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  1. "Oggi 10 settembre era previsto lo sfratto degli spazi in Torricelli, grazie alla presenza ed alla risposta del quartiere e dei solidali oggi siamo ancora qui."
    (Spazio Anarchico Bruzzi Malatesta)

    occupaeresisti.wordpress.com/2

    #anarchia #anarchy #BruzziMalatesta

  2. "Oggi 10 settembre era previsto lo sfratto degli spazi in Torricelli, grazie alla presenza ed alla risposta del quartiere e dei solidali oggi siamo ancora qui."
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  6. Carlo Cafiero a Barletta: storia, anarchia e memoria

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    Carlo Cafiero nacque a Barletta il 1° settembre 1846. La sua vita lo avrebbe portato molto lontano dalla città pugliese: negli ambienti dell’Internazionale, accanto a Michail Bakunin, Friedrich Engels ed Errico Malatesta, nelle lotte del movimento operaio e infine nell’esperienza insurrezionale della Banda del Matese. Eppure il rapporto tra Carlo Cafiero e Barletta non si esaurisce nel dato anagrafico della sua nascita.

    Nella sua città sono rimaste tracce materiali e politiche della sua storia. La casa natale, la lapide preparata prima dell’avvento del fascismo e inaugurata soltanto nel 1946, il busto successivamente restaurato, le iniziative promosse dalle realtà libertarie locali e persino il dibattito sulla toponomastica raccontano il difficile rapporto tra Barletta e uno dei suoi concittadini più conosciuti nella storia del movimento anarchico internazionale.

    C’è poi una memoria meno visibile, fatta di documenti, giornali, fotografie e iniziative politiche. Una parte di questa storia è stata ricostruita negli anni anche sulle pagine di Magozine, attraverso ricerche condotte negli archivi libertari e l’attività dei collettivi di cui abbiamo fatto parte.

    Riunire oggi queste tracce permette non soltanto di ricostruire la presenza di Carlo Cafiero nella memoria di Barletta, ma anche di tornare alle sue idee: comunismo anarchico, internazionalismo, uguaglianza economica e critica della concentrazione della ricchezza.

    Carlo Cafiero: da Barletta al movimento anarchico internazionale

    Cafiero nacque in una famiglia benestante di Barletta e la sua formazione avrebbe potuto condurlo verso una vita molto diversa da quella che scelse. Dopo gli studi si allontanò progressivamente dall’ambiente sociale di provenienza, entrando in contatto con il movimento socialista e con l’Associazione Internazionale dei Lavoratori.

    Il suo percorso è particolarmente interessante proprio per questa rottura. Cafiero non apparteneva alle classi sociali delle quali avrebbe successivamente sostenuto l’emancipazione. Possedeva invece una condizione economica privilegiata, alla quale progressivamente rinunciò aderendo alla causa rivoluzionaria.

    Il rapporto iniziale con Friedrich Engels e l’ambiente marxista lasciò successivamente spazio alla vicinanza con Bakunin e con il movimento anarchico italiano. Cafiero divenne così uno dei protagonisti di quella generazione di internazionalisti che cercò di trasformare il socialismo da elaborazione teorica in movimento rivoluzionario.

    Ma sarebbe sbagliato ricordarlo esclusivamente come uomo d’azione. Cafiero fu anche un importante divulgatore delle idee economiche socialiste e autore di una delle prime sintesi del Capitale di Karl Marx, pensata per rendere comprensibili concetti economici complessi anche ai lavoratori ai quali quelle analisi erano principalmente rivolte.

    La sua successiva elaborazione libertaria emerge invece con particolare chiarezza in Anarchia e Comunismo di Carlo Cafiero, dove abbiamo approfondito il rapporto tra libertà individuale, uguaglianza economica e proprietà comune.

    Cafiero, Malatesta e la propaganda del fatto

    Uno degli episodi più conosciuti della vita di Cafiero è legato alla Banda del Matese, l’insurrezione organizzata nel 1877 insieme, tra gli altri, a Errico Malatesta.

    L’idea era quella di non aspettare che le condizioni per una rivoluzione maturassero spontaneamente. L’azione rivoluzionaria avrebbe dovuto mostrare concretamente alle popolazioni la possibilità di ribellarsi all’ordine esistente.

    Durante l’insurrezione gli internazionalisti occuparono alcuni comuni del Matese, distrussero registri fiscali e documenti della proprietà e proclamarono la rivoluzione sociale. L’esperienza ebbe breve durata e gli insorti furono arrestati.

