#friuli — Public Fediverse posts
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This Gorgeous Underrated Coastal City In Italy Is Surging In Popularity
Share The Article If you’re planning a trip to Italy this summer, chances are it’s places like Rome,…
#Italy #Europe #Europa #EU #Friuli-VeneziaGiulia #SouthernEurope
https://www.europesays.com/italy/17112/ -
https://www.europesays.com/it/493390/ Friuli, trovati senza vita i due escursionisti dispersi in montagna #Cronaca #friuli #Headlines #IT #Italia #Italy #morti #News #Notizie #NotizieDiCronaca #NotiziePrincipali #NotizieDiCronaca #NotiziePrincipali #Titoli #UltimeNotizie #UltimeNotizieDiCronaca #UltimeNotizieENewsDiOggi #UltimeNotizie #UltimeNotizieDiCronaca #UltimeNotizieEnewsDiOggi
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https://www.europesays.com/it/489200/ “Se dite dove sono sparisco di nuovo” #Cronaca #CronacaItaliana #CronacaItaliana #figli #friuli #IT #Italia #Italy #mamma #marito #News #Notizie #rintracciata #risolva #ritrovata #scomparsa #situazione #sonia #stanno #UltimeNotizie #UltimeNotizieENewsDiOggi #UltimeNotizieItalia #UltimeNotizie #UltimeNotizieEnewsDiOggi #UltimeNotizieItalia #vuole
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https://www.europesays.com/it/488427/ «Stanno bene, sono fuggiti volontariamente» #Cronaca #CronacaItaliana #CronacaItaliana #FamigliaScomparsa #friuli #IT #Italia #Italy #News #Notizie #SoniaBottacchiari #UltimaOra #UltimeNotizie #UltimeNotizieENewsDiOggi #UltimeNotizieItalia #UltimeNotizie #UltimeNotizieEnewsDiOggi #UltimeNotizieItalia #veneto
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https://www.europesays.com/it/488395/ Famiglia scomparsa in Friuli: mamma e figli ritrovati in buone condizioni #Cronaca #CronacaItaliana #CronacaItaliana #friuli #FriuliVeneziaGiulia #IT #Italia #Italy #News #Notizie #UltimeNotizie #UltimeNotizieENewsDiOggi #UltimeNotizieItalia #UltimeNotizie #UltimeNotizieEnewsDiOggi #UltimeNotizieItalia
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https://www.europesays.com/it/485436/ Sonia Bottacchiari scomparsa con i figli in Friuli, inviato di Sky TG24 trova lettera della donna #collaboratori #Cronaca #CronacaItaliana #CronacaItaliana #friuli #indagini #IT #Italia #Italy #News #Notizie #scomparsa #UltimeNotizie #UltimeNotizieENewsDiOggi #UltimeNotizieItalia #UltimeNotizie #UltimeNotizieEnewsDiOggi #UltimeNotizieItalia
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https://www.europesays.com/it/482015/ Madre e due figli scomparsi in Friuli, continuano le ricerche #collaboratori #Cronaca #CronacaItaliana #CronacaItaliana #friuli #IT #Italia #Italy #News #Notizie #Piacenza #scomparsa #UltimeNotizie #UltimeNotizieENewsDiOggi #UltimeNotizieItalia #UltimeNotizie #UltimeNotizieEnewsDiOggi #UltimeNotizieItalia
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https://www.europesays.com/it/479437/ Madre e due figli adolescenti scomparsi mentre erano in vacanza in Friuli: le ricerche #Cronaca #CronacaItaliana #CronacaItaliana #friuli #IT #Italia #Italy #madre #News #Notizie #scomparsa #UltimeNotizie #UltimeNotizieENewsDiOggi #UltimeNotizieItalia #UltimeNotizie #UltimeNotizieEnewsDiOggi #UltimeNotizieItalia
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Prendeva forma la Repubblica Partigiana della Carnia e dell'Alto Friuli https://collasgarba.wordpress.com/2026/04/18/prendeva-forma-la-repubblica-partigiana-della-carnia-e-dellalto-friuli/ #1944, #Alto, #Carnia, #CeciliaCasanova, #Cosacchi, #Diario, #Donne, #Fascisti, #Friuli, #Guerra, #NorinaCanciani, #Partigiani, #Repubblica, #Resistenza, #Tedeschi, #Tolmezzo(UD), #Udine
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18/03/2026 e 23/03/2026
Animazioni didattiche presso la Cappella Dirutta (San Martino del Carso) e nelle vicinanze della dolina dei 500 (Monte Sei Busi, Fogliano Redipuglia/Ronchi dei Legionari).
#ww1 #grandeguerra #sanmartinodelcarso #storia #trincea #dolina #fvg #friuli #redipuglia
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18/03/2026 e 23/03/2026
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https://www.europesays.com/es/472381/ Mauro Schmid gana la Semana Coppi e Bartoli tras una emocionante última etapa – Esciclismo #adjudico #bartali #Ciclismo #coppi #cormons #Cycling #Deportes #disputada #domingo #ES #España #etapa #friuli #gemona #Internacional #kilómetros #mauro #quinta #schmid #semana #sobre #Spain #Sports #ultima
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Non credo ricada nel #dialetto, ma più nei modi di dire tipici di un territorio.
