Pegasus non è finito per caso nelle mani del governo polacco: è uno spyware progettato per penetrare nei cellulari, leggere le conversazioni e attivare microfoni e fotocamere all'insaputa dei proprietari.
Nel 2017 il governo guidato da Diritto e Giustizia ne decise l'acquisto, attingendo persino ai fondi destinati al sostegno delle vittime di reato; poi lo usò anche per tenere sotto controllo le opposizioni politiche.
Ora la Procura polacca svela un ulteriore dettaglio: NSO Group, l'azienda israeliana che lo sviluppa, poteva tecnicamente accedere all'infrastruttura delle intercettazioni.
E il ruolo di Israele? È il suo Ministero della Difesa a dare il via libera alle vendite di Pegasus.
E forse dovremmo chiederci: sta accadendo qualcosa di simile anche in Italia?
Sotto il governo Meloni, infatti, i nostri servizi segreti hanno comprato Graphite, un altro spyware israeliano sviluppato da Paragon, già impiegato contro due attivisti di Mediterranea; tracce compatibili sono emerse anche sul telefono del giornalista Francesco Cancellato.
Meloni parla di sovranità. Ma qualcuno ha verificato che Paragon non potesse accedere ai dati raccolti dai nostri servizi segreti?
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