    La vicenda è importante anche per comprendere il dibattito sulla cosiddetta propaganda del fatto, un concetto che nel tempo è stato spesso ridotto all’idea dell’attentato individuale, ma che nella sua formulazione originaria aveva un significato più ampio. Ne abbiamo ricostruito storia e contraddizioni nell’approfondimento Dalla propaganda del fatto di Errico Malatesta e Carlo Cafiero.

    Il fallimento dell’insurrezione non impedì a quella esperienza di lasciare una traccia profonda nella storia dell’anarchismo italiano. Anche Malatesta avrebbe successivamente riflettuto sui limiti delle insurrezioni costruite confidando nella capacità dell’esempio rivoluzionario di provocare spontaneamente una sollevazione popolare.

    Carlo Cafiero e Barletta: una memoria difficile

    La dimensione internazionale della vita di Cafiero contrasta con la presenza relativamente discreta della sua memoria nella città in cui nacque.

    Eppure Barletta conserva una testimonianza particolarmente interessante della storia dell’anarchismo italiano: la lapide dedicata a Carlo Cafiero sulla sua casa natale.

    La ricerca condotta insieme a Rosanna Rizzi, con la collaborazione della Biblioteca Libertaria “Armando Borghi” di Castel Bolognese, ci permise di ricostruirne una storia che attraversa fascismo e dopoguerra. La lapide risultava già pronta nel 1922, ma rimase conservata per anni e poté essere collocata soltanto nel 1946.

    La lapide di Carlo Cafiero e gli anarchici del 1946

    Il centenario della nascita di Cafiero diventò infatti l’occasione per riportare pubblicamente la sua memoria nella città.

    L’11 settembre 1946 la lapide venne inaugurata presso la casa natale. Le ricerche successive hanno permesso di recuperare fotografie, documenti e persino il rendiconto delle somme raccolte dai gruppi e dagli individui anarchici per realizzarla. Alla commemorazione partecipò anche Armando Borghi, una delle figure più importanti dell’anarchismo italiano del Novecento.

    È una piccola storia locale che permette però di intravedere qualcosa di molto più grande: la ricostruzione del movimento anarchico dopo vent’anni di dittatura fascista e la volontà di recuperare una memoria politica che il regime aveva cercato di cancellare.

    Abbiamo raccontato la ricerca e pubblicato parte dei documenti ritrovati nell’approfondimento dedicato alla storia della lapide di Carlo Cafiero a Barletta.

    Il restauro del busto di Carlo Cafiero

    Quella memoria ha avuto una seconda vita molti decenni dopo.

    Nel 2017 il busto commemorativo presente sulla casa natale venne restaurato attraverso un’iniziativa autofinanziata, senza sponsor economici o istituzionali. Non si trattava soltanto di ripulire materialmente un monumento, ma di riportare Cafiero nel dibattito culturale della città.

    Il progetto culminò nella presentazione pubblica del busto restaurato e in una serie di iniziative dedicate alla sua figura, documentate nel comunicato RiScoprire Cafiero – Presentazione del busto restaurato di Carlo Cafiero.

    Lapide e busto raccontano così due momenti molto lontani tra loro, il 1946 e il 2017, accomunati dallo stesso problema: come impedire che la memoria di Cafiero diventi semplicemente un nome del passato?

    Una via di Barletta dedicata a Carlo Cafiero?

    Il problema della memoria entra inevitabilmente anche nello spazio pubblico.

    I nomi delle strade non sono neutrali: costruiscono una geografia della memoria attraverso la quale una città decide quali personaggi e quali avvenimenti tramandare.

    Da qui nasce anche la questione della presenza di Cafiero nella toponomastica barlettana e la proposta di sostituire una denominazione legata alla storia militare e monarchica italiana con quella dell’anarchico nato in città.

    La questione è stata affrontata nell’articolo Via Cialdini: Carlo Cafiero nella toponomastica di Barletta.

    Al di là della singola proposta, rimane una domanda interessante: perché una città dovrebbe ricordare attraverso le proprie strade generali, sovrani e protagonisti del potere politico e molto meno frequentemente coloro che quel potere hanno contestato?

    Riscoprire Cafiero significa quindi anche interrogarsi su chi scegliamo di ricordare nello spazio pubblico e perché.