In #Trentino, ma sono sicuro anche in #Veneto e magari anche in #Friuli, quando si vuole dare enfasi positiva a un fatto senza usare tante parole (lungi da noi popoli montanari articolare approfonditamente il nostro pensiero), si usa semplicemente:
"oro".
Così.
Diretto.
Tre lettere, di cui una ripetuta.
Efficientissimo.Mi domando se altrove ci siano modalità simili.
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Non credo ricada nel #dialetto, ma più nei modi di dire tipici di un territorio.
In #Trentino, ma sono sicuro anche in #Veneto e magari anche in #Friuli, quando si vuole dare enfasi positiva a un fatto senza usare tante parole (lungi da noi popoli montanari articolare approfonditamente il nostro pensiero), si usa semplicemente:
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https://www.europesays.com/es/464456/ La Semana Coppi y Bartali abre una nueva era con un recorrido de norte a noreste de Italia [Previa] – Ciclismo #arranca #barbaresco #bartali #carrera #categoria #Ciclismo #cinco #coppi #Cycling #Deportes #dos #edicion #ES #España #etapas #Europe #formato #friuli #g #gemona #homenaje #Internacional #julia #kilómetros #la #linea #marzo #miercoles #piamonte #recorrido #rendir #renovado #repartidos #semana #Spain #Sports #tour #uci #Venecia #volvera
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Zorzettig apuesta por la internacionalización en ProWein con nuevas añadas y vinos autóctonos de Friuli https://www.vinetur.com/2026030597145/zorzettig-winery-unveils-new-vintages-at-prowein-2026-in-dusseldorf.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=mastodon #Zorzettig #ProWein #Vinos #Friuli #Internacionalización
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https://www.europesays.com/it/289328/ Prima di noi, la serie tv debutta domenica su Rai 1: trama, cast e anticipazioni #Anticipazioni #DanieleLuchetti #Entertainment #fiction #friuli #GiorgioFontana #GiuliaCalenda #Intrattenimento #IT #Italia #Italy #MaurizioLastrico #NordItalia #PrimaDiNoi #Rai #Rai1 #SerieTv #Torino #tv #ValiaSantella
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‘A mountain of dirt and trees’ podcast rallies support for devastated Friuli winery https://www.diningandcooking.com/2408618/a-mountain-of-dirt-and-trees-podcast-rallies-support-for-devastated-friuli-winery/ #ClimateChange #flooding #Friuli #Italia #Italian #ItalianWine #italiano #italy #Wine
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Gute Nachrichten für den #CicloviaAlpeAdria-#Radweg: Ab Juni 2026 wird der zeitliche Radius für Tagesausflüge ins #ValCanale deutlich ausgeweitet. Ein neues REX-Zugpaar verkehrt täglich am Tagesrand zwischen #Villach 🇦🇹 und #Trieste 🇮🇹 via Udine (unter der Woche ist ab Villach ein Umstieg in Arnoldstein notwendig).
Für Frühaufsteher*innen lassen sich so von #Kärnten aus noch deutlich längere Rad- und Wandertouren unternehmen als mit dem Micotra.
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Le Monde presenta dos vinos de Refosco dal Peduncolo Rosso para mostrar la diversidad del Friuli https://www.vinetur.com/2025111993464/le-monde-winery-unveils-two-distinct-refosco-wines-honoring-friulis-centuries-old-grape.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=mastodon #Vino #Refosco #Friuli #Bodega #Tradición
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🛶 𝗨𝗱𝗶𝗻𝗲 | 𝗜𝗹 𝗿𝗲𝗹𝗶𝘁𝘁𝗼 𝗺𝗲𝗱𝗶𝗲𝘃𝗮𝗹𝗲 𝗿𝗶𝗽𝗲𝘀𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗮𝗹 𝗳𝗶𝘂𝗺𝗲 𝗦𝘁𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗮 𝗮𝗶 𝗖𝗮𝗻𝘁𝗶𝗲𝗿𝗶 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗻𝗮 𝗦𝗮𝗻 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗴𝗶𝗼: 𝗮𝗹 𝘃𝗶𝗮 𝗶𝗹 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝘂𝗿𝗼
#archeologia #restauro #relitto #FiumeStella #Friuli #beniCulturali #archeologianavale #conservazione #FVG
Foto: ©SABAP FVG
➡️ Articolo completo su Storie Archeostorie: https://wp.me/p7tSpZ-bas
https://storiearcheostorie.com/2025/11/19/relitto-fiume-stella-cantieri-marina-san-giorgio-restauro/
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El Cabernet Franc de Friuli recibe el Tre Bicchieri y se consolida como referente enológico italiano https://www.vinetur.com/2025092291436/cabernet-franc-finds-distinctive-voice-in-friulis-vineyards-and-culinary-partnerships.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=mastodon #CabernetFranc #Friuli #TreBicchieri #VinoItaliano #Gastronomía
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The 8 Best Italian White Wines for Anyone Who Loves Fresh, Crisp Flavor
These days, when wine drinkers are looking for more freshness and less weighty richness, northern Italy’s Alto Adige and Friuli re…
#dining #cooking #diet #food #Italianmeals #altoAdige #foodstyling #Friuli #Italia #Italian #italianmeals #italiano #italy #MolamattaFriuliBianco #NorthernItaly #Picolit #pinotgrigio
