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#blocchi — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #blocchi, aggregated by home.social.

  1. Il post LinkedIn della professoressa Elisa Giomi, membro dissidente del collegio di AGCOM

    Rispetto alla sanzione di #Agcom da oltre 14 milioni a #Cloudflare ho preso convintamente le distanze, come sull’intero procedimento che ha portato alla nascita di #PiracyShield.
    Non condivido, però, neppure la concezione di tutele e #regole, per quanto perfettibili, come inutili fardelli.

    In ogni caso, tra chi ci vede una svolta nella lotta alla #pirateria e chi un preoccupante “salto di qualità” verso #blocchi infrastrutturali sempre più automatici, il provvedimento ha riaperto un confronto importante.
    Che merita meno tifoserie e più #metodo.

    Tipo: discutere di proporzionalità, #garanzie e sostenibilità operativa. Metto dunque a fattor comune gli aspetti che ritengo possano fare la differenza tra costruire uno strumento stabile o un #contenzioso permanente.

    1) Se l’enforcement si estende verso servizi infrastrutturali come #DNS pubblici, CDN o altri intermediari tecnici, il tema non è se i fornitori possano avere un ruolo nel contrasto ai contenuti #illeciti ma come evitare criteri troppo larghi che finiscano per trascinare nella rete anche usi pienamente leciti.
    Un’infrastruttura molto diffusa può comparire spesso anche nei contesti illeciti, ma questo non dovrebbe tradursi automaticamente in #obblighi applicati in modo indistinto.

    2) Alla velocità del blocco dovrebbe corrispondere una velocità comparabile di correzione, con procedure chiare, tracciabili e tempi di ripristino espliciti, perché gli errori o gli #overblocking per quanto non desiderati sono sempre possibili e quando accadono ne derivano danni immediati.

    3) È fisiologico che le segnalazioni operative arrivino dai titolari dei #diritti o da soggetti incaricati ma un sistema di accertamento delle #violazioni credibile nel lungo periodo dovrebbe poggiare su standard pubblici minimi di qualità della prova, #audit indipendenti periodici e un #contraddittorio effettivo e tempestivo, almeno nei casi dubbi o ricorrenti.

    4) Chi sostiene i #costi tecnici, legali e organizzativi di questa operatività quotidiana? Se una quota rilevante ricade su #ISP e intermediari, è ragionevole aprire una discussione su governance, cost-sharing (o criteri trasparenti di ripartizione), responsabilità in caso di segnalazioni errate e reportistica pubblica su volumi, #tempi ed esiti.

    In sintesi: proviamo ad uscire dal manicheismo del “pro” o “contro” e chiediamoci invece quali garanzie e quali metriche nel sistema dei blocchi è necessario implementare...

    linkedin.com/posts/elisa-giomi…

    @pirati

  2. Il post LinkedIn della professoressa Elisa Giomi, membro dissidente del collegio di AGCOM

    Rispetto alla sanzione di #Agcom da oltre 14 milioni a #Cloudflare ho preso convintamente le distanze, come sull’intero procedimento che ha portato alla nascita di #PiracyShield.
    Non condivido, però, neppure la concezione di tutele e #regole, per quanto perfettibili, come inutili fardelli.

    In ogni caso, tra chi ci vede una svolta nella lotta alla #pirateria e chi un preoccupante “salto di qualità” verso #blocchi infrastrutturali sempre più automatici, il provvedimento ha riaperto un confronto importante.
    Che merita meno tifoserie e più #metodo.

    Tipo: discutere di proporzionalità, #garanzie e sostenibilità operativa. Metto dunque a fattor comune gli aspetti che ritengo possano fare la differenza tra costruire uno strumento stabile o un #contenzioso permanente.

    1) Se l’enforcement si estende verso servizi infrastrutturali come #DNS pubblici, CDN o altri intermediari tecnici, il tema non è se i fornitori possano avere un ruolo nel contrasto ai contenuti #illeciti ma come evitare criteri troppo larghi che finiscano per trascinare nella rete anche usi pienamente leciti.
    Un’infrastruttura molto diffusa può comparire spesso anche nei contesti illeciti, ma questo non dovrebbe tradursi automaticamente in #obblighi applicati in modo indistinto.

    2) Alla velocità del blocco dovrebbe corrispondere una velocità comparabile di correzione, con procedure chiare, tracciabili e tempi di ripristino espliciti, perché gli errori o gli #overblocking per quanto non desiderati sono sempre possibili e quando accadono ne derivano danni immediati.

    3) È fisiologico che le segnalazioni operative arrivino dai titolari dei #diritti o da soggetti incaricati ma un sistema di accertamento delle #violazioni credibile nel lungo periodo dovrebbe poggiare su standard pubblici minimi di qualità della prova, #audit indipendenti periodici e un #contraddittorio effettivo e tempestivo, almeno nei casi dubbi o ricorrenti.

