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#israelestatocriminale — Public Fediverse posts

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  1. giugno 2026: israele allaga le strade di Gaza con tonnellate e tonnellate di cemento

    Alessandro Ferretti su substack (26 giu. 2026):
    L’ultima tortura: Israele allaga le strade di Gaza con tonnellate e tonnellate di cemento

    Ormai è chiaro da tempo che la striscia di Gaza è diventata, per Israele, una gigantesca cavia di laboratorio sulla quale sperimentare le fantasie più sadiche mai partorite dal genere umano.

    […]
    «i residenti non potevano più raggiungere il posto di lavoro, evacuare o trasportare le persone in sedia a rotelle agli appuntamenti medici. “Non possiamo nemmeno camminare per strada”»
    […]

    l’intero articolo qui → https://alessandroferretti.substack.com/p/lultima-tortura-israele-allaga-le

    #AlessandroFerretti #cemento #Gaza #genocidio #israeleStatoCriminale #Palestina #sadismo #vessazioni
  2. the results of an israeli attack on the tent of the al-balawi family in gaza

    beware: graphic content

    https://www.instagram.com/p/DbZ2QydCQBK/ — Thursday 30 July, photo shared on the Hossam Shbat ig account at ca h. 6:00am.

    storia del sionismo
    storia di israele

    #sionismo
    #storiadelsionismo
    #genocidio
    #israeleterrorista

    #bambini #children #colonialism #Gaza #genocide #genocidio #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #Palestina #Palestine #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #zionism
  3. Andy Worthington: Holocaust survivors against the Gaza genocide

    Andy Worthington
    (fb post, Jul 19th, 2026)

    Yesterday, on the latest National March for Palestine in London, this particular group of campaigners, Holocaust Survivors and Descendants against the Gaza Genocide, highlighted, as they always do, the absolute hypocrisy of any Jewish people anywhere supporting Israel’s ongoing genocide of the Palestinians of the Gaza Strip.

    The group includes two child Holocaust survivors, Stephen Kapos and Agnes Kory, seated in the centre of the photo, and numerous other descendants of Holocaust survivors, and their message is irrevocably powerful.

    They condemn Israel’s ongoing genocide in the Gaza Strip, they compare their own experiences of Nazi oppression to the oppression currently inflicted on the Palestinians, they believe that “Never again” means “Never again for anyone”, and they take part in every protest to actively counter claims that the pro-Palestine marches are inherently antisemitic or represent “no-go zones” for Jewish people.

    See the 25-minute documentary about the group, “Gaza it Rhymes With Me”, here: https://youtu.be/CRtbBnHDSjM

    Read the evidence they gave to the UK’s Foreign Affairs Committee here: https://committees.parliament.uk/writtenevidence/133248/pdf/

    And see here for an international list of Jewish survivors and descendants of survivors of the Nazi genocide who “unequivocally condemn the massacre of Palestinians in Gaza and the ongoing occupation and colonization of historic Palestine”: https://www.ictuni.org/sites/default/files/publications/full_page_b_tel_final_final.pdf

    https://x.com/TomLondon6/status/2078467746422009865

    #AgnesKory #AndyWorthington #bambini #children #Cisgiordania #coloni #colonialism #Gaza #GazaGenocide #GazaItRhymesWithMe #GazaStrip #genocide #genocidio #HolocaustSurvivorDescendantsAgainstGazaGenocide #HolocaustSurvivors #HolocaustSurvivorsAndDescendantsAgainstTheGazaGenocide #ICC #icj #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #NationalMarchForPalestine #Palestina #Palestine #settlers #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #StephenKapos #warcrimes #WestBank #zionism
  4. Andy Worthington: Holocaust survivors against the Gaza genocide

    Andy Worthington (fb post, Jul 19th, 2026) Yesterday, on the latest National March for Palestine in London, this particular group of campaigners, Holocaust Survivors and Descendants against the Gaza Genocide, highlighted, as they always do, the absolute hypocrisy of any Jewish people anywhere supporting Israel’s ongoing genocide of the Palestinians of the Gaza Strip. The group includes two child Holocaust survivors, Stephen Kapos and Agnes Kory, seated in the centre of the photo, and […]

    differx.noblogs.org/2026/07/23

  5. ‘archive genocide — war crimes archive’

    il sito ‘Archive Genocide — War Crimes Archive‘ conta attualmente (19 luglio 2026) oltre 109mila video e 37mila foto, con informazioni dettagliate sulle fonti, elenco delle vittime, geolocalizzazione di numerosi crimini, e una mappatura costantemente aggiornata di quanto sta avvenendo. si tratta di immagini sensibili. il sito è https://archivegenocide.com

    Archive Genocide is a documented archive of Israeli war crimes in Gaza and the West Bank — verified footage, victim records, and original sources, preserved for documentation and accountability.

    The team at the Archive team submits all evidence to the International Criminal Court (ICC), the Hind Rajab Foundation, and the South African legal team at the ICJ.

    ⚠ Content warning: Much of the footage in these archives is extremely graphic and depicts children dying in war. This material is preserved for journalistic, research, and legal-accountability purposes — to document an ongoing genocide.

    https://archivegenocide.com

    #archive #ArchiveGenocide #ArchiveGenocideWarCrimesArchive #bambini #children #Cisgiordania #coloni #colonialism #crimes #fonti #Gaza #genocide #genocidio #geolocalization #geolocalizzazione #graphicContent #HindRajabFoundation #ICC #icj #IDF #immaginiSensibili #InternationalCriminalCourt #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #maps #massacri #Palestina #Palestine #photos #settlers #sionismo #sionisti #sources #SouthAfricanLegalTeam #starvingcivilians #starvingpeople #victims #videos #vittime #warCrimes #WarCrimesArchive #warcrimes #WestBank #zionism
  6. Quando c’era il genocidio ma i giornalisti parlavano di Belen
    FRANCESCA FORNARIO
    16 luglio 2026

