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#cortepenaleinternazionale — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #cortepenaleinternazionale, aggregated by home.social.

  1. Le sanzioni USA contro Francesca Albanese e la Corte penale internazionale non sono solo un abuso politico: sono il promemoria di una dipendenza pericolosa.

    Finché l’Unione Europea resterà esposta a ricatti finanziari e sanzioni extraterritoriali, non potrà mai essere davvero autonoma.

    Servono finalmente lo Statuto di blocco, un circuito europeo dei pagamenti e l'euro digitale.

    O l’Europa si rende sovrana, o continuerà a farsi intimidire.

    #DirittoInternazionale #CortePenaleInternazionale #FrancescaAlbanese #StatutoDiBlocco #AutonomiaEuropea #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  2. Le sanzioni USA contro Francesca Albanese e la Corte penale internazionale non sono solo un abuso politico: sono il promemoria di una dipendenza pericolosa.

    Finché l’Unione Europea resterà esposta a ricatti finanziari e sanzioni extraterritoriali, non potrà mai essere davvero autonoma.

    Servono finalmente lo Statuto di blocco, un circuito europeo dei pagamenti e l'euro digitale.

    O l’Europa si rende sovrana, o continuerà a farsi intimidire.

    #DirittoInternazionale #CortePenaleInternazionale #FrancescaAlbanese #StatutoDiBlocco #AutonomiaEuropea #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  3. Le sanzioni USA contro Francesca Albanese e la Corte penale internazionale non sono solo un abuso politico: sono il promemoria di una dipendenza pericolosa.

    Finché l’Unione Europea resterà esposta a ricatti finanziari e sanzioni extraterritoriali, non potrà mai essere davvero autonoma.

    Servono finalmente lo Statuto di blocco, un circuito europeo dei pagamenti e l'euro digitale.

    O l’Europa si rende sovrana, o continuerà a farsi intimidire.

    #DirittoInternazionale #CortePenaleInternazionale #FrancescaAlbanese #StatutoDiBlocco #AutonomiaEuropea #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  4. Le sanzioni USA contro Francesca Albanese e la Corte penale internazionale non sono solo un abuso politico: sono il promemoria di una dipendenza pericolosa.

    Finché l’Unione Europea resterà esposta a ricatti finanziari e sanzioni extraterritoriali, non potrà mai essere davvero autonoma.

    Servono finalmente lo Statuto di blocco, un circuito europeo dei pagamenti e l'euro digitale.

    O l’Europa si rende sovrana, o continuerà a farsi intimidire.

    #DirittoInternazionale #CortePenaleInternazionale #FrancescaAlbanese #StatutoDiBlocco #AutonomiaEuropea #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  5. Non solo permettere a #USA di usare #BasiMilitari in Italia per la criminale guerra di aggressione contro #Iran è un crimine di guerra da #CortePenaleInternazionale e tradimento della Costituzione, ma ci espone a rischi di rappresaglia devastante da parte #Iran

  6. 2. ieri sera ho guardato questa foto di questo ragazzo di 20 anni,finito ammazzato per le scelte politiche criminali di 2 vecchi leader politici,uno dei quali #Netanyahu oggetto di un mandato di arresto della #CortePenaleInternazionale, ma libero e impunito come l'aria

  7. 4. che torturatori come #ElMasri ed efferati criminali di guerra come #Netanyahu possano muoversi indisturbati un paese membro della #CortePenaleInternazionale non è il risultato di circostanze occasionali: è frutto di una destra senza legge

  8. 3. l'ambasciatore americano a Roma inviato dall'amministrazione di George W. Bush si rivolse al governo #Berlusconi per cercare di creare un accordo bilaterale che neutralizzasse gli ordini di arresto della #CortePenaleInternazionale per cittadini USA

  9. 2. fin dalla creazione della #CortePenaleInternazionale la destra italiana ha assistito gli USA nel minare la #CortePenaleInternazionale(CPI), la diplomazia americana dell'amministrazione di George W. Bush si rivolse all'Italia di #Berlusconi e altre repubbliche delle banane

  10. 1. l'Italia fa notizia in tutto il mondo per l'aereo del criminale di guerra,#Netanyahu,che ha attraversato spazio aereo italiano indisturbato. Come stato membro della #CortePenaleInternazionale(CPI), l'Italia ha il dovere di arrestarlo.
    Dovete capire che abbiamo davanti

  11. 5. guardate questo post del giornalista d'inchiesta inglese #MattKennard: Matt denuncia che l'aereo di un capo di Stato incriminato dalla #CortePenaleInternazionale per #CriminiDiGuerra ha attraversato lo spazio aereo dell'#Italia senza problemi

