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#ritorno — Public Fediverse posts

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  1. europesays.com/it/694592/ Amadeus verso il ritorno in Rai al posto di Stefano De Martino: prima Amici a Mediaset, poi il varietà in prima serata #amadeus #Entertainment #Intrattenimento #IT #Italia #Italy #Rai #ritorno #StefanoDeMartino #tv

  2. Mi salva l’oblio

    Tornerà la parola da ringhiera
    trafugata al verde abisso,
    un abbaio l’interrompe
    sulla sdraio dei ricordi,

    per fortuna mi salva l’oblio!
    sugli estinti e sugli errori,
    ricomincia ogni giorno testardo
    con fede nuova, mi salva
    la dimenticanza dei passi falsi,
    tanti, dell’umana pochezza,
    ricomincia il crederci orbo
    nella matita che ferma il verso errante.

    Ecco perché tornerà la parola
    essa non teme l’oblio del tempo,
    ricorda senza chiedere permesso all’anima
    l’antica strada che riporta a casa.

    ♦

    (ph M.Nigro©2026)

    #esistenza #memoria #natura #parola #passato #poesia #poeta #poetare #poetica #poetry #ricordi #ricordo #ritorno #webPoetry
  3. Attendi la pioggia

    Vendo sangue noioso
    all’incrocio di turni roventi,
    lente processioni notturne
    smerigliano l’anima ferita,
    simuliamo presenze estinte
    in sagre d’antica abitudine
    ma non restano che i resti
    tra solitarie insalate, albeggiando.

    Il luogo del cuore
    è dove attendi la pioggia,
    scivolano inascoltate le parole dell’affianco
    sogni l’ora del ritorno a te stesso
    e a più sobri gradi adatti al fare,
    non sei meno del tubare dietro i vasi
    colombo in ritardo di tramonti e preghiere.

    ♦

    [immagine: Gaël Patin (©2015) Oil on canvas]

    #esistenza #evoluzione #morte #poesia #poeta #poetare #poetica #poetry #ritorno #solitudine #speranza #storia #tempo #webPoetry
  4. Restanza

    Un odore vigliacco dalla strada
    rimette in viaggio un intento
    reduce, ma solo nel ricordo
    che scadenza non ha,

    abbiamo tempi vitali
    cadenzati da salari mensili
    e riposi troppo brevi,
    preziosi, trascorsi a scrivere,

    il mito della restanza
    è salito al potere nei nervi,
    neanche l’ebbrezza
    d’una timida tornanza.

    Ma serbiamo ancora
    odori incrociati in anni liberi
    e taccuini intonsi
    per tragitti più calmi
    al tramonto.

    ♦

    (ph M.Nigro©2026)

    #appartenenza #evoluzione #libertà #memoria #mito #movimento #partenza #passato #poesia #poetry #provincia #provincialismo #ricordo #ritorno #speranza #viaggiatore #viaggio #webPoetry
  5. Nota a “Un tempo nuovo” di Carla Malerba

    Il tempo definito come nuovo può essere interpretato in due modi differenti: è nuovo il tempo a venire che in gioventù immaginiamo ottimisticamente gravido di promesse (“E sembrava fosse tornato / un tempo nuovo […] una gioventù che irrideva gli anni / che sembrava farsi eternità”), di progetti succulenti, di orizzonti misteriosi inseguendo chimere – e per tale motivo affascinanti -; oppure è tempo nuovo quello che tramite la poesia e il silenzio (o la preghiera) ci concediamo in ogni periodo dell’esistenza; un ripartire verticale verso l’alto che possiamo solo sfiorare. Ma non è operazione facile e volontaria perché a volte le parole sono “Annidate così nel profondo” che “non sanno fiorire”: quante idee percorrono la nostra mente, quante immagini degne di nota che potrebbero diventare versi, eppure scegliamo di tacere. Ma il poeta non va di fretta e si affida ai tempi ciclici della gioia pura che non attende inviti ma si manifesta quando è pronta, ed è fatta di verità semplici, da cogliere con umiltà (“l’occhio del poeta / osserva intuisce riferisce / cosa c’è nell’anima del mondo”); alimentata dal “sogno eterno del ritorno”. Ma ritornare dove? In luoghi del passato mai abbandonati interiormente o in una dimensione attuale e perfetta ottenuta negli anni e grazie al privilegiato esercizio della ricerca poetica?

