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#anni-ottanta — Public Fediverse posts

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fetched live
  1. europesays.com/it/535061/ I predatori dell’arca perduta dopo 45 anni rimane la più grande avventura di sempre (e sapete che Indiana doveva essere Tom Selleck?) #AnniOttanta #archeologia #cinema #Entertainment #film #Intrattenimento #IT #Italia #Italy #Movies #StatiUniti

  2. Obscuro Duo in Synthpop Sauce

    Ditelo: vi scorrono davanti i titoli di coda di un qualsivoglia sconosciutissimo filmetto casuale (magari anche inesistente) della metà Ottanta. Ci ho azzeccato, eh?

    https://www.youtube.com/watch?v=ydGHsWOR6UA&t=15s

    Approfitto della cosa per chiedere lumi su questo duo, ma il Web restituisce gran poco. Carol-Anne & Paula sembra essere la classica band “meteora” di quegli anni, e questo album singolo l’unica uscita ufficiale, rigorosamente al di fuori del mainstream (quando lo stesso mainstream era sinonimo di qualità).

    (Ovviamente ringrazio sempre il mio fornitore ufficiale…)

    https://bsky.app/profile/vintageobscura.net/post/3lt3iq5fxlc2t

    #80s #anniOttanta #synthpop
  3. Un’epoca in cui bastava una spruzzata per sentirsi invincibili come un eroe da grande schermo. Il segreto di un dopobarba che ha definito un decennio di pura virilità.

    #Anni80 #AnniOttanta #Nostalgia #Vintage #Retro #Pubblicita #denimaftershave

    boomerissimo.it/2026/05/06/den

  4. Un’epoca in cui bastava una spruzzata per sentirsi invincibili come un eroe da grande schermo. Il segreto di un dopobarba che ha definito un decennio di pura virilità.

    #Anni80 #AnniOttanta #Nostalgia #Vintage #Retro #Pubblicita #denimaftershave

    boomerissimo.it/2026/05/06/den

  5. europesays.com/it/354366/ Dal fantasy all’horror, 10 film degli anni Ottanta fondamentali da rivedere (per le vecchie generazioni) e da scoprire (per le nuove) #AnniOttanta #cinema #cult #Entertainment #film #Intrattenimento #IT #Italia #Italy #Movies #nostalgia

  6. da oggi, 20 novembre, a roma (al mlac), “fabio ciriachi: fotografie di un tempo non ritrovato, 1968-1990”

    FABIO CIRIACHI: FOTOGRAFIE DI UN TEMPO NON RITROVATO 1968-1990
    a cura di Camilla Federica Ferrario

    fino al 17 GENNAIO 2026

    inaugurazione oggi
    20 NOVEMBRE 2025, DALLE 17:30 ALLE 20:00
    MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea
    Palazzo del Rettorato, Sapienza Università di Roma, P.le Aldo Moro, 5, Roma
    (ingresso dalla terrazza posteriore del Palazzo del Rettorato)

    Il MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea è lieto di presentare la mostra Fabio Ciriachi: fotografie di un tempo non ritrovato 1968-1990, a cura di Camilla Federica Ferrario, che si inaugura oggi, 20 novembre 2025 (h. 17:30 – 20:00) e sarà visitabile fino al 17 gennaio 2026.

    Si tratta della prima personale fotografica antologica dedicata a Fabio Ciriachi, artista romano classe 1944 che, dopo aver sperimentato con pittura e teatro, tra gli anni Sessanta e Settanta partecipò ai fermenti culturali dell’epoca lavorando come fotografo freelance per diverse testate, per poi abbandonare la professione, passare alla vita ritirata delle comuni agricole e infine dedicarsi alla scrittura, affermandosi negli ultimi decenni come autore prolifico di racconti, romanzi e poesie.

    La mostra intende quindi riscoprire e valorizzare il lavoro di un autore fino ad oggi rimasto nell’ombra, esponendo al pubblico oltre centoventi fotografie in bianco e nero quasi tutte inedite, realizzate da Ciriachi prevalentemente dal 1968 al 1972 (con alcuni scatti che arrivano fino al 1990) e da poco recuperate dal suo archivio privato, dove giacevano sepolte da decenni.

    A uno sguardo retrospettivo, queste preziose immagini ritrovate rivelano il talento di un giovane fotografo dalla comunicazione diretta e dallo sguardo critico e partecipe, sempre animato da sottile ironia. Le sue istantanee rubate come i suoi ritratti posati raccontano contestazioni politiche e conflitti sociali, comunità hippie e sperimentazioni teatrali d’avanguardia, vita di strada in diverse città come Roma, Venezia, Amsterdam e Londra. Raccontano cioè un mondo irrimediabilmente scomparso, un tempo ormai estraneo a chi abita la realtà attuale e perfino a chi, come suggerisce il titolo di proustiana memoria, lo ha vissuto in prima persona. Un tempo che riescono però a evocare con eccezionale vividezza.