  12. 2. il ministro #Crosetto chiama *schifosi* i cittadini che,esercitando una libertà politica e civile di controllo democratico, chiedono una verifica alla #CortePenaleInternazionale sulle vendite di armi al governo di #Israele colpevole di #genocidio:

  13. il potere è brutta bestia: non tutto quello che un potente può fare,perché gli viene permesso, è intelligente e strategico fare:

    #Meloni è andata a lamentarsi da #Vespa della denuncia alla #CortePenaleInternazionale: nessuno si sarebbe filato la denuncia, ora tutti ne parlano

  14. Buongiorno presidente #GiorgiaMelonie ministro #GuidoCrosetto,
    intendete rispondere all'interrogazione parlamentare di #StefaniaAscari basata sulla nostra inchiesta?
    Che ci risulti,è una delle inchieste citate nella denuncia contro di voi alla #CortePenaleInternazionale

  15. cari amici della #GlobalSumudFlotilla Italia, ma navigate verso #Gaza e non torturate nessuno?

    Ci credo che il governo #Meloni non vi pagherà il viaggio di ritorno: per un volo di Stato serve minimo un reato da #CortePenaleInternazionale

  16. come vi dico spesso,i #criminaliDiGuerra occidentali, da #Bush a #Netanyahu godono di impunità assoluta (mentre quelli non-occidentali finiscono alla #CortePenaleInternazionale)perché sono protetti a tanti livelli,non solo quello penale,ma anche mediatico

    ilfattoquotidiano.it/in-edicol

  17. mozione congiunta per la palestina, di avs, pd e m5s + petizione per tenere lo yankee fuori da gaza

    cliccare per ingrandire

    LE RICHIESTE DELLA MOZIONE

    1. Riconoscere lo Stato di Palestina come stato democratico e sovrano

    2. Promuovere il riconoscimento della Stato di Palestina anche da parte di tutta l’Unione Europea

    3. Esigere in tutte le sedi internazionali e multilaterali il cessate il fuoco immediato in Palestinala liberazione degli ostaggi, la fornitura di aiuti umanitari, il rispetto della tregua in Libano e il pieno rispetto del diritto internazionale

    4. Sostenere il cosiddetto “Piano arabo” per la ricostruzione e la futura amministrazione di Gaza, condannando qualsiasi piano di espulsione dei palestinesi da Gaza e Cisgiordania

    5. Sospendere immediatamente, dove ancora in essere, forniture e autorizzazioni di vendita nonché l’importazione di armi allo Stato di Israele

    6. Sostenere in sede europea l’adozione di sanzioni nei confronti del Governo israeliano per la sistematica violazione del diritto internazionale

    7. Esigere la fine dell’occupazione militare illegale dei territori palestinesi in Cisgiordania e l’illegale creazione e sostegno di insediamenti israeliani

    8. Promuovere la sospensione dell’accordo di associazione EU-Israele, per le ripetute violazioni del diritto internazionale

    9. Dare piena attuazione ai mandati di arresto emessi dalla Corte Penale Internazionale nei confronti di Netanyahu e Gallant

    10. sostenere, in tutti i consessi europei ed internazionali, la legittimità della Corte Penale Internazionale

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    condividere su whatsapp


    *

    è inoltre possibile chiedere al Parlamento Europeo di calciare via dall’orbita EU – insomma rifiutare e condannare – le farneticazioni dello svitato yankee. 
    qui:

        A: Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea

        Nella Sua qualità di Presidente della Commissione Europea esigiamo:

    1. L’immediata condanna da parte della Commissione europea delle dichiarazioni e dei piani di Trump sul futuro di Gaza.

    2. Che i Paesi dell’Unione Europea facciano pressione per una dichiarazione congiunta che respinga in toto le intenzioni dell’amministrazione Trump riguardo a Gaza.

    3. Di rafforzare gli aiuti umanitari dell’UE all’UNRWA e richiedere formalmente il ripristino degli aiuti umanitari statunitensi.

    4. Il rispetto rigoroso del diritto internazionale e delle risoluzioni ONU sulla Palestina.

    Cliccare per firmare

     

    #aiutiUmanitari #AlleanzaVerdiSinistra #AVS #ceasefire #cessateIlFuoco #cessateIlFuocoPermanente #Cisgiordania #coloni #colonialism #colonialismo #CortePenaleInternazionale #CPI #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #IJC #IOF #israelestatoterrorista #israelterroriststate #izrahell #M5S #massmurders #Movimento5Stelle #mozione #mozioneCongiunta #mozioneCongiuntaPerLaPalestina #mozionePerLaPalestina #Palestina #Palestine #PartitoDemocratico #PD #sanzioni #sanzioniControIsraele #settlers #sionismo #sionisti #sionistiassassini #starvingcivilians #starvingpeople #StatoDiPalestina #stopTheColonizationOfTheWestBank #tregua #warcrimes #WestBank #WestBank #zionism