    I soldati israeliani hanno pisciato nelle culle, cagato nelle pentole, bruciato i libri, distrutto le foto del matrimonio appese al muro della casa degli sposi, fatto i selfie sculettando con la biancheria intima della sposa rubata dai cassetti sopra alla mimetica, fatto il video per mandarlo alla fidanzata, fatto il video per aumentare i follower ma non si può dire che è Genocidio e comunque “Harry e Meghan con i figli Archie e Lilibet hanno incontrato re Carlo III ad Highgrove, residenza privata del sovrano nelle Cotswolds”.
    I soldati Israeliani hanno fatto sbranare dai cani un ragazzo disabile e lo hanno lasciato morire dissanguato trascinando via la madre che li implorava di aiutarlo ma non si può dire che è genocidio e comunque “Belen guida il motoscafo in topless, con una mano regge lo sterzo e con l’altra si copre”.
    I soldati Israeliani hanno tenuto i punti giocando al tiro a segno. Un giorno bisognava colpire i bambini alla testa, un giorno i testicoli, un giorno la rotula ma non si pò dire che è genocidio e comunque Massimo Recalcati psicanalizza Michele Mari che ha vinto il premio Strega (e nessuno dei due dice che è genocidio).
    Il governo israeliano blocca l’uscita da Gaza e l’ingresso ai giornalisti, ai medici e pure ai biscotti e alla marmellata perché sono troppo calorici per donne e bambini mentre il 77 per cento della popolazione soffre di gravi livelli di insicurezza alimentare e per questo la mortalità infantile è raddoppiata ma non si può dire che è genocidio e comunque Dua Lipa si è sposata in Sicilia con 150 cannoli e il gelo d’anguria con i fiori di gelsomino cristallizzati raccolti alle 5 del mattino.
    Hanno sparato agli affamati in fila ai punti di distribuzione cibo sterminandone duemila, hanno distrutto la rete idrica costringendo i sopravvissuti a campare con 6 litri a testa quando, per l’Oms, per garantire l’igiene ne servono tra i 50 e 100 ma non si può dire che è genocidio e comunque “Taylor Swift e Travis Kelce presentano il loro nuovo cagnolino decidendo però di mantenere il riserbo sui dettagli più intimi” (Boh, Tgcom24 li chiama così).
    Hanno crivellato di colpi l’auto a bordo della quale una famiglia tentava di mettersi in salvo, crivellato di colpi l’ambulanza che andava a soccerrere la bambina unica sopravvissuta nell’abitacolo sotto i corpi insanguinati degli zii, crivellato di colpi l’abitacolo per ammazzare la bambina sopravvissuta ma non si può dire che è Genocidio e comunque Prada propone delle ciabatte in rafia dalle tonalità beige impreziosite dall’iconico logo a triangolo con finiture in pelle.
    Hanno colpito 36 ospedali su 36 ospedali funzionanti, lasciato i morire i neonati nelle incubatrici dopo aver staccato la corrente, ucciso oltre 1500 medici e infermieri arrestandone decine senza processo e capo d’accusa ammassandoli nelle carceri dove i progionieri vengono sistematicamente torturati e stuprati con oggetti appuntiti infilati nell’ano fino a lesionare gli organi interni, nelle carceri dove sono detenuti oltre 300 bambini per terrorismo in virtù della legge che considera terrorista il bambino che lancia una pietra al tank che sta occupando il suo villaggio ma non si può dire che è genocidio e comunque Tarantino lascia la regia e torna a fare l'attore con Kylie Minogue.
    Hanno fermato le ambulanze, fatto scendere i paramedici disarmati, li hanno uccisi uno dopo l’altro, li hanno seppelliti tutti e quindici con le loro ambulanze sotto la sabbia ma non si può dire che è gebocidio e comunque Sinner blocca i crampi col succo di cetriolini.
    Hanno raso al suolo intere città, scuole, chiese, moschee, campi da calcio, caffé in riva al mare, occupato militarmente quasi il 70 per cento della Striscia, distrutto tutte le università, costretto il 90 per cento della popolazione a vivere nelle tende, dato fuoco alle tende, ucciso oltre 72mila persone 21 mila delle quali bambini ma non si può dire che è genocidio e comunque quest’estate puoi rimpinguare le ciglia con ciuffetti monouso per valorizzare l'occhio senza appesantirle.
    Hanno sparato ai pescatori perché pescavano, ai giornalisti perché facevano i giornalisti uccidendone a centinaia con esecuzioni mirate ma non si può dire che è genocidio e comunque è l'anno del Cavallo di Fuoco nel calendario dell'oroscopo cinese e le questioni pratiche, in particolare legate alla casa e alla famiglia, creano tensioni ma solo se sei Bilancia.

    Hanno fatto sorvolare in piena notte gli accampamenti degli sfollati da droni che emettevano gemiti di neonati e latrati di cani così da far uscire fuori la gente terrorizzta per poi colpirla ma non si può dire che è genocidio e comunque esce il nuovo singolo di Beyoncè.
    Hanno bombardato a tappeto il Libano, occupato il Sud del paese, raso al suolo villaggi, costretto un milione alla fuga, ucciso dal 7 Ottobre oltre mille palestinesi in Cisgiordania dove non c’è Hamas, arrestato, in Cisgiordanania, un palestinese su quattro nell’arco della sua vita e anche lì raso al suolo villaggi e sgozzato le pecore e tatagliato gli ulivi e menato le suore e sparato ai preti e minacciato con le armi i carabinieri italiani i deputati americani e torturato e sequestrato gli attivisti internazionali, i parlamentari europei, i medici e i giornalisti da tutto il mondo e hanno instaurato un sistema di apartheid e presentato i piani di pulizia etnica con i video fatti con l’Ai dove al posto delle case dei palestinesi c’erano i resort di Lusso e i casinò e Trump e Netanyahu a passeggio sul lungomare ma non si può dire che è genocidio e nemmeno si possono interrempere i rapporti militari e commerciali e strategici con Israele e nemmeno si può smettere di vendere le armi a Israele e si può solo sanzionare 20 ma meglio 21 volte Putin perché ha invaso l’Ucraina ma zero volte Israele che ha invaso la Palestina, il Libano, la Siria, ha bombardato sei stati sovrani con le armi di Trump che sanziona i giudici internazionali e l’Onu e chiunque abbia il coraggio di dire Genocidio e di denunciare l’Apartheid e comunque Giorgia Meloni, che non dice Genocidio e non riconosce la Palestina e non sanziona Israele e aumenta le spese militari come le chiede di fare Trump, veste Cucinelli che odia il verde e ama i colori palstello e non dice Genocidio; Giorgia Meloni che promette il pugno duro contro i maranza, contro i migranti irregolari, contro gli Antifa ma non muove un dito contro gli assassini israeliani e americani va dal parrucchiere di Mara Carfagna e Elisabetta Gregoraci a fare il long bob biondo mielato col balayage.
    E due cose studieranno i posteri: come è stato possibile e come è stato possibile che noi giornalisti parlassimo prevalentemente d’altro. «Si vede che puntavano tutti al Premio Strega».

    Quando c’era il genocidio ma i giornalisti parlavano di Belen ilfattoquotidiano.it/2026/07/1

    #israelestatocriminale #israelegenocida
    #criminiIDF

    @giornalismo

  7. RIVEDER LE STELLE

    Eretto nella mia statura, cammino.
    A testa alta cammino.
    In mano un ramo d’ulivo,
    e sulle spalle la mia bara.
    E cammino, e cammino, e cammino.

    Samih al-Qasim, «Eretto cammino» (Muntasib al-qama amshi)

    di #LaviniaMarchetti

    Il 23 giugno un breve video di Al Jazeera ha mostrato Abdullah Shtayyeh, giovane del villaggio di Biddya, a ovest di Salfit, nell’istante in cui cade a terra appena varcato il cancello del carcere. Era in detenzione amministrativa dall’ottobre del 2023, oltre due anni e mezzo senza accusa e senza processo. La detenzione amministrativa è la misura con cui Israele rinnova la prigionia a intervalli di tre o sei mesi, sulla base di prove segrete che neppure l’avvocato del detenuto può vedere. Alla fine del 2025 vi risultavano sottoposti circa tremilatrecento palestinesi, dentro una popolazione carceraria politica di quasi undicimila persone, la più numerosa dai tempi della seconda Intifada.

    Lo si vede prima in piedi, sorretto a fatica sotto le braccia, la barba lunga e lo sguardo che cerca qualcosa che non trova. Poi le gambe lo abbandonano, e il corpo scivola a terra come se qualcuno avesse reciso i fili che lo tenevano dritto. Intorno accorrono delle mani, una donna in rosso gli sostiene il capo, delle voci lo chiamano per nome. È libero da pochi secondi, e la prima cosa che compie da uomo libero è cadere. Su questa caduta bisogna fermarsi, perché custodisce una verità che la letteratura conosce bene, e cioè che il ritorno dagli inferi è più arduo della discesa.