    Il fotografo Fabio Ciriachi e la curatrice Camilla Federica Ferrario saranno presenti oggi durante l’inaugurazione. Nella stessa occasione verrà presentato il catalogo della mostra, edito da Dario Cimorelli Editore, con testi di Camilla Federica Ferrario, Fabio Ciriachi, Silvia Bordini e Fabrizio Fantoni.

    Giorni e orario di apertura: 20 novembre 2025 – 17 gennaio 2026, ore 15:00-19:00, dal lunedì al sabato. Chiusura nei giorni festivi: Chiuso l’8 dicembre e dal 22 dicembre al 6 gennaio.
    Sede: MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, Palazzo del Rettorato, Città Universitaria, P.le Aldo Moro, 5, Roma (ingresso dalla terrazza sul retro del Palazzo del Rettorato, raggiungibile dalle scale laterali esterne).

    Sito web: www.museolaboratorioartecontemporanea.it
    Ufficio stampa: [email protected]@MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea
    Instagram: @museomlacsapienza
    Twitter: @museomlac

    #anni70 #anni80 #anniOttanta #anniSettanta #camillaFedericaFerrario #darioCimorelliEditore #fabioCiriachi #fabrizioFantoni #foto #fotografia #fotografie #mlac #mlacMuseoLaboratorioDiArteContemporanea #mostra #mostraFotografica #museoLaboratorioDiArteContemporanea #palazzoDelRettorato #sapienzaUniversitaDiRoma #silviaBordini #tempoNonRitrovato

  7. da oggi, 20 novembre, a roma (al mlac), “fabio ciriachi: fotografie di un tempo non ritrovato, 1968-1990”

    FABIO CIRIACHI: FOTOGRAFIE DI UN TEMPO NON RITROVATO 1968-1990
    a cura di Camilla Federica Ferrario

    fino al 17 GENNAIO 2026

    inaugurazione oggi
    20 NOVEMBRE 2025, DALLE 17:30 ALLE 20:00
    MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea
    Palazzo del Rettorato, Sapienza Università di Roma, P.le Aldo Moro, 5, Roma
    (ingresso dalla terrazza posteriore del Palazzo del Rettorato)

    Il MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea è lieto di presentare la mostra Fabio Ciriachi: fotografie di un tempo non ritrovato 1968-1990, a cura di Camilla Federica Ferrario, che si inaugura oggi, 20 novembre 2025 (h. 17:30 – 20:00) e sarà visitabile fino al 17 gennaio 2026.

    Si tratta della prima personale fotografica antologica dedicata a Fabio Ciriachi, artista romano classe 1944 che, dopo aver sperimentato con pittura e teatro, tra gli anni Sessanta e Settanta partecipò ai fermenti culturali dell’epoca lavorando come fotografo freelance per diverse testate, per poi abbandonare la professione, passare alla vita ritirata delle comuni agricole e infine dedicarsi alla scrittura, affermandosi negli ultimi decenni come autore prolifico di racconti, romanzi e poesie.

    La mostra intende quindi riscoprire e valorizzare il lavoro di un autore fino ad oggi rimasto nell’ombra, esponendo al pubblico oltre centoventi fotografie in bianco e nero quasi tutte inedite, realizzate da Ciriachi prevalentemente dal 1968 al 1972 (con alcuni scatti che arrivano fino al 1990) e da poco recuperate dal suo archivio privato, dove giacevano sepolte da decenni.

    A uno sguardo retrospettivo, queste preziose immagini ritrovate rivelano il talento di un giovane fotografo dalla comunicazione diretta e dallo sguardo critico e partecipe, sempre animato da sottile ironia. Le sue istantanee rubate come i suoi ritratti posati raccontano contestazioni politiche e conflitti sociali, comunità hippie e sperimentazioni teatrali d’avanguardia, vita di strada in diverse città come Roma, Venezia, Amsterdam e Londra. Raccontano cioè un mondo irrimediabilmente scomparso, un tempo ormai estraneo a chi abita la realtà attuale e perfino a chi, come suggerisce il titolo di proustiana memoria, lo ha vissuto in prima persona. Un tempo che riescono però a evocare con eccezionale vividezza.

    Il fotografo Fabio Ciriachi e la curatrice Camilla Federica Ferrario saranno presenti oggi durante l’inaugurazione. Nella stessa occasione verrà presentato il catalogo della mostra, edito da Dario Cimorelli Editore, con testi di Camilla Federica Ferrario, Fabio Ciriachi, Silvia Bordini e Fabrizio Fantoni.