    4) Chi sostiene i #costi tecnici, legali e organizzativi di questa operatività quotidiana? Se una quota rilevante ricade su #ISP e intermediari, è ragionevole aprire una discussione su governance, cost-sharing (o criteri trasparenti di ripartizione), responsabilità in caso di segnalazioni errate e reportistica pubblica su volumi, #tempi ed esiti.

    In sintesi: proviamo ad uscire dal manicheismo del “pro” o “contro” e chiediamoci invece quali garanzie e quali metriche nel sistema dei blocchi è necessario implementare...

    linkedin.com/posts/elisa-giomi…

    @pirati

  3. Il post LinkedIn della professoressa Elisa Giomi, membro dissidente del collegio di AGCOM

    Rispetto alla sanzione di #Agcom da oltre 14 milioni a #Cloudflare ho preso convintamente le distanze, come sull’intero procedimento che ha portato alla nascita di #PiracyShield.
    Non condivido, però, neppure la concezione di tutele e #regole, per quanto perfettibili, come inutili fardelli.

    In ogni caso, tra chi ci vede una svolta nella lotta alla #pirateria e chi un preoccupante “salto di qualità” verso #blocchi infrastrutturali sempre più automatici, il provvedimento ha riaperto un confronto importante.
    Che merita meno tifoserie e più #metodo.

    Tipo: discutere di proporzionalità, #garanzie e sostenibilità operativa. Metto dunque a fattor comune gli aspetti che ritengo possano fare la differenza tra costruire uno strumento stabile o un #contenzioso permanente.

    1) Se l’enforcement si estende verso servizi infrastrutturali come #DNS pubblici, CDN o altri intermediari tecnici, il tema non è se i fornitori possano avere un ruolo nel contrasto ai contenuti #illeciti ma come evitare criteri troppo larghi che finiscano per trascinare nella rete anche usi pienamente leciti.
    Un’infrastruttura molto diffusa può comparire spesso anche nei contesti illeciti, ma questo non dovrebbe tradursi automaticamente in #obblighi applicati in modo indistinto.

    2) Alla velocità del blocco dovrebbe corrispondere una velocità comparabile di correzione, con procedure chiare, tracciabili e tempi di ripristino espliciti, perché gli errori o gli #overblocking per quanto non desiderati sono sempre possibili e quando accadono ne derivano danni immediati.

    3) È fisiologico che le segnalazioni operative arrivino dai titolari dei #diritti o da soggetti incaricati ma un sistema di accertamento delle #violazioni credibile nel lungo periodo dovrebbe poggiare su standard pubblici minimi di qualità della prova, #audit indipendenti periodici e un #contraddittorio effettivo e tempestivo, almeno nei casi dubbi o ricorrenti.

    4) Chi sostiene i #costi tecnici, legali e organizzativi di questa operatività quotidiana? Se una quota rilevante ricade su #ISP e intermediari, è ragionevole aprire una discussione su governance, cost-sharing (o criteri trasparenti di ripartizione), responsabilità in caso di segnalazioni errate e reportistica pubblica su volumi, #tempi ed esiti.

    In sintesi: proviamo ad uscire dal manicheismo del “pro” o “contro” e chiediamoci invece quali garanzie e quali metriche nel sistema dei blocchi è necessario implementare...

    linkedin.com/posts/elisa-giomi…

    @pirati

  4. Il post LinkedIn della professoressa Elisa Giomi, membro dissidente del collegio di AGCOM

    Rispetto alla sanzione di #Agcom da oltre 14 milioni a #Cloudflare ho preso convintamente le distanze, come sull’intero procedimento che ha portato alla nascita di #PiracyShield.
    Non condivido, però, neppure la concezione di tutele e #regole, per quanto perfettibili, come inutili fardelli.

    In ogni caso, tra chi ci vede una svolta nella lotta alla #pirateria e chi un preoccupante “salto di qualità” verso #blocchi infrastrutturali sempre più automatici, il provvedimento ha riaperto un confronto importante.
    Che merita meno tifoserie e più #metodo.

    Tipo: discutere di proporzionalità, #garanzie e sostenibilità operativa. Metto dunque a fattor comune gli aspetti che ritengo possano fare la differenza tra costruire uno strumento stabile o un #contenzioso permanente.

    1) Se l’enforcement si estende verso servizi infrastrutturali come #DNS pubblici, CDN o altri intermediari tecnici, il tema non è se i fornitori possano avere un ruolo nel contrasto ai contenuti #illeciti ma come evitare criteri troppo larghi che finiscano per trascinare nella rete anche usi pienamente leciti.
    Un’infrastruttura molto diffusa può comparire spesso anche nei contesti illeciti, ma questo non dovrebbe tradursi automaticamente in #obblighi applicati in modo indistinto.

    2) Alla velocità del blocco dovrebbe corrispondere una velocità comparabile di correzione, con procedure chiare, tracciabili e tempi di ripristino espliciti, perché gli errori o gli #overblocking per quanto non desiderati sono sempre possibili e quando accadono ne derivano danni immediati.

