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#refugeesinlibya — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #refugeesinlibya, aggregated by home.social.

  1. "Dieses Buch entstand aus Wut, aus Trauer und der Weigerung, zu schweigen. Aus dem Verrat, den wir miterlebt und erlebt haben – nicht nur durch Milizen, Menschenhändler, Regierungen, sondern auch das UNHCR".
    Beeindruckendes "Buch der Schande" von #RefugeesInLibya!
    refugeesinlibya.org/book-of-sh

  2. ** FRISCH AUS DER DRUCKERPRESSE **

    Kein Land in Sicht – 10 Jahre zivile #Seenotrettung im #Mittelmeer 🏴‍☠️
    mandelbaum.at/buecher/chris-gr

    Mit einem Vorwort von Şeyda Kurt und Beiträgen von Aktivist:innen aus #SeaWatch, #RefugeesInLibya, #LouiseMichel & #AlarmPhone!

    1,50€ pro Buch gehen an den Fonds für Bewegungsfreiheit von @medicointernational!

    Ab dieser Woche in den Läden und schon jetzt vorbestellbar. Spread the word! 🎈

  3. 10 anni di baobab experience + elenco di appuntamenti (a partire da oggi) + lettera al governo sul caso almasri

    Ricevo e molto volentieri rilancio la più
    recente newsletter di Baobab Experience:

    Sono passati 10 anni dallo sgombero di Ponte Mammolo che ha dato inizio all’esperienza di Baobab Experience. E visto che 10 è un gran bel numero, ci sembrava il caso di festeggiarlo. Sarà un anno all’insegna della restituzione alla collettività di tutto quello che abbiamo imparato sul campo: con eventi, dibattiti, incontri di formazione e tanto altro. Non solo per raccontare quello che siamo e che siamo stati in tutto questo tempo, ma per permettere a sempre più persone di avvicinarsi e comprendere il mondo di oggi: le sfide, le politiche nazionali ed internazionali, e, sopra ogni cosa, che cosa sia, davvero, la migrazione. Perché un mondo diverso è possibile, e noi vogliamo contribuire a costruirlo.

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    Bisogna avere il coraggio di inventarsi l’avvenire
    Thomas Sankara

    Come è iniziato questo 2025

    Questa newsletter doveva avere al centro il racconto di cosa sono stati questi dieci anni, ma i fatti di cronaca delle ultime settimane hanno reso necessario un taglio diverso. Di questi dieci anni avremo modo di parlare a lungo, oggi purtroppo troverete soprattutto il caso Almasri e quello che ha significato per la comunità di Baobab e per il Paese.

    Dai campi di via Cupa al Welcome Center di via Tiburtina: una vittoria di tuttə

    Dalla mobilitazione della società civile seguita allo sgombero di Ponte Mammolo che aveva creato un impasse nei centri di accoglienza, e che di fatto ha sancito l’inizio di questa avventura, ne sono successe di cose: siamo cresciutə, ci siamo costituitə associazione, abbiamo ampliato le nostre aree di intervento. Ma ci hanno anche sgomberato 42 (42!) volte, ci sono stati due processi a nostro carico, entrambi conclusi con esito positivo (il primo con archiviazione richiesta dall’accusa, e il secondo con assoluzione). Eravamo quelli di “Yes we camp!”, quelli che il giorno stesso dello sgombero erano già operativi da un’altra parte. Abbiamo chiesto per anni, in ogni modo, alle istituzioni di riconoscere la realtà del fenomeno del transito, e di offrire un posto dignitoso e sicuro alle persone in movimento. Per questo nostro compleanno un po’ speciale non poteva esserci un’apertura migliore dell’inaugurazione del Welcome Center di via Tiburtina, che offre finalmente, dopo anni di rivendicazioni e lotte, uno spazio pubblico di ascolto e supporto alle persone migranti, in una co-progettazione tra il Municipio II di Roma, Baobab Experience e altre realtà del terzo settore.

