#movimenti — Public Fediverse posts
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La memoria dei movimenti: una tavola rotonda
Giovedì 14 maggio, dalle 18:30 alle 22:00, presso Piano Terra, via Federico Confalonieri 3, Milano; e anche online, su https://www.offtopiclab.org/14-05-la-memoria-dei-movimenti-una-tavola-rotonda/
Giovedì 14 maggio presentazione del libro Carte irrequiete. La memoria dei movimenti (Eleuthera 2025)
Con: Lorenzo Pezzica (autore), Archivio dei Movimento di via Avesella di Bologna, Associazione Lapsus
Ore 18:30: porte aperte
Ore 19:30 cena a prezzi popolari
Ore 20:30: inizio presentazione e dibattito
Eludendo lo sguardo ordinatore dello Stato, si è affermata una moltitudine di archivi scomposti, fluttuanti e sempre in movimento che con il loro sguardo dal basso rappresentano un’archivistica in cui il metodo è più un’attitudine che un comandamento. Attraversati da dinamiche molto poco archivistiche che ignorano protocolli, titolari e fascicoli, questi archivi «anomali» sono i protagonisti di una liberazione di ampia portata capace di configurare una memoria veramente collettiva. Storicamente, la «natura» dell’archivistica rimanda alla concezione gerarchica propria degli archivi di Stato, monoliti ammantati di rigore giurisprudenziale e modellati su esigenze di centralizzazione che hanno profondamente influenzato la dottrina e la prassi tradizionali. Tuttavia, a partire dalla seconda metà del Novecento è esplosa una varietà di forme archivistiche inedite e orizzontali che mettendo al centro gli individui e le comunità, a discapito delle istituzioni, hanno operato un ribaltamento di prospettiva rivoluzionario. E così, scorrazzando felicemente fuori da steccati disciplinari troppo rigidi e incapaci di contenerli, questi archivi liberati – non solo «dei movimenti sociali» ma anche «di comunità», «partecipati», «living archives» – hanno messo in discussione con le loro carte irrequiete l’idea stessa di un sistema archivistico governato dall’alto, giocando un ruolo decisivo nella costruzione di una memoria «altra». Un allargamento radicale dell’idea di archivio che senza rinunciare a un orizzonte disciplinare propone un’archivistica al passo con i tempi: trasversale, partecipativa, aperta al dialogo e immersa nella società.
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https://www.europesays.com/it/460733/ Alcaraz e la tenosinovite: cos’è e quando torna #alcaraz #altre #campione #carlos #carriera #carriere #condizionate #conservativi #dolore #esattezza #infiammazione #infortunio #intervento #IT #Italia #Italy #motivo #MOVIMENTI #open #ovviamente #polso #potrò #problema #problemi #ProblemiPolso #recupero #ricaduta #rientro #rischi #spagnolo #Sport #Sports #stagione #tempi #tennis #tennisti #tenosinovite #terapie #thiem
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Primo Maggio internazionale
Sono passati più di cento anni da quando su queste pagine Errico Malatesta lamentava che le manifestazioni del primo Maggio non destavano più gli entusiasmi di tanti anni addietro.Il Primo Maggio rimane comunque una grande giornata internazionale.
