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#euromissili — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #euromissili, aggregated by home.social.

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  1. Tre obiettivi per i prossimi tre mesi
    Lo sapevi che a ottobre ci sarà un'esercitazione nucleare della NATO?

    Il nome è Steadfast Non. Si svolgerà a ottobre ma la data esatta non è stata ancora resa nota. In parallelo la Germania si prepara ad acquistare i missili Tomahawk da puntare sulla Russia mentre l'Italia progetta il caccia di …

    in Disarmo
    peacelink.it/disarmo/esercitaz

    #steadfastnoon #euromissili #germania #riarmo #albert #noriarmo #steadfastnoon #gcap #peace3

  2. Dopo più di 12 miliardi di dollari e una serie di test falliti, l'esercito degli Stati Uniti sta finendo la prima batteria di Dark Eagle, il primo missile ipersonico operativo d'America, in grado di colpire 1.725 miglia di distanza in pochi minuti a velocità riportate fino a Mach 17.

    19fortyfive.com/2026/06/dark-e

    #Usa #missili #DarkEagle #euromissili

  3. #euromissili #Russia #analisimilitare

    Missili ipersonici russi in #Bielorussia: Mosca schiera l’#Oreshnik vicino all’#Europa

    Dopo il presunto sorvolo di droni ucraini sulla residenza di #Putin, il Cremlino intende cambiare approccio ai negoziati per la pace e annuncia di aver dispiegato in servizio di combattimento il suo 'super missile' nucleare

    eurofocus.adnkronos.com/sicure

  4. Il movimento #pacifista non sa quasi nulla sui Dark Eagle perché di questi nuovi missili si dice poco in giro. È la nuova tattica dei vertici militari. Circola davvero poca informazione sui missili ipersonici a medio raggio americani che saranno schierati in #Germania nel 2026.
    Con questi nuovi #euromissili ritorna lo spettro di quello scontro ravvicinato che Gorbaciov e Reagan riuscirono a cancellare con uno storico accordo. Occorre riprendere in mano l'informazione, preziosa risorsa.

  5. Gli #euromissili americani #darkeagle

    "Potrebbero colpire i missili deep strike della #Russia prima che questi vengano lanciati contro la #NATO, sostengono Jonas Schneider dell’Istituto tedesco per gli affari internazionali e di sicurezza e il suo collega Torben Arnold, tenente colonnello dell’esercito tedesco. Questo renderebbe la vita più facile alle forze della NATO, che altrimenti verrebbero bombardate di #missili mentre si dirigono verso est".

