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#europafederale — Public Fediverse posts

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  1. «ANDATE A LAVORARE!»

    È facile urlarlo contro chi protesta. Peccato che nel Sud Italia a fermarsi siano proprio quelli che lavorano: persone che passano la vita sulle strade, macinano chilometri e oggi rischiano di perdere tutto per il caro gasolio.

    E sapete cosa fa ancora più rabbia? L'ipocrisia di una politica che celebra i lavoratori, purché se ne stiano zitti.

    Finché produci, trasporti merci, paghi le tasse e fai sacrifici, sei un esempio da applaudire. Ma appena alzi la testa e chiedi condizioni dignitose, diventi improvvisamente un problema.

    E sarebbe questo il governo che dice di difendere chi lavora?

    Dietro ogni camion ci sono persone, famiglie, anni di sacrifici. E quando i costi diventano insostenibili, le conseguenze ricadono su tutti noi.

    Non ci si può riempire la bocca di promesse per il Sud in campagna elettorale e poi voltarsi dall'altra parte quando chi ci lavora chiede aiuto.

    E francamente, siamo stanchi di vedere chi governa indignarsi più per i disagi delle proteste che per le condizioni che hanno spinto queste persone a fermarsi.

    Questo governo, che si accorge dei lavoratori soltanto quando fanno rumore, DEVE ANDARE A CASA.

  2. In questi giorni migliaia di ragazzi della Gen Z sono scesi nelle piazze italiane per il No Meloni Day: non per chiedere privilegi, ma per mostrare la realtà in cui studiano e rivendicare una prospettiva concreta per il futuro.

    I dati parlano chiaro: quasi un edificio scolastico su tre tra quelli monitorati da Legambiente ha bisogno di interventi urgenti. A Milano una stanza singola costa in media 704 euro al mese.

    La vita costa sempre di più e le famiglie sono al limite: per questo gli studenti chiedono più risorse per l'istruzione, scuole inclusive e un diritto allo studio garantito nei fatti, non solo sulla carta.

    E non è solo una questione di scuola: nelle piazze sono sventolate anche bandiere palestinesi, in solidarietà con chi soffre a Gaza.

    Eppure, troppo spesso l'attenzione si concentra sugli scontri, lasciando in secondo piano le ragioni della protesta.

    E invece servono proprio più investimenti nella scuola pubblica, edifici sicuri, insegnanti valorizzati e un'istruzione accessibile a tutte e tutti.

    Perché non si può continuare a chiamare i giovani «il futuro del Paese» e poi ignorarli nelle scelte politiche di oggi.

  3. 🏠 La casa è un diritto, non un privilegio!

    Domani mattina Francesca Romana D’Antuono, già copresidente di Volt Europa, sarà ospite di Omnibus su La7 per parlare di crisi abitativa, della nostra ICE per il diritto all’abitare e delle proposte di Volt Europa.

    Non perdetevela! 💜

    #DirittoAllaCasa #CrisiAbitativa #EmergenzaAbitativa #La7 #Omnibus #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  4. 🏠 La casa è un diritto, non un privilegio!

    Domani mattina Francesca Romana D’Antuono, già copresidente di Volt Europa, sarà ospite di Omnibus su La7 per parlare di crisi abitativa, della nostra ICE per il diritto all’abitare e delle proposte di Volt Europa.

    Non perdetevela! 💜

    #DirittoAllaCasa #CrisiAbitativa #EmergenzaAbitativa #La7 #Omnibus #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  5. Pegasus non è finito per caso nelle mani del governo polacco: è uno spyware progettato per penetrare nei cellulari, leggere le conversazioni e attivare microfoni e fotocamere all'insaputa dei proprietari.

    Nel 2017 il governo guidato da Diritto e Giustizia ne decise l'acquisto, attingendo persino ai fondi destinati al sostegno delle vittime di reato; poi lo usò anche per tenere sotto controllo le opposizioni politiche.

    Ora la Procura polacca svela un ulteriore dettaglio: NSO Group, l'azienda israeliana che lo sviluppa, poteva tecnicamente accedere all'infrastruttura delle intercettazioni.

    E il ruolo di Israele? È il suo Ministero della Difesa a dare il via libera alle vendite di Pegasus.

    E forse dovremmo chiederci: sta accadendo qualcosa di simile anche in Italia?

    Sotto il governo Meloni, infatti, i nostri servizi segreti hanno comprato Graphite, un altro spyware israeliano sviluppato da Paragon, già impiegato contro due attivisti di Mediterranea; tracce compatibili sono emerse anche sul telefono del giornalista Francesco Cancellato.

    Meloni parla di sovranità. Ma qualcuno ha verificato che Paragon non potesse accedere ai dati raccolti dai nostri servizi segreti?

    #Pegasus #Spionaggio #Privacy #DirittiDigitali #SorveglianzaDigitale #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  6. Pegasus non è finito per caso nelle mani del governo polacco: è uno spyware progettato per penetrare nei cellulari, leggere le conversazioni e attivare microfoni e fotocamere all'insaputa dei proprietari.

    Nel 2017 il governo guidato da Diritto e Giustizia ne decise l'acquisto, attingendo persino ai fondi destinati al sostegno delle vittime di reato; poi lo usò anche per tenere sotto controllo le opposizioni politiche.

    Ora la Procura polacca svela un ulteriore dettaglio: NSO Group, l'azienda israeliana che lo sviluppa, poteva tecnicamente accedere all'infrastruttura delle intercettazioni.

    E il ruolo di Israele? È il suo Ministero della Difesa a dare il via libera alle vendite di Pegasus.

    E forse dovremmo chiederci: sta accadendo qualcosa di simile anche in Italia?

    Sotto il governo Meloni, infatti, i nostri servizi segreti hanno comprato Graphite, un altro spyware israeliano sviluppato da Paragon, già impiegato contro due attivisti di Mediterranea; tracce compatibili sono emerse anche sul telefono del giornalista Francesco Cancellato.

    Meloni parla di sovranità. Ma qualcuno ha verificato che Paragon non potesse accedere ai dati raccolti dai nostri servizi segreti?

    #Pegasus #Spionaggio #Privacy #DirittiDigitali #SorveglianzaDigitale #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  7. Una città in cui chi studia, lavora, cura e garantisce i servizi essenziali non riesce più a pagare l'affitto sta espellendo le persone che la tengono in piedi.

    A Milano, nel 2026, una stanza singola per studenti costa in media 704 euro al mese. E il problema va ben oltre l'università: il caro affitti costringe sempre più persone a rinunciare a opportunità, allontanarsi dal lavoro o lasciare i quartieri in cui sono cresciute.

    Non possiamo continuare a trattare la casa come un bene su cui speculare, mentre migliaia di persone faticano a trovare un alloggio dignitoso.

    Servono investimenti nell'edilizia sociale, il recupero degli immobili vuoti, affitti accessibili e maggiori tutele contro gli sfratti.

    È per questo che abbiamo lanciato l'Iniziativa dei cittadini europei «Diritto ad abitare, ora e per sempre!»: vogliamo raccogliere un milione di firme per chiedere alla Commissione europea politiche abitative più giuste, capaci di mettere le persone prima dei profitti.

    🏠 Firma ora su dirittoallacasa.eu e fai firmare: il diritto alla casa riguarda tutte e tutti noi!

    #CaroAffitti #DirittoAllaCasa #EmergenzaAbitativa #Milano #EdiliziaSociale #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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