#generale — Public Fediverse posts
Live and recent posts from across the Fediverse tagged #generale, aggregated by home.social.
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Paura der #Generale eh?
Superandote a destra...
=> Ormai te sta' a strappà le recchie *
* metafora usata nella provincia romana per dire di qualcuno che supera a così alta velocità da creare in chi viene sorpassato un vortice in cui addirittura anche la cartilagine dei padiglioni auricolari viene risucchiata venendo quasi strappata dal capo 😉
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Société Générale Stock: Why This French Bank Is Suddenly on Watch
Société Générale just made moves that could quietly shift how US investors think about European bank stocks. Is…
#France #FR #Europe #EU #SociétéGénérale #bank #European #French #Générale #société #stock #Suddenly #This #watch #Why
https://www.europesays.com/france/21929/ -
https://www.europesays.com/it/495915/ Garlasco, faida tra Garofano e De Rensis. L’avvocato di Stasi finge di dormire in diretta tv. Il generale: “Irrispettoso” #avvocato #diretta #dormire #Entertainment #faida #finge #garlasco #garofano #generale #Intrattenimento #irrispettoso #IT #Italia #Italy #rensis #stasi
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𝗦𝗹𝗲𝗰𝗵𝘁𝗲 𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗣𝗮𝗿𝗶𝘀 𝗦𝗮𝗶𝗻𝘁-𝗚𝗲𝗿𝗺𝗮𝗶𝗻 𝗺𝗲𝘁 𝗻𝗲𝗱𝗲𝗿𝗹𝗮𝗮𝗴 𝗯𝗶𝗷 𝗣𝗮𝗿𝗶𝘀 𝗙𝗖
Het kleine Paris FC heeft in de laatste speelronde voor een stunt gezorgd door landskampioen Paris Saint-Germain te verslaan. In het Stade Jean-Bouin won de ploeg met 2-1, na twee late doelpunten, van PSG, dat op 30 mei in Boedapest de finale van de Champions League speelt tegen Arsenal.
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Catherine Vales bientôt nommée directrice générale de l’UPE 13 au côté de Jean-Christophe Amarantinis
Le paysage patronal des Bouches-du-Rhône s’apprête à ouvrir un nouveau chapitre. Catherine Vales va être nommée directrice générale…
#Marseille #FR #France #Actu #News #Europe #EU #2026 #actu #Actualités #bientôt #Catherine #directrice #Économie #europe #générale #l'UPE #nommée #Provence-Alpes-Côted'Azur #Républiquefrançaise #Vales
https://www.europesays.com/fr/929293/ -
https://www.europesays.com/fr/929293/ Catherine Vales bientôt nommée directrice générale de l’UPE 13 au côté de Jean-Christophe Amarantinis #2026 #actu #Actualités #bientôt #Catherine #directrice #Économie #EU #europe #FR #France #générale #l'UPE #Marseille #News #nommée #ProvenceAlpesCôteD'Azur #RépubliqueFrançaise #Vales
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https://www.europesays.com/afrique/100757/ Gouvernance numérique : La Côte d’Ivoire abrite l’Assemblée générale 2026 des acteurs de l’écosystème #2026 #abrite #acteurs #Afrique #Côte #CôteD'Ivoire #d’Ivoire #de #des #générale #gouvernance #l’Assemblée #l’écosystème #la #numérique
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https://www.europesays.com/ch-fr/124822/ « Il est très difficile de prévoir le prix du gaz pour cet hiver » #« Il #2026 #Business #Catherine #d'Engie #difficile #directrice #Économie #Economy #gaz #générale #hiver #LaTribuneDimanche #le prix #MacGregor #prévoir #Suisse
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https://www.europesays.com/it/429700/ Usa, arrestate nipote e pronipote del generale iraniano Soleimani. “Vivevano qui nel lusso, ora saranno espulse” #arrestate #Cronaca #DalMondo #DalMondo #espulse #generale #iraniano #Mondo #News #nipote #Notizie #pronipote #saranno #soleimani #UltimeNotizie #UltimeNotizieDiMondo #UltimeNotizie #UltimeNotizieDiMondo #usa #vivevano #World #WorldNews #WorldNews
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https://www.europesays.com/be-fr/?p=59613 sa directrice générale poussée vers la sortie #agence #BE #BEFr #Belgique #Belgium #commerce #directrice #extérieur #federale #générale #International #poussée #Sortie #Tempête #WorldNews
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#NazioneFutura 'impugna' il simbolo di #Vannacci (e fa proseliti tra i fan del #generale)
https://www.larampa.news/2026/02/nazione-futura-impugna-simbolo-vannacci/
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And suddenly old memories...
