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VIDEO | Flotilla, Thiago Avila e Saif Abu Keshek espulsi da Israele. "Avanti con la mobilitazione" - DIRE.it
https://www.dire.it/10-05-2026/1238716-flotilla-thiago-avila-e-saif-abu-keshek-espulsi-da-israele/#thiagoavila #saifabukeshek
#globalsumudflotilla
#israeleStatoTerrorista -
VIDEO | Flotilla, Thiago Avila e Saif Abu Keshek espulsi da Israele. "Avanti con la mobilitazione" - DIRE.it
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COME UNA SVASTICA.
QUANTO COSTA LAVARE VIA IL SANGUE PALESTINESE?di Lavinia Marchetti
Israele ha stanziato quasi 730 milioni di dollari per rifarsi il trucco. La cifra andrebbe letta lentamente, come si legge un referto di un'autopsia. Settecentotrenta milioni per la hasbara, la vecchia arte statale di chiamare spiegazione ciò che somiglia sempre di più a lavaggio industriale della colpa. Settecentotrenta milioni per prendere le rovine di Gaza, le fosse comuni, gli arti amputati, i neonati morti di fame, i medici torturati, i giornalisti uccisi, e trasformarli in un problema di percezione. Per mandare anche sciami di bot sotto i nostri post che denunciano i crimini chamandoci per questo antisemiti.
Per Tel Aviv il disastro ormai si trova nell’immagine, mica nel genocidio. Nel danno reputazionale, non nelle pile di cadaveri di bambini, donne, anziani. Ma anche e soprattutto nella perdita di consenso presso gli studenti americani.
Bisogna capirli, Il bambino palestinese ridotto a polvere diventa una difficoltà comunicativa. La madre che stringe un sacco bianco, la pietà di Gaza, diventa cattiva pubblicità.
A questo serve il denaro. A comprare distanza tra l’occhio e la l'elaborazione di ciò che vediamo.
La cifra dice più della propaganda stessa. Se servono 730 milioni per convincere il mondo che stai agendo civilmente, forse il mondo ha già capito. Se devi pagare influencer, agenzie, campagne digitali, consulenti, esperti di reputazione, tecnici dell’opacità e sacerdoti del danno d’immagine, allora forse, dico forse eh, la menzogna ha perso la sua antica agilità.
La hasbara, in fondo, nasce da una presunzione coloniale antichissima. Il palestinese può morire, purché la sua morte venga raccontata da altri. Può essere affamato, bombardato, incarcerato, spogliato del nome, purché la frase finale resti nelle mani del carnefice. Israele investe centinaia di milioni proprio per questo. Vuole amministrare il dopo. Vuole decidere il lessico del cadavere.
Per anni ha funzionato. Per i media funziona ancora, anche se dopo centinaia di migliaia di morti, 7 fronti aperti di guerra e mai chiusi, una crisi energetica globale, qualcosa scricchiola. Ma ci provano ancora i media. Sono pagati per farlo. “Autodifesa”. “Danni collaterali”. “Scudi umani”. “Guerra complessa”. “Unica democrazia”. “Errore tragico”, "esercito più morale del mondo". Il repertorio era lì, pronto, servile, già impacchettato per editorialisti con la schiena morbida e memoria corta. Poi Gaza dopo 3 anni ha rotto un po' il giochetto. Le immagini sono arrivate prima dei comunicati. I padri hanno riconosciuto i figli dai vestiti. Le donne hanno scavato con le mani. I medici hanno operato senza anestesia. I sopravvissuti hanno filmato la propria fine con una lucidità insopportabile.
A quel punto Israele ha scoperto che la realtà costa cara. Molto più cara della menzogna ordinaria.
Quasi 730 milioni per risalire dal sangue alla brochure. Per trasformare una questione di diritto internazionale in storytelling governativo. Per sostituire la domanda politica con l’estetica della reputazione. Per convincere il pubblico occidentale che l’orrore, adeguatamente editato, può ancora diventare “contesto”.
E invece qualcosa si è incrinato.
Negli Stati Uniti, che per decenni hanno fornito a Israele copertura diplomatica, armamenti e indulgenza morale, la simpatia automatica si è consumata. I sondaggi registrano ciò che le piazze avevano già detto. Una parte crescente dell’opinione pubblica guarda Israele senza il velo sacrale che lo proteggeva. Vede uno Stato armato fino ai denti, vedono anche loro, miracolo, uno stato terrorista (come il proprio del resto)
Ed è proprio questo che spaventa.
La hasbara del 2026 sarà dunque una gigantesca operazione contro la vista. Un tentativo di mettere cataratte artificiali all’Occidente. Una fabbrica di nebbia pagata con denaro pubblico. Una guerra supplementare, condotta dopo le bombe, dentro le redazioni, sugli schermi, nei motori di ricerca, nei campus, negli algoritmi, nelle bocche di chi ripeterà formule preparate altrove credendo di pensare.
Il problema, per Israele, è che il sangue ha una pessima qualità per i pubblicitari, tende a macchiare e si lava malissimo.
Certo puoi comprare pagine, contratti, inserzioni, dossier, campagne coordinate. Ma l'abominio, la violenza quotidiana restano. E quella bandierina con la stella di David simboleggerà morte, terrore, per tanti tanti anni, come una svastica.
#IsraeleStatoTerrorista #730milioni #hasbara
#laviniaMarchetti
@attualita -
Hey, again @EUCommission what about DOING SOMETHING about this?
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Da Donatella Dolma
🇱🇧🇮🇱 La giornalista Amal Khalil era stata minacciata dal Mossad al telefono: “Ti tagliamo la testa se non smetti di filmare”
Uccisa perché si è rifiutata di tacere. La collega sopravvissuta racconta l’agguato e l’agonia dall’ospedale di Beirut (Haaretz- al-Jazeera - Associated Press)
Da almeno due anni Amal Khalil riceveva minacce sui suoi dispositivi cellulari. In una recente intervista, ha raccontato d’aver ricevuto una chiamata da un agente del Mossad che minacciava di decapitarla se non la smetteva di filmare il Libano meridionale. Conoscevano dettagli intimi della sua vita e volevano che sapesse d’essere “sotto sorveglianza”. Qualche giorno fa, un portavoce dell’IDF aveva pubblicato su X un video di Khalil definendola “media-terrorista”. L’aveva messa ufficialmente nel mirino.
Eppure, Khalil ha continuato a fare il suo lavoro fino alla fine, era il tipo di giornalista che Israele teme di più: che non si lascia intimidire o ridurre al silenzio. Non ci sono dubbi che l'esercito israeliano l'abbia presa di mira: ha colpito lei e la sua collega ripetutamente, uccidendo prima due accompagnatori delle giornaliste e poi bombardando la casa in cui si erano rifugiate, e successivamente, l’IDF ha impedito ai soccorsi di raggiungerle, attaccandoli con droni.
Erano a Bint Jbeil e Khalil stava filmando le macerie delle demolizioni israeliane quando sono state attaccate.
Haaretz e l’Associated Press hanno intervistato in ospedale la collega di Amal sopravvissuta agli attacchi, la fotografa freelance Zeinab Faraj.
Racconta che stava guidando seguendo l’auto di un suo parente nel villaggio di al-Tayri, a 8 chilometri dal confine con Israele, mercoledì, quando è cominciato l’attacco alle 14:30. Khalil teneva il suo telefono fuori dal finestrino per filmare gli abitati demoliti quando è esplosa l’auto che le precedeva con il cugino di Faraj e un altro uomo, uccisi sul colpo. Le giornaliste allora hanno abbandonato la loro auto, per accovacciandosi sul ciglio della strada mentre un drone volava sulle loro teste. Circa mezz’ora dopo, un secondo colpo ha distrutto l'auto di Khalil a pochi metri dalle due donne.
🟠 “Non lasciarmi sola”
Faraj è riuscita sollevare la saracinesca di un negozio e le giornaliste vi si sono rifugiate.
"Amal strisciava, era stata ferita dall’esplosione dell’auto alle gambe e alla testa e sanguinava dal naso” ricorda Faraj parlando con difficoltà per il viso gonfio.
Al riparo, le giornaliste hanno video chiamato colleghi e parenti. Faraj racconta che “Khalil si è sforzata di fare una faccia coraggiosa per cercare di rassicurare la famiglia dicendo che stavamo bene”.
“Quando le ho detto che avevo bisogno di addormentarmi, Amal si è avvicinata e mi ha abbracciata e mi ha detto: 'Zeinab, non lasciarmi sola'. Allora mi sono resa conto che non stava affatto bene, il colore del suo viso era cambiato e ho pensato che dovesse avere emorragie interne".
Nel frattempo era iniziato un fitto scambio di contatti tra la Croce Rossa, l'esercito , la forza di pace delle Nazioni Unite e l’IDF per garantire un passaggio sicuro dei soccorsi alle giornaliste.
“Ero mezza addormentata quando avvertii il suono di un missile che cadeva, ha colpito il nostro edificio”.
Faraj è stata sbalzata fuori dal negozio dall'impatto, mentre Khalil è rimasta intrappolata sotto le macerie.
"Ero incosciente, ho creduto che mio padre fosse venuto a prendermi e ho iniziato a chiamarlo: 'Papà, sono qui, vieni ad aiutarmi'", racconta Faraj.
L'esercito israeliano ha poi aperto il fuoco sulla Croce Rossa. Solo quattro ore più tardi una squadra di soccorso è stata in grado di soccorrere Faraj e di recuperare i corpi dei due uomini uccisi dal primo attacco. Ma è stata attaccata e allontanata di nuovo. La stessa ambulanza che trasportava Faraj all’ospedale di Beirut è stata attaccata da un drone con granate stordenti.
Poco prima della mezzanotte, quando finalmente l'esercito libanese, la Croce Rossa e l’UNIFIL hanno ricevuto una autorizzazione formale dall’esercito occupante israeliano, il corpo di Khalil è stato estratto dalle macerie. Faraj crede che "se fossero arrivati da lei un po' prima, Amal sarebbe qui oggi".