  18. mozione congiunta per la palestina, di avs, pd e m5s + petizione per tenere lo yankee fuori da gaza

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    LE RICHIESTE DELLA MOZIONE

    1. Riconoscere lo Stato di Palestina come stato democratico e sovrano

    2. Promuovere il riconoscimento della Stato di Palestina anche da parte di tutta l’Unione Europea

    3. Esigere in tutte le sedi internazionali e multilaterali il cessate il fuoco immediato in Palestinala liberazione degli ostaggi, la fornitura di aiuti umanitari, il rispetto della tregua in Libano e il pieno rispetto del diritto internazionale

    4. Sostenere il cosiddetto “Piano arabo” per la ricostruzione e la futura amministrazione di Gaza, condannando qualsiasi piano di espulsione dei palestinesi da Gaza e Cisgiordania

    5. Sospendere immediatamente, dove ancora in essere, forniture e autorizzazioni di vendita nonché l’importazione di armi allo Stato di Israele

    6. Sostenere in sede europea l’adozione di sanzioni nei confronti del Governo israeliano per la sistematica violazione del diritto internazionale

    7. Esigere la fine dell’occupazione militare illegale dei territori palestinesi in Cisgiordania e l’illegale creazione e sostegno di insediamenti israeliani

    8. Promuovere la sospensione dell’accordo di associazione EU-Israele, per le ripetute violazioni del diritto internazionale

    9. Dare piena attuazione ai mandati di arresto emessi dalla Corte Penale Internazionale nei confronti di Netanyahu e Gallant

    10. sostenere, in tutti i consessi europei ed internazionali, la legittimità della Corte Penale Internazionale

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    *

    è inoltre possibile chiedere al Parlamento Europeo di calciare via dall’orbita EU – insomma rifiutare e condannare – le farneticazioni dello svitato yankee. 
    qui:

        A: Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea

        Nella Sua qualità di Presidente della Commissione Europea esigiamo:

    1. L’immediata condanna da parte della Commissione europea delle dichiarazioni e dei piani di Trump sul futuro di Gaza.

    2. Che i Paesi dell’Unione Europea facciano pressione per una dichiarazione congiunta che respinga in toto le intenzioni dell’amministrazione Trump riguardo a Gaza.

    3. Di rafforzare gli aiuti umanitari dell’UE all’UNRWA e richiedere formalmente il ripristino degli aiuti umanitari statunitensi.

    4. Il rispetto rigoroso del diritto internazionale e delle risoluzioni ONU sulla Palestina.

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    #aiutiUmanitari #AlleanzaVerdiSinistra #AVS #ceasefire #cessateIlFuoco #cessateIlFuocoPermanente #Cisgiordania #coloni #colonialism #colonialismo #CortePenaleInternazionale #CPI #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #IJC #IOF #israelestatoterrorista #israelterroriststate #izrahell #M5S #massmurders #Movimento5Stelle #mozione #mozioneCongiunta #mozioneCongiuntaPerLaPalestina #mozionePerLaPalestina #Palestina #Palestine #PartitoDemocratico #PD #sanzioni #sanzioniControIsraele #settlers #sionismo #sionisti #sionistiassassini #starvingcivilians #starvingpeople #StatoDiPalestina #stopTheColonizationOfTheWestBank #tregua #warcrimes #WestBank #WestBank #zionism

  19. appello urgente per arrestare il macellaio responsabile del genocidio in palestina

    Mentre a Gaza i bambini soffrono la fame e muoiono sotto le bombe, il Primo Ministro israeliano va in visita in Ungheria!

    La Corte Penale Internazionale ha emesso un mandato d’arresto per Netanyahu, e l’Ungheria è obbligata ad arrestarlo. Ma Orbán, invece, ha intenzione di ignorare il mandato e di far uscire il suo Paese dalla Corte. 

    La giustizia internazionale non è un optional: l’Europa deve immediatamente proteggere la CPI e mettere in chiaro che Viktor Orbán, come ogni altro Capo di Stato, deve rispettare gli ordini della Corte. Netanyahu deve comparire in tribunale per rispondere degli orrori indicibili che ha inflitto ai civili di Gaza. Firma l’appello urgente per arrestare Netanyahu e condividi con tutti:

    LINK PER FIRMARE:
    https://secure.avaaz.org/campaign/it/arrest_netanyahu_hungary_loc/

    La questione va ben oltre l’Ungheria. Se cittadini e governanti rimangono in silenzio e non si oppongono con forza a questa visita di stato, la Corte Penale Internazionale ne uscirà ancora più indebolita, anche altri paesi potrebbero voler garantire l’impunità a un uomo accusato di crimini contro l’umanità.

