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Accordi libertari: Festival della canzone anarchica 2026
Almeno su una cosa tutti sono d’accordo: le canzoni anarchiche sono le più belle!
Dall’Ottocento ad oggi, dal “fosco fin del secolo morente” al trionfo dell’intelligenza artificiale e della crisi delle speranze collettive, passando per tu
https://umanitanova.org/accordi-libertari-festival-della-canzone-anarchica-2026/
#2026 #Articoli #Comunicati #Culture #DallItalia #numero_24 #anarchia #canti #festival #massenzatico #ReggioEmilia -
Accordi libertari: Festival della canzone anarchica 2026
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Accordi libertari: Festival della canzone anarchica 2026
Almeno su una cosa tutti sono d’accordo: le canzoni anarchiche sono le più belle!
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"Oggi 10 settembre era previsto lo sfratto degli spazi in Torricelli, grazie alla presenza ed alla risposta del quartiere e dei solidali oggi siamo ancora qui."
(Spazio Anarchico Bruzzi Malatesta) -
"Oggi 10 settembre era previsto lo sfratto degli spazi in Torricelli, grazie alla presenza ed alla risposta del quartiere e dei solidali oggi siamo ancora qui."
(Spazio Anarchico Bruzzi Malatesta) -
"Oggi 10 settembre era previsto lo sfratto degli spazi in Torricelli, grazie alla presenza ed alla risposta del quartiere e dei solidali oggi siamo ancora qui."
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"Oggi 10 settembre era previsto lo sfratto degli spazi in Torricelli, grazie alla presenza ed alla risposta del quartiere e dei solidali oggi siamo ancora qui."
(Spazio Anarchico Bruzzi Malatesta) -
"Oggi 10 settembre era previsto lo sfratto degli spazi in Torricelli, grazie alla presenza ed alla risposta del quartiere e dei solidali oggi siamo ancora qui."
(Spazio Anarchico Bruzzi Malatesta) -
Carlo Cafiero a Barletta: storia, anarchia e memoria
Indice dei contenuti
ToggleCarlo Cafiero nacque a Barletta il 1° settembre 1846. La sua vita lo avrebbe portato molto lontano dalla città pugliese: negli ambienti dell’Internazionale, accanto a Michail Bakunin, Friedrich Engels ed Errico Malatesta, nelle lotte del movimento operaio e infine nell’esperienza insurrezionale della Banda del Matese. Eppure il rapporto tra Carlo Cafiero e Barletta non si esaurisce nel dato anagrafico della sua nascita.
Nella sua città sono rimaste tracce materiali e politiche della sua storia. La casa natale, la lapide preparata prima dell’avvento del fascismo e inaugurata soltanto nel 1946, il busto successivamente restaurato, le iniziative promosse dalle realtà libertarie locali e persino il dibattito sulla toponomastica raccontano il difficile rapporto tra Barletta e uno dei suoi concittadini più conosciuti nella storia del movimento anarchico internazionale.
C’è poi una memoria meno visibile, fatta di documenti, giornali, fotografie e iniziative politiche. Una parte di questa storia è stata ricostruita negli anni anche sulle pagine di Magozine, attraverso ricerche condotte negli archivi libertari e l’attività dei collettivi di cui abbiamo fatto parte.
Riunire oggi queste tracce permette non soltanto di ricostruire la presenza di Carlo Cafiero nella memoria di Barletta, ma anche di tornare alle sue idee: comunismo anarchico, internazionalismo, uguaglianza economica e critica della concentrazione della ricchezza.
Carlo Cafiero: da Barletta al movimento anarchico internazionale
Cafiero nacque in una famiglia benestante di Barletta e la sua formazione avrebbe potuto condurlo verso una vita molto diversa da quella che scelse. Dopo gli studi si allontanò progressivamente dall’ambiente sociale di provenienza, entrando in contatto con il movimento socialista e con l’Associazione Internazionale dei Lavoratori.
Il suo percorso è particolarmente interessante proprio per questa rottura. Cafiero non apparteneva alle classi sociali delle quali avrebbe successivamente sostenuto l’emancipazione. Possedeva invece una condizione economica privilegiata, alla quale progressivamente rinunciò aderendo alla causa rivoluzionaria.
Il rapporto iniziale con Friedrich Engels e l’ambiente marxista lasciò successivamente spazio alla vicinanza con Bakunin e con il movimento anarchico italiano. Cafiero divenne così uno dei protagonisti di quella generazione di internazionalisti che cercò di trasformare il socialismo da elaborazione teorica in movimento rivoluzionario.
Ma sarebbe sbagliato ricordarlo esclusivamente come uomo d’azione. Cafiero fu anche un importante divulgatore delle idee economiche socialiste e autore di una delle prime sintesi del Capitale di Karl Marx, pensata per rendere comprensibili concetti economici complessi anche ai lavoratori ai quali quelle analisi erano principalmente rivolte.
La sua successiva elaborazione libertaria emerge invece con particolare chiarezza in Anarchia e Comunismo di Carlo Cafiero, dove abbiamo approfondito il rapporto tra libertà individuale, uguaglianza economica e proprietà comune.
Cafiero, Malatesta e la propaganda del fatto
Uno degli episodi più conosciuti della vita di Cafiero è legato alla Banda del Matese, l’insurrezione organizzata nel 1877 insieme, tra gli altri, a Errico Malatesta.
L’idea era quella di non aspettare che le condizioni per una rivoluzione maturassero spontaneamente. L’azione rivoluzionaria avrebbe dovuto mostrare concretamente alle popolazioni la possibilità di ribellarsi all’ordine esistente.
Durante l’insurrezione gli internazionalisti occuparono alcuni comuni del Matese, distrussero registri fiscali e documenti della proprietà e proclamarono la rivoluzione sociale. L’esperienza ebbe breve durata e gli insorti furono arrestati.
La vicenda è importante anche per comprendere il dibattito sulla cosiddetta propaganda del fatto, un concetto che nel tempo è stato spesso ridotto all’idea dell’attentato individuale, ma che nella sua formulazione originaria aveva un significato più ampio. Ne abbiamo ricostruito storia e contraddizioni nell’approfondimento Dalla propaganda del fatto di Errico Malatesta e Carlo Cafiero.
