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#cirenaica — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #cirenaica, aggregated by home.social.

fetched live
  1. DECOLONIZZARE l’IMMAGINARIO

    Casa di Quartiere "Scipione dal Ferro", venerdì 11 settembre alle ore 17:00 CEST

    DECOLONIZZARE l’IMMAGINARIO, tre giorni di festival diffuso: 3 giorni, 19 eventi, 49 ospiti, 1 rione, 0 euro. www.resistenzeincirenaica.com

    balotta.org/event/decolonizzar

  2. 24 maggio 2026: trekking urbano in Cirenaica nell’89° anniversario dell’eccidio di Debra Libanòs

    Domenica 24 maggio Resistenze in Cirenaica torna ad attraversare il rione bolognese con un nuovo trekking urbano tra historytelling, memoria e guerriglia odonomastica. Un percorso collettivo tra luoghi e tracce della resistenze al nazifascismo e al colonialismo disseminate nella contrada ribelle. La scelta della data non è casuale. Tra il 20 e il 29 maggio 1937 le truppe del generale Maletti, agli ordini del viceré Rodolfo Graziani, raggiunsero Debra Libanòs, la più celebre […]

    resistenzeincirenaica.com/2026

  3. Teatrini in Cirenaica - Di diavoli pentole e altri imbrogli

    mercato rionale della cirenaica, venerdì 26 settembre alle ore 18:15 CEST

    Quarto ed ultimo appuntamento per Teatrini in Cirenaica

    Di Diavoli, pentole e altri imbrogli

    DI E CON

    DANIELE PETTINAU

    Tanaki è un demone, il migliore costruttore di intrighi, viene convocato dal

    “Male Supremo” per costruire “La pentola” il piu’ grande degli inganni, quella

    che aprirà un portale tra mondo degli inferi e la terra, in modo che il regno

    del male una volta invaso il pianeta costringa gli abitantià della terra in

    schiavitù .

    Tanaki dopo...

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    https://www.teatrinindipendenti.it/rassegne-e-festival/teatrini-in-cirenaica-25/di-diavoli-pentole-e-altri-imbrogli

    𝗜𝗡𝗚𝗥𝗘𝗦𝗦𝗢 𝗟𝗜𝗕𝗘𝗥𝗢

    La rassegna 𝐓𝐄𝐀𝐓𝐑𝐈𝐍𝐈 𝐈𝐍 𝐂𝐈𝐑𝐄𝐍𝐀𝐈𝐂𝐀

    con il contributo dei commercianti del Mercato Rionale Cirenaica dell'𝗔𝗦𝗖𝗢𝗠 𝗕𝗢𝗟𝗢𝗚𝗡𝗔 e della 𝗖𝗼𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗥𝗶𝘀𝗮𝗻𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼

    𝘾𝙤𝙣 𝙡𝙖 𝙙𝙞𝙧𝙚𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝘼𝙧𝙩𝙞𝙨𝙩𝙞𝙘𝙖 𝙚 𝙤𝙧𝙜𝙖𝙣𝙞𝙯𝙯𝙖𝙩𝙞𝙫𝙖 𝙙𝙞

    𝙏𝙀𝘼𝙏𝙍𝙄𝙉𝙄𝙉𝘿𝙄𝙋𝙀𝙉𝘿𝙀𝙉𝙏𝙄 𝘼𝙋𝙎

    https://teatrinindipendenti.it/

    balotta.org/event/teatrini-in-

  4. Teatrini in Cirenaica -Il viaggio nel tempo

    mercato rionale della cirenaica, mercoledì 24 settembre alle ore 18:15 CEST

    Terzo appuntamento della rassegna

    𝗧𝗘𝗔𝗧𝗥𝗜𝗡𝗜 𝗜𝗡 𝗖𝗜𝗥𝗘𝗡𝗔𝗜𝗖𝗔

    Vi aspettiamo mercoledì 24 settembre alle 18,15 al Mercato Rionale Cirenaica con il

    Con lo spettacolo

    𝕴𝖑 𝖛𝖎𝖆𝖌𝖌𝖎𝖔 𝖓𝖊𝖑 𝖙𝖊𝖒𝖕𝖔 - 𝖔𝖛𝖛𝖊𝖗𝖔 𝖑'𝖎𝖓𝖛𝖊𝖓𝖟𝖎𝖔𝖓𝖊 𝖉𝖊𝖑 𝕷𝖆𝖒𝖇𝖗𝖚𝖘𝖈𝖔

    Di e con

    ᴍᴀᴜʀɪᴢɪᴏ ᴍᴀɴᴛᴀɴɪ - ɪʟ ᴛᴇᴀᴛʀɪɴᴏ ᴅɪ ᴄᴀʀᴛᴀ

    Sandrone va dal medico perché ha dei problemi alla pancia, li incontra un perfido personaggio che lo raggira e gli rifila due cartoni di Tarzanello, terribile vino in cartone, in cambio del suo ottimo vino fatto in casa portato per pagare il medico (che accetta solo pagamenti in natura) suo malgrado lo assaggia e il fetido vino gli procura uno svenimento e comincia un 'viaggio' onirico e si trova così in un villaggio dei Celti che abitavano l'Emilia nell'antichità. Il Re del villaggio si lamenta delle vessazioni degli etruschi che gli rifilano a prezzi esorbitanti il loro vino ma Sandrone gli fa notare...

