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  1. “From Cuba to cartoons: Pillay has sided with dictatorships and against freedom”. Neuer speaks out

    “Navi Pillay showed courage in the work she did in South Africa during the apartheid era,” Hillel Neuer,…
    #Conflict #Conflicts #War #Cuba #nazioniunite #premioNobelperlapace #world
    europesays.com/3309163/

  2. europesays.com/3309163/ “From Cuba to cartoons: Pillay has sided with dictatorships and against freedom”. Neuer speaks out #Conflicts #Cuba #NazioniUnite #PremioNobelPerLaPace #world

  3. csseo.org/?p=1335047 “L’obiettivo è l’unificazione” dichiara Fitto nell’anniversario dell’occupazione di Cipro #Cipro #NazioniUnite #RaffaeleFitto #Turchia

  4. Netanyahu può salire sul podio dell’ONU e chiamare il genocidio «la più grande menzogna del secolo».

    Poi però restano i fatti: decine di migliaia di morti a Gaza, bambini uccisi, attacchi nelle “zone sicure”, violenze dei coloni documentate dall’ONU.

    Può negare quanto vuole. I morti non spariscono. Le responsabilità nemmeno.

    #Gaza #Netanyahu #Israele #NazioniUnite #DirittiUmani #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  5. L’Era della Droga Sintetica: Come la Tecnologia e le Crisi Geopolitiche Stanno Ridisegnando il Mercato Globale (Report UNODC 2026)

    Il mercato globale degli stupefacenti sta vivendo una metamorfosi senza precedenti. L’ultimo World Drug Report 2026, pubblicato dall’UNODC, delinea un panorama allarmante in cui i confini tradizionali della produzione di droga basata sulle piantagioni stanno lasciando il posto a laboratori chimici iper-tecnologici. Tra l’ascesa esponenziale delle sostanze sintetiche, il crollo storico della produzione di oppio in Afghanistan e i nuovi vettori logistici legati alla criminalità organizzata, il report di quest’anno rappresenta una lettura obbligatoria per comprendere la convergenza tra geopolitica, tecnologia e salute pubblica.

    I Punti Chiave del Report 2026: Una Mappa della Mutazione

    1. L’esplosione dei Sintetici (NPS): I trafficanti si muovono più velocemente delle legislazioni. Nel solo 2024 sono state identificate ben 755 Nuove Sostanze Psicoattive (NPS) in circolazione a livello globale, di cui 118 segnalate per la prima volta. Rispetto all’era pre-2000, i tipi di droghe intercettati nei sequestri sono quintuplicati.

    2. Il Punto di Svolta degli Oppioidi: Il divieto radicale della coltivazione di papavero da oppio imposto dal regime talebano in Afghanistan dal 2022 ha generato un vuoto sismico. Sebbene la produzione in Myanmar sia salita a oltre 1.000 tonnellate nel 2025, non basta a colmare il deficit afghano (che prima superava le 6.000 tonnellate). Il risultato? Una transizione permanente verso oppioidi sintetici ultra-potenti come fentanyl, nitazeni e analoghi dell’orfina, con un rischio esponenziale di overdose letali.

    3. Il Boom Mondiale della Metanfetamina: Il mercato della metanfetamina non è più un fenomeno confinato. Attraverso nuove rotte di traffico e la flessibilità dei laboratori clandestini (spesso preferiti in Afghanistan rispetto alle tracciabili piantagioni di oppio), la sostanza ha invaso il Medio Oriente, l’Africa e ampie zone d’Europa, con sequestri globali in crescita costante del 13% annuo.

    4. Cocaine Overload: La produzione di cocaina in Sud America ha raggiunto picchi storici superando le 4.000 tonnellate pure nel 2024 (un aumento di quattro volte in dieci anni). I cartelli stanno ora diversificando le rotte, utilizzando i principali porti europei tradizionalmente legati ad altre merci per saturare nuovi mercati anche in Asia e Oceania.

    5. Il Gap dei Trattamenti Sanitari: Sul fronte della salute, i dati restano drammatici: solo 1 persona su 12 con disturbi da uso di sostanze ha accesso a percorsi terapeutici. Il divario di genere è ancora più profondo: solo 1 donna su 23 riceve cure, a fronte di 1 uomo su 9.

    Commento Editoriale: La Chimica batte la Geopolitica?