Il fallimento dell’insurrezione non impedì a quella esperienza di lasciare una traccia profonda nella storia dell’anarchismo italiano. Anche Malatesta avrebbe successivamente riflettuto sui limiti delle insurrezioni costruite confidando nella capacità dell’esempio rivoluzionario di provocare spontaneamente una sollevazione popolare.
Carlo Cafiero e Barletta: una memoria difficile
La dimensione internazionale della vita di Cafiero contrasta con la presenza relativamente discreta della sua memoria nella città in cui nacque.
Eppure Barletta conserva una testimonianza particolarmente interessante della storia dell’anarchismo italiano: la lapide dedicata a Carlo Cafiero sulla sua casa natale.
La ricerca condotta insieme a Rosanna Rizzi, con la collaborazione della Biblioteca Libertaria “Armando Borghi” di Castel Bolognese, ci permise di ricostruirne una storia che attraversa fascismo e dopoguerra. La lapide risultava già pronta nel 1922, ma rimase conservata per anni e poté essere collocata soltanto nel 1946.
La lapide di Carlo Cafiero e gli anarchici del 1946
Il centenario della nascita di Cafiero diventò infatti l’occasione per riportare pubblicamente la sua memoria nella città.
L’11 settembre 1946 la lapide venne inaugurata presso la casa natale. Le ricerche successive hanno permesso di recuperare fotografie, documenti e persino il rendiconto delle somme raccolte dai gruppi e dagli individui anarchici per realizzarla. Alla commemorazione partecipò anche Armando Borghi, una delle figure più importanti dell’anarchismo italiano del Novecento.
È una piccola storia locale che permette però di intravedere qualcosa di molto più grande: la ricostruzione del movimento anarchico dopo vent’anni di dittatura fascista e la volontà di recuperare una memoria politica che il regime aveva cercato di cancellare.
Abbiamo raccontato la ricerca e pubblicato parte dei documenti ritrovati nell’approfondimento dedicato alla storia della lapide di Carlo Cafiero a Barletta.
Il restauro del busto di Carlo Cafiero
Quella memoria ha avuto una seconda vita molti decenni dopo.
Nel 2017 il busto commemorativo presente sulla casa natale venne restaurato attraverso un’iniziativa autofinanziata, senza sponsor economici o istituzionali. Non si trattava soltanto di ripulire materialmente un monumento, ma di riportare Cafiero nel dibattito culturale della città.
Il progetto culminò nella presentazione pubblica del busto restaurato e in una serie di iniziative dedicate alla sua figura, documentate nel comunicato RiScoprire Cafiero – Presentazione del busto restaurato di Carlo Cafiero.
Lapide e busto raccontano così due momenti molto lontani tra loro, il 1946 e il 2017, accomunati dallo stesso problema: come impedire che la memoria di Cafiero diventi semplicemente un nome del passato?
Una via di Barletta dedicata a Carlo Cafiero?
Il problema della memoria entra inevitabilmente anche nello spazio pubblico.
I nomi delle strade non sono neutrali: costruiscono una geografia della memoria attraverso la quale una città decide quali personaggi e quali avvenimenti tramandare.
Da qui nasce anche la questione della presenza di Cafiero nella toponomastica barlettana e la proposta di sostituire una denominazione legata alla storia militare e monarchica italiana con quella dell’anarchico nato in città.
La questione è stata affrontata nell’articolo Via Cialdini: Carlo Cafiero nella toponomastica di Barletta.
Al di là della singola proposta, rimane una domanda interessante: perché una città dovrebbe ricordare attraverso le proprie strade generali, sovrani e protagonisti del potere politico e molto meno frequentemente coloro che quel potere hanno contestato?
Riscoprire Cafiero significa quindi anche interrogarsi su chi scegliamo di ricordare nello spazio pubblico e perché.
Cafiero nella memoria anarchica di Barletta e della Puglia
La memoria di Cafiero non è rimasta confinata ai monumenti.
Negli anni diverse realtà libertarie hanno cercato di riportarne il pensiero nelle strade attraverso commemorazioni, incontri e iniziative pubbliche. In alcuni casi il ricordo di Cafiero si è intrecciato con quello di altri protagonisti pugliesi dell’Internazionale.
È il caso di Carlo Cafiero ed Emilio Covelli ricordati il Primo Maggio tra Barletta e Trani, testimonianza di una memoria anarchica che permette anche di ricostruire quanto la Puglia abbia partecipato alla nascita e alla diffusione del movimento internazionalista italiano.
Altre iniziative hanno continuato negli anni a riportare Cafiero nello spazio pubblico. Nel 2022, per esempio, in occasione dei 176 anni dalla nascita di Carlo Cafiero, il Collettivo Terra Bruciata organizzò a Barletta un incontro pubblico dedicato alla sua figura.
Questi documenti appartengono a momenti e realtà differenti e non costituiscono una storia organica del movimento anarchico cittadino. Considerati insieme, però, mostrano la persistenza di una memoria politica che periodicamente torna a interrogare la città.
Carlo Cafiero e l’internazionalismo
Uno degli aspetti più attuali del pensiero di Cafiero è probabilmente il suo radicale internazionalismo.
Nella società immaginata da Cafiero, l’accesso alla ricchezza comune non poteva dipendere dall’appartenenza nazionale. Nell’esempio dell’abitante di Pechino contenuto in Anarchia e Comunismo, una persona arrivata dall’altra parte del mondo avrebbe dovuto godere degli stessi diritti di chi già viveva in una determinata comunità.
È un’immagine semplice ma potentissima perché capovolge la concezione secondo cui nascere all’interno di un confine attribuirebbe diritti maggiori sulle risorse presenti al suo interno.
Proprio questa riflessione fu ripresa nel 2017 nella Lettera a Carlo Cafiero nel giorno del suo 171° compleanno, un testo del Collettivo Libertario Rivoltiamo la Terra scritto nel contesto delle polemiche e degli episodi di razzismo che interessavano allora Barletta.
