentare.

    🟠 L’IDF apre la caccia da X

    Pochi giorni prima della morte della giornalista, Avichay ❌Adraee🚩, portavoce dell'esercito israeliano, pubblica su X un video di Khalil che accarezza un gatto raccolto tra le macerie, Adraee la chiama “media-terrorista” scrivendo che la testata per cui lavora “parla a nome di Hezbollah, il diavolo". Era praticamente una dichiarazione di condanna a morte, il segnale che apriva la caccia alla giornalista.

    Il Comitato internazionale per la protezione dei giornalisti, che parlò subito di “un chiaro incitamento all’odio, una vera e propria minaccia", oggi commenta: “Secondo il diritto umanitario internazionale, i giornalisti, in quanto civili, sono sempre protetti, in qualsiasi caso e circostanza durante lo svolgimento del proprio lavoro, da attacchi diretti e indiscriminati, indipendentemente dalle posizioni o dall'affiliazione politica dei loro media e non c’è una sola prova che ci dica che Khalil o Faraj abbiano direttamente partecipato alle ostilità militari tra Hezbollah e Israele”. Il Comitato ha chiesto una indagine internazionale per crimini di guerra. Richiesta ufficializzata dal primo ministro sunnita, il governo si rivolgerà alla CPI.

    Amal era molto conosciuta e amata in tutto il Libano, il suo funerale ha visto una larga partecipazione di tutte le componenti sociali e religiose del paese.

    🟠 Il “giornalisticidio”

    Bint Jbeil, dove è morta la giornalista, è stata teatro di battaglie cruciali tra Israele e i combattenti di Hezbollah, è un luogo simbolico della resistenza: durante l'invasione del 2006 qui gli sciiti hanno respinto i tentativi di conquista israeliani.

    L'assassinio di Amal Khalil ricorda quello della veterana corrispondente di Al Jazeera Shireen Abu Akleh🚩. Quattro anni fa, anche lei si trovava in un luogo simbolico della resistenza, Jenin, quando è stata colpita alla testa mentre cercava riparo dal fuoco israeliano insieme a un collega.

    Dalla sua morte, oltre 250 giornalisti e operatori dei media sono stati uccisi, prevalentemente a Gaza. Molti di loro sono stati presi di mira mentre svolgevano il proprio lavoro, altri sono stati attaccati mentre erano a casa con le loro famiglie.

    È il caso di Mohammed Abu Hatab🚩, ucciso insieme a ✔️11 membri della sua famiglia nel novembre 2023.

    La persecuzione dei giornalisti palestinesi e libanesi è ben documentata, e l'uccisione di Khalil è l'ultimo episodio di una serie che ha reso questo conflitto sconfinato il più letale della storia per la stampa. Ma ciò che impressiona di questo primato sono le condizioni che lo hanno reso possibile.

    ❌L'impunità qui non è semplicemente un fallimento della giustizia a posteriori, ma una struttura di permissivismo che plasma ciò che i regimi credono di poter fare. Israele per primo percepisce che non esiste azione che gli costi il sostegno dei suoi alleati occidentali e ne trae conclusioni letali. La sua cifra è la sfrontatezza della sua violenza e questa è frutto dell'impunità. Questo regine non si preoccupa nemmeno più di mascherare le proprie azioni. Per la censura, i giornalisti vengono braccati e uccisi. E il mondo che afferma di dare valore alla libertà di stampa piangerà brevemente Amal, proprio come ha fatto con Shireen, per poi continuare a fornire la copertura che rende inevitabile il prossimo omicidio.

    #Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #massacri #deportazione #concentramento #AmalKhaled

    Fonte: haaretz.com/middle-east-news/l…

    Fonte: aljazeera.com/opinions/2026/4/…

  4. richiesta di sospensione totale dell’accordo di associazione ue-israele in considerazione delle violazioni dei diritti umani da parte di israele

    Firma e fai firmare questa iniziativa dei cittadini europei: https://eci.ec.europa.eu/055/public/#/screen/home

    Secondo la Commissione europea, lo Stato di Israele è responsabile di un livello senza precedenti di uccisioni e ferimenti di civili, di operazioni su vasta scala di sfollamento della popolazione e della distruzione sistematica di ospedali e strutture mediche a Gaza. [1]
    Israele ha inoltre messo in atto un blocco degli aiuti umanitari assimilabile all’uso della fame come arma di guerra. Israele sta violando molteplici norme e obblighi di diritto internazionale e… … non riesce a prevenire il crimine di genocidio come disposto dalla Corte internazionale di giustizia [2].

    Ciononostante, l’Unione europea non ha ancora sospeso l’accordo di associazione con Israele, pietra miliare della cooperazione commerciale bilaterale, economica e politica tra l’UE e quello stato.

    I cittadini dell’UE non possono tollerare che l’Unione continui ad applicare un accordo che contribuisce a legittimare e finanziare uno Stato responsabile di crimini di guerra e contro l’umanità.

    Si invita pertanto la Commissione a presentare al Consiglio una proposta di sospensione totale dell’accordo di associazione UE-Israele.

    _____________________________

    [1] Servizio europeo per l’azione esterna, nota dell’Ufficio del rappresentante speciale dell’UE per i diritti umani, 20 giugno 2025 https://euobserver.com/eu-and-the-world/ar0246a0da

    [2] Corte internazionale di giustizia, ordinanza del 26 gennaio 2024 https://www.icj-cij.org/node/203447

    Pagina web dell’iniziativa nel registro della Commissione europea: https://citizens-initiative.europa.eu/initiatives/details/2025/000005

    Sito web della proposta d’iniziativa dei cittadini: https://www.justiceforpalestine.eu/

    Instagram: https://www.instagram.com/justiceforpalestineeu/

    #accordo #aiutiUmanitari #bloccoDegliAiutiUmanitari #crimineDiGenocidio #criminiDiGuerra #deportazione #distruzioneDiOspedali #EU #EuropeanUnion #fameComeArmaDiGuerra #Gaza #genocide #genocidio #iniziativaPubblica #Israele #Palestina #sfollamento #sospensioneAccordoIsraeleUE #unioneEuropea #violazioneDeiDirittiUmani

  5. ‘radio popolare’, 16 sett. 2025: “gaza city brucia di fronte al suo mare”. israele lancia l’offensiva di terra sulla città

    da Radio Popolare:

    16 sett. 2025: “L’esercito israeliano ha lanciato […] l’invasione di terra su Gaza City. […] I carri armati sono entrati nel cuore della principale città della striscia, e i bombardamenti hanno colpito senza sosta strade, case, infrastrutture. Da questa mattina, i morti sono 89. Centinaia di migliaia di persone vivono ancora nella città. Migliaia di persone stanno invece cercando di fuggire, in un esodo verso un sud che non ha più spazio per ospitarli”.

    Il servizio di Valeria Schroter: https://radiopopolare.substack.com/i/173733494/gaza-city-brucia-di-fronte-al-suo-mare-israele-lancia-loffensiva-di-terra-sulla-citta

    #Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #famearmadiguerra #valeriaschroter #GazaCity #radiopopolare

    #bambini #bombardamenti #carriArmati #children #colonialism #concentramento #deportazione #distruzione #famearmadiguerra #Gaza #GazaCity #gazacity #genocide #genocidio #GENOCIDIOPALESTINESE #ICC #icj #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #Palestina #Palestine #RadioPopolare #RadioPopolare #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #valeriaschroter #warcrimes #zionism

  6. aggiornamenti sui crimini sionisti di genocidio, 9 set. 2025

    da AssopacePalestina

    https://www.facebook.com/share/1ACjNmGJSi/

    Aggiornamenti
    Maria Di Pietro – Assopacepalestina
    09/09/2025

    C’è un clima di ansia e caos, poiché i palestinesi non capiscono cosa sia successo o cosa stia succedendo al team negoziale a Doha.
    In tutto questo, Israele continua a colpire edifici ogni ora – almeno sette oggi – mentre la popolazione è in movimento a seguito dei nuovi ordini di evacuazione nella città di Gaza.
    I palestinesi speravano che i negoziati avessero successo e che ci fosse una luce alla fine del tunnel. (Hind Khoudary reporter da Deir el-Balah)

    Un’ONG medica che opera a Gaza dichiara di essere molto preoccupata per la capacità del settore umanitario di rispondere all’ondata di sfollati causata dall’offensiva israeliana sulla città di Gaza.
    Da Deir el-Balah, Mai el-Awawda, responsabile della comunicazione di Medical Aid for Palestinians, ha affermato che il sostegno per soddisfare i bisogni dei palestinesi era già insufficiente.
    Ma con l’ultimo flusso di persone provenienti dalla città di Gaza, “ci stiamo dirigendo verso l’ignoto”, ha detto.
    Al-Mawasi era già sovraffollata “con centinaia di migliaia di persone prive dei beni di prima necessità, senza acqua né cibo a sufficienza”, ha affermato.
    “Non esiste un piano di emergenza in grado di soddisfare i bisogni che dovremo affrontare nei prossimi giorni”.

    La forza di soccorso della Protezione Civile di Gaza riferisce che i suoi primi soccorritori stanno lavorando a mani nude per salvare le persone intrappolate sotto le macerie delle case in diversi quartieri della città di Gaza bombardati da Israele.
    Fino a 25 persone sono disperse, alcune ancora “vive sotto le macerie e altre disperse” nella zona di Shati, nella parte occidentale della città di Gaza, ha detto l’organizzazione, definendo “un crimine” il bombardamento indiscriminato di edifici residenziali.

