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#antirazzismo — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #antirazzismo, aggregated by home.social.

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  1. JOJO FEST – III^ EDIZIONE Nessun Confine Solo Orizzonti

    Casa delle donne Lucha y Siesta, domenica 11 ottobre alle ore 10:30 CEST

    Domenica 11 ottobre
    Casa delle donne Lucha y Siesta, via Lucio Sestio n. 10

    10:30: dibattito "Costruire movimento partendo dalle differenze" e, in contemporanea, laboratorio per bambin*.
    13:00: cucina aperta a cura di O.S.A.I. (Osteria degli Scuppiati anticapitalista itinerante).
    15:00: proiezione del documentario su JoJo "Nessun confine, solo orizzonti". Al termine della proiezione, microfono aperto per ricordare Josef insieme.
    16:00: live music con le Balivas. A seguire aperitivo e DJ set.
    Ingresso a sottoscrizione libera.

    Il ricavato servirà a costruire le prossime edizioni del JoJo Fest e a sostenere la famiglia di Josef.

    roma.convoca.la/event/jojo-fes

  2. Se non c'è Casa, che fai?

    Parco Gullino (Saluzzo CN), domenica 11 ottobre alle ore 15:00 CEST

    Ali e Basse erano due lavoratori stagionali, arrivati a Saluzzo per raccogliere frutta.

    Come tanti lavoratori, anche loro hanno dovuto affrontare le difficoltà di trovare una casa, costretti per un periodo a dormire sotto gli alberi del Parco Gullino. Le difficoltà legate a una giusta retribuzione a lavoro, una burocrazia spietata per ottenere i documenti, e il razzismo sistemico che permea questo territorio.

    Nell’estate 2026 Ali e Basse hanno perso la vita.

    Vogliamo che non accada mai più.

    Vogliamo case (subito e per tutt3), vogliamo un lavoro giusto e una vita dignitosa.

    Per questo, come cittadin3 e lavorator3 di Saluzzo scendiamo in piazza contro un sistema che considera chi lavora soltanto come braccia utili solo a produrre ricchezza.

    Costruiamo insieme l’alternativa

    Ci vediamo domenica 11 ottobre

    gancio.cisti.org/event/se-non-

  3. Razzisti dentro. Esclusione sociale: dallo sdoganamento alla rivendicazione
    L’imbarbarimento del dibattito politico, in Italia e nel mondo, è un po’ lo specchio del vistoso arretramento culturale che sta investendo le nostre società. Stiamo attraversando una fase pa
    umanitanova.org/razzisti-dentr
    #2026 #Articoli #DallItalia #numero_27 #anarchici #antirazzismo #immigrazione #razzismo #RazzismoDiStato #remigrazione #societ

  4. Se la polizia strappa uno striscione antirazzista fatto da bambini in una scuola di Genova, qualcuno deve aver dato quell’ordine.
    Forse dà fastidio che dei bambini chiedano semplicemente: stop al razzismo?

    Video di Francesca Romana D’Antuono, già copresidente di Volt Europa

    #Genova #Antirazzismo #Scuola #Polizia #StopRazzismo #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  5. Weekend antirazzista

    Casa di quartiere Katia Bertasi, domenica 27 settembre alle ore 10:00 CEST

    Vedi sabato 26 settembre

    balotta.org/event/weekend-anti

  6. Basta aggressioni al Pigneto! - L'unica sicurezza è la sicurezza sociale

    Pigneto: isola pedonale, domenica 13 settembre alle ore 18:00 CEST

    BASTA AGGRESSIONI AL PIGNETO! IL QUARTIERE È AL FIANCO DEI LAVORATORI AGGREDITI.
    L’UNICA SICUREZZA È LA SICUREZZA SOCIALE!


    Passeggiata di quartiere domenica 13/09, h. 18:00
    Via del Pigneto, angolo Via Grosseto

    A inizio settembre si è verificata un’ennesima aggressione al Pigneto, ai danni di due lavoratori della ristorazione e abitanti di zona che tornavano a casa dopo lavoro. Uno di loro è stato ricoverato per le gravi ferite riportate e non potrà lavorare per un mese. Ai due ragazzi va tutta la nostra vicinanza e solidarietà, ma quanto è accaduto ci riguarda tutte e tutti.

    Non è la prima volta che gruppi provocano e aggrediscono persone in zona. Episodi spesso a sfondo xenofobo, discriminatorio, omofobico o transfobico, altre volte senza apparenti ragioni: l’ultimo episodio noto è stato quello di una donna a giugno. Non possiamo più tollerare che il quartiere diventi invivibile nelle ore serali e notturne.

    Da anni a Roma vediamo un abbandono dei quartieri da parte della politica e delle istituzioni, che piuttosto che investire nei territori investono in armi e guerra. Al contempo, vivere gli spazi pubblici viene ostacolato, vengono meno spazi di aggregazione e svago per la collettività e, con la scusa della “malamovida”, il tempo libero viene relegato al consumo nei locali. Una risposta che non ha mai puntato a contrastare isolamento e disagio sociale, ma li ha aggravati, rendendoci sempre più sole e soli e indebolendo anche la capacità di reagire alle violenze, facendoci sentire impotenti.

    Un meccanismo che al Pigneto è facilitato dalla trasformazione del quartiere in uno spazio dedicato a un turismo sempre più sregolato, sottraendolo in parte agli abitanti che fanno i conti con affitti e costo della vita in aumento. Tra l’altro questo settore è spesso portato avanti da lavoratrici e lavoratori precari e in nero, tra cui tanti giovani e persone immigrate di cui molti vivono in zona. Persone che ogni giorno fanno i conti con una società violenta che li sfrutta e gli toglie ogni garanzia.

    Ma il Pigneto è un quartiere che è ancora vivo e solidale, con un tessuto sociale che nonostante tutto resiste e che ha sempre saputo rispondere al momento del bisogno. Questa è la chiave per una reale sicurezza.