An
https://umanitanova.org/primo-maggio-internazionale/
#2026 #Articoli #InEvidenza #numero_13 #anarchici #Anarchismo #antimilitarismo #diserzione #internazionalismo #lavoratori #lavoro #movimenti #PrimoMaggio -
Primo Maggio internazionale
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Primo Maggio internazionale
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La nostra Repubblica della Pace https://retepacedisarmo.org/2026/la-nostra-repubblica-della-pace/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=la-nostra-repubblica-della-pace #FestadellaRepubblicacheripudialaguerra #ReteItalianaPaceDisarmo #Sbilanciamoci #PrimoPiano #Movimenti #Pacifismo #Disarmo #Pace
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https://www.europesays.com/it/413504/ Un centimetro alla volta di Paolo Condò | Fabbri soffre gli hater? Basta uscire dai social #abbandona #armonia #Celebrità #Celebrities #concentrazione #Entertainment #fabri #finito #FinitoMirino #gara #getto #GettoPeso #hater #indoor #Intrattenimento #IT #Italia #Italy #leonardo #LeonardoFinito #LeonardoFinitoMirino #LeonardoSpiegato #mirino #misura #mondiali #MOVIMENTI #olimpica #peso #prestazione #profili #quinto #rendimento #social #spiegato #tecnico #testa
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https://www.europesays.com/it/412931/ Gimenez al Milan sta convincendo tutti #altre #apprezza #attacco #base #Calcio #campo #caratteristiche #centravanti #club #confronti #dare #Football #fullkrug #gimenez #giocava #importante #ImportanteUltimi #IT #Italia #Italy #mano #messicano #milan #milanello #minuti #MOVIMENTI #occorrerebbe #partita #punte #rimanere #rossonero #santi #Soccer #Sport #Sports #stop #tedesco #ultimi
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18 MARZO 1871 – 2026: 155 ANNI DALLA COMUNE DI PARIGI, “IL PRIMO GOVERNO OPERAIO” https://www.radiondadurto.org/2026/03/18/18-marzo-1871-2026-155-anni-dalla-comune-di-parigi-il-primo-governo-operaio/ #storiadelmovimentooperaio #movimentisociali #movimentooperaio #storiadellavoro #INTERNAZIONALI #comunediparigi #18marzo1871 #autogoverno #INEVIDENZA #socialismo #comunismo #movimenti #francia #comune #storia #News #1871
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“L’USO DEI REATI ASSOCIATIVI CONTRO I MOVIMENTI SOCIALI”: A TORINO IL CONVEGNO DELLA RETE DI RESISTENZA LEGALE https://www.radiondadurto.org/2026/03/11/luso-dei-reati-associativi-contro-i-movimenti-sociali-a-torino-il-convegno-della-rete-di-resistenza-legale/ #associazioneadelinquere #pacchettosicurezza #conflittosociale #decretosicurezza #resistenzalegale #statodipolizia #lottesociali #repressione #NAZIONALI #movimenti #processi #diritto #teoremi #News
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“L’USO DEI REATI ASSOCIATIVI CONTRO I MOVIMENTI SOCIALI”: A TORINO IL CONVEGNO DELLA RETE DI RESISTENZA LEGALE https://www.radiondadurto.org/2026/03/11/luso-dei-reati-associativi-contro-i-movimenti-sociali-a-torino-il-convegno-della-rete-di-resistenza-legale/ #associazioneadelinquere #pacchettosicurezza #conflittosociale #decretosicurezza #resistenzalegale #statodipolizia #lottesociali #repressione #NAZIONALI #movimenti #processi #diritto #teoremi #News
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“L’USO DEI REATI ASSOCIATIVI CONTRO I MOVIMENTI SOCIALI”: A TORINO IL CONVEGNO DELLA RETE DI RESISTENZA LEGALE https://www.radiondadurto.org/2026/03/11/luso-dei-reati-associativi-contro-i-movimenti-sociali-a-torino-il-convegno-della-rete-di-resistenza-legale/ #associazioneadelinquere #pacchettosicurezza #conflittosociale #decretosicurezza #resistenzalegale #statodipolizia #lottesociali #repressione #NAZIONALI #movimenti #processi #diritto #teoremi #News
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https://www.europesays.com/it/298021/ Calciomercato Torino: da Ricardo a Bonadiman, il punto di giornata #attualmente #bonadiman #botafogo #Calcio #classe #club #ClubGranata #continua #difensore #difesa #Football #gianluca #giocatore #granata #intesa #IT #Italia #Italy #mercato #milita #MilitaSerie #MOVIMENTI #ottica #parti #petrachi #prestito #punto #ricardo #serie #situazione #Soccer #Sport #Sports #Torino
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“Prendiamoci la vita: dieci anni di passioni, 1968-1978” / Silvano Agosti
https://youtu.be/_2kipbCVcyg
