#distruzione — Public Fediverse posts
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13 maggio 2025: la devastazione di Gaza attraverso le immagini di googlemap
ovviamente le immagini sono ferme, in questo post, a cinque mesi fa:https://differx.noblogs.org/2025/10/15/13-maggio-2025-la-devastazione-di-gaza-attraverso-le-immagini-di-googlemap/
#Palestina #Resistenza #ricostruzioni #devastazione #distruzione #Gaza #genocidio #GoogleMap #googlemap #Palestina -
13 maggio 2025: la devastazione di Gaza attraverso le immagini di googlemap
ovviamente le immagini sono ferme, in questo post, a cinque mesi fa:https://differx.noblogs.org/2025/10/15/13-maggio-2025-la-devastazione-di-gaza-attraverso-le-immagini-di-googlemap/
#Palestina #Resistenza #ricostruzioni #devastazione #distruzione #Gaza #genocidio #GoogleMap #googlemap #Palestina -
13 maggio 2025: la devastazione di Gaza attraverso le immagini di googlemap
ovviamente le immagini sono ferme, in questo post, a cinque mesi fa:https://differx.noblogs.org/2025/10/15/13-maggio-2025-la-devastazione-di-gaza-attraverso-le-immagini-di-googlemap/
#Palestina #Resistenza #ricostruzioni #devastazione #distruzione #Gaza #genocidio #GoogleMap #googlemap #Palestina -
‘radio popolare’, 16 sett. 2025: “gaza city brucia di fronte al suo mare”. israele lancia l’offensiva di terra sulla città
da Radio Popolare:
16 sett. 2025: “L’esercito israeliano ha lanciato […] l’invasione di terra su Gaza City. […] I carri armati sono entrati nel cuore della principale città della striscia, e i bombardamenti hanno colpito senza sosta strade, case, infrastrutture. Da questa mattina, i morti sono 89. Centinaia di migliaia di persone vivono ancora nella città. Migliaia di persone stanno invece cercando di fuggire, in un esodo verso un sud che non ha più spazio per ospitarli”.
Il servizio di Valeria Schroter: https://radiopopolare.substack.com/i/173733494/gaza-city-brucia-di-fronte-al-suo-mare-israele-lancia-loffensiva-di-terra-sulla-citta
#Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #famearmadiguerra #valeriaschroter #GazaCity #radiopopolare
#bambini #bombardamenti #carriArmati #children #colonialism #concentramento #deportazione #distruzione #famearmadiguerra #Gaza #GazaCity #gazacity #genocide #genocidio #GENOCIDIOPALESTINESE #ICC #icj #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #Palestina #Palestine #RadioPopolare #RadioPopolare #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #valeriaschroter #warcrimes #zionism
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‘radio popolare’, 16 sett. 2025: “gaza city brucia di fronte al suo mare”. israele lancia l’offensiva di terra sulla città
da Radio Popolare:
16 sett. 2025: “L’esercito israeliano ha lanciato […] l’invasione di terra su Gaza City. […] I carri armati sono entrati nel cuore della principale città della striscia, e i bombardamenti hanno colpito senza sosta strade, case, infrastrutture. Da questa mattina, i morti sono 89. Centinaia di migliaia di persone vivono ancora nella città. Migliaia di persone stanno invece cercando di fuggire, in un esodo verso un sud che non ha più spazio per ospitarli”.
Il servizio di Valeria Schroter: https://radiopopolare.substack.com/i/173733494/gaza-city-brucia-di-fronte-al-suo-mare-israele-lancia-loffensiva-di-terra-sulla-citta
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tavolino incraterato dopo la perdita di sonno e pazienza (tavolino IKEA preso a pugni)
La nuovissima scoperta-che-sarebbe-stato-meglio-non-fare di oggi è, imprevedibilmente… meglio non dare da 5 a 7 botte con un pugno parecchio deciso ai tavolini quadrati dell’IKEA, perché, per quanto l’apparenza e il rumore ingannino, si spaccano malamente e quindi insomma, poi rimangono con una specie di cratere che non è proprio bello da vedere. E ora, come al solito in questa mia vita, sono cazzi. 💔
Chiamatelo magari problema di capacità (mentali), ma il fatto è che non immaginavo si rovinasse in questo modo, perché ignoravo (poi me lo ha spiegato mio padre) che la parte più interna in realtà non è fatta di trucioli schifosi compressati a puntino, bensì di lastre di cartone (praticamente lo stesso dei pacchi, pensate voi che merda) a nido d’ape… o, in altre parole, buona parte dell’interno è aria, non materiale solido, quindi con abbastanza forza (ma neanche chissà quanta, a dire il vero) semplicemente si sfonda; ma, almeno questo va a suo favore, non si spezza, semplicemente va a formarsi un cratere. 😶
Ora forse capisco come si è sentito mio cugino quando, anni e anni fa, dalla rabbia giocando alla PlayStation 4 sbatté il controller a mo’ di martello (tenendolo da un corno e picchiando con quello opposto, insomma) proprio sullo stesso tipo di tavolino, lasciandoci per l’appunto un bel cratere che ricordo con curiosità (mentre il controller non si danneggiò significativamente, lol). Però, se a lui forse si poteva dare la colpa di aver scelto personalmente di impegnarsi in attività videoludiche dannose per lo spirito, quindi arrabbiandosi per via di qualcosa di completamente evitabile… a me in realtà non si è potuto dire chissà cosa, visto che l’incazzamento mi è salito dopo che ho passato quasi un’ora e mezza non riuscendomi ad addormentare, perché si sentivano rumori — che già si sentono di solito, ma stanotte ancora più alti, al punto che il mio solito metodo di stare con la testa tra 2 cuscini non ha funzionato — facendomi per almeno 2 o 3 volte fallire di prendere sonno per pochissimo, alché poi anche col silenzio non sono riuscita a prendere sonno, perché ho accumulato un’incazzatura stratosferica, e, dopo mezz’ora almeno che ho provato a calmarmi aspettando, non ci sono riuscita… e quindi ho preso a pugni il comodino, con l’idea di fare rumore io a mia volta e sfogarmi. 👹