    La lettura del World Drug Report 2026 ci pone di fronte a una dura verità: la guerra globale alla droga sta affrontando un nemico invisibile e disincarnato. La transizione dalle droghe di origine vegetale (come l’oppio e la cocaina) a quelle di sintesi chimica rappresenta un enorme vantaggio logistico per le reti criminali. I laboratori sintetici non dipendono dai cicli stagionali, dal clima o dal controllo territoriale dei terreni agricoli; possono essere installati ovunque, anche in contesti urbani, e richiedono filiere di approvvigionamento di precursori chimici difficili da tracciare e bloccare.

    Il paradosso geopolitico dell’Afghanistan è emblematico: il bando dell’oppio, che sulla carta sembrava un successo internazionale di eradicazione, sta spingendo i cartelli verso la produzione occulta di metanfetamine e sta costringendo i mercati di consumo occidentali a rifornirsi di nitazeni e fentanyl.

    Il rischio di una crisi globale da overdose, sul modello di quella nordamericana, è ormai alle porte dell’Europa e dell’Asia. Fino a quando i governi continueranno a concentrarsi principalmente sull’eradicazione dell’offerta materiale anziché colmare lo scandaloso divario nei sistemi di prevenzione e trattamento sanitario (dove l’accesso per le donne è quasi inesistente), saremo sempre un passo dietro alla spietata capacità di innovazione dei trafficanti.

    #drogheSintetiche #fentanyl #geopolitica #metanfetamina #narcotraffico #NazioniUnite #oppioidi #salutePubblica #UNODC #WorldDrugReport2026
  6. è così schifoso,vergognoso vedere che a eccezione di #Spagna,#Irlanda,#SanMarino, l'#Italia e tutti gli altri paesi #EU non hanno abbandonato l'aula quando un efferato #criminaleDiGuerra,#Netanyahu,è salito sul podio alle #NazioniUnite

  7. csseo.org/?p=1303823 “L’obiettivo è l’unificazione” dichiara Fitto nell’anniversario dell’occupazione di Cipro #Cipro #NazioniUnite #RaffaeleFitto #Turchia

  8. Palestina, silenzi occidentali e una dichiarata delusione per la Germania: l'intervista integrale rilasciata da Francesca Albanese a Lucia Conti e Angela Fiore.

    #FrancescaAlbanese #Interviste #NazioniUnite

    ilmitte.com/2026/04/francesca-

  9. 10 anni di donne e ragazze nella scienza https://edu.inaf.it/approfondimenti/scoperte/10-anni-di-donne-e-ragazze-nella-scienza/

    Si è da poco concluso il decennale dell’istituzione della Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza. Si tratta di un compleanno che porta con sé celebrazioni, considerazioni e un primo bilancio di ciò che è stato fatto e di quanto ancora rimane da fare.

    #donneEScienza #NazioniUnite #STEM @astronomia @astronomia
  10. "Cessare immediatamente gli attacchi a Francesca Albanese"
    In una lettera pubblica, 1000 scienziati si schierano con la relatrice speciale delle Nazioni Unite per la Palestina:
    nd-aktuell.de/artikel/1197890.

    »Die Angriffe auf Francesca Albanese sofort einstellen«
    Dokumentiert: In einem öffentlichen Brief solidarisieren sich 1000 Wissenschaftler mit der UN-Sonderberichterstatterin für Palästina

    Nel mare di articoli sul festival di Sanremo questa notizia pubblicata su nd-aktuell.de non l'avevo trovata

    La lettera è indirizzata ai ministri degli esteri di Austria, repubblica Ceca, Francia, Germania, Italiae USA

    Nell'ALT dell'immangine la traduzione dell'incipit della lettera

    #FrancescaAlbanese #Palestina #ONU #NazioniUnite #Gaza #stampa

    @informapirata
    @RFancio
    @lindasartini
    @jenshansen
    @Khrys

  11. DISUNITED NATION

    Cinema Mariani, mercoledì 11 febbraio alle ore 21:00 CET

    Nel marzo 2024, Francesca Albanese, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite per i Territori Palestinesi Occupati, ha denunciato un genocidio a Gaza. Seguendo i suoi passi tra missioni, incontri istituzionali e pressioni politiche, questo documentario ci porta nel cuore della crisi delle Nazioni Unite, messa di fronte alla propria incapacità di impedire il massacro dei civili...

