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#riviste — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #riviste, aggregated by home.social.

  1. #Eventi
    🗓️ 27-28 novembre 2025
    🌍 Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento, Firenze
    📍Convegno "Le riviste di filosofia in Italia. Problemi e prospettive (II)"

    La rivista #noema ha il piacere di invitarvi al secondo seminario dedicato al ruolo delle #riviste filosofiche italiane.

    Nóema è una rivista #OpenAccess di #filosofia e cultura, disponibile all'indirizzo:

    ⬇️ riviste.unimi.it/index.php/noe

    @cultura

  2. Firenze University Press entra in ScienceOpen: Open Access globale per oltre 1.700 libri e 60 riviste

    Redazione

    Firenze University Press (FUP) annuncia il proprio ingresso in ScienceOpen, la piattaforma globale di scoperta e diffusione della ricerca scientifica. Con oltre 1.700 libri e più di 60 riviste peer-reviewed ora indicizzate nelle collezioni FUP Books e FUP Journals, la produzione accademica di FUP e di USienaPress entrano in un ecosistema che raccoglie oltre 100 milioni di pubblicazioni, ampliando la visibilità e l’impatto internazionale delle proprie opere.

    Visibilità e impatto globali

    La collaborazione con ScienceOpen consolida il ruolo di FUP come editore di riferimento nell’Open Access e promotore dell’innovazione nella comunicazione scientifica. Grazie all’arricchimento dei metadati e agli strumenti di scoperta contestuale, le pubblicazioni FUP dialogano con reti di ricerca internazionali, rafforzando la diffusione e l’impatto interdisciplinare.

    Un editore accademico aperto e sostenibile

    FUP, editore open e non profit dell’Università di Firenze, opera secondo i principi di Open Science e della conoscenza come bene comune, reinvestendo ogni surplus nelle proprie finalità culturali e pubbliche. Promuove un modello editoriale trasparente, equo e sostenibile, al servizio della comunità scientifica e della società civile.

    Un modello collaborativo tra University Press

    Nell’ambito di una strategia di cooperazione tra le University Press italiane, FUP ha avviato una partnership con USiena Press come primo editore associato. L’iniziativa si fonda sulla totale autonomia editoriale di ciascun partner e sulla condivisione di infrastrutture e competenze per valorizzare la produzione scientifica pubblica.

    Un catalogo aperto e interdisciplinare

    Il programma editoriale FUP copre un ampio spettro di discipline, dalle scienze umane e sociali alle discipline tecniche e naturali, promuovendo la circolazione libera del sapere e il dialogo tra ambiti di ricerca diversi. La casa editrice è aperta a proposte di pubblicazione da parte di studiosi, ricercatori e istituzioni che condividano i principi dell’accesso aperto e della responsabilità pubblica della conoscenza.

    Un ecosistema editoriale aperto e connesso

    Attraverso ScienceOpen e la partecipazione all’Association of European University Presses (AEUP), FUP contribuisce allo sviluppo di standard europei di qualità e interoperabilità dei dati, consolidando il proprio ruolo nel panorama dell’editoria accademica aperta.

     “L’inclusione in ScienceOpen rafforza la nostra missione di rendere la ricerca più accessibile e visibile a livello globale,” dichiara Firenze University Press. “Continueremo a promuovere la collaborazione, la trasparenza e il valore pubblico della conoscenza.”

    CONSULTA IL CATALOGO DELLE PUBBLICAZIONI

    Fonte: Comunicato FUP

    #AEUP #editoriaAccademica #FirenzeUniversityPress #impattoGlobale #interoperabilitàDati #libri #OpenAccess #ricercaScientifica #Riviste #ScienceOpen #Università #UniversitàDiFirenze #UniversityPressItaliane #USienaPress

  3. L'editoriale di Internazionale di questa settimana è dedicato al ricordo di Goffredo Fofi, l'articolo del direttore Giovanni De Mauro si conclude così:

    "Però se si dovesse
    provare a riassumere cos' ha fatto per tutta
    la vita Goffredo Fofi, queste sue poche
    parole, dette in un'intervista a Felice
    Pesoli nel documentario Suole di vento,
    sono perfette, e sono anche un invito da
    tenere sempre a mente: "Che fare?
    Resistere, che è già una gran fatica.
    Studiare, guai a non studiare. Fare rete,
    ma non quella porcata che è il web (web
    vuol dire anche ragnatela: c'è il grande
    ragno del capitale, i moscerini finiscono
    nella rete e lui se li mangia tutti). E
    un'ultima cosa: rompere i coglioni".

