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  1. Fascismo italiano: storia, origini e costruzione del regime

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    Il fascismo nacque in Italia dopo la Prima guerra mondiale e, nel giro di pochi anni, passò da movimento politico minoritario a forza di governo e poi a regime dittatoriale.

    La sua affermazione non può essere spiegata attraverso una sola causa. La crisi sociale e politica del dopoguerra, la violenza squadrista, la paura delle classi dirigenti di fronte alle lotte operaie e contadine, le divisioni degli avversari del fascismo, l’atteggiamento delle istituzioni liberali e infine le decisioni della monarchia contribuirono, in forme differenti, alla conquista fascista del potere.

    Dalla nascita dei Fasci italiani di combattimento nel 1919 alla Marcia su Roma del 1922, dall’assassinio di Giacomo Matteotti alla costruzione della dittatura tra il 1925 e il 1926, il fascismo trasformò progressivamente le istituzioni italiane fino alla creazione di uno Stato autoritario a partito unico.

    Comprendere questa trasformazione è importante anche per distinguere il fascismo storico italiano dall’uso molto più ampio che la parola “fascismo” ha assunto successivamente nel linguaggio politico.

    Che cos’è il fascismo

    In senso storico, il fascismo è il movimento politico nato dai Fasci italiani di combattimento, fondati da Benito Mussolini nel 1919, trasformato nel 1921 nel Partito Nazionale Fascista e arrivato al governo nel 1922.

    Dal 1925 il governo fascista trasformò progressivamente l’Italia in una dittatura caratterizzata dalla concentrazione del potere esecutivo, dalla soppressione delle opposizioni politiche, dal controllo della stampa e delle organizzazioni sociali e dal ruolo dominante del Partito Nazionale Fascista.

    Successivamente il termine è stato utilizzato anche per descrivere movimenti e regimi differenti sorti in altri paesi. Questo uso più ampio è oggetto di un vasto dibattito storiografico: non tutti i movimenti autoritari o nazionalisti possono essere identificati automaticamente con il fascismo italiano.

    Per questa ragione è utile partire dalla sua storia concreta.

    La nascita dei Fasci di combattimento nel 1919

    La Prima guerra mondiale lasciò l’Italia attraversata da fortissime tensioni.

    Inflazione, disoccupazione, difficoltà nella riconversione dell’economia di guerra, conflitti sociali e aspettative deluse contribuirono a creare un clima di instabilità.

    Nel 1919 Mussolini fondò a Milano i Fasci italiani di combattimento.

    Il movimento iniziale non possedeva ancora tutte le caratteristiche che avrebbe assunto successivamente. Convivevano al suo interno nazionalismo, interventismo, elementi repubblicani, rivendicazioni sociali e una forte cultura politica derivata dall’esperienza della guerra.

    Alle elezioni politiche del 1919 i fascisti ottennero risultati molto modesti.

    La situazione cambiò profondamente nei due anni successivi.

    Il Biennio rosso e lo sviluppo dello squadrismo

    Tra il 1919 e il 1920 l’Italia attraversò una stagione di fortissima mobilitazione operaia e contadina, passata alla storia come Biennio rosso.

    Scioperi, occupazioni delle fabbriche, crescita sindacale e lotte agrarie alimentarono nelle classi proprietarie e in una parte dei ceti medi il timore di una trasformazione rivoluzionaria.

    Fu in questo contesto che crebbe lo squadrismo fascista.

    Le squadre d’azione fasciste utilizzarono sistematicamente la violenza contro organizzazioni operaie e contadine, camere del lavoro, cooperative, circoli politici, giornali e amministrazioni locali.

    Bologna fu uno dei laboratori più significativi di questo conflitto: lotte agrarie, organizzazioni socialiste e anarchiche, squadrismo e Arditi del Popolo si scontrarono negli anni che precedettero la Marcia su Roma. Il caso è ricostruito in Guerra civile a Bologna (1919-1922): violenza politica e nascita del fascismo.

    Treccani definisce lo squadrismo come l’impiego di formazioni armate irregolari con finalità intimidatorie e repressive, utilizzate dal fascismo soprattutto contro il movimento operaio e le sue organizzazioni.

    La violenza politica non costituiva quindi un elemento marginale della crescita fascista.

    Fu uno degli strumenti attraverso cui il movimento riuscì ad aumentare rapidamente la propria influenza.