    Continua su...

    https://teatrinodicarta.it/spettacoli/il-viaggio-nel-tempo

    𝗜𝗡𝗚𝗥𝗘𝗦𝗦𝗢 𝗟𝗜𝗕𝗘𝗥𝗢

    La rassegna Teatrini in Cirenaica è realizzata con il contributo dei commercianti del Mercato Rionale Cirenaica dell'𝗔𝗦𝗖𝗢𝗠 𝗕𝗢𝗟𝗢𝗚𝗡𝗔 e della 𝗖𝗼𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗥𝗶𝘀𝗮𝗻𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼

    𝘾𝙤𝙣 𝙡𝙖 𝙙𝙞𝙧𝙚𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝘼𝙧𝙩𝙞𝙨𝙩𝙞𝙘𝙖 𝙚 𝙤𝙧𝙜𝙖𝙣𝙞𝙯𝙯𝙖𝙩𝙞𝙫𝙖 𝙙𝙞

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    https://teatrinindipendenti.it/

    balotta.org/event/teatrini-in-

  5. Maledetta primavera

    parco della Trilogia Navile, domenica 1 giugno alle ore 16:00 CEST

    Maledetta primavera!
    Ci sono cose che non bruciano, ci sono spazi che non chiudono

    Ci vediamo il prossimo 1 giugno per una giornata di festa e resistenza, un ponte tra due quartieri che non si piegano: la Bolognina e la Cirenaica.

    Dopo l’incendio che ha colpito Vag61 e la devastazione subita da Ex Centrale, ci ritroviamo per stringerci, sostenerci e rialzarci insieme. Chiamiamo a raccolta tutte coloro che in queste settimane ci sono state vicine, tutte coloro che vogliono continuare ad esserlo, perché dalla Cirenaica alla Bolognina i nostri quartieri, la nostra città, ha bisogno dei suoi spazi sociali, ha bisogno di difendere e continuare a creare culture antifasciste, ha bisogno di spazi in cui incontrarsi, stare insieme, organizzarsi per una città diversa.

    L’1 giugno ci prendiamo un momento per affermare l’importanza degli spazi sociali autogestiti nel tessuto dei nostri quartieri, e chiamiamo alla solidarietà di tutte: per Vag61 e per ExCentrale, ognuna di noi può fare la sua parte.

    Vi aspettiamo per una grande giornata di musica, banchetti, condivisione del cibo, dibattiti, esposizioni, sport popolare e attività per l3 più piccol3.

    Programma in aggiornamento

    Se hai voglia di portare la tua solidarietà attiva partecipando come volontaria o con
    un banchetto che renda ancora più bella la festa, compila questi form:

    Call per volontari3 – Call per banchetti

    balotta.org/event/maledetta-pr

  6. Contro i fascismi di ieri e di oggi!

    via Bentivogli 44, lunedì 21 aprile alle ore 10:30 CEST

    21/4/25 ottant’anni di Resistenza!

    Ci vediamo alle 10,30 alla Lapide in via Bentivogli!

    Contro tutti i fascismi
    Contro il decreto sicurezza

    Ora è sempre Resistenza!