    • ore 22.30 diretta streaming con: Francesca Albanese (Relatrice Speciale delle Nazioni Unite per i Territori Palestinesi Occupati) e Cecilia Strada (Europarlamentare e Membro della delegazione per i rapporti con la Palestina"

    fuorinellanebbia.it/event/disu

  12. Il trattato delle Nazioni Unite sulla criminalità informatica

    youtube.com/watch?v=L7nhYwbkICE

    Con oltre il 60% della popolazione mondiale connessa a Internet, la sfera digitale si sta espandendo rapidamente. Questa connettività senza precedenti offre immense opportunità, ma aumenta anche i rischi per la sicurezza informatica, poiché le minacce si evolvono parallelamente ai progressi tecnologici. Il crescente costo della criminalità informatica, stimato in migliaia di miliardi di dollari all'anno, sottolinea l'urgente necessità di sforzi internazionali coordinati come la Convenzione delle Nazioni Unite sulla criminalità informatica.

    Cos'è la criminalità informatica?

    La criminalità informatica comprende un'ampia gamma di reati che rientrano in due grandi categorie: criminalità informatica e criminalità informatica-dipendente. I reati informatici includono le attività criminali tradizionali condotte online, come il traffico di esseri umani, la frode e l'incitamento alla violenza e all'odio. I reati informatici-dipendenti sono quelli commessi tramite dispositivi ICT (Information and Communication Technology), tra cui phishing, furto di identità e distribuzione di malware e ransomware. Gli autori spaziano da singoli criminali a reti organizzate, tutti sfruttando l'anonimato e l'accessibilità del mondo digitale.

    Questi reati trascendono i confini geografici, prendendo di mira sistemi, reti e individui con una velocità ed efficienza senza precedenti. Spaziano da violazioni della sicurezza nazionale su larga scala, come lo spionaggio e gli attacchi Distributed Denial-of-Service (DDoS), a molestie mirate ai danni di gruppi emarginati. Le popolazioni vulnerabili, tra cui donne e ragazze, bambini, comunità LGBTQI+ e minoranze etniche e religiose, sono colpite in modo sproporzionato dalle minacce online, tra cui incitamento all'odio, violazioni della privacy e campagne di disinformazione.

    Ad esempio, il Relatore Speciale delle Nazioni Unite sulle questioni delle minoranze ha riferito che il 70% o più dei crimini d'odio sui social media prende di mira le minoranze, una cifra in continua crescita. Il rapporto rileva inoltre che i membri di questi gruppi hanno maggiori probabilità di subire restrizioni o rimozioni di contenuti da parte dei sistemi di moderazione dei social media.

    I paesi in via di sviluppo, spesso privi di solide infrastrutture di sicurezza informatica, rimangono particolarmente vulnerabili. La scarsa consapevolezza dei rischi informatici e le risorse insufficienti rendono gli individui in queste regioni facili bersagli per crimini come il phishing, il furto di identità e la disinformazione.

    Nel frattempo, tecnologie emergenti come l'intelligenza artificiale e i deepfake pongono nuove sfide, consentendo sofisticate campagne di disinformazione e sollevando interrogativi sulla privacy. L'ascesa dell'intelligenza artificiale generativa ha anche introdotto complesse questioni relative alle leggi sul copyright, poiché i contenuti generati dall'intelligenza artificiale sfidano le nozioni tradizionali di paternità e proprietà intellettuale.

    Cos'è la sicurezza informatica?

    La sicurezza informatica si riferisce alle strategie, alle politiche, alle procedure, alle pratiche e alle misure progettate per identificare minacce e vulnerabilità, impedire che le minacce sfruttino le vulnerabilità, mitigare i danni causati da minacce materializzate e salvaguardare persone, proprietà e informazioni.

    In parole povere, la sicurezza informatica funge da fortezza digitale, proteggendo individui e organizzazioni dagli attacchi che mirano a sfruttare la loro presenza online.

    Le misure di sicurezza informatica mirano a salvaguardare i dati sia individuali che aziendali prevenendo le violazioni, rilevando le minacce, rispondendo efficacemente e ripristinando gli incidenti informatici. In un mondo sempre più connesso, una solida strategia di sicurezza informatica è essenziale per preservare la privacy, la fiducia e la sicurezza.

    Cos'è la Convenzione delle Nazioni Unite sulla criminalità informatica?

    La Convenzione sulla criminalità informatica, recentemente adottata, ufficialmente denominata Convenzione sulla criminalità informatica: rafforzamento della cooperazione internazionale per combattere i crimini commessi tramite sistemi ICT, è il primo trattato internazionale di giustizia penale ad essere negoziato in oltre 20 anni.

