home.social

#centrisociali — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #centrisociali, aggregated by home.social.

fetched live
  1. Corteo: BASTA SFRATTI, BASTA SGOMBERI!

    Sabato 26 settembre, dalle 15:30 alle 18:30, presso Piazza Arcole, Piazza Arcole, Milano

    Al termine di un'estate di resistenza alle minacce di sfratti e sgomberi, l'assemblea cittadina di lotta per la casa e gli spazi sociali convoca una manifestazione cittadina per sabato 26 settembre alle ore 15.30, con appuntamento in Piazza Arcole (piscina Argelati).

    BASTA SGOMBERI E REPRESSIONE

    Milano è sempre più una città fatta per chi se la può permettere, una macchina per fare soldi attraverso il mattone. Interi quartieri popolari vengono svuotati e trasformati in case di lusso, uffici e occasioni di investimento speculativo: prima si sgomberano gli "irregolari", poi si alzano gli affitti e chi non può più permetterseli viene buttato fuori. Mentre il patrimonio pubblico resta vuoto o abbandonato, intere parti della città vengono consegnate a fondi immobiliari, investitori e interessi privati. Un modello che sottrae spazi all'abitare, ai servizi, alla socialità e rende Milano sempre più accessibile a pochi. A pagarne il prezzo sono anche spazi sociali, autogestioni, realtà sindacali e di quartiere: dal Cantiere all'USI-AIT, al Bruzzi-Malatesta, a via Conte Rosso, Lulli-Porpora, Chiesa Rossa e alle occupazioni abitative. Lottiamo per una città dove la casa sia un diritto e non una merce e dove ci sia spazio per chi vive, si organizza e costruisce relazioni fuori dalle logiche del profitto.

    Basta sfratti, basta sgomberi. Per una Milano solidale e antifascista: contro ogni forma di repressione, contro il genocidio, con la resistenza palestinese. Per questo, il 26 settembre alle 15:30 in Piazza Arcole

    MANIFESTAZIONE CITTADINA per mettere insieme le diverse lotte e difendere collettivamente la casa, gli spazi sociali, i quartieri popolari, il patrimonio pubblico e tutte le esperienze di occupazione e autogestione oggi sotto attacco.

    ASSEMBLEA CITTADINA DI LOTTA PER LA CASA E GLI SPAZI SOCIALI

    Contro una città per pochi, fondata sul profitto e la speculazione, che sottrae spazi alla socialità, ai servizi e al diritto all'abitare.

    Contro ogni forma di repressione

    Contro il genocidio e al fianco della resistenza palestinese.

    Con un pensiero a Maja, Gino, Zaid e tutte le persone sotto processo per i fatti di Budapest. Free All Antifas!

    BASTA SFRATTI / CORTEO A MILANO / BASTA SGOMBERI

    #CentriSociali #palestina #repressione #DirittoAllaCasa #manifestazione #Milano

  2. Corteo: BASTA SFRATTI, BASTA SGOMBERI!

    Sabato 26 settembre, dalle 15:30 alle 18:30, presso Piazza Arcole, Piazza Arcole, Milano

    Al termine di un'estate di resistenza alle minacce di sfratti e sgomberi, l'assemblea cittadina di lotta per la casa e gli spazi sociali convoca una manifestazione cittadina per sabato 26 settembre alle ore 15.30, con appuntamento in Piazza Arcole (piscina Argelati).

    Contro una città per pochi, fondata sul profitto e la speculazione, che sottrae spazi alla socialità, ai servizi e al diritto all'abitare.

    Contro ogni forma di repressione

    Contro il genocidio e al fianco della resistenza palestinese.

    Con un pensiero a Maja, Gino, Zaid e tutte le persone sotto processo per i fatti di Budapest. Free All Antifas!

