La vera banalità del male.
#Trump #Hegseth #DirittiCivili #DirittiUmani
#diritti-umani — Public Fediverse posts
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La vera banalità del male.
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https://www.csseo.org/1335511/ Václav Havel: commemorazione del 90° anniversario della sua nascita #Cechia #democrazia #DirittiUmani #dissidenza #libertà #memoria #NONVIOLENZA #RepubblicaCeca #RivoluzioneDiVelluto #SocietàCivile #StoriaCeca #UmanismoCeco #VàclavHavel
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Carabinieri e IILA: un ponte di formazione e sicurezza con l’America Latina
Si è concluso a Vicenza, presso il Centro di Eccellenza per le Stability Police Units (#CoESPU), l’ultimo ciclo formativo in Italia del programma di alta formazione promosso dall’Arma dei #Carabinieri in collaborazione con l’Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana (#IILA).Per una settimana, funzionari delle forze di sicurezza di Cile, Colombia, Messico e Perù hanno lavorato a fianco dei colleghi italiani, confrontandosi su 5 sfide globali fondamentali:
- Tutela dell’ambiente,
- Sicurezza della salute e contrasto ai farmaci contraffatti,
- Protezione del patrimonio culturale,
- Contrasto agli illeciti in ambito lavorativo,
- Diritti umani e questioni di genere.Come ha sottolineato il Comandante Generale dell’Arma, Gen. Salvatore Luongo, in un contesto globale instabile "nessuno garantisce da solo la sicurezza dei propri cittadini".
L’Italia si conferma così un partner di sicurezza strutturale, affidabile e di lungo periodo per la Regione.
Non un punto di arrivo, ma di partenza: a fine ottobre è prevista l’ultima attività del programma all’estero.@Coop_internazionale_di_Polizia
#CooperazioneInternazionale #Sicurezza #Formazione #AmericaLatina #DirittiUmani
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51,3% contro 17,4%. Quasi tre volte tanto.
Alla domanda «L’Italia dovrebbe sanzionare Israele?», nel sondaggio Eumetra la maggioranza degli intervistati risponde di sì. Un dato che si inserisce in un quadro confermato anche dal Pew Research Center: oggi il 75% degli italiani ha un’opinione sfavorevole di Israele, rispetto al 21% di pareri favorevoli. Nel 2025 chi ne aveva una visione sfavorevole si fermava al 66%.
Nel frattempo Tajani insiste nel dire che le misure commerciali vadano concordate a livello europeo: eppure 12 Paesi hanno già annunciato misure nazionali, sostenuto restrizioni europee o avviato ulteriori interventi contro il commercio con gli insediamenti israeliani illegali. L’Italia, invece, rimane a guardare.
Per noi, davanti alle ripetute violazioni del diritto internazionale documentate a Gaza e in Cisgiordania, la solita condanna a parole non basta più: vogliamo decisioni politiche chiare e immediate!
#Israele #Palestina #Gaza #Sanzioni #DirittiUmani #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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51,3% contro 17,4%. Quasi tre volte tanto.
Alla domanda «L’Italia dovrebbe sanzionare Israele?», nel sondaggio Eumetra la maggioranza degli intervistati risponde di sì. Un dato che si inserisce in un quadro confermato anche dal Pew Research Center: oggi il 75% degli italiani ha un’opinione sfavorevole di Israele, rispetto al 21% di pareri favorevoli. Nel 2025 chi ne aveva una visione sfavorevole si fermava al 66%.
Nel frattempo Tajani insiste nel dire che le misure commerciali vadano concordate a livello europeo: eppure 12 Paesi hanno già annunciato misure nazionali, sostenuto restrizioni europee o avviato ulteriori interventi contro il commercio con gli insediamenti israeliani illegali. L’Italia, invece, rimane a guardare.
Per noi, davanti alle ripetute violazioni del diritto internazionale documentate a Gaza e in Cisgiordania, la solita condanna a parole non basta più: vogliamo decisioni politiche chiare e immediate!
#Israele #Palestina #Gaza #Sanzioni #DirittiUmani #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Famiglia umana sono due parole che messe insieme sono un manifesto.
A casa loro è lo spettacolo di Giulio Cavalli sulle rotte migratorie. Disponibile anche per le scuole, in una versione dedicata.
Per portarlo nel tuo comune, nella tua scuola o nel tuo circolo: il modulo è qui sotto.
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdOcTR824p1pLkNnYQ7hIrpl-bOD6n-WiBFISIqbCuLhA5oNg/viewformGiulio Cavalli legge la Dichiarazione universale dei diritti umani.
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Vent’anni fa Anna Politkovskaya veniva assassinata nella Russia di Vladimir Putin.