    Secondo l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine, fino ad ora non esisteva una convenzione sulla criminalità informatica negoziata e adottata a livello globale. Con la nuova Convenzione sulla criminalità informatica, si prevede che le risposte alla criminalità informatica saranno più rapide, meglio coordinate ed efficaci, rendendo più sicuri sia il nostro mondo digitale che quello fisico.

    La convenzione crea un quadro e una piattaforma globali senza precedenti per la collaborazione nella lotta alla criminalità informatica, tutelando al contempo i diritti umani e garantendo che gli spazi digitali globali siano protetti, inclusivi e adattabili alle minacce emergenti.

    Oltre alla sua dimensione giuridica, la convenzione dà priorità all'inclusività e all'equità, offrendo un supporto fondamentale per lo sviluppo delle capacità ai paesi con risorse limitate. Riconosce che la sicurezza informatica non è solo una questione tecnica, ma un imperativo per i diritti umani, garantendo protezione alle comunità emarginate.

    La Convenzione è stata aperta alla firma il 10 ottobre 2025 a Hanoi, in Vietnam, dove 65 paesi hanno firmato il trattato.
    La firma rimarrà aperta fino al 31 dicembre 2026. Essa si distingue dalla Convenzione di Budapest, sviluppata dal Consiglio d’Europa, per la sua natura globale e inclusiva, essendo stata negoziata con la partecipazione di 155 paesi, tra cui numerosi Stati del “Sud globale” che non avevano partecipato ai negoziati precedenti.

    Quando i paesi firmano la Convenzione sulla criminalità informatica, stanno segnalando la loro intenzione di aderirvi. La ratifica è un passo cruciale in cui i paesi "fanno quello che promettono", ottenendo l'approvazione interna e garantendo che le leggi nazionali siano allineate ai requisiti della convenzione. Questa particolare convenzione richiede la ratifica di almeno 40 Stati membri delle Nazioni Unite prima di diventare diritto internazionale. Una volta che il 40° paese avrà ratificato, ci vorranno altri 90 giorni prima che la convenzione diventi giuridicamente vincolante per tutti coloro che vi hanno aderito.

    #criminalitàinformatica #ONU #NazioniUnite

  13. Il trattato delle Nazioni Unite sulla criminalità informatica


    youtube.com/watch?v=L7nhYwbkIC…

    Con oltre il 60% della popolazione mondiale connessa a Internet, la sfera digitale si sta espandendo rapidamente. Questa connettività senza precedenti offre immense opportunità, ma aumenta anche i rischi per la sicurezza informatica, poiché le minacce si evolvono parallelamente ai progressi tecnologici. Il crescente costo della criminalità informatica, stimato in migliaia di miliardi di dollari all'anno, sottolinea l'urgente necessità di sforzi internazionali coordinati come la Convenzione delle Nazioni Unite sulla criminalità informatica.

    Cos'è la criminalità informatica?

    La criminalità informatica comprende un'ampia gamma di reati che rientrano in due grandi categorie: criminalità informatica e criminalità informatica-dipendente. I reati informatici includono le attività criminali tradizionali condotte online, come il traffico di esseri umani, la frode e l'incitamento alla violenza e all'odio. I reati informatici-dipendenti sono quelli commessi tramite dispositivi ICT (Information and Communication Technology), tra cui phishing, furto di identità e distribuzione di malware e ransomware. Gli autori spaziano da singoli criminali a reti organizzate, tutti sfruttando l'anonimato e l'accessibilità del mondo digitale.

    Questi reati trascendono i confini geografici, prendendo di mira sistemi, reti e individui con una velocità ed efficienza senza precedenti. Spaziano da violazioni della sicurezza nazionale su larga scala, come lo spionaggio e gli attacchi Distributed Denial-of-Service (DDoS), a molestie mirate ai danni di gruppi emarginati. Le popolazioni vulnerabili, tra cui donne e ragazze, bambini, comunità LGBTQI+ e minoranze etniche e religiose, sono colpite in modo sproporzionato dalle minacce online, tra cui incitamento all'odio, violazioni della privacy e campagne di disinformazione.

    Ad esempio, il Relatore Speciale delle Nazioni Unite sulle questioni delle minoranze ha riferito che il 70% o più dei crimini d'odio sui social media prende di mira le minoranze, una cifra in continua crescita. Il rapporto rileva inoltre che i membri di questi gruppi hanno maggiori probabilità di subire restrizioni o rimozioni di contenuti da parte dei sistemi di moderazione dei social media.