    LA DISCESA

    La discesa agli inferi è uno dei racconti più antichi che possediamo. Ulisse scende a interrogare i morti, Enea attraversa il regno delle ombre. Dante, molti secoli più tardi, ne disegna la mappa più precisa che sia mai stata tracciata, un imbuto di gironi che sprofonda fino al centro della terra. Per generazioni abbiamo letto questi viaggi come allegorie dell’anima. Bisogna ricordare che per molti uomini e molte donne l’inferno non è una figura del linguaggio. È un luogo con un indirizzo e delle sbarre. Il carcere militare in cui Abdullah Shtayyeh ha trascorso più di due anni e mezzo appartiene a questa seconda specie di inferi, quelli che si toccano con le mani.

    L’inferno di Dante ha un fondo, si scende fino a Lucifero e da lì si ricomincia a salire. La detenzione amministrativa toglie perfino questo. Rinuncia a comminare una pena con un termine, e rinnova la prigionia di tre mesi in tre mesi, di sei in sei, sulla base di un fascicolo segreto che il prigioniero non leggerà. L’uomo entra senza sapere di che cosa è accusato, e resta senza sapere quando uscirà. La crudeltà più sottile di questa misura sta nella sottrazione della data. Un condannato conta i giorni che mancano e si aggrappa a quel numero come a una fune. A chi è in detenzione amministrativa la fune viene tolta, e qualunque mattino può essere l’ultimo oppure uno delle mille albe che ancora verranno. Si vive sospesi in un tempo senza fondo, simile a quello che i teologi immaginavano per i dannati.

    COSA TIENE IN PIEDI UN UOMO

    Dentro un luogo simile la prima cosa che si impara è non cadere. Cadere significa consegnarsi, e allora il corpo impara a tenersi dritto anche quando non ne avrebbe più la forza. I palestinesi hanno una parola per questa ostinazione, sumud, la fermezza di chi resta e non si piega. È la stessa postura che canta Samih al-Qasim nei versi posti in apertura, l’uomo che cammina eretto nella sua statura, con il ramo d’ulivo in una mano e la propria bara sulle spalle. La schiena dritta diventa un dovere, è l’ultima cosa che il carcere non riesce a requisire, per mesi, per anni, regge il carico che le viene addossato.

    IL RITORNO E IL CROLLO

    Poi un giorno il cancello si apre, e accade la cosa che nessuno si aspetta. Il corpo, che ha tenuto per tutta la durata della prigionia, cede nell’istante esatto in cui potrebbe finalmente riposare. Lo sapeva bene Primo Levi, che dall’inferno del Novecento era tornato, e che ha speso la vita a raccontare quanto sia difficile il ritorno. Nei suoi libri il sopravvissuto si porta dietro un sogno ricorrente, sogna di essere a casa e scopre che la casa è l’illusione, e che il vero, l’unico vero Reale, è il campo. La salvezza arriva, e con essa arriva il conto. Finché il pericolo dura, l’organismo si nega il lusso di sentire. Quando il pericolo passa, tutto ciò che era stato rimandato si presenta in una volta sola, e l’uomo sviene o cade a terra, sopraffatto. La caduta di Shtayyeh è il contrario della debolezza. È il corpo che si concede, per la prima volta in mille giorni, il diritto di lasciarsi andare.

    La caduta a terra è soltanto il primo conto. Ne resta un altro, più lungo, che si paga negli anni a venire. Primo Levi lo chiamava la vergogna del sopravvissuto, il sospetto irragionevole e tenace di essere tornati al posto di un altro. L’austriaco Jean Améry, che la tortura l’aveva conosciuta sulla propria pelle, scrisse che chi è stato spezzato non riacquista più per intero la fiducia nel mondo. Si torna a casa con un corpo che ha imparato a stare in guardia, che trasalisce a una porta sbattuta e fatica a credere alla mitezza delle cose. Il villaggio riabbraccia il suo prigioniero, e intanto per lui comincia il lavoro silenzioso di tornare a essere un uomo fra gli uomini, un cammino senza telecamere e senza applausi.

    Dante chiude la cantica dell’inferno con un verso che tutti ricordano, e quindi uscimmo a riveder le stelle. Per Shtayyeh, e per quelli come lui, fra l’uscita e le stelle si è messa di mezzo la terra. Prima di rivedere il cielo ha rivisto la polvere di Salfit, da molto vicino, con la guancia premuta contro il suolo. La grande letteratura del ritorno conosce anche questo. Orfeo riemerge dagli inferi e perde ciò che era sceso a riprendere, Lazzaro torna dai morti e nessuno racconta come fu per lui ricominciare a vivere. Tornare somiglia poco a un trionfo immediato. È un secondo passaggio difficile, che comincia con una caduta.

    Quel ragazzo che sviene sulla terra di Salfit vale per molti più di se stesso. È uno degli undicimila, e la sua caduta ripete in piccolo quella di un popolo intero, tenuto in piedi a forza di fermezza e gettato a terra a intervalli regolari.
    La caduta ci testimonia che il carcere amministrativo non è una sospensione del tempo, che quegli anni sono stati reali, e che un uomo è stato piegato e si è tenuto dritto fino all’ultimo minuto disponibile.

    L’uomo dei versi di al-Qasim cammina con la bara sulle spalle e il ramo d’ulivo nel pugno. Shtayyeh, per un istante, ha posato la bara. Qualcuno gli ha tenuto l’ulivo al posto suo, finché non sarà pronto a rialzarsi e a riprenderselo.

    #Israelestatocriminale #AbdullahShtayyeh
    #detenzioneamministrativa

    @news

  8. mi dovete spiegare come fate: 13 febbraio 2026, continua il genocidio

    THESE SCENES REPEAT EVERY DAY
    https://mastodon.uno/@differx/116063108027010346
    beware: graphic content.

    I’ve seen many deaths like this. The last breaths of an innocent Palestinian child.
    You MUST explain how tf is it possible that israhell is still NOW in full activity perpetrating the #genocide and : how tf is it possible that the US and EU are still supporting these crimes, committed on a daily basis (since the year 1947) !?

    qr code of the video: a Palestinian child with a shrapnel in her head. The bullet cannot be removed and the doctors can’t do anything but to wait for her last breath

    beware: graphic content: https://mega.nz/file/jwMhWCaZ#cFZD0XyPWNfeiqw-kCCPttdFlsdfJz5I9xuPiqzCLs8

    the video is here too:

    beware: graphic content: https://slowforward.net/wp-content/uploads/2026/02/this-palestinian-child-has-shrapnel-in-her-brain-and-theres-no-possible-treatment.mp4

    #Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #famearmadiguerra

    notilla:
    andare fuori di testa
    https://differx.noblogs.org/2026/02/13/andare-fuori-di-testa/

    #bambini #children #childrenKilledByIsrael #colonialism #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #invasion #IOF #IsraelTerroristState #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #lastBreath #massacri #Palestina #Palestine #shrapnel #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #zionism
  9. link recenti (o meno) sul genocidio a danno dei palestinesi

    neonato di 7 mesi ucciso a Hebron

    (L’Espresso, post del 6-6-2026 su fb)

    https://www.facebook.com/share/p/1DuqVasdzu/

    e https://www.facebook.com/share/p/1886hL7Zo4/

    Tg3: https://www.instagram.com/reel/DZVENhmtQPB/

    La stampa: https://www.facebook.com/share/p/1S1QvSeDKp/

    https://www.instagram.com/p/DZYX8EzjT0h/

    ricostruzioni: la Nakba del 1967

    https://slowforward.net/2026/06/07/ci-hanno-ordinato-di-uccidere-la-nakba-del-1967-che-gli-israeliani-non-conoscono-adam-raz/