    Carla Malerba è una poetessa risolta? I versi delicati ed essenziali contenuti nella raccolta “Un tempo nuovo” (Fara Editore, 2026) sembrerebbero evidenziare un raggiunto equilibrio non solo stilistico ma innanzitutto esistenziale, storico, e quindi autobiografico, oppure il tutto è solo un “sentirsi al sicuro / appollaiati / in attesa del vortice” perché un poeta è sempre in viaggio dentro se stesso e il suo vissuto; la quiete è per i falsi risolti che non hanno dubbi. C’è un tempo sospeso, potenziale e spesso esplorato dai ricordi perché la vita ha deviato dal suo percorso, che sempre riaprirà varchi spazio-temporali, riesaminerà ipotesi esistenziali o semplicemente ripercorrerà pagine private che dolcemente e tristemente ritornano alla memoria. Anche nel presente insonne c’è una stazione dove qualcuno “ripete senza sosta / le stesse parole ferrate d’addio”: solo la sensibilità del poeta (intento per sua natura “ad ascoltare nel buio / mormorii e richiami”) può afferrarle al volo e ricollocarle in un angolo remoto del proprio lontano vissuto. Ma certe cose si sentono a tratti, in momenti di grazia: a volte è lo stesso poeta a sottovalutarne la portata, le potenzialità e molte sono le cose che scivolano via; tra queste le voci dell'”altro che non eri / o che sei stato”, gli io inespressi, le persone care estinte che oggi – come direbbe Massimo Recalcati – sono “luce di stelle morte” ma pur sempre, in altro modo, luce. È un ciclo che riguarda tutti: ci consola il fatto che “saremo / sedimenti di nuove colonie”; sulle nostre parole apparentemente ignorate forse si sta già formando la nuova coscienza di un’umanità che non vedremo.

    Carla Malerba vuole rappresentare, a se stessa in primis, il raggiungimento di una dimensione di pace che non significa rassegnato immobilismo: c’è invece un sobrio equilibrio tra elementi naturali, eventi personali, ricordi, stati di grazia conquistati con lo strumento mai scontato della semplicità osservatrice (“Semplice è sinonimo di chiaro”), percezioni a volte addirittura impalpabili, sovrapposizioni casuali e felici (“note di fado / nello sciabordio della marea”): è il poeta che registra, immortala, ma con leggerezza, senza l’ossessione del definitivo, del lapidario. In questa raccolta, forse più che in altre, Malerba ha voluto toccare e finalmente fissare l’essenza dell’esistere, le cose che contano, l’importanza del tempo, quello vero – l’altro – eterno, non misurabile dagli scarsi strumenti umani; ha preso coscienza “dell’indifferenza / verso passate stagioni”, delle voci ormai spente e che mai più torneranno, perché “di tutte le assenze / sconfinato il desiderio / di sorrisi e mani amate”. Ma non si tratta di un nostalgico arrendersi al tempo che passa perché “depongo con cura ciò che resta / delle trascorse stagioni. / Qui è vivo il presente…”. Un presente operoso e dinamico, ma con un occhio saggiamente rivolto sempre agli insegnamenti provenienti dal proprio vissuto.

    A questo punto dovrebbe essere abbastanza chiaro che la raccolta di Carla Malerba ha un co-autore ed è il Tempo: solo grazie a questa dimensione così sfuggevole e indefinibile, ma che di fatto ci insegue e fa sentire tutto il proprio peso sul nostro agire, possiamo valutare in profondità gli accadimenti, i sentimenti provati, le persone e i personaggi incontrati, le emozioni avvertite, i vuoti e i pieni sopravvalutati o sottovalutati… È grazie al tempo che a distanza riusciamo a definire, a dare un nome alle cose, all’indicibile per fortuna sempre presente in questo viaggio chiamato vita.

    Michele Nigro

    ♦

    #lettura #memoria #nota #passato #poesia #poeta #poetica #poetry #recensione #ricordi #ricordo #ritorno #silenzio #tempo #vita #webPoetry
  6. Monumento ai cadenti

    Ritorni solo dal desinare di domenica
    nel sole accecante tra case allineate,
    è curioso quel che ricorda all’imbrunire
    l’amico prezioso riemerso dall’infanzia
    le smorfie irriverenti al severo adulto
    lontani gesti rimossi egli rammenta
    alla memoria allentata dagli anni.

