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  1. 🎮 Per ritrovare la concentrazione, prova le atmosfere rilassanti della musica di Minecraft: meno distrazioni, più focus. #Minecraft #Concentrazione

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  5. Mentre i grandi poli rafforzano massa critica, offerta commerciale, tecnologia, dati e capacità di relazione con il mercato pubblicitario, le Radio nazionali indipendenti continuano spesso a muoversi come isole. Forti, storiche, riconoscibili. Ma isole.

    #Radio #Media #Broadcast #Audio #Pubblicità #Concentrazione

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  10. Lo sciopero del capitale ha avuto particolare intensità negli anni 1963, 1968 e 1969

    Michele Salvati, oltre al calo degli investimenti, ci segnala anche l’esportazione di capitali come manifestazione dello “sciopero del capitale”. Tale fenomeno ha avuto particolare intensità negli anni 1963, 1968 e 1969. Il 1963 fu caratterizzato da un saldo negativo nella bilancia dei pagamenti economica dovuto sia al saldo delle partite correnti, sia al saldo dei movimenti di capitale, già negativo nel 1962. La manovra restrittiva attuata dalla banca centrale riuscì nell’intento di riportare in positivo il saldo della bilancia commerciale, mentre i movimenti di capitali furono caratterizzati da un significativo deflusso sino al 1972. Al saldo positivo del 1964 contribuì il prestito del fondo monetario internazionale, ma già dal 1965 la bilancia dei pagamenti presentò saldi dei movimenti di capitali negativi, in particolare nel biennio 1968‐69 caratterizzato da una forte esportazione di capitali (Tabella 9). Il deflusso di capitali verso l’estero assunse spesso la forma di esportazione illegale di banconote. Come si può vedere nella Tabella 10 le rimesse di banconote italiane dall’estero contribuirono in maniera cospicua alla determinazione del saldo negativo dei movimenti di capitali, in particolare negli anni 1962‐64 e 1968‐69. Negli stessi anni più del 90% di queste banconote proveniva dalla Svizzera (Tabella 11).
    Una parte cospicua dei capitali esportati si dirigeva verso la Svizzera, in primo luogo, o verso Liechtenstein e Lussemburgo, tutti paesi nei quali vigeva un sistema fiscale favorevole alle società finanziarie (si veda il capitolo precedente). Buona parte di questi capitali uscivano dall’Italia per rientrarvi “estero‐vestiti”. A dimostrazione di questo si considerino gli investimenti diretti esteri in Italia negli stessi anni. La grande maggioranza di questi investimenti proveniva proprio da tre paesi: Svizzera, Liechtenstein e Lussemburgo (Tabella 12). Andando poi a verificare i settori nei quali questi investimenti furono diretti si scopre che a essere maggiormente interessate furono le società finanziarie e quelle immobiliari. Anche nei settori della chimica e della meccanica i capitali provenienti dai tre paesi erano cospicui, ma la differenza rispetto agli investimenti diretti provenienti dagli altri paesi più contenuta (Tabella 13).
    Le rimesse di banconote italiane aumentarono considerevolmente nel 1962 e ulteriormente nel 1963, in concomitanza con l’introduzione dell’imposta cedolare. Al fine di ridurre l’incidenza dell’imposta ed evitare l’accertamento divenne per molti conveniente intestare i titoli a nominativi esteri mediante il sistema dell’esportazione non autorizzata di banconote. Nel febbraio 1964 fu modificato il regime della cedolare con l’introduzione della possibilità di optare per una ritenuta a titolo d’imposta (cedolare “secca”). In tal modo venne meno la convenienza a trasferire all’estero il possesso dei titoli e si ridusse, come si può vedere nella Tabella 10, il deflusso di banconote. Nel 1967 si invertì nuovamente la tendenza a seguito dell’ulteriore modifica al regime della cedolare che abolì la cedolare “secca” favorendo l’intestazione dei titoli a nominativi esteri <260. Secondo un’analisi indicativa compiuta dalla Banca d’Italia, riportata nella Tabella 14, i fattori fiscali ed istituzionali furono la principale causa del deflusso di capitali tra il 1962 e il 1969.
    […] Le modificazioni intervenute nella struttura finanziaria delle imprese italiane negli anni ’60 e ’70 costituiscono un argomento ampiamente dibattuto <261. Già l’indagine di Filippi e Zanetti <262, relativa alle 200 maggiori società industriali italiane del periodo 1958‐63, documentava una progressiva erosione della quota dell’autofinanziamento e del capitale di rischio. La quota di autofinanziamento coprì più della metà del fabbisogno nel biennio 1958‐59 per scendere a un terzo nel 1963. Alla drastica riduzione della capacità di produrre i mezzi necessari al finanziamento, da mettere peraltro in relazione anche all’aumento dei costi dovuto al cosiddetto “slittamento salariale”, le imprese
    risposero in un primo momento con un aumento delle emissioni di azioni, in particolare nel 1960 e nel 1961, per poi passare nel 1963 ad un più massiccio ricorso all’indebitamento, pari a quasi due terzi del totale dei finanziamenti (Tabella 15). Anche il gruppo di 90 società quotate censito da Mediobanca negli anni 1960‐65, pure nella diversità del campione mostra la stessa tendenza alla riduzione progressiva dell’autofinanziamento e un maggiore ricorso all’indebitamento (Tabella 16). Le aziende, deteriorate nei loro conti economici, si videro costrette a ricorrere ulteriormente al credito anche nel quinquennio successivo. Come si vede nella Tabella 17, che illustra un altro campione censito da Mediobanca comprensivo di 520 società, su 12,8 miliardi di incremento del passivo nel periodo 1966‐70, solo il 10,5% fu costituito da mezzi propri. Peraltro anche sul fronte dell’indebitamento ci fu un deterioramento poiché aumentarono i debiti a breve molto più di quelli a medio e lungo termine.
    Il campione realizzato dalla Banca d’Italia, comprendente 219 società manifatturiere, ha il vantaggio di prendere in considerazione un periodo più lungo, vale a dire gli anni 1958‐73. Anche in questo caso si evidenzia una contrazione del capitale di rischio in rapporto alle altre voci che compongono la struttura contabile del passivo delle aziende considerate (Figura 1). In questo caso la diminuzione della percentuale del capitale di rischio si concentra all’inizio e alla fine del periodo considerato, mentre nella parte centrale, cioè durante gli anni 1964‐69, la situazione rimane stabile. Si potrebbe pensare che le società quotate potessero fare maggiore ricorso all’aumento di capitale e pertanto siano riuscite a mantenere una struttura finanziaria più solida, ma i dati elaborati dalla Banca d’Italia relativamente alla struttura del capitale di 59 società manifatturiere quotate, tra gli anni 1962 e 1973, ci inducono a trarre
    tutt’altre conclusioni. Anche tenendo conto di una rivalutazione dei cespiti patrimoniali, come ipotizzato dalla banca centrale (Tabella 18), le 59 società si trovano in una situazione finanziaria più compromessa rispetto al precedente campione delle 219.
    Analoghe considerazioni si possono trarre sulla base di un altro campione considerato dalla Banca centrale, comprendente 413 società manifatturiere tra gli anni 1962 e 1973. Contrariamente al campione della Figura 1, ma come per le 59 società quotate, la percentuale del capitale di rischio diminuisce progressivamente in tutto il periodo considerato, dimezzandosi. Tutte le altre voci aumentano, ma è l’indebitamento a breve termine a registrare l’incremento maggiore (Tabella 19). Giorgio Pivato contesta il presunto peggioramento della struttura finanziaria delle imprese italiane negli anni 1964‐69, ritenendo non corretto considerare solo la somma di capitale versato e riserve tra i mezzi propri. Includendo nella somma gli ammortamenti, la variazione sarebbe stata modesta. Un consistente cambiamento nel rapporto tra mezzi propri e indebitamento vi sarebbe stato, ma nel corso del tempo, dagli anni ’30 agli anni ’60. La struttura finanziaria che ne derivò appare comunque all’autore fortemente inadeguata a garantire lo sviluppo degli investimenti, limitato dalle sfavorevoli condizioni del mercato finanziario <263.