    Perché il fascismo riuscì ad affermarsi

    Non esiste una sola spiegazione della vittoria fascista.

    La storiografia ha discusso a lungo il peso relativo di numerosi fattori:

    • la crisi dello Stato liberale;
    • il conflitto sociale del dopoguerra;
    • l’appoggio ricevuto dallo squadrismo da settori agrari e imprenditoriali;
    • l’atteggiamento di apparati dello Stato;
    • le divisioni tra socialisti, comunisti e altre forze di opposizione;
    • la capacità di Mussolini di alternare violenza e trattativa politica;
    • l’atteggiamento della monarchia.

    Sul processo che portò il fascismo dalle sue origini al governo abbiamo già approfondito il tema in L’ascesa del fascismo al governo e i fattori che lo favoriscono.

    Il punto importante è che l’ascesa fascista non avvenne esclusivamente attraverso un’insurrezione militare e neppure attraverso una normale alternanza elettorale.

    Violenza politica e utilizzo delle istituzioni procedettero contemporaneamente.

    La Marcia su Roma

    Il passaggio decisivo avvenne nell’ottobre 1922.

    Il Partito Nazionale Fascista organizzò una mobilitazione di squadristi destinata a esercitare pressione sul governo e sulla monarchia.

    Il governo guidato da Luigi Facta propose lo stato d’assedio, ma Vittorio Emanuele III rifiutò di firmarlo.

    Il 29 ottobre il re affidò quindi a Mussolini l’incarico di formare il governo.

    È importante sottolineare questo passaggio perché la successiva propaganda fascista trasformò la Marcia su Roma nel mito fondativo di una rivoluzione vittoriosa.

    Dal punto di vista istituzionale, però, Mussolini arrivò alla presidenza del Consiglio attraverso l’incarico conferitogli dal re, mentre la minaccia dello squadrismo esercitava una forte pressione politica e militare.

    La ricostruzione più dettagliata di questo passaggio è nel nostro approfondimento La Marcia su Roma fascista di Mussolini nel centenario.

    Dal governo di coalizione alla dittatura

    Il governo Mussolini nato nel 1922 non era ancora un regime a partito unico.

    Comprendeva anche ministri provenienti da altre forze politiche.

    Nei primi anni il fascismo utilizzò contemporaneamente gli strumenti dello Stato, la trasformazione delle leggi e la pressione violenta esercitata dalle proprie organizzazioni.

    Nel 1923 venne approvata la legge Acerbo, che attribuiva un forte premio di maggioranza alla lista che avesse superato una determinata soglia di voti.

    Le elezioni dell’aprile 1924 si svolsero in un clima caratterizzato da violenze e intimidazioni.

    Il deputato socialista Giacomo Matteotti denunciò in Parlamento le irregolarità e le violenze della campagna elettorale.

    Il 10 giugno 1924 venne rapito e ucciso da uomini legati all’apparato fascista. La sua morte provocò una delle più gravi crisi del governo Mussolini.

    La crisi Matteotti non provocò però la caduta del fascismo.

    Il 3 gennaio 1925 Mussolini pronunciò alla Camera il discorso che convenzionalmente segna l’inizio della trasformazione definitiva del governo fascista in dittatura.

    Le leggi fascistissime e la costruzione del regime

    Tra il 1925 e il 1926 una serie di provvedimenti modificò profondamente l’ordinamento dello Stato italiano.

    Le cosiddette leggi fascistissime rafforzarono il capo del governo, ridussero drasticamente il ruolo del Parlamento, limitarono la libertà di stampa e di associazione, eliminarono progressivamente le opposizioni politiche e sostituirono negli enti locali i sindaci elettivi con podestà nominati dall’alto.

    Alla fine del 1926 i partiti di opposizione erano stati di fatto messi fuori legge.

    Venne inoltre istituito il Tribunale speciale per la difesa dello Stato.

    La trasformazione non avvenne quindi attraverso un unico atto.

    Fu un processo che utilizzò leggi, repressione, controllo amministrativo e progressiva eliminazione degli spazi di opposizione.

    L’Italia passò così da una monarchia parlamentare già fortemente compromessa dalla crisi politica del dopoguerra a una dittatura fascista.

    Fascismo e apparati dello Stato

    La costruzione della dittatura fascista non riguardò soltanto il Parlamento, i partiti e la libertà di stampa. Il regime intervenne progressivamente anche sugli apparati dello Stato, cercando di renderli compatibili con il nuovo assetto autoritario e di ridurre gli spazi di autonomia delle istituzioni.