Quel testo resta qui come documento di quel momento storico. Ma la questione posta da Cafiero supera le circostanze nelle quali venne ripresa: può esistere un internazionalismo che riconosca diritti universali indipendentemente dal luogo in cui una persona è nata?
È una domanda che assume un significato ancora più ampio in un mondo organizzato attraverso Stati, alleanze militari e blocchi geopolitici contrapposti. Recuperare l’internazionalismo libertario significa allora immaginare relazioni dirette tra popoli, comunità, lavoratori e movimenti, invece di scegliere semplicemente a quale potenza o blocco affidare le proprie speranze.
Dal pensiero di Cafiero al Progetto Cafiero
Riscoprire un pensatore anarchico non dovrebbe significare trasformarne gli scritti in un testo sacro.
Le idee acquistano significato quando vengono confrontate con condizioni storiche nuove, modificate e, quando necessario, superate.
È da questa esigenza che molti anni dopo nacque il Progetto Cafiero. Non si tratta di una teoria elaborata da Carlo Cafiero, ma di una proposta contemporanea che avevo scelto di dedicargli e che cercava di tradurre alcuni principi libertari in pratiche economiche applicabili alla società presente.
L’idea era costruire circuiti economici tra lavoratori autonomi, cooperative, piccole attività, produttori locali e strutture collettive, accompagnandoli con strumenti di scambio e sistemi capaci di favorire le attività maggiormente orientate all’autogestione e alla redistribuzione della ricchezza.
Il progetto conteneva limiti e soluzioni legate al periodo nel quale fu elaborato, ma poneva una questione che considero ancora fondamentale: una trasformazione libertaria può iniziare costruendo rapporti economici differenti prima ancora di una trasformazione complessiva della società?
La proposta completa è conservata nell’articolo Il Progetto Cafiero nella Rivoluzione Integrale.
Non è quindi un testo utile per spiegare cosa pensasse Cafiero nell’Ottocento. È piuttosto un esempio di cosa possa significare partire da una tradizione politica per provare a produrre qualcosa di nuovo.
Perché riscoprire Carlo Cafiero oggi?
C’è un rischio nel recupero della memoria anarchica: trasformare uomini e donne rivoluzionari in personaggi innocui proprio attraverso la loro celebrazione.
Una lapide, un busto, l’anniversario della nascita possono ricordarci che Carlo Cafiero è esistito. Ma ricordare semplicemente un uomo nato a Barletta nel 1846 avrebbe poco significato se le domande che attraversarono la sua vita non fossero ancora capaci di interrogarci.
Chi deve controllare la ricchezza prodotta da una società?
Quale rapporto deve esistere tra libertà individuale e uguaglianza economica? Come può essere organizzato il lavoro senza creare una divisione permanente tra chi possiede e chi lavora? Come possono comunità autonome cooperare senza costruire nuovi centri di potere? E che significato può avere l’internazionalismo in un mondo nuovamente attraversato dalla contrapposizione tra blocchi?
Non dobbiamo necessariamente trovare in Cafiero le risposte ai problemi del XXI secolo. Sarebbe paradossale pretendere da un rivoluzionario dell’Ottocento un programma per affrontare capitalismo digitale, crisi climatica, automazione, concentrazione finanziaria e nuove forme di potere sovranazionale.
Possiamo però recuperare il metodo: non considerare l’organizzazione economica e sociale esistente come l’unica possibile.
È anche il motivo per cui la domanda sulla sorte dell’anarchia non può essere risolta guardando soltanto alla sua storia. Nell’approfondimento su cosa significa essere anarchici e attualizzare l’anarchismo oggi abbiamo provato a spostare proprio l’attenzione dalla conservazione dell’identità anarchica alla costruzione di autogestione, mutualismo, federalismo e organizzazione dal basso.
Forse è questo il modo più interessante per ricordare Carlo Cafiero a Barletta: non limitarsi a chiedere quale monumento, lapide o strada dedicargli, ma continuare a porre nel presente le domande alle quali dedicò la propria vita.
#anarchia #Anarchici #anarchismo #Barletta #CarloCafiero -
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:anarchism:🎌 Un amico mi ha mandato questo video dal Giappone. La bandiera che vedete sventolare significa "Anarchia", perché "bandiera con un buco" in giapponese si dice "穴がある旗", e si legge ANA GA ARU KI.
Letto velocemente diventa ANARUKI!1/2
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Cena contro lo sfratto! Benefit per la nuova casa della FAT
Federazione Anarchica Torinese, venerdì 25 settembre alle ore 20:00 CEST
Cena contro lo sfratto
Benefit per la nuova casa della FAT
Venerdì 25 settembre ore 20
In corso Palermo 46.
Menù vegano
Venite a mangiare a bere bene
Dateci una mano a costruire un nuovo spazio dove organizzarci per le lotte, diffondere libri, riviste ed idee, praticare la solidarietà, costruire insieme un mondo di libere ed eguali.
Prenotazioni
Per chi è lontano può inviare qui i propri contributi:
IBAN IT04 I010 0501 0070 0000 0003 862 intestato a Emilio Penna
Di seguito l'appello:
Una nuova casa per la FAT!
Ci sfrattano? Noi scommettiamo sulla solidarietà anarchica!
Il padrone dei locali di corso Palermo 46 a Torino ci ha inviato lo sfratto.
Ci aveva triplicato l'affitto. Non non possiamo e non vogliamo accettare il ricatto.
Abbiamo trasformato uno scantinato umido in un luogo dove ci siamo organizzati per le lotte, dove si sono svolti dibattiti e assemblee, presentazioni di libri, serigrafia, convivialità libera dove ciascuno da quello che può fuori dalla logica feroce del profitto. La logica che domina il mondo intollerabile in cui siamo forzati a vivere.
Per noi la sede di corso Palermo è un luogo del cuore, ma non ci piegheremo a quest'estorsione.
È tempo di costruire una casa ancora più bella per dare spazio e slancio alle nostre iniziative.
Perché in questi tempi feroci costruire ambiti senza padri, padroni, gerarchie segnala la brezza che annuncia il presente e il futuro che vogliamo.