    I paesi in via di sviluppo, spesso privi di solide infrastrutture di sicurezza informatica, rimangono particolarmente vulnerabili. La scarsa consapevolezza dei rischi informatici e le risorse insufficienti rendono gli individui in queste regioni facili bersagli per crimini come il phishing, il furto di identità e la disinformazione.

    Nel frattempo, tecnologie emergenti come l'intelligenza artificiale e i deepfake pongono nuove sfide, consentendo sofisticate campagne di disinformazione e sollevando interrogativi sulla privacy. L'ascesa dell'intelligenza artificiale generativa ha anche introdotto complesse questioni relative alle leggi sul copyright, poiché i contenuti generati dall'intelligenza artificiale sfidano le nozioni tradizionali di paternità e proprietà intellettuale.

    Cos'è la sicurezza informatica?

    La sicurezza informatica si riferisce alle strategie, alle politiche, alle procedure, alle pratiche e alle misure progettate per identificare minacce e vulnerabilità, impedire che le minacce sfruttino le vulnerabilità, mitigare i danni causati da minacce materializzate e salvaguardare persone, proprietà e informazioni.

    In parole povere, la sicurezza informatica funge da fortezza digitale, proteggendo individui e organizzazioni dagli attacchi che mirano a sfruttare la loro presenza online.

    Le misure di sicurezza informatica mirano a salvaguardare i dati sia individuali che aziendali prevenendo le violazioni, rilevando le minacce, rispondendo efficacemente e ripristinando gli incidenti informatici. In un mondo sempre più connesso, una solida strategia di sicurezza informatica è essenziale per preservare la privacy, la fiducia e la sicurezza.

    Cos'è la Convenzione delle Nazioni Unite sulla criminalità informatica?

    La Convenzione sulla criminalità informatica, recentemente adottata, ufficialmente denominata Convenzione sulla criminalità informatica: rafforzamento della cooperazione internazionale per combattere i crimini commessi tramite sistemi ICT, è il primo trattato internazionale di giustizia penale ad essere negoziato in oltre 20 anni.

    Secondo l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine, fino ad ora non esisteva una convenzione sulla criminalità informatica negoziata e adottata a livello globale. Con la nuova Convenzione sulla criminalità informatica, si prevede che le risposte alla criminalità informatica saranno più rapide, meglio coordinate ed efficaci, rendendo più sicuri sia il nostro mondo digitale che quello fisico.

    La convenzione crea un quadro e una piattaforma globali senza precedenti per la collaborazione nella lotta alla criminalità informatica, tutelando al contempo i diritti umani e garantendo che gli spazi digitali globali siano protetti, inclusivi e adattabili alle minacce emergenti.

    Oltre alla sua dimensione giuridica, la convenzione dà priorità all'inclusività e all'equità, offrendo un supporto fondamentale per lo sviluppo delle capacità ai paesi con risorse limitate. Riconosce che la sicurezza informatica non è solo una questione tecnica, ma un imperativo per i diritti umani, garantendo protezione alle comunità emarginate.

    La Convenzione è stata aperta alla firma il 10 ottobre 2025 a Hanoi, in Vietnam, dove 65 paesi hanno firmato il trattato.
    La firma rimarrà aperta fino al 31 dicembre 2026. Essa si distingue dalla Convenzione di Budapest, sviluppata dal Consiglio d’Europa, per la sua natura globale e inclusiva, essendo stata negoziata con la partecipazione di 155 paesi, tra cui numerosi Stati del “Sud globale” che non avevano partecipato ai negoziati precedenti.

    Quando i paesi firmano la Convenzione sulla criminalità informatica, stanno segnalando la loro intenzione di aderirvi. La ratifica è un passo cruciale in cui i paesi "fanno quello che promettono", ottenendo l'approvazione interna e garantendo che le leggi nazionali siano allineate ai requisiti della convenzione. Questa particolare convenzione richiede la ratifica di almeno 40 Stati membri delle Nazioni Unite prima di diventare diritto internazionale. Una volta che il 40° paese avrà ratificato, ci vorranno altri 90 giorni prima che la convenzione diventi giuridicamente vincolante per tutti coloro che vi hanno aderito.

