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#mafiamerda — Public Fediverse posts

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  1. Ci sono storie che entrano nel cuore di un Paese e ci restano per sempre, sono storie di coraggio, di scelte, di sacrifici che nessuno vorrebbe mai raccontare, eppure devono essere ricordate, per non dimenticare mai.

    La storia di Emanuela Loi è una di queste, una giovane donna di 24 anni, un sorriso aperto sul futuro, una divisa indossata con orgoglio, e un destino crudele in quel maledetto 19 luglio 1992 in Via D’Amelio.

    https://www.panormus.blog/culture.php?id=emanuela-loi-il-sorriso-della-giustizia-spezzato-dalla-mafia

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #mafiamerda

  2. Ci sono storie che entrano nel cuore di un Paese e ci restano per sempre, sono storie di coraggio, di scelte, di sacrifici che nessuno vorrebbe mai raccontare, eppure devono essere ricordate, per non dimenticare mai.

    La storia di Emanuela Loi è una di queste, una giovane donna di 24 anni, un sorriso aperto sul futuro, una divisa indossata con orgoglio, e un destino crudele in quel maledetto 19 luglio 1992 in Via D’Amelio.

    https://www.panormus.blog/culture.php?id=emanuela-loi-il-sorriso-della-giustizia-spezzato-dalla-mafia

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #mafiamerda

  3. Ci sono storie che entrano nel cuore di un Paese e ci restano per sempre, sono storie di coraggio, di scelte, di sacrifici che nessuno vorrebbe mai raccontare, eppure devono essere ricordate, per non dimenticare mai.

    La storia di Emanuela Loi è una di queste, una giovane donna di 24 anni, un sorriso aperto sul futuro, una divisa indossata con orgoglio, e un destino crudele in quel maledetto 19 luglio 1992 in Via D’Amelio.

    https://www.panormus.blog/culture.php?id=emanuela-loi-il-sorriso-della-giustizia-spezzato-dalla-mafia

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #mafiamerda

  4. Ci sono storie che entrano nel cuore di un Paese e ci restano per sempre, sono storie di coraggio, di scelte, di sacrifici che nessuno vorrebbe mai raccontare, eppure devono essere ricordate, per non dimenticare mai.

    La storia di Emanuela Loi è una di queste, una giovane donna di 24 anni, un sorriso aperto sul futuro, una divisa indossata con orgoglio, e un destino crudele in quel maledetto 19 luglio 1992 in Via D’Amelio.

    https://www.panormus.blog/culture.php?id=emanuela-loi-il-sorriso-della-giustizia-spezzato-dalla-mafia

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #mafiamerda

  5. Ci sono storie che entrano nel cuore di un Paese e ci restano per sempre, sono storie di coraggio, di scelte, di sacrifici che nessuno vorrebbe mai raccontare, eppure devono essere ricordate, per non dimenticare mai.

    La storia di Emanuela Loi è una di queste, una giovane donna di 24 anni, un sorriso aperto sul futuro, una divisa indossata con orgoglio, e un destino crudele in quel maledetto 19 luglio 1992 in Via D’Amelio.

    https://www.panormus.blog/culture.php?id=emanuela-loi-il-sorriso-della-giustizia-spezzato-dalla-mafia

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #mafiamerda

  6. #19luglio1992 #pernondimenticare

    Quel caldo pomeriggio del 19 luglio del 1992 mi trovavo a San Martino delle Scale, in un villino di un ex collega, il monte sovrasta la città, con un panorama mozzafiato a perdita d'occhio.

    Alle 16.58 in punto, abbiamo sentito un boato terribile e, benchè fossimo lontani dal centro cittadino, la deflagrazione sembrò così vicina da scuotere la quiete e il silenzio che c'era attorno a noi.

    Una colonna di fumo, a noi bene visibile, si sollevò fra i palazzi che vedevamo in lontananza. In pochi minuti, da lontano abbiamo sentito le sirene delle ambulanze, dei vigili del fuoco, delle forze di polizia. Abbiamo acceso la TV e già i TG nazionali e locali cominciavano a divulgare le notizie.

