Solo per ricordare che il capolavoro di Fritz Lang, anno domini 1927, è ambientato nel 2026. Mancano 85 giorni alla fine dell'anno e il mondo non è ancora il set di Radio Gaga dei Queen.
#storiadelcinema — Public Fediverse posts
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La #commediadelladomenica è il #film #gettalamammadaltreno di #dannydevito #unofilm #cinema #unocinema #billycrystal #robreiner #commedia #storiadelcinema #hitchcock #comicita #hollywood #filmastodon #recensioni
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Nel panorama della fantascienza classica poche opere sorprendono quanto RX‑M Destinazione Luna, un film a basso costo realizzato in fretta nel 1950 per antiticipare l'uscita del più Famoso "Destinazione Luna"
#RXMDestinazioneLuna #RocketshipXM #FantascienzaClassica #CinemaDiFantascienza #StoriaDelCinema
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Il film che Jerry Lewis ha definito “bad, bad, bad” e ha sepolto per decenni. Ascolta qui, nel podcast
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#JerryLewis #TheDayTheClownCried #CinemaClassico #StoriaDelCinema #Anni70
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NOSFERATU (10 di 10)
Nel decimo e ultimo episodio di Dominion - Cinema Senza Copyright ti racconto qualcosa su NOSFERATU, diretto da Friedrich Wilhelm Murnau nel 1922.
Sai che questo film non sarebbe neppure dovuto esistere?
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#NOSFERATU #cristianodalianera #dominion #cinema #storiadelcinema #film #movie #cultmovie #piedini #podcast #cinerolla
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Il ghigno del Joker? È nato nel 1928, grazie all'occhio visionario di Paul Leni e al volto di Conrad Veidt ne L'uomo che ride.
Leggi l'approfondimento:👉 https://lasinistraquotidiana.it/paul-leni-lespressionismo-sbarca-a-hollywood/
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LA PASSIONE DI GIOVANNA D'ARCO - DOMINION (9 di 10)
Nel nono episodio di Dominion - Cinema Senza Copyright ti racconto LA PASSIONE DI GIOVANNA D'ARCO, diretto da Carl Theodor Dreyer nel 1928.
Sai che questo viene considerato l'ultimo grande capolavoro del cinema muto?
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#cristianodalianera #dominion #cinema #storiadelcinema #film #movie #cultmovie #piedini #podcast #cinerolla
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La #commediadelladomenica è il #film #guglielmoildentone di #luigifilippodamico #albertosordi #rodolfosonego #icomplessi #commedia #storiadelcinema #biancoenero #cinemaitaliano
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CABIRIA - DOMINION (8 di 10)
Nell'ottavo episodio di Dominion - Cinema Senza Copyright ti racconto CABIRIA, diretto da Giovanni Pastrone nel 1914.
Sai che una delle tecniche di ripresa più usate, il dolly, è nata proprio con questo film?
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C'è un posticino, "da un'altra parte" dove si chiacchiera di cinema, talvolta come in questo caso ci sono anche io che straparlo il libertà.
Il posto si chiama Due De Passaggio e lo trovate in diretta su Twitch, ma in genere c'è il repost su YT.
Buona Visione! <3
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LA CORAZZATA POTEMKIN - DOMINION (7 di 10)
Nel settimo episodio di Dominion - Cinema Senza Copyright ti racconto qualcosa su LA CORAZZATA POTËMKIN di Sergej Michajlovič Ėjzenštejn (1925)
Sai che uno dei ruoli in questo film è stato interpretato da un' attrice italiana?
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RASHOMON - DOMINION (6 di 10)
Nel sesto episodio di Dominion - Cinema Senza Copyright ti racconto qualcosa su RASHOMON , diretto da Akira Kurosawa nel 1950.
Sai che il film ha dato il suo nome ad un meccanismo della memoria noto come "Effetto Rashomon" ?
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SCIARADA - DOMINION (5 di 10)
Nel quinto episodio di Dominion - Cinema Senza Copyright ti racconto qualcosa su SCIARADA, diretto da Stanley Donen nel 1963.
Sai che questo film avrà un ruolo importantissimo nel corso delle produzioni future note come Nuova Hollywood?
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#charade #sciarada #audreyhepburn #carygrant #cristianodalianera #dominion #cinema #storiadelcinema #film #movie #cultmovie #piedini #podcast #cinerolla
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"Capannelle fa finta di allacciarti le scarpe e da un'occhiata a quel lucchetto. Eh .. son senza lacci" (cit.) #isolitiignoti #mariomonicelli #cinema #storiadelcinema #commediaallitaliana #commedia
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LAFEBBRE DELL'ORO - DOMINION (4 di 10)
Nel quarto episodio di Dominion - Cinema Senza Copyright ti racconto qualcosa su LA FEBBRE DELL'ORO, diretto da Charlie Chaplin nel 1925.