    Israele sta intensificando i suoi attacchi terrestri e i bombardamenti aerei mortali a Gaza.
    Gli ultimi ordini di evacuazione forzata riguardano tre grattacieli residenziali a Sheikh Radwan. Ai residenti è stato concesso pochissimo tempo per fuggire prima che gli edifici vengano rasi al suolo.
    Queste case erano piene di famiglie che ora si trovano per strada, alla ricerca di un rifugio.
    Verso mezzanotte, le forze israeliane hanno colpito un edificio residenziale densamente popolato nel campo profughi di Shati. La campagna israeliana per cacciare i palestinesi è in corso. Questa mattina, l’esercito israeliano ha lanciato volantini sulla città di Gaza per dire alla gente di andarsene.
    Centinaia di migliaia di persone vivono ancora nella parte occidentale della città, che è la principale area urbana. Ma centinaia di famiglie stanno attualmente fuggendo dalla città, trasferendosi ad al-Mawasi, dove l’esercito israeliano ha dichiarato una “zona umanitaria sicura”.
    C’è ancora un palpabile senso di sfida e determinazione a Gaza City, con molte famiglie che hanno organizzato una protesta questa mattina per rifiutare gli ordini di evacuazione forzata. (Tareq Abu Azzoum reporter da Deir el-Balah)

    I palestinesi sostengono che l’obiettivo di Israele nella guerra contro Gaza sia lo “sfollamento”, dopo le ulteriori minacce di evacuazione forzata nella città di Gaza.
    “L’obiettivo principale dell’occupazione è lo sfollamento ma non c’è più posto, né a sud, né a nord, niente”, ha detto Bajees al-Khalidi, un palestinese sfollato.
    “Siamo completamente intrappolati. Vogliono cacciarci dalla Striscia di Gaza o trasferirci in un altro posto, ma non c’è più nessun posto dove andare”.
    Un’altra palestinese sfollata e malata di cancro, Umm Ghassan, ha chiesto aiuto alla comunità internazionale.
    “Abbiamo ricevuto un messaggio che ci intimava di evacuare la Israa Tower. Si trova vicino a una struttura per la cura del cancro. In quel momento, la paura tra le donne e i bambini era immensa”, ha detto. “Chiediamo alla comunità internazionale: basta. Non è rimasto nulla. Le nostre case sono state distrutte”.

    Il Ministero della Salute di Gaza riferisce che nelle ultime 24 ore altri sei palestinesi sono morti di fame a causa delle azioni israeliane.
    Questo porta il numero totale dei morti per fame a 399 persone, tra cui 140 bambini.
    Da quando la Classificazione integrata della sicurezza alimentare (IPC) sostenuta dall’ONU ha dichiarato ufficialmente la carestia in gran parte di Gaza alla fine di agosto, sono stati registrati almeno 121 decessi, tra cui quelli di 25 bambini.

    Il capo dell’UNRWA afferma che la Striscia di Gaza si sta svuotando della sua popolazione, costretta alla fame e a trasferirsi nella cosiddetta zona “umanitaria” di al-Mawasi.
    “Non esiste un luogo sicuro a Gaza, tanto meno una zona umanitaria. Si tratta di un campo profughi sempre più grande che concentra palestinesi affamati e disperati”, ha dichiarato Philippe Lazzarini in un comunicato.
    “Gli avvertimenti sulla carestia sono caduti nel vuoto”, ha aggiunto, chiedendosi se lo stesso destino attenda la catastrofe sempre più grave che sta colpendo la città di Gaza.
    “Ponete fine all’impunità prima che le atrocità diventino la nuova normalità”.

    L’Ufficio stampa del governo di Gaza afferma che più di 1,3 milioni di persone rimangono nella città di Gaza e nelle zone a nord della città più popolosa dell’enclave, mentre l’esercito israeliano “tenta di compiere il crimine dello sfollamento forzato in violazione di tutte le leggi internazionali”.
    In una dichiarazione ha affermato che alcune persone che hanno lasciato la città di Gaza per al-Mawasi, nel sud, sono state costrette a tornare a causa del peggioramento delle condizioni di vita nel sud.
    Secondo l’ufficio, circa 800.000 persone vivono nelle zone di al-Mawasi delle province di Khan Younis e Rafah. Israele l’ha designata come “zona sicura”, ma, secondo l’Ufficio stampa del governo, l’ha attaccata almeno 109 volte, uccidendo più di 2.000 persone.

    Il Ministero della Salute di Gaza riferisce che nelle ultime 24 ore sono stati trasportati negli ospedali di Gaza 83 cadaveri e 223 feriti palestinesi.
    Questo porta il bilancio totale delle vittime dall’inizio della guerra a 64.605 morti e 163.319 feriti.

    La radio dell’esercito israeliano riferisce che un soldato di riserva è stato trovato morto nella sua casa a Rehovot, affermando che si è trattato di suicidio.
    Secondo i dati ufficiali pubblicati dall’esercito israeliano, nel 2024 sono morti suicidi 21 soldati israeliani, rispetto ai 17 dell’anno precedente.

    Israele ha bombardato il Qatar per assassinare i principali negoziatori del cessate il fuoco di Hamas.
    Mustafa Barghouti, segretario generale dell’Iniziativa Nazionale Palestinese, afferma che l’attacco israeliano a Doha rappresenta una “svolta che avrà conseguenze pericolose” per la regione. “Questa operazione è contro il Qatar, che sta guidando gli sforzi di mediazione, e contro la leadership di Hamas che sta discutendo la proposta americana”, ha detto Barghouti. “C’è qualcosa di più spudorato?” Ha aggiunto che gli attacchi dimostrano che Israele non è interessato a un accordo di cessate il fuoco ed è determinato a portare avanti i suoi piani di genocidio e pulizia etnica a Gaza.
    Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha reagito prontamente alla situazione a Doha, in Qatar, condannando l’attacco come una flagrante violazione della sovranità e dell’integrità territoriale del Qatar, che, ha sottolineato, ha svolto un ruolo fondamentale nei negoziati di pace tra Hamas e Israele. Questa osservazione è stata fatta nel momento in cui stava per iniziare l’80ª sessione dell’Assemblea Generale, in un momento in cui il ruolo delle Nazioni Unite negli affari internazionali e la sua capacità di difendere gli standard internazionali sono messi in discussione. Il segretario generale aveva in programma di rilasciare oggi alcune dichiarazioni sulla spesa militare e ha effettivamente colto l’occasione per passare a un rapporto che sta pubblicando, in cui chiede una riduzione della spesa militare per i conflitti in tutto il mondo e un aumento dei fondi destinati alle strutture sociali e alla pace. Ciò avviene anche in un momento in cui i finanziamenti delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace sono a rischio. Si tratta di una distrazione dal ruolo delle Nazioni Unite come mediatore internazionale, poiché conflitti come questo, come egli ha osservato, costituiscono una chiara violazione del diritto internazionale e continuano a persistere.

    Gli attacchi militari israeliani contro Doha sottolineano la campagna militare in continua espansione di Israele nella regione. Nelle ultime settimane, Israele ha bombardato quotidianamente Gaza in Palestina, effettuando regolarmente anche attacchi in Libano, Siria e Yemen. Ieri, un presunto drone israeliano ha anche preso di mira una flottiglia umanitaria diretta a Gaza e attraccata in Tunisia.

    Einav Zangauker, madre di Matan Zangauker, attualmente prigioniero a Gaza, afferma di essere “tremante di paura” dopo l’attacco israeliano alla delegazione negoziale di Hamas a Doha. “Perché Netanyahu insiste nel sabotare ogni opportunità di raggiungere un accordo? La vita di mio figlio è in pericolo reale da 22 mesi. Il primo ministro sta ostacolando nuovamente l’accordo e non c’è alcun accordo sul tavolo”, ha detto in un videomessaggio pubblicato sui social media. “Sono stufa. Il popolo di Israele è stufo di questa guerra”.

    Il portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha affermato che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump considera l’attacco come un’“opportunità per la pace”, nonostante le condanne diffuse e le speculazioni secondo cui l’attacco potrebbe infliggere un duro colpo a qualsiasi tentativo di negoziazione a Gaza. La Casa Bianca ha dichiarato che i due leader hanno parlato dopo l’attacco. “Il primo ministro ha detto al presidente Trump che vuole fare pace, e in fretta”, ha detto Leavitt. “Il presidente Trump ritiene che questo sfortunato incidente possa rappresentare un’opportunità per la pace”. Alla domanda, Leavitt non ha voluto approfondire se ci saranno conseguenze per Israele o per il suo primo ministro, né se Trump sia arrabbiato con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

    *

    Fonti: UN, OCHA, MSF, Al Jazeera, Mondoweiss, Haaretz, UNICEF, Amnesty Int., Reuters, Human Rights Watch, Palestinian Red Crescent Society, Croce Rossa Int., Euro-med Human Rights, Save the children, Unrwa, Defence for children

    #Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #famearmadiguerra #assopacepalestina

    #AssopacePalestina #Assopacepalestina #bambini #children #colonialism #concentramento #deportazione #famearmadiguerra #Gaza #genocide #genocidio #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #MariaDiPietro #massacri #Palestina #Palestine #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #zionism

  7. “cosa sta succedendo a gaza city in queste ore?” (medici senza frontiere)

    da MSF, Medici Senza Frontiere, 8 set. 2025: https://www.facebook.com/share/p/1CJTbyxH9t/

    MSF: Bombardamenti di giorno e di notte, la popolazione è terrorizzata, non sa dove andare né cosa fare.

