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  1. With delays and distractions, is tennis losing at the U.S. Open?

    NEW YORK — Matches ending past 2 a.m. The unending din inside Arthur Ashe and Louis Armstrong stadiums. Social media…
    #Tennis #News #a.m. #ArthurAshe #atmosphere #event #influencer #late-night #match #NAOMIOSAKA #no. #noise #Sport #thursday #tournament #u.s.openchampion
    europesays.com/tennis/67207/

  2. Caterina de’ Medici: prima influencer della storia

    Caterina de’ Medici nacque a Firenze nel 1519 con un inizio vita da trama di serie Netflix: orfana prima di compiere un mese, divenne l’unica erede legittima dei Medici e una pedina preziosa nelle strategie di potere familiari. Affidata alla nonna e poi al cardinale Giulio de’ Medici (futuro Clemente VII), crebbe tra conventi, tentativi di rapimento e trasferimenti “di sicurezza”, sviluppando una personalità vigile e cauta: perfetta per chi, secoli dopo, avrebbe fatto la influencer.

    A 14 anni fu “lanciata” sul mercato matrimoniale francese, sposando Enrico, duca d’Orléans: un’unione strategica che portava i Medici nel cuore della monarchia di Francia. A corte era straniera, minuta, riservata e, per dieci anni, sterile: un vero problema di reputazione in un’epoca in cui il “content” si misurava in figli. Poi arrivò Francesco (1544) e, a ruota, altri nove bambini (sette sopravvissuti): da quel momento, ogni mossa politica fu filtrata dall’istinto materno.

    Regina dal 1547, divenne la vera content manager del regno: prima al fianco di Enrico II, poi come reggente durante i regni dei figli Francesco II, Carlo IX ed Enrico III, fu di fatto la donna più potente di Francia (e forse d’Europa) tra il 1559 e il 1576. Il suo obiettivo? Evitare che la Francia collassasse nelle guerre di religione, usando negoziati, matrimoni, editti di tolleranza e, quando serviva, decisioni durissime come il massacro di San Bartolomeo (1572).

    Colta, curiosa e abile nel gestire crisi da “regno in fiamme”, rimase a lungo dipinta come “la regina nera” più che come una pragmatica manager del potere. Morì a Blois nel 1589, a 69 anni, lasciando un’eredità complessa: guerre, intrighi, ma anche un’idea di corte come palcoscenico.

    Proprio quell’idea di lusso, gusto e strategia è la chiave per capire perché tante delle “invenzioni” attribuite a Caterina non siano nate per caso, ma come veri e propri strumenti di posizionamento personale: una ragazza minuta, straniera e a lungo sterile, arrivata in una corte che la guardava con sospetto e la metteva in competizione con la favorita del re, alta, bella e consolidata, Diane de Poitiers. Per ribaltare la situazione e costruire la propria immagine, Caterina trasformò il guardaroba, la bellezza e i gesti quotidiani in vere e proprie mosse di branding: diventando così i suoi primi “prodotti signature”:

    • Corsetto: Caterina non aveva un vitino naturalmente stretto e, in una corte dove l’immagine contava più di un trattato, impose un busto molto modellante per creare una silhouette “da regina”: il primo shapewear come strumento di potere. Risultato? Tutta la corte a fare “oh” davanti a una vita da vespa ottenuta con stecche, colla e tanta forza di volontà (e di cameriere che tiravano le stringhe).
    • Tacchi alti: minuta rispetto al duca e insicura del proprio aspetto, per il matrimonio si fece realizzare scarpe con tacchi (5–7 cm, secondo alcune fonti fino a 10) per sembrare più alta e competere almeno in altezza con Diane de Poitiers: il primo “height boost” trasformato in trend. Da quel giorno, ogni donna che ha passato una serata su un tacco vertiginoso può ringraziare (o incolpare) direttamente Caterina. Se vuoi scoprire come sono nati esattamente i tacchi e come sono diventati un’ossessione femminile, puoi leggere il nostro articolo dedicato alla storia dei tacchi.
    • Mutande: da ottima cavallerizza, Caterina adottò una cavalcata “all’amazzone” modificata, con la gamba destra quasi orizzontale sull’arcione; posizione comoda, ma con il piccolo effetto collaterale di rischiare di mostrare più del dovuto. Per evitare scandali (e puntate di cronaca rosa dell’epoca) diffuse l’uso di mutande strette e attillate, di cotone e fustagno, tanto che a corte le chiamavano “briglie da culo”: da capo “poco onesto” a must-have per nobildonne e, ironia della sorte, poi bandiera delle prostitute.
    • Profumi: infastidita dai cattivi odori e dalla scarsa igiene della Francia dell’epoca (dove i bagni erano opzionali e i pomander obbligatori), portò con sé il profumiere personale Renato Bianco e impose la cultura italiana del profumo: essenze, acque profumate, guanti profumati e flaconi da tasca come primo beauty drop firmato “regina”. L’Acqua della Regina, creata per lei a Santa Maria Novella, fu l’antenata dell’acqua di colonia: praticamente il primo “signature scent” di una influencer senza tempo.
    • Ventaglio: in una corte dove ogni gesto era osservato, il ventaglio divenne un oggetto scenico e un linguaggio non verbale: aprire, chiudere, agitare in modi diversi significava cose diverse, un primo social tool analogico per comunicare senza parlare, perfetto per una sovrana cauta e osservatrice. In pratica, Caterina ha trasformato un oggetto per rinfrescarsi in un mix tra emoji e status symbol, con tanto di materiali preziosi (avorio, tartaruga, piume) e decorazioni.

    In altre parole: corsetto, tacchi, mutande, profumi e ventaglio non sono solo accessori, ma strumenti con cui Caterina ha costruito la sua immagine, gestito le insicurezze e dettato le regole del gioco a corte.

