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#strategiadellatensione — Public Fediverse posts

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  1. #Mannheim e #Ludwigshafen piene di sbombolettate che recitano "PKK".

    In anni di vita in queste due città, ne avessi incontrato almeno uno, di curdo comunista... UNO, non dico molto, ma UNO almeno! E invece no: ho conosciuto solamente curdi fondamentalisti islamici, osservanti cagacazzo pieni di superstizione, misogini, stalker, con il culto dell'oro, delle marche di abbigliamento di lusso e delle armi.

    Ma chi le scrive 'ste cose sui muri? Serve ad odiare dei comunisti che nemmeno si vedono? È #strategiadellatensione in salsa yogurt?

  2. Un giusto riconoscimento. L’intervento del Comitato all’inaugurazione
    Innanzitutto un ringraziamento ai più di 5 mila sottoscrittori della proposta di intitolare una via a Giuseppe Pinelli nei luoghi dove abitava con la sua famiglia e
    umanitanova.org/un-giusto-rico
    #2026 #Articoli #Comunicati #DallItalia #numero_10 #GiuseppePinelli #memoria #MemoriaStorica #Milano #PiazzaFontana #pinelli #PinoPinelli #StrategiaDellaTensione

  3. Un giusto riconoscimento. L’intervento del Comitato all’inaugurazione
    Innanzitutto un ringraziamento ai più di 5 mila sottoscrittori della proposta di intitolare una via a Giuseppe Pinelli nei luoghi dove abitava con la sua famiglia e
    umanitanova.org/un-giusto-rico
    #2026 #Articoli #Comunicati #DallItalia #numero_10 #GiuseppePinelli #memoria #MemoriaStorica #Milano #PiazzaFontana #pinelli #PinoPinelli #StrategiaDellaTensione

  4. Un giusto riconoscimento. L’intervento del Comitato all’inaugurazione
    Innanzitutto un ringraziamento ai più di 5 mila sottoscrittori della proposta di intitolare una via a Giuseppe Pinelli nei luoghi dove abitava con la sua famiglia e
    umanitanova.org/un-giusto-rico
    #2026 #Articoli #Comunicati #DallItalia #numero_10 #GiuseppePinelli #memoria #MemoriaStorica #Milano #PiazzaFontana #pinelli #PinoPinelli #StrategiaDellaTensione

  5. Inaugurata via Giuseppe Pinelli. Milano: il Comitato vince la battaglia. Pino torna nel suo quartiere
    Come era stato preannunciato, nella giornata del 19 marzo si è svolta a Milano l’inaugurazione dell’intitolazione di
    umanitanova.org/inaugurata-via
    #2026 #Articoli #DallItalia #numero_10 #GiuseppePinelli #memoria #MemoriaStorica #Milano #PiazzaFontana #pinelli #PinoPinelli #StrategiaDellaTensione

  6. Inaugurata via Giuseppe Pinelli. Milano: il Comitato vince la battaglia. Pino torna nel suo quartiere
    Come era stato preannunciato, nella giornata del 19 marzo si è svolta a Milano l’inaugurazione dell’intitolazione di
    umanitanova.org/inaugurata-via
    #2026 #Articoli #DallItalia #numero_10 #GiuseppePinelli #memoria #MemoriaStorica #Milano #PiazzaFontana #pinelli #PinoPinelli #StrategiaDellaTensione

  7. e ora fatemi tornare sulla passione civile che mi tiene in piedi ogni giorno ed è il motore che mi fa lavorare

    ilfattoquotidiano.it/in-edicol

    la VERGOGNOSA censura delle sentenze sulla #StrategiaDellaTensione da parte delle istituzioni italiane,da 60 anni a letto con stragisti:

  8. 2 AGOSTO. LA STRAGE DI STATO NON È STORIA PASSATA

    L’assemblea del Circolo Anarchico Berneri aderisce e rilancia l’appello del Collettivo Resistenti Bolognesi per il corteo del 2 Agosto.