Sai che il soggetto del film è ispirato agli eventi di una drammatica spedizione nel cuore degli Stati Uniti?
#lafebbredelloro #chaplin #cristianodalianera #dominion #cinema #storiadelcinema #film #movie #cultmovie #piedini #podcast #cinerolla
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METROPOLIS - DOMINION (3 di 10)
Nel terzo episodio di Dominion - Cinema Senza Copyright ti racconto qualcosa su Metropolis, diretto da Fritz Lang nel 1927.
Sai che buona parte dell'estetica visionaria della città di Metropolis si deve a due architetti italiani?
#metropolis #cristianodalianera #dominion #cinema #storiadelcinema #film #movie #cultmovie #piedini #podcast #cinerolla
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Il Corvo - 32 anni e non smette di piovere
Sono passati 32 anni dall'uscita de Il Corvo di Alex Proyas.
Un film imperfetto ma capace più di tanti capolavori di far breccia nel cuore della generazione.
Un breve recap del Cinerolla Podcast per celebrare il comfort movie dei romantici anni novanta!@spettacoli @cinema @podcast @[email protected]
#ilcorvo #thecrow #brandonlee #cristianodalianera #cinema #storiadelcinema #film #movie #cultmovie #podcast #cinerolla
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LA NOTTE DEI MORTI VIVENTI - DOMINION (2 di 10)
Nel secondo episodio di Dominion - Cinema Senza Copyright ti racconto qualcosa su La Notte dei Morti Viventi , diretto da George Romero nel 1968.
Sai come, seppur relativamente recente, sia finito nelle opere di Pubblico Dominio?
#lanottedeimortiviventi #cristianodalianera #dominion #cinema #storiadelcinema #film #movie #cultmovie #podcast #cinerolla
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La #commediadelladomenica è il #film #zelig di #woodyallen #unofilm #cinema #unocinema #miafarrow #biancoenero #commedia #storiadelcinema
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"Che fa marchese: ...spinge?" (#cit.)
#ilvedovo #albertosordi #francavaleri #dinorisi #milano #milanocity #milanogram #milanodavedere
#vivomilano #igersmilano #milanolife #milanodaily #storiadelcinema #cinema #filminbiancoenero -
Prima di Psycho, prima degli Uccelli, c'era un ragazzo inglese che girava il suo primo film in Italia. Si chiamava Alfred Hitchcock
#Hitchcock #alfredhitchcock #psycho #cinema #CinemaHistory #FilmLocations #StoriaDelCinema
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Il #film di oggi è #myfairlady di #georgecukor #audreyhepburn #rexharrison #gerogebernardshaw #pigmalione #hollywood #musical #storiadelcinema #julieandrews
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Recensione “Nouvelle Vague”: Fino al Primo Respiro
4 maggio 1959. A Cannes, per la prima volta, viene presentato al pubblico I 400 Colpi di Truffaut, inizio folgorante di una carriera straordinaria. Tra gli spettatori c’è un collega, Jean-Luc Godard, anche lui come Truffaut scrive di cinema sui Cahiers du Cinema. Sulle lenti dei suoi inseparabili occhiali da sole si riflette il finale del film, con Jean Pierre Leaud che cammina sulla spiaggia. Basterebbe questa scena, da sola, a rendere Nouvelle Vague di Richard Linklater un film degno di essere visto. Ha perfettamente senso, a pensarci, che uno dei padri del cinema indie statunitense, cresciuto a pane e cinefilia, realizzi una dichiarazione d’amore a quella passione che lo ha nutrito sin da giovane e che l’ha reso, oggi, uno dei registi più innovativi e apprezzati del suo tempo. Ma il suo ultimo film non è un omaggio, assolutamente no: è il desiderio di trascorrere del tempo in giro con quelle persone, con Truffaut, Godard, Chabrol, Rivette e tutto il resto della compagnia, talmente folta che a tratti si fatica a memorizzare ogni volto, ogni nome. Come se Linklater fosse il protagonista di qualcosa come Midnight in Paris, e che invece di tornare nella Parigi degli anni 20, fosse stato catapultato (e noi con lui) in quella del 1959, nel momento in cui Godard decide che è arrivato il momento di esordire alla regia di un lungometraggio.