    Fashion Blogger: Paola Moretti
    Fonte: Treccani, Web
    Immagine: AI
    #500 #AcquaDellaRegina #AcquaDiColonia #acqueProfumate #amoji #avorio #beautyDrop #blackQueen #Blois #CarloIX #CaterinaDeMedici #ClementeVII #content #contentFashion #corsetto #cronacaRosa #CuriositàDiModa #curiositàDiStile #deMedici #DianeDePoitiers #donnaPiùPotenteDiFrancia #donneCheHannoCambiatoLaStoria #donnePotenti #EnricoDOrléans #EnricoII #EnricoIII #erede #essenze #Europa #Fashion #Firenze #FrancescoII #Francia #GiulioDeMedici #guantiProfumati #heightBoost #Iho #influencer #Invenzioni #linguaggioNonVerbale #managerDelPotere #managerDelRegno #Moda #mustHave #mutande #Netfilx #oggettoScenico #PaolaMoretti #PerfettamenteChic #piume #pomander #potere #prodottiSignature #Profumi #Profumiere #Profumo #reginaNera #RenatoBianco #SanBartolomeo #SantaMariaNovella #SapevateChe #scandali #shapewear #Signature #silhouette #silhouetteDaRegina #slip #socialTool #statusSymbol #storia #storiaDeiTacchi #StoriaDellaModa #strumentoDiPotere #Tacchi #TacchiASpillo #tacchiAlti #trend #ventaglio #vitinoDaVespa
  3. Caterina de’ Medici: prima influencer della storia

    Caterina de’ Medici nacque a Firenze nel 1519 con un inizio vita da trama di serie Netflix: orfana prima di compiere un mese, divenne l’unica erede legittima dei Medici e una pedina preziosa nelle strategie di potere familiari. Affidata alla nonna e poi al cardinale Giulio de’ Medici (futuro Clemente VII), crebbe tra conventi, tentativi di rapimento e trasferimenti “di sicurezza”, sviluppando una personalità vigile e cauta: perfetta per chi, secoli dopo, avrebbe fatto la influencer.

    A 14 anni fu “lanciata” sul mercato matrimoniale francese, sposando Enrico, duca d’Orléans: un’unione strategica che portava i Medici nel cuore della monarchia di Francia. A corte era straniera, minuta, riservata e, per dieci anni, sterile: un vero problema di reputazione in un’epoca in cui il “content” si misurava in figli. Poi arrivò Francesco (1544) e, a ruota, altri nove bambini (sette sopravvissuti): da quel momento, ogni mossa politica fu filtrata dall’istinto materno.

    Regina dal 1547, divenne la vera content manager del regno: prima al fianco di Enrico II, poi come reggente durante i regni dei figli Francesco II, Carlo IX ed Enrico III, fu di fatto la donna più potente di Francia (e forse d’Europa) tra il 1559 e il 1576. Il suo obiettivo? Evitare che la Francia collassasse nelle guerre di religione, usando negoziati, matrimoni, editti di tolleranza e, quando serviva, decisioni durissime come il massacro di San Bartolomeo (1572).

    Colta, curiosa e abile nel gestire crisi da “regno in fiamme”, rimase a lungo dipinta come “la regina nera” più che come una pragmatica manager del potere. Morì a Blois nel 1589, a 69 anni, lasciando un’eredità complessa: guerre, intrighi, ma anche un’idea di corte come palcoscenico.

    Proprio quell’idea di lusso, gusto e strategia è la chiave per capire perché tante delle “invenzioni” attribuite a Caterina non siano nate per caso, ma come veri e propri strumenti di posizionamento personale: una ragazza minuta, straniera e a lungo sterile, arrivata in una corte che la guardava con sospetto e la metteva in competizione con la favorita del re, alta, bella e consolidata, Diane de Poitiers. Per ribaltare la situazione e costruire la propria immagine, Caterina trasformò il guardaroba, la bellezza e i gesti quotidiani in vere e proprie mosse di branding: diventando così i suoi primi “prodotti signature”:

    • Corsetto: Caterina non aveva un vitino naturalmente stretto e, in una corte dove l’immagine contava più di un trattato, impose un busto molto modellante per creare una silhouette “da regina”: il primo shapewear come strumento di potere. Risultato? Tutta la corte a fare “oh” davanti a una vita da vespa ottenuta con stecche, colla e tanta forza di volontà (e di cameriere che tiravano le stringhe).
    • Tacchi alti: minuta rispetto al duca e insicura del proprio aspetto, per il matrimonio si fece realizzare scarpe con tacchi (5–7 cm, secondo alcune fonti fino a 10) per sembrare più alta e competere almeno in altezza con Diane de Poitiers: il primo “height boost” trasformato in trend. Da quel giorno, ogni donna che ha passato una serata su un tacco vertiginoso può ringraziare (o incolpare) direttamente Caterina. Se vuoi scoprire come sono nati esattamente i tacchi e come sono diventati un’ossessione femminile, puoi leggere il nostro articolo dedicato alla storia dei tacchi.
    • Mutande: da ottima cavallerizza, Caterina adottò una cavalcata “all’amazzone” modificata, con la gamba destra quasi orizzontale sull’arcione; posizione comoda, ma con il piccolo effetto collaterale di rischiare di mostrare più del dovuto. Per evitare scandali (e puntate di cronaca rosa dell’epoca) diffuse l’uso di mutande strette e attillate, di cotone e fustagno, tanto che a corte le chiamavano “briglie da culo”: da capo “poco onesto” a must-have per nobildonne e, ironia della sorte, poi bandiera delle prostitute.
    • Profumi: infastidita dai cattivi odori e dalla scarsa igiene della Francia dell’epoca (dove i bagni erano opzionali e i pomander obbligatori), portò con sé il profumiere personale Renato Bianco e impose la cultura italiana del profumo: essenze, acque profumate, guanti profumati e flaconi da tasca come primo beauty drop firmato “regina”. L’Acqua della Regina, creata per lei a Santa Maria Novella, fu l’antenata dell’acqua di colonia: praticamente il primo “signature scent” di una influencer senza tempo.
    • Ventaglio: in una corte dove ogni gesto era osservato, il ventaglio divenne un oggetto scenico e un linguaggio non verbale: aprire, chiudere, agitare in modi diversi significava cose diverse, un primo social tool analogico per comunicare senza parlare, perfetto per una sovrana cauta e osservatrice. In pratica, Caterina ha trasformato un oggetto per rinfrescarsi in un mix tra emoji e status symbol, con tanto di materiali preziosi (avorio, tartaruga, piume) e decorazioni.

    In altre parole: corsetto, tacchi, mutande, profumi e ventaglio non sono solo accessori, ma strumenti con cui Caterina ha costruito la sua immagine, gestito le insicurezze e dettato le regole del gioco a corte.