    Soltanto nelle ultime due settimane sono morti 322 bambini a Gaza

    #Gaza #genocide
    #genocidio #Palestine #Palestina
    #warcrimes #sionismo #zionism
    #starvingpeople #starvingcivilians
    #iof #idf #colonialism #sionisti
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    #invasion #israelcriminalstate
    #israelestatocriminale
    #ICJ #ICC

    #appello #appelloUrgente #avaaz #colonialism #colonialismo #CortePenaleInternazionale #CPI #Gaza #genocide #genocidio #giustiziaInternazionale #ICC #icj #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelestatoterrorista #israelterroriststate #izrahell #massmurders #Netanyahu #Orbán #Palestina #Palestine #sionismo #sionisti #sionistiassassini #starvingcivilians #starvingpeople #tribunale #Ungheria #ViktorOrbán #visitaInUngheria #warcrimes #zionism

  20. 10 anni di baobab experience + elenco di appuntamenti (a partire da oggi) + lettera al governo sul caso almasri

    Ricevo e molto volentieri rilancio la più
    recente newsletter di Baobab Experience:

    Sono passati 10 anni dallo sgombero di Ponte Mammolo che ha dato inizio all’esperienza di Baobab Experience. E visto che 10 è un gran bel numero, ci sembrava il caso di festeggiarlo. Sarà un anno all’insegna della restituzione alla collettività di tutto quello che abbiamo imparato sul campo: con eventi, dibattiti, incontri di formazione e tanto altro. Non solo per raccontare quello che siamo e che siamo stati in tutto questo tempo, ma per permettere a sempre più persone di avvicinarsi e comprendere il mondo di oggi: le sfide, le politiche nazionali ed internazionali, e, sopra ogni cosa, che cosa sia, davvero, la migrazione. Perché un mondo diverso è possibile, e noi vogliamo contribuire a costruirlo.

    _________

    Bisogna avere il coraggio di inventarsi l’avvenire
    Thomas Sankara

    Come è iniziato questo 2025

    Questa newsletter doveva avere al centro il racconto di cosa sono stati questi dieci anni, ma i fatti di cronaca delle ultime settimane hanno reso necessario un taglio diverso. Di questi dieci anni avremo modo di parlare a lungo, oggi purtroppo troverete soprattutto il caso Almasri e quello che ha significato per la comunità di Baobab e per il Paese.

    Dai campi di via Cupa al Welcome Center di via Tiburtina: una vittoria di tuttə

    Dalla mobilitazione della società civile seguita allo sgombero di Ponte Mammolo che aveva creato un impasse nei centri di accoglienza, e che di fatto ha sancito l’inizio di questa avventura, ne sono successe di cose: siamo cresciutə, ci siamo costituitə associazione, abbiamo ampliato le nostre aree di intervento. Ma ci hanno anche sgomberato 42 (42!) volte, ci sono stati due processi a nostro carico, entrambi conclusi con esito positivo (il primo con archiviazione richiesta dall’accusa, e il secondo con assoluzione). Eravamo quelli di “Yes we camp!”, quelli che il giorno stesso dello sgombero erano già operativi da un’altra parte. Abbiamo chiesto per anni, in ogni modo, alle istituzioni di riconoscere la realtà del fenomeno del transito, e di offrire un posto dignitoso e sicuro alle persone in movimento. Per questo nostro compleanno un po’ speciale non poteva esserci un’apertura migliore dell’inaugurazione del Welcome Center di via Tiburtina, che offre finalmente, dopo anni di rivendicazioni e lotte, uno spazio pubblico di ascolto e supporto alle persone migranti, in una co-progettazione tra il Municipio II di Roma, Baobab Experience e altre realtà del terzo settore.

    Oggi è un giorno particolarmente importante, e non vi nascondo un’emozione forte. Sono passati dieci anni da quando in questo piazzale c’erano centinaia e centinaia di donne, uomini e bambini. Era la primavera del 2015, ed era la prima cosiddetta crisi migratoria. Si trattava di figure che non venivano riconosciute: la figura del migrante in transito, delle persone in movimento. Donne e uomini che arrivavano dagli sbarchi, dai campi in Libia, da quelli in Tunisia. Arrivavano da viaggi difficili, da violenze, da torture, e non trovavano nulla, se non un pezzo di società civile. Quel pezzo di società civile ha resistito in questi anni, in molti modi. Sono passati dieci anni, quarantadue sgomberi, due processi di cui uno per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, da cui siamo stati chiaramente assolti. Ma la vera assoluzione, il fatto che non stessimo commettendo un reato, è quello che siamo riusciti a fare oggi: un luogo aperto a donne, uomini e bambini che hanno bisogno.

