#lorenzotosa — Public Fediverse posts
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Lorenzo Tosa
Siamo all’apoteosi.
Il Presidente del Senato Ignazio Benito Maria La Russa ha invitato ufficialmente e direttamente a Palazzo Madama nientemeno che la coppia della Famiglia nel bosco.
Sì, sì, proprio come lo leggete.
I due genitori, Nathan e Catherine Trevallion, cui sono stati sottratti i figli minori per averli fatti vivere privi di ogni condizione elementare igienica, sociale, sanitaria, culturale e cognitiva, sono stati trasformati in ospiti d’onore dello Stato dalla seconda carica dello Stato.
E loro hanno subito accettato.
Non è solo uno schiaffo ai giudici che stanno facendo il proprio lavoro in un clima infame. E che vivono sotto scorta per questo.
È uno sfregio alle istituzioni da parte di chi indegnamente le riveste, il cui unico scopo è quello di raccattare due voti al Referendum giocando sull’analfabetismo dei propri elettori.
È abuso di ignoranza.
È, per quanto mi riguarda, una vergogna di Stato.
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La Francia contro Francesca Albanese.
Segue l'articolo di #lorenzotosa#FrancescaAlbanese #gaza #GenocidioPalestina #gognamediatica
https://poliversity.it/@emama/116057006985584652 -
Lorenzo Tosa
"Decreto sicurezza"È passata pressoché sotto silenzio la notizia di uno dei decreti più repressivi e anticostituzionali della storia repubblicana.
Il famigerato nuovo “Decreto Sicurezza” (per ora solo in bozza) del governo Meloni.
Quaranta articoli uno più scioccante dell’altro, dentro cui ci sono alcune norme che possono esistere solo nei regimi - a proposito di regimi, parola che la destra-destra ha appena imparato e pronuncia a caso.
Nel disordine:
Sarà represso, punito e criminalizzato ogni forma di dissenso, trasformato da diritto costituzionalmente garantito a problema di ordine pubblico.
Si rischiano multe salatissime (fino a 5000 euro) anche solo per aver manifestato per Gaza o altre cause sgradite.
Viene introdotto il “fermo di prevenzione” durante le manifestazioni: in pratica la polizia potrà arbitrariamente trattenere per 12 ore i manifestanti sospettati di rappresentare un pericolo. In pratica, chiunque decidano le forze dell’ordine, in qualunque momento.
E, mentre i cittadini vengono manganellati a colpi di decreto, scatta anche lo scudo penale per gli agenti, vecchio pallino della destra-destra.
Le Ong saranno ancora più criminalizzate di quanto non lo siano. E potranno subire un’interdizione temporanea di 30 giorni (più 30) del limite delle acque territoriali in caso di minaccia grave per l'ordine pubblico o la sicurezza nazionale.
Anche in questo caso chi deciderà chi e se rappresentano un pericolo? Gli stessi che li considerano a prescindere dei criminali.E i migranti eventualmente a bordo di barche interdette saranno reimpatriati anche in Paesi terzi con i quali l’Italia ha degli accordi specifici: vedi il tragico modello Albania.
E poi: diventerà facilissimo, quasi automatico, espellere i migranti, anche direttamente dal Ministero per i soggetti ritenuti “pericolosi”. Non è chiaro con quali parametri.
E ancora: nuove “zone rosse” istituite direttamente dai prefetti in zone a rischio. In pratica zone franche in cui, con la scusa della sicurezza, varrà tutto.
Si chiama Italia, ma sta diventando sempre più l’Ungheria di Orban.
Questa è roba da democratura.
Da Ungheria di Orban.
Da America di Trump.Stanno sostituendo lo Stato di Diritto con lo Stato di Polizia.
Dovremmo scendere in piazza in milioni contro lo stesso decreto che ce lo renderà di fatto impossibile.
Eccola, la loro idea di democrazia. Spiegata in due righe.