Khalil, riportano Haaretz e l’Associated Press, già durante la guerra Israele-Hezbollah del 2024 riceveva messaggi minacciosi da un numero israeliano. L'esercito israeliano contattato da Haaretz non ha voluto commentare.
🟠 L’IDF apre la caccia da X
Pochi giorni prima della morte della giornalista, Avichay ❌Adraee🚩, portavoce dell'esercito israeliano, pubblica su X un video di Khalil che accarezza un gatto raccolto tra le macerie, Adraee la chiama “media-terrorista” scrivendo che la testata per cui lavora “parla a nome di Hezbollah, il diavolo". Era praticamente una dichiarazione di condanna a morte, il segnale che apriva la caccia alla giornalista.
Il Comitato internazionale per la protezione dei giornalisti, che parlò subito di “un chiaro incitamento all’odio, una vera e propria minaccia", oggi commenta: “Secondo il diritto umanitario internazionale, i giornalisti, in quanto civili, sono sempre protetti, in qualsiasi caso e circostanza durante lo svolgimento del proprio lavoro, da attacchi diretti e indiscriminati, indipendentemente dalle posizioni o dall'affiliazione politica dei loro media e non c’è una sola prova che ci dica che Khalil o Faraj abbiano direttamente partecipato alle ostilità militari tra Hezbollah e Israele”. Il Comitato ha chiesto una indagine internazionale per crimini di guerra. Richiesta ufficializzata dal primo ministro sunnita, il governo si rivolgerà alla CPI.
Amal era molto conosciuta e amata in tutto il Libano, il suo funerale ha visto una larga partecipazione di tutte le componenti sociali e religiose del paese.
🟠 Il “giornalisticidio”
Bint Jbeil, dove è morta la giornalista, è stata teatro di battaglie cruciali tra Israele e i combattenti di Hezbollah, è un luogo simbolico della resistenza: durante l'invasione del 2006 qui gli sciiti hanno respinto i tentativi di conquista israeliani.
L'assassinio di Amal Khalil ricorda quello della veterana corrispondente di Al Jazeera Shireen Abu Akleh🚩. Quattro anni fa, anche lei si trovava in un luogo simbolico della resistenza, Jenin, quando è stata colpita alla testa mentre cercava riparo dal fuoco israeliano insieme a un collega.
Dalla sua morte, oltre 250 giornalisti e operatori dei media sono stati uccisi, prevalentemente a Gaza. Molti di loro sono stati presi di mira mentre svolgevano il proprio lavoro, altri sono stati attaccati mentre erano a casa con le loro famiglie.
È il caso di Mohammed Abu Hatab🚩, ucciso insieme a ✔️11 membri della sua famiglia nel novembre 2023.
La persecuzione dei giornalisti palestinesi e libanesi è ben documentata, e l'uccisione di Khalil è l'ultimo episodio di una serie che ha reso questo conflitto sconfinato il più letale della storia per la stampa. Ma ciò che impressiona di questo primato sono le condizioni che lo hanno reso possibile.
❌L'impunità qui non è semplicemente un fallimento della giustizia a posteriori, ma una struttura di permissivismo che plasma ciò che i regimi credono di poter fare. Israele per primo percepisce che non esiste azione che gli costi il sostegno dei suoi alleati occidentali e ne trae conclusioni letali. La sua cifra è la sfrontatezza della sua violenza e questa è frutto dell'impunità. Questo regine non si preoccupa nemmeno più di mascherare le proprie azioni. Per la censura, i giornalisti vengono braccati e uccisi. E il mondo che afferma di dare valore alla libertà di stampa piangerà brevemente Amal, proprio come ha fatto con Shireen, per poi continuare a fornire la copertura che rende inevitabile il prossimo omicidio.
Se documentare e diffondere come agisce il Governo israeliano genera antisionismo e persino antisemitismo, gli ebrei sanno chi ne è responsabile!
#AmalKhalil #ZeinabFaraj
#israeleStatoTerrorista
#antisionismo -
Ricevo e rigiro
Quando finalmente hanno potuto cercarla tra le macerie..." E' stato trovato il corpo della giornalista libanese Amal Khalil, uccisa in un attacco israeliano nella città di Tiri. Lo riferisce la protezione civile del Libano."
📸 Aljazeera via IG
☮️❤️🩹☮️
#DorianaGoracciDa Jeremy Loffredo
23 aprile 2026
La giornalista libanese Amal Khalil è stata lasciata morire da Israele.
La nota giornalista libanese Amal Khalil è stata uccisa mercoledì in quello che sembra essere un attacco mirato da parte dell'esercito israeliano nella città di Tiro, nel sud del Libano. Il suo datore di lavoro, Al-Akhbar, ha confermato la morte della sua corrispondente mercoledì sera.
Khalil e Zeinab Faraj, fotoreporter freelance, si trovavano entrambe nel Libano meridionale per documentare i recenti attacchi al villaggio di Bint Jbeil. Secondo Al-Akhbar, che ha pubblicato una cronologia degli eventi, l'auto che le seguiva è stata colpita da un drone israeliano alle 14:45, uccidendo due uomini a bordo. Khalil e Faraj si sono rifugiati in una casa vicina.
Alle 14:50 Khalil ha contattato i suoi redattori e la sua famiglia, secondo quanto riportato dalla giornalista libanese Courtney Bonneau. La notizia dell'accaduto si è diffusa rapidamente, spingendo il presidente libanese Joseph Aoun a rilasciare una dichiarazione in cui chiedeva alla Croce Rossa di intervenire per salvare i due giornalisti in coordinamento con l'esercito libanese e le Nazioni Unite.
Alle 16:27, la casa in cui le due giornaliste si erano rifugiate è stata bombardata dall'esercito israeliano e si sono persi i contatti con loro, secondo quanto riportato da Al-Akhbar.
Secondo quanto riferito ad Al Jazeera da un funzionario militare libanese, Israele non ha risposto alle richieste di accesso, ostacolando qualsiasi operazione di soccorso. Il Comitato per la protezione dei giornalisti ha infine concesso alla Croce Rossa un accesso limitato al sito, che è rimasto sotto il fuoco nemico.
Sono riusciti a evacuare Faraj, che secondo quanto riferito ha riportato gravi ferite alla testa, e a recuperare i corpi di altri due civili rimasti uccisi. Tuttavia, sono stati costretti a ritirarsi prima di trovare Khalil a causa dei continui bombardamenti e del fuoco diretto contro le squadre di soccorso e i veicoli. Il veicolo della Croce Rossa che trasportava la giornalista Faraj all'ospedale governativo di Tubnin è stato colpito da colpi di arma da fuoco israeliani, e secondo l'agenzia di stampa statale National News Agency, sono visibili i segni dei proiettili sul veicolo.
La Croce Rossa è infine riuscita a tornare nella zona, dopodiché Khalil è stato dichiarato morto.
"I ripetuti attacchi nello stesso luogo, il fatto di aver preso di mira un'area in cui si trovavano dei giornalisti e l'ostruzione dell'accesso medico e umanitario costituiscono una grave violazione del diritto internazionale umanitario", ha dichiarato in un comunicato Sara Qudah, direttrice regionale del CPJ.L'esercito israeliano non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento.
Khalil, definita da Al-Akhbar la loro "corrispondente del sud", è cresciuta a Baysariyyeh, una città costiera nel distretto di Saida, a circa 45 minuti di auto dal confine israeliano. Ha trascorso oltre quindici anni a seguire le guerre e le occupazioni cicliche del Libano meridionale da parte dell'esercito israeliano. Fondato nel 2006, il giornale Al-Akhbar è ampiamente considerato di sostegno a Hezbollah e alla resistenza sciita, e si definisce un organo di informazione laico, indipendente e progressista.
Nel settembre del 2024, Khalil aveva ricevuto sul suo telefono esplicite minacce di morte da Gideon Gal Ben Avraham, un commentatore televisivo che gestisce un canale di analisi sul Medio Oriente su YouTube, appare sulla televisione israeliana e si descrive come un ufficiale militare in pensione che continua ad "aiutare" l'intelligence israeliana. Nei messaggi le veniva intimato di lasciare il Paese "se avesse voluto conservare la testa sulle spalle" e le veniva chiesto se la sua casa fosse "ancora in piedi".Contattato da Drop Site mercoledì, prima che emergesse la notizia della morte di Khalil, Ben Avraham ha confermato di aver inviato le minacce nel 2024. "Invio saluti a tutti i giornalisti affiliati a Hezbollah, perché chiunque lavori per l'organizzazione deve sapere che è destinato alla morte", ha scritto, chiarendo in seguito di considerare Al-Akhbar "affiliato a Hezbollah" e che "solo chi è legato a Hezbollah dovrebbe temere", mentre i maroniti e i sunniti non dovrebbero affrontare tali minacce.
Non è chiaro quale sia, se esiste, relazione formale con l'esercito israeliano. Quando gli è stato chiesto della difficile situazione di Khalil, intrappolato sotto le macerie di una casa presa di mira dall'esercito israeliano, ha risposto: "Non condividiamo le nostre informazioni con i giornalisti". Quando gli è stato chiesto direttamente se fosse un soldato quando inviò le minacce originali a Khalil nel 2024, Ben Avraham ha risposto: "Nessun commento".
Il mese scorso, l'esercito israeliano ha ammesso apertamente di aver assassinato il noto giornalista libanese Ali Shoeib, corrispondente di Al-Manar TV, che aveva seguito le vicende del Libano meridionale per quasi trent'anni. L'esercito israeliano ha falsamente affermato che Shoeib fosse un agente dei servizi segreti di Hezbollah. Nell'attacco del 28 marzo nel distretto di Jezzine, nel Libano meridionale, sono stati uccisi anche la giornalista di Al-Mayadeen TV Fatima Ftouni e suo fratello Mohammed, un videogiornalista. La loro auto, che trasportava chiaramente attrezzature giornalistiche, è stata colpita più volte; Ftouni inizialmente è sopravvissuta e ha tentato di fuggire, prima di essere colpita e uccisa in un attacco israeliano.