Aveva denunciato la guerra in Cecenia, torture, sparizioni e violazioni dei diritti umani: era una delle voci più dure contro il Cremlino.
Minacce e intimidazioni non erano riuscite a farla tacere. Il 7 ottobre 2006 qualcuno lo fece con quattro colpi di pistola.
E vent’anni dopo, il sistema che denunciava è ancora al potere: ancora più autoritario, ancora più repressivo.
#AnnaPolitkovskaya #LibertàDiStampa #DirittiUmani #Russia #Giornalismo #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Vent’anni fa Anna Politkovskaya veniva assassinata nella Russia di Vladimir Putin.
Aveva denunciato la guerra in Cecenia, torture, sparizioni e violazioni dei diritti umani: era una delle voci più dure contro il Cremlino.
Minacce e intimidazioni non erano riuscite a farla tacere. Il 7 ottobre 2006 qualcuno lo fece con quattro colpi di pistola.
E vent’anni dopo, il sistema che denunciava è ancora al potere: ancora più autoritario, ancora più repressivo.
#AnnaPolitkovskaya #LibertàDiStampa #DirittiUmani #Russia #Giornalismo #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Durante l apertura della plenaria di Strasburgo, la presidente Roberta Metsola ha celebrato la liberazione del finalista del Premio Sakharov Gubad Ibadoghlu e ha duramente condannato l uso di deepfake pornografici contro i membri del Parlamento europeo. https://eu24news.eu/parlamento-europeo-sessione-plenaria-di-ottobre-aperta-da-roberta-metsola-tra-diritti-umani-e-deepfake/ #ParlamentoEuropeo #RobertaMetsola #Strasburgo #DirittiUmani #Deepfake #ViolenzaDiGenere #PoliticaEU #AttualitàEuropa #UnioneEuropea
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📰 Rapporto Onu sulla guerra in Ucraina: in 8 casi su 10 di violenza sessuale la vittima è un uomo
#️⃣ #ESTERI #Dirittiumani #ONU #Russia #Ucraina #Violenzasessuale #OpenOnline
🔗 https://www.open.online/2026/10/05/rapporto-onu-violenza-sessuale-ucraina-uomini/
Il rapporto Onu verifica 1.004 casi fino al 31 luglio 2026, 892 attribuiti ai russi. Senza controlli indipendenti nei territori occupati, i dati sono parziali L'articolo Rapporto Onu sulla guerra in Ucraina: in 8 casi su 10 di violen…
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https://www.csseo.org/1333428/ Ucraina, lo sguardo sulle vittime #Agitazioni #AlainBerset #AndreaValesini #AttacchiTerroristici #BenjaminNetanyahu #conflitti #ConsiglioD'Europa #cremlino #criminalità #DirittiUmani #giustizia #GruppiTerroristici #guerre #hamas #massacro #MatteoZuppi #nato #OrganizzazioneDelleNazioniUnite #politica #terrorismo #Ucraina #VladimirPutin
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Decreti sicurezza, Druetti (Possibile): Da abolire subito se vince il campo largo. https://www.possibile.com/decreti-sicurezza-druetti-possibile-da-abolire-subito-se-vince-il-campo-largo/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=decreti-sicurezza-druetti-possibile-da-abolire-subito-se-vince-il-campo-largo #Politicheabitative #partecipazione #Dirittiumani #antifascismo #Mezzogiorno #istituzio...
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UN Human Rights report details shocking pattern of sexual violence amid Russia’s full-scale armed attack on Ukraine | UN Human Rights Monitoring Mission in Ukraine
https://ukraine.ohchr.org/en/UN-Human-Rights-report-details-shocking-pattern-of-sexual-violence-amid-Russia-s-full-scale-armed-attack-on-Ukraine• L'89% dei 1.004 casi accertati di violenza sessuale legata al conflitto (dal febbraio 2022 a luglio 2026) è stato attribuito alle forze russe.
• L'11% dei casi è stato attribuito alle forze ucraine, in gran parte legato a minacce di violenza sessuale. -
Cina: Quando la sicurezza diventa controllo sociale
Videosorveglianza in Cina: quando la sicurezza diventa controllo sociale
Telecamere, riconoscimento facciale e banche dati possono trasformare lo spazio pubblico in una rete di monitoraggio. Per capire il caso cinese, però, bisogna distinguere gli abusi documentati dalle semplificazioni sul «credito sociale».
Immagine di copertina AI.Una telecamera può aiutare a ricostruire un reato. Una rete di telecamere, collegata a sistemi di identificazione e archivi personali, può fare qualcosa di diverso: rendere tracciabili spostamenti, abitudini e relazioni. Il confine tra protezione e controllo non dipende soltanto dalla tecnologia, ma da chi la utilizza, per quali finalità e con quali limiti.