Vabbé, ops, nuovo spacc, ahahah, che ridere… anche se mi secca un po’… Se non altro, sono almeno riuscita a coprire la distruzione, e ristabilire una superficie (quasi) perfettamente piana per i soprammobili, con un foglio plastificato decorativo, però di comprarne un tavolo nuovo non mi va, anche se costa solo 9€ (e, a quanto pare, non lo faranno i miei genitori, perché sul sito di IKEA hanno detto di non aver trovato quello dello stesso colore… evviva?). E comunque… cavolo se è incredibile che io non farei un verso per una vittoria reale persa, ma toglietemi il sonno anche per sbaglio e io immediatamente mi preparo a lanciare le bombe nucleari su tutti i pianeti della nostra galassia… fate molta attenzione. 🕷️
#rotto #notte #spacc #IKEA #tavolo #tavolino #rabbia #distruzione #botte
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pertinenza e correttezza della parola “genocidio” in rapporto al (precisamente) genocidio che israele sta commettendo in palestina
il Dr. #Perlmutter, medico di origini ebraiche, americano, membro di #PAMA , Palestinian-American Medical Association (https://youtu.be/qB-wOSP72TE), intervistato da #cartabianca, spiega molto chiaramente (1) la situazione sanitaria a #Gaza , (2) l’intenzionalità della #distruzione del #PopoloPalestinese , (3) la piena pertinenza della parola #genocidio , e (4) quello che chiunque in #Palestina vede del comportanemto di #israele
tutto questo su un tg mediaset, non propriamente un canale filopalestinese:
https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/gaza-racconto-medico-volontario_98797410-202502k.shtml*
sempre a proposito di genocidio, consiglio di nuovo la visione del video qui: https://slowforward.net/2025/02/06/genocidio-gaza-rapporto-amnesty/
in cui #AmnestyIternational parla del rapporto che ha stilato. suggerisco in particolare l’ascolto attento dell’intervento di #VitoTodeschini , che spiega molto chiaramente la correttezza della parola, applicata al caso della Palestina, secondo criteri legali.#genocidio #Palestine #Palestina
#starvingpeople #starvingcivilians
#iof #idf #colonialism #sionisti
#izrahell #israelterroriststate
#invasion #israelcriminalstate
#israelestatocriminale #children
#bambini #massacri #deportazione
#amnesty #AmnestyInternational #AmnestyIternational #apartheid #bambini #cartabianca #children #colonialism #concentramento #deportazione #distruzione #ethnicCleansing #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #Israele #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #MarkPerlmutter #massacri #mediaset #Palestina #Palestine #PalestinianAmericanMedicalAssociation #PAMA #Perlmutter #PopoloPalestinese #puliziaEtnica #sionismo #sionisti #situazioneSanitaria #starvingcivilians #starvingpeople #VitoTodeschini #VitoTodeschini #warcrimes #zionism
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pertinenza e correttezza della parola “genocidio” in rapporto al (precisamente) genocidio che israele sta commettendo in palestina
il Dr. #Perlmutter, medico di origini ebraiche, americano, membro di #PAMA , Palestinian-American Medical Association (https://youtu.be/qB-wOSP72TE), intervistato da #cartabianca, spiega molto chiaramente (1) la situazione sanitaria a #Gaza , (2) l’intenzionalità della #distruzione del #PopoloPalestinese , (3) la piena pertinenza della parola #genocidio , e (4) quello che chiunque in #Palestina vede del comportanemto di #israele
tutto questo su un tg mediaset, non propriamente un canale filopalestinese:
https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/gaza-racconto-medico-volontario_98797410-202502k.shtml*
sempre a proposito di genocidio, consiglio di nuovo la visione del video qui: https://slowforward.net/2025/02/06/genocidio-gaza-rapporto-amnesty/
in cui #AmnestyIternational parla del rapporto che ha stilato. suggerisco in particolare l’ascolto attento dell’intervento di #VitoTodeschini , che spiega molto chiaramente la correttezza della parola, applicata al caso della Palestina, secondo criteri legali.#genocidio #Palestine #Palestina
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pertinenza e correttezza della parola “genocidio” in rapporto al (precisamente) genocidio che israele sta commettendo in palestina
il Dr. #Perlmutter, medico di origini ebraiche, americano, membro di #PAMA , Palestinian-American Medical Association (https://youtu.be/qB-wOSP72TE), intervistato da #cartabianca, spiega molto chiaramente (1) la situazione sanitaria a #Gaza , (2) l’intenzionalità della #distruzione del #PopoloPalestinese , (3) la piena pertinenza della parola #genocidio , e (4) quello che chiunque in #Palestina vede del comportanemto di #israele