    Dal governo e nelle istituzioni si invocano sempre più spesso risposte securitarie e repressive, tra zone rosse, polizia e militarizzazione. Ma questa non è sicurezza. L’unica sicurezza possibile è la sicurezza sociale: servizi pubblici, tutele, diritto alla casa e spazi per la socialità. La sicurezza la fanno gli abitanti riprendendosi strade e piazze, uscendo dall’isolamento e rispondendo collettivamente. La sicurezza è costruire la città pubblica!

    Nessuno spazio per violenza e aggressioni, rispondiamo tutte e tutti insieme!
    Vediamoci domenica 13 settembre alle 18:00 per una passeggiata di quartiere!

    roma.convoca.la/event/basta-ag

  7. donatella della porta sulla definizione di antisemitismo (dalla newsletter del ‘manifesto’, 7 set. 2026)

    Donatella Della Porta

    Nata nel 2016 come strumento di catalogazione per documentazione d’archivio, la definizione di antisemitismo dell’Ihra (International Holocaust Remembrance Alliance) è del tutto inadeguata a fornire una base legale per la definizione dell’antisemitismo nonché dannosa per la democrazia e per la lotta contro il razzismo.

    Oltre a essere vaga ed imprecisa (e anche per questo esplicitamente non vincolante dal punto di vista legale), la definizione paradossalmente viola quegli stessi criteri che vorrebbe difendere, rendendo tendenzialmente inutilizzabile il concetto stesso di anti-semitismo e inquinando le stesse conoscenze sull’andamento del razzismo contro gli ebrei. I suoi effetti sulla libertà di espressione e la libertà accademica sono poi drammatici, contribuendo a ostacolare la ricerca in diversi campi di studio (inclusi quelli sul genocidio ed ebraismo), che sono ormai profondamente divisi.

    CONSIDERANDO la core definition dell’Ihra come confusa, già nel 2020 un gruppo di 220 esperti di antisemitismo ha proposto, nella Dichiarazione di Gerusalemme, una definizione di antisemitismo come «discriminazione, pregiudizio, ostilità o violenza contro gli ebrei in quanto ebrei (o le istituzioni ebraiche in quanto ebraiche)». Quegli stessi studiosi avevano osservato che «poiché la definizione dell’Ihra è poco chiara sotto alcuni aspetti fondamentali e ampiamente aperta a diverse interpretazioni, ha causato confusione e generato polemiche, indebolendo così la lotta contro l’antisemitismo».

    Specialmente deleteri nei loro effetti sono alcuni degli esempi che fanno parte della proposta Ihra che nei fatti introducono un collegamento tra critica a Israele e antisemitismo affermando che le manifestazioni di antisemitismo possono includere l’attacco allo Stato di Israele, concepito come collettività ebraica. Tuttavia, le critiche a Israele simili a quelle rivolte a qualsiasi altro Paese non possono essere considerate antisemite.

    Lasciando nel vago la definizione dei criteri per giudicare quando la critica a Israele si distacca da quella ad altri stati, tra gli esempi di critiche a Israele con potenziali connotati antisemiti vengono citate «negare al popolo ebraico il diritto all’autodeterminazione, ad esempio sostenendo che l’esistenza dello Stato di Israele è un’impresa razzista»; «fare paragoni tra la politica israeliana contemporanea e quella nazista»; «ritenere gli ebrei collettivamente responsabili delle azioni dello Stato di Israele».

    DATO CHE la comparazione tra eventi storicamente diversi ma con alcune caratteristiche paragonabili è alla base stessa del ragionamento etico e politico, in generale e ancor più scientifico, l’assimilazione all’antisemitismo della utilizzazioni di termini come genocidio, pulizia etnica, apartheid, ghetto, campo di sterminio per riferirsi alle azioni di istituzioni e amministrazioni israeliane permette di reprimere le critiche a Israele. Questo appare tanto più insostenibile in un momento in cui l’appropriatezza della utilizzazione di quei termini alle violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale da parte di Israele è stata confermata da attori come corti internazionali, esperti e organizzazioni umanitarie internazionali, radicandosi anche nell’opinione pubblica.

    La censura nell’uso di quei termini per definire i crimini di Israele viene poi spesso attivata da una serie di attori, di governo e no, fra i principali promotori di quella definizione fuorviante: dai partiti della destra radicale (che combinano da qualche anno un antisemitismo razzista unito a un sostegno alle politiche razziste di Israele) alle correnti sioniste nei partiti centristi o anche di centro-sinistra (uniti nella difesa del passato coloniale), dalla stampa mainstream alle campagne dell’Hasbara israeliana sui social media, di gruppi razzisti di estrema destra ad alcune (ma non tutte) associazioni ebraiche sioniste.

    LA DEFINIZIONE DELL’IHRA è stata spesso richiamata nella repressione delle proteste in solidarietà con la Palestina, in nome di una violazione di una definizione formalmente non vincolante dal punto di vista giuridico ma che ha acquisito uno status giuridico ambivalente. È stata infatti utilizzata da imprenditori di panico morale per giustificare campagne di repressione contro le espressioni di solidarietà con la Palestina, attraverso attacchi personali ad attivisti, anche ebrei, nella forma del doxxing organizzato e campagne di cancellazioni di eventi artisti o accademici sulla Palestina.

    Ragioni di sicurezza vengono citate per negare la parola dopo campagne di panico morale. La scientificità viene messa in discussione da non accademici e imposta con minacce di togliere fondi pubblici e privati.

    COME MOLTI EBREI antisionisti hanno osservato, la definizione dell’Ihra non protegge gli ebrei ma anzi li colpisce direttamente come attori che criticano Israele e indirettamente screditando il concetto stesso di antisemitismo. In modo perverso, viene utilizzata per raccogliere dati falsati sul fenomeno, lamentandone una crescita che è però (almeno in buona parte) inflazionata dal contare come antisemitismo le critiche a Israele (fino alle dichiarazioni da parte di intellettuali ebrei, bersagliati come traditori).