Il Generale and Ludus Pinsky - Non è un miraggio! Roberto Baggio
https://youtu.be/skN0j6VYZOA?si=yPhplrRwQ6teo3VX#reggae #reggaeton #Generale #IlGenerale #LudusPinsky #Italy #RobertoBaggio #Baggio #80s #Florence #Firenze
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RE: https://mstdn.social/@Free_Press/115866520324108670
Gibt es nicht wenigstens bei deren #Militärs, #Generäle, welche sich diesem #Faschisten #Regime widersetzen?
Welchen Wert hat die #Demokratie eigentlich bei staatlich Bediensteten?
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RE: https://mstdn.social/@Free_Press/115866520324108670
Gibt es nicht wenigstens bei deren #Militärs, #Generäle, welche sich diesem #Faschisten #Regime widersetzen?
Welchen Wert hat die #Demokratie eigentlich bei staatlich Bediensteten?
🤔 -
RE: https://mstdn.social/@Free_Press/115866520324108670
Gibt es nicht wenigstens bei deren #Militärs, #Generäle, welche sich diesem #Faschisten #Regime widersetzen?
Welchen Wert hat die #Demokratie eigentlich bei staatlich Bediensteten?
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https://www.europesays.com/it/255354/ chi si ferma in Toscana #Cronaca #CronacaItaliana #CronacaItaliana #dicembre #ferma #generale #IT #Italia #Italy #News #Notizie #sciopero #toscana #UltimeNotizie #UltimeNotizieENewsDiOggi #UltimeNotizieItalia #UltimeNotizie #UltimeNotizieEnewsDiOggi #UltimeNotizieItalia #venerdì
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Das dürfte die Vorbereitung zur Abschaffung demokratischer Wahlen sein. #Trump #Hegseth #Generäle
https://www.handelsblatt.com/politik/international/usa-trump-warnt-us-militaers-vor-invasion-von-innen/100158737.html -
Der amerikanische „Kriegsminister“ Pete #Hegseth hat ein #dringliches #Treffen aller ca. 800 #Generäle und #Admiräle des #amerikanischen #Militärs aus aller #Welt auf der Militärbasis Quantico in Virginia einberufen, ohne einen Grund zu nennen.
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Der amerikanische „Kriegsminister“ Pete #Hegseth hat ein #dringliches #Treffen aller ca. 800 #Generäle und #Admiräle des #amerikanischen #Militärs aus aller #Welt auf der Militärbasis Quantico in Virginia einberufen, ohne einen Grund zu nennen.
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Fermezza o trattative con le Brigate Rosse nel 1981
Ma non è certo solo il caso Gioia, o, più in generale, un diverso approccio verso il ruolo della commissione inquirente, a dividere il Psi dal Pci. Gli ultimi mesi del 1980 infatti fanno riaprire vecchie ferite che risalgono a oltre due anni prima, ai giorni del rapimento di Aldo Moro e che ancora non si sono rimarginate. Nel mese di ottobre Berlinguer si reca a deporre presso la commissione parlamentare sul caso Moro ed esprime opinioni critiche nei confronti della condotta del Psi, che aveva rotto il “fronte della fermezza” con il suo tentativo umanitario; l’Avanti definisce «sconcertante» la deposizione del segretario comunista <220. A novembre è il turno di Craxi di deporre in commissione ed il leader del Psi parla dei contatti attivati con gli esponenti di Autonomia e, pochi giorni dopo, rilascia un’intervista all’Europeo sull’argomento. Ma il momento di maggior tensione arriva alla fine del mese quando i quattro commissari del Psi, dopo una riunione con Craxi, abbandonano polemicamente la commissione. In un comunicato si spiega la condotta dei socialisti con non meglio precisate «strumentalizzazioni e violazioni di legge» nei lavori della commissione e con la divulgazione intenzionale di documenti e, soprattutto, la «tendenza a trasferire l’obiettivo dell’inchiesta, trasformando i lavori della commissione in un vero e proprio processo politico diretto contro una tesi, una condotta e una forma politica» <221. A generare le ire del Psi sembra essere stata soprattutto la richiesta da parte della procura di una copia delle deposizioni di Craxi, Landolfi, Signorile e Guiso; ire acuite quando sia la Dc che il Pci (che insieme dispongono della maggioranza dei voti) si dimostrano intenzionati ad accogliere la richiesta dei magistrati <222.