https://differx.noblogs.org/2025/12/26/prendiamoci-la-vita-dieci-anni-di-passioni-1968-1978-silvano-agosti/
#audiovideo #Resistenza #ricostruzioni #video #1968 #19681978 #anarchia #manifestazioni #movimenti #Movimento #PrendiamociLaVita #SilvanoAgosti -
https://www.europesays.com/it/247750/ Inter, aria di “promozione” per il croato Slatina. E c’è chi sale in U23 #aggregato #Calcio #chivu #ChivuPanchina #ChivuPanchinaGuarda #cristian #CristianChivu #CristianChivuPanchina #croato #Football #giovanile #guarda #GuardaSettore #Inter #IT #Italia #Italy #MOVIMENTI #primavera #settore #SettoreGiovanile #slatina #Soccer #Sport #Sports #under
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La nascita del movimento pacifista italiano avvenne dunque più tardi
«La Stampa» 25 ottobre 1981, p. 5La scelta del governo italiano di installare le armi atomiche determinò la riorganizzazione dei movimenti pacifisti italiani. Renato Moro ha fatto notare come in Italia, nel secondo dopo guerra, contrariamente ad altri paesi europei mancava di un forte movimento pacifista indipendente; tuttavia, le istanze intese legate alla rimozione delle cause di guerra e alla trasformazione in senso più egualitario e solidale della società sarebbero state veicolate in primis dal PCI <133. Solamente tra il 1976 e il 1978, in seguito al disastro ambientale provocato a Seveso, emersero dei movimenti contro l’uso civile dell’energia nucleare che ponevano l’accento soprattutto sulla questione della sicurezza nei posti di lavori e sull’inquinamento territoriale. La nascita del movimento pacifista italiano avvenne dunque più tardi rispetto a paesi come Regno Unito, Germania, Belgio e Olanda. I primi gruppi riuniti per discutere di pacifismo e politiche antinucleari presero avvio grazie agli incontri giovanili organizzati dalla Nuova Sinistra. L’obiettivo era quello di trasformare la questione antinucleare sia militare che civile in un campo di battaglia per raggiungere scopi politici <134.
Tra il 1979 e il 1980, subito dopo la decisione del governo italiano di installare i missili Cruise nelle basi militari italiane, alcuni partiti come il Partito Radicale (PR) e il Partito di Unità Proletaria (PDUP) si opposero. Su questo tema, il Partito comunista italiano era tra i più attivi e organizzava raduni in tutto il paese coinvolgendo soprattutto intellettuali e studenti. Dall’altra parte dello schieramento politico, alcuni raggruppamenti cattolici, in evidente contrapposizione con le decisioni portate avanti dalla Democrazia Cristiana (DC), proposero la formazione di un movimento apartitico pacifista per il disarmo <135. Una delle prime grandi manifestazioni in favore della pace venne organizzata dal PCI a Firenze. Enrico Berlinguer durante il suo discorso tenuto in Piazza della Signoria sottolineava la matrice politica della mobilitazione, esclamando: «i comunisti sono la prima e la più grande forza politica in Italia a impegnarsi per la pace e la distensione» <136. Nonostante l’impegno dei comunisti nell’organizzare manifestazioni nelle città italiane come il corteo del 4 dicembre 1979 che da Piazza Esedra in Roma raggiunse Piazza di Spagna, animato da migliaia di persone con fiaccole e striscioni con su scritto: «Fermare la corsa al riarmo, trattative subito» <137, non riuscirono a coinvolgere altri grandi partiti come la DC e il PSI <138. Solamente nel 1981 dopo le avvenute mobilitazioni dei gruppi pacifisti europei aderenti al movimento del Disarmo Nucleare Europeo (END), l’elezione di Ronald Reagan alla Casa Bianca che aveva già annunciato l’avanzamento dell’installazione delle bombe atomiche in Europa e la prima mobilitazione a Comiso (luogo designato dalla NATO e dal governo italiano per l’installazione dei missili Cruise), il Movimento nonviolento attivo in Umbria già dal secondo dopo guerra organizzò la marcia della pace Assisi-Perugia <139. Si trattò della prima manifestazione pacifista che riuniva diversi schieramenti politici. Il 27 settembre 1981 partirono da Assisi in cinquantamila persone, guidati dal filosofo Norberto Bobbio, uno dei più illustri aderenti del Movimento nonviolento, il quale concluse la marcia della pace con un discorso pronunciato ai piedi della Rocca di Assisi. Il messaggio dell’intellettuale era chiaro: «la strada è una sola, ed è la strada che conduce al superamento dei blocchi contrapposti, al rifiuto della politica di potenza, alla distensione, al disarmo e alla pace