    balotta.org/event/contro-i-fas

  7. Nel gennaio del 1950, il Congresso nazionale cirenaico, riprendendo quanto affermato già negli anni precedenti, riportava il proprio punto di vista sulla delibera delle Nazioni Unite all’interno di un memoriale indirizzato ad Adrian Pelt, pubblicato in seguito su al-Watan; nella trascrizione in lingua italiana dell’articolo si legge: “il Consiglio decide all’unanimità di dare attuazione al deliberato di cui sopra [il riferimento è alla delibera del 12 gennaio 1948 nda] e che si riassume nella realizzazione della pronta e completa indipendenza della Libia entro i suoi confini naturali, e nella indissolubile unità del paese basata sul riconoscimento dell’emirato di S.A. l’emiro Es-Sayyed Mohammed Idris el-Mahdi ed-Senusi, il grande sovrano, limitando l’emirato alla dinastia senusita [sic], e istituendo una amministrazione in Cirenaica e una o due nella regione occidentale della Libia secondo gli accordi che prenderanno gli abitanti della Tripolitania e del Fezzàn in base al principio unionistico [sic] sotto la corona del senuso [sic] e la bandiera nazionale nera con mezza luna e stella a cinque punte bianche, e con simbolo della unificazione della moneta” <61.
    Nello scritto si reiterava il presupposto del riconoscimento della figura di Idris al-Sanūsi in qualità di sovrano della Libia indipendente, mentre l’accettazione dell’Emirato appariva quale conditio sine qua per una soluzione unionista, pur prevedendo un “abbozzato” principio di suddivisione amministrativa.
    Il mese successivo, il Comitato tripolitano si appellava al popolo libico su tale questione, ribadendo la propria posizione sull’accettazione dell’Emirato: “Nobile popolo! Non è vero che ove tu non accetti l’Emirato senussita dovrai scegliere […] fra il dominio italiano e quello inglese […]. E non è neppure vero che la realizzazione dell’unità del paese sarà impossibile senza il riconoscimento dell’emirato, poiché ciò non è contemplato nel deliberato dell’ONU. […] Il sayyed Idris dichiarò […] lo scorso gennaio che egli intendeva costituire due o tre governi in Libia sotto l’Egida della Casa Senussita […]. Da tale dichiarazione risulta in modo esplicito che egli vuole la divisione del paese. […] Ma il popolo non è disposto a riconoscere mai, nessuna forma di governo mediante la coartazione della sua volontà o con l’appoggio degli inglesi. Sia tale forma repubblicana o emirale o altra, la scelta dev’essere lasciata al popolo, e nessuno può imporgliela. […] Per quanto dicano o facciano, i sostenitori dell’unità incondizionata all’emirato non saranno mai dalla parte della ragione” <62.
    Nell’enucleare le ragioni alla base della volontà di non riconoscimento dell’Emirato, il documento metteva in risalto le differenti correnti all’interno della Tripolitania, ponendo l’accento sul disaccordo tra il Congresso nazionale della Tripolitania ed il posizionamento della Lega araba di ‘Azzām. L’Egitto, e la Lega, venivano presentati, ancora una volta, quale potenza a cui fare appello ed affidarsi per dismettere qualsiasi legame con le potenze “usurpatrici”.
    Il dissenso tra il Congresso nazionale tripolitano e la Lega araba viene affrontato, brevemente, anche da alcuni documenti italiani che riportano le dichiarazioni di Bashir al-Sa‘dawi all’incontro di Tagiura del 25 marzo. Nel resoconto apparso sul Ṭarābulus al-Gharb si legge dell’esortazione, rivolta al Segretario Generale della Lega, a “limitarsi nelle sue dichiarazioni in merito alla questione [libica nda] nell’ambito giusto delle sue competenze […] di non interferire nelle questioni loro interne ed esterne contrariamente alle direttive della Lega, nonché per il suo incorraggiamento [sic] a quei piccoli gruppi ostili al paese ed estranei all’aspirazione del popolo come il partito indipendenza ed il Comitato Tripolino in Egitto” <63
    In relazione agli obiettivi ed al lavoro del Partito Istiqlal, in data 30 marzo il medesimo giornale riportava la notizia dell’inaugurazione di una nuova sezione a Ghariàn (Teghsāt). Il Partito, si legge, “non ha nemici né avversari all’infuori di coloro che si pongono contro gli interessi sacrosanti del Paese”; un ringraziamento speciale veniva rivolto, pertanto, ad ‘Azzām ed alla Lega araba per il loro operato “in favore della causa libica” <64.
    Il mese di marzo segnò, per il Barqa, un nuovo cambio di guida al Governo, a seguito delle dimissioni di ‘Umar Mansur al-Kikhya; è interessante rilevare che, tra le cause inizialmente identificate alla base della scelta dimissionaria, vi fosse un riferimento diretto alla Sanusiyya ed alla tendenza dell’ex Primo ministro ad appoggiarsi al prestigio religioso della ṭarīqa. Secondo fonti italiane, la crisi di governo sarebbe stata forzata dall’associazione ‘Omar al-Mukhtār,
    “sostenuta moralmente dalla Lega Araba”: “la forte opposizione dei cirenaici, di cui l’Associazione ‘Omar el-Muktar’ è strenua interprete, si esercita da tempo contro la politica di el-Khechia il quale, privo di ogni appoggio da parte di partiti politici, si è affidato esclusivamente sulla forte influenza religiosa del Senussi per propugnare l’autonomia della Cirenaica sotto l’egida della Gran Bretagna” <65.