    Cafiero nella memoria anarchica di Barletta e della Puglia

    La memoria di Cafiero non è rimasta confinata ai monumenti.

    Negli anni diverse realtà libertarie hanno cercato di riportarne il pensiero nelle strade attraverso commemorazioni, incontri e iniziative pubbliche. In alcuni casi il ricordo di Cafiero si è intrecciato con quello di altri protagonisti pugliesi dell’Internazionale.

    È il caso di Carlo Cafiero ed Emilio Covelli ricordati il Primo Maggio tra Barletta e Trani, testimonianza di una memoria anarchica che permette anche di ricostruire quanto la Puglia abbia partecipato alla nascita e alla diffusione del movimento internazionalista italiano.

    Altre iniziative hanno continuato negli anni a riportare Cafiero nello spazio pubblico. Nel 2022, per esempio, in occasione dei 176 anni dalla nascita di Carlo Cafiero, il Collettivo Terra Bruciata organizzò a Barletta un incontro pubblico dedicato alla sua figura.

    Questi documenti appartengono a momenti e realtà differenti e non costituiscono una storia organica del movimento anarchico cittadino. Considerati insieme, però, mostrano la persistenza di una memoria politica che periodicamente torna a interrogare la città.

    Carlo Cafiero e l’internazionalismo

    Uno degli aspetti più attuali del pensiero di Cafiero è probabilmente il suo radicale internazionalismo.

    Nella società immaginata da Cafiero, l’accesso alla ricchezza comune non poteva dipendere dall’appartenenza nazionale. Nell’esempio dell’abitante di Pechino contenuto in Anarchia e Comunismo, una persona arrivata dall’altra parte del mondo avrebbe dovuto godere degli stessi diritti di chi già viveva in una determinata comunità.

    È un’immagine semplice ma potentissima perché capovolge la concezione secondo cui nascere all’interno di un confine attribuirebbe diritti maggiori sulle risorse presenti al suo interno.

    Proprio questa riflessione fu ripresa nel 2017 nella Lettera a Carlo Cafiero nel giorno del suo 171° compleanno, un testo del Collettivo Libertario Rivoltiamo la Terra scritto nel contesto delle polemiche e degli episodi di razzismo che interessavano allora Barletta.

    Quel testo resta qui come documento di quel momento storico. Ma la questione posta da Cafiero supera le circostanze nelle quali venne ripresa: può esistere un internazionalismo che riconosca diritti universali indipendentemente dal luogo in cui una persona è nata?

    È una domanda che assume un significato ancora più ampio in un mondo organizzato attraverso Stati, alleanze militari e blocchi geopolitici contrapposti. Recuperare l’internazionalismo libertario significa allora immaginare relazioni dirette tra popoli, comunità, lavoratori e movimenti, invece di scegliere semplicemente a quale potenza o blocco affidare le proprie speranze.

    Dal pensiero di Cafiero al Progetto Cafiero

    Riscoprire un pensatore anarchico non dovrebbe significare trasformarne gli scritti in un testo sacro.

    Le idee acquistano significato quando vengono confrontate con condizioni storiche nuove, modificate e, quando necessario, superate.

    È da questa esigenza che molti anni dopo nacque il Progetto Cafiero. Non si tratta di una teoria elaborata da Carlo Cafiero, ma di una proposta contemporanea che avevo scelto di dedicargli e che cercava di tradurre alcuni principi libertari in pratiche economiche applicabili alla società presente.

    L’idea era costruire circuiti economici tra lavoratori autonomi, cooperative, piccole attività, produttori locali e strutture collettive, accompagnandoli con strumenti di scambio e sistemi capaci di favorire le attività maggiormente orientate all’autogestione e alla redistribuzione della ricchezza.

    Il progetto conteneva limiti e soluzioni legate al periodo nel quale fu elaborato, ma poneva una questione che considero ancora fondamentale: una trasformazione libertaria può iniziare costruendo rapporti economici differenti prima ancora di una trasformazione complessiva della società?

    La proposta completa è conservata nell’articolo Il Progetto Cafiero nella Rivoluzione Integrale.

    Non è quindi un testo utile per spiegare cosa pensasse Cafiero nell’Ottocento. È piuttosto un esempio di cosa possa significare partire da una tradizione politica per provare a produrre qualcosa di nuovo.

    Perché riscoprire Carlo Cafiero oggi?