    Giorni e orario di apertura: 20 novembre 2025 – 17 gennaio 2026, ore 15:00-19:00, dal lunedì al sabato. Chiusura nei giorni festivi: Chiuso l’8 dicembre e dal 22 dicembre al 6 gennaio.
    Sede: MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, Palazzo del Rettorato, Città Universitaria, P.le Aldo Moro, 5, Roma (ingresso dalla terrazza sul retro del Palazzo del Rettorato, raggiungibile dalle scale laterali esterne).

    Sito web: www.museolaboratorioartecontemporanea.it
    Ufficio stampa: [email protected]@MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea
    Instagram: @museomlacsapienza
    Twitter: @museomlac

    #anni70 #anni80 #anniOttanta #anniSettanta #camillaFedericaFerrario #darioCimorelliEditore #fabioCiriachi #fabrizioFantoni #foto #fotografia #fotografie #mlac #mlacMuseoLaboratorioDiArteContemporanea #mostra #mostraFotografica #museoLaboratorioDiArteContemporanea #palazzoDelRettorato #sapienzaUniversitaDiRoma #silviaBordini #tempoNonRitrovato

  8. dal 20 novembre a roma (al mlac), “fabio ciriachi: fotografie di un tempo non ritrovato, 1968-1990”

    FABIO CIRIACHI: FOTOGRAFIE DI UN TEMPO NON RITROVATO 1968-1990
    a cura di Camilla Federica Ferrario

    20 NOVEMBRE 2025 – 17 GENNAIO 2026

    inaugurazione
    20 NOVEMBRE 2025, DALLE 17:30 ALLE 20:00
    MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea
    Palazzo del Rettorato, Sapienza Università di Roma, P.le Aldo Moro, 5, Roma
    (ingresso dalla terrazza posteriore del Palazzo del Rettorato)

    Il MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea è lieto di presentare la mostra Fabio Ciriachi: fotografie di un tempo non ritrovato 1968-1990, a cura di Camilla Federica Ferrario, che si inaugurerà il 20 novembre 2025 (h. 17:30 – 20:00) e sarà visitabile fino al 17 gennaio 2026.

    Si tratta della prima personale fotografica antologica dedicata a Fabio Ciriachi, artista romano classe 1944 che, dopo aver sperimentato con pittura e teatro, tra gli anni Sessanta e Settanta partecipò ai fermenti culturali dell’epoca lavorando come fotografo freelance per diverse testate, per poi abbandonare la professione, passare alla vita ritirata delle comuni agricole e infine dedicarsi alla scrittura, affermandosi negli ultimi decenni come autore prolifico di racconti, romanzi e poesie.

    La mostra intende quindi riscoprire e valorizzare il lavoro di un autore fino ad oggi rimasto nell’ombra, esponendo al pubblico oltre centoventi fotografie in bianco e nero quasi tutte inedite, realizzate da Ciriachi prevalentemente dal 1968 al 1972 (con alcuni scatti che arrivano fino al 1990) e da poco recuperate dal suo archivio privato, dove giacevano sepolte da decenni.

    A uno sguardo retrospettivo, queste preziose immagini ritrovate rivelano il talento di un giovane fotografo dalla comunicazione diretta e dallo sguardo critico e partecipe, sempre animato da sottile ironia. Le sue istantanee rubate come i suoi ritratti posati raccontano contestazioni politiche e conflitti sociali, comunità hippie e sperimentazioni teatrali d’avanguardia, vita di strada in diverse città come Roma, Venezia, Amsterdam e Londra. Raccontano cioè un mondo irrimediabilmente scomparso, un tempo ormai estraneo a chi abita la realtà attuale e perfino a chi, come suggerisce il titolo di proustiana memoria, lo ha vissuto in prima persona. Un tempo che riescono però a evocare con eccezionale vividezza.

    Il fotografo Fabio Ciriachi e la curatrice Camilla Federica Ferrario saranno presenti durante l’inaugurazione. Nella stessa occasione verrà presentato il catalogo della mostra, edito da Dario Cimorelli Editore, con testi di Camilla Federica Ferrario, Fabio Ciriachi, Silvia Bordini e Fabrizio Fantoni.

    Giorni e orario di apertura: 20 novembre 2025 – 17 gennaio 2026, ore 15:00-19:00, dal lunedì al sabato. Chiusura nei giorni festivi: Chiuso l’8 dicembre e dal 22 dicembre al 6 gennaio.
    Sede: MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, Palazzo del Rettorato, Città Universitaria, P.le Aldo Moro, 5, Roma (ingresso dalla terrazza sul retro del Palazzo del Rettorato, raggiungibile dalle scale laterali esterne).