fondata non sull’equilibrio del terrore ma su quello della distribuzione dei beni» <140. In quell’occasione parteciparono alla marcia aderenti al PCI, PDUP, PR a vari gruppi provenienti dagli ambienti cattolici, evangelici, nonviolenti e anche alcuni socialisti contrari alle posizioni ufficiali del PSI <141. Poche settimane dopo, il primo grande incontro del movimento pacifista si svolse a Roma il 24 ottobre 1981 e venne convocato da un cartello di partiti, con la prevalenza dei giovani esponenti del PCI e della Nuova Sinistra che si riunirono in un Comitato di coordinamento nazionale <142. Al corteo parteciparono più di 300.000 persone guidate da un manifesto raffigurante San Francesco d’Assisi. «Dalla Sicilia alla Scandinavia, no alla NATO e al patto di Varsavia» era uno degli slogan più pronunciati, ma non era l’unico <143. Alcuni striscioni del PSI della corrente di Achille Benzoni recitavano: «Craxi, Lagorio non sono qui, noi siamo il vero PSI» <144. Oltre ai gruppi politici citati, molti erano i gruppi partecipanti: le donne e femministe, le chieste evangeliche, le federazioni anarchiche, le comunità israelitiche, i cattolici schierati contro la DC e definiti da Marco Tosati come i «diversi», i movimenti ecologisti e alcuni rappresentanti del pacifismo tedesco145. Oltre agli striscioni e agli slogan, il corteo venne animato dalla tarantella, e da alcune musiche intonate dal Laboratorio di musica popolare di Testaccio; gli accessori principali usati durante la manifestazione furono missili di cartapesta, bombe finte, falci e fantasmi simboli di morte <146. La presenza di raggruppamento di forze politiche divergenti creò difficoltà nella scelta delle risoluzioni da prendere in vista dell’installazione degli euromissili. Le maggiori problematiche vennero riscontrate tra il PCI e la Nuova Sinistra: il primo gruppo portava, infatti, avanti la strategia del «fronte unico» lavorando per raggiungere una soluzione equilibrata, mentre i giovani della Nuova Sinistra si proponevano come unico obbiettivo quello del disarmo attuando forme di lotta disorganizzata <147. Pochi giorni dopo la manifestazione di Roma, il giornale della sinistra cattolica «Testimonianze» propose l’organizzazione di un convegno che si sarebbe tenuto a Firenze tra il 14 e il 15 novembre 1981. Il primo incontro teorico del pacifismo italiano si trasformò in una sorta di conferenza nazionale con l’obbiettivo di formare un movimento autonomo e indipendente non strettamente legato ai partiti politici. Al convegno intitolato “Se vuoi la pace” presero parte gruppi e partiti di diversa estrazione politica e sociale: c’erano i comunisti che proponevano un disarmo equilibrato, il PR schierato contro l’Unione Sovietica perché ritenuta più pericolosa degli Stati Uniti, e quindi, favorevole alle politiche della distensione, in più contraddicevano le posizioni del PCI. Altri partecipanti furono i gruppi indipendenti come il Movimento nonviolento, che era in collisione con i cattolici di sinistra, e La Lega per il disarmo unilaterale, promossa dallo scrittore Carlo Cassola ed impegnata nella lotta per il disarmo nucleare sia militare che civile. Inoltre, presero parte all’incontro anche i giovani aderenti alla Nuova Sinistra al gruppo Democrazia Proletaria (DP) e Lotta continua. L’eterogeneità del movimento pacifista italiano alle sue origini veniva precipita da prospettive contrapposte: da una parte emergeva la capacità sperimentata all’interno del movimento di privilegiare le diversità e non giudicare le idee divergenti dei membri che poteva permettere la coesistenza di diverse posizioni in collaborazione per un unico fine; dall’altra, tuttavia, il ruolo prevalente del PCI nelle attività del movimento pacifista era la causa di litigi e le posizioni diverse dei vari partecipanti impedivano il raggiungimento dei risultato e il colloquio con parti politiche opposte alla sinistra. Nonostante le divergenze, questo movimento pacifista, più o meno unito, decise di mobilitarsi a Comiso, in occasione delle manifestazioni organizzate dai locali per opporsi all’installazione degli euromissili.
[NOTE]
133 R. Moro, Against the Euromissiles: Anti-nuclear Movements in 1980s Italy, cit. p. 200.
134 Ivi, p.201.
35 Ibidem
136 F. Fusi, Il discorso di Berlinguer alla grande manifestazione nazionale. Duecentomila a Firenze per la pace in «L’Unità» n° 7, 18 febbraio 1980, p. 1.
