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  1. CW: Casi di femminicidi lesbicidi trans*cidi monitorati in Italia nel 2026

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    Potrai trovare sul nostro sito i comunicati, i documenti, i grafici e tutti i materiali che completano il nostro lavoro di lettura dei dati a partire dal nostro approccio transfemminista

    Nella tabella visualizzata sul sito è possibile, scorrendola in orizzontale, vedere tutte le colonne con le diverse informazioni
    La paginazione, invece, permette di navigare in tutte le righe della tabella
    I grafici mostrano i dati e la nostra analisi

    Se vuoi maggiori informazioni o segnalare riflessioni, integrazioni o modifiche ai dati puoi scrivere a: [email protected]

    Siamo e saremo il grido altissimo e feroce di tutte quelle donne, frocie e trans che più non hanno voce

    #nonunadimeno #civogliamovivə

  2. CW: Casi di femminicidi lesbicidi trans*cidi monitorati in Italia nel 2026

    L’Osservatorio di NON UNA DI MENO, ad oggi, ha registrato

    𝟔𝟏 femminicidi
    𝟒 suicidi indotti di donne
    𝟏 suicidio di una ragazza trans
    𝟏 omicidio di un ragazzo
    𝟖 casi in corso di accertamento

    Si tratta di morti indotte da violenza di genere e eterocispatriarcale

    Inoltre, ci sono almeno altri 𝟏𝟎𝟗 tentati femminicidi riportati nelle cronache online di media nazionali e locali e almeno 𝟏𝟒 casi di omicidi correlati, di persone che sono rimaste coinvolte, cercando di fermare il femminicida o l’aggressore di donne e altre persone familiari e amiche.

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    #nonunadimeno #nudm #civogliamovivə

  3. La violenza non è un’emergenza. A proposito di femminicidi
    Ancora una volta i femminicidi e la violenza di genere vengono definiti un’emergenza. A farlo stavolta è la massima carica dello stato, il presidente della repubblica in persona.

    umanitanova.org/la-violenza-no
    #2026 #Analisi #Articoli #DallItalia #numero_26 #femminicidio #femminismi #femminismo #legge #NonUnaDiMeno #nonunadimeno #patriarcato #transfemminismo #ViolenzaDiGenere

  4. Questo post è per tutti, ma soprattutto per chi sostiene che «il femminicidio non esiste», riduce le donne uccise a una statistica e osa parlare di “soglia fisiologica”.

    Non è fisiologico morire perché un uomo considera una relazione una proprietà. Né essere controllate, perseguitate o uccise per aver detto no, denunciato o scelto di andarsene.

    Il femminicidio ha un nome perché ha una matrice precisa: possesso, dominio e negazione della libertà femminile.

    Lorena Isceri ha chiamato il 112 dal bagagliaio in cui era stata rinchiusa. Quella telefonata esiste. Il suo terrore esiste. La violenza di genere esiste. Negarla serve soltanto a renderla più facile da ignorare.

    Non vogliamo gestire il numero delle vittime: vogliamo azzerarlo. Servono educazione sessuale e affettiva, protezione tempestiva per chi denuncia, risorse stabili ai centri antiviolenza, autonomia economica e formazione per chi deve intervenire.

    Nessuna donna è una statistica accettabile.
    Nessuna morte è fisiologica.
    La soglia è zero.

    Se sei in pericolo, chiama subito il 112.
    Per ascolto, sostegno e orientamento, contatta il 1522: è gratuito, anonimo e attivo 24 ore su 24, anche via chat.

    #Femminicidio #ViolenzaDiGenere #EducazioneAffettiva #NonUnaDiMeno #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

  5. Dati al 6 agosto 2026

    40 femminicidi
    2 suicidi indotti di donne
    1 omicidio di un ragazzo
    1 suicidio di una ragazza trans
    5 casi in corso di accertamento
    Si tratta di morti indotte da violenza di genere e eterocispatriarcale.

    Inoltre, ci sono almeno altri 79 tentati femminicidi riportati nelle cronache online di media nazionali e locali e almeno 7 casi di omicidi correlati, di persone che sono rimaste coinvolte, cercando di fermare il femminicida o l’aggressore di donne e altre persone familiari e amiche.