    Il bellissimo documentario Suole di vento. Storie di Goffredo Fofi si può vedere su RaiPlay:
    raiplay.it/video/2024/02/Suole

    #GoffredoFofi #Internazionale #storia #memoria #sinistra #riviste #resistere #studiare #FareRete #RaiPlay #cinema

    @scuola
    @maupao
    @alephoto85
    @macfranc
    @Puntopanto
    @RFancio
    @lindasartini
    @wikimediaitalia
    @MariuzzoAndrea
    @oKolobos
    @Pare
    @filippodb

  4. Regalo riviste di cinema vintage - Questo è un post automatico da FediMercatino.it

    Prezzo: 0 euro

    Regalo riviste di cinema vintage.

    Servizi dedicati a Gwyneth Paltrow Meg Ryan Sabrina Ferilli Meryl Streep

    videodavederecondividere.alter…

    Nel mio blog potete consultare la lista degli articoli in regalo.

    Attenzione! Non effettuo consegne a mano.

    Pagamento dei costi di spedizione tramite donazione con Paypal.

    #UnoRegalo @palermo #riviste #cinema #regalo #rivistevintage #sabrinaferilli #gwynethpaltrow #megryan #sabrinaferilli #merylstreep #fedimercatino

    🔗 Link su FediMercatino.it per rispondere all'annuncio

    @mercatino

  5. Riviste Unimi ha raggiunto i 10.000.000 di DOWNLOAD da ogni parte del mondo!

    Un importantissimo traguardo che non sarebbe stato raggiunto senza i nostri autori e i nostri editor, grazie a tutti voi!

    Consultabile qui una mappa dettagliata e costantemente aggiornata delle nostre statistiche:

    ⬇️ milanoup.unimi.it/ita/statisti

    #Riviste #Unimi #rivisteUnimi

  6. “after words: visual and experimental poetry in little mags and small presses, 1960-2025”: exhibition and book

    After Words: Visual and Experimental Poetry in Little Magazines and Small Presses, 1960-2025, (catalogue and exhibition), Curated by Steve Clay and M. C. Kinniburgh of Granary Press, The Grolier Club, New York, NY, April 23 – July 26, 2025
    [from garadinervi & Granary Books]

    Clay, Steve and M.C. Kinniburgh:

    AFTER WORDS: VISUAL AND EXPERIMENTAL POETRY IN LITTLE MAGAZINES AND SMALL PRESSES, 1960–2025

    Granary Books, 2025. Item #3913

    click to enlarge

    10.75 x 8.25 in., 232 pp. smyth-sewn in wrappers. Printed full color.

    This book offers a visual and thematic journey through avant-garde, concrete, visual, and experimental poetics as they appeared in ephemeral little magazines and small press publications from the 1960s onward. This book serves as an exhibition catalog for After Words: Visual and Experimental Poetry in Little Magazines and Small Presses, 1960–2025 from April 23rd to July 26, 2025, at The Grolier Club exhibition in New York City. [«The exhibition presents a wide range of international works with approximately 150 publications, including Assembling, Kontexts, Poor.Old.Tired.Horse., blewointment, Rhinozeros, The Marrahwanna Quarterly, Granary Books, Something Else Press, Edition Hansjörg Mayer, Ou, and Stereo Headphones. Poets presented include Cecilia Vicuña, bpNichol, Johanna Drucker, Tom Phillips, Emily McVarish, d.a. levy, Mirtha Dermisache, and Philip Gallo among many others»]

    Small presses include: 7 Flowers Press, Agentzia, Anabasis, Asylum’s Press, Ayizan Press, Beach Books Texts & Documents, Beau Geste Press, blewointmentpress, Burning Press, C Press, Chax Press, Coach House Press, Edition Hansjörg Mayer, Edizioni Geiger, Expanded Media Editions, Fleye Press, Goliard Press, Grabhorn-Hoyem, Granary Books, Druckwerk, Hawk’s Well Press, Heiner Friedrich, The Hermetic Press, Hermetic Gallery, John Martin, Joseph Melzer Verlag, Kickshaws, Kontexts Publications, Letter Edged in Black Press, Luna Bisonte Productions, Membrane Press, Milano: East 128, New Wilderness Foundation, Nietzsche’s Brolly, Nova News, Open Book, Openings Press, PANic Press, Phenomenon Press, Poltroon Press, Renegade Press, Roaring Fork Press, Scorribanda Productions, Seedorn Verlag, Seripress, Siglio Press, Station Hill, Tarasque Press, Tetrad Press, Visual Poetry Workshop National Poetry Society of London, Wild Hawthorn Press, and Xexoxial Editions.