    Un caso particolarmente significativo riguarda la magistratura. Il fascismo non la sostituì integralmente con un nuovo sistema giudiziario, ma ne modificò gradualmente il funzionamento attraverso epurazioni, controllo delle carriere, scioglimento delle organizzazioni indipendenti dei magistrati e rafforzamento dei meccanismi gerarchici. In questo modo anche la giustizia venne inserita nel più ampio processo di subordinazione delle istituzioni allo Stato fascista.

    Il rapporto tra regime e sistema giudiziario è approfondito in Il regime fascista e la magistratura: l’influenza del fascismo sul sistema giudiziario.

    Fascismo, repressione e controllo

    La costruzione del regime richiese il controllo delle organizzazioni politiche, sindacali e culturali.

    La stampa venne progressivamente sottoposta alla vigilanza del regime, mentre le organizzazioni indipendenti furono limitate o eliminate.

    Il Partito Nazionale Fascista acquisì una posizione privilegiata nell’organizzazione della società.

    Questo processo coinvolse anche gli apparati repressivi.

    Il rapporto tra polizie, repressione politica e regimi fascisti è approfondito nell’articolo Polizia internazionale e nazifascismo.

    La repressione non agiva però isolatamente.

    Accanto alla coercizione, il regime cercò di costruire consenso attraverso organizzazioni di massa, propaganda, scuola, rituali pubblici e controllo della cultura.

    Propaganda e costruzione del consenso

    Il fascismo attribuì enorme importanza alla rappresentazione del regime.

    Mussolini venne progressivamente trasformato nel duce, figura centrale della propaganda politica.

    Radio, cinema, giornali, scuola, manifestazioni pubbliche, organizzazioni giovanili e celebrazioni contribuirono alla diffusione dell’immaginario fascista.

    Nel 1937 venne istituito il Ministero della Cultura Popolare, mentre la Gioventù Italiana del Littorio contribuiva all’inquadramento politico delle nuove generazioni.

    Questo aspetto permette di collegare la storia del fascismo a un problema più generale: il modo in cui il potere utilizza propaganda, miti e narrazioni collettive.

    È il tema che approfondiamo anche in L’egemonia culturale attraverso il mito funzionale al potere.

    Corporativismo e organizzazione economica

    Il fascismo presentò il corporativismo come un’alternativa tanto al liberalismo economico quanto alla lotta di classe socialista.

    L’idea dichiarata era riunire lavoratori e imprenditori all’interno di organizzazioni coordinate dallo Stato, subordinando i conflitti sociali all’interesse nazionale.

    Nella pratica il regime abolì la libertà sindacale e vietò lo sciopero, inserendo le organizzazioni del lavoro all’interno delle strutture controllate dallo Stato e dal partito.

    L’intervento pubblico nell’economia aumentò ulteriormente durante la crisi degli anni Trenta: nel 1933 nacque l’IRI, attraverso cui lo Stato assunse il controllo di importanti banche e imprese.

    Questo non significa che l’economia italiana diventasse socialista: proprietà privata, grandi imprese e gerarchie economiche continuarono a esistere all’interno di un sistema caratterizzato da un crescente intervento dello Stato.

    Fascismo, Chiesa e monarchia

    Il regime fascista non eliminò tutte le istituzioni precedenti.

    La monarchia continuò formalmente a esistere e Vittorio Emanuele III rimase capo dello Stato.

    Anche la Chiesa cattolica mantenne una propria autonomia istituzionale.

    Nel 1929 il governo fascista e la Santa Sede firmarono i Patti Lateranensi, che chiusero la lunga “questione romana” aperta dall’unificazione italiana.

    Monarchia e Chiesa costituiscono anche uno dei motivi per cui gli storici hanno discusso a lungo fino a quale punto il fascismo italiano riuscì effettivamente a realizzare un sistema pienamente totalitario.

    Il progetto totalitario esisteva, ma alcune istituzioni continuarono a conservare spazi autonomi rispetto al partito e allo Stato fascista.

    Colonialismo e guerra d’Etiopia

    Il fascismo ereditò un progetto coloniale italiano nato prima dell’avvento di Mussolini, ma lo trasformò in una componente centrale della propria politica imperialista.

    Nel 1935 l’Italia invase l’Etiopia.