    startmag.it/innovazione/i-miss

  6. La nascita del movimento pacifista italiano avvenne dunque più tardi

    «La Stampa» 25 ottobre 1981, p. 5

    La scelta del governo italiano di installare le armi atomiche determinò la riorganizzazione dei movimenti pacifisti italiani. Renato Moro ha fatto notare come in Italia, nel secondo dopo guerra, contrariamente ad altri paesi europei mancava di un forte movimento pacifista indipendente; tuttavia, le istanze intese legate alla rimozione delle cause di guerra e alla trasformazione in senso più egualitario e solidale della società sarebbero state veicolate in primis dal PCI <133. Solamente tra il 1976 e il 1978, in seguito al disastro ambientale provocato a Seveso, emersero dei movimenti contro l’uso civile dell’energia nucleare che ponevano l’accento soprattutto sulla questione della sicurezza nei posti di lavori e sull’inquinamento territoriale. La nascita del movimento pacifista italiano avvenne dunque più tardi rispetto a paesi come Regno Unito, Germania, Belgio e Olanda. I primi gruppi riuniti per discutere di pacifismo e politiche antinucleari presero avvio grazie agli incontri giovanili organizzati dalla Nuova Sinistra. L’obiettivo era quello di trasformare la questione antinucleare sia militare che civile in un campo di battaglia per raggiungere scopi politici <134.
    Tra il 1979 e il 1980, subito dopo la decisione del governo italiano di installare i missili Cruise nelle basi militari italiane, alcuni partiti come il Partito Radicale (PR) e il Partito di Unità Proletaria (PDUP) si opposero. Su questo tema, il Partito comunista italiano era tra i più attivi e organizzava raduni in tutto il paese coinvolgendo soprattutto intellettuali e studenti. Dall’altra parte dello schieramento politico, alcuni raggruppamenti cattolici, in evidente contrapposizione con le decisioni portate avanti dalla Democrazia Cristiana (DC), proposero la formazione di un movimento apartitico pacifista per il disarmo <135. Una delle prime grandi manifestazioni in favore della pace venne organizzata dal PCI a Firenze. Enrico Berlinguer durante il suo discorso tenuto in Piazza della Signoria sottolineava la matrice politica della mobilitazione, esclamando: «i comunisti sono la prima e la più grande forza politica in Italia a impegnarsi per la pace e la distensione» <136. Nonostante l’impegno dei comunisti nell’organizzare manifestazioni nelle città italiane come il corteo del 4 dicembre 1979 che da Piazza Esedra in Roma raggiunse Piazza di Spagna, animato da migliaia di persone con fiaccole e striscioni con su scritto: «Fermare la corsa al riarmo, trattative subito» <137, non riuscirono a coinvolgere altri grandi partiti come la DC e il PSI <138. Solamente nel 1981 dopo le avvenute mobilitazioni dei gruppi pacifisti europei aderenti al movimento del Disarmo Nucleare Europeo (END), l’elezione di Ronald Reagan alla Casa Bianca che aveva già annunciato l’avanzamento dell’installazione delle bombe atomiche in Europa e la prima mobilitazione a Comiso (luogo designato dalla NATO e dal governo italiano per l’installazione dei missili Cruise), il Movimento nonviolento attivo in Umbria già dal secondo dopo guerra organizzò la marcia della pace Assisi-Perugia <139. Si trattò della prima manifestazione pacifista che riuniva diversi schieramenti politici. Il 27 settembre 1981 partirono da Assisi in cinquantamila persone, guidati dal filosofo Norberto Bobbio, uno dei più illustri aderenti del Movimento nonviolento, il quale concluse la marcia della pace con un discorso pronunciato ai piedi della Rocca di Assisi. Il messaggio dell’intellettuale era chiaro: «la strada è una sola, ed è la strada che conduce al superamento dei blocchi contrapposti, al rifiuto della politica di potenza, alla distensione, al disarmo e alla pace fondata non sull’equilibrio del terrore ma su quello della distribuzione dei beni» <140. In quell’occasione parteciparono alla marcia aderenti al PCI, PDUP, PR a vari gruppi provenienti dagli ambienti cattolici, evangelici, nonviolenti e anche alcuni socialisti contrari alle posizioni ufficiali del PSI <141. Poche settimane dopo, il primo grande incontro del movimento pacifista si svolse a Roma il 24 ottobre 1981 e venne convocato da un cartello di partiti, con la prevalenza dei giovani esponenti del PCI e della Nuova Sinistra che si riunirono in un Comitato di coordinamento nazionale <142. Al corteo parteciparono più di 300.000 persone guidate da un manifesto raffigurante San Francesco d’Assisi. «Dalla Sicilia alla Scandinavia, no alla NATO e al patto di Varsavia» era uno degli slogan più pronunciati, ma non era l’unico <143. Alcuni