    Una Fiat 126 rubata contenente circa 90 chilogrammi di esplosivo al plastico, attraverso un telecomando a distanza, venne fatta esplodere in via Mariano D'Amelio al civico 21, sotto il palazzo dove all'epoca abitavano Maria Pia Lepanto e Rita Borsellino (rispettivamente madre e sorella del magistrato), presso le quali il giudice Paolo Borsellino quella domenica si era recato in visita.

    Quel giorno, per mano mafiosa, persero la vita il Giudice Paolo Borsellino e i ragazzi della sua scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Claudio Traina, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina.

    https://www.panormus.blog/history.php?id=saPBLtCjSDfifxF

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #mafiamerda

  7. #19luglio1992 #pernondimenticare

    Quel caldo pomeriggio del 19 luglio del 1992 mi trovavo a San Martino delle Scale, in un villino di un ex collega, il monte sovrasta la città, con un panorama mozzafiato a perdita d'occhio.

    Alle 16.58 in punto, abbiamo sentito un boato terribile e, benchè fossimo lontani dal centro cittadino, la deflagrazione sembrò così vicina da scuotere la quiete e il silenzio che c'era attorno a noi.

    Una colonna di fumo, a noi bene visibile, si sollevò fra i palazzi che vedevamo in lontananza. In pochi minuti, da lontano abbiamo sentito le sirene delle ambulanze, dei vigili del fuoco, delle forze di polizia. Abbiamo acceso la TV e già i TG nazionali e locali cominciavano a divulgare le notizie.

    Una Fiat 126 rubata contenente circa 90 chilogrammi di esplosivo al plastico, attraverso un telecomando a distanza, venne fatta esplodere in via Mariano D'Amelio al civico 21, sotto il palazzo dove all'epoca abitavano Maria Pia Lepanto e Rita Borsellino (rispettivamente madre e sorella del magistrato), presso le quali il giudice Paolo Borsellino quella domenica si era recato in visita.

    Quel giorno, per mano mafiosa, persero la vita il Giudice Paolo Borsellino e i ragazzi della sua scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Claudio Traina, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina.

    https://www.panormus.blog/history.php?id=saPBLtCjSDfifxF

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #mafiamerda

  8. #19luglio1992 #pernondimenticare

    Quel caldo pomeriggio del 19 luglio del 1992 mi trovavo a San Martino delle Scale, in un villino di un ex collega, il monte sovrasta la città, con un panorama mozzafiato a perdita d'occhio.

    Alle 16.58 in punto, abbiamo sentito un boato terribile e, benchè fossimo lontani dal centro cittadino, la deflagrazione sembrò così vicina da scuotere la quiete e il silenzio che c'era attorno a noi.

    Una colonna di fumo, a noi bene visibile, si sollevò fra i palazzi che vedevamo in lontananza. In pochi minuti, da lontano abbiamo sentito le sirene delle ambulanze, dei vigili del fuoco, delle forze di polizia. Abbiamo acceso la TV e già i TG nazionali e locali cominciavano a divulgare le notizie.

    Una Fiat 126 rubata contenente circa 90 chilogrammi di esplosivo al plastico, attraverso un telecomando a distanza, venne fatta esplodere in via Mariano D'Amelio al civico 21, sotto il palazzo dove all'epoca abitavano Maria Pia Lepanto e Rita Borsellino (rispettivamente madre e sorella del magistrato), presso le quali il giudice Paolo Borsellino quella domenica si era recato in visita.

    Quel giorno, per mano mafiosa, persero la vita il Giudice Paolo Borsellino e i ragazzi della sua scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Claudio Traina, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina.

    https://www.panormus.blog/history.php?id=saPBLtCjSDfifxF

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #mafiamerda

  9. #19luglio1992 #pernondimenticare

    Quel caldo pomeriggio del 19 luglio del 1992 mi trovavo a San Martino delle Scale, in un villino di un ex collega, il monte sovrasta la città, con un panorama mozzafiato a perdita d'occhio.