    #criminalitàinformatica #ONU #NazioniUnite

    @politica

  14. La cooperazione internazionale nella lotta alla corruzione

    La Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (UNCAC) è l'unico strumento anticorruzione universalmente vincolante. Adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 31 ottobre 2003, a seguito dei negoziati di Vienna, in Austria, rappresenta un impegno storico da parte dei Paesi nella lotta alla corruzione. Il suo punto di forza unico risiede nel suo approccio globale, che pone l'accento sulla prevenzione, l'applicazione della legge, la cooperazione internazionale e il recupero dei beni.

    L' #UNCAC è stata fondamentale nel promuovere importanti riforme nazionali #anticorruzione, nel rafforzare i quadri giuridici e istituzionali e nel migliorare la collaborazione transfrontaliera. Svolge inoltre un ruolo fondamentale nel promuovere l'Agenda 2030 e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, affrontando gli impatti di vasta portata della corruzione sui principi e sui valori delle #NazioniUnite.

    Poiché i casi di #corruzione sono spesso complessi e transnazionali, un'efficace cooperazione internazionale è fondamentale per indagare e perseguire con successo tali reati. La cooperazione internazionale promuove un approccio globale coordinato e unificato per combattere questo reato, consentendo la condivisione di informazioni, prove e altre forme significative di assistenza legale tra le autorità competenti di diversi Paesi.

    Riconoscendo la natura complessa e transfrontaliera dei casi di corruzione, la Convenzione dedica un intero capitolo alla cooperazione internazionale (Capitolo IV). Questo capitolo fornisce un solido quadro normativo per gli Stati che desiderano impegnarsi nella cooperazione internazionale sia a livello formale che informale. A tal fine, gli Stati si impegnano a garantire l'esistenza di autorità anticorruzione indipendenti e specializzate per fornire la più ampia assistenza legale reciproca possibile, nonché uno scambio informale diretto e sicuro di informazioni sui casi di corruzione in corso. La Convenzione copre anche ulteriori forme di cooperazione internazionale in materia penale, come l'estradizione, il trasferimento di persone condannate, la cooperazione diretta tra le forze dell'ordine, le indagini congiunte e le tecniche investigative speciali. Incoraggia inoltre gli Stati a prendere in considerazione la possibilità di fornire assistenza reciproca nelle indagini e nei procedimenti in materia civile e amministrativa.

    L'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile individua la corruzione come un ostacolo fondamentale allo sviluppo sostenibile e invita gli Stati membri a "ridurre sostanzialmente la corruzione e le tangenti in tutte le loro forme" (Obiettivo 16.5). Per monitorare i progressi verso l'Obiettivo 16.5 vengono utilizzati due indicatori. In primo luogo, la prevalenza della corruzione tra la popolazione (indicatore SDG 16.5.1) e in secondo luogo, la prevalenza della corruzione tra le imprese (indicatore SDG 16.5.2). Entrambi gli indicatori richiedono la conduzione di indagini campionarie basate sull'esperienza.

    Le indagini basate sull'esperienza possono evitare le insidie ​​sia dei dati amministrativi sulla corruzione (in particolare la pervasiva sottostima dei casi non rilevati e non segnalati) sia delle carenze degli studi sulla corruzione basati sulla percezione, che per definizione catturano solo le opinioni piuttosto che il fenomeno reale. Se ben progettate e implementate secondo gli standard internazionali, le indagini basate sull'esperienza sulla corruzione possono misurare sia i livelli che le tendenze della corruzione e di altre forme di corruzione. Possono anche aiutare a identificare istituzioni, aziende e gruppi di popolazione specifici maggiormente esposti alla corruzione. Di conseguenza, queste indagini hanno implicazioni politiche dirette: possono orientare le autorità nazionali su dove concentrare i loro sforzi anticorruzione. Tuttavia, è anche importante notare che le indagini sulla corruzione basate sull'esperienza non possono rilevare casi di "grande corruzione" tra le élite politiche e imprenditoriali. Invece, catturano le esperienze quotidiane di cittadini e imprese comuni quando accedono ai servizi pubblici.

    A livello globale, 142 paesi e territori dispongono di dati sulla prevalenza della corruzione nella popolazione per il 2024 o per l'ultimo anno disponibile dal 2010. Questi dati indicano che la prevalenza della corruzione varia significativamente tra le regioni. Ad esempio, nei paesi con dati disponibili in Asia centrale e meridionale e nell'Africa subsahariana, la prevalenza media della corruzione nella popolazione è del 24,0%. Al contrario, questa percentuale scende al 15,7% in Asia orientale e sudorientale e al 9,0% in Europa e Nord America.

