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#statodipolizia — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #statodipolizia, aggregated by home.social.

  1. Campagna contro la repressione (dopo i fatti del 22 settembre)
    una raccolta fondi a sostegno delle persone indagate per aver manifestato a Milano, durante lo sciopero generale, contro il genocidio del popolo palestinese:
    tutte le informazioni qui: gofund.me/26e4fdfe7
    _
    differx.noblogs.org/2026/04/02
    #Resistenza #ricostruzioni #ControIlo #ControLaRepressione #DecretoSicurezza #genocidio #Palestina #StatoDiPolizia

  2. Campagna contro la repressione (dopo i fatti del 22 settembre)
    una raccolta fondi a sostegno delle persone indagate per aver manifestato a Milano, durante lo sciopero generale, contro il genocidio del popolo palestinese:
    tutte le informazioni qui: gofund.me/26e4fdfe7
    _
    differx.noblogs.org/2026/04/02
    #Resistenza #ricostruzioni #ControIlo #ControLaRepressione #DecretoSicurezza #genocidio #Palestina #StatoDiPolizia

  3. Petizione importante: chiediamo rispetto per le diagnosi che prevengono patologie legate all’incarceramento in cpr
    da un post di Christian Raimo
    C'è una notizia gravissima, gravissima, da due giorni, che non è in prima pagina ovunque in Italia, e
    differx.noblogs.org/2026/02/15
    #Resistenza #Asgi #CPR #diagnosi #medici #polizia #RavennaToday #razzismo #StatoDiPolizia

  4. Petizione importante: chiediamo rispetto per le diagnosi che prevengono patologie legate all’incarceramento in cpr
    da un post di Christian Raimo
    C'è una notizia gravissima, gravissima, da due giorni, che non è in prima pagina ovunque in Italia, e
    differx.noblogs.org/2026/02/15
    #Resistenza #Asgi #CPR #diagnosi #medici #polizia #RavennaToday #razzismo #StatoDiPolizia

  5. Chiarezza sui fatti di Torino e le provocazioni della polizia
    riporto integralmente un post di Cronache ribelli
    su fb:
    Sarebbe comodo stare zitti in questo momento o accodarci, come pare stiano facendo quasi tutti, alla narrazione ma
    differx.noblogs.org/2026/02/01
    #Resistenza #ricostruzioni #ACAB #Askatasuna #CronacheRibelli #FattiDiTorino #GiansandroMerli #polizia #repressione #RitaRapisardi #StatoDiPolizia #Torino

  6. Chiarezza sui fatti di Torino e le provocazioni della polizia
    riporto integralmente un post di Cronache ribelli
    su fb:
    Sarebbe comodo stare zitti in questo momento o accodarci, come pare stiano facendo quasi tutti, alla narrazione ma
    differx.noblogs.org/2026/02/01
    #Resistenza #ricostruzioni #ACAB #Askatasuna #CronacheRibelli #FattiDiTorino #GiansandroMerli #polizia #repressione #RitaRapisardi #StatoDiPolizia #Torino

  7. Chiarezza sui fatti di Torino e le provocazioni della polizia
    riporto integralmente un post di Cronache ribelli
    su fb:
    Sarebbe comodo stare zitti in questo momento o accodarci, come pare stiano facendo quasi tutti, alla narrazione ma
    differx.noblogs.org/2026/02/01
    #Resistenza #ricostruzioni #ACAB #Askatasuna #CronacheRibelli #FattiDiTorino #GiansandroMerli #polizia #repressione #RitaRapisardi #StatoDiPolizia #Torino

  8. Chiarezza sui fatti di Torino e le provocazioni della polizia
    riporto integralmente un post di Cronache ribelli
    su fb:
    Sarebbe comodo stare zitti in questo momento o accodarci, come pare stiano facendo quasi tutti, alla narrazione ma
    differx.noblogs.org/2026/02/01
    #Resistenza #ricostruzioni #ACAB #Askatasuna #CronacheRibelli #FattiDiTorino #GiansandroMerli #polizia #repressione #RitaRapisardi #StatoDiPolizia #Torino