    BASTA SFRATTI / CORTEO A MILANO / BASTA SGOMBERI

    #repressione #DirittoAllaCasa #CentriSociali #palestina #Milano #manifestazione

  3. Bollettini ECN Milano, 1991-1995

      Bollettini ECN Milano by [email protected] https://archive.org/details/bollettini-ecn-milano/1991_00_00_presentazione_del_progetto_ecn/ La raccolta dei “bollettini informativi” prodotti dal collettivo “ECN Milano”, European Counter Network – Nodo di Milano, nel periodo dal 1991 al 1995: cinque anni di cronache e dibattito dal movimento antagonista.

    differx.noblogs.org/2026/08/04

  4. Bollettini ECN Milano, 1991-1995

      Bollettini ECN Milano by [email protected] https://archive.org/details/bollettini-ecn-milano/1991_00_00_presentazione_del_progetto_ecn/ La raccolta dei “bollettini informativi” prodotti dal collettivo “ECN Milano”, European Counter Network – Nodo di Milano, nel periodo dal 1991 al 1995: cinque anni di cronache e dibattito dal movimento antagonista.

    differx.noblogs.org/2026/08/04

  5. Bollettini ECN Milano, 1991-1995

      Bollettini ECN Milano by [email protected] https://archive.org/details/bollettini-ecn-milano/1991_00_00_presentazione_del_progetto_ecn/ La raccolta dei “bollettini informativi” prodotti dal collettivo “ECN Milano”, European Counter Network – Nodo di Milano, nel periodo dal 1991 al 1995: cinque anni di cronache e dibattito dal movimento antagonista.

    differx.noblogs.org/2026/08/04

  6. Tra i buoni a nulla specializzati in marginalità estreme, rifiuti non raccolti e deiezioni canine che ritraggono #Firenze in preda al #degrado e all'#abusivismo l'esistenza dei #centrisociali è motivo di reazioni infastidite. Il che rende praticamente un dovere tesserne le lodi.

  7. Tra i buoni a nulla specializzati in marginalità estreme, rifiuti non raccolti e deiezioni canine che ritraggono #Firenze in preda al #degrado e all'#abusivismo l'esistenza dei #centrisociali è motivo di reazioni infastidite. Il che rende praticamente un dovere tesserne le lodi.

  8. Assemblea cittadina ad Acrobax

    LOA Acrobax, mercoledì 22 aprile alle ore 18:30 CEST

    Assemblea cittadina

    mercoledì 22 aprile ore 18:30 @loa_acrobax

    Abbiamo provato a mantenere la promessa fatta e cercare di restituire quanto emerso nella grande assemblea dello scorso 25 marzo.

    Il testo che trovate nelle slide non sarà completo, ne esaustivo, non è breve, ne sufficiente a rappresentare la complessità della galassia di pratiche e realtà attive in questa nostra enorme città.

    Ma “una cosa è certa: per essere all’altezza della sfida che abbiamo davanti, non possiamo restare ferm3! Non possiamo restare al margine! Non possiamo avanzare solo divis3 e in ordine sparso!

    Ce lo dicono le piazze di questo autunno per la Palestina. Ce lo dicono le maree transfemministe dell’8 marzo. Ce lo dicono le manifestazioni contro i re e le loro guerre.

    Per poter navigare nella tempesta abbiamo bisogno di rotte e strategie comuni da mettere in pratica. Per questo sarà necessario continuare a confrontarci e attivarci su alcune delle proposte emerse.

    Per essere insieme ancora una volta spina dorsale e infrastruttura dei movimenti.

    Per tornare in piazza insieme e affermare il modello di città, di vita e di società che vogliamo!”

    roma.convoca.la/event/assemble

  9. Assemblea cittadina ad Acrobax

    LOA Acrobax, mercoledì 22 aprile alle ore 18:30 CEST

    Assemblea cittadina

    mercoledì 22 aprile ore 18:30 @loa_acrobax

    Abbiamo provato a mantenere la promessa fatta e cercare di restituire quanto emerso nella grande assemblea dello scorso 25 marzo.

    Il testo che trovate nelle slide non sarà completo, ne esaustivo, non è breve, ne sufficiente a rappresentare la complessità della galassia di pratiche e realtà attive in questa nostra enorme città.

