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#corruzione — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #corruzione, aggregated by home.social.

  1. Dall’Europarlamento via libera alla direttiva anti-corruzione: cosa cambia e perché riguarda l’Italia

    eurofocus.adnkronos.com/politi

    > L’approvazione dei co-legislatori alla direttiva riguarda da vicino l’Italia, che ha eliminato il reato dell’abuso d’ufficio e che ora dovrà reintrodurlo “obbligatoriamente per almeno due fattispecie, le più gravi”.

    #anticorruzione #corruzione #abusodufficio #legge

  2. Donald Trump ha attaccato duramente il presidente israeliano Isaac Herzog, definendolo "un bugiardo, debole e patetico" per non aver concesso la grazia a Benyamin Netanyahu.
    Netanyahu affronta accuse in tre casi principali: corruzione, frode e abuso di fiducia (o violazione della fiducia), formalizzate nel 2019.

    ansa.it/sito/notizie/mondo/med

    #Trump #Netanyahu #Herzog #Israele #corruzione

  3. L’#Ungheria a un bivio: #PeterMagyar sfida #ViktorOrbán con una promessa chiara, rilanciare l’#economia, combattere la #corruzione e restituire #libertà e #trasparenza al Paese. Dopo anni segnati da tensioni politiche e accuse di derive #autoritarie, la #campagnaelettorale si apre come uno #scontro decisivo tra due #visioni opposte di Ungheria. Il 12 aprile non sarà solo un #voto, ma una scelta netta: #continuità o #cambiamento.
    Ne parlo nella newsletter

    @attualita
    dilettafileni1-mrvse.wordpress

  4. condivido parola per parola l'annotazione di Marco Inguscio sugli "epstein files". l'ho ripubblicata qui: poliverso.org/display/0477a01e

    e a breve lo segnalo in altri social [meno oscuranti(sti) di facebook, che a mio parere andrebbe piano piano abbandonato, o usato solo come piattaforma per link che portano altrove, nel fediverso o su blog indipendenti]

    #epstein #epsteinfiles #corruzione #pedofilia #israhell #sionismo #superricchi #ceo #ultradestra #sovranismo

  5. La corruzione è una minaccia alla sicurezza nazionale e deve essere contrastata anche dai servizi di intelligence? In Romania, sì

    In Romania la #corruzione è nella Strategia di Difesa Nazionale per carattere sistemico e potenziale destabilizzante. Ciò significa un coinvolgimento dei servizi di intelligence che, senza confini chiari, rischia di riprodurre le stesse criticità osservate altrove.

    Un interessante articolo su #IlSole24Ore

    ilsole24ore.com/art/corruzione

    @attualita

  6. Caracciolo sul ruolo degli #USA nelle inchieste di #corruzione in #Ucraina

    Caracciolo ha dichiarato: “Gli americani sono loro che stanno conducendo le inchieste. Queste strutture non sono ucraine, sono roba della #CIA o di altri servizi. Avendo accumulato un bel po’ di materiale, stanno ricattando anche #Zelensky”.

    La7

  7. #Ucraina
    L'inchiesta di le Monde, pubblicata a novembre 2025, denuncia la #corruzione su larga scala nel settore dei servizi funebri ucraini, con "cacciatori di corpi" e tangenti per accaparrarsi i contratti relativi alle sepolture dei militari.
    news.inbox.lv/14zhf0w-body-hun

  8. #Ucraina

    Le responsabilità del governo ucraino nel favorire la #corruzione - Il Post

    Venerdì il New York Times ha pubblicato un’inchiesta secondo cui il governo avrebbe grosse responsabilità: nel corso del tempo avrebbe indebolito di proposito i meccanismi anti corruzione, ilpost.it/2025/12/06/ucraina-c

  9. 🧵 Rabbia, panico e un barlume di speranza: le reazioni degli ucraini allo scandalo corruzione che ha investito figure chiave del governo
    valigiablu.it/ucraina-scandalo

    #ucraina #corruzione #zelensky

  10. L’inchiesta sulla corruzione in Ucraina, racconta Anna Zafesova su La Stampa, ha portato a 80 perquisizioni. I soldi riciclati in un ufficio della Capitale e la strada che porta fino in Russia.