    Il problema del finanziamento si lega anche alla questione della concentrazione. Secondo alcuni le fusioni e le acquisizioni realizzate negli anni ’60 sarebbero state insufficienti, nonostante la legislazione incentivante <264, peraltro introdotta in tutti i paesi europei <265, e inadeguate a raggiungere quegli standard di efficienza e presenza sul mercato tali da non porre il paese in una condizione di marginalità nel contesto europeo <266. Carducci individua tre sottoperiodi: 1958‐69; 1961‐65; 1966‐71. Nel primo vi sarebbe stata assenza di incorporazioni, nel secondo il fenomeno fu poco pronunciato, mentre il terzo fu caratterizzato da una forte concentrazione, legata “verosimilmente al più difficile equilibrio tra costi e ricavi delle imprese minori ed alla situazione di sottoquotazione del mercato azionario, che ha reso conveniente l’espansione della capacità produttiva delle grandi imprese mediante l’acquisizione di impianti già esistenti”. Carducci nota la similarità tra il ricorso al mercato da parte delle grandi società private e l’investimento azionario da parte delle stesse. Le emissioni sarebbero servite a ridurre i rischi della gestione, finanziando sia la diversificazione dei rischi, sia l’acquisizione di aziende operanti negli stessi settori senza porre problemi di riallocazione di risorse interne. L’impresa pubblica avrebbe avuto minore necessità di ricorrere al mercato grazie ad un maggiore ricorso all’indebitamento ma anche all’autofinanziamento, grazie ad un pay‐out ratio meno elevato nell’impresa pubblica che in quella privata (16% dei profitti lordi contro il 21). <267
    Secondo Alfredo Macchiati solo sul finire degli anni ’70, tra il 1978 e il 1980 si sarebbe verificato un miglioramento della situazione finanziaria delle imprese. Precedentemente l’inflazione non avrebbe prodotto una svalutazione dei debiti tale da determinare “guadagni da inflazione”. Macchiati contesta anche la tesi secondo la quale negli anni ’70 l’impresa italiana si sarebbe finanziata in maniera esigua tramite il capitale di rischio <268, fatta eccezione per la raccolta tramite la borsa. L’aumento di capitale sarebbe consistito pertanto nell’apporto diretto da parte dei gruppi di controllo (esterni all’industria) e non in una raccolta di risparmio presso il pubblico <269.
    I campioni di società sopra illustrati non sono, al meno ai fini della mia ricerca, esaustivi. Non solo per le conclusioni non univoche cui conducono ma anche per la dimensione temporale, a volte ridotta, o per l’eccessiva estensione, essendo riferiti a imprese sia pubbliche che private e di varie dimensioni. Ritengo più opportuno considerare i cambiamenti intervenuti nella grande impresa privata per diverse ragioni: è più sensibile di quella pubblica alle dinamiche fiscali; non può far ricorso all’aumento dei fondi di dotazione; ha più facile accesso al mercato dei capitali rispetto alle imprese minori. Ritengo che circoscrivere l’indagine alla grande impresa privata sia anche più utile ai fini di una valutazione, che sarà oggetto dei prossimi capitoli, della visione che la classe politica dell’epoca aveva del capitalismo italiano. A rischio di produrre l’ennesima statistica documentante il deterioramento della struttura finanziaria dell’impresa italiana e a rischio di non scoprire nulla di nuovo rispetto a quanto già detto, ho deciso di verificare per gli anni 1958‐72 l’evoluzione del passivo delle 97 società per azioni industriali italiane più grandi per fatturato nel 1969.
    [NOTE]
    261 Si vedano tra gli altri: AA. VV., Il finanziamento delle imprese, Atti del convegno del centro di prevenzione e difesa sociale, Giuffrè, Milano 1977; AA. VV., Struttura finanziaria e politica economica in Italia, Franco Angeli, Milano 1976; Balducci R., Capitale finanziario e struttura industriale, in Vicarelli F. (a c. di), Capitale industriale e capitale finanziario: il caso italiano, Il mulino, Bologna 1979; Barca F., Compromesso senza riforme nel capitalismo italiano, in Barca F. (a c. di), Storia del capitalismo italiano dal dopoguerra a oggi, Donzelli, Roma 1997; Barca L., Manghetti G., L’Italia delle banche, Editori Riuniti, Roma 1976; Bernabè F., Struttura finanziaria e politica economica in Italia, Franco Angeli, Milano, 1976; Cesarini F., Struttura finanziaria, sistema creditizio e allocamento delle risorse in Italia, Il Mulino, Bologna 1976; Colajanni N., Riconversione, grande impresa, partecipazioni statali, Feltrinelli, Milano 1976; Ente Einaudi, Ricerca sul sistema creditizio, Roma 1976; Nota Carli sul capital di rischio in Italia, in “Mondo Economico”, n. 8, 1 marzo 1975, p. 30; Vicarelli F. (a c. di), Capitale industriale e capitale finanziario, Il Mulino, Bologna 1979; Zecchi S., “Squilibri” e strutture finanziarie nell’industria manifatturiera italiana – Un commento, in “Moneta e Credito”, settembre 1975.
    262 Filippi E., Zanetti G., Finanza e sviluppo nella grande industria italiana, Franco Angeli, Milano 1965.
    263 Pivato G., Le strutture patrimoniali nell’industria italiana, Giuffré, Milano 1971.
    264 Decreto‐legge 18 marzo 1965 n. 170, con scadenza rinnovata dalla Legge 17 febbraio 1968 n. 57 e dal Decreto‐legge 27 agosto 1970 n. 621.
    265 Roelans J. Y., Régimes Fiscaux Applicables aux Fusions de Sociétés, Bruxelles 1970.
    266 Scognamiglio C., Mercato dei capitali, borse valori e finanziamento delle imprese, Franco Angeli, Milano 1974, pp. 73‐77; Ricardi F., Un problema per l’Italia: non diventare marginali nei confronti del mercato finanziario unificato europeo, in “Mondo Economico”, 20 marzo 1971.
    267 Carducci G., Le imprese industriali italiane negli anni 1961 1972: un’analisi attraverso i bilanci delle società per azioni, in “Moneta e Credito”, n. 3, 1973, p. 233‐247. Carducci ha utilizzato i dati relativi ad un gruppo di 423 società italiane dell’industria manifatturiera nel periodo 1958‐71 censite dalla Banca d’Italia nella Relazione Annuale (anni 1965‐72).
    268 Tra i sostenitori Monti M., Cesarini F., Scognamiglio F., Il sistema creditizio e finanziario italiano, in Relazione della Commissione di studio istituita dal Ministero del Tesoro, Poligrafico della Stato, Roma 1982; Cesarini F., Sistema bancario e offerta di capitale di rischio in Italia, in Lamfalussy A., I mercati finanziari europei, Torino, Einaudi 1972; Ciocca P., Gli investimenti delle imprese e le strutture finanziarie in Carli G. (a c. di), Sviluppo economico e strutture finanziarie in Italia, Il Mulino, Boogna 1977.
    269 Macchiati A., Il finanziamento delle imprese industriali in Italia, Il Mulino, Bologna 1985. Posizioni simili sono presenti in: Balducci R., Capitale finanziario e struttura industriale, in Vicarelli F., (a c. di), Capitale industriale e capitale finanziario: il caso italiano, Il Mulino, Bologna 1979; Ragazzi G., Teoria dei mercati dei capitali e concentrazione della proprietà delle imprese, in “Moneta e Credito”, n. 1, 1975, pp. 56‐80.
    Diego Marenot, Politiche fiscali e finanziamento d’impresa (1962-1974), Tesi di dottorato, Università commerciale L. Bocconi – Milano, 2010