    Sito web: www.museolaboratorioartecontemporanea.it
    Ufficio stampa: [email protected]@MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea
    Instagram: @museomlacsapienza
    Twitter: @museomlac

    #anni70 #anni80 #anni702 #anni802 #anniOttanta #anniSettanta #camillaFedericaFerrario #darioCimorelliEditore #fabioCiriachi #fabrizioFantoni #foto #fotografia #fotografie #mlac #mlacMuseoLaboratorioDiArteContemporanea #mostra #mostraFotografica #museoLaboratorioDiArteContemporanea #palazzoDelRettorato #sapienzaUniversitaDiRoma #silviaBordini #tempoNonRitrovato

  9. scheletri negli armani

    trovo – o meglio trovavo, un mese fa – su fb questa frattaglia tra il servile e l’efferato, che non bisogna essere a sx per giudicare – come minimo – apologetica degli anni più demmerda del Novecento, (in)seminatori dei decenni successivi.

    poi io commento, in calce, con Balestrini.

    “il regno dei sarti” (Nanni Balestrini):

    Nel maggio del 1984 si è concluso il processo 7 aprile. Le mie incriminazioni erano state pesantissime: associazione sovversiva, banda armata e 19 omicidi tra cui quelli di Aldo Moro e della sua scorta. L’accusa aveva chiesto per me 10 anni ma la sentenza è stata di assoluzione. Dopo tanti anni sono così potuto rientrare in Italia, ma la mia prima impressione è stata di sgomento. Ritrovavo un paese in piena restaurazione, le vicende del passato più recente erano state ipocritamente rimosse, nessuno parlava più di politica, il consumismo era all’ordine del giorno, Milano da capitale dell’industria e della cultura era diventata il regno dei sarti. La moda dominava, tutti si vestivano di etichette.

    (https://slowforward.net/wp-content/uploads/2022/07/20220729_034451.jpg – da https://slowforward.net/2022/08/23/post-1968-o-post-1974-forse-la-domanda-ha-senso/)

    [quello sul giorgio è proprio un trafiletto mortuario: “oggettificazione”? del potere maschile? “fluidificazione della geopolitica”? “capitali liberati”? “La potenza fisica”? “il nuovo Medio Oriente” (!!!) ??? … ma siamo pazzi? ma l’anima de li mejo tatcher vostri…]

    [ma quanti morti ci devono essere, di fame, sul lavoro, di perdita del lavoro e della casa, di smantellamento dello stato sociale e della sanità pubblica, per capire da dove viene il presente?]

    un addendum:
    https://www.facebook.com/share/1D3KATb6PW/

    #anni80 #anniDemmerda #anniNovanta #anniOttanta #Balestrini #etichette #GiorgioArmani #ilRegnoDeiSarti #moda #NanniBalestrini #nuoviPoteri #politica #poteri #processo7Aprile #restaurazione #sarti #scheletriNegliArmadi #scheletriNegliArmani #tatcherismo #unPaeseDiSarti #unPaeseInPienaRestaurazione

  10. scheletri negli armani

    trovo – o meglio trovavo, un mese fa – su fb questa frattaglia tra il servile e l’efferato, che non bisogna essere a sx per giudicare – come minimo – apologetica degli anni più demmerda del Novecento, (in)seminatori dei decenni successivi.

    poi io commento, in calce, con Balestrini.

    “il regno dei sarti” (Nanni Balestrini):

    Nel maggio del 1984 si è concluso il processo 7 aprile. Le mie incriminazioni erano state pesantissime: associazione sovversiva, banda armata e 19 omicidi tra cui quelli di Aldo Moro e della sua scorta. L’accusa aveva chiesto per me 10 anni ma la sentenza è stata di assoluzione. Dopo tanti anni sono così potuto rientrare in Italia, ma la mia prima impressione è stata di sgomento. Ritrovavo un paese in piena restaurazione, le vicende del passato più recente erano state ipocritamente rimosse, nessuno parlava più di politica, il consumismo era all’ordine del giorno, Milano da capitale dell’industria e della cultura era diventata il regno dei sarti. La moda dominava, tutti si vestivano di etichette.