137 Missili: oggi il dibattito decisivo. Miglia manifestano nel centro di Roma, in «L’Unità», 4 dicembre 1979, p.1.
138 Il discorso di Berlinguer a Firenze, «L’Unità», 18 febbraio 1980, p. 2.
139 R. Moro, Against the Euromissiles: Anti-nuclear Movements in 1980s Italy (1979-1984), cit. p. 202.
140 R. Conteduca, Ad Assisi in 50 mila «Il mondo vuole pace, in «La Stampa», 28 settembre 1981.
141 Ibidem
142 Vecchio e Nuovo internazionalismo: paure, esperienze e bisogni, appunti dall’Archivio privato di Chiara Ingrao, p. 8.
143 M. Tosati, Roma imponente sfilata per la pace «Vietate ambasciate Usa e Urss» in «La Stampa» 25 ottobre 1981, p. 5.
144 Ibidem.
145 Ibidem
146 Ibidem
147 R. Moro, Against the Euromissiles: Anti-nuclear Movements in 1980s Italy (1979-1984), cit. p 203.
Maria Letizia Fontana, Donne contro gli euromissili. Una prospettiva transnazionale e di genere dei movimenti antinucleari femministi e pacifisti nei primi anni Ottanta in Italia e Belgio, Tesi di laurea, Università Ca’ Foscari – Venezia, Anno Accademico 2022-2023#1976 #1978 #1981 #antinucleari #AssisiPerugia #CarloCassola #cattolici #Comiso #comunitàIsraelitiche #contro #DC #donne #ecologisti #euromissili #evangelici #femminismo #Firenze #Italia #manifestazioni #marcia #MariaLetiziaFontana #movimenti #nonviolento #NorbertoBobbio #pacifista #PCI #PDUP #PSI #radicali #Roma
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La nascita del movimento pacifista italiano avvenne dunque più tardi
«La Stampa» 25 ottobre 1981, p. 5La scelta del governo italiano di installare le armi atomiche determinò la riorganizzazione dei movimenti pacifisti italiani. Renato Moro ha fatto notare come in Italia, nel secondo dopo guerra, contrariamente ad altri paesi europei mancava di un forte movimento pacifista indipendente; tuttavia, le istanze intese legate alla rimozione delle cause di guerra e alla trasformazione in senso più egualitario e solidale della società sarebbero state veicolate in primis dal PCI <133. Solamente tra il 1976 e il 1978, in seguito al disastro ambientale provocato a Seveso, emersero dei movimenti contro l’uso civile dell’energia nucleare che ponevano l’accento soprattutto sulla questione della sicurezza nei posti di lavori e sull’inquinamento territoriale. La nascita del movimento pacifista italiano avvenne dunque più tardi rispetto a paesi come Regno Unito, Germania, Belgio e Olanda. I primi gruppi riuniti per discutere di pacifismo e politiche antinucleari presero avvio grazie agli incontri giovanili organizzati dalla Nuova Sinistra. L’obiettivo era quello di trasformare la questione antinucleare sia militare che civile in un campo di battaglia per raggiungere scopi politici <134.
