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#canzoni — Public Fediverse posts

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  1. Questa un veneziano dovrebbe conoscerla! ^^

    @spettacoli

    (io l'ho scoperta poco fa... il sito antiwarsongs.org è un tesoro!)

    --
    San Marco e i palassi i vol salvar
    però i venessiani pol anca 'spetar
    i salvarà i santi, la sona industrial
    Valeri Manera col cardinal...
    --

    antiwarsongs.org/canzone.php?l

    #unoMusica #UnoRadio #RadioSociale #canzoni #venezia #overtourism

  2. ‘tutta scena teatro’, su radio onda rossa, presenta: “oltre lo sguardo”, reading dal libro di tano d’amico “di cosa sono fatti i ricordi”

    Tutta Scena Teatro ★ Radio Onda Rossa
    
    ● OLTRE LO SGUARDO
    
    reading tratto dal libro di Tano D’Amico 
    'Di cosa sono fatti i ricordi' (Postcart, 2011)
    a cura di Alessandra Magrini
    chitarra e voce Michelangelo Ricci
    
    Giornalista e fotoreporter, Tano D’Amico ha realizzato reportages su 
    carceri, manicomi, Rom, e ha documentato le manifestazioni di piazza a 
    partire dagli anni '60. Una vita passata in strada, a fissare l’eternità 
    di momenti che hanno lasciato il solco nella storia del nostro Paese. 
    Immagini indelebili che non solo documentano con la forza della verità, 
    ma riescono con la loro potenza a penetrare oltre lo sguardo per 
    imprimersi nella memoria dell’anima. Un reading tratto dal libro 'Di 
    Cosa Sono Fatti I Ricordi', 63varticoli scritti con stile 
    lucido e poetico, come "personali lettere alla società", permeati da un 
    profondo senso critico verso le ingiustizie che da sempre colpiscono gli 
    sconfitti, coloro che vivono ai margini della società e di cui si tenta 
    di rimuoverne il ricordo. In scena, l’interpretazione di Alessandra 
    Magrini e le inedite canzoni di Michelangelo Ricci, che con chitarra e 
    testi accompagna il pubblico che non è solo spettatore, ma viene 
    catapultato dentro l’atmosfera di un passato ancora presente.
    «Ho guardato tante foto di Carlo Giuliani sdraiato sull’asfalto il 20 
    luglio, in quasi tutte sembrava intatto, in quella scattata da Tano ho 
    visto con nitidezza lo scempio, per la prima volta il dolore che ho 
    provato è stato più forte della rabbia» Alessandra Magrini
    
    http://archive.org/details/Radioteatro.OltreLoSguardo (51')
    
    #AlessandraMagrini #articoli #canzoni #CarloGiuliani #DiCosaSonoFattiIRicordi #Genova2001 #lettura #MichelangeloRicci #movimenti #Movimento #Postcart #RadioOndaRossa #reading #Resistenza #ROR #RORRadioOndaRossa #TanoDAmico #TuttaScenaTeatro
  3. Una canzone fortemente critica, ma più che nel testo, in come viene cantata... e recitata!

    @cultura

    Com’è bella la città
    com’è grande la città
    com’è viva la #città
    com’è allegra la città...

    solobellecanzoni.altervista.or

    #canzoni #musica #UnoRadio #UnoMusica #modernità #sviluppo #sarcasmo #luoghicomuni

  4. Recensione “Kodachrome” (2017)

    Destinato a diventare un piccolo cult per gli appassionati di fotografia, il film di Mark Raso gioca sulla nostalgia, sul passato, sulla malinconia di ciò che lentamente svanisce (tutti concetti associabili per estensione alla fotografia), per raccontare il conflitto tra un padre e un figlio. L’idea di partenza si basa su un fatto reale: i due devono infatti raggiungere il Kansas, dove c’è veramente stato l’ultimo laboratorio al mondo dove era possibile sviluppare la mitica pellicola Kodachrome della Kodak, tolta dal mercato nel 2009.

    Matt Ryder è un produttore musicale sull’orlo del licenziamento. Suo padre Ben, uno dei più famosi fotoreporter del mondo, sta per morire e chiede a suo figlio di accompagnarlo a sviluppare dei vecchi rullini Kodachrome in Kansas, nell’unico laboratorio dove è ancora possibile farlo. I due sono in pessimi rapporti, tuttavia una seria possibilità lavorativa convince Matt ad intraprendere questo viaggio da New York fino a Parsons, in compagnia del burbero padre e della sua bella assistente (Elizabeth Olsen, tanto per non farci mancare niente).

    Il film è un inno al passato, all’analogico, al sapore di ciò che è tangibile, in un mondo sempre più digitale dove non resterà più una traccia fisica di ciò che siamo stati, come afferma il personaggio di Ed Harris all’inizio del viaggio. Il suo Ben è legato al mondo analogico, dunque alla pellicola fotografica, alle musicassette, alle mappe stradali: non a caso anche lui, come il mondo al quale appartiene, sta lentamente morendo. Al netto di alcune situazioni piuttosto prevedibili (e a tratti anche un po’ ricattatorie) parliamo comunque di un film molto bello nella sua purezza, forse nella sua ingenuità, come nella bellissima sequenza in Kansas, dove c’è spazio anche per alcune riflessioni sul mestiere del fotografo (che non lasceranno indifferente soprattutto chi, come me, fa questo lavoro per vivere). Alcune splendide immagini di Steve McCurry, l’ultimo ad avere l’onore di poter utilizzare un rullino Kodachrome, accompagnano i titoli di coda di un film piuttosto ispirato, vivo e decadente al tempo stesso, come quell’aura vagamente vintage che lo avvolge dall’inizio alla fine, senza però essere mai troppo invadente.

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    #canzoni #cinema #daVedere #diCheParla #film #foto #fotografia #fotografo #kodachrome #netflix #poster #recensione #significato #spiegazione #trama