    open.online/2025/11/13/corruzi

    #Guerra #Russia #Ucraina #Corruzione #Zelensky #VolodymyrZelensky

  11. #Ucraina, premier: "La #corruzione va combattuta come l'aggressore"
    "La corruzione va combattuta come si combatte l'aggressore": lo ha detto in un’intervista a Politico il primo ministro ucraino Yulia #Svyrydenko.
    Sky TG24

  12. #Ucraina, premier: "La #corruzione va combattuta come l'aggressore"
    "La corruzione va combattuta come si combatte l'aggressore": lo ha detto in un’intervista a Politico il primo ministro ucraino Yulia #Svyrydenko.
    Sky TG24

  13. #Ucraina, premier: "La #corruzione va combattuta come l'aggressore"
    "La corruzione va combattuta come si combatte l'aggressore": lo ha detto in un’intervista a Politico il primo ministro ucraino Yulia #Svyrydenko.
    Sky TG24

  14. #Ucraina, premier: "La #corruzione va combattuta come l'aggressore"
    "La corruzione va combattuta come si combatte l'aggressore": lo ha detto in un’intervista a Politico il primo ministro ucraino Yulia #Svyrydenko.
    Sky TG24

  15. #Ucraina, premier: "La #corruzione va combattuta come l'aggressore"
    "La corruzione va combattuta come si combatte l'aggressore": lo ha detto in un’intervista a Politico il primo ministro ucraino Yulia #Svyrydenko.
    Sky TG24

  16. #Ucraina
    I fondi ottenuti tramite il sistema di #corruzione #Energoatom servivano per finanziare la costruzione di case di lusso nei pressi di #Kiev.
    Rainews

  17. La cooperazione internazionale nella lotta alla corruzione

    La Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (UNCAC) è l'unico strumento anticorruzione universalmente vincolante. Adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 31 ottobre 2003, a seguito dei negoziati di Vienna, in Austria, rappresenta un impegno storico da parte dei Paesi nella lotta alla corruzione. Il suo punto di forza unico risiede nel suo approccio globale, che pone l'accento sulla prevenzione, l'applicazione della legge, la cooperazione internazionale e il recupero dei beni.

    L' #UNCAC è stata fondamentale nel promuovere importanti riforme nazionali #anticorruzione, nel rafforzare i quadri giuridici e istituzionali e nel migliorare la collaborazione transfrontaliera. Svolge inoltre un ruolo fondamentale nel promuovere l'Agenda 2030 e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, affrontando gli impatti di vasta portata della corruzione sui principi e sui valori delle #NazioniUnite.

    Poiché i casi di #corruzione sono spesso complessi e transnazionali, un'efficace cooperazione internazionale è fondamentale per indagare e perseguire con successo tali reati. La cooperazione internazionale promuove un approccio globale coordinato e unificato per combattere questo reato, consentendo la condivisione di informazioni, prove e altre forme significative di assistenza legale tra le autorità competenti di diversi Paesi.

    Riconoscendo la natura complessa e transfrontaliera dei casi di corruzione, la Convenzione dedica un intero capitolo alla cooperazione internazionale (Capitolo IV). Questo capitolo fornisce un solido quadro normativo per gli Stati che desiderano impegnarsi nella cooperazione internazionale sia a livello formale che informale. A tal fine, gli Stati si impegnano a garantire l'esistenza di autorità anticorruzione indipendenti e specializzate per fornire la più ampia assistenza legale reciproca possibile, nonché uno scambio informale diretto e sicuro di informazioni sui casi di corruzione in corso. La Convenzione copre anche ulteriori forme di cooperazione internazionale in materia penale, come l'estradizione, il trasferimento di persone condannate, la cooperazione diretta tra le forze dell'ordine, le indagini congiunte e le tecniche investigative speciali. Incoraggia inoltre gli Stati a prendere in considerazione la possibilità di fornire assistenza reciproca nelle indagini e nei procedimenti in materia civile e amministrativa.

    L'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile individua la corruzione come un ostacolo fondamentale allo sviluppo sostenibile e invita gli Stati membri a "ridurre sostanzialmente la corruzione e le tangenti in tutte le loro forme" (Obiettivo 16.5). Per monitorare i progressi verso l'Obiettivo 16.5 vengono utilizzati due indicatori. In primo luogo, la prevalenza della corruzione tra la popolazione (indicatore SDG 16.5.1) e in secondo luogo, la prevalenza della corruzione tra le imprese (indicatore SDG 16.5.2). Entrambi gli indicatori richiedono la conduzione di indagini campionarie basate sull'esperienza.