Tra il 1979 e il 1980, subito dopo la decisione del governo italiano di installare i missili Cruise nelle basi militari italiane, alcuni partiti come il Partito Radicale (PR) e il Partito di Unità Proletaria (PDUP) si opposero. Su questo tema, il Partito comunista italiano era tra i più attivi e organizzava raduni in tutto il paese coinvolgendo soprattutto intellettuali e studenti. Dall’altra parte dello schieramento politico, alcuni raggruppamenti cattolici, in evidente contrapposizione con le decisioni portate avanti dalla Democrazia Cristiana (DC), proposero la formazione di un movimento apartitico pacifista per il disarmo <135. Una delle prime grandi manifestazioni in favore della pace venne organizzata dal PCI a Firenze. Enrico Berlinguer durante il suo discorso tenuto in Piazza della Signoria sottolineava la matrice politica della mobilitazione, esclamando: «i comunisti sono la prima e la più grande forza politica in Italia a impegnarsi per la pace e la distensione» <136. Nonostante l’impegno dei comunisti nell’organizzare manifestazioni nelle città italiane come il corteo del 4 dicembre 1979 che da Piazza Esedra in Roma raggiunse Piazza di Spagna, animato da migliaia di persone con fiaccole e striscioni con su scritto: «Fermare la corsa al riarmo, trattative subito» <137, non riuscirono a coinvolgere altri grandi partiti come la DC e il PSI <138. Solamente nel 1981 dopo le avvenute mobilitazioni dei gruppi pacifisti europei aderenti al movimento del Disarmo Nucleare Europeo (END), l’elezione di Ronald Reagan alla Casa Bianca che aveva già annunciato l’avanzamento dell’installazione delle bombe atomiche in Europa e la prima mobilitazione a Comiso (luogo designato dalla NATO e dal governo italiano per l’installazione dei missili Cruise), il Movimento nonviolento attivo in Umbria già dal secondo dopo guerra organizzò la marcia della pace Assisi-Perugia <139. Si trattò della prima manifestazione pacifista che riuniva diversi schieramenti politici. Il 27 settembre 1981 partirono da Assisi in cinquantamila persone, guidati dal filosofo Norberto Bobbio, uno dei più illustri aderenti del Movimento nonviolento, il quale concluse la marcia della pace con un discorso pronunciato ai piedi della Rocca di Assisi. Il messaggio dell’intellettuale era chiaro: «la strada è una sola, ed è la strada che conduce al superamento dei blocchi contrapposti, al rifiuto della politica di potenza, alla distensione, al disarmo e alla pace fondata non sull’equilibrio del terrore ma su quello della distribuzione dei beni» <140. In quell’occasione parteciparono alla marcia aderenti al PCI, PDUP, PR a vari gruppi provenienti dagli ambienti cattolici, evangelici, nonviolenti e anche alcuni socialisti contrari alle posizioni ufficiali del PSI <141. Poche settimane dopo, il primo grande incontro del movimento pacifista si svolse a Roma il 24 ottobre 1981 e venne convocato da un cartello di partiti, con la prevalenza dei giovani esponenti del PCI e della Nuova Sinistra che si riunirono in un Comitato di coordinamento nazionale <142. Al corteo parteciparono più di 300.000 persone guidate da un manifesto raffigurante San Francesco d’Assisi. «Dalla Sicilia alla Scandinavia, no alla NATO e al patto di Varsavia» era uno degli slogan più pronunciati, ma non era l’unico <143. Alcuni striscioni del PSI della corrente di Achille Benzoni recitavano: «Craxi, Lagorio non sono qui, noi siamo il vero PSI» <144. Oltre ai gruppi politici citati, molti erano i gruppi partecipanti: le donne e femministe, le chieste evangeliche, le federazioni anarchiche, le comunità israelitiche, i cattolici schierati contro la DC e definiti da Marco Tosati come i «diversi», i movimenti ecologisti e alcuni rappresentanti del pacifismo tedesco145. Oltre agli striscioni e agli slogan, il corteo venne animato dalla tarantella, e da alcune musiche intonate dal Laboratorio di musica popolare di Testaccio; gli accessori principali usati durante la manifestazione furono missili di cartapesta, bombe finte, falci e fantasmi simboli di morte <146. La presenza di raggruppamento di forze politiche divergenti creò difficoltà nella scelta delle risoluzioni da prendere in vista dell’installazione degli euromissili. Le maggiori problematiche vennero riscontrate tra il PCI e la Nuova Sinistra: il primo gruppo portava, infatti, avanti la strategia del «fronte unico» lavorando per raggiungere una soluzione equilibrata, mentre i giovani della Nuova Sinistra si proponevano come unico obbiettivo quello del disarmo attuando forme di lotta disorganizzata <147. Pochi giorni dopo la manifestazione di Roma, il giornale della sinistra cattolica «Testimonianze» propose l’organizzazione di un convegno che si sarebbe tenuto