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  1. Aviation weather for Comiso airport (Italy) is “LICB 060820Z AUTO 25007KT 220V290 9999 FEW028/// BKN064/// BKN087/// 16/13 Q1004” : See what it means on bigorre.org/aero/meteo/licb/en #comisoairport #airport #comiso #italy #licb #ciy #metar #aviation #aviationweather #avgeek vl

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  5. Aviation weather for Comiso airport (Italy) is “LICB 060820Z AUTO 25007KT 220V290 9999 FEW028/// BKN064/// BKN087/// 16/13 Q1004” : See what it means on bigorre.org/aero/meteo/licb/en #comisoairport #airport #comiso #italy #licb #ciy #metar #aviation #aviationweather #avgeek vl

  6. #nowar - #stopthegenocideingaza🇵🇸 Sabato 22 e domenica 23 novembre, due giorni intensi di "conversazioni antimilitariste" tra #Ragusa, #Modica e #Comiso. E La mia gioia immensa di tornare in terra iblea...

  7. #nowar - #stopthegenocideingaza🇵🇸 Sabato 22 e domenica 23 novembre, due giorni intensi di "conversazioni antimilitariste" tra #Ragusa, #Modica e #Comiso. E La mia gioia immensa di tornare in terra iblea...

  8. #nowar - #stopthegenocideingaza🇵🇸 Sabato 22 e domenica 23 novembre, due giorni intensi di "conversazioni antimilitariste" tra #Ragusa, #Modica e #Comiso. E La mia gioia immensa di tornare in terra iblea...