Il film ripercorre tutte le fasi che hanno portato alla nascita di Fino all’Ultimo Respiro: il bisogno di dirigere un film, la scelta della sceneggiatura (firmata proprio da Truffaut), il casting e tutta le pre-produzione, fino ai venti giorni che hanno segnato una fase di riprese che avrebbe rivoluzionato per sempre le regole di fare cinema, allo stesso modo del montaggio (“Saltate! Saltate tutto quello che non serve!”, l’ordine che darà vita alla tecnica del jumpcuts). Linklater ci catapulta su quelle strade, con Belmondo e Jean Seberg in giro per Parigi a rubare scene, quasi a improvvisare battute e movimenti (“Dammi un Bogart”, l’indicazione del regista, che avrebbe dato vita a uno dei gesti più celebri della Nouvelle Vague francese).
Nouvelle Vague è pura cinefilia: come si fa a non emozionarsi quando Jean Seberg mostra a Jean Paul Belmondo come ballano negli Stati Uniti, quello stesso ballo che Godard mostrerà in uno dei suoi film successivi, Bande à Part, in una delle scene più iconiche del suo cinema? O quando lo stesso Godard chiede a Belmondo di citare una frase qualunque di Casablanca mentre parla con Jean Seberg? Chi ama il cinema ama la Nouvelle Vague e chi ama la Nouvelle Vague amerà il film di Linklater. Il sillogismo dunque è semplice: chi ama il cinema, non potrà non innamorarsi di questo film.
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Oggi, 27 settembre, nel 1945, esce nelle sale "Roma città aperta"
È considerato il capolavoro di Rossellini e una delle opere più celebri e rappresentative del neorealismo cinematografico italiano.
Primo film della Trilogia della guerra antifascista diretto da Rossellini, a cui seguiranno Paisà (1946) e Germania anno zero (1948).
Doveva intitolarsi Storie di ieri, nasceva come documentario su don Giuseppe Morosini, sacerdote realmente vissuto a Roma e ucciso dai nazisti nel 1944. Anche grazie agli apporti di Fellini, aggiuntosi agli altri autori in fase di sceneggiatura, si arricchì di storie e di personaggi e prese l'aspetto di un lungometraggio a soggetto, cosicché il finale (la fucilazione del prete), che doveva costituire il tema principale del documentario, divenne la conclusione drammatica di un racconto corale sulla vita quotidiana in una città dominata dalla paura, dalla miseria, dalla delazione e dal degrado.
(Testo adattato da https://it.wikipedia.org/wiki/Roma_città_aperta; nell'immagine: Anna Magnani - che interpreta il personaggio di Pina, ispirato a Teresa Gullace, una donna italiana uccisa dai soldati nazisti mentre tentava di parlare al marito prigioniero dei tedeschi e Aldo Fabrizi, che interpreta don Pietro Pellegrini, che riassume le reali figure di don Pietro Pappagallo e don Giuseppe Morosini)
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oggi, 6 maggio, a roma, blocco 13: alcuni racconti di eventi realizzati allo studio campo boario
Da oggi, 6 maggio, tre incontri a Blocco 13 (Roma, via Benzoni 13, Metro Garbatella), nell’ambito della mostra Alberto D’Amico e lo Studio Campo Boario, della serie “artisti/galleristi”.
Il primo incontro si tiene oggi, martedì 6 maggio alle 18:00 (apertura della galleria – per consentire la visione delle opere – già alle ore 17) e sarà un’occasione per scoprire le numerose iniziative artistiche, letterarie, musicali, teatrali, filosofiche e architettoniche che hanno reso da 34 anni a questa parte lo Studio Campo Boario alla Piramide un punto di riferimento “carbonaro” per la cultura contemporanea nella città di Roma.
La serata prevede i racconti, da parte dei protagonisti, di alcuni dei maggiori eventi realizzati nello studio. Ospiti della serata saranno:
– Massimo Arduini: presenterà i suoi progetti “Batiment d’Ami”, “Ribatiment in moving” e “Batiment de livres”, offrendo una riflessione sull’arte nelle sue diverse forme, dal libro d’artista alle opere in video e soprattutto la dimensione espositiva.
– Michela Becchis: parlerà della mostra da lei curata “La città inservibile”, un’indagine sulla rappresentazione della città nell’arte contemporanea.
– Bruno Di Marino: racconterá le sue proiezioni, un viaggio attraverso la storia del cinema e dell’arte video.
– Marco Giovenale: descriverà le due esperienze, “Libridine” e “Esiste la ricerca”, due progetti che esplorano la relazione tra letteratura e arte e approfondiscono il tema delle scritture di ricerca.
– Roberta Melasecca: ci parlerà delle mostre da lei curate nello studio e i numerosi talk da lei ideati, offrendo una riflessione sulla comunicazione e la presentazione dell’arte.