  9. Chiarezza sui fatti di Torino e le provocazioni della polizia
    riporto integralmente un post di Cronache ribelli
    su fb:
    Sarebbe comodo stare zitti in questo momento o accodarci, come pare stiano facendo quasi tutti, alla narrazione ma
    differx.noblogs.org/2026/02/01
    #Resistenza #ricostruzioni #ACAB #Askatasuna #CronacheRibelli #FattiDiTorino #GiansandroMerli #polizia #repressione #RitaRapisardi #StatoDiPolizia #Torino

  10. Chiarezza sui fatti di Torino e le provocazioni della polizia

    riporto integralmente un post di Cronache ribelli su fb: Sarebbe comodo stare zitti in questo momento o accodarci, come pare stiano facendo quasi tutti, alla narrazione mainstream sui fatti di ieri a Torino. Ma non lo faremo, perché un altro punto di vista merita di essere espresso. Anzi, ripartiamo dall’inizio. Da anni Askatasuna stava portando avanti un percorso alla fine del quale l’edificio occupato sarebbe diventato “Bene Comune”. L’obiettivo era far sì che lo spazio restasse a disposizione degli abitanti del quartiere per portare avanti le attività sociali, solidali e no profit che da decenni vi trovavano casa. Il 30 gennaio 2024 la giunta comunale di Torino aveva approvato questo iter. Il processo sarebbe andato avanti regolamente se - usando come scusa i fatti avvenuto a La Stampa - le istituzioni non avessero ordinato lo sgombero del centro sociale. Da quel giorno l’intero quartiere è stato militarizzato e molte persone hanno subito misure repressive, in un crescendo di tensione appositamente creata. Arriviamo a ieri. Era stato convocato un corteo contro lo sgombero e più in generale contro le politiche repressive del governo. La manifestazione, partecipatissima nonostante i tentativi delle forze dell’ordine di bloccare preventivamente l’arrivo dei manifestanti a Torino, si è snodata per le vie della città. Lo scopo era raggiungere l’edificio dove sorgeva Askatasuna, in corso regina Margherita, perché - e sì bisogna pure spiegarlo in questo paese - da sempre, ovunque nel mondo, si protesta esattamente nei luoghi delle rivendicazioni. Prima di raggiungere Corso Regina Margherita il corteo è stato oggetto di lanci di gas lacrimogeni e dal corteo sono partiti lanci di fuochi d'artificio. I manifestanti hanno continuato ad avanzare e allora la polizia ha caricato il corteo, spezzandolo a metà e spingendo una parte delle persone verso il Lungofiume. In questo momento si sono verificate le prime violenze delle forze dell’ordine, visibili in foto e video, verso i manifestanti e verso anche alcuni cittadini che semplicemente transitavano nell’area. Nello stesso contesto si verificano gli scontri tra forse dell'ordine e alcuni gruppi di persone che tutti i media hanno mostrato, usando però solo immagini selezionate così da costruire un preciso immaginario. Invitiamo a leggere racconto della giornalista Rita Rapisardi, allegato in calce. Ora un qualsiasi giornalista serio farebbe queste domande. Perché Askatasuna è stato sgomberato se stava portando avanti da anni un processo di “legalizzazione”? Perché non si è permesso al corteo di ieri di arrivare davanti all’edificio e si è deciso di caricarlo e spezzarlo? Perché in italia chi dovrebbe avere come obiettivo il mantenimento dell’ordine pubblico crea i presupposti perché questo non avvenga? Le risposte noi le sappiamo. L’obiettivo resta sempre lo stesso: criminalizzare i movimenti sociali, creare capri espiatori e aprire la porta a nuove misure repressive che puntualmente arriveranno. Quello che non arriverà sono gli interventi sociali, i servizi, lavoro e salari dignitosi. Diritti per cui comunque continueremo a scendere in piazza. […]