    (https://slowforward.net/wp-content/uploads/2022/07/20220729_034451.jpg – da https://slowforward.net/2022/08/23/post-1968-o-post-1974-forse-la-domanda-ha-senso/)

    [quello sul giorgio è proprio un trafiletto mortuario: “oggettificazione”? del potere maschile? “fluidificazione della geopolitica”? “capitali liberati”? “La potenza fisica”? “il nuovo Medio Oriente” (!!!) ??? … ma siamo pazzi? ma l’anima de li mejo tatcher vostri…]

    [ma quanti morti ci devono essere, di fame, sul lavoro, di perdita del lavoro e della casa, di smantellamento dello stato sociale e della sanità pubblica, per capire da dove viene il presente?]

    un addendum:
    https://www.facebook.com/share/1D3KATb6PW/

    #111 #anni80 #anniDemmerda #anniNovanta #anniOttanta #anniottanta #Balestrini #etichette #GiorgioArmani #ilRegnoDeiSarti #moda #NanniBalestrini #nuoviPoteri #politica #poteri #processo7Aprile #restaurazione #sarti #scheletriNegliArmadi #scheletriNegliArmani #tatcherismo #unPaeseDiSarti #unPaeseInPienaRestaurazione

  11. pod al popolo, #071: “un’apocalisse che accompagna un ritorno all’ordine che era già in corso”

    Ospite di UrbanExperience e di Carlo Infante (che ringrazio, e la cui voce si ascolta qui in dialogo), il 26 giugno ho preso parte a questa iniziativa sulla memoria dell’avanguardia e del teatro di ricerca, dando un breve contributo direi generazionale, che si conclude con un cenno agli argomenti di due testi (rintracciabili qui e qui).
    Già in piedi per lasciare il microfono (e fuori dal podcast che trovate in calce), ho infine segnalato (e ampiamente distribuito) copie del n. 19 de “La scuola delle cose”, dedicato alla scrittura di ricerca.
    In poco più di otto minuti + un cenno al tabloid, dunque, ho provato a dire qualcosa sul ritorno all’ordine degli anni Ottanta, ‘Baldus’, il postmoderno, il mainstream editoriale-distributivo, e gli ultimi 25 anni di sperimentazione letteraria, ovviamente senza esserne in grado. L’audio completo è ora su Pod al popolo. Podcast irregolare ed ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto. 

    26 giu., Roma, ICBSA: convegno sulla memoria dell’avanguardia

    #anniNovanta #anniOttanta #anniSettanta #Baldus #CarloInfante #dialogo #ExDiscotecaDiStato #ICBSA #InnovazioneTerritoriale #LaScuolaDelleCose #Lyceum #MarcoGiovenale #Mudima #PAP #pap071 #pap071 #PerformingMedia #podAlPopolo #podcast #ricercaLetteraria #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #teatro #UrbanExperience #UrbanExperience

  12. pod al popolo, #071: “un’apocalisse che accompagna un ritorno all’ordine che era già in corso”

    Ospite di UrbanExperience e di Carlo Infante (che ringrazio, e la cui voce si ascolta qui in dialogo), il 26 giugno ho preso parte a questa iniziativa sulla memoria dell’avanguardia e del teatro di ricerca, dando un breve contributo direi generazionale, che si conclude con un cenno agli argomenti di due testi (rintracciabili qui e qui).
    Già in piedi per lasciare il microfono (e fuori dal podcast che trovate in calce), ho infine segnalato (e ampiamente distribuito) copie del n. 19 de “La scuola delle cose”, dedicato alla scrittura di ricerca.
    In poco più di otto minuti + un cenno al tabloid, dunque, ho provato a dire qualcosa sul ritorno all’ordine degli anni Ottanta, ‘Baldus’, il postmoderno, il mainstream editoriale-distributivo, e gli ultimi 25 anni di sperimentazione letteraria, ovviamente senza esserne in grado. L’audio completo è ora su Pod al popolo. Podcast irregolare ed ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto. 

    26 giu., Roma, ICBSA: convegno sulla memoria dell’avanguardia

    #anniNovanta #anniOttanta #anniSettanta #Baldus #CarloInfante #dialogo #ExDiscotecaDiStato #ICBSA #InnovazioneTerritoriale #LaScuolaDelleCose #Lyceum #MarcoGiovenale #Mudima #PAP #pap071 #pap071 #PerformingMedia #podAlPopolo #podcast #ricercaLetteraria #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #teatro #UrbanExperience #UrbanExperience

  13. pod al popolo, #054, audio completo della presentazione di “oggettistica” @ libreria tomo, roma, 28 feb. 2025

    Ieri, 28 febbraio 2025, nella operosa città di Roma, presso la Libreria Tomo, a San Lorenzo, Guido Mazzoni, Fabrizio Pelli e Fabrizio Scrivano hanno presentato OGGETTISTICA, di Marco Giovenale (Tic, 2024), presente & leggente l’autore. La risultante sonora è ascoltabile qui su Pod al popolo. Il podcast irregolare, ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto.

    un intervento da me citato nella conversazione: https://operavivamagazine.org/6070-2/