  15. La cooperazione internazionale nella lotta alla corruzione


    La Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (UNCAC) è l'unico strumento anticorruzione universalmente vincolante. Adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 31 ottobre 2003, a seguito dei negoziati di Vienna, in Austria, rappresenta un impegno storico da parte dei Paesi nella lotta alla corruzione. Il suo punto di forza unico risiede nel suo approccio globale, che pone l'accento sulla prevenzione, l'applicazione della legge, la cooperazione internazionale e il recupero dei beni.

    L' #UNCAC è stata fondamentale nel promuovere importanti riforme nazionali #anticorruzione, nel rafforzare i quadri giuridici e istituzionali e nel migliorare la collaborazione transfrontaliera. Svolge inoltre un ruolo fondamentale nel promuovere l'Agenda 2030 e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, affrontando gli impatti di vasta portata della corruzione sui principi e sui valori delle #NazioniUnite.

    Poiché i casi di #corruzione sono spesso complessi e transnazionali, un'efficace cooperazione internazionale è fondamentale per indagare e perseguire con successo tali reati. La cooperazione internazionale promuove un approccio globale coordinato e unificato per combattere questo reato, consentendo la condivisione di informazioni, prove e altre forme significative di assistenza legale tra le autorità competenti di diversi Paesi.

    Riconoscendo la natura complessa e transfrontaliera dei casi di corruzione, la Convenzione dedica un intero capitolo alla cooperazione internazionale (Capitolo IV). Questo capitolo fornisce un solido quadro normativo per gli Stati che desiderano impegnarsi nella cooperazione internazionale sia a livello formale che informale. A tal fine, gli Stati si impegnano a garantire l'esistenza di autorità anticorruzione indipendenti e specializzate per fornire la più ampia assistenza legale reciproca possibile, nonché uno scambio informale diretto e sicuro di informazioni sui casi di corruzione in corso. La Convenzione copre anche ulteriori forme di cooperazione internazionale in materia penale, come l'estradizione, il trasferimento di persone condannate, la cooperazione diretta tra le forze dell'ordine, le indagini congiunte e le tecniche investigative speciali. Incoraggia inoltre gli Stati a prendere in considerazione la possibilità di fornire assistenza reciproca nelle indagini e nei procedimenti in materia civile e amministrativa.

    L'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile individua la corruzione come un ostacolo fondamentale allo sviluppo sostenibile e invita gli Stati membri a "ridurre sostanzialmente la corruzione e le tangenti in tutte le loro forme" (Obiettivo 16.5). Per monitorare i progressi verso l'Obiettivo 16.5 vengono utilizzati due indicatori. In primo luogo, la prevalenza della corruzione tra la popolazione (indicatore SDG 16.5.1) e in secondo luogo, la prevalenza della corruzione tra le imprese (indicatore SDG 16.5.2). Entrambi gli indicatori richiedono la conduzione di indagini campionarie basate sull'esperienza.

    Le indagini basate sull'esperienza possono evitare le insidie ​​sia dei dati amministrativi sulla corruzione (in particolare la pervasiva sottostima dei casi non rilevati e non segnalati) sia delle carenze degli studi sulla corruzione basati sulla percezione, che per definizione catturano solo le opinioni piuttosto che il fenomeno reale. Se ben progettate e implementate secondo gli standard internazionali, le indagini basate sull'esperienza sulla corruzione possono misurare sia i livelli che le tendenze della corruzione e di altre forme di corruzione. Possono anche aiutare a identificare istituzioni, aziende e gruppi di popolazione specifici maggiormente esposti alla corruzione. Di conseguenza, queste indagini hanno implicazioni politiche dirette: possono orientare le autorità nazionali su dove concentrare i loro sforzi anticorruzione. Tuttavia, è anche importante notare che le indagini sulla corruzione basate sull'esperienza non possono rilevare casi di "grande corruzione" tra le élite politiche e imprenditoriali. Invece, catturano le esperienze quotidiane di cittadini e imprese comuni quando accedono ai servizi pubblici.