    differx.noblogs.org/2026/02/01

  11. Chiarezza sui fatti di Torino e le provocazioni della polizia

    riporto integralmente un post di Cronache ribelli su fb: Sarebbe comodo stare zitti in questo momento o accodarci, come pare stiano facendo quasi tutti, alla narrazione mainstream sui fatti di ieri a Torino. Ma non lo faremo, perché un altro punto di vista merita di essere espresso. Anzi, ripartiamo dall’inizio. Da anni Askatasuna stava portando avanti un percorso alla fine del quale l’edificio occupato sarebbe diventato “Bene Comune”. L’obiettivo era far sì che lo spazio restasse a disposizione degli abitanti del quartiere per portare avanti le attività sociali, solidali e no profit che da decenni vi trovavano casa. Il 30 gennaio 2024 la giunta comunale di Torino aveva approvato questo iter. Il processo sarebbe andato avanti regolamente se - usando come scusa i fatti avvenuto a La Stampa - le istituzioni non avessero ordinato lo sgombero del centro sociale. Da quel giorno l’intero quartiere è stato militarizzato e molte persone hanno subito misure repressive, in un crescendo di tensione appositamente creata. Arriviamo a ieri. Era stato convocato un corteo contro lo sgombero e più in generale contro le politiche repressive del governo. La manifestazione, partecipatissima nonostante i tentativi delle forze dell’ordine di bloccare preventivamente l’arrivo dei manifestanti a Torino, si è snodata per le vie della città. Lo scopo era raggiungere l’edificio dove sorgeva Askatasuna, in corso regina Margherita, perché - e sì bisogna pure spiegarlo in questo paese - da sempre, ovunque nel mondo, si protesta esattamente nei luoghi delle rivendicazioni. Prima di raggiungere Corso Regina Margherita il corteo è stato oggetto di lanci di gas lacrimogeni e dal corteo sono partiti lanci di fuochi d'artificio. I manifestanti hanno continuato ad avanzare e allora la polizia ha caricato il corteo, spezzandolo a metà e spingendo una parte delle persone verso il Lungofiume. In questo momento si sono verificate le prime violenze delle forze dell’ordine, visibili in foto e video, verso i manifestanti e verso anche alcuni cittadini che semplicemente transitavano nell’area. Nello stesso contesto si verificano gli scontri tra forse dell'ordine e alcuni gruppi di persone che tutti i media hanno mostrato, usando però solo immagini selezionate così da costruire un preciso immaginario. Invitiamo a leggere racconto della giornalista Rita Rapisardi, allegato in calce. Ora un qualsiasi giornalista serio farebbe queste domande. Perché Askatasuna è stato sgomberato se stava portando avanti da anni un processo di “legalizzazione”? Perché non si è permesso al corteo di ieri di arrivare davanti all’edificio e si è deciso di caricarlo e spezzarlo? Perché in italia chi dovrebbe avere come obiettivo il mantenimento dell’ordine pubblico crea i presupposti perché questo non avvenga? Le risposte noi le sappiamo. L’obiettivo resta sempre lo stesso: criminalizzare i movimenti sociali, creare capri espiatori e aprire la porta a nuove misure repressive che puntualmente arriveranno. Quello che non arriverà sono gli interventi sociali, i servizi, lavoro e salari dignitosi. Diritti per cui comunque continueremo a scendere in piazza. […]