https://www.diningandcooking.com/2243114/the-8-best-italian-white-wines-for-anyone-who-loves-fresh-crisp-flavor/ -
The 8 Best Italian White Wines for Anyone Who Loves Fresh, Crisp Flavor https://www.diningandcooking.com/2243114/the-8-best-italian-white-wines-for-anyone-who-loves-fresh-crisp-flavor/ #AltoAdige #FoodStyling #Friuli #Italia #Italian #ItalianMeals #italiano #italy #MolamattaFriuliBianco #NorthernItaly #Picolit #PinotGrigio
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The 8 Best Italian White Wines for Anyone Who Loves Fresh, Crisp Flavor https://www.diningandcooking.com/2243114/the-8-best-italian-white-wines-for-anyone-who-loves-fresh-crisp-flavor/ #AltoAdige #FoodStyling #Friuli #Italia #Italian #ItalianMeals #italiano #italy #MolamattaFriuliBianco #NorthernItaly #Picolit #PinotGrigio
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Uno dei difetti principali delle formazioni partigiane in Cadore era l’ossessivo mantenimento di posizioni fisse
Processed By eBay with ImageMagick, z1.1.0. ||A3A settembre [1944] tutte le brigate aumentarono la frequenza delle loro scorribande, nel tentativo di isolare il Centro Cadore, la Val d’Ansiei ed il Comelico, impedendo la penetrazione del territorio da parte dei mezzi corazzati tedeschi, che battevano in ritirata. Le più significative azioni di questo periodo furono l’attacco al presidio tedesco sul monte Tudaio da parte di un gruppo della Oberdan in data 3 settembre 1944, il brillamento di un ponte sulla strada statale n. 51 denominata «Cavallera» il 4 settembre, l’attentato ad una pattuglia tedesca presso il ponte sul Rio Rin a Lozzo di Cadore il 6 settembre <134, l’imboscata ad un autocarro nel paese di Vallesina il 9 settembre, la conflagrazione tramite esplosivo di un ponte sul fiume Ansiei nello stesso giorno e la demolizione del ponte che collegava il paese di Venas a quello di Cibiana il 10 settembre <135. A complicare le cose sopraggiunsero alcune divergenze tra la Brigata carnica Osoppo e la Brigata Cadore. La prima voleva intensificare le azioni per dar luogo ad una strenua lotta contro l’invasore, la seconda invece voleva evitare le interferenze di altri nuclei partigiani sulla propria zona e lo stesso «Garbin» si mobilitò affinché fossero rispettati i territori di competenza delle singole brigate. Gli eventi precipitarono quando, il mattino del 20 settembre, alcuni partigiani della Osoppo, spararono diversi colpi di mitraglia contro l’edificio della scuola elementare di Pelos, sede del comando tedesco. Nello stesso tempo Alessandro Gallo si trovava a Lozzo per ricevere delle informazioni e dei documenti da un «gappista» della base di Pieve. Quando sentì gli spari, temendo una feroce ritorsione tedesca contro il paese, si portò con quattro compagni nella zona della «Curva dei Sindaci» presso la periferia di Lozzo. Qui attese per ore l’avvento del «gappista», ma poiché esso tardava, decise di tendere un agguato contro tre camion tedeschi che transitavano nella strada verso Domegge. Le bombe lanciate da Alessandro Gallo e dagli altri partigiani danneggiarono solo il primo dei tre automezzi, permettendo ai soldati degli altri due di reagire tempestivamente. Incalzati dal fuoco tedesco i partigiani si diedero alla fuga: il «Garbin» venne braccato ed ammazzato insieme a due dei suoi fedeli compagni <136, in località «Ceraia», mentre alla strage sopravvissero Arturo Fornasier «Volpe» e Giuseppe De Col «Carlo». I corpi dei caduti vennero allineati sulla scarpata adiacente alla strada e vennero dati alle fiamme i fienili circostanti <137. Il giorno successivo, per scongiurare il pericolo di ulteriori attacchi di guerriglia, i tedeschi abbandonarono i presidi di S. Caterina ad Auronzo e del Comelico e ripiegarono in quel di Pieve. Ma un gruppo della Calvi colpì presso Ponte Nuovo una pattuglia tedesca uccidendo due militi e ferendone gravemente altri cinque <138. Di conseguenza il 22 settembre i tedeschi effettuarono un rastrellamento a Calalzo ed arrestarono numerosi operai della fabbrica «Lozza», che vennero portati nella gendarmeria di Tai di Cadore per essere sottoposti ad interrogatorio <139. A Lozzo il panico si diffuse tra gli abitanti, di cui gran parte si nascose nell’altopiano di Pian Dei Buoi, sopra il paese, mentre il parroco don
Pietro Costantini celebrava in segreto le esequie dei tre partigiani caduti in battaglia due giorni prima <140. Molti uomini furono catturati e nel paese di Lorenzago solo l’intervento del parroco don Sesto Da Pra <141 impedì che i partigiani del luogo venissero estromessi dal paese da parte della popolazione terrorizzata dall’idea di subire la violenza tedesca. Per scongiurare ogni possibile ritorsione egli si recò personalmente al Comando delle SS di Tai, per convincere gli ufficiali che la colpa degli attentati recenti era da addossare a gruppi di partigiani titini <142.
