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#nanni-balestrini — Public Fediverse posts

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  1. newslow: slowforward dal 20 gennaio al 22 febbraio 2026

    oggi ho spedito per mail newslow ovvero la (piuttosto lenta) newsletter (a)periodica di slowforward, con link a post pubblicati dal 20 gennaio al 22 febbraio 2026. la mail, come sempre, viene compilata manualmente da me. chi volesse riceverla, per leggere o rileggere informazioni e articoli che giocoforza sono recuperabili ma apparentemente scomparsi oltre l’orizzonte degli eventi, può farmene richiesta scrivendo a https://slowforward.net/contact/

    e… tra un paio di giorni uscirà un’altra newsletter, che arriva fino a marzo. stay tuned. statevi tonni.

    *

    chi poi volesse sostenere il lavoro di slowforward & mg / differx (che dal 2003 con operosa lena figge il guardo nel contemporaneo & intende continuare a farlo finché morte non lo separi dalla rete) può elargire via ko-fi oppure paypal

    https://ko-fi.com/differx57119

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  2. newslow: slowforward dal 24 dicembre 2025 al 20 gennaio 2026

    oggi ho spedito per mail newslow ovvero la (piuttosto lenta) newsletter (a)periodica di slowforward, con link a post pubblicati dal 24 dicembre 2025 a oggi, 20 gennaio. la mail, come sempre, viene compilata manualmente da me. chi volesse riceverla, per leggere o rileggere informazioni e articoli che giocoforza sono recuperabili ma apparentemente scomparsi oltre l’orizzonte degli eventi, può farmene richiesta scrivendo a https://slowforward.net/contact/

    chi poi volesse sostenere il lavoro di slowforward & mg / differx (che dal 2003 con operosa lena figge il guardo nel contemporaneo & intende continuare a farlo finché morte non lo separi dalla rete) può elargire via ko-fi oppure paypal

    https://ko-fi.com/differx57119

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  3. newslow: slowforward dal 14 ottobre al 20 novembre 2025

    poco fa ho spedito per mail newslow ovvero la (evidentemente lenta) newsletter (a)periodica di slowforward, con link a post pubblicati dal 14 ottobre al 20 novembre scorso. la mail viene manualmente compilata da me. chi volesse riceverla, per leggere o rileggere informazioni e articoli che giocoforza sono recuperabili ma visivamente scomparsi oltre l’orizzonte degli eventi, può farmene richiesta scrivendo a https://slowforward.net/contact/

    chi poi volesse sostenere il lavoro di slowforward & mg / differx (che dal 2003 operosamente battaglia & intende continuare a farlo finché morte non lo separi dalla rete) può farlo via ko-fi oppure paypal

    https://ko-fi.com/differx57119

    mettiamola (daccapo e daccapo) così: sono fermo a uno dei semafori della rete, e vi faccio cenno indicando il parabrezza… bon: se voi apprezzate e vi fa piacere che io da 22 quasi 23 anni quotidianamente vi aiuti a renderlo ben trasparente e sensibile a informazioni & notizie su #scritturadiricerca #scritturasperimentale #palestina #asemicwriting #scritturaasemica #antifascismo #prosa #prosabreve #prosainprosa #artecontemporanea #materialiverbovisivi #audio #podcast #video #presentazioni  #criticaletteraria #teorialetteraria #letturepubbliche #progettiletterari, #archivi #anni70 … non avete da fare altro che offrirmi un caffè oppure, se preferite, un pranzo.