Grazie ai contributi dei compagni sinora abbiamo raccolto diecimila euro.
Siamo lontani dalla cifra che ci serve, ma siamo certi di poter contare sulla vostra solidarietà.
Chi vuole contribuire spedisca qui il proprio contributo:
IBAN IT04 I010 0501 0070 0000 0003 862 intestato a Emilio Penna
Vogliamo tornare a rivedere le stelle...
Le compagne e i compagni della Federazione Anarchica Torinese
https://gancio.cisti.org/event/cena-contro-lo-sfratto-benefit-per-la-nuova-casa-della-fat
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Bologna, 3 settembre, diy Senza chiedere permesso
https://poliverso.org/display/0477a01e-11607d09-097e6638fc39f405
https://differx.noblogs.org/2026/08/27/bologna-3-settembre-diy-senza-chiedere-permesso/
#anark #art #Resistenza #Bologna #SegnaliEAzioni #ZinesAuthors #A #acerchiata #anarchia #autoproduzioni #diy #mercatino #SenzaChiederePermesso
@radiopopolare
@radiocittaperta
@radiondadurto
@radiocittaperta
@cultura
@[email protected]
@cctmwebsite -
Cose da bimbi:
Ieri sera aspettavamo il padrone di casa, della casa in affitto.
Io dico: "stasera passa il padrone".
Mio figlio, 4 anni: "papà, noi non siamo cani o gatti, noi non abbiamo padroni".
Figlio mio, bravo! Un po' mi hai fatto ridere un po' pensare e un po' commuovere.
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Ciao Fra :ancomheart:
[Vignetta di #AndreaPazienza](#FrancescoGuccini Modena, 14 giugno 1940 – Sambuca Pistoiese, 6 agosto 2026)
#Guccini #FrancescoGuccini #LaLocomotiva #FiaccolaDellAnarchia #anarchia #MastoMusic #FediMusic
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hej!
jesteśmy kolektywem i profil nasz będziemy starali prowadzić się zgodnie z takimi zasadami. oznacza to, że posty mogą różnić się między sobą, mogą przybrać postać dyskusji albo kiedy uznamy to za stosowne, posty mogą być skasowane.na start, na nowej drodze życia socialmedialnego przedstawimy historię tej instancji łódzkiej samby bo należy wspomnieć, że grupa sambowa istniała już w łodzi w przeszłości. przybierze to postać serii postów.
do usłyszenia!
#kolektyw #anarchia #samoorganizacja #ror #RhythmsOfResistance
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:anarchismred:🌹Errico Malatesta
(Santa Maria Capua Vetere, 4 dicembre 1853
Roma, 22 luglio 1932)"Distruggiamo lo sfruttamento e l'oppressione dell'uomo sull'uomo, combattiamo la brutale pretesa del maschio a credersi padrone della femmina, combattiamo i pregiudizii religiosi, sociali e sessuali, assicuriamo a tutti, maschi e femmine, uomini e fanciulli, il benessere e la libertà, diffondiamo l'istruzione... e avremo ben ragione di rallegrarci se non vi resteranno altri mali che quelli d’amore. In tutti i casi, gl'infelici in amore potranno rifarsi con altre gioie, poiché allora non sarebbe più come oggi che l'amore - insieme all’alcool - è la sola consolazione della più gran parte dell'umanità."
(Errico Malatesta, Il problema dell'amore)
1/n
#Malatesta #ErricoMalatesta #anarchia #anarchy #anarchism #anarchismo
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La milizia anarchica del Battaglione della Morte intitolato a Errico Malatesta durante la rivoluzione spagnola del 1936-37.
#anarchia #anarchy #ErricoMalatesta #BATALLONDELAMUERTE #spagna #rivoluzione
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:anarchism: Anarchic è arrivato in Sudamerica!
(via Ponte Della Ghisolfa Milano) -
Michail Aleksandrovič Bakunin (Maggio 1814 - 1 luglio 1876) by @militanzagrafica :anarchoheart1:
1/n
#Bakunin #MichailBakunin #MilitanzaGrafica #anarchia #anarchy #anarchism
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BLA BLA BLA - incontri , discussioni, poesia e laboratori su "Anarchia alle prese con il linguaggio"
Biblioteca Libertaria F. Ferrer e Libera Collina di Castello, venerdì 19 giugno alle ore 10:00 CEST
Incontri , discussioni, poesia e laboratori su "L'Anarchia alle prese con il linguaggio"
Un programma dettagliato sul volantino dove i differenti temi vengono svolti in sessioni distinte e non sovrapposte.
Incontro non per addetti ai lavori ma per tutti gli interessati, alla teoria e alla pratica.
Si comincia venerdì in P.Embriaci 5/13 - Biblioteca F. Ferrer e dal sabato pomeriggio si prosegue alla Libera Collina di Castello - Piazza Santa Maria in Passione.
Anche sul canale telegram Biblioteca F. Ferrer (@biblioferrer)
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BLA BLA BLA - incontri , discussioni, poesia e laboratori su "Anarchia alle prese con il linguaggio"
Biblioteca Libertaria F. Ferrer e Libera Collina di Castello, venerdì 19 giugno alle ore 10:00 CEST
Incontri , discussioni, poesia e laboratori su "L'Anarchia alle prese con il linguaggio"
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Incontro non per addetti ai lavori ma per tutti gli interessati, alla teoria e alla pratica.
Si comincia venerdì in P.Embriaci 5/13 - Biblioteca F. Ferrer e dal sabato pomeriggio si prosegue alla Libera Collina di Castello - Piazza Santa Maria in Passione.
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SPAGNA 1936 - Tra guerra e rivoluzione, l’utopia vissuta
Sabato 20 giugno, dalle 17:00, presso Ateneo libertario, Milano, viale Monza 255
SPAGNA 1936 - Tra guerra e rivoluzione, l’utopia vissuta
In occasione del 90° anno dai giorni della rivoluzione, proponiamo un pomeriggio con:
• filmati inediti e non
• presentazione di “Verso Saragozza - cronaca della Colonna Durruti” di R.M.Catalan (ZIC)
• cena a temaLe rovine non ci spaventano. Sappiamo che non erediteremo altro che rovine, perchè la borghesia cercherà di rovinare il mondo nella fase finale della sua storia. Ma non abbiamo paura delle rovine, perchè portiamo un mondo nuovo nei nostri cuori. Quel mondo sta crescendo proprio in questo momento.