    – Andrea Costa, Presidente di Baobab Experience, durante l’inaugurazione del Welcome Center

    Questo è solo l’inizio

    È stato un lavoro lungo, che ha coinvolto tante parti. È stata anche una sfida nuova, perché la sinergia con le istituzioni e con altre associazioni richiede mediazione, saper dialogare, talvolta fare un passo indietro. Stiamo ancora capendo il modo in cui noi stessə interagiremo con questo nuovo spazio, quali sportelli si sposteranno lì, e in che modo e che tempistiche riusciremo anche a renderlo il nuovo luogo fisico del nostro presidio umanitario. Ci servirà senz’altro una mano: essere nel piazzale della Stazione Tiburtina ci permetterà di intercettare più persone che avranno bisogno del nostro supporto. Ad esempio, se ti piace cucinare, puoi iniziare a prendere contatti per poterci aiutare nei momenti di difficoltà: scrivi a [email protected]. A breve organizzeremo anche un nuovo open day, resta aggiorntə tramite i social per non perderlo!

    ­
    Arresto e rilascio di Osama Najim ‘Al Masri’ Habish:
    una delle cose più brutte viste in questi anni

    “Gli amici dei trafficanti siete voi!”. Lo abbiamo detto nelle piazze, in strada, alle manifestazioni. Sono anni che solleviamo questo cartello, e siamo forse embratə esageratə. Forse anche un po’ aggressivə. Poi è arrivato il 20 Gennaio.

    Il 20 Gennaio pomeriggio, un messaggio di uno dei nostri ospiti ci informava, esultante e un po’ sconvolto, della cattura di Osama Najim ‘Al Masri’ Hamish (di seguito Almasri), capo della polizia giudiziaria libica, comandante della milizia Rada e della prigione di Mitiga. La notizia, che aveva appreso dai media libici, veniva nel frattempo confermata in Italia da Avvenire, e dava finalmente speranza di giustizia alle vittime del torturatore. Mentre seguivamo con attenzione il susseguirsi di notizie, emergeva che su Almasri pendeva un mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale. Finalmente! Dopo anni di denunce, non solo la corte riconosceva in Almasri un criminale reo di aver commesso crimini di guerra e contro l’umanità — tra cui violenza, stupro anche di bambini piccoli, omicidio, tortura, persecuzione e detenzione inumana —, ma la polizia italiana lo aveva addirittura arrestato! E tuttavia, seguendo questi temi ormai da anni, c’era qualcosa che non tornava. Che cosa ci faceva Almasri in Italia? Cosa era venuto a fare? Perché girava per l’Italia con tanta sicurezza? Come poteva evolvere una storia del genere?

    Purtroppo oggi che scriviamo questa newsletter, alcune domande hanno trovato risposta, altre ancora no, e sembra sempre più difficile ottenerla. Almasri non solo non è più in carcere, ma è stato rimandato in fretta e furia al suo posto, in Libia. Nessun processo, nessuna giustizia.

    In questa situazione vergognosa e terribile ci siamo ritrovatə nella posizione delicata e privilegiata di avere ospite, in uno dei nostri progetti abitativi, Lam Magok, una delle vittime di Almasri e che era stato sentito dalla Corte penale internazionale. Lam è una persona forte e determinata, che ha sempre usato la sua voce per denunciare i crimini che avvengono in Libia: non ha esitato ad accettare la responsabilità e la fatica di ripercorrere quei drammi e testimoniarli, per chiedere giustizia alla Presidente Meloni.

    Gli siamo gratə perché grazie al suo coraggio, a quello di David Yambo (portavoce di Refugees in Libya) e di Mahamat Daoud, nei nostri media, per qualche giorno, c’è stato spazio per un racconto differente, culminato in una conferenza stampa a Montecitorio. Un racconto che ha mostrato in tutta la sua crudezza e barbarie quello che succede in Libia, un paese e un sistema che dal 2017 finanziamo per trattenere le persone migranti. Un paese, e un memorandum, che di fatto, quelli sì, ci rendono ricattabili.

    In fondo a questa newsletter trovate la versione integrale della lettera che David e Lam hanno scritto alla Presidente Meloni e ai ministri e sottosegretari coinvolti e che hanno diffuso dopo la conferenza stampa. La riportiamo perché pensiamo dica tutto quello che c’è da dire.