    In seguito ci sono stati altri 4 femminicidi:

    • Maria D'Alessandro (66 anni): uccisa a coltellate dal marito il 15 agosto (Ferragosto) a Sant'Angelo a Cupolo (Benevento). L'uomo ha poi tentato il suicidio con la stessa arma.
    • Tania Terrin (39 anni): assassinata a Camponogara (Venezia) a ridosso di Ferragosto dall'ex compagno, che si è tolto la vita subito dopo. Il caso ha suscitato forti polemiche politiche per via delle precedenti denunce e minacce subite dalla donna.
    • Michela Rubiu (47 anni): deceduta il 17 agosto a Cagliari dopo 25 giorni di agonia in ospedale. Era stata ferita alla nuca con un colpo di pistola dal marito a fine luglio.

    La quarta vittima proprio oggi 18 agosto accoltellata a morte a Colleferro (Roma) all'interno della propria abitazione. Il marito di 69 anni ha confessato il delitto, avvenuto davanti a uno dei cinque figli della coppia.

    #femminicidi2026 #tentatifemminicidi
    #nonunadimeno

    @news

    Non Una Di Meno - Osservatorio nazionale femminicidi, lesbicidi, transcidi osservatorionazionale.nonunadi

  6. 🆘 PRESIDIO URGENTE PER AGRIPUNK

    📆 Mercoledì 10 giugno ore 12.00
    📍 Firenze, piazza del Duomo 10

    L’assemblea Corpi e Terra sarà in piazza con @agripunk per sostenere l’importanza di questo progetto di rigenerazione.

    Per le vite di chi ci vive che esce da situazioni di violenza estrena, per la memoria viva della possibile rinascita, per la bellezza di un territorio che ricomincia a respirare, per il lavoro di tessitura di relazione tra arte, cultura, musica e vita, vieni con noi!

    Noi ci saremo e invitiamo le assemblee di Non una di meno e tutte le persone che credono nella possibilità di costruire alternative reali ad esserci!

    Ci vediamo in piazza.

    @firenze

    #salviamoagripunk #nudm #nonunadimeno #firenze #antispecismo #animaliliberi

  7. Assemblea Pubblica Transfemminista

    ESC Atelier Autogestito, giovedì 14 maggio alle ore 18:30 CEST

    Ci convochiamo giovedì 14 dopo essere statə a Ponte Garibaldi per ricordare Giorgiana Masi, uccisa a 19 anni mentre manifestava contro il divieto di scendere in piazza, per il divorzio e l'aborto libero e gratuito. La storia di Giorgiana guarda al nostro allarmante presente e ci interroga ancora. Il diktak "Dio Patria Famiglia" muove guerre ai corpi e ai territori, all'educazione e alla salute pubblica, ai legami sociali tutti. Incontriamoci, per proseguire la nostra lotta; per guardare alle prossime piazze romane e alla Palestina Globale come orizzonte politico; per continuare a costruire campagne potenti contro l'ennesimo tentitivo di far passare il DDL BongiorNO, contro l'adunata degli antiscelta e del fronte per la Remigrazione del 13 giugno; per immaginarci il prossimo 25 Novembre e il decennale di Non Una di Meno Siamo vita, potenza globale e energia generativa, spine nel fianco dell'internazionale nera e delle guerre dei potenti. Come Giorgiana non faremo un passo indietro, con Giorgiana continuamo a lottare per la vita che vogliamo. Se va a caer

    roma.convoca.la/event/assemble

  8. Come Corpi e Terra, 📆 Martedì 14 aprile 2026 alle 20:30, faremo un assemblea tematica online dedicata all'ANIMALIZZAZIONE.

    Vogliamo ragionare assieme, in un dialogo aperto, su come linguaggi, comportamenti, modi di pensare e stereotipi facciano intrecciare tra loro discriminazioni tra uman3 e pensiero specista, e vogliamo costruire insieme un immaginario liberato.

    ℹ️ Come partecipare?
    L'assemblea è aperta e verrà fatta online su zoom. Per ricevere il link scrivi a [email protected]

    Nel nostro blog https://
    assembleacorpieterra.net/ puoi trovare e leggere i nostri posizionamenti, le nostre campagne, e i nostri interventi nei molti spazi che attraversiamo.