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  11. Giornata Mondiale del Puzzle

    Chi non ama quella sensazione di incastrare l’ultimo pezzettino di un puzzle e ammirare finalmente l’immagine completa? Se siete tra gli appassionati di enigmi e immagini da ricomporre, preparatevi: il 29 gennaio è la vostra giornata! Sì, parliamo della National Puzzle Day, la Giornata Mondiale del Puzzle, nata negli Stati Uniti per celebrare l’incredibile mondo dei rompicapi a incastro.

    Che cos’è esattamente la Giornata Mondiale del Puzzle?

    La Giornata Mondiale del Puzzle è una ricorrenza giocosa e intellettualmente stimolante dedicata a tutti coloro che amano mettere insieme pezzi, tessere e immagini, trasformando piccoli frammenti in opere d’arte… o in vere sfide di pazienza! Dal classico puzzle da 1000 pezzi alle versioni più moderne digitali o tridimensionali, questa giornata è un invito a fermarsi, rilassarsi e godersi il piacere della sfida logica.

    Non si tratta solo di un passatempo: risolvere puzzle migliora la concentrazione, la memoria e persino l’umore. Quindi, anche se siete lontani dal Guinness dei primati per il puzzle più grande del mondo, potete comunque partecipare con il vostro piccolo capolavoro sul tavolo del salotto.

    Perché si celebra il 29 gennaio?

    Negli Stati Uniti, il 29 gennaio è dedicato agli amanti dei puzzle dal National Puzzle Day, istituito per diffondere la passione per i rompicapi e per ricordare a tutti quanto possa essere rilassante e creativo ricomporre pezzi sparsi. La scelta di gennaio ha anche un pizzico di ironia: l’inverno è il periodo perfetto per restare in casa, sorseggiare una cioccolata calda e sfidare la propria mente tra mille pezzi colorati.

    Il National Puzzle Day fu celebrato per la prima volta negli anni ’90, grazie all’iniziativa di un gruppo di appassionati americani che volevano trasformare una semplice passione in un’occasione di festa. Da allora, ogni anno, milioni di persone in tutto il mondo si dedicano ai loro puzzle preferiti proprio in questa giornata.

    E in Italia?

    Anche da noi la passione per i puzzle è in crescita! Negli ultimi anni, eventi e laboratori hanno iniziato a diffondersi nei centri culturali, nelle biblioteche e perfino nei caffè. Se siete curiosi, potreste imbattervi in sfide di puzzle giganti nelle piazze o in gruppi di appassionati pronti a completare insieme centinaia di pezzi. Non c’è una celebrazione ufficiale nazionale come negli USA, ma la magia dei puzzle ha già conquistato molti italiani, soprattutto in questo periodo dell’anno.

    Curiosità divertenti e insolite

    • Puzzle da record: Il puzzle più grande del mondo conta oltre 40.000 pezzi! Immaginatevi a ricomporlo… servirebbe una stanza intera.
    • Puzzle insoliti: Oltre ai classici quadrati, esistono puzzle tridimensionali, magnetici e persino a forma di animali.
    • Benefici segreti: Alcuni studi suggeriscono che fare puzzle possa ridurre lo stress e aiutare a rallentare il declino cognitivo. Quindi, ogni pezzo non è solo divertente, è anche salutare!
    • Celebrità appassionate: Anche personaggi famosi come John Lennon e Marilyn Monroe amavano i puzzle. Chissà se il loro talento musicale si trasferiva anche nella pazienza per ricomporre mille pezzi!

    Come festeggiare la Giornata Mondiale del Puzzle

    • Prendete il vostro puzzle preferito e dedicatevi un paio d’ore al “ritmo lento”: niente fretta, solo pezzo dopo pezzo.
    • Organizzate una sfida tra amici o in famiglia: chi completa il puzzle più velocemente vince… un premio goloso o un applauso scrosciante!
    • Provate un puzzle digitale o un’app: perfetto se siete fuori casa o volete sfidare persone lontane.
    • Condividete la vostra creazione sui social: taggate amici e mostrate il vostro capolavoro con un pizzico di orgoglio.

    Insomma, la Giornata Mondiale del Puzzle è un invito a rallentare, a divertirsi e a godersi la soddisfazione di vedere un’immagine prendere forma pezzo dopo pezzo. Che sia un piccolo puzzle da tavolo o un mega puzzle da record, l’importante è divertirsi… e magari staccare un po’ dallo smartphone!

    Autore: Lynda Di NataleFonte: webImmagine: AI

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  12. Giornata Mondiale del Puzzle

    Chi non ama quella sensazione di incastrare l’ultimo pezzettino di un puzzle e ammirare finalmente l’immagine completa? Se siete tra gli appassionati di enigmi e immagini da ricomporre, preparatevi: il 29 gennaio è la vostra giornata! Sì, parliamo della National Puzzle Day, la Giornata Mondiale del Puzzle, nata negli Stati Uniti per celebrare l’incredibile mondo dei rompicapi a incastro.