    Fashion Blogger: Paola Moretti
    Fonte: Treccani, Web
    Immagine: AI
    #500 #AcquaDellaRegina #AcquaDiColonia #acqueProfumate #amoji #avorio #beautyDrop #blackQueen #Blois #CarloIX #CaterinaDeMedici #ClementeVII #content #contentFashion #corsetto #cronacaRosa #CuriositàDiModa #curiositàDiStile #deMedici #DianeDePoitiers #donnaPiùPotenteDiFrancia #donneCheHannoCambiatoLaStoria #donnePotenti #EnricoDOrléans #EnricoII #EnricoIII #erede #essenze #Europa #Fashion #Firenze #FrancescoII #Francia #GiulioDeMedici #guantiProfumati #heightBoost #Iho #influencer #Invenzioni #linguaggioNonVerbale #managerDelPotere #managerDelRegno #Moda #mustHave #mutande #Netfilx #oggettoScenico #PaolaMoretti #PerfettamenteChic #piume #pomander #potere #prodottiSignature #Profumi #Profumiere #Profumo #reginaNera #RenatoBianco #SanBartolomeo #SantaMariaNovella #SapevateChe #scandali #shapewear #Signature #silhouette #silhouetteDaRegina #slip #socialTool #statusSymbol #storia #storiaDeiTacchi #StoriaDellaModa #strumentoDiPotere #Tacchi #TacchiASpillo #tacchiAlti #trend #ventaglio #vitinoDaVespa
  4. Caterina de’ Medici: prima influencer della storia

    Caterina de’ Medici nacque a Firenze nel 1519 con un inizio vita da trama di serie Netflix: orfana prima di compiere un mese, divenne l’unica erede legittima dei Medici e una pedina preziosa nelle strategie di potere familiari. Affidata alla nonna e poi al cardinale Giulio de’ Medici (futuro Clemente VII), crebbe tra conventi, tentativi di rapimento e trasferimenti “di sicurezza”, sviluppando una personalità vigile e cauta: perfetta per chi, secoli dopo, avrebbe fatto la influencer.

    A 14 anni fu “lanciata” sul mercato matrimoniale francese, sposando Enrico, duca d’Orléans: un’unione strategica che portava i Medici nel cuore della monarchia di Francia. A corte era straniera, minuta, riservata e, per dieci anni, sterile: un vero problema di reputazione in un’epoca in cui il “content” si misurava in figli. Poi arrivò Francesco (1544) e, a ruota, altri nove bambini (sette sopravvissuti): da quel momento, ogni mossa politica fu filtrata dall’istinto materno.

    Regina dal 1547, divenne la vera content manager del regno: prima al fianco di Enrico II, poi come reggente durante i regni dei figli Francesco II, Carlo IX ed Enrico III, fu di fatto la donna più potente di Francia (e forse d’Europa) tra il 1559 e il 1576. Il suo obiettivo? Evitare che la Francia collassasse nelle guerre di religione, usando negoziati, matrimoni, editti di tolleranza e, quando serviva, decisioni durissime come il massacro di San Bartolomeo (1572).

    Colta, curiosa e abile nel gestire crisi da “regno in fiamme”, rimase a lungo dipinta come “la regina nera” più che come una pragmatica manager del potere. Morì a Blois nel 1589, a 69 anni, lasciando un’eredità complessa: guerre, intrighi, ma anche un’idea di corte come palcoscenico.

    Proprio quell’idea di lusso, gusto e strategia è la chiave per capire perché tante delle “invenzioni” attribuite a Caterina non siano nate per caso, ma come veri e propri strumenti di posizionamento personale: una ragazza minuta, straniera e a lungo sterile, arrivata in una corte che la guardava con sospetto e la metteva in competizione con la favorita del re, alta, bella e consolidata, Diane de Poitiers. Per ribaltare la situazione e costruire la propria immagine, Caterina trasformò il guardaroba, la bellezza e i gesti quotidiani in vere e proprie mosse di branding: diventando così i suoi primi “prodotti signature”:

    • Corsetto: Caterina non aveva un vitino naturalmente stretto e, in una corte dove l’immagine contava più di un trattato, impose un busto molto modellante per creare una silhouette “da regina”: il primo shapewear come strumento di potere. Risultato? Tutta la corte a fare “oh” davanti a una vita da vespa ottenuta con stecche, colla e tanta forza di volontà (e di cameriere che tiravano le stringhe).
    • Tacchi alti: minuta rispetto al duca e insicura del proprio aspetto, per il matrimonio si fece realizzare scarpe con tacchi (5–7 cm, secondo alcune fonti fino a 10) per sembrare più alta e competere almeno in altezza con Diane de Poitiers: il primo “height boost” trasformato in trend. Da quel giorno, ogni donna che ha passato una serata su un tacco vertiginoso può ringraziare (o incolpare) direttamente Caterina. Se vuoi scoprire come sono nati esattamente i tacchi e come sono diventati un’ossessione femminile, puoi leggere il nostro articolo dedicato alla storia dei tacchi.
    • Mutande: da ottima cavallerizza, Caterina adottò una cavalcata “all’amazzone” modificata, con la gamba destra quasi orizzontale sull’arcione; posizione comoda, ma con il piccolo effetto collaterale di rischiare di mostrare più del dovuto. Per evitare scandali (e puntate di cronaca rosa dell’epoca) diffuse l’uso di mutande strette e attillate, di cotone e fustagno, tanto che a corte le chiamavano “briglie da culo”: da capo “poco onesto” a must-have per nobildonne e, ironia della sorte, poi bandiera delle prostitute.
    • Profumi: infastidita dai cattivi odori e dalla scarsa igiene della Francia dell’epoca (dove i bagni erano opzionali e i pomander obbligatori), portò con sé il profumiere personale Renato Bianco e impose la cultura italiana del profumo: essenze, acque profumate, guanti profumati e flaconi da tasca come primo beauty drop firmato “regina”. L’Acqua della Regina, creata per lei a Santa Maria Novella, fu l’antenata dell’acqua di colonia: praticamente il primo “signature scent” di una influencer senza tempo.
    • Ventaglio: in una corte dove ogni gesto era osservato, il ventaglio divenne un oggetto scenico e un linguaggio non verbale: aprire, chiudere, agitare in modi diversi significava cose diverse, un primo social tool analogico per comunicare senza parlare, perfetto per una sovrana cauta e osservatrice. In pratica, Caterina ha trasformato un oggetto per rinfrescarsi in un mix tra emoji e status symbol, con tanto di materiali preziosi (avorio, tartaruga, piume) e decorazioni.