    Oggi è un giorno particolarmente importante, e non vi nascondo un’emozione forte. Sono passati dieci anni da quando in questo piazzale c’erano centinaia e centinaia di donne, uomini e bambini. Era la primavera del 2015, ed era la prima cosiddetta crisi migratoria. Si trattava di figure che non venivano riconosciute: la figura del migrante in transito, delle persone in movimento. Donne e uomini che arrivavano dagli sbarchi, dai campi in Libia, da quelli in Tunisia. Arrivavano da viaggi difficili, da violenze, da torture, e non trovavano nulla, se non un pezzo di società civile. Quel pezzo di società civile ha resistito in questi anni, in molti modi. Sono passati dieci anni, quarantadue sgomberi, due processi di cui uno per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, da cui siamo stati chiaramente assolti. Ma la vera assoluzione, il fatto che non stessimo commettendo un reato, è quello che siamo riusciti a fare oggi: un luogo aperto a donne, uomini e bambini che hanno bisogno.

    – Andrea Costa, Presidente di Baobab Experience, durante l’inaugurazione del Welcome Center

    Questo è solo l’inizio

    È stato un lavoro lungo, che ha coinvolto tante parti. È stata anche una sfida nuova, perché la sinergia con le istituzioni e con altre associazioni richiede mediazione, saper dialogare, talvolta fare un passo indietro. Stiamo ancora capendo il modo in cui noi stessə interagiremo con questo nuovo spazio, quali sportelli si sposteranno lì, e in che modo e che tempistiche riusciremo anche a renderlo il nuovo luogo fisico del nostro presidio umanitario. Ci servirà senz’altro una mano: essere nel piazzale della Stazione Tiburtina ci permetterà di intercettare più persone che avranno bisogno del nostro supporto. Ad esempio, se ti piace cucinare, puoi iniziare a prendere contatti per poterci aiutare nei momenti di difficoltà: scrivi a [email protected]. A breve organizzeremo anche un nuovo open day, resta aggiorntə tramite i social per non perderlo!

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    Arresto e rilascio di Osama Najim ‘Al Masri’ Habish:
    una delle cose più brutte viste in questi anni

    “Gli amici dei trafficanti siete voi!”. Lo abbiamo detto nelle piazze, in strada, alle manifestazioni. Sono anni che solleviamo questo cartello, e siamo forse embratə esageratə. Forse anche un po’ aggressivə. Poi è arrivato il 20 Gennaio.

    Il 20 Gennaio pomeriggio, un messaggio di uno dei nostri ospiti ci informava, esultante e un po’ sconvolto, della cattura di Osama Najim ‘Al Masri’ Hamish (di seguito Almasri), capo della polizia giudiziaria libica, comandante della milizia Rada e della prigione di Mitiga. La notizia, che aveva appreso dai media libici, veniva nel frattempo confermata in Italia da Avvenire, e dava finalmente speranza di giustizia alle vittime del torturatore. Mentre seguivamo con attenzione il susseguirsi di notizie, emergeva che su Almasri pendeva un mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale. Finalmente! Dopo anni di denunce, non solo la corte riconosceva in Almasri un criminale reo di aver commesso crimini di guerra e contro l’umanità — tra cui violenza, stupro anche di bambini piccoli, omicidio, tortura, persecuzione e detenzione inumana —, ma la polizia italiana lo aveva addirittura arrestato! E tuttavia, seguendo questi temi ormai da anni, c’era qualcosa che non tornava. Che cosa ci faceva Almasri in Italia? Cosa era venuto a fare? Perché girava per l’Italia con tanta sicurezza? Come poteva evolvere una storia del genere?

    Purtroppo oggi che scriviamo questa newsletter, alcune domande hanno trovato risposta, altre ancora no, e sembra sempre più difficile ottenerla. Almasri non solo non è più in carcere, ma è stato rimandato in fretta e furia al suo posto, in Libia. Nessun processo, nessuna giustizia.

    In questa situazione vergognosa e terribile ci siamo ritrovatə nella posizione delicata e privilegiata di avere ospite, in uno dei nostri progetti abitativi, Lam Magok, una delle vittime di Almasri e che era stato sentito dalla Corte penale internazionale. Lam è una persona forte e determinata, che ha sempre usato la sua voce per denunciare i crimini che avvengono in Libia: non ha esitato ad accettare la responsabilità e la fatica di ripercorrere quei drammi e testimoniarli, per chiedere giustizia alla Presidente Meloni.

