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#controcultura — Public Fediverse posts

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  1. "Claiming and Building Utopia: Living a Liberated World" con Mx Yaffa (@yaffasutopia)

    LOA Acrobax, venerdì 9 ottobre alle ore 18:30 CEST

    Il 9 e 10 Ottobre vi invitiamo ad Acrobax insieme a Mx Yaffa (@yaffasutopia) in occasione del suo tour europeo, per parlare insieme a lxi di utopie, di come immaginarle e di come dar loro forma tramite pratiche di cura e di organizzazione della nostra comunità.
    Yaffa è unə artistə disabilizzatə, autisticə, queer, trans, Musulmanə e indigenə Palestinese, il cui lavoro trasformativo riguarda il displacement, la decolonizzazione e l’equità, centrando le esperienze incarnate delle soggettività più impattate dalle inguistizie.

    Venerdì 9 Ottobre dalle 18:30 saremo ad Acrobax con un’esposizione di poesie di artistx queer* Palestinesi.
    Per iniziare, alle 19:00 Yaffa presenterà il suo libro “Be better broken” (YAFFA AS, 2026), una collezione di testi e una guida per chiunque stia cercando di resistere il fascismo. In questa sua ultima pubblicazione, l’autorx ci chiama a responsabilizzarci per la costruzione collettiva di un mondo liberato, riconoscendo anche la natura traumatica di questo processo, nel tentativo però di rendere questo dolore collettivo le fondamenta delle nostre azioni.
    Alle 21:00 vi delizieremo poi con una cena vegana (con opzioni gluten-free) e a seguire DJ Set di Päm (@pam.ymn) con lettura contemporanea di poesie da parte di Yaffa.

    Sabato 10 Ottobre invece, dalle 10:00 alle 13:00 Yaffa ci guiderà attraverso il Workshop “Claiming and Building Utopia: Living a Liberated World”, dove si andrà a lavorare e a ragionare su quello spazio disconnesso fra il mondo come è ora e il mondo che vorremmo, ricentrando il potere che l’utopia può darci nell’azione e organizzazione immediata. I posti sono limitati, vi chiediamo di prenotarvi nel link in bio, più informazioni seguiranno nei prossimi giorni. La presentazione e il Workshop saranno in lingua inglese con traduzione in italiano (e LIS per la talk).
    Alle 13:30 pranziamo insieme (portate schiscetta!) e ci dirigiamo verso il corteo delle 14:30 al Colosseo.

    roma.convoca.la/event/claiming

  2. Musica e controcultura: protesta, punk e cultura underground

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    Musica e controcultura: protesta, punk e cultura underground

    La musica non accompagna semplicemente i cambiamenti culturali. In alcuni momenti contribuisce a produrli.

    Una canzone può dare voce a un’esperienza collettiva, trasformare un linguaggio marginale in un simbolo generazionale, raccontare gruppi sociali poco rappresentati oppure creare intorno a sé comunità, stili e nuovi modi di vivere.

    Per questo il rapporto tra musica e controcultura attraversa gran parte della storia contemporanea: dal canto popolare al folk di protesta, dalla canzone d’autore al rock psichedelico, dal punk alla new wave, dalle culture underground alle autoproduzioni.

    Non tutta la musica alternativa è necessariamente controculturale e non tutta la controcultura musicale è esplicitamente politica. Il punto comune è piuttosto la capacità di mettere in discussione linguaggi, valori, modelli culturali o sistemi di produzione dominanti.

    Questo approfondimento fa parte del nostro percorso dedicato alla controcultura.

    Che cosa significa musica controculturale

    Definire un genere musicale come “controculturale” soltanto perché poco conosciuto sarebbe riduttivo.

    Una scena musicale può essere underground senza mettere necessariamente in discussione nulla.

    La dimensione controculturale emerge quando alla differenza estetica si aggiungono elementi come:

    • critica del conformismo;
    • contestazione dell’autorità;
    • rifiuto delle convenzioni artistiche;
    • autoproduzione;
    • nascita di circuiti indipendenti;
    • attenzione alle culture marginali;
    • costruzione di identità collettive alternative;
    • utilizzo della musica come forma di protesta.

    La controcultura musicale riguarda quindi sia ciò che viene detto sia il modo attraverso cui la musica viene prodotta e diffusa.

    Un testo può contestare l’ordine sociale.

    Ma anche creare una piccola etichetta, pubblicare una fanzine o organizzare autonomamente concerti può rappresentare una rottura con i normali meccanismi dell’industria culturale.

    La musica come linguaggio della protesta

    La musica possiede una caratteristica che la rende particolarmente efficace: può trasformare idee ed esperienze complesse in parole, ritmo e memoria collettiva.

    Una canzone viene ricordata, cantata e trasmessa.

    Può uscire dai luoghi nei quali è nata e diventare patrimonio di persone che non conoscono neppure il suo autore.

    Canti politici, canti di lavoro e musica popolare hanno svolto spesso questa funzione.

    Hanno raccontato:

    • condizioni di lavoro;
    • disuguaglianze;
    • migrazioni;
    • guerra;
    • repressione;
    • vita delle classi popolari;
    • lotte sociali.

    In questi casi la musica non è soltanto intrattenimento.

    Diventa anche una forma di memoria sociale.

    I canti di lavoro

    Uno dei percorsi più antichi attraverso cui musica e conflitto sociale si incontrano è quello dei canti di lavoro.

    Contadini, braccianti, minatori, operai e lavoratori hanno utilizzato il canto per accompagnare il lavoro, raccontarne la durezza e costruire forme di solidarietà.

    La dimensione collettiva è fondamentale.

    Il canto permette di trasformare un’esperienza individuale in qualcosa che può essere condiviso.

    Sul rapporto tra lavoro, letteratura e musica abbiamo dedicato l’approfondimento Canti di lavoro: working class nella letteratura e nella musica.

    È un esempio particolarmente significativo perché mostra come la controcultura non nasca sempre da avanguardie artistiche urbane: può emergere anche dal patrimonio popolare.

    Musica popolare e culture subalterne

    Una cultura può assumere una funzione controculturale anche quando restituisce visibilità a esperienze che la cultura dominante tende a marginalizzare.

    Questo è particolarmente evidente nella riscoperta della musica popolare avvenuta nel Novecento.

    Raccogliere canti contadini, canti di lavoro e tradizioni orali significa anche preservare una memoria che difficilmente trova spazio nella cultura ufficiale.

    In Italia figure come Rosa Balistreri, Dodi Moscati e Giovanna Marini rappresentano tre percorsi differenti ma collegati dalla ricerca sulla cultura popolare e dal rapporto tra canto e società.

    Rosa Balistreri: canto popolare e protesta

    Rosa Balistreri trasformò il patrimonio musicale siciliano in una voce fortemente personale.