    Negli ultimi giorni, le forze israeliane hanno accelerato la loro campagna genocida e di pulizia etnica espandendo le attività militari a Gaza City.

    Pochissime persone sono riuscite a spostarsi verso sud. In molti non possono permetterselo a causa dei costi di trasporto troppo elevati. Inoltre, al sud non ci sarebbe sufficiente spazio per accogliere quasi un milione di persone, oltre ad essere un’area esposta anch’essa agli attacchi.

    Gli ospedali stanno già operando oltre ogni capacità. L’eventuale evacuazione di tutti i pazienti, compresi i neonati e i malati gravi, sarebbe estremamente difficile. Continuiamo a fornire assistenza alle persone ferite dai bombardamenti israeliani e a coloro che soffrono di malnutrizione nelle unità di terapia intensiva materna e neonatale di MSF.

    L’offensiva israeliana su Gaza City deve essere fermata immediatamente.

    #MSF #GAZACITY #STOPGENOCIDE #Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #famearmadiguerra

    BEWARE: GRAPHIC IMAGES BELOW

    tre vittime del genocidio sionista a Gaza, l’8 sett. 2025:

    *

    Queste tre immagini che chiudono il post non sono di MSF ma ho scelto io di caricarle sul sito. Le fonti sono i due canali ig indicati in sovrimpressione.

    #bambini #children #colonialism #concentramento #deportazione #famearmadiguerra #Gaza #gazacity #genocide #genocidio #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #MediciSenzaFrontiere #MSF #Palestina #Palestine #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #STOPGENOCIDE #warcrimes #zionism

  8. the aftermath of an israeli airstrike on multiple apartment buildings

    general intent? to force civilian residents to leave. (a criminal intent, of course).

    official target? izrahell says its aim was to hit Qassam Brigades spokesman Abu Obeida, from Hamas’ armed wing.

    so, to hit one person, izrahell did this:

    BEWARE: GRAPHIC IMAGES

    src: https://www.instagram.com/reel/DOAzmdFAZu1/

    and, obviously, this is only one example of what izrahell has been doing on a daily basis in the last two (+75) years in Palestine, a land it is the illegal occupier of.

    #Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #famearmadiguerra #AbuObeida #airstrike

    #AbuObeida #AbuObeida #airstrike #bambini #children #colonialism #concentramento #deportazione #famearmadiguerra #Gaza #genocide #genocidio #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #Palestina #Palestine #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #zionism

  9. pap #077: la “catena social” e il genocidio

    Dalla “social catena” di Leopardi alla “catena social” il passo non è né breve né per forza solo distruttivo. I sistemi/sismi generalisti – sì – rubano dati e vendono i nostri contenuti (lavorati e semilavorati, sempre gratuiti) da circa un ventennio: fb, ig, x, youtube eccetera. Grosso modo anche io ci sono dentro, con l’ossessione della disseminazione di materiali nell’orizzontalità dei (vari) loci, contro la verticalizzazione implicita nell’ideologia egocentrica ed economicista dello “youtuber” (o “influencer”, “podcaster” eccetera).
    In mezzo, e insieme, e in legame, in questi ultimi venti e forse trent’anni: la demolizione dello stato sociale (sostituito, anche qui, dallo status sui social – let’s play), della sanità e della scuola pubbliche. E la parallela prassi di smantellamento dei centri sociali.
    Bon (malissimo): la parola “sociale”, se cade la “e”, pare proprio vada perdendo più di qualcosa. Ma è completamente vero? Cosa sarebbe stato, dal punto di vista della comunicazione della realtà di morte, il genocidio, senza i social, e senza la rete? Come avrebbero potuto i palestinesi comunicare, registrare in diretta, testimoniare, nelle condizioni oggettive imposte dal colonialismo israeliano? Alcune pezzi di appunti sono qui di séguito, disordinati in Pod al popolo. Podcast irregolare ed ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto. (A velocità 1.5, magari: per rendere meno intollerabili le mie micro e macropause).

    Il link promesso nell’audio, anzi due:
    https://slowforward.net/2025/01/13/uscire-o-non-uscire-dai-social-trumpi-zucki-muski/
    e https://slowforward.net/2024/11/17/pod-al-popolo-046-esche-ami-uscire-togliere/

    *
    Uno schema – dagli appunti:

    *
    Alcuni link aggiunti:

    separazione generalista vs coordinamento (nel) fediverso:
    https://slowforward.net/2025/03/27/dip-045-social/

    “questione palestinese”? la “questione” (o, meglio, “in questione”) è israele, non la Palestina:
    https://slowforward.net/2024/12/26/dip-035-questione-izr/

    durante/dopo:
    https://slowforward.net/2024/06/09/dip-016-auschwitz/

    censura:
    https://slowforward.net/?s=censura

    gli intellettuali italiani ancora al 27 maggio 2024:
    https://slowforward.net/2024/05/27/dip-014-gli-intellettuali-italiani/

    costituire e ampliare reti sociali indipendenti:
    https://slowforward.net/2024/05/27/costituire-e-ampliare-reti-sociali-indipendenti/

    #Gaza #genocidio #Palestina #sionismo #social #socialmedia #iof #idf #colonialism #sionisti #israelestatocriminale #bambini #massacri #deportazione #concentramento #famearmadiguerra #instagram #facebook #youtube #x #twitter #mediageneralisti #flusso

    #audio #bambini #cantenaSocial #catenaSocial #centriSociali #children #Cisgiordania #colonialism #comunicazione #concentramento #deportazione #disseminazione #facebook #famearmadiguerra #FB #FEDIVERSO #flusso #Gaza #genocide #genocidio #giornalismo #giornalisti #ICC #icj #IDF #IG #influencer #informazione #Instagram #internet #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #Leopardi #massacri #media #mediageneralisti #Palestina #Palestine #PAP #pap077 #pap077 #podAlPopolo #podcast #sanitàPubblica #scuolaPubblica #sionismo #sionisti #social #socialCatena #socialGeneralisti #socialMedia #socialmedia #starvingcivilians #starvingpeople #twitter #warcrimes #WestBank #X #youtube #yt #zionism

  10. giuristi chiedono un intervento militare a gaza per fermare israele

    https://contropiano.org/news/internazionale-news/2025/08/21/giuristi-chiedono-un-intervento-militare-a-gaza-per-fermare-israele-0185828

    L’ex relatore delle Nazioni Unite Richard Falk ha proposto l’invio di una forza armata internazionale a Gaza, mentre un vasto gruppo di giuristi ha chiesto all’Assemblea Generale di autorizzare un intervento armato di fronte al genocidio israeliano.

    In una conferenza stampa tenutasi lunedì 18 agosto a Istanbul, il Tribunale Per Gaza ha chiesto alla comunità internazionale di autorizzare un intervento armato sotto l’egida delle Nazioni Unite per fermare quella che definisce la fase più mortale del genocidio israeliano contro il popolo palestinese.

    Il giurista americano Richard Falk, da Istanbul, ha esortato i governi ad aggirare il blocco del Consiglio di Sicurezza – dove gli Stati Uniti usano il veto a favore di Israele – e ad appellarsi direttamente all’Assemblea Generale. Come ha spiegato, ci sono meccanismi legali per questo, come la risoluzione “Uniti per la Pace” del 1950 e il principio della “Responsabilità di Proteggere” approvato nel 2005.

    Richard Falk, ex relatore speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani in Palestina, ha avvertito che non agire immediatamente sarebbe “un fallimento storico dell’umanità”. Ha assicurato che il mondo sta assistendo, in tempo reale e con una trasparenza senza precedenti, a un genocidio che ricorda l’indifferenza mostrata di fronte ai crimini più atroci del XX secolo.

    Il giurista ha accusato le cosiddette democrazie occidentali di complicità nell’offensiva israeliana. Ha sottolineato come la pressione dei cittadini deve tradursi in embarghi sulle armi, sanzioni e azioni di solidarietà internazionale, paragonabili alla campagna che ha contribuito a far cadere l’apartheid in Sudafrica.

    Ha anche denunciato il tentativo di mettere a tacere le voci critiche attraverso sanzioni contro i relatori per i diritti umani e l’omicidio di giornalisti, tra cui Anas al-Sharif e i corrispondenti di Al Jazeera lo scorso 10 agosto. “Parte del lavoro del Tribunale di Gaza è quello di rafforzare il ruolo della verità di fronte a questi crimini”, ha detto Falk.

    La dichiarazione d’urgenza dell’organismo riunitosi a Istanbul, intitolata “È tempo di agire”, sarà presentata all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a settembre. L’organismo ha anche in programma un’udienza finale a Istanbul a ottobre, dove emetterà un verdetto morale sulla base delle testimonianze raccolte dalla sua fondazione nel 2024.

    Il Tribunale di Gaza, composto da accademici, giuristi e difensori dei diritti umani, ha già tenuto sessioni a Londra e Sarajevo, dove ha formalmente accusato Israele di genocidio, crimini di guerra e apartheid.

    Nel frattempo, la situazione umanitaria continua a deteriorarsi: dall’ottobre 2023, più di 62mila palestinesi sono stati uccisi a Gaza, tra un blocco totale e una carenza di aiuti.