     

    European Press Prize 2026: trionfa il giornalismo che dimostra l’uccisione a sangue freddo dei bambini palestinesi perpetrato dall’IDF / Claudileia Lemes Dias

    https://differx.noblogs.org/2026/06/07/european-press-prize-cldias/

     

    una sintesi di Tomaso Montanari

    https://www.facebook.com/share/v/1BPSye9R9H/

     

    Jad Joussef Suleiman, otto anni, ucciso (e, con lui, un settantenne; e ferite altre persone) da un drone israeliano

    https://www.facebook.com/share/1QedYB3VR4/

     

    Rula Jebreal su israele che corrompe (ma anche attacca) Stati

    https://www.facebook.com/share/v/18kMyH7KXE/

     

    Noor Faraj, 7 anni

    https://www.instagram.com/p/DZSyPaPgBf4/

     

    Katie Halper on the similar behavior of zionists and nazis

    https://www.instagram.com/reel/DZXfbh_gl2I/

     

    Omer Bartov, Nell’abisso

    https://www.facebook.com/share/18jYgrRZDW/

     

    violenze sessuali contro palestinesi detenuti

    https://www.facebook.com/share/19dZHiNgUf/

     

    Antonella Bundu su Ben Gvir

    https://www.facebook.com/share/1CkPmyysv2/

     

    Francesca Albanese sul 1947-48, Deir Yassin, Tantura

    https://www.facebook.com/share/v/1GgD5jHMVR/

     

    ecocidio e genocidio in Libano

    https://www.instagram.com/reel/DYhAcEGFFKw

     

    Taybeh a ferro e fuoco

    https://www.facebook.com/share/p/1EchWfrnfh/

     

    a message from a Palestinian child

    https://www.instagram.com/reel/DYSgDoAONSG/

     

    the pre-1948 colonization

    https://www.instagram.com/reel/DZdq7KlMCqI/

     

    Jeffrey Sachs on the wars israel caused

    https://www.instagram.com/reel/DZVzXYeOX9x/

     

    israeli settlers harass and attack people in christian quarter in Jerusalem

    https://www.instagram.com/reel/DYmvio9slFY/

     

    violenze e incendi e attacchi il 14 giugno 2026

    https://www.instagram.com/p/DZmrkZaDWl-/

     

    padre e figlio uccisi da israele

    https://www.instagram.com/reel/DZnKYDyNqe-/

     

    1948: Plan Dalet

    https://www.instagram.com/p/DZAd7HxH-dx/

     

    thousands under the rubble

    https://www.instagram.com/reel/DZneZjDIZXx/

     

    un padre che non vuole essere salvato, perché stringe ancora le mani dellle sue figlie

    https://www.facebook.com/share/p/1GEZGFdRFe/

     

    #memory _ Nov., 2025, ‘Middle East Monitor’: “A devastating new study has found that more than 112,000 Palestinians have been killed in the Gaza Strip”

    https://differx.noblogs.org/2026/06/18/nov-2025-middle-east-monitor-a-devastating-new-study-has-found-that-more-than-112000-palestinians-have-been-killed-in-the-gaza-strip/

     

    the israelis actually accuse themselves posting their own videos

    https://www.facebook.com/share/v/1EfQ893cB2/

     

    double tap

    https://www.facebook.com/share/r/14aNVkNHDT5/

     

    Mitchell Gomez

    https://www.facebook.com/share/p/1AjPoQrhdg/

     

    old Palestinian hostage, tortured and released unconscious near the yellow line in Gaza

    https://www.facebook.com/share/18gvy8L9iz/

     

    921 abortions in Gaza, only in April, 2026, due to the inhuman conditions the Palestinians endure under the genocidal israeli attacks and siege.

    https://www.instagram.com/reel/DZ5Vz2EILcc/

     

    Alessandra Maiorino sullo stato stragista

    https://www.facebook.com/share/v/1EsvPLKizg/

     

    Palestinesi uccisi mentre cercano lavoro

    https://www.facebook.com/share/p/1bTmGxU86c/

     

    Chris Sidoti (UN)

    https://www.instagram.com/reel/DaAHE0FS5uh

     

    ancora sul rapporto Onu a proposito del genocidio e infanticidio

    https://www.facebook.com/share/18eyvwweSF/

    https://www.facebook.com/share/p/17ZFs3aNQE/

     

    i trattati che israele ha rifiutato di firmare

    https://www.instagram.com/p/DaCks0YigT5/

     

    la Cisgiordania è diventata una gigantesca prigione

    https://www.facebook.com/share/p/1BokPZnviF/

     

    14 points, 14 horrors

    https://www.facebook.com/share/p/1BeAFfMSZy/

     

    come israele condanna a morte i dializzati a Gaza

    https://www.facebook.com/share/p/14b2X2cxspo/

     

    origine delle idf

    https://www.instagram.com/p/DZ-YvdzjNjZ/

     

    Elbit Systems e l’uccisione di bambini palestinesi

    https://www.facebook.com/share/p/18g3BL5tHL/

     

    il Comune di Roma è miope

    https://www.facebook.com/share/18onqYUGHp/

     

    isr rifiuta alla Croce rossa l’accesso alle carceri

    https://www.facebook.com/share/r/1Jqc7UTe1g/

    #Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #famearmadiguerra

     

    2025, la testimonianza da Gaza del Dott. Goher Rabhour, ripresa da Alfredo Facchini

    https://www.facebook.com/share/1E8dq4YtSo/

     

    militi sionisti sequestrano bambini

    https://www.facebook.com/share/v/1L1aJZ4WZq/

     

    solo in israele queste cose

    https://www.instagram.com/p/DaObY4QHLNb/

    #bambini #children #Cisgiordania #coloni #colonialism #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #ostaggi #Palestina #Palestine #prigionieri #settlers #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #WestBank #zionism

  10. Israele ha inasprito le misure di isolamento per il leader di Fatah Marwan Barghouti, detenuto in carcere, secondo quanto riferito dal suo ufficio. aa.com.tr/en/middle-east/israe

    #barghouti #israelestatocriminale
    @news

  11. il numero effettivo di vittime del genocidio che israele ha commesso e commette

    Su differx riporto oggi l’incipit (https://t.ly/cQPPo) di un articolo di novembre 2025 uscito su ‘Middle East Monitor’, che offriva dati del Max Planck Institute (Germania) e del Centre for Demographic Studies (Spagna) sul numero effettivo delle vittime del genocidio perpetrato da israele ai danni del popolo palestinese.

    Le forze israeliane di occupazione (IOF è la sigla corretta: mentre IDF, forze di “difesa”, è un acronimo – proprio perché ufficiale – di propaganda) all’inizio del 2026 hanno – dopo molti mesi di finzioni renitenze reticenze – “accolto” il numero di (oltre) 70mila vittime. Un numero (ripeto: documentato da Hamas e prima del 2026 non accettato da israele) assurdo, minimo, anche solo considerando il fatto che la popolazione era di oltre due milioni e duecentomila persone nell’ottobre 2023.

    È evidente che è assai rischioso continuare a diffondere “70mila” come verità “accertata” e definitiva (oltretutto il massacro continua, è un fatto).