La Cina offre un caso particolarmente significativo. La videosorveglianza si inserisce in un apparato di sicurezza nel quale immagini, informazioni personali e strumenti di analisi possono concorrere al monitoraggio della popolazione. Non significa che ogni cittadino sia osservato in ogni istante, né che esista un unico sistema onnisciente. Significa, invece, che il potere di raccogliere e collegare dati solleva domande concrete sulla libertà individuale.
Dalla telecamera alla rete di sorveglianza
Nella sua ricerca del 2020 sulle esportazioni europee di tecnologie di sorveglianza, Amnesty International descrive programmi cinesi come Skynet e Sharp Eyes, sviluppati per estendere il monitoraggio degli spazi pubblici. L'organizzazione evidenzia anche il ruolo delle agenzie di pubblica sicurezza e i rischi legati all'impiego di tecnologie biometriche. Fonte: Amnesty InternationalUna telecamera tradizionale registra una scena. Un sistema dotato di riconoscimento facciale può tentare di associare un volto a un'identità presente in un archivio. Quando immagini e identificazioni vengono collegate ad altre informazioni, la sorveglianza non riguarda più soltanto ciò che accade davanti all'obiettivo: può contribuire a ricostruire percorsi e contatti.
È importante non attribuire a queste tecnologie capacità infallibili. Qualità delle immagini, condizioni ambientali e affidabilità degli archivi influenzano i risultati. Un'identificazione sbagliata, però, diventa particolarmente pericolosa quando viene trattata come una prova certa o come il punto di partenza per un intervento di polizia.
Xinjiang: gli abusi documentati
Le conseguenze più gravi della sorveglianza emergono dalle indagini sullo Xinjiang, regione della Cina nordoccidentale abitata anche da uiguri e altre minoranze prevalentemente musulmane.Nel 2019 Human Rights Watch ha pubblicato un'analisi di un'applicazione utilizzata dalle autorità per interagire con l'Integrated Joint Operations Platform, nota come IJOP. La ricerca ha mostrato come la piattaforma raccogliesse informazioni personali e segnalasse comportamenti considerati sospetti, compresi comportamenti ordinari e leciti. Tra i dati descritti figuravano spostamenti, informazioni sui telefoni e consumi di elettricità. Il problema non era quindi soltanto essere ripresi, ma vedere la vita quotidiana trasformata in materiale per la profilazione di polizia. Fonte: Human Rights Watch, 2019
La valutazione pubblicata dall'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani il 31 agosto 2022 descrive a sua volta un monitoraggio esteso, con telecamere, capacità di riconoscimento facciale, posti di controllo e accesso a dati personali. Il rapporto conclude che l'ampiezza delle detenzioni arbitrarie e discriminatorie, nel contesto delle altre restrizioni dei diritti, può configurare crimini internazionali, in particolare crimini contro l'umanità. Non si tratta di una sentenza di un tribunale, ma di una valutazione dell'ufficio ONU per i diritti umani. Fonte: OHCHR, 2022, paragrafi 96–97 e 148
Le autorità cinesi presentano le proprie politiche nella regione come misure contro terrorismo ed estremismo e contestano le accuse di violazioni. Il rapporto ONU esamina anche il quadro normativo e le posizioni del governo; la pagina ufficiale rende disponibile la risposta dello Stato. Riportare questa posizione non cancella gli abusi documentati, ma permette di distinguere la giustificazione ufficiale dalle conclusioni degli osservatori indipendenti. Rapporto e risposta cinese
Credito sociale: evitare il mito del punteggio universale
Nel dibattito sulla Cina ricorre un'immagine suggestiva: ogni cittadino avrebbe un punteggio unico, aggiornato dalle telecamere in base a ogni comportamento. Questa descrizione non corrisponde al sistema analizzato dal centro di ricerca MERICS.In un approfondimento del 2022, MERICS distingue il sistema di credito sociale da un ipotetico algoritmo nazionale che assegna a tutti un voto sulla propria vita. Descrive invece un insieme frammentato di strumenti amministrativi e regolatori, con un'importante componente rivolta alle imprese, e chiarisce che le sperimentazioni locali di punteggi personali non equivalgono a un punteggio universale. Fonte: MERICS, 2022
Questa distinzione non rende innocua la sorveglianza. Serve a individuare meglio il problema: non occorre un voto nazionale per limitare una persona attraverso dati, controlli e decisioni difficili da contestare. Confondere videosorveglianza, credito sociale e strumenti di polizia in un unico meccanismo immaginario rischia di oscurare proprio gli abusi verificabili.