    C’è un rischio nel recupero della memoria anarchica: trasformare uomini e donne rivoluzionari in personaggi innocui proprio attraverso la loro celebrazione.

    Una lapide, un busto, l’anniversario della nascita possono ricordarci che Carlo Cafiero è esistito. Ma ricordare semplicemente un uomo nato a Barletta nel 1846 avrebbe poco significato se le domande che attraversarono la sua vita non fossero ancora capaci di interrogarci.

    Chi deve controllare la ricchezza prodotta da una società?

    Quale rapporto deve esistere tra libertà individuale e uguaglianza economica? Come può essere organizzato il lavoro senza creare una divisione permanente tra chi possiede e chi lavora? Come possono comunità autonome cooperare senza costruire nuovi centri di potere? E che significato può avere l’internazionalismo in un mondo nuovamente attraversato dalla contrapposizione tra blocchi?

    Non dobbiamo necessariamente trovare in Cafiero le risposte ai problemi del XXI secolo. Sarebbe paradossale pretendere da un rivoluzionario dell’Ottocento un programma per affrontare capitalismo digitale, crisi climatica, automazione, concentrazione finanziaria e nuove forme di potere sovranazionale.

    Possiamo però recuperare il metodo: non considerare l’organizzazione economica e sociale esistente come l’unica possibile.

    È anche il motivo per cui la domanda sulla sorte dell’anarchia non può essere risolta guardando soltanto alla sua storia. Nell’approfondimento su cosa significa essere anarchici e attualizzare l’anarchismo oggi abbiamo provato a spostare proprio l’attenzione dalla conservazione dell’identità anarchica alla costruzione di autogestione, mutualismo, federalismo e organizzazione dal basso.

    Forse è questo il modo più interessante per ricordare Carlo Cafiero a Barletta: non limitarsi a chiedere quale monumento, lapide o strada dedicargli, ma continuare a porre nel presente le domande alle quali dedicò la propria vita.

    #anarchia #Anarchici #anarchismo #Barletta #CarloCafiero
  7. :anarchism:🎌 Un amico mi ha mandato questo video dal Giappone. La bandiera che vedete sventolare significa "Anarchia", perché "bandiera con un buco" in giapponese si dice "穴がある旗", e si legge ANA GA ARU KI.
    Letto velocemente diventa ANARUKI!

    1/2

    #anarchia #anarchy #flag #giappone #nippon

  8. oggi, 28 ottobre, a roma, fondazione baruchello: convegno su “luoghi, oggetti, arredi e case d’autore” (archivi degli artisti e degli scrittori)

    Domani, 28 ottobre, presso la Fondazione Baruchello  si svolge il Convegno Luoghi, oggetti, arredi e case d’autore. Il contesto degli archivi degli artisti e degli scrittori.

    Saranno trattati argomenti  intimamente connessi alla storia degli archivi e a quella della  creazione letteraria ed artistica.

    Qui una breve spiegazione del progetto:

    Gli archivi privati degli artisti e degli scrittori conservano materiale documentario di grande interesse per lo studio delle fonti della cultura e della storia della seconda metà del Novecento e per ritessere la fitta trama dei rapporti amicali, intellettuali, sociali e letterari che ha attraversato la ricca e densa sostanza della cultura novecentesca.

    I fondi fotografici presenti all’interno degli archivi, il cosiddetto materiale minore, agende, agendine, appunti, quaderni, calendari, gli oggetti e degli arredi delle dimore e delle case d’autore, i luoghi da loro frequentati e amati sono ancora territori inesplorati che molto possono svelare sulla complessità e le radici delle opere e per la ricostruzione del contesto e di una mappa geo-culturale e storica che può illuminare il percorso, anche biografico, della creazione.I

    Il Convegno tratterà queste aree tematiche all’apparenza marginali ma pienamente significative e fondamentali per la ricostruzione, la visibilità e la valorizzazione delle fonti storiche.”

    Si prega di confermare la presenza scrivendo a
    muraca.marcelladalila [at] gmail.com
    e a info [at] fondazionebaruchello.com

    PROGRAMMA

    Modera Barbara Mancini
    Ore 10:30 – 13:30

    INTRODUZIONE
    Carla Subrizi, Cetta Petrollo Pagliarani

    SESSIONE I. Le case e le stanze d’autore: artisti, poeti, scrittori

    Caterina Borelli
    Case, oggetti e arredi: autobiografie o archivi? Luoghi pubblici o privati?