    L’opinione italiana, in seguito smentita <66, metteva in discussione la legittimità e la stabilità del potere politico sanusso proprio in virtù della sua fonte di riconoscimento religiosa; il presupposto alla base di tale visione era che all’interno del Barqa, l’evoluzione sociale ed ideologia, scaturita dall’affermazione dei principi di autodeterminazione ed indipendenza, non trovasse più nell’Islam secondo la via sanussa, che pur rappresentava la base del potere di Idris al-Sanūsi, un elemento caratterizzante. Una tale concezione, pertanto, contestava l’impianto su cui poggiava l’Emirato stesso ed attorno al quale si dibatteva del futuro della Libia.
    Proseguiva, di pari passo, il lavoro di Adrian Pelt nelle tre province in quella che Majid Khadduri ha identificato come “evoluzione costituzionale” <67, costruita sulla volontà dell’Alto Commissario di espletare, quale primo passo, il paragrafo 3 della Risoluzione delle Nazioni Unite, ossia la promulgazione della Costituzione. Tale fase si compose di diversi passaggi, il primo dei quali, la creazione del Consiglio esecutivo dei dieci <68 prese forma nel mese di aprile; seguì l’istituzione del Comitato preparatore dei ventuno <69 attraverso cui si posero i presupposti per la costituzione dell’Assemblea nazionale. I disaccordi e disallineamenti presenti tra e nelle tre realtà libiche si
    rifletterono in questo processo e, per quanto riguarda il ruolo della Sanusiyya, è importante soffermarsi ad analizzare le caratteristiche dell’influenza da essa esercitata in termini di sostegno politico alla figura di Idris al-Sanūsi, il quale, a compimento di tale fase, fu proclamato monarca del Regno: nei riguardi di quest’ultimo punto, due casi opposti sono degni di nota e riguardano il Barqa ed il Fezzan.
    In un articolo apparso sul The Economist nel mese di giugno, il corrispondente britannico riportava, sotto il titolo “Cyrenaica Votes for the First Time”, il processo di selezione dei nominativi dei “rappresentanti dell’Assemblea nazionale che avrebbero assistito l’Emiro ed il suo governo nella scelta dei mezzi migliori per amministrare la popolazione sparsa e principalmente nomadica” della provincia. La sezione dell’articolo intitolata “opposizione all’Emiro” recitava come segue: “l’opposizione all’Emiro ed alla famiglia Sanussa, ed al modo di vivere che essi rappresentano, sta iniziando a presentarsi anche in Cirenaica. Essa è promossa e nutrita in una certa misura dai circoli della Lega araba a Il Cairo, che vedono nell’Emiro solo uno strumento dei britannici e dagli xenofobi club ‘Omar el Mukhtār che sono composti da giovani uomini dalle vedute violente e caratteristici dei movimenti di opposizione lungo tutto il Medio Oriente. […] Essi hanno iniziato a sviluppare un certo senso civico. Ma mentre gridano alla completa indipendenza, il modo di vivere che desiderano è quello dell’occidente – e questi due sono incompatibili” <70. L’articolo definisce gli estremi dell’opposizione all’interno del Barqa in termini di mancato riconoscimento ed accettazione di un patrimonio tradizionale rappresentato dall’Emiro e, più in generale, dalla ṭarīqa. Al di là del contenuto dall’impianto marcatamente coloniale, è interessante rilevare come le cause dell’opposizione fossero individuate nell’idea di ricusazione di un sistema valoriale, quello sanusso appunto, prima ancora che nell’eccessiva vicinanza o commistione del
    neonato Governo con la Corona britannica.
    Il secondo caso è quello del Fezzan per il quale si compì, in una certa misura, il processo opposto. Nei precedenti capitoli si è parlato della strategia francese di amministrazione della provincia; in relazione al biennio 1950-1951, Tommaso Palmieri ha evidenziato come la risoluzione delle Nazioni Unite e “il progetto di Pelt relativo alla creazione di assemblee locali si tradussero nella formazione di un regime rappresentativo provvisorio nel quale i quadri militari francesi diventarono progressivamente consiglieri all’interno di nuovi organismi in fase di costituzione” <71. L’elezione di Ahmed Saif-en-Nasr a chef du territoire rispose ad una precisa strategia politica nel quadro di una, per dirla con Palmieri, “continuità con l’amministrazione militare preesistente” <72, il cui obiettivo ultimo era il mantenimento della propria relazione con la provincia. Una conferma di ciò sembra emergere da un documento italiano, nel quale si legge della tendenza francese, di inizio anni Cinquanta, ad attenuare “le pregiudiziali contro l’estensione alla Libia occidentale del potere senussita” <73. La nuova opinione della Francia circa la gestione della Tripolitania, della quale non si hanno tuttavia ulteriori conferme, formava, prosegue il documento, “la base di un accordo mediante il quale la Francia potrebbe garantire i suoi interessi essenziali, pur accordando agli inglesi l’estensione dell’alta sovranità nominale del Senusso su tutto il territorio” <74, mettendo così in dubbio la presenza ed influenza italiana nella provincia occidentale. I report francesi degli anni Cinquanta testimoniano una rinnovata attenzione per il ruolo