    differx.noblogs.org/2026/02/01

  12. Chiarezza sui fatti di Torino e le provocazioni della polizia

    riporto integralmente un post di Cronache ribelli su fb: Sarebbe comodo stare zitti in questo momento o accodarci, come pare stiano facendo quasi tutti, alla narrazione mainstream sui fatti di ieri a Torino. Ma non lo faremo, perché un altro punto di vista merita di essere espresso. Anzi, ripartiamo dall’inizio. Da anni Askatasuna stava portando avanti un percorso alla fine del quale l’edificio occupato sarebbe diventato “Bene Comune”. L’obiettivo era far sì che lo spazio restasse a disposizione degli abitanti del quartiere per portare avanti le attività sociali, solidali e no profit che da decenni vi trovavano casa. Il 30 gennaio 2024 la giunta comunale di Torino aveva approvato questo iter. Il processo sarebbe andato avanti regolamente se - usando come scusa i fatti avvenuto a La Stampa - le istituzioni non avessero ordinato lo sgombero del centro sociale. Da quel giorno l’intero quartiere è stato militarizzato e molte persone hanno subito misure repressive, in un crescendo di tensione appositamente creata. Arriviamo a ieri. Era stato convocato un corteo contro lo sgombero e più in generale contro le politiche repressive del governo. La manifestazione, partecipatissima nonostante i tentativi delle forze dell’ordine di bloccare preventivamente l’arrivo dei manifestanti a Torino, si è snodata per le vie della città. Lo scopo era raggiungere l’edificio dove sorgeva Askatasuna, in corso regina Margherita, perché - e sì bisogna pure spiegarlo in questo paese - da sempre, ovunque nel mondo, si protesta esattamente nei luoghi delle rivendicazioni. Prima di raggiungere Corso Regina Margherita il corteo è stato oggetto di lanci di gas lacrimogeni e dal corteo sono partiti lanci di fuochi d'artificio. I manifestanti hanno continuato ad avanzare e allora la polizia ha caricato il corteo, spezzandolo a metà e spingendo una parte delle persone verso il Lungofiume. In questo momento si sono verificate le prime violenze delle forze dell’ordine, visibili in foto e video, verso i manifestanti e verso anche alcuni cittadini che semplicemente transitavano nell’area. Nello stesso contesto si verificano gli scontri tra forse dell'ordine e alcuni gruppi di persone che tutti i media hanno mostrato, usando però solo immagini selezionate così da costruire un preciso immaginario. Invitiamo a leggere racconto della giornalista Rita Rapisardi, allegato in calce. Ora un qualsiasi giornalista serio farebbe queste domande. Perché Askatasuna è stato sgomberato se stava portando avanti da anni un processo di “legalizzazione”? Perché non si è permesso al corteo di ieri di arrivare davanti all’edificio e si è deciso di caricarlo e spezzarlo? Perché in italia chi dovrebbe avere come obiettivo il mantenimento dell’ordine pubblico crea i presupposti perché questo non avvenga? Le risposte noi le sappiamo. L’obiettivo resta sempre lo stesso: criminalizzare i movimenti sociali, creare capri espiatori e aprire la porta a nuove misure repressive che puntualmente arriveranno. Quello che non arriverà sono gli interventi sociali, i servizi, lavoro e salari dignitosi. Diritti per cui comunque continueremo a scendere in piazza. […]

    differx.noblogs.org/2026/02/01

  13. La vergogna definitiva: sanno che perderanno il referendum, e quindi per cercare di vincerlo, usano ormai qualsiasi mezzo

    Attaccano i #magistrati, ormai in maniera scomposta e assurda, anche con questi sistemi da #regimetotalitario e #statodipolizia che vorrebbero attuare nel caso vincessero il folle #referendum per portare più #INgiustizia

  14. La vergogna definitiva: sanno che perderanno il referendum, e quindi per cercare di vincerlo, usano ormai qualsiasi mezzo

    Attaccano i #magistrati, ormai in maniera scomposta e assurda, anche con questi sistemi da #regimetotalitario e #statodipolizia che vorrebbero attuare nel caso vincessero il folle #referendum per portare più #INgiustizia

  15. La vergogna definitiva: sanno che perderanno il referendum, e quindi per cercare di vincerlo, usano ormai qualsiasi mezzo

    Attaccano i #magistrati, ormai in maniera scomposta e assurda, anche con questi sistemi da #regimetotalitario e #statodipolizia che vorrebbero attuare nel caso vincessero il folle #referendum per portare più #INgiustizia

  16. La vergogna definitiva: sanno che perderanno il referendum, e quindi per cercare di vincerlo, usano ormai qualsiasi mezzo

    Attaccano i #magistrati, ormai in maniera scomposta e assurda, anche con questi sistemi da #regimetotalitario e #statodipolizia che vorrebbero attuare nel caso vincessero il folle #referendum per portare più #INgiustizia

  17. Lorenzo Tosa
    "Decreto sicurezza"

    È passata pressoché sotto silenzio la notizia di uno dei decreti più repressivi e anticostituzionali della storia repubblicana.