Le regole sulla privacy non chiudono la questione
Il quadro cinese comprende anche norme presentate come strumenti di tutela. Il 1º aprile 2025 sono entrati in vigore nuovi regolamenti sui sistemi video di pubblica sicurezza. Secondo il comunicato ufficiale, gli obiettivi comprendono la sicurezza pubblica e la protezione della privacy e delle informazioni personali; sono previsti obblighi di sicurezza dei dati e divieti relativi alla diffusione illecita delle immagini. Fonte: Consiglio di Stato cinese, 2025L'esistenza di regole, tuttavia, non dimostra da sola che ogni impiego della sorveglianza sia proporzionato o controllabile. La domanda decisiva riguarda la loro applicazione: chi verifica l'operato delle autorità? Quali usi dei dati sono consentiti? Quali rimedi ha una persona identificata erroneamente o sottoposta a un controllo ingiustificato?
Il controllo può cominciare prima della sanzione
La sorveglianza non produce effetti soltanto quando porta a una conseguenza concreta. La percezione di essere osservati può indurre le persone a evitare incontri, discussioni o comportamenti perfettamente leciti. È un rischio di autocensura: si rinuncia a una libertà non perché sia formalmente vietata, ma perché non si conoscono le conseguenze del suo esercizio.Questa è una chiave di lettura, non la prova che ogni persona in Cina reagisca allo stesso modo. Esperienze e livelli di controllo variano, e le pratiche documentate nello Xinjiang non vanno automaticamente estese a ogni città o gruppo sociale del Paese.
La vera domanda: chi controlla chi osserva?
Il caso cinese mostra perché il dibattito non possa ridursi a essere favorevoli o contrari alle telecamere. La sicurezza è un obiettivo legittimo; il monitoraggio indiscriminato e la repressione non diventano legittimi soltanto perché sono tecnologicamente possibili.Per valutare qualsiasi sistema di sorveglianza occorre chiedere se sia necessario, proporzionato, trasparente e sottoposto a controlli effettivi. Bisogna soprattutto capire se chi subisce un errore o un abuso possa difendersi.
Una società non è più libera soltanto perché le sue telecamere sono più intelligenti. Lo è quando il potere di osservare incontra limiti reali.
Fonti
- Amnesty International — EU companies selling surveillance tools to China’s human rights abusers (2020)
- Human Rights Watch — China’s Algorithms of Repression (2019)
- OHCHR — Valutazione sui diritti umani nello Xinjiang (2022), con risposta dello Stato
- MERICS — China’s social credit score: untangling myth from reality (2022)
- Consiglio di Stato cinese — Nuovi regolamenti sui sistemi video di pubblica sicurezza (2025)
#Cina #Videosorveglianza #SorveglianzaDigitale #ControlloSociale #Privacy #DirittiUmani #RiconoscimentoFacciale #Xinjiang #LibertàIndividuale
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A casa loro, Giulio Cavalli sulla Dichiarazione universale: la sicurezza sta accanto alla vita e alla libertà.
Per portarlo nel tuo comune, nella tua scuola o nel tuo circolo: il modulo è qui.
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdOcTR824p1pLkNnYQ7hIrpl-bOD6n-WiBFISIqbCuLhA5oNg/viewform -
Frasi come queste sono apprezzate dalle "menti semplici", che non vuol dire stupide per forza.
Sono quelle delle persone fottute di paura verso tutto ciò che non rientra nel loro pensiero indottrinato, che è fatto dei loro valori, dei loro diritti, delle loro paranoie.
Sono un pericolo vero.
@attualita #USA #Hegseth #DirittiCivili #DirittiUmani
https://www.repubblica.it/esteri/2026/10/01/video/hegseth_non_siamo_piu_il_dipartimento_woke_niente_ciccioni_trans_e_smidollati_solo_guerrieri-425618937/ -
https://www.csseo.org/1331336/ Nessuno può rubarci la speranza”: l’8 ottobre a Tirana una conferenza su salute mentale e diritti umani – NEWS #Albania #DirittiUmani #DisagioPsichico
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Il Governo vuole costruire altri sei CPR. Altri sei.
Gli stessi CPR in cui oltre 30 persone sono morte nella storia della detenzione amministrativa in Italia, tre tra il 2024 e i primi mesi del 2025.
A Ponte Galeria, dopo il suicidio di Ousmane Sylla, in appena quattro mesi sono stati registrati almeno 10 tentativi di suicidio, oltre ad atti di autolesionismo e ingestione di corpi estranei.