I giorni del rapimento di Aldo Moro ritornano prepotentemente alla memoria di tutti quando, nel mese di dicembre, si verifica una nuova emergenza che ripropone il dilemma tra “fermezza” e “trattativa”. Il giorno 12 del mese viene rapito il magistrato Giovanni D’Urso, presidente di sezione della Cassazione e distaccato presso il ministero di Grazia e giustizia con responsabilità sul trasferimento di detenuti. L’azione è subito rivendicata dalle Br, che chiedono per la liberazione che venga chiuso il carcere dell’Asinara in Sardegna. Questa volta, a differenza di quanto era avvenuto nel 1978, lo schieramento tra fautori della fermezza e disponibili alla “trattativa” si definisce molto rapidamente.
Nel governo i socialisti sostengono che la chiusura del carcere non costituisce una violazione di legge <223 e la si può concedere per salvare una vita umana, mentre la maggior parte dei democristiani ed i repubblicani affermano che, sebbene non rappresenti un’illegalità, la chiusura dell’Asinara significa piegarsi al ricatto, e con ciò dare legittimità ai terroristi. I magistrati in generale dimostrano grande solidarietà nei confronti di D’Urso e, coloro che manifestano un’opinione, sebbene nessuno ovviamente proponga di violare la legge, sono a favore di prendere «tutte le misure possibili» per salvare il giudice rapito <224. Il 25 dicembre Craxi rilascia una dichiarazione nella quale dice che il carcere sardo deve essere chiuso subito; si tratta di quello che Gaetano Scamarcio definisce il «blitz di Natale» <225. Due giorni dopo la vecchia prigione viene effettivamente sgombrata <226, ma il 28 vi è una rivolta nel carcere di Trani organizzata dai terroristi, che prendono in ostaggio diversi agenti di custodia. Questa volta la reazione del governo è di notevole determinazione: il giorno seguente le installazioni di Trani vengono prese d’assalto dalle unità speciali dei Carabinieri, che salvano gli agenti sequestrati e ristabiliscono l’ordine senza vittime.
La posizione del Pci è, dall’inizio, critica di ogni linea d’azione che implichi segni di arrendevolezza nei confronti dei terroristi; dopo la chiusura del carcere sardo, nel commentare le esternazioni di Pertini, il quale si dimostra decisamente contrario a trattative, un editoriale dell’Unità afferma che “…è impensabile che chi governa questo paese sia così sprovveduto […] da non capire quello che anche il più ingenuo degli italiani ha capito subito: che l’Asinara era un pretesto, che cedere su quel pretesto significava esporsi a pagare poi, e forse subito, prezzi e rischi sempre più alti, che nessuna proclamazione di “autonomia” nell’atto di cedimento avrebbe liberato il governo dal sospetto di aver accettato il terreno della contrattazione coi terroristi…” <227
Il 31 dicembre viene assassinato a Roma il generale dei carabinieri Enrico Galvaligi, responsabile della sicurezza esterna delle carceri e quattro giorni dopo le Br diramano un comunicato in cui dichiarano che D’Urso è stato condannato a morte, ma che lasceranno ai compagni detenuti una valutazione definitiva. In favore della trattativa ci sono, oltre al partito Radicale, i cui deputati vanno nelle carceri a parlare con i terroristi, i vertici dell’Anm e, si direbbe, la maggior parte dei magistrati. Tra di essi però non mancano segnali in senso contrario, ad esempio il discorso d’inaugurazione dell’anno giudiziario del Pg di Roma Pascalino, che invita alla fermezza <228; oppure, qualche giorno dopo, la decisione dei magistrati della sezione civile della pretura, che rigettano l’istanza del fratello del giudice rapito con la quale si chiede di ordinare ai giornali la pubblicazione dei documenti Br per uno «stato di necessità» <229; ma quando Curcio accenna alla liberazione del brigatista Gianfranco Faina, la Corte d’Appello di Firenze ne ordina subito la libertà provvisoria, attirandosi le critiche del Pci <230.
I socialisti, mentre Craxi si trova in Africa in vacanza, tengono una direzione e sembrano orientati ad evitare contatti con i brigatisti in carcere <231; poco dopo, l’8 gennaio, i terroristi detenuti a Trani affermano che daranno il loro benestare alla grazia se giornali e Tv divulgheranno documenti preparati dai brigatisti <232. Mentre diversi giornali proclamano quello che verrà definito il “black-out”, per non favorire il disegno dei terroristi, i magistrati si fanno ancora promotori di una linea meno intransigente e l’Anm promuove un incontro con la federazione della stampa per trattare l’argomento; il segretario dell’associazione, l’esponente di Magistratura democratica Senese, spiega che «la nostra posizione è che nel rispetto della legalità si debba fare tutto per salvare il collega […] La cosa peggiore che si possa fare in questo momento è trasformare il dibattito sulle decisioni da prendere in una discussione teologica sui massimi sistemi» <233.