    [Ovviamente il numero di vittime non è parte della definizione del crimine di genocidio. Sono altri i criteri citati nel 1948 dalla Convenzione sulla prevenzione e repressione del crimine di genocidio. Quindi la natura propagandistica delle cifre “accettate” da israele & complici non scalfisce in nessun caso (qualsiasi sia l’entità delle suddette cifre) la natura di genocidio del crimine in quasi tre anni commesso e tutt’ora attuato dall’entità sionista]

    #CentreForDemographicStudies #colonialism #ConvenzioneSullaPrevenzioneERepressioneDelCrimineDiGenocidio #forzeIsraelianeDiOccupazione #Gaza #genocide #genocidio #hasbara #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #MaxPlanckInstitute #MEM #memoria #memory #MiddleEastMonitor #numeriDelGenocidio #Palestina #Palestine #sionismo #sionisti #warcrimes #zionism
  12. CW: Immagini di detenzioni arbitrarie

    Tanto è già un lunedì lavorativo di merda, almeno mi incazzo per qualcosa di serio.
    #IsraeleStatoCriminale

  13. come israele si interessa all’infanzia (1)

    a six-year-old killed by israel
    https://www.instagram.com/reel/DYxskaBNvtU/

    esortano a scagliare i bambini palestinesi contro le rocce
    https://www.instagram.com/reel/DY98sZItj3C/

    mohammed, età 1 mese, perde una gamba per un missile istaeliano che colpisce la sua tenda rifugio mentre sua madre la allattava. lei è rimasta uccisa sul colpo
    https://www.instagram.com/p/DYz1g_9jcHl/

    Unicef: 77 bambini uccisi in Libano da israele in violazione della tregua
    https://www.facebook.com/share/p/1BAiRZrc4u/

    Il caso della figlia della ministra israeliana trovata morta in casa. Nei mesi scorsi aveva denunciato “abusi rituali” dei genitori
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/15/shoshana-strock-morta-denunce-abusi-notizie/8325082/
    https://en.wikipedia.org/wiki/Shoshana_Strook
    https://www.instagram.com/reel/DVjJHakjtZ4/

    Israeli Settler Council Issues Unprecedented Admission of Ritualistic Child Sexual Abuse After Broadcaster Exposes Cover-Up
    La prima ammissione pubblica di abusi rituali su minori nel settore sionista religioso di Israele scatena un duro esame di coscienza a livello nazionale

    https://www.ibtimes.co.uk/gush-etzion-council-admits-ritualistic-child-abuse-1799642

    Il Consiglio Regionale di Gush Etzion, nella Cisgiordania occupata da Israele, ha ammesso pubblicamente che all’interno delle sue comunità si sono verificati abusi sessuali rituali su minori, una confessione che segna la prima volta in cui un organo di governo del settore dei coloni sionisti-religiosi in Israele rompe con anni di negazionismo.

    Jalal Al-Qarash, three months old
    https://www.instagram.com/reel/DWpF7FbDNz3/

    Ritaj Rehan, 9 years-old, killed by israhell in Gaza. for no reason, of course. as always
    https://mastodon.uno/@differx/116375451932731646
    and https://www.threads.com/@mosab_abutoha/post/DW6Z2SCjp0K
    and
    https://www.instagram.com/reel/DXEwd7SN6Yh/

    Israeli strike kills infant girl in south Lebanon during father’s funeral
    https://www.reuters.com/world/middle-east/israeli-strike-kills-infant-girl-south-lebanon-during-fathers-funeral-2026-04-12/

    Sara Al-Barsh, 10 anni, perde entrambe le braccia in un improvviso bombardamento israeliano, nel quale suo padre rimane ucciso  
    https://www.instagram.com/p/DXGQ1QUDLEB/

    come sempre, israhell spara in testa ai bambini per sport 
    https://www.instagram.com/reel/DXSSNqvjJ8u

    coloni che sparano su una scuola palestinese, uccidono un bambino, e l’idf li protegge e copre il crimine facendo sparire i bossoli 
    https://www.facebook.com/share/v/1DaTx8cziv/

    storia dell’esercito che spara in testa ai bambini 

    https://www.instagram.com/reel/DXg5czcjE7W

    https://www.instagram.com/reel/DXhazRrDICB/

    https://www.instagram.com/reel/DXMa2cuiHcA/

    https://www.facebook.com/share/v/18uKDEqy8h/

    https://www.instagram.com/reel/DXEwd7SN6Yh/

    A pregnant woman and her two children were killed in a strike on a residential building in Beit Lahia, located in the northern Gaza Strip, on Saturday, Anadolu reports. 
    https://www.middleeastmonitor.com/20260425-pregnant-mother-and-her-two-children-killed-in-israeli-strike-on-gaza-residence/

    Layla, 2 years-old, killed by israhell
    https://www.instagram.com/reel/DXmTtTwAPEl/

    9 anni, ucciso da israele senza motivo
    https://www.instagram.com/reel/DXsAM99Dk92

    che tipo di essere spara a una madre che tiene il figlio di un anno in braccio?

    https://www.facebook.com/share/1DzHuf2xVC/ 

    https://www.instagram.com/p/DXzvIzSDUjm/ 

    https://www.facebook.com/share/p/1CyBfYv2hH/

    four years-old. killed.
    https://www.instagram.com/reel/DXvdpWhDAoW/

    a surgeon forced to watch the live streamed destruction of his home and family, including his six-months pregnant wife’s death 
    https://www.instagram.com/reel/DVN18P-iLBo/

    doctors see the genocide 
    https://www.instagram.com/reel/DW9t1Wvji_W/

    a 10 yrs old victim of an israeli attack
    https://www.instagram.com/p/DYbTxD3joi0/
    (img seen on May 17th, 2026)

    israele uccide Sara Rajab (27 mag 2026)
    https://differx.noblogs.org/2026/05/29/sara-rajab-nove-anni-uccisa-da-israele-a-gaza-il-27-maggio-2026/

    #bambini #children #colonialism #comeIsraeleSiInteressaAllInfanzia #Gaza #genocide #genocidio #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #Palestina #Palestine #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #zionism
  14. Da InvictaPalestina

    La polizia basca formata da aziende israeliane: chi ha addestrato gli agenti che hanno caricato la Flotilla?

    Il 23 maggio 2026, nell'aeroporto di Loiu, a Bilbao, gli attivisti della Global Sumud Flotilla, reduci dal sequestro e dalle torture da parte delle Forze Israeliane, in acque internazionali, sono stati accolti da una carica della polizia basca (Ertzaaintza). Quattro gli arresti. Manganellate su persone con costole fratturate. Un ginocchio sulla testa di un fermato, nella stessa postura, dicono i testimoni, usata dai militari israeliani durante la detenzione in mare.

    Tutto è avvenuto davanti ai familiari e sostenitori degli attivisti, con le telecamere belle puntate.
    E così lo spazio pubblico, nella sua forma più letterale, un terminal aeroportuale pieno di familiari, è diventato teatro di una brutale e ingiustificata repressione fisica per un abbraccio di troppo.
    È la burocrazia della sicurezza, che invade e sovrascrive la dimensione comunicativa dell'incontro umano, trasformando l'abbraccio tra un familiare, che non doveva oltrepassare una linea, e un attivista appena liberato, una minaccia all'ordine pubblico.
    Così come accade nei territori palestinesi occupati, l'atto comunicativo primordiale, che andrebbe trattato come tale, diventa un pericolo da neutralizzare: chi oltrepassa la linea muore. Ci sono i checkpoint da rispettare.