    Il suo canto racconta povertà, violenza, condizione femminile e vita delle classi popolari.

    La sua esperienza mostra bene come tradizione e controcultura non siano necessariamente opposte.

    Una tradizione può diventare uno strumento di rottura quando viene utilizzata per raccontare ciò che normalmente resta ai margini.

    Puoi approfondire nella nostra biografia di Rosa Balistreri.

    Dodi Moscati e la memoria della cultura popolare

    Anche Dodi Moscati lavorò sul patrimonio musicale e orale della cultura contadina.

    Giornalista, cantante e ricercatrice, raccolse e reinterpretò canti popolari intrecciandoli con la canzone politica e con la musica contemporanea.

    In questo caso il lavoro musicale assume anche una funzione di conservazione della memoria.

    Registrare, reinterpretare e trasmettere un canto significa impedire che una cultura scompaia insieme alle comunità che l’hanno prodotta.

    Su Magozine abbiamo ricostruito la sua storia in Dodi Moscati: biografia e discografia.

    Giovanna Marini: le canzoni sono di tutti

    Ancora più evidente è il legame tra ricerca, memoria e conflitto sociale nell’opera di Giovanna Marini.

    Marini percorse l’Italia raccogliendo canti popolari, canti di lavoro e testimonianze musicali, studiandone anche tecniche vocali e modalità di trasmissione.

    La canzone diventa così una fonte attraverso cui raccontare una storia diversa da quella istituzionale: una storia fatta di emigrazione, scioperi, guerre, Resistenza e vita quotidiana.

    La sua ricerca non separava il patrimonio musicale dalle persone che lo avevano prodotto.

    Su Magozine le abbiamo dedicato l’approfondimento Giovanna Marini: le canzoni sono di tutti.

    Il titolo stesso suggerisce una concezione collettiva della cultura: le canzoni viaggiano, cambiano, vengono riprese e trasmesse e diventano parte della memoria di una comunità.

    Cantautorato, dissenso e anni Settanta

    La controcultura musicale italiana non passa però soltanto attraverso la ricerca sul canto popolare.

    Negli anni Sessanta e Settanta il cantautorato diventa uno dei luoghi nei quali vengono affrontati temi normalmente poco presenti nella musica commerciale:

    autorità;

    religione;

    emarginazione;

    sessualità;

    guerra;

    droghe;

    alienazione;

    conflitto generazionale;

    ricerca spirituale.

    Non tutti i cantautori appartengono naturalmente a una medesima area politica o culturale.

    Ma una parte importante della canzone d’autore italiana contribuisce a creare un linguaggio critico nei confronti della società del tempo.

    Fabrizio De André: anarchia, emarginati e potere

    Fabrizio De André rappresenta uno degli esempi più evidenti del rapporto tra canzone d’autore, sensibilità libertaria e critica delle istituzioni.

    Nelle sue canzoni compaiono frequentemente persone poste ai margini della società, critica della guerra, diffidenza verso il potere e attenzione per chi viene giudicato o escluso.

    Il rapporto di De André con la cultura anarchica non fu soltanto un’etichetta applicata successivamente alla sua opera.

    Su Magozine abbiamo raccolto diversi materiali legati a questo rapporto nell’approfondimento Fabrizio De André: libri, CD e DVD, dove viene presentato anche Che non ci sono poteri buoni. Il pensiero (anche) anarchico di Fabrizio De André di Paolo Finzi e il materiale prodotto nell’ambiente di A rivista.

    De André rappresenta inoltre un ponte naturale tra questo percorso e quello dedicato all’anarchia, all’antimilitarismo e alla critica dell’autorità.

    Claudio Rocchi: psichedelia, spiritualità e libertà

    Un percorso differente è quello di Claudio Rocchi.

    Nel rock italiano degli anni Settanta la sperimentazione musicale si intrecciava spesso con la ricerca di nuovi modi di vivere, l’interesse per la spiritualità, la psichedelia e il rifiuto dei valori borghesi tradizionali.

    Rocchi appartiene pienamente a questo ambiente culturale.

    Il suo percorso permette di osservare un lato della controcultura che non coincide necessariamente con la militanza politica: la trasformazione individuale e la ricerca di forme di vita differenti.

    Musica, esperienza psichedelica, spiritualità e critica delle convenzioni possono convivere all’interno dello stesso itinerario artistico.

    Ne abbiamo parlato nell’articolo Claudio Rocchi e Stefano Rosso, due grandi cantautori ormai dimenticati.

    Stefano Rosso: ironia e anticonformismo

    Lo stesso articolo permette di riscoprire Stefano Rosso, cantautore molto diverso da Rocchi.

    Nel suo caso emergono maggiormente ironia, satira, racconto della vita quotidiana e distanza dalle convenzioni.

    La controcultura non assume quindi soltanto la forma della dichiarazione politica.

    Può passare anche attraverso il linguaggio, l’ironia e il modo di raccontare comportamenti che la cultura dominante preferisce non affrontare.

    Mettere accanto Rocchi e Rosso è interessante proprio perché mostra due forme differenti di anticonformismo musicale negli anni Settanta: ricerca interiore e psichedelia da una parte, ironia e disincanto dall’altra.

    Gli anni Sessanta e la musica come identità generazionale

    Negli anni Sessanta la relazione tra musica e controcultura diventa particolarmente evidente.

    Rock, folk e nuove culture giovanili accompagnano trasformazioni profonde:

    nuovi costumi;

    pacifismo;

    sperimentazioni artistiche;

    contestazione generazionale;

    nuovi rapporti con la sessualità;

    critica del consumismo;

    interesse per culture e spiritualità differenti.

    La musica non rappresenta semplicemente questi cambiamenti.

    Contribuisce a costruire uno spazio nel quale riconoscersi.

    Dischi, concerti e festival diventano luoghi di aggregazione e produzione culturale.

    Per comprendere il retroterra di questa trasformazione bisogna guardare anche alla Beat Generation e alla progressiva nascita di una cultura giovanile autonoma.

    Nel percorso generale sulla controcultura abbiamo collegato questo fenomeno all’articolo I sogni, le paure e la voglia di evasione dei ragazzi della “gioventù bruciata”.

    Punk: non soltanto un genere musicale

    Il punk rende particolarmente evidente un principio fondamentale della controcultura:

    non è necessario aspettare il permesso di qualcuno per produrre cultura.

    Il suo impatto non riguarda infatti soltanto una particolare sonorità.

    Intorno al punk nascono:

    • fanzine;
    • etichette indipendenti;
    • autoproduzioni;
    • grafica;
    • spazi musicali;
    • reti di distribuzione;
    • nuovi modi di vestirsi;
    • linguaggi provocatori.

    Il principio DIY – Do It Yourself diventa parte integrante dell’identità culturale.

    L’idea è semplice: se i normali canali non ti rappresentano, puoi cercare di costruirne di nuovi.