Secondo il CPJ, Israele ha ucciso almeno 14 giornalisti, tra cui Khalil, in Libano dall'ottobre 2023. A Gaza, l'esercito israeliano ha ucciso oltre 260 giornalisti palestinesi dall'ottobre 2023, rendendo questa la guerra più letale per i giornalisti mai registrata.
https://www.dropsitenews.com/p/lebanon-journalist-amal-khalil-killed-israel
☮️📷☮️#AmalKhalil
#ZeinabFaraj
#Libano
#Bintjbeil
#israeleStatoTerrorista #israelecriminale #israele -
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23 aprile 2026
La giornalista libanese Amal Khalil è stata lasciata morire da Israele.
La nota giornalista libanese Amal Khalil è stata uccisa mercoledì in quello che sembra essere un attacco mirato da parte dell'esercito israeliano nella città di Tiro, nel sud del Libano. Il suo datore di lavoro, Al-Akhbar, ha confermato la morte della sua corrispondente mercoledì sera.
Khalil e Zeinab Faraj, fotoreporter freelance, si trovavano entrambe nel Libano meridionale per documentare i recenti attacchi al villaggio di Bint Jbeil. Secondo Al-Akhbar, che ha pubblicato una cronologia degli eventi, l'auto che le seguiva è stata colpita da un drone israeliano alle 14:45, uccidendo due uomini a bordo. Khalil e Faraj si sono rifugiati in una casa vicina.
Alle 14:50 Khalil ha contattato i suoi redattori e la sua famiglia, secondo quanto riportato dalla giornalista libanese Courtney Bonneau. La notizia dell'accaduto si è diffusa rapidamente, spingendo il presidente libanese Joseph Aoun a rilasciare una dichiarazione in cui chiedeva alla Croce Rossa di intervenire per salvare i due giornalisti in coordinamento con l'esercito libanese e le Nazioni Unite.
Alle 16:27, la casa in cui le due giornaliste si erano rifugiate è stata bombardata dall'esercito israeliano e si sono persi i contatti con loro, secondo quanto riportato da Al-Akhbar.
Secondo quanto riferito ad Al Jazeera da un funzionario militare libanese, Israele non ha risposto alle richieste di accesso, ostacolando qualsiasi operazione di soccorso. Il Comitato per la protezione dei giornalisti ha infine concesso alla Croce Rossa un accesso limitato al sito, che è rimasto sotto il fuoco nemico.
Sono riusciti a evacuare Faraj, che secondo quanto riferito ha riportato gravi ferite alla testa, e a recuperare i corpi di altri due civili rimasti uccisi. Tuttavia, sono stati costretti a ritirarsi prima di trovare Khalil a causa dei continui bombardamenti e del fuoco diretto contro le squadre di soccorso e i veicoli. Il veicolo della Croce Rossa che trasportava la giornalista Faraj all'ospedale governativo di Tubnin è stato colpito da colpi di arma da fuoco israeliani, e secondo l'agenzia di stampa statale National News Agency, sono visibili i segni dei proiettili sul veicolo.
La Croce Rossa è infine riuscita a tornare nella zona, dopodiché Khalil è stato dichiarato morto.
"I ripetuti attacchi nello stesso luogo, il fatto di aver preso di mira un'area in cui si trovavano dei giornalisti e l'ostruzione dell'accesso medico e umanitario costituiscono una grave violazione del diritto internazionale umanitario", ha dichiarato in un comunicato Sara Qudah, direttrice regionale del CPJ.L'esercito israeliano non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento.
Khalil, definita da Al-Akhbar la loro "corrispondente del sud", è cresciuta a Baysariyyeh, una città costiera nel distretto di Saida, a circa 45 minuti di auto dal confine israeliano. Ha trascorso oltre quindici anni a seguire le guerre e le occupazioni cicliche del Libano meridionale da parte dell'esercito israeliano. Fondato nel 2006, il giornale Al-Akhbar è ampiamente considerato di sostegno a Hezbollah e alla resistenza sciita, e si definisce un organo di informazione laico, indipendente e progressista.
Nel settembre del 2024, Khalil aveva ricevuto sul suo telefono esplicite minacce di morte da Gideon Gal Ben Avraham, un commentatore televisivo che gestisce un canale di analisi sul Medio Oriente su YouTube, appare sulla televisione israeliana e si descrive come un ufficiale militare in pensione che continua ad "aiutare" l'intelligence israeliana. Nei messaggi le veniva intimato di lasciare il Paese "se avesse voluto conservare la testa sulle spalle" e le veniva chiesto se la sua casa fosse "ancora in piedi".Contattato da Drop Site mercoledì, prima che emergesse la notizia della morte di Khalil, Ben Avraham ha confermato di aver inviato le minacce nel 2024. "Invio saluti a tutti i giornalisti affiliati a Hezbollah, perché chiunque lavori per l'organizzazione deve sapere che è destinato alla morte", ha scritto, chiarendo in seguito di considerare Al-Akhbar "affiliato a Hezbollah" e che "solo chi è legato a Hezbollah dovrebbe temere", mentre i maroniti e i sunniti non dovrebbero affrontare tali minacce.
Non è chiaro quale sia, se esiste, relazione formale con l'esercito israeliano. Quando gli è stato chiesto della difficile situazione di Khalil, intrappolato sotto le macerie di una casa presa di mira dall'esercito israeliano, ha risposto: "Non condividiamo le nostre informazioni con i giornalisti". Quando gli è stato chiesto direttamente se fosse un soldato quando inviò le minacce originali a Khalil nel 2024, Ben Avraham ha risposto: "Nessun commento".
Il mese scorso, l'esercito israeliano ha ammesso apertamente di aver assassinato il noto giornalista libanese Ali Shoeib, corrispondente di Al-Manar TV, che aveva seguito le vicende del Libano meridionale per quasi trent'anni. L'esercito israeliano ha falsamente affermato che Shoeib fosse un agente dei servizi segreti di Hezbollah. Nell'attacco del 28 marzo nel distretto di Jezzine, nel Libano meridionale, sono stati uccisi anche la giornalista di Al-Mayadeen TV Fatima Ftouni e suo fratello Mohammed, un videogiornalista. La loro auto, che trasportava chiaramente attrezzature giornalistiche, è stata colpita più volte; Ftouni inizialmente è sopravvissuta e ha tentato di fuggire, prima di essere colpita e uccisa in un attacco israeliano.
Secondo il CPJ, Israele ha ucciso almeno 14 giornalisti, tra cui Khalil, in Libano dall'ottobre 2023. A Gaza, l'esercito israeliano ha ucciso oltre 260 giornalisti palestinesi dall'ottobre 2023, rendendo questa la guerra più letale per i giornalisti mai registrata.
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Quando finalmente hanno potuto cercarla tra le macerie..." E' stato trovato il corpo della giornalista libanese Amal Khalil, uccisa in un attacco israeliano nella città di Tiri. Lo riferisce la protezione civile del Libano."
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23 aprile 2026
La giornalista libanese Amal Khalil è stata lasciata morire da Israele.
La nota giornalista libanese Amal Khalil è stata uccisa mercoledì in quello che sembra essere un attacco mirato da parte dell'esercito israeliano nella città di Tiro, nel sud del Libano. Il suo datore di lavoro, Al-Akhbar, ha confermato la morte della sua corrispondente mercoledì sera.
Khalil e Zeinab Faraj, fotoreporter freelance, si trovavano entrambe nel Libano meridionale per documentare i recenti attacchi al villaggio di Bint Jbeil. Secondo Al-Akhbar, che ha pubblicato una cronologia degli eventi, l'auto che le seguiva è stata colpita da un drone israeliano alle 14:45, uccidendo due uomini a bordo. Khalil e Faraj si sono rifugiati in una casa vicina.
Alle 14:50 Khalil ha contattato i suoi redattori e la sua famiglia, secondo quanto riportato dalla giornalista libanese Courtney Bonneau. La notizia dell'accaduto si è diffusa rapidamente, spingendo il presidente libanese Joseph Aoun a rilasciare una dichiarazione in cui chiedeva alla Croce Rossa di intervenire per salvare i due giornalisti in coordinamento con l'esercito libanese e le Nazioni Unite.
Alle 16:27, la casa in cui le due giornaliste si erano rifugiate è stata bombardata dall'esercito israeliano e si sono persi i contatti con loro, secondo quanto riportato da Al-Akhbar.
Secondo quanto riferito ad Al Jazeera da un funzionario militare libanese, Israele non ha risposto alle richieste di accesso, ostacolando qualsiasi operazione di soccorso. Il Comitato per la protezione dei giornalisti ha infine concesso alla Croce Rossa un accesso limitato al sito, che è rimasto sotto il fuoco nemico.
Sono riusciti a evacuare Faraj, che secondo quanto riferito ha riportato gravi ferite alla testa, e a recuperare i corpi di altri due civili rimasti uccisi. Tuttavia, sono stati costretti a ritirarsi prima di trovare Khalil a causa dei continui bombardamenti e del fuoco diretto contro le squadre di soccorso e i veicoli. Il veicolo della Croce Rossa che trasportava la giornalista Faraj all'ospedale governativo di Tubnin è stato colpito da colpi di arma da fuoco israeliani, e secondo l'agenzia di stampa statale National News Agency, sono visibili i segni dei proiettili sul veicolo.
La Croce Rossa è infine riuscita a tornare nella zona, dopodiché Khalil è stato dichiarato morto.
"I ripetuti attacchi nello stesso luogo, il fatto di aver preso di mira un'area in cui si trovavano dei giornalisti e l'ostruzione dell'accesso medico e umanitario costituiscono una grave violazione del diritto internazionale umanitario", ha dichiarato in un comunicato Sara Qudah, direttrice regionale del CPJ.L'esercito israeliano non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento.
Khalil, definita da Al-Akhbar la loro "corrispondente del sud", è cresciuta a Baysariyyeh, una città costiera nel distretto di Saida, a circa 45 minuti di auto dal confine israeliano. Ha trascorso oltre quindici anni a seguire le guerre e le occupazioni cicliche del Libano meridionale da parte dell'esercito israeliano. Fondato nel 2006, il giornale Al-Akhbar è ampiamente considerato di sostegno a Hezbollah e alla resistenza sciita, e si definisce un organo di informazione laico, indipendente e progressista.