    🌈 Ti aspettiamo!

    ♻️ RT welcome

    #antispecismo #antispe #nudm #nonunadimeno #corpieterra

  9. L8SEMPRE - live FUCKSIA

    CSA Magazzino 47, domenica 8 marzo alle ore 20:00 CET

    Domenica 8/03/2026 · ore 20.00
    C.S.A. Magazzino 47 - Brescia
    L8SEMPRE
    Una serata per stare insieme e ritrovarci al termine della giornata di lotta e mobilitazione dell’8 marzo promossa da @nonunadimeno contro la violenza patriarcale, in attesa dello sciopero del 9 marzo!

    Di fronte a un presente stremato da violenza di genere, razzismo, guerre, genocidi, militarizzazione, repressione del dissenso, precarietà, sfruttamento di corpi e risorse abbiamo una sola possibilità: lottare sempre.
    Non soltanto per resistere alle oppressioni sistemiche, ma per trasformare radicalmente l’esistente e costruire un futuro insieme, libero dalla violenza strutturale dello sfruttamento, del controllo, del dominio. Sovvertiamo le gerarchie e gli autoritarismi, apriamo spazi di libertà e di autodeterminazione.
    Concludiamo l’8 marzo caricandoci per lo sciopero del 9 marzo con la colonna sonora più potente che ci sia: quella della lotta, della rabbia, della gioia e della liberazione!

    Live · ore 21.30
    💜 FUCKSIA sono una band Italo brasiliana formata da Mariana Mona Oliboni,
    Marzia Stano e Poppy Pellegrini. Transfemministe e queer, sono la combinazione
    perfetta tra attitudine punk, ambientazioni rave, sonorità dance e rap. La loro
    musica è un trittico di adrenalina, passionalità ed energia rivoluzionaria.
    Tre musiciste, cantanti e performer, produttrici di musica elettronica ed amanti delle contaminazioni, hanno ideato un progetto aperto a continue collaborazioni con artisti visuali, stilisti e video maker, realtà principalmente femminili e soggettività fluide.

    Ingresso con sottoscrizione: 5 euro
    Cucina aperta: patatine fritte / pane e farinata
    Libreria 47 e bar in funzione a prezzi popolari

    L8 MARZO TUTTI I GIORNI, L8 SEMPRE!
    ❤️RISPETTA LO SPAZIO E LE PERSONE
    🚫NO FASCI, SBIRRI, RAZZISMO, SESSISMO, MACHISMO, OMOLESBOBITRANSFOBIA, SPACCIO, HARD DRUGS

    lasitua.org/event/l8sempre-liv

  10. Come Assemblea Corpi e Terra, il nostro #sciopero è #transfemminista antagonista e PERMANENTE. Non si ferma all’ #8marzo e diventa pratica di vita quotidiana. Ribadiamo la necessità di esserci con i nostri corpi nelle piazze, nelle strade e ovunque ci sia un grido di libertà, costruendo comunità e spazi attraversabili.

    Lottiamo contro le gabbie attuando una politica #antispecista perché rivendichiamo per il corpo di tuttɜ la piena autodeterminazione. Boicottiamo ogni prodotto e azienda che finanzi guerre e genocidi.

    Vogliamo praticare un cambio di paradigma che disegni un modo di vivere alternativo, e per questo manteniamo le nostre pratiche tutti i giorni.

    Contrastiamo ogni singola discriminazione con lo stesso approccio: per questo il nostro sciopero è permanente!

    assembleacorpieterra.net/2026/

    #corpieterra #nudm #nonunadimeno

  11. 💥9 MARZO💥 CORTEO STUDENTESCO NELLO SCIOPERO GENERALE

    Lunedì 9 marzo, dalle 09:30, presso Largo Cairoli, Milano, largo Cairoli

    Dalle scuole al parlamento NON sarete voi a definire il NOSTRO consenso

    🟣Il 9 Marzo Scioperiamo dai banchi di scuola, dai posti di lavoro, smettiamo di produrre e riprodurre per questa società machista che ci vuole sol3, che ci vuole zitt3.