    Paradossalmente la definizione Ihra viola i suoi stessi principi, introducendo quella confusione tra Israele e ebrei che si dice di volere combattere. C’è da aggiungere che, nei paesi in cui si è fatto più ricorso alla definizione Ihra, il suo uso strumentale nella stigmatizzazione e nella repressione della sinistra e dei migranti legato al collegamento del presunto antisemitismo contro Israele a un presunto antisemitismo nella sinistra e «importato» ha prodotto gravi rotture nella fiducia istituzionale senza peraltro convincere i cittadini che ormai in maggioranze molto consistenti esprimono sia la loro convinzione che Israele sta commettendo un genocidio dei palestinesi e sia la loro opposizione al sostegno dei loro governi a esso.

    Donatella Della Porta

    #antiSemitismo #antirazzismo #antisemitismo #autodeterminazione #colonialismo #confusione #criminiDiIsraele #criticaAIsraele #DichiarazioneDiGerusalemme #dirittiUmani #dirittoInternazionale #ebraismobertàDiEspressione #Gaza #genocidio #hasbara #Ihra #InternationalHolocaustRemembranceAlliance #Israele #libertàAccademica #libertàDiEspressione #neofascismo #Palestina #polemiche #razzismo #sionismo
  8. DECOLONIZZARE l’IMMAGINARIO

    Casa di Quartiere "Scipione dal Ferro", venerdì 11 settembre alle ore 17:00 CEST

    DECOLONIZZARE l’IMMAGINARIO, tre giorni di festival diffuso: 3 giorni, 19 eventi, 49 ospiti, 1 rione, 0 euro. www.resistenzeincirenaica.com

    balotta.org/event/decolonizzar

  9. ABBA VIVE - Festival Antirazzista

    Da venerdì 4 settembre a domenica 6 settembre, dalle 08:00 alle 12:00, presso Teatro Burri, Parco Sempione

    Non pensavamo che avremmo annunciato le date della 18° edizione del Festival Antirazzista, dedicato ad Abba Abdoul Guiebre, mentre ancora piangiamo per l’assassinio di Abderrahim Fakir.

    Ci uniamo al dolore della famiglia, del quartiere Pilastro e di tutte le comunità di persone che ogni giorno subiscono gli effetti della profilazione e dell’odio razziale.

    Il 14 Settembre del 2008 il giovane Abba, a soli 19 anni, veniva ucciso in via Zuretti, a colpi di spranga, da due suprematisti bianchi.

    Davanti a quell’assassinio un’intera generazione ha promesso di non dimenticare, di continuare a lottare e di dire chiaramente che il razzismo è un veleno che uccide.

    Ci vedremo, anche quest’anno, al Parco Sempione per una tre giorni dedicata alle pratiche decoloniali e antirazziste, alla musica, allo sport e a tutto ciò che può farci tessere comunità che resistono al razzismo.

    Celebriamo la vita, contro chi vuole seminare odio e morte.

    PROGRAMMA DELLE 3 GIORNATE DI FESTIVAL:

    Venerdì 04 Settembre 2026

    H 10 – Allestimento collettivo

    H 16 – Apertura del festival

    H 19 – Torneo di Basket 4 vs 4

    H 19:30 – Incontro con Abundia Alvarado (AKC) e proiezione del Docufilm “Stop Cop City”

    Sabato 05 Settembre 2026

    H 10 – Torneo di Calcetto 5 vs 5

    H 17 – “R2F – From the River 2 the Field”, presentazione del progetto per un campo sportivo in Palestina

    H 17 - Allenamento aperto di Kung Fu

    H 18 - Allenamento aperto di Yoga

    H 18 - Lezione aperta di lingua italiana della scuola "Abba"

    H 21 – Rap4Abba con Hipho4thepeople, Nicky, Roy Raheem, Dug, Nuny e DJSet by Blacksheep

    Domenica 06 Settembre 2026

    H 10 – Calcetto e giochi per bimb*

    H 15 - Rugby per tutt, grand e bambin*, a cura di Stella Rossa

    H 16 – Allenamento aperto e ronda di Capoeira

    H 16 – Da Ceuta all’Albania, come si esprime il presente coloniale europeo? Dibattio con Djarah Kan, Nicoletta Alessio, Souad Maddahi, Fioralba Duma.

    H 17 – Allenamento aperto di boxe

    H 17:30 – Percussioni per bimb*: laboratorio e gioco musicale

    H 18 – Lezione di salsa

    H 19 – Salsodromo: Ana Charum & Chris Laraffe en vivo

    H 19:30 – Salsodromo: DJSet by Wiqha, Guayaba, Kelly

    H 20 – Danza delle fat3, performance e allenamento

    H 21:30 – Puro Perreo: DJSet by Violett Moon

    H 18 – Lezione di salsa

    H 19 – Salsodromo: Ana Charum & Chris Laraffe en vivo

    H 19:30 – Salsodromo: DJSet by Wiqha, Guayaba, Kelly

    H 20 – Danza delle fat3, performance e allenamento

    H 21:30 – Puro Perreo: DJSet by Violett Moon

    #sport #AbbaVive #antirazzismo #basket #Calcio #cibo #convivialità #dibattiti #festival #FestivalAntirazzista #IngressoLibero #musica #MusicaLive #serate

  10. ABBA VIVE - Festival Antirazzista

    Da venerdì 4 settembre a domenica 6 settembre, dalle 08:00 alle 12:00, presso Teatro Burri, Parco Sempione

    Non pensavamo che avremmo annunciato le date della 18° edizione del Festival Antirazzista, dedicato ad Abba Abdoul Guiebre, mentre ancora piangiamo per l’assassinio di Abderrahim Fakir.

    Ci uniamo al dolore della famiglia, del quartiere Pilastro e di tutte le comunità di persone che ogni giorno subiscono gli effetti della profilazione e dell’odio razziale.

    Il 14 Settembre del 2008 il giovane Abba, a soli 19 anni, veniva ucciso in via Zuretti, a colpi di spranga, da due suprematisti bianchi.

    Davanti a quell’assassinio un’intera generazione ha promesso di non dimenticare, di continuare a lottare e di dire chiaramente che il razzismo è un veleno che uccide.

    Ci vedremo, anche quest’anno, al Parco Sempione per una tre giorni dedicata alle pratiche decoloniali e antirazziste, alla musica, allo sport e a tutto ciò che può farci tessere comunità che resistono al razzismo.