    Ma “una cosa è certa: per essere all’altezza della sfida che abbiamo davanti, non possiamo restare ferm3! Non possiamo restare al margine! Non possiamo avanzare solo divis3 e in ordine sparso!

    Ce lo dicono le piazze di questo autunno per la Palestina. Ce lo dicono le maree transfemministe dell’8 marzo. Ce lo dicono le manifestazioni contro i re e le loro guerre.

    Per poter navigare nella tempesta abbiamo bisogno di rotte e strategie comuni da mettere in pratica. Per questo sarà necessario continuare a confrontarci e attivarci su alcune delle proposte emerse.

    Per essere insieme ancora una volta spina dorsale e infrastruttura dei movimenti.

    Per tornare in piazza insieme e affermare il modello di città, di vita e di società che vogliamo!”

    roma.convoca.la/event/assemble

  10. Napoli: Solidali con chi lotta e costruisce solidarietà
    Oggi (14 febbraio ndr) abbiamo partecipato a una bellissima manifestazione a difesa degli spazi sociali minacciati dalle forze governative locali e nazionali.

    Una grave restrizione al respiro che molte realtà stanno dando in tutto il paese, al mutuo sostegno
    umanitanova.org/napoli-solidal
    #SenzaCategoria #CentriSociali #Napoli #occupazioni #repressione #SpaziOccupati #SpaziSociali

  11. Napoli: Solidali con chi lotta e costruisce solidarietà
    Oggi (14 febbraio ndr) abbiamo partecipato a una bellissima manifestazione a difesa degli spazi sociali minacciati dalle forze governative locali e nazionali.

    Una grave restrizione al respiro che molte realtà stanno dando in tutto il paese, al mutuo sostegno
    umanitanova.org/napoli-solidal
    #SenzaCategoria #CentriSociali #Napoli #occupazioni #repressione #SpaziOccupati #SpaziSociali

  12. ROMA NON SI VENDE, IL CASALE SI DIFENDE! ASSEMBLEA PUBBLICA

    Casale Garibaldi autogestito, sabato 17 gennaio alle ore 16:00 CET

    COLPO DI MANO SU CASALE GARIBALDI: DIFENDIAMO LA CITTA’ PUBBLICA!
    Sabato 17 gennaio, ore 16, ASSEMBLEA PUBBLICA

    Adesso è ufficiale: la commissione tecnica del Municipio V ha deciso di NON assegnare lo spazio di via Romolo Balzani 87 all’Associazione Culturale Casale Garibaldi. Qualcuno vorrebbe cancellare 40 anni di mutualismo, autogestione, sindacalismo sociale, produzione culturale, welfare dal basso, cura di un bene comune urbano, che hanno segnato la storia del territorio di Roma est e della città tutta.

    Un atto che vìola lo spirito e la lettera della Delibera 104 sulla gestione del patrimonio pubblico, frutto di un lungo percorso di confronto, conflitto e compromesso tra amministrazione e reti sociali, che fa emergere con chiarezza uno scontro di potere tra indirizzo politico-normativo e “burocrazia neoliberale”. Non a caso ci giungono voci di una giunta municipale in fibrillazione, a partire dal ruolo dell’assessore al Patrimonio.

    Si tratta del colpo di coda di uno stillicidio iniziato alla scadenza della prima concessione, nel 2017: aggressioni legali e fiscali, rispedite sempre al mittente anche attraverso il pronunciamento dei tribunali, in una lunga lotta di resistenza che c’è costata fatica e un esborso economico pesantissimo.

    Con questa decisione si avalla (anche) una “guerra tra poveri” tra realtà associative che avrebbero diritto a spazi e opportunità non in competizione, che devono trovare soluzioni diverse, previste proprio dal regolamento della Delibera 104. In questo modo si rischia di azzerare una esperienza di partecipazione inventata dalle lotte, un insediamento pluridecennale che ha dato vita a una rete infinita di progetti, percorsi, attività, segnate da una composizione sociale e generazionale vasta e plurale.

    Questo atto si inserisce in un contesto ben preciso: da una parte, la campagna securitaria e militare delle destre neofasciste al governo che, dopo gli scalpi del Leoncavallo a Milano e Askatasuna a Torino, mettono nel mirino, a Roma, alcune tra le più importanti esperienze sociali, culturali, abitative, per spianare definitivamente la strada alla rendita immobiliare e finanziaria; una strategia di costruzione del “nemico esemplare”, utile per mascherare mediaticamente le misure economiche antipopolari e di guerra del governo, che colpiscono i salari, la sanità, il welfare, i servizi pubblici.

    Dall’altra parte, però, c’è un centrosinistra che, al livello nazionale e nelle città in cui governa, deve scegliere tra “modello Milano” e diritto all’abitare; tra gli interessi immobiliari della “rigenerazione” degli ex mercati generali di Ostiense e il diritto alla città; tra i manganelli di Piantedosi e Meloni e le lotte dei movimenti e degli spazi sociali che costruiscono mutualismo nella crisi economica e nella povertà dilagante.

    Nella nostra città, la giunta comunale deve decidere se il Piano casa e la Delibera 104 sono strumenti coerenti di intervento per il diritto alla casa, per tutelare il valore sociale dell’autogestione e per un utilizzo democratico del patrimonio pubblico, oppure se servono soltanto a mitigare ma non a cambiare radicalmente le politiche della destra.

    Una cosa è certa, questa storia collettiva, che compone un mondo fatto di tante storie, non si può cancellare. Ci opporremo a questo scempio con ogni mezzo necessario: legale, politico e sociale.

    COSTRUIAMO LA MOBILITAZIONE PERMANENTE IN DIFESA DEGLI SPAZI SOCIALI,
    DEL DIRITTO ALLA CASA, DELLA CITTA’ PUBBLICA
    .

    roma.convoca.la/event/roma-non

  13. ROMA NON SI VENDE, IL CASALE SI DIFENDE! ASSEMBLEA PUBBLICA

    Casale Garibaldi autogestito, sabato 17 gennaio alle ore 16:00 CET

    COLPO DI MANO SU CASALE GARIBALDI: DIFENDIAMO LA CITTA’ PUBBLICA!
    Sabato 17 gennaio, ore 16, ASSEMBLEA PUBBLICA

    Adesso è ufficiale: la commissione tecnica del Municipio V ha deciso di NON assegnare lo spazio di via Romolo Balzani 87 all’Associazione Culturale Casale Garibaldi. Qualcuno vorrebbe cancellare 40 anni di mutualismo, autogestione, sindacalismo sociale, produzione culturale, welfare dal basso, cura di un bene comune urbano, che hanno segnato la storia del territorio di Roma est e della città tutta.

    Un atto che vìola lo spirito e la lettera della Delibera 104 sulla gestione del patrimonio pubblico, frutto di un lungo percorso di confronto, conflitto e compromesso tra amministrazione e reti sociali, che fa emergere con chiarezza uno scontro di potere tra indirizzo politico-normativo e “burocrazia neoliberale”. Non a caso ci giungono voci di una giunta municipale in fibrillazione, a partire dal ruolo dell’assessore al Patrimonio.

    Si tratta del colpo di coda di uno stillicidio iniziato alla scadenza della prima concessione, nel 2017: aggressioni legali e fiscali, rispedite sempre al mittente anche attraverso il pronunciamento dei tribunali, in una lunga lotta di resistenza che c’è costata fatica e un esborso economico pesantissimo.

    Con questa decisione si avalla (anche) una “guerra tra poveri” tra realtà associative che avrebbero diritto a spazi e opportunità non in competizione, che devono trovare soluzioni diverse, previste proprio dal regolamento della Delibera 104. In questo modo si rischia di azzerare una esperienza di partecipazione inventata dalle lotte, un insediamento pluridecennale che ha dato vita a una rete infinita di progetti, percorsi, attività, segnate da una composizione sociale e generazionale vasta e plurale.

    Questo atto si inserisce in un contesto ben preciso: da una parte, la campagna securitaria e militare delle destre neofasciste al governo che, dopo gli scalpi del Leoncavallo a Milano e Askatasuna a Torino, mettono nel mirino, a Roma, alcune tra le più importanti esperienze sociali, culturali, abitative, per spianare definitivamente la strada alla rendita immobiliare e finanziaria; una strategia di costruzione del “nemico esemplare”, utile per mascherare mediaticamente le misure economiche antipopolari e di guerra del governo, che colpiscono i salari, la sanità, il welfare, i servizi pubblici.

    Dall’altra parte, però, c’è un centrosinistra che, al livello nazionale e nelle città in cui governa, deve scegliere tra “modello Milano” e diritto all’abitare; tra gli interessi immobiliari della “rigenerazione” degli ex mercati generali di Ostiense e il diritto alla città; tra i manganelli di Piantedosi e Meloni e le lotte dei movimenti e degli spazi sociali che costruiscono mutualismo nella crisi economica e nella povertà dilagante.

    Nella nostra città, la giunta comunale deve decidere se il Piano casa e la Delibera 104 sono strumenti coerenti di intervento per il diritto alla casa, per tutelare il valore sociale dell’autogestione e per un utilizzo democratico del patrimonio pubblico, oppure se servono soltanto a mitigare ma non a cambiare radicalmente le politiche della destra.

    Una cosa è certa, questa storia collettiva, che compone un mondo fatto di tante storie, non si può cancellare. Ci opporremo a questo scempio con ogni mezzo necessario: legale, politico e sociale.

    COSTRUIAMO LA MOBILITAZIONE PERMANENTE IN DIFESA DEGLI SPAZI SOCIALI,
    DEL DIRITTO ALLA CASA, DELLA CITTA’ PUBBLICA
    .

    roma.convoca.la/event/roma-non

  14. "C’ERAVAMO TANTO AMATI" • incontro con Valerio Mattioli sui formidabili anni Novanta

    CSOA Forte Prenestino, giovedì 6 novembre alle ore 19:00 CET

    CSOA Forte Prenestino
    giovedì 6 novembre 2025
    Forte Infoshop
    presenta

    dalle ore 19:00
    all’aperitivo in sala da tè InTHErferenze

    "C’ERAVAMO TANTO AMATI"
    un incontro con Valerio Mattioli
    sui formidabili anni novanta

    -> prima e dopo sonorizzazioni a cura di Valerio Mattioli
    ....
    Vieni e fai venire!

    https://forteprenestino.net/attivita/infoshop/info-shop-podcast/3448-c-eravamo-tanto-amati

    https://www.instagram.com/p/DQl1k6bDEvm/?igsh=c2o5dnBiODZpNXkz

    roma.convoca.la/event/ceravamo

  15. Contro la città dei padroni - Casa, solidarietà, accoglienza, autogestione

    Sabato 6 settembre, dalle 12:00, presso Piazza Duca d'Aosta, Milano, piazza Duca d'Aosta

    Contro la città dei padroni. Casa, solidarietà, accoglienza, autogestione.

    Le lotte vive scendono in piazza.
    Corteo H12 da Piazza Duca d’Aosta a Porta Venezia

    Sabato 6 Settembre scenderemo in piazza contro lo sgombero del Leoncavallo per rivendicare lo strumento dell’occupazione e perché crediamo che difendere la memoria militante del Leoncavallo significhi difendere gli spazi e le lotte di oggi.

    L’appuntamento delle 14 a Porta Venezia non può essere sufficiente. Come lotte vive di questa città, vogliamo puntare il dito CONTRO LA CITTÀ DEI PADRONI. Contro la loro arroganza, la loro violenza liberticida, la loro sete di potere e denaro.
    Vogliamo dimostrare che Milano non è tutta come vorrebbero loro: una città grigia di cemento, acciaio e vetro, su misura di ricco. La Milano che chiamiamo in piazza è viva, colorata e moltitudinaria. La Milano degli Spazi Sociali, una Milano capace di dire a gran voce e senza timore: “Questa città di chi pensi che sia?”

    Occupare spazio nella città di Milano è di vitale importanza, di fronte a un modello di città sempre più escludente, trasformata da decenni di violenza speculativa e rincaro degli affitti, di grandi eventi e ora accelerato dalle prossime Olimpiadi invernali. Di fronte all’uso delle zone rosse, dei CPR, dei rimpatri, dello sfruttamento per espellere a colpi di profilazione e classismo le persone razzializzate e marginalizzare.

    Occupiamo spazio per evidenziare le responsabilità del governo Meloni, oltre che della Giunta Sala e di tutte le Giunte del Mattone, un governo che muove un attacco frontale contro le essenziali esperienze di lotta sociale e autonoma, unico soggetto reale in grado di proporre un’alternativa concreta a un mondo fatto di sopraffazione e soprusi.

    Occupiamo spazio, allora, per fermare la violenza della Destra, della Guerra, del Colonialismo, del liberismo estrattivista che in tutto il mondo incontrano fronti di Resistenza.

    Occupiamo spazio per lottare per il diritto alla casa, davanti ad affitti insostenibili e abitazioni prive di dignità. Per denunciare chi ha svenduto le case popolari, dall’alto della sua poltrona a Regione Lombardia o in MM, e non ha intenzione di assegnare quelle esistenti.
    Occupiamo spazio contro il “Modello Milano” della giunta Sala e delle giunte precedenti, che porta avanti la speculazione e la rendita trainato da tangenti e bustarelle.

    Occupiamo spazio contro la militarizzazione delle nostre città, e contro un governo che vuole gestire i bisogni sociali con la repressione ed il DL Sicurezza, criminalizzando chi rivendica diritti e lotta per una vita degna per tutt3.

    Occupiamo spazio per socializzare stare insieme e praticare sport, senza dover sempre spendere soldi, senza essere serviti e servire, ma costruendo comunità autogestite, dove chiunque si possa mettere in gioco, dare una mano o ricevere aiuto.

    Occupiamo per sottrarre spazio e soldi ai padroni della Città, che lucrano sugli affitti brevi e privatizzano la Città Pubblica, contribuendo alla metropoli vetrina del turismo di lusso e della rendita.

    Occupiamo spazio autonomo da partiti e da poteri che alimentano, invece di combattere, lo sfruttamento, il razzismo, la violenza di genere e la trasformazione dei nostri territori in merce da cui escluderci.

    Occupiamo spazio per parlare di lotta anticoloniale, in tutte le lingue in cui vogliamo farlo.

    Occupiamo spazio per organizzare la solidarietà attiva alle resistenze del mondo, a partire dalle lotte per la liberazione della Palestina: finche la Palestina non sarà libera, nessun@ lo sarà.

    Occupiamo spazio per ballare, ma sopratutto vivere ed esistere senza essere molestat3, drogat3, stuprat3.

    Occupiamo spazio con i nostri corpi per ripartire dal desiderio, feroce e inarrestabile, per immaginare l’inimmaginabile e rovesciare tutto.

    Occupiamo il presente che ci vogliono sottrarre, per determinare il nostro futuro nel segno della solidarietà e dell’accoglienza, del mutuo aiuto e della comunità.

    Occupiamo contro la città dei padroni.
    Occupiamo per costruire una città diversa, una alternativa reale; occupiamo affinché tutt3 possano vivere bene.

    Qui siamo e qui restiamo.
    Spazi sociali occupati e di alternativa culturale

    #CentriSociali #autogestione #AlternativaCulturale #accoglienza #Corteo #solidarietà #OccupiamoLaCittà #LottaDalBasso #DirittoAllaCittà #DirittoAllAbitare

  16. pap #077: la “catena social” e il genocidio

    Dalla “social catena” di Leopardi alla “catena social” il passo non è né breve né per forza solo distruttivo. I sistemi/sismi generalisti – sì – rubano dati e vendono i nostri contenuti (lavorati e semilavorati, sempre gratuiti) da circa un ventennio: fb, ig, x, youtube eccetera. Grosso modo anche io ci sono dentro, con l’ossessione della disseminazione di materiali nell’orizzontalità dei (vari) loci, contro la verticalizzazione implicita nell’ideologia egocentrica ed economicista dello “youtuber” (o “influencer”, “podcaster” eccetera).
    In mezzo, e insieme, e in legame, in questi ultimi venti e forse trent’anni: la demolizione dello stato sociale (sostituito, anche qui, dallo status sui social – let’s play), della sanità e della scuola pubbliche. E la parallela prassi di smantellamento dei centri sociali.
    Bon (malissimo): la parola “sociale”, se cade la “e”, pare proprio vada perdendo più di qualcosa. Ma è completamente vero? Cosa sarebbe stato, dal punto di vista della comunicazione della realtà di morte, il genocidio, senza i social, e senza la rete? Come avrebbero potuto i palestinesi comunicare, registrare in diretta, testimoniare, nelle condizioni oggettive imposte dal colonialismo israeliano? Alcune pezzi di appunti sono qui di séguito, disordinati in Pod al popolo. Podcast irregolare ed ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto. (A velocità 1.5, magari: per rendere meno intollerabili le mie micro e macropause).

    Il link promesso nell’audio, anzi due:
    https://slowforward.net/2025/01/13/uscire-o-non-uscire-dai-social-trumpi-zucki-muski/
    e https://slowforward.net/2024/11/17/pod-al-popolo-046-esche-ami-uscire-togliere/

    *
    Uno schema – dagli appunti:

    *
    Alcuni link aggiunti:

    separazione generalista vs coordinamento (nel) fediverso:
    https://slowforward.net/2025/03/27/dip-045-social/

    “questione palestinese”? la “questione” (o, meglio, “in questione”) è israele, non la Palestina:
    https://slowforward.net/2024/12/26/dip-035-questione-izr/

    durante/dopo:
    https://slowforward.net/2024/06/09/dip-016-auschwitz/

    censura:
    https://slowforward.net/?s=censura

    gli intellettuali italiani ancora al 27 maggio 2024:
    https://slowforward.net/2024/05/27/dip-014-gli-intellettuali-italiani/

    costituire e ampliare reti sociali indipendenti:
    https://slowforward.net/2024/05/27/costituire-e-ampliare-reti-sociali-indipendenti/

    #Gaza #genocidio #Palestina #sionismo #social #socialmedia #iof #idf #colonialism #sionisti #israelestatocriminale #bambini #massacri #deportazione #concentramento #famearmadiguerra #instagram #facebook #youtube #x #twitter #mediageneralisti #flusso

    #audio #bambini #cantenaSocial #catenaSocial #centriSociali #children #Cisgiordania #colonialism #comunicazione #concentramento #deportazione #disseminazione #facebook #famearmadiguerra #FB #FEDIVERSO #flusso #Gaza #genocide #genocidio #giornalismo #giornalisti #ICC #icj #IDF #IG #influencer #informazione #Instagram #internet #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #Leopardi #massacri #media #mediageneralisti #Palestina #Palestine #PAP #pap077 #pap077 #podAlPopolo #podcast #sanitàPubblica #scuolaPubblica #sionismo #sionisti #social #socialCatena #socialGeneralisti #socialMedia #socialmedia #starvingcivilians #starvingpeople #twitter #warcrimes #WestBank #X #youtube #yt #zionism