DurrutiSABATO 20 GIUGNO 2026
DALLE 17:00VIALE MONZA 255
(MM1 PRECOTTO) MILANO
🏴https://faimilano.vado.li
🚩https://puntello-ateneolibertario.vado.li
🏴☠️https://t.me/faimilano#cena #spagna1936 #ateneolibertario #anarchia #PresentazioneLibro
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"[...] il prezzo del rifiuto come misura della libertà, il comando strutturale come diagnosi del potere illegittimo, il Non-Comando come orizzonte costruttivo"
Anarchismo del Limite. Libertà, potere e l'architettura del Non-Comando: https://tommasobiagi.org/enciclopedia/anarchismo-del-limite
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https://youtu.be/OQjye9X0cPg?is=aU1w1KpKHXwb6MW_
Jeżu dobry pora spać, ale jaszcze popunkuje! -
Degeneracy Night
Sabato 16 maggio, dalle 21:00 alle 02:30, presso CSA Baraonda, Segrate, via Pacinotti 13
@csabaraonda presenta DEGENERACY NIGHT!
Release party del primo album dei @raptorz.punk“Degeneracy”.. ad accompagnare la serata ci saranno @rappresaglia.official, @the_useless4, @esmeray_band e infine dj set by @deepvision_one.SABATO 16 MAGGIO 2026 dalle 21:00
Ingresso benefit 5€ Free All Antifas - Italy
@comitato_antirep_milano
@basc.news
Campagna di solidarietà internazionale contro la repressione per i fatti di Budapest 2023#palestina #MusicaLive #hcpunk #Hardcorepunk #Punkhardcore #punk #anarchia #benefit #Concerti #DjSet #djset #hardcore
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Spagna 1936. La rivoluzione anarchica
Federazione Anarchica Torinese, venerdì 15 maggio alle ore 21:00 CEST
Spagna 1936
La rivoluzione anarchica
Venerdì 15 maggio
ore 21
alla Fat in corso Palermo 46
A 90 anni dalla rivoluzione sociale in Spagna vi proponiamo tre documentari realizzati con filmati dell'epoca e interviste ai protagonisti dell'insurrezione e del processo rivoluzionario.
** Spagna 1936: l'utopia si fa storia
Testi di Pino Cacucci (DVD 56', b/n)
Immagini girate dai lavoratori dello spettacolo della CNT.
Voci narranti: Paolo Rossi e Francesca Gatto.
18 luglio 1936 un sollevamento militare cerca di abbattere la repubblica. Il 19 luglio le popolazioni di Spagna insorgono.
Protagonisti dell’insurrezione i lavoratori della CNT, l’organizzazione anarcosindacalista che nel proprio programma ha il comunismo anarchico e l’autogestione. Saranno tre lunghi anni di guerra civile, terminati con la sconfitta militare. Saranno gli anni in cui i lavoratori della Barcellona industriale e i contadini delle campagne esproprieranno le fabbriche, metteranno in comune le campagne, sperimentando concretamente l’anarchia.
Le immagini, girate dai lavoratori dello spettacolo della CNT per la diffusione all’estero, ci restituiscono il clima di quegli anni: le barricate di Barcellona, i volontari in armi, le donne con la tuta e il fucile, le campagne dove si lavorava senza padrone, le fabbriche in mano agli operai.
In questa edizione il testo di Pino Cacucci ricostruisce l'epopea misconosciuta di quel triennio in cui l'utopia libertaria diventa storia. Le straordinarie immagini raccolte nelle strade e sui fronti mostrano in diretta il farsi storico di una rivoluzione che coinvolse milioni di persone.
** Tra guerra e rivoluzione. Anarchici italiani in Spagna.
A cura di Claudio Venza, docente di storia all'Università di Trieste, e Paolo Gobetti dell'Archivio cinematografico nazionale della Resistenza.
La testimonianza viva di alcuni tra le centinaia di anarchici accorsi in Spagna in sostegno alla rivoluzione sociale.
** Gli anarchici e l'esperienza delle collettività agricole.
In questo video le testimonianze di alcuni dei protagonisti dell'autogestione delle terre espropriate ai padroni.
https://gancio.cisti.org/event/spagna-1936-la-rivoluzione-anarchica
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Antonio Fierro. La prima vittima del fascismo negli Stati Uniti
Il 14 luglio 1933 a New York lo studente Antonio Fierro è la prima vittima del fascismo in America. Nato a B
https://umanitanova.org/antonio-fierro-la-prima-vittima-del-fascismo-negli-stati-uniti/
#2026 #Articoli #Culture #DalMondo #numero_15 #anarchia #anarchici #antifascismo #biografie #EmigrazioneItaliana #fascismo #omicidio #StatiUniti #StatiUnitiDAmerica #StoriaDelMovimentoAnarchico #StoriaDelMovimentoOperaioESocialista -
Primo Maggio Anarchico. Pace tra gli oppressi guerra agli oppressori!
Torino, corso Cairoli angolo corso Vittorio Emanuele, venerdì 1 maggio alle ore 08:30 CEST
Pace tra gli oppressi, guerra agli oppressori!
Primo Maggio anarchicoVenerdì 1 maggio
ore 8,30
corso Cairoli angolo corso Vittorio EmanueleSpezzone antimilitarista
Contro tutte le patrie per un mondo senza frontiere!
Negli ultimi anni i ricchi sono diventati ancora più ricchi, mentre chi era povero è diventato ancora più povero. E va sempre peggio.
Ovunque si allungano le file dei senza casa, senza reddito, senza prospettive. Per mettere insieme il pranzo con la cena in tanti si adattano ad una miriade di lavori precari, sottopagati, in nero, senza tutele.
Ovunque cresce la lista dei morti e dei mutilati sul lavoro: non sono incidenti ma la feroce logica del profitto che si mangia la vita e la salute di tant*.