    #2003 #Anni70 #anniSettanta #anni70 #annisettanta #antifascismo #archivi #archivio #arteContemporanea #artecontemporanea #asemic #asemicWriting #asemicwriting #audio #caffè #CarmeloBene #contact #controinformazione #CorradoCosta #criticaLetteraria #CriticaLetteraria #differx #diffusioneDiTesti #EmilioGarroni #EmilioVilla #flarf #glitch #googlism #informazione #informazioni #koFi #kofi #lavoro #letturePubbliche #letturepubbliche #link #MagdaloMussio #mail #materialiVerbovisivi #materialiverbovisivi #MG #NanniBalestrini #newsletter #newsletterPeriodica #notizie #orizzonteDegliEventi #Palestina #parabrezza #paypal #podAlPopolo #podalpopolo #podcast #post #presentazioni #PrimaDellOggetto #progettiLetterari #progettiletterari #prosa #prosaBreve #ProsaInProsa #prosabreve #prosainprosa #raccoltaDiMateriali #reading #scritturaAsemica #scritturaComplessa #scritturaDiRicerca #scritturaSperimentale #scritturaasemica #scritturadiricerca #scritturasperimentale #scrittureComplesse #scrittureDiRicerca #scrittureSperimentali #slowforward #slowforwardDal2003 #sostieniSlowforward #teoriaLetteraria #teorialetteraria #unCaffèASlowforward #video #videopresentazioni

  4. oggi, 17 maggio, a torino: la cooperativa scrittori, una storia degli anni ’70 (e di oggi)

    Sabato 17 maggio
    Salone del libro di Torino Off

    Domori, Piani Culturali Domori, Piazza San Carlo 177, h 18
    GLI SCRITTORI IN COOPERATIVA. UNA STORIA DEGLI ANNI ’70 (E DI OGGI)
    Maria Teresa Carbone, Andrea Cortellessa e Bruno Gambarotta, letture
    di Mariella Fabris

    cliccare per ingrandire

    *

    Nei primi anni ’70 Luigi Malerba, Elio Pagliarani, Nanni Balestrini e altri intellettuali fondarono la Cooperativa Scrittori come alternativa al potere dei grandi marchi editoriali. In poco tempo uscirono opere importanti, dalla relazione della commissione parlamentare d’inchiesta sulla mafia a libri di autori come Umberto Eco o Alberto Arbasino. Ricordare oggi quell’iniziativa è uno stimolo a cercare nuove forme di cooperazione culturale.

    #AndreaCortellessa #Anni70 #anniSettanta #anni70 #art #arte #arteContemporanea #BrunoGambarotta #CoopScrittori #CooperativaScrittori #CulturMediaLegaCoop #Domori #ElioPagliarani #LIndice #LIndiceDeiLibriDelMese #LuigiMalerba #MariaTeresaCarbone #MariellaFabris #NanniBalestrini

  5. 17 maggio a torino: la cooperativa scrittori, una storia degli anni ’70 (e di oggi)

    Sabato 17 maggio
    Salone del libro di Torino Off

    Domori, Piani Culturali Domori, Piazza San Carlo 177, h 18
    GLI SCRITTORI IN COOPERATIVA. UNA STORIA DEGLI ANNI ’70 (E DI OGGI)
    Maria Teresa Carbone, Andrea Cortellessa e Bruno Gambarotta, letture
    di Mariella Fabris

    cliccare per ingrandire

    *

    Nei primi anni ’70 Luigi Malerba, Elio Pagliarani, Nanni Balestrini e altri intellettuali fondarono la Cooperativa Scrittori come alternativa al potere dei grandi marchi editoriali. In poco tempo uscirono opere importanti, dalla relazione della commissione parlamentare d’inchiesta sulla mafia a libri di autori come Umberto Eco o Alberto Arbasino. Ricordare oggi quell’iniziativa è uno stimolo a cercare nuove forme di cooperazione culturale.