Nel settembre del 2024, Khalil aveva ricevuto sul suo telefono esplicite minacce di morte da Gideon Gal Ben Avraham, un commentatore televisivo che gestisce un canale di analisi sul Medio Oriente su YouTube, appare sulla televisione israeliana e si descrive come un ufficiale militare in pensione che continua ad "aiutare" l'intelligence israeliana. Nei messaggi le veniva intimato di lasciare il Paese "se avesse voluto conservare la testa sulle spalle" e le veniva chiesto se la sua casa fosse "ancora in piedi".Contattato da Drop Site mercoledì, prima che emergesse la notizia della morte di Khalil, Ben Avraham ha confermato di aver inviato le minacce nel 2024. "Invio saluti a tutti i giornalisti affiliati a Hezbollah, perché chiunque lavori per l'organizzazione deve sapere che è destinato alla morte", ha scritto, chiarendo in seguito di considerare Al-Akhbar "affiliato a Hezbollah" e che "solo chi è legato a Hezbollah dovrebbe temere", mentre i maroniti e i sunniti non dovrebbero affrontare tali minacce.
Non è chiaro quale sia, se esiste, relazione formale con l'esercito israeliano. Quando gli è stato chiesto della difficile situazione di Khalil, intrappolato sotto le macerie di una casa presa di mira dall'esercito israeliano, ha risposto: "Non condividiamo le nostre informazioni con i giornalisti". Quando gli è stato chiesto direttamente se fosse un soldato quando inviò le minacce originali a Khalil nel 2024, Ben Avraham ha risposto: "Nessun commento".
Il mese scorso, l'esercito israeliano ha ammesso apertamente di aver assassinato il noto giornalista libanese Ali Shoeib, corrispondente di Al-Manar TV, che aveva seguito le vicende del Libano meridionale per quasi trent'anni. L'esercito israeliano ha falsamente affermato che Shoeib fosse un agente dei servizi segreti di Hezbollah. Nell'attacco del 28 marzo nel distretto di Jezzine, nel Libano meridionale, sono stati uccisi anche la giornalista di Al-Mayadeen TV Fatima Ftouni e suo fratello Mohammed, un videogiornalista. La loro auto, che trasportava chiaramente attrezzature giornalistiche, è stata colpita più volte; Ftouni inizialmente è sopravvissuta e ha tentato di fuggire, prima di essere colpita e uccisa in un attacco israeliano.
Secondo il CPJ, Israele ha ucciso almeno 14 giornalisti, tra cui Khalil, in Libano dall'ottobre 2023. A Gaza, l'esercito israeliano ha ucciso oltre 260 giornalisti palestinesi dall'ottobre 2023, rendendo questa la guerra più letale per i giornalisti mai registrata.
https://www.dropsitenews.com/p/lebanon-journalist-amal-khalil-killed-israel
☮️📷☮️#AmalKhalil
#ZeinabFaraj
#Libano
#Bintjbeil
#israeleStatoTerrorista #israelecriminale #israele -
Ricevo e rigiro
Quando finalmente hanno potuto cercarla tra le macerie..." E' stato trovato il corpo della giornalista libanese Amal Khalil, uccisa in un attacco israeliano nella città di Tiri. Lo riferisce la protezione civile del Libano."
📸 Aljazeera via IG
☮️❤️🩹☮️
#DorianaGoracciDa Jeremy Loffredo
23 aprile 2026
La giornalista libanese Amal Khalil è stata lasciata morire da Israele.
La nota giornalista libanese Amal Khalil è stata uccisa mercoledì in quello che sembra essere un attacco mirato da parte dell'esercito israeliano nella città di Tiro, nel sud del Libano. Il suo datore di lavoro, Al-Akhbar, ha confermato la morte della sua corrispondente mercoledì sera.
Khalil e Zeinab Faraj, fotoreporter freelance, si trovavano entrambe nel Libano meridionale per documentare i recenti attacchi al villaggio di Bint Jbeil. Secondo Al-Akhbar, che ha pubblicato una cronologia degli eventi, l'auto che le seguiva è stata colpita da un drone israeliano alle 14:45, uccidendo due uomini a bordo. Khalil e Faraj si sono rifugiati in una casa vicina.
Alle 14:50 Khalil ha contattato i suoi redattori e la sua famiglia, secondo quanto riportato dalla giornalista libanese Courtney Bonneau. La notizia dell'accaduto si è diffusa rapidamente, spingendo il presidente libanese Joseph Aoun a rilasciare una dichiarazione in cui chiedeva alla Croce Rossa di intervenire per salvare i due giornalisti in coordinamento con l'esercito libanese e le Nazioni Unite.
Alle 16:27, la casa in cui le due giornaliste si erano rifugiate è stata bombardata dall'esercito israeliano e si sono persi i contatti con loro, secondo quanto riportato da Al-Akhbar.
Secondo quanto riferito ad Al Jazeera da un funzionario militare libanese, Israele non ha risposto alle richieste di accesso, ostacolando qualsiasi operazione di soccorso. Il Comitato per la protezione dei giornalisti ha infine concesso alla Croce Rossa un accesso limitato al sito, che è rimasto sotto il fuoco nemico.
Sono riusciti a evacuare Faraj, che secondo quanto riferito ha riportato gravi ferite alla testa, e a recuperare i corpi di altri due civili rimasti uccisi. Tuttavia, sono stati costretti a ritirarsi prima di trovare Khalil a causa dei continui bombardamenti e del fuoco diretto contro le squadre di soccorso e i veicoli. Il veicolo della Croce Rossa che trasportava la giornalista Faraj all'ospedale governativo di Tubnin è stato colpito da colpi di arma da fuoco israeliani, e secondo l'agenzia di stampa statale National News Agency, sono visibili i segni dei proiettili sul veicolo.
La Croce Rossa è infine riuscita a tornare nella zona, dopodiché Khalil è stato dichiarato morto.
"I ripetuti attacchi nello stesso luogo, il fatto di aver preso di mira un'area in cui si trovavano dei giornalisti e l'ostruzione dell'accesso medico e umanitario costituiscono una grave violazione del diritto internazionale umanitario", ha dichiarato in un comunicato Sara Qudah, direttrice regionale del CPJ.L'esercito israeliano non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento.
Khalil, definita da Al-Akhbar la loro "corrispondente del sud", è cresciuta a Baysariyyeh, una città costiera nel distretto di Saida, a circa 45 minuti di auto dal confine israeliano. Ha trascorso oltre quindici anni a seguire le guerre e le occupazioni cicliche del Libano meridionale da parte dell'esercito israeliano. Fondato nel 2006, il giornale Al-Akhbar è ampiamente considerato di sostegno a Hezbollah e alla resistenza sciita, e si definisce un organo di informazione laico, indipendente e progressista.
Nel settembre del 2024, Khalil aveva ricevuto sul suo telefono esplicite minacce di morte da Gideon Gal Ben Avraham, un commentatore televisivo che gestisce un canale di analisi sul Medio Oriente su YouTube, appare sulla televisione israeliana e si descrive come un ufficiale militare in pensione che continua ad "aiutare" l'intelligence israeliana. Nei messaggi le veniva intimato di lasciare il Paese "se avesse voluto conservare la testa sulle spalle" e le veniva chiesto se la sua casa fosse "ancora in piedi".Contattato da Drop Site mercoledì, prima che emergesse la notizia della morte di Khalil, Ben Avraham ha confermato di aver inviato le minacce nel 2024. "Invio saluti a tutti i giornalisti affiliati a Hezbollah, perché chiunque lavori per l'organizzazione deve sapere che è destinato alla morte", ha scritto, chiarendo in seguito di considerare Al-Akhbar "affiliato a Hezbollah" e che "solo chi è legato a Hezbollah dovrebbe temere", mentre i maroniti e i sunniti non dovrebbero affrontare tali minacce.
Non è chiaro quale sia, se esiste, relazione formale con l'esercito israeliano. Quando gli è stato chiesto della difficile situazione di Khalil, intrappolato sotto le macerie di una casa presa di mira dall'esercito israeliano, ha risposto: "Non condividiamo le nostre informazioni con i giornalisti". Quando gli è stato chiesto direttamente se fosse un soldato quando inviò le minacce originali a Khalil nel 2024, Ben Avraham ha risposto: "Nessun commento".
Il mese scorso, l'esercito israeliano ha ammesso apertamente di aver assassinato il noto giornalista libanese Ali Shoeib, corrispondente di Al-Manar TV, che aveva seguito le vicende del Libano meridionale per quasi trent'anni. L'esercito israeliano ha falsamente affermato che Shoeib fosse un agente dei servizi segreti di Hezbollah. Nell'attacco del 28 marzo nel distretto di Jezzine, nel Libano meridionale, sono stati uccisi anche la giornalista di Al-Mayadeen TV Fatima Ftouni e suo fratello Mohammed, un videogiornalista. La loro auto, che trasportava chiaramente attrezzature giornalistiche, è stata colpita più volte; Ftouni inizialmente è sopravvissuta e ha tentato di fuggire, prima di essere colpita e uccisa in un attacco israeliano.
Secondo il CPJ, Israele ha ucciso almeno 14 giornalisti, tra cui Khalil, in Libano dall'ottobre 2023. A Gaza, l'esercito israeliano ha ucciso oltre 260 giornalisti palestinesi dall'ottobre 2023, rendendo questa la guerra più letale per i giornalisti mai registrata.
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Quando finalmente hanno potuto cercarla tra le macerie..." E' stato trovato il corpo della giornalista libanese Amal Khalil, uccisa in un attacco israeliano nella città di Tiri. Lo riferisce la protezione civile del Libano."
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23 aprile 2026
La giornalista libanese Amal Khalil è stata lasciata morire da Israele.
La nota giornalista libanese Amal Khalil è stata uccisa mercoledì in quello che sembra essere un attacco mirato da parte dell'esercito israeliano nella città di Tiro, nel sud del Libano. Il suo datore di lavoro, Al-Akhbar, ha confermato la morte della sua corrispondente mercoledì sera.