    Celebriamo la vita, contro chi vuole seminare odio e morte.

    PROGRAMMA DELLE 3 GIORNATE DI FESTIVAL:

    Venerdì 04 Settembre 2026

    H 10 – Allestimento collettivo

    H 16 – Apertura del festival

    H 19 – Torneo di Basket 4 vs 4

    H 19:30 – Incontro con Abundia Alvarado (AKC) e proiezione del Docufilm “Stop Cop City”

    Sabato 05 Settembre 2026

    H 10 – Torneo di Calcetto 5 vs 5

    H 17 – “R2F – From the River 2 the Field”, presentazione del progetto per un campo sportivo in Palestina

    H 21 – Rap4Abba con Hipho4thepeople, Nicky, Roy Raheem, Dug, Nuny e DJSet by Blacksheep

    Domenica 06 Settembre 2026

    H 10 – Calcetto e giochi per bimb*

    H 16 – Allenamento aperto e ronda di Capoeira

    H 16 – Da Ceuta all’Albania, come si esprime il presente coloniale europeo? Dibattio con Djarah Kan, Nicoletta Alessio, Souad Maddahi, Fioralba Duma.

    H 16:30 – Percussioni per bimb*: laboratorio e gioco musicale

    H 17 – Allenamento aperto di boxe

    H 18 – Lezione di salsa

    H 19 – Salsodromo: Ana Charum & Chris Laraffe en vivo

    H 19:30 – Salsodromo: DJSet by Wiqha, Guayaba, Kelly

    H 20 – Danza delle fat3, performance e allenamento

    H 21:30 – Puro Perreo: DJSet by Violett Moon

    #cibo #sport #serate #MusicaLive #musica #IngressoLibero #FestivalAntirazzista #festival #dibattiti #convivialità #Calcio #basket #antirazzismo #AbbaVive

  11. FAKIR
    Riceviamo e pubblichiamo.
    È passato un mese da quando il 19 luglio scorso a Bologna è stato ucciso Abderrahim Fakir, 42 anni, schiacciato a terra e soffocato dalla polizia durante un fermo.
    Fakir viveva in Italia da quando aveva sette anni ed era titolare di una ditta di trasporti e facchinaggio. Negli ultimi mesi alla sua avvocata aveva manifestato timori leg
    umanitanova.org/fakir/
    #2026 #Articoli #DallItalia #acab #antipsichiatria #antirazzismo #fakir #polizia #razzismo

  12. ABBA VIVE - Festival Antirazzista

    Da venerdì 4 settembre a domenica 6 settembre, dalle 08:00 alle 12:00, presso Teatro Burri, Parco Sempione

    Non pensavamo che avremmo annunciato le date della 18° edizione del Festival Antirazzista, dedicato ad Abba Abdoul Guiebre, mentre ancora piangiamo per l’assassinio di Abderrahim Fakir.

    Ci uniamo al dolore della famiglia, del quartiere Pilastro e di tutte le comunità di persone che ogni giorno subiscono gli effetti della profilazione e dell’odio razziale.

    Il 14 Settembre del 2008 il giovane Abba, a soli 19 anni, veniva ucciso in via Zuretti, a colpi di spranga, da due suprematisti bianchi.

    Davanti a quell’assassinio un’intera generazione ha promesso di non dimenticare, di continuare a lottare e di dire chiaramente che il razzismo è un veleno che uccide.

    Ci vedremo, anche quest’anno, al Parco Sempione per una tre giorni dedicata alle pratiche decoloniali e antirazziste, alla musica, allo sport e a tutto ciò che può farci tessere comunità che resistono al razzismo.

    Celebriamo la vita, contro chi vuole seminare odio e morte.

    #FestivalAntirazzista #IngressoLibero #musica #MusicaLive #serate #sport #cibo #Calcio #basket #AbbaVive #antirazzismo #convivialità #dibattiti #festival

  13. Moussa in paradiso, la produzione più recente di Teatro Aquilante. Il corpo di Giulio Cavalli diventa scena, voce, denuncia: razzismo e violenza istituzionale seguono Moussa anche oltre la morte. Disponibile da subito per teatri, circoli, biblioteche, scuole.
    Conosci chi decide al circolo, in biblioteca, a scuola nel tuo paese? Taggalo o mandagli questo video: proviamo a organizzarlo lì.
    #TeatroCivile #GiulioCavalli #Moussainparadiso #Diritti #Antirazzismo

  14. Moussa in paradiso, la produzione più recente di Teatro Aquilante. La voce in scena prova a giustificare uno sparo con la sete di sangue attribuita ai neri, come se il pregiudizio fosse un movente accettabile. Tre colpi, l'ultimo nel petto: lo stesso linguaggio con cui, ancora oggi, si raccontano certe morti in questura o in custodia.

    Scrivimi in DM la tua città, ti porto lo spettacolo lì.

    #TeatroCivile #Antirazzismo #ViolenzaIstituzionale #TeatroAquilante

  15. CW: Violenza istituzionale, razzismo (satira teatrale)

    L'angelo legge a Moussa i giornali del giorno della sua morte: cinquanta secondi per morire, dicono tutti d'accordo. Poi, avevi tutto il tempo per scegliere. Un affondo satirico sul razzismo istituzionale, dal monologo di teatro civile di Giulio Cavalli.
    Richiesta date: docs.google.com/forms/d/e/1FAI
    #TeatroCivile #MoussaInParadiso #GiulioCavalli #Antirazzismo

  16. CW: Razzismo, controlli di polizia (satira teatrale)

    Moussa in paradiso, un pezzo satirico sui controlli di polizia in Italia. Il personaggio recita, con tono paternalistico, la logica del sospetto: chi subisce la discriminazione diventa il problema, dice lui. Poi la satira ribalta tutto. Teatro civile pronto per la stagione 2026/2027, disponibile da subito per teatri, festival, comuni, circoli e associazioni.
    #TeatroCivile #GiulioCavalli #Antirazzismo #DirittiUmani

  17. Una parola può servire a rendere accettabile ciò che non lo è: “remigrazione” viene sempre più usata dall’estrema destra europea per presentare come una normale proposta politica l’idea di espulsioni di massa e di un’Europa definita dall’origine etnica di chi la abita.