    Vi ritrovo invecchiati e stanchi
    feriti, colpiti, caduti ma in piedi a crederci
    nel caldo vento di un maggio ancora senza rose
    compagni pesanti di vita e morte,
    l’usura è la stessa mia di sciagurati respiri
    e delle cicliche stagioni su passaggi terreni,

    eppure sempre fluttueranno come ieri
    gatti liberi e raminghi sulle tettoie del silenzio
    parole e versi per foglie sonanti
    all’alito di insperati tramonti.

    Sarà dolce andarsene a scadenza tra risa di luppolo,
    decadente e umano è il farsi appoggio l’un dell’altro
    la ruggine paziente dei cancelli
    la sua lenta azione sulla presenza dell’uomo
    accolta dai tempi con fede insistente.

    ♦

    (Immagine: Igor Shulman, Progetto Gravity. #16., Pittura, Olio su tela – 2021)

     

    #esistenza #memoria #morte #passato #poesia #poetry #ricordi #ricordo #ritorno #solitudine #speranza #storia #tempo #vita #webPoetry
  7. In un annuncio che scuote lo scenario geopolitico già fragile del Medio Oriente, Hamas ha dichiarato che Edan Alexander, il soldato israelo-americano considerato l’ultimo ostaggio statunitense ancora in vita nella Striscia di Gaza, sarà #accordo #gaza #ritorno #ostaggi #annuncio

  8. trauma in cui noncentro

    Ecco questo video del professor Saudino, giusto in tempo, perché domani c’è il “trauma da rientro“… muahahahahhaha!!! Non per me, però… ed è in effetti proprio questo un po’ il mio problema, che mi fa riflettere; la mia preoccupazione ora è praticamente uguale, ma tipo opposta, a quella che vivono gli studenti delle scuole. 😿

    https://www.youtube.com/watch?v=O7oWcHr7Lfo

    Ovviamente, quando andavo a scuola, il #ritorno non era proprio gioioso, perché comunque zzz che palle meglio avere il 100% del tempo libero… anche perché, poi rapidamente subentra lo stess delle verifiche, perché a gennaio finisce il quadrimestre, e insomma prendiamo le lamette e vediamo come dobbiamo passare questa nottata. Ora, all’università, la fine delle #vacanze è comunque triste, ma non per la cosa in sé… è perché non ci sono le lezioni! 😩

    È allucinante, chiunque qui legge quanto mi stanco durante il periodo dei corsi; eppure, mentalmente mi sa che lo preferisco a quello della sessione. Qui ed ora c’è un tipo di pressione personale che lì non c’è così forte, e lì ci sono distrazioni e contentini che qui in genere non ci sono (come trovare i compagni a lezione, anche se quest’anno non è che io sia riuscita a fare proprio amicizie, che palle)… Bisogna far lo #studio, da soli, e non c’è scampo. 🤒

    In effetti non mi dispiacerebbe di per sé il tornare all’università dopo queste 2 settimane; anzi, avendo l’abbonamento annuale stavolta, qualche mattina mi voglio sforzare di andarci giusto così, a sfregio, per lo sfizio di farmi un giro, cambiare aria, sperare di trovare qualcuno, magari anche per evitare che la mia routine si sfaldi tanto quanto l’anno scorso (poi torno a casa entro ora di pranzo, il pomeriggio sto con calma). 😞

    …Sento però sotto sotto che sia un cattivo segno il fatto che voglio andare all’università “per farmi un giro”, ma alla fine questo è… Magari, e dico magari, mi capita il culo che trovo qualcuno che conosco, o riusciamo ad organizzarci (ma è difficile), e capita la mattina che riesco effettivamente a studiare per gli esami che ora ho, anziché semplicemente fare fuori le stesse mie minchiate che faccio a casa… Ma è così fottutamente irrealistica come speranza che non avete idea!!! 🤣🤣

    Tutto questo non centra con ciò che dice il prof, che fa un altro discorso (come sempre condivisibile), ma mi sembrava un buon spunto per ora dormire… (Lui dice che è un problema quando si usano le parole a sproposito, perché così facendo perdono di valore, e in questo caso quindi se diciamo che lo stress del tornare a #scuola è un trauma poi non abbiamo più parole per descrivere i traumi veri… se vi interessa guardate il video, boh, mi sembra non ci sia da commentare. 🤥)

    #vacanze #studio #scuola #ritorno #università

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