    La guerra terminò nel 1936 con la conquista di Addis Abeba e la proclamazione dell’Impero. La Società delle Nazioni condannò l’aggressione e impose sanzioni economiche all’Italia.

    Il colonialismo fascista non rappresenta quindi un tema secondario della storia del regime.

    Si intreccia con imperialismo, razzismo e costruzione dell’identità nazionale.

    Sul versante della memoria coloniale italiana abbiamo già affrontato uno degli episodi più violenti nell’articolo Ricordo della strage di Addis Abeba nel colonialismo italiano.

    Questo tema merita però un percorso autonomo: Colonialismo italiano potrebbe diventare in futuro un altro nodo della sezione dedicata alla storia sociale e alla memoria.

    Le leggi razziali del 1938

    Nel 1938 il regime fascista introdusse una legislazione razzista e antisemita.

    Le norme colpirono gli ebrei italiani attraverso esclusioni e discriminazioni in numerosi ambiti della vita sociale, dall’istruzione al lavoro e alla proprietà.

    La legislazione razziale si inserì nel processo di radicalizzazione del regime e nel crescente avvicinamento alla Germania nazista.

    È tuttavia importante non ridurre il razzismo fascista alla sola influenza nazista.

    Il colonialismo italiano aveva già prodotto pratiche e ideologie razziali, soprattutto nei territori africani.

    Il rapporto fra fascismo, colonialismo e razzismo costituisce quindi un campo storico più ampio che merita di essere analizzato autonomamente.

    Fascismo e nazismo

    Fascismo italiano e nazionalsocialismo tedesco ebbero caratteristiche comuni ma non furono fenomeni identici.

    Il fascismo nacque prima dell’ascesa di Hitler al potere e rappresentò inizialmente un riferimento per molti movimenti autoritari europei.

    I rapporti tra Mussolini e Hitler non furono inoltre immediatamente quelli di un’alleanza stretta.

    La situazione cambiò soprattutto dopo la guerra d’Etiopia.

    Nel 1936 nacque l’Asse Roma-Berlino; nel 1937 l’Italia uscì dalla Società delle Nazioni e nel 1939 Italia e Germania firmarono il Patto d’Acciaio.

    Il rapporto tra fascismo, nazismo e potenze occidentali prima e dopo la Seconda guerra mondiale viene approfondito anche negli articoli Gli Alleati e la complessa relazione con il fascismo e il nazismo e Il riciclaggio di nazifascisti da parte di inglesi ed americani.

    L’Italia fascista entra nella Seconda guerra mondiale

    Il 10 giugno 1940 Mussolini annunciò l’entrata dell’Italia nella Seconda guerra mondiale al fianco della Germania.

    Le difficoltà militari italiane emersero rapidamente sui diversi fronti.

    Con il progressivo peggioramento della situazione bellica e lo sbarco alleato in Sicilia, il regime entrò in crisi.

    Il 25 luglio 1943 il Gran Consiglio del Fascismo approvò l’ordine del giorno Grandi.

    Vittorio Emanuele III fece arrestare Mussolini e affidò il governo a Pietro Badoglio.

    Il regime fascista instaurato nel 1922 era caduto.

    Ma la storia del fascismo italiano non era ancora terminata.

    La Repubblica Sociale Italiana

    Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e l’occupazione tedesca dell’Italia centro-settentrionale, Mussolini venne liberato dai tedeschi e posto alla guida della Repubblica Sociale Italiana, costituita nel settembre 1943.

    La RSI operò nei territori occupati dalle forze tedesche e partecipò alla repressione della Resistenza e al conflitto contro gli Alleati e i partigiani.

    Da questo punto la storia del fascismo entra direttamente nel percorso dedicato alla Resistenza italiana.

    È quindi qui che questo articolo deve fermarsi.

    La guerra civile, l’occupazione tedesca, le formazioni partigiane, i rastrellamenti, le Fosse Ardeatine e la Liberazione appartengono infatti a un altro nodo della nostra ricostruzione storica.

    Dal fascismo storico all’antifascismo

    Studiare il fascismo significa ricostruire un fenomeno storico determinato, nato nell’Italia del primo dopoguerra e trasformato in regime.

    Studiare l’antifascismo significa invece affrontare la storia delle persone, dei movimenti e delle culture politiche che gli si opposero: socialisti, comunisti, anarchici, liberali, cattolici, repubblicani e numerosi altri soggetti.

    I due temi sono quindi strettamente connessi ma non coincidono.