Date degli altri incontri: 10 maggio e 13 maggiocliccare per ingrandire
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6 maggio, roma, blocco 13: alcuni racconti di eventi realizzati allo studio campo boario
Dal 6 maggio, tre incontri a Blocco 13 (Roma, via Benzoni 13, Metro Garbatella), nell’ambito della mostra Alberto D’Amico e lo Studio Campo Boario, della serie “artisti/galleristi”.
Il primo incontro si terrà martedì 6 maggio alle 18:00 (apertura della galleria – per consentire la visione delle opere – già alle ore 17) e sarà un’occasione per scoprire le numerose iniziative artistiche, letterarie, musicali, teatrali, filosofiche e architettoniche che hanno reso da 34 anni a questa parte lo Studio Campo Boario alla Piramide un punto di riferimento “carbonaro” per la cultura contemporanea nella città di Roma.La serata del 6 prevede i racconti, da parte dei protagonisti, di alcuni dei maggiori eventi realizzati nello studio. Ospiti della serata saranno:
– Massimo Arduini: presenterà i suoi progetti “Batiment d’Ami”, “Ribatiment in moving” e “Batiment de livres”, offrendo una riflessione sull’arte nelle sue diverse forme, dal libro d’artista alle opere in video e soprattutto la dimensione espositiva.
– Michela Becchis: parlerà della mostra da lei curata “La città inservibile”, un’indagine sulla rappresentazione della città nell’arte contemporanea.
– Bruno Di Marino: racconterá le sue proiezioni, un viaggio attraverso la storia del cinema e dell’arte video.
– Marco Giovenale: descriverà le due esperienze, “Libridine” e “Esiste la ricerca”, due progetti che esplorano la relazione tra letteratura e arte e approfondiscono il tema delle scritture di ricerca.
– Roberta Melasecca: ci parlerà delle mostre da lei curate nello studio e i numerosi talk da lei ideati, offrendo una riflessione sulla comunicazione e la presentazione dell’arte.Date degli altri incontri: 10 maggio e 13 maggio
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London after midnight - NPE Editore
Mentre veniva portato via il cadavere, la storia di "London After Midnight" rinasce in un graphic novel che unisce cinema e fumetto. Scopri di più! #iyezine #inyoureyesezine #iyezine.com #LondonAfterMidnight @edizioninpe
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Oggi, 24 gennaio, nel 1949
Nasce da genitori albanesi a Chicago (USA) John Belushi, attore statunitense, 'meteora' con una carica eversiva e distruttiva derivante dalla sua comicità 'demenziale'. Emerse e divenne una star in uno show per la rete televisiva NBC, Saturday night live.
Al cinema conquistò il successo nei panni di Bluto Blutarski (Animal house di John Landis). The Blues Brothers (1980), ancora regia di Landis, fu un grande successo di botteghino tra battute comiche, revival del blues, brani di concerti e inseguimenti.
Morì di overdose, a Los Angeles, il 5 marzo 1982. -
Il #19ottobre 1862 nasceva Auguste Lumière che insieme fratello Louis "inventò" il cinema. https://www.lasinistraquotidiana.it/auguste-e-louis-lumiere-dove-tutto-comincio/
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I 250 Migliori Film della Storia del Cinema
Nel 1952 la rivista Sight and Sound, organo ufficiale del British Film Institute, ha coinvolto un ampio panel di registi, critici, accademici e professionisti del cinema chiedendogli di rispondere a un sondaggio in cui si doveva stilare una lista dei 10 migliori film della storia del cinema, al fine di poter pubblicare una classifica delle migliori opere cinematografiche di tutti i tempi. Il sondaggio, nato ai tempi quasi per gioco, è diventato un appuntamento decennale fisso, un punto di riferimento per cinefili ed esperti del settore allo scopo di redigere un quadro generale sulla storia del cinema e cogliere in qualche modo lo spirito del tempo.
Nel 1952, anno in cui furono coinvolti nel primo sondaggio di Sight and Sound circa un centinaio di professionisti, il miglior film della storia del cinema era risultato essere Ladri di Biciclette di Vittorio De Sica. Già dieci anni dopo, nel 1962, seconda edizione del poll, il film italiano veniva scalzato dall’immortale Quarto Potere di Orson Welles, rimasto a comandare la lista fino al sondaggio del 2012, quando il miglior film è stato La Donna che Visse Due Volte di Alfred Hitchcock. Qualche mese fa è uscita la classifica aggiornata al 2022 e non sono mancate le sorprese. Innanzitutto va detto che, se nel 2002 gli addetti ai lavori contattati erano soltanto 145, nel 2022 a rispondere al sondaggio della rivista britannica sono stati ben 1639 professionisti del cinema, ciò significa che con l’aumento degli intervistati si è potuto ottenere anche uno spettro più ampio di influenze, una rappresentanza di esperti senza dubbio più inclusiva e diversificata (se invece volete scoprire la classifica con le sole scelte dei registi e delle registe, la trovate qui).