    #TribunalePerGaza #onu #UN #NazioniUnite #RichardFalk #Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #famearmadiguerra #apartheid #criminidiguerra

    #apartheid #bambini #children #Cisgiordania #coloni #colonialism #concentramento #criminiDiGuerra #criminidiguerra #deportazione #famearmadiguerra #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #NazioniUnite #nazioniunite #Onu #ostaggi #Palestina #Palestine #prigionieri #RichardFalk #RichardFalk #settlers #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #TribunalePerGaza #TribunalePerGaza #UN #warcrimes #WestBank #zionism

  11. “genocidio”

    definizione di genocidio
    https://www.facebook.com/share/1G2Z4C1TbQ/

    1944, il giurista Raphael Lemkin conia il termine “genocidio” intendendo definire “la distruzione di una nazione o di un gruppo etnico […]; genocidio non significa necessariamente la distruzione immediata di una nazione […]. Esso intende piuttosto designare un piano coordinato di differenti azioni miranti a distruggere i fondamenti essenziali della vita dei gruppi nazionali, per annientare questi gruppi stessi. Obiettivi di un piano siffatto sarebbero la disintegrazione delle istituzioni politiche e sociali, della cultura, della lingua, dei sentimenti nazionali, della religione, della vita economica dei gruppi nazionali e la distruzione della sicurezza personale, della libertà, della salute, della dignità e persino della vita degli individui che appartengono a tali gruppi”.

    “Nell’articolo 2 della Convenzione delle Nazioni Unite per la prevenzione e la repressione del genocidio (9 dicembre 1948) si legge: ‘[…] per genocidio si intende una delle seguenti azioni commesse con l’intento di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso: a) l’uccisione di membri del gruppo; b) il causare danno mentale o fisico grave ai membri del gruppo; c) il creare deliberatamente condizioni di vita al gruppo intese alla sua totale o parziale distruzione fisica; d) l’imposizione di misure volte a prevenire le nascite all’interno del gruppo; e) il trasferimento forzato di bambini del gruppo presso un altro gruppo’”.

    “Il termine genocidio […] raramente assume una forma antonomastica per definire la tragedia ebraica”.

    Anna-Vera Sullam Calimani, I nomi dello sterminio, Einaudi 2001

    #Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #famearmadiguerra

    #bambini #children #colonialism #concentramento #deportazione #famearmadiguerra #Gaza #genocide #genocidio #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #Palestina #Palestine #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #zionism

  12. “non noi” / mg. 2024

    quello che segue è il breve brano col quale lo scorso anno ho risposto alla richiesta di partecipare alla serie di interventi “Poesia, prima persona plurale. (Indagine sulla valenza sociale della poesia contemporanea)”, serie uscita su ‘Le parole e le cose’ a cura di Lorenzo Mari e Gianluca Rizzo – che ringrazio nuovamente dell’invito (e con loro la redazione di LPLC).
    il testo, in rete da novembre 2024 qui, non è presente nel relativo libro pubblicato da Argo da pochissimo, ho così considerato che forse renderlo reperibile in più sedi online (cfr. in calce) fosse plausibilmente utile, considerandone soprattutto l’argomento.

    non noi

    “noi no”

    (sandra mondaini, raimondo vianello, jeff bezos, 1977)
    (n.b.: l’epigrafe deve essere di merda e deve fare sorridere)

    il noi di cui noi disponiamo è completamente sbagliato, è da rifare, siamo noi da rifare. in attesa, va evitato l’uso; ci evitano in parecchi.

    il noi anche semplicemente grammaticale che disponiamo sulla scacchiera della sintassi non sta messo meglio: errore o meglio un errante fra convenzioni di diorite e alleanzelle di biscotto.

    tra l’altro si sapeva, si è sempre saputo.

    cioè continua a essere: stupro di gruppo, fusioni societarie, coloni, ufficiali, uffici, tribalismo, correnti di convezione, cattivo odore bene collettivo, circhi senza farina, batte col piatto del machete sulla gamba e taglia le condutture d’acqua ovviamente in Cisgiordania.

    il pronome yankee a inizio agosto 2024 stanzia 18 miliardi di dollari perché israele continui la distruzione del popolo Palestinese e il furto di terre.

    non so/sappiamo e nessuno sa cosa possa sostituire la splendida profondità fognaria dei pronomi di prima persona, uno e multiplo, instagrammer e gruppi fb.

    non c’è crimine che non trovi (un) noi a giustificarlo, dagli omicidi e violenze sessuali a megiddo e nelle altre carceri israeliane agli acquirenti dei manualetti di ultradestra.

    la pancia di amazon è piena di mosche, una per ogni penny di jb.

    è passato da poco il primo compleanno del genocidio ai danni della Palestina, a sua volta vetta di 76 compleanni di Nakba. una montagna di montagne di morti.

    il noi (di merda) degli intellettuali (di merda) non si è mica sentito, o – diciamo – si è sentito pochissimo (e) male. o meglio uno zero, per altri zeri, di fronte al noi invece energico tricolore bluette del roblox di parigi ’24 [=olimpiadi].

    medici operai operatori scrivono noi tornando da Gaza, da Gerusalemme Est, dalla West Bank, o standoci: possono usare il pronome, gli altri no, noi no.

    *

    ulteriori link:

    https://puntocritico2.wordpress.com/2025/08/17/marco-giovenale-non-noi-2024/

    https://pontebianco.noblogs.org/post/2025/08/17/non-noi-marco-giovenale-2024/

    https://differx.noblogs.org/2025/08/17/non-noi-marco-giovenale-2024/

    https://ko-fi.com/post/non-noi-marco-giovenale-2024-H2H41JV0N4

    https://noblogo.org/differx/non-noi

     

    #Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #famearmadiguerra #intellettuali #Nakba #ilnoi #noi #primapersonaplurale #primapersona #Megiddo #carceriisraeliane #olimpiadidiparigi
    #intellettuali #intellettualidimerda #ICJ #ICC #Cisgiordania #WestBank #settlers #coloni #prigionieri #ostaggi #leparoleelecose #LPLC #poetiitaliani #poesia #poesiaprimapersona #olimpiadi #pronomesbagliato 

    #StoNoiDemmerda #bambini #carceriisraeliane #children #Cisgiordania #coloni #colonialism #colonialismo #concentramento #davantiAlDoloreDegliAltri #davantiAlGenocidio #deportazione #famearmadiguerra #fusioniSocietarie #Gaza #genocide #genocidio #GerusalemmeEst #ICC #icj #IDF #ilnoi #intellettuali #intellettualidimerda #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #leparoleelecose #LPLC #massacri #Megiddo #Nakba #Noi #olimpiadi #olimpiadidiparigi #ostaggi #Palestina #Palestine #poesia #poesiaprimapersona #poetiitaliani #prigionieri #primapersona #primapersonaplurale #pronomeSbagliato #pronomeYankee #settlers #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #stuproDiGruppo #tribalismo #uffici #ufficiali #USA #warcrimes #WestBank #yankee #zionism

  13. “non noi” / marco giovenale. 2024

    quello che segue è il breve brano col quale lo scorso anno ho risposto alla richiesta di partecipare alla sequenza di interventi “Poesia, prima persona plurale. (Indagine sulla valenza sociale della poesia contemporanea)”, sequenza uscita su ‘Le parole e le cose’ a cura di Lorenzo Mari e Gianluca Rizzo – che ringrazio nuovamente dell’invito (e con loro la redazione di LPLC).
    il testo, in rete da novembre 2024 qui, non è presente nel relativo libro pubblicato da Argo da pochissimo, ho così considerato che forse renderlo reperibile in rete fosse plausibilmente non inutile, considerandone soprattutto l’argomento.

    non noi

    “noi no”

    (sandra mondaini, raimondo vianello, jeff bezos, 1977)
    (n.b.: l’epigrafe deve essere di merda e deve fare sorridere)

    il noi di cui noi disponiamo è completamente sbagliato, è da rifare, siamo noi da rifare. in attesa, va evitato l’uso; ci evitano in parecchi.

    il noi anche semplicemente grammaticale che disponiamo sulla scacchiera della sintassi non sta messo meglio: errore o meglio un errante fra convenzioni di diorite e alleanzelle di biscotto.

    tra l’altro si sapeva, si è sempre saputo.

    cioè continua a essere: stupro di gruppo, fusioni societarie, coloni, ufficiali, uffici, tribalismo, correnti di convezione, cattivo odore bene collettivo, circhi senza farina, batte col piatto del machete sulla gamba e taglia le condutture d’acqua ovviamente in Cisgiordania.

    il pronome yankee a inizio agosto 2024 stanzia 18 miliardi di dollari perché israele continui la distruzione del popolo Palestinese e il furto di terre.

    non so/sappiamo e nessuno sa cosa possa sostituire la splendida profondità fognaria dei pronomi di prima persona, uno e multiplo, instagrammer e gruppi fb.

    non c’è crimine che non trovi (un) noi a giustificarlo, dagli omicidi e violenze sessuali a megiddo e nelle altre carceri israeliane agli acquirenti dei manualetti di ultradestra.

    la pancia di amazon è piena di mosche, una per ogni penny di jb.