    Davanti al Parlamento europeo, @annastrolenberg, europarlamentare di Volt, ha scelto di ribaltare quella narrazione: l’Europa non è “piena” di persone da cacciare. È piena di libertà, talento, diversità, coraggio, speranza, umanità.

    Le migrazioni vanno governate, certamente, ma con politiche serie, comuni e rispettose dei diritti. Perché trasformare milioni di persone in un problema da rimuovere non offre soluzioni: normalizza semplicemente esclusione e razzismo.

    Difendere l’Europa significa anche decidere quale Europa vogliamo essere: una fortezza costruita sulla paura o una comunità capace di proteggere la dignità di ogni persona?
    Per noi, la risposta è chiara. Per te?

    #Remigrazione #Migrazioni #DirittiUmani #Antirazzismo #EuropaInclusiva #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  18. ABBA VIVE - Festival Antirazzista

    Da venerdì 4 settembre a domenica 6 settembre, dalle 08:00 alle 12:00, presso Teatro Burri, Parco Sempione

    #sport #basket #antirazzismo #AbbaVive #festival #FestivalAntirazzista #IngressoLibero #musica #MusicaLive #serate #Calcio #cibo #convivialità #dibattiti

  19. Merenda Antirazzista

    Saluzzo , domenica 12 luglio alle ore 16:00 CEST

    Le lotte si fanno nelle piazze, nei campi, ma anche attorno a una tavola condivisa.

    Domenica 12 luglio ci troviamo al Parco Gullino per la Merenda Antirazzista: un pomeriggio di convivialità, musica e discussione insieme a chi ogni giorno si batte contro lo sfruttamento dei braccianti e contro un sistema che produce disuguaglianze e razzismo.

    Ci saranno giochi, open mic, dibattiti, Radio Black Out in diretta e, dalle 20, concerti e spettacoli (nel rispetto dell'orario in cui chi dorme al parco Gullino si ritirerà per riposare)

    Porta un po' di cibo da condividere.
    Porta domande, idee e curiosità.
    Perché l'antirazzismo si pratica, la solidarietà si costruisce e i diritti si difendono insieme.

    Ci vediamo domenica 12 luglio, dalle ore 16, al Parco Gullino di Saluzzo.

    gancio.cisti.org/event/merenda

  20. Chi ha conosciuto la discriminazione non dovrebbe voltarsi dall’altra parte quando la stessa logica di odio colpisce qualcun altro.

    Aiv Puglielli, parlamentare italo-australiano dei Verdi del Victoria, lo ha ricordato con parole chiarissime: l’odio che un tempo prendeva di mira gli italiani emigrati in Australia oggi si riversa sulle persone migranti e sulla comunità musulmana. Cambia il bersaglio, non cambia il meccanismo: si costruisce un nemico, lo si dipinge come estraneo e lo si usa per alimentare paura, rancore e divisione.

    La storia dei nostri emigrati, accolti con diffidenza, sfruttati e spinti a rinunciare alla propria identità, dovrebbe insegnarci quanto sia pericolosa la retorica della “remigrazione” rilanciata anche in Italia.

    Non esiste un’unica identità legittima. Esistono società plurali, costruite da persone con origini, culture e storie diverse.

    Ricordare non basta: bisogna scegliere da che parte stare. Ieri il bersaglio erano gli italiani, oggi sono i musulmani, domani sarà qualcun altro. L’odio cambia volto, ma il meccanismo resta lo stesso. Spezzarlo significa rifiutare ogni discriminazione, anche quando non colpisce direttamente noi.

    #Antirazzismo #Migrazioni #Islamofobia #DirittiUmani #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  21. La vita siamo noi.

    Corteo "Fuck Remigration - il mondo è di chi si muove"

    📆 Sabato 13 giugno ore 15
    📍Colosseo a Roma

    Venite tuttɜ, dimostriamo che Roma è antifascista e antirazzista!

    #fuckremigration #remigration #remigrazione #roma #antirazzismo #antifa #antifascismo

  22. Fuck Remigration

    Colosseo, sabato 13 giugno alle ore 15:00 CEST

    ore 15 Corteo - Colosseo - Piazza Vittorio
    Fuck Remigration
    Respingiamo chi semina odio

    Roma sa da che parte stare
    Roma non vi vuole
    Roma è partigiana
    Roma è antirazzista
    Il 13 giugno tutt3 in piazza!

    roma.convoca.la/event/fuck-rem

  23. Modena ribelle. Contro lo sciacallaggio fascista e le intimidazioni di Stato
    La settimana tra il 16 e il 23 maggio ha visto la città di Modena trasformarsi in un terreno di scontro aperto tra il fango del razzismo di
    umanitanova.org/modena-ribelle
    #2026 #Articoli #DallItalia #InEvidenza #numero_19 #antifascismo #antirazzismo #avvocati #libera #mobilitazione #mobilitazioni #modena #razzismo #RazzismoDiStato #solidariet

  24. Ci si vede oggi a Cesena allo skate park di via Fausto Coppi!
    Martedì 2 giugno LOTTA SPAZI E CULTURA - FESTIVAL ANTIFASCISTA.

    #antirazzismo #antifascismo
    #cesena #antifa

  25. ☆ LOTTA SPAZI E CULTURA / FESTIVAL ANTIFASCISTA E ANTIRAZZISTA / CESENA, MARTEDÌ 2 GIUGNO 2026 ☆

    👉🏿 Dalle ORE 11.00 e per tutta la giornata al Jurassic Skate Park, via Fausto Coppi, Cesena.
    [ In caso di pioggia l'evento sarà spostato al Magazzino Parallelo - Via Genova 70, Cesena ]

    ...PRESENTAZIONI / LABORATORI / INCONTRI / CONVIVIALITÀ / BANCHETTI INFORMATIVI / ARTIGIANATO / MUSICA DAL VIVO / PERFORMANCE / JAM SESSION / SERIGRAFIA / MOSTRE / GIOCOLERIA...

