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#esperienza — Public Fediverse posts

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  1. Giornata Internazionale dei Planetari

    La Giornata Internazionale dei Planetari torna oggi, il 7 maggio 2026 e, come ogni anno, ci invita a riscoprire il cielo con occhi nuovi. Per chi vuole rileggere il percorso iniziato lo scorso anno, ecco l’articolo precedente:

    https://perfettamentechic.com/2025/05/07/giornata-internazionale-dei-planetari/

    ✨ Cosa cambia nel 2026

    Il 2026 porta con sé un’energia diversa: più tecnologia, più inclusione, più “meraviglia accessibile”. Ecco le novità più interessanti.

    • Planetari immersivi di nuova generazione ⇔ Diversi centri europei inaugurano cupole a risoluzione 12K, con sistemi audio spaziali che ricreano il silenzio cosmico e le vibrazioni stellari. L’esperienza non è più solo visiva: è multisensoriale.
    • Accessibilità ampliata ⇔ Arrivano percorsi tattili per persone ipovedenti, mappe stellari in rilievo e narrazioni audio pensate per chi ha difficoltà uditive o cognitive. Il cielo diventa davvero per tutti.
    • Notte dei Planetari ⇔ Novità assoluta: una rete di strutture europee organizza una “notte condivisa” con proiezioni sincronizzate, talk con astrofisici e collegamenti live tra città diverse. Un’unica grande cupola virtuale che abbraccia il continente.
    • Focus 2026: la vita oltre la Terra ⇔ Molti programmi tematici di quest’anno ruotano attorno alle nuove scoperte sugli esopianeti abitabili e sulle missioni verso Europa ed Encelado. La domanda “siamo soli?” torna protagonista, ma con dati più freschi e suggestioni più audaci.

    🌌 Perché celebrarla

    Perché i planetari sono ponti: tra scienza e immaginazione, tra passato e futuro, tra ciò che sappiamo e ciò che ancora non riusciamo a spiegare. Nel 2026, più che mai, diventano luoghi dove rallentare, alzare lo sguardo e ricordare che siamo parte di qualcosa di immensamente più grande.

    Autore: Lynda Di Natale
    Fonte: web
    Immagine: AI
    #Arte #astronomia #astronomy #atmosfera #atmosphere #Avventura #Curiosità #Beauty #bellezza #celestial #Cielo #cieloNotturno #constellations #cosmic #costellazioni #cultura #culturaScientifica #cupola #design #discovery #divulgazione #dome #dream #Educazione #elegance #Eleganza #emotion #emozionante #Emozione #Esperienza #esplorazione #exploration #Fascino #galassiaChic #galassie #galaxies #giornatainternazionaledeiplanetari #History #innovation #innovazione #internationalplanetariumday #light #luce #Magia #magic #meraviglia #observation #osservazione #passion #Passione #passioneCosmica #PerfettamenteChic #planetariItaliani #planetario #planetarioModerno #PlanetarioChic #planetarium #proiezioni #projections #raffinato #science #scienza #scoperta #show #Sky #sofisticato #Sogno #space #spazio #spettacolo #stargazing #stars #Stelle #stelleArtificiali #Stile #storia #technology #Tecnologia #travel #universe #Universo #universoChic #universoVisivo #Viaggi
  2. Giornata Internazionale dei Planetari

    La Giornata Internazionale dei Planetari torna oggi, il 7 maggio 2026 e, come ogni anno, ci invita a riscoprire il cielo con occhi nuovi. Per chi vuole rileggere il percorso iniziato lo scorso anno, ecco l’articolo precedente:

    https://perfettamentechic.com/2025/05/07/giornata-internazionale-dei-planetari/

    ✨ Cosa cambia nel 2026

    Il 2026 porta con sé un’energia diversa: più tecnologia, più inclusione, più “meraviglia accessibile”. Ecco le novità più interessanti.

    • Planetari immersivi di nuova generazione ⇔ Diversi centri europei inaugurano cupole a risoluzione 12K, con sistemi audio spaziali che ricreano il silenzio cosmico e le vibrazioni stellari. L’esperienza non è più solo visiva: è multisensoriale.
    • Accessibilità ampliata ⇔ Arrivano percorsi tattili per persone ipovedenti, mappe stellari in rilievo e narrazioni audio pensate per chi ha difficoltà uditive o cognitive. Il cielo diventa davvero per tutti.
    • Notte dei Planetari ⇔ Novità assoluta: una rete di strutture europee organizza una “notte condivisa” con proiezioni sincronizzate, talk con astrofisici e collegamenti live tra città diverse. Un’unica grande cupola virtuale che abbraccia il continente.
    • Focus 2026: la vita oltre la Terra ⇔ Molti programmi tematici di quest’anno ruotano attorno alle nuove scoperte sugli esopianeti abitabili e sulle missioni verso Europa ed Encelado. La domanda “siamo soli?” torna protagonista, ma con dati più freschi e suggestioni più audaci.