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Da Lorenzo Tosa
Poco fa alla Camera Elly Schlein ha voluto fare qualcosa di inedito, ma molto efficace e assolutamente necessario.
Una lettera.
Una lettera di Natale inviata direttamente a Giorgia Meloni con cui ha messo letteralmente in fila i numeri, i fatti, i dati, i tempi d’attesa biblici di un Paese reale, lontanissimo da quello raccontato da Meloni pochi giorni fa ad Atreju.
“Cara Presidente,
Secondo le segnalazioni arrivate a CittadinanzaAttiva, le liste d'attese sono di un anno per una tac al torace, per una mammografia da fare entro 60 giorni ne aspetti 147, per una colonoscopia aspetti 2 anni, ma pure per quella urgente, che dovresti fare in tre giorni, un italiano su quattro ne aspetta 105.
Allora, se va tutto bene, Presidente, mi spiega perché durante il suo governo, nell'ultimo anno, gli italiani che rinunciano a curarsi sono aumentati da 4 milioni e mezzo a 6 milioni?
Secondo l'Istat i beni alimentari sono aumentati negli ultimi quattro anni del 25% e negli stessi anni gli stipendi reali degli italiani si sono abbassati di 9 punti percentuali.
Questo vuol dire che con lo stesso stipendio in tasca, quando vai a fare la spesa, non riesci a comprare le stesse cose.
Il pane costa il 28% in più, Presidente, ma che mangino le pastarelle, giusto? Mentre lei blocca il salario minimo a 4 milioni e mezzo di lavoratrici e di lavoratori.
La produzione industriale cala ormai da 34 mesi su 37 del suo governo.
Abbiamo le bollette più care d'Europa e le imprese perdono competitività. Ma in tre anni non avete fatto nulla per non intaccare gli extra profitti delle grandi società energetiche.
La pressione fiscale è la più alta degli ultimi dieci anni. E no, Presidente, non è perché aumentano i lavoratori. La pressione fiscale è il rapporto tra le tasse e il PIL. Se aumenta il lavoro, aumentano le tasse, ma aumenta anche il PIL, Presidente. Non è che cambia quel rapporto.
Lei prima ci ha detto di studiare, ma guardi, per noi non è un insulto, perché solo voi insultate gli studenti dicendo che sono ‘inutili’, quando l'unica cosa inutile qui sono le vostre bugie e la vostra arroganza al potere.
Scusi, non vorremmo mai disturbare la vostra propaganda con i fatti, ma questa è la condizione in cui versa il Paese dopo tre anni.
E anche oggi da lei ho sentito la lista delle responsabilità degli altri, ma dopo tre anni gli alibi sono finiti, Presidente.
Ho sentito da sua sorella che le priorità del Governo, nel 2026, sono il premierato e la legge elettorale.
Scusate se pensavamo che fossero i pensionati che non arrivano alla fine del mese, quelli che prendono 5 euro all'ora, i 10.000 lavoratori dell'ex Ilva che rischiano il posto.
Ma no, per voi la priorità è una riforma che indebolisce questo Parlamento e il Presidente della Repubblica. Io non so in che Paese vivete, Presidente, ma davvero le dico che il Governo deve risolvere i problemi degli italiani, non i suoi.
P.s.
Presidente, chiudo con un post scriptum la letterina degli italiani.Ieri avete riscritto la manovra e con una sola mossa fate una stangata sulle pensioni che è un furto sia ai giovani che agli anziani ed è una vergogna prendervi i soldi di chi ha studiato e ha già pagato per riscattare la laurea.
È un'altra manovra di promesse tradite. Dovevate abolire la Fornero e invece state allungando l'età pensionabile a tutti, compresa le forze dell'ordine.
Non ci provate!”Oggi Elly Schlein in quell’aula ha parlato a nome di tanti, ma veramente tanti italiani.
Anche a mio nome.