    Little magazines include: “before your very eyes!”, A: An Envelope Magazine of Visual Poetry, Abracadabra, Alcheringa, Anti-Isolation, Approches, AQ, Assembling, Blank Tape, Bulletin From Nothing, Cenizas, Diagonal Cero, E pod, Fruit Cup, Ganglia, Geiger, Gnaoua, Industrial Sabotage, Interstate, Journeyman, Kaldron, Klacto 23, Kontakte, Kontexts, Kroklok, L=A=N=G=U=A=G=E, Libellus, Life Begins with Love, Lines, Lost and Found Times, Lost Paper, Mini, New Wilderness Letter, Pages, Poor.Old.Tired.Horse., Rawz, Revue OU, Rhinozeros, Sammelband Futura, Schmuck, Shi Shi: Concrete & Visual Poetry, Signal, Soft Need, Sondern, Spanish Fleye, Stereo Headphones, Taproot Reviews, The Acts: The Shelf Life, The Difficulties, The Improbable, The Insect Trust Gazette, The Marrahwanna Quarterly, The San Francisco Earthquake, The Subtle Journal of Raw Coinage, Toothpick Lisbon & the Orcas Islands, Unarmed: Adventurous Poetry Journal, UNI/vers(;), WhiteWalls, Xerolage, and xtant.

    #19602025 #3913 #7FlowersPress #AAnEnvelopeMagazineOfVisualPoetry #Abracadabra #AfterWords #AfterWordsVisualAndExperimentalPoetryInLittleMagazinesAndSmallPresses #Agentzia #Alcheringa #Anabasis #AntiIsolation #Approches #AQ #Assembling #AsylumSPress #avantGarde #AyizanPress #BeforeYourVeryEyes_ #BeachBooksTextsDocuments #BeauGestePress #BlankTape #blewointment #blewointmentpress #bpNichol #BulletinFromNothing #BurningPress #CPress #CeciliaVicuña #Cenizas #ChaxPress #CoachHousePress #concrete #dALevy #DiagonalCero #Druckwerk #EPod #EditionHansjörgMayer #EdizioniGeiger #EmilyMcVarish #exhibit #exhibition #exhibitionCatalog #ExpandedMediaEditions #experimentalWriting #FleyePress #FruitCup #Ganglia #Geiger #Gnaoua #GoliardPress #GrabhornHoyem #GranaryBooks #HawkSWellPress #HeinerFriedrich #HermeticGallery #IndustrialSabotage #Interstate #JohannaDrucker #JohnMartin #JosephMelzerVerlag #Journeyman #Kaldron #Kickshaws #Klacto23 #Kontakte #Kontexts #KontextsPublications #Kroklok #LANGUAGE #LetterEdgedInBlackPress #Libellus #LifeBeginsWithLove #lines #lostAndFoundTimes #LostPaper #LunaBisonteProductions #MCKinniburgh #materialiVerbovisivi #MembranePress #MilanoEast128 #Mini #MirthaDermisache #NewWildernessFoundation #NewWildernessLetter #NietzscheSBrolly #NovaNews #OpenBook #OpeningsPress #Ou #Pages #PANicPress #PhenomenonPress #PhilipGallo #poets #PoltroonPress #PoorOldTiredHorse_ #Rawz #RenegadePress #RevueOU #Rhinozeros #riviste #RoaringForkPress #SammelbandFutura #Schmuck #ScorribandaProductions #SeedornVerlag #Seripress #ShiShiConcreteVisualPoetry #SiglioPress #Signal #smallPresses #SoftNeed #SomethingElsePress #Sondern #SpanishFleye #StationHill #StereoHeadphones #SteveClay #TaprootReviews #TarasquePress #TetradPress #TheActsTheShelfLife #TheDifficulties #TheGrolierClub #TheHermeticPress #TheImprobable #TheInsectTrustGazette #TheMarrahwannaQuarterly #TheSanFranciscoEarthquake #TheSubtleJournalOfRawCoinage #TomPhillips #ToothpickLisbonTheOrcasIslands #UnarmedAdventurousPoetryJournal #UNIVers_ #vispo #visualPoetry #VisualPoetryWorkshopNationalPoetrySocietyOfLondon #WhiteWalls #WildHawthornPress #xerolage #XexoxialEditions #xtant #zines