    🟣Il 9 Marzo scendiamo in piazza, per una scuola e un mondo liberi da sessismo, razzismo, omolesbobitransfobia e fascismo, al fianco delle nost3 sorell3.

    🟣Scioperiamo contro tutte quelle merde che ci vengono a dire che il patriarcato non esiste, come il nostro ministro dell'istruzione Valditara, come La Russa che scagiona da qualunque pena il figlio stupratore, come la riforma Buongiorno che ci dice che o abbiamo detto "no" o non è stupro.

    🟣Scioperiamo per i nostri corpi liberi e fluidi, per la nostra vita.

    🟣CI VOGLIAMO VIVE E LIBERE, Di uscire la sera, di indossare quello che vogliamo, di smettere di avere paura.

    🟣Vogliamo un cambiamento, e ce lo prendiamo ora, con i collettivi, trasmettendo anticorpi trasfemministi all'interno delle nostre scuole, con l'educazione sessuale, con la solidarietà;
    Sorella non sei sola... Blocchiamo la città, perché ora tocca a loro bruciare🔥

    #lottomarzo #Corteo #nonunadimeno

  12. Hip-Hop 4 the People X PuroPerreo

    Sabato 7 marzo, dalle 17:00 alle 04:00, presso Centro Sociale Cantiere, via Monterosa 84, Milano

    SABATO 7 MARZO
    ❤️‍🔥HIP HOP E PERREO TRANSFEMMINISTA VERSO L’8/9 MARZO❤️‍🔥

    🟪Ci vediamo il 7 marzo al Cantiere per una serata transfemminista insieme a Hip Hop 4 The People e Puro Perreo.

    🎨H17: Lab cartelloni e scenografie verso i cortei dell'8 e 9 marzo.
    🍝H20: cena a cura della taverna sociale clandestina
    🪩🎤H22: INIZIO LIVE + DJ SET till late, con queste pazzesche Queens:

    @violedi
    @violettmoon
    @tide_marea
    @lilith.thereal
    @raisehellsy

    🟪Con noi si esibiranno tante sorelle, perché crediamo che la musica sia un mezzo potentissimo per prendere parola, per analizzare i contesti sociali e per potersi sfogare come chiunque di noi meglio crede.

    🟪Perché ci vogliamo viv3 e liber3 e non scenderemo mai a compromessi con chi non ci rispetta.

    🟪Ci vogliamo riappropriare dei nostri corpi, degli spazi di questa città e della musica che ci muove, perché se non possiamo ballare non è la nostra Rivoluzione!

    🟪Verso il corteo cittadino dell’8 marzo, h15 @ P.za Duca d’Aosta, e lo sciopero generale transfemminista del 9 marzo, h9.30 @ L.go Cairoli. Ci vediamo in piazza, più incazzate che mai, perché con le sorrell3 accanto possiamo tutto!

    Vi aspettiamo!
    Non fartelo raccontare...❤️‍🔥

    #benefit #cantiere #CenaSociale #HipHop #nonunadimeno #perreo #serata

  13. DECOLONIZE THE CITY💛 DJ SET VERSO IL CORTEO E LO SCIOPERO DELL’8 e 9 MARZO!

    Venerdì 6 marzo, dalle 22:00 alle 04:00, presso Centro Sociale Cantiere, via Monterosa 84, Milano

    🟣Riprendiamoci gli spazi attraverso la musica e la sorellanza perché se non possiamo ballare non è la nostra rivoluzione

    🟣Un dj set tutto al femminile che esplora sonorità ribelli!
    Con
    @missinred_missinred
    @wiqha
    @kellyyymichel
    @turbolenta_leila

    ❤️‍🔥Vogliamo una città transfemminista e antirazzista perché nessun di noi sarà liber finché non lo saremo tutt*

    #djset #nonunadimeno #serata #cantiere #decolonizethecity

  14. Le Nostre Vite Valgono - Noi Scioperiamo

    Italia, lunedì 9 marzo alle ore 00:00 CET

    APPELLO ALLA GIORNATA DI LOTTA E MOBILITAZIONE DELL'8 MARZO E ALLO SCIOPERO TRANSFEMMINISTA DEL 9 MARZO

    Quest'anno sarà ancora sciopero transfemminista, lunedì 9 marzo, e l'8 sarà una giornata di lotta e mobilitazione.