Khalil e Zeinab Faraj, fotoreporter freelance, si trovavano entrambe nel Libano meridionale per documentare i recenti attacchi al villaggio di Bint Jbeil. Secondo Al-Akhbar, che ha pubblicato una cronologia degli eventi, l'auto che le seguiva è stata colpita da un drone israeliano alle 14:45, uccidendo due uomini a bordo. Khalil e Faraj si sono rifugiati in una casa vicina.
Alle 14:50 Khalil ha contattato i suoi redattori e la sua famiglia, secondo quanto riportato dalla giornalista libanese Courtney Bonneau. La notizia dell'accaduto si è diffusa rapidamente, spingendo il presidente libanese Joseph Aoun a rilasciare una dichiarazione in cui chiedeva alla Croce Rossa di intervenire per salvare i due giornalisti in coordinamento con l'esercito libanese e le Nazioni Unite.
Alle 16:27, la casa in cui le due giornaliste si erano rifugiate è stata bombardata dall'esercito israeliano e si sono persi i contatti con loro, secondo quanto riportato da Al-Akhbar.
Secondo quanto riferito ad Al Jazeera da un funzionario militare libanese, Israele non ha risposto alle richieste di accesso, ostacolando qualsiasi operazione di soccorso. Il Comitato per la protezione dei giornalisti ha infine concesso alla Croce Rossa un accesso limitato al sito, che è rimasto sotto il fuoco nemico.
Sono riusciti a evacuare Faraj, che secondo quanto riferito ha riportato gravi ferite alla testa, e a recuperare i corpi di altri due civili rimasti uccisi. Tuttavia, sono stati costretti a ritirarsi prima di trovare Khalil a causa dei continui bombardamenti e del fuoco diretto contro le squadre di soccorso e i veicoli. Il veicolo della Croce Rossa che trasportava la giornalista Faraj all'ospedale governativo di Tubnin è stato colpito da colpi di arma da fuoco israeliani, e secondo l'agenzia di stampa statale National News Agency, sono visibili i segni dei proiettili sul veicolo.
La Croce Rossa è infine riuscita a tornare nella zona, dopodiché Khalil è stato dichiarato morto.
"I ripetuti attacchi nello stesso luogo, il fatto di aver preso di mira un'area in cui si trovavano dei giornalisti e l'ostruzione dell'accesso medico e umanitario costituiscono una grave violazione del diritto internazionale umanitario", ha dichiarato in un comunicato Sara Qudah, direttrice regionale del CPJ.L'esercito israeliano non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento.
Khalil, definita da Al-Akhbar la loro "corrispondente del sud", è cresciuta a Baysariyyeh, una città costiera nel distretto di Saida, a circa 45 minuti di auto dal confine israeliano. Ha trascorso oltre quindici anni a seguire le guerre e le occupazioni cicliche del Libano meridionale da parte dell'esercito israeliano. Fondato nel 2006, il giornale Al-Akhbar è ampiamente considerato di sostegno a Hezbollah e alla resistenza sciita, e si definisce un organo di informazione laico, indipendente e progressista.
Nel settembre del 2024, Khalil aveva ricevuto sul suo telefono esplicite minacce di morte da Gideon Gal Ben Avraham, un commentatore televisivo che gestisce un canale di analisi sul Medio Oriente su YouTube, appare sulla televisione israeliana e si descrive come un ufficiale militare in pensione che continua ad "aiutare" l'intelligence israeliana. Nei messaggi le veniva intimato di lasciare il Paese "se avesse voluto conservare la testa sulle spalle" e le veniva chiesto se la sua casa fosse "ancora in piedi".Contattato da Drop Site mercoledì, prima che emergesse la notizia della morte di Khalil, Ben Avraham ha confermato di aver inviato le minacce nel 2024. "Invio saluti a tutti i giornalisti affiliati a Hezbollah, perché chiunque lavori per l'organizzazione deve sapere che è destinato alla morte", ha scritto, chiarendo in seguito di considerare Al-Akhbar "affiliato a Hezbollah" e che "solo chi è legato a Hezbollah dovrebbe temere", mentre i maroniti e i sunniti non dovrebbero affrontare tali minacce.
Non è chiaro quale sia, se esiste, relazione formale con l'esercito israeliano. Quando gli è stato chiesto della difficile situazione di Khalil, intrappolato sotto le macerie di una casa presa di mira dall'esercito israeliano, ha risposto: "Non condividiamo le nostre informazioni con i giornalisti". Quando gli è stato chiesto direttamente se fosse un soldato quando inviò le minacce originali a Khalil nel 2024, Ben Avraham ha risposto: "Nessun commento".
Il mese scorso, l'esercito israeliano ha ammesso apertamente di aver assassinato il noto giornalista libanese Ali Shoeib, corrispondente di Al-Manar TV, che aveva seguito le vicende del Libano meridionale per quasi trent'anni. L'esercito israeliano ha falsamente affermato che Shoeib fosse un agente dei servizi segreti di Hezbollah. Nell'attacco del 28 marzo nel distretto di Jezzine, nel Libano meridionale, sono stati uccisi anche la giornalista di Al-Mayadeen TV Fatima Ftouni e suo fratello Mohammed, un videogiornalista. La loro auto, che trasportava chiaramente attrezzature giornalistiche, è stata colpita più volte; Ftouni inizialmente è sopravvissuta e ha tentato di fuggire, prima di essere colpita e uccisa in un attacco israeliano.
Secondo il CPJ, Israele ha ucciso almeno 14 giornalisti, tra cui Khalil, in Libano dall'ottobre 2023. A Gaza, l'esercito israeliano ha ucciso oltre 260 giornalisti palestinesi dall'ottobre 2023, rendendo questa la guerra più letale per i giornalisti mai registrata.
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#israeleStatoTerrorista #israelecriminale #israele -
UNHCR: 700mila sfollati in una settimana in tutto il Libano
MEDIO ORIENTE, UNHCR: quasi 700.000 sfollati in una settimana in tutto il Libano mentre la crisi si aggrava
https://www.unhcr.org/it/notizie/notizie/medio-oriente-unhcr-quasi-700-000-sfollati-una-settimana-tutto-il-liban
https://differx.noblogs.org/2026/03/13/unhcr-700mila-sfollati-in-una-settimana-in-tutto-il-libano/
#Palestina #Resistenza #ricostruzioni #CarloGubitosa #IsraeleStatoTerrorista #Israhell #Libano #sfollati #UNHCR -
UNHCR: 700mila sfollati in una settimana in tutto il Libano
MEDIO ORIENTE, UNHCR: quasi 700.000 sfollati in una settimana in tutto il Libano mentre la crisi si aggrava https://www.unhcr.org/it/notizie/notizie/medio-oriente-unhcr-quasi-700-000-sfollati-una-settimana-tutto-il-libano-mentre-la * è praticamente già la replica delle prime fasi del genocidio a Gaza, con lo sfollamento forzato imposto a un milione di persone da nord a sud, in quel caso. entro pochi giorni. anche adesso, in Libano, è la prassi del terrorismo consueto, che poi […]https://differx.noblogs.org/2026/03/13/unhcr-700mila-sfollati-in-una-settimana-in-tutto-il-libano/
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Comunicazione multilingue del CRED (Centro di ricerca ed elaborazione per la democrazia) a proposito del 27 gennaio
Il Centro
https://differx.noblogs.org/2026/01/29/cred-27-gennaio/
#Palestina #Resistenza #ricostruzioni #27Gennaio #antisionismo #ArmataRossa #Auschwitz #CenterForResearchAndElaborationForDemocracy #CentroDiRicercaEdElaborazionePerLaDemocrazia #CRED #fascismo #genocidio #GiornataDellaMemoria #Hitler #IsraeleStatoTerrorista #Israhell #Mussolini #Netanyahu #SionismoAssassino -
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Da Michele Giorgio :
"Israele ha revocato il permesso di operare a Gaza a 37 Ong, tra cui Medici Senza Frontiere, ActionAid e Oxfam, a causa di quelle che ha definito "violazioni degli standard di sicurezza e trasparenza". Dovranno evacuare il loro personale entro il 1° marzo."
Vi pare sempre tutto normale? #IsraelWarCrimes #GenocideinGaza #israeleStatoTerrorista -
Da Michele Giorgio :
"Israele ha revocato il permesso di operare a Gaza a 37 Ong, tra cui Medici Senza Frontiere, ActionAid e Oxfam, a causa di quelle che ha definito "violazioni degli standard di sicurezza e trasparenza". Dovranno evacuare il loro personale entro il 1° marzo."
Vi pare sempre tutto normale? #IsraelWarCrimes #GenocideinGaza #israeleStatoTerrorista -
Da Michele Giorgio :
"Israele ha revocato il permesso di operare a Gaza a 37 Ong, tra cui Medici Senza Frontiere, ActionAid e Oxfam, a causa di quelle che ha definito "violazioni degli standard di sicurezza e trasparenza". Dovranno evacuare il loro personale entro il 1° marzo."
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Di Barbara Lezzi
"Continueremo a sviluppare, costruire e colonizzare la terra del nostro retaggio ancestrale, con fiducia nella giustizia del nostro percorso."
Oggi Smotrich ha pronunciato queste parole perché è particolarmente soddisfatto in quanto il suo governo ha approvato 19 nuovi insediamenti (illegali) in Cisgiordania.
Per Israele, l'occupazione della Terra che non è sua costa davvero poco. Può uccidere senza pietà anche donne e bambini, può imprigionare in un pezzo di terra e far morire di fame e di freddo decine di migliaia di innocenti. Può sventrare rifugi e ospedali, può far bruciare vive le persone, può commettere vere e proprie esecuzioni anche di sedicenni indifesi che hanno la colpa di esistere. È successo ieri in Cisgiordania. Un ragazzo è stato ucciso senza pietà e senza alcuna ragione dall'IDF. Ha svoltato un angolo e ha trovato la morte. Tutto procede come programmato. Devono morire tutti.
Israele può tutto questo perché nessuno reagisce. Anzi, se una reazione c'è è di approvazione e giustificazione.