  9. La nascita del movimento pacifista italiano avvenne dunque più tardi

    «La Stampa» 25 ottobre 1981, p. 5

    La scelta del governo italiano di installare le armi atomiche determinò la riorganizzazione dei movimenti pacifisti italiani. Renato Moro ha fatto notare come in Italia, nel secondo dopo guerra, contrariamente ad altri paesi europei mancava di un forte movimento pacifista indipendente; tuttavia, le istanze intese legate alla rimozione delle cause di guerra e alla trasformazione in senso più egualitario e solidale della società sarebbero state veicolate in primis dal PCI <133. Solamente tra il 1976 e il 1978, in seguito al disastro ambientale provocato a Seveso, emersero dei movimenti contro l’uso civile dell’energia nucleare che ponevano l’accento soprattutto sulla questione della sicurezza nei posti di lavori e sull’inquinamento territoriale. La nascita del movimento pacifista italiano avvenne dunque più tardi rispetto a paesi come Regno Unito, Germania, Belgio e Olanda. I primi gruppi riuniti per discutere di pacifismo e politiche antinucleari presero avvio grazie agli incontri giovanili organizzati dalla Nuova Sinistra. L’obiettivo era quello di trasformare la questione antinucleare sia militare che civile in un campo di battaglia per raggiungere scopi politici <134.
    Tra il 1979 e il 1980, subito dopo la decisione del governo italiano di installare i missili Cruise nelle basi militari italiane, alcuni partiti come il Partito Radicale (PR) e il Partito di Unità Proletaria (PDUP) si opposero. Su questo tema, il Partito comunista italiano era tra i più attivi e organizzava raduni in tutto il paese coinvolgendo soprattutto intellettuali e studenti. Dall’altra parte dello schieramento politico, alcuni raggruppamenti cattolici, in evidente contrapposizione con le decisioni portate avanti dalla Democrazia Cristiana (DC), proposero la formazione di un movimento apartitico pacifista per il disarmo <135. Una delle prime grandi manifestazioni in favore della pace venne organizzata dal PCI a Firenze. Enrico Berlinguer durante il suo discorso tenuto in Piazza della Signoria sottolineava la matrice politica della mobilitazione, esclamando: «i comunisti sono la prima e la più grande forza politica in Italia a impegnarsi per la pace e la distensione» <136. Nonostante l’impegno dei comunisti nell’organizzare manifestazioni nelle città italiane come il corteo del 4 dicembre 1979 che da Piazza Esedra in Roma raggiunse Piazza di Spagna, animato da migliaia di persone con fiaccole e striscioni con su scritto: «Fermare la corsa al riarmo, trattative subito» <137, non riuscirono a coinvolgere altri grandi partiti come la DC e il PSI <138. Solamente nel 1981 dopo le avvenute mobilitazioni dei gruppi pacifisti europei aderenti al movimento del Disarmo Nucleare Europeo (END), l’elezione di Ronald Reagan alla Casa Bianca che aveva già annunciato l’avanzamento dell’installazione delle bombe atomiche in Europa e la prima mobilitazione a Comiso (luogo designato dalla NATO e dal governo italiano per l’installazione dei missili Cruise), il Movimento nonviolento attivo in Umbria già dal secondo dopo guerra organizzò la marcia della pace Assisi-Perugia <139. Si trattò della prima manifestazione pacifista che riuniva diversi schieramenti politici. Il 27 settembre 1981 partirono da Assisi in cinquantamila persone, guidati dal filosofo Norberto Bobbio, uno dei più illustri aderenti del Movimento nonviolento, il quale concluse la marcia della pace con un discorso pronunciato ai piedi della Rocca di Assisi. Il messaggio dell’intellettuale era chiaro: «la strada è una sola, ed è la strada che conduce al superamento dei blocchi contrapposti, al rifiuto della politica di potenza, alla distensione, al disarmo e alla pace fondata non sull’equilibrio del terrore ma su quello della distribuzione dei beni» <140. In quell’occasione parteciparono alla marcia aderenti al PCI, PDUP, PR a vari gruppi provenienti dagli ambienti cattolici, evangelici, nonviolenti e anche alcuni socialisti contrari alle posizioni ufficiali del PSI <141. Poche settimane dopo, il primo grande incontro del movimento pacifista si svolse a Roma il 24 ottobre 1981 e venne convocato da un cartello di partiti, con la prevalenza dei giovani esponenti del PCI e della Nuova Sinistra che si riunirono in un Comitato di coordinamento nazionale <142. Al corteo parteciparono più di 300.000 persone guidate da un manifesto raffigurante San Francesco d’Assisi. «Dalla Sicilia alla Scandinavia, no alla NATO e al patto di Varsavia» era uno degli slogan più pronunciati, ma non era l’unico <143. Alcuni striscioni del PSI