    Le indagini basate sull'esperienza possono evitare le insidie ​​sia dei dati amministrativi sulla corruzione (in particolare la pervasiva sottostima dei casi non rilevati e non segnalati) sia delle carenze degli studi sulla corruzione basati sulla percezione, che per definizione catturano solo le opinioni piuttosto che il fenomeno reale. Se ben progettate e implementate secondo gli standard internazionali, le indagini basate sull'esperienza sulla corruzione possono misurare sia i livelli che le tendenze della corruzione e di altre forme di corruzione. Possono anche aiutare a identificare istituzioni, aziende e gruppi di popolazione specifici maggiormente esposti alla corruzione. Di conseguenza, queste indagini hanno implicazioni politiche dirette: possono orientare le autorità nazionali su dove concentrare i loro sforzi anticorruzione. Tuttavia, è anche importante notare che le indagini sulla corruzione basate sull'esperienza non possono rilevare casi di "grande corruzione" tra le élite politiche e imprenditoriali. Invece, catturano le esperienze quotidiane di cittadini e imprese comuni quando accedono ai servizi pubblici.

    A livello globale, 142 paesi e territori dispongono di dati sulla prevalenza della corruzione nella popolazione per il 2024 o per l'ultimo anno disponibile dal 2010. Questi dati indicano che la prevalenza della corruzione varia significativamente tra le regioni. Ad esempio, nei paesi con dati disponibili in Asia centrale e meridionale e nell'Africa subsahariana, la prevalenza media della corruzione nella popolazione è del 24,0%. Al contrario, questa percentuale scende al 15,7% in Asia orientale e sudorientale e al 9,0% in Europa e Nord America.

  18. La cooperazione internazionale nella lotta alla corruzione

    La Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (UNCAC) è l'unico strumento anticorruzione universalmente vincolante. Adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 31 ottobre 2003, a seguito dei negoziati di Vienna, in Austria, rappresenta un impegno storico da parte dei Paesi nella lotta alla corruzione. Il suo punto di forza unico risiede nel suo approccio globale, che pone l'accento sulla prevenzione, l'applicazione della legge, la cooperazione internazionale e il recupero dei beni.

    L' #UNCAC è stata fondamentale nel promuovere importanti riforme nazionali #anticorruzione, nel rafforzare i quadri giuridici e istituzionali e nel migliorare la collaborazione transfrontaliera. Svolge inoltre un ruolo fondamentale nel promuovere l'Agenda 2030 e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, affrontando gli impatti di vasta portata della corruzione sui principi e sui valori delle #NazioniUnite.

    Poiché i casi di #corruzione sono spesso complessi e transnazionali, un'efficace cooperazione internazionale è fondamentale per indagare e perseguire con successo tali reati. La cooperazione internazionale promuove un approccio globale coordinato e unificato per combattere questo reato, consentendo la condivisione di informazioni, prove e altre forme significative di assistenza legale tra le autorità competenti di diversi Paesi.

    Riconoscendo la natura complessa e transfrontaliera dei casi di corruzione, la Convenzione dedica un intero capitolo alla cooperazione internazionale (Capitolo IV). Questo capitolo fornisce un solido quadro normativo per gli Stati che desiderano impegnarsi nella cooperazione internazionale sia a livello formale che informale. A tal fine, gli Stati si impegnano a garantire l'esistenza di autorità anticorruzione indipendenti e specializzate per fornire la più ampia assistenza legale reciproca possibile, nonché uno scambio informale diretto e sicuro di informazioni sui casi di corruzione in corso. La Convenzione copre anche ulteriori forme di cooperazione internazionale in materia penale, come l'estradizione, il trasferimento di persone condannate, la cooperazione diretta tra le forze dell'ordine, le indagini congiunte e le tecniche investigative speciali. Incoraggia inoltre gli Stati a prendere in considerazione la possibilità di fornire assistenza reciproca nelle indagini e nei procedimenti in materia civile e amministrativa.