    Che cos’è esattamente la Giornata Mondiale del Puzzle?

    La Giornata Mondiale del Puzzle è una ricorrenza giocosa e intellettualmente stimolante dedicata a tutti coloro che amano mettere insieme pezzi, tessere e immagini, trasformando piccoli frammenti in opere d’arte… o in vere sfide di pazienza! Dal classico puzzle da 1000 pezzi alle versioni più moderne digitali o tridimensionali, questa giornata è un invito a fermarsi, rilassarsi e godersi il piacere della sfida logica.

    Non si tratta solo di un passatempo: risolvere puzzle migliora la concentrazione, la memoria e persino l’umore. Quindi, anche se siete lontani dal Guinness dei primati per il puzzle più grande del mondo, potete comunque partecipare con il vostro piccolo capolavoro sul tavolo del salotto.

    Perché si celebra il 29 gennaio?

    Negli Stati Uniti, il 29 gennaio è dedicato agli amanti dei puzzle dal National Puzzle Day, istituito per diffondere la passione per i rompicapi e per ricordare a tutti quanto possa essere rilassante e creativo ricomporre pezzi sparsi. La scelta di gennaio ha anche un pizzico di ironia: l’inverno è il periodo perfetto per restare in casa, sorseggiare una cioccolata calda e sfidare la propria mente tra mille pezzi colorati.

    Il National Puzzle Day fu celebrato per la prima volta negli anni ’90, grazie all’iniziativa di un gruppo di appassionati americani che volevano trasformare una semplice passione in un’occasione di festa. Da allora, ogni anno, milioni di persone in tutto il mondo si dedicano ai loro puzzle preferiti proprio in questa giornata.

    E in Italia?

    Anche da noi la passione per i puzzle è in crescita! Negli ultimi anni, eventi e laboratori hanno iniziato a diffondersi nei centri culturali, nelle biblioteche e perfino nei caffè. Se siete curiosi, potreste imbattervi in sfide di puzzle giganti nelle piazze o in gruppi di appassionati pronti a completare insieme centinaia di pezzi. Non c’è una celebrazione ufficiale nazionale come negli USA, ma la magia dei puzzle ha già conquistato molti italiani, soprattutto in questo periodo dell’anno.

    Curiosità divertenti e insolite

    • Puzzle da record: Il puzzle più grande del mondo conta oltre 40.000 pezzi! Immaginatevi a ricomporlo… servirebbe una stanza intera.
    • Puzzle insoliti: Oltre ai classici quadrati, esistono puzzle tridimensionali, magnetici e persino a forma di animali.
    • Benefici segreti: Alcuni studi suggeriscono che fare puzzle possa ridurre lo stress e aiutare a rallentare il declino cognitivo. Quindi, ogni pezzo non è solo divertente, è anche salutare!
    • Celebrità appassionate: Anche personaggi famosi come John Lennon e Marilyn Monroe amavano i puzzle. Chissà se il loro talento musicale si trasferiva anche nella pazienza per ricomporre mille pezzi!

    Come festeggiare la Giornata Mondiale del Puzzle

    • Prendete il vostro puzzle preferito e dedicatevi un paio d’ore al “ritmo lento”: niente fretta, solo pezzo dopo pezzo.
    • Organizzate una sfida tra amici o in famiglia: chi completa il puzzle più velocemente vince… un premio goloso o un applauso scrosciante!
    • Provate un puzzle digitale o un’app: perfetto se siete fuori casa o volete sfidare persone lontane.
    • Condividete la vostra creazione sui social: taggate amici e mostrate il vostro capolavoro con un pizzico di orgoglio.

    Insomma, la Giornata Mondiale del Puzzle è un invito a rallentare, a divertirsi e a godersi la soddisfazione di vedere un’immagine prendere forma pezzo dopo pezzo. Che sia un piccolo puzzle da tavolo o un mega puzzle da record, l’importante è divertirsi… e magari staccare un po’ dallo smartphone!

    Autore: Lynda Di NataleFonte: webImmagine: AI

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  13. Giornata Mondiale del Puzzle

    Chi non ama quella sensazione di incastrare l’ultimo pezzettino di un puzzle e ammirare finalmente l’immagine completa? Se siete tra gli appassionati di enigmi e immagini da ricomporre, preparatevi: il 29 gennaio è la vostra giornata! Sì, parliamo della National Puzzle Day, la Giornata Mondiale del Puzzle, nata negli Stati Uniti per celebrare l’incredibile mondo dei rompicapi a incastro.

    Che cos’è esattamente la Giornata Mondiale del Puzzle?

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    Perché si celebra il 29 gennaio?

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    Il National Puzzle Day fu celebrato per la prima volta negli anni ’90, grazie all’iniziativa di un gruppo di appassionati americani che volevano trasformare una semplice passione in un’occasione di festa. Da allora, ogni anno, milioni di persone in tutto il mondo si dedicano ai loro puzzle preferiti proprio in questa giornata.

    E in Italia?

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    Curiosità divertenti e insolite

    • Puzzle da record: Il puzzle più grande del mondo conta oltre 40.000 pezzi! Immaginatevi a ricomporlo… servirebbe una stanza intera.
    • Puzzle insoliti: Oltre ai classici quadrati, esistono puzzle tridimensionali, magnetici e persino a forma di animali.
    • Benefici segreti: Alcuni studi suggeriscono che fare puzzle possa ridurre lo stress e aiutare a rallentare il declino cognitivo. Quindi, ogni pezzo non è solo divertente, è anche salutare!
    • Celebrità appassionate: Anche personaggi famosi come John Lennon e Marilyn Monroe amavano i puzzle. Chissà se il loro talento musicale si trasferiva anche nella pazienza per ricomporre mille pezzi!

    Come festeggiare la Giornata Mondiale del Puzzle

    • Prendete il vostro puzzle preferito e dedicatevi un paio d’ore al “ritmo lento”: niente fretta, solo pezzo dopo pezzo.
    • Organizzate una sfida tra amici o in famiglia: chi completa il puzzle più velocemente vince… un premio goloso o un applauso scrosciante!
    • Provate un puzzle digitale o un’app: perfetto se siete fuori casa o volete sfidare persone lontane.
    • Condividete la vostra creazione sui social: taggate amici e mostrate il vostro capolavoro con un pizzico di orgoglio.

    Insomma, la Giornata Mondiale del Puzzle è un invito a rallentare, a divertirsi e a godersi la soddisfazione di vedere un’immagine prendere forma pezzo dopo pezzo. Che sia un piccolo puzzle da tavolo o un mega puzzle da record, l’importante è divertirsi… e magari staccare un po’ dallo smartphone!