della corrente di Achille Benzoni recitavano: «Craxi, Lagorio non sono qui, noi siamo il vero PSI» <144. Oltre ai gruppi politici citati, molti erano i gruppi partecipanti: le donne e femministe, le chieste evangeliche, le federazioni anarchiche, le comunità israelitiche, i cattolici schierati contro la DC e definiti da Marco Tosati come i «diversi», i movimenti ecologisti e alcuni rappresentanti del pacifismo tedesco145. Oltre agli striscioni e agli slogan, il corteo venne animato dalla tarantella, e da alcune musiche intonate dal Laboratorio di musica popolare di Testaccio; gli accessori principali usati durante la manifestazione furono missili di cartapesta, bombe finte, falci e fantasmi simboli di morte <146. La presenza di raggruppamento di forze politiche divergenti creò difficoltà nella scelta delle risoluzioni da prendere in vista dell’installazione degli euromissili. Le maggiori problematiche vennero riscontrate tra il PCI e la Nuova Sinistra: il primo gruppo portava, infatti, avanti la strategia del «fronte unico» lavorando per raggiungere una soluzione equilibrata, mentre i giovani della Nuova Sinistra si proponevano come unico obbiettivo quello del disarmo attuando forme di lotta disorganizzata <147. Pochi giorni dopo la manifestazione di Roma, il giornale della sinistra cattolica «Testimonianze» propose l’organizzazione di un convegno che si sarebbe tenuto a Firenze tra il 14 e il 15 novembre 1981. Il primo incontro teorico del pacifismo italiano si trasformò in una sorta di conferenza nazionale con l’obbiettivo di formare un movimento autonomo e indipendente non strettamente legato ai partiti politici. Al convegno intitolato “Se vuoi la pace” presero parte gruppi e partiti di diversa estrazione politica e sociale: c’erano i comunisti che proponevano un disarmo equilibrato, il PR schierato contro l’Unione Sovietica perché ritenuta più pericolosa degli Stati Uniti, e quindi, favorevole alle politiche della distensione, in più contraddicevano le posizioni del PCI. Altri partecipanti furono i gruppi indipendenti come il Movimento nonviolento, che era in collisione con i cattolici di sinistra, e La Lega per il disarmo unilaterale, promossa dallo scrittore Carlo Cassola ed impegnata nella lotta per il disarmo nucleare sia militare che civile. Inoltre, presero parte all’incontro anche i giovani aderenti alla Nuova Sinistra al gruppo Democrazia Proletaria (DP) e Lotta continua. L’eterogeneità del movimento pacifista italiano alle sue origini veniva precipita da prospettive contrapposte: da una parte emergeva la capacità sperimentata all’interno del movimento di privilegiare le diversità e non giudicare le idee divergenti dei membri che poteva permettere la coesistenza di diverse posizioni in collaborazione per un unico fine; dall’altra, tuttavia, il ruolo prevalente del PCI nelle attività del movimento pacifista era la causa di litigi e le posizioni diverse dei vari partecipanti impedivano il raggiungimento dei risultato e il colloquio con parti politiche opposte alla sinistra. Nonostante le divergenze, questo movimento pacifista, più o meno unito, decise di mobilitarsi a Comiso, in occasione delle manifestazioni organizzate dai locali per opporsi all’installazione degli euromissili.
    [NOTE]
    133 R. Moro, Against the Euromissiles: Anti-nuclear Movements in 1980s Italy, cit. p. 200.
    134 Ivi, p.201.
    35 Ibidem
    136 F. Fusi, Il discorso di Berlinguer alla grande manifestazione nazionale. Duecentomila a Firenze per la pace in «L’Unità» n° 7, 18 febbraio 1980, p. 1.
    137 Missili: oggi il dibattito decisivo. Miglia manifestano nel centro di Roma, in «L’Unità», 4 dicembre 1979, p.1.
    138 Il discorso di Berlinguer a Firenze, «L’Unità», 18 febbraio 1980, p. 2.
    139 R. Moro, Against the Euromissiles: Anti-nuclear Movements in 1980s Italy (1979-1984), cit. p. 202.
    140 R. Conteduca, Ad Assisi in 50 mila «Il mondo vuole pace, in «La Stampa», 28 settembre 1981.
    141 Ibidem
    142 Vecchio e Nuovo internazionalismo: paure, esperienze e bisogni, appunti dall’Archivio privato di Chiara Ingrao, p. 8.
    143 M. Tosati, Roma imponente sfilata per la pace «Vietate ambasciate Usa e Urss» in «La Stampa» 25 ottobre 1981, p. 5.
    144 Ibidem.
    145 Ibidem
    146 Ibidem
    147 R. Moro, Against the Euromissiles: Anti-nuclear Movements in 1980s Italy (1979-1984), cit. p 203.
    Maria Letizia Fontana, Donne contro gli euromissili. Una prospettiva transnazionale e di genere dei movimenti antinucleari femministi e pacifisti nei primi anni Ottanta in Italia e Belgio, Tesi di laurea, Università Ca’ Foscari – Venezia, Anno Accademico 2022-2023