Nel frattempo la prematura scomparsa di Gallo provocò i primi disappunti tra il Cln e la Brigata Calvi, che all’improvviso venne abbandonata a sé stessa e fu costretta a recuperarsi i viveri con le requisizioni forzate, malviste dalla gente già ampiamente provata dalla miseria derivata dalla guerra. Alla fine di settembre, i prigionieri tedeschi detenuti nella «Caserma di Sora Crepa» e a Pian Dei Buoi vennero trasportati presso il Passo della Mauria e furono scortati da un contingente della Osoppo fino a Forni Di Sopra; tuttavia per evitare ulteriori rappresaglie tedesche essi vennero presto rilasciati e fecero ritorno al Comando di Tai <143. Iniziò così, per i volontari cadorini, un periodo di sconforto e di profonda crisi organizzativa.
Uno dei difetti principali delle formazioni partigiane in Cadore era l’ossessivo mantenimento di posizioni fisse, che permetteva al nemico di accerchiare facilmente ogni loro dispiegamento grazie anche alla mancanza di armi e di un adeguato addestramento <144. Nell’autunno del ’44 anche gli alleati incontrarono alcune avversità e rallentarono la loro avanzata ed i tedeschi ebbero la possibilità di concentrare le proprie forze contro i partigiani. L’assenza di collegamenti tra alleati e partigiani era una grave carenza che poteva causare la distruzione dell’intero impianto della Resistenza, soprattutto nel momento in cui i tedeschi erano fortemente intenzionati a riprendere il possesso dei punti strategici in Veneto ed in Friuli. Per schiacciare le forze partigiane definitivamente il Comandante Supremo della zona Sud Ovest Albert Kesselring ordinò «una settimana di lotta» dall’8 al 14 ottobre del 1944 contro ogni banda di ribelli <145. Per far fronte alla situazione che stava degenerando, i vertici della Nannetti stabilirono una ristrutturazione di tutte le formazioni in piccoli nuclei più facilmente gestibili. Tuttavia la scarsità di vivande, la paura di rastrellamenti tedeschi, l’atteggiamento attendista del Cln, contribuirono ad indebolire ulteriormente le fila partigiane. Il 18 ottobre infatti, senza incontrare ostacolo alcuno, diverse truppe tedesche, provenienti dalla Carnia, invasero il Cadore attraversando il Passo della Mauria. Il 20 ottobre, la Brigata Calvi, impotente dinnanzi all’inesorabile avanzata del nemico fu costretta ad ordinare l’ennesimo frazionamento dei battaglioni in compagnie di quattro o cinque uomini con il compito di avvicendarsi ai propri paesi ed alle rispettive famiglie <146. Ai primi di novembre il Comando della Calvi fu affidato a Carlo Orler, detto «Alberto» ed a Severino Rizzardi, chiamato «Tigre <147». Dopo questo riassetto ed il frazionamento della Brigata, la maggior parte dei partigiani si aggregarono alla Todt <148 di Termine di Cadore su cui i tedeschi mantenevano un diretto controllo. Nel contempo i tedeschi ritornarono a Pelos ed ordinarono la costruzione di un nuovo ponte che collegasse il paese a Lozzo, da ultimare in appena quindici giorni. Furono ripresi i rastrellamenti nei paesi di Domegge <149, Laggio, Vigo, Calalzo ed Auronzo, molti fienili vennero bruciati e gli uomini validi e celibi vennero deportati nel campo di concentramento di Bolzano. Il 13 novembre, da Radio Londra, venne trasmesso il messaggio radiofonico «Alexander» nel quale si decretava il termine delle operazioni di sfondamento della «Linea Gotica» da parte dell’esercito alleato a causa dell’arrivo dell’inverno. Cosicché nascondere e nascondersi divenne l’unico imperativo dei partigiani della Calvi. Nonostante l’estrema accortezza che essi manifestarono nel darsi alla macchia non fu possibile evitare la cattura di alcuni patrioti per mano tedesca. Il 30 novembre infatti, nei comuni di Vigo, Lorenzago e Lozzo di Cadore, un rastrellamento portò al sequestro di Celestino Da Rin «Lune», di Galliano Ronzon «Marat», di Roberta Martini, di Vincenzo Calligaro e di Terenzio Baldovin. Tra questi Calligaro e Baldovin furono deportati al campo di Bolzano, ma solamente Terenzio finì in Germania dove perì nel campo di Obertraubling <150. Nella prima settimana di dicembre, le ultime forze partigiane scesero a valle e si mescolarono alla popolazione anche il presidio del rifugio «Tita Barba» venne abbandonato. Alla smobilitazione delle truppe di patrioti corrispose una continua caccia all’uomo da parte dei servizi di polizia tedesca, che portò all’arresto di Mario Chioccola, Direttore delle Scuole di Avviamento e di Innocente Anzutti, entrambi membri del Cln dei paesi dell’Oltrepiave <151. Fu solo con l’avvento della primavera che si riprese l’attività di Resistenza ad Auronzo, nel massiccio delle Marmarole ed in Comelico.