    L’azione legale

    A seguito delle scelte politiche che hanno determinato la vanificazione del mandato di arresto e l’impossibilità del processo ad Almasri, Lam ha deciso di sporgere denuncia contro Nordio, Piantedosi e Meloni per aver di fatto garantito una via di fuga al criminale libico e di averlo sottratto alla giustizia internazionale. La denuncia è stata sporta il 3 Febbraio. Di seguito il comunicato stampa.

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    Lam Magok denuncia il Governo italiano

    Lam Magok Biel Ruei, vittima di Osama Almasri, denuncia il Governo italiano per “favoreggiamento”: le condotte di Nordio, Piantedosi e Meloni hanno sottratto il torturatore libico alla giustizia.

    L’inerzia del ministro della Giustizia – il quale avrebbe potuto e dovuto chiedere la custodia cautelare del criminale ricercato dalla Corte penale internazionale – e il decreto di espulsione firmato dal ministro dell’Interno, con l’immediata predisposizione del volo di Stato per ricondurre il ricercato in Libia, hanno consentito ad Almasri di sottrarsi all’arresto e di ritornare impunemente nel suo Paese di origine, impedendo così la celebrazione del processo a suo carico.

    Osama Almasri è indagato per crimini atroci quali detenzione illegittima, persecuzione, trattamento crudele, tortura stupro, violenza sessuale e omicidio.

    “Io sono stato vittima e testimone di queste atrocità, orrori che ho già raccontato alla Corte penale internazionale – commenta Lam Magok – ma il Governo italiano mi ha reso vittima una seconda volta, vanificando la possibilità di ottenere giustizia sia per tutte le persone, come me, sopravvissute alle sue violenze, sia per coloro che ha ucciso sia per coloro che continueranno a subire torture e abusi per sua mano o sotto il suo comando. Una possibilità che – prosegue Lam – era diventata concreta grazie al mandato d’arresto della Corte penale internazionale e che l’Italia mi ha sottratto”.

    “Faccio questo – conclude Lam – nella convinzione che l’Italia si possa ancora definire uno Stato di diritto, dove la legge è uguale per tutti, senza subire sospensioni o eccezioni, e dove le persone definite pericolose a causa dei crimini commessi vengano consegnate alla giustizia e non ricondotte comodamente nel luogo dove hanno commesso e continueranno a commettere atrocità”.

    L’iniziativa legale è del Signor Lam Magok.

    Baobab Experience supporta, condivide e sostiene la decisione di Lam, attraverso lo staff legale dell’Associazione, nella figura dell’Avv. Francesco Romeo e attraverso l’Ufficio comunicazione.

     

    Per approfondire

    Due interviste a Lam, “Io, torturato da Almasri e dai suoi miliziani: ho preso così tante botte che pensavo di morire” (La Repubblica, 23/01/2025) e «L’ho visto uccidere nel carcere di Mitiga». Il racconto sul libico Almasri liberato dal governo Meloni (Domani, 24/01/2025 )

    Il video di Piazza Pulita in cui Lam racconta la sua esperienza (23/01/2025)

    Qui (Internazionale) e qui (Avvenire) trovi un riassunto di quello che non torna e dei punti rimasti aperti sul caso Almasri, e su cui il governo continua a non fare chiarezza. Nel primo trovi anche un’intervista a Lam.

    Qui c’è invece la conferenza stampa dei rifugiati vittime di Almasri, convocata dalle opposizioni a Montecitorio.

    Qui invece il rapporto del Consiglio per i diritti umani dell’ONU sulle violazioni dei diritti umani in Libia

    La pagina Refugees in Libya documenta quotidianamente la situazione delle persone migranti in Libia.

    Questi giorni sono stati anche fondamentali per la presentazione, al Parlamento Europeo, a Bruxelles, di un’inchiesta sul traffico e la vendita di persone tra Tunisia e Libia. Qui trovi il rapporto, mentre in questo articolo puoi leggerne una sintesi.

    Se invece vuoi capire meglio cosa sia la Libia adesso, questo libro di Nancy Porsia è una lettura illuminante.

    *

    Nuovo anno, nuova tessera!

    Se credi in quello che facciamo, puoi dirlo con un gesto: diventa sociə.

    La tessera ha un costo di 30 euro, che contribuiscono, come sempre, a finanziare le attività che svolgiamo. Ma è anche molto di più: è un modo per dire che credi in un approccio diverso, e che ti riconosci nei nostri ideali e nella nostra pratica quotidiana. Se vuoi tesserarti, scrivi a [email protected]

    • Per donare con bonifico bancario:
      Baobab Experience
      Iban: IT60I0501803200000016788945
      BIC/SWIFT: ETICIT22XXX
    • Per donare con PayPal clicca qui 

      *

      Proviamo a chiudere su una nota bella:
      inaugurazione della Casa della Solidarietà

    Venerdì 31 Gennaio è stata inaugurata la Casa della Solidarietà, uno spazio confiscato alla criminalità organizzata e restituito alla società civile. Adesso quello spazio avrà al centro la giustizia sociale, e Baobab Experience è partner di questo progetto: la Casa della Solidarietà diventerà una delle sedi della Scuola di Alì, la scuola di italiano per stranieri di Baobab Experience, e sarà utilizzata anche per laboratori artistici ed espressivi per lə nostrə ospiti.