    Gli siamo gratə perché grazie al suo coraggio, a quello di David Yambo (portavoce di Refugees in Libya) e di Mahamat Daoud, nei nostri media, per qualche giorno, c’è stato spazio per un racconto differente, culminato in una conferenza stampa a Montecitorio. Un racconto che ha mostrato in tutta la sua crudezza e barbarie quello che succede in Libia, un paese e un sistema che dal 2017 finanziamo per trattenere le persone migranti. Un paese, e un memorandum, che di fatto, quelli sì, ci rendono ricattabili.

    In fondo a questa newsletter trovate la versione integrale della lettera che David e Lam hanno scritto alla Presidente Meloni e ai ministri e sottosegretari coinvolti e che hanno diffuso dopo la conferenza stampa. La riportiamo perché pensiamo dica tutto quello che c’è da dire.

    L’azione legale

    A seguito delle scelte politiche che hanno determinato la vanificazione del mandato di arresto e l’impossibilità del processo ad Almasri, Lam ha deciso di sporgere denuncia contro Nordio, Piantedosi e Meloni per aver di fatto garantito una via di fuga al criminale libico e di averlo sottratto alla giustizia internazionale. La denuncia è stata sporta il 3 Febbraio. Di seguito il comunicato stampa.

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    Lam Magok denuncia il Governo italiano

    Lam Magok Biel Ruei, vittima di Osama Almasri, denuncia il Governo italiano per “favoreggiamento”: le condotte di Nordio, Piantedosi e Meloni hanno sottratto il torturatore libico alla giustizia.

    L’inerzia del ministro della Giustizia – il quale avrebbe potuto e dovuto chiedere la custodia cautelare del criminale ricercato dalla Corte penale internazionale – e il decreto di espulsione firmato dal ministro dell’Interno, con l’immediata predisposizione del volo di Stato per ricondurre il ricercato in Libia, hanno consentito ad Almasri di sottrarsi all’arresto e di ritornare impunemente nel suo Paese di origine, impedendo così la celebrazione del processo a suo carico.

    Osama Almasri è indagato per crimini atroci quali detenzione illegittima, persecuzione, trattamento crudele, tortura stupro, violenza sessuale e omicidio.

    “Io sono stato vittima e testimone di queste atrocità, orrori che ho già raccontato alla Corte penale internazionale – commenta Lam Magok – ma il Governo italiano mi ha reso vittima una seconda volta, vanificando la possibilità di ottenere giustizia sia per tutte le persone, come me, sopravvissute alle sue violenze, sia per coloro che ha ucciso sia per coloro che continueranno a subire torture e abusi per sua mano o sotto il suo comando. Una possibilità che – prosegue Lam – era diventata concreta grazie al mandato d’arresto della Corte penale internazionale e che l’Italia mi ha sottratto”.

    “Faccio questo – conclude Lam – nella convinzione che l’Italia si possa ancora definire uno Stato di diritto, dove la legge è uguale per tutti, senza subire sospensioni o eccezioni, e dove le persone definite pericolose a causa dei crimini commessi vengano consegnate alla giustizia e non ricondotte comodamente nel luogo dove hanno commesso e continueranno a commettere atrocità”.

    L’iniziativa legale è del Signor Lam Magok.

    Baobab Experience supporta, condivide e sostiene la decisione di Lam, attraverso lo staff legale dell’Associazione, nella figura dell’Avv. Francesco Romeo e attraverso l’Ufficio comunicazione.

     

    Per approfondire

    Due interviste a Lam, “Io, torturato da Almasri e dai suoi miliziani: ho preso così tante botte che pensavo di morire” (La Repubblica, 23/01/2025) e «L’ho visto uccidere nel carcere di Mitiga». Il racconto sul libico Almasri liberato dal governo Meloni (Domani, 24/01/2025 )

    Il video di Piazza Pulita in cui Lam racconta la sua esperienza (23/01/2025)

    Qui (Internazionale) e qui (Avvenire) trovi un riassunto di quello che non torna e dei punti rimasti aperti sul caso Almasri, e su cui il governo continua a non fare chiarezza. Nel primo trovi anche un’intervista a Lam.

    Qui c’è invece la conferenza stampa dei rifugiati vittime di Almasri, convocata dalle opposizioni a Montecitorio.

    Qui invece il rapporto del Consiglio per i diritti umani dell’ONU sulle violazioni dei diritti umani in Libia

    La pagina Refugees in Libya documenta quotidianamente la situazione delle persone migranti in Libia.