    Per questo su Magozine li trattiamo attraverso percorsi distinti:

    Fascismo italiano ricostruisce nascita e sviluppo del regime.

    Antifascismo affronta idee, movimenti e pratiche di opposizione.

    Resistenza italiana ricostruisce invece la lotta contro fascismo repubblicano e occupazione nazista tra il 1943 e il 1945.

    Tenere distinti questi livelli permette di comprendere meglio le relazioni tra fenomeni storici differenti senza trasformarli in un’unica narrazione indistinta.

    Perché studiare ancora il fascismo

    Il fascismo italiano non è soltanto una sequenza di date compresa fra il 1919 e il 1945.

    La sua storia permette di osservare come possano interagire crisi istituzionale, violenza politica, trasformazione delle leggi, propaganda, repressione, consenso, nazionalismo e concentrazione del potere.

    Questo non significa che ogni crisi politica contemporanea riproduca automaticamente il fascismo storico.

    Utilizzare il termine con precisione richiede invece di conoscere il fenomeno al quale originariamente si riferisce.

    Proprio per questo comprendere come nacque, come conquistò il governo e come trasformò progressivamente lo Stato italiano è il primo passo per comprendere anche la storia dell’antifascismo e della Resistenza.

    #Dittatura #fascismo #regime
  2. Un'adolescente viene prelevata da casa dall'esercito argentino, accusata di essere una sovversiva. Mentre sua madre cerca disperatamente di trovare informazioni su di lei, la ragazza è sottoposta a torture nel terribile seminterrato di Garage Olimpo.

    #garageolimpo #cannes #cinema #argentina #storia #marcobechis #dittatura

    @cinema @spettacoli @cinefacts @Mastodon

  3. Un'adolescente viene prelevata da casa dall'esercito argentino, accusata di essere una sovversiva. Mentre sua madre cerca disperatamente di trovare informazioni su di lei, la ragazza è sottoposta a torture nel terribile seminterrato di Garage Olimpo.

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  4. RE: sociale.network/@bottegadelbar

    Nella serie di articoli "SCOR-DATE" della Bottega del Barbieri : Per «scor-data» qui in “bottega” si intende il rimando a una persona o a un evento che il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano.

    #storia #memoria #Argentina #chiesa #resistenza #dittatura

    @scuola
    @RFancio
    @oKolobos
    @maupao
    @DarioZanette
    @Puntopanto

  5. RE: sociale.network/@bottegadelbar

    Nella serie di articoli "SCOR-DATE" della Bottega del Barbieri : Per «scor-data» qui in “bottega” si intende il rimando a una persona o a un evento che il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano.

    #storia #memoria #Argentina #chiesa #resistenza #dittatura

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  6. RE: sociale.network/@bottegadelbar

    Nella serie di articoli "SCOR-DATE" della Bottega del Barbieri : Per «scor-data» qui in “bottega” si intende il rimando a una persona o a un evento che il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano.

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  7. RE: sociale.network/@bottegadelbar

    Nella serie di articoli "SCOR-DATE" della Bottega del Barbieri : Per «scor-data» qui in “bottega” si intende il rimando a una persona o a un evento che il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano.

    #storia #memoria #Argentina #chiesa #resistenza #dittatura

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  8. RE: sociale.network/@bottegadelbar

    Nella serie di articoli "SCOR-DATE" della Bottega del Barbieri : Per «scor-data» qui in “bottega” si intende il rimando a una persona o a un evento che il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano.

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  9. Colpire Mussolini
    Mimmo Franzinelli, Colpire Mussolini. Gli attentati al Duce e la costruzione della dittatura fascista, Mondadori Le Scie, Milano, 2025, pp. 354.

    Un Mussolini perplesso in mise borghese e austera, con una bombetta di feltro su misura e un esibito cerottone al naso campeggia sulla c
    umanitanova.org/colpire-mussol
    #2026 #Articoli #Culture #DallItalia #numero_12 #antifascismo #AntifascismoAnarchico #attentati #dittatura #fascismo #libri #mussolini #resistenza

  10. Colpire Mussolini
    Mimmo Franzinelli, Colpire Mussolini. Gli attentati al Duce e la costruzione della dittatura fascista, Mondadori Le Scie, Milano, 2025, pp. 354.