  7. oggi, 7 febbraio, a bologna: “nanni balestrini: una lunga primavera”

    Nanni Balestrini: Una lunga Primavera. Mostra collage a cura di Marco Scotini presso AF Gallery, a Bologna (via dei Bersaglieri 5/E) da oggi, 7 febbraio 2025: https://www.af-artecontemporanea.it/
    Nell’immagine in alto, una fotografia a piena parete di Tano D’Amico realizzata nel corso del «convegno contro la repressione» tenutosi a Bologna nel settembre 1977.
    Di seguito un testo che Toni Negri scrisse in occasione della scomparsa di Nanni Balestrini (da Settanta/Milieu):

    Assemblare i pezzi

    […] Eccolo dunque, Nanni, organizzatore di cultura sovversiva, produttore di riviste politiche. Quelle cose, quelle macchine non erano mai «sue» ma appunto «dei compagni» che lui metteva al lavoro. La sua generosità era vincente, sempre, il suo lavoro quello di un’impresa comunista. Qualche tempo fa, lavorando su «Assemblea», e discutendo con Michael Hardt la figura di una nuova proposta teorica, quella dell’«imprenditore politico della moltitudine», mi sono venute in mente le esperienze di Nanni negli anni ’70. Come definire un imprenditore della moltitudine? Come un «meccanico» che assembla i pezzi di una macchina, meglio, per stare nella letteratura, come un autore che trasforma il «volgare» in lingua. Non è un inventore, ma qualcuno che recupera quanto fa parte dell’esperienza comune, in essa collaudato, e ne fa cosa praticabile, una nuova macchina. Ecco l’opera di Nanni messa in luce, questa sua capacità di far diventare «arte» il mettere insieme cose ed eventi, linguaggi ed emozioni politiche e di trasformare pallide avanguardie comuniste in macchine da guerra.
    Nanni, il meccanico, non ha mai sognato orizzonti gloriosi nel comunismo realizzato. Nanni ha sempre vissuto la realtà quotidiana del lavoro militante. Disdegnava radicalmente l’utopia e vantava la propria amoralità comunista. Non pensava al futuro ma già viveva nell’avvenire. Ci ho pensato tanto a questa capacità di Nanni di farti sentire «naturale» nelle situazioni più avventurose e a confronto del pensiero critico. […]
    Era così semplice stare assieme, fare le cose assieme. Io, Nanni, l’ho davvero amato. Mi ci ritrovavo, con lui, in quel suo «fare» senza troppo pensarci su, perché era più importante pensare facendo, costruendo. Il criterio, la misura stavano nel fare. La laicità di Nanni era tutta qui: una laicità sovversiva, un piacere della «superficie» in tumulto, alla Deleuze, alla Guattari (con i quali da vicino l’avrebbe poi condiviso), un’allegria della singolarità, dell’immanenza, senza il problema (o l’ossessione) di negare quel che non c’era o non valeva, come la trascendenza o l’autorità.

    Il nuovo Meccano

    […] Siamo stati bene, passando le notti a comporre «Potere operaio», o a discutere senza costrutto su come riempire «Compagni,». Abbiamo girato l’Italia per contattare amici intellettuali dispersi e mezz’Europa alla ricerca di un Osvaldo furioso, abbiamo lavorato insieme (un nuovo «meccano» balestriniano) a costruire Ae&a – una piattaforma logistica, oggi si direbbe, per le mille imprese editoriali della moltitudine autonoma. «alfabeta» nascerà anch’essa di lì. Calogero trasformò presto questa iniziativa in «associazione di malfattori», in delinquenza organizzata. Poi vennero Rebibbia, Fossombrone, Palmi, Trani, per me. Per Nanni, Parigi, e poi Aix-en-Provence. Che cosa avrebbe fatto, isolato da quel suo Heimat che aveva costruito? Ce lo chiedevamo, ritenendo che il poeta fosse più in difficoltà dei suoi rozzi compagni. E invece, con Giairo a lato, Nanni associò gli intellettuali attorno a Deleuze e a Faye in «trasversali» letterarie e politiche – «Change International» – che permisero alla sinistra sovversiva di togliere spazio e fortuna (comunque di resistere) all’ennesima invasione dei Rosacroce, all’irrazionalismo reazionario dei nouveaux philosophes.