    PROGRAMMA COMPLETO:
    osservatorioantifaromagna.nobl

    #antifascismo #antifa #antirazzismo #festival #cesena

  26. SQUARCIAGOLA! Festival Migliori di Così 2026

    Parco Rotondo, Nembro, venerdì 12 giugno alle ore 10:30 CEST

    L’associazione Migliori di Così è lieta di annunciare il ritorno dell'omonimo Festival, che quest'anno si terrà da venerdì 12 a domenica 14 giugno al Parco Rotondo di Nembro, assumendo il titolo di Squarciagola.

    Gli eventi sono interamente a ingresso gratuito. Segue programma dei diversi giorni.

    Venerdì 12 giugno

    • Ore 21:00 Proiezione del documentario The Cost of Growth, un'opera in lingua originale inglese con sottotitoli in italiano che intreccia diverse lotte sociali e dà voce a chi costruisce alternative attraverso la cooperazione dal basso, a cui seguirà un momento di dibattito e condivisione con il pubblico.

    Sabato 13 giugno

    • Ore 15:00 Inizio laboratori: Gli spazi del parco ospiteranno Nogaye Ndiaye, divulgatorə sui temi di antirazzismo e transfemminismo, per un approfondimento intitolato «Il paradigma del privilegio». Contemporaneamente, Valeria Verdolini guiderà il laboratorio «Abolire l’impossibile», una riflessione sulle pratiche di libertà e sull'impatto sociale a partire dal suo omonimo volume, mentre Giulia e Viktoria dell'associazione Migliori di Così coordineranno un cerchio di parole, uno spazio di ascolto attivo e condivisione rispettosa legato ai ruoli di genere.

    • Ore 17:30 talk "Un mare che grida", un incontro con l'attivista Margherita Cioppi che racconterà la propria esperienza di soccorso e solidarietà nelle missioni nel Mediterraneo e nella Global Sumud Flotilla diretta a Gaza.

    • Ore 20:00 Concerto pop-rock dei Nosedive

    • Ore 21:00 Concerto Piccola Orchestra Karasciò.

    Domenica 14 giugno

    • Ore 10:30 inizio di due attività laboratoriali: Corpo Libero, un percorso teatrale curato da Giollicoop incentrato sulla decostruzione della narrazione dominante sul corpo, e Uno sguardo sulle Orobie, un'esperienza comunicativa alternativa legata al territorio in collaborazione con TerreAlt(r)e sottovoce.

    • Ore 17:30 talk «Dentro il gorgo dei CPR», in cui lə giornalista di Altreconomia Luca Rondi guiderà il pubblico nell'approfondimento del funzionamento e delle criticità dei centri per il rimpatrio.

    • Ore 21:00 Proiezione del documentario «Il fuoco non si è spento», incentrato sulla resistenza dell3 lavorator3 della ProSus di Vescovato contro i licenziamenti, cui seguirà il dialogo finale con il collettivo 1minutodipiù.

    Si ricorda che la prenotazione è necessaria per i laboratori e per assicurarsi il posto in caso di pioggia!

    Ulteriori dettagli sono reperibili sul sito internet www.miglioridicosi.it e sul profilo Instagram @migliori_di_cosi.

    botep.org/event/squarciagola-f

  27. Due giorni antirazzisti a San Berillo

    San Berillo, lunedì 1 giugno alle ore 09:00 CEST

    Due giorni di iniziative contro il razzismo di stato a San Berillo, presto il programma.

    attoppa.it/event/due-giorni-an

  28. INTRODUZIONE

    Siamo la rete transterritoriale, transfemminista e antispecista di NUDM.

    Siamo fortemente antifascistə e antirazzistə e per l'autodeterminazione di tutti i popoli e tuttx lx individux.

    Vogliamo inoltre politicizzare e rendere visibile l’oscurità della questione animale e siamo in lotta solidale con i miliardi di animali fatti nascere al solo fine di essere sfruttati e uccisi.

    Leggi la nostra introduzione completa qui: assembleacorpieterra.net/2025/

    Seguici e vieni alle nostre assemblee che sono sempre online e aperte a tuttx. Per partecipare basta scrivere a [email protected]

    Ti aspettiamo!

    🔄 RT benvenuti
    #antispecismo #transfemminismo #nudm #antifa #antifascismo #antirazzismo #intersezionalita

  29. SIAMO CAMPI DI BATTAGLIA

    CSOA Forte Prenestino, giovedì 23 aprile alle ore 19:00 CEST

    CSOA Forte Prenestino
    giovedì 23/04/2026
    verso il 25 aprile e il 1º maggio…

    SIAMO CAMPI DI BATTAGLIA
    sistemi di razzializzazione come dispositivi di controllo coloniale

    dalle 19:00
    presentazione e proiezione del documentario
    “Nous sommes des champs de bataille” (Fra 2025, 90’)
    di Mathieu Rigouste

    con
    - Mathieu Rigouste
    - Rajaa del CSOA Lambretta
    - Wahid
    - Blocco Decoloniale Roma

    a seguire
    live set: Wahid & Omar aka 3RB Nda Hood
    djset: PolG + ALD (Mawinbi / Fr)

    ...

    Siamo campi di battaglia tra le guerre imperialiste.

    Siamo testimoni a distanza delle guerre coloniali, mentre subiamo l’impasto del dominio metropolitano.

    È la meccanica imperiale che si muove e ci governa.

    È l’ordine sperimentato nei territori di conflitto indisturbato che dispensa politiche securitarie, attraverso dispositivi di controllo capillare.

    Una narrazione lucida e cruda quella di Mathieu Rigouste (sociologo militante), distribuita tra il libro “La guerre globale contre le peuples” e il documentario “Nous sommes des champs de bataille”. Contributo teorico ed allo stesso tempo inequivocabilmente congruo per il testo scritto, restituzione asciutta e severa per il documentario che consegna lo scenario definitivo dei poteri neo-liberali imperiali della nostra modernità.

    Passando per la fiera delle armi di Parigi, Rigouste racconta dei processi di costruzione di poteri necropolitici, delle derive globali di normalizzazione coloniale, sofferte dentro ma anche fuori la guerra, delle strategie di sorveglianza, controllo e repressione agite nella demarcazione dei regimi di frontiera ed esportate negli ordinamenti delle periferie che abitiamo.