    L'accusa della Flotilla alle istituzioni basche di aver importato "dottrine di sicurezza" israeliane attraverso contratti commerciali con imprese private è particolarmente grave: indica che la catena della legittimazione democratica è stata cortocircuitata.
    I cittadini non sanno (e non possono discutere pubblicamente) con quali metodi e da quali soggetti privati viene formato il corpo di polizia che li governa, violando il principio di trasparenza su cui si fonda l'agire comunicativo in politica.

    L'attivista Javi Aparente ha riconosciuto la stessa tecnica di immobilizzazione usata dai militari israeliani in mare e dalla Ertzaintza in aeroporto.
    Ciò significa che vi è un insieme di pratiche corporee che circolano globalmente attraverso reti di formazione militare, contratti di sicurezza privata e trasferimenti tecnologici.
    Non a caso, i giornali israeliani e della destra nostrana hanno ironizzato su questo grave episodio di violenza: si sono riconosciuti nei manganelli alzati e piombati sui corpi degli attivisti, in una sorta di fratellanza d'odio contro i movimenti pacifisti.
    L'aeroporto di Bilbao, dunque, è diventato suo malgrado lo specchio della rete globale di gestione dei corpi dissidenti.
    La Flotilla accusa esplicitamente Guardian Defense & Homeland Security e ISDS come i vettori attraverso cui la violenza sistemica si fa invisibile, si normalizza, si presenta come "professionalità" e "standard operativi".

    Si sbaglia chi crede che la brutalità abbia bisogno di ordini politici espliciti, chiamando in causa addirittura Pedro Sánchez: essa è già incorporata nei protocolli.
    Il ginocchio sulla testa, replicato con precisione quasi meccanica in contesti geografici diversi, rivela che la violenza non viene solo applicata ma esibita come dimostrazione di capacità, come messaggio a chi osserva. Il trauma dei testimoni, poi, è parte integrante della funzione comunicativa della forza, cosicché il poliziotto, l'agente o la guardia possa congratularsi con se stesso per avere eseguito alla perfezione quanto imparato nel corso di "formazione" made in Israele.
    Sebbene la democrazia abbia gli strumenti per autocorreggersi, serve che il dibattito pubblico non venga eroso da omissioni e cortine di fumo.

    Chiedere allo Stato basco di rescindere i contratti con le imprese israeliane di sicurezza è necessario ma non sufficiente: fin quando le stesse logiche sistemiche, la privatizzazione della sicurezza, la mercificazione delle tecniche di controllo e la criminalizzazione del dissenso resteranno intatte, i contratti cambieranno nome, ma le pratiche violente non verranno nemmeno sfiorate.
    Abbiamo visto le immagini di corpi feriti che si gettano sugli altri corpi per proteggerli, dei corpi di attivisti immobilizzati nella stessa postura in continenti diversi.

    Stavolta, corpi appena dimessi dall'ospedale sono stati nuovamente colpiti. Di fronte al manuale imparato a memoria negli addestramenti, l'empatia e i diritti umani e civili sono i primi a morire.
    Ma i corpi non mentono nel modo in cui mentono le ideologie: il riconoscimento istintivo di Javi Aparente (questo l'ho già vissuto, su un'altra barca) è una forma di conoscenza che nessuna narrazione ufficiale può cancellare facilmente.
    Quanto accaduto all'aeroporto di Bilbao ieri ha reso visibile la rete di connessioni normalmente tenute nell'ombra: tra sicurezza privata e dottrina militare, tra repressione locale e logiche globali, tra la violenza esercitata in acque internazionali e quella esercitata in una sala arrivi europea.

    Il consigliere per la Sicurezza dei Paesi Baschi, Bingen Zupiria, soltanto oggi ha "lamentato" gli incidenti avvenuti sabato.
    "Si trattava di permettere alle persone in arrivo di ricevere il saluto di chi le aspettava, e si trattava anche di permettere a chi stava lasciando l'aeroporto di farlo normalmente. Viste le immagini, è evidente che non siamo riusciti né nell'uno né nell'altro", ha dichiarato Zupiria nella conferenza stampa di poco fa.
    "Lamento quello che è successo ieri, e lo lamento doppiamente. Lamento gli eventi, le cariche e le situazioni che si sono prodotte, e lo lamento in modo particolare perché era già concordato come avrebbe dovuto svolgersi tutto", ha aggiunto il consigliere, concludendo che "non avrebbe dovuto succedere quello che è successo".

    Eppure i Paesi Baschi sono una delle regioni d'Europa che più profondamente conosce, nel proprio corpo collettivo, cosa significhi vivere sotto il peso della repressione sistematica.
    Il franchismo vi esercitò per decenni una violenza di Stato metodica: torture nelle caserme, stati d'eccezione permanenti, esecuzioni.
    Poi vennero gli anni del piombo, con l'ETA da un lato e i GAL dall'altro (i Grupos Antiterroristas de Liberación), squadre paramilitari finanziate dallo Stato spagnolo che assassinarono e fecero sparire persone nel silenzio complice delle istituzioni.
    Quella stagione non è lontanissima. Chi oggi ha cinquant'anni nei Paesi Baschi è cresciuto in essa, di modo che la memoria della violenza istituzionale non è qui materia da libri di testo, ma insita nei racconti di famiglia e nel sospetto, mai del tutto sopito, verso l'uniforme.
    È in questo contesto che va letta la carica all'aeroporto di Bilbao. Non come incidente o eccesso individuale di qualche agente, ma come un gesto che riattiva qualcosa di già conosciuto.
    Importare dottrine di sicurezza da uno Stato straniero in un territorio con questa storia è una scelta che parla da sola.
    Ci dice che la lezione non è stata imparata, o peggio, che è stata imparata fin troppo bene (e che qualcuno ha deciso di applicarla ancora).
    C.L.Dias, 24 maggio 2026

    Fonti
    1. Cadena SER: "La Flotilla de la Libertad acusa a la Ertzaintza de "exportar" la brutalidad israelí al aeropuerto de Bilbao" (25/05/2026)
    2. El Diario Vasco: "Cargas, porrazos de la Ertzaintza y detenciones en la llegada a Bilbao de activistas de la flotilla propalestina" (24/05/2026)
    3. El País: "El consejero de Seguridad vasco “lamenta” las cargas de la Ertzaintza a activistas de la Flotilla, pero habla de “provocaciones” (24/05/2026)
    4. EFE: "La llegada de activistas de la Global Sumud Flotilla al aeropuerto de Bilbao se produce entre altercados y cargas policiales" (23/05/2026)
    5. RTVE Noticias: "La Ertzaintza carga contra activistas de la Global Sumud Flotilla a su llegada al aeropuerto de Bilbao" (23/05/2026)
    6. El Correo: "Cuatro detenidos en Loiu en el recibimiento de la Flotilla propalestina" (23/05/2026)

    #Bilbao #poliziabasca #globalsumudflotilla
    #Ertzaaintza #israelestatocriminale
    @news

  15. Sulla vicenda di Amal Khaled, minacciata, inseguita e uccisa da israele

    Da Donatella Dolma (post su fb di Marco Bussoletti)

    🇱🇧🇮🇱 La giornalista Amal Khalil era stata minacciata dal Mossad al telefono: “Ti tagliamo la testa se non smetti di filmare”

    Uccisa perché si è rifiutata di tacere. La collega sopravvissuta racconta l’agguato e l’agonia dall’ospedale di Beirut (Haaretz- al-Jazeera - Associated Press)

    Da almeno due anni Amal Khalil riceveva minacce sui suoi dispositivi cellulari. In una recente intervista, ha raccontato d’aver ricevuto una chiamata da un agente del Mossad che minacciava di decapitarla se non la smetteva di filmare il Libano meridionale. Conoscevano dettagli intimi della sua vita e volevano che sapesse d’essere “sotto sorveglianza”. Qualche giorno fa, un portavoce dell’IDF aveva pubblicato su X un video di Khalil definendola “media-terrorista”. L’aveva messa ufficialmente nel mirino.