striscioni del PSI della corrente di Achille Benzoni recitavano: «Craxi, Lagorio non sono qui, noi siamo il vero PSI» <144. Oltre ai gruppi politici citati, molti erano i gruppi partecipanti: le donne e femministe, le chieste evangeliche, le federazioni anarchiche, le comunità israelitiche, i cattolici schierati contro la DC e definiti da Marco Tosati come i «diversi», i movimenti ecologisti e alcuni rappresentanti del pacifismo tedesco145. Oltre agli striscioni e agli slogan, il corteo venne animato dalla tarantella, e da alcune musiche intonate dal Laboratorio di musica popolare di Testaccio; gli accessori principali usati durante la manifestazione furono missili di cartapesta, bombe finte, falci e fantasmi simboli di morte <146. La presenza di raggruppamento di forze politiche divergenti creò difficoltà nella scelta delle risoluzioni da prendere in vista dell’installazione degli euromissili. Le maggiori problematiche vennero riscontrate tra il PCI e la Nuova Sinistra: il primo gruppo portava, infatti, avanti la strategia del «fronte unico» lavorando per raggiungere una soluzione equilibrata, mentre i giovani della Nuova Sinistra si proponevano come unico obbiettivo quello del disarmo attuando forme di lotta disorganizzata <147. Pochi giorni dopo la manifestazione di Roma, il giornale della sinistra cattolica «Testimonianze» propose l’organizzazione di un convegno che si sarebbe tenuto a Firenze tra il 14 e il 15 novembre 1981. Il primo incontro teorico del pacifismo italiano si trasformò in una sorta di conferenza nazionale con l’obbiettivo di formare un movimento autonomo e indipendente non strettamente legato ai partiti politici. Al convegno intitolato “Se vuoi la pace” presero parte gruppi e partiti di diversa estrazione politica e sociale: c’erano i comunisti che proponevano un disarmo equilibrato, il PR schierato contro l’Unione Sovietica perché ritenuta più pericolosa degli Stati Uniti, e quindi, favorevole alle politiche della distensione, in più contraddicevano le posizioni del PCI. Altri partecipanti furono i gruppi indipendenti come il Movimento nonviolento, che era in collisione con i cattolici di sinistra, e La Lega per il disarmo unilaterale, promossa dallo scrittore Carlo Cassola ed impegnata nella lotta per il disarmo nucleare sia militare che civile. Inoltre, presero parte all’incontro anche i giovani aderenti alla Nuova Sinistra al gruppo Democrazia Proletaria (DP) e Lotta continua. L’eterogeneità del movimento pacifista italiano alle sue origini veniva precipita da prospettive contrapposte: da una parte emergeva la capacità sperimentata all’interno del movimento di privilegiare le diversità e non giudicare le idee divergenti dei membri che poteva permettere la coesistenza di diverse posizioni in collaborazione per un unico fine; dall’altra, tuttavia, il ruolo prevalente del PCI nelle attività del movimento pacifista era la causa di litigi e le posizioni diverse dei vari partecipanti impedivano il raggiungimento dei risultato e il colloquio con parti politiche opposte alla sinistra. Nonostante le divergenze, questo movimento pacifista, più o meno unito, decise di mobilitarsi a Comiso, in occasione delle manifestazioni organizzate dai locali per opporsi all’installazione degli euromissili.
    [NOTE]
    133 R. Moro, Against the Euromissiles: Anti-nuclear Movements in 1980s Italy, cit. p. 200.
    134 Ivi, p.201.
    35 Ibidem
    136 F. Fusi, Il discorso di Berlinguer alla grande manifestazione nazionale. Duecentomila a Firenze per la pace in «L’Unità» n° 7, 18 febbraio 1980, p. 1.
    137 Missili: oggi il dibattito decisivo. Miglia manifestano nel centro di Roma, in «L’Unità», 4 dicembre 1979, p.1.
    138 Il discorso di Berlinguer a Firenze, «L’Unità», 18 febbraio 1980, p. 2.
    139 R. Moro, Against the Euromissiles: Anti-nuclear Movements in 1980s Italy (1979-1984), cit. p. 202.
    140 R. Conteduca, Ad Assisi in 50 mila «Il mondo vuole pace, in «La Stampa», 28 settembre 1981.
    141 Ibidem
    142 Vecchio e Nuovo internazionalismo: paure, esperienze e bisogni, appunti dall’Archivio privato di Chiara Ingrao, p. 8.
    143 M. Tosati, Roma imponente sfilata per la pace «Vietate ambasciate Usa e Urss» in «La Stampa» 25 ottobre 1981, p. 5.
    144 Ibidem.
    145 Ibidem
    146 Ibidem
    147 R. Moro, Against the Euromissiles: Anti-nuclear Movements in 1980s Italy (1979-1984), cit. p 203.
    Maria Letizia Fontana, Donne contro gli euromissili. Una prospettiva transnazionale e di genere dei movimenti antinucleari femministi e pacifisti nei primi anni Ottanta in Italia e Belgio, Tesi di laurea, Università Ca’ Foscari – Venezia, Anno Accademico 2022-2023

