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#europafederale — Public Fediverse posts

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  1. Una città in cui chi studia, lavora, cura e garantisce i servizi essenziali non riesce più a pagare l'affitto sta espellendo le persone che la tengono in piedi.

    A Milano, nel 2026, una stanza singola per studenti costa in media 704 euro al mese. E il problema va ben oltre l'università: il caro affitti costringe sempre più persone a rinunciare a opportunità, allontanarsi dal lavoro o lasciare i quartieri in cui sono cresciute.

    Non possiamo continuare a trattare la casa come un bene su cui speculare, mentre migliaia di persone faticano a trovare un alloggio dignitoso.

    Servono investimenti nell'edilizia sociale, il recupero degli immobili vuoti, affitti accessibili e maggiori tutele contro gli sfratti.

    È per questo che abbiamo lanciato l'Iniziativa dei cittadini europei «Diritto ad abitare, ora e per sempre!»: vogliamo raccogliere un milione di firme per chiedere alla Commissione europea politiche abitative più giuste, capaci di mettere le persone prima dei profitti.

    🏠 Firma ora su dirittoallacasa.eu e fai firmare: il diritto alla casa riguarda tutte e tutti noi!

  2. Le parole di Luigi Marattin alla sinagoga di Milano sono di una gravità inaudita.

    Condanniamo senza alcuna ambiguità il massacro del 7 ottobre 2023: ma arrivare a definirlo «l’unico vero genocidio», ignorando quanto accaduto a Gaza e le conclusioni delle Nazioni Unite, è inaccettabile.

    E poi ci sono le parole sui bambini palestinesi, descritti come persone che crescono nell’odio verso gli ebrei: una generalizzazione gravissima, che finisce per dipingere un intero popolo, bambini compresi, come il nemico.

    Marattin, i bambini palestinesi non nascono colpevoli. E il dolore delle vittime del 7 ottobre non può essere usato per cancellare quello delle decine di migliaia di palestinesi uccisi a Gaza.

    Video di Francesca Romana D’Antuono, già copresidente di Volt Europa

  3. Una storia d’amore tra due persone dello stesso sesso non dovrebbe diventare un problema per il solo fatto di comparire in un libro o in un film destinato anche ai più giovani: eppure in Ungheria, dal 2021, la legge voluta da Viktor Orbán limitava proprio la rappresentazione dell’omosessualità e delle identità di genere nei contenuti accessibili ai minori.

    Finalmente, il 13 ottobre il Parlamento ungherese ha votato per cancellare quelle restrizioni: 139 favorevoli e 51 contrari. Ad aprile, la Corte di giustizia dell’UE aveva stabilito che quella normativa violava il diritto europeo, compresi i principi di dignità e non discriminazione.

    Ma la piena uguaglianza è ancora lontana: in Ungheria restano restrizioni al riconoscimento legale dell’identità di genere, alle adozioni per le coppie dello stesso sesso e alle manifestazioni Pride.

    E anche in Italia abbiamo ancora molta strada da fare: le coppie dello stesso sesso non possono sposarsi né adottare congiuntamente.
    Per questo Volt Europa propone il matrimonio egualitario, adozioni senza discriminazioni e maggiori tutele contro l’omotransfobia.

    I diritti fondamentali non possono dipendere da chi sei o da chi ami. 💜

  4. Dopo oltre sessant'anni nella stessa casa, a 94 anni Franca rischia di perderla.

    Vive a Firenze, è vedova, quasi cieca e si muove con un deambulatore: secondo la famiglia, per rimanere nella sua abitazione dovrebbe accettare un aumento dell'affitto da 450 a 1.200 euro al mese. Una cifra insostenibile con la sua pensione.

    Lo sfratto non è ancora avvenuto e la famiglia sta cercando una soluzione: ma quante persone possono davvero permettersi di ricominciare altrove, soprattutto in età avanzata?

    Nel 2025, nella provincia di Firenze, sono stati eseguiti 312 sfratti.
    Dietro questi numeri ci sono vite, famiglie, legami e spesso la difficoltà di trovare un'altra abitazione accessibile.

    Dopo Maricarmen a Madrid, anche la storia di Franca ci ricorda quanto sia urgente intervenire: servono investimenti nell'edilizia accessibile, recupero degli immobili inutilizzati e protezioni concrete per gli inquilini vulnerabili.

    È ciò che chiediamo con l'iniziativa europea Right to Housing! Now and Forever.

    Firma subito su dirittoallacasa.eu

    Facciamo in modo che storie come quelle di Maricarmen, Franca e di troppe altre persone non debbano più ripetersi.

  5. “Ficar a ver navios”, stare a guardare le navi, non può essere la rotta dell’Europa, primo ministro Luís Montenegro.

    L’Europa ha bisogno di agire insieme, con decisione. ADESSO.

    E il nostro eurodeputato Damian Boeselager lo ha detto chiaramente in faccia al primo ministro portoghese: cambiare rotta è possibile, ma serve la volontà politica di farlo.

    E questa responsabilità è nelle vostre mani. 🇪🇺🇵🇹

  6. Trump ha minacciato di bloccare le esportazioni americane di diesel. Pochi giorni dopo, il G7 ha deciso di accelerare il rilascio di 100 milioni di barili dalle riserve strategiche, con una quota significativa di diesel già nei primi 20 giorni.

    Eppure, quei 100 milioni non rappresentano un nuovo impegno: rientrano nei 400 milioni di barili già stanziati a marzo dall’Agenzia internazionale dell’energia, dopo lo scoppio della guerra con l’Iran e la crisi dello Stretto di Hormuz. Di questi, 326 milioni erano già stati immessi sul mercato. Le pressioni di Washington hanno quindi accelerato l'attuazione di decisioni già prese.

    Ma perché continuiamo a dipendere da combustibili fossili importati, che ci espongono continuamente a crisi e ricatti geopolitici?

    Per l’Italia e l’Europa, una vera autonomia energetica passa da un mix ben diverso: rinnovabili, reti moderne, sistemi di accumulo e nucleare di nuova generazione.

    Fuori dal ricatto del petrolio. Più energia europea, pulita e sicura. 🇪🇺

  7. A cosa serve difendere il diritto internazionale, se poi basta una decisione presa a Washington per mettere in difficoltà chi dovrebbe farlo rispettare?

    È questa la contraddizione che l'Europa non può più permettersi di ignorare: per decenni abbiamo costruito un mercato unico, una moneta comune e istituzioni sovranazionali, ma abbiamo lasciato che settori fondamentali della nostra economia dipendessero da infrastrutture e interessi esterni.

    E oggi scopriamo quanto questa dipendenza possa trasformarsi in un'arma politica.

    Dobbiamo impedire che le decisioni di un governo straniero possano compromettere l'indipendenza delle istituzioni che abbiamo il dovere di difendere: l'Unione europea deve smettere di limitarsi alle dichiarazioni di condanna e costruire gli strumenti concreti della propria autonomia, a partire dal sistema finanziario.

    Perché i diritti, la democrazia e la giustizia internazionale non possono essere garantiti soltanto finché non disturbano chi detiene il potere.

    E un'Europa che non può difenderli fino in fondo non è ancora l'Europa di cui abbiamo bisogno.

    #Trump #CortePenaleInternazionale #DirittoInternazionale #SovranitàEuropea #AutonomiaFinanziaria #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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