    Questa logica supera la musica e influenza successivamente editoria, arte, attivismo e comunicazione indipendente.

    Underground e indipendenza

    Il termine underground viene utilizzato per descrivere culture e produzioni che rimangono fuori dai grandi circuiti commerciali.

    Ma indipendente e controculturale non significano esattamente la stessa cosa.

    Un artista può lavorare con una piccola etichetta senza proporre alcuna critica culturale.

    Al contrario, un artista distribuito da una grande casa discografica può mantenere temi e linguaggi fortemente conflittuali.

    La relazione tra underground, indipendenza e controcultura va quindi valutata caso per caso.

    Ciò che conta è osservare non soltanto chi pubblica un disco, ma quale ambiente culturale lo produce e quali linguaggi sviluppa.

    La new wave italiana

    Tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta anche in Italia si svilupparono scene punk, post-punk e new wave capaci di creare un immaginario autonomo rispetto alla musica più commerciale.

    I Diaframma rappresentano uno dei nomi importanti di questa stagione.

    Musica e poesia sono particolarmente intrecciate nell’opera di Federico Fiumani, cantante e autore del gruppo.

    Di Fiumani abbiamo recensito la raccolta Odio Springsteen e gli U2. Poesie 1983-2011.

    La recensione appartiene anche al nostro percorso dedicato alla poesia, ma qui assume un altro significato: mostra come una scena musicale possa produrre un universo culturale più ampio del semplice disco.

    CCCP, punk e cultura italiana

    Un altro caso fondamentale è quello dei CCCP – Fedeli alla linea.

    La loro musica ha mescolato punk, provocazione, teatro, iconografia politica e cultura popolare costruendo un linguaggio immediatamente riconoscibile.

    L’importanza di esperienze di questo tipo non consiste soltanto nelle canzoni.

    La musica diventa parte di un sistema di simboli, performance e riferimenti culturali.

    Massimo Zamboni ha successivamente proseguito il proprio percorso anche attraverso la scrittura.

    Su Magozine abbiamo recensito La macchia mongolica, scritto con Caterina Zamboni Russia.

    Anche qui il collegamento è significativo: dalla scena musicale si passa alla letteratura, al viaggio e alla memoria.

    Quando il potere censura la musica

    Un altro modo per comprendere il carattere conflittuale della musica consiste nell’osservare la censura.

    Regimi politici, istituzioni religiose, emittenti radiofoniche e autorità pubbliche hanno in epoche diverse proibito o limitato canzoni, artisti e generi ritenuti pericolosi, immorali o politicamente inaccettabili.

    La censura mostra indirettamente il potere attribuito alla musica.

    Se una canzone fosse considerata completamente irrilevante, difficilmente qualcuno sentirebbe la necessità di vietarla.

    Jazz, blues, rock, canzone politica e altri generi hanno conosciuto forme diverse di censura e controllo.

    Abbiamo ricostruito alcuni di questi casi in Storie di censura nella musica.

    Donne, musica e rappresentazione

    Anche il rapporto tra genere e industria musicale può essere letto da una prospettiva controculturale.

    Chi viene raccontato nella storia della musica?

    Chi viene considerato autore?

    Chi rimane confinato nel ruolo di interprete?

    Quali modelli vengono richiesti alle artiste?

    Sono domande che riguardano direttamente il modo attraverso cui viene costruito il canone musicale.

    Il volume Cantautrici. Le più grandi, da tutto il mondo, di Alice Mammola e Valentina Savi, parte proprio dalla necessità di riportare al centro numerose artiste e autrici.

    Su Magozine ne abbiamo parlato nella recensione Cantautrici: un sussidiario femminista della musica mondiale.

    Questo libro si inserisce bene nel percorso sulla musica controculturale perché mostra come anche riscrivere una storia culturale da un punto di vista marginalizzato possa rappresentare un gesto critico.

    Musica e identità

    Le controculture musicali non costruiscono soltanto repertori.

    Costruiscono identità.

    Il modo di vestirsi.

    I luoghi frequentati.

    Le immagini sulle copertine.

    Le riviste lette.

    Il linguaggio.

    Le relazioni.

    Perfino il modo in cui viene utilizzato lo spazio urbano.

    Per questo punk, rock psichedelico, goth, hip hop e numerose altre scene non possono essere comprese soltanto studiando le caratteristiche musicali.

    La musica costituisce spesso il centro intorno al quale si organizza un’intera forma di appartenenza.

    Simboli della controcultura musicale

    Ogni scena produce anche i propri simboli.

    Loghi.

    Colori.

    Abbigliamento.

    Graffiti.

    Copertine.

    Fotografie.

    Manifesti.

    I simboli permettono a un gruppo di riconoscersi e rendono immediatamente visibile una determinata identità.

    La musica diventa così parte di un processo più ampio che unisce suono, immagine e comportamento.

    È lo stesso meccanismo attraverso cui molti movimenti sociali hanno costruito bandiere, slogan e iconografie riconoscibili.

    Quando la controcultura diventa mercato

    Esiste però una tensione inevitabile.

    Una cultura nata ai margini può diventare popolare.

    Un gruppo underground può vendere moltissimi dischi.

    Uno stile nato come gesto di rottura può essere riprodotto dall’industria della moda.

    Un’immagine punk può diventare una grafica stampata su prodotti commerciali.

    È uno dei principali paradossi della controcultura.

    Il mercato possiede una grande capacità di incorporare linguaggi che inizialmente si opponevano ad esso.

    Ma l’assorbimento commerciale non cancella automaticamente il significato originario.

    Bisogna distinguere tra il contesto nel quale una cultura nasce e gli usi che successivamente vengono fatti dei suoi simboli.

    Autoproduzione e cultura DIY oggi

    Il principio DIY non è scomparso.

    Le tecnologie digitali hanno anzi ridotto enormemente i costi necessari per produrre e distribuire musica.

    Oggi un artista può registrare, pubblicare e promuovere un lavoro senza possedere necessariamente una struttura industriale tradizionale.

    Ma la situazione presenta una nuova contraddizione.

    La produzione può essere indipendente mentre la distribuzione dipende da grandi piattaforme digitali.

    Il vecchio problema dell’accesso all’industria discografica viene quindi sostituito, almeno in parte, da nuove questioni:

    algoritmi;

    visibilità;

    piattaforme;

    concentrazione della distribuzione;

    economia dello streaming.

    L’indipendenza tecnologica non coincide automaticamente con l’indipendenza economica.

    Musica alternativa e controcultura non sono sinonimi

    È utile mantenere una distinzione.

    Musica alternativa può indicare semplicemente una scena o un genere diverso da quelli più commerciali.

    Musica indipendente può riferirsi al sistema produttivo.

    Musica underground indica generalmente una posizione periferica rispetto ai grandi circuiti.