Il prezzo di gas e luce è raddoppiato, tanta gente è sotto sfratto o con la casa messa all’asta. Se non ci sono i soldi per il fitto e le bollette, la tutela della salute diventa una merce di lusso che possono permettersi in pochi.
La lunga strada della normalizzazione delle lotte sociali, partita da Torino nel 1980 con la sconfitta della resistenza operaia in Fiat, sta arrivando al proprio epilogo.
La distruzione delle pur esili tutele conquistate negli anni Sessanta e Settanta va di pari passo con una sempre maggiore repressione delle lotte.
Oggi gli eredi diretti del fascismo sono al governo e stanno restaurando il fascismo. Non serve la dittatura formale per cancellare gli esili margini di libertà concessi a prezzo di lotte durate un secolo.
Le questioni sociali sono diventate un affare di ordine pubblico per schiacciare con la violenza poliziesca ogni accenno di insorgenza sociale.
L’insieme di leggi repressive, che, questo governo, in perfetta continuità con i precedenti, ha emanato, possono seppellire in galera compagni e compagne per banali episodi di lotta. Ormai una semplice scritta sul muro, un blocco stradale, un picchetto, un’occupazione, magari coniugati ad uno dei tanti reati associativi, sono trattati con estrema durezza.Alla vigilia del 25 aprile hanno approvato il fermo preventivo per gli attivisti politici invisi al governo.
Meloni come Mussolini: le leggi speciali del 1926 sono diventate, passo dopo passo le leggi "normali" del 2026.
Il governo condanna a morte i migranti con il blocco navale e mette al confino (daspo, fogli di via, sorveglianza speciale, sequestro preventivo) gli antifascisti.
I tanti provvedimenti repressivi messi in campo nell’ultimo decennio per dare scacco agli indesiderabili, ai corpi in eccesso, ai sovversivi non sono sufficienti per un governo che ha deciso di mettere sotto controllo l’intera popolazione.
In periferia l’occupazione militare è diventata normale. Anzi! Ogni giorno è peggio.
Intere aree dei quartieri poveri vengono messe sotto assedio, con continue retate di persone senza documenti o che vivono grazie ad un’economia informale.
Torino da città dell’auto si sta trasformando in città dei bombardieri e vetrina per turisti. Una vetrina che i poveri che passano ore ai giardinetti non devono sporcare. L’aspirazione ad avere una socialità non mercificata va repressa.
Il governo a tutti i livelli punta il dito sulle persone più povere, razzializzate, con il continuo ricatto dei documenti, per nascondere la guerra sociale che ha scatenato contro tutti i poveri, italiani e nati altrove, schierandosi a fianco dei padroni grandi e piccoli.
Il controllo etnicamente mirato del territorio mira a reprimere sul nascere ogni possibile insorgenza sociale. Il CPR, la galera amministrativa per senza documenti, è, al pari del carcere, una discarica sociale.
Il governo sperimenta tecniche di controllo sociale prima impensabili, pur di non mettere un soldo per la casa, la sanità, i trasporti, le scuole.
La spesa militare è in costante aumento, le missioni all’estero delle forze armate italiane si sono moltiplicate.
I militari fanno sei mesi in missioni militari all’estero, sei mesi per le strade delle nostre città.
La guerra per il controllo delle risorse energetiche va di pari passo con l’offensiva contro le persone in viaggio, per ricacciarle nelle galere libiche, dove torture, stupri e omicidi sono fatti normali.
Oggi ci vorrebbero tutti arruolati, tutti schierati nelle guerre in cui il nostro paese è impegnato direttamente o indirettamente. Noi non ci stiamo.Noi non ci arruoliamo, rifiutiamo la retorica patriottica come elemento di legittimazione di tutti gli Stati e delle loro pretese espansionistiche.
L’antimilitarismo, l’internazionalismo, il disfattismo rivoluzionario sono stati centrali nelle lotte del movimento dei lavoratori e delle lavoratrici sin dalle sue origini.
Sfruttamento ed oppressione colpiscono in egual misura a tutte le latitudini, il conflitto contro i “propri” padroni e contro i “propri” governanti è il miglior modo di opporsi alla violenza statale e alla ferocia del capitalismo in ogni dove.
Siamo a fianco della gente che, ovunque nel mondo, muore sotto le bombe, siamo a fianco di chi, ovunque nel mondo, subisce carcere e repressione per essersi opposto attivamente alla guerra.
Siamo contro l’economia di guerra qui e ovunque.Siamo a fianco di chi, in ogni dove, diserta la guerra tra gli stati, che si contendono il dominio imperiale sui territori, le risorse, le vite di donne, uomini e bambin*.
Siamo contro la guerra e chi la arma.
Siamo disertori di ogni guerra, partigiani contro ogni stato.
In un solo giorno il governo spende 104 milioni di euro: con la stessa cifra si potrebbe attrezzare di tutto punto un presidio sanitario territoriale.Provate ad immaginare quanto migliori sarebbero le nostre vite se i miliardi impiegati per ricacciare uomini, donne e bambini nei lager libici, per garantire gli interessi dell’ENI in Africa, per investire in armamenti, per pagare i militari nelle strade delle nostre periferie fossero usati per scuola, sanità, trasporti.
Ma immaginare non basta. Occorre mutare paradigma.
Servono cambiamenti radicali. Inutile crogiolarsi nella riproposizione di una prospettiva welfarista oggi inattingibile. L’illusione welfarista consegna una delega in bianco allo Stato, che oggi, quando è sotto forte pressione, si limita a elemosine.
Costruiamo assemblee territoriali, spazi, scuole, trasporti, ambulatori autogestiti. Ci raccontano la favola che una società complessa è ingovernabile dal basso mentre ci annegano nel caos della gestione centralizzata e burocratica delle scuole, degli ospedali, dei trasporti. La logica è quella del controllo e degli affari. Occorre spezzarla.
È urgente farlo subito. Con l’azione diretta, costruendo spazi politici non statali, moltiplicando le esperienze di autogestione, costruendo reti sociali che sappiano inceppare la macchina e rendano efficaci gli scioperi e le lotte territoriali.