    sociopolitico della ṭarīqa al di fuori dei confini della Cirenaica; la Sanusiyya e i suoi affiliati, scriveva il comandante Aubeniere nel giugno del 1950, “non sono più come quelli del 1900, dei trafficanti di schiavi o missionari di una dottrina riformista; essi sono i guardiani di un nuovo stato, sorto appena sopra le frontiere della nostra Africa centrale dove il suo nome evoca dei ricordi e suscita risonanza. La creazione di uno stato indipendente, erede, perlomeno nella persona del suo capo, della confraternita sanussa, i cambiamenti politici e sociali dipendenti dalla trasformazione in uno ‘stato moderno’ delle tribù beduine della Cirenaica non mancheranno di avere al di sotto delle nostre frontiere delle conseguenze delle quali è importante per noi riconoscere la natura” <75. Si comprende, di conseguenza, la volontà della Francia di intrattenere buone relazioni sia con la Corona britannica, sia, anzitutto, con la Cirenaica di Idris al-Sanūsi. Anche l’elezione di Ahmed Saif-en-Nasr a chef du territoire deve essere letta ed analizzata attraverso una tale prospettiva; del resto, l’influenza storica della Sanusiyya proseguiva oltre i confini della provincia stessa: la presa religiosa poteva facilmente trasformarsi in convinzione politica e coinvolgere in maniera diretta il Chad. Diversi documenti d’archivio riportano le conseguenze della creazione dell’Emirato di Cirenaica nei territori francesi e danno prova della presenza attiva della ṭarīqa in Fezzan e Chad, all’interno dei quali tale evento “sembra aver prodotto una grossa impressione […] negli ambienti dei libici senussiti. A Fort Lamy qualche libico ha in effetti manifestato l’intenzione di ritornare in Cirenaica” <76.
    Il Chad, in particolare, fu oggetto di una serie di richieste di rientro nel Barqa, “i sanussiti in Cirenaica tentano sempre di raggruppare i loro parenti che si sono installati in Chad. […] Le esortazioni di questo tipo sono frequenti dalla proclamazione dello stato libero” <77, oppure di ricongiungimento e di visita tra membri della famiglia sanussa, di entrambi i rami, nel corso del biennio 1950-1951: “i sanussiti della Cirenaica sembra, da un po’, aver un rinnovato interesse nei confronti dei loro parenti che vivono in Chad. Sayyed Mohamed Safi ed Dine Senoussi […] ha appena domandato un permesso di soggiorno per il Chad ai nostri consolati di Bengasi e del Cairo. […] [Egli nda] è considerato in Chad come il probabile successore dell’Emiro Idris. Sebbene pretenda di effettuare il suo viaggio solo per rivedere i suoi parenti […] Sayyed Safi ed Dine si servirà probabilmente di questo spostamento per coprire degli intrighi politici. […] Non è anormale, in queste condizioni, che i contatti tra i sanussiti del Chad e della Cirenaica si moltiplichino. Sebbene in Chad la Sanusiyya abbia perduto quasi completamente la sua combattività, l’attività di queste comunità ha tutta l’attenzione delle autorità locali” <78.
    Nella sua valutazione, il comandante Aubeniere descriveva la potenzialità e pericolosità della Sanusiyya ricavandone giustificazione dal suo carattere e prestigio religioso, nonché dalla sua storia: “oggi, dopo essere stata abbattuta e tagliata fuori, la Sanusiyya […] è risuscitata nella forma assai inattesa di uno stato moderno. In che modo e in quale misura questa rinascita può costituire un pericolo per il Territorio del Chad? Per tentare di rispondere a questa domanda bisogna analizzare i fattori del successo della Sanusiyya dall’inizio di questo secolo e vedere cosa essi sono diventati. […] L’influenza spirituale della Confraternita è stata senza alcun dubbio considerevole […]. La posizione spirituale della Sanusiyya resta ancora oggi molto forte tra i 20.000 adepti che lei conta nel Territorio del Chad. Il prestigio dell’Ordine, l’antropolatria nei confronti dei grandi personaggi religiosi, queste sono delle realtà ancora
    viventi […]. Perché la corrente spirituale della Sanusiyya riprenda vigore e possa essere utilizzata contro di noi, sembrano necessari nuovi avvenimenti provocati sia da un impulso di Mohammed Idris, sia da una ostilità sistematica da parte nostra verso i Khouans” <79. L’autore sosteneva che l’evoluzione della ṭarīqa all’interno del Chad, maggiormente legata ai beni materiali piuttosto che all’aspetto spirituale, avesse generato fratture interne tra gli affiliati, mancanza di coesione e di allineamento. Si trattava, a suo dire, di una contingenza favorevole per la Francia, benché rischiosa; la Sanusiyya racchiudeva in sé, difatti, un pericoloso potenziale, il quale consisteva nella possibilità, a determinate circostanze, di un rinsaldamento del vincolo religioso che avrebbe potuto ribaltare qualsiasi accordo di beneficio politico ed economico. La storia e tradizionale struttura della Confraternita mostrava come il rinfocolarsi del sentimento di appartenenza ed affiliazione, così come una rinnovata “antropolatria” nei confronti dello šayḫ sanusso, Emiro di un nuovo “stato moderno”, potessero generare dirette conseguenze dal punto di vista sociale, politico ed economico.