    Il famigerato nuovo “Decreto Sicurezza” (per ora solo in bozza) del governo Meloni.

    Quaranta articoli uno più scioccante dell’altro, dentro cui ci sono alcune norme che possono esistere solo nei regimi - a proposito di regimi, parola che la destra-destra ha appena imparato e pronuncia a caso.

    Nel disordine:

    Sarà represso, punito e criminalizzato ogni forma di dissenso, trasformato da diritto costituzionalmente garantito a problema di ordine pubblico.

    Si rischiano multe salatissime (fino a 5000 euro) anche solo per aver manifestato per Gaza o altre cause sgradite.

    Viene introdotto il “fermo di prevenzione” durante le manifestazioni: in pratica la polizia potrà arbitrariamente trattenere per 12 ore i manifestanti sospettati di rappresentare un pericolo. In pratica, chiunque decidano le forze dell’ordine, in qualunque momento.

    E, mentre i cittadini vengono manganellati a colpi di decreto, scatta anche lo scudo penale per gli agenti, vecchio pallino della destra-destra.

    Le Ong saranno ancora più criminalizzate di quanto non lo siano. E potranno subire un’interdizione temporanea di 30 giorni (più 30) del limite delle acque territoriali in caso di minaccia grave per l'ordine pubblico o la sicurezza nazionale.
    Anche in questo caso chi deciderà chi e se rappresentano un pericolo? Gli stessi che li considerano a prescindere dei criminali.

    E i migranti eventualmente a bordo di barche interdette saranno reimpatriati anche in Paesi terzi con i quali l’Italia ha degli accordi specifici: vedi il tragico modello Albania.

    E poi: diventerà facilissimo, quasi automatico, espellere i migranti, anche direttamente dal Ministero per i soggetti ritenuti “pericolosi”. Non è chiaro con quali parametri.

    E ancora: nuove “zone rosse” istituite direttamente dai prefetti in zone a rischio. In pratica zone franche in cui, con la scusa della sicurezza, varrà tutto.

    Si chiama Italia, ma sta diventando sempre più l’Ungheria di Orban.

    Questa è roba da democratura.
    Da Ungheria di Orban.
    Da America di Trump.

    Stanno sostituendo lo Stato di Diritto con lo Stato di Polizia.

    Dovremmo scendere in piazza in milioni contro lo stesso decreto che ce lo renderà di fatto impossibile.

    Eccola, la loro idea di democrazia. Spiegata in due righe.

    #lorenzotosa
    #decretosicurezza
    #statodipolizia

    @attualita
    @news
    @politica

  18. Siete a Torino lunedì?
    Siete tutti graditi al convegno #NexaCenter
    Dobbiamo capire la gravità della situazione e usare nostra comprensione della #tecnologia x fermare corsa verso brutale #StatoDiPolizia,siamo già in uno stato di polizia chiavi in mano.

    nexa.polito.it/conv2025/

  19. Siete a Torino lunedì?
    Siete tutti graditi al convegno #NexaCenter
    Dobbiamo capire la gravità della situazione e usare nostra comprensione della #tecnologia x fermare corsa verso brutale #StatoDiPolizia,siamo già in uno stato di polizia chiavi in mano.

    nexa.polito.it/conv2025/

  20. Siete a Torino lunedì?
    Siete tutti graditi al convegno #NexaCenter
    Dobbiamo capire la gravità della situazione e usare nostra comprensione della #tecnologia x fermare corsa verso brutale #StatoDiPolizia,siamo già in uno stato di polizia chiavi in mano.

    nexa.polito.it/conv2025/

  21. Siete a Torino lunedì?
    Siete tutti graditi al convegno #NexaCenter
    Dobbiamo capire la gravità della situazione e usare nostra comprensione della #tecnologia x fermare corsa verso brutale #StatoDiPolizia,siamo già in uno stato di polizia chiavi in mano.

    nexa.polito.it/conv2025/

  22. Aggiornamenti da #Arborio: lɜ attivistɜ sono statɜ AMMANETTAT3 e sgomberatɜ. Per aver piantato pacificamente delle tende davanti al capannone in costruzione.

    pressenza.com/it/2025/06/arbor

    Stiamo scivolando sempre di più nell'autoritarismo senza neanche accorgercene.