    Eleonora Cardinale
    Ricostruire le stanze degli scrittori: Spazi900 della Biblioteca nazionale centrale di Roma

    Monica Fabbri
    L’Archivio Giovannino Guareschi a Roncole Verdi

    SESSIONE II. I dialoghi amicali, le dediche negli epistolari e nei libri

    Federico Milone
    Scaffali privati e scaffali digitali: il caso della biblioteca di Alfredo Giuliani

    Barbara Mancini
    A Elio, maestro d’arte e di vita”: le dediche nei libri della Biblioteca Pagliarani

    Francesco Pascali
    «Gli anni ‘80 sono nostri», Giuseppe Bertolucci e Marco Tullio Giordana, carte da
    un’amicizia

    Ore 15:30 -19:00
    SESSIONE III. Gli incontri: agende agendine quaderni e calendari

    Antonio D’Ambrosio
    Attraversare l’Europa dagli avantesti del Fondo Claudio Magris

    Sara Gregori
    Ada Negri nell’Archivio del Novecento

    Chiara Portesine
    Archiviare la Neoavanguardia: lo sperimentalismo tra anarchia e documento

    Mauro Distefano
    Appunti, quaderni e ritagli: il laboratorio nascosto di Federico De Roberto

    SESSIONE IV. Gli arredi, gli oggetti

    Giuseppe Garrera
    Immagini devozionali. Le Gioconde di Luca Maria Patella.Alcune considerazioni sulle Gioconde di Leonardo disseminate sulle pareti e nei cassetti della casa di Luca Maria Patella

    Arianna Saggio
    Speranzella di Bernari attraverso la fotografia: tra documento e finzione

    SESSIONE V. I Luoghi

    Ilaria Serra
    La casa e il bosco di Mario Rigoni Stern

    Silvia Moretti
    Memorie e rappresentazioni della casa di via dei giornalisti di Gianni Toti

    Convegno a cura di
    Cetta Petrollo Pagliarani – Associazione Letteraria Elio Pagliarani
    Coordinamento
    Marcella Muraca
    Moderatrice
    Barbara Mancini

     

    #AdaNegri #agende #agendine #anarchia #AntonioDAmbrosio #appunti #archivi #archivio #archivioDelNovecento #AriannaSaggio #arredi #artisti #AssociazioneLetterariaElioPagliarani #AssociazionePagliarani #calendari #case #caseDAutore #CettaPetrollo #CettaPetrolloPagliarani #CettaPetrolloPagliaraniAssociazioneLetterariaElioPagliarani #ChiaraPortesine #ClaudioMagris #documenti #documento #ElioPagliarani #FedericoDeRoberto #FondoClaudioMagris #GiuseppeBertolucci #GiuseppeGarrera #Gruppo63 #laboratorio #LucaMariaPatella #luoghiOggettiArredi #MarcoTullioGiordana #materialeMinore #MauroDistefano #neoavanguardia #oggetti #oggettiMinori #quaderni #SaraGregori #scrittori #sperimentalismo

  9. oggi, 28 ottobre, a roma, fondazione baruchello: convegno su “luoghi, oggetti, arredi e case d’autore” (archivi degli artisti e degli scrittori)

    Domani, 28 ottobre, presso la Fondazione Baruchello  si svolge il Convegno Luoghi, oggetti, arredi e case d’autore. Il contesto degli archivi degli artisti e degli scrittori.

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    Caterina Borelli
    Case, oggetti e arredi: autobiografie o archivi? Luoghi pubblici o privati?

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    un’amicizia

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    SESSIONE III. Gli incontri: agende agendine quaderni e calendari

    Antonio D’Ambrosio
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    Sara Gregori
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    SESSIONE IV. Gli arredi, gli oggetti

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    SESSIONE V. I Luoghi

    Ilaria Serra
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    Convegno a cura di
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    Marcella Muraca
    Moderatrice
    Barbara Mancini

     

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  10. 28 ottobre, roma, fondazione baruchello: convegno su “luoghi, oggetti, arredi e case d’autore” (archivi degli artisti e degli scrittori)

    Domani, 28 ottobre, presso la Fondazione Baruchello  si svolge il Convegno Luoghi, oggetti, arredi e case d’autore. Il contesto degli archivi degli artisti e degli scrittori.