    #1976 #1978 #1981 #antinucleari #AssisiPerugia #CarloCassola #cattolici #Comiso #comunitàIsraelitiche #contro #DC #donne #ecologisti #euromissili #evangelici #femminismo #Firenze #Italia #manifestazioni #marcia #MariaLetiziaFontana #movimenti #nonviolento #NorbertoBobbio #pacifista #PCI #PDUP #PSI #radicali #Roma

  7. Ritorna l'incubo degli #euromissili

    «L'uso da parte di Kiev di missili di Paesi Nato nei bombardamenti sulla #Russia non rimarrà senza conseguenze per l'Occidente», disse Putin a giugno 2024.

    E così è stato.
    Nel novembre 2024 Putin ha tirato fuori #Oreshnik, il suo missile ipersonico segreto, capace di colpire l'Europa in un quarto d'ora.

    È stato lanciato sull'#Ucraina. google.com/amp/s/www.avvenire.

  8. Torna l’incubo degli #Euromissili

    In un’ipotetica traiettoria da Mosca a Parigi (3000 km circa), il missile #Oreshink impiegherebbe 16 minuti e mezzo per colpire la capitale francese. Inoltre, il vettore è capace di trasportare sia testate nucleari sia ordigni convenzionali. In quei 16 minuti del nostro esempio uno stato che rilevi un Oreshnik in avvicinamento dovrebbe decidere se si tratta di una testata #nucleare o meno e se rispondere immediatamente. ilmanifesto.it/torna-lincubo-d

  9. Gli #euromissili e il ritorno dell'incubo di una guerra #nucleare nel cuore dell'#Europa. L'incubo di un conflitto atomico. che devasterà in primo luogo proprio il nostro continente. La deriva militarista della maggioranza dei governi dell'Unione europea.
    lacittafutura.it/video/gli-eur

  10. Gli #euromissili e il ritorno dell'incubo di una guerra #nucleare nel cuore dell'Europa - Tutti i rischi di una escalation che rischia di farci riprecipitare nell'incubo di un #conflitto atomico che devasterà in primo luogo proprio il nostro continente.
    youtube.com/watch?v=66K6MXIG03

  11. #war - Gli #euromissili e il ritorno dell'incubo di una guerra #nucleare nel cuore dell'Europa
    Come rilanciare un efficace movimento di lotta contro questa folle deriva militarista della maggioranza dei governi dell'Unione europea e del Nord America.
    youtube.com/watch?v=66K6MXIG03

  12. #noeuromissili

    L'intervista che è stata fatta oggi da Radio Popolare ad Alessandro Marescotti (presidente #PeaceLink) sugli #euromissili

  13. La Casa Bianca annuncia l'installazione degli #euromissili in #Germania nel 2026

    Alex Zanotelli lancia l'appello #noeuromissili
    www.peacelink.it/noeuromissili
    (immagine di Lidia Giannotti)

  14. #noeuromissili

    La nostra campagna contro gli #euromissili www.peacelink.it/noeuromissili

  15. #noeuromissili

    Questo articolo ragiona su come sono cambiati i #pacifisti tedeschi "che hanno perso la speranza" e non si mobilitano contro gli #euromissili

  16. Un articolo del 2018 quando #Trump uscì dal trattato #INF

    "...ammesso e non concesso che il sistema missilistico #9M729 dislocato a Kasputin Yar rappresenti effettivamente una violazione dell’INF (i servizi militari europei, a cominciare da quello tedesco, ne dubitano)... l’Italia in particolare, sarebbe disposta ad ospitare trent’anni dopo altri euromissili puntati contro la Russia? A fare da bersaglio?"

    (Venturini sul Corriere della Sera)

    #euromissili

    corriere.it/esteri/18_ottobre_

  17. #euromissili
    Girodivite: Escalation escalation

    Siamo entrati, questa è la verità, in una nuova “guerra fredda” dopo quella che sembrò finire negli anni ottanta e novanta. E soprattutto si è rimessa in moto la macchina del complesso militare-industriale, ad ovest e a est, visto che si parla di nuove armi, sempre più sofisticate, e di investimenti miliardari.

    girodivite.it/Escalation-escal

  18. Diario del 6 agosto

    #euromissili #noeuromissili

    Ieri, 6 agosto, anniversario di #Hiroshima, abbiamo cercato di fare qualcosa per non rimanere nel girone degli #ignavi

    serviziopubblico.it/post/2610

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