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  11. Colpire Mussolini
    Mimmo Franzinelli, Colpire Mussolini. Gli attentati al Duce e la costruzione della dittatura fascista, Mondadori Le Scie, Milano, 2025, pp. 354.

    Un Mussolini perplesso in mise borghese e austera, con una bombetta di feltro su misura e un esibito cerottone al naso campeggia sulla c
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  12. Trump is dismantling democracy at 'unprecedented' speed, global report finds:

    npr.org/transcripts/nx-s1-5754
    Audio e trascrizione

    Secondo V-Dem, un istituto dell'università di Göteborg che misura annualmente i livelli di democrazia nel mondo, la democrazia americana è stata smantellata a una velocità senza precedenti.

    Il suo direttore ha affermato: "Sotto l’amministrazione Trump, in un solo anno la democrazia ha subito un arretramento pari a quello che Modi in India ed Erdogan in Turchia hanno realizzato in dieci anni, e Orban in Ungheria in quattro anni."

    Altri studi e inchieste negli USA confermano uno scivolamento dalla liberal democrazia verso la dittatura

    #democrazia #Trump #USA #NationalPublicRadioNPR #autoritarismo #dittatura

    @RFancio
    @scuola
    @Khrys
    @lgsp
    @jenshansen

  13. Trump is dismantling democracy at 'unprecedented' speed, global report finds:

    npr.org/transcripts/nx-s1-5754
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    Secondo V-Dem, un istituto dell'università di Göteborg che misura annualmente i livelli di democrazia nel mondo, la democrazia americana è stata smantellata a una velocità senza precedenti.

    Il suo direttore ha affermato: "Sotto l’amministrazione Trump, in un solo anno la democrazia ha subito un arretramento pari a quello che Modi in India ed Erdogan in Turchia hanno realizzato in dieci anni, e Orban in Ungheria in quattro anni."

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  14. Trump is dismantling democracy at 'unprecedented' speed, global report finds:

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    Secondo V-Dem, un istituto dell'università di Göteborg che misura annualmente i livelli di democrazia nel mondo, la democrazia americana è stata smantellata a una velocità senza precedenti.

    Il suo direttore ha affermato: "Sotto l’amministrazione Trump, in un solo anno la democrazia ha subito un arretramento pari a quello che Modi in India ed Erdogan in Turchia hanno realizzato in dieci anni, e Orban in Ungheria in quattro anni."

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  15. Trump is dismantling democracy at 'unprecedented' speed, global report finds:

    npr.org/transcripts/nx-s1-5754
    Audio e trascrizione

    Secondo V-Dem, un istituto dell'università di Göteborg che misura annualmente i livelli di democrazia nel mondo, la democrazia americana è stata smantellata a una velocità senza precedenti.

    Il suo direttore ha affermato: "Sotto l’amministrazione Trump, in un solo anno la democrazia ha subito un arretramento pari a quello che Modi in India ed Erdogan in Turchia hanno realizzato in dieci anni, e Orban in Ungheria in quattro anni."

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  16. Trump is dismantling democracy at 'unprecedented' speed, global report finds:

    npr.org/transcripts/nx-s1-5754
    Audio e trascrizione

    Secondo V-Dem, un istituto dell'università di Göteborg che misura annualmente i livelli di democrazia nel mondo, la democrazia americana è stata smantellata a una velocità senza precedenti.

    Il suo direttore ha affermato: "Sotto l’amministrazione Trump, in un solo anno la democrazia ha subito un arretramento pari a quello che Modi in India ed Erdogan in Turchia hanno realizzato in dieci anni, e Orban in Ungheria in quattro anni."

    Altri studi e inchieste negli USA confermano uno scivolamento dalla liberal democrazia verso la dittatura

    #democrazia #Trump #USA #NationalPublicRadioNPR #autoritarismo #dittatura

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  17. RE: psicospace.it/illusione-delle-

    Le dittature raramente nascono mostrando subito il loro vero volto.
    Spesso si presentano come soluzioni semplici a problemi complessi, promettono ordine, sicurezza e rinascita.

    I meccanismi sono molto precisi: propaganda, culto del leader, ricerca di nemici e concentrazione del potere.

    Capire come nascono le dittature, cosa nascondono e perché riescono a sedurre intere società.

    @attualita

    #dittatura #totalitarismo #propaganda #politica #storia #democrazia #società

  18. RE: psicospace.it/illusione-delle-

    Le dittature raramente nascono mostrando subito il loro vero volto.
    Spesso si presentano come soluzioni semplici a problemi complessi, promettono ordine, sicurezza e rinascita.