[NOTE]
134 A causa di questo attentato il 7 settembre 1944 vi fu una reazione tedesca contro il paese di Lozzo. A riguardo, nelle memorie dell’allora parroco di Lozzo don Pietro Costantini si leggono le seguenti parole: «Alle ore 16, mentre il Parroco è in chiesa parrocchiale intento alle confessioni dei fanciulli, che si preparano alla festa della Madonna, una pattuglia di tedeschi si ferma davanti alla chiesa ed incomincia a sparare. Grande panico. Il Parroco tratta con i tedeschi, riesce a portare i fanciulli all’Asilo infantile e li affida alle Suore. Durante la sparatoria rimangono feriti Calligaro Achille Capo, Laguna Marco a Col e Marta Raffaele. Per fortuna le ferite non sono gravi». Cit. da don
Pietro Costantini, La nostra Chiesa, Lozzo di Cadore, 1969, p. 17.
135 Si veda Musizza e De Donà, Guerra e Resistenza in Cadore,, pp. 186-197.
136 I caduti oltre al «Garbin» furono Alfredo Piccin detto «Mingi» di Domegge e Giovanni Valentini «Lilli» di Arona. Si veda la fotografia della croce commemorativa posta sul luogo della strage riportata in Appendici, documenti e fotografie, ivi p. 167. Cfr. Fornasier, Il nonno racconta, pp. 71-72.
137 Cfr. Musizza e De Dona, Guerra e resistenza in Cadore, pp. 236-238.
138 Ibidem, pp. 240-245.
139 Il giorno successivo continuarono gli scontri tra i soldati tedeschi ed i partigiani. Di questi eventi nel diario di don Pietro Costantini sotto l’indicazione della data del 23 settembre 1944 si legge: «Combattimenti fra partigiani e tedeschi in comune di Domegge, fino a S. Anna dove un partigiano del Comelico è trovato cadavere, sotto un fienile.» Cit. da don Pietro Costantini, La nostra Chiesa, p. 18.
140 Riguardo all’attentato del 20 settembre nelle memorie di don Pietro Costantini, datate 20 settembre 1944, si legge: «Tre partigiani uccisi sui campi di “Ceraia”. È ucciso anche il capo “Garbin”. Il medico recatosi a constatare la morte trova nelle loro tasche “Notes” con nominativi ed indicazioni che fortunatamente non giungono in mano a tedeschi. Nuova sparatoria per le vie del paese. Nessun ferito, ma molta paura. Corre voce che si farà una rappresaglia sul paese. La gente s’affretta a mettere in salvo le cose più importanti. Anche gli ammalati sono portati fuori di casa e sistemati nei fienili di “Le Spesse” e “Naro”. Il caso più pietoso è quello di Da Pra Colò Maria ved. Baldovin Stefin che non può muoversi dal letto. È caricata su di un carro e trasportata, quasi agonizzante, in un fienile.” Cit. da don Pietro Costantini, La nostra Chiesa, p.18. Inoltre in una busta che reca la didascalia Foto: partigiani uccisi dalla SS. Tedesca in località “Ceraia” sett. 1944, custodita presso l’Archivio della parrocchia di S. Lorenzo Martire di Lozzo di Cadore c’è la seguente annotazione: “Partigiani uccisi dalle S.S. tedesche in località “Ceraia” il giorno 20.9.1944 in uno scontro provocato dai partigiani stessi, non si sa bene a quale scopo, quando si tenga presente che i partigiani erano in cinque e i tedeschi erano circa un centinaio ed occupavano due automezzi equipaggiati a guerra.” Il documento porta la firma del parroco don Pietro Costantini, nel retro c’è l’elenco dei partigiani caduti con i rispettivi nomi di battaglia e la dicitura “il giorno 20 sett. 1944, dei cinque partigiani sopravvissero due soltanto.” Nella busta ci sono le foto dei corpi dei caduti e la copia di una circolare del comune di Lozzo in cui si legge: “Il giorno 20 settembre 1944 alle ore 14:30 circa sono morti in località “Ceraia” di questo Comune tre individui sconosciuti (partigiani) di sesso maschile, uno dell’apparente età di anni 35 e gli altri due di anni 30, in seguito a ferite di arma da fuoco (mitragliatrice) sparata da soldati delle Forze Armate Germaniche. Il cadavere dei medesimi fu trasportato nel cimitero di Lorenzago, dopo il funerale eseguito a Lozzo. Lozzo di Cadore, 21 settembre 1944; l’Ufficiale dello Stato Civile Delegato.» La busta e le foto suddette sono riportati in Appendici, documenti e fotografie, ivi pp.168-171. Si veda anche serie 9, Protocolli 1840-1950, busta 124, fasc.1, Registro di protocollo 1944 1° gen.- 1945 lug.11, p. 164, in Archivio comunale di Lozzo di Cadore, dove si legge: «Si registra il rinvenimento di 3 cadaveri di partigiani morti in località Ceraia il 20 corr. Alle 14:30. Salme trasportate poi a Lorenzago”. Cfr. Anche serie 23, busta 1013, fasc. 7, categoria XV, Sicurezza pubblica, classi 1°, Stato civile, dove si legge: “Il 22 settembre i tre corpi dei partigiani di Ceraia furono portati a Lorenzago dopo il controllo del medico Amadori».