    Questi giorni sono stati anche fondamentali per la presentazione, al Parlamento Europeo, a Bruxelles, di un’inchiesta sul traffico e la vendita di persone tra Tunisia e Libia. Qui trovi il rapporto, mentre in questo articolo puoi leggerne una sintesi.

    Se invece vuoi capire meglio cosa sia la Libia adesso, questo libro di Nancy Porsia è una lettura illuminante.

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    Nuovo anno, nuova tessera!

    Se credi in quello che facciamo, puoi dirlo con un gesto: diventa sociə.

    La tessera ha un costo di 30 euro, che contribuiscono, come sempre, a finanziare le attività che svolgiamo. Ma è anche molto di più: è un modo per dire che credi in un approccio diverso, e che ti riconosci nei nostri ideali e nella nostra pratica quotidiana. Se vuoi tesserarti, scrivi a [email protected]

    • Per donare con bonifico bancario:
      Baobab Experience
      Iban: IT60I0501803200000016788945
      BIC/SWIFT: ETICIT22XXX
    • Per donare con PayPal clicca qui 

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      Proviamo a chiudere su una nota bella:
      inaugurazione della Casa della Solidarietà

    Venerdì 31 Gennaio è stata inaugurata la Casa della Solidarietà, uno spazio confiscato alla criminalità organizzata e restituito alla società civile. Adesso quello spazio avrà al centro la giustizia sociale, e Baobab Experience è partner di questo progetto: la Casa della Solidarietà diventerà una delle sedi della Scuola di Alì, la scuola di italiano per stranieri di Baobab Experience, e sarà utilizzata anche per laboratori artistici ed espressivi per lə nostrə ospiti.

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    Appuntamenti

    6 febbraio: Giornata di commemorazione in memoria delle persone morte e sparite al confine. Ci vediamo al Welcome Center di Tiburtina (Pizzale della Stazione Tiburtina) alle 18:00. Per questa occasione ci sarà una mobilitazione internazionale che si svolgerà in varie città e paesi: in Italia, oltre a Roma, ci saranno iniziative a Ventimiglia, Milano, Oulx, Messina e Parma. Qui puoi trovare tutte le informazioni.

    13 febbraio: Casa Internazionale delle Donne, Festa del Tesseramento dell’Unione Donne Italiane. Intervengono Sara Anna Gaeta (Baobab Experience) e Maryam e Faezeh, ospiti iraniane di Baobab Experience. Ore 17, via della Penitenza 37, Roma

    14 febbraio: Sinistra Anticapitalista ci ha invitato a raccontare il nostro punto di vista sulla vicenda Almasri e spiegare in modo più approfondito cosa succede in Libia. L’evento è aperto a tuttə: ci vediamo alle ore 19:00 in via dei Latini 73, Roma

    20 febbraio: incontro con lə studentə del liceo classico Giulio Cesare, Roma

    Dopo gli incontri presso i licei Righi e Tasso tenuti a gennaio, questo mese ci vedrà impegnatə al Giulio Cesare, come parte della nostra attività di testimonianza nelle scuole. Sono i primi tasselli di questo anniversario dei dieci anni, e ci piacerebbe poter coinvolgere quante più scuole possibile. Se sei insegnate/genitore/preside e vorresti che la tua scuola partecipasse a questa serie di incontri, contattataci a [email protected] Che sia una scuola primaria, secondaria o università: noi ci siamo sempre.

    A presto!

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    Lettera a Giorgia Meloni, Matteo Piantedosi, Carlo Nordio e Alfredo Mantovano

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    Egregi Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, Ministro Matteo Piantedosi, Ministro Carlo Nordio e Sottosegretario Alfredo Mantovano,

    vi scriviamo in qualità di portavoce dei Rifugiati in Libia ma anche come vittime e sopravvissuti di Osama Najim Almasri. I nostri corpi portano i segni dei suoi crimini e le nostre menti sono piene di ricordi che nessun essere umano dovrebbe sopportare. Quando Almasri è stato arrestato a Torino, abbiamo creduto, anche se per poco, che la giustizia potesse raggiungere quelli di noi che hanno conosciuto solo la sofferenza. Ma voi ci avete tolto questa speranza, rispedendolo in Libia, dove continuerà a fare del male ad altri, come ha fatto a noi.