    I meccanismi sono molto precisi: propaganda, culto del leader, ricerca di nemici e concentrazione del potere.

    Capire come nascono le dittature, cosa nascondono e perché riescono a sedurre intere società.

    @attualita

    #dittatura #totalitarismo #propaganda #politica #storia #democrazia #società

  19. RE: psicospace.it/illusione-delle-

    Le dittature raramente nascono mostrando subito il loro vero volto.
    Spesso si presentano come soluzioni semplici a problemi complessi.

    Attraverso propaganda, culto del leader, ricerca di nemici e concentrazione del potere, promettono ordine, sicurezza e rinascita.

    Ma alla fine distruggono la società che avevano promesso di salvare.

    Come nascono le dittature? Perché riescono a sedurre intere società?

    @attualita

    #dittatura #totalitarismo #propaganda #politica #storia #democrazia #società

  20. RE: psicospace.it/illusione-delle-

    Le dittature raramente nascono mostrando subito il loro vero volto.
    Spesso si presentano come soluzioni semplici a problemi complessi.

    Attraverso propaganda, culto del leader, ricerca di nemici e concentrazione del potere, promettono ordine, sicurezza e rinascita.

    Ma alla fine distruggono la società che avevano promesso di salvare.

    Come nascono le dittature? Perché riescono a sedurre intere società?

    @attualita

    #dittatura #totalitarismo #propaganda #politica #storia #democrazia #società

  21. RE: psicospace.it/illusione-delle-

    Le dittature raramente nascono mostrando subito il loro vero volto.
    Spesso si presentano come soluzioni semplici a problemi complessi, promettono ordine, sicurezza e rinascita.

    I meccanismi sono molto precisi: propaganda, culto del leader, ricerca di nemici e concentrazione del potere.

    Capire come nascono le dittature, cosa nascondono e perché riescono a sedurre intere società.

    @attualita

    #dittatura #totalitarismo #propaganda #politica #storia #democrazia #società

  22. L’illusione delle dittature: Come nascono, perché seducono e cosa nascondono davvero

    In momenti di profonda incertezza, quando le istituzioni sembrano vacillare e il futuro appare incerto, nelle società umane scatta un meccanismo psicologico quasi ancestrale: il desiderio di ordine. Davanti al caos economico o alla paralisi politica, la complessità del dibattito democratico può iniziare a essere percepita come una debolezza. Un rumore di fondo che rallenta le decisioni e impedisce di agire. È in questa crepa della fiducia collettiva che si insinua la seduzione del […]

    psicospace.it/illusione-delle-

  23. L’illusione delle dittature: Come nascono, perché seducono e cosa nascondono davvero

    In momenti di profonda incertezza, quando le istituzioni sembrano vacillare e il futuro appare incerto, nelle società umane scatta un meccanismo psicologico quasi ancestrale: il desiderio di ordine. Davanti al caos economico o alla paralisi politica, la complessità del dibattito democratico può iniziare a essere percepita come una debolezza. Un rumore di fondo che rallenta le decisioni e impedisce di agire. È in questa crepa della fiducia collettiva che si insinua la seduzione del […]

    psicospace.it/illusione-delle-

  24. L’illusione delle dittature: Come nascono, perché seducono e cosa nascondono davvero

    In momenti di profonda incertezza, quando le istituzioni sembrano vacillare e il futuro appare incerto, nelle società umane scatta un meccanismo psicologico quasi ancestrale: il desiderio di ordine. Davanti al caos economico o alla paralisi politica, la complessità del dibattito democratico può iniziare a essere percepita come una debolezza. Un rumore di fondo che rallenta le decisioni e impedisce di agire. È in questa crepa della fiducia collettiva che si insinua la seduzione del […]

    psicospace.it/illusione-delle-

  25. L’illusione delle dittature: Come nascono, perché seducono e cosa nascondono davvero

    In momenti di profonda incertezza, quando le istituzioni sembrano vacillare e il futuro appare incerto, nelle società umane scatta un meccanismo psicologico quasi ancestrale: il desiderio di ordine. Davanti al caos economico o alla paralisi politica, la complessità del dibattito democratico può iniziare a essere percepita come una debolezza. Un rumore di fondo che rallenta le decisioni e impedisce di agire. È in questa crepa della fiducia collettiva che si insinua la seduzione del […]