    #AndreaCortellessa #Anni70 #anni70 #anniSettanta #anni70 #art #arte #arteContemporanea #BrunoGambarotta #CoopScrittori #CooperativaScrittori #CulturMediaLegaCoop #Domori #ElioPagliarani #LIndice #LIndiceDeiLibriDelMese #LuigiMalerba #MariaTeresaCarbone #MariellaFabris #NanniBalestrini

  6. 15-17 maggio a torino: alcune presentazioni

    Giovedì 15 maggio
    Salone del Libro, Lingotto, Pad. 1, Sala Granata, h 17.15
    QUADERNI DI FISICA E METAFISICA, numero due:
    MORALE DELLA COLLEZIONE (Allemandi)
    Elio Grazioli in dialogo con Andrea Cortellessa, introduce Laura
    Cantone

    Venerdì 16 maggio
    Salone del Libro, Lingotto, Pad. Oval, Spazio Campania, h 16
    Carmen Gallo, STANZE PER UNA FUGA (La vita felice)
    con Andrea Cortellessa e Tommaso Di Dio, modera Massimo Adinolfi

    Venerdì 16 maggio
    Rivoli, Villa Cerruti, h 18
    lettura di Andrea Cortellessa, DEL FISICO E DEL METAFISICO
    prenotazione online su https://www.castellodirivoli.org/biglietti/

    Sabato 17 maggio
    Pinacoteca Agnelli, Via Nizza 23, h 13.00
    Andrea Bellini, STORIE DELL’ARTE CONTEMPORANEA (Timeo)
    con Andrea Cortellessa e Sara Cosulich

    Sabato 17 maggio
    Domori, Piani Culturali Domori, Piazza San Carlo 177, h 18
    GLI SCRITTORI IN COOPERATIVA. UNA STORIA DEGLI ANNI ’70 (E DI OGGI)
    Maria Teresa Carbone, Andrea Cortellessa e Bruno Gambarotta, letture
    di Mariella Fabris

    a proposito di quest’ultimo incontro:

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    Gli scrittori in cooperativa. Una storia degli anni ’70 (e di oggi)
    Salone del libro di Torino Off
    Domori, Piani Culturali Domori Piazza San Carlo 177
    sabato 17 maggio, ore 18
    Con Maria Teresa Carbone, Andrea Cortellessa e Bruno Gambarotta
    Letture di Mariella Fabris
    A cura de L’Indice dei libri del mese e di CulturMedia LegaCoop

    Nei primi anni ’70 Luigi Malerba, Elio Pagliarani, Nanni Balestrini e altri
    intellettuali fondarono la Cooperativa Scrittori come alternativa al potere dei
    grandi marchi editoriali. In poco tempo uscirono opere importanti, dalla
    relazione della commissione parlamentare d’inchiesta sulla mafia a libri di
    autori come Umberto Eco o Alberto Arbasino. Ricordare oggi quell’iniziativa è
    uno stimolo a cercare nuove forme di cooperazione culturale.

    #Allemandi #AndreaBellini #AndreaCortellessa #art #arte #arteContemporanea #BrunoGambarotta #CarmenGallo #CoopScrittori #CooperativaScrittori #CulturMediaLegaCoop #DelFisicoEDelMetafisico #Domori #ElioGrazioli #ElioPagliarani #LIndice #LaVitaFelice #LauraCantone #LIndiceDeiLibriDelMese #LuigiMalerba #MariaTeresaCarbone #MariellaFabris #MassimoAdinolfi #MoraleDellaCollezione #NanniBalestrini #QuaderniDiFisicaEMetafisica #Rivoli #SaraCosulich #StanzePerUnaFuga #TommasoDiDio

  7. la poesia artificiale di nanni balestrini / manuela gandini per ‘ahida’

    ahida (rivista online in preparazione) – comparto comp/art: «La poesia artificiale di Nanni Balestrini», di Manuela Gandini