    Verso i collage

    […] Una nuova primavera, questa, per Nanni, che nella fuga dalla repressione feroce dei Calogero, dei Dalla Chiesa, del «compromesso storico» ritrovava il senso del gioco e dell’avventura.
    I collage cominciano allora. Un’incredibile agilità dell’epico e dell’ironico si combinano dentro questo nuovo meccano. Quei giornali che aveva organizzato, ora Nanni comincia (e lo farà tanto più rientrando in Italia alla fine degli ’80) a ritagliarli e a ricostruire figure e manifesti di un’avventura già repressa, ma sempre di nuovo risorgente e sempre più radicalmente sovversiva! Un insegnamento deleuziano: quanto rivoluzionari potevano essere, quanto potenti quei semplici frammenti di materia varia, in superficie danzanti.
    In Italia intanto il potere e i letterati del «Corriere della Sera» puntavano sull’oblio di «Vogliamo tutto». Non c’è intervista fatta a Nanni in quei tempi nella quale, benevolmente e ipocritamente, non gli si chiedesse se non era pentito di aver scritto «Vogliamo tutto», quel capolavoro della letteratura operaista che resta, a oggi, uno dei più bei romanzi del Novecento. Bisognava dimenticarlo, cancellarlo quel romanzo che cantava una rivoluzione operaia – che, se non era stata vincente nella società, aveva comunque distrutto quell’indecente luogo di sfruttamento che era la fabbrica fordista.

    #AFGallery #Anni70 #anniSettanta #art #arte #collage #Deleuze #frammenti #frammento #Guattari #MarcoScotini #Milieu #militanza #mostra #mostraCollage #Movimento #NanniBalestrini #neoavanguardia #operaismo #politica #riviste #scritturaDiRicerca #scritturaSperimentale #scrittureDiRicerca #scrittureSperimentali #Settanta #SettantaMilieu #TanoDAmico #ToniNegri #UnaLungaPrimavera

  8. 7 febbraio, bologna: “nanni balestrini: una lunga primavera”

    Nanni Balestrini: Una lunga Primavera. Mostra collage a cura di Marco Scotini presso AF Gallery, a Bologna (via dei Bersaglieri 5/E) il 7 febbraio 2025: https://www.af-artecontemporanea.it/
    Nell’immagine in alto, una fotografia a piena parete di Tano D’Amico realizzata nel corso del «convegno contro la repressione» tenutosi a Bologna nel settembre 1977.
    Di seguito un testo che Toni Negri scrisse in occasione della scomparsa di Nanni Balestrini (da Settanta/Milieu):

    Assemblare i pezzi

    […] Eccolo dunque, Nanni, organizzatore di cultura sovversiva, produttore di riviste politiche. Quelle cose, quelle macchine non erano mai «sue» ma appunto «dei compagni» che lui metteva al lavoro. La sua generosità era vincente, sempre, il suo lavoro quello di un’impresa comunista. Qualche tempo fa, lavorando su «Assemblea», e discutendo con Michael Hardt la figura di una nuova proposta teorica, quella dell’«imprenditore politico della moltitudine», mi sono venute in mente le esperienze di Nanni negli anni ’70. Come definire un imprenditore della moltitudine? Come un «meccanico» che assembla i pezzi di una macchina, meglio, per stare nella letteratura, come un autore che trasforma il «volgare» in lingua. Non è un inventore, ma qualcuno che recupera quanto fa parte dell’esperienza comune, in essa collaudato, e ne fa cosa praticabile, una nuova macchina. Ecco l’opera di Nanni messa in luce, questa sua capacità di far diventare «arte» il mettere insieme cose ed eventi, linguaggi ed emozioni politiche e di trasformare pallide avanguardie comuniste in macchine da guerra.
    Nanni, il meccanico, non ha mai sognato orizzonti gloriosi nel comunismo realizzato. Nanni ha sempre vissuto la realtà quotidiana del lavoro militante. Disdegnava radicalmente l’utopia e vantava la propria amoralità comunista. Non pensava al futuro ma già viveva nell’avvenire. Ci ho pensato tanto a questa capacità di Nanni di farti sentire «naturale» nelle situazioni più avventurose e a confronto del pensiero critico. […]
    Era così semplice stare assieme, fare le cose assieme. Io, Nanni, l’ho davvero amato. Mi ci ritrovavo, con lui, in quel suo «fare» senza troppo pensarci su, perché era più importante pensare facendo, costruendo. Il criterio, la misura stavano nel fare. La laicità di Nanni era tutta qui: una laicità sovversiva, un piacere della «superficie» in tumulto, alla Deleuze, alla Guattari (con i quali da vicino l’avrebbe poi condiviso), un’allegria della singolarità, dell’immanenza, senza il problema (o l’ossessione) di negare quel che non c’era o non valeva, come la trascendenza o l’autorità.