    Autore: Lynda Di NataleFonte: webImmagine: AI

    #appPuzzle #attivitàPerBambini #benessereMentale #concentrazione #curiositàPuzzle #Divertimento #eventiPuzzle #giochiDaTavolo #giochiDiLogica #GiornataMondialeDelPuzzle #hobby #intrattenimento #laboratorioPuzzle #Memoria #NationalPuzzleDay #passatempoCreativo #puzzle #puzzle1000Pezzi #puzzleAmici #puzzleAnimali #puzzleApprendimento #puzzleArtistici #puzzleCelebri #puzzleCognitivo #puzzleCollezione #puzzleConcentrazione #puzzleCreatività #puzzleCultura #puzzleDaRecord #puzzleDesigner #puzzleDigitale #puzzleDivertente #puzzleEducativi #puzzleEnigmi #puzzleFaiDaTe #puzzleFamiglia #puzzleFamosi #puzzleFormazione #puzzleGennaio #puzzleGigante #puzzleGiorno #puzzleInnovativo #puzzleInsoliti #puzzleInternazionale #puzzleInverno #puzzleItalia #puzzleJohnLennon #puzzleMagnetici #puzzleMarilynMonroe #puzzleMindfulness #puzzleRelax #puzzleSocial #puzzleStoria #puzzleStorici #puzzleStrategia #puzzleTecnica #puzzleTerapia #puzzleTridimensionale #Relax #rompicapo #sfidaPuzzle

  14. Giornata Mondiale del Puzzle

    Chi non ama quella sensazione di incastrare l’ultimo pezzettino di un puzzle e ammirare finalmente l’immagine completa? Se siete tra gli appassionati di enigmi e immagini da ricomporre, preparatevi: il 29 gennaio è la vostra giornata! Sì, parliamo della National Puzzle Day, la Giornata Mondiale del Puzzle, nata negli Stati Uniti per celebrare l’incredibile mondo dei rompicapi a incastro.

    Che cos’è esattamente la Giornata Mondiale del Puzzle?

    La Giornata Mondiale del Puzzle è una ricorrenza giocosa e intellettualmente stimolante dedicata a tutti coloro che amano mettere insieme pezzi, tessere e immagini, trasformando piccoli frammenti in opere d’arte… o in vere sfide di pazienza! Dal classico puzzle da 1000 pezzi alle versioni più moderne digitali o tridimensionali, questa giornata è un invito a fermarsi, rilassarsi e godersi il piacere della sfida logica.

    Non si tratta solo di un passatempo: risolvere puzzle migliora la concentrazione, la memoria e persino l’umore. Quindi, anche se siete lontani dal Guinness dei primati per il puzzle più grande del mondo, potete comunque partecipare con il vostro piccolo capolavoro sul tavolo del salotto.

    Perché si celebra il 29 gennaio?

    Negli Stati Uniti, il 29 gennaio è dedicato agli amanti dei puzzle dal National Puzzle Day, istituito per diffondere la passione per i rompicapi e per ricordare a tutti quanto possa essere rilassante e creativo ricomporre pezzi sparsi. La scelta di gennaio ha anche un pizzico di ironia: l’inverno è il periodo perfetto per restare in casa, sorseggiare una cioccolata calda e sfidare la propria mente tra mille pezzi colorati.

    Il National Puzzle Day fu celebrato per la prima volta negli anni ’90, grazie all’iniziativa di un gruppo di appassionati americani che volevano trasformare una semplice passione in un’occasione di festa. Da allora, ogni anno, milioni di persone in tutto il mondo si dedicano ai loro puzzle preferiti proprio in questa giornata.

    E in Italia?

    Anche da noi la passione per i puzzle è in crescita! Negli ultimi anni, eventi e laboratori hanno iniziato a diffondersi nei centri culturali, nelle biblioteche e perfino nei caffè. Se siete curiosi, potreste imbattervi in sfide di puzzle giganti nelle piazze o in gruppi di appassionati pronti a completare insieme centinaia di pezzi. Non c’è una celebrazione ufficiale nazionale come negli USA, ma la magia dei puzzle ha già conquistato molti italiani, soprattutto in questo periodo dell’anno.

    Curiosità divertenti e insolite

    • Puzzle da record: Il puzzle più grande del mondo conta oltre 40.000 pezzi! Immaginatevi a ricomporlo… servirebbe una stanza intera.
    • Puzzle insoliti: Oltre ai classici quadrati, esistono puzzle tridimensionali, magnetici e persino a forma di animali.
    • Benefici segreti: Alcuni studi suggeriscono che fare puzzle possa ridurre lo stress e aiutare a rallentare il declino cognitivo. Quindi, ogni pezzo non è solo divertente, è anche salutare!
    • Celebrità appassionate: Anche personaggi famosi come John Lennon e Marilyn Monroe amavano i puzzle. Chissà se il loro talento musicale si trasferiva anche nella pazienza per ricomporre mille pezzi!

    Come festeggiare la Giornata Mondiale del Puzzle

    • Prendete il vostro puzzle preferito e dedicatevi un paio d’ore al “ritmo lento”: niente fretta, solo pezzo dopo pezzo.
    • Organizzate una sfida tra amici o in famiglia: chi completa il puzzle più velocemente vince… un premio goloso o un applauso scrosciante!
    • Provate un puzzle digitale o un’app: perfetto se siete fuori casa o volete sfidare persone lontane.
    • Condividete la vostra creazione sui social: taggate amici e mostrate il vostro capolavoro con un pizzico di orgoglio.

    Insomma, la Giornata Mondiale del Puzzle è un invito a rallentare, a divertirsi e a godersi la soddisfazione di vedere un’immagine prendere forma pezzo dopo pezzo. Che sia un piccolo puzzle da tavolo o un mega puzzle da record, l’importante è divertirsi… e magari staccare un po’ dallo smartphone!

    Autore: Lynda Di NataleFonte: webImmagine: AI

    #appPuzzle #attivitàPerBambini #benessereMentale #concentrazione #curiositàPuzzle #Divertimento #eventiPuzzle #giochiDaTavolo #giochiDiLogica #GiornataMondialeDelPuzzle #hobby #intrattenimento #laboratorioPuzzle #Memoria #NationalPuzzleDay #passatempoCreativo #puzzle #puzzle1000Pezzi #puzzleAmici #puzzleAnimali #puzzleApprendimento #puzzleArtistici #puzzleCelebri #puzzleCognitivo #puzzleCollezione #puzzleConcentrazione #puzzleCreatività #puzzleCultura #puzzleDaRecord #puzzleDesigner #puzzleDigitale #puzzleDivertente #puzzleEducativi #puzzleEnigmi #puzzleFaiDaTe #puzzleFamiglia #puzzleFamosi #puzzleFormazione #puzzleGennaio #puzzleGigante #puzzleGiorno #puzzleInnovativo #puzzleInsoliti #puzzleInternazionale #puzzleInverno #puzzleItalia #puzzleJohnLennon #puzzleMagnetici #puzzleMarilynMonroe #puzzleMindfulness #puzzleRelax #puzzleSocial #puzzleStoria #puzzleStorici #puzzleStrategia #puzzleTecnica #puzzleTerapia #puzzleTridimensionale #Relax #rompicapo #sfidaPuzzle