A Gradisca d’Isonzo, nel maggio 2026, si sono verificati cinque tentativi di suicidio in una sola settimana.
A Milano, nel processo sulla gestione del CPR di via Corelli, ex trattenuti hanno descritto freddo, sporcizia, autolesionismo, tentativi di impiccagione e uso diffuso di psicofarmaci; l’inchiesta aveva già portato al sequestro del ramo d’azienda del gestore.
E nel 2024, su 6.164 persone entrate nei CPR, solo 2.576 sono state rimpatriate: il 41,8%.
Questi sono i numeri del sistema che il Governo ha appena deciso di ampliare.#CPR #Immigrazione #DirittiUmani #PoliticheMigratorie #DirittoDAsilo #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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https://www.csseo.org/?p=1331106 Ungheria, Magyar: cambiamo le regole per l’adozione da parte di single e coppie omosessuali #AdozioniInternazionali #DirittiDegliOmosessuali #DirittiUmani #Ungheria
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Pacifista sequestrato in Ucraina
Secondo quanto diffuso dal pacifista ucraino Yurii Sheliazhenko, il 29 settembre, intorno alle ore 17:50, Serhii Serhiiovych Vedmediev, membro della comunità religiosa dei quaccheri - obiettore di coscienza al servizio militare - è stato picchiato e arbitrariamente detenuto nel Centro Territoriale di Reclutamento del distretto di Sviatoshyn a Kiev.
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https://www.europesays.com/it/706292/ Al via la missione a Mosca del cardinale Zuppi #Cronaca #dialogo #DirittiUmani #europa #Headlines #IT #Italia #Italy #News #Notizie #NotizieDiCronaca #NotiziePrincipali #NotizieDiCronaca #NotiziePrincipali #pace #russia #SantaSede #Titoli #UltimeNotizie #UltimeNotizieDiCronaca #UltimeNotizieENewsDiOggi #UltimeNotizie #UltimeNotizieDiCronaca #UltimeNotizieEnewsDiOggi
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La cooperazione fra Stati può essere necessaria; presentarla come se il caso #Regeni fosse una parentesi scomoda è una scelta politica, non un obbligo della diplomazia.
Dal #Blog.
#DirittiUmani #GovernoMeloni
Condanne a Roma, sorrisi al Ca... -
Tre uomini dei servizi di sicurezza egiziani vengono condannati a 10 anni per il sequestro di Giulio Regeni.
E il ministro degli Esteri italiano sente il bisogno di precisare: «Non è stato condannato l’Egitto».
Ma che bisogno c’era di un commento del genere, proprio nel giorno della sentenza?
E che bisogno abbiamo di Antonio Tajani alla guida della Farnesina? Cosa aspetta Meloni a cacciarlo?#GiulioRegeni #CasoRegeni #AntonioTajani #Egitto #DirittiUmani #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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La cooperazione fra Stati può essere necessaria; presentarla come se il caso #Regeni fosse una parentesi scomoda è una scelta politica, non un obbligo della diplomazia.
Dal #Blog
#DirittiCivili #DirittiUmani #GovernoMeloni #Politica #Opinioni
https://noblogo.org/transit/condanne-a-roma-sorrisi-al-cairo
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Netanyahu può salire sul podio dell’ONU e chiamare il genocidio «la più grande menzogna del secolo».
Poi però restano i fatti: decine di migliaia di morti a Gaza, bambini uccisi, attacchi nelle “zone sicure”, violenze dei coloni documentate dall’ONU.
Può negare quanto vuole. I morti non spariscono. Le responsabilità nemmeno.
#Gaza #Netanyahu #Israele #NazioniUnite #DirittiUmani #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Francesca Albanese denuncia le torture e il genocidio contro i palestinesi
Tortura e genocidio di Albanese va letto per conoscere le atrocità messe in atto dallo Stato di Israele contro la popolazione palestinese.
🔗 https://www.daniloruocco.it/2026/09/tortura-e-genocidio.html
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Agrivoltaico israeliano in Toscana: la Regione ha il potere di fermarlo, ma non lo usa
Di nuovo la Palestina ci dà la possibilità
https://www.perunaltracitta.org/homepage/2026/09/22/agrivoltaico-israeliano-in-toscana-la-regione-ha-il-potere-di-fermarlo-ma-non-lo-usa/
#InEvidenza #agrivoltaico #AltoCommissariatoONU #BDS #BoicottaggioIsraele #DirittiUmani #DirittoInternazionale #disinvestimento #Gaza #ImpiantiRinnovabili #Israele #maremma #occupazione #ribolla #TerritoriPalestinesiOccupati -
La madre: "Ho visto tutto il male del mondo, riversato sul suo viso".
