home.social

#decretosicurezza — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #decretosicurezza, aggregated by home.social.

  1. La prima applicazione del “decreto-sicurezza” contro gli scioperi operai. Tutti/e ad Alessandria il 18 aprile!

    Piazza Matteotti, Alessandria, sabato 18 aprile alle ore 15:00 CEST

    IL DECRETO SICUREZZA SVELA IL SUO VERO FINE: LA PRIMA APPLICAZIONE IN ITALIA È CONTRO UNO SCIOPERO DI LAVORATORI. 

    RISPONDIAMO UNITI: SABATO 18 APRILE MANIFESTAZIONE AD ALESSANDRIA! 

    Multe fino a 10 mila euro, fogli di via, aperture indagini: la questura di Alessandria reprime lavoratori e sindacalisti rivelando il vero scopo di queste leggi. 

    Tutto questo per uno sciopero che si è svolto in modo del tutto pacifico e senza problemi in un magazzino di Tortona, per denunciare l’uso spropositato di contratti a tempo determinato e rivendicare la stabilizzazione dei lavoratori.

    Rivendichiamo il diritto ad organizzare scioperi senza preavviso, gli unici efficaci per causare danni e conquistare i propri diritti! 

    Rivendichiamo l’agibilità sul territorio per gli operatori sindacali colpiti con 3 anni di foglio di via!

    Contro decreti sicurezza, fogli di via e economia di guerra: tutti ad Alessandria sabato 18 aprile! 

    Se toccano uno, toccano tutti e tutte!

    SI Cobas Alessandria

    gancio.cisti.org/event/la-prim

  2. ilaria cucchi sul decreto “sicurezza”

    da fb:

    Era già successo. È accaduto di nuovo. Gli esperti delle Nazioni Unite hanno scritto al governo italiano. Condannano con parole durissime il decreto sicurezza, ne chiedono la revoca.

    Perché non è accettabile.

    Non è accettabile per quello che c’è scritto. Per come lo hanno scritto. Talmente male che rischia di trasformare il rispetto dei diritti in una libera interpretazione del pubblico ufficiale di turno. Non è accettabile nemmeno il modo con cui è stato approvato, “aggirando il Parlamento e il controllo pubblico” – cito le parole non di pericolosissimi attivisti per i diritti umani, ma proprio degli esperti Onu.

    E poi, come ripetiamo da mesi, non è accettabile il risultato di tutto questo.

    Perché il decreto sicurezza, lo si capisce benissimo leggendo sempre il parere Onu, non è nient’altro che una gigantesca punizione collettiva. Un atto di violenza contro tutti i nemici della destra: i giovani, i più fragili, i detenuti. Tutti ugualmente sospesi dallo Stato di diritto.

    Perché dove la legge diventa arbitrio, l’abuso diventa sistema.

    E a pagarne il prezzo, sono sempre gli ultimi

          

    Ilaria Cucchi, 16 apr. 2025

    cfr. anche: https://slowforward.net/2025/04/13/paranoiaprile2025/

    #carcere #condannaAllItalia #decretoSicurezza #decretosicurezza #detenuti #detenzione #gabbio #governoItaliano #IlariaCucchi #neofascismo #Onu #prigione #sicurezza

  3. il punto non è se sei paranoico… il punto è se sei abbastanza paranoico (“strange days”, 1995) / differx. 2025 (aprile)

    sì: sarò paranoico ma certo – mettendo i fatti in fila – non è che ci si senta proprio al settimo cielo della sicurezza personale e collettiva, per non parlare della produzione di senso, individuale e di gruppo. l’obiettivo, ricordiamocelo, non è solo l’auspicato rovesciamento dello stato di cose presente, ma anche – e sempre – la costruzione di situazioni qui e ora. la costruzione e condivisione di senso.

    e: le istituzioni sono i nemici frontali delle situazioni. si comincia (o si continua) a doverle rifiutare tutte. o qualcosa del genere. 

    ecco insomma la fila dei fatti, incompleta, per mia distrazione, sicuramente :