141 Aleardo Sesto Da Pra «Pocchiesa» nacque a Lozzo di Cadore il 31 maggio 1909 alle ore 22:00, da Lorenzo e Bartolomea Lovarini, penultimo di sette fratelli: Grazioso, Gaetano, Giovanni, Mario, Celio e Delio. Egli venne ordinato sacerdote il 6 luglio 1936 e fu cooperatore ecclesiastico a Pieve di Zoldo, a Santo Stefano e a Lorenzago di Cadore. Nel novembre del 1943 divenne titolare della parrocchia di Lorenzago. Morì il 16 febbraio 2000 presso l’ospedale di Pieve di Cadore. Si veda Marco D’Ambros (a cura di), Don Sesto Da Pra, un parroco amico del Papa, Grafica Sanvitese, San Vito di Cadore (Bl), I Edizione, luglio 2010, pp. 7-8.
142 Si veda Musizza e De Donà, Guerra e Resistenza in Cadore, pp. 245-249.
143 Ibidem, pp. 254-258.
144 Cfr. Vendramini, Aspetti militari della resistenza bellunese e veneta. Tra ricerca e testimonianza, pp. 85-86.
145 Si veda Musizza e De Donà, Guerra e Resistenza in Cadore, p.263.
146 Ibidem, pp. 268-271.
147 Ibidem, p. 279.
148 L’Organizzazione Todt o «Ot» era un’impresa di costruzioni addetta all’allestimento di fortificazioni attivata dal Reich, essa prese il nome dal suo fondatore Fritz Todt, che ne rimase a capo fino all’8 febbraio 1942 quando perì in un incidente aereo, poi venne sostituito da Albert Speer. Ibidem, p. 280.
149 Qui, i due partigiani Renato De Bernardo «Ivan» e Duilio Cian vennero impiccati il 25 ottobre 1944. Cfr. Ibidem, p. 298-299.
150 Ibidem, pp. 321-323.
Vittorio Lora, Terenzio Baldovin e Lozzo di Cadore. Public history e stratificazioni della memoria in una comunità di montagna, Tesi di laurea, Università Ca’ Foscari – Venezia, Anno accademico 2011-2012#1944 #AlessandroGallo #alleati #AuronzoDiCadoreBL_ #Belluno #brigata #Cadore #Calvi #CarloOrler #Carnia #CLN #fascisti #Friuli #LorenzagoDiCadoreBL_ #LozzoDiCadoreBL_ #Nannetti #novembre #Osoppo #partigiani #provincia #rastrellamento #Resistenza #settembre #SeverinoRizzardi #tedeschi #TerenzioBaldovin #titini #VittorioLora
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Viel Regionalverkehr gibt es nicht auf der #Pontebbana zwischen #Tarvisio Boscoverde und Carnia(/Udine), die wegen dem Bahntrassenradweg aber ein beliebtes Freizeitziel geworden ist.
Statt den CAF-Triebwagen kommen nun vermehrt lokespannte Wendezüge zum Einsatz mit einem eigenen umgebauten Fahrradwaggon - nicht umsonst, wie sich schnell erkennen lässt.