    1961. Nell’interrato della Cassa di Risparmio delle Province Lombarde di Milano c’è un computer grande come una stanza che viene attivato alla presenza di un piccolo gruppo di giovani in giacca e cravatta. Odore di elettricità, di cavi, di plastica, ferro, gomma e legno. Il sistema IBM 7070 è collegato a 14 unità a nastro magnetico 729/II e 2 sistemi IBM 1401.
    È il mio anno di nascita, ma anche l’anno di nascita della poesia artificiale di Nanni Balestrini. Il suo progetto “criminale” è di sopprimere l’autore (il poeta) eliminandolo dalla produzione della poesia. La poesia verrà composta dalla macchina e non dall’umano.
    Quel giorno, oltre a lui, sono presenti Umberto Eco, Luciano Berio, Alberto Nobis (ingegnere IBM) e qualche altro tecnico. L’emozione è palpabile, l’esperimento epocale. Allora nessuno, tranne le istituzioni, possiede un computer.
    Nanni ha estratto dei brani da tre libri – «Diario di Hiroshima», di Michihito Hachiya; «Il mistero dell’ascensore», di Paul Godwin e «Tao Te Ching», di Lao Tse – e li ha inseriti nel software dell’ordinatore per ottenere una poesia imprevedibile e infinita in un flusso combinatorio che giustappone le frasi. Apocalissi e saggezza! «Era una cosa molto semplice, banale», ha commentato l’autore. Il computer stampava 600 righe al minuto per decine di metri e Balestrini, rifacendosi alla pratica surrealista del «Cadavre Exquis», ha isolato i componimenti più interessanti e li ha incisi nella storia.
    Ieri ho letto su «Il Corriere della Sera» la grande novità del secolo: il «Poem Booth» che (nato nei Paesi Bassi) arriverà al prossimo Salone del Libro di Torino. Si tratta di una «macchina per la poesia» – di Ellen Deckwitz – la quale di fronte a un visitatore scrive automaticamente una poesia/ritratto, utilizzando frammenti dei brani poetici dell’autrice. E allora Viva la poesia! Viva la @macchina! E viva le figlie e i figli del Balestrini artista e poeta, a patto che, questi, non facciano tabula rasa della Storia.
    I ribelli del Gruppo 63, con immensa fatica, hanno fatto una rivoluzione linguistica; Balestrini ha immaginato e sperimentato oltre mezzo secolo fa le potenzialità dell’AI buttando all’aria il ruolo di autore. E adesso? Tutti dimentichi?

    ● foto di S.B. , via Cernaia, Roma, 2018

    #ahida #AI #AlbertoNobis #art #arte #CassaDiRisparmioDelleProvinceLombarde #compArt #EllenDeckwitz #Gruppo63 #IBM7070 #LaPoesiaArtificialeDiNanniBalestrini #LucianoBerio #ManuelaGandini #NanniBalestrini #PoemBooth #rivistaOnline #rivoluzioneLinguistica #TapeMark #TapeMarkI #UmbertoEco

  8. oggi, 7 febbraio, a bologna: “nanni balestrini: una lunga primavera”

    Nanni Balestrini: Una lunga Primavera. Mostra collage a cura di Marco Scotini presso AF Gallery, a Bologna (via dei Bersaglieri 5/E) da oggi, 7 febbraio 2025: https://www.af-artecontemporanea.it/
    Nell’immagine in alto, una fotografia a piena parete di Tano D’Amico realizzata nel corso del «convegno contro la repressione» tenutosi a Bologna nel settembre 1977.
    Di seguito un testo che Toni Negri scrisse in occasione della scomparsa di Nanni Balestrini (da Settanta/Milieu):