    Il dolore per questo tradimento è profondo. È lo stesso dolore che ci portiamo dietro da anni. Siamo venuti in Italia in cerca di protezione e siamo grati per la sicurezza che abbiamo trovato. Ma la nostra dignità, rubata in Libia, è stata rubata di nuovo qui.

    L’Italia era un Paese in cui credevamo, un Paese che parlava di giustizia e di diritti umani. Ma la giustizia non ci è stata data. Al contrario, abbiamo assistito alla liberazione dell’uomo che ci ha torturato. E mentre scriviamo questa lettera, altri stanno ancora soffrendo sotto lo stesso sistema che ci ha brutalizzato. Oggi i migranti in Libia vivono in condizioni peggiori delle prigioni. Vengono torturati per ottenere un riscatto, venduti come proprietà, violentati, affamati e lasciati morire. Quelli che si trovano ancora nella prigione di Mitiga, dove Almasri ha costruito il suo impero di crudeltà, non conoscono altro che il dolore. La stessa Libia con cui lavorate, finanziate e a cui stringete la mano è diventata una terra di sofferenza infinita per chi non ha potere.

    Ora sappiamo che l’Italia non ha solo le dita in Libia, ma ha le mani intere sepolte nei suoi affari e può dire chi è libero o meno.

    Non siete solo testimoni di ciò che accade in quel Paese, ma contribuite a plasmarlo. Non si può affermare di combattere il traffico di esseri umani mentre si fanno accordi con chi ne trae profitto.

    Non potete definire Almasri “pericoloso” mentre lo proteggete dalla giustizia.

    Non potete definirvi difensori dei diritti umani mentre lasciate le persone a marcire nelle prigioni libiche.

    Pertanto, Vi chiediamo:

    • La cessazione immediata di tutti gli accordi tra Italia e Libia che consentono abusi nei confronti dei migranti.

    • Un impegno pubblico per chiedere il rilascio di tutti coloro che sono ancora imprigionati a Mitiga e in altri centri di detenzione in Libia.

    • Una spiegazione ufficiale del perché Almasri, che il vostro stesso Governo ha definito pericoloso, sia stato rilasciato invece di essere consegnato alla Corte penale internazionale.

    • Un percorso legale per i migranti intrappolati nei centri di detenzione libici, compresa la riapertura dell’Ambasciata Italiana a Tripoli per l’ottenimento di visti umanitari.La giustizia non può essere selettiva. Non può servire i potenti mentre gli impotenti vengono scartati. L’Italia deve rispondere delle sue scelte.

    Cordiali saluti,

    David Yambio, Lam Magok e le vittime di Osama Najim Almasri

    Roma, 29 gennaio 2025

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    #Almasri #AndreaCosta #Baobab #BaobabEsperience #centriDiDetenzione #conferenzaStampa #CortePenaleInternazionale #DavidYambo #dirittiUmani #giustizia #LamMagok #LamMagokBielRuei #Libia #MahamatDaoud #migranti #migrazioni #Mitiga #Montecitorio #OsamaNajimAlMasriHabish #RefugeesInLibya #Resistenza #rimpatrio #tortura

  4. 🇳🇪🇺🇳 Einige warten seit 2021 auf ein Asylverfahren: Vom #UNHCR #Niger im Stich gelassen fordern #Refugees in #Agadez seit 2 Monaten bei Sit-ins, anerkannten Flüchtlingsstatus & Hilfe.

    #RefugeesInLibya lassen hier ihre Stimmen zu Wort kommen und dokumentieren ihre Zeugnisse.

    refugeesinlibya.org/post/we-do

  5. "Ohne #Menschenrechte keine Demokratie - Recht auf Flucht, #Seenotrettung, Aufnahme aus #Libyen"

    Podiumsdiskussion & Ausstellung zum #TagDerMenschenrechte

    mit David Yambio #RefugeesInLibya, Sophia Igel (Ausstellungmacherin), Karl Kopp #ProAsyl & Nadine Henkel @seebrueckeffm; Moderation Günter Burkhardt
    Publikumsgespräch mit Bürgermeisterin Nargess Eskandari-Grünberg

    Di 10.12. 17:30 - 20:30
    Frankfurt Welcome & Information Center
    Mainzer Landstr. 293; #Frankfurt

    mehr⤵️
    vielfalt-bewegt-frankfurt.de/d

  6. Der #Grüne Bundestagsabgeordnete @j_pahlke (ex-#JugendRettet) erklärte beim gestrigen Eröffnungspanel der #RefugeesInLibya-Konferenz #FromTripoliToBerlin unter anderem...