#ellySchlein #listedattesa #sanitaPubblica
#pressionefiscale #carrellospesa
#opposizioneparlamento #lavoro
#meloni
#lorenzotosa -
Da Lorenzo Tosa
Poco fa alla Camera Elly Schlein ha voluto fare qualcosa di inedito, ma molto efficace e assolutamente necessario.
Una lettera.
Una lettera di Natale inviata direttamente a Giorgia Meloni con cui ha messo letteralmente in fila i numeri, i fatti, i dati, i tempi d’attesa biblici di un Paese reale, lontanissimo da quello raccontato da Meloni pochi giorni fa ad Atreju.
“Cara Presidente,
Secondo le segnalazioni arrivate a CittadinanzaAttiva, le liste d'attese sono di un anno per una tac al torace, per una mammografia da fare entro 60 giorni ne aspetti 147, per una colonoscopia aspetti 2 anni, ma pure per quella urgente, che dovresti fare in tre giorni, un italiano su quattro ne aspetta 105.
Allora, se va tutto bene, Presidente, mi spiega perché durante il suo governo, nell'ultimo anno, gli italiani che rinunciano a curarsi sono aumentati da 4 milioni e mezzo a 6 milioni?
Secondo l'Istat i beni alimentari sono aumentati negli ultimi quattro anni del 25% e negli stessi anni gli stipendi reali degli italiani si sono abbassati di 9 punti percentuali.
Questo vuol dire che con lo stesso stipendio in tasca, quando vai a fare la spesa, non riesci a comprare le stesse cose.
Il pane costa il 28% in più, Presidente, ma che mangino le pastarelle, giusto? Mentre lei blocca il salario minimo a 4 milioni e mezzo di lavoratrici e di lavoratori.
La produzione industriale cala ormai da 34 mesi su 37 del suo governo.
Abbiamo le bollette più care d'Europa e le imprese perdono competitività. Ma in tre anni non avete fatto nulla per non intaccare gli extra profitti delle grandi società energetiche.
La pressione fiscale è la più alta degli ultimi dieci anni. E no, Presidente, non è perché aumentano i lavoratori. La pressione fiscale è il rapporto tra le tasse e il PIL. Se aumenta il lavoro, aumentano le tasse, ma aumenta anche il PIL, Presidente. Non è che cambia quel rapporto.
Lei prima ci ha detto di studiare, ma guardi, per noi non è un insulto, perché solo voi insultate gli studenti dicendo che sono ‘inutili’, quando l'unica cosa inutile qui sono le vostre bugie e la vostra arroganza al potere.
Scusi, non vorremmo mai disturbare la vostra propaganda con i fatti, ma questa è la condizione in cui versa il Paese dopo tre anni.
E anche oggi da lei ho sentito la lista delle responsabilità degli altri, ma dopo tre anni gli alibi sono finiti, Presidente.
Ho sentito da sua sorella che le priorità del Governo, nel 2026, sono il premierato e la legge elettorale.
Scusate se pensavamo che fossero i pensionati che non arrivano alla fine del mese, quelli che prendono 5 euro all'ora, i 10.000 lavoratori dell'ex Ilva che rischiano il posto.
Ma no, per voi la priorità è una riforma che indebolisce questo Parlamento e il Presidente della Repubblica. Io non so in che Paese vivete, Presidente, ma davvero le dico che il Governo deve risolvere i problemi degli italiani, non i suoi.
P.s.
Presidente, chiudo con un post scriptum la letterina degli italiani.Ieri avete riscritto la manovra e con una sola mossa fate una stangata sulle pensioni che è un furto sia ai giovani che agli anziani ed è una vergogna prendervi i soldi di chi ha studiato e ha già pagato per riscattare la laurea.
È un'altra manovra di promesse tradite. Dovevate abolire la Fornero e invece state allungando l'età pensionabile a tutti, compresa le forze dell'ordine.
Non ci provate!”Oggi Elly Schlein in quell’aula ha parlato a nome di tanti, ma veramente tanti italiani.
Anche a mio nome.