    Assemblare i pezzi

    […] Eccolo dunque, Nanni, organizzatore di cultura sovversiva, produttore di riviste politiche. Quelle cose, quelle macchine non erano mai «sue» ma appunto «dei compagni» che lui metteva al lavoro. La sua generosità era vincente, sempre, il suo lavoro quello di un’impresa comunista. Qualche tempo fa, lavorando su «Assemblea», e discutendo con Michael Hardt la figura di una nuova proposta teorica, quella dell’«imprenditore politico della moltitudine», mi sono venute in mente le esperienze di Nanni negli anni ’70. Come definire un imprenditore della moltitudine? Come un «meccanico» che assembla i pezzi di una macchina, meglio, per stare nella letteratura, come un autore che trasforma il «volgare» in lingua. Non è un inventore, ma qualcuno che recupera quanto fa parte dell’esperienza comune, in essa collaudato, e ne fa cosa praticabile, una nuova macchina. Ecco l’opera di Nanni messa in luce, questa sua capacità di far diventare «arte» il mettere insieme cose ed eventi, linguaggi ed emozioni politiche e di trasformare pallide avanguardie comuniste in macchine da guerra.
    Nanni, il meccanico, non ha mai sognato orizzonti gloriosi nel comunismo realizzato. Nanni ha sempre vissuto la realtà quotidiana del lavoro militante. Disdegnava radicalmente l’utopia e vantava la propria amoralità comunista. Non pensava al futuro ma già viveva nell’avvenire. Ci ho pensato tanto a questa capacità di Nanni di farti sentire «naturale» nelle situazioni più avventurose e a confronto del pensiero critico. […]
    Era così semplice stare assieme, fare le cose assieme. Io, Nanni, l’ho davvero amato. Mi ci ritrovavo, con lui, in quel suo «fare» senza troppo pensarci su, perché era più importante pensare facendo, costruendo. Il criterio, la misura stavano nel fare. La laicità di Nanni era tutta qui: una laicità sovversiva, un piacere della «superficie» in tumulto, alla Deleuze, alla Guattari (con i quali da vicino l’avrebbe poi condiviso), un’allegria della singolarità, dell’immanenza, senza il problema (o l’ossessione) di negare quel che non c’era o non valeva, come la trascendenza o l’autorità.

    Il nuovo Meccano

    […] Siamo stati bene, passando le notti a comporre «Potere operaio», o a discutere senza costrutto su come riempire «Compagni,». Abbiamo girato l’Italia per contattare amici intellettuali dispersi e mezz’Europa alla ricerca di un Osvaldo furioso, abbiamo lavorato insieme (un nuovo «meccano» balestriniano) a costruire Ae&a – una piattaforma logistica, oggi si direbbe, per le mille imprese editoriali della moltitudine autonoma. «alfabeta» nascerà anch’essa di lì. Calogero trasformò presto questa iniziativa in «associazione di malfattori», in delinquenza organizzata. Poi vennero Rebibbia, Fossombrone, Palmi, Trani, per me. Per Nanni, Parigi, e poi Aix-en-Provence. Che cosa avrebbe fatto, isolato da quel suo Heimat che aveva costruito? Ce lo chiedevamo, ritenendo che il poeta fosse più in difficoltà dei suoi rozzi compagni. E invece, con Giairo a lato, Nanni associò gli intellettuali attorno a Deleuze e a Faye in «trasversali» letterarie e politiche – «Change International» – che permisero alla sinistra sovversiva di togliere spazio e fortuna (comunque di resistere) all’ennesima invasione dei Rosacroce, all’irrazionalismo reazionario dei nouveaux philosophes.

    Verso i collage

    […] Una nuova primavera, questa, per Nanni, che nella fuga dalla repressione feroce dei Calogero, dei Dalla Chiesa, del «compromesso storico» ritrovava il senso del gioco e dell’avventura.
    I collage cominciano allora. Un’incredibile agilità dell’epico e dell’ironico si combinano dentro questo nuovo meccano. Quei giornali che aveva organizzato, ora Nanni comincia (e lo farà tanto più rientrando in Italia alla fine degli ’80) a ritagliarli e a ricostruire figure e manifesti di un’avventura già repressa, ma sempre di nuovo risorgente e sempre più radicalmente sovversiva! Un insegnamento deleuziano: quanto rivoluzionari potevano essere, quanto potenti quei semplici frammenti di materia varia, in superficie danzanti.
    In Italia intanto il potere e i letterati del «Corriere della Sera» puntavano sull’oblio di «Vogliamo tutto». Non c’è intervista fatta a Nanni in quei tempi nella quale, benevolmente e ipocritamente, non gli si chiedesse se non era pentito di aver scritto «Vogliamo tutto», quel capolavoro della letteratura operaista che resta, a oggi, uno dei più bei romanzi del Novecento. Bisognava dimenticarlo, cancellarlo quel romanzo che cantava una rivoluzione operaia – che, se non era stata vincente nella società, aveva comunque distrutto quell’indecente luogo di sfruttamento che era la fabbrica fordista.