    La situazione del Fezzan differiva da quella del Chad giacché il suo futuro era ormai legato alla creazione di una Libia unita; ne conseguì, pertanto, un atteggiamento differente da parte dell’amministrazione francese nei confronti della Sanusiyya il quale ruotò, come detto, sul legame di quest’ultima con la famiglia Saif al-Nasr: tuttavia, dopo la sua elezione, “l’atteggiamento dello chef du territoire fu improntato al tentativo di riaffermare l’autorevolezza della sua qabila […] attraverso un accordo con la confraternita della Sanusiyya e il futuro sovrano Idris […]. Sfruttando la protezione francese, Ahmad Saif al-Nasr puntava a ricucire quei legami di alleanze familiari interrotti prima della colonizzazione italiana e poi dagli accordi anglo-francesi […] dopo l’occupazione militare del 1943” <80. Il comportamento di Ahmad Saif-al-Nasr ebbe delle ripercussioni inaspettate; diversi documenti d’archivio italiani riportano del tentativo della Francia di arginare e “neutralizzare” le dichiarazioni dello chef du territoire a favore dell’Emiro attraverso un’azione diretta di appoggio alle fazioni ed ai capi apertamente anti-sanussiti all’interno della provincia. Tale condotta, così come descritta, troverebbe una motivazione nella forte influenza centripeta della Sanusiyya, la quale, in prospettiva, avrebbe potuto nuocere, in virtù del legame familiare e religioso, agli interessi francesi nell’area <81.
    Quando nel maggio del 1950 si compì il viaggio dei delegati delle Nazioni Unite per la Libia in Fezzan, si manifestarono due opposte tendenze nei confronti di Idris al-Sanūsi e della ṭarīqa: da una parte, si ebbe una minore forma di antagonismo che, come accennato, avrebbe potuto trovare una radice nel sotteso attivismo della Francia. Dall’altra, invece, diversi capi, notabili e personalità politiche assunsero una posizione di solidarietà verso l’Emiro, su tutti, lo chef du territoire: “relativamente all’Emirato di Sayid Idris, egli ha detto, questo è fuori di discussione. L’Emiro dovrebbe diventare il capo dello stato libico. […] Ahmed Bey ha ripetuto che egli accetta il Sayid Idris come Emiro di tutta la Libia e che spera che non ci siano intermediari tra lui e l’Emiro. Ogni cosa che spera di comunicare all’Emiro dovrebbe essere ‘dalla bocca all’orecchio’. Nella sua opinione, la Libia sarebbe costituita con i tre territori di Tripolitania, Cirenaica e Fezzan. Egli ha espresso la sua gratitudine alla Francia […] e alla Gran Bretagna. […] Ci sarebbe un governo per l’intera Libia […] ma i Fezzanesi dovrebbero gestire i loro propri affari interni. […] Seif el Nasr ha aggiunto che la Libia dovrebbe certamente essere indipendente. L’ideale di unità, ha detto, è quello di Dio. L’unità della Libia non potrebbe essere raggiunta senza il ricongiungimento di tutti i suoi tre territori” <82.
    Durante la stessa conversazione, il mudīr di Djedid e Consigliere per la Giustizia Mr. Hamouda aggiunse: “la Libia costituisce un’unità religiosa e politica, ma gli affari interni del Fezzan differiscono da quelli degli altri due territori. […] Mr. Hamouda ha detto che l’Emiro è il loro leader religioso e politico e che avrebbe regnato su tutta la Libia” <83.
    È interessante rilevare come venga messo in rilievo l’aspetto religioso, in particolar modo nella seconda dichiarazione trascritta; ciò conferma quanto finora affermato, ossia l’importanza del legame di appartenenza e riconoscimento giocato della ṭarīqa nello scacchiere politico. Per ciò che riguardava il futuro del Fezzan, nondimeno, se l’indipendenza e l’unità venivano affermati quali principi imprescindibili, allo stesso tempo la forma federale, garanzia di un’autonomia provinciale, si palesava come condizione richiesta e necessaria.
    La seconda metà del 1950 segnò il compimento della fase di transizione, caratterizzata dalla crescente consapevolezza, sul piano locale ed internazionale, che l’opzione sanussa rappresentasse ormai l’unica soluzione percorribile ed inevitabile. Restava chiara l’opposizione del Segretario Generale della Lega Araba, il quale considerava “la scelta del Senusso a capo dello Stato libico, scelta imposta dagli inglesi alla maggioranza del popolo libico, come una soluzione di fatto che può essere accettata ad una sola condizione: che il Governo libico sia costituito davvero democraticamente” <84.
    [NOTE]
    61 ASDMAE, Dir. Gen. A.P., Italia ex-possedimenti (1946-1950), b. 83, f. 1, Bengasi, 31 gennaio 1950, Memoriale del Congresso Cirenaico all’Alto Commissario, dal giornale “El-watan”.
    62 ASDMAE, Dir. Gen. A.P., Italia ex-possedimenti (1946-1950), b. 84, f. 1, febbraio 1950, Appello del Comitato
    Tripolitano al popolo libico, f.to l’organo esecutivo del comitato tripolino. Traduzione in italiano.
    63 ASDMAE, Dir. Gen. A.P., Italia ex-possedimenti (1946-1950), b. 84, f. 1, estratto tradotto in italiano dal Ṭarābulus al-Gharb del 28 marzo 1950. Sulla questione vi sono altri documenti all’interno del medesimo fascicolo riportanti la
    risposta di ‘Azzām e la posizione del Segretario nei riguardi del Congresso, considerato troppo legato “alla tesi sanussita e quindi agli interessi britannici”. Ivi, all’Ambasciata d’Italia (Cairo) e p.c. ai rappresentanti del Governo
    italiano (Tripoli), Roma, 27 aprile 1950, Libia: situazione politica, f.to Zoppi.