    La guerra contro i popoli disegna i contorni di un potere globale che si espande con l’artiglieria di guerra, mentre si configura come ordine regolamentato di vita urbana. I dispositivi repressivi cambiano la scala di applicazione: dagli armamenti e dalle strategie belligeranti, alla definizione di politiche securitarie interne per la repressione del dissenso, per la persecuzione poliziesca della non omologazione, in forma di disparità di genere, di cultura, di provenienza.

    Il 23 aprile incontreremo Mathieu Rigouste per approfondire e interrogarci insieme a lui, a Rajaa del CSOA Lambretta di Milano, a Wahid e al Blocco Decoloniale di Roma su possibilità, spinte e strategie di resistenza politica alla guerra contro i popoli, a partire da noi stessi bianchi occidentali privilegiati.


    ...
    Vieni e fai venire!
    in funzione Taverna, Pub12ditutto, Sala da tè InTHERferenze, Enoteca, Infoshop, Serigrafia, Banchetti info&distro

    www.forteprenestino.net/attivita/3622-siamo-campi-di-battaglia

    roma.convoca.la/event/siamo-ca

  30. "Remigrazione” è la parola vigliacca con cui l’estrema destra prova a ripulire un’idea fetida: una discriminazione di massa per cui si vorrebbero cacciare persone in base alla loro origine.
    La storia europea ci ha già mostrato dove portano questi discorsi etnonazionalisti.

    #Remigrazione #Immigrazione #DirittiUmani #Antirazzismo #PoliticaItaliana #EuropaFederale #Volt #VoltItalia

  31. Quando la cura è resistenza. Ravenna – proibito certificare inidoneità a CPR
    …E fu poi dopo tutte le leggi preventive contro anche i quasi reati, gli infiniti decreti sicurezza, le sanzioni, gli arresti, le manganellate alle student*, dopo tutte le censure
    umanitanova.org/quando-la-cura
    #2026 #Articoli #DallItalia #numero_8 #antirazzismo #cpr #cure #medici #medicina #migrazioni #ravenna #RazzismoDiStato #repressione

  32. E poi vengono i cafoni. Morire di freddo e bracciantato
    Mamadou Sey aveva 38 anni. Bracciante agricolo, immigrato regolare dal Gambia. È morto il 23 gennaio scorso all’interno della sua auto, parcheggiata all’ingresso dell’insediamento di Torretta Antonacci, nel foggiano.
    umanitanova.org/e-poi-vengono-
    #2026 #Articoli #DallItalia #numero_5 #antirazzismo #bracciantato #braccianti #caporalato #DirittoAllabitare #MortiDiStato #RazzismoDiStato

  33. Le parole non sono mai neutre: possono ferire, escludere, creare confini. Ma possono anche aprire spazi, cambiare sguardi, generare pratiche nuove.

    📚 Incontro gratuito per capire e trasformare il linguaggio del razzismo, a Firenze, con studios3 e attivist3 che lavorano ogni giorno su parole, potere e rappresentazioni.

    🔹 13 febbraio | 17.00–19.00
    𝐈𝐥 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞. 𝐃𝐢𝐫𝐞 𝐞̀ 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐟𝐚𝐫𝐞
    con Beatrice Gnassi

    #antirazzismo #linguaggio #parolecontano #ARCI #Firenze #unichemaplurali

  34. Ricevo e diffondo:

    <<Contro il "comitato #remigrazione che vorrebbe il ritorno del nazifascismo, Modena si mobilita! Non c' è spazio per loro nella nostra città!>>

    #remigration #antifa #antifascist #antiracist #antirazzismo #antifascismo

  35. grazie alla newsletter di Desirée Bela-Lobedde

    Oggi traduco questa lettera scritta da Chris Lambert per Harper’s Bazaar e pubblicata nel giugno 2020, quando l’omicidio di George Floyd era ancora impresso nella nostra mente e moltə si chiedevano cosa fare. Anche se sono passati quasi tre anni, il testo della lettera è ancora attuale, purtroppo, ed è per questo che oggi ve ne propongo la traduzione, per invitarvi a riflettere su di esso.

    I bianchi non possono tacere, dice Chris Lambert, in questo appello all’autoeducazione e alla responsabilità condivisa.

    Vedo molte persone – persone che rispetto, che amo, che stimo – dire che non si sentono istruite, che non conoscono molte persone nere, che vogliono essere di supporto ma hanno paura di dire la cosa sbagliata, che non sanno come aiutare, come realizzare il cambiamento che deve essere fatto.

    Potrei soffermarmi su cosa significhi essere neri, ma non è questo il momento. È il momento di chiarire il fatto più importante e semplice: non è necessario conoscere le persone nere per capire il cambiamento che deve essere fatto.

    Sì, conoscere una cultura aiuta se si vuole parlare di essa, ma non è necessario parlare per la cultura nera; si deve parlare della cultura bianca. Non dovete per forza marciare, scrivere cartelli, ribellarvi; dovete solo non stare in silenzio, e per fare questo dovete conoscere voi stessə.

    Non è l’essere nerə a dover essere compreso per permettere all’uguaglianza di progredire.
    Quello che dovete capire è perché permettete che l’uguaglianza venga impedita.

    Quello che dovete capire è perché restate in silenzio, perché non siete alleatə, perché permettete la nostra oppressione e persecuzione.

    Dovete capire che, sebbene queste sembrino parole esagerate e azioni cui non potreste mai prendere parte – cose che provengono da stati e tempi diversi – pure vi coinvolgono. Sono parole grosse e, sebbene ad oggi se ne parli perché l’ennesima persona nera è stata giustiziata, per la maggior parte di noi queste parole significano invece vivere una vita mortifera con mille ferite.

    Dovete capire che quando ve lo diciamo e voi non ascoltate o non fate nulla, diventate letteralmente un pezzo consistente del problema. Le decisioni che mantengono i gruppi minoritari in minoranza sono prese dalla maggioranza. Noi siamo la minoranza. Dobbiamo gridare più forte per essere ascoltatə. Quindi, quando la nostra voce vi raggiunge e voi la ignorate, diventate la definizione stessa del problema.