Intanto Craxi rientra dalle vacanze e impone la linea al partito sconfessando la direzione precedente: il Psi appoggerà la campagna radicale per la pubblicazione. Ad essa aderiscono Lotta Continua, il Manifesto, L’Avanti e, in un secondo momento anche il Secolo XIX ed il Messaggero. Il 14 gennaio l’Avanti ospita una lettera dello stesso D’Urso che, dalla prigionia, chiede la pubblicazione dei documenti; il giorno seguente il magistrato viene liberato.
Dopo il rilascio il Presidente del consiglio si reca immediatamente alla Camera per fare una relazione sull’accaduto ma nel suo discorso, ben accolto da Psi, Psdi e radicali, si sforza di non accusare nessuno e non prendere parte nel dibattito tra fermezza e trattativa. I repubblicani appaiono critici <234, ma lo stesso può dirsi di importanti settori della Dc. Il Popolo cita una dichiarazione di Piccoli in cui spiega che «l’atteggiamento di fermezza è stato determinante per la tenuta contro il ricatto delle Br» e poi, illustrando la posizione dei partiti, spiega che “Il Psi ha esposto la propria posizione «in autonomia»” ricordando la polemica di Balzamo contro il Pci, accusato di «farneticare su un presunto partito del cedimento che non è mai esistito» <235. Ma qualche tempo dopo Piccoli apparirà molto più deciso; in occasione del congresso del suo partito, nei primi giorni di maggio 1982, circa la richiesta di
pubblicare documenti ricorderà che “…affermavo: siamo dinnanzi al più grave ed inaccettabile dei ricatti […] furono molti i giornali, anche di partito, che ritennero di accedere alle richieste delle Br […] Mi limito ad osservare che accedere a quella richiesta consentì alle Br di conseguire un obiettivo essenziale della loro strategia di intossicazione psicologica […] Ciò che avrebbe dovuto suggerire maggior cautela a esponenti socialisti nell’affrontare alcune delle questioni poste dalla liberazione di Ciro Cirillo…” <236
Nel caso D’Urso quindi si riprende il gioco delle parti già sperimentato quasi tre anni prima, ma con qualche differenza: a questo punto l’opinione pubblica sembra essersi assuefatta, in qualche misura, alla tesi circa le possibilità che lo Stato si impegni in qualche tipo di “trattativa” con i terroristi. Di conseguenza l’azione del Psi, accompagnata da quella dei radicali, è assai più decisa ed incisiva. L’altra differenza è che questa volta a sostenere il governo in Parlamento non ci sono più i comunisti, e quindi i democristiani si ritrovano soli ad osservare il movimentismo degli alleati socialisti e lo fanno non senza malumori e risentimento.
[NOTE]
220 “Sconcertante deposizione di Berlinguer su Moro”, Avanti del 11 ottobre 80
221 “Si sono dimessi i commissari Psi”, Avanti del 29 novembre 80
222 “Commissione Moro”, La Stampa del 28 novembre 80
223 Inoltre la dismissione dell’Asinara era già prevista e al momento del sequestro vi rimanevano solo 25 detenuti.
224 Vedi ad esempio “I magistrati contrari a scelte aprioristiche per Giovanni D Urso”, Avanti del 19 dicembre 80, o “I magistrati favorevoli a chiudere l’Asinara”, Avanti del 31 dicembre 1980, contenente un’intervista a Beria d’Argentine; vedi anche P. Craveri, La Repubblica dal 1958 al 1992 Cit. pag. 858
225 Dichiarazione citata in G. Fiori, Berlinguer Cit. Pag. 412
226 Secondo Fiori, in questa maniera, la chiusura è «data non alle Br per salvare una vita umana, ma a Craxi per salvare il governo», Ibid. Pag. 413
227 “Salvare un governo o la democrazia?”, Unità del 30 dicembre 80
228 “E’ escluso che lo stato possa cedere al terrorismo”, Popolo del 10 gennaio 81
229 “Giornali (con poche eccezioni) prevale la linea della fermezza”, Popolo del 13 gennaio 81
230 “Traspare una torbida trattativa con le BR”, Unità del 9 gennaio 81
231 G. Fiori, Berlinguer. Cit. Pag. 415
232 “33 giorni di prigionia”, La Stampa del 15 gennaio 1981.