    _

    informazioni e link sul libro:https://slowforward.net/2024/04/15/link-e-materiali-per-oggettistica-tic-edizioni-collana-ultrachapbooks-marzo-2024/

    #6070 #Anni70 #anni80 #anniOttanta #anniSettanta #audio #cambioDiParadigma #FabrizioPelli #FabrizioScrivano #Figidaire #FioriFreschi #glitch #GuidoMazzoni #ironia #lettura #libreriaTomo #Linus #MarcoGiovenale #MG #MovimentoDellaPantera #Occupazioni #Oggettistica #ombre #opacità #OperaViva #PAP #pap054 #pap054 #podAlPopolo #podcast #presentazione #reading #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #testiDiMgInRete #testiDiMgOnline #Tomo #Zut

  14. [r] _ post-1968 o post-1974? forse la domanda ha senso

    leggere questa intervista ad E. Donzelli è a mio avviso importante, per vari motivi, anche come addendum non secondario a un suo precedente intervento, che si può trovare qui: https://t.ly/sTgY.
    tuttavia segnalo, allo stesso tempo, un punto di dubbio per me cruciale, non solo in riferimento a un discorso sulla poesia contemporanea.
    riguarda l’idea di una possibile uniformità o somiglianza di identità (e di biografie) tra autori “nati dopo il ’68”.
    ecco: sono convinto del fatto che (soprattutto se si stringe il focus sul versante politico e sul rapporto tra vicenda collettiva e imprinting individuale, e tra questi e una qualsiasi attività linguistica orale e scritta intesa alla produzione di senso) l’onda lunga di una generazione ancora politicamente connotata continua, a mio avviso, almeno fino al 1974. (come scrivevo in 6070).
    ovvero: sostituirei a “i nati dopo il 1968” l’espressione “i nati dopo il 1974”.
    e mi spiego: fino almeno al 1974, in linea di massima, chi nasceva sarebbe stato (volente o nolente) esposto, negli anni della sua maggiore plasticità e sensibilità (proprio neuronale), a situazioni estremamente diverse, radicalmente diverse, rispetto a quelle che avrebbero vissuto i nati negli anni successivi. (non voglio con questo stabilire una barriera netta & adamantina, né deterministica, ma solo identificare un terminus post quem, che so arbitrario come tutte le schematizzazioni, spostato in qua di almeno cinque-sei anni rispetto al ’68).

    cliccare per ingrandire

    chi ha formato il proprio lessico e le proprie strutture mentali di base nell’amnio avvelenato dei pieni Ottanta (diciamo dal 1984, anno scelto non a caso: cfr. https://t.ly/MlXa e https://t.ly/P98e) ha avuto a che fare con un mostro di non poco conto.
    diversamente, chi giocoforza, per anagrafe, ha vissuto la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta da preadolescente o adolescente, critico [magari pure clinico-disturbato] e pieno di insofferenze e rifiuti, e quindi politicamente nemico del proprio tempo, magari in sodalizio (eccome!) con compagn* di riflessione e azione politica [magari esplicitatesi, queste azioni, con la Pantera nel 1990], non può in nessun modo essere accostato con troppa facilità a chi, bambino, è stato letteralmente aggredito e sommerso dal contesto del decennio maledetto, e dalle radiazioni delle nascenti tv private in Italia, oltre che dall’aria di “normalità” della corruttela craxiana che le ha fatte prosperare.

    [da non dimenticare, poi: il 1990 di Ruberti è anche l’anno della legge Mammì, e della rivelazione dell’esistenza di Gladio. ergo, l’adolescente inquieto di metà anni Ottanta non poteva non essere – parlo da testimone, non voglio imporre un’autobiografia – un adulto infuriato, nel 1990]
    senza parlare del clima politico mondiale.
    ovvio, credo. inutile nominare i due criminali di spicco, targati ’80: Tatcher, Reagan. chi già era politicamente insofferente, oltre che ormonalmente fibrillante (!), nel tempo dell’ascesa del liberismo scatenato, non poteva in nessun modo accettare la deriva post-1980, fosse pure nella mera forma estetica. chi invece era bambino, difficilmente era in grado di non assorbire le tossine del decennio. anche linguistiche. drogate, sedative.

    (per altro fatte proprie e rilanciate dall’editoria di grande distribuzione, che in libreria mandava e promuoveva solo e soltanto gli autori di cui parlavo qui: https://slowforward.net/2022/02/21/poesia-per-il-pubblico-a-k/). (chi compiva 20 anni nel 1990, aveva trovato nell’adolescenza e trovava ancora in libreria testi che, meno di dieci anni dopo, cioè entro il 1999 e prima, la distribuzione generalista, la protervia o pavidità dei direttori di collana e l’editoria dell’ormai maturo riflusso [nonché – perché no? – il primo quinquennio forzitaliota] avrebbero spazzato via dagli scaffali).