    Eppure, Khalil ha continuato a fare il suo lavoro fino alla fine, era il tipo di giornalista che Israele teme di più: che non si lascia intimidire o ridurre al silenzio. Non ci sono dubbi che l'esercito israeliano l'abbia presa di mira: ha colpito lei e la sua collega ripetutamente, uccidendo prima due accompagnatori delle giornaliste e poi bombardando la casa in cui si erano rifugiate, e successivamente, l’IDF ha impedito ai soccorsi di raggiungerle, attaccandoli con droni.

    Erano a Bint Jbeil e Khalil stava filmando le macerie delle demolizioni israeliane quando sono state attaccate.

    Haaretz e l’Associated Press hanno intervistato in ospedale la collega di Amal sopravvissuta agli attacchi, la fotografa freelance Zeinab Faraj.

    Racconta che stava guidando seguendo l’auto di un suo parente nel villaggio di al-Tayri, a 8 chilometri dal confine con Israele, mercoledì, quando è cominciato l’attacco alle 14:30. Khalil teneva il suo telefono fuori dal finestrino per filmare gli abitati demoliti quando è esplosa l’auto che le precedeva con il cugino di Faraj e un altro uomo, uccisi sul colpo. Le giornaliste allora hanno abbandonato la loro auto, per accovacciandosi sul ciglio della strada mentre un drone volava sulle loro teste. Circa mezz’ora dopo, un secondo colpo ha distrutto l'auto di Khalil a pochi metri dalle due donne.

    🟠 “Non lasciarmi sola”

    Faraj è riuscita sollevare la saracinesca di un negozio e le giornaliste vi si sono rifugiate.

    "Amal strisciava, era stata ferita dall’esplosione dell’auto alle gambe e alla testa e sanguinava dal naso” ricorda Faraj parlando con difficoltà per il viso gonfio.

    Al riparo, le giornaliste hanno video chiamato colleghi e parenti. Faraj racconta che “Khalil si è sforzata di fare una faccia coraggiosa per cercare di rassicurare la famiglia dicendo che stavamo bene”.

    “Quando le ho detto che avevo bisogno di addormentarmi, Amal si è avvicinata e mi ha abbracciata e mi ha detto: 'Zeinab, non lasciarmi sola'. Allora mi sono resa conto che non stava affatto bene, il colore del suo viso era cambiato e ho pensato che dovesse avere emorragie interne".

    Nel frattempo era iniziato un fitto scambio di contatti tra la Croce Rossa, l'esercito , la forza di pace delle Nazioni Unite e l’IDF per garantire un passaggio sicuro dei soccorsi alle giornaliste.

    “Ero mezza addormentata quando avvertii il suono di un missile che cadeva, ha colpito il nostro edificio”.

    Faraj è stata sbalzata fuori dal negozio dall'impatto, mentre Khalil è rimasta intrappolata sotto le macerie.

    "Ero incosciente, ho creduto che mio padre fosse venuto a prendermi e ho iniziato a chiamarlo: 'Papà, sono qui, vieni ad aiutarmi'", racconta Faraj.

    L'esercito israeliano ha poi aperto il fuoco sulla Croce Rossa. Solo quattro ore più tardi una squadra di soccorso è stata in grado di soccorrere Faraj e di recuperare i corpi dei due uomini uccisi dal primo attacco. Ma è stata attaccata e allontanata di nuovo. La stessa ambulanza che trasportava Faraj all’ospedale di Beirut è stata attaccata da un drone con granate stordenti.

    Poco prima della mezzanotte, quando finalmente l'esercito libanese, la Croce Rossa e l’UNIFIL hanno ricevuto una autorizzazione formale dall’esercito occupante israeliano, il corpo di Khalil è stato estratto dalle macerie. Faraj crede che "se fossero arrivati da lei un po' prima, Amal sarebbe qui oggi".

    Khalil, riportano Haaretz e l’Associated Press, già durante la guerra Israele-Hezbollah del 2024 riceveva messaggi minacciosi da un numero israeliano. L'esercito israeliano contattato da Haaretz non ha voluto commentare.

    🟠 L’IDF apre la caccia da X

    Pochi giorni prima della morte della giornalista, Avichay ❌Adraee🚩, portavoce dell'esercito israeliano, pubblica su X un video di Khalil che accarezza un gatto raccolto tra le macerie, Adraee la chiama “media-terrorista” scrivendo che la testata per cui lavora “parla a nome di Hezbollah, il diavolo". Era praticamente una dichiarazione di condanna a morte, il segnale che apriva la caccia alla giornalista.

    Il Comitato internazionale per la protezione dei giornalisti, che parlò subito di “un chiaro incitamento all’odio, una vera e propria minaccia", oggi commenta: “Secondo il diritto umanitario internazionale, i giornalisti, in quanto civili, sono sempre protetti, in qualsiasi caso e circostanza durante lo svolgimento del proprio lavoro, da attacchi diretti e indiscriminati, indipendentemente dalle posizioni o dall'affiliazione politica dei loro media e non c’è una sola prova che ci dica che Khalil o Faraj abbiano direttamente partecipato alle ostilità militari tra Hezbollah e Israele”. Il Comitato ha chiesto una indagine internazionale per crimini di guerra. Richiesta ufficializzata dal primo ministro sunnita, il governo si rivolgerà alla CPI.

    Amal era molto conosciuta e amata in tutto il Libano, il suo funerale ha visto una larga partecipazione di tutte le componenti sociali e religiose del paese.

    🟠 Il “giornalisticidio”

    Bint Jbeil, dove è morta la giornalista, è stata teatro di battaglie cruciali tra Israele e i combattenti di Hezbollah, è un luogo simbolico della resistenza: durante l'invasione del 2006 qui gli sciiti hanno respinto i tentativi di conquista israeliani.

    L'assassinio di Amal Khalil ricorda quello della veterana corrispondente di Al Jazeera Shireen Abu Akleh🚩. Quattro anni fa, anche lei si trovava in un luogo simbolico della resistenza, Jenin, quando è stata colpita alla testa mentre cercava riparo dal fuoco israeliano insieme a un collega.

    Dalla sua morte, oltre 250 giornalisti e operatori dei media sono stati uccisi, prevalentemente a Gaza. Molti di loro sono stati presi di mira mentre svolgevano il proprio lavoro, altri sono stati attaccati mentre erano a casa con le loro famiglie.

    È il caso di Mohammed Abu Hatab🚩, ucciso insieme a ✔️11 membri della sua famiglia nel novembre 2023.

    La persecuzione dei giornalisti palestinesi e libanesi è ben documentata, e l'uccisione di Khalil è l'ultimo episodio di una serie che ha reso questo conflitto sconfinato il più letale della storia per la stampa. Ma ciò che impressiona di questo primato sono le condizioni che lo hanno reso possibile.