Il silenzio dei leader occidentali tutti presi a indebitarci per comprare armi in difesa dei diritti, della libertà e della democrazia è intollerabile. Ormai, è sempre più insopportabile ascoltare le loro litanie vuote e vigliacche con cui mai spiegano perché tanto silenzio nei confronti di Israele. Perché tacciono?Perché Meloni tira fuori il piglio da dura per invitare alla vergogna coloro che le riconoscono la complicità nel genocidio in corso in Palestina ma non dice una parola di fronte ai morti quotidiani di palestinesi innocenti mentre è in vigore il cessate il fuoco che lei ha benedetto?
Questo silenzio è nauseante
#gazagenocide #Smotrich #cisgiordaniaoccupata #israeleStatoTerrorista #colonieillegali
-
Ecco la faccia brutale del sionismo ebraico. Ebrei! Ma non vi vergognare di condividere la professione religiosa con questi esseri osceni?
#gretatorture #israeleStatoTerrorista #israeleStatoTorturatore #gretathumberg
#sionistinazisti -
l’anti-sionismo censurato, come sempre (stavolta da youtube)
i video di #karemfromhaifa sono sempre documentati, chiari, e direi essenziali per la lettura e la critica al sempiterno e fondativo #colonialismo razzista e genocida di #israele .
il video fermato nello #screenshot che qui mostro è stato rimosso da un evidentemente occhiuto e filosionista #youtube, proprio perché coglieva nel segno, in tutta evidenza.individuava ed esponeva assai bene l’illegittimità e la #criminalità di un #regime che colpisce a morte e devasta una popolazione che esso stesso – il regime stesso – tiene prigioniera in un #campo di concentramento da decenni, attribuendo tutte le colpe di qualsiasi cosa a quella #resistenza (costituitasi dopo i primi 40 anni di #deportazioni e massacri e pulizia etnica) che, SEMPRE ALL’INTERNO DI UN CAMPO DI CONCENTRAMENTO noto come Gaza, si è costituita per contrastare l’occupazione, i furti, gli omicidi, le vessazioni quotidiane operate dai sionisti e dal loro stato=milizia.
è una resistenza che l’occidente unilateralmente marchia con l’etichetta-mantra di “terrorismo”, sempre, tout court, qualsiasi cosa accada, col fine di rovesciare come un calzino la realtà di un #israelestatoterrorista storico, riconosciuto e condannato praticamente da qualsiasi entità raziocinante del mondo, non solo occidentale (tribunali, ong, istituzioni internazionali, stati, università, associazioni laiche e religiose, prelati, imam e rabbini, popolazioni intere, ebrei di mezzo pianeta, organi di stampa non al soldo di #telaviv , social media, medici, operatori umanitari, relatori indipendenti, storici del genocidio, studiosi ebrei e non ebrei, …)
israele, specie nella sua forma etno-religiosa, e come entità colonialista, razzista e genocida, non è (ora e per storia) uno dei fantasiosissimi “due stati” che magicamente riporterebbero il medio oriente alla pace, ma un esercito.
punto.
nato e nutrito per devastare e rubare.#Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #famearmadiguerra
#bambini #campo #censura #children #colonialism #colonialismo #concentramento #deportazione #deportazioni #famearmadiguerra #Gaza #genocide #genocidio #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #Israele #israelestatocriminale #israelestatoterrorista #israelterroriststate #izrahell #KaremFromHaifa #karemfromhaifa #massacri #Palestina #Palestine #regime #Resistenza #screenshot #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #telaviv #video #warcrimes #youtube #zionism
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l’anti-sionismo censurato, come sempre (stavolta da youtube)
i video di #karemfromhaifa sono sempre documentati, chiari, e direi essenziali per la lettura e la critica al sempiterno e fondativo #colonialismo razzista e genocida di #israele .
il video fermato nello #screenshot che qui mostro è stato rimosso da un evidentemente occhiuto e filosionista #youtube, proprio perché coglieva nel segno, in tutta evidenza.individuava ed esponeva assai bene l’illegittimità e la #criminalità di un #regime che colpisce a morte e devasta una popolazione che esso stesso – il regime stesso – tiene prigioniera in un #campo di concentramento da decenni, attribuendo tutte le colpe di qualsiasi cosa a quella #resistenza (costituitasi dopo i primi 40 anni di #deportazioni e massacri e pulizia etnica) che, SEMPRE ALL’INTERNO DI UN CAMPO DI CONCENTRAMENTO noto come Gaza, si è costituita per contrastare l’occupazione, i furti, gli omicidi, le vessazioni quotidiane operate dai sionisti e dal loro stato=milizia.
è una resistenza che l’occidente unilateralmente marchia con l’etichetta-mantra di “terrorismo”, sempre, tout court, qualsiasi cosa accada, col fine di rovesciare come un calzino la realtà di un #israelestatoterrorista storico, riconosciuto e condannato praticamente da qualsiasi entità raziocinante del mondo, non solo occidentale (tribunali, ong, istituzioni internazionali, stati, università, associazioni laiche e religiose, prelati, imam e rabbini, popolazioni intere, ebrei di mezzo pianeta, organi di stampa non al soldo di #telaviv , social media, medici, operatori umanitari, relatori indipendenti, storici del genocidio, studiosi ebrei e non ebrei, …)
israele, specie nella sua forma etno-religiosa, e come entità colonialista, razzista e genocida, non è (ora e per storia) uno dei fantasiosissimi “due stati” che magicamente riporterebbero il medio oriente alla pace, ma un esercito.
punto.
nato e nutrito per devastare e rubare.#Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #famearmadiguerra
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l’anti-sionismo censurato, come sempre (stavolta da youtube)
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è una resistenza che l’occidente unilateralmente marchia con l’etichetta-mantra di “terrorismo”, sempre, tout court, qualsiasi cosa accada, col fine di rovesciare come un calzino la realtà di un #israelestatoterrorista storico, riconosciuto e condannato praticamente da qualsiasi entità raziocinante del mondo, non solo occidentale (tribunali, ong, istituzioni internazionali, stati, università, associazioni laiche e religiose, prelati, imam e rabbini, popolazioni intere, ebrei di mezzo pianeta, organi di stampa non al soldo di #telaviv , social media, medici, operatori umanitari, relatori indipendenti, storici del genocidio, studiosi ebrei e non ebrei, …)
israele, specie nella sua forma etno-religiosa, e come entità colonialista, razzista e genocida, non è (ora e per storia) uno dei fantasiosissimi “due stati” che magicamente riporterebbero il medio oriente alla pace, ma un esercito.
punto.
nato e nutrito per devastare e rubare.#Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #famearmadiguerra
#bambini #campo #censura #children #colonialism #colonialismo #concentramento #deportazione #deportazioni #famearmadiguerra #Gaza #genocide #genocidio #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #Israele #israelestatocriminale #israelestatoterrorista #israelterroriststate #izrahell #KaremFromHaifa #karemfromhaifa #massacri #Palestina #Palestine #regime #Resistenza #screenshot #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #telaviv #video #warcrimes #youtube #zionism
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l’anti-sionismo censurato, come sempre (stavolta da youtube)
i video di #karemfromhaifa sono sempre documentati, chiari, e direi essenziali per la lettura e la critica al sempiterno e fondativo #colonialismo razzista e genocida di #israele .
il video fermato nello #screenshot che qui mostro è stato rimosso da un evidentemente occhiuto e filosionista #youtube, proprio perché coglieva nel segno, in tutta evidenza.individuava ed esponeva assai bene l’illegittimità e la #criminalità di un #regime che colpisce a morte e devasta una popolazione che esso stesso – il regime stesso – tiene prigioniera in un #campo di concentramento da decenni, attribuendo tutte le colpe di qualsiasi cosa a quella #resistenza (costituitasi dopo i primi 40 anni di #deportazioni e massacri e pulizia etnica) che, SEMPRE ALL’INTERNO DI UN CAMPO DI CONCENTRAMENTO noto come Gaza, si è costituita per contrastare l’occupazione, i furti, gli omicidi, le vessazioni quotidiane operate dai sionisti e dal loro stato=milizia.
è una resistenza che l’occidente unilateralmente marchia con l’etichetta-mantra di “terrorismo”, sempre, tout court, qualsiasi cosa accada, col fine di rovesciare come un calzino la realtà di un #israelestatoterrorista storico, riconosciuto e condannato praticamente da qualsiasi entità raziocinante del mondo, non solo occidentale (tribunali, ong, istituzioni internazionali, stati, università, associazioni laiche e religiose, prelati, imam e rabbini, popolazioni intere, ebrei di mezzo pianeta, organi di stampa non al soldo di #telaviv , social media, medici, operatori umanitari, relatori indipendenti, storici del genocidio, studiosi ebrei e non ebrei, …)
israele, specie nella sua forma etno-religiosa, e come entità colonialista, razzista e genocida, non è (ora e per storia) uno dei fantasiosissimi “due stati” che magicamente riporterebbero il medio oriente alla pace, ma un esercito.
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l’anti-sionismo censurato, come sempre (stavolta da youtube)
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il video fermato nello #screenshot che qui mostro è stato rimosso da un evidentemente occhiuto e filosionista #youtube, proprio perché coglieva nel segno, in tutta evidenza.individuava ed esponeva assai bene l’illegittimità e la #criminalità di un #regime che colpisce a morte e devasta una popolazione che esso stesso – il regime stesso – tiene prigioniera in un #campo di concentramento da decenni, attribuendo tutte le colpe di qualsiasi cosa a quella #resistenza (costituitasi dopo i primi 40 anni di #deportazioni e massacri e pulizia etnica) che, SEMPRE ALL’INTERNO DI UN CAMPO DI CONCENTRAMENTO noto come Gaza, si è costituita per contrastare l’occupazione, i furti, gli omicidi, le vessazioni quotidiane operate dai sionisti e dal loro stato=milizia.