    *

    in conclusione.
    per il bambino del 1980-90 la ribellione sarebbe (forse) arrivata dopo.
    bon.
    ma, nello stesso decennio, per l’adolescente o giovane adulto veniva vissuta già e ancora (per quanto con difficoltà e diversità rispetto a chi aveva fatto il ’77) dentro quel periodo storico, in conflitto, e con un insieme di esperienze e impressioni (e imprinting, sì) stabilmente presenti ormai, in termini di formazione individuale/collettiva. era insomma una inquietudine fattiva possibile, praticabile e praticata: esisteva.

    così come in letteratura, negli stessi anni, nonostante tutto, esisteva la ricerca (letteraria).
    (e non solo perché ne scriveva Antonio Porta: https://slowforward.net/2022/08/20/ricerca-letteraria-spazio-di-ricerca-antonio-porta-1983/).

    cliccare per ingrandire

    nel 1984 nascevano “L’ombra d’Argo” e “l’immaginazione”, per dire.
    nel 1989 si stampava Poesia italiana della contraddizione, per dire.
    la rivista “Baldus” sarebbe uscita per sette anni: 1990-1996.

    ma gli esempi sarebbero dozzine. (tutti regolarmente ignorati da editoria e intellettuali mainstream, e da parecchi critici di scarsa – intenzionalmente scarsa – memoria; scarsi anche in termini di sguardo sul presente, se è per questo).


    (e infine, e appunto, fra parentesi: la ricerca esiste anche oggi. ma questo è un discorso che affronteremo poi).
    _

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  15. oggi, 11 gennaio, a roma, al museo di roma in trastevere: colonne sonore per gli anni ’80

    OGGI, sabato 11 gennaio 2025, alle ore 17, presso la Sala Multimediale del Museo di Roma in Trastevere la presentazione del volume Tondelli e la musica. Colonne sonore per gli anni ’80 e Frequenze fiorentine. Firenze anni ’80 di Bruno Casini
    Intervengono:
    📌 𝐈𝐥𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐌𝐢𝐚𝐫𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚𝐧𝐢, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali;
    📌 𝐒𝐭𝐞𝐟𝐚𝐧𝐨 𝐏𝐢𝐬𝐭𝐨𝐥𝐢𝐧𝐢, giornalista;
    📌 𝐀𝐥𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐏𝐢𝐜𝐜𝐢𝐧𝐢𝐧𝐢, giornalista;
    📌 𝐃𝐢𝐧𝐨 𝐈𝐠𝐧𝐚𝐧𝐢, fotografo;
    📌 𝐈𝐥𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐆𝐫𝐚𝐬𝐬𝐨, attivista e poeta;
    Presente l’autore, 𝐁𝐫𝐮𝐧𝐨 𝐂𝐚𝐬𝐢𝐧𝐢.
    L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
    #LibriAlMuseo è una rassegna a cura della Direzione Musei Civici della Sovrintendenza Capitolina, promossa dalla promossa da Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

    Libri al museo. Tondelli e la musica. Colonne sonore per gli anni ’80

    Evento fb: https://www.facebook.com/events/s/libri-al-museo-tondelli-e-la-m/1686954025369662

    #80 #AlbertoPiccinini #anni80 #anniOttanta #BrunoCasini #DinoIgnani #DirezioneMuseiCivici #FrequenzeFiorentineFirenzeAnni80 #IlariaGrasso #IlariaMiarelliMariani #LibriAlMuseo #MuseoDiRoma #MuseoDiRomaInTrastevere #musicA_ #SalaMultimediale #SalaMultimedialeDelMuseoDiRomaInTrastevere #SovrintendenzaCapitolina #StefanoPistolini #Tondelli #TondelliELaMusicaColonneSonorePerGliAnni80

  16. 11 gennaio, roma, al museo di roma in trastevere: colonne sonore per gli anni ’80