Giulio RegeniIl 25 gennaio viene sequestrato nei pressi di una stazione della metropolitana del Cairo. Il corpo viene ritrovato il 3 febbraio; l'autopsia rivela torture prolungate per diversi giorni: fratture, frustate, tagli da oggetti appuntiti, inflitti mentre era cosciente.
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https://www.csseo.org/1325254/ Il giornalista Massimo Moratti espulso dalla Serbia, scrive sui diritti umani: «Rischi inaccettabili per il nostro Paese» #accade #AccadeQuell #AccadeQuellArea #adige #alto #AltoAdige #area #attività #autorità #AutoritàSerbe #BALCANI #Belgrado #compagna #diritti #DirittiUmani #espulsione #famiglia #giornalista #massimo #MassimoMoratti #Media #moratti #permesso #PermessoSoggiorno #richiesta #Serbia #soggiorno #umani
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Dopo Francesca Albanese e Autistici/Inventati tocca ai medici cubani: nuovo conto bloccato
La società che gestisce gli stipendi dei medici cubani in Calabria ha il conto bloccato da Bper, dopo l'inserimento nelle liste Ofac -
I tram di Bologna e Roma sono di un’azienda legata all’occupazione israeliana
Caf gestisce la metropolitana leggera di Gerusalemme e ne amplia le linee nei quartieri palestinesi occupati; sei organizzazioni l'hanno già denunciata in Spagnahttps://valori.it/caf-tram-bologna-roma-occupazione-israeliana/
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L’antisemitismo è odio. Criticare un governo è politica: e voler confondere le due cose è molto pericoloso.
Il DDL antisemitismo in discussione alla Camera parte da un problema reale e gravissimo, ma rischia di affrontarlo con lo strumento sbagliato: trasformare una definizione controversa in un riferimento per l’azione delle istituzioni pubbliche.
E questo accade mentre Israele porta avanti politiche di apartheid contro il popolo palestinese e sta commettendo un genocidio a Gaza.
Eppure, criticare Israele, denunciare il governo Netanyahu e contestarne le scelte non è antisemitismo: è esercitare un diritto politico fondamentale.
Per questo Volt Europa ha scelto la Dichiarazione di Gerusalemme sull’Antisemitismo: per combattere davvero l’odio antiebraico senza confonderlo con la critica a uno Stato e al suo governo.
Non permetteremo che la lotta all’antisemitismo diventi una zona franca per Israele e per il governo Netanyahu.
#Antisemitismo #Israele #Palestina #Gaza #DirittiUmani #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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donatella della porta sulla definizione di antisemitismo (dalla newsletter del ‘manifesto’, 7 set. 2026)
Donatella Della Porta
Nata nel 2016 come strumento di catalogazione per documentazione d’archivio, la definizione di antisemitismo dell’Ihra (International Holocaust Remembrance Alliance) è del tutto inadeguata a fornire una base legale per la definizione dell’antisemitismo nonché dannosa per la democrazia e per la lotta contro il razzismo.
Oltre a essere vaga ed imprecisa (e anche per questo esplicitamente non vincolante dal punto di vista legale), la definizione paradossalmente viola quegli stessi criteri che vorrebbe difendere, rendendo tendenzialmente inutilizzabile il concetto stesso di anti-semitismo e inquinando le stesse conoscenze sull’andamento del razzismo contro gli ebrei. I suoi effetti sulla libertà di espressione e la libertà accademica sono poi drammatici, contribuendo a ostacolare la ricerca in diversi campi di studio (inclusi quelli sul genocidio ed ebraismo), che sono ormai profondamente divisi.
CONSIDERANDO la core definition dell’Ihra come confusa, già nel 2020 un gruppo di 220 esperti di antisemitismo ha proposto, nella Dichiarazione di Gerusalemme, una definizione di antisemitismo come «discriminazione, pregiudizio, ostilità o violenza contro gli ebrei in quanto ebrei (o le istituzioni ebraiche in quanto ebraiche)». Quegli stessi studiosi avevano osservato che «poiché la definizione dell’Ihra è poco chiara sotto alcuni aspetti fondamentali e ampiamente aperta a diverse interpretazioni, ha causato confusione e generato polemiche, indebolendo così la lotta contro l’antisemitismo».
Specialmente deleteri nei loro effetti sono alcuni degli esempi che fanno parte della proposta Ihra che nei fatti introducono un collegamento tra critica a Israele e antisemitismo affermando che le manifestazioni di antisemitismo possono includere l’attacco allo Stato di Israele, concepito come collettività ebraica. Tuttavia, le critiche a Israele simili a quelle rivolte a qualsiasi altro Paese non possono essere considerate antisemite.