    Musica controculturale implica invece un rapporto critico con aspetti della cultura dominante.

    Le categorie possono sovrapporsi, ma non coincidono.

    Un gruppo può essere contemporaneamente indipendente, underground e controculturale.

    Un altro può essere soltanto indipendente.

    Questa distinzione evita di trasformare qualsiasi produzione di nicchia in una forma di ribellione.

    Percorsi sulla musica e controcultura

    Su Magozine il percorso può essere approfondito attraverso diversi filoni.

    Musica popolare, memoria e lavoro

    → Giovanna Marini: le canzoni sono di tutti

    → Canti di lavoro: working class nella letteratura e nella musica

    → Rosa Balistreri, biografia della cuntastorie siciliana

    → Dodi Moscati: biografia e discografia

    Cantautorato libertario e anni Settanta

    → Fabrizio De André: materiali sul pensiero anarchico e sulla sua musica

    → Claudio Rocchi e Stefano Rosso, due grandi cantautori ormai dimenticati

    Censura e libertà artistica

    → Storie di censura nella musica

    Punk, new wave e underground italiano

    → Il libro di poesie di Federico Fiumani, cantante dei Diaframma

    → La macchia mongolica di Massimo Zamboni

    Donne e storia della musica

    → Cantautrici: un sussidiario femminista della musica mondiale

    La musica come spazio di autonomia culturale

    La controcultura musicale non può essere ridotta a un genere.

    Non coincide soltanto con il punk, con il rock o con la canzone politica.

    È piuttosto un modo particolare di utilizzare la musica.

    Per raccontare ciò che rimane ai margini.

    Per mettere in discussione modelli culturali.

    Per costruire comunità.

    Per conservare memorie.

    Per inventare linguaggi.

    Per creare mezzi di produzione e distribuzione indipendenti.

    A volte queste esperienze restano sotterranee.

    Altre volte diventano parte della cultura dominante.

    Ma proprio questo continuo movimento tra margine e centro, indipendenza e mercato, dissenso e assimilazione rende la musica uno dei territori più importanti per comprendere la storia della controcultura.

    #cantautori #cantautrici #Controcultura
  3. Belli i festival, ma hai mai provato un #rave? Cercano di vietarli da 30 anni, ma i #free @party sono ancora qui, più popolari che mai. Un’indagine sull’#ultima #controcultura. Ci sono stralci di interviste a me, a @vannisantoni e a tobia d'onofrio

    outoffeedvdnews.substack.com/p

  4. È uscito GERMINAL numero 137!
    L'ultimo numero di Germinal è uscito il Primo Maggio, come ogni anno, ma ve lo ricordiamo ora per non rischiare di farvi affrontare il periodo estivo senza aver sfogliato le sue pagine. È l'edizione 137 dello storico giornale anarchico e libertario di Trieste, Friuli, Isontino, Veneto, Slovenia e ov
    umanitanova.org/e-uscito-germi
    #2026 #Articoli #DallItalia #numero_23 #controcultura #CulturaLibertaria #GruppoAnarchicoGerminal #TRIESTE

  5. Antipsichiatria e solidarietà. ConTatto: 5 – 6 – 7 giugno 3 giorni di incontro a Milano
    Tre giorni di incontri, musica, arte, teatro, dibattiti, resistenza e partecipazione collettiva: i 3 giorni di controc
    umanitanova.org/antipsichiatri
    #2026 #Articoli #Comunicati #Culture #DallItalia #numero_18 #antipsichiatria #basaglia #controcultura #culture #festival #Milano #mutualismo #psichiatria #salute #solidariet

  6. oggi, 28 marzo, a narni: inaugurazione di “novanta – 30 anni di underground”

    30 anni di underground
    Rocca Albornoz, Narni (TR)
    Dal 28 marzo al 26 novembre 2026
    Inaugurazione sabato 28 marzo, ore 18:00

    Dopo il successo della mostra dedicata a Daniel Spoerri, la Rocca Albornoz di Narni torna a farsi epicentro della scena culturale nazionale trasformandosi, dal 28 marzo al 26 novembre 2026, nel laboratorio a cielo aperto di NOVANTA. 30 anni di underground.
    Il progetto, presentato da Archeoares come capofila dell’ATS NarniArt e affidato alla curatela scientifica di Antonio Rocca, si propone di indagare quello strappo mai ricucito con il mondo dell’arte ufficiale che proprio negli anni Novanta ha generato linee di ricerca inesplorate e radicali.

    Il percorso espositivo non è una semplice celebrazione nostalgica, ma un dialogo vivo tra i protagonisti di quella stagione e gli artisti eredi di una medesima attitudine critica e indipendente, offrendo una panoramica su una produzione che, ripartendo dalle istanze del movimento del 77, ha saputo rileggere la tradizione dell’avanguardia per farla confluire nella potenza visiva della scena rave.
    Dal punto di vista pittorico la scena è dominata dalla figura di Gianluca Lerici, meglio noto come Professor Bad Trip, presente con un corpus di tele, disegni e fanzine che ne testimoniano il ruolo di creatore di icone capaci di saldare la patafisica al cyberpunk, transitando senza sosta per le visioni distopiche di William S. Burroughs.
    A fare da contrappunto tridimensionale a questo immaginario intervengono le sculture di Lucia Peruch, in arte Lu Lupan, che aprono una finestra sulla storica Mutoid Waste Company; dal 1996 Peruch è parte integrante della Compagnia che, facendo letteralmente arte degli scarti, ha forgiato un’etica e un’estetica basate sul rifiuto totale dell’omologazione.

    A partire dal 22 maggio, accanto a queste figure centrali, l’esposizione si arricchirà dando ampio spazio agli episodi più dirompenti emersi dall’arcipelago della cultura antagonista di fine millennio, coinvolgendo nomi del calibro di Valerio Bindi per SCIATTO produzie, Giovanni Binel e Infidel per l’esperienza Torazine, Bambi Kramer per il Crack! Festival, Fabio Lapiana di Venerea, l’identità collettiva di Luther Blissett attraverso Andrea Natella e le reti indipendenti di AVaNa BBS con Agnese Trocchi.
    Il progetto vedrà inoltre di numerose opere concepite appositamente per l’evento da Patrick Alò, giù, Sonia Giambrone, Nora e Alberto Urbani, mentre la sezione Arnia 33, dedicata specificamente ad artist* under 33, crea un intarsio creativo che fa vacillare definitivamente i confini tra le generazioni e le epoche.
    L’intero evento troverà il suo compimento naturale il 26 novembre 2026, con una giornata interamente dedicata alla memoria di Gianluca Lerici in occasione del ventennale della sua scomparsa, suggellando così un viaggio profondo tra le macerie e le rinascite della controcultura italiana.