    Due giorni potenti che fermino la produzione e la riproduzione sociale, che rendano visibile l'invisibile, che facciano emergere il sommerso e mettano al centro desiderio, rabbia e lotta.
    Per ribadire che questo presente costellato da violenza patriarcale, razzista e istituzionale, guerre, genocidi, militarizzazione, repressione, precarietà non è un destino a cui non possiamo sfuggire, ma il prodotto di politiche e retoriche autoritarie precise.

    Il genocidio incontrastato del popolo palestinese, la spartizione di Gaza, l'attacco al Venezuela, al Rojava, le stragi continue in Iran, Congo e Sudan, le violenze e gli omicidi dell'ICE, la repressione del dissenso che ovunque si abbatte sui movimenti e su chiunque non si allinea a questo sistema, le politiche persecutorie antimigranti e il razzismo istituzionale sempre più feroce, sono tutti sintomi della più generale deriva transnazionale, segnata da un’escalation bellica e di violenza patriarcale che ridisegna le priorità politiche ed economiche verso riarmo, guerra e imperialismo.

    L’economia di guerra non è più una minaccia astratta, ma una realtà tangibile che ci colpisce in modo ancora più terribile come donne, froce, lesbiche, persone queer, trans, non binarie, malatə, neurodivergenti e con disabilità, razzializzate, migrantə, sex workers, prigionierə, lavoratricə, anziane e in modo crescente bambinə.
    La sottrazione delle risorse destinate ai bisogni reali, per destinarle invece al riarmo e alla militarizzazione, è sistemica.

    L'autodeterminazione e la libertà dei corpi e dei popoli sono sotto attacco ovunque e in modi diversi, ma tutti con un impatto devastante.

    Una politica della guerra, sul piano interno, è quella che fa della cultura dello stupro e della violenza sessista, maschilista, istituzionale ed economica le proprie parole chiave; una politica che pone al centro la virilità maschile, in un Paese in cui i femminicidi sono all’ordine del giorno e in cui le istituzioni si mostrano incapaci di affrontare il problema su un piano politico, sociale e culturale.
    Siamo noi i soggetti che la società patriarcale ha deciso di sacrificare per poter garantire il proprio funzionamento, è su di noi che si scarica tutto il peso e la violenza di questa crisi capitalistica e delle sue guerre.
    La sentiamo nel peso del lavoro riproduttivo e di cura, nei femminicidi, nella violenza di genere e dei ruoli di genere, nel controllo dei corpi, nel consumismo e nell'estrattivismo sui territori.
    La nostra risposta alla violenza è collettiva, culturale e quotidiana e straborda nelle piazze e negli scioperi.

    Per farlo abbiamo bisogno della pratica transfemminista, che continua ad essere uno degli anticorpi più efficaci e potenti, perché riesce a mettere al centro le vite materiali, le relazioni personali e politiche e le infrastrutture della cura. Vogliamo continuare a immaginare insieme nuovi modi di opporci a questo presente soffocante, per costruire una lotta imprevedibile e concreta.
    Non permetteremo la strumentalizzazione della violenza patriarcale da parte del governo per legittimare risposte securitarie. "Sicurezza" che si traduce in politiche di controllo, militarizzazione dei quartieri, repressione e profilazione razziale, aumento dellə detenutə per reati penali, civili e amministrativi che sono costrettə a vivere in condizioni inumane in carceri sovraffollate.
    L'uso sproporzionato della forza contro i movimenti sociali, le manifestazioni studentesche e quelle sindacali è il volto interno di questa stessa politica di guerra. È stato approvato l'ennesimo Pacchetto Sicurezza: misure che non sono pensate per la nostra sicurezza, ma per reprimere chi esprime dissenso e svuotare le piazze, rendendo la lotta costosissima sul piano economico e sul piano sociale e dando più protezione economica e politica alle forze dell'ordine (che sono ancora senza numeri identificativi).
    La violenza dello stato si manifesta anche con proposte di legge come il DDL Bongiorno. Ci opponiamo alla formulazione della nuova legge sulla violenza sessuale, che elimina il consenso come parametro per giudicare se ci sia stata o meno violenza e smaschera la cultura profondamente patriarcale, misogina e antifemminista dell'esecutivo, che mette sul banco dellə imputatə chi ha subito violenza invece di chi l'agisce, mentre fa la guerra ai Centri Anti Violenza autonomi e transfemministi.
    Vogliamo rimettere al centro i nostri desideri, la nostra rabbia, l'autodeterminazione sui nostri corpi e sui nostri territori.
    Continuiamo a organizzarci, per trasformare il dolore in rabbia e la rabbia in lotta, per innescare il cambiamento personale e collettivo, tramare e cospirare insieme.