    3) È fisiologico che le segnalazioni operative arrivino dai titolari dei #diritti o da soggetti incaricati ma un sistema di accertamento delle #violazioni credibile nel lungo periodo dovrebbe poggiare su standard pubblici minimi di qualità della prova, #audit indipendenti periodici e un #contraddittorio effettivo e tempestivo, almeno nei casi dubbi o ricorrenti.

    4) Chi sostiene i #costi tecnici, legali e organizzativi di questa operatività quotidiana? Se una quota rilevante ricade su #ISP e intermediari, è ragionevole aprire una discussione su governance, cost-sharing (o criteri trasparenti di ripartizione), responsabilità in caso di segnalazioni errate e reportistica pubblica su volumi, #tempi ed esiti.

    In sintesi: proviamo ad uscire dal manicheismo del “pro” o “contro” e chiediamoci invece quali garanzie e quali metriche nel sistema dei blocchi è necessario implementare...

    linkedin.com/posts/elisa-giomi…

    @pirati

  5. Il post LinkedIn della professoressa Elisa Giomi, membro dissidente del collegio di AGCOM

    Rispetto alla sanzione di #Agcom da oltre 14 milioni a #Cloudflare ho preso convintamente le distanze, come sull’intero procedimento che ha portato alla nascita di #PiracyShield.
    Non condivido, però, neppure la concezione di tutele e #regole, per quanto perfettibili, come inutili fardelli.

    In ogni caso, tra chi ci vede una svolta nella lotta alla #pirateria e chi un preoccupante “salto di qualità” verso #blocchi infrastrutturali sempre più automatici, il provvedimento ha riaperto un confronto importante.
    Che merita meno tifoserie e più #metodo.

    Tipo: discutere di proporzionalità, #garanzie e sostenibilità operativa. Metto dunque a fattor comune gli aspetti che ritengo possano fare la differenza tra costruire uno strumento stabile o un #contenzioso permanente.

    1) Se l’enforcement si estende verso servizi infrastrutturali come #DNS pubblici, CDN o altri intermediari tecnici, il tema non è se i fornitori possano avere un ruolo nel contrasto ai contenuti #illeciti ma come evitare criteri troppo larghi che finiscano per trascinare nella rete anche usi pienamente leciti.
    Un’infrastruttura molto diffusa può comparire spesso anche nei contesti illeciti, ma questo non dovrebbe tradursi automaticamente in #obblighi applicati in modo indistinto.

    2) Alla velocità del blocco dovrebbe corrispondere una velocità comparabile di correzione, con procedure chiare, tracciabili e tempi di ripristino espliciti, perché gli errori o gli #overblocking per quanto non desiderati sono sempre possibili e quando accadono ne derivano danni immediati.

    3) È fisiologico che le segnalazioni operative arrivino dai titolari dei #diritti o da soggetti incaricati ma un sistema di accertamento delle #violazioni credibile nel lungo periodo dovrebbe poggiare su standard pubblici minimi di qualità della prova, #audit indipendenti periodici e un #contraddittorio effettivo e tempestivo, almeno nei casi dubbi o ricorrenti.

    4) Chi sostiene i #costi tecnici, legali e organizzativi di questa operatività quotidiana? Se una quota rilevante ricade su #ISP e intermediari, è ragionevole aprire una discussione su governance, cost-sharing (o criteri trasparenti di ripartizione), responsabilità in caso di segnalazioni errate e reportistica pubblica su volumi, #tempi ed esiti.

    In sintesi: proviamo ad uscire dal manicheismo del “pro” o “contro” e chiediamoci invece quali garanzie e quali metriche nel sistema dei blocchi è necessario implementare...

    linkedin.com/posts/elisa-giomi…

    @pirati

  6. Ho visitato la città di Alatri, un luogo ricco di storia e di arte. Impossibile non rimanere affascinati dalle mura megalitiche. Esse consistono in diversi strati di megaliti polimorfi, provenienti dalla stessa collina i quali combaciano perfettamente ad incastro senza l'ausilio di calce o cementi. Nella parte sud orientale del perimetro, che vedi nelle foto, il muro conta ben quindici blocchi sovrapposti.

    #alatri #mura #megalithic #blocchi #ciociaria #archeologia #acropolis #arthistory

  7. come membri principali. Il #Venezuela è attualmente sospeso dal 2016. Altri Paesi come #Cile, #Ecuador e #Perù sono associati.

    La Commissione Europea, su mandato degli Stati membri, ha negoziato un #accordo di libero scambio con il MERCOSUR, che prevede l’#eliminazione del 93% dei #dazidoganali tra i due #blocchi #economici. Tuttavia, questo trattato è visto come un potenziale pericolo per l’#agricoltura #europea, dato che i costi di produzione in Paesi come Argentina e Brasile 2/n