Un mondo senza sfruttati né sfruttatori, senza servi né padroni, un mondo di liberi ed eguali è possibile.
Tocca a noi costruirlo.Federazione Anarchica Torinese
Corso Palermo 46 - riunioni ogni martedì alle 20,30
www.anarresinfo.orghttps://gancio.cisti.org/event/primo-maggio-anarchico-pace-tra-gli-oppressi-guerra-agli-oppressori
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GIORNATA BAKUNIANA
Domenica 10 maggio, dalle 17:00, presso Ateneo libertario, Milano, viale Monza 255
GIORNATA BAKUNIANA
Nell'anno dei 150 anni dalla morte di Michail Bakunin, proponiamo dalle 17:00, presentazione dei libri:
• Carlos Taibo, "Bakunin e Marx a confronto" (ed. Zero in Condotta) - intervengono David Bernardini e Francesca Tasca
• Michail Bakunin, "Viaggio in Italia" a cura di Lorenzo Pezzica (ed. eleuthera) - interviene il curatore
• Alessio Lega, "Bakunin, il demone della rivolta" (ed. eleuthera) - interviene l'autoreA seguire cena popolare, spaghetti alla bakunin!
DOMENICA 10 MAGGIO 2026
DALLE ORE 17:00VIALE MONZA 255
(MM1 PRECOTTO) MILANO
🏴https://faimilano.vado.li
🚩https://puntello-ateneolibertario.vado.li
🏴☠️https://t.me/faimilano#cena #anarchia #ateneolibertario #PresentazioneLibri #bakunin
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oggi, 3 marzo, su radio onda rossa: “cervelli/martelli” + “eros e priapo”
Tutta Scena Teatro ★ Radio Onda Rossa 87.9 fm
#AdrianaMartino #anarchia #AndreaNicolè #AntonellaAlfano #arringa #BenedettoGhiglia #Canti #CarloEmilioGadda #CervelliMartelli #delirio #eros #ErosEPriapo #fascismo #Gadda #GianmicheleMontanaro #libelloPsicanalitico #Lotta #MassimilianoFelice #memorialeNarrativo #musiche #narrazione #poesia #Priapo #RadioOndaRossa #rivolta #rivoluzione #ROR #RORRadioOndaRossa #TuttaScenaTeatro #ValentinaMartinoGhiglia #ventennio
martedì 3 marzo 2026, ore 14
● CERVELLI/MARTELLI
scritto, diretto e interpretato da Antonella Alfano
musiche originali eseguite dal vivo da Massimiliano Felice e Gianmichele
Montanaro
Spettacolo storico che nasce dall’analisi documentaristica e saggistica della rivolta anarchica del 1877 nel matese. In uno scenario lontano da quello odierno, i versi sembrano raccontare lo specchio della società contemporanea. Il “sembrare”, legato a nomi, costumi e ambienti dell’epoca, decade quando a scendere in campo sono i bisogni e i diritti dell’essere umano e le condizioni di abuso e sopruso attuate dal “vertice”. Perché raccontare oggi i fatti di una ventina o poco più di giovani che non solo hanno operato in una condizione geografica sfavorevole, ma infine sono stati anche arrestati e processati? Perché diffondere le gesta di un fallimento? Perché non si tratta di fallimento, ma di un tentativo: agire fino in fondo un ideale. I “martelli”, metafora dell’azione, sono mossi dall’intento, i “cervelli”. Cervelli che hanno chiara la motivazione: le necessità dell’individuo. Coscienze diverse (studenti, stuccatori, fabbri, impiegati, negozianti) si uniscono a quella contadina forti di un credo condiviso, freccia di un solo grido: Rivoluzione! È questa la lotta. Raccontare, attraverso narrazione, musiche, canti e poesia, un “Esempio”, condiviso o meno fa lo stesso, un giudizio postumo alla conoscenza e tentare di risvegliare la condizione di sovranità del popolo.
http://archive.org/details/Radioteatro.Cervellimartelli (39′)
e, a seguire, ore 14:40
● EROS E PRIAPO
di Carlo Emilio Gadda
rielaborazione e regia Adriana Martino
con Valentina Martino Ghiglia
alle percussioni Andrea Nicolè
musica Benedetto Ghiglia
Questo pamphlet è definito da Gadda stesso “libello psicanalitico, diviso tra arringa e memoriale narrativo”, un “atto di conoscenza” di quel Ventennio che ha soggiogato l’Italia segnando il prevalere “d’un cupo e scempio Eros sui motivi di Logos”. Eros è il dio dell’amore, Priapo è il simbolo dell’istinto sessuale e della forza generatrice maschile. Quando queste due deità si contrappongono generano mostri. Gadda parte dal fascismo, da lì si muove e inventa, interpreta, si insinua, scava, amplia e deforma nelle direzioni più varie, in vorticoso ribollire e gorgogliare. Pensando al Duce e alle sue qualità amatorie, alla “banda” dei gerarchi e soprattutto alle donne fasciste in particolare la dilatazione della sua furia non conosce limiti.
Per dare valore e forza a questa lava di parole e immagini, a questo fiume fangoso di invettive, ci è venuto naturale affidarle ad una creatura sotterranea che sembrasse provenire dai bassifondi di una città metropolitana e che avesse accumulata tutta la rabbia della propria miseria ed emarginazione, con le sembianze di una barbona che, dialogando con se stessa, snocciola contro il mondo, impavida, il suo lucido delirio.