    ­
    Appuntamenti

    6 febbraio: Giornata di commemorazione in memoria delle persone morte e sparite al confine. Ci vediamo al Welcome Center di Tiburtina (Pizzale della Stazione Tiburtina) alle 18:00. Per questa occasione ci sarà una mobilitazione internazionale che si svolgerà in varie città e paesi: in Italia, oltre a Roma, ci saranno iniziative a Ventimiglia, Milano, Oulx, Messina e Parma. Qui puoi trovare tutte le informazioni.

    13 febbraio: Casa Internazionale delle Donne, Festa del Tesseramento dell’Unione Donne Italiane. Intervengono Sara Anna Gaeta (Baobab Experience) e Maryam e Faezeh, ospiti iraniane di Baobab Experience. Ore 17, via della Penitenza 37, Roma

    14 febbraio: Sinistra Anticapitalista ci ha invitato a raccontare il nostro punto di vista sulla vicenda Almasri e spiegare in modo più approfondito cosa succede in Libia. L’evento è aperto a tuttə: ci vediamo alle ore 19:00 in via dei Latini 73, Roma

    20 febbraio: incontro con lə studentə del liceo classico Giulio Cesare, Roma

    Dopo gli incontri presso i licei Righi e Tasso tenuti a gennaio, questo mese ci vedrà impegnatə al Giulio Cesare, come parte della nostra attività di testimonianza nelle scuole. Sono i primi tasselli di questo anniversario dei dieci anni, e ci piacerebbe poter coinvolgere quante più scuole possibile. Se sei insegnate/genitore/preside e vorresti che la tua scuola partecipasse a questa serie di incontri, contattataci a [email protected] Che sia una scuola primaria, secondaria o università: noi ci siamo sempre.

    A presto!

    ­*

    Lettera a Giorgia Meloni, Matteo Piantedosi, Carlo Nordio e Alfredo Mantovano

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    Egregi Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, Ministro Matteo Piantedosi, Ministro Carlo Nordio e Sottosegretario Alfredo Mantovano,

    vi scriviamo in qualità di portavoce dei Rifugiati in Libia ma anche come vittime e sopravvissuti di Osama Najim Almasri. I nostri corpi portano i segni dei suoi crimini e le nostre menti sono piene di ricordi che nessun essere umano dovrebbe sopportare. Quando Almasri è stato arrestato a Torino, abbiamo creduto, anche se per poco, che la giustizia potesse raggiungere quelli di noi che hanno conosciuto solo la sofferenza. Ma voi ci avete tolto questa speranza, rispedendolo in Libia, dove continuerà a fare del male ad altri, come ha fatto a noi.

    Il dolore per questo tradimento è profondo. È lo stesso dolore che ci portiamo dietro da anni. Siamo venuti in Italia in cerca di protezione e siamo grati per la sicurezza che abbiamo trovato. Ma la nostra dignità, rubata in Libia, è stata rubata di nuovo qui.

    L’Italia era un Paese in cui credevamo, un Paese che parlava di giustizia e di diritti umani. Ma la giustizia non ci è stata data. Al contrario, abbiamo assistito alla liberazione dell’uomo che ci ha torturato. E mentre scriviamo questa lettera, altri stanno ancora soffrendo sotto lo stesso sistema che ci ha brutalizzato. Oggi i migranti in Libia vivono in condizioni peggiori delle prigioni. Vengono torturati per ottenere un riscatto, venduti come proprietà, violentati, affamati e lasciati morire. Quelli che si trovano ancora nella prigione di Mitiga, dove Almasri ha costruito il suo impero di crudeltà, non conoscono altro che il dolore. La stessa Libia con cui lavorate, finanziate e a cui stringete la mano è diventata una terra di sofferenza infinita per chi non ha potere.

    Ora sappiamo che l’Italia non ha solo le dita in Libia, ma ha le mani intere sepolte nei suoi affari e può dire chi è libero o meno.

    Non siete solo testimoni di ciò che accade in quel Paese, ma contribuite a plasmarlo. Non si può affermare di combattere il traffico di esseri umani mentre si fanno accordi con chi ne trae profitto.