    L'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile individua la corruzione come un ostacolo fondamentale allo sviluppo sostenibile e invita gli Stati membri a "ridurre sostanzialmente la corruzione e le tangenti in tutte le loro forme" (Obiettivo 16.5). Per monitorare i progressi verso l'Obiettivo 16.5 vengono utilizzati due indicatori. In primo luogo, la prevalenza della corruzione tra la popolazione (indicatore SDG 16.5.1) e in secondo luogo, la prevalenza della corruzione tra le imprese (indicatore SDG 16.5.2). Entrambi gli indicatori richiedono la conduzione di indagini campionarie basate sull'esperienza.

    Le indagini basate sull'esperienza possono evitare le insidie ​​sia dei dati amministrativi sulla corruzione (in particolare la pervasiva sottostima dei casi non rilevati e non segnalati) sia delle carenze degli studi sulla corruzione basati sulla percezione, che per definizione catturano solo le opinioni piuttosto che il fenomeno reale. Se ben progettate e implementate secondo gli standard internazionali, le indagini basate sull'esperienza sulla corruzione possono misurare sia i livelli che le tendenze della corruzione e di altre forme di corruzione. Possono anche aiutare a identificare istituzioni, aziende e gruppi di popolazione specifici maggiormente esposti alla corruzione. Di conseguenza, queste indagini hanno implicazioni politiche dirette: possono orientare le autorità nazionali su dove concentrare i loro sforzi anticorruzione. Tuttavia, è anche importante notare che le indagini sulla corruzione basate sull'esperienza non possono rilevare casi di "grande corruzione" tra le élite politiche e imprenditoriali. Invece, catturano le esperienze quotidiane di cittadini e imprese comuni quando accedono ai servizi pubblici.

    A livello globale, 142 paesi e territori dispongono di dati sulla prevalenza della corruzione nella popolazione per il 2024 o per l'ultimo anno disponibile dal 2010. Questi dati indicano che la prevalenza della corruzione varia significativamente tra le regioni. Ad esempio, nei paesi con dati disponibili in Asia centrale e meridionale e nell'Africa subsahariana, la prevalenza media della corruzione nella popolazione è del 24,0%. Al contrario, questa percentuale scende al 15,7% in Asia orientale e sudorientale e al 9,0% in Europa e Nord America.

  19. “self-defense” un par di ⚾️🥎

    "self-defense" un par di ⚾️🥎 + 36 #ospedali distrutti (macchinari e attrezzature inclusi)+ oltre 500 operatori #sanitari ammazzati e 300 imprigionati e torturati,  + oltre 200 #giornalisti uccisi per cancellarne i report+ oltre 170 #risoluzioni #Onu disattese nei decenni (e più di 220 dipendenti Onu uccisi in meno di due anni)+ estesa #corruzione di governi esportatori di #armi (e #massmedia compiacenti)

    slowforward.net/2025/04/26/sel

  20. Alexei #Smirnov, ex governatore del #Kursk, è stato fermato con l'accusa di frode per la sottrazione di fondi statali stanziati per la costruzione di strutture difensive. Fermato anche il suo ex vice, Alexei #Dedov.
    #Russia #corruzione
    SkyTG24

  21. [r] _ post-1968 o post-1974? forse la domanda ha senso

    leggere questa intervista ad E. Donzelli è a mio avviso importante, per vari motivi, anche come addendum non secondario a un suo precedente intervento, che si può trovare qui: https://t.ly/sTgY.
    tuttavia segnalo, allo stesso tempo, un punto di dubbio per me cruciale, non solo in riferimento a un discorso sulla poesia contemporanea.
    riguarda l’idea di una possibile uniformità o somiglianza di identità (e di biografie) tra autori “nati dopo il ’68”.
    ecco: sono convinto del fatto che (soprattutto se si stringe il focus sul versante politico e sul rapporto tra vicenda collettiva e imprinting individuale, e tra questi e una qualsiasi attività linguistica orale e scritta intesa alla produzione di senso) l’onda lunga di una generazione ancora politicamente connotata continua, a mio avviso, almeno fino al 1974. (come scrivevo in 6070).
    ovvero: sostituirei a “i nati dopo il 1968” l’espressione “i nati dopo il 1974”.
    e mi spiego: fino almeno al 1974, in linea di massima, chi nasceva sarebbe stato (volente o nolente) esposto, negli anni della sua maggiore plasticità e sensibilità (proprio neuronale), a situazioni estremamente diverse, radicalmente diverse, rispetto a quelle che avrebbero vissuto i nati negli anni successivi. (non voglio con questo stabilire una barriera netta & adamantina, né deterministica, ma solo identificare un terminus post quem, che so arbitrario come tutte le schematizzazioni, spostato in qua di almeno cinque-sei anni rispetto al ’68).