    CONTATTI
    info e prenotazioni 800266300, [email protected]
    info per la stampa [email protected]
    social media 
    website http://www.archeoares.it

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  7. Utopie e autoritarismi nel decennio 1968 -1977 (ultima parte)
    Relazione presentata al Convegno di Carrara (11-12.10.2025) nell’80° della FAI
    Il movimento del '77
    A ridare forza all'immaginario antagonista e rivoluzionario ci penseranno
    umanitanova.org/utopie-e-autor
    #2026 #Analisi #Articoli #Culture #DallItalia #numero_10 #AnniSettanta #controcultura #LottaArmata #Lotte #LotteSociali #movimenti #sessantotto #StoriaDeiMovimentiSociali

  8. "Prompt di fine mondo" • romanzo di Agnese Trocchi

    CSOA Forte Prenestino, domenica 14 dicembre alle ore 17:30 CET

    CSOA Forte Prenestino
    domenica 14/12/2025
    dalle 17:30
    Forte Infoshop & Sala da tè InTHErferenze
    presentano

    "PROMPT DI FINE MONDO"
    di Agnese Trocchi (Circe 2025)

    romanzo presentato, letto e chiacchierato da
    Av.A.Na. con l’autrice

    …
    Cosa successe veramente nell’attentato multiplo del 2 marzo 2027 che vide la distruzione dei principali data center statunitensi?
    Reti generative, DeepTV, zombiesquatter... Scopritelo leggendo Prompt di Fine Mondo, ma fate attenzione perché è un romanzo ricorsivo! Una spirale mitopoietica!

    Una gestazione di sei anni, un romanzo di fantascienza ucronica, un viaggio attraverso le capitali d’Europa e del Sud America, vite che si intersecano ad alta quota, reti generative, DeepTV, zombiesquatter, un archivio digitale in cui distinguere racconti artefatti da memorie vissute… fino a vedere oltre tutti gli strati.
    …

    https://circex.org/it/news/prompt-di-fine-mondo

    https://avana.forteprenestino.net/

    https://forteprenestino.net/attivita/infoshop/3487-prompt-di-fine-mondo

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    PROMPT DI FINE MONDO
    Disponibile da maggio 2025 il nuovo romanzo di Agnese Trocchi: "Prompt di Fine Mondo".

    Sinossi

    Siamo nel 2046, Stefan, Ela e Giò sono tre validatori delle fonti che indagano sulla ricostruzione del 2M, l’attacco terroristico del 2 marzo 2027 che vide la distruzione dei principali data center statunitensi provocando un’immediata reazione repressiva attuata tramite la militarizzazione di ogni relazione sociale.

    Coprifuoco relazionale, macchine lampeggianti, vecchie stampanti anteguerra, sono gli strumenti nel laboratorio dei validatori che, a un anno dal ventennale del 2M, mentre ricostruiscono la storia, ricevono un archivio digitale da un certo Arial Antropos...

    Nell’archivio ci sono le tracce digitali di Alice Faland e Andrea Wronskij, considerati gli esecutori dell'attacco di matrice terroristica. Ripercorriamo con loro i giorni precedenti all'attentato e veniamo a conoscenza delle operazioni dell’AgEnZIA, una misteriosa organizzazione indipendente che, attraverso un approccio conviviale all’identità, addestra agenti in grado di scoppiare le bolle di filtraggio della DeepTV, dispositivo di intrattenimento di massa prodotto dai Bro del Presidente e sempre più diffuso.

    Prompt di Fine Mondo è un’ucronia speculativa che ci trascina in un 2027 dove sembra ancora possibile scoppiare le bolle di filtraggio create dai Techno Bro allo scopo succhiarci via la risorsa più preziosa di sempre: il tempo.

    Un 2027 dove sparuti gruppi di Zombiesquatter, creature auto-organizzate, frutto delle pandemie che si sono abbattute sull’umanità, resistono alla profilazione dei Resort Fine Vita dove li vorrebbero rinchiusi i Bro del Presidente.

    Riuscirà Alice Faland, con l’aiuto di Allie Lamark, a ritrovare Andrea Wronskij disperso in Sud America? Riuscirà Andrea a scrivere la storia del misterioso fondatore dell’AgEnZIA, Ambritch Buchannon, sulle cui tracce è in viaggio? E Arial progetterà il prompt definitivo?

    Lo scopriremo addentrandoci in un mondo di reti generative, durissimi addestramenti digitali, resistenza alla filter bubble, DeepTV, zombiesquatter e anarco-pasticcoidi. Vite che si intersecano in alta quota, un archivio digitale in cui distinguere tra racconti artefatti, memorie vissute e storie da raccontare… fino a vedere oltre tutti gli strati.

    …
    Pipeline di produzione:

    Il libro è stato impaginato usando Octomode . Per saperne di più ci sarà un talk a Hackmeeting 0X1C.

    Per ottenere il libro:
    • Se vuoi una copia cartacea di Prompt di Fine Mondo (184 pagine, brossura), scrivi a [email protected].
    • Se vuoi l'epub lo puoi scaricare qui. Ti siamo grate se ci lasci una donazione qui! (Se hai un modo per raccogliere donazioni che non passi da paypal e non chieda partita iva, codice fiscale e fettine di coscia tagliate fine vicino all'osso, scrivici.).

    https://circex.org/it/news/prompt-di-fine-mondo

    roma.convoca.la/event/prompt-d

  9. "C’ERAVAMO TANTO AMATI" • incontro con Valerio Mattioli sui formidabili anni Novanta

    CSOA Forte Prenestino, giovedì 6 novembre alle ore 19:00 CET

    CSOA Forte Prenestino
    giovedì 6 novembre 2025
    Forte Infoshop
    presenta

    dalle ore 19:00
    all’aperitivo in sala da tè InTHErferenze

    "C’ERAVAMO TANTO AMATI"
    un incontro con Valerio Mattioli
    sui formidabili anni novanta

    -> prima e dopo sonorizzazioni a cura di Valerio Mattioli
    ....
    Vieni e fai venire!

    https://forteprenestino.net/attivita/infoshop/info-shop-podcast/3448-c-eravamo-tanto-amati

    https://www.instagram.com/p/DQl1k6bDEvm/?igsh=c2o5dnBiODZpNXkz

    roma.convoca.la/event/ceravamo

  10. INCOGNITA K • Free tekno e cospirazioni in cassa dritta

    CSOA Forte Prenestino, venerdì 24 ottobre alle ore 19:00 CEST

    CSO FORTE PRENESTINO
    venerdì  24 OTTOBRE 2025
    dalle ore 19.00

    Forte Infoshop
    presenta
    il libro edito da Agenzia X

    INCOGNITA K
    Free tekno e cospirazioni in cassa dritta


    con
    • Ana Nitu (Autrice di Incognita K)
    • Chiara Cocci (Rdr Famigliatek e Autrice in Incognita K)
    • Antonio Prugno Siniscalchi (Autore in Incognita K)
    • Paola Iavarone (Autrice in Incognita K)
    • Ciro Del Lungo (Autore in Incognita K)
    • Sara Dralion (Vj E Intervistata in Incognita K)

    a seguire djset con
    Verso Pzk e Nko

    Banchetti & Distro
    • Riduzione Rischio
    • Banchetto Incognita K + Fotografie & Autoproduzioni
    • Altered States
    • Karma Factory
    • Manicomio 
    • Leather D

    -> musica fino alle 1:30 <-

    VIENI E FAI VENIRE!
    ...............
    INCOGNITA K
    Free tekno e cospirazioni in cassa dritta

    Bisogna sporcarsi le mani per superare lo scarto.