  15. 8M 2025 - LOTTO BOICOTTO SCIOPERO - SCIOPERO TRANSFEMMINISTA TRANSNAZIONALE

    Piazza Maggiore, sabato 8 marzo alle ore 10:00 CET

    8M 2025 - LOTTO BOICOTTO SCIOPERO
    SCIOPERO TRANSFEMMINISTA TRANSNAZIONALE
    Come da 9 anni, anche quest'anno a Bologna doppio appuntamento per lo sciopero dell'8marzo:

    Piazza Maggiore dalle 10.00 per consentire a tutte le persone in sciopero di poter unire le proprie rivendicazioni. Ci sarà un microfono aperto, laboratorie, spazio bimbu, se vuoi proporre un attività ci puoi scrivere alla pagina o meglio puoi venire in assemblea lunedì 3 marzo alla Mala in Via Ranzani o martedì 4 alla punta creativa per la costruzione dei materiali Centro delle Donne dalle 19.00.

    Gli interventi saranno tradotti con l'interprete LIS, se hai bisogni specifici non esitare a contattarci.

    Corteo con concentramento dai giardini di Villa cassini alle ore 15.30 e partenza alle 16.30

    Il percorso: Giardini di villa Casserini - porta Saragozza - Viale Carlo Pepoli - Via Sant’Isaia - Piazza Malpighi - Via Marconi - via Amendola - Viale Petromarella - Via Matteotti - Piazza Dell’Unità�

    Scioperare l’8 marzo significa dire usare la nostra potente marea per bloccare la produzione e della riproduzione, attraversando i luoghi dove la violenza patriarcale si esercita ogni giorno: nelle case e sui posti di lavoro, nelle scuole e nelle università, nei supermercati e nei luoghi di consumo, nelle strade e nelle piazze, in ogni ambito della società.

    Quest'anno lo sciopero sarà di sabato, perchè lo sfruttamento e la violenza non si fermano mai!

    - Il tuo lavoro è talmente precario che non esiste differenza tra feriale e festivo?
    - Sei una donna che lavora nello spettacolo e gli unici giorni di lavoro assicurato e in cui hai un ruolo centrale sono il 25 novembre e l’8 marzo?
    - Hai passato una settimana a lavorare ininterrottamente e nel fine settimana non ti fermi mai? Devi pulire casa, sentire la famiglia ed esaurire tutto il tuo tempo libero residuo nella socialità perchè poi è di nuovo lunedì?
    - Lavori nella ristorazione per pagarti gli studi in una città che non investe in servizi ma in un turismo mordi e fuggi, che ti ha aumentato il costo della doppia fatiscente in affitto?
    - Sei una persona trans e ogni giorno senti il peso del tentativo di Trump e delle associazioni pro-vita di cancellare la tua esistenza?
    - Sei una persona migrante e razzializzata, a causa del ricatto del permesso di soggiorno devi acettare condizioni di lavoro degradanti, lavori tantissime ore, compreso il sabato?

    Lo sciopero che, come NUDM, abbiamo costruito negli anni è un atto politico radicale: include nel suo orizzonte tutte le forme di lavoro precario e non riconosciuto, sia produttivo che riproduttivo. Non ci limitiamo a denunciare queste condizioni, ma elaboriamo strumenti di lotta concreti, capaci di adattarsi alle difficoltà – e, in alcuni casi, alle reali impossibilità soggettive – di partecipare direttamente allo sciopero.

    Perché se ci fermiamo noi si ferma il mondo!

    AMORE E RABBIA

    balotta.org/event/8m-2025-lott

  16. cervelspacco col 3ds

    Dico spesso qui sopra che “sono cotta“, come tanta altra gente, nel senso che… Almeno una buona manciata di sensi, però uno in particolare che tormenta tutti nella società di oggi è quello della mancanza di #attenzione, il non riuscire a concentrarsi, perdere il filo di qualcosa nel mentre che la si fa, ecceterina ecceterella. SIAMO COTTI. 😩

    Nel mio voler invece attivamente perdere tempo per evitare di fare cose noiose, che è un problema simile ma molto distinto e che ha i suoi lati positivi, mi trovo davanti un video di YouTube per un gioco che ignoravo leggermente: Brain Training infernale del Dr. #Kawashima: Sai mantenere la concentrazione? Spoiler: circa ma non molto… forse egli sarà in grado di acconciarmi la capa??? 🥴

    https://youtu.be/r35Wsra-AzU

    Non è particolarmente eccitante, rispetto a letteralmente qualsiasi altro gioco di Nintendo… però, ho detto, quasi quasi… e allora ho deciso di provarlo. Sia mai che sia utile effettivamente a qualcosa, visto che questo titolo in particolare della saga di #BrainTraining sarebbe fatto apposta per migliorare le capacità di #concentrazione, e non un più generico tenere attivo il cervello (che a modo mio già faccio). 🔨

    Dopo averlo scaricato illegalmente, visto che #Nintendo ha deciso che i giochi 3DS non si possono più comprare (suvvia fanboy, azzardatevi ad asserire che sto sbagliando ad aver scelto questa come via, poiché la mia sete millenaria viene placata dalle vostre salatissime lacrime), l’ho provato una ventina di minuti e… cazzzarola. Il dottore quando si fa spuntare le corna e diventa rosso non scherza. 😰

    Lo proverò meglio e poi dirò, perché va ovviamente usato un pochino al giorno e con regolarità giornaliera, per sperare di avere i promessi miglioramenti… ma confermo che infernale lo è davvero, non adatto ai deboli di cuore. Dell’Allenamento infernale, cioè questo qui nuovo (ci sono anche gli esercizi vecchi), ho potuto per ora provare (perché il resto si sblocca man mano):

    • il Calcolo infernale (…in cui finora sono andata una chiavica, mamma mia aiuto)
    • le Coppie infernali, bene ma non benissimo, sono arrivata al livello 9 ma c’era troppa roba da tenere in mente alla fine e ho iniziato ad impanicarmi malissimo
    Spero che varrà la pena di fidarmi del bro. Non è facile, poiché è molto severo, stavolta… Ma, allo stesso tempo, la sua autorità è completamente indiscussa, c’è un motivo se con i suoi studi sul cervello delle scimmie parlanti è finito persino dentro il 3DS. Mi darà gli strumenti per restare su questo pianeta? 😤

    #Nintendo #attenzione #concentrazione #BrainTraining #Kawashima

  17. cervelspacco col 3ds

    Dico spesso qui sopra che “sono cotta“, come tanta altra gente, nel senso che… Almeno una buona manciata di sensi, però uno in particolare che tormenta tutti nella società di oggi è quello della mancanza di #attenzione, il non riuscire a concentrarsi, perdere il filo di qualcosa nel mentre che la si fa, ecceterina ecceterella. SIAMO COTTI. 😩