Secondo il sondaggio del 2022 dunque, il miglior film della storia del cinema è risultato essere, clamorosamente, Jeanne Dielman, 23 Quai du Commerce, 1080 Bruxelles di Chantal Akerman, film di 3 ore e 20 quasi privo di dialoghi, un’opera geniale pressoché unica nel suo genere. Il film della regista belga, scomparsa nel 2015, ha retrocesso Vertigo di Hitchcock al secondo posto e Quarto Potere sul gradino più basso del podio (va però detto che, se limitiamo la classifica soltanto alle scelte dei registi, il miglior film di sempre risulta invece essere 2001 Odissea nello Spazio di Stanley Kubrick, seguito da Quarto Potere e quindi da Il Padrino). A completare la Top 10 generale, alle spalle del già citato podio composto da Jeanne Dielman, La donna che visse due volte e Quarto Potere, troviamo al quarto posto il meraviglioso Viaggio a Tokyo di Ozu, quindi In the Mood for Love di Wong Kar-wai, 2001 Odissea nello spazio di Kubrick, Beau Travail di Claire Denis, Mulholland Drive di David Lynch, l’immortale L’uomo con la macchina da presa di Dziga Vertov (unico film muto tra i primi dieci classificati) e Cantando sotto la pioggia di Donen.
Alla prossima classifica del 2032 manca ancora moltissimo, un’attesa che ci dà il tempo di poter recuperare con calma tutti i titoli della lista che non abbiamo ancora avuto modo di guardare. Nella classifica generale infatti, composta dalla bellezza di 250 film, ce n’è davvero per tutti i gusti. Andiamo a scoprire quindi quali sono i 250 migliori film della storia del cinema secondo Sight and Sound (30 dei quali sono stati anche scelti come “film della vita” dai partecipanti al progetto Film People):
- Jeanne Dielman, 23 quai du Commerce, 1080 Bruxelles (Chantal Akerman, 1975)
- La donna che visse due volte (Alfred Hitchcock, 1958)
- Quarto Potere (Orson Welles, 1941)
- Viaggio a Tokyo (Yasugiro Ozu, 1953)
- In the Mood for Love (Wong Kar Wai, 2000)
- 2001 Odissea nello Spazio (Stanley Kubrick, 1968)
- Beau Travail (Claire Denis, 1999)
- Mulholland Drive (David Lynch, 2001)
- L’uomo con la macchina da presa (Dziga Vertov, 1929)
- Cantando sotto la pioggia (Stanley Donen, 1951)
- Aurora (Friedrich Wilhelm Murnau, 1927)
- Il Padrino (Francis Ford Coppola, 1972)
- La regola del gioco (Jean Renoir, 1939)
- Cleo dalle 5 alle 7 (Agnes Varda, 1962)
- Sentieri Selvaggi (John Ford, 1956)
- Meshes of the Afternoon (Maya Deren e Alexandr Hackenschmied, 1943)
- Close Up (Abbas Kiarostami, 1989)
- Persona (Ingmar Bergman, 1966)
- Apocalypse Now (Francis Ford Coppola, 1979)
- I Sette Samurai (Akira Kurosawa, 1954)
- La passione di Giovanna D’Arco (Carl Theodor Dreyer, 1927)
- Tarda Primavera (Yasugiro Ozu, 1949)
- Playtime (Jacques Tati, 1967)
- Fa’ la cosa giusta (Spike Lee, 1989)
- Au hasard Balthazar (Robert Bresson, 1966)
- La morte corre sul fiume (Charles Laughton, 1955)
- Shoah (Claude Lanzmann, 1985)
- Le Margheritine (Věra Chytilová, 1966)
- Taxi Driver (Martin Scorsese, 1976)
- Ritratto della giovane in fiamme (Celine Sciamma, 2019)
- Lo Specchio (Andrej Tarkovskij, 1975)
- Psyco (Alfred Hitchcock, 1960)
- 8 1/2 (Federico Fellini, 1963)
- L’Atalante (Jean Vigo, 1934)
- Il Lamento sul Sentiero (Satyajit Ray, 1955)