    è passato da poco il primo compleanno del genocidio ai danni della Palestina, a sua volta vetta di 76 compleanni di Nakba. una montagna di montagne di morti.

    il noi (di merda) degli intellettuali (di merda) non si è mica sentito, o – diciamo – si è sentito pochissimo (e) male. o meglio uno zero, per altri zeri, di fronte al noi invece energico tricolore bluette del roblox di parigi ’24 [=olimpiadi].

    medici operai operatori scrivono noi tornando da Gaza, da Gerusalemme Est, dalla West Bank, o standoci: possono usare il pronome, gli altri no, noi no.

     

    #Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #famearmadiguerra #intellettuali #Nakba #ilnoi #noi #primapersonaplurale #primapersona #Megiddo #carceriisraeliane #olimpiadidiparigi #intellettuali #intellettualidimerda #ICJ #ICC #Cisgiordania #WestBank #settlers #coloni
    #prigionieri #ostaggi #leparoleelecose #LPLC #poetiitaliani #poesia #poesiaprimapersona
    #olimpiadi #pronomesbagliato #noidimerda

    #StoNoiDemmerda #bambini #carceriisraeliane #children #Cisgiordania #coloni #colonialism #concentramento #deportazione #famearmadiguerra #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #idf #ilnoi #intellettuali #intellettualidimerda #invasion #iof #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #leparoleelecose #LPLC #massacri #Megiddo #Nakba #noi #noidimerda #olimpiadi #olimpiadidiparigi #ostaggi #Palestina #Palestine #poesia #poesiaprimapersona #poetiitaliani #prigionieri #primapersona #primapersonaplurale #pronomeSbagliato #pronomesbagliato #settlers #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #WestBank #zionism

  14. link sul genocidio, 17 agosto

    da ricordare sempre
    https://www.facebook.com/share/v/1AzmpHA3dn/

    Ofer Cassif
    https://www.facebook.com/share/p/16BMLtiVjC/
    e https://slowforward.net/2025/08/06/unintervista-a-ofer-cassif/

    South Africa, Palestine, USA
    https://www.instagram.com/reel/DM9F3r_NQbc/

    israele e la fame come strategia di guerra
    https://www.facebook.com/share/16zpoqUHEv/

    Alessandro Ferretti sulla ‘mostrificazione’ di hamas
    https://alessandroferretti123.substack.com/p/la-nuova-banalita-del-male

    israele uccide il giornalista Anas Al Sharif, insieme ad altri tre colleghi
    https://www.facebook.com/share/p/1B6BvUTdsR/
    e https://www.theguardian.com/world/2025/aug/10/prominent-al-jazeera-journalist-killed-in-israeli-airstrike-on-gaza
    e
    https://www.instagram.com/reel/DNMJGXuhTAv/
    e
    https://www.instagram.com/reel/DNMLthKA4Rg/
    e
    https://www.instagram.com/p/DNNHqNXsqMH/

    massacro sionista presso Al Zaytoun
    https://www.instagram.com/reel/DNNW5v_pWU8/

    11 agosto 2025, alcune università israeliane finalmente si svegliano
    https://www.facebook.com/share/p/173rJu4d2S

    microsoft tech for genocide
    https://www.instagram.com/p/DNNzYLaIvHM/

    Morgan Mc Monagle
    https://www.instagram.com/reel/DMvcZdYMrfb

    le proteste israeliane devono alzare il tiro e schierarsi frontalmente per la Palestina
    https://www.facebook.com/share/1E5BcvA2d5/
    e
    https://www.facebook.com/share/p/1CkLCjX4EC/

    Gino Strada già nel 2004
    https://www.instagram.com/reel/DNSxlj_IoTA/

    cecchini con uno schema nel mirare alle varie parti del corpo
    https://www.instagram.com/reel/DNRIw_9gcd-/

    Fulvio Grimaldi
    https://www.facebook.com/share/19d8gbgyq8/

    il solito eretz israel
    https://www.facebook.com/share/1Ft6DuAZY2/

    il cecchinaggio sui bambini: la pubblicazione delle radiografie da parte del NYT
    https://www.facebook.com/share/p/19P4F7HkBu/

    imagine it’s your child
    https://www.instagram.com/p/DNTS_3rtsov/

    citazioni istruttive da capi di stato del cosiddetto popolo eletto
    https://www.facebook.com/share/1AraoLQ98Y/

    Amira Hass: vessazioni dell’idf in Cisgiordania
    https://archive.md/1XG1J
    tr. it. : https://www.facebook.com/share/16ZygspQdV/

    i criminali dell’idf uccidono persone che stavano semplicemente recuperando il corpo di una vittima
    https://www.instagram.com/reel/DNX1mDrO8Co

    15 Aug, 2025. After an israeli airstrike on Majida al-Waseela school shelter:  https://mastodon.uno/@differx/115034608247171588

    testo di Alessandro Ferretti contro l’ignavia degli “equidistanti”  https://alessandroferretti123.substack.com/p/ne-con-israele-ne-con-la-resistenza

    #Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #famearmadiguerra

    #bambini #children #colonialism #concentramento #deportazione #famearmadiguerra #Gaza #genocide #genocidio #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #Palestina #Palestine #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #zionism

  15. link sul genocidio, 15 agosto

    disegno di legge liberticida presentato al senato italiano
    https://www.facebook.com/share/p/1XzkCvf3kF/
    e
    https://www.fanpage.it/politica/la-proposta-della-lega-per-punire-chi-critica-il-governo-di-israele/

    prassi delle idf
    https://www.facebook.com/share/1AtfmrnCJo/

    Lavinia Marchetti su una recente intervista di Noemi Di Segni
    https://www.facebook.com/share/1P4yGfkMK6/
    (4 ago 2025)

    John Mearsheimer: israelis committing genocide in Gaza
    https://www.middleeastmonitor.com/20250731-israelis-committing-genocide-in-gaza-with-us-complicit-geopolitical-expert/

    Evidence pointing to genocide in Gaza overwhelming, says ex-war crimes prosecutor Graham Blewitt
    https://www.middleeastmonitor.com/20250803-evidence-pointing-to-genocide-in-gaza-overwhelming-says-ex-war-crimes-prosecutor/

    Antonio Pasca, presidente del Tar di Lecce: “genocidio”
    https://www.facebook.com/share/1A98m1WWUJ/

    Ben Gvir e Weiss, due figure infernali al lavoro, tra morte e deportazione
    https://www.facebook.com/share/r/16hrdqsRtE/

    #Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #famearmadiguerra

    #bambini #children #colonialism #concentramento #deportazione #famearmadiguerra #Gaza #genocide #genocidio #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #Palestina #Palestine #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #zionism

  16. l’anti-sionismo censurato, come sempre (stavolta da youtube)

    i video di #karemfromhaifa sono sempre documentati, chiari, e direi essenziali per la lettura e la critica al sempiterno e fondativo #colonialismo razzista e genocida di #israele .
     
    il video fermato nello #screenshot che qui mostro è stato rimosso da un evidentemente occhiuto e filosionista #youtube, proprio perché coglieva nel segno, in tutta evidenza.

    individuava ed esponeva assai bene l’illegittimità e la #criminalità di un #regime che colpisce a morte e devasta una popolazione che esso stesso – il regime stesso – tiene prigioniera in un #campo di concentramento da decenni, attribuendo tutte le colpe di qualsiasi cosa a quella #resistenza (costituitasi dopo i primi 40 anni di #deportazioni e massacri e pulizia etnica) che, SEMPRE ALL’INTERNO DI UN CAMPO DI CONCENTRAMENTO noto come Gaza, si è costituita per contrastare l’occupazione, i furti, gli omicidi, le vessazioni quotidiane operate dai sionisti e dal loro stato=milizia.

    è una resistenza che l’occidente unilateralmente marchia con l’etichetta-mantra di “terrorismo”, sempre, tout court, qualsiasi cosa accada, col fine di rovesciare come un calzino la realtà di un  #israelestatoterrorista storico, riconosciuto e condannato praticamente da qualsiasi entità raziocinante del mondo, non solo occidentale (tribunali, ong, istituzioni internazionali, stati, università, associazioni laiche e religiose, prelati, imam e rabbini, popolazioni intere, ebrei di mezzo pianeta, organi di stampa non al soldo di #telaviv , social media, medici, operatori umanitari, relatori indipendenti, storici del genocidio, studiosi ebrei e non ebrei, …)

    israele, specie nella sua forma etno-religiosa, e come entità colonialista, razzista e genocida, non è (ora e per storia) uno dei fantasiosissimi “due stati” che magicamente riporterebbero il medio oriente alla pace, ma un esercito.
    punto.
    nato e nutrito per devastare e rubare.