    Dovete capire che anche in questo momento, mentre leggete questo testo, ci saranno persone bianche che mi chiamano amico e che non hanno letto fino a qui perché non è un loro problema – persone che hanno già girato pagina, sono passate oltre, perché queste parole sono scomode, inopportune.

    Ve l’abbiamo detto per tutta la vita. Anche se non ne avete mai parlato con una persona di colore, ve l’abbiamo detto e voi lo sapete.

    Voi sapete che riceviamo un trattamento ingiusto: dal pubblico in strada, dalla dirigenza in sala riunioni, dalla stessa legge che dovrebbe essere lì per proteggerci e servirci. Noi. Voi e io.

    Lo sapete perché ve lo abbiamo detto. Ma quando non otteniamo la nostra giusta parte, la nostra uguaglianza, voi tacete.

    Sapete che veniamo giudicatə. Siamo giudicatə per le cose che abbiamo: i vestiti che indossiamo, il cibo che mangiamo, le auto che guidiamo. Siamo giudicati per quello che siamo: i nostri muscoli, i nostri sederi, i nostri peni, i nostri capelli. Siamo giudicati per le cose che facciamo: il modo in cui lavoriamo, il modo in cui parliamo, il modo in cui camminiamo, il modo in cui protestiamo.

    Laddove queste cose vi fanno comodo, vi soddisfano, laddove potete gustare l’esibizione della nostra nerezza, esse sono tollerate, celebrate: sono Beyoncé, o Ian Wright.
    Se non sono tollerate, sono Meghan Markle e Raheem Sterling.
    E queste cose le sapete perché avvengono sotto gli occhi di tuttə.

    Scrivete voi i giornali che diffamano queste persone? Che premono così tanto, che arrivano così in alto, da spingere il nipote della regina d’Inghilterra a lasciare il Paese con moglie e figlio. No, non li scrivete voi in prima persona, ma voi boicottate questi giornali? Chiedete allə vostrə amicə perché li sostengono? Parlate contro la nostra denigrazione a tavola durante il pranzo della domenica o con le vostre azioni?

    No, non ne parlate.

    Vi presentate di fronte a una nazione e parlate di “deportare prima, appellarsi poi”? Vi riferite alle persone nere piccole come “ne****ta” o “ne****to”? No, non lo fate. Ma boicottate queste persone? Vi schierate in solidarietà contro il razzismo esplicito con cui sono salite al potere, e contro tutto ciò che questo significa? Parlate con lə vostrə amicə della scorrettezza di tutto questo, dell’ingiustizia di cui siete testimonə?

    No, non ne parlate.

    Non avete alcuna remora a votare per un gruppo [di politici] che parla di noi come di persone senza valore, di integrazioni indegne, di tassi di criminalità; un gruppo che ha minacciato di deportare le nostre madri e i nostri padri per cercare di ottenere qualche voto in più da coloro che pensano che probabilmente ci sono già abbastanza persone nere qui, come se fossimo un problema di popolazione da controllare.

    Ignorate queste cose perché vi fa comodo. Ignorate il problema perché vi disturba, vi dà fastidio.

    In questo modo diventate il problema, la sua incarnazione, la sua linfa vitale. La disuguaglianza persiste perché la maggioranza permette che accada.

    Può darsi che voi boicottiate queste cose. Forse avete assunto posizioni. Ma così come dire “non tutti gli uomini” non vale niente finché non c’è parità di trattamento di genere, non vale niente nemmeno in questo caso essere solo un faro isolato di uguaglianza.

    Perché conoscete qualcunə che è là fuori a parlare di noi: dei “loro simili”, di come “se non gli piace perché non se ne vanno”, di come “questo paese non è razzista perché guardate questi individui non bianchi con lavori e soldi importanti.”

    Non è necessario essere razzisti per essere complici della mancanza di progresso. Basta permettere l’ignoranza che alimenta il razzismo quando la si vede. Il silenzio tra pari è il fattore che favorisce tutte le ingiustizie. Lo è sempre stato e sempre lo sarà.

    Non è necessario essere neri per sapere come aiutare.

    Non è necessario essere qualcunə per capire la sua situazione. Siamo esseri umani: abbiamo il dono dell’empatia, di un innato senso di giustizia.

    Non devo essere una donna per capire che le donne hanno diritto alla parità di retribuzione. Non devo essere gay per capire che le persone omosessuali hanno il diritto di amare chi vogliono.

    Però bisogna essere nerə per capire che ho il diritto di non essere giudicatə o perseguitatə?

    Di nuovo: sì, è utile conoscere una cultura se si vuole parlare di essa; ma non siete invitatə a parlare per la cultura nera, bensì della cultura bianca. Nessuno vi chiede di marciare, di scrivere cartelli. Non c’è bisogno di diventare espertə di cultura; è sufficiente non stare in silenzio.

    Smettete di fingere che non ci sia un problema solo perché non vi riguarda. Perché così facendo siete anche voi il problema.

    Potrei approfondire il tema di cosa significhi essere nero; ma siamo mortə, stancə e sfinitə, esaustə di dover dare spiegazioni del cazzo.

    Non discuterò del mio diritto di esistere senza pregiudizi. Non ammorbidirò ciò che sono per paura che lo attribuiate a un ‘essere nero’ che non comprendete. Non perdonerò i vostri errori perché “non ne sapete niente”.

    Non c’è bisogno di saperne di più, perché lo sapete già. O lo sapete e non ve ne preoccupate abbastanza, oppure lo sapete e non ci pensate, ma lo sapete.

    E siamo statə anche sufficientemente pazientə. La nostra oppressione non è qualcosa che si scopre di nuovo ogni giorno: è qualcosa che abbiamo ereditato generazione dopo generazione dopo generazione dopo generazione.

    Non ereditiamo l’oppressione dai nostri genitori, ma dal vostro silenzio.

    https://epentesi.wordpress.com/2023/04/13/lettera-alle-mie-amicizie-bianche/

    #antirazzismo

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