- Luci della Città (Charlie Chaplin, 1931)
- M il Mostro di Dusseldorf (Fritz Lang, 1931)
- A qualcuno piace caldo (Billy Wilder, 1959)
- Fino all’ultimo respiro (Jean-Luc Godard, 1960)
- La Finestra sul Cortile (Alfred Hitchcock, 1954)
- Ladri di Biciclette (Vittorio De Sica, 1948)
- Rashomon (Akira Kurosawa, 1950)
- Killer of Sheep (Charles Burnett, 1977)
- Stalker (Andrej Tarkovskij, 1979)
- La Battaglia di Algeri (Gillo Pontecorvo, 1966)
- Intrigo Internazionale (Alfred Hitchcock, 1959)
- Barry Lyndon (Stanley Kubrick, 1975)
- Wanda (Barbara Loden, 1970)
- Ordet – La Parola (Carl Theodor Dreyer, 1955)
- I 400 Colpi (François Truffaut, 1959)
- Lezioni di Piano (Jane Campion, 1992)
- La paura mangia l’anima (Rainer Werner Fassbinder, 1974)
- Notizie da casa (Chantal Akerman, 1976)
- Blade Runner (Ridley Scott, 1982)
- La Corazzata Potemkin (Sergej Michajlovič Ėjzenštejn, 1925)
- Il Disprezzo (Jean-Luc Godard, 1963)
- Sherlock Jr (Buster Keaton, 1924)
- L’Appartamento (Billy Wilder, 1960)
- Sans Soleil (Chris Marker, 1982)
- Moonlight (Barry Jenkins, 2016)
- La Dolce Vita (Federico Fellini, 1960)
- Daughters of the Dust (Julie Dash, 1961)
- Casablanca (Michael Curtiz, 1942)
- Quei Bravi Ragazzi (Martin Scorsese, 1990)
- Il Terzo Uomo (Carol Reed, 1949)
- Touki Bouki (Djibril Diop Mambéty, 1973)
- La vita è un raccolto (Agnes Varda, 2000)
- La Jetée (Chris Marker, 1962)
- Andrej Rublev (Andrej Tarkovskij, 1966)
- Metropolis (Fritz Lang, 1926)
- Scarpette Rosse (Michael Powell e Emeric Pressburger, 1948)
- Il Mio Vicino Totoro (Hayao Miyazaki, 1988)
- Viaggio in Italia (Roberto Rossellini, 1954)
- L’Avventura (Michelangelo Antonioni, 1960)
- Lo Specchio della Vita (Douglas Sirk, 1959)
- L’Intendente Sansho (Kenji Mizoguchi, 1954)
- La Città Incantata (Hayao Miyazaki, 2001)
- Satantango (Bela Tarr, 1994)
- A Brighter Summer Day (Edward Yang, 1991)
- Celine e Julie vanno in barca (Jacques Rivette, 1974)
- Viale del Tramonto (Billy Wilder, 1950)
- Tempi Moderni (Charlie Chaplin, 1936)
- Scala al Paradiso (Michael Powell e Emeric Pressburger, 1946)
- Histoire(s) du Cinéma (Jean-Luc Godard, 1988)
- Pierrot Le Fou (Jean-Luc Godard, 1965)
- Lo Spirito dell’Alveare (Victor Erice, 1973)
- Velluto Blu (David Lynch, 1986)
- Hong Kong Express (Wong Kar-wai, 1994)
- Shining (Stanley Kubrick, 1980)
- I Gioielli di Madame De… (Max Ophuls, 1953)
- Il Gattopardo (Luchino Visconti, 1963)
- I racconti della luna pallida d’agosto (Kenji Mizoguchi, 1953)
- Yi Yi (Edward Yang, 1999)
- Parasite (Bong Joon-ho, 2019)
- Scappa – Get Out (Jordan Peele, 2017)
- Tropical Malady (Apichatpong Weerasethakul, 2004)
- La nera di… (Ousmane Sembene, 1965)
- Come vinsi la guerra (Buster Keaton, 1926)
- Un condannato a morte è fuggito (Robert Bresson, 1956)
- C’era una volta il West (Sergio Leone, 1968)
- Un Dollaro d’Onore (Howard Hawks, 1958)
- La Casa è Nera (Forugh Farrokhzad, 1962)
- Senza tetto né legge (Agnes Varda, 1985)
- La Maman et la Putain (Jean Eustache, 1973)
- Va’ e vedi (Ėlem Klimov, 1985)
- Lo Squalo (Steven Spielberg, 1975)
- Il Padrino Parte II (Francis Ford Coppola, 1974)
- Goodbye Dragon Inn (Tsai Ming-liang, 2003)
- Il Mago di Oz (Victor Fleming, 1939)