233 “Iniziativa dei giudici verso stampa e partiti”, Avanti del 7 gennaio 81
234 “Le BR annunciano: liberiamo d’Urso”, Unità del 15 gennaio 81
235 “La maggioranza unita nella lotta al terrorismo”, Popolo del 15 gennaio 81
236 “Relazione di Piccoli al congresso”, Popolo del 3 maggio 82
Edoardo M. Fracanzani, Le origini del conflitto. I partiti politici, la magistratura e il principio di legalità nella prima Repubblica (1974-1983), Tesi di dottorato, Sapienza – Università di Roma, 2013#1980 #1981 #1982 #Asinara #Berlinguer #BrigateRosse #carabinieri #carcere #Craxi #DC #EdoardoMFracanzani #EnricoGalvaligi #fermezza #generale #GiovanniDUrso #magistrato #PCI #Piccoli #Pri #PSI #radicali #rapimento #rilascio #trattativa #uccisione
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https://www.europesays.com/fr/399147/ après l’endormissement d’un contrôleur aérien, la direction générale de l’aviation civile ouvre une enquête interne #2025 #Actualités #aerien #Ajaccio #BreakingNews #contrôleur #d’un #direction #Endormissement #FaitsDiversJustice #FR #France #générale #News #RépubliqueFrançaise
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Les #Etats-Unis #US refusent l'octroi de #visas à des #responsables #palestiniens avant l' #Assemblée #générale de l' #ONU
https://www.franceinfo.fr/monde/palestine/les-etats-unis-refusent-l-octroi-de-visas-a-des-responsables-palestiniens-avant-l-assemblee-generale-de-l-onu_7462579.html#xtor=CS2-765-[autres]- -
Les #Etats-Unis #US refusent l'octroi de #visas à des #responsables #palestiniens avant l' #Assemblée #générale de l' #ONU
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Les #Etats-Unis #US refusent l'octroi de #visas à des #responsables #palestiniens avant l' #Assemblée #générale de l' #ONU
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Les #Etats-Unis #US refusent l'octroi de #visas à des #responsables #palestiniens avant l' #Assemblée #générale de l' #ONU
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La #Direction #générale de l' #armement ( #DGA ) commande 1 000 #drones à #Harmattan #AI pour équiper l’ #armée de #Terre #France
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Nel testo sono descritti gli attacchi partigiani contro il campo d’aviazione di Maniago
Nel 1997 è pubblicato un volume di Bruno Steffè, avente lo scopo di dare una visione complessiva degli eventi bellici nel territorio della provincia di Pordenone <88. Questo lavoro riguarda la lotta partigiana nella zona montana delle Prealpi Carniche, nelle vallate dell’Arzino, del Meduna, del Cellina, e nella pianura, tra i fiumi Tagliamento e Livenza. L’autore ha usato documenti originali, riportandone i tratti essenziali, scegliendoli tra le posizioni più diverse. In questo volume si afferma che in alcune opere sulla Resistenza, furono usate, per parzialità ideologiche, certe forzature nelle descrizioni degli eventi; Steffè afferma che è una forzatura definire la guerra di liberazione guerra di popolo perché è stata combattuta da una minoranza della popolazione, anche se formata essenzialmente dal ceto popolare. Nella prima parte dell’opera l’autore parla del periodo dall’8 settembre 1943 all’inizio della guerra partigiana; descrive l’inizio dell’attività osovana e garibaldina. <89 Per quanto riguarda gli osovani descrive molto accuratamente le varie componenti: i militari, il clero e i partiti d’ispirazione cattolica; Steffè afferma che l’opera del clero fu molto importante nella conduzione della Osoppo e che alcuni sacerdoti delinearono la necessità politica della lotta armata contro i tedeschi <90. L’attività garibaldina è fatta risalire dall’autore all’attività antifascista, documentata sin dall’inizio del fascismo <91. Nel testo sono riportati i diari delle formazioni partigiane, nei quali sono annotati, giorno per giorno, i principali eventi militari; i diari fanno capire il grande lavoro svolto dai partigiani e la sua importanza per la lotta contro il nazifascismo. L’autore analizza, oltre ai problemi militari, i problemi organizzativi: la sicurezza nella clandestinità, la propaganda e i collegamenti fra i vari reparti e l’approvvigionamento; queste descrizioni danno un’idea della varietà di problematiche che i partigiani dovevano affrontare <92. Una parte molto interessante del testo è quella in cui si parla dell’influenza degli eventi bellici degli alleati, perché spiega lo stretto rapporto che c’era fra l’avanzata dell’esercito alleato e l’evolversi della situazione partigiana. Nell’ultima parte del testo l’autore descrive le azioni svolte dai reparti garibaldini e osovani di pianura nell’ultimo periodo della guerra di liberazione. Steffè riporta i diari operativi delle brigate garibaldine di pianura inserite nella divisione “Mario Modotti Destra Tagliamento”, premettendo che i diari furono redatti a guerra conclusa basandosi sul ricordo dei partigiani e quindi contengono imprecisioni, e una relazione del maggio 1945 redatta da “Leonida” per quanto riguarda l’attività osovana. Queste fonti fanno capire la capillarità dell’azione partigiana e anche quanto fu alto il numero dei caduti fino agli ultimi giorni della Resistenza <93. Questo testo dà un quadro complessivo della situazione nella Destra Tagliamento fino alla Liberazione e spiega i principali eventi in modo dettagliato senza prendere una posizione di parte.