    Saremo in Piazza del Nettuno dalle ore 8.30 per ribadire che la strage è di Stato e che oggi come ieri la lotta contro il fascismo e l’autoritarismo non si ferma.

    LA STRAGE E I RESPONSABILI

    Il 2 agosto 1980, alle 10.25 di mattina, una bomba scoppia alla stazione di Bologna. Il suo risultato: 85 morti e 200 feriti. 45 anni dopo, la verità è cristallina nonostante decenni di depistaggi e menzogne: si tratta di una bomba ordinata dallo Stato e messa dai fascisti.

    La recente conferma definitiva da parte della Cassazione dell’ergastolo per Paolo Bellini, ex esponente di Avanguardia Nazionale, ha sigillato una volta per tutte la matrice neofascista della strage. Ma soprattutto ha messo nero su bianco il ruolo di primo piano di apparati dello Stato e della loggia P2 per finanziare fascisti e depistatori.

    LA DOCUMENTAZIONE

    La documentazione relativa alla sentenza, già consultabile nel sito dell’associazione delle vittime del 2 agosto 1980, mostra che la strage è stata programmata e finanziata (un milione di dollari tra acconto e saldo, due tranches tra l’estate del 1979 e l’autunno 1980) da Licio Gelli e Umberto Ortolani (P2) che hanno usato i soldi del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi.

    La strage è stata sostenuta con operazioni di depistaggio da Mario Tedeschi (Msi), organizzata da Federico Umberto D’Amato (a capo dell’Ufficio Affari Riservati, lo stesso di piazza Fontana e dell’omicidio di Pinelli) e attuata sul posto da almeno sei persone: Fioravanti, Mambro, Picciafuoco, Bellini, Ciavardini, Cavallini, appartenenti non solo ai NAR, ma ad altre formazioni della destra quali Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale, Terza Posizione.

    Gli esecutori sono stati protetti con continue operazioni di depistaggio e di manipolazione della pubblica opinione ad altissimo livello che hanno coinvolto la stessa presidenza della Repubblica di Francesco Cossiga. Tali operazioni sono evidentemente ancora in atto, oggi, con il governo Meloni.

    IL NEGAZIONISMO OGGI

    In questo senso non vanno dimenticate le parole di Azione studentesca – movimento di estrema destra di cui la presidente del Consiglio è stata responsabile nazionale – che nel 2020 scrivevano “Nessuno di noi era a Bologna” e “La verità trionfa da sola, la menzogna ha sempre bisogno di complici” a dimostrazione di un sostanziale negazionismo delle sentenze giudiziarie.

    Tendenza confermata anche dalle parole di Enzo Raisi – ex consigliere comunale di Bologna e deputato di Alleanza nazionale – che a pochi giorni dalla “sentenza Bellini” ha dichiarato in una tv locale “ci sono grandi anomalie giuridiche e storiche, è una sentenza ideologica”.

    Nonostante i continui tentativi revisionisti degli esponenti di governo la verità è una: la bomba è fascista, la strage è di Stato.

    OGGI COME IERI

    Lo Stato ordina, i fascisti eseguono. Ieri come oggi.

    Perché quella strage non è storia passata. È cronaca di oggi, quando il governo Meloni – erede politico di quella stessa destra – promuove misure liberticide che colpiscono le lotte sociali, i ceti popolari, ancor più temuti se stranieri. Hanno smesso momentaneamente con le bombe, ma non sono meno efficienti nel reprimere chi lotta per cambiare la società in senso più egualitario e libertario.

    La continuità è evidente: la stessa cultura fascista e autoritaria che ha partorito la strategia della tensione e le stragi è oggi al governo. Gli stessi metodi, gli stessi obiettivi: creare spauracchi e capri espiatori per legittimare misure sempre più liberticide. Ieri erano i “sovversivi”, oggi sono i migranti, i gruppi sociali marginalizzati.