#ellySchlein #listedattesa #sanitaPubblica
#pressionefiscale #carrellospesa
#opposizioneparlamento #lavoro
#meloni
#lorenzotosa -
Quello che è venuto fuori è di una gravità inaudita.
Renato Brunetta, in qualità di Presidente dell’utilissimo CNEL, si è appena auto-aumentato lo stipendio da 250mila a 310mila euro l’anno.
E, insieme a lui, quello di tutti i suoi dirigenti.
Il tutto letteralmente raddoppiando la spesa per le retribuzioni dell’ente da 850mila euro a 1 milione e mezzo di euro, senza contare i quasi 200.000 per consiglieri, collaboratori e staff.
Ovviamente con soldi pubblici. Cioè nostri.
Non solo.
L’adeguamento ha anche valore retroattivo. Significa che Brunetta e dirigenti riceveranno anche gli arretrati a partire dal primo agosto di quest’anno.Lo ha raccontato il “Domani” e denunciato, tra gli altri, Nicola Fratoianni.
Lo stesso Brunetta che ha contrastato e bocciato in ogni modo il salario minimo a 9 euro - NOVE - si è appena aumentato lo stipendio di 60.000 euro l’anno.
Eccole, le priorità della destra. Non aumentare gli stipendi (miseri) degli italiani, figuriamoci.
Ma aumentare i propri già faraonici stipendi.Ma tutto questo la propaganda meloniana personale e pubblica non ve lo racconterà mai.
Siamo oltre ogni umana decenza, vergogna, ipocrisia.
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Lorenzo Tosa
Il suo nome è David Yambio, è stato torturato, picchiato, umiliato da Almasri e dai suoi aguzzini.
E ora, dopo l’arresto di Almasri ieri a Tripoli, l’attivista sud-sudanese fa una cosa semplicissima: ha annunciato che denuncerà e chiederà un risarcimento al governo italiano per averlo liberato e rispedito in patria con tanto di volo di Stato.
Il suo racconto mette i brividi.
“Sono stato torturato da lui e dai suoi uomini. Mi ha preso a calci, mi ha chiamato schiavo e mi ha picchiato con i tubi. Ha anche sparato a delle persone davanti a me sia a Jadida che a Mitiga” ha raccontato a “Repubblica”.
Non solo. Yambio, per aver denunciato Almasri, ha vissuto costantemente con la paura, si è dovuto nascondere per timore di ritorsioni.
Anche per questo ha deciso di fare causa al governo Meloni con la sua ong Refugees in Lybia. Lo ha spiegato lui stesso con una chiarezza assoluta, dando a Meloni, Nordio e Piantedosi una vera e propria lezione di diritto e di dignità.
“Da una parte l’arresto di ieri è una grande vittoria.
Dall’altra fa ancora più rabbia quello che è successo in Italia. Almasri è stato arrestato e poi liberato e riportato a casa. Meloni e i suoi ministri, invece di proteggere e rispettare le istituzioni per cui sono stati eletti, hanno scelto di inchinarsi alle milizie che li ricattano. E hanno deciso che le ragioni di“opportunità politica” pesano più del contrasto ai crimini contro l’umanità».Questa è la realtà fuori dalla propaganda meloniana.
Questa la vita vera e le conseguenze reali sulla pelle delle persone.Ne risponda Almasri, ma anche chi lo ha scandalosamente protetto.
Una ferita indelebile di questo Paese.
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Lorenzo Tosa
Con uno straordinario atto di disobbedienza civile la Ong Mediterranea ha sfidato apertamente governo e ministero dell’Interno ed è sbarcata questa sera nel porto di Trapani - invece che nella lontanissima Genova - con a bordo dieci migranti, tra cui tre minori.
Il governo, con un atto di sadismo istituzionale, aveva indicato Genova come “porto sicuro”, a 1000 chilometri di distanza, ma l’equipaggio si è opposto in nome del diritto del mare e, soprattutto, della Costituzione italiana.