    #AFGallery #Anni70 #anniSettanta #art #arte #collage #Deleuze #frammenti #frammento #Guattari #MarcoScotini #Milieu #militanza #mostra #mostraCollage #Movimento #NanniBalestrini #neoavanguardia #operaismo #politica #riviste #scritturaDiRicerca #scritturaSperimentale #scrittureDiRicerca #scrittureSperimentali #Settanta #SettantaMilieu #TanoDAmico #ToniNegri #UnaLungaPrimavera

  9. 7 febbraio, bologna: “nanni balestrini: una lunga primavera”

    Nanni Balestrini: Una lunga Primavera. Mostra collage a cura di Marco Scotini presso AF Gallery, a Bologna (via dei Bersaglieri 5/E) il 7 febbraio 2025: https://www.af-artecontemporanea.it/
    Nell’immagine in alto, una fotografia a piena parete di Tano D’Amico realizzata nel corso del «convegno contro la repressione» tenutosi a Bologna nel settembre 1977.
    Di seguito un testo che Toni Negri scrisse in occasione della scomparsa di Nanni Balestrini (da Settanta/Milieu):

    Assemblare i pezzi

    […] Eccolo dunque, Nanni, organizzatore di cultura sovversiva, produttore di riviste politiche. Quelle cose, quelle macchine non erano mai «sue» ma appunto «dei compagni» che lui metteva al lavoro. La sua generosità era vincente, sempre, il suo lavoro quello di un’impresa comunista. Qualche tempo fa, lavorando su «Assemblea», e discutendo con Michael Hardt la figura di una nuova proposta teorica, quella dell’«imprenditore politico della moltitudine», mi sono venute in mente le esperienze di Nanni negli anni ’70. Come definire un imprenditore della moltitudine? Come un «meccanico» che assembla i pezzi di una macchina, meglio, per stare nella letteratura, come un autore che trasforma il «volgare» in lingua. Non è un inventore, ma qualcuno che recupera quanto fa parte dell’esperienza comune, in essa collaudato, e ne fa cosa praticabile, una nuova macchina. Ecco l’opera di Nanni messa in luce, questa sua capacità di far diventare «arte» il mettere insieme cose ed eventi, linguaggi ed emozioni politiche e di trasformare pallide avanguardie comuniste in macchine da guerra.
    Nanni, il meccanico, non ha mai sognato orizzonti gloriosi nel comunismo realizzato. Nanni ha sempre vissuto la realtà quotidiana del lavoro militante. Disdegnava radicalmente l’utopia e vantava la propria amoralità comunista. Non pensava al futuro ma già viveva nell’avvenire. Ci ho pensato tanto a questa capacità di Nanni di farti sentire «naturale» nelle situazioni più avventurose e a confronto del pensiero critico. […]
    Era così semplice stare assieme, fare le cose assieme. Io, Nanni, l’ho davvero amato. Mi ci ritrovavo, con lui, in quel suo «fare» senza troppo pensarci su, perché era più importante pensare facendo, costruendo. Il criterio, la misura stavano nel fare. La laicità di Nanni era tutta qui: una laicità sovversiva, un piacere della «superficie» in tumulto, alla Deleuze, alla Guattari (con i quali da vicino l’avrebbe poi condiviso), un’allegria della singolarità, dell’immanenza, senza il problema (o l’ossessione) di negare quel che non c’era o non valeva, come la trascendenza o l’autorità.