    Le “zone rosse” nelle città, la criminalizzazione delle lotte dei lavoratori, i respingimenti dei migranti finanziati con soldi pubblici, gli accordi con Libia e Tunisia che trasformano il Mediterraneo in un cimitero: tutto serve a seminare paura e giustificare la repressione.

    LA VIOLENZA DI OGGI

    Mentre forniscono equipaggiamenti e mezzi agli Stati del Maghreb per fermare violentemente chi cerca una vita migliore, mentre finanziano la guardia costiera libica per riportare indietro chi fugge dalla guerra, il governo Meloni replica la stessa logica stragista: usare la violenza per difendere un ordine sociale ingiusto.

    Le inchieste giornalistiche hanno documentato torture, stupri, omicidi nei lager libici finanziati dall’Italia. Non sono bombe in stazione, ma il risultato è lo stesso: morte e terrore per chi osa sperare in un futuro diverso.

    I decreti sicurezza, le leggi bavaglio, la repressione del dissenso, l’attacco ai diritti dei lavoratori, i respingimenti in mare e alle frontiere, i lager per migranti, una legislazione che a colpi di decreti rinchiude in carcere i poveri e diversi sono le armi di oggi per governare i nostri corpi e le nostre vite con i dispositivi della paura. La stessa paura che volevano seminare 45 anni fa con 85 morti innocenti.

    A BOLOGNA NON SI PASSA

    Il 9 novembre scorso Bologna ha dimostrato che quando ci sono mobilitazioni unitarie l’autoritarismo non passa. Migliaia di persone, ciascuna con le proprie pratiche, hanno impedito ai fascisti di sfilare davanti alla stazione. A Bologna non si passa.

    Rilanciamo con forza quindi il corteo che ogni anno il 2 agosto si svolge nella nostra città. Per ribadire che la verità non può essere sepolta sotto cumuli di menzogne. Per dire che oggi come ieri alziamo la bandiera della libertà contro il terrore, della solidarietà contro l’oppressione. Per esigere giustizia fino in fondo.

    Perché nessuno dei responsabili politici – esecutori e mandanti – resti impunito.

    #2Agosto #antifascismo #Bologna #CollettivoResistentiBolognesi #Resistenza #Solidarietà #StrageDiStato #strategiaDellaTensione

  9. #28maggio 1974
    Durante una manifestazione #antifascista, in Piazza della Loggia a #Brescia scoppia una #bomba che provoca la morte di 8 persone e ne ferisce 102.
    E' uno degli #attentati di matrice #neofascista più gravi degli #AnniDiPiombo.
    #IRLH pubblica alcuni degli interventi del convegno “Stragi e strategie. Questioni di giustizia, verità e memoria”, tenutosi l’8 maggio 2024 all’Università degli Studi di Brescia.

    🔗riviste.unimi.it/index.php/irl

    #stragi #strategiadellatensione #PiazzaDellaLoggia

  10. "Il 12 dicembre 1969, alle 17 e 37, una bomba con 7 chili di tritolo scoppia nella filiale di Milano della Banca Nazionale dell’Agricoltura in Piazza Fontana uccidendo 16 persone e ferendone altre 87.

    #Autunnocaldo #bombe #Borghese #colpodistato #DeLorenzo #fascisti #golpe #lavoratori #PiazzaFontana #servizisegreti #stato #strategiadellatensione #terrorismo

    continua @ antiper.org/category/all-categ

  11. #12Dicembre 1969 - Strage di #PiazzaFontana

    Dalla rivista #Cross un’analisi sulla #strage di matrice #neofascista avvenuta a #Milano nel #1969, con una breve sintesi del dibattito storiografico sulla #StrategiaDellaTensione negli #AnniDiPiombo

    ⬇️

    doi.org/10.13130/cross-13094

    #attentato #terrorismo

  12. Democratura, se la stabilità inghiotte il dissenso
    Tra le sfide affrontate dalle democrazie moderne, il conflitto tra stabilità democratica e difesa del diritto al dissenso, è stata quella che forse più di altre ed in più di una stagione politica, ha scatenato spaccature profonde nel dibattito istituzionale e poli
    perunaltracitta.org/homepage/2
    #InEvidenza #DdlSicurezza #democrazia #dittatura #StrategiaDellaTensione

  13. "Verona e la strategia della tensione #3 - Storia di Ordine Nuovo". Con Elia Rosati.