Il comandante Paval Botica e il capomissione Beppe Caccia si sono assunti la “piena responsabilità” di questa scelta con parole a cui non siamo più abituati.
“Non possiamo tollerare giochetti politici sulla pelle di dieci ragazzi che stanno male e devono essere curati, gettati in mare a calci e pugni, di notte, dai miliziani libici, con onde oltre il metro e mezzo, come fossero rifiuti.
Che il governo se la prenda con noi, non con i naufraghi superstiti. Disobbediamo a un ordine ingiusto e inumano del ministero dell’Interno. Ma così facendo obbediamo al diritto marittimo, alla Costituzione italiana e alle leggi dell’umanità”.Mi vergogno, da cittadino, di un governo che costringe vittime di torture e di odissee indicibili a fare mille chilometri in mare in condizioni psico-fisiche critiche per pura propaganda.
Mi inchino dinnanzi agli autori di un gesto di questi tempi eroico.
Con Mediterranea. Con chi salva vite in mare, con chi resta umano.
Sempre.
#ongmediterranea #naufraghi #soccorsoinmare #ministerointerno #lorenzoTosa
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Lorenzo Tosa
Con uno straordinario atto di disobbedienza civile la Ong Mediterranea ha sfidato apertamente governo e ministero dell’Interno ed è sbarcata questa sera nel porto di Trapani - invece che nella lontanissima Genova - con a bordo dieci migranti, tra cui tre minori.
Il governo, con un atto di sadismo istituzionale, aveva indicato Genova come “porto sicuro”, a 1000 chilometri di distanza, ma l’equipaggio si è opposto in nome del diritto del mare e, soprattutto, della Costituzione italiana.
Il comandante Paval Botica e il capomissione Beppe Caccia si sono assunti la “piena responsabilità” di questa scelta con parole a cui non siamo più abituati.
“Non possiamo tollerare giochetti politici sulla pelle di dieci ragazzi che stanno male e devono essere curati, gettati in mare a calci e pugni, di notte, dai miliziani libici, con onde oltre il metro e mezzo, come fossero rifiuti.
Che il governo se la prenda con noi, non con i naufraghi superstiti. Disobbediamo a un ordine ingiusto e inumano del ministero dell’Interno. Ma così facendo obbediamo al diritto marittimo, alla Costituzione italiana e alle leggi dell’umanità”.Mi vergogno, da cittadino, di un governo che costringe vittime di torture e di odissee indicibili a fare mille chilometri in mare in condizioni psico-fisiche critiche per pura propaganda.
Mi inchino dinnanzi agli autori di un gesto di questi tempi eroico.
Con Mediterranea. Con chi salva vite in mare, con chi resta umano.
Sempre.
#ongmediterranea #naufraghi #soccorsoinmare #ministerointerno #lorenzoTosa
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Lorenzo Tosa
Con uno straordinario atto di disobbedienza civile la Ong Mediterranea ha sfidato apertamente governo e ministero dell’Interno ed è sbarcata questa sera nel porto di Trapani - invece che nella lontanissima Genova - con a bordo dieci migranti, tra cui tre minori.
Il governo, con un atto di sadismo istituzionale, aveva indicato Genova come “porto sicuro”, a 1000 chilometri di distanza, ma l’equipaggio si è opposto in nome del diritto del mare e, soprattutto, della Costituzione italiana.
Il comandante Paval Botica e il capomissione Beppe Caccia si sono assunti la “piena responsabilità” di questa scelta con parole a cui non siamo più abituati.
“Non possiamo tollerare giochetti politici sulla pelle di dieci ragazzi che stanno male e devono essere curati, gettati in mare a calci e pugni, di notte, dai miliziani libici, con onde oltre il metro e mezzo, come fossero rifiuti.