    Alle 16.58 in punto, abbiamo sentito un boato terribile e, benchè fossimo lontani dal centro cittadino, la deflagrazione sembrò così vicina da scuotere la quiete e il silenzio che c'era attorno a noi.

    Una colonna di fumo, a noi bene visibile, si sollevò fra i palazzi che vedevamo in lontananza. In pochi minuti, da lontano abbiamo sentito le sirene delle ambulanze, dei vigili del fuoco, delle forze di polizia. Abbiamo acceso la TV e già i TG nazionali e locali cominciavano a divulgare le notizie.

    Una Fiat 126 rubata contenente circa 90 chilogrammi di esplosivo al plastico, attraverso un telecomando a distanza, venne fatta esplodere in via Mariano D'Amelio al civico 21, sotto il palazzo dove all'epoca abitavano Maria Pia Lepanto e Rita Borsellino (rispettivamente madre e sorella del magistrato), presso le quali il giudice Paolo Borsellino quella domenica si era recato in visita.

    Quel giorno, per mano mafiosa, persero la vita il Giudice Paolo Borsellino e i ragazzi della sua scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Claudio Traina, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina.

    https://www.panormus.blog/history.php?id=saPBLtCjSDfifxF

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  10. #19luglio1992 #pernondimenticare

    Quel caldo pomeriggio del 19 luglio del 1992 mi trovavo a San Martino delle Scale, in un villino di un ex collega, il monte sovrasta la città, con un panorama mozzafiato a perdita d'occhio.

    Alle 16.58 in punto, abbiamo sentito un boato terribile e, benchè fossimo lontani dal centro cittadino, la deflagrazione sembrò così vicina da scuotere la quiete e il silenzio che c'era attorno a noi.

    Una colonna di fumo, a noi bene visibile, si sollevò fra i palazzi che vedevamo in lontananza. In pochi minuti, da lontano abbiamo sentito le sirene delle ambulanze, dei vigili del fuoco, delle forze di polizia. Abbiamo acceso la TV e già i TG nazionali e locali cominciavano a divulgare le notizie.

    Una Fiat 126 rubata contenente circa 90 chilogrammi di esplosivo al plastico, attraverso un telecomando a distanza, venne fatta esplodere in via Mariano D'Amelio al civico 21, sotto il palazzo dove all'epoca abitavano Maria Pia Lepanto e Rita Borsellino (rispettivamente madre e sorella del magistrato), presso le quali il giudice Paolo Borsellino quella domenica si era recato in visita.

    Quel giorno, per mano mafiosa, persero la vita il Giudice Paolo Borsellino e i ragazzi della sua scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Claudio Traina, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina.

    https://www.panormus.blog/history.php?id=saPBLtCjSDfifxF

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #mafiamerda

  11. Era un sabato pomeriggio come tanti quello di 32 anni fa, il 23 maggio del 1992.

    Io non vivevo più a casa con i miei genitori e di solito il sabato andavo sempre a trovarli e, insieme a loro, ci recavamo a casa di mia nonna materna che abitava al piano di sopra.

    Era un modo per passare dei momenti lieti, si cenava tutti insieme, una tradizione a cui tenevamo per mantenere ancora più saldo l’affetto familiare.

    La nonna nella sua cucina aveva sempre un piccolo televisore acceso, le piaceva guardare un po' di tutto mentre si dedicava a cucinare, le piaceva, per lei era un momento di ritrovo familiare.

    Ma quel sabato pomeriggio, un tragico evento, avrebbe trasformato quei momenti lieti in una sensazione di amarezza e di sconforto.