    La potenza transfemminista in grado di distruggere le fondamenta di questo sistema razzista, patriarcale, coloniale, abilista e repressivo, forte di quello che abbiamo costruito e trasformato negli ultimi 10 anni e di tutte le genealogie precedenti, ma che sia in grado di leggere il presente e adeguare pratiche e lotte.
    Lo sciopero è esploso in questi anni, anche a partire dal movimento transfemminista globale, nella sua dimensione di pratica sovversiva. È un processo politico costruito non solo su specifiche rivendicazioni, ma con l'obiettivo di trasformare radicalmente i presupposti materiali e sociali di disuguaglianze e gerarchie.
    E quindi, dopo dieci anni, oggi è ancora più urgente lo sciopero dal lavoro riproduttivo e produttivo, dai generi e di genere.

    Scioperiamo perché senza consenso è stupro.
    Scioperiamo perché senza dissenso è dittatura.
    Scioperiamo perché non vogliamo che le nostre vite siano regolate da un'economia di guerra che impone militarizzazione in ogni ambito delle nostre vite.
    Scioperiamo per lo smantellamento delle frontiere che generano morti continue e contro il razzismo di stato.
    Scioperiamo perché nelle scuole non vogliamo le forze dell'ordine ma un'educazione sessuo-affettiva al consenso e al desiderio.
    Scioperiamo perché siamo stanchə di vivere di contratti di lavoro poveri, di lottare contro la disoccupazione, contro la violenza economica, razzista e maschilista dentro e fuori ai luoghi del lavoro.
    Scioperiamo per una salute transfemminista per spazi e reti di cura - siano essi autogestiti o all'interno dei servizi di sanità pubblica - che sappiano farsi carico della nostra salute a 360°: dalla salute sessuale e riproduttiva alla salute mentale.
    Scioperiamo perché vogliamo una casa per tuttə.
    Scioperiamo perché ancora oggi il sud Italia è ai margini delle politiche istituzionali, in cui il progetto surreale del ponte sullo stretto è al centro e le nostre vite terrone sono dimenticate.
    Scioperiamo per il reddito di autodeterminazione.
    Scioperiamo per l'autodeterminazione dei popoli oppressi, per la fine del colonialismo in tutte le sue forme e delle guerre.
    Scioperiamo per immaginare una società che metta al centro la cura e la vita, non il profitto e la guerra.
    LE NOSTRE VITE VALGONO. NOI SCIOPERIAMO!

    roma.convoca.la/event/le-nostr

  15. Le Nostre Vite Valgono - Noi Scioperiamo

    Italia, domenica 8 marzo alle ore 00:00 CET

    APPELLO ALLA GIORNATA DI LOTTA E MOBILITAZIONE DELL'8 MARZO E ALLO SCIOPERO TRANSFEMMINISTA DEL 9 MARZO

    Quest'anno sarà ancora sciopero transfemminista, lunedì 9 marzo, e l'8 sarà una giornata di lotta e mobilitazione.

    Due giorni potenti che fermino la produzione e la riproduzione sociale, che rendano visibile l'invisibile, che facciano emergere il sommerso e mettano al centro desiderio, rabbia e lotta.
    Per ribadire che questo presente costellato da violenza patriarcale, razzista e istituzionale, guerre, genocidi, militarizzazione, repressione, precarietà non è un destino a cui non possiamo sfuggire, ma il prodotto di politiche e retoriche autoritarie precise.