    #1976 #1978 #1981 #antinucleari #AssisiPerugia #CarloCassola #cattolici #Comiso #comunitàIsraelitiche #contro #DC #donne #ecologisti #euromissili #evangelici #femminismo #Firenze #Italia #manifestazioni #marcia #MariaLetiziaFontana #movimenti #nonviolento #NorbertoBobbio #pacifista #PCI #PDUP #PSI #radicali #Roma

  10. La nascita del movimento pacifista italiano avvenne dunque più tardi

    «La Stampa» 25 ottobre 1981, p. 5

    La scelta del governo italiano di installare le armi atomiche determinò la riorganizzazione dei movimenti pacifisti italiani. Renato Moro ha fatto notare come in Italia, nel secondo dopo guerra, contrariamente ad altri paesi europei mancava di un forte movimento pacifista indipendente; tuttavia, le istanze intese legate alla rimozione delle cause di guerra e alla trasformazione in senso più egualitario e solidale della società sarebbero state veicolate in primis dal PCI <133. Solamente tra il 1976 e il 1978, in seguito al disastro ambientale provocato a Seveso, emersero dei movimenti contro l’uso civile dell’energia nucleare che ponevano l’accento soprattutto sulla questione della sicurezza nei posti di lavori e sull’inquinamento territoriale. La nascita del movimento pacifista italiano avvenne dunque più tardi rispetto a paesi come Regno Unito, Germania, Belgio e Olanda. I primi gruppi riuniti per discutere di pacifismo e politiche antinucleari presero avvio grazie agli incontri giovanili organizzati dalla Nuova Sinistra. L’obiettivo era quello di trasformare la questione antinucleare sia militare che civile in un campo di battaglia per raggiungere scopi politici <134.
    Tra il 1979 e il 1980, subito dopo la decisione del governo italiano di installare i missili Cruise nelle basi militari italiane, alcuni partiti come il Partito Radicale (PR) e il Partito di Unità Proletaria (PDUP) si opposero. Su questo tema, il Partito comunista italiano era tra i più attivi e organizzava raduni in tutto il paese coinvolgendo soprattutto intellettuali e studenti. Dall’altra parte dello schieramento politico, alcuni raggruppamenti cattolici, in evidente contrapposizione con le decisioni portate avanti dalla Democrazia Cristiana (DC), proposero la formazione di un movimento apartitico pacifista per il disarmo <135. Una delle prime grandi manifestazioni in favore della pace venne organizzata dal PCI a Firenze. Enrico Berlinguer durante il suo discorso tenuto in Piazza della Signoria sottolineava la matrice politica della mobilitazione, esclamando: «i comunisti sono la prima e la più grande forza politica in Italia a impegnarsi per la pace e la distensione» <136. Nonostante l’impegno dei comunisti nell’organizzare manifestazioni nelle città italiane come il corteo del 4 dicembre 1979 che da Piazza Esedra in Roma raggiunse Piazza di Spagna, animato da migliaia di persone con fiaccole e striscioni con su scritto: «Fermare la corsa al riarmo, trattative subito» <137, non riuscirono a coinvolgere altri grandi partiti come la DC e il PSI <138. Solamente nel 1981 dopo le avvenute mobilitazioni dei gruppi pacifisti europei aderenti al movimento del Disarmo Nucleare Europeo (END), l’elezione di Ronald Reagan alla Casa Bianca che aveva già annunciato l’avanzamento dell’installazione delle bombe atomiche in Europa e la prima mobilitazione a Comiso (luogo designato dalla NATO e dal governo italiano per l’installazione dei missili Cruise), il Movimento nonviolento attivo in Umbria già dal secondo dopo guerra organizzò la marcia della pace Assisi-Perugia <139. Si trattò della prima manifestazione pacifista che riuniva diversi schieramenti politici. Il 27 settembre 1981 partirono da Assisi in cinquantamila persone, guidati dal filosofo Norberto Bobbio, uno dei più illustri aderenti del Movimento nonviolento, il quale concluse la marcia della pace con un discorso pronunciato ai piedi della Rocca di Assisi. Il messaggio dell’intellettuale era chiaro: «la strada è una sola, ed è la strada che conduce al superamento dei blocchi contrapposti, al rifiuto della politica di potenza, alla distensione, al disarmo e alla pace fondata non sull’equilibrio del terrore ma su quello della distribuzione dei beni» <140. In quell’occasione parteciparono alla marcia aderenti al PCI, PDUP, PR a vari gruppi provenienti dagli ambienti cattolici, evangelici, nonviolenti e anche alcuni socialisti contrari alle posizioni ufficiali del PSI <141. Poche settimane dopo, il primo grande incontro del movimento pacifista si svolse a Roma il 24 ottobre 1981 e venne convocato da un cartello di partiti, con la prevalenza dei giovani esponenti del PCI e della Nuova Sinistra che si riunirono in un Comitato di coordinamento nazionale <142. Al corteo parteciparono più di 300.000 persone guidate da un manifesto raffigurante San Francesco d’Assisi. «Dalla