    Dopo il Witchtek di Modena, il decreto antirave rende i free party punibili con il carcere. Improvvisamente la scena tekno si trova a fare i conti con una realtà sempre più distopica e opprimente. Per sopravvivere al deserto creato dalla repressione deve pensare a nuove strategie. Ma come resistere al controllo e all’iper-sorveglianza? Come organizzare la prossima occupazione in cassa dritta? E dove? La nascita di Smash Repression, una rete nazionale che riunisce alcune crew organizzando street parade, è la prima risposta.

    Incognita K spiega e accompagna questo difficile passaggio attraverso una ragnatela di saggi e testimonianze in cui si mischiano cospirazioni psichiche alterate e lucide analisi sociali, un testo critico che si pone dei quesiti su come evitare l’onda di demenza diffusa che si sta abbattendo sul nostro presente.

    Storie individuali e collettive per leggere le convulsioni di un movimento che da sempre si contrappone all’individualismo con l’unico muro che non divide, quello di casse. Nella guerriglia artistica e musicale coagulano rivendicazioni, amori, dolori, dubbi, rabbie, sogni lisergici e piaceri sintetici. La politica si intreccia al godimento in una danza p/ossessiva dando vita a pianeti stroboscopici che oscillano tra neotribalismo e postumano, capaci di custodire ancora quella che forse è l’ultima utopia concreta rimasta.

    https://www.agenziax.it/incognita-k
    .........
    https://forteprenestino.net/attivita/3432-incognita-k

    roma.convoca.la/event/incognit

  11. ‘l’erba voglio’, n. 24-25, feb.-mag. 1976

    Radio Alice; e una Richmond di Nanni; e i disegni di Corrado…. ma molto altro.
    questa “Erba voglio” di metà 1976 è tutta da leggere & godere.
    fa anche però (un po’, di fatto, o molto) soffrire.

    (“i disegni li ha fatti Corrado Costa al convegno Scrittura / Lettura di Orvieto (1-4 aprile ’76)”)

    https://dn790004.ca.archive.org/0/items/erbavoglio24/Erba%20voglio24_text.pdf

    #1976 #AgenziaX #anarchia #anniSettanta #archivio #comune #comunismo #controcultura #convegno #CorradoCosta #documentazione #edicolaCheNonCè #elvioFacchinelli #erbaVoglio #fabbrica #LErbaVoglio #laComune #leComuni #LeaMelandri #Lettere #lettereOperaie #Milano #NanniBalestrini #Orvieto #psichiatria #psicologia #RadicalArchives #ScritturaLettura

  12. Zona Warpa Roma 2025

    CSOA Forte Prenestino, venerdì 4 luglio alle ore 15:00 CEST

    la festa del videogioco ribelle e itinerante

    Vogliamo riaccendere la miccia di una forma di comunicazione ed espressione potentissima, dando spazio a chi sviluppa, a chi vorrebbe formarsi e iniziare a sviluppare, o anche solo a chi vuole giocare e divertirsi.

    Per l'edizione 2025, Zona Warpa raddoppia con ben due giorni di workshop, talk, videogiochi e musica al Forte Prenestino.

    4 luglio

    Talk & Workshop

    • 15:00 – 16:00 Breve guida alla degooglizzazione: perché e come dire no a Google di Fabio Kenobit Bortolotti

    • 16:00 – 17:00 Temi e percorsi di postcolonialità dal caso di Never Alone di Federico Palmieri Di Pietro

    • 17:00 – 18:00 C'è vita oltre Bartle – tassonomia 2.0 del gamer di David Colangeli

    • 17:00 – 19:00 Da Console a Glitch Machine: Circuit Bending 3.0 di Pushkar Brand

    • 18:00 – 19:00 Compendio di videogiochi liberi di Matteo Bini e Zughy

    • 19:00 – 20:00 Un quasi postmortem di Near Mage di Christopher Sacchi introduce Andrea Ferlito (Roma Game Dev)

    • = workshop, se le hai porta una console tra SEGA, NES, SNES, PS1, PS2, trapano, saldatore, tester

    Musica

    • 21:00 – 21:40 mrs bhutan

    • 21:40 – 22:20 pira

    • 22:20 – 23:20 aidan

    • 23:20 – 00:00 nadír

    • 00:00 – 00:40 cyrix86mpu

    5 luglio

    Talk & Workshop

    • 15:00 – 16:00 Come creare musica col Game Boy – una breve introduzione di Damiano dag Gualandri

    • 16:00 – 17:00 L'interfaccia come strumento narrativo di Antonio Vangone

    • 17:00 – 18:00 Progettare fuori dagli standard di Greta Carrara

    • 17:00 – 19:00 Pixionary: un singolare workshop di pixel art* di Francesca Zacchia

    • 18:00 – 19:00 Psicologia & videogiochi: Costruire (o decostruire) un personaggio di Francesca Del Signore

    • 19:00 – 20:00 Decolonizziamo il gioco di Cosmo M. Esposito

    • * = workshop

    Musica

    • 21:30 – 22:30 B2B DJ Set rico\kenobit

    • 22:30 – 23:30 Dr. Pira Dj Set

    • 23:30 – 00:00 Nonmateria

    • 00:00 – 01:00 Flavia Buttinelli

    • 01:00 – 02:00 Nesso.xyz

    roma.convoca.la/event/zona-war

  13. Molte persone non sono disposte a spendere per libri, fumetti, dischi, film, concerti. Vogliono tutto gratis o quasi, già predigerito, facile da capire, da ingurgitare senza sforzo. Consumano merda digitale a go-go, in maniera bulimica, esprimendo spesso giudizi su cose di cui a malapena sanno qualcosa. Mi sembra sempre più chiaro che non ci può essere #controcultura senza #cultura, senza #curiosità, senza lo sforzo di capire, senza voglia di perdere un po'di certezze e mettersi un po'in gioco.