Che il governo se la prenda con noi, non con i naufraghi superstiti. Disobbediamo a un ordine ingiusto e inumano del ministero dell’Interno. Ma così facendo obbediamo al diritto marittimo, alla Costituzione italiana e alle leggi dell’umanità”.Mi vergogno, da cittadino, di un governo che costringe vittime di torture e di odissee indicibili a fare mille chilometri in mare in condizioni psico-fisiche critiche per pura propaganda.
Mi inchino dinnanzi agli autori di un gesto di questi tempi eroico.
Con Mediterranea. Con chi salva vite in mare, con chi resta umano.
Sempre.
#ongmediterranea #naufraghi #soccorsoinmare #ministerointerno #lorenzoTosa
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Lorenzo Tosa
Con uno straordinario atto di disobbedienza civile la Ong Mediterranea ha sfidato apertamente governo e ministero dell’Interno ed è sbarcata questa sera nel porto di Trapani - invece che nella lontanissima Genova - con a bordo dieci migranti, tra cui tre minori.
Il governo, con un atto di sadismo istituzionale, aveva indicato Genova come “porto sicuro”, a 1000 chilometri di distanza, ma l’equipaggio si è opposto in nome del diritto del mare e, soprattutto, della Costituzione italiana.
Il comandante Paval Botica e il capomissione Beppe Caccia si sono assunti la “piena responsabilità” di questa scelta con parole a cui non siamo più abituati.
“Non possiamo tollerare giochetti politici sulla pelle di dieci ragazzi che stanno male e devono essere curati, gettati in mare a calci e pugni, di notte, dai miliziani libici, con onde oltre il metro e mezzo, come fossero rifiuti.
Che il governo se la prenda con noi, non con i naufraghi superstiti. Disobbediamo a un ordine ingiusto e inumano del ministero dell’Interno. Ma così facendo obbediamo al diritto marittimo, alla Costituzione italiana e alle leggi dell’umanità”.Mi vergogno, da cittadino, di un governo che costringe vittime di torture e di odissee indicibili a fare mille chilometri in mare in condizioni psico-fisiche critiche per pura propaganda.
Mi inchino dinnanzi agli autori di un gesto di questi tempi eroico.
Con Mediterranea. Con chi salva vite in mare, con chi resta umano.
Sempre.
#ongmediterranea #naufraghi #soccorsoinmare #ministerointerno #lorenzoTosa
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Lorenzo Tosa
Con uno straordinario atto di disobbedienza civile la Ong Mediterranea ha sfidato apertamente governo e ministero dell’Interno ed è sbarcata questa sera nel porto di Trapani - invece che nella lontanissima Genova - con a bordo dieci migranti, tra cui tre minori.
Il governo, con un atto di sadismo istituzionale, aveva indicato Genova come “porto sicuro”, a 1000 chilometri di distanza, ma l’equipaggio si è opposto in nome del diritto del mare e, soprattutto, della Costituzione italiana.
Il comandante Paval Botica e il capomissione Beppe Caccia si sono assunti la “piena responsabilità” di questa scelta con parole a cui non siamo più abituati.
“Non possiamo tollerare giochetti politici sulla pelle di dieci ragazzi che stanno male e devono essere curati, gettati in mare a calci e pugni, di notte, dai miliziani libici, con onde oltre il metro e mezzo, come fossero rifiuti.
Che il governo se la prenda con noi, non con i naufraghi superstiti. Disobbediamo a un ordine ingiusto e inumano del ministero dell’Interno. Ma così facendo obbediamo al diritto marittimo, alla Costituzione italiana e alle leggi dell’umanità”.Mi vergogno, da cittadino, di un governo che costringe vittime di torture e di odissee indicibili a fare mille chilometri in mare in condizioni psico-fisiche critiche per pura propaganda.
Mi inchino dinnanzi agli autori di un gesto di questi tempi eroico.
Con Mediterranea. Con chi salva vite in mare, con chi resta umano.
Sempre.
#ongmediterranea #naufraghi #soccorsoinmare #ministerointerno #lorenzoTosa