    • il (p)residente della repubblica delle banane firma e dunque vara (è complice del varo di) un decreto “sicurezza” che in pratica istituisce lo stato di polizia, e dà ancora maggiori protezioni a quelle stesse forze neofasciste e repressive che – più o meno pilotate dai servizi segreti statunitensi – negli scorsi settant’anni hanno commesso in Italia un gran numero di ormai notissimi crimini, esecuzioni, stragi, depistaggi, accordi con le mafie eccetera; e che – soprattutto con Genova 2001 – si sono riprese pienamente il campo squadristico storico, ‘arricchito’ dalle esperienze della macelleria delle dittature sudamericane;
    • la medesima repubblica delle medesime banane non solo intrattiene ottimi rapporti (anche economici e militari) con israele e con la sua natura e prassi genocida e razzista, ma attua energicamente il razzismo e la deportazione anche in casa propria (cpr, lager in Albania, permanenza della legge Bossi Fini eccetera);
    • la compagine neofascista del goveno della stessa repubblica delle stesse banane ha da tempo occupato e blindato posti chiave nell’informazione e distribuzione dell’informazione generalista (per non parlare dell’editoria, della distribuzione e di canali video non ‘pubblici’: proprietà diretta del defunto referente politico della mafia celebrato con funerali di Stato due anni fa); 
    • la detta compagine si avvia a completare il piano piduista di Gelli, sottomettendo la gestione della giustizia alle esigenze del governo e dei suoi padrini e padroni criminali; così come si avvierà presto a finire di smantellare sanità e scuola pubbliche, per ulteriormente accentuare la natura classista delle opportunità effettive di accesso a salute e istruzione;
    • in tutto questo, la sinistra istituzionale, segnatamente il PD, è incerto se oscilli più tra cretinismo e connivenza, o tra connivenza lassista e connivenza attivamente complice; 
    • il caso Paragon, il software usato da forze (non identificate) dello Stato per spiare giornalisti, attivisti e altri individui, ri-chiarisce perfettamente, se ce ne fosse bisogno, che le istituzioni – tutte – non si sono mai fatte né si fanno tutt’ora il minimo scrupolo di ricorrere a mezzi illegali e invasivi per spiare i cittadini, non importa se coinvolti in attività politiche o meno; (le stesse tecnologie che permettono lo spionaggio – e magari il furto e la vendita di dati sensibili – permettono anche, si può immaginare, la fabbricazione di false prove e accuse contro chiunque);
    • Meta fa attivamente shadowbanning e boicottaggio di post e account filopalestinesi sia su facebook che su instagram, nonostante soprattutto instagram sia una fonte ricchissima di informazioni che riescono – a valanghe: per pressione quantitativa – a sfuggire ai filtri e a trasmettere in diretta il genocidio che israele commette ai danni di Palestinesi;
    • Meta ti obbliga alla sua IA, installata su whatsapp, e non è ancora chiaro se e come ci sarà una possibilità di opt-out, né quanto e come (e con quali garanzie e chiarezza) sarà o già ora è possibile tener fuori il naso di Zucko dalle nostre conversazioni private, le nostre foto, i video, gli appunti, le opinioni, insomma dai sacrosanti cazzi nostri;
    • Google e Microsoft hanno fornito e forniscono tecnologie di IA e supporto cloud alle forze israeliane per il massacro dei Palestinesi; sono gli stessi Google e Microsoft che ospitano e gestiscono percentuali spaventose di materiali e informazioni dai e sui cittadini di (praticamente) tutto il mondo; per non parlare di Meta, daccapo; in quali mani siamo?

    [continua]
    [forse]

    #accordiConLeMafie #AI #controllo #controlloSociale #CPR #criminali #crimini #decretoSicurezza_ #decretoSicurezza #depistaggi #dittatura #dl1660 #esecuzioni #facebook #fascismo #fascisti #funeraliDelloStato #funeraliDiStato #Gelli #genocidio #google #governo #IA #Instagram #istruzione #istruzionePubblica #lagerInAlbania #lottaDiClasse #mafia #mafie #Meta #Microsoft #neofascismo #neofascisti #Palestina #palestinesi #Paragon #PD #puliziaEtnica #razzismo #razzisti #repressione #repubblicaDelleBanane #sanitàPubblica #ScuolaDiaz #scuolaPubblica #scuolePubbliche #shadowbanning #social #socialNetwork #spionaggio #statoDiPolizia #stragi #testiDiMgInRete #whatsapp