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    Gli archivi privati degli artisti e degli scrittori conservano materiale documentario di grande interesse per lo studio delle fonti della cultura e della storia della seconda metà del Novecento e per ritessere la fitta trama dei rapporti amicali, intellettuali, sociali e letterari che ha attraversato la ricca e densa sostanza della cultura novecentesca.

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    SESSIONE V. I Luoghi

    Ilaria Serra
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  11. 28 ottobre, roma, fondazione baruchello: convegno su “luoghi, oggetti, arredi e case d’autore” (archivi degli artisti e degli scrittori)

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    Saranno trattati argomenti  intimamente connessi alla storia degli archivi e a quella della  creazione letteraria ed artistica.

    Qui una breve spiegazione del progetto:

    Gli archivi privati degli artisti e degli scrittori conservano materiale documentario di grande interesse per lo studio delle fonti della cultura e della storia della seconda metà del Novecento e per ritessere la fitta trama dei rapporti amicali, intellettuali, sociali e letterari che ha attraversato la ricca e densa sostanza della cultura novecentesca.

    I fondi fotografici presenti all’interno degli archivi, il cosiddetto materiale minore, agende, agendine, appunti, quaderni, calendari, gli oggetti e degli arredi delle dimore e delle case d’autore, i luoghi da loro frequentati e amati sono ancora territori inesplorati che molto possono svelare sulla complessità e le radici delle opere e per la ricostruzione del contesto e di una mappa geo-culturale e storica che può illuminare il percorso, anche biografico, della creazione.I

    Il Convegno tratterà queste aree tematiche all’apparenza marginali ma pienamente significative e fondamentali per la ricostruzione, la visibilità e la valorizzazione delle fonti storiche.”

    Si prega di confermare la presenza scrivendo a
    muraca.marcelladalila [at] gmail.com
    e a info [at] fondazionebaruchello.com

    PROGRAMMA

    Modera Barbara Mancini
    Ore 10:30 – 13:30

    INTRODUZIONE
    Carla Subrizi, Cetta Petrollo Pagliarani

    SESSIONE I. Le case e le stanze d’autore: artisti, poeti, scrittori

    Caterina Borelli
    Case, oggetti e arredi: autobiografie o archivi? Luoghi pubblici o privati?

    Eleonora Cardinale
    Ricostruire le stanze degli scrittori: Spazi900 della Biblioteca nazionale centrale di Roma

    Monica Fabbri
    L’Archivio Giovannino Guareschi a Roncole Verdi

    SESSIONE II. I dialoghi amicali, le dediche negli epistolari e nei libri

    Federico Milone
    Scaffali privati e scaffali digitali: il caso della biblioteca di Alfredo Giuliani

    Barbara Mancini
    A Elio, maestro d’arte e di vita”: le dediche nei libri della Biblioteca Pagliarani

    Francesco Pascali
    «Gli anni ‘80 sono nostri», Giuseppe Bertolucci e Marco Tullio Giordana, carte da
    un’amicizia

    Ore 15:30 -19:00
    SESSIONE III. Gli incontri: agende agendine quaderni e calendari

    Antonio D’Ambrosio
    Attraversare l’Europa dagli avantesti del Fondo Claudio Magris

    Sara Gregori
    Ada Negri nell’Archivio del Novecento

    Chiara Portesine
    Archiviare la Neoavanguardia: lo sperimentalismo tra anarchia e documento

    Mauro Distefano
    Appunti, quaderni e ritagli: il laboratorio nascosto di Federico De Roberto

    SESSIONE IV. Gli arredi, gli oggetti

    Giuseppe Garrera
    Immagini devozionali. Le Gioconde di Luca Maria Patella.Alcune considerazioni sulle Gioconde di Leonardo disseminate sulle pareti e nei cassetti della casa di Luca Maria Patella

    Arianna Saggio
    Speranzella di Bernari attraverso la fotografia: tra documento e finzione

    SESSIONE V. I Luoghi

    Ilaria Serra
    La casa e il bosco di Mario Rigoni Stern

    Silvia Moretti
    Memorie e rappresentazioni della casa di via dei giornalisti di Gianni Toti

    Convegno a cura di
    Cetta Petrollo Pagliarani – Associazione Letteraria Elio Pagliarani
    Coordinamento
    Marcella Muraca
    Moderatrice
    Barbara Mancini

     