Sicilia alla Scandinavia, no alla NATO e al patto di Varsavia» era uno degli slogan più pronunciati, ma non era l’unico <143. Alcuni striscioni del PSI della corrente di Achille Benzoni recitavano: «Craxi, Lagorio non sono qui, noi siamo il vero PSI» <144. Oltre ai gruppi politici citati, molti erano i gruppi partecipanti: le donne e femministe, le chieste evangeliche, le federazioni anarchiche, le comunità israelitiche, i cattolici schierati contro la DC e definiti da Marco Tosati come i «diversi», i movimenti ecologisti e alcuni rappresentanti del pacifismo tedesco145. Oltre agli striscioni e agli slogan, il corteo venne animato dalla tarantella, e da alcune musiche intonate dal Laboratorio di musica popolare di Testaccio; gli accessori principali usati durante la manifestazione furono missili di cartapesta, bombe finte, falci e fantasmi simboli di morte <146. La presenza di raggruppamento di forze politiche divergenti creò difficoltà nella scelta delle risoluzioni da prendere in vista dell’installazione degli euromissili. Le maggiori problematiche vennero riscontrate tra il PCI e la Nuova Sinistra: il primo gruppo portava, infatti, avanti la strategia del «fronte unico» lavorando per raggiungere una soluzione equilibrata, mentre i giovani della Nuova Sinistra si proponevano come unico obbiettivo quello del disarmo attuando forme di lotta disorganizzata <147. Pochi giorni dopo la manifestazione di Roma, il giornale della sinistra cattolica «Testimonianze» propose l’organizzazione di un convegno che si sarebbe tenuto a Firenze tra il 14 e il 15 novembre 1981. Il primo incontro teorico del pacifismo italiano si trasformò in una sorta di conferenza nazionale con l’obbiettivo di formare un movimento autonomo e indipendente non strettamente legato ai partiti politici. Al convegno intitolato “Se vuoi la pace” presero parte gruppi e partiti di diversa estrazione politica e sociale: c’erano i comunisti che proponevano un disarmo equilibrato, il PR schierato contro l’Unione Sovietica perché ritenuta più pericolosa degli Stati Uniti, e quindi, favorevole alle politiche della distensione, in più contraddicevano le posizioni del PCI. Altri partecipanti furono i gruppi indipendenti come il Movimento nonviolento, che era in collisione con i cattolici di sinistra, e La Lega per il disarmo unilaterale, promossa dallo scrittore Carlo Cassola ed impegnata nella lotta per il disarmo nucleare sia militare che civile. Inoltre, presero parte all’incontro anche i giovani aderenti alla Nuova Sinistra al gruppo Democrazia Proletaria (DP) e Lotta continua. L’eterogeneità del movimento pacifista italiano alle sue origini veniva precipita da prospettive contrapposte: da una parte emergeva la capacità sperimentata all’interno del movimento di privilegiare le diversità e non giudicare le idee divergenti dei membri che poteva permettere la coesistenza di diverse posizioni in collaborazione per un unico fine; dall’altra, tuttavia, il ruolo prevalente del PCI nelle attività del movimento pacifista era la causa di litigi e le posizioni diverse dei vari partecipanti impedivano il raggiungimento dei risultato e il colloquio con parti politiche opposte alla sinistra. Nonostante le divergenze, questo movimento pacifista, più o meno unito, decise di mobilitarsi a Comiso, in occasione delle manifestazioni organizzate dai locali per opporsi all’installazione degli euromissili.
    [NOTE]
    133 R. Moro, Against the Euromissiles: Anti-nuclear Movements in 1980s Italy, cit. p. 200.
    134 Ivi, p.201.
    35 Ibidem
    136 F. Fusi, Il discorso di Berlinguer alla grande manifestazione nazionale. Duecentomila a Firenze per la pace in «L’Unità» n° 7, 18 febbraio 1980, p. 1.
    137 Missili: oggi il dibattito decisivo. Miglia manifestano nel centro di Roma, in «L’Unità», 4 dicembre 1979, p.1.
    138 Il discorso di Berlinguer a Firenze, «L’Unità», 18 febbraio 1980, p. 2.
    139 R. Moro, Against the Euromissiles: Anti-nuclear Movements in 1980s Italy (1979-1984), cit. p. 202.
    140 R. Conteduca, Ad Assisi in 50 mila «Il mondo vuole pace, in «La Stampa», 28 settembre 1981.
    141 Ibidem
    142 Vecchio e Nuovo internazionalismo: paure, esperienze e bisogni, appunti dall’Archivio privato di Chiara Ingrao, p. 8.
    143 M. Tosati, Roma imponente sfilata per la pace «Vietate ambasciate Usa e Urss» in «La Stampa» 25 ottobre 1981, p. 5.
    144 Ibidem.
    145 Ibidem
    146 Ibidem
    147 R. Moro, Against the Euromissiles: Anti-nuclear Movements in 1980s Italy (1979-1984), cit. p 203.
    Maria Letizia Fontana, Donne contro gli euromissili. Una prospettiva transnazionale e di genere dei movimenti antinucleari femministi e pacifisti nei primi anni Ottanta in Italia e Belgio, Tesi di laurea, Università Ca’ Foscari – Venezia, Anno Accademico 2022-2023