    psicospace.it/illusione-delle-

  26. L’illusione delle dittature: Come nascono, perché seducono e cosa nascondono davvero

    In momenti di profonda incertezza, quando le istituzioni sembrano vacillare e il futuro appare incerto, nelle società umane scatta un meccanismo psicologico quasi ancestrale: il desiderio di ordine. Davanti al caos economico o alla paralisi politica, la complessità del dibattito democratico può iniziare a essere percepita come una debolezza. Un rumore di fondo che rallenta le decisioni e impedisce di agire. È in questa crepa della fiducia collettiva che si insinua la seduzione del […]

    psicospace.it/illusione-delle-

  27. ... epoche con atrocità suscitino culti della personalità in menti “semplici”, come nel caso di DVX #Meloni. Nelle dittature non è mai casuale: #Mussolini nel Ventennio imponeva il suo volto facendolo riprodurre ovunque. #Italia #Regime #Dittatura #DVXMeloni #FBR

  28. Non c'è nulla di cui stupirsi sul caso del cherubino con il volto di #GiorgiaMeloni da un fan mentalmente disturbato. Esistono studi sociologici, psicologici e multidisciplinari sul perché dittatori, aspiranti tali o emuli di figure che hanno segnato ... #Italia #Regime #Dittatura #DVXMeloni #FBR

    Il volto di Meloni su un cheru...

  29. Per Landini Maduro è "un presidente eletto dal popolo. L'opposizione venezuelana si preoccupi per il suo arresto"

    Maduro è un dittatore!

    Questo non vuol dire giustificare quello che ha fatto Trump, ma Maduro è un dittatore.

    share.google/BzNSpYNNXAIBYnyef

    #landini
    #cgil
    #dittatura
    #venezuela
    #trump

  30. Per Landini Maduro è "un presidente eletto dal popolo. L'opposizione venezuelana si preoccupi per il suo arresto"

    Maduro è un dittatore!

    Questo non vuol dire giustificare quello che ha fatto Trump, ma Maduro è un dittatore.

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    #landini
    #cgil
    #dittatura
    #venezuela
    #trump

  31. Per Landini Maduro è "un presidente eletto dal popolo. L'opposizione venezuelana si preoccupi per il suo arresto"

    Maduro è un dittatore!

    Questo non vuol dire giustificare quello che ha fatto Trump, ma Maduro è un dittatore.

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    #landini
    #cgil
    #dittatura
    #venezuela
    #trump

  32. Per Landini Maduro è "un presidente eletto dal popolo. L'opposizione venezuelana si preoccupi per il suo arresto"

    Maduro è un dittatore!

    Questo non vuol dire giustificare quello che ha fatto Trump, ma Maduro è un dittatore.

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    #cgil
    #dittatura
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    #trump

  33. Per Landini Maduro è "un presidente eletto dal popolo. L'opposizione venezuelana si preoccupi per il suo arresto"

    Maduro è un dittatore!

    Questo non vuol dire giustificare quello che ha fatto Trump, ma Maduro è un dittatore.

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  34. “Il Pentagono ha rimosso gli accrediti di stampa ai giornalisti di praticamente tutti i principali organi mediatici statunitensi, dopo essersi rifiutati di firmare le nuove restrittive regole di Pete Hegseth sulla pubblicazione delle informazioni non classificate”

    Fonte: Ultimora24 su Telegram

    #libertadistampa #dittatura #trump #pentagono

  35. “Il Pentagono ha rimosso gli accrediti di stampa ai giornalisti di praticamente tutti i principali organi mediatici statunitensi, dopo essersi rifiutati di firmare le nuove restrittive regole di Pete Hegseth sulla pubblicazione delle informazioni non classificate”

    Fonte: Ultimora24 su Telegram

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  36. “Il Pentagono ha rimosso gli accrediti di stampa ai giornalisti di praticamente tutti i principali organi mediatici statunitensi, dopo essersi rifiutati di firmare le nuove restrittive regole di Pete Hegseth sulla pubblicazione delle informazioni non classificate”

    Fonte: Ultimora24 su Telegram

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  37. “Il Pentagono ha rimosso gli accrediti di stampa ai giornalisti di praticamente tutti i principali organi mediatici statunitensi, dopo essersi rifiutati di firmare le nuove restrittive regole di Pete Hegseth sulla pubblicazione delle informazioni non classificate”

    Fonte: Ultimora24 su Telegram

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