    In altre parole: corsetto, tacchi, mutande, profumi e ventaglio non sono solo accessori, ma strumenti con cui Caterina ha costruito la sua immagine, gestito le insicurezze e dettato le regole del gioco a corte.

    Fashion Blogger: Paola Moretti
    Fonte: Treccani, Web
    Immagine: AI
    #500 #AcquaDellaRegina #AcquaDiColonia #acqueProfumate #amoji #avorio #beautyDrop #blackQueen #Blois #CarloIX #CaterinaDeMedici #ClementeVII #content #contentFashion #corsetto #cronacaRosa #CuriositàDiModa #curiositàDiStile #deMedici #DianeDePoitiers #donnaPiùPotenteDiFrancia #donneCheHannoCambiatoLaStoria #donnePotenti #EnricoDOrléans #EnricoII #EnricoIII #erede #essenze #Europa #Fashion #Firenze #FrancescoII #Francia #GiulioDeMedici #guantiProfumati #heightBoost #Iho #influencer #Invenzioni #linguaggioNonVerbale #managerDelPotere #managerDelRegno #Moda #mustHave #mutande #Netfilx #oggettoScenico #PaolaMoretti #PerfettamenteChic #piume #pomander #potere #prodottiSignature #Profumi #Profumiere #Profumo #reginaNera #RenatoBianco #SanBartolomeo #SantaMariaNovella #SapevateChe #scandali #shapewear #Signature #silhouette #silhouetteDaRegina #slip #socialTool #statusSymbol #storia #storiaDeiTacchi #StoriaDellaModa #strumentoDiPotere #Tacchi #TacchiASpillo #tacchiAlti #trend #ventaglio #vitinoDaVespa
  5. Caterina de’ Medici: prima influencer della storia

    Caterina de’ Medici nacque a Firenze nel 1519 con un inizio vita da trama di serie Netflix: orfana prima di compiere un mese, divenne l’unica erede legittima dei Medici e una pedina preziosa nelle strategie di potere familiari. Affidata alla nonna e poi al cardinale Giulio de’ Medici (futuro Clemente VII), crebbe tra conventi, tentativi di rapimento e trasferimenti “di sicurezza”, sviluppando una personalità vigile e cauta: perfetta per chi, secoli dopo, avrebbe fatto la influencer.

    A 14 anni fu “lanciata” sul mercato matrimoniale francese, sposando Enrico, duca d’Orléans: un’unione strategica che portava i Medici nel cuore della monarchia di Francia. A corte era straniera, minuta, riservata e, per dieci anni, sterile: un vero problema di reputazione in un’epoca in cui il “content” si misurava in figli. Poi arrivò Francesco (1544) e, a ruota, altri nove bambini (sette sopravvissuti): da quel momento, ogni mossa politica fu filtrata dall’istinto materno.

    Regina dal 1547, divenne la vera content manager del regno: prima al fianco di Enrico II, poi come reggente durante i regni dei figli Francesco II, Carlo IX ed Enrico III, fu di fatto la donna più potente di Francia (e forse d’Europa) tra il 1559 e il 1576. Il suo obiettivo? Evitare che la Francia collassasse nelle guerre di religione, usando negoziati, matrimoni, editti di tolleranza e, quando serviva, decisioni durissime come il massacro di San Bartolomeo (1572).

    Colta, curiosa e abile nel gestire crisi da “regno in fiamme”, rimase a lungo dipinta come “la regina nera” più che come una pragmatica manager del potere. Morì a Blois nel 1589, a 69 anni, lasciando un’eredità complessa: guerre, intrighi, ma anche un’idea di corte come palcoscenico.

    Proprio quell’idea di lusso, gusto e strategia è la chiave per capire perché tante delle “invenzioni” attribuite a Caterina non siano nate per caso, ma come veri e propri strumenti di posizionamento personale: una ragazza minuta, straniera e a lungo sterile, arrivata in una corte che la guardava con sospetto e la metteva in competizione con la favorita del re, alta, bella e consolidata, Diane de Poitiers. Per ribaltare la situazione e costruire la propria immagine, Caterina trasformò il guardaroba, la bellezza e i gesti quotidiani in vere e proprie mosse di branding: diventando così i suoi primi “prodotti signature”:

    • Corsetto: Caterina non aveva un vitino naturalmente stretto e, in una corte dove l’immagine contava più di un trattato, impose un busto molto modellante per creare una silhouette “da regina”: il primo shapewear come strumento di potere. Risultato? Tutta la corte a fare “oh” davanti a una vita da vespa ottenuta con stecche, colla e tanta forza di volontà (e di cameriere che tiravano le stringhe).
    • Tacchi alti: minuta rispetto al duca e insicura del proprio aspetto, per il matrimonio si fece realizzare scarpe con tacchi (5–7 cm, secondo alcune fonti fino a 10) per sembrare più alta e competere almeno in altezza con Diane de Poitiers: il primo “height boost” trasformato in trend. Da quel giorno, ogni donna che ha passato una serata su un tacco vertiginoso può ringraziare (o incolpare) direttamente Caterina. Se vuoi scoprire come sono nati esattamente i tacchi e come sono diventati un’ossessione femminile, puoi leggere il nostro articolo dedicato alla storia dei tacchi.
    • Mutande: da ottima cavallerizza, Caterina adottò una cavalcata “all’amazzone” modificata, con la gamba destra quasi orizzontale sull’arcione; posizione comoda, ma con il piccolo effetto collaterale di rischiare di mostrare più del dovuto. Per evitare scandali (e puntate di cronaca rosa dell’epoca) diffuse l’uso di mutande strette e attillate, di cotone e fustagno, tanto che a corte le chiamavano “briglie da culo”: da capo “poco onesto” a must-have per nobildonne e, ironia della sorte, poi bandiera delle prostitute.
    • Profumi: infastidita dai cattivi odori e dalla scarsa igiene della Francia dell’epoca (dove i bagni erano opzionali e i pomander obbligatori), portò con sé il profumiere personale Renato Bianco e impose la cultura italiana del profumo: essenze, acque profumate, guanti profumati e flaconi da tasca come primo beauty drop firmato “regina”. L’Acqua della Regina, creata per lei a Santa Maria Novella, fu l’antenata dell’acqua di colonia: praticamente il primo “signature scent” di una influencer senza tempo.
    • Ventaglio: in una corte dove ogni gesto era osservato, il ventaglio divenne un oggetto scenico e un linguaggio non verbale: aprire, chiudere, agitare in modi diversi significava cose diverse, un primo social tool analogico per comunicare senza parlare, perfetto per una sovrana cauta e osservatrice. In pratica, Caterina ha trasformato un oggetto per rinfrescarsi in un mix tra emoji e status symbol, con tanto di materiali preziosi (avorio, tartaruga, piume) e decorazioni.