    #1976 #1978 #1981 #antinucleari #AssisiPerugia #CarloCassola #cattolici #Comiso #comunitàIsraelitiche #contro #DC #donne #ecologisti #euromissili #evangelici #femminismo #Firenze #Italia #manifestazioni #marcia #MariaLetiziaFontana #movimenti #nonviolento #NorbertoBobbio #pacifista #PCI #PDUP #PSI #radicali #Roma

  11. #Comiso #euromissili #storia

    8 agosto 1983

    "Cercavamo di scappare ma c’erano poliziotti dapper­tutto. Sento un grido. Francesca dice terrorizzata: “Spa­ra! spara!” Un poliziotto puntava la pistola. E Fran­co: «Mirava verso di me. Improvvi­samente, un altro poliziotto lo col­pisce alla mano con un manganello, fino a fargli abbassare la pistola».

    #fotoComiso

    Questa e altre testimonianze su Comiso sono state tratte da osservatoriorepressione.info/8

  12. #Comiso #storia #euromissili

    La gente è seduta e non si rende conto che è scattata la carica. “Guarda la foto, dice Mario di Ramacca, c’è già la polizia che bastona, e molta gente ancora tran­quillamente seduta e rivolta dall’al­tra parte”.

    La polizia attacca da due lati. Di fronte e di dietro. Si avventano sulle persone sedute, le scalciano, le ba­stonano, le calpestano.
    #fotoComiso

  13. #storia #Comiso #euromissili

    Agosto 1983

    Ricorda Stefano di Roma: «Avevo il compito di coordinatore tra i portavoce dei gruppi presenti al blocco e i funzio­nari di polizia. C’erano già stati dei tentativi di ca­rica; ma erano stati bloccati subito dalla nostra disponibilità a contrattare. Il nostro obiettivo era bloccare i lavori della base missilistica».

    #fotoComiso

  14. 8 agosto 1983 #Comiso #euromissili #storia

    I feriti vengono portati in una vecchia masseria nelle vicinanze, e dove adesso vengono prestati i primi soccorsi, ma anche qui poco dopo irrompe la celere, picchiando tutti quelli che lì si erano rifugiati, spaccando automobili, strappando i sacchi a pelo.

    Alla fine si contano un centinaio di feriti 18 fermi di cui 2 tramutati in arresto.

    #fotoComiso

  15. 8 agosto 1983
    #Comiso #euromissili #storia
    Al terzo giorno di blocco dei lavori della base missilistica la polizia si scaglia sul blocco dei manifestanti inermi.

    Le persone vengono fatte oggetto di un incessante lancio di lacrimogeni, che vengono sparati anche dall’elicottero che volteggiava sopra il presidio.

    #fotoComiso

  16. #fotoComiso #euromissili #storia

    Crescono i Comitati per la #Pace, si articola la riflessione su come proseguire la lotta, molti esponenti del #pacifismo europeo e internazionale si trasferiscono a #Comiso e in Sicilia.

  17. #euromissili #fotoComiso
    #storia

    A #Comiso i pacifisti locali, organizzati nel Comitato Unitario per il Disarmo e la Pace, sensibilizzano la popolazione, dimostrando quanto siano infondate le speranze sui presunti vantaggi economici per la città derivanti dalla presenza della base.
    Il 4 aprile del 1982 decine di migliaia di persone (alcuni giornali parlarono addirittura di centomila presenze) tornano a Comiso, in una memorabile manifestazione, conclusa con un concerto degli Inti Illimani.

  18. #storia #euromissili #fotoComiso

    Con l'insediamento militare di #Comiso la Sicilia rischiava di trasformarsi in una grande base missilistica. Di tutto ciò ebbero consapevolezza in molti nell’isola e per impedire che questo progetto si realizzasse iniziò un’immediata mobilitazione, che si legò ‘naturalmente’ al più generale movimento europeo per la #pace e il #disarmo
    L’11 novembre del 1981 vi fu la prima grande manifestazione a Comiso.

  19. #storia #fotoComiso #euromissili

    Tutto inizia nel dicembre del 1979 quando la #NATO. decide di utilizzare la base aerea di #Comiso, costruita dal fascismo alla vigilia della seconda guerra mondiale, per installare 112 missili nucleari (#Cruise). Nei piani strategico-militari dell’alleanza occidentale (allora opposta al patto di Varsavia) la piccola cittadina ragusana avrebbe dovuto ospitare la più grande base nucleare europea.

  20. #Comiso
    #euromissili
    #storia

    Nel 1984 in tutta la #Sicilia fu promosso un referendum autogestito, con cinque mlioni di schede: l’80% dei cittadini si espresse contro l’installazione dei missili nucleari a Comiso. I siciliani avevano preso la parola.