    .... da das #Frontex-Mandat die Pflicht zur #Seenotrettung & Wahrung der Menschenrechte beinhalte, müsse es darum gehen die Grenzschützer dazu zu bringen, dieses einzuhalten. (#AbolishFrontex war gestern.)

    ... bei seinem Besuch der sog. #LibyscheKüstenwache habe er herausgefunden, dass diese an EU-Geld interessiert sei! 🤯

    🧵

  7. Menschen, die in #Libyen institutioneller und willkürlicher Gewalt ausgesetzt sind und nur eingeschränkten Zugang zu Hilfe haben, brauchen Unterstützung!

    Support #RefugeesinLibya und helft medizinische Hilfe, Nahrung und Unterkunft zu finanzieren!
    ⬇️ ⬇️ ⬇️
    gofundme.com/f/rcxqdd-solidari

    #LibyaIsNotSafe #EvacuateRefugeesFromLibya

  8. #Tunisie, la mère & la fille qui sont mortes de soif dans le désert s'appelaient Fati & Marie.
    L'ONG #RefugeesInLibya a reconstruit leur identité. Le père qui les accompagnait est disparu.
    Déportées par la Tunisie dans cette terre brûlée, un no man's land désertique entre gardes tunisienne & libyenne.
    #CrimeAbject
    Dont les auteurs sont aussi les interlocuteurs de la néofasciste #Meloni et de l'#UE qui entendent ainsi renforcer leurs frontières, barricades meurtrières.
    palermo.repubblica.it/cronaca/

  9. #CommemorAction 2023

    "25 Jahre Flucht ... bis ich in das Land in Nordafrika kam, wo ich das Wort ILLEGAL hörte ... es kam von der anderen Seite des #Med..."
    David Yambio

    #BordersKill
    #FortressEurope kills every single day!

    via #RefugeesinLibya
    youtube.com/watch?v=BrjuJzOhge

  10. Join the European-wide protests to support #RefugeesinLibya tomorrow! #FreeThemAll - Free all the peaceful protesters imprisoned since one year for demanding protection and evacuation to safety. Berlin, 10 January 2023 - 16:00 UNHCR Germany, Zimmerstraße 79/80 - there will be also rallies and demos in Rome, Hamburg, and London, among others. #EvacuateRefugeesFromLibya #FortressEurope #SafePassage #noborder

  11. Last weekend, one year after the historic sit-in at #UNHCR Tripoli, some 300 activists led by #RefugeesInLibya protested at the High Commissioner's headquarters against the UN's involvement with the brutal #Libya.n migrant detention system.

    #BorderForensics' Charles Heller published a striking reflection on the importance of carrying on this struggle: borderforensics.org/propositio

    The campaign on Twitter (+ photo credit):
    twitter.com/UNFAIR_agency

  12. Seit gestern protestieren #RefugeesInLibya in Genf vor dem #UNHCR Hauptsitz u. prangern an, dass Interessen der Geldgeber aus der #EU wichtiger sind als die Rechte Geflüchteter.

    Solidarität mit #RefugeesInLibya & allen People on the Move, deren Rechte Europa mit den Füßen tritt.

    #HumanRightsDay #UNFAIR #UNfairAgency

  13. "Wir als Europäer*innen sind mitschuldig an der Verletzung der Menschenrechte, die einige Menschen erleiden."
    Azeb Ambessa, Solidarity with Refugees in Libya, gestern bei der #UNFAIR Agency PK vorm #UNHCR-Hauptsitz in Genf.

    Steht für #HumanRights ein!
    Heute in #Frankfurt: 14 Uhr Mainkai
    Heute in #Darmstadt: 14 Uhr Luisenplatz

    #HumanRightsDay
    #Menschenrechte
    #Seebrücke #Community4All #RefugeesInLibya
    #Unite4Solidarity

  14. #ToGeneva
    9.-10. Dezember 2022

    David Yambio von #RefugeesInLibya lädt alle ein, morgen & Samstag vorm Hauptsitz von #UNHCR🇺🇳 in Genf den Stimmen von People on the Move Gehör zu verschaffen.

    mehr bei UNfairAgency⤵️
    unfairagency.org

    📹 Refugees In Libya

  15. "Der UNHCR weiß über diese Misshandlungen Bescheid, diese Entmenschlichung, die vor ihren Augen stattfindet", beklagt David Yambio, #RefugeesInLibya. Dem UNHCR ist bewusst, dass Geflüchtete & Asylsuchende in #Libyen "unter entsetzlichen Bedingungen leben".

    fr.de/politik/david-yambio-und

  16. #CallToGeneva from #Germany!