è una resistenza che l’occidente unilateralmente marchia con l’etichetta-mantra di “terrorismo”, sempre, tout court, qualsiasi cosa accada, col fine di rovesciare come un calzino la realtà di un #israelestatoterrorista storico, riconosciuto e condannato praticamente da qualsiasi entità raziocinante del mondo, non solo occidentale (tribunali, ong, istituzioni internazionali, stati, università, associazioni laiche e religiose, prelati, imam e rabbini, popolazioni intere, ebrei di mezzo pianeta, organi di stampa non al soldo di #telaviv , social media, medici, operatori umanitari, relatori indipendenti, storici del genocidio, studiosi ebrei e non ebrei, …)
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mozione congiunta per la palestina, di avs, pd e m5s + petizione per tenere lo yankee fuori da gaza
cliccare per ingrandire
LE RICHIESTE DELLA MOZIONE
1. Riconoscere lo Stato di Palestina come stato democratico e sovrano
2. Promuovere il riconoscimento della Stato di Palestina anche da parte di tutta l’Unione Europea
3. Esigere in tutte le sedi internazionali e multilaterali il cessate il fuoco immediato in Palestina, la liberazione degli ostaggi, la fornitura di aiuti umanitari, il rispetto della tregua in Libano e il pieno rispetto del diritto internazionale
4. Sostenere il cosiddetto “Piano arabo” per la ricostruzione e la futura amministrazione di Gaza, condannando qualsiasi piano di espulsione dei palestinesi da Gaza e Cisgiordania
5. Sospendere immediatamente, dove ancora in essere, forniture e autorizzazioni di vendita nonché l’importazione di armi allo Stato di Israele
6. Sostenere in sede europea l’adozione di sanzioni nei confronti del Governo israeliano per la sistematica violazione del diritto internazionale
7. Esigere la fine dell’occupazione militare illegale dei territori palestinesi in Cisgiordania e l’illegale creazione e sostegno di insediamenti israeliani
8. Promuovere la sospensione dell’accordo di associazione EU-Israele, per le ripetute violazioni del diritto internazionale
9. Dare piena attuazione ai mandati di arresto emessi dalla Corte Penale Internazionale nei confronti di Netanyahu e Gallant
10. sostenere, in tutti i consessi europei ed internazionali, la legittimità della Corte Penale Internazionale
Cliccare per
condividere su whatsapp
*è inoltre possibile chiedere al Parlamento Europeo di calciare via dall’orbita EU – insomma rifiutare e condannare – le farneticazioni dello svitato yankee.
qui:A: Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea
Nella Sua qualità di Presidente della Commissione Europea esigiamo:
1. L’immediata condanna da parte della Commissione europea delle dichiarazioni e dei piani di Trump sul futuro di Gaza.
2. Che i Paesi dell’Unione Europea facciano pressione per una dichiarazione congiunta che respinga in toto le intenzioni dell’amministrazione Trump riguardo a Gaza.
3. Di rafforzare gli aiuti umanitari dell’UE all’UNRWA e richiedere formalmente il ripristino degli aiuti umanitari statunitensi.
4. Il rispetto rigoroso del diritto internazionale e delle risoluzioni ONU sulla Palestina.
Cliccare per firmare
#aiutiUmanitari #AlleanzaVerdiSinistra #AVS #ceasefire #cessateIlFuoco #cessateIlFuocoPermanente #Cisgiordania #coloni #colonialism #colonialismo #CortePenaleInternazionale #CPI #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #IJC #IOF #israelestatoterrorista #israelterroriststate #izrahell #M5S #massmurders #Movimento5Stelle #mozione #mozioneCongiunta #mozioneCongiuntaPerLaPalestina #mozionePerLaPalestina #Palestina #Palestine #PartitoDemocratico #PD #sanzioni #sanzioniControIsraele #settlers #sionismo #sionisti #sionistiassassini #starvingcivilians #starvingpeople #StatoDiPalestina #stopTheColonizationOfTheWestBank #tregua #warcrimes #WestBank #WestBank #zionism
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mozione congiunta per la palestina, di avs, pd e m5s + petizione per tenere lo yankee fuori da gaza
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LE RICHIESTE DELLA MOZIONE
1. Riconoscere lo Stato di Palestina come stato democratico e sovrano
2. Promuovere il riconoscimento della Stato di Palestina anche da parte di tutta l’Unione Europea
3. Esigere in tutte le sedi internazionali e multilaterali il cessate il fuoco immediato in Palestina, la liberazione degli ostaggi, la fornitura di aiuti umanitari, il rispetto della tregua in Libano e il pieno rispetto del diritto internazionale
4. Sostenere il cosiddetto “Piano arabo” per la ricostruzione e la futura amministrazione di Gaza, condannando qualsiasi piano di espulsione dei palestinesi da Gaza e Cisgiordania
5. Sospendere immediatamente, dove ancora in essere, forniture e autorizzazioni di vendita nonché l’importazione di armi allo Stato di Israele
6. Sostenere in sede europea l’adozione di sanzioni nei confronti del Governo israeliano per la sistematica violazione del diritto internazionale
7. Esigere la fine dell’occupazione militare illegale dei territori palestinesi in Cisgiordania e l’illegale creazione e sostegno di insediamenti israeliani
8. Promuovere la sospensione dell’accordo di associazione EU-Israele, per le ripetute violazioni del diritto internazionale
9. Dare piena attuazione ai mandati di arresto emessi dalla Corte Penale Internazionale nei confronti di Netanyahu e Gallant
10. sostenere, in tutti i consessi europei ed internazionali, la legittimità della Corte Penale Internazionale
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*è inoltre possibile chiedere al Parlamento Europeo di calciare via dall’orbita EU – insomma rifiutare e condannare – le farneticazioni dello svitato yankee.
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Nella Sua qualità di Presidente della Commissione Europea esigiamo:
1. L’immediata condanna da parte della Commissione europea delle dichiarazioni e dei piani di Trump sul futuro di Gaza.
2. Che i Paesi dell’Unione Europea facciano pressione per una dichiarazione congiunta che respinga in toto le intenzioni dell’amministrazione Trump riguardo a Gaza.
3. Di rafforzare gli aiuti umanitari dell’UE all’UNRWA e richiedere formalmente il ripristino degli aiuti umanitari statunitensi.
4. Il rispetto rigoroso del diritto internazionale e delle risoluzioni ONU sulla Palestina.
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listen to jeffrey sachs
https://youtu.be/HnBMKsgyiiY?si=k6QPQxcdZYOBEief
#Assad #colonialism #colonialismo #Egypt #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #IOF #Iran #Iraq #israelestatoterrorista #israelterroriststate #izrahell #JeffreySachs #Lebanon #massmurders #MiddleEast #Palestina #Palestine #peace #sionismo #sionisti #sionistiassassini #starvingcivilians #starvingpeople #Syria #warcrimes #zionism
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listen to ralph wilde
https://youtu.be/fueG-fIhAaI?si=OWsRy4c22EOvC4yp
#Cisgiordania #coloni #colonialism #colonialismo #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #illegalSettlements #IOF #israelestatoterrorista #israelterroriststate #izrahell #massmurders #Palestina #Palestine #RalphWilde #settlers #sionismo #sionisti #sionistiassassini #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #WestBank #zionism
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l’entità sionista vuole distruggere sia il presente sia soprattutto il futuro dei palestinesi
Credo che ormai sia chiaro a tutti perché i bambini e le donne sono il principale obiettivo dell’esercito israeliano, nel senso che vengono scelti volontariamente come bersagli: perché gli abitanti dell’entità sionista detta Israele temono di non riuscire a riprodursi abbastanza in fretta, e quindi di venir sopravanzati numericamente dai palestinesi. Se il sopravanzo fosse notevole, mantenere lo stato di apartheid risulterebbe molto più difficile, e la possibilità di rivolte da parte degli oppressi più probabile. Da qui al genocidio il passo è breve, e infatti è stato compiuto. Ora ci avviamo a gran passi alla soluzione finale, senza che non dico l’America, ma nessuno dei governi europei, compreso il nostro schifoso governo fascista, abbia fatto un gesto per fermarli. Buona domenica delle palme a tutti, mi raccomando pregate e non scendete in piazza perché date fastidio
Raffaella Battaglini
da https://www.facebook.com/share/1CLZ9JGJpN/
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serve una norimberga
“Il NYT ha pubblicato questo video trovato sul cellulare di un paramedico” palestinese “assassinato, che contraddice le puttanate che l’IDF ha detto, sul fatto che non erano riconoscibili. Li hanno assassinati volutamente”
Video: https://mega.nz/file/r8cxTTzZ#wF7xiqNIWzKom_FWp2snYrjlOXiVEiunpCKsf_Hes7Y
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appello urgente per arrestare il macellaio responsabile del genocidio in palestina
Mentre a Gaza i bambini soffrono la fame e muoiono sotto le bombe, il Primo Ministro israeliano va in visita in Ungheria!
La Corte Penale Internazionale ha emesso un mandato d’arresto per Netanyahu, e l’Ungheria è obbligata ad arrestarlo. Ma Orbán, invece, ha intenzione di ignorare il mandato e di far uscire il suo Paese dalla Corte.
La giustizia internazionale non è un optional: l’Europa deve immediatamente proteggere la CPI e mettere in chiaro che Viktor Orbán, come ogni altro Capo di Stato, deve rispettare gli ordini della Corte. Netanyahu deve comparire in tribunale per rispondere degli orrori indicibili che ha inflitto ai civili di Gaza. Firma l’appello urgente per arrestare Netanyahu e condividi con tutti:
LINK PER FIRMARE:
https://secure.avaaz.org/campaign/it/arrest_netanyahu_hungary_loc/La questione va ben oltre l’Ungheria. Se cittadini e governanti rimangono in silenzio e non si oppongono con forza a questa visita di stato, la Corte Penale Internazionale ne uscirà ancora più indebolita, anche altri paesi potrebbero voler garantire l’impunità a un uomo accusato di crimini contro l’umanità.
Soltanto nelle ultime due settimane sono morti 322 bambini a Gaza
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lista dei crimini israeliani nel solo 31 marzo 2025
Anbamed, 1° aprile 2025
Genocidio a Gaza
La mattanza dell’esercito israeliana a Gaza è sempre più sanguinaria. Ieri, sono state uccise dalle bombe e pallottole delle truppe di Tel Aviv 80 persone e ferite 189. L’esercito israeliano ha ordinato agli abitanti di alcuni quartieri di Rafah di lasciare le loro case, “perché le truppe stanno per iniziare un’offensiva di terra”.