      

    #Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #famearmadiguerra

    #bambini #campo #censura #children #colonialism #colonialismo #concentramento #deportazione #deportazioni #famearmadiguerra #Gaza #genocide #genocidio #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #Israele #israelestatocriminale #israelestatoterrorista #israelterroriststate #izrahell #KaremFromHaifa #karemfromhaifa #massacri #Palestina #Palestine #regime #Resistenza #screenshot #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #telaviv #video #warcrimes #youtube #zionism

  17. distruzione delle condizioni di vita: un’analisi sanitaria del genocidio di gaza

    https://youtu.be/TLSIiIgoL6I?si=i7DebeSc6yfEo7UH

    Alberto Barbieri di Medici per i Diritti Umani, organizzazione umanitaria indipendente e senza fini di lucro, presenta il rapporto
    DISTRUZIONE DELLE CONDIZIONI DI VITA: UN’ANALISI SANITARIA DEL GENOCIDIO DI GAZA
    (destructions of conditions of life: a health analysis of the Gaza genocide)
    di PHRI – Physicians for Human Rights Israel

    https://tuttascena1.wordpress.com/2025/08/05/distruzione-delle-condizioni-di-vita-unanalisi-sanitaria-del-genocidio-di-gaza-phri-physicians-for-human-rights-israel/ (intervista a cura di Federico Raponi)

    IL RAPPORTO SI PUÒ SCARICARE (in italiano e in inglese) QUI: https://mediciperidirittiumani.org/unanalisi-sanitaria-del-genocidio-di-gaza/

    #Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #famearmadiguerra

    #AlbertoBarbieri #bambini #children #colonialism #concentramento #deportazione #famearmadiguerra #FedericoRaponi #Gaza #genocide #genocidio #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #MediciPerIDirittiUmani #Palestina #Palestine #PHRI #PHRIPhysiciansForHumanRightsIsrael #PhysiciansForHumanRightsIsrael #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #zionism

  18. ma è vero che h_mas accoglie un piano di disarmo?

    ma è vera questa cosa?

    facebook.com/share/p/16vx9ZEpK…

    il passaggio sarebbe dunque dal colonialismo militare israeliano a quello economico della "World Bank"? i soldati del genocidio si ritirerebbero da Gaza? siamo sicuri?? e i coloni dalla Cisgiordania??? e poi, se capisco bene... quello palestinese dovrebbe essere l'unico stato al mondo a non avere nemmeno una cerbottana. no? e dovrebbe stare allegro e sereno e fidarsi di un confinante genocida che gli ha mutilato 100mila persone e uccise tra le 60mila e le oltre 300mila? e poi dovrebbe affidare il governo ai collaborazionisti di israele?

    scusate lo scetticismo. forse sbaglio io. mi sforzo di capire. la notizia è fondata?

    in generale, che ne pensate?

    ___

    #Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #famearmadiguerra

  19. yuli novak: il nostro paese sta commettendo un genocidio

    Yuli Novak, 30 luglio 2025

    Dirigo un importante gruppo israeliano per i diritti umani. La mia generazione è cresciuta chiedendosi come la gente comune potesse tollerare un’atrocità. In un grottesco colpo di scena, la domanda è tornata a noi.

    La domanda continua a tormentarmi: è davvero così? Stiamo forse vivendo un Genocidio?
    Fuori da Israele, milioni di persone conoscono già la risposta. Ma molti di noi qui non possono, o non vogliono, dirla ad alta voce. Forse perché la verità minaccia di distruggere tutto ciò in cui credevamo su chi siamo e chi volevamo essere. Nominarla significa ammettere che il futuro richiederà una resa dei conti, non solo con i nostri leader, ma anche con noi stessi. Ma il prezzo da pagare per rifiutarsi di vedere è ancora più alto.
    Per gli israeliani della mia generazione, la parola “Genocidio” avrebbe dovuto rimanere un incubo proveniente da un altro pianeta. Una parola legata alle fotografie dei nostri nonni e ai fantasmi dei ghetti europei, non ai nostri quartieri. Eravamo noi a chiederci, da lontano, degli altri: come poteva la gente comune andare avanti con la propria vita mentre accadeva una cosa del genere? Come hanno potuto permettere che accadesse? Cosa avrei fatto io al loro posto?
    In un grottesco colpo di scena della storia, quella domanda ora torna a noi.
    Per quasi due anni, abbiamo sentito funzionari israeliani, politici e generali, dire ad alta voce cosa intendono fare: affamare, radere al suolo e Cancellare Gaza. “Li elimineremo”. “La renderemo inabitabile”. “Tagliamo cibo, acqua, elettricità”. Non erano solo parole altisonanti; erano il Piano. E poi, l’esercito israeliano lo ha messo in atto. Secondo la definizione dei manuali, questo è Genocidio: il deliberato attacco a una popolazione non per ciò che è come individuo, ma perché appartiene a un gruppo, un attacco progettato per distruggere il gruppo stesso.
    Ci raccontavamo altre storie per sopravvivere all’orrore, storie che tenevano a bada il senso di colpa e il dolore. Ci convincevamo che ogni bambino a Gaza fosse Hamas, ogni appartamento un covo terroristico. Diventavamo, senza accorgercene, quelle “persone comuni” che continuano a vivere la loro vita mentre “tutto” accade.
    Ricordo ancora la prima volta che la realtà si è spalancata davanti a me. Due mesi dopo quella che ancora chiamavo una “guerra”, tre dei miei colleghi di B’Tselem, attivisti palestinesi per i diritti umani con cui avevamo lavorato per anni, erano rimasti intrappolati a Gaza con le loro famiglie. Mi raccontavano di parenti sepolti sotto le macerie, di non essere in grado di proteggere i propri figli, della paura paralizzante.
    Negli sforzi frenetici per tirarli fuori da Gaza, ho imparato qualcosa che mi è rimasto impresso nella mente: in quel momento, un palestinese vivo a Gaza poteva essere “riscattato” per circa 20.000 Shekel (5.000 euro). I bambini costavano meno. La vita valutata in contanti, pro capite. Non si trattava di statistiche astratte; si trattava di persone che conoscevo. Ed è stato allora che ho capito: le regole erano cambiate.
    Da allora, il surreale è diventato normale. Città ridotte in cenere. Interi quartieri rasi al suolo. Famiglie sfollate, poi di nuovo sfollate. Decine di migliaia di persone uccise. Fame di Massa pianificata, con camion di aiuti respinti o bombardati. Genitori che danno da mangiare foraggio ai figli, alcuni dei quali muoiono aspettando la farina. Altri vengono fucilati, civili disarmati, uccisi a colpi d’arma da fuoco per essersi avvicinati ai convogli di cibo.
    Il Genocidio non avviene senza la Partecipazione di Massa: una popolazione che lo sostiene, lo consente o distoglie lo sguardo. Questo fa parte della sua tragedia. Quasi nessuna nazione che ha commesso un Genocidio ha capito, in tempo reale, cosa stava facendo. La storia è sempre la stessa: autodifesa, inevitabilità, i bersagli se l’erano cercata da soli.
    In Israele, la narrazione prevalente insiste sul fatto che tutto sia iniziato il 7 Ottobre, un trauma nazionale concentrato che ha suscitato, in molti israeliani, un profondo senso di minaccia esistenziale.
    Ma il 7 Ottobre, pur essendo un catalizzatore, non è stato sufficiente da solo. Il Genocidio richiede condizioni: decenni di Apartheid e Occupazione, di separazione e Disumanizzazione, di politiche progettate per recidere la nostra capacità di empatia. Gaza, isolata dal mondo, è diventata l’apice di questa architettura. La sua gente è diventata astrazione, ostaggi perpetui nella nostra immaginazione, soggetti da bombardare ogni pochi anni, da uccidere a centinaia o migliaia, senza alcuna responsabilità. Sapevamo che più di 2 milioni di persone vivevano sotto assedio. Sapevamo di Hamas. Sapevamo dei tunnel. Col senno di poi, sapevamo tutto. Eppure, in qualche modo, eravamo incapaci di comprendere che alcuni di loro avrebbero potuto trovare un modo per evadere.
    Quello che è successo il 7 Ottobre non è stato solo un fallimento militare. È stato un crollo del nostro immaginario sociale: l’illusione di poter racchiudere tutta la violenza e la disperazione dietro una recinzione e vivere in pace dalla nostra parte. Questa rottura è avvenuta sotto il governo di estrema destra più radicale della storia di Israele, una coalizione i cui ministri fantasticano apertamente sulla Cancellazione di Gaza. E così, nell’ottobre 2023, tutte le stelle del nostro incubo più oscuro si sono allineate.
    Questa settimana, B’Tselem ha pubblicato un rapporto, “Il Nostro Genocidio”, redatto congiuntamente da ricercatori palestinesi ed ebrei-israeliani. È diviso in due parti. La prima documenta come viene perpetrato questo Genocidio: Uccisioni di Massa, distruzione delle condizioni di vita, collasso sociale e Fame orchestrata, il tutto alimentato dall’incitamento dei dirigenti israeliani e amplificato dai media. La seconda parte del rapporto ripercorre il percorso che ha portato a questo: decenni di disuguaglianza sistemica, governo militare e politiche di separazione che hanno normalizzato l’immobilismo palestinese.
    Per affrontare il genocidio, dobbiamo prima comprenderlo. E per farlo, noi, ebrei-israeliani e palestinesi, abbiamo dovuto guardare la realtà insieme, attraverso la prospettiva degli esseri umani che vivono su questa terra. Il nostro obbligo morale e umano è quello di amplificare le voci delle vittime. La nostra responsabilità politica e storica è anche quella di rivolgere lo sguardo ai colpevoli e di testimoniare, in tempo reale, come una società si trasforma in una società capace di commettere un Genocidio.
    Riconoscere questa verità non è facile. Anche per noi, persone che abbiamo trascorso anni a documentare la violenza di stato contro i palestinesi, la mente resiste. Rifiuta i fatti come veleno, cerca di sputarli fuori. Ma il veleno è qui. Inonda i corpi di coloro che vivono tra il fiume e il mare, palestinesi e israeliani allo stesso modo, di paura e di una perdita insondabile.
    Lo Stato israeliano sta commettendo un Genocidio.
    E una volta accettato questo, la domanda che ci siamo posti per tutta la vita si ripresenta con urgenza: cosa avrei fatto io, allora, su quell’altro pianeta?
    Ma la risposta non è retorica. È ora. Siamo noi. E c’è una sola risposta giusta:
    Dobbiamo fare tutto ciò che è in nostro potere per fermarlo.