  14. oggi a roma: ‘torazine’, incontro @ policromie di controcultura (primalinea studio)

    Policromie di Controcultura: Materiali d’archivio, arti grafiche e souvenir
    PrimaLinea Studio è lieta di presentare “Policromie di Controcultura”, un’indagine in retrospettiva per cercare di risolvere uno dei più grandi crimini editoriali perpetrati in Italia. Il caso in esame: Torazine.
    @ PrimaLinea Studio, il 18 alle 18. oggi, insomma.
    Nata a Roma nel 1995 come filiazione della scena rave locale, Torazine è stata una rivista radicale, visionaria ed estrema.
    Il reato? Aver disseminato visioni acide e capsule di controcultura pop negli interstizi del sottosuolo italiano, infettando l’immaginario collettivo con un’estetica talmente ruvida, dissacrante e brutale da diventare, contro ogni previsione, un culto intergenerazionale.
    A cura di Alessio “Gordo” d’Anelli
    *
    PrimaLinea Studio
    Via Giovan Battista Gandino 31
    Roma – Metro Valle Aurelia

    Evento fb: https://www.facebook.com/events/s/torazine-primalinea-studio-pol/1853080115253106

    #AlessioGordoDAnelli #AlessioDAnelli #art #arte #ArteBorghese #artiGrafiche #Canevacci #ChiaraSusannaCrespi #Chx #controcultura #FabioLapiana #FondazioneAtonal #grafica #GraficiMekkanici #Hal9000 #Infidel #materialiDArchivio #MiguelAngelMartin #PolicromieDiControcultura #pop #PrimalineaStudio #Ragnisco #rivista #riviste #torazine #zine #zines

  15. Gli anni ‘70 del collettivo “Victor Jara” nel racconto di Daniele Trambusti
    I fondatori del gruppo musicale Victor Jara furono David Riondino e la sorella Chiara Riondino, Silvano Panichi, Massimo Fagioli, Alessandro Fani, a cui poi si aggiunse l'ottimo musi
    perunaltracitta.org/homepage/2
    #FirenzeEDintorni #InEvidenza #Anni70 #CollettivoVictorYara #controcultura #Cultura #DanieleTrambusti

  16. Livello Segreto è un’oasi social incentrata sul rispetto e la libertà.

    La comunità è nata per parlare di videogiochi, fumetti, musica, diritti, underground, controcultura, arte. Più che un’istanza generalista, è un’istanza nata intorno agli interessi e ai valori della sua comunità. Frequentatela e scopritela!

    :Fediverse: livellosegreto.it

    Info: livellosegreto.it/about

    Amministrato da: @kenobit

    #FeaturedServer #videogiochi #fumetti #musica #diritti #underground #controcultura #arte

  17. Ordina entro il 6 gennaio un #libro dal sito di Agenzia X Edizioni.
    Ne riceverai un libro a scelta dell'editore in #regalo!
    #punk #techno #beat #autonomi #hippie #controcultura #rave #stroria
    www.agenziax.it

  18. an exhibition at printed matter till jan 8th: “out of the grid: italian zines (1978–2006)”

    Printed Matter is pleased to present Out of the Grid: Italian Zines (1978–2006), an exhibition (also from a —sadly sold-out— book) bringing together a selection of historical underground publications that exemplify the aesthetic language and approaches of various subcultural movements across Italy. The exhibition is developed by artist Dafne Boggeri and photographer Alien, drawn from the research for the publication of the same name. The publication, published by Les presses du réel (2023), was created by Boggeri for SPRINT and O’ non-profit association, in collaboration with Sara Serighelli and Marta Zanoni.

    The work on view—including original fanzines, facsimiles, in-progress materials and related tools—traces the ways in which independent publishing in Italy was shaped by social, political, aesthetic, and technological shifts across three decades. The zines are of an era characterized by Boggeri as ‘post-movement to pre-internet3.0’—a period of time shaped by the loss of collective political purpose following the uprisings of ‘68, the subsequent rise of 80s punk mentality, and a lively print culture that thrived before digital space became a primary mode for communication and the dissemination of ideas. This outpouring of creativity was captured by mimeographs, photocopiers and offset machines, resulting in printed works that articulate a shared language around subcultural identity, as well as an evolving visual and typographic sensibility, often grounded in cut-and-paste.

    The publications on display include projects like the Metal zine Fireball, queer productions Fuck bloc, PH+TXT and Clit Rocket, and role-playing game zines like Spell Book and Crom! alongside their original paste-ups. Also on view are some international publications that played a pivotal role in shaping local movements and served as precursors to the emergence of a distinct Italian scene.

    On the walls, metal offset plates from the printing of Out of the Grid offer insight into the materiality of industrial print production in contrast to a DIY zine-making.

    A selection of posters draws attention to scanned fragments from the zines themselves—amplified illustrations, slogans, and typographic experiments that convey the raw energy and attitude of the movements they represent.

    On occasion of the presentation, Printed Matter releases ‘Mattone,’ an A2-sized poster by Boggeri available for free takeaway. The work features a brick-texture borrowed from a found 1980s Letratone sheet, once used by architects and graphic designers for dry transfers of letters, numbers, and motifs. The wall is reminiscent of typical gathering spots for young people across Italy, known colloquially as the ‘muretto’ (‘small wall’) and evokes references such as the iconic 1976 Ramones album cover and historic divisions like the Berlin Wall, serving as a potent symbol of rebellion and counterculture.

    Special thanks to Roberto Di Meglio and Roberto Rog Gigli for lending their original material.

    This exhibition is supported by the National Endowment for the Arts.

    The exhibition graphic uses a cropped image from the cover of the zine Clit Rocket n.03, 2004, edited by Veruska Outlaw.

    https://slowforward.net/wp-content/uploads/2024/12/out-of-the-grid-zines.pdf
    _

    #000000 #alien #ClitRocket #controcultura #DafneBoggeri #diy #exhibit #exhibition #fanzines #ffffff #ItalianZines #lesPressesDuRéel #MartaZanoni #Mattone #Movement #Movimento #NationalEndowmentForTheArts #OutOfTheGrid #poster #posters #PrintedMatter #pubblicazioniItaliane #riviste #rivisteItaliane #RobertoDiMeglio #RobertoRogGigli #SaraSerighelli #SPRINTAndO_ #underground #VeruskaOutlaw #zines

  19. Ricevo dal mio editore e diffondo più che volentieri! Sul sito agenziax.it

    • Compri 1 libro, te ne regaliamo 1
    • Compri 3 libri, te ne regaliamo 2
    • Compri 5 libri, te ne regaliamo 3

    Promozione valida fino al 6 gennaio

    #promo #cultura #radicale #controcultura #diy #punk #techno #rave #anarchy #movimento

  20. frammento da “re nudo”, giugno 1971

    La società della merce ha la possibilità di convertire in fenomeno mercantile anche i momenti che sorgono a metterla in discussione; può uccidere la pratica della verità recuperando dai fatti, anche i più radicali, l’aspetto rappresentabile, rendendoli consumabili.