    🌌 Perché celebrarla

    Perché i planetari sono ponti: tra scienza e immaginazione, tra passato e futuro, tra ciò che sappiamo e ciò che ancora non riusciamo a spiegare. Nel 2026, più che mai, diventano luoghi dove rallentare, alzare lo sguardo e ricordare che siamo parte di qualcosa di immensamente più grande.

    Autore: Lynda Di Natale
    Fonte: web
    Immagine: AI
    #Arte #astronomia #astronomy #atmosfera #atmosphere #Avventura #Curiosità #Beauty #bellezza #celestial #Cielo #cieloNotturno #constellations #cosmic #costellazioni #cultura #culturaScientifica #cupola #design #discovery #divulgazione #dome #dream #Educazione #elegance #Eleganza #emotion #emozionante #Emozione #Esperienza #esplorazione #exploration #Fascino #galassiaChic #galassie #galaxies #giornatainternazionaledeiplanetari #History #innovation #innovazione #internationalplanetariumday #light #luce #Magia #magic #meraviglia #observation #osservazione #passion #Passione #passioneCosmica #PerfettamenteChic #planetariItaliani #planetario #planetarioModerno #PlanetarioChic #planetarium #proiezioni #projections #raffinato #science #scienza #scoperta #show #Sky #sofisticato #Sogno #space #spazio #spettacolo #stargazing #stars #Stelle #stelleArtificiali #Stile #storia #technology #Tecnologia #travel #universe #Universo #universoChic #universoVisivo #Viaggi
  3. Giornata Internazionale dei Planetari

    La Giornata Internazionale dei Planetari torna oggi, il 7 maggio 2026 e, come ogni anno, ci invita a riscoprire il cielo con occhi nuovi. Per chi vuole rileggere il percorso iniziato lo scorso anno, ecco l’articolo precedente:

    https://perfettamentechic.com/2025/05/07/giornata-internazionale-dei-planetari/

    ✨ Cosa cambia nel 2026

    Il 2026 porta con sé un’energia diversa: più tecnologia, più inclusione, più “meraviglia accessibile”. Ecco le novità più interessanti.

    • Planetari immersivi di nuova generazione ⇔ Diversi centri europei inaugurano cupole a risoluzione 12K, con sistemi audio spaziali che ricreano il silenzio cosmico e le vibrazioni stellari. L’esperienza non è più solo visiva: è multisensoriale.
    • Accessibilità ampliata ⇔ Arrivano percorsi tattili per persone ipovedenti, mappe stellari in rilievo e narrazioni audio pensate per chi ha difficoltà uditive o cognitive. Il cielo diventa davvero per tutti.
    • Notte dei Planetari ⇔ Novità assoluta: una rete di strutture europee organizza una “notte condivisa” con proiezioni sincronizzate, talk con astrofisici e collegamenti live tra città diverse. Un’unica grande cupola virtuale che abbraccia il continente.
    • Focus 2026: la vita oltre la Terra ⇔ Molti programmi tematici di quest’anno ruotano attorno alle nuove scoperte sugli esopianeti abitabili e sulle missioni verso Europa ed Encelado. La domanda “siamo soli?” torna protagonista, ma con dati più freschi e suggestioni più audaci.

    🌌 Perché celebrarla

    Perché i planetari sono ponti: tra scienza e immaginazione, tra passato e futuro, tra ciò che sappiamo e ciò che ancora non riusciamo a spiegare. Nel 2026, più che mai, diventano luoghi dove rallentare, alzare lo sguardo e ricordare che siamo parte di qualcosa di immensamente più grande.