    Nel mio voler invece attivamente perdere tempo per evitare di fare cose noiose, che è un problema simile ma molto distinto e che ha i suoi lati positivi, mi trovo davanti un video di YouTube per un gioco che ignoravo leggermente: Brain Training infernale del Dr. #Kawashima: Sai mantenere la concentrazione? Spoiler: circa ma non molto… forse egli sarà in grado di acconciarmi la capa??? 🥴

    https://youtu.be/r35Wsra-AzU

    Non è particolarmente eccitante, rispetto a letteralmente qualsiasi altro gioco di Nintendo… però, ho detto, quasi quasi… e allora ho deciso di provarlo. Sia mai che sia utile effettivamente a qualcosa, visto che questo titolo in particolare della saga di #BrainTraining sarebbe fatto apposta per migliorare le capacità di #concentrazione, e non un più generico tenere attivo il cervello (che a modo mio già faccio). 🔨

    Dopo averlo scaricato illegalmente, visto che #Nintendo ha deciso che i giochi 3DS non si possono più comprare (suvvia fanboy, azzardatevi ad asserire che sto sbagliando ad aver scelto questa come via, poiché la mia sete millenaria viene placata dalle vostre salatissime lacrime), l’ho provato una ventina di minuti e… cazzzarola. Il dottore quando si fa spuntare le corna e diventa rosso non scherza. 😰

    Lo proverò meglio e poi dirò, perché va ovviamente usato un pochino al giorno e con regolarità giornaliera, per sperare di avere i promessi miglioramenti… ma confermo che infernale lo è davvero, non adatto ai deboli di cuore. Dell’Allenamento infernale, cioè questo qui nuovo (ci sono anche gli esercizi vecchi), ho potuto per ora provare (perché il resto si sblocca man mano):

    • il Calcolo infernale (…in cui finora sono andata una chiavica, mamma mia aiuto)
    • le Coppie infernali, bene ma non benissimo, sono arrivata al livello 9 ma c’era troppa roba da tenere in mente alla fine e ho iniziato ad impanicarmi malissimo
    Spero che varrà la pena di fidarmi del bro. Non è facile, poiché è molto severo, stavolta… Ma, allo stesso tempo, la sua autorità è completamente indiscussa, c’è un motivo se con i suoi studi sul cervello delle scimmie parlanti è finito persino dentro il 3DS. Mi darà gli strumenti per restare su questo pianeta? 😤

    #Nintendo #attenzione #concentrazione #BrainTraining #Kawashima

  18. cervelspacco col 3ds

    Dico spesso qui sopra che “sono cotta“, come tanta altra gente, nel senso che… Almeno una buona manciata di sensi, però uno in particolare che tormenta tutti nella società di oggi è quello della mancanza di #attenzione, il non riuscire a concentrarsi, perdere il filo di qualcosa nel mentre che la si fa, ecceterina ecceterella. SIAMO COTTI. 😩

    Nel mio voler invece attivamente perdere tempo per evitare di fare cose noiose, che è un problema simile ma molto distinto e che ha i suoi lati positivi, mi trovo davanti un video di YouTube per un gioco che ignoravo leggermente: Brain Training infernale del Dr. #Kawashima: Sai mantenere la concentrazione? Spoiler: circa ma non molto… forse egli sarà in grado di acconciarmi la capa??? 🥴

    https://youtu.be/r35Wsra-AzU

    Non è particolarmente eccitante, rispetto a letteralmente qualsiasi altro gioco di Nintendo… però, ho detto, quasi quasi… e allora ho deciso di provarlo. Sia mai che sia utile effettivamente a qualcosa, visto che questo titolo in particolare della saga di #BrainTraining sarebbe fatto apposta per migliorare le capacità di #concentrazione, e non un più generico tenere attivo il cervello (che a modo mio già faccio). 🔨

    Dopo averlo scaricato illegalmente, visto che #Nintendo ha deciso che i giochi 3DS non si possono più comprare (suvvia fanboy, azzardatevi ad asserire che sto sbagliando ad aver scelto questa come via, poiché la mia sete millenaria viene placata dalle vostre salatissime lacrime), l’ho provato una ventina di minuti e… cazzzarola. Il dottore quando si fa spuntare le corna e diventa rosso non scherza. 😰

    Lo proverò meglio e poi dirò, perché va ovviamente usato un pochino al giorno e con regolarità giornaliera, per sperare di avere i promessi miglioramenti… ma confermo che infernale lo è davvero, non adatto ai deboli di cuore. Dell’Allenamento infernale, cioè questo qui nuovo (ci sono anche gli esercizi vecchi), ho potuto per ora provare (perché il resto si sblocca man mano):

    • il Calcolo infernale (…in cui finora sono andata una chiavica, mamma mia aiuto)
    • le Coppie infernali, bene ma non benissimo, sono arrivata al livello 9 ma c’era troppa roba da tenere in mente alla fine e ho iniziato ad impanicarmi malissimo
    Spero che varrà la pena di fidarmi del bro. Non è facile, poiché è molto severo, stavolta… Ma, allo stesso tempo, la sua autorità è completamente indiscussa, c’è un motivo se con i suoi studi sul cervello delle scimmie parlanti è finito persino dentro il 3DS. Mi darà gli strumenti per restare su questo pianeta? 😤

    #Nintendo #attenzione #concentrazione #BrainTraining #Kawashima

  19. cervelspacco col 3ds

    Dico spesso qui sopra che “sono cotta“, come tanta altra gente, nel senso che… Almeno una buona manciata di sensi, però uno in particolare che tormenta tutti nella società di oggi è quello della mancanza di #attenzione, il non riuscire a concentrarsi, perdere il filo di qualcosa nel mentre che la si fa, ecceterina ecceterella. SIAMO COTTI. 😩

    Nel mio voler invece attivamente perdere tempo per evitare di fare cose noiose, che è un problema simile ma molto distinto e che ha i suoi lati positivi, mi trovo davanti un video di YouTube per un gioco che ignoravo leggermente: Brain Training infernale del Dr. #Kawashima: Sai mantenere la concentrazione? Spoiler: circa ma non molto… forse egli sarà in grado di acconciarmi la capa??? 🥴

    https://youtu.be/r35Wsra-AzU

    Non è particolarmente eccitante, rispetto a letteralmente qualsiasi altro gioco di Nintendo… però, ho detto, quasi quasi… e allora ho deciso di provarlo. Sia mai che sia utile effettivamente a qualcosa, visto che questo titolo in particolare della saga di #BrainTraining sarebbe fatto apposta per migliorare le capacità di #concentrazione, e non un più generico tenere attivo il cervello (che a modo mio già faccio). 🔨