    Ad un certo punto, le trasmissioni TV che stavano andando in onda, furono interrotte per dar spazio ad un’edizione straordinaria del telegiornale, nella quale venne annunciato il terribile e vile attentato di stampo terroristico-mafioso, nel tratto di autostrada A29 in prossimità dello svincolo di Capaci, attentato nel quale persero la vita i giudici Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, moglie del magistrato, e tre dei cinque uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

    Mia madre, donna di una sensibilità fuori dal comune, che si metteva a piangere anche quando apprendeva in tv la morte di un attore o di un attrice, appresa la notizia dell’attentato scoppiò a piangere, cercai di consolarla con un abbraccio.

    In quel momento tutto sembrava perduto, sconforto e rabbia era in ogni cittadino palermitano e ancora non potevamo immaginare quello che sarebbe successo da lì a un paio di mesi dopo, il 19 luglio 1992, dove ancora un atroce attentato di stampo mafioso avrebbe ucciso il giudice Paolo Borsellino e gli uomini e una donna della sua scorta.

    Proprio il giudice Paolo Borsellino, dopo la morte del suo amico Giovanni, in un suo discorso disse:
    “CHI HA PAURA MUORE OGNI GIORNO. CHI NON HA PAURA, MUORE UNA VOLTA SOLA”.

    Lo scorso anno ho realizzato un piccolo video, che ripropongo, dedicandolo a Giovanni, Francesca, Vito, Rocco ed Antonio.

    https://peertube.uno/w/uwY8QRYQGqEJs3tRjfzYmF

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #photography #fotografia #storia #story #art #culture #europe #world #città #capaci #strage #falcone #morvillo #vito #schifani #antonio #montinaro #rocco #dicillo #mafiamerda #lamafiaeunamontagnadimerda #stragedicapaci

  12. Era un sabato pomeriggio come tanti quello di 32 anni fa, il 23 maggio del 1992.

    Io non vivevo più a casa con i miei genitori e di solito il sabato andavo sempre a trovarli e, insieme a loro, ci recavamo a casa di mia nonna materna che abitava al piano di sopra.

    Era un modo per passare dei momenti lieti, si cenava tutti insieme, una tradizione a cui tenevamo per mantenere ancora più saldo l’affetto familiare.

    La nonna nella sua cucina aveva sempre un piccolo televisore acceso, le piaceva guardare un po' di tutto mentre si dedicava a cucinare, le piaceva, per lei era un momento di ritrovo familiare.

    Ma quel sabato pomeriggio, un tragico evento, avrebbe trasformato quei momenti lieti in una sensazione di amarezza e di sconforto.

    Ad un certo punto, le trasmissioni TV che stavano andando in onda, furono interrotte per dar spazio ad un’edizione straordinaria del telegiornale, nella quale venne annunciato il terribile e vile attentato di stampo terroristico-mafioso, nel tratto di autostrada A29 in prossimità dello svincolo di Capaci, attentato nel quale persero la vita i giudici Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, moglie del magistrato, e tre dei cinque uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

    Mia madre, donna di una sensibilità fuori dal comune, che si metteva a piangere anche quando apprendeva in tv la morte di un attore o di un attrice, appresa la notizia dell’attentato scoppiò a piangere, cercai di consolarla con un abbraccio.

    In quel momento tutto sembrava perduto, sconforto e rabbia era in ogni cittadino palermitano e ancora non potevamo immaginare quello che sarebbe successo da lì a un paio di mesi dopo, il 19 luglio 1992, dove ancora un atroce attentato di stampo mafioso avrebbe ucciso il giudice Paolo Borsellino e gli uomini e una donna della sua scorta.

    Proprio il giudice Paolo Borsellino, dopo la morte del suo amico Giovanni, in un suo discorso disse:
    “CHI HA PAURA MUORE OGNI GIORNO. CHI NON HA PAURA, MUORE UNA VOLTA SOLA”.