    In altre parole: corsetto, tacchi, mutande, profumi e ventaglio non sono solo accessori, ma strumenti con cui Caterina ha costruito la sua immagine, gestito le insicurezze e dettato le regole del gioco a corte.

    Fashion Blogger: Paola Moretti
    Fonte: Treccani, Web
    Immagine: AI
    #500 #AcquaDellaRegina #AcquaDiColonia #acqueProfumate #amoji #avorio #beautyDrop #blackQueen #Blois #CarloIX #CaterinaDeMedici #ClementeVII #content #contentFashion #corsetto #cronacaRosa #CuriositàDiModa #curiositàDiStile #deMedici #DianeDePoitiers #donnaPiùPotenteDiFrancia #donneCheHannoCambiatoLaStoria #donnePotenti #EnricoDOrléans #EnricoII #EnricoIII #erede #essenze #Europa #Fashion #Firenze #FrancescoII #Francia #GiulioDeMedici #guantiProfumati #heightBoost #Iho #influencer #Invenzioni #linguaggioNonVerbale #managerDelPotere #managerDelRegno #Moda #mustHave #mutande #Netfilx #oggettoScenico #PaolaMoretti #PerfettamenteChic #piume #pomander #potere #prodottiSignature #Profumi #Profumiere #Profumo #reginaNera #RenatoBianco #SanBartolomeo #SantaMariaNovella #SapevateChe #scandali #shapewear #Signature #silhouette #silhouetteDaRegina #slip #socialTool #statusSymbol #storia #storiaDeiTacchi #StoriaDellaModa #strumentoDiPotere #Tacchi #TacchiASpillo #tacchiAlti #trend #ventaglio #vitinoDaVespa
  6. Caterina de’ Medici: prima influencer della storia

    Caterina de’ Medici nacque a Firenze nel 1519 con un inizio vita da trama di serie Netflix: orfana prima di compiere un mese, divenne l’unica erede legittima dei Medici e una pedina preziosa nelle strategie di potere familiari. Affidata alla nonna e poi al cardinale Giulio de’ Medici (futuro Clemente VII), crebbe tra conventi, tentativi di rapimento e trasferimenti “di sicurezza”, sviluppando una personalità vigile e cauta: perfetta per chi, secoli dopo, avrebbe fatto la influencer.

    A 14 anni fu “lanciata” sul mercato matrimoniale francese, sposando Enrico, duca d’Orléans: un’unione strategica che portava i Medici nel cuore della monarchia di Francia. A corte era straniera, minuta, riservata e, per dieci anni, sterile: un vero problema di reputazione in un’epoca in cui il “content” si misurava in figli. Poi arrivò Francesco (1544) e, a ruota, altri nove bambini (sette sopravvissuti): da quel momento, ogni mossa politica fu filtrata dall’istinto materno.

    Regina dal 1547, divenne la vera content manager del regno: prima al fianco di Enrico II, poi come reggente durante i regni dei figli Francesco II, Carlo IX ed Enrico III, fu di fatto la donna più potente di Francia (e forse d’Europa) tra il 1559 e il 1576. Il suo obiettivo? Evitare che la Francia collassasse nelle guerre di religione, usando negoziati, matrimoni, editti di tolleranza e, quando serviva, decisioni durissime come il massacro di San Bartolomeo (1572).

    Colta, curiosa e abile nel gestire crisi da “regno in fiamme”, rimase a lungo dipinta come “la regina nera” più che come una pragmatica manager del potere. Morì a Blois nel 1589, a 69 anni, lasciando un’eredità complessa: guerre, intrighi, ma anche un’idea di corte come palcoscenico.

    Proprio quell’idea di lusso, gusto e strategia è la chiave per capire perché tante delle “invenzioni” attribuite a Caterina non siano nate per caso, ma come veri e propri strumenti di posizionamento personale: una ragazza minuta, straniera e a lungo sterile, arrivata in una corte che la guardava con sospetto e la metteva in competizione con la favorita del re, alta, bella e consolidata, Diane de Poitiers. Per ribaltare la situazione e costruire la propria immagine, Caterina trasformò il guardaroba, la bellezza e i gesti quotidiani in vere e proprie mosse di branding: diventando così i suoi primi “prodotti signature”:

    • Corsetto: Caterina non aveva un vitino naturalmente stretto e, in una corte dove l’immagine contava più di un trattato, impose un busto molto modellante per creare una silhouette “da regina”: il primo shapewear come strumento di potere. Risultato? Tutta la corte a fare “oh” davanti a una vita da vespa ottenuta con stecche, colla e tanta forza di volontà (e di cameriere che tiravano le stringhe).
    • Tacchi alti: minuta rispetto al duca e insicura del proprio aspetto, per il matrimonio si fece realizzare scarpe con tacchi (5–7 cm, secondo alcune fonti fino a 10) per sembrare più alta e competere almeno in altezza con Diane de Poitiers: il primo “height boost” trasformato in trend. Da quel giorno, ogni donna che ha passato una serata su un tacco vertiginoso può ringraziare (o incolpare) direttamente Caterina. Se vuoi scoprire come sono nati esattamente i tacchi e come sono diventati un’ossessione femminile, puoi leggere il nostro articolo dedicato alla storia dei tacchi.
    • Mutande: da ottima cavallerizza, Caterina adottò una cavalcata “all’amazzone” modificata, con la gamba destra quasi orizzontale sull’arcione; posizione comoda, ma con il piccolo effetto collaterale di rischiare di mostrare più del dovuto. Per evitare scandali (e puntate di cronaca rosa dell’epoca) diffuse l’uso di mutande strette e attillate, di cotone e fustagno, tanto che a corte le chiamavano “briglie da culo”: da capo “poco onesto” a must-have per nobildonne e, ironia della sorte, poi bandiera delle prostitute.
    • Profumi: infastidita dai cattivi odori e dalla scarsa igiene della Francia dell’epoca (dove i bagni erano opzionali e i pomander obbligatori), portò con sé il profumiere personale Renato Bianco e impose la cultura italiana del profumo: essenze, acque profumate, guanti profumati e flaconi da tasca come primo beauty drop firmato “regina”. L’Acqua della Regina, creata per lei a Santa Maria Novella, fu l’antenata dell’acqua di colonia: praticamente il primo “signature scent” di una influencer senza tempo.
    • Ventaglio: in una corte dove ogni gesto era osservato, il ventaglio divenne un oggetto scenico e un linguaggio non verbale: aprire, chiudere, agitare in modi diversi significava cose diverse, un primo social tool analogico per comunicare senza parlare, perfetto per una sovrana cauta e osservatrice. In pratica, Caterina ha trasformato un oggetto per rinfrescarsi in un mix tra emoji e status symbol, con tanto di materiali preziosi (avorio, tartaruga, piume) e decorazioni.

    In altre parole: corsetto, tacchi, mutande, profumi e ventaglio non sono solo accessori, ma strumenti con cui Caterina ha costruito la sua immagine, gestito le insicurezze e dettato le regole del gioco a corte.

    Fashion Blogger: Paola Moretti
    Fonte: Treccani, Web
    Immagine: AI
    #500 #AcquaDellaRegina #AcquaDiColonia #acqueProfumate #amoji #avorio #beautyDrop #blackQueen #Blois #CarloIX #CaterinaDeMedici #ClementeVII #content #contentFashion #corsetto #cronacaRosa #CuriositàDiModa #curiositàDiStile #deMedici #DianeDePoitiers #donnaPiùPotenteDiFrancia #donneCheHannoCambiatoLaStoria #donnePotenti #EnricoDOrléans #EnricoII #EnricoIII #erede #essenze #Europa #Fashion #Firenze #FrancescoII #Francia #GiulioDeMedici #guantiProfumati #heightBoost #Iho #influencer #Invenzioni #linguaggioNonVerbale #managerDelPotere #managerDelRegno #Moda #mustHave #mutande #Netfilx #oggettoScenico #PaolaMoretti #PerfettamenteChic #piume #pomander #potere #prodottiSignature #Profumi #Profumiere #Profumo #reginaNera #RenatoBianco #SanBartolomeo #SantaMariaNovella #SapevateChe #scandali #shapewear #Signature #silhouette #silhouetteDaRegina #slip #socialTool #statusSymbol #storia #storiaDeiTacchi #StoriaDellaModa #strumentoDiPotere #Tacchi #TacchiASpillo #tacchiAlti #trend #ventaglio #vitinoDaVespa
  7. FIR Lodged Against ‘Influencer’ Swatantra Bhardwaj Under POSCO Over Rape Threats To Minor, Yet To Be Arrested | India News

    News india FIR Lodged Against ‘Influencer’ Swatantra Bhardwaj Under POSCO Over Rape Threats To Minor, Yet To Be…
    #EuropeSays #Korea #KR #POSCO #CJPprotester #DelhiPolice #detention #influencer #JantarMantarprotests #POCSOAct #SC/STAct #SwatantraBharadwajArrest
    europesays.com/korea/144103/

  8. Rinder müssen vor Influencern versteckt werden

    Bei der Lektüre dieses Artikels kann man nur mehr den Kopf schütteln. Da wird Tieren für ein dummes Foto auf die Pelle gerückt und die Verantwortlichen müssen die Tiere dann auch noch an einem anderen Ort verstecken (auch wieder Stress für […]

    c0d1.eu/rinder-muessen-vor-inf #Egoismus #Influencer #Tiktok
  9. AfD-Vorfeld nutzt #Wal für Propaganda: #Influencer machen mit dem gestrandeten Wal Stimmung gegen die Konkurrenz der #AfD. Die Partei sät schon lange Misstrauen gegen Wissenschaftler. taz.de/Rechte-Influencer/!6171 #Tierschutz #Rechtspopulismus #Medien #Naturschutz #Meere

  10. CW: Der FediDay 2026 11. bis 13 September auf der c-base in Berlin Aufruf zur Einreichung: FediDay 2026 - Einreichungen bis 14.06.2026 23:59 (Europe/Berlin) abschicken

    #NoBot #NoBridge

    Der FediDay 2026
    11. bis 13 September
    auf der c-base in #Berlin

    Aufruf zur Einreichung: FediDay 2026

    -Einreichungen bis 14.06.2026 23:59 (Europe/Berlin) abschicken

    Hier sind einige Beispiele für mögliche Themen und Kategorien:

    NeuHier: Was ist das Fediverse und welche Möglichkeiten bietet es? Wie komme ich am besten an?

    #Politik & Demokratie: Wie können wir Politiker_innen, #Journalist_innen und #Institutionen davon überzeugen, sich im Fediverse zu engagieren und dessen Entwicklung zu unterstützen? Wie können wir das #Fediverse nutzen, um die #Demokratie zu fördern und den #Faschismus zu bekämpfen?

    #Technik & #Entwicklung: Welche #Software benötigt das Fediverse? Wo können wir noch optimieren? Wie können die Benutzererfahrung und das #Onboarding verbessert werden? Wie können #ActivityPub und #ATProto miteinander verbunden werden?

    #Governance & Communities: Wie werden #Instanzen am besten organisiert? Wie können Entscheidungen getroffen werden? Was sind bewährte Verfahren für die #Moderation? Was muss getan werden, um die #Communities zu diversifizieren und unterrepräsentierte Stimmen willkommen zu heißen?

    #Regulierung & #Recht: Welche rechtlichen Fragen gibt es? Wie kann das Fediverse in der digitalen Regulierung berücksichtigt werden? Brauchen wir ein Fediverse-Verbot für junge Menschen und Mechanismen zur Altersüberprüfung?