    Non potete definire Almasri “pericoloso” mentre lo proteggete dalla giustizia.

    Non potete definirvi difensori dei diritti umani mentre lasciate le persone a marcire nelle prigioni libiche.

    Pertanto, Vi chiediamo:

    • La cessazione immediata di tutti gli accordi tra Italia e Libia che consentono abusi nei confronti dei migranti.

    • Un impegno pubblico per chiedere il rilascio di tutti coloro che sono ancora imprigionati a Mitiga e in altri centri di detenzione in Libia.

    • Una spiegazione ufficiale del perché Almasri, che il vostro stesso Governo ha definito pericoloso, sia stato rilasciato invece di essere consegnato alla Corte penale internazionale.

    • Un percorso legale per i migranti intrappolati nei centri di detenzione libici, compresa la riapertura dell’Ambasciata Italiana a Tripoli per l’ottenimento di visti umanitari.La giustizia non può essere selettiva. Non può servire i potenti mentre gli impotenti vengono scartati. L’Italia deve rispondere delle sue scelte.

    Cordiali saluti,

    David Yambio, Lam Magok e le vittime di Osama Najim Almasri

    Roma, 29 gennaio 2025

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    #Almasri #AndreaCosta #Baobab #BaobabEsperience #centriDiDetenzione #conferenzaStampa #CortePenaleInternazionale #DavidYambo #dirittiUmani #giustizia #LamMagok #LamMagokBielRuei #Libia #MahamatDaoud #migranti #migrazioni #Mitiga #Montecitorio #OsamaNajimAlMasriHabish #RefugeesInLibya #Resistenza #rimpatrio #tortura

  21. ma c'è il caso #AlMasri che, qualunque cosa succeda,non può essere accantonato, perché un criminale responsabile di torture indicibili il cui arresto è richiesto dalla #CortePenaleInternazionale,è stato trattato con guanti bianchi da governo Meloni

    ilfattoquotidiano.it/in-edicol

  22. Avendo passato 15 anni sui documenti segreti del governo americano, rivelati da #WikiLeaks,inclusi quelli sulla #CortePenaleInternazionale e come la diplomazia USA si vantava dell'aiuto di #Berlusconi per minarla, mi aspetto altro dagli eredi di #Berlusconi

  23. oggi la Repubblica Italiana è questa: rifiuta di arrestare un #criminaleDiGuerra su mandato di arresto della #CortePenaleInternazionale, e fa fermare dalla polizia giovani ragazzi NON violenti che cercano di fermare,come possono, ovviamente, il bagno di sangue

  24. “la corte penale internazionale ha emesso i mandati di arresto per netanyahu, gallant e deif” (radio popolare, 21 nov. 2024)

    La Corte Penale Internazionale ha emesso oggi i mandati d’arresto per il premier israeliano Benjamin Netanyahu, l’ormai ex ministro della difesa Yoav Gallant, e per Mohammed Deif, leader militare di Hamas che Israele dice di aver ucciso ma sulla cui morte non ci sono prove ufficiali. Le accuse sono di crimini di guerra e crimini contro l’umanità. La Corte ha detto che che la versione completa dei mandati contro Netanyahu e Gallant era segreta “per proteggere i testimoni e salvaguardare la condotta delle indagini”, ma i giudici hanno reso pubblica gran parte delle loro motivazioni. Queste si sono concentrate sull’ostruzione della fornitura di aiuti umanitari a Gaza, che è stata giudicata deliberata.

    #aiutiUmanitari #BenjaminNetanyahu #buoneNotizie #CortePenaleInternazionale #crimini #criminiControLUmanità #criminiDiGuerra #Gallant #Gaza #genocidio #goodNews #Hamas #Israele #izrahell #mandatiDiArresto #MohammedDeif #Netanyahu #YoavGallant

  25. diplomazia USA scrive che #Bonino è vista problematica da #USA per 4 ragioni, ma tra queste NON figura #opposizioneAllaGuerra, figurano invece:
    1) opposizione alla #PenaMorte
    2) liberalizzazione #Droghe
    3) #aborto
    4) #CortePenaleInternazionale

    wikileaks.org/plusd/cables/05R

  26. Il prigioniero palestinese #KhaderAdnan Mohammad Musa è morto nel carcere di Ofer dopo 86 giorni di sciopero della fame e anni di connivenza della Corte Penale con Israele.
    La #CortePenaleInternazionale non si è mai pronunciata contro quella palese violazione dei Diritti Umani che è la Detenzione Amministrativa e dal 2015 disattende il diritto dei Palestinesi di veder istruito un processo ed esaminate le accuse mosse ai governanti dello stato di Israele
    mcc43.wordpress.com/2023/05/02