    64 ASDMAE, Dir. Gen. A.P., Italia ex-possedimenti (1946-1950), b. 84, f. 1, Inaugurazione a Gharian di una sezione del Partito dell’Indipendenza, traduzione in italiano dal Ṭarābulus al-Gharb del 30 marzo 1950.
    65 ASDMAE, A. P. Italia ex-possedimenti 1946-1950, b. 86, f. 1, Alla Legazione d’Italia (Cairo) e al Rappresentante Governo italiano (Tripoli), Roma, 15 marzo 1950, Cirenaica – Dimissioni Governo senussita, f.to Tallarigo.
    66 Circa una settimana dopo, Gaja smentiva quanto precedentemente ipotizzato: “per quanto informazioni di varia fonte confermino l’esistenza di forti correnti di opposizione al Congresso Cirenaico, sembra da escludere che la recente crisi di governo sia dovuta alle pressioni esercitate dall’Associazione Omar el Muktar. In realtà, la sostituzione di Omar Mansur Pascià era prevista da tempo […] e sembra sia da attribuirsi soprattutto al desiderio di fare, del vecchio Primo Ministro, il capro espiatorio della difficile situazione economica che si è andata creando nella Libia orientale. […] Non ci si dovrebbe pertanto attendere un improvviso mutamento di rotta dei circoli responsabili della
    Cirenaica”. ASDMAE, Dir. Gen. A.P., Italia ex-possedimenti (1946-1950), b. 86, f. 1, al Ministero degli Affari Esteri (Roma), Tripoli 24 marzo 1950, Situazione politica in Cirenaica, f.to Gaja.
    67 M. Khadduri, op. cit., pp. 141-179. Si veda anche A. Pelt, op. cit.
    68 Ivi, pp. 142-143.
    69 Ivi, pp. 144-150.
    70 ASDMAE, Dir. Gen. A.P., Italia ex-possedimenti (1946-1950), b. 86, f. 1, “Cyrenaica Votes for the First Time”, The Economist, 10/6/1950, pp. 2-3. Prosegue l’articolo: “essi devono essere preparati lealmente a supportare l’Emiro e il governo, voltare le spalle alle città e iniziare di nuovo a vivere la vita semplice dei loro padri fino al tempo in cui i loro sforzi cominceranno a dare i loro frutti, oppure devono rinunciare a tutte le idee di indipendenza e godersi le loro radio, le loro penne stilografiche e i loro abbigliamenti occidentali come la generosità delle ricche potenze straniere alle quali i loro paesi devono essere legati”.
    71 T. Palmieri, “L’amministrazione del Fezzan…”, cit., p. 72.
    72 Ivi, p. 75.
    73 ASDMAE, Dir. Gen. A.P., Italia ex-possedimenti (1946-1950), b. 84, f. 1, al Ministero degli Affari Esteri (Roma), Tripoli, 27 febbraio 1950, Situazione in Libia, f.to Gaja, p. 6.
    74 Ibidem.
    75 AN, PM, organismes rattachés directement, CHEAM (1936-1966), réf. 20000046-062 Reflexion sur la Senoussia, signé à Largeau, le 16 juin 1950, Le Chef de Bataillon Y. Aubeniere Commandant la Region du Borkou – Ennedi – Tibesti, p. 1.
    76 ANOM, FM 1AFF POL, b. 2117, A Monsieur le Ministre de la F.O.M. (Direction des Affaires Politique), Brazzaville, le 11 juillet 1949, Rapport du Ier trimestre 1949 sur les activités islamiques dans la Fédération, p. 4.
    77 ANOM, FM 1AFF POL, b. 2117, Au Ministère de la France d’Outre-Mer (Affaires Politiques), Brazzaville, le 22 aout 1950, Rapport sur les activités islamiques dans la Fédération au cours du 2ème trimestre 1950, p. 4.
    78 ANOM, FM 1AFF POL, b. 2117, Au Ministère de la France d’Outre-Mer (Affaires Politiques), Brazzaville, le 20 avril 1950, Rapport sur les activités islamiques dans la Fédération au cours du Ier trimestre 1950, pp. 1-3.
    79 AN, PM, organismes rattachés directement, CHEAM (1936-1966), réf. 20000046-062 Reflexion sur la Senoussia, signé à Largeau, le 16 juin 1950, Le Chef de Bataillon Y. Aubeniere Commandant la Region du Borkou – Ennedi – Tibesti, pp. 5-8.
    80 T. Palmieri, “L’amministrazione del Fezzan…”, cit., p. 75.
    81 Si veda, a titolo di esempio: ASDMAE, Dir. Gen. A.P., Italia ex-possedimenti (1946-1950), b. 85, f. 1, Al Ministero degli Affari Esteri, Tripoli, 7 giugno 1950, Situazione nel Fezzan, f.to Gaja.
    82 ASDMAE, Dir. Gen. A.P., Italia ex-possedimenti (1946-1950), b. 85, f. 1, United Nations, Council for Libya, Memorandum of Conversation between Ahmed Saif el Nasr, Members of the Council for Libya, and the Personal Representative of the United Nations Commissioner in Libya, at Djedid, Fezzan, 18 May 1950, pp. 2-4.
    83 Ivi, pp. 6 e 8.
    84 ASDMAE, Dir. Gen. A.P., Italia ex-possedimenti (1946-1950), b. 85, f. 1, estratto da “Il Tempo” del 24 novembre 1950, Dichiarazioni al “Tempo” del Segretario della Lega Araba che riconosce agli italiani pieni diritti di cittadinanza in Libia – critiche alla composizione della Costituente, p. 3. Proseguiva il Segretario: “in modo che la maggioranza della popolazione possa democraticamente amministrare il nuovo Stato nei limiti della Costituzione. Solo a tale condizione la scelta del Senusso a capo dello Stato non sarà interpretata da tripolitani e da tutti gli altri popoli arabi come l’imposizione di un agente legato agli stranieri. Solo consultando le popolazioni e affidando alla maggioranza da esse espressa il Governo dello Stato, il Senusso potrà dimostrare di essere un sovrano indipendente”. Ibidem.
    Carlotta Marchi, La Sanusiyya e la nascita del Regno Unito di Libia. Il ruolo della Confraternita islamica nel processo di transizione all’indipendenza (1931-1958), Tesi di dottorato, Università degli Studi di Pavia in cotutela con Università Aix-Marseille, 2021