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pertinenza e correttezza della parola “genocidio” in rapporto al (precisamente) genocidio che israele sta commettendo in palestina
il Dr. #Perlmutter, medico di origini ebraiche, americano, membro di #PAMA , Palestinian-American Medical Association (https://youtu.be/qB-wOSP72TE), intervistato da #cartabianca, spiega molto chiaramente (1) la situazione sanitaria a #Gaza , (2) l’intenzionalità della #distruzione del #PopoloPalestinese , (3) la piena pertinenza della parola #genocidio , e (4) quello che chiunque in #Palestina vede del comportanemto di #israele
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Volti che riemergono dal vetro sotto i colpi di martello. Firmato: Simon Berger
https://www.jacoporanieri.com/blog/?p=42265
#artisti #arte #svizzera #ritratti #volti #vetro #martello #tecniche #procedure #creatività #invenzioni #europa #immagini #scultura #materiali #mostre #strano #crepe #distruzione #personaggi
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Volti che riemergono dal vetro sotto i colpi di martello. Firmato: Simon Berger
https://www.jacoporanieri.com/blog/?p=42265
#artisti #arte #svizzera #ritratti #volti #vetro #martello #tecniche #procedure #creatività #invenzioni #europa #immagini #scultura #materiali #mostre #strano #crepe #distruzione #personaggi
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L’annichilente, deflagrante ma non troppo pratico cannone al plasma del Dr. Leyh
https://www.jacoporanieri.com/blog/?p=41774
#armi #tecnologia #tesla #bobine #elettricità #plasma #cannone #lorentz #esperimenti #scienza #ingegneri #personaggi #invenzioni #inventori #fulmini #distruzione #taser #tecnologia #ingegneria #innovazione #condensatori #batterie #esplosione
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L’annichilente, deflagrante ma non troppo pratico cannone al plasma del Dr. Leyh
https://www.jacoporanieri.com/blog/?p=41774
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Il colpo di cannone che, due millenni dopo, distrusse il monumento simbolo dell’antica Grecia
https://www.jacoporanieri.com/blog/?p=41578
#monumenti #storia #battaglie #assedi #eventi #disastri #comandanti #personaggi #grecia #venezia #conflitti #ottomani #distruzione #bombardamento #cannoni #munizioni #sculture #templi #partenone #acropoli #città #musei #patrimonio #antichità
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Il colpo di cannone che, due millenni dopo, distrusse il monumento simbolo dell’antica Grecia
https://www.jacoporanieri.com/blog/?p=41578
#monumenti #storia #battaglie #assedi #eventi #disastri #comandanti #personaggi #grecia #venezia #conflitti #ottomani #distruzione #bombardamento #cannoni #munizioni #sculture #templi #partenone #acropoli #città #musei #patrimonio #antichità
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Fino al 2022 Netflix, che aveva 4,5 milioni di abbonati in Italia, non ha pagato tasse nel nostro paese perchè non aveva dipendenti e neppure una sede. Nel maggio del 2022 ha accettato di pagare all'Agenzia delle entrate poco più di 55 milioni di euro er evitare un contenzioso più pesante dovuto al fatto che in Italia aveva gli impianti.
#sapevatelo #evasionefiscale #guerraaipoveri #distruzione #welfare -
Aspettando l'estinzione umana @aspettandolestinzioneumana.wordpress.com@aspettandolestinzioneumana.wordpress.com ·Sul Ponte dell’arcobaleno giunse un gabbiano. Spaesato si diresse verso un cherubino, il quale gli disse di farsi registrare. Il gabbiano arrivò al cospetto di un angelo, che gli chiese come fosse giunto lì. Il gabbiano disse di essere stato ucciso da un pescatore, perché voleva solo prendere un pesce per nutrirsi. L’angelo, incredulo, rimproverò il gabbiano per aver detto quella bugia. Il gabbiano si offese per quell’accusa e, preso dalla collera, gli indicò la parte del corpo dove aveva subito la ferita mortale. L’angelo, nonostante ciò, continuò a rimanere della propria opinione. Era stato sulla Terra solo ottomila anni prima e umani e animali vivevano in perfetta simbiosi. Il gabbiano lo invitò a recarsi personalmente sulla Terra, per verificare in che pietose condizioni versasse il pianeta. L’angelo, più per sfinimento che per convinzione, diede retta al gabbiano. Scese sulla Terra e, per poco, non morì dallo spavento. Le verdi praterie, i fitti boschi, i limpidi mari… era tutto svanito. Ovunque rivolgesse lo sguardo vedeva grigie costruzioni di cemento e sbuffanti fabbriche che riversavano fumi venefici e liquami malsani in aria e in acqua. I pochi animali presenti erano stati sostituiti da rumorose e ingombranti automobili. L’angelo tornò immediatamente sul Ponte. Le immagini della Terra lo avevano sconvolto al punto tale che scoppiò in lacrime. Il gabbiano cercò di consolarlo e, finalmente, ottenne la tanto agognata registrazione. Finito di svolgere il proprio compito, l’angelo decise di recarsi in Paradiso, per chiedere spiegazioni a Dio. In Paradiso venne accolto con irriverenza dai santi. Lui, lì, era un essere inferiore, esattamente come lo erano gli animali con gli umani. Chiese udienza a Dio ma dovette attendere anni per essere accolto. Quando finalmente