    📍 Info-Spazio 161
    📅 sabato, 17 febbraio (05:30)

    "𝐕𝐄𝐑𝐎𝐍𝐀 𝐄 𝐋𝐀 𝐒𝐓𝐑𝐀𝐓𝐄𝐆𝐈𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐓𝐄𝐍𝐒𝐈𝐎𝐍𝐄"

    Ciclo di tre incontri a cura del "Centro di Documentazione Giorgio Bertani" in
    collaborazione con "Libre".

    -----------------------------------------------------------------

    III incontro: "𝐒𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐎𝐫𝐝𝐢𝐧𝐞 𝐍𝐮𝐨𝐯𝐨. 𝐈𝐥 𝐠𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨
    𝐯𝐞𝐫𝐨𝐧𝐞𝐬𝐞, 𝐭𝐫𝐚𝐦𝐞 𝐨𝐬𝐜𝐮𝐫𝐞 𝐞 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚."

    L’ultima conferenza affronterà il contesto e la storia di Ordine Nuovo. Nostri
    ospiti saranno Elia Rosati, autore di "Storia di Ordine Nuovo" [Mimesis, 2017],
    libro che ripercorre la storia del gruppo neofascista e Giovanni Bonetto. Una
    serata davvero importante per mettere insieme i pessi e dare un senso logico e
    cronologico dalla nascita alla fine del gruppo eversivo dell’estrema destra,
    passando da una panoramica generale all’analisi del fenomeno veronese.

    Relatori: 𝐄𝐥𝐢𝐚 𝐑𝐨𝐬𝐚𝐭𝐢 [ricercatore UniMi] e Giovanni Bonetto.

    Sabato 17 Febbraio
    I

    lasitua.org/event/verona-e-la-

  14. "Verona e la strategia della tensione #1 - Da Piazza Fontana a Verona. Il ruolo dell'informazione nella costruzione del mostro Valpreda e la pista veronese"

    📍 Info-Spazio 161
    📅 sabato, 16 dicembre (17:30)

    "𝐕𝐄𝐑𝐎𝐍𝐀 𝐄 𝐋𝐀 𝐒𝐓𝐑𝐀𝐓𝐄𝐆𝐈𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐓𝐄𝐍𝐒𝐈𝐎𝐍𝐄"

    Ciclo di tre incontri a cura del "Centro di Documentazione Giorgio Bertani" in
    collaborazione con "Libre".

    I incontro: "𝐃𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐠𝐞𝐝𝐢 𝐏𝐢𝐚𝐳𝐳𝐚 𝐅𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐚 𝐚
    𝐕𝐞𝐫𝐨𝐧𝐚. 𝐈𝐥 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚
    𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐕𝐚𝐥𝐩𝐫𝐞𝐝𝐚 𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐢𝐬𝐭𝐚
    𝐯𝐞𝐫𝐨𝐧𝐞𝐬𝐞"

    Relatore: Oreste Veronesi (dottore magistrale in scienze storiche).

    Sabato 16 Dicembre
    InfoSpazio161

    [Ulteriori dettagli a breve.]

    𝗣𝗿𝗼𝗴𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮:
    Ore 17.30: apertura InfoSpazio161
    Ore 18.00: inizio incontro
    Ore 20.00: cena
    Ore 21.00: proiezioni di alcuni estratti di "La rete silenziosa" [28 min.
    Ore 22.00: dj/live set con Waldo Jeffers e Purpurei Tenendo

    Diretta streaming sul canale YouTube di InfoSpazio161. Iscriviti al canale!
    h [youtube.com/@infospazio161-ver]

    lasitua.org/event/verona-e-la-

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