Nel 2000 è pubblicato un saggio di Pier Paolo Brescancin, direttore scientifico dell’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nel Vittoriese, che si occupa del movimento partigiano nel pordenonese dalla nascita fino alla liberazione <94. Brescancin suddivide i gruppi di resistenti in due categorie, quelli nati spontaneamente per iniziativa di giovani ufficiali subito dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e quelli nati per iniziativa di formazioni politiche, fra le quali l’autore definisce il partito comunista il più attivo. Fra i gruppi spontanei sono citati quello nato per iniziativa di Pietro Maset, già ufficiale degli alpini, che operava fra Sacile e la Valcellina, quello di Mario Dal Fabbro, già sottotenente della caserma Slataper di Sacile, operante fra Cordignano e Caneva e quello di Piero Biasin che aiutò a fuggire molti militari della caserma Slataper e della caserma Fiore di Pordenone; inoltre l’autore ricorda le figure del maggiore Attilio Beltrame “Martini” che organizzò le formazioni Osoppo di Pianura, il capitano Franco Martelli “Ferrini”, che sarà capo di stato maggiore della brigata unificata “Ippolito Nievo B” e il generale Costantino Cavarzerani che organizzò gruppi di Resistenza a Stevenà di Caneva <95. Fra i gruppi nati per iniziativa di forze politiche, l’autore cita la formazione Ferdiani, attiva in Val Mesazzo e i battaglioni Pisacane e Garibaldi che si trovavano nel monte Ciaurlec, nati nel gennaio 1944 e i distaccamenti Bixio, Mazzini 2°, Gramsci e Buzzi, nati, per iniziativa di Mario Modotti “Tribuno” e di Giulio Contin “Riccardo”, nel febbraio-marzo dello stesso anno <96, espressione del partito comunista e le formazioni Osoppo nate da un’operazione congiunta del Partito d’Azione e della Democrazia Cristiana che assorbirono le formazioni spontanee di ex ufficiali. <97 Nel testo sono descritti gli attacchi partigiani contro il campo d’aviazione di Maniago e le caserme della guardia di finanza di Malnisio e Montereale Valcellina, avvenuti nel giugno del 1944; queste azioni, secondo Brescancin, fanno capire che il movimento partigiano è in crescita e vuole sottrarre ai nazifascisti il controllo del territorio. <98 L’autore spiega le relazioni fra l’evolversi della situazione a livello nazionale e locale, spiegando come l’andamento bellico degli alleati abbia influito sulla creazione delle zone libere, sui grandi rastrellamenti di fine estate 1944 e sulla Liberazione <99, riuscendo così a dare un quadro d’insieme più chiaro degli eventi principali.