    https://collasgarba.wordpress.com/2024/10/15/nel-1950-si-andava-con-re-idris-verso-una-libia-unita/

    #1950 #AhmadSaifAlNasr #Barqa #CarlottaMarchi #Cirenaica #Confraternita #Emirato #Fezzan #Francia #GranBretagna #IdrisAlSanūsi #Islam #Istiqlal #Italia #Libia #partito #regno #Sanusiyya #Via

  8. Da zoom.earth immagini satellitari dell' uragano nelle coste di Bengasi 🌀🌪️

    Due dighe distrutte. Derna allagata. Molti dispersi.

    tinyurl.com/2s43pwj2

    #Libia #Libya #Hurricane #Uragano #Bengasi #Cirenaica #Derna #inondazioni #ilfattoquotidiano

  9. Eccovi! Grazie a tutte/i per la bellissima giornata di ieri: a chi ha partecipato, a chi ha montato e smontato, a chi ha preparato e allestito, alle/agli abitanti della #Cirenaica (e non solo) che ci hanno dato una grande mano e naturalmente a chi ha suonato rendendo unico questo evento: prima di tutto alle mitiche #LeBirrette e poi Red House, Coro delle Mondine di Bentivoglio, Officina Reggae, Salvo (Bologna Calibro 7 Pollici), Queen & Dada, Alfredo Concilio (ALOE VERA records).

    Sono anche momenti come questo che riempiono di vita gli spazi sociali e i quartieri, sempre in difesa dell’autogestione. Alla prossima!

  10. Dalle strade ribelli della #Cirenaica antifascista alla grande manifestazione antifascista e antimilitarista che anche quest'anno ha riempito il #25aprile di memoria viva e di lotte. Ricordiamo le/i partigiane/i e la #Resistenza lanciando un messaggio forte e chiaro: Contro la loro guerra – Al fianco dei popoli oppressi. Perchè va disinnescato il sistema che porta le guerre per interessi economici e nazionalisti: i potenti giocano sullo scacchiere della geopolitica una partita in cui le uniche a perdere sono le popolazioni coinvolte e le/gli sfruttate/i in ogni parte del mondo.

  11. Il video dell'iniziativa di ieri, nell'anniversario della #Liberazione di #Bologna, davanti alla lapide di via Bentivogli dedicata ai caduti partigiani. La memoria della #Resistenza che caratterizza le strade della #Cirenaica, il nostro "no" alla guerra, un emozionato ricordo di #ValerioEvangelisti e una canzone che avvolge il cuore: "Se venisse anche l'inferno, il partigiano riman lassù...".

    youtu.be/MiFzEx0mOII

  12. Anche dalla #Cirenaica antifascista e partigiana, dal giardino #LorenzoOrsetti l'indicazione è chiara: ci vediamo lunedì alle h10 in piazza dell'Unità al grande corteo per un #25aprile di lotta! Contro la loro guerra, al fianco dei popoli oppressi!

    vag61.noblogs.org/post/2022/04

  13. Tre anni fa moriva Lorenzo #Orso Orsetti, antifascista e internazionalista ucciso in Siria, dove aveva deciso di andare a combattere per sostenere le unità curde Ypg impegnate a fermare l’Isis e difendere la rivoluzione del confederalismo democratico in #Rojava. La memoria e la libertà si seminano nelle strade, ovunque e ancora di più nella contrada ribelle della #Cirenaica.
    #RiseUp4Rojava! Jin, Jîyan, Azadî!

  14. Nel quartiere #Cirenaica risuona forte e chiaro il messaggio lanciato dalle pareti dello spazio libero autogestito Vag61: no alla #guerra, né con Putin né con la Nato!

  15. 📣📯📢🎺📢📣📯🎺📢📯🎺

    Anche oggi nei punti di distribuzione in #cirenaica a Vag61 e #bolognina all'Happy Center Bolognina abbiamo distribuito pacchi alimentari e di generi di prima necessità

    Ringraziamo tutt* quell* che ci sostengono con le loro offerte e donazioni senza le quali non sarebbe possibile la nostra attività

    🧅🥖🧀🥚🍆🥬🥦🌽🥕🍊🍌🍎

  16. #Bologna
    Il rione della #Cirenaica ha perso ieri un partigiano: #LorenzoOrsetti a cui il collettivo #ResistenzeInCirenaica aveva intitolato un giardino qualche tempo fa.
    Fino a ieri tutt* a gridare alla roccaforte rossa che si rischiava di perdere. Appena assicurata, il Comune ci ricorda che di rosso è rimasto ben poco.
    Il comunicato di #RIC: resistenzeincirenaica.com/2020
    #orso #tekoser

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