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#migrazioni — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #migrazioni, aggregated by home.social.

  1. Sala piena a Garbagnate Milanese per "A casa loro". "Ha spiegato tutti i suoi effetti con vigore e con impatto scenico grazie al talento di Giulio Cavalli", Prima Milano Ovest.
    Per il tuo circolo, la tua biblioteca, il tuo comune: scrivimi in DM, proviamo a organizzarlo.
    #TeatroCivile #Migrazioni #TeatroAquilante #GiulioCavalli

  2. CW: migrazione, violenza istituzionale

    Musa lavorava nei campi da bambino, poi la scuola persa per pochi soldi, poi la Libia. Nel 2017 l'Italia ferma gli accordi e chiede alla Libia di fare il lavoro sporco. Moussa in paradiso, in scena. Per il tuo circolo, la tua biblioteca, la tua scuola o il tuo comune: scrivimi in DM, proviamo a organizzarlo. #TeatroCivile #MoussaInParadiso #TeatroAquilante #Migrazioni

  3. Attraverso le frontiere

    Biblioteca Amilcar Cabral, giovedì 10 settembre alle ore 18:30 CEST

    Incontro con Shahram Khosravi a partire dalle due pubblicazioni Io sono confine (2019, Elèuthera) e Storie di contrabbando e contrabbandieri (2026, Elèuthera).

    Il lavoro di Khosravi spazia dall'antropologia dei confini all'analisi sui flussi migratori, mantenendo una lente specifica sulla situazione iraniana, locale e diasporica. In questo intreccio di fili, cercheremo di ricostruire, almeno in parte, cosa significhi la parola ‘confine’, e di come la situazione odierna in Iran metta in discussione la definizione stessa del concetto.

    L’incontro, condotto da Hamsaye, si terrà in inglese con possibilità di traduzione in italiano.

    Shahram Khosravi, iraniano, è professore di Antropologia sociale all’Università di Stoccolma. Migrante illegale nel 1988, ha fatto della propria esperienza il punto di partenza dei suoi studi focalizzati su migranti, deportazioni forzate e richiedenti asilo. È autore di vari saggi, tra cui: Young and Defiant in Tehran (2008); Precarious Lives: Waiting and Hope in Iran (2017) per University of Pennsylvania Press; After Deportation: Ethnographic Perspectives (Palgrave, 2017). Io sono confine (elèuthera, 2019) è il suo primo testo pubblicato in italiano. 

    Hamsaye è un collettivo di iranianə tranfemminista, queer e transnazionale radicato nelle resistenze dell'Asia sud-occidentale e della diaspora. Si prende cura dello spazio intersezionale trasformando le ombre condivise in potere collettivo e si posiziona contro la rimozione, oltre i confini e verso la liberazione.

    balotta.org/event/attraverso-l

  4. Il trucco è sempre quello: convincerti che il problema sia chi ha meno di te, così non guardi mai chi ha molto più di tutti.

    Mentre milioni di persone faticano a pagare affitto, bollette e spese, la ricchezza continua a concentrarsi nelle mani di pochissimi.

    In Italia, negli ultimi 15 anni, il 91% dell’aumento di ricchezza è finito al 5% più ricco; i salari reali, invece, non hanno ancora recuperato il potere d’acquisto del 2021 e oltre 5,7 milioni di persone vivono in povertà assoluta.

    Eppure il bersaglio perfetto resta il migrante: ben visibile, vulnerabile, senza lobby a difenderlo, senza giornali a elogiarlo, senza miliardi con cui influenzare la politica.

    È molto più semplice alimentare una guerra tra poveri che discutere di salari, rendite, paradisi fiscali, welfare, casa, redistribuzione.

    I migranti non decidono i salari, non fissano gli affitti, non tagliano il welfare e non scrivono le regole fiscali.
    Eppure, finché la rabbia di chi sta peggio viene indirizzata contro chi sta ancora peggio, chi concentra ricchezza e potere può proseguire indisturbato.

    La guerra tra poveri non redistribuisce un euro.
    Serve soltanto a lasciare tutto esattamente com’è.

    Non è ora di finirla?

    #Disuguaglianze #Migrazioni #Povertà #GiustiziaSociale #DirittiUmani #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa