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  1. With delays and distractions, is tennis losing at the U.S. Open?

    NEW YORK — Matches ending past 2 a.m. The unending din inside Arthur Ashe and Louis Armstrong stadiums. Social media…
    #Tennis #News #a.m. #ArthurAshe #atmosphere #event #influencer #late-night #match #NAOMIOSAKA #no. #noise #Sport #thursday #tournament #u.s.openchampion
    europesays.com/tennis/67207/

  2. Caterina de’ Medici: prima influencer della storia

    Caterina de’ Medici nacque a Firenze nel 1519 con un inizio vita da trama di serie Netflix: orfana prima di compiere un mese, divenne l’unica erede legittima dei Medici e una pedina preziosa nelle strategie di potere familiari. Affidata alla nonna e poi al cardinale Giulio de’ Medici (futuro Clemente VII), crebbe tra conventi, tentativi di rapimento e trasferimenti “di sicurezza”, sviluppando una personalità vigile e cauta: perfetta per chi, secoli dopo, avrebbe fatto la influencer.

    A 14 anni fu “lanciata” sul mercato matrimoniale francese, sposando Enrico, duca d’Orléans: un’unione strategica che portava i Medici nel cuore della monarchia di Francia. A corte era straniera, minuta, riservata e, per dieci anni, sterile: un vero problema di reputazione in un’epoca in cui il “content” si misurava in figli. Poi arrivò Francesco (1544) e, a ruota, altri nove bambini (sette sopravvissuti): da quel momento, ogni mossa politica fu filtrata dall’istinto materno.

    Regina dal 1547, divenne la vera content manager del regno: prima al fianco di Enrico II, poi come reggente durante i regni dei figli Francesco II, Carlo IX ed Enrico III, fu di fatto la donna più potente di Francia (e forse d’Europa) tra il 1559 e il 1576. Il suo obiettivo? Evitare che la Francia collassasse nelle guerre di religione, usando negoziati, matrimoni, editti di tolleranza e, quando serviva, decisioni durissime come il massacro di San Bartolomeo (1572).

    Colta, curiosa e abile nel gestire crisi da “regno in fiamme”, rimase a lungo dipinta come “la regina nera” più che come una pragmatica manager del potere. Morì a Blois nel 1589, a 69 anni, lasciando un’eredità complessa: guerre, intrighi, ma anche un’idea di corte come palcoscenico.

    Proprio quell’idea di lusso, gusto e strategia è la chiave per capire perché tante delle “invenzioni” attribuite a Caterina non siano nate per caso, ma come veri e propri strumenti di posizionamento personale: una ragazza minuta, straniera e a lungo sterile, arrivata in una corte che la guardava con sospetto e la metteva in competizione con la favorita del re, alta, bella e consolidata, Diane de Poitiers. Per ribaltare la situazione e costruire la propria immagine, Caterina trasformò il guardaroba, la bellezza e i gesti quotidiani in vere e proprie mosse di branding: diventando così i suoi primi “prodotti signature”:

    • Corsetto: Caterina non aveva un vitino naturalmente stretto e, in una corte dove l’immagine contava più di un trattato, impose un busto molto modellante per creare una silhouette “da regina”: il primo shapewear come strumento di potere. Risultato? Tutta la corte a fare “oh” davanti a una vita da vespa ottenuta con stecche, colla e tanta forza di volontà (e di cameriere che tiravano le stringhe).
    • Tacchi alti: minuta rispetto al duca e insicura del proprio aspetto, per il matrimonio si fece realizzare scarpe con tacchi (5–7 cm, secondo alcune fonti fino a 10) per sembrare più alta e competere almeno in altezza con Diane de Poitiers: il primo “height boost” trasformato in trend. Da quel giorno, ogni donna che ha passato una serata su un tacco vertiginoso può ringraziare (o incolpare) direttamente Caterina. Se vuoi scoprire come sono nati esattamente i tacchi e come sono diventati un’ossessione femminile, puoi leggere il nostro articolo dedicato alla storia dei tacchi.
    • Mutande: da ottima cavallerizza, Caterina adottò una cavalcata “all’amazzone” modificata, con la gamba destra quasi orizzontale sull’arcione; posizione comoda, ma con il piccolo effetto collaterale di rischiare di mostrare più del dovuto. Per evitare scandali (e puntate di cronaca rosa dell’epoca) diffuse l’uso di mutande strette e attillate, di cotone e fustagno, tanto che a corte le chiamavano “briglie da culo”: da capo “poco onesto” a must-have per nobildonne e, ironia della sorte, poi bandiera delle prostitute.
    • Profumi: infastidita dai cattivi odori e dalla scarsa igiene della Francia dell’epoca (dove i bagni erano opzionali e i pomander obbligatori), portò con sé il profumiere personale Renato Bianco e impose la cultura italiana del profumo: essenze, acque profumate, guanti profumati e flaconi da tasca come primo beauty drop firmato “regina”. L’Acqua della Regina, creata per lei a Santa Maria Novella, fu l’antenata dell’acqua di colonia: praticamente il primo “signature scent” di una influencer senza tempo.
    • Ventaglio: in una corte dove ogni gesto era osservato, il ventaglio divenne un oggetto scenico e un linguaggio non verbale: aprire, chiudere, agitare in modi diversi significava cose diverse, un primo social tool analogico per comunicare senza parlare, perfetto per una sovrana cauta e osservatrice. In pratica, Caterina ha trasformato un oggetto per rinfrescarsi in un mix tra emoji e status symbol, con tanto di materiali preziosi (avorio, tartaruga, piume) e decorazioni.

    In altre parole: corsetto, tacchi, mutande, profumi e ventaglio non sono solo accessori, ma strumenti con cui Caterina ha costruito la sua immagine, gestito le insicurezze e dettato le regole del gioco a corte.

    Fashion Blogger: Paola Moretti
    Fonte: Treccani, Web
    Immagine: AI
    #500 #AcquaDellaRegina #AcquaDiColonia #acqueProfumate #amoji #avorio #beautyDrop #blackQueen #Blois #CarloIX #CaterinaDeMedici #ClementeVII #content #contentFashion #corsetto #cronacaRosa #CuriositàDiModa #curiositàDiStile #deMedici #DianeDePoitiers #donnaPiùPotenteDiFrancia #donneCheHannoCambiatoLaStoria #donnePotenti #EnricoDOrléans #EnricoII #EnricoIII #erede #essenze #Europa #Fashion #Firenze #FrancescoII #Francia #GiulioDeMedici #guantiProfumati #heightBoost #Iho #influencer #Invenzioni #linguaggioNonVerbale #managerDelPotere #managerDelRegno #Moda #mustHave #mutande #Netfilx #oggettoScenico #PaolaMoretti #PerfettamenteChic #piume #pomander #potere #prodottiSignature #Profumi #Profumiere #Profumo #reginaNera #RenatoBianco #SanBartolomeo #SantaMariaNovella #SapevateChe #scandali #shapewear #Signature #silhouette #silhouetteDaRegina #slip #socialTool #statusSymbol #storia #storiaDeiTacchi #StoriaDellaModa #strumentoDiPotere #Tacchi #TacchiASpillo #tacchiAlti #trend #ventaglio #vitinoDaVespa
  3. Caterina de’ Medici: prima influencer della storia

    Caterina de’ Medici nacque a Firenze nel 1519 con un inizio vita da trama di serie Netflix: orfana prima di compiere un mese, divenne l’unica erede legittima dei Medici e una pedina preziosa nelle strategie di potere familiari. Affidata alla nonna e poi al cardinale Giulio de’ Medici (futuro Clemente VII), crebbe tra conventi, tentativi di rapimento e trasferimenti “di sicurezza”, sviluppando una personalità vigile e cauta: perfetta per chi, secoli dopo, avrebbe fatto la influencer.

    A 14 anni fu “lanciata” sul mercato matrimoniale francese, sposando Enrico, duca d’Orléans: un’unione strategica che portava i Medici nel cuore della monarchia di Francia. A corte era straniera, minuta, riservata e, per dieci anni, sterile: un vero problema di reputazione in un’epoca in cui il “content” si misurava in figli. Poi arrivò Francesco (1544) e, a ruota, altri nove bambini (sette sopravvissuti): da quel momento, ogni mossa politica fu filtrata dall’istinto materno.

    Regina dal 1547, divenne la vera content manager del regno: prima al fianco di Enrico II, poi come reggente durante i regni dei figli Francesco II, Carlo IX ed Enrico III, fu di fatto la donna più potente di Francia (e forse d’Europa) tra il 1559 e il 1576. Il suo obiettivo? Evitare che la Francia collassasse nelle guerre di religione, usando negoziati, matrimoni, editti di tolleranza e, quando serviva, decisioni durissime come il massacro di San Bartolomeo (1572).

    Colta, curiosa e abile nel gestire crisi da “regno in fiamme”, rimase a lungo dipinta come “la regina nera” più che come una pragmatica manager del potere. Morì a Blois nel 1589, a 69 anni, lasciando un’eredità complessa: guerre, intrighi, ma anche un’idea di corte come palcoscenico.

    Proprio quell’idea di lusso, gusto e strategia è la chiave per capire perché tante delle “invenzioni” attribuite a Caterina non siano nate per caso, ma come veri e propri strumenti di posizionamento personale: una ragazza minuta, straniera e a lungo sterile, arrivata in una corte che la guardava con sospetto e la metteva in competizione con la favorita del re, alta, bella e consolidata, Diane de Poitiers. Per ribaltare la situazione e costruire la propria immagine, Caterina trasformò il guardaroba, la bellezza e i gesti quotidiani in vere e proprie mosse di branding: diventando così i suoi primi “prodotti signature”:

    • Corsetto: Caterina non aveva un vitino naturalmente stretto e, in una corte dove l’immagine contava più di un trattato, impose un busto molto modellante per creare una silhouette “da regina”: il primo shapewear come strumento di potere. Risultato? Tutta la corte a fare “oh” davanti a una vita da vespa ottenuta con stecche, colla e tanta forza di volontà (e di cameriere che tiravano le stringhe).
    • Tacchi alti: minuta rispetto al duca e insicura del proprio aspetto, per il matrimonio si fece realizzare scarpe con tacchi (5–7 cm, secondo alcune fonti fino a 10) per sembrare più alta e competere almeno in altezza con Diane de Poitiers: il primo “height boost” trasformato in trend. Da quel giorno, ogni donna che ha passato una serata su un tacco vertiginoso può ringraziare (o incolpare) direttamente Caterina. Se vuoi scoprire come sono nati esattamente i tacchi e come sono diventati un’ossessione femminile, puoi leggere il nostro articolo dedicato alla storia dei tacchi.
    • Mutande: da ottima cavallerizza, Caterina adottò una cavalcata “all’amazzone” modificata, con la gamba destra quasi orizzontale sull’arcione; posizione comoda, ma con il piccolo effetto collaterale di rischiare di mostrare più del dovuto. Per evitare scandali (e puntate di cronaca rosa dell’epoca) diffuse l’uso di mutande strette e attillate, di cotone e fustagno, tanto che a corte le chiamavano “briglie da culo”: da capo “poco onesto” a must-have per nobildonne e, ironia della sorte, poi bandiera delle prostitute.
    • Profumi: infastidita dai cattivi odori e dalla scarsa igiene della Francia dell’epoca (dove i bagni erano opzionali e i pomander obbligatori), portò con sé il profumiere personale Renato Bianco e impose la cultura italiana del profumo: essenze, acque profumate, guanti profumati e flaconi da tasca come primo beauty drop firmato “regina”. L’Acqua della Regina, creata per lei a Santa Maria Novella, fu l’antenata dell’acqua di colonia: praticamente il primo “signature scent” di una influencer senza tempo.
    • Ventaglio: in una corte dove ogni gesto era osservato, il ventaglio divenne un oggetto scenico e un linguaggio non verbale: aprire, chiudere, agitare in modi diversi significava cose diverse, un primo social tool analogico per comunicare senza parlare, perfetto per una sovrana cauta e osservatrice. In pratica, Caterina ha trasformato un oggetto per rinfrescarsi in un mix tra emoji e status symbol, con tanto di materiali preziosi (avorio, tartaruga, piume) e decorazioni.

    In altre parole: corsetto, tacchi, mutande, profumi e ventaglio non sono solo accessori, ma strumenti con cui Caterina ha costruito la sua immagine, gestito le insicurezze e dettato le regole del gioco a corte.

    Fashion Blogger: Paola Moretti
    Fonte: Treccani, Web
    Immagine: AI
    #500 #AcquaDellaRegina #AcquaDiColonia #acqueProfumate #amoji #avorio #beautyDrop #blackQueen #Blois #CarloIX #CaterinaDeMedici #ClementeVII #content #contentFashion #corsetto #cronacaRosa #CuriositàDiModa #curiositàDiStile #deMedici #DianeDePoitiers #donnaPiùPotenteDiFrancia #donneCheHannoCambiatoLaStoria #donnePotenti #EnricoDOrléans #EnricoII #EnricoIII #erede #essenze #Europa #Fashion #Firenze #FrancescoII #Francia #GiulioDeMedici #guantiProfumati #heightBoost #Iho #influencer #Invenzioni #linguaggioNonVerbale #managerDelPotere #managerDelRegno #Moda #mustHave #mutande #Netfilx #oggettoScenico #PaolaMoretti #PerfettamenteChic #piume #pomander #potere #prodottiSignature #Profumi #Profumiere #Profumo #reginaNera #RenatoBianco #SanBartolomeo #SantaMariaNovella #SapevateChe #scandali #shapewear #Signature #silhouette #silhouetteDaRegina #slip #socialTool #statusSymbol #storia #storiaDeiTacchi #StoriaDellaModa #strumentoDiPotere #Tacchi #TacchiASpillo #tacchiAlti #trend #ventaglio #vitinoDaVespa
  4. Caterina de’ Medici: prima influencer della storia

    Caterina de’ Medici nacque a Firenze nel 1519 con un inizio vita da trama di serie Netflix: orfana prima di compiere un mese, divenne l’unica erede legittima dei Medici e una pedina preziosa nelle strategie di potere familiari. Affidata alla nonna e poi al cardinale Giulio de’ Medici (futuro Clemente VII), crebbe tra conventi, tentativi di rapimento e trasferimenti “di sicurezza”, sviluppando una personalità vigile e cauta: perfetta per chi, secoli dopo, avrebbe fatto la influencer.

    A 14 anni fu “lanciata” sul mercato matrimoniale francese, sposando Enrico, duca d’Orléans: un’unione strategica che portava i Medici nel cuore della monarchia di Francia. A corte era straniera, minuta, riservata e, per dieci anni, sterile: un vero problema di reputazione in un’epoca in cui il “content” si misurava in figli. Poi arrivò Francesco (1544) e, a ruota, altri nove bambini (sette sopravvissuti): da quel momento, ogni mossa politica fu filtrata dall’istinto materno.

    Regina dal 1547, divenne la vera content manager del regno: prima al fianco di Enrico II, poi come reggente durante i regni dei figli Francesco II, Carlo IX ed Enrico III, fu di fatto la donna più potente di Francia (e forse d’Europa) tra il 1559 e il 1576. Il suo obiettivo? Evitare che la Francia collassasse nelle guerre di religione, usando negoziati, matrimoni, editti di tolleranza e, quando serviva, decisioni durissime come il massacro di San Bartolomeo (1572).

    Colta, curiosa e abile nel gestire crisi da “regno in fiamme”, rimase a lungo dipinta come “la regina nera” più che come una pragmatica manager del potere. Morì a Blois nel 1589, a 69 anni, lasciando un’eredità complessa: guerre, intrighi, ma anche un’idea di corte come palcoscenico.

    Proprio quell’idea di lusso, gusto e strategia è la chiave per capire perché tante delle “invenzioni” attribuite a Caterina non siano nate per caso, ma come veri e propri strumenti di posizionamento personale: una ragazza minuta, straniera e a lungo sterile, arrivata in una corte che la guardava con sospetto e la metteva in competizione con la favorita del re, alta, bella e consolidata, Diane de Poitiers. Per ribaltare la situazione e costruire la propria immagine, Caterina trasformò il guardaroba, la bellezza e i gesti quotidiani in vere e proprie mosse di branding: diventando così i suoi primi “prodotti signature”:

    • Corsetto: Caterina non aveva un vitino naturalmente stretto e, in una corte dove l’immagine contava più di un trattato, impose un busto molto modellante per creare una silhouette “da regina”: il primo shapewear come strumento di potere. Risultato? Tutta la corte a fare “oh” davanti a una vita da vespa ottenuta con stecche, colla e tanta forza di volontà (e di cameriere che tiravano le stringhe).
    • Tacchi alti: minuta rispetto al duca e insicura del proprio aspetto, per il matrimonio si fece realizzare scarpe con tacchi (5–7 cm, secondo alcune fonti fino a 10) per sembrare più alta e competere almeno in altezza con Diane de Poitiers: il primo “height boost” trasformato in trend. Da quel giorno, ogni donna che ha passato una serata su un tacco vertiginoso può ringraziare (o incolpare) direttamente Caterina. Se vuoi scoprire come sono nati esattamente i tacchi e come sono diventati un’ossessione femminile, puoi leggere il nostro articolo dedicato alla storia dei tacchi.
    • Mutande: da ottima cavallerizza, Caterina adottò una cavalcata “all’amazzone” modificata, con la gamba destra quasi orizzontale sull’arcione; posizione comoda, ma con il piccolo effetto collaterale di rischiare di mostrare più del dovuto. Per evitare scandali (e puntate di cronaca rosa dell’epoca) diffuse l’uso di mutande strette e attillate, di cotone e fustagno, tanto che a corte le chiamavano “briglie da culo”: da capo “poco onesto” a must-have per nobildonne e, ironia della sorte, poi bandiera delle prostitute.
    • Profumi: infastidita dai cattivi odori e dalla scarsa igiene della Francia dell’epoca (dove i bagni erano opzionali e i pomander obbligatori), portò con sé il profumiere personale Renato Bianco e impose la cultura italiana del profumo: essenze, acque profumate, guanti profumati e flaconi da tasca come primo beauty drop firmato “regina”. L’Acqua della Regina, creata per lei a Santa Maria Novella, fu l’antenata dell’acqua di colonia: praticamente il primo “signature scent” di una influencer senza tempo.
    • Ventaglio: in una corte dove ogni gesto era osservato, il ventaglio divenne un oggetto scenico e un linguaggio non verbale: aprire, chiudere, agitare in modi diversi significava cose diverse, un primo social tool analogico per comunicare senza parlare, perfetto per una sovrana cauta e osservatrice. In pratica, Caterina ha trasformato un oggetto per rinfrescarsi in un mix tra emoji e status symbol, con tanto di materiali preziosi (avorio, tartaruga, piume) e decorazioni.

    In altre parole: corsetto, tacchi, mutande, profumi e ventaglio non sono solo accessori, ma strumenti con cui Caterina ha costruito la sua immagine, gestito le insicurezze e dettato le regole del gioco a corte.

    Fashion Blogger: Paola Moretti
    Fonte: Treccani, Web
    Immagine: AI
    #500 #AcquaDellaRegina #AcquaDiColonia #acqueProfumate #amoji #avorio #beautyDrop #blackQueen #Blois #CarloIX #CaterinaDeMedici #ClementeVII #content #contentFashion #corsetto #cronacaRosa #CuriositàDiModa #curiositàDiStile #deMedici #DianeDePoitiers #donnaPiùPotenteDiFrancia #donneCheHannoCambiatoLaStoria #donnePotenti #EnricoDOrléans #EnricoII #EnricoIII #erede #essenze #Europa #Fashion #Firenze #FrancescoII #Francia #GiulioDeMedici #guantiProfumati #heightBoost #Iho #influencer #Invenzioni #linguaggioNonVerbale #managerDelPotere #managerDelRegno #Moda #mustHave #mutande #Netfilx #oggettoScenico #PaolaMoretti #PerfettamenteChic #piume #pomander #potere #prodottiSignature #Profumi #Profumiere #Profumo #reginaNera #RenatoBianco #SanBartolomeo #SantaMariaNovella #SapevateChe #scandali #shapewear #Signature #silhouette #silhouetteDaRegina #slip #socialTool #statusSymbol #storia #storiaDeiTacchi #StoriaDellaModa #strumentoDiPotere #Tacchi #TacchiASpillo #tacchiAlti #trend #ventaglio #vitinoDaVespa
  5. Caterina de’ Medici: prima influencer della storia

    Caterina de’ Medici nacque a Firenze nel 1519 con un inizio vita da trama di serie Netflix: orfana prima di compiere un mese, divenne l’unica erede legittima dei Medici e una pedina preziosa nelle strategie di potere familiari. Affidata alla nonna e poi al cardinale Giulio de’ Medici (futuro Clemente VII), crebbe tra conventi, tentativi di rapimento e trasferimenti “di sicurezza”, sviluppando una personalità vigile e cauta: perfetta per chi, secoli dopo, avrebbe fatto la influencer.

    A 14 anni fu “lanciata” sul mercato matrimoniale francese, sposando Enrico, duca d’Orléans: un’unione strategica che portava i Medici nel cuore della monarchia di Francia. A corte era straniera, minuta, riservata e, per dieci anni, sterile: un vero problema di reputazione in un’epoca in cui il “content” si misurava in figli. Poi arrivò Francesco (1544) e, a ruota, altri nove bambini (sette sopravvissuti): da quel momento, ogni mossa politica fu filtrata dall’istinto materno.

    Regina dal 1547, divenne la vera content manager del regno: prima al fianco di Enrico II, poi come reggente durante i regni dei figli Francesco II, Carlo IX ed Enrico III, fu di fatto la donna più potente di Francia (e forse d’Europa) tra il 1559 e il 1576. Il suo obiettivo? Evitare che la Francia collassasse nelle guerre di religione, usando negoziati, matrimoni, editti di tolleranza e, quando serviva, decisioni durissime come il massacro di San Bartolomeo (1572).

    Colta, curiosa e abile nel gestire crisi da “regno in fiamme”, rimase a lungo dipinta come “la regina nera” più che come una pragmatica manager del potere. Morì a Blois nel 1589, a 69 anni, lasciando un’eredità complessa: guerre, intrighi, ma anche un’idea di corte come palcoscenico.

    Proprio quell’idea di lusso, gusto e strategia è la chiave per capire perché tante delle “invenzioni” attribuite a Caterina non siano nate per caso, ma come veri e propri strumenti di posizionamento personale: una ragazza minuta, straniera e a lungo sterile, arrivata in una corte che la guardava con sospetto e la metteva in competizione con la favorita del re, alta, bella e consolidata, Diane de Poitiers. Per ribaltare la situazione e costruire la propria immagine, Caterina trasformò il guardaroba, la bellezza e i gesti quotidiani in vere e proprie mosse di branding: diventando così i suoi primi “prodotti signature”:

    • Corsetto: Caterina non aveva un vitino naturalmente stretto e, in una corte dove l’immagine contava più di un trattato, impose un busto molto modellante per creare una silhouette “da regina”: il primo shapewear come strumento di potere. Risultato? Tutta la corte a fare “oh” davanti a una vita da vespa ottenuta con stecche, colla e tanta forza di volontà (e di cameriere che tiravano le stringhe).
    • Tacchi alti: minuta rispetto al duca e insicura del proprio aspetto, per il matrimonio si fece realizzare scarpe con tacchi (5–7 cm, secondo alcune fonti fino a 10) per sembrare più alta e competere almeno in altezza con Diane de Poitiers: il primo “height boost” trasformato in trend. Da quel giorno, ogni donna che ha passato una serata su un tacco vertiginoso può ringraziare (o incolpare) direttamente Caterina. Se vuoi scoprire come sono nati esattamente i tacchi e come sono diventati un’ossessione femminile, puoi leggere il nostro articolo dedicato alla storia dei tacchi.
    • Mutande: da ottima cavallerizza, Caterina adottò una cavalcata “all’amazzone” modificata, con la gamba destra quasi orizzontale sull’arcione; posizione comoda, ma con il piccolo effetto collaterale di rischiare di mostrare più del dovuto. Per evitare scandali (e puntate di cronaca rosa dell’epoca) diffuse l’uso di mutande strette e attillate, di cotone e fustagno, tanto che a corte le chiamavano “briglie da culo”: da capo “poco onesto” a must-have per nobildonne e, ironia della sorte, poi bandiera delle prostitute.
    • Profumi: infastidita dai cattivi odori e dalla scarsa igiene della Francia dell’epoca (dove i bagni erano opzionali e i pomander obbligatori), portò con sé il profumiere personale Renato Bianco e impose la cultura italiana del profumo: essenze, acque profumate, guanti profumati e flaconi da tasca come primo beauty drop firmato “regina”. L’Acqua della Regina, creata per lei a Santa Maria Novella, fu l’antenata dell’acqua di colonia: praticamente il primo “signature scent” di una influencer senza tempo.
    • Ventaglio: in una corte dove ogni gesto era osservato, il ventaglio divenne un oggetto scenico e un linguaggio non verbale: aprire, chiudere, agitare in modi diversi significava cose diverse, un primo social tool analogico per comunicare senza parlare, perfetto per una sovrana cauta e osservatrice. In pratica, Caterina ha trasformato un oggetto per rinfrescarsi in un mix tra emoji e status symbol, con tanto di materiali preziosi (avorio, tartaruga, piume) e decorazioni.

    In altre parole: corsetto, tacchi, mutande, profumi e ventaglio non sono solo accessori, ma strumenti con cui Caterina ha costruito la sua immagine, gestito le insicurezze e dettato le regole del gioco a corte.

    Fashion Blogger: Paola Moretti
    Fonte: Treccani, Web
    Immagine: AI
    #500 #AcquaDellaRegina #AcquaDiColonia #acqueProfumate #amoji #avorio #beautyDrop #blackQueen #Blois #CarloIX #CaterinaDeMedici #ClementeVII #content #contentFashion #corsetto #cronacaRosa #CuriositàDiModa #curiositàDiStile #deMedici #DianeDePoitiers #donnaPiùPotenteDiFrancia #donneCheHannoCambiatoLaStoria #donnePotenti #EnricoDOrléans #EnricoII #EnricoIII #erede #essenze #Europa #Fashion #Firenze #FrancescoII #Francia #GiulioDeMedici #guantiProfumati #heightBoost #Iho #influencer #Invenzioni #linguaggioNonVerbale #managerDelPotere #managerDelRegno #Moda #mustHave #mutande #Netfilx #oggettoScenico #PaolaMoretti #PerfettamenteChic #piume #pomander #potere #prodottiSignature #Profumi #Profumiere #Profumo #reginaNera #RenatoBianco #SanBartolomeo #SantaMariaNovella #SapevateChe #scandali #shapewear #Signature #silhouette #silhouetteDaRegina #slip #socialTool #statusSymbol #storia #storiaDeiTacchi #StoriaDellaModa #strumentoDiPotere #Tacchi #TacchiASpillo #tacchiAlti #trend #ventaglio #vitinoDaVespa
  6. Caterina de’ Medici: prima influencer della storia

    Caterina de’ Medici nacque a Firenze nel 1519 con un inizio vita da trama di serie Netflix: orfana prima di compiere un mese, divenne l’unica erede legittima dei Medici e una pedina preziosa nelle strategie di potere familiari. Affidata alla nonna e poi al cardinale Giulio de’ Medici (futuro Clemente VII), crebbe tra conventi, tentativi di rapimento e trasferimenti “di sicurezza”, sviluppando una personalità vigile e cauta: perfetta per chi, secoli dopo, avrebbe fatto la influencer.

    A 14 anni fu “lanciata” sul mercato matrimoniale francese, sposando Enrico, duca d’Orléans: un’unione strategica che portava i Medici nel cuore della monarchia di Francia. A corte era straniera, minuta, riservata e, per dieci anni, sterile: un vero problema di reputazione in un’epoca in cui il “content” si misurava in figli. Poi arrivò Francesco (1544) e, a ruota, altri nove bambini (sette sopravvissuti): da quel momento, ogni mossa politica fu filtrata dall’istinto materno.

    Regina dal 1547, divenne la vera content manager del regno: prima al fianco di Enrico II, poi come reggente durante i regni dei figli Francesco II, Carlo IX ed Enrico III, fu di fatto la donna più potente di Francia (e forse d’Europa) tra il 1559 e il 1576. Il suo obiettivo? Evitare che la Francia collassasse nelle guerre di religione, usando negoziati, matrimoni, editti di tolleranza e, quando serviva, decisioni durissime come il massacro di San Bartolomeo (1572).

    Colta, curiosa e abile nel gestire crisi da “regno in fiamme”, rimase a lungo dipinta come “la regina nera” più che come una pragmatica manager del potere. Morì a Blois nel 1589, a 69 anni, lasciando un’eredità complessa: guerre, intrighi, ma anche un’idea di corte come palcoscenico.

    Proprio quell’idea di lusso, gusto e strategia è la chiave per capire perché tante delle “invenzioni” attribuite a Caterina non siano nate per caso, ma come veri e propri strumenti di posizionamento personale: una ragazza minuta, straniera e a lungo sterile, arrivata in una corte che la guardava con sospetto e la metteva in competizione con la favorita del re, alta, bella e consolidata, Diane de Poitiers. Per ribaltare la situazione e costruire la propria immagine, Caterina trasformò il guardaroba, la bellezza e i gesti quotidiani in vere e proprie mosse di branding: diventando così i suoi primi “prodotti signature”:

    • Corsetto: Caterina non aveva un vitino naturalmente stretto e, in una corte dove l’immagine contava più di un trattato, impose un busto molto modellante per creare una silhouette “da regina”: il primo shapewear come strumento di potere. Risultato? Tutta la corte a fare “oh” davanti a una vita da vespa ottenuta con stecche, colla e tanta forza di volontà (e di cameriere che tiravano le stringhe).
    • Tacchi alti: minuta rispetto al duca e insicura del proprio aspetto, per il matrimonio si fece realizzare scarpe con tacchi (5–7 cm, secondo alcune fonti fino a 10) per sembrare più alta e competere almeno in altezza con Diane de Poitiers: il primo “height boost” trasformato in trend. Da quel giorno, ogni donna che ha passato una serata su un tacco vertiginoso può ringraziare (o incolpare) direttamente Caterina. Se vuoi scoprire come sono nati esattamente i tacchi e come sono diventati un’ossessione femminile, puoi leggere il nostro articolo dedicato alla storia dei tacchi.
    • Mutande: da ottima cavallerizza, Caterina adottò una cavalcata “all’amazzone” modificata, con la gamba destra quasi orizzontale sull’arcione; posizione comoda, ma con il piccolo effetto collaterale di rischiare di mostrare più del dovuto. Per evitare scandali (e puntate di cronaca rosa dell’epoca) diffuse l’uso di mutande strette e attillate, di cotone e fustagno, tanto che a corte le chiamavano “briglie da culo”: da capo “poco onesto” a must-have per nobildonne e, ironia della sorte, poi bandiera delle prostitute.
    • Profumi: infastidita dai cattivi odori e dalla scarsa igiene della Francia dell’epoca (dove i bagni erano opzionali e i pomander obbligatori), portò con sé il profumiere personale Renato Bianco e impose la cultura italiana del profumo: essenze, acque profumate, guanti profumati e flaconi da tasca come primo beauty drop firmato “regina”. L’Acqua della Regina, creata per lei a Santa Maria Novella, fu l’antenata dell’acqua di colonia: praticamente il primo “signature scent” di una influencer senza tempo.
    • Ventaglio: in una corte dove ogni gesto era osservato, il ventaglio divenne un oggetto scenico e un linguaggio non verbale: aprire, chiudere, agitare in modi diversi significava cose diverse, un primo social tool analogico per comunicare senza parlare, perfetto per una sovrana cauta e osservatrice. In pratica, Caterina ha trasformato un oggetto per rinfrescarsi in un mix tra emoji e status symbol, con tanto di materiali preziosi (avorio, tartaruga, piume) e decorazioni.

    In altre parole: corsetto, tacchi, mutande, profumi e ventaglio non sono solo accessori, ma strumenti con cui Caterina ha costruito la sua immagine, gestito le insicurezze e dettato le regole del gioco a corte.

    Fashion Blogger: Paola Moretti
    Fonte: Treccani, Web
    Immagine: AI
    #500 #AcquaDellaRegina #AcquaDiColonia #acqueProfumate #amoji #avorio #beautyDrop #blackQueen #Blois #CarloIX #CaterinaDeMedici #ClementeVII #content #contentFashion #corsetto #cronacaRosa #CuriositàDiModa #curiositàDiStile #deMedici #DianeDePoitiers #donnaPiùPotenteDiFrancia #donneCheHannoCambiatoLaStoria #donnePotenti #EnricoDOrléans #EnricoII #EnricoIII #erede #essenze #Europa #Fashion #Firenze #FrancescoII #Francia #GiulioDeMedici #guantiProfumati #heightBoost #Iho #influencer #Invenzioni #linguaggioNonVerbale #managerDelPotere #managerDelRegno #Moda #mustHave #mutande #Netfilx #oggettoScenico #PaolaMoretti #PerfettamenteChic #piume #pomander #potere #prodottiSignature #Profumi #Profumiere #Profumo #reginaNera #RenatoBianco #SanBartolomeo #SantaMariaNovella #SapevateChe #scandali #shapewear #Signature #silhouette #silhouetteDaRegina #slip #socialTool #statusSymbol #storia #storiaDeiTacchi #StoriaDellaModa #strumentoDiPotere #Tacchi #TacchiASpillo #tacchiAlti #trend #ventaglio #vitinoDaVespa
  7. FIR Lodged Against ‘Influencer’ Swatantra Bhardwaj Under POSCO Over Rape Threats To Minor, Yet To Be Arrested | India News

    News india FIR Lodged Against ‘Influencer’ Swatantra Bhardwaj Under POSCO Over Rape Threats To Minor, Yet To Be…
    #EuropeSays #Korea #KR #POSCO #CJPprotester #DelhiPolice #detention #influencer #JantarMantarprotests #POCSOAct #SC/STAct #SwatantraBharadwajArrest
    europesays.com/korea/144103/

  8. #ichfassezusammen: #FIFA auflösen und neuen Weltfußballverband gründen – „Ausgebrochene“ KI kann sich vor Verfolgern verstecken – „Cybert“ der #Iran in der #US-Wasserversorgung? – Regieren inzwischen #Influencer oder noch die #Politik? – #Tokio: Führender Drogenhändler wegen Verkaufs von Meth unter #Marktpreis angeklagt – #Patriotlizenzen: #TACO fürchtet, die #Ukraine könnte sich gegen die #USA stellen – #Somalia nicht vergessen – #TACO sieht überall #Invasioren, bald auch vom #Mars

  9. Wednesday, July 29, 2026

    When righteous calls to end the war become warmongering . . . . . Putin no longer holds upper hand in war . . . . . Russian fuel depot of 'national importance' struck in Udmurt Republic . . . . . Ukraine brought back almost 50 children from Russian-occupied territory in July . . . . . and more

    activitypub.writeworks.uk/2026

  10. Sitzen nun in #Köln an der #Rheinpromenade,
    #Hitschies scheint hier irgendnen #Launch zu feiern. Vermutlich was mit #Drachenzungen.

    Und weil Hitschies dann doch etwas bekannter und viraler ist, hat man wohl #Influencer eingeladen. Und so manches Gesicht was hier ansteht kommt mir bekannt vor, zuordnen kann ich es aber nicht.

    K1 ist etwas nervös, es kennt wohl mehr als ich ....

    #Kirmes wurde auf Wunsch der #Kids übrigens gestrichen, wer bin ich diesen Wunsch auszuschlagen!?

    #instagram #TikToK #Pubertier

  11. „Mit Nazis redet man nicht, das mag vor zehn Jahren gestimmt haben“, sagt #Marcant in der Doku #37Grad @ZDF

    Der #Influencer besucht rechtsextreme Demos und stellt Fragen, um zum einen junge Menschen aufzuklären und zu erreichen. Dabei bleibt er offen und wertschätzend, sofern keine menschenfeindlichen Äußerungen getätigt werden, mit Erfolg:

    ZDF #Youtube: youtube.com/watch?v=zxX2rrjXUdI

    #noafd #rechtsextremismus #demokratie #prävention #rechtsextreme #demokratie_verteidigen #nazisraus #marcant

  12. #Millionen-Schaden für #Deutschland? #Finanzamt hat #Influencer im Visier | Die Spur

    Allein im letzten Jahr zahlten Unternehmen in Deutschland über 800 Millionen Euro an #Influencerinnen und #Influencer, damit sie #Werbung machen. Dazu kommen Einnahmen direkt von den Social-Media-Plattformen wie #Instagram, #TikTok oder #YouTube. Content Creator*innen können damit ziemlich viel Geld verdienen. Geld, das versteuert werden muss.

    #diespur

    @diespur

    youtube.com/watch?v=fez8lqx5Ufo

  13. @AwetTesfaiesus

    Wir von der #DiDaySupportCommunity würden niemals Emails an #Politiker #Influencer #Institutionen #Medien die @funfacts_de oder die Sendung mit der Maus schreiben - warum wollen die und der Elefant eigentlich trotzdem nicht hier her lieber @hyperjinx?

    😇 😇 😇

    Und würden Dich oder @SheDrivesMobility oder @_elena auch niemals gute Beispiele dafür nennen, wie toll man im #Fediverse auftreten kann und wie gut das hier ankommt, wenn man z.B. #FediverseFirst postet

    🫣 🫣 🫣

  14. Ja, genau, wenn du in einer absolutistischen #Monarchie ohne Parlament lebst, Migranten dort schlecht behandelt weden und die Rechtssprechung auf der #Scharia beruht, dann sollte man zunächst die wirklich wichtigen Probleme ansprechen:
    #Dubai #Influencer #irankrieg

  15. CW: Der FediDay 2026 11. bis 13 September auf der c-base in Berlin Aufruf zur Einreichung: FediDay 2026 - Einreichungen bis 14.06.2026 23:59 (Europe/Berlin) abschicken

    #NoBot #NoBridge

    Der FediDay 2026
    11. bis 13 September
    auf der c-base in #Berlin

    Aufruf zur Einreichung: FediDay 2026

    -Einreichungen bis 14.06.2026 23:59 (Europe/Berlin) abschicken

    Hier sind einige Beispiele für mögliche Themen und Kategorien:

    NeuHier: Was ist das Fediverse und welche Möglichkeiten bietet es? Wie komme ich am besten an?

    #Politik & Demokratie: Wie können wir Politiker_innen, #Journalist_innen und #Institutionen davon überzeugen, sich im Fediverse zu engagieren und dessen Entwicklung zu unterstützen? Wie können wir das #Fediverse nutzen, um die #Demokratie zu fördern und den #Faschismus zu bekämpfen?

    #Technik & #Entwicklung: Welche #Software benötigt das Fediverse? Wo können wir noch optimieren? Wie können die Benutzererfahrung und das #Onboarding verbessert werden? Wie können #ActivityPub und #ATProto miteinander verbunden werden?

    #Governance & Communities: Wie werden #Instanzen am besten organisiert? Wie können Entscheidungen getroffen werden? Was sind bewährte Verfahren für die #Moderation? Was muss getan werden, um die #Communities zu diversifizieren und unterrepräsentierte Stimmen willkommen zu heißen?

    #Regulierung & #Recht: Welche rechtlichen Fragen gibt es? Wie kann das Fediverse in der digitalen Regulierung berücksichtigt werden? Brauchen wir ein Fediverse-Verbot für junge Menschen und Mechanismen zur Altersüberprüfung?

    Inhalte & #Medien: Welche Möglichkeiten haben #KünstlerInnen und Darsteller_innen, Content-Ersteller_innen und #Influencer, #Medienunternehmen und öffentlich-rechtliche #Rundfunkanstalten in Bezug auf #Reichweite und #Monetarisierung? Welche Kennzahlen sind im Fediverse wichtig?

    #Forschung & #Archivierung: Mit welchen Methoden kann man #Forschung zum Fediverse betreiben? Was sagt die #Soziologie über die sozialen #Dynamiken im Fediverse im Vergleich zu Big-Tech-Medien? Sollte das Fediverse selbst ein #Archiv für #Wissen und #Wissenschaft sein?

    Vorschläge

    Berichtet von Euren Best #Practices, #Erfahrungen und #Ideen!

    Egal, ob Ihr schon lange dabei seid oder #NeuHier, wir freuen uns auf Eure Einreichungen.

    Wir möchten auch ausdrücklich Gruppen ermutigen, die oft marginalisiert werden, insbesondere #FLINTA*, junge Menschen, #migrantischeCommunities und Perspektiven aus aller Welt, insbesondere von außerhalb Westeuropas. Wir bemühen uns, alle Menschen einzubeziehen, und bitten Euch, uns Eure Bedürfnisse mitzuteilen.

    Wir haben keine festen Themenbereiche / Tracks – wir kuratieren nach der Einreichung...
    Bitte gebt uns drei #Hashtags für Euren Vortrag. Wenn Ihr Fragen habt, könnt Ihr Euch gerne an uns wenden, damit wir bei Eurem Vorschlag helfen können.

    Du kannst Einreichungen bis 14.06.2026 23:59 (Europe/Berlin) abschicken – noch 2 Monate.

    FediDay 2026 :: pretalx

    ctalx.c-base.org/fediday-2026/

    Das Fediverse ist keine Plattform – es ist ein eigenes Universum. Es führt Microblogging und Longreads, Videoclips und Bilder, Podcasts und Musik und vieles mehr zusammen. Es läuft auf unterschiedlicher Software und wird von verschiedenen Communities betrieben, aber alle sind durch offene Protokolle miteinander verbunden. Was es zusammenhält, ist kein Unternehmen oder Geschäftsmodell – es ist ein gemeinsames Ideal davon, wie wir online kommunizieren und wer die Kontrolle darüber hat.

    Immer mehr Menschen fragen sich, wo ihre Daten gespeichert werden, wem ihre Feeds gehören und ob es eine Alternative gibt zu den kommerziellen Plattformen, denen sie nicht mehr vertrauen. Der FediDay ist eine Konferenz, bei der Menschen zusammenkommen, denen diese Fragen wichtig sind – um von ihren Erfahrungen zu berichten, um Code weiterzuentwickeln, zu diskutieren und laut nachzudenken, um gemeinsam Lösungen zu finden.

    Vielleicht bist Du bereits auf Mastodon, Pixelfed oder PeerTube unterwegs. Vielleicht berühren dezentrale soziale Medien Deine Arbeit, ohne dass Du Dir dessen bewusst bist.

    So oder so: Wenn Du etwas zu sagen, vorzustellen oder zu fragen hast, laden wir Dich herzlich ein – Entwickler_innen, Forscher_innen, Journalist_innen, Jurist_innen, Künstler_innen und alle drumherum.

    Das Fediverse und die ATProto/Bluesky-Community sind sich nicht immer einig – und das ist in Ordnung. Wir laden zum Dialog ein, insbesondere mit denen, die Brücken zwischen unseren Welten bauen.

    Der FediDay 2026 findet vom 11. bis 13 September auf der #cbase in Berlin statt – einem #Hackerspace, der sich in den Trümmern einer #Raumstation befindet, die vor 3,5 Milliarden Jahren hier abgestürzt ist. Wir beginnen am Freitagabend mit einem #Empfang zum Kennenlernen, und setzen die #Veranstaltung am Samstag und Sonntag parallel auf drei Bühnen fort.

  16. CW: Der FediDay 2026 11. bis 13 September auf der c-base in Berlin Aufruf zur Einreichung: FediDay 2026 - Einreichungen bis 14.06.2026 23:59 (Europe/Berlin) abschicken

    #NoBot #NoBridge

    Der FediDay 2026
    11. bis 13 September
    auf der c-base in #Berlin

    Aufruf zur Einreichung: FediDay 2026

    -Einreichungen bis 14.06.2026 23:59 (Europe/Berlin) abschicken

    Hier sind einige Beispiele für mögliche Themen und Kategorien:

    NeuHier: Was ist das Fediverse und welche Möglichkeiten bietet es? Wie komme ich am besten an?

    #Politik & Demokratie: Wie können wir Politiker_innen, #Journalist_innen und #Institutionen davon überzeugen, sich im Fediverse zu engagieren und dessen Entwicklung zu unterstützen? Wie können wir das #Fediverse nutzen, um die #Demokratie zu fördern und den #Faschismus zu bekämpfen?

    #Technik & #Entwicklung: Welche #Software benötigt das Fediverse? Wo können wir noch optimieren? Wie können die Benutzererfahrung und das #Onboarding verbessert werden? Wie können #ActivityPub und #ATProto miteinander verbunden werden?

    #Governance & Communities: Wie werden #Instanzen am besten organisiert? Wie können Entscheidungen getroffen werden? Was sind bewährte Verfahren für die #Moderation? Was muss getan werden, um die #Communities zu diversifizieren und unterrepräsentierte Stimmen willkommen zu heißen?

    #Regulierung & #Recht: Welche rechtlichen Fragen gibt es? Wie kann das Fediverse in der digitalen Regulierung berücksichtigt werden? Brauchen wir ein Fediverse-Verbot für junge Menschen und Mechanismen zur Altersüberprüfung?

    Inhalte & #Medien: Welche Möglichkeiten haben #KünstlerInnen und Darsteller_innen, Content-Ersteller_innen und #Influencer, #Medienunternehmen und öffentlich-rechtliche #Rundfunkanstalten in Bezug auf #Reichweite und #Monetarisierung? Welche Kennzahlen sind im Fediverse wichtig?

    #Forschung & #Archivierung: Mit welchen Methoden kann man #Forschung zum Fediverse betreiben? Was sagt die #Soziologie über die sozialen #Dynamiken im Fediverse im Vergleich zu Big-Tech-Medien? Sollte das Fediverse selbst ein #Archiv für #Wissen und #Wissenschaft sein?

    Vorschläge

    Berichtet von Euren Best #Practices, #Erfahrungen und #Ideen!

    Egal, ob Ihr schon lange dabei seid oder #NeuHier, wir freuen uns auf Eure Einreichungen.

    Wir möchten auch ausdrücklich Gruppen ermutigen, die oft marginalisiert werden, insbesondere #FLINTA*, junge Menschen, #migrantischeCommunities und Perspektiven aus aller Welt, insbesondere von außerhalb Westeuropas. Wir bemühen uns, alle Menschen einzubeziehen, und bitten Euch, uns Eure Bedürfnisse mitzuteilen.

    Wir haben keine festen Themenbereiche / Tracks – wir kuratieren nach der Einreichung...
    Bitte gebt uns drei #Hashtags für Euren Vortrag. Wenn Ihr Fragen habt, könnt Ihr Euch gerne an uns wenden, damit wir bei Eurem Vorschlag helfen können.

    Du kannst Einreichungen bis 14.06.2026 23:59 (Europe/Berlin) abschicken – noch 2 Monate.

    FediDay 2026 :: pretalx

    ctalx.c-base.org/fediday-2026/

    Das Fediverse ist keine Plattform – es ist ein eigenes Universum. Es führt Microblogging und Longreads, Videoclips und Bilder, Podcasts und Musik und vieles mehr zusammen. Es läuft auf unterschiedlicher Software und wird von verschiedenen Communities betrieben, aber alle sind durch offene Protokolle miteinander verbunden. Was es zusammenhält, ist kein Unternehmen oder Geschäftsmodell – es ist ein gemeinsames Ideal davon, wie wir online kommunizieren und wer die Kontrolle darüber hat.

    Immer mehr Menschen fragen sich, wo ihre Daten gespeichert werden, wem ihre Feeds gehören und ob es eine Alternative gibt zu den kommerziellen Plattformen, denen sie nicht mehr vertrauen. Der FediDay ist eine Konferenz, bei der Menschen zusammenkommen, denen diese Fragen wichtig sind – um von ihren Erfahrungen zu berichten, um Code weiterzuentwickeln, zu diskutieren und laut nachzudenken, um gemeinsam Lösungen zu finden.

    Vielleicht bist Du bereits auf Mastodon, Pixelfed oder PeerTube unterwegs. Vielleicht berühren dezentrale soziale Medien Deine Arbeit, ohne dass Du Dir dessen bewusst bist.

    So oder so: Wenn Du etwas zu sagen, vorzustellen oder zu fragen hast, laden wir Dich herzlich ein – Entwickler_innen, Forscher_innen, Journalist_innen, Jurist_innen, Künstler_innen und alle drumherum.

    Das Fediverse und die ATProto/Bluesky-Community sind sich nicht immer einig – und das ist in Ordnung. Wir laden zum Dialog ein, insbesondere mit denen, die Brücken zwischen unseren Welten bauen.

    Der FediDay 2026 findet vom 11. bis 13 September auf der #cbase in Berlin statt – einem #Hackerspace, der sich in den Trümmern einer #Raumstation befindet, die vor 3,5 Milliarden Jahren hier abgestürzt ist. Wir beginnen am Freitagabend mit einem #Empfang zum Kennenlernen, und setzen die #Veranstaltung am Samstag und Sonntag parallel auf drei Bühnen fort.

  17. Raketen am Himmel, aber Hauptsache das Mikrobiom bleibt stabil. Während über Dubai Drohnen abgefangen werden, läuft unten der Rabattcode des Krieges. Krisenreportage, Darmbakterien und BH-Deal: Was für eine Story! Wir sind gerettet - der Influencer-Journalismus ist schon vor Ort.#Unterhaltung #Dubai #SocialMedia #Influencer #Krieg #Luftangriffe #PromiNews #KriegeundKonflikte #Iran
    Promikolumne: Dubai-Influencerin Ina Aogo, Raketen und eine gesunde Darmflora
  18. Biodata dan Video Viral Mary Lite Lamayo Seleb TikTok Terviral

    #Terviral - #Mary #Lite #Lamayo adalah seorang #content #creator / #influencer asal #Filipina yang aktif di #TikTok, #Instagram, #YouTube, dan #media sosial lainnya. Dia dikenal karena konten lip-sync, dance, vlog, dan video-video yang bisa mengundang kontroversi publik. Mary Lite punya basis penggemar yang cukup besar dan menjadi salah satu figur publik yang namanya pernah menjadi trending di komunitas…

    terviral.id/biodata-dan-video-

  19. Offenbar wurde in letzter Zeit der Vorsitz der #UNGeneralversammlung *immer* an Ex-Außenminister:innen vergeben. Hier stand aber niemand Betreffendes zur Verfügung. Wohl deshalb stand stattdessen die renommierte Diplomatin #HelgaSchmid zur Diskussion. Durch die Neuwahl aber änderte sich die Situation plötzlich: Außenministerin #Baerbock wurde frei und steht für den Posten zur Verfügung.

    Das scheint aber beim Gift-Verspritzen nur zu stören. #presse #influencer #socialMedia #patriachy #feminismus

  20. #SocialMedia – Time To Say Goodbye?!
    … Für manche ist jetzt der Punkt zur #Abkehr erreicht, in Zeiten, in denen amerikanische Tech-#Milliardäre über social media auf die deutsche Politik Einfluss nehmen oder „#Influencer“ jungen Männern ein gefährliches Männerbild anpreisen …
    hr-inforadio.de/podcast/der-ta

    #hrinfo #podcast #hr #derTag

  21. >Influencer kommt nach Raketen-Abschuss in Untersuchungshaft

    rbb24.de/panorama/beitrag/2025

    >Gegen den Webvideo-Produzenten, der an #Silvester eine #Rakete in eine Berliner Wohnung geschossen hat, ist Haftbefehl erlassen worden. Die Staatsanwaltschaft wirft ihm unter anderem versuchte schwere #Brandstiftung vor.

    Nun auch offizieller und nicht nur über Trash-Nachrichtensender #NTV und dessen Web-Auftritt.

    #Influencer rafft es nicht, was er angetan hat und entschuldigt sowie relativiert die schwere seiner Tat mit den Worten:
    >»Wir haben das persönlich geklärt.« sowie »Von Araber zu Araber, von Angesicht zu Angesicht.«

    Generell scheint der 'gute Mann, sehr wenig Hirn zu besitzen und sich deshalb m.b.M.n. rassistisch zu äußern, wenn er sich äußert:
    >»Was will die Polizei denn von mir? Denken die, ich bin ein Flüchtling?"«

    So einer würde garantiert auch #AfD wählen.

    #Böllerverbot #BöllerverbotJetzt #Younes

  22. >Raketen-Influencer versteht die Wut der Deutschen nicht

    n-tv.de/panorama/Raketen-Influ

    >In der #Silvesternacht schießt Atallah #Younes anscheinend bewusst eine Rakete in ein Kinderzimmer. Es wird niemand verletzt, doch die Empörung ist groß. Der #Influencer entschuldigt sich, versteht aber die Ermittlungen nicht. Deutschland hält er für ein rassistisches Land, das er endlich verlassen kann.

    An Dummheit und Frechheit kaum zu übertreffen. 🙈💩

    #BöllerverbotJetzt #Böllerverbot

  23. Fünf Monate Apple Vision Pro – Ein Fazit
    Fünf Monate nutzt Michi nun die Apple Vision Pro. Passend zum Deutschland Start zieht er ein Fazit in einem neuen YouTube Video.

    Der Start der Apple Vision Pro in den USA war zunächst von einem steigen Hype gekennzeichnet. Dieser ebbte jedoch ziemlich schnell ab, nachd
    apfeltalk.de/magazin/news/fuen
    #ApfeltalkVideo #News #Vision #AppleVisionPro #Erfahrungen #Fazit #Influencer #Verkaufsstart

  24. A huge disruptive event has taken place in critical national infrastructure. Bemoan chronic underinvestment, lack of modernization, and oversaturation of largely antiquated systems?

    Lol, hell no, insult the people trying to fix shit and anyone "stupid" enough to work in critical federal work roles! 🙃 #infosec #influencer #ThisFuckingGuy