    Inhalte & #Medien: Welche Möglichkeiten haben #KünstlerInnen und Darsteller_innen, Content-Ersteller_innen und #Influencer, #Medienunternehmen und öffentlich-rechtliche #Rundfunkanstalten in Bezug auf #Reichweite und #Monetarisierung? Welche Kennzahlen sind im Fediverse wichtig?

    #Forschung & #Archivierung: Mit welchen Methoden kann man #Forschung zum Fediverse betreiben? Was sagt die #Soziologie über die sozialen #Dynamiken im Fediverse im Vergleich zu Big-Tech-Medien? Sollte das Fediverse selbst ein #Archiv für #Wissen und #Wissenschaft sein?

    Vorschläge

    Berichtet von Euren Best #Practices, #Erfahrungen und #Ideen!

    Egal, ob Ihr schon lange dabei seid oder #NeuHier, wir freuen uns auf Eure Einreichungen.

    Wir möchten auch ausdrücklich Gruppen ermutigen, die oft marginalisiert werden, insbesondere #FLINTA*, junge Menschen, #migrantischeCommunities und Perspektiven aus aller Welt, insbesondere von außerhalb Westeuropas. Wir bemühen uns, alle Menschen einzubeziehen, und bitten Euch, uns Eure Bedürfnisse mitzuteilen.

    Wir haben keine festen Themenbereiche / Tracks – wir kuratieren nach der Einreichung...
    Bitte gebt uns drei #Hashtags für Euren Vortrag. Wenn Ihr Fragen habt, könnt Ihr Euch gerne an uns wenden, damit wir bei Eurem Vorschlag helfen können.

    Du kannst Einreichungen bis 14.06.2026 23:59 (Europe/Berlin) abschicken – noch 2 Monate.

    FediDay 2026 :: pretalx

    ctalx.c-base.org/fediday-2026/

    Das Fediverse ist keine Plattform – es ist ein eigenes Universum. Es führt Microblogging und Longreads, Videoclips und Bilder, Podcasts und Musik und vieles mehr zusammen. Es läuft auf unterschiedlicher Software und wird von verschiedenen Communities betrieben, aber alle sind durch offene Protokolle miteinander verbunden. Was es zusammenhält, ist kein Unternehmen oder Geschäftsmodell – es ist ein gemeinsames Ideal davon, wie wir online kommunizieren und wer die Kontrolle darüber hat.

    Immer mehr Menschen fragen sich, wo ihre Daten gespeichert werden, wem ihre Feeds gehören und ob es eine Alternative gibt zu den kommerziellen Plattformen, denen sie nicht mehr vertrauen. Der FediDay ist eine Konferenz, bei der Menschen zusammenkommen, denen diese Fragen wichtig sind – um von ihren Erfahrungen zu berichten, um Code weiterzuentwickeln, zu diskutieren und laut nachzudenken, um gemeinsam Lösungen zu finden.

    Vielleicht bist Du bereits auf Mastodon, Pixelfed oder PeerTube unterwegs. Vielleicht berühren dezentrale soziale Medien Deine Arbeit, ohne dass Du Dir dessen bewusst bist.

    So oder so: Wenn Du etwas zu sagen, vorzustellen oder zu fragen hast, laden wir Dich herzlich ein – Entwickler_innen, Forscher_innen, Journalist_innen, Jurist_innen, Künstler_innen und alle drumherum.

    Das Fediverse und die ATProto/Bluesky-Community sind sich nicht immer einig – und das ist in Ordnung. Wir laden zum Dialog ein, insbesondere mit denen, die Brücken zwischen unseren Welten bauen.

    Der FediDay 2026 findet vom 11. bis 13 September auf der #cbase in Berlin statt – einem #Hackerspace, der sich in den Trümmern einer #Raumstation befindet, die vor 3,5 Milliarden Jahren hier abgestürzt ist. Wir beginnen am Freitagabend mit einem #Empfang zum Kennenlernen, und setzen die #Veranstaltung am Samstag und Sonntag parallel auf drei Bühnen fort.

  11. CW: Der FediDay 2026 11. bis 13 September auf der c-base in Berlin Aufruf zur Einreichung: FediDay 2026 - Einreichungen bis 14.06.2026 23:59 (Europe/Berlin) abschicken

    #NoBot #NoBridge

    Der FediDay 2026
    11. bis 13 September
    auf der c-base in #Berlin

    Aufruf zur Einreichung: FediDay 2026

    -Einreichungen bis 14.06.2026 23:59 (Europe/Berlin) abschicken

    Hier sind einige Beispiele für mögliche Themen und Kategorien:

    NeuHier: Was ist das Fediverse und welche Möglichkeiten bietet es? Wie komme ich am besten an?

    #Politik & Demokratie: Wie können wir Politiker_innen, #Journalist_innen und #Institutionen davon überzeugen, sich im Fediverse zu engagieren und dessen Entwicklung zu unterstützen? Wie können wir das #Fediverse nutzen, um die #Demokratie zu fördern und den #Faschismus zu bekämpfen?

    #Technik & #Entwicklung: Welche #Software benötigt das Fediverse? Wo können wir noch optimieren? Wie können die Benutzererfahrung und das #Onboarding verbessert werden? Wie können #ActivityPub und #ATProto miteinander verbunden werden?

    #Governance & Communities: Wie werden #Instanzen am besten organisiert? Wie können Entscheidungen getroffen werden? Was sind bewährte Verfahren für die #Moderation? Was muss getan werden, um die #Communities zu diversifizieren und unterrepräsentierte Stimmen willkommen zu heißen?

    #Regulierung & #Recht: Welche rechtlichen Fragen gibt es? Wie kann das Fediverse in der digitalen Regulierung berücksichtigt werden? Brauchen wir ein Fediverse-Verbot für junge Menschen und Mechanismen zur Altersüberprüfung?

    Inhalte & #Medien: Welche Möglichkeiten haben #KünstlerInnen und Darsteller_innen, Content-Ersteller_innen und #Influencer, #Medienunternehmen und öffentlich-rechtliche #Rundfunkanstalten in Bezug auf #Reichweite und #Monetarisierung? Welche Kennzahlen sind im Fediverse wichtig?