Il numero delle vittime dalla rottura della tregua, il 18 marzo, è stato di 1.001 civili uccisi e 2.359 feriti.
Dall’inizio del conflitto, il numero degli uccisi accertati ha superato i 50 mila uccisi. La statistica del ministero della sanità fornisce la cifra di 50.357 uccisi. I feriti sono 114.400. Alle cifre indicate vanno aggiunti gli scomparsi.
Netanyahu ha minacciato ieri di intensificare le operazioni militari per la deportazione della popolazione “secondo i piani di Trump”. Dopo le minacce, migliaia di famiglie hanno lasciato Rafah verso la zona costiera di Khan Younis, Al-Mawassi. Il Commissario dell’Unrwa, Lazzarini, ha condannato gli ordini dell’esercito israeliano all’evacuazione di Rafah: “Le persone vengono lanciate come palle per ordine militare”, ha aggiunto sull’account social: “Come se la morte, la distruzione e la fame non bastassero”.Oday Nasser Al-Rabayi
La famiglia Al-Rabayi, di Tall el Hawa, per bocca del figlio Jihad, ha denunciato che Oday Nasser è stato assassinato da un gruppo di miliziani armati, che si è presentato come Brigate Qassam. Un assassinio brutale, avvenuto dopo averlo catturato sotto gli occhi di familiari e altre persone presenti. La missione punitiva criminale sembra motivata dalla partecipazione di Oday alle manifestazioni per la fine della guerra e contro Hamas, che hanno mobilitato centinaia di palestinesi nel nord della Striscia. Il corpo del ragazzo di 22 anni, ucciso e con segni di torture, è stato depositato di notte davanti alla casa di famiglia. La famiglia non ha avuto paura ed ha denunciato il caso e si è appellata agli uomini onesti di Hamas di individuare gli assassini e punirli.Cisgiordania
A Massafer Yatta, coloni protetti dai soldati hanno attaccato un gruppo di pastori palestinesi nella località di Rohoum, a sud di el-Khalil.
A sud di Nablus, i coloni ebrei israeliani, sempre protetti dai soldati, hanno sradicato con bulldozer gli olivi dei contadini di Beita.
Le operazioni militari dell’esercito sono incessanti con distruzioni e devastazioni e con l’arresto di centinaia di attivisti e militanti. L’azione più violenta di ieri è avvenuta a Qabatia, a sud di Jenin.Gerusalemme est occupata
L’associazione israeliana Ir Amim ha rivelato che la commissione per la colonizzazione ha approvato ieri 6 progetti di allargamento delle colonie ad est di Gerusalemme occupata. Saranno costruite 2200 unità abitative, sia per allargare insediamenti esistenti sia per crearne dei nuovi. Dall’inizio di gennaio 2025, sono state approvate 11.575 unità abitative nella zona, mentre le case ed interi quartieri e villaggi palestinesi sono a rischio demolizione con relativa deportazione degli abitanti nativi. A Gerusalemme est nel 2024 sono state demolite 337 case di cittadini palestinesi.Prigionieri
Il ministro della sicurezza interna, Bin Gvir, si è vantato che, dal momento nel quale ha preso le redini del ministero, le condizioni dei detenuti palestinesi sono diventate un inferno: “non ci sono più i negozi interni e i detenuti non hanno più averi o somme di denaro; non ci sono più docce calde; l’ora d’aria è stata ridotta; le razioni sono state ridotte al minimo solo necessarie per la sopravvivenza; nessuna struttura di rappresentanza e cancellata ogni trattativa; niente istruzione e nessun libro entra; nessuna cura medica”. Ha dimenticato di aggiungere che sono state vietate le visite dei familiari e degli avvocati.Libano
L’esercito israeliano è tornato a colpire la capitale libanese Beirut. Un attacco missilistico lanciato dai caccia di Tel Aviv sulla zona sud della città, considerata la roccaforte di Hezbollah. Israele continua a violare la tregua firmata il 27 novembre scorso, con il pretesto di colpire i dirigenti ed i capi militari del partito.Israele
Netanyahu è stato interrogato per lo scandalo “Qatar-gate”, per il quale sono stati arrestati due dei suoi consiglieri più stretti. L’accusa ai due più stretti collaboratori del premier è di aver ricevuto soldi dal governo di Doha “per migliorare l’immagine del paese del Golfo”. Netanyahu ha accusato la polizia di aver preso in ostaggio i suoi consiglieri, per far pressione su di lui e farlo desistere dalla cacciata del capo dei servizi interni Shabak.
https://www.anbamed.it/2025/04/01/anbamed-1692-1-aprile-2025
da Assopace Palestina
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immagini di un salvataggio pubblicate circa 40 minuti fa da ‘eye on palestine’ (luogo: khan younis, 31 mar. 2025, h. 1:33)
https://www.instagram.com/reel/DH12gpjqnEq/
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l’ultimo messaggio di hossam shabat
Hossam Shabat, ucciso deliberatamente da Israele il 25 marzo 2025
L’ ULTIMO MESSAGGIO DI HOSSAM
Questa è la squadra di Hossam e condividiamo il suo messaggio finale:
“Se stai leggendo questo, significa che sono stato ucciso, molto probabilmente preso di mira, dalle forze di occupazione israeliane.
Quando tutto questo è iniziato, avevo solo 21 anni, uno studente universitario con sogni come chiunque altro. Negli ultimi 18 mesi, ho dedicato ogni momento della mia vita alla mia gente. Ho documentato gli orrori nel nord di Gaza minuto per minuto, determinato a mostrare al mondo la verità che hanno cercato di seppellire. Ho dormito sui marciapiedi, nelle scuole, nelle tende, ovunque potessi. Ogni giorno era una lotta per la sopravvivenza. Ho sopportato la fame per mesi, ma non ho mai lasciato la mia gente.
Se Dio vuole, ho adempiuto al mio dovere di giornalista. Ho rischiato tutto per raccontare la verità, e ora sono finalmente in pace, cosa che non conoscevo da 18 mesi.
Ho fatto tutto questo perché credo nella causa palestinese. Credo che questa terra sia nostra, ed è stato il più grande onore della mia vita morire difendendola e servendo il suo popolo.
Vi chiedo ora: non smettete di parlare di Gaza. Non lasciate che il mondo distolga lo sguardo. Continuate a combattere, continuate a raccontare le nostre storie, finché la Palestina non sarà libera”. —
Per l’ultima volta, Hossam Shabat, dal nord di Gaza.https://x.com/HossamShabat/status/1904219854183313461
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da un post di Raffaella Battaglini
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l’invasore sionista si prepara a entrare con altri carri armati nel nord di gaza (23 marzo)
La 36a divisione carri armati di Israele si prepara ad invadere la parte nord di Gaza. L’IDF ha pubblicato domenica 23 marzo alcuni video che mostrano un dispiegamento imponente di tank ai confini israeliani con il nord di Gaza.
La 36ma divisione ha portato avanti operazioni in Libano durante la guerra da settembre a novembre 2024 e nella stessa Gaza, durante i mesi di genocidio del 2024.
L’arrivo di altri carri armati a Gaza peggiorerà ulteriormente il disastro umanitario in corso producendo ancora più morti e distruzione.
src: https://www.instagram.com/reel/DHk1J0fNzeQ/
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l’invasore sionista si prepara a entrare con altri carri armati nel nord di gaza (23 marzo)
La 36a divisione carri armati di Israele si prepara ad invadere la parte nord di Gaza. L’IDF ha pubblicato domenica 23 marzo alcuni video che mostrano un dispiegamento imponente di tank ai confini israeliani con il nord di Gaza.
La 36ma divisione ha portato avanti operazioni in Libano durante la guerra da settembre a novembre 2024 e nella stessa Gaza, durante i mesi di genocidio del 2024.
L’arrivo di altri carri armati a Gaza peggiorerà ulteriormente il disastro umanitario in corso producendo ancora più morti e distruzione.
src: https://www.instagram.com/reel/DHk1J0fNzeQ/
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l’invasore sionista si prepara a entrare con altri carri armati nel nord di gaza (23 marzo)
La 36a divisione carri armati di Israele si prepara ad invadere la parte nord di Gaza. L’IDF ha pubblicato domenica 23 marzo alcuni video che mostrano un dispiegamento imponente di tank ai confini israeliani con il nord di Gaza.
La 36ma divisione ha portato avanti operazioni in Libano durante la guerra da settembre a novembre 2024 e nella stessa Gaza, durante i mesi di genocidio del 2024.
L’arrivo di altri carri armati a Gaza peggiorerà ulteriormente il disastro umanitario in corso producendo ancora più morti e distruzione.
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l’invasore sionista si prepara a entrare con altri carri armati nel nord di gaza (23 marzo)
La 36a divisione carri armati di Israele si prepara ad invadere la parte nord di Gaza. L’IDF ha pubblicato domenica 23 marzo alcuni video che mostrano un dispiegamento imponente di tank ai confini israeliani con il nord di Gaza.
La 36ma divisione ha portato avanti operazioni in Libano durante la guerra da settembre a novembre 2024 e nella stessa Gaza, durante i mesi di genocidio del 2024.
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“no other land” wins again, as it should be
three moments:
the children looking at the zionist soldiers approaching:
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the israeli bulldozer demolishing the primary school:
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zionist troops pouring concrete into a water well (other images will show them also cutting water pipes):
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n.b.: il documentario “torna nelle sale italiane il 6 marzo distribuito da Wanted Cinema, in versione originale sottotitolata in italiano in una nuova edizione con contenuti speciali inediti. Il film ha già conquistato il Premio per il Miglior Documentario e il Premio del Pubblico alla Berlinale 2024 e il Premio come Miglior Documentario agli European Film Awards 2024” (ANSA, https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/cinema/2025/03/03/no-other-land-il-documentario-torna-in-sala-dopo-loscar_b9f94b01-e683-451e-b49b-b2b54b504590.html)
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