a Firenze tra il 14 e il 15 novembre 1981. Il primo incontro teorico del pacifismo italiano si trasformò in una sorta di conferenza nazionale con l’obbiettivo di formare un movimento autonomo e indipendente non strettamente legato ai partiti politici. Al convegno intitolato “Se vuoi la pace” presero parte gruppi e partiti di diversa estrazione politica e sociale: c’erano i comunisti che proponevano un disarmo equilibrato, il PR schierato contro l’Unione Sovietica perché ritenuta più pericolosa degli Stati Uniti, e quindi, favorevole alle politiche della distensione, in più contraddicevano le posizioni del PCI. Altri partecipanti furono i gruppi indipendenti come il Movimento nonviolento, che era in collisione con i cattolici di sinistra, e La Lega per il disarmo unilaterale, promossa dallo scrittore Carlo Cassola ed impegnata nella lotta per il disarmo nucleare sia militare che civile. Inoltre, presero parte all’incontro anche i giovani aderenti alla Nuova Sinistra al gruppo Democrazia Proletaria (DP) e Lotta continua. L’eterogeneità del movimento pacifista italiano alle sue origini veniva precipita da prospettive contrapposte: da una parte emergeva la capacità sperimentata all’interno del movimento di privilegiare le diversità e non giudicare le idee divergenti dei membri che poteva permettere la coesistenza di diverse posizioni in collaborazione per un unico fine; dall’altra, tuttavia, il ruolo prevalente del PCI nelle attività del movimento pacifista era la causa di litigi e le posizioni diverse dei vari partecipanti impedivano il raggiungimento dei risultato e il colloquio con parti politiche opposte alla sinistra. Nonostante le divergenze, questo movimento pacifista, più o meno unito, decise di mobilitarsi a Comiso, in occasione delle manifestazioni organizzate dai locali per opporsi all’installazione degli euromissili.
[NOTE]
133 R. Moro, Against the Euromissiles: Anti-nuclear Movements in 1980s Italy, cit. p. 200.
134 Ivi, p.201.
35 Ibidem
136 F. Fusi, Il discorso di Berlinguer alla grande manifestazione nazionale. Duecentomila a Firenze per la pace in «L’Unità» n° 7, 18 febbraio 1980, p. 1.
137 Missili: oggi il dibattito decisivo. Miglia manifestano nel centro di Roma, in «L’Unità», 4 dicembre 1979, p.1.
138 Il discorso di Berlinguer a Firenze, «L’Unità», 18 febbraio 1980, p. 2.
139 R. Moro, Against the Euromissiles: Anti-nuclear Movements in 1980s Italy (1979-1984), cit. p. 202.
140 R. Conteduca, Ad Assisi in 50 mila «Il mondo vuole pace, in «La Stampa», 28 settembre 1981.
141 Ibidem
142 Vecchio e Nuovo internazionalismo: paure, esperienze e bisogni, appunti dall’Archivio privato di Chiara Ingrao, p. 8.
143 M. Tosati, Roma imponente sfilata per la pace «Vietate ambasciate Usa e Urss» in «La Stampa» 25 ottobre 1981, p. 5.
144 Ibidem.
145 Ibidem
146 Ibidem
147 R. Moro, Against the Euromissiles: Anti-nuclear Movements in 1980s Italy (1979-1984), cit. p 203.
Maria Letizia Fontana, Donne contro gli euromissili. Una prospettiva transnazionale e di genere dei movimenti antinucleari femministi e pacifisti nei primi anni Ottanta in Italia e Belgio, Tesi di laurea, Università Ca’ Foscari – Venezia, Anno Accademico 2022-2023#1976 #1978 #1981 #antinucleari #AssisiPerugia #CarloCassola #cattolici #Comiso #comunitàIsraelitiche #contro #DC #donne #ecologisti #euromissili #evangelici #femminismo #Firenze #Italia #manifestazioni #marcia #MariaLetiziaFontana #movimenti #nonviolento #NorbertoBobbio #pacifista #PCI #PDUP #PSI #radicali #Roma
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Ripensare il rapporto tra movimenti e sindacati per rinnovare l’organizzazione del lavoro
https://rizomatica.noblogs.org/2025/02/barbetta-ripensare-rapporto-tra-movimenti-sindacati/
di F. Barbetta
1. Da dove partire
Il saggio The Neoliberal Low Point di Chris Howell contenuto nel libro The Handbook of Labour Unions esplora il lungo declino del#Economia #Politica #Rizoma #barbetta #cgil #cgt #conflitto #francia #GiletsJaunes #gkn #movimenti #neoliberismo #scioperi #sindacato
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Ripensare il rapporto tra movimenti e sindacati per rinnovare l’organizzazione del lavoro
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1. Da dove partire
Il saggio The Neoliberal Low Point di Chris Howell contenuto nel libro The Handbook of Labour Unions esplora il lungo decl#Economia #Politica #Rizoma #barbetta #cgil #cgt #conflitto #francia #GiletsJaunes #gkn #movimenti #neoliberismo #scioperi #sindacato
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“Le due esperienze più influenti all’interno del movimento per le autoriduzioni ai concerti sono, lo vedremo meglio più avanti, «Re Nudo» e «Stampa Alternativa».