    #Forschung & #Archivierung: Mit welchen Methoden kann man #Forschung zum Fediverse betreiben? Was sagt die #Soziologie über die sozialen #Dynamiken im Fediverse im Vergleich zu Big-Tech-Medien? Sollte das Fediverse selbst ein #Archiv für #Wissen und #Wissenschaft sein?

    Vorschläge

    Berichtet von Euren Best #Practices, #Erfahrungen und #Ideen!

    Egal, ob Ihr schon lange dabei seid oder #NeuHier, wir freuen uns auf Eure Einreichungen.

    Wir möchten auch ausdrücklich Gruppen ermutigen, die oft marginalisiert werden, insbesondere #FLINTA*, junge Menschen, #migrantischeCommunities und Perspektiven aus aller Welt, insbesondere von außerhalb Westeuropas. Wir bemühen uns, alle Menschen einzubeziehen, und bitten Euch, uns Eure Bedürfnisse mitzuteilen.

    Wir haben keine festen Themenbereiche / Tracks – wir kuratieren nach der Einreichung...
    Bitte gebt uns drei #Hashtags für Euren Vortrag. Wenn Ihr Fragen habt, könnt Ihr Euch gerne an uns wenden, damit wir bei Eurem Vorschlag helfen können.

    Du kannst Einreichungen bis 14.06.2026 23:59 (Europe/Berlin) abschicken – noch 2 Monate.

    FediDay 2026 :: pretalx

    ctalx.c-base.org/fediday-2026/

    Das Fediverse ist keine Plattform – es ist ein eigenes Universum. Es führt Microblogging und Longreads, Videoclips und Bilder, Podcasts und Musik und vieles mehr zusammen. Es läuft auf unterschiedlicher Software und wird von verschiedenen Communities betrieben, aber alle sind durch offene Protokolle miteinander verbunden. Was es zusammenhält, ist kein Unternehmen oder Geschäftsmodell – es ist ein gemeinsames Ideal davon, wie wir online kommunizieren und wer die Kontrolle darüber hat.

    Immer mehr Menschen fragen sich, wo ihre Daten gespeichert werden, wem ihre Feeds gehören und ob es eine Alternative gibt zu den kommerziellen Plattformen, denen sie nicht mehr vertrauen. Der FediDay ist eine Konferenz, bei der Menschen zusammenkommen, denen diese Fragen wichtig sind – um von ihren Erfahrungen zu berichten, um Code weiterzuentwickeln, zu diskutieren und laut nachzudenken, um gemeinsam Lösungen zu finden.

    Vielleicht bist Du bereits auf Mastodon, Pixelfed oder PeerTube unterwegs. Vielleicht berühren dezentrale soziale Medien Deine Arbeit, ohne dass Du Dir dessen bewusst bist.

    So oder so: Wenn Du etwas zu sagen, vorzustellen oder zu fragen hast, laden wir Dich herzlich ein – Entwickler_innen, Forscher_innen, Journalist_innen, Jurist_innen, Künstler_innen und alle drumherum.

    Das Fediverse und die ATProto/Bluesky-Community sind sich nicht immer einig – und das ist in Ordnung. Wir laden zum Dialog ein, insbesondere mit denen, die Brücken zwischen unseren Welten bauen.

    Der FediDay 2026 findet vom 11. bis 13 September auf der #cbase in Berlin statt – einem #Hackerspace, der sich in den Trümmern einer #Raumstation befindet, die vor 3,5 Milliarden Jahren hier abgestürzt ist. Wir beginnen am Freitagabend mit einem #Empfang zum Kennenlernen, und setzen die #Veranstaltung am Samstag und Sonntag parallel auf drei Bühnen fort.

  12. Viral Influencer Singgung Ukuran Kelamin Mantan Suami, Digugat oleh Eks Pemain NFL

    Terviral - #Influencer #TikTok #Haley Kalil #menjadi #perbincangan #publik #setelah #ucapannya #tentang #kehidupan #pribadi #bersama #mantan #suaminya, Matt Kalil, memicu kontroversi besar dan berujung pada gugatan hukum. Kasus ini menarik perhatian netizen hingga media internasional karena menyentuh batas antara kisah pribadi dengan ruang publik. Baca juga: Polisi Tangkap 3 Pak Ogah di…

    terviral.id/viral-influencer-s

  13. 2️⃣| Neu bei den Quarks Science Cops: Die #Glukose-Göttin und ihre #Traubenzucker-Religion

    Nach dem Quark mit den Ohrenkerzen wollt ihr was effektives auf's Ohr? Dann empfehlen wir euch die neue Folge der #Quarks #ScienceCops. Diesmal ist die "Glucose Goddess" ins Visier der wissenschaftlichen Fahnder geraten.

    skeptix.org/2025/11/30/neu-bei

    #Diabetis #Influencer

  14. Es gibt ein kleines Update auf dem Blog

    Freue mich über jeden Like und Boost von euch. Folgt mir auch gerne, um direkt benachrichtigt zu werden bei neuen Updates.

    Warum mache ich den Scheiß überhaupt?

    https://nerdjunk.de/warum-mache-ich-den-scheiss-ueberhaupt/

    #Blog #Hobby #Influencer #InstantMessenger #SocialMedia #SocialNetwork #Support

  15. 𝗔𝘂𝘀𝘁𝗿𝗮𝗹𝗶𝘀𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗻𝗳𝗹𝘂𝗲𝗻𝗰𝗲𝗿 𝗵𝗮𝗮𝗹𝗱𝗲 𝘁𝗶𝗲𝗻𝗱𝘂𝗶𝘇𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻 𝗲𝘂𝗿𝗼'𝘀 𝗼𝗽 𝘃𝗼𝗼𝗿 𝗱𝗼𝗼𝗿 𝗵𝗮𝗮𝗿𝘇𝗲𝗹𝗳 𝘃𝗲𝗿𝗴𝗶𝗳𝘁𝗶𝗴𝗱𝗲 𝗯𝗮𝗯𝘆

    De Australische politie heeft een 34-jarige vrouwelijke influencer opgepakt die ervan wordt verdacht haar eigen baby te hebben vergiftigd. Ze zou dit hebben gedaan om vervolgens donaties op te halen en extra volgers op sociale media te...

    rtl.nl/nieuws/artikel/5489798/

    #Australische #influencer #vergiftigdeBaby