- Il Posto delle Fragole (Ingmar Bergman, 1957)
- L’Infernale Quinlan (Orson Welles, 1958)
- L’uomo che uccise Liberty Valance (John Ford, 1962)
- Susanna (Howard Hawks, 1938)
- Vogliamo Vivere! (Ernst Lubitsch, 1942)
- Una Moglie (John Cassavetes, 1974)
- Nashville (Robert Altman, 1975)
- A Venezia… un dicembre rosso shocking (Nicolas Roeg, 1973)
- Aguirre, Furore di Dio (Werner Herzog, 1972)
- Il Conformista (Bernardo Bertolucci, 1970)
- Non aprite quella porta (Tobe Hooper, 1974)
- La Cosa (John Carpenter, 1982)
- Il Petroliere (Paul Thomas Anderson, 2007)
- Matrix (Lana e Lilly Wachowski, 1999)
- Il Colore del Melograno (Sergei Parajanov, 1968)
- Johnny Guitar (Nicholas Ray, 1954)
- Les Parapluies de Cherbourg (Jacques Demy, 1964)
- Avventurieri dell’Aria (Howard Hawks, 1939)
- L’Ascesa (Larisa Shepitko, 1976)
- Fanny e Alexander (Ingmar Bergman, 1982)
- La Signora del Venerdì (Howard Hawks, 1940)
- Toro Scatenato (Martin Scorsese, 1980)
- Pulp Fiction (Quentin Tarantino, 1994)
- Lawrence D’Arabia (David Lean, 1962)
- Notorius (Alfred Hitchcock, 1946)
- La vita è meravigliosa (Frank Capra, 1947)
- La Cienaga (Lucrecia Martel, 2001)
- Amanti Perduti (Marcel Carné, 1945)
- Il Mucchio Selvaggio (Sam Peckinpah, 1969)
- Sambizanga (Sarah Maldoror, 1972)
- Mancia Competente (Ernst Lubitsch, 1932)
- Il Settimo Sigillo (Ingmar Bergman, 1957)
- Diario di un ladro (Robert Bresson, 1959)
- Una gita in campagna (Jean Renoir, 1936)
- Secondo Amore (Douglas Sirk, 1955)
- Gertrud (Carl Theodor Dreyer, 1964)
- The Watermelon Woman (Cheryl Dunye, 1997)
- Vampyr (Carl Theodor Dreyer, 1932)
- Alien (Ridlye Scott, 1979)
- India Song (Marguerite Duras, 1975)
- La Grande Illusione (Jean Renoir, 1937)
- Chinatown (Roman Polanski, 1974)
- Twin Peaks: il Ritorno (David Lynch, 2017)
- West Indies: The Fugitive Slaves of Liberty (Med Hondo, 1979)
- I Giorni del Cielo (Terrence Malick, 1978)
- La Stella Nascosta (Ritwik Ghatak, 1960)
- Il Verde Prato dell’Amore (Agnes Varda, 1965)
- Il Distretto di Tiexi (Wang Bing, 2002)
- Orlando (Sally Potter, 1992)
- Città Dolente (Hou Hsiao-hsien, 1989)
- Tutto su mia madre (Pedro Almodovar, 1999)
- Dov’è la casa del mio amico? (Abbas Kiarostami, 1987)
- Il Vangelo Secondo Matteo (Pier Paolo Pasolini, 1964)
- C’era una volta in America (Sergio Leone, 1983)
- Amarcord (Federico Fellini, 1972)
- Questa è la mia vita (Jean-Luc Godard, 1962)
- Le Catene della Colpa (Jacques Tourneur, 1947)
- Vivere (Akira Kurosawa, 1952)
- I Figli della Violenza (Luis Bunuel, 1950)
- L’anno scorso a Marienbad (Alain Resnais, 1961)
- L’Argent (Robert Bresson, 1983)
- Un Chien Andalou (Luis Bunuel, 1928)
- Out 1 (Jacques Rivette, 1990)
- Symbiopsychotaxiplasm: Take One (William Greaves, 1967)
- Heat (Michael Mann, 1995)
- Under The Skin (Jonathan Glazer, 2013)
- L’Angelo Sterminatore (Luis Bunuel, 1962)
- Memorie del Sottosviluppo (Tomas Gutierrez Alea, 1968)
- Narciso Nero (Michael Powell e Emeric Pressburger, 1947)
- Deserto Rosso (Michelangelo Antonioni, 1964)
- Il Buono, Il Brutto, Il Cattivo (Sergio Leone, 1966)
- La moglie sola (Satyajit Ray, 1964)
- Lettera da una sconosciuta (Max Ophuls, 1948)
- Hiroshima Mon Amour (Alain Resnais, 1959)
- L’Orgoglio degli Amberson (Orson Welles, 1942)