Lasciando nel vago la definizione dei criteri per giudicare quando la critica a Israele si distacca da quella ad altri stati, tra gli esempi di critiche a Israele con potenziali connotati antisemiti vengono citate «negare al popolo ebraico il diritto all’autodeterminazione, ad esempio sostenendo che l’esistenza dello Stato di Israele è un’impresa razzista»; «fare paragoni tra la politica israeliana contemporanea e quella nazista»; «ritenere gli ebrei collettivamente responsabili delle azioni dello Stato di Israele».
DATO CHE la comparazione tra eventi storicamente diversi ma con alcune caratteristiche paragonabili è alla base stessa del ragionamento etico e politico, in generale e ancor più scientifico, l’assimilazione all’antisemitismo della utilizzazioni di termini come genocidio, pulizia etnica, apartheid, ghetto, campo di sterminio per riferirsi alle azioni di istituzioni e amministrazioni israeliane permette di reprimere le critiche a Israele. Questo appare tanto più insostenibile in un momento in cui l’appropriatezza della utilizzazione di quei termini alle violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale da parte di Israele è stata confermata da attori come corti internazionali, esperti e organizzazioni umanitarie internazionali, radicandosi anche nell’opinione pubblica.
La censura nell’uso di quei termini per definire i crimini di Israele viene poi spesso attivata da una serie di attori, di governo e no, fra i principali promotori di quella definizione fuorviante: dai partiti della destra radicale (che combinano da qualche anno un antisemitismo razzista unito a un sostegno alle politiche razziste di Israele) alle correnti sioniste nei partiti centristi o anche di centro-sinistra (uniti nella difesa del passato coloniale), dalla stampa mainstream alle campagne dell’Hasbara israeliana sui social media, di gruppi razzisti di estrema destra ad alcune (ma non tutte) associazioni ebraiche sioniste.
LA DEFINIZIONE DELL’IHRA è stata spesso richiamata nella repressione delle proteste in solidarietà con la Palestina, in nome di una violazione di una definizione formalmente non vincolante dal punto di vista giuridico ma che ha acquisito uno status giuridico ambivalente. È stata infatti utilizzata da imprenditori di panico morale per giustificare campagne di repressione contro le espressioni di solidarietà con la Palestina, attraverso attacchi personali ad attivisti, anche ebrei, nella forma del doxxing organizzato e campagne di cancellazioni di eventi artisti o accademici sulla Palestina.
Ragioni di sicurezza vengono citate per negare la parola dopo campagne di panico morale. La scientificità viene messa in discussione da non accademici e imposta con minacce di togliere fondi pubblici e privati.
COME MOLTI EBREI antisionisti hanno osservato, la definizione dell’Ihra non protegge gli ebrei ma anzi li colpisce direttamente come attori che criticano Israele e indirettamente screditando il concetto stesso di antisemitismo. In modo perverso, viene utilizzata per raccogliere dati falsati sul fenomeno, lamentandone una crescita che è però (almeno in buona parte) inflazionata dal contare come antisemitismo le critiche a Israele (fino alle dichiarazioni da parte di intellettuali ebrei, bersagliati come traditori).
Paradossalmente la definizione Ihra viola i suoi stessi principi, introducendo quella confusione tra Israele e ebrei che si dice di volere combattere. C’è da aggiungere che, nei paesi in cui si è fatto più ricorso alla definizione Ihra, il suo uso strumentale nella stigmatizzazione e nella repressione della sinistra e dei migranti legato al collegamento del presunto antisemitismo contro Israele a un presunto antisemitismo nella sinistra e «importato» ha prodotto gravi rotture nella fiducia istituzionale senza peraltro convincere i cittadini che ormai in maggioranze molto consistenti esprimono sia la loro convinzione che Israele sta commettendo un genocidio dei palestinesi e sia la loro opposizione al sostegno dei loro governi a esso.
Donatella Della Porta
#antiSemitismo #antirazzismo #antisemitismo #autodeterminazione #colonialismo #confusione #criminiDiIsraele #criticaAIsraele #DichiarazioneDiGerusalemme #dirittiUmani #dirittoInternazionale #ebraismobertàDiEspressione #Gaza #genocidio #hasbara #Ihra #InternationalHolocaustRemembranceAlliance #Israele #libertàAccademica #libertàDiEspressione #neofascismo #Palestina #polemiche #razzismo #sionismo -
Avanti in ordine sparso.
La buona notizia viene dal #Veneto, non certo dal governo, anzi dai "governi".Una norma di civiltà e laicità che fa ancora una enorme paura alla maggioranza ipocrita formata da tanti italiani.