    Il nuovo Meccano

    […] Siamo stati bene, passando le notti a comporre «Potere operaio», o a discutere senza costrutto su come riempire «Compagni,». Abbiamo girato l’Italia per contattare amici intellettuali dispersi e mezz’Europa alla ricerca di un Osvaldo furioso, abbiamo lavorato insieme (un nuovo «meccano» balestriniano) a costruire Ae&a – una piattaforma logistica, oggi si direbbe, per le mille imprese editoriali della moltitudine autonoma. «alfabeta» nascerà anch’essa di lì. Calogero trasformò presto questa iniziativa in «associazione di malfattori», in delinquenza organizzata. Poi vennero Rebibbia, Fossombrone, Palmi, Trani, per me. Per Nanni, Parigi, e poi Aix-en-Provence. Che cosa avrebbe fatto, isolato da quel suo Heimat che aveva costruito? Ce lo chiedevamo, ritenendo che il poeta fosse più in difficoltà dei suoi rozzi compagni. E invece, con Giairo a lato, Nanni associò gli intellettuali attorno a Deleuze e a Faye in «trasversali» letterarie e politiche – «Change International» – che permisero alla sinistra sovversiva di togliere spazio e fortuna (comunque di resistere) all’ennesima invasione dei Rosacroce, all’irrazionalismo reazionario dei nouveaux philosophes.

    Verso i collage

    […] Una nuova primavera, questa, per Nanni, che nella fuga dalla repressione feroce dei Calogero, dei Dalla Chiesa, del «compromesso storico» ritrovava il senso del gioco e dell’avventura.
    I collage cominciano allora. Un’incredibile agilità dell’epico e dell’ironico si combinano dentro questo nuovo meccano. Quei giornali che aveva organizzato, ora Nanni comincia (e lo farà tanto più rientrando in Italia alla fine degli ’80) a ritagliarli e a ricostruire figure e manifesti di un’avventura già repressa, ma sempre di nuovo risorgente e sempre più radicalmente sovversiva! Un insegnamento deleuziano: quanto rivoluzionari potevano essere, quanto potenti quei semplici frammenti di materia varia, in superficie danzanti.
    In Italia intanto il potere e i letterati del «Corriere della Sera» puntavano sull’oblio di «Vogliamo tutto». Non c’è intervista fatta a Nanni in quei tempi nella quale, benevolmente e ipocritamente, non gli si chiedesse se non era pentito di aver scritto «Vogliamo tutto», quel capolavoro della letteratura operaista che resta, a oggi, uno dei più bei romanzi del Novecento. Bisognava dimenticarlo, cancellarlo quel romanzo che cantava una rivoluzione operaia – che, se non era stata vincente nella società, aveva comunque distrutto quell’indecente luogo di sfruttamento che era la fabbrica fordista.

    #AFGallery #Anni70 #anniSettanta #art #arte #collage #Deleuze #frammenti #frammento #Guattari #MarcoScotini #Milieu #militanza #mostra #mostraCollage #Movimento #NanniBalestrini #neoavanguardia #operaismo #politica #riviste #scritturaDiRicerca #scritturaSperimentale #scrittureDiRicerca #scrittureSperimentali #Settanta #SettantaMilieu #TanoDAmico #ToniNegri #UnaLungaPrimavera

  10. “mostra sul futurismo, l’opera di balestrini: perché ritirarla. parla rossana campo (archivio balestrini)” (la7)

    il video qui: https://www.la7.it/piazzapulita/video/mostra-sul-futurismo-lopera-di-balestrini-perche-ritirarla-parla-campo-archivio-balestrini-12-12-2024-571698

    “Normalmente quando si fanno le mostre, i curatori chiedono il permesso dell’utilizzo dell’opera agli eredi e all’archivio dell’artista, si chiama diritto morale. Se si considera la vita di Nanni Balestrini, la sua opera poetica, artistica e il suo impegno politico, credo che intrupparlo in questa operazione di propaganda del governo di destra, sia veramente un pochino insultante”. Intervista di Roberta Benvenuto a Rossana Campo, scrittrice e curatrice archivio Nanni Balestrini, sull’esposizione della sua opera alla mostra “Il tempo del futurismo” alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

    #art #arte #Balestrini #destra #fascisti #La7 #materialiVerbovisivi #mostraSulFuturismo #Museion #NanniBalestrini #RobertaBenvenuto #RossanaCampo