- Magnolia (Paul Thomas Anderson, 1999)
- Il Cielo Sopra Berlino (Wim Wenders, 1987)
- Sete Eterna (Guru Dutt, 1957)
- Ran (Akira Kurosawa, 1985)
- Rapacità (Erich von Stroheim, 1923)
- Love Streams (John Cassavetes, 1984)
- Il Gusto del Saké (Yasujirō Ozu, 1962)
- Il Fiume (Jean Renoir, 1951)
- Gli Uccelli (Alfred Hitchcock, 1963)
- Josephine (Jacques Demy, 1967)
- Paris, Texas (Wim Wenders, 1984)
- Parigi Brucia (Jennie Livingston, 1990)
- La donna senza testa (Lucrecia Martel, 2008)
- Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti (Apichatpong Weerasethakul, 2010)
- The Tree of Life (Terrence Malick, 2010)
- Mad Max Fury Road (George Miller, 2015)
- Zama (Lucrecia Martel, 2017)
- Paisà (Roberto Rossellini, 1946)
- Nosferatu (Friedrich Wilhelm Murnau, 1922)
- One Way or Another (Sara Gomez, 1977)
- Il dottor Stranamore – Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba (Stanley Kubrick, 1964)
- La Fiamma del Peccato (Billy Wilder, 1944)
- L’Eclisse (Michelangelo Antonioni, 1962)
- So Dove Vado (Michael Powell e Emeric Pressburger, 1945)
- Wavelenghts (Michael Snow, 1967)
- Duello a Berlino (Michael Powell e Emeric Pressburger, 1943)
- Limite (Mario Peixoto, 1931)
- I Predatori dell’Arca Perduta (Steven Spielberg, 1981)
- Pink Flamingos (John Waters, 1972)
- Fuoco cammina con me (David Lynch, 1992)
- Cabra Marcado Para Morrer (Eduardo Coutinho, 1984)
- Melancholia (Lars Von Trier, 2011)
- L’Armata degli Eroi (Jean-Pierre Melville, 1969)
- Il Cacciatore (Michael Cimino, 1978)
- Il Diritto di Uccidere (Nicholas Ray, 1950)
- Suspiria (Dario Argento, 1977)
- Breve Incontro (David Lean, 1945)
- Eva contro Eva (Joseph L. Mankiewicz, 1950)
- La Guerra Lampo dei Fratelli Marx (Leo McCarey, 1933)
- Vicino al mare più azzurro (Boris Barnet, 1935)
- Il Raggio Verde (Eric Rohmer, 1986)
- La tomba delle lucciole (Isao Takahata, 1988)
- Blue (Derek Jarman, 1993)
- Crash (David Cronenberg, 1996)
- Happy Together (Wong Kar-wai, 1997)
- Flowers of Shanghai (Hou Hsiao-hsien, 1998)
- As I Was Moving Ahead Occasionally I Saw Brief Glimpses of Beauty (Jonas Mekas, 2000)
- Petite Maman (Celine Sciamma, 2021)
- Je, Tu, Il, Elle (Chantal Akerman, 1974)
- A Touch of Zen (King Hu, 1969)
- La Folla (King Vidor, 1928)
- Napoleone (Abel Gance, 1927)
- Europa ’51 (Roberto Rossellini, 1952)
- L’ora dei forni (Fernando Solanas, 1968)
- Intolerance (David Wark Griffith, 1916)
- Star Wars (George Lucas, 1977)
- Sussurri e Grida (Ingmar Bergman, 1972)
- Harlan County, USA (Barbara Kopple, 1976)
- L’Ultima Risata (Friedrich Wilhelm Murnau, 1924)
- Il Sole della Meta Cotogna (Victor Erice, 1992)
- Il Sapore della Ciliegia (Abbas Kiarostami, 1997)
- Le armonie di Werckmeister (Bela Tarr, 2000)
- Nella stanza di Vanda (Pedro Costa, 2000)
- Morven Callar (Lynne Ramsay, 2001)
- The Intruder (Claire Denis, 2004)
- Io e Annie (Woody Allen, 1977)
Al momento di pubblicare questo post posso dire di aver visto 116 su 250 film (di cui solo 59 dei primi 100!), un discreto risultato, ma ancora lontano dalla cifra che meriterebbe una classifica così interessante. E ora la grande domanda: quanti ne avete visti invece voi?
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