    La figura dell’ultimo tupamaros assassinato diventa così un fenomeno di cultura, la novità dell’editoria, del progressismo, dell’industria dell’abbigliamento.

    La società dello spettacolo può venderci il Che insieme alla CocaCola.

    Anche il rifiuto di cercarci un posto in questa società di merda per costruire una società dove sia accettabile anche avere un posto, il rifiuto di appropriarci di un potere divenuto consumabile, che riduce il nostro spazio vitale alla semplice sopravvivenza, il rifiuto di veder compresso. il nostro tempo nella dimensione schiavistica del ruolo sociale è soggetto alla aggressione dell’ideologia del potere dominante. E non solo quando mandano i P.S. a menarci se vogliamo ascoltare gratis la nostra musica, non solo quando non volendo accettare la schiavitù della catena di montaggio ci rendono schiavi in galera, non solo quando, a Milano, Danzica, Battipaglia, Torino, Watt, Reggio, Chicago, Stettino la volontà di riappropriarci del tutto senza riserve trova ad aspettarci i carri armati, le botte, le fucilate, la repressione aperta.

    Quando chiamano cultura i nostri tentativi di vivere in modo alternativo cercano di creare una separazione in un ambito che per noi è unito, indivisibile: la vita. Vogliono venderci il loro spettacolo della rivoluzione, ridurre le nostre capacità di lotta come Movement.

    Lo spettacolo della rivoluzione rossa con l’eschimo e il distintivo di Mao si adegua ai nuovi tempi. La società mercantile ripropone la nostra esistenza di merda con un po’ più di colore e di luci psichedeliche.

    Sta nascendo anche in Italia una stampa che molte volte utilizza solo passivamente gli schemi dell’underground così come ci sono raccontati dai vari Times, Le Monde, Corriere della Sera, riproponendoli cioè nelle loro forme spettacolari, separate dalla realtà delle nostre condizioni di vita.

    Counter-culture presso i compagni e i fratelli del Moviment significa vita alternativa; è un tutt’uno con la prassi rivoluzionaria, non esiste assolutamente una separazione, il denominatore comune è l’aspirazione a distruggere la miseria della sopravvivenza e la società che la organizza.

    Il termine controcultura, così come ci viene somministrato, costituisce nella pratica l’allineamento con il vecchio mondo
    […]

    (da “Re nudo”, giugno 1971)
    https://archive.org/details/re-nudo-n.6-n.1-nuova-serie-1971/page/n1/mode/1up

    #anarchia #controcultura #Movement #Movimento #ReNudo

  21. DENTRO E FUORI L’UNDERGROUND

    Frammenti di Controcultura attraverso le riviste
    1966/1976

    a cura di
    Giuseppe Flora

    Galleria Embrice
    Roma – Via delle Sette Chiese, 78

    INAUGURAZIONE
    SABATO 9 NOVEMBRE
    DALLE 18 ALLE 20

    MOSTRA DAL 9 AL 16 NOVEMBRE 2024
    dalle 18 alle 20, domenica chiuso

    tutte le informazioni nel pdf: 
    https://slowforward.net/wp-content/uploads/2024/11/mostra_dentro_e_fuori_lunderground_novembre_24.pdf

    https://slowforward.net/2024/11/08/dal-9-al-16-novembre-a-roma-dentro-e-fuori-lunderground-frammenti-di-controcultura-attraverso-le-riviste-1966-1976-galleria-embrice/

    #000000 #controcultura #GalleriaEmbrice #GiuseppeFlora #riviste #underground

  22. Stasera @ Anarres Libreria-Bistrot via Crespi 11 #Milano
    Presentazione de "I pirati dei navigli. Dal #punk al #cyberpunk" di e con Marco Philopat (@AgenziaX).
    #freenetry #controcultura #anarchismo #anniottanta

  23. DIAIUAI Vol.4 – Festival delle Autoproduzioni

    📍 CSA Magazzino 47
    📅 domenica, 21 maggio (14:00)

    21/05/2023 dalle 14 alle 23
    DIAIUAI Vol.4 – Festival delle Autoproduzioni
    C.S.A. Magazzino 47 in via Industriale 10 – Bs

    Attività della giornata:
    Live music
    Dj sets
    Cucina
    Workshop
    Asta
    Live painting
    Expo
    Market
    Associazioni

    Live Music and Dj sets
    Mr Pink (Tetris sound)
    Blackqirex (Hullabullah/Mi)
    Stefano B (Jungle Massive)
    Siouxie and the Skunks
    Garrapateros (Electro Buena Vibra)
    La G
    Alien Dee (Beatbox show/Ro)
    Freaky Boy (Blame Society rec.)
    Skruff (Blame Society rec.)

    Workshop Area
    Beatbox con Alien Dee
    Miscelati by yourself con Seba
    Workshop per bimbi e bimbe: Orto in cassetta

    Capsai(cu)cina Popolare Vegan – Mescita di vini di piccoli produttori
    Menù 100% bio

    Expo Area: Artist* DIY in esposizione: JNKM, Alessandro Costanzi, Kettypare,
    Elia Jungle, CRAS

    Live Painting: Con Valvola e Capitan Fakko
    Durante la giornata gli artisti bresciani Vavola e Fakko dip

    lasitua.org/event/diaiuai-vol4

  24. Il #fediverso è la casa della moderna controcultura di internet.

    È il luogo in cui le persone vengono a discutere del grande intreccio di capitalismo della sorveglianza, monopoli hi tech e tecnologie proprietarie.

    È il luogo in cui andiamo a parlare di come tirarci fuori da questo casino monumentale in cui ci troviamo; questa volta non sono ammesse scorciatoie o soluzioni temporanee.

    Qua il nostro piccolo contributo:

    :fediverso: devol.it

    #devol #fediverso #controcultura

  25. Jane Fonda vola ad Hanoi e…
    ... e denuncia la politica di aggressione Usa.

    ripreso da www.bizarrecagliari.com (*)Autonomia, intelligenza e azione. Tutto quello che non è ammissibile per una donna e per una s
    labottegadelbarbieri.org/jane-
    #bottegadelbarbieri #labottegadelbarbieri
    #Articoli #Scor-date #controcultura #DonaldSutherland #ilnemicointerno #IvesMontand #JaneFonda #Jean-LucGodard #Jean-PierreGorin #napalm #RichardNixon #starsystem #Vietnam

  26. Hackit0x16 @ csa nEXt Emerson gio, 30 maggio 13:00 -
    L’hackmeeting è l’incontro annuale delle controculture digitali italiane, di quelle comunità che si pongono in maniera critica rispetto ai meccanismi di sviluppo delle tecnologie all’interno della nos... - #hackmeeting #controcultura gancio.cisti.org/event/308

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