i cancelli si aprirono, Dio chiese all’angelo perché si trovasse lì. L’angelo spiegò la situazione a Dio, il quale diede del bugiardo all’angelo. Aveva creato la Terra e gli esseri umani, li aveva dotati del libero arbitrio e della capacità di discernere il bene dal male. Non potevano essere tanto stupidi da non aver capito che dovevano avere cura del proprio pianeta. L’angelo, così come aveva fatto il gabbiano con lui, invitò Dio a osservare la Terra personalmente. Dio accolse il consiglio. Senza scomodarsi allungò le mani e aprì una visuale tra le nuvole. Una densa coltre di smog ricopriva non solo l’atmosfera ma anche gli oceani e i continenti. Dio non riuscì a trovare una spiegazione logica. Quel fumo non l’aveva di certo creato lui. Decise di scendere personalmente sulla Terra. Assunse l’aspetto di un gabbiano, per poter volare libero da un promontorio all’altro, senza impedimenti. Dio constatò che l’angelo diceva il vero. Il cielo aveva assunto inquietanti tonalità grigiastre, il mare aveva smesso di essere limpido e la terra non fioriva più. Continuò a volare ancora un po’ quando, a forza di sbattere le ali, gli venne fame. Cercò di procurarsi un pesce dal mare ma non ne trovò. Decisamente strano. Vide, in lontananza, un pescatore, con una rete piena di pesci. Fin troppi, per sfamare un solo uomo. Forse aveva una famiglia molto numerosa? Dio non se ne preoccupò ulteriormente. Si avvicinò al pescatore, richiamando la sua attenzione. L’uomo gli avrebbe sicuramente gettato un pesce, in fondo ne aveva pescati molti. Invece, Dio, ricevette un’accoglienza tutt’altro che amichevole. Il pescatore imbracciò un bastone e lo sbatté sulle ali del gabbiano, ferendolo gravemente. Dio, spaventato da tanta ferocia, decise di tornare immediatamente in Paradiso. Recuperò all’istante il proprio aspetto incorporeo, prima che la ferita potesse ucciderlo. Chiamò a sé l’angelo e gli disse di tornare sul Ponte. Avrebbe risolto personalmente il problema sulla Terra. Convocò Satana e lo rimproverò, per aver reso cattivi gli esseri umani. Satana, con un sorriso beffardo, rispose a Dio che l’uomo era stato creato a sua immagine e somiglianza e che era stato lo stesso Dio a concedergli il libero arbitrio. Dio non riuscì a replicare all’arringa e congedò Satana. La questione era più grave del previsto. Pensò a un modo per rimediare ma scartò le piaghe, perché già utilizzate in precedenza e risultate inutili. L’uomo stesso aveva provocato calamità naturali superiori a quelle scaturite dai poteri di Dio. Cos’altro avrebbe potuto spaventarlo, al punto da costringerlo a redimersi? Dio pensò di far sparire tutti gli animali, per far patire la fame agli umani, e così fece. Loro, però, diventarono tutti vegani. Allora fece scomparire tutte le auto, per impedire che si potessero spostare da una città all’altra. Gli umani scoprirono di potersi muovere anche a piedi od in bicicletta. Fece sparire i televisori. Gli umani iniziarono a leggere libri. Fece sparire i computer. Gli umani, per passare il tempo, iniziarono a passeggiare nei boschi od in riva al mare. Fece sparire tutte la fabbriche. Gli umani iniziarono a produrre risorse manualmente. Vedendo che si stavano adattando a uno stile di vita sobrio, Dio decise di far comparire di nuovo gli animali. L’uomo iniziò a ucciderli, per nutrirsene. Per distogliere l’attenzione dalla fame fece ricomparire le tv. L’uomo iniziò a uscire sempre meno di casa. Allora Dio decise di far tornare tutto come prima. Affranto dal fallimento di cambiare la personalità degli esseri umani, decise di giocare un’ultima carta. Convocò nuovamente Satana e gli diede carta bianca. Avrebbe potuto fare ciò che voleva degli umani. Satana declinò gentilmente l’invito, dicendo che loro l’avevano superato, in quanto a cattiveria. Dio rifletté su quelle parole e capì che aveva sbagliato a creare gli umani. Così li fece sparire completamente dalla faccia della Terra e, in poco tempo, la natura si riappropriò del pianeta. Dio chiese a Satana di fargli spazio all’inferno perché, chi aveva creato l’uomo, non poteva essere considerato un essere buono e giusto.
© L’Umano
https://aspettandolestinzioneumana.wordpress.com/2024/02/11/divina-ecologia/
#animali #biancoENero100 #creazione #dio #distruzione #divinaEcologia #estinzioneUmana #morte #ponteDellArcobaleno #Racconti #satana
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Aspettando l'estinzione umana @aspettandolestinzioneumana.wordpress.com@aspettandolestinzioneumana.wordpress.com ·Sul Ponte dell’arcobaleno giunse un gabbiano. Spaesato si diresse verso un cherubino, il quale gli disse di farsi registrare. Il gabbiano arrivò al cospetto di un angelo, che gli chiese come fosse giunto lì. Il gabbiano disse di essere stato ucciso da un pescatore, perché voleva solo prendere un pesce per nutrirsi. L’angelo, incredulo, rimproverò il gabbiano per aver detto quella bugia. Il gabbiano si offese per quell’accusa e, preso dalla collera, gli indicò la parte del corpo dove aveva subito la ferita mortale. L’angelo, nonostante ciò, continuò a rimanere della propria opinione. Era stato sulla Terra solo ottomila anni prima e umani e animali vivevano in perfetta simbiosi. Il gabbiano lo invitò