    #antispecismo #NoAllevamentiIntensivi #vercelli #Antispe #autoritarismo #statodipolizia #resistenza

  23. Aggiornamenti da : lɜ attivistɜ sono statɜ AMMANETTAT3 e sgomberatɜ. Per aver piantato pacificamente delle tende davanti al capannone in costruzione.

    pressenza.com/it/2025/06/arbor

    Stiamo scivolando sempre di più nell'autoritarismo senza neanche accorgercene.

  24. Aggiornamenti da #Arborio: lɜ attivistɜ sono statɜ AMMANETTAT3 e sgomberatɜ. Per aver piantato pacificamente delle tende davanti al capannone in costruzione.

    pressenza.com/it/2025/06/arbor

    Stiamo scivolando sempre di più nell'autoritarismo senza neanche accorgercene.

    #antispecismo #NoAllevamentiIntensivi #vercelli #Antispe #autoritarismo #statodipolizia #resistenza

  25. “decreto sicurezza a rischio incostituzionalità”, articolo di angelo greco

    https://www.laleggepertutti.it/734841_decreto-sicurezza-a-rischio-incostituzionalita

    La Cassazione boccia il Decreto Sicurezza (Legge 80/2025): manca urgenza, norme eterogenee, viola legalità e proporzionalità. Rischio carcere per marginalità e dissenso

    cliccare per leggere

    *

    direi che “a rischio” è un’espressione eufemistica. (spero lo sia, intendo: e che la legge più vergognosa della storia repubblicana venga cancellata subito).

    #AngeloGreco #decretoIncostituzionale #decretoSicurezza #decretoSicurezzaIncostituzionale #dl1660 #neofascismo #statoDiPolizia

  26. “decreto sicurezza a rischio incostituzionalità”, articolo di angelo greco

    https://www.laleggepertutti.it/734841_decreto-sicurezza-a-rischio-incostituzionalita

    La Cassazione boccia il Decreto Sicurezza (Legge 80/2025): manca urgenza, norme eterogenee, viola legalità e proporzionalità. Rischio carcere per marginalità e dissenso

    cliccare per leggere

    *

    direi che “a rischio” è un’espressione eufemistica. (spero lo sia, intendo: e che la legge più vergognosa della storia repubblicana venga cancellata subito).

    #AngeloGreco #decretoIncostituzionale #decretoSicurezza #decretoSicurezzaIncostituzionale #dl1660 #neofascismo #statoDiPolizia

  27. L'angoscia dei fondatori del partito nello scoprire che a parte loro, tutti gli altri iscritti erano poliziotti infiltrati.

    #PotereAlPopolo #PaP #StatoDiPolizia #spionaggio #antiterrorismo #umorNero

  28. L'angoscia dei fondatori del partito nello scoprire che a parte loro, tutti gli altri iscritti erano poliziotti infiltrati.

    #PotereAlPopolo #PaP #StatoDiPolizia #spionaggio #antiterrorismo #umorNero

  29. L'angoscia dei fondatori del partito nello scoprire che a parte loro, tutti gli altri iscritti erano poliziotti infiltrati.

    #PotereAlPopolo #PaP #StatoDiPolizia #spionaggio #antiterrorismo #umorNero

  30. L'angoscia dei fondatori del partito nello scoprire che a parte loro, tutti gli altri iscritti erano poliziotti infiltrati.

    #PotereAlPopolo #PaP #StatoDiPolizia #spionaggio #antiterrorismo #umorNero

  31. L'angoscia dei fondatori del partito nello scoprire che a parte loro, tutti gli altri iscritti erano poliziotti infiltrati.

    #PotereAlPopolo #PaP #StatoDiPolizia #spionaggio #antiterrorismo #umorNero