  17. pap #077: la “catena social” e il genocidio

    Dalla “social catena” di Leopardi alla “catena social” il passo non è né breve né per forza solo distruttivo. I sistemi/sismi generalisti – sì – rubano dati e vendono i nostri contenuti (lavorati e semilavorati, sempre gratuiti) da circa un ventennio: fb, ig, x, youtube eccetera. Grosso modo anche io ci sono dentro, con l’ossessione della disseminazione di materiali nell’orizzontalità dei (vari) loci, contro la verticalizzazione implicita nell’ideologia egocentrica ed economicista dello “youtuber” (o “influencer”, “podcaster” eccetera).
    In mezzo, e insieme, e in legame, in questi ultimi venti e forse trent’anni: la demolizione dello stato sociale (sostituito, anche qui, dallo status sui social – let’s play), della sanità e della scuola pubbliche. E la parallela prassi di smantellamento dei centri sociali.
    Bon (malissimo): la parola “sociale”, se cade la “e”, pare proprio vada perdendo più di qualcosa. Ma è completamente vero? Cosa sarebbe stato, dal punto di vista della comunicazione della realtà di morte, il genocidio, senza i social, e senza la rete? Come avrebbero potuto i palestinesi comunicare, registrare in diretta, testimoniare, nelle condizioni oggettive imposte dal colonialismo israeliano? Alcune pezzi di appunti sono qui di séguito, disordinati in Pod al popolo. Podcast irregolare ed ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto. (A velocità 1.5, magari: per rendere meno intollerabili le mie micro e macropause).

    Il link promesso nell’audio, anzi due:
    https://slowforward.net/2025/01/13/uscire-o-non-uscire-dai-social-trumpi-zucki-muski/
    e https://slowforward.net/2024/11/17/pod-al-popolo-046-esche-ami-uscire-togliere/

    *
    Uno schema – dagli appunti:

    *
    Alcuni link aggiunti:

    separazione generalista vs coordinamento (nel) fediverso:
    https://slowforward.net/2025/03/27/dip-045-social/

    “questione palestinese”? la “questione” (o, meglio, “in questione”) è israele, non la Palestina:
    https://slowforward.net/2024/12/26/dip-035-questione-izr/

    durante/dopo:
    https://slowforward.net/2024/06/09/dip-016-auschwitz/

    censura:
    https://slowforward.net/?s=censura

    gli intellettuali italiani ancora al 27 maggio 2024:
    https://slowforward.net/2024/05/27/dip-014-gli-intellettuali-italiani/

    costituire e ampliare reti sociali indipendenti:
    https://slowforward.net/2024/05/27/costituire-e-ampliare-reti-sociali-indipendenti/

    #Gaza #genocidio #Palestina #sionismo #social #socialmedia #iof #idf #colonialism #sionisti #israelestatocriminale #bambini #massacri #deportazione #concentramento #famearmadiguerra #instagram #facebook #youtube #x #twitter #mediageneralisti #flusso

    #audio #bambini #cantenaSocial #catenaSocial #centriSociali #children #Cisgiordania #colonialism #comunicazione #concentramento #deportazione #disseminazione #facebook #famearmadiguerra #FB #FEDIVERSO #flusso #Gaza #genocide #genocidio #giornalismo #giornalisti #ICC #icj #IDF #IG #influencer #informazione #Instagram #internet #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #Leopardi #massacri #media #mediageneralisti #Palestina #Palestine #PAP #pap077 #pap077 #podAlPopolo #podcast #sanitàPubblica #scuolaPubblica #sionismo #sionisti #social #socialCatena #socialGeneralisti #socialMedia #socialmedia #starvingcivilians #starvingpeople #twitter #warcrimes #WestBank #X #youtube #yt #zionism

  18. Alcune note sulla vicenda dello sgombero del Leoncavallo

    Lo sgombero di questo spazio non è che un episodio della lotta contro la socialità cittadina, condotta dall’Economia finanziaria che si sta mangiando Milano da diversi anni.

    codice-rosso.net/alcune-note-s

  19. bologna: alternative art spaces since 1977

    https://www.moussemagazine.it/shop/skank-bloc-bologna-alternative-art-spaces/

    Skank Bloc Bologna: Alternative Art Spaces since 1977 is a book edited by Roberto Pinto and Francesco Spampinato that reconstructs the history of nonprofit exhibition spaces in Bologna from 1977 up to the present.

    By Mousse Publishing

    #alternativeArtSpaces #art #arte #centriSociali #cs #csoa #FrancescoSpampinato #Mousse #MoussePublishing #RobertoPinto #SkankBlocBologna