a recarsi personalmente sulla Terra, per verificare in che pietose condizioni versasse il pianeta. L’angelo, più per sfinimento che per convinzione, diede retta al gabbiano. Scese sulla Terra e, per poco, non morì dallo spavento. Le verdi praterie, i fitti boschi, i limpidi mari… era tutto svanito. Ovunque rivolgesse lo sguardo vedeva grigie costruzioni di cemento e sbuffanti fabbriche che riversavano fumi venefici e liquami malsani in aria e in acqua. I pochi animali presenti erano stati sostituiti da rumorose e ingombranti automobili. L’angelo tornò immediatamente sul Ponte. Le immagini della Terra lo avevano sconvolto al punto tale che scoppiò in lacrime. Il gabbiano cercò di consolarlo e, finalmente, ottenne la tanto agognata registrazione. Finito di svolgere il proprio compito, l’angelo decise di recarsi in Paradiso, per chiedere spiegazioni a Dio. In Paradiso venne accolto con irriverenza dai santi. Lui, lì, era un essere inferiore, esattamente come lo erano gli animali con gli umani. Chiese udienza a Dio ma dovette attendere anni per essere accolto. Quando finalmente i cancelli si aprirono, Dio chiese all’angelo perché si trovasse lì. L’angelo spiegò la situazione a Dio, il quale diede del bugiardo all’angelo. Aveva creato la Terra e gli esseri umani, li aveva dotati del libero arbitrio e della capacità di discernere il bene dal male. Non potevano essere tanto stupidi da non aver capito che dovevano avere cura del proprio pianeta. L’angelo, così come aveva fatto il gabbiano con lui, invitò Dio a osservare la Terra personalmente. Dio accolse il consiglio. Senza scomodarsi allungò le mani e aprì una visuale tra le nuvole. Una densa coltre di smog ricopriva non solo l’atmosfera ma anche gli oceani e i continenti. Dio non riuscì a trovare una spiegazione logica. Quel fumo non l’aveva di certo creato lui. Decise di scendere personalmente sulla Terra. Assunse l’aspetto di un gabbiano, per poter volare libero da un promontorio all’altro, senza impedimenti. Dio constatò che l’angelo diceva il vero. Il cielo aveva assunto inquietanti tonalità grigiastre, il mare aveva smesso di essere limpido e la terra non fioriva più. Continuò a volare ancora un po’ quando, a forza di sbattere le ali, gli venne fame. Cercò di procurarsi un pesce dal mare ma non ne trovò. Decisamente strano. Vide, in lontananza, un pescatore, con una rete piena di pesci. Fin troppi, per sfamare un solo uomo. Forse aveva una famiglia molto numerosa? Dio non se ne preoccupò ulteriormente. Si avvicinò al pescatore, richiamando la sua attenzione. L’uomo gli avrebbe sicuramente gettato un pesce, in fondo ne aveva pescati molti. Invece, Dio, ricevette un’accoglienza tutt’altro che amichevole. Il pescatore imbracciò un bastone e lo sbatté sulle ali del gabbiano, ferendolo gravemente. Dio, spaventato da tanta ferocia, decise di tornare immediatamente in Paradiso. Recuperò all’istante il proprio aspetto incorporeo, prima che la ferita potesse ucciderlo. Chiamò a sé l’angelo e gli disse di tornare sul Ponte. Avrebbe risolto personalmente il problema sulla Terra. Convocò Satana e lo rimproverò, per aver reso cattivi gli esseri umani. Satana, con un sorriso beffardo, rispose a Dio che l’uomo era stato creato a sua immagine e somiglianza e che era stato lo stesso Dio a concedergli il libero arbitrio. Dio non riuscì a replicare all’arringa e congedò Satana. La questione era più grave del previsto. Pensò a un modo per rimediare ma scartò le piaghe, perché già utilizzate in precedenza e risultate inutili. L’uomo stesso aveva provocato calamità naturali superiori a quelle scaturite dai poteri di Dio. Cos’altro avrebbe potuto spaventarlo, al punto da costringerlo a redimersi? Dio pensò di far sparire tutti gli animali, per far patire la fame agli umani, e così fece. Loro, però, diventarono tutti vegani. Allora fece scomparire tutte le auto, per impedire che si potessero spostare da una città all’altra. Gli umani scoprirono di potersi muovere anche a piedi od in bicicletta. Fece sparire i televisori. Gli umani iniziarono a leggere libri. Fece sparire i computer. Gli umani, per passare il tempo, iniziarono a passeggiare nei boschi od in riva al mare. Fece sparire tutte la fabbriche. Gli umani iniziarono a produrre risorse manualmente. Vedendo che si stavano adattando a uno stile di vita sobrio, Dio decise di far comparire di nuovo gli animali. L’uomo iniziò a ucciderli, per nutrirsene. Per distogliere l’attenzione dalla fame fece ricomparire le tv. L’uomo iniziò a uscire sempre meno di casa. Allora Dio decise di far tornare tutto come prima. Affranto dal fallimento di cambiare la personalità degli esseri umani, decise di giocare un’ultima carta. Convocò nuovamente Satana e gli diede carta bianca. Avrebbe potuto fare ciò che voleva degli umani. Satana declinò gentilmente l’invito, dicendo che loro l’avevano superato, in quanto a cattiveria. Dio rifletté su quelle parole e capì che aveva sbagliato a creare gli umani. Così li fece sparire completamente dalla faccia della Terra e, in poco tempo, la natura si riappropriò del pianeta. Dio chiese a Satana di fargli spazio all’inferno perché, chi aveva creato l’uomo, non poteva essere considerato un essere buono e giusto.