  21. A partire dal 1981, #Comiso divenne meta e luogo di numerosissime iniziative di opposizione popolare alla creazione di una base missilistica.
    Dal 1981 al 1984, Comiso divenne allora terra di permanente conflittualità NONVIOLENTA e COLLETTIVA.
    #arminucleari #storia
    Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale
    cdmpi.it/2019/04/27/comiso-mos

  22. #Comiso #euromissili #storia

    8 agosto 1983

    "Cercavamo di scappare ma c’erano poliziotti dapper­tutto. Sento un grido. Francesca dice terrorizzata: “Spa­ra! spara!” Un poliziotto puntava la pistola. E Fran­co: «Mirava verso di me. Improvvi­samente, un altro poliziotto lo col­pisce alla mano con un manganello, fino a fargli abbassare la pistola».

    #fotoComiso

    Questa e altre testimonianze su Comiso sono state tratte da osservatoriorepressione.info/8

  23. #Comiso #euromissili #storia

    8 agosto 1983

    "Cercavamo di scappare ma c’erano poliziotti dapper­tutto. Sento un grido. Francesca dice terrorizzata: “Spa­ra! spara!” Un poliziotto puntava la pistola. E Fran­co: «Mirava verso di me. Improvvi­samente, un altro poliziotto lo col­pisce alla mano con un manganello, fino a fargli abbassare la pistola».

    #fotoComiso

    Questa e altre testimonianze su Comiso sono state tratte da osservatoriorepressione.info/8

  24. #Comiso #euromissili #storia

    8 agosto 1983

    "Cercavamo di scappare ma c’erano poliziotti dapper­tutto. Sento un grido. Francesca dice terrorizzata: “Spa­ra! spara!” Un poliziotto puntava la pistola. E Fran­co: «Mirava verso di me. Improvvi­samente, un altro poliziotto lo col­pisce alla mano con un manganello, fino a fargli abbassare la pistola».

    #fotoComiso

    Questa e altre testimonianze su Comiso sono state tratte da osservatoriorepressione.info/8

  25. #Comiso #euromissili #storia

    8 agosto 1983

    "Cercavamo di scappare ma c’erano poliziotti dapper­tutto. Sento un grido. Francesca dice terrorizzata: “Spa­ra! spara!” Un poliziotto puntava la pistola. E Fran­co: «Mirava verso di me. Improvvi­samente, un altro poliziotto lo col­pisce alla mano con un manganello, fino a fargli abbassare la pistola».

    #fotoComiso

    Questa e altre testimonianze su Comiso sono state tratte da osservatoriorepressione.info/8

  26. #Comiso #storia #euromissili

    La gente è seduta e non si rende conto che è scattata la carica. “Guarda la foto, dice Mario di Ramacca, c’è già la polizia che bastona, e molta gente ancora tran­quillamente seduta e rivolta dall’al­tra parte”.

    La polizia attacca da due lati. Di fronte e di dietro. Si avventano sulle persone sedute, le scalciano, le ba­stonano, le calpestano.
    #fotoComiso

  27. #Comiso #storia #euromissili

    La gente è seduta e non si rende conto che è scattata la carica. “Guarda la foto, dice Mario di Ramacca, c’è già la polizia che bastona, e molta gente ancora tran­quillamente seduta e rivolta dall’al­tra parte”.

    La polizia attacca da due lati. Di fronte e di dietro. Si avventano sulle persone sedute, le scalciano, le ba­stonano, le calpestano.
    #fotoComiso

  28. #Comiso #storia #euromissili

    La gente è seduta e non si rende conto che è scattata la carica. “Guarda la foto, dice Mario di Ramacca, c’è già la polizia che bastona, e molta gente ancora tran­quillamente seduta e rivolta dall’al­tra parte”.

    La polizia attacca da due lati. Di fronte e di dietro. Si avventano sulle persone sedute, le scalciano, le ba­stonano, le calpestano.
    #fotoComiso

  29. #Comiso #storia #euromissili

    La gente è seduta e non si rende conto che è scattata la carica. “Guarda la foto, dice Mario di Ramacca, c’è già la polizia che bastona, e molta gente ancora tran­quillamente seduta e rivolta dall’al­tra parte”.

    La polizia attacca da due lati. Di fronte e di dietro. Si avventano sulle persone sedute, le scalciano, le ba­stonano, le calpestano.
    #fotoComiso