    A livello globale, 142 paesi e territori dispongono di dati sulla prevalenza della corruzione nella popolazione per il 2024 o per l'ultimo anno disponibile dal 2010. Questi dati indicano che la prevalenza della corruzione varia significativamente tra le regioni. Ad esempio, nei paesi con dati disponibili in Asia centrale e meridionale e nell'Africa subsahariana, la prevalenza media della corruzione nella popolazione è del 24,0%. Al contrario, questa percentuale scende al 15,7% in Asia orientale e sudorientale e al 9,0% in Europa e Nord America.

    @attualita

  16. #Hamas esulta per il riconoscimento della #Palestina da parte della stragrande maggioranza delle #NazioniUnite.

    #Netanyahu denuncia tale riconoscimento come quale premio dato ad Hamas.

    Sono le due facce della stessa realtà.

    Il Governo israeliano è caduto con tutti e due i piedi nella provocazione preparata da Hamas con la presa di ostaggi ed i massacri del #7ottobre2023.

  17. per chiarire:

    come fa notare il #CentroEuropeoPerIDirittiCostituzionaliEUmani di Berlino ( #ECCHR),

    le sanzioni contro #FrancescaAlbanese costituiscono

    "la prima volta che uno stato ha imposto misure punitive contro un individuo che ha un mandato delle #NazioniUnite"

  18. I DON'T BUY GENOCIDE
    #PopularSanctions.

    If sanctions don't come from the government, they come from the people.
    We call on all supermarket chains and every business to STOP all relations with Israel.
    To isolate its criminal government.
    To build peace.

    #BDS
    #boycott
    #boycottusa
    #boycottisrael
    #boycottrussland
    #BOYCOTTFASCISM
    #BOYCOTTBULLYSM
    #BOYCOTTTRUMPISM

    #FREEGAZA 🇵🇸
    #STOPGENOCIDE 🚫🩸
    #SLAVAUCRAINE 🇺🇦
    #PARTIGIANO ✊

    #FrancescaAlbanese #NazioniUnite #UnitedNations #OmarBarghouti #UN

  19. IO NON COMPRO IL GENOCIDIO
    #SanzioniPopolari

    Se le sanzioni non arrivano dal governo, arrivano dalle persone.
    Chiediamo a tutte le catene di supermercati e a ogni attivita commerciale di INTERROMPERE ogni relazione con Israele.
    Per isolare il suo governo criminale.
    Per costruire pace.

    #BDS
    #boycott
    #boycottusa
    #boycottisrael
    #boycottrussland
    #BOYCOTTFASCISM
    #BOYCOTTBULLYSM
    #BOYCOTTTRUMPISM

    #FREEGAZA 🇵🇸
    #STOPGENOCIDE 🚫🩸
    #SLAVAUCRAINE 🇺🇦
    #PARTIGIANO ✊

    #FrancescaAlbanese #NazioniUnite

  20. Il #Brasile ha approvato l'#adesione all'#OPEC+ e quindi sancisce l'affermazione del Paese come importante #produttore di petrolio, a pochi mesi dalla conferenza delle #NazioniUnite sul #clima.
    L'OPEC+ comprende i 12 membri dell'OPEC e altre 10 nazioni produttrici di petrolio, tra cui la #Russia è la più grande.

    📌 Il Brasile, tuttavia, non dovrà affrontare impegni vincolanti come tagli alla produzione.

    Questa mossa arriva mentre il presidente #LuladaSilva ..1/n
    dilettafileninews.com/

  21. La giornata mondiale del #volontariato, voluta dalle #NazioniUnite, viene celebrata il #5Dicembre di ogni anno per riconoscere l’importanza del #lavoro dei #volontari nella #società. La rivista #SocietàeDiritti ne sottolinea il ruolo fondamentale in uno studio calato nel contesto dell’amministrazione #penitenziaria, anche alla luce di alcune recenti riforme, tra cui la c.d. Riforma #Cartabia.

    L'articolo è liberamente scaricabile qui ⬇️
    doi.org/10.54103/2531-6710/196

    #InternationalVolunteerDay

  22. Il #20Novembre ricorre la Giornata Internazionale per i #diritti dell'#infanzia e dell'#adolescenza, indetta per commemorare la #DichiarazionedeiDiritti del #fanciullo delle #NazioniUnite.
    Condividiamo un contributo di #StatoeChiese nel quale si analizza l’evoluzione del concetto di “interesse del #minore”, sancito dal #DirittoInternazionale, dalla #legislazione dell'#UE e da quella italiana, ormai divenuto principio cardine del diritto di #famiglia ⬇️

    doi.org/10.54103/1971-8543/233

    #WorldChildrensDay

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