© L’Umano
https://aspettandolestinzioneumana.wordpress.com/2024/02/11/divina-ecologia/
#animali #biancoENero100 #creazione #dio #distruzione #divinaEcologia #estinzioneUmana #morte #ponteDellArcobaleno #Racconti #satana
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Aspettando l'estinzione umana @aspettandolestinzioneumana.wordpress.com@aspettandolestinzioneumana.wordpress.com ·Sul Ponte dell’arcobaleno giunse un gabbiano. Spaesato si diresse verso un cherubino, il quale gli disse di farsi registrare. Il gabbiano arrivò al cospetto di un angelo, che gli chiese come fosse giunto lì. Il gabbiano disse di essere stato ucciso da un pescatore, perché voleva solo prendere un pesce per nutrirsi. L’angelo, incredulo, rimproverò il gabbiano per aver detto quella bugia. Il gabbiano si offese per quell’accusa e, preso dalla collera, gli indicò la parte del corpo dove aveva subito la ferita mortale. L’angelo, nonostante ciò, continuò a rimanere della propria opinione. Era stato sulla Terra solo ottomila anni prima e umani e animali vivevano in perfetta simbiosi. Il gabbiano lo invitò a recarsi personalmente sulla Terra, per verificare in che pietose condizioni versasse il pianeta. L’angelo, più per sfinimento che per convinzione, diede retta al gabbiano. Scese sulla Terra e, per poco, non morì dallo spavento. Le verdi praterie, i fitti boschi, i limpidi mari… era tutto svanito. Ovunque rivolgesse lo sguardo vedeva grigie costruzioni di cemento e sbuffanti fabbriche che riversavano fumi venefici e liquami malsani in aria e in acqua. I pochi animali presenti erano stati sostituiti da rumorose e ingombranti automobili. L’angelo tornò immediatamente sul Ponte. Le immagini della Terra lo avevano sconvolto al punto tale che scoppiò in lacrime. Il gabbiano cercò di consolarlo e, finalmente, ottenne la tanto agognata registrazione. Finito di svolgere il proprio compito, l’angelo decise di recarsi in Paradiso, per chiedere spiegazioni a Dio. In Paradiso venne accolto con irriverenza dai santi. Lui, lì, era un essere inferiore, esattamente come lo erano gli animali con gli umani. Chiese udienza a Dio ma dovette attendere anni per essere accolto. Quando finalmente i cancelli si aprirono, Dio chiese all’angelo perché si trovasse lì. L’angelo spiegò la situazione a Dio, il quale diede del bugiardo all’angelo. Aveva creato la Terra e gli esseri umani, li aveva dotati del libero arbitrio e della capacità di discernere il bene dal male. Non potevano essere tanto stupidi da non aver capito che dovevano avere cura del proprio pianeta. L’angelo, così come aveva fatto il gabbiano con lui, invitò Dio a osservare la Terra personalmente. Dio accolse il consiglio. Senza scomodarsi allungò le mani e aprì una visuale tra le nuvole. Una densa coltre di smog ricopriva non solo l’atmosfera ma anche gli oceani e i continenti. Dio non riuscì a trovare una spiegazione logica. Quel fumo non l’aveva di certo creato lui. Decise di scendere personalmente sulla Terra. Assunse l’aspetto di un gabbiano, per poter volare libero da un promontorio all’altro, senza impedimenti. Dio constatò che l’angelo diceva il vero. Il cielo aveva assunto inquietanti tonalità grigiastre, il mare aveva smesso di essere limpido e la terra non fioriva più. Continuò a volare ancora un po’ quando, a forza di sbattere le ali, gli venne fame. Cercò di procurarsi un pesce dal mare ma non ne trovò. Decisamente strano. Vide, in lontananza, un pescatore, con una rete piena di pesci. Fin troppi, per sfamare un solo uomo. Forse aveva una famiglia molto numerosa? Dio non se ne preoccupò ulteriormente. Si avvicinò al pescatore, richiamando la sua attenzione. L’uomo gli avrebbe sicuramente gettato un pesce, in fondo ne aveva pescati molti. Invece, Dio, ricevette un’accoglienza tutt’altro che amichevole. Il pescatore imbracciò un bastone e lo sbatté sulle ali del gabbiano, ferendolo gravemente. Dio, spaventato da tanta ferocia, decise di tornare immediatamente in Paradiso. Recuperò all’istante il proprio aspetto incorporeo, prima che la ferita potesse ucciderlo. Chiamò a sé l’angelo e gli disse di tornare sul Ponte. Avrebbe risolto personalmente il problema sulla Terra. Convocò Satana e lo rimproverò, per aver reso cattivi gli esseri umani. Satana, con un sorriso beffardo, rispose a Dio che l’uomo era stato creato a sua immagine e somiglianza e che era stato lo stesso Dio a concedergli il libero arbitrio. Dio non riuscì a replicare all’arringa e congedò Satana. La questione era più grave del previsto. Pensò a un modo per rimediare ma scartò le piaghe, perché già utilizzate in precedenza e risultate inutili. L’uomo stesso aveva provocato calamità naturali superiori a quelle scaturite dai poteri di Dio. Cos’altro avrebbe potuto spaventarlo, al punto da costringerlo a redimersi? Dio pensò di far sparire tutti gli animali, per far patire la fame agli umani, e così fece. Loro, però, diventarono tutti vegani. Allora fece scomparire tutte le auto, per impedire che si potessero spostare da una città all’altra. Gli umani scoprirono di potersi muovere anche a piedi od in bicicletta. Fece sparire i televisori. Gli umani iniziarono a leggere libri. Fece sparire i computer. Gli umani, per passare il tempo, iniziarono a passeggiare nei boschi od in riva al mare. Fece sparire tutte la fabbriche. Gli umani iniziarono a produrre risorse manualmente. Vedendo che si stavano adattando a uno stile di vita sobrio, Dio decise di far comparire di nuovo gli animali. L’uomo iniziò a ucciderli, per nutrirsene. Per distogliere l’attenzione dalla fame fece ricomparire le tv. L’uomo iniziò a uscire sempre meno di casa. Allora Dio decise di far tornare tutto come prima. Affranto dal fallimento di cambiare la personalità degli esseri umani, decise di giocare un’ultima carta. Convocò nuovamente Satana e gli diede carta bianca. Avrebbe potuto fare ciò che voleva degli umani. Satana declinò gentilmente l’invito, dicendo che loro l’avevano superato, in quanto a cattiveria. Dio rifletté su quelle parole e capì che aveva sbagliato a creare gli umani. Così li fece sparire completamente dalla faccia della Terra e, in poco tempo, la natura si riappropriò del pianeta. Dio chiese a Satana di fargli spazio all’inferno perché, chi aveva creato l’uomo, non poteva essere considerato un essere buono e giusto.