Nel 2002, è pubblicato un volume di Renzo Biondo, nel quale, l’autore si pone l’obbiettivo di raccontare la vita quotidiana dei partigiani, la nascita delle formazioni e le motivazioni che hanno spinto i giovani accorsi sulle montagne. <100 Renzo Biondo col contributo di vecchi protagonisti ha raccontato vicende che altrimenti sarebbero andate dimenticate. Nella premessa l’autore mette in relazione il cambiamento del clima politico con la percezione degli avvenimenti passati; afferma che storici revisionisti smantellano i fondamentali sulla genesi della democrazia in Italia, rivalutando chi combatté per la repubblica di Salò. Renzo Biondo prende una posizione chiara affermando che la Resistenza fu una scelta di civiltà, fra libertà e servitù, fra nazismo e democrazia, fra campi di sterminio e parità di tutti i cittadini. <101 Nel testo c’è un capitolo in cui vengono descritti i luoghi dove operarono la brigata Osoppo e la Garibaldi Friuli; soprattutto è descritta la zona occidentale della Zona libera delle Prealpi Carniche, dove operò la V^ brigata “Osoppo” che insieme a battaglioni garibaldini diede vita alla Brigata mista “Ippolito Nievo”; questa descrizione aiuta a capire l’importanza ai fini bellici della zona, in quanto si trovava in una posizione strategica e per questo motivo i tedeschi si impegnarono per liberarla dalla presenza partigiana. Per Biondo, le tesi revisioniste secondo cui l’apporto partigiano alla vittoria alleata della guerra fu esiguo, sono smontate dal fatto che i tedeschi inviarono delle nuove divisioni modernamente equipaggiate nelle zone dove si trovavano i presidi partigiani; inoltre
il proclama di Kesserling, comandante in capo delle forze tedesche in Italia, che dà ordini su come comportarsi contro le bande armate, fa capire che i partigiani erano temuti dagli avversari. <102 Biondo esprime un giudizio sulla Xmas, reparto collaborazionista, affermando che giustificarli in confronto ad altri reparti repubblichini è un falso storico, in quanto hanno compiuto efferati episodi di violenza e omicidi di massa. <103 La Xmas voleva creare un solco fra garibaldini e osovani in quanto questi ultimi non volevano l’invasione degli jugoslavi, ma l’antifascismo, comune alle due formazioni partigiane, era più forte di ciò che poteva dividerle. <104 E’ spiegato dall’autore che i tedeschi nella zona denominata “Litorale Adriatico”, che controllavano direttamente, non amavano la presenza di reparti fascisti e per avvalorare questa sua affermazione afferma che i tedeschi preferirono, per occupare la Carnia, inviare i cosacchi. <105 Biondo afferma che gli autori che hanno scritto prima di lui sulla brigata mista “Ippolito Nievo” non chiariscono come sia nata e come fu possibile che in Valcellina sia riuscita quell’integrazione che altrove non fu possibile, e afferma che il merito è stato dei tre capi, Maso, Tribuno e Riccardo, che sono riusciti a mantenere la brigata mista grazie al loro prestigio e alla loro esperienza. <106 Nella seconda e terza parte del testo ci sono testimonianze che raccontano le motivazioni che spinsero i giovani alla lotta e ricordi di partigiani sulle loro esperienze nella Resistenza; molto interessante e la testimonianza di Giuseppe Torresin, che racconta com’era vista la resistenza dai giovani di Grizzo [Frazione del comune di Montereale Valcellina (PN)] e il loro apporto alla guerra di liberazione all’interno della V^ brigata Osoppo. <107 Questo volume da un quadro completo del periodo della Resistenza
analizzando i fatti e descrivendo i principali protagonisti.
[NOTE]
88 Bruno Steffè, La guerra di Liberazione nel territorio della provincia di Pordenone 1943- 1945, Edizioni ETS, Pisa, 1997, p. 10
89 Ivi, pp. 19- 46
90 Ivi, pp. 19- 31
91 Ivi, pp. 33- 35
92 Ivi, pp. 89- 103
93 Ivi, pp. 209- 262
94 Pier Paolo Brescancin, Le formazioni partigiane nel pordenonese in Il pordenonese dalla resistenza alla repubblica, Istituto Provinciale di storia del Movimento di liberazione e dell’Età Contemporanea, Pordenone, 2000
95 Ivi, p. 75
96 Ivi, p. 76
97 Ivi p. 76
98 Ivi, p. 78
99 Ivi, pp.80- 91
100 Renzo Biondo, Il verde, il rosso, il bianco. La V^ brigata Osoppo e la brigata osovano-garibaldina “Ippolito Nievo”, CLEUP, Padova, 2002, p. 13.
101 Ivi, p. 19.
102 Ivi, p. 59.
103 Ivi, p. 61
104 Ivi, p. 62
105 Ivi, p. 65
106 Ivi, p. 78
107 Ivi, pp. 157-196.
Andrea Bortolin, La storiografia sulla guerra di Liberazione sulla Destra Tagliamento, Tesi di laurea, Università degli Studi di Trieste, 2007#1943 #1944 #1945 #Adriatico #alleati #AndreaBortolin #brigata #BrunoSteffè #Carnia #cattolici #clero #comunisti #CostantinoCavarzerani #DC #destra #diari #Divisione #fascisti #Friuli #Garibaldi #generale #Grizzo #Guerra #libere #Litorale #ManiagoPN_ #MarioModotti #MonterealeValcellinaPN_ #Osoppo #partigiani #PdA #pianura #PierPaoloBrescancin #PietroMaset #Pordenone #provincia #RenzoBiondo #reparti #Resistenza #SacilePN_ #stragi #Tagliamento #tedeschi #Valcellina #V_ #Xmas #zone
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Ilya Sutskever, le cerveau derrière ChatGPT veut construire un bunker secret pour les chercheurs d’ #OpenAI, car la création d’une #AGI #intelligence #artificielle #générale serait susceptible de provoquer une #onde de #choc #politique et #sociale sans précédent
https://www.journaldunet.com/intelligence-artificielle/1541943-bp1-bunker-secret-chatgpt/
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Le créateur de ChatGPT veut co... -
Ilya Sutskever, le cerveau derrière ChatGPT veut construire un bunker secret pour les chercheurs d’ #OpenAI, car la création d’une #AGI #intelligence #artificielle #générale serait susceptible de provoquer une #onde de #choc #politique et #sociale sans précédent www.journaldunet.com/intelligence...