    ❌L'impunità qui non è semplicemente un fallimento della giustizia a posteriori, ma una struttura di permissivismo che plasma ciò che i regimi credono di poter fare. Israele per primo percepisce che non esiste azione che gli costi il sostegno dei suoi alleati occidentali e ne trae conclusioni letali. La sua cifra è la sfrontatezza della sua violenza e questa è frutto dell'impunità. Questo regine non si preoccupa nemmeno più di mascherare le proprie azioni. Per la censura, i giornalisti vengono braccati e uccisi. E il mondo che afferma di dare valore alla libertà di stampa piangerà brevemente Amal, proprio come ha fatto con Shireen, per poi continuare a fornire la copertura che rende inevitabile il prossimo omicidio.

    #Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #massacri #deportazione #concentramento #AmalKhaled

    Fonte: haaretz.com/middle-east-news/l…

    Fonte: aljazeera.com/opinions/2026/4/…

  16. l’obiettivo del sionismo è (anche) la morte del futuro

    l’obiettivo del sionismo e di israele è (ed è sempre stato) non solo la distruzione del presente del mondo arabo, ma anche del suo futuro. i bambini sono il futuro. di qui il genocidio.

    #bambini #children #colonialism #Gaza #genocide #genocidio #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #Palestina #Palestine #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #zionism
  17. you still can breathe, this child can’t

    THESE SCENES REPEAT EVERY DAY
    https://mastodon.uno/@differx/116063108027010346
    beware: graphic content.
    I’ve seen many deaths like this. The last breaths of an innocent Palestinian child.
    You MUST explain how tf is it possible that israhell is still NOW in full activity perpetrating the #genocide and : how tf is it possible that the US and EU are still supporting these crimes, committed on a daily basis (since the year 1947) !?

    qr code of the video: a Palestinian child with a shrapnel in her head. The bullet cannot be removed and the doctors can’t do anything but to wait for her last breath

    beware: graphic content: https://mega.nz/file/jwMhWCaZ#cFZD0XyPWNfeiqw-kCCPttdFlsdfJz5I9xuPiqzCLs8

    the video is here too:

    beware: graphic content: https://slowforward.net/wp-content/uploads/2026/02/this-palestinian-child-has-shrapnel-in-her-brain-and-theres-no-possible-treatment.mp4

    #Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #famearmadiguerra

    notilla:
    andare fuori di testa
    https://differx.noblogs.org/2026/02/13/andare-fuori-di-testa/

    #bambini #children #childrenKilledByIsrael #colonialism #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #invasion #IOF #IsraelTerroristState #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #lastBreath #massacri #Palestina #Palestine #shrapnel #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #zionism
  18. Lorenzo Tosa

    A poco a poco che stanno rientrando nei propri Paesi, emergono delle testimonianze sconvolgenti, raccapriccianti di come Israele ha trattato i membri dell’equipaggio della Flotilla e, in particolare, Greta Thunberg.

    Sconvolgente la testimonianza del giornalista italiano Lorenzo D’Agostino all’agenzia turca Anadolu.

    “Una volta a terra si sono comportati come un gruppo terroristico. Siamo stati presi a calci, tenuti per due giorni senz’acqua potabile. Hanno fatto di tutto per umiliarci”.

    La più colpita è stata il simbolo più in vista di tutti: Greta Thunberg, segregata in una stanza piena di cimici.
    E non solo. Come racconta sempre D’Agostino:

    “Greta, che è poco più che una bambina, è stata bendata, ammanettata, trascinata, costretta a baciare la bandiera israeliana”.

    Questo sarebbe il trattamento “umano”, dignitoso di cui parlava il ministro degli Esteri Tajani?

    È questa l’idea di diritto internazionale di Tajani… “Fino a un certo punto”?

    A me, più ancora di Israele, che questo sono e questo si sapeva, fanno ribrezzo e spavento quelli che negano, che non vedono o fanno finta di non vedere.

    Un abbraccio e un pensiero a tutti i “patrioti” veri della Flotilla per quello che hanno fatto e quello che hanno dovuto subire per il silenzio complice dei governi.

    Risponderanno di tutto, prima o poi.

    #israelestatocriminale #equipaggioflotilla
    #israelegretathunberg #israelecimici
    #LorenzoDAgostino

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  19. oggi, 4 ottobre, a roma: manifestazione nazionale per gaza. rompere ogni rapporto con lo stato genocida di israele

    4 OTTOBRE – Manifestazione Nazionale: rompere ogni rapporto con lo stato genocida di Israele.

    Il 22 settembre abbiamo fermato il Paese con lo sciopero generale, gridando basta al genocidio del popolo palestinese, basta alla complicità del nostro governo, basta all’economia di guerra che devasta i territori, precarizza le vite e trasforma ogni fabbrica in un ingranaggio del profitto militare.

    Poi siamo scesi nei porti, a Genova, Livorno, Ravenna, Taranto, Trieste, bloccando le navi israeliane, rifiutando che i nostri scali diventino complici del massacro, impedendo che le nostre mani carichino armi e morte.

    Ora, questo mare di mani, di piazze, di lotte, di resistenza, si muove verso Roma.
    Il 4 ottobre (incontro alle 14:30 a Porta San Paolo) sarà una manifestazione enorme, popolare, determinata.
    Un’ondata che unisce la solidarietà alla Palestina, la difesa dei lavoratori, la lotta contro la guerra e per una giustizia sociale e internazionale.

    Perché chi lotta in Palestina per la libertà lotta anche per noi.
    Perché chi costruisce pace lo fa nei porti, nelle fabbriche, nelle strade, nelle piazze.
    Perché questo mare in tempesta è il nostro popolo in cammino.

    OGGI, 4 ottobre, Roma è la capitale della resistenza, sempre con la Palestina nel cuore.

    #bambini #children #colonialism #corteo #Flotilla #Gaza #genocide #genocidio #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #manifestazione #manifestazioneNazionale #massacri #Palestina #Palestine #PortaSanPaolo #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #SumudFlotilla #USB #warcrimes #zionism

  20. 4 ottobre, roma: manifestazione nazionale per gaza. rompere ogni rapporto con lo stato genocida di israele

    4 OTTOBRE – Manifestazione Nazionale: rompere ogni rapporto con lo stato genocida di Israele.

    Il 22 settembre abbiamo fermato il Paese con lo sciopero generale, gridando basta al genocidio del popolo palestinese, basta alla complicità del nostro governo, basta all’economia di guerra che devasta i territori, precarizza le vite e trasforma ogni fabbrica in un ingranaggio del profitto militare.

    Poi siamo scesi nei porti, a Genova, Livorno, Ravenna, Taranto, Trieste, bloccando le navi israeliane, rifiutando che i nostri scali diventino complici del massacro, impedendo che le nostre mani carichino armi e morte.

    Ora, questo mare di mani, di piazze, di lotte, di resistenza, si muove verso Roma.
    Il 4 ottobre (incontro alle 14:30 a Porta San Paolo) sarà una manifestazione enorme, popolare, determinata.
    Un’ondata che unisce la solidarietà alla Palestina, la difesa dei lavoratori, la lotta contro la guerra e per una giustizia sociale e internazionale.

    Perché chi lotta in Palestina per la libertà lotta anche per noi.
    Perché chi costruisce pace lo fa nei porti, nelle fabbriche, nelle strade, nelle piazze.
    Perché questo mare in tempesta è il nostro popolo in cammino.

    Il 4 ottobre, Roma sarà la capitale della resistenza, sempre con la Palestina nel cuore.

    #bambini #children #colonialism #corteo #Flotilla #Gaza #genocide #genocidio #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #manifestazione #manifestazioneNazionale #massacri #Palestina #Palestine #PortaSanPaolo #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #SumudFlotilla #USB #warcrimes #zionism

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