#FineVita #DirittiCivili #DirittiUmani @attualita @[email protected]
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A proposito di condanne a morte, una buona notizia viene dal Libano: il parlamento libanese ha approvato la legge che abolisce la pena di morte, che era sospesa dal 2004. Ne dà informazione Pierangelo Monti del MIR.
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Il vignettista egiziano Ashraf Omar è stato arrestato nella sua abitazione il 22 luglio 2024 e in custodia cautelare per aver pubblicato vignette satiriche sui media indipendenti
Le sue vignette deridevano la crisi elettrica, il debito pubblico e la vendita dei beni statali. Accusato di accuse legate al terrorismo, il suo processo è stato rinviato più volte.
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Di fronte a una grave involuzione del sistema penitenziario, un percorso in cinque letture per ripensare (e superare) il modello detentivo
#carcere #DirittiUmani
https://gognablog.sherpa-gate.com/raccontare-il-carcere/ -
Un numero scritto sul corpo.
Non è una scena del passato: è successo il 17 agosto 2026 a Qabatiya, nella Cisgiordania occupata.L’esercito israeliano lo ha confermato: durante un raid con perquisizioni in circa cento edifici, persone palestinesi fermate sono state contrassegnate con numeri a pennarello sulla fronte e sulle braccia, interrogate e poi rilasciate. L’uomo ripreso con il numero 44 ha raccontato di non aver mai vissuto nulla di simile nei precedenti arresti. Un altro fermato ha detto di essere stato trattato «come un animale».
Non è un episodio isolato: pratiche analoghe erano già emerse ad aprile a Jenin e nel 2024 nell’area di Hebron. Già nel 2009 l’esercito israeliano aveva ordinato di interrompere la pratica.
Questa è la scelta, ripetuta e non casuale, di ridurre un essere umano a un codice identificativo: la disumanizzazione cresce in un contesto politico che la rende possibile, normale, persino giustificabile.
L’Unione europea chiede da mesi misure concrete contro la violenza in Cisgiordania.
Ora le parole non bastano più: servono responsabilità, conseguenze e una politica estera europea senza ambiguità né doppi standard.La dignità umana non è negoziabile.
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Avete visto che Instagram ha cambiato il logo? 😍
Peccato che guerre, fame, povertà, crisi climatica siano ancora tutte là fuori.
Quando cominciamo a occuparci anche del mondo che sta andando a pezzi?#Instagram #CrisiUmanitaria #CrisiClimatica #Povertà #DirittiUmani #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Il trucco è sempre quello: convincerti che il problema sia chi ha meno di te, così non guardi mai chi ha molto più di tutti.
Mentre milioni di persone faticano a pagare affitto, bollette e spese, la ricchezza continua a concentrarsi nelle mani di pochissimi.
In Italia, negli ultimi 15 anni, il 91% dell’aumento di ricchezza è finito al 5% più ricco; i salari reali, invece, non hanno ancora recuperato il potere d’acquisto del 2021 e oltre 5,7 milioni di persone vivono in povertà assoluta.
Eppure il bersaglio perfetto resta il migrante: ben visibile, vulnerabile, senza lobby a difenderlo, senza giornali a elogiarlo, senza miliardi con cui influenzare la politica.
È molto più semplice alimentare una guerra tra poveri che discutere di salari, rendite, paradisi fiscali, welfare, casa, redistribuzione.
I migranti non decidono i salari, non fissano gli affitti, non tagliano il welfare e non scrivono le regole fiscali.
Eppure, finché la rabbia di chi sta peggio viene indirizzata contro chi sta ancora peggio, chi concentra ricchezza e potere può proseguire indisturbato.La guerra tra poveri non redistribuisce un euro.
Serve soltanto a lasciare tutto esattamente com’è.Non è ora di finirla?
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A Qusra non c’è niente di nuovo: è cambiato solo chi subisce la violenza.
Da giorni famiglie palestinesi sono assediate da coloni israeliani, con accessi bloccati e forniture interrotte. Ma la reazione internazionale diventa improvvisamente più dura quando si scopre che una delle case appartiene a un palestinese-americano e che nel villaggio ci sono anche cinque cittadini italiani.
Eppure, in Cisgiordania, la violenza dei coloni, le intimidazioni, gli attacchi alle abitazioni e gli sfollamenti forzati non sono certo un’eccezione: sono una realtà documentata da tempo dalle Nazioni Unite e dalle organizzazioni internazionali.
Le stesse tutele dovrebbero valere per chiunque.
Se invece per indignarci serve che tra le vittime ci sia un cittadino occidentale, allora continuiamo semplicemente a considerare alcune vite più importanti di altre.
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