    Lo scorso anno ho realizzato un piccolo video, che ripropongo, dedicandolo a Giovanni, Francesca, Vito, Rocco ed Antonio.

    https://peertube.uno/w/uwY8QRYQGqEJs3tRjfzYmF

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #photography #fotografia #storia #story #art #culture #europe #world #città #capaci #strage #falcone #morvillo #vito #schifani #antonio #montinaro #rocco #dicillo #mafiamerda #lamafiaeunamontagnadimerda #stragedicapaci

  13. Era un sabato pomeriggio come tanti quello di 32 anni fa, il 23 maggio del 1992.

    Io non vivevo più a casa con i miei genitori e di solito il sabato andavo sempre a trovarli e, insieme a loro, ci recavamo a casa di mia nonna materna che abitava al piano di sopra.

    Era un modo per passare dei momenti lieti, si cenava tutti insieme, una tradizione a cui tenevamo per mantenere ancora più saldo l’affetto familiare.

    La nonna nella sua cucina aveva sempre un piccolo televisore acceso, le piaceva guardare un po' di tutto mentre si dedicava a cucinare, le piaceva, per lei era un momento di ritrovo familiare.

    Ma quel sabato pomeriggio, un tragico evento, avrebbe trasformato quei momenti lieti in una sensazione di amarezza e di sconforto.

    Ad un certo punto, le trasmissioni TV che stavano andando in onda, furono interrotte per dar spazio ad un’edizione straordinaria del telegiornale, nella quale venne annunciato il terribile e vile attentato di stampo terroristico-mafioso, nel tratto di autostrada A29 in prossimità dello svincolo di Capaci, attentato nel quale persero la vita i giudici Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, moglie del magistrato, e tre dei cinque uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

    Mia madre, donna di una sensibilità fuori dal comune, che si metteva a piangere anche quando apprendeva in tv la morte di un attore o di un attrice, appresa la notizia dell’attentato scoppiò a piangere, cercai di consolarla con un abbraccio.

    In quel momento tutto sembrava perduto, sconforto e rabbia era in ogni cittadino palermitano e ancora non potevamo immaginare quello che sarebbe successo da lì a un paio di mesi dopo, il 19 luglio 1992, dove ancora un atroce attentato di stampo mafioso avrebbe ucciso il giudice Paolo Borsellino e gli uomini e una donna della sua scorta.

    Proprio il giudice Paolo Borsellino, dopo la morte del suo amico Giovanni, in un suo discorso disse:
    “CHI HA PAURA MUORE OGNI GIORNO. CHI NON HA PAURA, MUORE UNA VOLTA SOLA”.

    Lo scorso anno ho realizzato un piccolo video, che ripropongo, dedicandolo a Giovanni, Francesca, Vito, Rocco ed Antonio.

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    #palermo #panormus #sicilia #sicily #photography #fotografia #storia #story #art #culture #europe #world #città #capaci #strage #falcone #morvillo #vito #schifani #antonio #montinaro #rocco #dicillo #mafiamerda #lamafiaeunamontagnadimerda #stragedicapaci

  14. Era un sabato pomeriggio come tanti quello di 32 anni fa, il 23 maggio del 1992.

    Io non vivevo più a casa con i miei genitori e di solito il sabato andavo sempre a trovarli e, insieme a loro, ci recavamo a casa di mia nonna materna che abitava al piano di sopra.

    Era un modo per passare dei momenti lieti, si cenava tutti insieme, una tradizione a cui tenevamo per mantenere ancora più saldo l’affetto familiare.

    La nonna nella sua cucina aveva sempre un piccolo televisore acceso, le piaceva guardare un po' di tutto mentre si dedicava a cucinare, le piaceva, per lei era un momento di ritrovo familiare.

    Ma quel sabato pomeriggio, un tragico evento, avrebbe trasformato quei momenti lieti in una sensazione di amarezza e di sconforto.