    Il nuovo Meccano

    […] Siamo stati bene, passando le notti a comporre «Potere operaio», o a discutere senza costrutto su come riempire «Compagni,». Abbiamo girato l’Italia per contattare amici intellettuali dispersi e mezz’Europa alla ricerca di un Osvaldo furioso, abbiamo lavorato insieme (un nuovo «meccano» balestriniano) a costruire Ae&a – una piattaforma logistica, oggi si direbbe, per le mille imprese editoriali della moltitudine autonoma. «alfabeta» nascerà anch’essa di lì. Calogero trasformò presto questa iniziativa in «associazione di malfattori», in delinquenza organizzata. Poi vennero Rebibbia, Fossombrone, Palmi, Trani, per me. Per Nanni, Parigi, e poi Aix-en-Provence. Che cosa avrebbe fatto, isolato da quel suo Heimat che aveva costruito? Ce lo chiedevamo, ritenendo che il poeta fosse più in difficoltà dei suoi rozzi compagni. E invece, con Giairo a lato, Nanni associò gli intellettuali attorno a Deleuze e a Faye in «trasversali» letterarie e politiche – «Change International» – che permisero alla sinistra sovversiva di togliere spazio e fortuna (comunque di resistere) all’ennesima invasione dei Rosacroce, all’irrazionalismo reazionario dei nouveaux philosophes.

    Verso i collage

    […] Una nuova primavera, questa, per Nanni, che nella fuga dalla repressione feroce dei Calogero, dei Dalla Chiesa, del «compromesso storico» ritrovava il senso del gioco e dell’avventura.
    I collage cominciano allora. Un’incredibile agilità dell’epico e dell’ironico si combinano dentro questo nuovo meccano. Quei giornali che aveva organizzato, ora Nanni comincia (e lo farà tanto più rientrando in Italia alla fine degli ’80) a ritagliarli e a ricostruire figure e manifesti di un’avventura già repressa, ma sempre di nuovo risorgente e sempre più radicalmente sovversiva! Un insegnamento deleuziano: quanto rivoluzionari potevano essere, quanto potenti quei semplici frammenti di materia varia, in superficie danzanti.
    In Italia intanto il potere e i letterati del «Corriere della Sera» puntavano sull’oblio di «Vogliamo tutto». Non c’è intervista fatta a Nanni in quei tempi nella quale, benevolmente e ipocritamente, non gli si chiedesse se non era pentito di aver scritto «Vogliamo tutto», quel capolavoro della letteratura operaista che resta, a oggi, uno dei più bei romanzi del Novecento. Bisognava dimenticarlo, cancellarlo quel romanzo che cantava una rivoluzione operaia – che, se non era stata vincente nella società, aveva comunque distrutto quell’indecente luogo di sfruttamento che era la fabbrica fordista.

    #AFGallery #Anni70 #anniSettanta #art #arte #collage #Deleuze #frammenti #frammento #Guattari #MarcoScotini #Milieu #militanza #mostra #mostraCollage #Movimento #NanniBalestrini #neoavanguardia #operaismo #politica #riviste #scritturaDiRicerca #scritturaSperimentale #scrittureDiRicerca #scrittureSperimentali #Settanta #SettantaMilieu #TanoDAmico #ToniNegri #UnaLungaPrimavera