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    chi ha formato il proprio lessico e le proprie strutture mentali di base nell’amnio avvelenato dei pieni Ottanta (diciamo dal 1984, anno scelto non a caso: cfr. https://t.ly/MlXa e https://t.ly/P98e) ha avuto a che fare con un mostro di non poco conto.
    diversamente, chi giocoforza, per anagrafe, ha vissuto la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta da preadolescente o adolescente, critico [magari pure clinico-disturbato] e pieno di insofferenze e rifiuti, e quindi politicamente nemico del proprio tempo, magari in sodalizio (eccome!) con compagn* di riflessione e azione politica [magari esplicitatesi, queste azioni, con la Pantera nel 1990], non può in nessun modo essere accostato con troppa facilità a chi, bambino, è stato letteralmente aggredito e sommerso dal contesto del decennio maledetto, e dalle radiazioni delle nascenti tv private in Italia, oltre che dall’aria di “normalità” della corruttela craxiana che le ha fatte prosperare.

    [da non dimenticare, poi: il 1990 di Ruberti è anche l’anno della legge Mammì, e della rivelazione dell’esistenza di Gladio. ergo, l’adolescente inquieto di metà anni Ottanta non poteva non essere – parlo da testimone, non voglio imporre un’autobiografia – un adulto infuriato, nel 1990]
    senza parlare del clima politico mondiale.
    ovvio, credo. inutile nominare i due criminali di spicco, targati ’80: Tatcher, Reagan. chi già era politicamente insofferente, oltre che ormonalmente fibrillante (!), nel tempo dell’ascesa del liberismo scatenato, non poteva in nessun modo accettare la deriva post-1980, fosse pure nella mera forma estetica. chi invece era bambino, difficilmente era in grado di non assorbire le tossine del decennio. anche linguistiche. drogate, sedative.

    (per altro fatte proprie e rilanciate dall’editoria di grande distribuzione, che in libreria mandava e promuoveva solo e soltanto gli autori di cui parlavo qui: https://slowforward.net/2022/02/21/poesia-per-il-pubblico-a-k/). (chi compiva 20 anni nel 1990, aveva trovato nell’adolescenza e trovava ancora in libreria testi che, meno di dieci anni dopo, cioè entro il 1999 e prima, la distribuzione generalista, la protervia o pavidità dei direttori di collana e l’editoria dell’ormai maturo riflusso [nonché – perché no? – il primo quinquennio forzitaliota] avrebbero spazzato via dagli scaffali).

    *

    in conclusione.
    per il bambino del 1980-90 la ribellione sarebbe (forse) arrivata dopo.
    bon.
    ma, nello stesso decennio, per l’adolescente o giovane adulto veniva vissuta già e ancora (per quanto con difficoltà e diversità rispetto a chi aveva fatto il ’77) dentro quel periodo storico, in conflitto, e con un insieme di esperienze e impressioni (e imprinting, sì) stabilmente presenti ormai, in termini di formazione individuale/collettiva. era insomma una inquietudine fattiva possibile, praticabile e praticata: esisteva.

    così come in letteratura, negli stessi anni, nonostante tutto, esisteva la ricerca (letteraria).
    (e non solo perché ne scriveva Antonio Porta: https://slowforward.net/2022/08/20/ricerca-letteraria-spazio-di-ricerca-antonio-porta-1983/).

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    nel 1984 nascevano “L’ombra d’Argo” e “l’immaginazione”, per dire.
    nel 1989 si stampava Poesia italiana della contraddizione, per dire.
    la rivista “Baldus” sarebbe uscita per sette anni: 1990-1996.

    ma gli esempi sarebbero dozzine. (tutti regolarmente ignorati da editoria e intellettuali mainstream, e da parecchi critici di scarsa – intenzionalmente scarsa – memoria; scarsi anche in termini di sguardo sul presente, se è per questo).


    (e infine, e appunto, fra parentesi: la ricerca esiste anche oggi. ma questo è un discorso che affronteremo poi).
    _

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