    Ad un certo punto, le trasmissioni TV che stavano andando in onda, furono interrotte per dar spazio ad un’edizione straordinaria del telegiornale, nella quale venne annunciato il terribile e vile attentato di stampo terroristico-mafioso, nel tratto di autostrada A29 in prossimità dello svincolo di Capaci, attentato nel quale persero la vita i giudici Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, moglie del magistrato, e tre dei cinque uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

    Mia madre, donna di una sensibilità fuori dal comune, che si metteva a piangere anche quando apprendeva in tv la morte di un attore o di un attrice, appresa la notizia dell’attentato scoppiò a piangere, cercai di consolarla con un abbraccio.

    In quel momento tutto sembrava perduto, sconforto e rabbia era in ogni cittadino palermitano e ancora non potevamo immaginare quello che sarebbe successo da lì a un paio di mesi dopo, il 19 luglio 1992, dove ancora un atroce attentato di stampo mafioso avrebbe ucciso il giudice Paolo Borsellino e gli uomini e una donna della sua scorta.

    Proprio il giudice Paolo Borsellino, dopo la morte del suo amico Giovanni, in un suo discorso disse:
    “CHI HA PAURA MUORE OGNI GIORNO. CHI NON HA PAURA, MUORE UNA VOLTA SOLA”.

    Lo scorso anno ho realizzato un piccolo video, che ripropongo, dedicandolo a Giovanni, Francesca, Vito, Rocco ed Antonio.

    https://peertube.uno/w/uwY8QRYQGqEJs3tRjfzYmF

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  15. Era un sabato pomeriggio come tanti quello di 32 anni fa, il 23 maggio del 1992.

    Io non vivevo più a casa con i miei genitori e di solito il sabato andavo sempre a trovarli e, insieme a loro, ci recavamo a casa di mia nonna materna che abitava al piano di sopra.

    Era un modo per passare dei momenti lieti, si cenava tutti insieme, una tradizione a cui tenevamo per mantenere ancora più saldo l’affetto familiare.

    La nonna nella sua cucina aveva sempre un piccolo televisore acceso, le piaceva guardare un po' di tutto mentre si dedicava a cucinare, le piaceva, per lei era un momento di ritrovo familiare.

    Ma quel sabato pomeriggio, un tragico evento, avrebbe trasformato quei momenti lieti in una sensazione di amarezza e di sconforto.

    Ad un certo punto, le trasmissioni TV che stavano andando in onda, furono interrotte per dar spazio ad un’edizione straordinaria del telegiornale, nella quale venne annunciato il terribile e vile attentato di stampo terroristico-mafioso, nel tratto di autostrada A29 in prossimità dello svincolo di Capaci, attentato nel quale persero la vita i giudici Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, moglie del magistrato, e tre dei cinque uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

    Mia madre, donna di una sensibilità fuori dal comune, che si metteva a piangere anche quando apprendeva in tv la morte di un attore o di un attrice, appresa la notizia dell’attentato scoppiò a piangere, cercai di consolarla con un abbraccio.

    In quel momento tutto sembrava perduto, sconforto e rabbia era in ogni cittadino palermitano e ancora non potevamo immaginare quello che sarebbe successo da lì a un paio di mesi dopo, il 19 luglio 1992, dove ancora un atroce attentato di stampo mafioso avrebbe ucciso il giudice Paolo Borsellino e gli uomini e una donna della sua scorta.

    Proprio il giudice Paolo Borsellino, dopo la morte del suo amico Giovanni, in un suo discorso disse:
    “CHI HA PAURA MUORE OGNI GIORNO. CHI NON HA PAURA, MUORE UNA VOLTA SOLA”.

    Lo scorso anno ho realizzato un piccolo video, che ripropongo, dedicandolo a Giovanni, Francesca, Vito, Rocco ed Antonio.

    https://peertube.uno/w/uwY8QRYQGqEJs3tRjfzYmF

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #photography #fotografia #storia #story #art #culture #europe #world #città #capaci #strage #falcone #morvillo #vito #schifani #antonio #montinaro #rocco #dicillo #mafiamerda #lamafiaeunamontagnadimerda #stragedicapaci