    Il genocidio incontrastato del popolo palestinese, la spartizione di Gaza, l'attacco al Venezuela, al Rojava, le stragi continue in Iran, Congo e Sudan, le violenze e gli omicidi dell'ICE, la repressione del dissenso che ovunque si abbatte sui movimenti e su chiunque non si allinea a questo sistema, le politiche persecutorie antimigranti e il razzismo istituzionale sempre più feroce, sono tutti sintomi della più generale deriva transnazionale, segnata da un’escalation bellica e di violenza patriarcale che ridisegna le priorità politiche ed economiche verso riarmo, guerra e imperialismo.

    L’economia di guerra non è più una minaccia astratta, ma una realtà tangibile che ci colpisce in modo ancora più terribile come donne, froce, lesbiche, persone queer, trans, non binarie, malatə, neurodivergenti e con disabilità, razzializzate, migrantə, sex workers, prigionierə, lavoratricə, anziane e in modo crescente bambinə.
    La sottrazione delle risorse destinate ai bisogni reali, per destinarle invece al riarmo e alla militarizzazione, è sistemica.

    L'autodeterminazione e la libertà dei corpi e dei popoli sono sotto attacco ovunque e in modi diversi, ma tutti con un impatto devastante.

    Una politica della guerra, sul piano interno, è quella che fa della cultura dello stupro e della violenza sessista, maschilista, istituzionale ed economica le proprie parole chiave; una politica che pone al centro la virilità maschile, in un Paese in cui i femminicidi sono all’ordine del giorno e in cui le istituzioni si mostrano incapaci di affrontare il problema su un piano politico, sociale e culturale.
    Siamo noi i soggetti che la società patriarcale ha deciso di sacrificare per poter garantire il proprio funzionamento, è su di noi che si scarica tutto il peso e la violenza di questa crisi capitalistica e delle sue guerre.
    La sentiamo nel peso del lavoro riproduttivo e di cura, nei femminicidi, nella violenza di genere e dei ruoli di genere, nel controllo dei corpi, nel consumismo e nell'estrattivismo sui territori.
    La nostra risposta alla violenza è collettiva, culturale e quotidiana e straborda nelle piazze e negli scioperi.

    Per farlo abbiamo bisogno della pratica transfemminista, che continua ad essere uno degli anticorpi più efficaci e potenti, perché riesce a mettere al centro le vite materiali, le relazioni personali e politiche e le infrastrutture della cura. Vogliamo continuare a immaginare insieme nuovi modi di opporci a questo presente soffocante, per costruire una lotta imprevedibile e concreta.
    Non permetteremo la strumentalizzazione della violenza patriarcale da parte del governo per legittimare risposte securitarie. "Sicurezza" che si traduce in politiche di controllo, militarizzazione dei quartieri, repressione e profilazione razziale, aumento dellə detenutə per reati penali, civili e amministrativi che sono costrettə a vivere in condizioni inumane in carceri sovraffollate.
    L'uso sproporzionato della forza contro i movimenti sociali, le manifestazioni studentesche e quelle sindacali è il volto interno di questa stessa politica di guerra. È stato approvato l'ennesimo Pacchetto Sicurezza: misure che non sono pensate per la nostra sicurezza, ma per reprimere chi esprime dissenso e svuotare le piazze, rendendo la lotta costosissima sul piano economico e sul piano sociale e dando più protezione economica e politica alle forze dell'ordine (che sono ancora senza numeri identificativi).
    La violenza dello stato si manifesta anche con proposte di legge come il DDL Bongiorno. Ci opponiamo alla formulazione della nuova legge sulla violenza sessuale, che elimina il consenso come parametro per giudicare se ci sia stata o meno violenza e smaschera la cultura profondamente patriarcale, misogina e antifemminista dell'esecutivo, che mette sul banco dellə imputatə chi ha subito violenza invece di chi l'agisce, mentre fa la guerra ai Centri Anti Violenza autonomi e transfemministi.
    Vogliamo rimettere al centro i nostri desideri, la nostra rabbia, l'autodeterminazione sui nostri corpi e sui nostri territori.
    Continuiamo a organizzarci, per trasformare il dolore in rabbia e la rabbia in lotta, per innescare il cambiamento personale e collettivo, tramare e cospirare insieme.