continua @ https://www.antiper.org/2024/12/28/riformetti-capelloni-ascendenze-autoriduzioni/
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INTERVISTA A SILVIA BARALDINI, OSPITE NEGLI STUDI DI RADIO ONDA D’URTO https://www.radiondadurto.org/2023/06/10/intervista-a-silvia-baraldini-ospite-negli-studi-di-radio-onda-durto/ #movimentifemministi #tramaalternativa #violenzadigenere #radioondad'urto #silviabaraldini #repressione #INEVIDENZA #Femminismo #giustizia #movimenti #carcere #ospite #studio #41bis #News
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Guide nell’ecosistema
https://rizomatica.noblogs.org/2023/04/minetti-guide-nellecosistema/
C'è un'opinione molto diffusa, soprattutto nelle forme della sinistra libertaria che negli ultimi cinquanta anni ha praticato forme di lotta dal basso, orizzontali, scaturite dalla organizzazione assembleare: ovvero che i l
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“WE WANT MORE: STRIKE THE WAR AND THE CLIMATE CRISIS”: RESOCONTO DEL MEETING TRANSNAZIONALE DI FRANCOFORTE https://www.radiondadurto.org/2023/02/13/we-want-more-strike-the-war-and-the-climate-crisis-resoconto-del-meeting-transnazionale-di-francoforte/ #meetingtransnazionale #INTERNAZIONALI #CRISICLIMATICA #Immigrazione #francoforte #Movimento #movimenti #Economia #Politica #Diritti #Lavoro #guerra #tss
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📯Sabato 18/12 alle 17:00 a #ExCentrale (via di #Corticella 129) #Bologna
PER UNA #SALUTEMENTALE PARTECIPATA
Costruire una scuola territoriale dal basso per una salute mentale partecipata e diffusa è l'idea da cui nasce questo incontro con Ugo e Angela, il cui libro "Piccolo manuale di sopravvivenza in psichiatria" sta viaggiano per l'Italia tra gruppi di militant*, persone utenti dei servizi psichiatrici, cittadinanza interessata. [...] A partire dal loro racconto proveremo insieme ad immaginare come può svilupparsi una salute mentale diffusa e partecipata, attraverso la costruzione condivisa dei #saperi, sul modello delle #lotte e dell'autogestione condotte dai #movimenti popolari di #liberazione.
link per il libro http://www.news-forumsalutementale.it/piccolo-manuale-di-sopravvivenza-in-psichiatria/
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Entra nella “Zona rossa”: a vent’anni dal G8 di Genova http://storieinmovimento.org/2021/05/04/presentazioni-zapruder-54/?pk_campaign=feed&pk_kwd=presentazioni-zapruder-54 #globalizzazione #SupportoLegale #globalforum #Iniziative #Genova2001 #Indymedia #movimenti #noglobal #memoria #polizia #NoTav
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È uscito «Zona rossa», il numero 54 di Zapruder http://storieinmovimento.org/2021/03/05/e-uscito-zona-rossa-il-numero-54-di-zapruder/?pk_campaign=feed&pk_kwd=e-uscito-zona-rossa-il-numero-54-di-zapruder #Pantera(movimento) #globalizzazione #SupportoLegale #globalforum #Genova2001 #Indymedia #movimenti #noglobal #Bacheca #memoria #polizia #NoTav
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Movimenti senza leader - una riflessione.
Un articolo interessante arrivato dal Rizoma che da una interessante analisi politica.
https://www.ilpost.it/2019/11/30/movimenti-proteste-senza-leader/
#movimenti #rizoma #orizzontale #politica #leader #hongkong #chile #giletjaune
!Rizoma https://rizomatica.org/display/647fed6d-195d-ed16-9f1f-69f488399287