http://archive.org/details/Radioteatro.ErosEPriapo (46′)
http://metateatro.blogspot.com/2011/01/eros-e-priapo.html -
oggi, 3 marzo, su radio onda rossa: “cervelli/martelli” + “eros e priapo”
Tutta Scena Teatro ★ Radio Onda Rossa 87.9 fm
#AdrianaMartino #anarchia #AndreaNicolè #AntonellaAlfano #arringa #BenedettoGhiglia #Canti #CarloEmilioGadda #CervelliMartelli #delirio #eros #ErosEPriapo #fascismo #Gadda #GianmicheleMontanaro #libelloPsicanalitico #Lotta #MassimilianoFelice #memorialeNarrativo #musiche #narrazione #poesia #Priapo #RadioOndaRossa #rivolta #rivoluzione #ROR #RORRadioOndaRossa #TuttaScenaTeatro #ValentinaMartinoGhiglia #ventennio
martedì 3 marzo 2026, ore 14
● CERVELLI/MARTELLI
scritto, diretto e interpretato da Antonella Alfano
musiche originali eseguite dal vivo da Massimiliano Felice e Gianmichele
Montanaro
Spettacolo storico che nasce dall’analisi documentaristica e saggistica della rivolta anarchica del 1877 nel matese. In uno scenario lontano da quello odierno, i versi sembrano raccontare lo specchio della società contemporanea. Il “sembrare”, legato a nomi, costumi e ambienti dell’epoca, decade quando a scendere in campo sono i bisogni e i diritti dell’essere umano e le condizioni di abuso e sopruso attuate dal “vertice”. Perché raccontare oggi i fatti di una ventina o poco più di giovani che non solo hanno operato in una condizione geografica sfavorevole, ma infine sono stati anche arrestati e processati? Perché diffondere le gesta di un fallimento? Perché non si tratta di fallimento, ma di un tentativo: agire fino in fondo un ideale. I “martelli”, metafora dell’azione, sono mossi dall’intento, i “cervelli”. Cervelli che hanno chiara la motivazione: le necessità dell’individuo. Coscienze diverse (studenti, stuccatori, fabbri, impiegati, negozianti) si uniscono a quella contadina forti di un credo condiviso, freccia di un solo grido: Rivoluzione! È questa la lotta. Raccontare, attraverso narrazione, musiche, canti e poesia, un “Esempio”, condiviso o meno fa lo stesso, un giudizio postumo alla conoscenza e tentare di risvegliare la condizione di sovranità del popolo.
http://archive.org/details/Radioteatro.Cervellimartelli (39′)
e, a seguire, ore 14:40
● EROS E PRIAPO
di Carlo Emilio Gadda
rielaborazione e regia Adriana Martino
con Valentina Martino Ghiglia
alle percussioni Andrea Nicolè
musica Benedetto Ghiglia
Questo pamphlet è definito da Gadda stesso “libello psicanalitico, diviso tra arringa e memoriale narrativo”, un “atto di conoscenza” di quel Ventennio che ha soggiogato l’Italia segnando il prevalere “d’un cupo e scempio Eros sui motivi di Logos”. Eros è il dio dell’amore, Priapo è il simbolo dell’istinto sessuale e della forza generatrice maschile. Quando queste due deità si contrappongono generano mostri. Gadda parte dal fascismo, da lì si muove e inventa, interpreta, si insinua, scava, amplia e deforma nelle direzioni più varie, in vorticoso ribollire e gorgogliare. Pensando al Duce e alle sue qualità amatorie, alla “banda” dei gerarchi e soprattutto alle donne fasciste in particolare la dilatazione della sua furia non conosce limiti.
Per dare valore e forza a questa lava di parole e immagini, a questo fiume fangoso di invettive, ci è venuto naturale affidarle ad una creatura sotterranea che sembrasse provenire dai bassifondi di una città metropolitana e che avesse accumulata tutta la rabbia della propria miseria ed emarginazione, con le sembianze di una barbona che, dialogando con se stessa, snocciola contro il mondo, impavida, il suo lucido delirio.
http://archive.org/details/Radioteatro.ErosEPriapo (46′)
http://metateatro.blogspot.com/2011/01/eros-e-priapo.html -
BENEFIT INGUAIATI - Horror Night: Caduceus + Craven Road
Sabato 24 gennaio, dalle 21:30, presso collettivo anarchico Bandiera Nera, viale Monza 255
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CONCERTO BENEFIT INGUAIATI - HORROR NIGHT: Caduceus + Craven Road
Sabato 17 gennaio, from 21:30, at{place} collettivo anarchico Bandiera Nera, viale Monza 255
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ACID REACTION + GIGOLO UNCLE
Sabato 8 novembre, dalle 21:30 alle 01:00, presso collettivo anarchico Bandiera Nera, viale Monza 255
doppio concerto benefit: quanto raccolto andrà in sostegno a compagnx inguaiatx con la legge e a gruppi di lotta anticarceraria.
da lodi ACID REACTION + GIGOLO UNCLE
per info [email protected]
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a benefit night of crazy psych/post grunge/krautrock
Sabato 12 luglio, dalle 21:00 alle 01:00, presso collettivo anarchico Bandiera Nera, viale Monza 255
serata benefit in viale monza 255 in compagnia di sothiac, picardi and the magic theatre, spell bound circle
come sempre, quanto raccolto durante la serata verrà destinato a sostenere le spese legali di compagnx inguaiatx che subiscono la repressione statale, sempre più stringente, e a gruppi di lotta anticarceraria
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:anarchism: Avvistato poco fa sulla Provinciale Valnerina: "SOLIDARIETÀ CON PAOLO TODDE IN SCIOPERÒ DELLA FAME AD UTA"
:ancomheart:"Paolo, come l'anarchico rivoluzionario Alfredo Cospito, ha deciso di utilizzare il suo corpo come una barricata, iniziando, a rischio della propria vita, una lotta immensa che potrà conseguire risultati solo se saremo in grado di condurre, con la stessa determinazione, una mobilitazione di solidarietà rivoluzionaria e internazionale: https://t.me/NO41bis/17424"
:anarchy:#anarchia #41bis #scioperodellafame #cospito #todde #paolotodde #alfredocospito #anarchy #anarchistnews
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Quando siete felici, fateci caso di Kurt Vonnegut
Title:Quando siete felici, fateci casoSeries:Author:Kurt VonnegutGenre:Raccolta di discorsiPublisher:BompianiRelease Date:Aprile 2022 (ultima edizione italiana)Format:brossura con alettePages:208Source:https://www.bompiani.it/catalogo/quando-siete-felici-fateci-caso-9788830105546
Qu
https://www.magozine.it/quando-siete-felici-fateci-caso-di-kurt-vonnegut/
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