    Dopo averlo scaricato illegalmente, visto che #Nintendo ha deciso che i giochi 3DS non si possono più comprare (suvvia fanboy, azzardatevi ad asserire che sto sbagliando ad aver scelto questa come via, poiché la mia sete millenaria viene placata dalle vostre salatissime lacrime), l’ho provato una ventina di minuti e… cazzzarola. Il dottore quando si fa spuntare le corna e diventa rosso non scherza. 😰

    Lo proverò meglio e poi dirò, perché va ovviamente usato un pochino al giorno e con regolarità giornaliera, per sperare di avere i promessi miglioramenti… ma confermo che infernale lo è davvero, non adatto ai deboli di cuore. Dell’Allenamento infernale, cioè questo qui nuovo (ci sono anche gli esercizi vecchi), ho potuto per ora provare (perché il resto si sblocca man mano):

    • il Calcolo infernale (…in cui finora sono andata una chiavica, mamma mia aiuto)
    • le Coppie infernali, bene ma non benissimo, sono arrivata al livello 9 ma c’era troppa roba da tenere in mente alla fine e ho iniziato ad impanicarmi malissimo
    Spero che varrà la pena di fidarmi del bro. Non è facile, poiché è molto severo, stavolta… Ma, allo stesso tempo, la sua autorità è completamente indiscussa, c’è un motivo se con i suoi studi sul cervello delle scimmie parlanti è finito persino dentro il 3DS. Mi darà gli strumenti per restare su questo pianeta? 😤

    #Nintendo #attenzione #concentrazione #BrainTraining #Kawashima

  20. cervelspacco col 3ds

    Dico spesso qui sopra che “sono cotta“, come tanta altra gente, nel senso che… Almeno una buona manciata di sensi, però uno in particolare che tormenta tutti nella società di oggi è quello della mancanza di #attenzione, il non riuscire a concentrarsi, perdere il filo di qualcosa nel mentre che la si fa, ecceterina ecceterella. SIAMO COTTI. 😩

    Nel mio voler invece attivamente perdere tempo per evitare di fare cose noiose, che è un problema simile ma molto distinto e che ha i suoi lati positivi, mi trovo davanti un video di YouTube per un gioco che ignoravo leggermente: Brain Training infernale del Dr. #Kawashima: Sai mantenere la concentrazione? Spoiler: circa ma non molto… forse egli sarà in grado di acconciarmi la capa??? 🥴

    https://youtu.be/r35Wsra-AzU

    Non è particolarmente eccitante, rispetto a letteralmente qualsiasi altro gioco di Nintendo… però, ho detto, quasi quasi… e allora ho deciso di provarlo. Sia mai che sia utile effettivamente a qualcosa, visto che questo titolo in particolare della saga di #BrainTraining sarebbe fatto apposta per migliorare le capacità di #concentrazione, e non un più generico tenere attivo il cervello (che a modo mio già faccio). 🔨

    Dopo averlo scaricato illegalmente, visto che #Nintendo ha deciso che i giochi 3DS non si possono più comprare (suvvia fanboy, azzardatevi ad asserire che sto sbagliando ad aver scelto questa come via, poiché la mia sete millenaria viene placata dalle vostre salatissime lacrime), l’ho provato una ventina di minuti e… cazzzarola. Il dottore quando si fa spuntare le corna e diventa rosso non scherza. 😰

    Lo proverò meglio e poi dirò, perché va ovviamente usato un pochino al giorno e con regolarità giornaliera, per sperare di avere i promessi miglioramenti… ma confermo che infernale lo è davvero, non adatto ai deboli di cuore. Dell’Allenamento infernale, cioè questo qui nuovo (ci sono anche gli esercizi vecchi), ho potuto per ora provare (perché il resto si sblocca man mano):

    • il Calcolo infernale (…in cui finora sono andata una chiavica, mamma mia aiuto)
    • le Coppie infernali, bene ma non benissimo, sono arrivata al livello 9 ma c’era troppa roba da tenere in mente alla fine e ho iniziato ad impanicarmi malissimo
    Spero che varrà la pena di fidarmi del bro. Non è facile, poiché è molto severo, stavolta… Ma, allo stesso tempo, la sua autorità è completamente indiscussa, c’è un motivo se con i suoi studi sul cervello delle scimmie parlanti è finito persino dentro il 3DS. Mi darà gli strumenti per restare su questo pianeta? 😤

    #Nintendo #attenzione #concentrazione #BrainTraining #Kawashima

  21. Era moderna, più intelligenti di quanto pensiamo? Un nuovo, massiccio studio dell'Università di Vienna rivela che il QI degli adulti è in aumento, sfidando le preoccupazioni sull'era digitale. Certo, per adolescenti e bambini le cose sono un po' differenti.

    #Intelligenza #QI #EraDigitale #SviluppoCognitivo #Ricerca #Concentrazione #Curiosità

    futuroprossimo.it/2023/11/era-

  22. Era moderna, più intelligenti di quanto pensiamo? Un nuovo, massiccio studio dell'Università di Vienna rivela che il QI degli adulti è in aumento, sfidando le preoccupazioni sull'era digitale. Certo, per adolescenti e bambini le cose sono un po' differenti.

    #Intelligenza #QI #EraDigitale #SviluppoCognitivo #Ricerca #Concentrazione #Curiosità

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  23. Era moderna, più intelligenti di quanto pensiamo? Un nuovo, massiccio studio dell'Università di Vienna rivela che il QI degli adulti è in aumento, sfidando le preoccupazioni sull'era digitale. Certo, per adolescenti e bambini le cose sono un po' differenti.

    #Intelligenza #QI #EraDigitale #SviluppoCognitivo #Ricerca #Concentrazione #Curiosità

    futuroprossimo.it/2023/11/era-

  24. Era moderna, più intelligenti di quanto pensiamo? Un nuovo, massiccio studio dell'Università di Vienna rivela che il QI degli adulti è in aumento, sfidando le preoccupazioni sull'era digitale. Certo, per adolescenti e bambini le cose sono un po' differenti.

    #Intelligenza #QI #EraDigitale #SviluppoCognitivo #Ricerca #Concentrazione #Curiosità

    futuroprossimo.it/2023/11/era-

  25. Era moderna, più intelligenti di quanto pensiamo? Un nuovo, massiccio studio dell'Università di Vienna rivela che il QI degli adulti è in aumento, sfidando le preoccupazioni sull'era digitale. Certo, per adolescenti e bambini le cose sono un po' differenti.

    #Intelligenza #QI #EraDigitale #SviluppoCognitivo #Ricerca #Concentrazione #Curiosità

    futuroprossimo.it/2023/11/era-

  26. La #concentrazione è un'arte che io non conosco.
    #noice mi aiuta a tenere un po' il #focus. Ed è #FOSS.

    Worth a try.

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    noice | A native Android app to relax, improve focus and boost productivity with minimal background noises. ashutoshgngwr.github.io/noice/