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#animali #biancoENero100 #creazione #dio #distruzione #divinaEcologia #estinzioneUmana #morte #ponteDellArcobaleno #Racconti #satana
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Aspettando l'estinzione umana @aspettandolestinzioneumana.wordpress.com@aspettandolestinzioneumana.wordpress.com ·Sul Ponte dell’arcobaleno giunse un gabbiano. Spaesato si diresse verso un cherubino, il quale gli disse di farsi registrare. Il gabbiano arrivò al cospetto di un angelo, che gli chiese come fosse giunto lì. Il gabbiano disse di essere stato ucciso da un pescatore, perché voleva solo prendere un pesce per nutrirsi. L’angelo, incredulo, rimproverò il gabbiano per aver detto quella bugia. Il gabbiano si offese per quell’accusa e, preso dalla collera, gli indicò la parte del corpo dove aveva subito la ferita mortale. L’angelo, nonostante ciò, continuò a rimanere della propria opinione. Era stato sulla Terra solo ottomila anni prima e umani e animali vivevano in perfetta simbiosi. Il gabbiano lo invitò a recarsi personalmente sulla Terra, per verificare in che pietose condizioni versasse il pianeta. L’angelo, più per sfinimento che per convinzione, diede retta al gabbiano. Scese sulla Terra e, per poco, non morì dallo spavento. Le verdi praterie, i fitti boschi, i limpidi mari… era tutto svanito. Ovunque rivolgesse lo sguardo vedeva grigie costruzioni di cemento e sbuffanti fabbriche che riversavano fumi venefici e liquami malsani in aria e in acqua. I pochi animali presenti erano stati sostituiti da rumorose e ingombranti automobili. L’angelo tornò immediatamente sul Ponte. Le immagini della Terra lo avevano sconvolto al punto tale che scoppiò in lacrime. Il gabbiano cercò di consolarlo e, finalmente, ottenne la tanto agognata registrazione. Finito di svolgere il proprio compito, l’angelo decise di recarsi in Paradiso, per chiedere spiegazioni a Dio. In Paradiso venne accolto con irriverenza dai santi. Lui, lì, era un essere inferiore, esattamente come lo erano gli animali con gli umani. Chiese udienza a Dio ma dovette attendere anni per essere accolto. Quando finalmente i cancelli si aprirono, Dio chiese all’angelo perché si trovasse lì. L’angelo spiegò la situazione a Dio, il quale diede del bugiardo all’angelo. Aveva creato la Terra e gli esseri umani, li aveva dotati del libero arbitrio e della capacità di discernere il bene dal male. Non potevano essere tanto stupidi da non aver capito che dovevano avere cura del proprio pianeta. L’angelo, così come aveva fatto il gabbiano con lui, invitò Dio a osservare la Terra personalmente. Dio accolse il consiglio. Senza scomodarsi allungò le mani e aprì una visuale tra le nuvole. Una densa coltre di smog ricopriva non solo l’atmosfera ma anche gli oceani e i continenti. Dio non riuscì a trovare una spiegazione logica. Quel fumo non l’aveva di certo creato lui. Decise di scendere personalmente sulla Terra. Assunse l’aspetto di un gabbiano, per poter volare libero da un promontorio all’altro, senza impedimenti. Dio constatò che l’angelo diceva il vero. Il cielo aveva assunto inquietanti tonalità grigiastre, il mare aveva smesso di essere limpido e la terra non fioriva più. Continuò a volare ancora un po’ quando, a forza di sbattere le ali, gli venne fame. Cercò di procurarsi un pesce dal mare ma non ne trovò. Decisamente strano. Vide, in lontananza, un pescatore, con una rete piena di pesci. Fin troppi, per sfamare un solo uomo. Forse aveva una famiglia molto numerosa? Dio non se ne preoccupò ulteriormente. Si avvicinò al pescatore, richiamando la sua attenzione. L’uomo gli avrebbe sicuramente gettato un pesce, in fondo ne aveva pescati molti. Invece, Dio, ricevette un’accoglienza tutt’altro che amichevole. Il pescatore imbracciò un bastone e lo sbatté sulle ali del gabbiano, ferendolo gravemente. Dio, spaventato da tanta ferocia, decise di tornare immediatamente in Paradiso. Recuperò all’istante il proprio aspetto incorporeo, prima che la ferita potesse ucciderlo. Chiamò a sé l’angelo e gli disse di tornare sul Ponte. Avrebbe risolto personalmente il problema sulla Terra. Convocò Satana e lo rimproverò, per aver reso cattivi gli esseri umani. Satana, con un sorriso beffardo, rispose a Dio che l’uomo era stato creato a sua immagine e somiglianza e che era stato lo stesso Dio a concedergli il libero arbitrio. Dio non riuscì a replicare all’arringa e congedò Satana. La questione era più grave del previsto. Pensò a un modo per rimediare ma scartò le piaghe, perché già utilizzate in precedenza e risultate inutili. L’uomo stesso aveva provocato calamità naturali superiori a quelle scaturite dai poteri di Dio. Cos’altro avrebbe potuto spaventarlo, al punto da costringerlo a redimersi? Dio pensò di far sparire tutti gli animali, per far patire la fame agli umani, e così fece. Loro, però, diventarono tutti vegani. Allora fece scomparire tutte le auto, per impedire che si potessero spostare da una città all’altra. Gli umani scoprirono di potersi muovere anche a piedi od in bicicletta. Fece sparire i televisori. Gli umani iniziarono a leggere libri. Fece sparire i computer. Gli umani, per passare il tempo, iniziarono a passeggiare nei boschi od in riva al mare. Fece sparire tutte la fabbriche. Gli umani iniziarono a produrre risorse manualmente. Vedendo che si stavano adattando a uno stile di vita sobrio, Dio decise di far comparire di nuovo gli animali. L’uomo iniziò a ucciderli, per nutrirsene. Per distogliere l’attenzione dalla fame fece ricomparire le tv. L’uomo iniziò a uscire sempre meno di casa. Allora Dio decise di far tornare tutto come prima. Affranto dal fallimento di cambiare la personalità degli esseri umani, decise di giocare un’ultima carta. Convocò nuovamente Satana e gli diede carta bianca. Avrebbe potuto fare ciò che voleva degli umani. Satana declinò gentilmente l’invito, dicendo che loro l’avevano superato, in quanto a cattiveria. Dio rifletté su quelle parole e capì che aveva sbagliato a creare gli umani. Così li fece sparire completamente dalla faccia della Terra e, in poco tempo, la natura si riappropriò del pianeta. Dio chiese a Satana di fargli spazio all’inferno perché, chi aveva creato l’uomo, non poteva essere considerato un essere buono e giusto.