    La potenza transfemminista in grado di distruggere le fondamenta di questo sistema razzista, patriarcale, coloniale, abilista e repressivo, forte di quello che abbiamo costruito e trasformato negli ultimi 10 anni e di tutte le genealogie precedenti, ma che sia in grado di leggere il presente e adeguare pratiche e lotte.
    Lo sciopero è esploso in questi anni, anche a partire dal movimento transfemminista globale, nella sua dimensione di pratica sovversiva. È un processo politico costruito non solo su specifiche rivendicazioni, ma con l'obiettivo di trasformare radicalmente i presupposti materiali e sociali di disuguaglianze e gerarchie.
    E quindi, dopo dieci anni, oggi è ancora più urgente lo sciopero dal lavoro riproduttivo e produttivo, dai generi e di genere.

    Scioperiamo perché senza consenso è stupro.
    Scioperiamo perché senza dissenso è dittatura.
    Scioperiamo perché non vogliamo che le nostre vite siano regolate da un'economia di guerra che impone militarizzazione in ogni ambito delle nostre vite.
    Scioperiamo per lo smantellamento delle frontiere che generano morti continue e contro il razzismo di stato.
    Scioperiamo perché nelle scuole non vogliamo le forze dell'ordine ma un'educazione sessuo-affettiva al consenso e al desiderio.
    Scioperiamo perché siamo stanchə di vivere di contratti di lavoro poveri, di lottare contro la disoccupazione, contro la violenza economica, razzista e maschilista dentro e fuori ai luoghi del lavoro.
    Scioperiamo per una salute transfemminista per spazi e reti di cura - siano essi autogestiti o all'interno dei servizi di sanità pubblica - che sappiano farsi carico della nostra salute a 360°: dalla salute sessuale e riproduttiva alla salute mentale.
    Scioperiamo perché vogliamo una casa per tuttə.
    Scioperiamo perché ancora oggi il sud Italia è ai margini delle politiche istituzionali, in cui il progetto surreale del ponte sullo stretto è al centro e le nostre vite terrone sono dimenticate.
    Scioperiamo per il reddito di autodeterminazione.
    Scioperiamo per l'autodeterminazione dei popoli oppressi, per la fine del colonialismo in tutte le sue forme e delle guerre.
    Scioperiamo per immaginare una società che metta al centro la cura e la vita, non il profitto e la guerra.
    LE NOSTRE VITE VALGONO. NOI SCIOPERIAMO!

    roma.convoca.la/event/le-nostr

  16. It's been a crazy week and I didn't manage to post it on November 25 - the International Day Against Violence on Women. But it doesn't matter, because it's worth reminding that "We want all of us alive" always and for ever, every single day.

    #25n #25novembre #25nov25 #women #feminism #NonUnaDiMeno #NiUnaMenos #art #MastoArt #FediArt #FediArtist #watercolor #sketchbook #WomensArt #WomenWarriors

  17. @Otttoz
    Il 14 novembre cade durante gli incontri del #COP30 a Belém, quindi ha il respiro internazionale che è giusto abbia questa manifestazione.
    Il giorno dopo, il 15, ci sarà il #ClimatePride a Roma e l'assemblea nazionale "convocata dall’appello diffuso da @ilmanifesto".

    #NonUnaDiMeno scenderà in corteo contro il patriarcato il 22, mentre il 25 si coordineranno iniziative locali.

    Il 28 sciopero generale, il 29 giornata internazionale per la #Palestina.

    Il 12 dicembre sarà tardi per tutto…

  18. Lotto marzo sciopero transfemminista.

    #NonUnaDiMeno #Torino propone un denso programma di azioni.

    ore 10 al rettorato UniTo, scioperiamo dal lavoro precario

    ore 11 metro Montegrappa, boicottiamo Carefour e carovita

    ore 13 piazza Massaua, blocchiamo l'industria della guerra; pranzo condiviso in piazza!

    ore 17 piazza XVIII dicembre, la marea si riprende tutta la città, corteo pomeridiano.

    #8marzo #lottomarzo
    @nonunadimeno

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