    *
    Yuli Novak dirige B’Tselem, il Centro d’Informazione Israeliano per i Diritti Umani nei Territori Occupati.

    Traduzione e sintesi: La Zona Grigia, post all’indirizzo https://www.facebook.com/100066712961629/posts/1089163703317385/

    Fonte:
    https://www.theguardian.com/commentisfree/2025/jul/30/israeli-human-rights-group-genocide

    *
    #Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento

    #BTselem #bambini #CentroDInformazioneIsraelianoPerIDirittiUmaniNeiTerritoriOccupati #children #colonialism #concentramento #deportazione #Gaza #genocide #genocidio #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #LaZonaGrigia #massacri #Palestina #Palestine #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #YuliNovak #zionism

  20. appello per sanzionare israele subito

    25 luglio 2025

    In 72 ore, 21 bambini sono morti di fame a Gaza. Medici, giornalisti e operatori umanitari sono allo stremo per la fame, mentre centinaia di persone sono state freddate in fila per ricevere cibo.

    Appena 10 giorni fa, l’Alta Rappresentante dell’UE si è rifiutata di chiedere sanzioni, affermando di vedere “segnali positivi” da parte di Israele. E ora, mentre le prime pagine di tutto il mondo mostrano bambini ridotti pelle e ossa, i leader europei vogliono rimandare ogni decisione a dopo le vacanze estive? Inammissibile.

    Ma si sta preparando una ribellione diplomatica. In un gesto senza precedenti, 58 ex ambasciatori europei hanno lanciato un appello pubblico ai leader: SANZIONATE ISRAELE. Uniamoci a loro in questo slancio per chiedere azioni concrete per fermare la carestia. Se i leader sono già andati in vacanza, gli consegneremo il nostro appello ovunque si trovino.

    sanzionare israele subito!

    Per sottoscrivere l’appello:
    https://secure.avaaz.org/campaign/it/gaza_famine_loc/

    Qui una foto di Ahmed Jihad Ibrahim Al-Arini / Anadolu, via Getty Images: https://images.avaaz.org/54922-getty-new-1.jpg

    A Meloni e tutti i leader UE: I bambini di Gaza sono ridotti pelle e ossa. Perché continuate a rimandare le sanzioni contro Israele, invece di usare tutto ciò che è in vostro potere per salvarli? Gaza non può aspettare la fine delle vacanze estive. Agite ora: non c’è più tempo da perdere.

    #Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento

    #AhmedJihadIbrahimAlArini #bambini #children #colonialism #concentramento #deportazione #EU #Gaza #genocide #genocidio #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #Palestina #Palestine #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #unioneEuropea #warcrimes #zionism

  21. picturing liberation: the israeli rape riot_ 29 jul 2024 – 29 jul 2025

    “On Jul. 29th., 2024, 1 year ago, Israeli settlers began a riot outside the Sde Teiman torture camp in reaction to 10 Israeli soldiers being arrested for carrying out rape and sexual violence on Palestinian prisoners. These rioters were attempting to save the rapist soldiers; they believed that it was their right to be able to carry out such heinous acts of torture against the Palestinian people”

    (Picturing Liberation,
    https://www.instagram.com/p/DMspT9FIFKP/)

     

    *

    I also made a pdf out of this ig post: read/download it here
    MG

    #colonialism #concentramento #deportazione #doctors #documentary #Gaza #genocide #genocidio #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #Palestina #Palestine #PalestinianPrisoners #rape #SdeTeiman #sexualViolence #sionismo #sionisti #torture #warcrimes #zionism

  22. boycott zara (bds)

    The global BDS movement officially endorses the grassroots organic campaign to boycott ZARA. We call on people of conscience around the world to boycott ZARA, the flagship brand of the Spanish multinational Inditex, for its deep and growing complicity in Israel’s regime of settler-colonialism, apartheid, and genocide.

    ZARA’s complicity with Israel’s regime of oppression runs deep:

    • At the start of 2025, amid Israel’s ongoing genocidal assault on Palestinians in Gaza, ZARA opened its largest-ever store near Tel Aviv- a 4,500 m² flagship in the Big Fashion Glilot complex, deepening Zara’s economic ties with apartheid Israel, where the brand already operates dozens of stores.
    • In October 2022, ZARA’s Israeli franchisee hosted a campaign event for the fascist and genocidal Israeli minister, Itamar Ben-Gvir, who praised the brand.
    • In June 2021, ZARA’s then-head designer made racist comments against Palestinians online, but the company issued only a vague statement without any real consequences.
    • In December 2023, ZARA ran an ad campaign titled “The Jacket,” depicting mannequins wrapped in white shrouds next to crumbled statues. Sparking backlash by the public, who saw it as a direct allusion to the ongoing genocide in Gaza, the brand removed it and issued a noncommittal apology without addressing its ties to Israel.

    Here’s the full page with infos:

    https://bdsmovement.net/news/boycott-zara-dressing-apartheid-and-genocide

    #Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento

     

     

    #bambini #BDS #boycottZara #children #Cisgiordania #coloni #colonialism #concentramento #deportazione #Gaza #genocide #genocidio #globalBDSMovement #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #Palestina #Palestine #settlers #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #WestBank #ZaraSInvolvementWithIzrahell #zionism

  23. i repubblicani yankee per la deportazione: anche ieri a casa loro, figuriamoci oggi a gaza

    fascioyankee per la deportazione

    Jeff Yang: Republicans cheer for ‘mass deportation’ – a dark new chapter in America’s history of othering ‘them’ (The Guardian, 29 lug. 2024)

    https://www.theguardian.com/us-news/article/2024/jul/29/republicans-trump-mass-deportation-immigration

    #deportation #deportazione #deportazioneDiMassa #deportazioniDiMassa #fascioyankee #Gaza #JeffYang #massDeportation #razzismo #TheGuardian #Trump #trumpet #USA #yankee