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Scese sulla Terra e, per poco, non morì dallo spavento. Le verdi praterie, i fitti boschi, i limpidi mari… era tutto svanito. Ovunque rivolgesse lo sguardo vedeva grigie costruzioni di cemento e sbuffanti fabbriche che riversavano fumi venefici e liquami malsani in aria e in acqua. I pochi animali presenti erano stati sostituiti da rumorose e ingombranti automobili. L’angelo tornò immediatamente sul Ponte. Le immagini della Terra lo avevano sconvolto al punto tale che scoppiò in lacrime. Il gabbiano cercò di consolarlo e, finalmente, ottenne la tanto agognata registrazione. Finito di svolgere il proprio compito, l’angelo decise di recarsi in Paradiso, per chiedere spiegazioni a Dio. In Paradiso venne accolto con irriverenza dai santi. Lui, lì, era un essere inferiore, esattamente come lo erano gli animali con gli umani. Chiese udienza a Dio ma dovette attendere anni per essere accolto. Quando finalmente i cancelli si aprirono, Dio chiese all’angelo perché si trovasse lì. L’angelo spiegò la situazione a Dio, il quale diede del bugiardo all’angelo. Aveva creato la Terra e gli esseri umani, li aveva dotati del libero arbitrio e della capacità di discernere il bene dal male. Non potevano essere tanto stupidi da non aver capito che dovevano avere cura del proprio pianeta. L’angelo, così come aveva fatto il gabbiano con lui, invitò Dio a osservare la Terra personalmente. Dio accolse il consiglio. Senza scomodarsi allungò le mani e aprì una visuale tra le nuvole. Una densa coltre di smog ricopriva non solo l’atmosfera ma anche gli oceani e i continenti. Dio non riuscì a trovare una spiegazione logica. Quel fumo non l’aveva di certo creato lui. Decise di scendere personalmente sulla Terra. Assunse l’aspetto di un gabbiano, per poter volare libero da un promontorio all’altro, senza impedimenti. Dio constatò che l’angelo diceva il vero. Il cielo aveva assunto inquietanti tonalità grigiastre, il mare aveva smesso di essere limpido e la terra non fioriva più. Continuò a volare ancora un po’ quando, a forza di sbattere le ali, gli venne fame. Cercò di procurarsi un pesce dal mare ma non ne trovò. Decisamente strano. Vide, in lontananza, un pescatore, con una rete piena di pesci. Fin troppi, per sfamare un solo uomo. Forse aveva una famiglia molto numerosa? Dio non se ne preoccupò ulteriormente. Si avvicinò al pescatore, richiamando la sua attenzione. L’uomo gli avrebbe sicuramente gettato un pesce, in fondo ne aveva pescati molti. Invece, Dio, ricevette un’accoglienza tutt’altro che amichevole. Il pescatore imbracciò un bastone e lo sbatté sulle ali del gabbiano, ferendolo gravemente. Dio, spaventato da tanta ferocia, decise di tornare immediatamente in Paradiso. Recuperò all’istante il proprio aspetto incorporeo, prima che la ferita potesse ucciderlo. Chiamò a sé l’angelo e gli disse di tornare sul Ponte. Avrebbe risolto personalmente il problema sulla Terra. Convocò Satana e lo rimproverò, per aver reso cattivi gli esseri umani. Satana, con un sorriso beffardo, rispose a Dio che l’uomo era stato creato a sua immagine e somiglianza e che era stato lo stesso Dio a concedergli il libero arbitrio. Dio non riuscì a replicare all’arringa e congedò Satana. La questione era più grave del previsto. Pensò a un modo per rimediare ma scartò le piaghe, perché già utilizzate in precedenza e risultate inutili. L’uomo stesso aveva provocato calamità naturali superiori a quelle scaturite dai poteri di Dio. Cos’altro avrebbe potuto spaventarlo, al punto da costringerlo a redimersi? Dio pensò di far sparire tutti gli animali, per far patire la fame agli umani, e così fece. Loro, però, diventarono tutti vegani. Allora fece scomparire tutte le auto, per impedire che si potessero spostare da una città all’altra. Gli umani scoprirono di potersi muovere anche a piedi od in bicicletta. Fece sparire i televisori. Gli umani iniziarono a leggere libri. Fece sparire i computer. Gli umani, per passare il tempo, iniziarono a passeggiare nei boschi od in riva al mare. Fece sparire tutte la fabbriche. Gli umani iniziarono a produrre risorse manualmente. Vedendo che si stavano adattando a uno stile di vita sobrio, Dio decise di far comparire di nuovo gli animali. L’uomo iniziò a ucciderli, per nutrirsene. Per distogliere l’attenzione dalla fame fece ricomparire le tv. L’uomo iniziò a uscire sempre meno di casa. Allora Dio decise di far tornare tutto come prima. Affranto dal fallimento di cambiare la personalità degli esseri umani, decise di giocare un’ultima carta. Convocò nuovamente Satana e gli diede carta bianca. Avrebbe potuto fare ciò che voleva degli umani. Satana declinò gentilmente l’invito, dicendo che loro l’avevano superato, in quanto a cattiveria. Dio rifletté su quelle parole e capì che aveva sbagliato a creare gli umani. Così li fece sparire completamente dalla faccia della Terra e, in poco tempo, la natura si riappropriò del pianeta. Dio chiese a Satana di fargli spazio all’inferno perché, chi aveva creato l’uomo, non poteva essere considerato un essere buono e giusto.
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