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Nel testo sono descritti gli attacchi partigiani contro il campo d’aviazione di Maniago
Nel 1997 è pubblicato un volume di Bruno Steffè, avente lo scopo di dare una visione complessiva degli eventi bellici nel territorio della provincia di Pordenone <88. Questo lavoro riguarda la lotta partigiana nella zona montana delle Prealpi Carniche, nelle vallate dell’Arzino, del Meduna, del Cellina, e nella pianura, tra i fiumi Tagliamento e Livenza. L’autore ha usato documenti originali, riportandone i tratti essenziali, scegliendoli tra le posizioni più diverse. In questo volume si afferma che in alcune opere sulla Resistenza, furono usate, per parzialità ideologiche, certe forzature nelle descrizioni degli eventi; Steffè afferma che è una forzatura definire la guerra di liberazione guerra di popolo perché è stata combattuta da una minoranza della popolazione, anche se formata essenzialmente dal ceto popolare. Nella prima parte dell’opera l’autore parla del periodo dall’8 settembre 1943 all’inizio della guerra partigiana; descrive l’inizio dell’attività osovana e garibaldina. <89 Per quanto riguarda gli osovani descrive molto accuratamente le varie componenti: i militari, il clero e i partiti d’ispirazione cattolica; Steffè afferma che l’opera del clero fu molto importante nella conduzione della Osoppo e che alcuni sacerdoti delinearono la necessità politica della lotta armata contro i tedeschi <90. L’attività garibaldina è fatta risalire dall’autore all’attività antifascista, documentata sin dall’inizio del fascismo <91. Nel testo sono riportati i diari delle formazioni partigiane, nei quali sono annotati, giorno per giorno, i principali eventi militari; i diari fanno capire il grande lavoro svolto dai partigiani e la sua importanza per la lotta contro il nazifascismo. L’autore analizza, oltre ai problemi militari, i problemi organizzativi: la sicurezza nella clandestinità, la propaganda e i collegamenti fra i vari reparti e l’approvvigionamento; queste descrizioni danno un’idea della varietà di problematiche che i partigiani dovevano affrontare <92. Una parte molto interessante del testo è quella in cui si parla dell’influenza degli eventi bellici degli alleati, perché spiega lo stretto rapporto che c’era fra l’avanzata dell’esercito alleato e l’evolversi della situazione partigiana. Nell’ultima parte del testo l’autore descrive le azioni svolte dai reparti garibaldini e osovani di pianura nell’ultimo periodo della guerra di liberazione. Steffè riporta i diari operativi delle brigate garibaldine di pianura inserite nella divisione “Mario Modotti Destra Tagliamento”, premettendo che i diari furono redatti a guerra conclusa basandosi sul ricordo dei partigiani e quindi contengono imprecisioni, e una relazione del maggio 1945 redatta da “Leonida” per quanto riguarda l’attività osovana. Queste fonti fanno capire la capillarità dell’azione partigiana e anche quanto fu alto il numero dei caduti fino agli ultimi giorni della Resistenza <93. Questo testo dà un quadro complessivo della situazione nella Destra Tagliamento fino alla Liberazione e spiega i principali eventi in modo dettagliato senza prendere una posizione di parte.
Nel 2000 è pubblicato un saggio di Pier Paolo Brescancin, direttore scientifico dell’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nel Vittoriese, che si occupa del movimento partigiano nel pordenonese dalla nascita fino alla liberazione <94. Brescancin suddivide i gruppi di resistenti in due categorie, quelli nati spontaneamente per iniziativa di giovani ufficiali subito dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e quelli nati per iniziativa di formazioni politiche, fra le quali l’autore definisce il partito comunista il più attivo. Fra i gruppi spontanei sono citati quello nato per iniziativa di Pietro Maset, già ufficiale degli alpini, che operava fra Sacile e la Valcellina, quello di Mario Dal Fabbro, già sottotenente della caserma Slataper di Sacile, operante fra Cordignano e Caneva e quello di Piero Biasin che aiutò a fuggire molti militari della caserma Slataper e della caserma Fiore di Pordenone; inoltre l’autore ricorda le figure del maggiore Attilio Beltrame “Martini” che organizzò le formazioni Osoppo di Pianura, il capitano Franco Martelli “Ferrini”, che sarà capo di stato maggiore della brigata unificata “Ippolito Nievo B” e il generale Costantino Cavarzerani che organizzò gruppi di Resistenza a Stevenà di Caneva <95. Fra i gruppi nati per iniziativa di forze politiche, l’autore cita la formazione Ferdiani, attiva in Val Mesazzo e i battaglioni Pisacane e Garibaldi che si trovavano nel monte Ciaurlec, nati nel gennaio 1944 e i distaccamenti Bixio, Mazzini 2°, Gramsci e Buzzi, nati, per iniziativa di Mario Modotti “Tribuno” e di Giulio Contin “Riccardo”, nel febbraio-marzo dello stesso anno <96, espressione del partito comunista e le formazioni Osoppo nate da un’operazione congiunta del Partito d’Azione e della Democrazia Cristiana che assorbirono le formazioni spontanee di ex ufficiali. <97 Nel testo sono descritti gli attacchi partigiani contro il campo d’aviazione di Maniago e le caserme della guardia di finanza di Malnisio e Montereale Valcellina, avvenuti nel giugno del 1944; queste azioni, secondo Brescancin, fanno capire che il movimento partigiano è in crescita e vuole sottrarre ai nazifascisti il controllo del territorio. <98 L’autore spiega le relazioni fra l’evolversi della situazione a livello nazionale e locale, spiegando come l’andamento bellico degli alleati abbia influito sulla creazione delle zone libere, sui grandi rastrellamenti di fine estate 1944 e sulla Liberazione <99, riuscendo così a dare un quadro d’insieme più chiaro degli eventi principali.
