PIOGGE
Ci sono piogge che non sai
Scendono lente e ti intristiscono, pure
Ma che poi non ci pensi
Ché se anche esci, non ti bagnano
E se pure c'hai l'ombrello sembra che non piova
Tanto, dici
Son piogge poco piogge.
Come il pianto di quella donna che ogni giorno incontro mentre il cancello rotto
—Non lo chiuda, per favore, ché è rotto
Oppure in ascensore
Che appoggia le spalle, ti guarda, e si va al piano
— Piove ancora, vero?
— Eh, sì. Non vuole smettere.
E dopo chiude ogni sguardo, il cappotto, ogni luce negli occhi
Perché la sua vita sta morendo lentamente di un male che neppure lei sa
Di un male che in casa torna all'ora di pranzo, e a cena
Tanto è violento, sordo, maligno, assurdo
E sbatte i pugni, uccide il cuore
Che anche le preghiere non bastano
Solo le sue sono lacrime vere
Gocce vere di pioggia
Piogge nere.
Ci sono piogge che non capisci
Che hanno i passi del silenzio
E gridano senza un suono, una nota, senza lo stridore dell'anima
Che graffiano la vita
In un buio acuminato e cieco mentre tutto il mondo è muto
Di fronte a questo calvario di donne
In fila
Sotto la propria croce.
E anche Tu, Dio
Anche Tu,
Taci.