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"Nous nous rapprochons de l' #intelligence #artficielle #générale ( #AGI ) plus rapidement qu'on ne le pense" , selon Demis #Hassabis, dirigeant de #Google #DeepMind et l'un des #chercheurs les plus éminents dans la filière.
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"Nous nous rapprochons de l' #intelligence #artficielle #générale ( #AGI ) plus rapidement qu'on ne le pense" , selon Demis #Hassabis, dirigeant de #Google #DeepMind et l'un des #chercheurs les plus éminents dans la filière. www.clubic.com/actualite-56...
Avec son IA, Google affirme êt... -
Alors que la notion de zone critique a émergé dans les sciences de la Terre pour désigner cette fine pellicule située entre la canopée des arbres et les eaux souterraines — là où se jouent toutes les conditions d’habitabilité de la planète —, comment représenter un espace en perpétuel mouvement, animé par les flux de matière, d’énergie et les activités du vivant ? Comment ce terme de "zone" entre-t-il en résonance avec l’histoire des grands processus — urbanisation, industrialisation, extraction — qui ont précisément contribué à la dégradation de ces conditions ? Que révèle-t-il de notre rapport à la Terre, dans ses dimensions aussi bien physiques et écologiques que sociales ? À travers le croisement de perspectives scientifiques, philosophiques et artistiques, cette rencontre propose de réfléchir à la zone comme à un espace de crise mais aussi de potentialité : un lieu où se rejouent les formes de vie, de récit et d’engagement sur une Terre en mutation.
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Alexandra Arènes est architecte diplômée de l’ENSAG (2008), Sciencespo (SPEAP 2016), et Docteur en Architecture (Université de Manchester, 2022). Ses recherches et sa pratique portent sur la compréhension et la visualisation des paysages face au changement climatique à S.O.C et à Shaā, atelier d’architecture et d’urbanisme. En partenariat avec les scientifiques de la Zone Critique, elle développe des cartographies des cycles de la Terre : la Gaïa-graphie. Avec Soheil Hajmirbaba et Axelle Grégoire elle a fondé et anime le studio SOC, pour société d’objets cartographiques. SOC privilégie les enquêtes longues issues des pratiques de terrain et impliquant un réseau d’acteurs de diverses disciplines.
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Jeudi 22 mai à 20h, à la Générale, le MiG reçoit Jeanne Etelain et Alexandra Arènes pour une présentation croisée des livres Gaïagraphie : Carnet d’exploration de la zone critique (Alexandra Arènes) et Zones : Terre, sexes et science-fiction (Jeanne Etelain), deux ouvrages qui interrogent nos manières de penser la Terre à l’ère de l'Anthropocène à travers la notion de "zone”. La discussion portera sur l'écologie, la philosophie, l'urbanisme, le féminisme, l'architecture et la science fiction.
https://www.lagenerale.fr/fr/projet/dans-la-zone
La rencontre sera diffusée sur la radio ∏-node et sera suivie d'un repas partagé.
• Entrée réservée aux adhérent·es de l'association (adhésion sur place ou en ligne à 1€ minimum). Accueil dans le patio de La Générale.
• Entrée libre
• Buvette sur place
• À La Générale : 39, rue Gassendi, accès PMRAccès:
La Générale
39 rue Gassendi
75014 Paris
https://www.lagenerale.fr/fr/contacts -
“Generale, queste cinque stelle
Queste cinque lacrime sulla mia pelle
Che senso hanno dentro al rumore di questo treno?
Che è mezzo vuoto e mezzo pieno
E va veloce verso il ritorno
Tra due minuti è quasi giorno
È quasi casa, è quasi amore”Per i 74 anni di Francesco #DeGregori proponiamo un articolo di #CarteRomanze sul brano #Generale, un augurio di #pace in questi tempi di #guerra.
⬇️
https://riviste.unimi.it/index.php/carteromanze/article/view/18730?mtm_campaign=mastodon -
“Generale, queste cinque stelle
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Che senso hanno dentro al rumore di questo treno?
Che è mezzo vuoto e mezzo pieno
E va veloce verso il ritorno
Tra due minuti è quasi giorno
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