Nel 2002, è pubblicato un volume di Renzo Biondo, nel quale, l’autore si pone l’obbiettivo di raccontare la vita quotidiana dei partigiani, la nascita delle formazioni e le motivazioni che hanno spinto i giovani accorsi sulle montagne. <100 Renzo Biondo col contributo di vecchi protagonisti ha raccontato vicende che altrimenti sarebbero andate dimenticate. Nella premessa l’autore mette in relazione il cambiamento del clima politico con la percezione degli avvenimenti passati; afferma che storici revisionisti smantellano i fondamentali sulla genesi della democrazia in Italia, rivalutando chi combatté per la repubblica di Salò. Renzo Biondo prende una posizione chiara affermando che la Resistenza fu una scelta di civiltà, fra libertà e servitù, fra nazismo e democrazia, fra campi di sterminio e parità di tutti i cittadini. <101 Nel testo c’è un capitolo in cui vengono descritti i luoghi dove operarono la brigata Osoppo e la Garibaldi Friuli; soprattutto è descritta la zona occidentale della Zona libera delle Prealpi Carniche, dove operò la V^ brigata “Osoppo” che insieme a battaglioni garibaldini diede vita alla Brigata mista “Ippolito Nievo”; questa descrizione aiuta a capire l’importanza ai fini bellici della zona, in quanto si trovava in una posizione strategica e per questo motivo i tedeschi si impegnarono per liberarla dalla presenza partigiana. Per Biondo, le tesi revisioniste secondo cui l’apporto partigiano alla vittoria alleata della guerra fu esiguo, sono smontate dal fatto che i tedeschi inviarono delle nuove divisioni modernamente equipaggiate nelle zone dove si trovavano i presidi partigiani; inoltre
il proclama di Kesserling, comandante in capo delle forze tedesche in Italia, che dà ordini su come comportarsi contro le bande armate, fa capire che i partigiani erano temuti dagli avversari. <102 Biondo esprime un giudizio sulla Xmas, reparto collaborazionista, affermando che giustificarli in confronto ad altri reparti repubblichini è un falso storico, in quanto hanno compiuto efferati episodi di violenza e omicidi di massa. <103 La Xmas voleva creare un solco fra garibaldini e osovani in quanto questi ultimi non volevano l’invasione degli jugoslavi, ma l’antifascismo, comune alle due formazioni partigiane, era più forte di ciò che poteva dividerle. <104 E’ spiegato dall’autore che i tedeschi nella zona denominata “Litorale Adriatico”, che controllavano direttamente, non amavano la presenza di reparti fascisti e per avvalorare questa sua affermazione afferma che i tedeschi preferirono, per occupare la Carnia, inviare i cosacchi. <105 Biondo afferma che gli autori che hanno scritto prima di lui sulla brigata mista “Ippolito Nievo” non chiariscono come sia nata e come fu possibile che in Valcellina sia riuscita quell’integrazione che altrove non fu possibile, e afferma che il merito è stato dei tre capi, Maso, Tribuno e Riccardo, che sono riusciti a mantenere la brigata mista grazie al loro prestigio e alla loro esperienza. <106 Nella seconda e terza parte del testo ci sono testimonianze che raccontano le motivazioni che spinsero i giovani alla lotta e ricordi di partigiani sulle loro esperienze nella Resistenza; molto interessante e la testimonianza di Giuseppe Torresin, che racconta com’era vista la resistenza dai giovani di Grizzo [Frazione del comune di Montereale Valcellina (PN)] e il loro apporto alla guerra di liberazione all’interno della V^ brigata Osoppo. <107 Questo volume da un quadro completo del periodo della Resistenza
analizzando i fatti e descrivendo i principali protagonisti.
[NOTE]
88 Bruno Steffè, La guerra di Liberazione nel territorio della provincia di Pordenone 1943- 1945, Edizioni ETS, Pisa, 1997, p. 10
89 Ivi, pp. 19- 46
90 Ivi, pp. 19- 31
91 Ivi, pp. 33- 35
92 Ivi, pp. 89- 103
93 Ivi, pp. 209- 262
94 Pier Paolo Brescancin, Le formazioni partigiane nel pordenonese in Il pordenonese dalla resistenza alla repubblica, Istituto Provinciale di storia del Movimento di liberazione e dell’Età Contemporanea, Pordenone, 2000
95 Ivi, p. 75
96 Ivi, p. 76
97 Ivi p. 76
98 Ivi, p. 78
99 Ivi, pp.80- 91
100 Renzo Biondo, Il verde, il rosso, il bianco. La V^ brigata Osoppo e la brigata osovano-garibaldina “Ippolito Nievo”, CLEUP, Padova, 2002, p. 13.
101 Ivi, p. 19.
102 Ivi, p. 59.
103 Ivi, p. 61
104 Ivi, p. 62
105 Ivi, p. 65
106 Ivi, p. 78
107 Ivi, pp. 157-196.
Andrea Bortolin, La storiografia sulla guerra di Liberazione sulla Destra Tagliamento, Tesi di laurea, Università degli Studi di Trieste, 2007#1943 #1944 #1945 #Adriatico #alleati #AndreaBortolin #brigata #BrunoSteffè #Carnia #cattolici #clero #comunisti #CostantinoCavarzerani #DC #destra #diari #Divisione #fascisti #Friuli #Garibaldi #generale #Grizzo #Guerra #libere #Litorale #ManiagoPN_ #MarioModotti #MonterealeValcellinaPN_ #Osoppo #partigiani #PdA #pianura #PierPaoloBrescancin #PietroMaset #Pordenone #provincia #RenzoBiondo #reparti #Resistenza #SacilePN_ #stragi #Tagliamento #tedeschi #Valcellina #V_ #Xmas #zone
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