    #RefugeesInLibya rufen zu einem 2-tägigen Protest vor dem #UNHCR-Hauptsitz in Genf am 9./10. Dezember auf.

    🚌 Es gibt noch freie Plätze im Solibus von #Berlin über #Ffm & #Freiburg nach #Genf!
    🎫 Registrierung & weitere Informationen unter⤵️
    unfairagency.org/call-to-genev

  17. Am 9. und 10. Dezember rufen #RefugeesinLibya zu einem Sitzstreik vor dem #UN-Hauptquartier in #Genf auf, um die Stimme der Geflüchteten in #Libyen gegen die unfaire Behandlung durch #UNHCR zu verstärken.

    Schließt Euch an und verstärkt die Stimmen der zum Schweigen gebrachten People on the Move!

    Folgt auf unfairagency.org!

  18. Der brutale, rechtswidrige Angriff auf die Wohnungen von #RefugeesinLibya in #Gargaresh im letzten Jahr ist Teil der #UNFAIR Behandlung durch #UNHCR in #Libyen.

    Bis heute sind die Opfer dieser Taten im DC #AINZARA willkürlich in Haft und unmenschlichen Bedingungen ausgeliefert.

    #UNHCRLibya muss zu seiner Verantwortung stehen!

    📹 via refugeesinlibya.org

  19. @RefugeesinLibya Anstatt zuzuhören und ihre Situation zu verbessern, kritisierte #UNHCR den 100 Tage Protest der #RefugeesinLibya vor dem #UNHCRLibya Hauptquartier, ignorierte ihre Stimmen und schwieg angesichts der brutalen Räumung und Inhaftierung derjenigen, die ihre Grundrechte einforderten.
  20. Die #RefugeesInLibya-Bewegung braucht Eure Unterstützung!

    Jede Münze macht einen Unterschied – wenn Du nicht Die finanziellen Mittel hast, kannst du sie unterstützen, indem Du die #UNFAIRagency teilst & ihre Stimme bist. Vielen Dank!

    ⏩⏩ gofund.me/59c1b819 ⏪⏪

  21. Vor einem Jahr hatten Tausende #RefugeesInLibya mehr als 100 Tage lang vor dem #UNHCR-Büro in Tripolis protestiert:

    Ein historischer Akt der Selbstorganisation unter härtesten Bedingungen.

    Anstatt zuzuhören und ihre Situation zu verbessern, kritisierte UNHCR ihren Protest, ignorierte ihre Stimmen und schwieg angesichts der brutalen Räumung und Inhaftierung derjenigen, die ihre Grundrechte einforderten.

  22. Protest und Kämpfe der #RefugeesInLibya gehen in verschiedenen Formen weiter!

    Stand with Refugees Libya,
    join the action in Geneva!

    Sit-In am #UNHCR-Hauptquartier
    9. & 10. Dezember 2022

    mehr⤵️
    unfairagency.org/

    #EvacuateRefugeesFromLibya

  23. #RefugeesInLibya & #SolidarityWIthRefugeesInLibya haben eine Solidaritätskampagne mit #Refugees gestartet, die von
    #UNHCR in Libyen im Stich gelassen wurden. Wir sind solidarisch mit ihnen!

    Der Protest wird am 9./10. Dezember 2022 in #Genf vor die #UNHCR-Zentrale getragen.

    #EvacuateRefugeesFromLibya
    unfairagency.org/

  24. NEUER #CivilFleet PODCAST!

    #RefugeesinLibya Gründer Yambio erzählt von seinem außergewöhnlichen Leben, dem Kampf für die Rechte Geflüchteter in #Libyen, dem Angriff der Miliz und seiner Flucht aus dem Land🇱🇾.

    🎧bit.ly/3QGEa29 / apple.co/3Qsn7RS / spoti.fi/3pkhCZs