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#giustizia-internazionale — Public Fediverse posts

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  1. Quando chi indaga sui crimini più gravi viene colpito economicamente e isolato senza un processo, a essere minacciata è l’idea stessa che il potere debba rispondere alla legge.

    Le sanzioni imposte dagli Stati Uniti contro giudici e funzionari della Corte penale internazionale hanno comportato il congelamento di conti e beni, l’interruzione di servizi bancari e digitali e ostacoli al lavoro di chi indaga su genocidi, crimini contro l’umanità e crimini di guerra.

    Volt Italia difende l’indipendenza della Corte anche quando le sue indagini riguardano gli Stati più potenti, noi stessi o i nostri alleati: per questo, il 16 luglio a Roma, abbiamo partecipato alla manifestazione promossa da Eumans e Non c’è Pace Senza Giustizia; per Volt Italia è intervenuto Guido Silvestri, presidente del Consiglio strategico.

    Ora l’Unione europea deve agire: attivare lo Statuto europeo di blocco, uno scudo giuridico che impedisca alle imprese europee di applicare nell’Unione le sanzioni extraterritoriali statunitensi, ne neutralizzi gli effetti e consenta di ottenere il risarcimento dei danni.

    Difendere la Corte significa difendere il diritto dalla legge del più forte. E noi lo faremo sempre.

    #CortePenaleInternazionale #GiustiziaInternazionale #DirittoInternazionale #StatoDiDiritto #DirittiUmani #EuropaFederale #Volt #VoltItalia

  2. Le sanzioni imposte dall’amministrazione Trump contro giudici e funzionari della Corte Penale Internazionale sono un attacco diretto all’indipendenza di un’istituzione nata per perseguire genocidi, crimini contro l’umanità, crimini di guerra e crimine di aggressione, chiunque ne sia responsabile.

    Di fronte a questa offensiva, l’Europa deve difendere concretamente la CPI, i suoi giudici e tutte le persone e organizzazioni che collaborano con essa, anche proteggendole dagli effetti delle sanzioni statunitensi.

    Per questo Volt aderisce alla manifestazione promossa da Eumans e Non c’è Pace Senza Giustizia: in rappresentanza di Volt sarà presente anche Guido Silvestri, Presidente del Consiglio Strategico di Volt Europa in Italia.

    📍 Roma, Piazzale Ugo La Malfa, accanto alla FAO
    🗓 16 luglio, ore 18.00

    Partecipa anche tu!

    Perché nessuno Stato, nessun governo e nessun leader può essere al di sopra del diritto internazionale.

    #CortePenaleInternazionale #GiustiziaInternazionale #DirittoInternazionale #DirittiUmani #DifendiamoLaCPI #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  3. @pepsy
    Nella stanza da murare ci metterei anche il governo israeliano e quello russo.
    Meglio ancora i governi degli otto paesi che su qualunque tema, anche la #crisiClimatica, sono alleati nel far parlare le armi e non la #GiustiziaInternazionale.
    Intendo gli otto stati che hanno votato contro la risoluzione ONU del 20 maggio 2026.

    digitallibrary.un.org/record/4

    Per una così buona causa, si riuscirebbe con facilità a fare una colletta per soddisfare anche la raffinata e letteraria scelta di @bbacc

  4. Il 16 aprile 1993 l’ONU dichiarò Srebrenica “zona sicura”. L’11 luglio 1995 le forze serbo-bosniache di Ratko Mladić conquistarono l’enclave, e in pochi giorni oltre 8.000 uomini e ragazzi bosgnacchi furono uccisi, mentre il contingente ONU non riuscì a proteggere la popolazione.

    Il Tribunale per l’ex Jugoslavia e la Corte internazionale di giustizia hanno riconosciuto quei fatti come genocidio.

    Trentuno anni dopo, i vertici della Republika Srpska continuano a negarlo. E gli stessi meccanismi riemergono altrove: zone sicure bombardate a Gaza; una campagna genocidaria contro le comunità non arabe di El Fasher; massacri settari contro alawiti e drusi in Siria; la deportazione illegale di bambini ucraini, per cui la Corte penale internazionale ha emesso un mandato contro Vladimir Putin.

    Ricordare Srebrenica senza guardare a questi conflitti significa tradirne la memoria.

    Per questo Volt lotta per l’Europa che ancora manca: un’Europa unita, democratica e capace di agire, che prevenga questi orrori e li fermi prima che accadano.

    Non un’Europa che arriva dopo, quando resta soltanto da contare i morti.

    #Srebrenica #MaiPiù #DirittiUmani #GiustiziaInternazionale #Memoria #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  5. L’Italia indaga Ben-Gvir per torture e lui reagisce insultandoci: “Paese delle ciabatte”. Se il prezzo per difendere i diritti è questo, ce lo prendiamo.

    Molto peggio sarebbe far parte di un governo che massacra civili.

    Video di Francesca Romana D’Antuono, copresidente di Volt Europa.

    #BenGvir #DirittiUmani #GiustiziaInternazionale #Palestina #Israele #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  6. ✈️ Arrestato a Berlino Al Buti, capo della famigerata milizia libica Rada e braccio destro di Almasri. Che farà la Germania? Estraderà Al Buti all'Aja o farà come l'Italia? #BER #Germania #AlButi #Libia #Almasri #CortePenaleInternazionale #DirittiUmani #GiustiziaInternazionale #CriminiDiGuerra ilmitte.com/2025/07/arresto-ca

  7. appello urgente per arrestare il macellaio responsabile del genocidio in palestina

    Mentre a Gaza i bambini soffrono la fame e muoiono sotto le bombe, il Primo Ministro israeliano va in visita in Ungheria!

    La Corte Penale Internazionale ha emesso un mandato d’arresto per Netanyahu, e l’Ungheria è obbligata ad arrestarlo. Ma Orbán, invece, ha intenzione di ignorare il mandato e di far uscire il suo Paese dalla Corte. 

    La giustizia internazionale non è un optional: l’Europa deve immediatamente proteggere la CPI e mettere in chiaro che Viktor Orbán, come ogni altro Capo di Stato, deve rispettare gli ordini della Corte. Netanyahu deve comparire in tribunale per rispondere degli orrori indicibili che ha inflitto ai civili di Gaza. Firma l’appello urgente per arrestare Netanyahu e condividi con tutti:

    LINK PER FIRMARE:
    https://secure.avaaz.org/campaign/it/arrest_netanyahu_hungary_loc/

    La questione va ben oltre l’Ungheria. Se cittadini e governanti rimangono in silenzio e non si oppongono con forza a questa visita di stato, la Corte Penale Internazionale ne uscirà ancora più indebolita, anche altri paesi potrebbero voler garantire l’impunità a un uomo accusato di crimini contro l’umanità.

    Soltanto nelle ultime due settimane sono morti 322 bambini a Gaza

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