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    DAL 2003, SLOWFORWARD è il sito più testardo, aggiornato (e anziano) su #scritture di ricerca, #arte contemporanea, #musica sperimentale, materiali verbovisivi, #asemic writing, #poesia concreta, #prosa in prosa, prose brevi, scritture non assertive, littéralité, flarf, sought poetry, #googlism , #fluxus e #anarchia , movimenti, #editoria ‘irregolare’, #glitch , ossessione collezionistica, #audio e #video più o meno deliranti, #network possibili di #sperimentazione , #dada , #derive & compagnia

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  14. 2 Minuti all’apocalisse – Guerra nucleare e catastrofe ambientale

    2 minuti all'Apocalisse. Guerra nucleare & catastrofe ambientaleNoam Chomsky e Laray PolksaggioPiemmemaggio 2018164https://www.edizpiemme.it/libri/2-minuti-allapocalisse/

    Noam Chomsky e Laray Polk

    Noam Chomsky, nato a

    magozine.it/2-minuti-allapocal

    #Controinformazione #CrisiAmbientale #RecensioniLibri #anarchia #chomsky #ecologismo #unolibri

  15. su slowforward da oggi si attiva una pagina-archivio dedicata ai soli audio comparsi sul sito, con link ai post usciti fin qui, e ai loro mirror su Archive.org: https://archive.org/details/@slowforward

    la pagina è a questo indirizzo e per ora contiene “solo” i 36 podcast di Pod al popolo. si arricchirà di volta in volta con le ulteriori uscite dello stesso podcast e audio inseriti in altre occasioni e con altri titoli.

    gli argomenti principali sono ovviamente quelli del sito: scritture di ricerca, cambio di paradigma, prosa, prosa in prosa, postpoesia, letteralismo, poesia, assertività, non assertività, testi, letture, critica letteraria, politica, Palestina, vicende italiane, editoria e distribuzione, trasformazioni antropologiche, disastro italiano, ironia, scrittura asemica (asemic writing), glitch, flarf, sperimentazione in senso ampio, arte, musica sperimentale, musica contemporanea, musica d’improvvisazione, musica concreta, materiali verbovisivi, registrazioni sul campo, interviste, reading, frammenti audio, voci d’archivio, estratti da film e video, riflessioni di poetica, prose brevi, prose brevissime, segnalazioni editoriali, recensioni, scritture e operazioni concettuali, scritture installative, derive testuali e testuali-politiche, politica frontale, anarchia, antirazzismo, antifascismo, fluxus, azioni incongrue, loose writing, neodadaismo, cut-up, googlism, avanguardie storiche, art brut / arte irregolare, fotografia, disegno, disseminazioni, marginalia e poco altro.

    enjoy!

    https://slowforward.net/2024/08/12/nuova-pagina-su-slowforward-podcast/

    #anarchia #antifascismo #antirazzismo #artBrutArteIrregolare #arte #asemicWriting #assertività #audio #avanguardieStoriche #azioniIncongrue #cambioDiParadigma #criticaLetteraria #cutUp #deriveTestualiETestualiPolitiche #disastroItaliano #disegno #disseminazione #disseminazioni #distribuzione #editoria #estrattiDaFilm #flarf #fluxus #fotografia #frammentiAudio #glitch #googlism #interviste #ironia #letteralismo #letture #marginalia #materialiVerbovisivi #music #musicaConcreta #musicaContemporanea #musicaDImprovvisazione #musicaSperimentale #neodadaismo #nonAssertività #nuovaPagina #operazioniConcettuali #Palestina #podAlPopolo #podcast #poesia #politica #politicaFrontale #postpoesia #prosa #ProsaInProsa #proseBrevi #proseBrevissime #reading #recensioni #registrazioniSulCampo #riflessioniDiPoetica #scritturaAsemica #scritturaConcettuale #scrittureDiRicerca #scrittureInstallative #segnalazioniEditoriali #slowforward #sperimentazione #testi #trasformazioniAntropologiche #vicendeItaliane #vociDArchivio

  16. Quando siete felici, fateci caso di Kurt Vonnegut

    Title:Quando siete felici, fateci casoSeries:Author:Kurt VonnegutGenre:Raccolta di discorsiPublisher:BompianiRelease Date:Aprile 2022 (ultima edizione italiana)Format:brossura con alettePages:208Source:bompiani.it/catalogo/quando-si

    Qu

    magozine.it/quando-siete-felic

    #RecensioniLibri #anarchia #bompiani #MutuoAppoggio #Raccolta #Vonnegut