    Sabato 11 gennaio 2025, alle ore 17, presso la Sala Multimediale del Museo di Roma in Trastevere la presentazione del volume Tondelli e la musica. Colonne sonore per gli anni ’80 e Frequenze fiorentine. Firenze anni ’80 di Bruno Casini
    Intervengono:
    📌 𝐈𝐥𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐌𝐢𝐚𝐫𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚𝐧𝐢, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali;
    📌 𝐒𝐭𝐞𝐟𝐚𝐧𝐨 𝐏𝐢𝐬𝐭𝐨𝐥𝐢𝐧𝐢, giornalista;
    📌 𝐀𝐥𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐏𝐢𝐜𝐜𝐢𝐧𝐢𝐧𝐢, giornalista;
    📌 𝐃𝐢𝐧𝐨 𝐈𝐠𝐧𝐚𝐧𝐢, fotografo;
    📌 𝐈𝐥𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐆𝐫𝐚𝐬𝐬𝐨, attivista e poeta;
    Presente l’autore, 𝐁𝐫𝐮𝐧𝐨 𝐂𝐚𝐬𝐢𝐧𝐢.
    L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
    #LibriAlMuseo è una rassegna a cura della Direzione Musei Civici della Sovrintendenza Capitolina, promossa dalla promossa da Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

    Libri al museo. Tondelli e la musica. Colonne sonore per gli anni ’80

    Evento fb: https://www.facebook.com/events/s/libri-al-museo-tondelli-e-la-m/1686954025369662

    #80 #AlbertoPiccinini #anni80 #anniOttanta #BrunoCasini #DinoIgnani #DirezioneMuseiCivici #FrequenzeFiorentineFirenzeAnni80 #IlariaGrasso #IlariaMiarelliMariani #LibriAlMuseo #MuseoDiRoma #MuseoDiRomaInTrastevere #musica #SalaMultimediale #SalaMultimedialeDelMuseoDiRomaInTrastevere #SovrintendenzaCapitolina #StefanoPistolini #Tondelli #TondelliELaMusicaColonneSonorePerGliAnni80

  17. Stasera @ Anarres Libreria-Bistrot via Crespi 11 #Milano
    Presentazione de "I pirati dei navigli. Dal #punk al #cyberpunk" di e con Marco Philopat (@AgenziaX).
    #freenetry #controcultura #anarchismo #anniottanta

  18. Stasera @ Anarres Libreria-Bistrot via Crespi 11 #Milano
    Presentazione de "I pirati dei navigli. Dal #punk al #cyberpunk" di e con Marco Philopat (@AgenziaX).
    #freenetry #controcultura #anarchismo #anniottanta

  19. Stasera @ Anarres Libreria-Bistrot via Crespi 11 #Milano
    Presentazione de "I pirati dei navigli. Dal #punk al #cyberpunk" di e con Marco Philopat (@AgenziaX).
    #freenetry #controcultura #anarchismo #anniottanta

  20. Stasera @ Anarres Libreria-Bistrot via Crespi 11 #Milano
    Presentazione de "I pirati dei navigli. Dal #punk al #cyberpunk" di e con Marco Philopat (@AgenziaX).
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  21. Come erano belli i nostri tempi, che non ritorneranno più…

    Non ritorneranno più quelle estati meno torride, più miti degli anni Ottanta. Non ritorneranno più i jukebox, le cabine a gettoni, i mangianastri, i dischi in vinile, i motorini Ciao. Era l'epoca analogica e oggi siamo in quella digitale. Così come non ritorneranno più i politici della prim

    magozine.it/ritorneranno/

    #ArteECultura #1968 #1977 #AnniOttanta #AnniOtto #BeiTempi #GenerazioneZ #MivimentoStudentesco

  22. Come erano belli i nostri tempi, che non ritorneranno più…

    Non ritorneranno più quelle estati meno torride, più miti degli anni Ottanta. Non ritorneranno più i jukebox, le cabine a gettoni, i mangianastri, i dischi in vinile, i motorini Ciao. Era l'epoca analogica e oggi siamo in quella digitale. Così come non ritorneranno più i politici della prim

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  23. Come erano belli i nostri tempi, che non ritorneranno più…

    Non ritorneranno più quelle estati meno torride, più miti degli anni Ottanta. Non ritorneranno più i jukebox, le cabine a gettoni, i mangianastri, i dischi in vinile, i motorini Ciao. Era l'epoca analogica e oggi siamo in quella digitale. Così come non ritorneranno più i politici della prim

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  24. Come erano belli i nostri tempi, che non ritorneranno più…

    Non ritorneranno più quelle estati meno torride, più miti degli anni Ottanta. Non ritorneranno più i jukebox, le cabine a gettoni, i mangianastri, i dischi in vinile, i motorini Ciao. Era l'epoca analogica e oggi siamo in quella digitale. Così come non ritorneranno più i politici della prim

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  25. Come erano belli i nostri tempi, che non ritorneranno più…

    Non ritorneranno più quelle estati meno torride, più miti degli anni Ottanta. Non ritorneranno più i jukebox, le cabine a gettoni, i mangianastri, i dischi in vinile, i motorini Ciao. Era l'epoca analogica e oggi siamo in quella digitale. Così come non ritorneranno più i politici della prim

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