  24. I paesi di Comeno, Rifembergo e altri paesi limitrofi vennero evacuati e completamente distrutti

    Comeno, oggi Komen, Slovenia. Fonte: Wikipedia

    Il 2 febbraio 1944 una colonna composta da unità delle SS/Polizei e della Milizia di Trieste fu attaccata dai partigiani a 2 km dal paese di Comeno (a nord di Trieste). 2 ufficiali e 20 poliziotti tedeschi rimasero uccisi, mentre tra gli italiani le perdite furono ancora più elevate: 37 militi della 58 Legione MVSN di Trieste e un alpino del Rgt. “Tagliamento”. L’azione di rappresaglia prese il nome di Unternehmen Ratte (operazione Ratto) e si svolse tra il 15 e il 16 febbraio agli ordini di Globocnick e del comandante SS-Obersturmbannführer Weimann <46, con delle forze delle SSPolizei <47.
    I paesi di Comeno, Rifembergo e altri paesi limitrofi vennero evacuati e completamente distrutti: “La furia devastatrice dei tedeschi si scatenò sul paese il giorno 15 febbraio 1944. Dopo aver fatto sgomberare il paese, i tedeschi bruciarono e fecero saltare le case ad una ad una, in maniera che dei 184 edifici esistenti, sono rimaste in piedi soltanto due case d’abitazione più la chiesa con l’attiguo edificio adibito a prigione; tutto il resto è stato è stato sistematicamente demolito e distrutto, furono requisiti o bruciati vivi 800 capi di bestiame, andarono distrutti o derubati mille ettolitri di vino e distrutti tutti gli arnesi rurali, le masserizie ecc. Tutti gli abitanti che non arrivarono a scappare furono deportati in Germania […]” <48.
    Il 15 marzo del 1944 durante l’incontro tra il Generale Kübler ed il capitano Cartellieri, funzionario inviato da Berlino per relazionare sulla situazione nelle due zone d’Operazione, emerse il nome di chi diede l’ordine di tale rappresaglia. Il generale Kübler sostenne in quell’incontro che «l’incendio di Comeno e Rifembergo erano stati ordinati dall’Oberst Kommissar Rainer» e non da lui stesso o da altri comandi della Wehrmacht <49.
    Dopo i fatti di Rifembergo e Comeno le forze di polizia germaniche emanarono un manifesto a commento dell’azione intrapresa: “Da parecchi mesi le Autorità tedesche vi hanno additato lo svolgersi di tante azioni devastatrici da parte dei banditi bolscevichi; i loro atti raccapriccianti che non erano possibili, se non con il concorso della popolazione e vi hanno indicato la retta via da seguire. […] Abbiamo fatto prigionieri migliaia di banditi. […] non volevamo far loro del male e conservare alle famiglie i padri, e i figli […]; noi li avevamo mandati a lavorare […] e nelle loro case dopo un tempo di prova. Nonostante ch’essi furono trovati con le armi alla mano, noi non abbiamo fatto uso nei loro confronti delle penalità prescritte dalla legge. […] Lo spirito di conciliazione […] fu purtroppo creduto debolezza e per tutta risposta soldati italiani e tedeschi […] furono uccisi barbaramente. Perciò per l’avvenire verrà fucilato un dato numero di banditi prigionieri per ogni misfatto commesso” <50.
    I fatti accaduti a Rifembergo e a Comeno, secondo il manifesto, sono conseguenza di questa decisione da parte dei comandi tedeschi del territorio.
    L’incendio dei villaggi risultarono «quale espiazione del vile assalto ad una colonna tedesco italiana». L’appello finale è ancora più esplicativo: “Noi per il futuro procederemo con uguale mitezza, come per il passato, se la popolazione ci aiuterà a ristabilire la tranquillità e l’ordine. PERO’ PICCHIEREMO TRE VOLTE DI PIU’ SODO, SE QUESTA NOSTRA ESORTAZIONE RIMARRA’ INFRUTTUOSA. I PIU’ FORTI SIAMO NOI”. <51
    La minaccia di rappresaglia doveva ricadere quindi come una spada di Damocle sull’intera popolazione del territorio. Il 27 febbraio si svolse l’Unternehmen Biber (operazione Castoro), che consistette nell’evacuazione della popolazione di parte della zona costiera tra Trieste e Monfalcone, ordinata per i frequenti atti di sabotaggio alle vie di comunicazione. Le carte del BdS Triest parlano di circa 672 persone deportate <52. Il 24 maggio 1944 truppe tedesche, dopo un attentato ad un’autocolonna sulla strada tra Ampezzo e Forni di Sotto, danno alle fiamme tutto il paese di Forni di sotto <53.
    Appare chiaro da quanto presentato che ciò che caratterizzò la primavera del 1944, non fu tanto il susseguirsi di operazioni antipartigiane quanto invece l’elevato numero di rappresaglie a seguito di attacchi o azioni di sabotaggio dei partigiani.
    “La rappresaglia – una risposta in genere sproporzionata a un attentato, a un atto di sabotaggio da parte dei partigiani – fu durante la seconda guerra mondiale uno strumento a cui le forze tedesche nei territori occupati ricorsero in maniera massiccia” <54.
    Le misure punitive nei confronti della popolazione erano differenti e andavano in base alla gravità dell’«offesa»: da una pena pecuniaria alla fucilazione. Molti sono i casi di evacuazione forzata di un territorio o paese, alla deportazione della popolazione, sospensione della distribuzione dei viveri, distruzione di interi villaggi o quartieri. Nel caso delle eliminazioni o fucilazioni di persone il ricorrente rapporto di 10:1 «non compare in nessuna delle numerose disposizioni emesse dai comandi tedeschi» in Italia <55. Interessanti risultano a riguardo le vicende di Trieste e del Friuli Orientale.
    [NOTE]
    46 Weimann era il comandante delle Sipo/SD nell’OZAK.
    47 Tra questi reparti sicura la presenza della SS-Karstwehr-Btl., elementi del BdS Triest e il III Btl./SS-Pol.Rgt. 15)
    48 La campagna alla città. Storia recente di Comeno, in «Il Lavoratore» cit., 2.2.1945
    49 BA-MA RW 4/689, 20.3.44. Relazione Cartellieri. Il documento è già stato ampiamente analizzato nei precedenti capitoli.
    50 IRSML-TS, fondo Venezia Giulia, B IX, doc. 618, Uomini e donne del Litorale Adriatico!
    51 Ibidem.
    52 S. Di Giusto, Operationszone Adriatisches Küstenland cit, p. 387.
    53 Sull’incendio di Forni di sotto cfr.: E. Polo, Forni di Sotto: un paese segnato dal fuoco, Udine 1984; dello stesso autore anche Brusait chel pais, Udine 2004; G. Santanera, Il quarantaquattro a Forni, Udine 1965.
    54 C. Gentile, La repressione antipartigiana tedesca cit., p. 187; cfr.: G. Fulvetti, Le guerre ai civili in toscana cit.; Collotti – Matta, Rappresaglie, stragi, eccidi cit.
    55 ivi, p. 188.
    Giorgio Liuzzi, La politica di repressione tedesca nel Litorale Adriatico (1943-1945), Tesi di dottorato, Università degli Studi di Pisa, 2004

    #1944 #Comeno #deportazione #fascisti #febbraio #GiorgioLiuzzi #incendio #maggio #MonfalconeGO_ #partigiani #rappresaglie #Rifembergo #Slovenia #Trieste #VeneziaGiulia

  25. cari amici moderati

    src: https://www.instagram.com/p/DLiNdNYoO1y/

    cari amici moderati, amici “7 ottobre!”, amici “che però israele”, amici “antisemitismo!”, “equidistanza”, “genocidio non è la parola”, eccetera, capite?

    o non capite?

    da quasi due anni condivido valanghe di #prove .
    cosa vi serve ancora? esattamente, cosa deve fare ancora lo stato colonialista razzista e genocidario per farvi posare la forchetta e profferire un “oh”?

    non mi fate ripetere quello che è chiaro a tutto il mondo tranne che a voi.

    dunque. mettiamoci d’accordo, ora:
    qui su slowforward.net andate nella barra della ricerca e digitate “Palestina”.

    quando avrete letto e visto tutto quello che ho letto e visto e (lo sapete) condiviso in questi anni, potremo parlare. penso che vi troverò diversi. o vi troverò meno amici.

    qui di seguito solo pchissimi aggiornamenti recenti

    l’estremismo genocida di yehuda vach: https://www.facebook.com/share/p/1AiRrHHqv7/

    Francesca Fornario: 700 Rabbini, oltre 50 sinagoghe, più di 21mila ebrei hanno comprato una pagina del Nyt e cartelloni luminosi in giro per Ny per chiedere a Israele di fare entrare gli aiuti umanitari a Gaza. https://www.facebook.com/share/v/18GSaY1ZaT/

    Arwa Mahdawi: ‘Gaza must be eliminated’: Israel’s airwaves are filled with pro-genocide propaganda (The Guardian, 27 Jun 2025): https://www.theguardian.com/commentisfree/2025/jun/27/israel-gaza-propaganda

    baby rescued from the rubble: https://www.instagram.com/reel/DLe5CvhqXGk/

    *

    +30% di attacchi da parte dello squadrismo sionista in Cisgiordania 

    https://slowforward.net/2025/06/30/30-di-attacchi-da-parte-dello-squadrismo-sionista-in-cisgiordania/

    *

    a girl under the age of six, almost killed by an israeli airstrike 

    https://slowforward.net/2025/06/30/a-girl-under-the-age-of-six-almost-killed-by-an-israeli-airstrike/

    *

    after the israeli bombing of the osama bin zaid school, in gaza (short video) 

    https://slowforward.net/2025/06/30/after-the-israeli-bombing-of-the-osama-bin-zaid-school-in-gaza-short-video/

    *

    l’orrore è indescrivibile. i bambini colpiti alla testa:  https://www.instagram.com/reel/DLfPmDZobKI/

    #Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #bombing #bombedschools #bombedshelters #charredbodies #peopleburnedalive #haaretz

    #GazaGenocideGenocidioPalestinePalestinaWarcrimesSionismoZionismStarvingpeopleStarvingciviliansIofIdfColonialismSionistiIzrahellIsraelterroriststateInvasionIsraelcrim #bambini #bombedschools #bombedshelters #bombing #charredbodies #children #colonialism #concentramento #deportazione #Gaza #genocide #genocidio #Haaretz #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #Palestina #Palestine #peopleburnedalive #prove #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #zionism

  26. monumento all’infamia italiana

    dopo il contributo dato dall’italia neofascista alla mattanza israeliana dei bambini palestinesi, una roba come questa (cliccare per vedere), installata in permanenza a Montecitorio, può essere – per paradosso – sensata: a memoria dei morti che abbiamo contribuito (e contribuiamo) a fare.
    per ricordare in perpetuo l’infamia degli italiani in scranno e di quelli che li hanno votati, complici di genocidio.

    #Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento

    #bambini #children #colonialism #complicitàInGenocidio #concentramento #deportazione #Gaza #genocide #genocidio #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #italiaCompliceDiGenocidio #izrahell #jago #massacri #memento #Palestina #Palestine #scultura #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #zionism

  27. (tornando da milano). gaza è nel fuoco

    noi facciamo gli incontri, letterari, chers, e, anche: amici, parliamo di letteratura, su/sì, e: è fondamentale (il famoso non inferno) ma l’inferno non cambia e anche non detto ridetto è lui che si ripete, si autoinstalla, si ribalta su tutto. il senso di impotenza vorrebbe starsene sotto un tot di pudicizia, e rimanere zitto. comunque meglio se cede il passo in tutto:

    da https://www.facebook.com/share/193PP1WRFL/

    C’è un paese al mondo, arabo o non arabo, a cui importa delle vite umane a Gaza tanto quanto di quelle israeliane, ed è pronto a intercettare i missili israeliani che stanno colpendo le nostre tende, bruciando le nostre famiglie e facendole a pezzi?

    Oltre 79 persone a Gaza sono state uccise solo oggi.
    Uno di questi era l’unico figlio del mio vicino che ha aspettato 15 anni che nascesse questo bambino.
    Ieri ne sono state massacrate più di CENTO. Il giorno prima erano state più di 120.
    Ti odio. Ti odio. Ti odio.
    Non ti perdonerò. Nemmeno uno.

    Mosab Abu TohaMosab Abu Toha

    #Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento

    #bambini #children #colonialism #concentramento #deportazione #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #Palestina #Palestine #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #zionism

Share on Mastodon

Enter the server where you have an account.