    Autore: Lynda Di Natale
    Fonte: web
    Immagine: AI
    #Arte #astronomia #astronomy #atmosfera #atmosphere #Avventura #Curiosità #Beauty #bellezza #celestial #Cielo #cieloNotturno #constellations #cosmic #costellazioni #cultura #culturaScientifica #cupola #design #discovery #divulgazione #dome #dream #Educazione #elegance #Eleganza #emotion #emozionante #Emozione #Esperienza #esplorazione #exploration #Fascino #galassiaChic #galassie #galaxies #giornatainternazionaledeiplanetari #History #innovation #innovazione #internationalplanetariumday #light #luce #Magia #magic #meraviglia #observation #osservazione #passion #Passione #passioneCosmica #PerfettamenteChic #planetariItaliani #planetario #planetarioModerno #PlanetarioChic #planetarium #proiezioni #projections #raffinato #science #scienza #scoperta #show #Sky #sofisticato #Sogno #space #spazio #spettacolo #stargazing #stars #Stelle #stelleArtificiali #Stile #storia #technology #Tecnologia #travel #universe #Universo #universoChic #universoVisivo #Viaggi
  4. Giornata Internazionale dei Planetari

    La Giornata Internazionale dei Planetari torna oggi, il 7 maggio 2026 e, come ogni anno, ci invita a riscoprire il cielo con occhi nuovi. Per chi vuole rileggere il percorso iniziato lo scorso anno, ecco l’articolo precedente:

    https://perfettamentechic.com/2025/05/07/giornata-internazionale-dei-planetari/

    ✨ Cosa cambia nel 2026

    Il 2026 porta con sé un’energia diversa: più tecnologia, più inclusione, più “meraviglia accessibile”. Ecco le novità più interessanti.

    • Planetari immersivi di nuova generazione ⇔ Diversi centri europei inaugurano cupole a risoluzione 12K, con sistemi audio spaziali che ricreano il silenzio cosmico e le vibrazioni stellari. L’esperienza non è più solo visiva: è multisensoriale.
    • Accessibilità ampliata ⇔ Arrivano percorsi tattili per persone ipovedenti, mappe stellari in rilievo e narrazioni audio pensate per chi ha difficoltà uditive o cognitive. Il cielo diventa davvero per tutti.
    • Notte dei Planetari ⇔ Novità assoluta: una rete di strutture europee organizza una “notte condivisa” con proiezioni sincronizzate, talk con astrofisici e collegamenti live tra città diverse. Un’unica grande cupola virtuale che abbraccia il continente.
    • Focus 2026: la vita oltre la Terra ⇔ Molti programmi tematici di quest’anno ruotano attorno alle nuove scoperte sugli esopianeti abitabili e sulle missioni verso Europa ed Encelado. La domanda “siamo soli?” torna protagonista, ma con dati più freschi e suggestioni più audaci.

    🌌 Perché celebrarla

    Perché i planetari sono ponti: tra scienza e immaginazione, tra passato e futuro, tra ciò che sappiamo e ciò che ancora non riusciamo a spiegare. Nel 2026, più che mai, diventano luoghi dove rallentare, alzare lo sguardo e ricordare che siamo parte di qualcosa di immensamente più grande.

    Autore: Lynda Di Natale
    Fonte: web
    Immagine: AI
    #Arte #astronomia #astronomy #atmosfera #atmosphere #Avventura #Curiosità #Beauty #bellezza #celestial #Cielo #cieloNotturno #constellations #cosmic #costellazioni #cultura #culturaScientifica #cupola #design #discovery #divulgazione #dome #dream #Educazione #elegance #Eleganza #emotion #emozionante #Emozione #Esperienza #esplorazione #exploration #Fascino #galassiaChic #galassie #galaxies #giornatainternazionaledeiplanetari #History #innovation #innovazione #internationalplanetariumday #light #luce #Magia #magic #meraviglia #observation #osservazione #passion #Passione #passioneCosmica #PerfettamenteChic #planetariItaliani #planetario #planetarioModerno #PlanetarioChic #planetarium #proiezioni #projections #raffinato #science #scienza #scoperta #show #Sky #sofisticato #Sogno #space #spazio #spettacolo #stargazing #stars #Stelle #stelleArtificiali #Stile #storia #technology #Tecnologia #travel #universe #Universo #universoChic #universoVisivo #Viaggi
  5. Giornata Internazionale dei Planetari

    La Giornata Internazionale dei Planetari torna oggi, il 7 maggio 2026 e, come ogni anno, ci invita a riscoprire il cielo con occhi nuovi. Per chi vuole rileggere il percorso iniziato lo scorso anno, ecco l’articolo precedente:

    https://perfettamentechic.com/2025/05/07/giornata-internazionale-dei-planetari/

    ✨ Cosa cambia nel 2026

    Il 2026 porta con sé un’energia diversa: più tecnologia, più inclusione, più “meraviglia accessibile”. Ecco le novità più interessanti.

    • Planetari immersivi di nuova generazione ⇔ Diversi centri europei inaugurano cupole a risoluzione 12K, con sistemi audio spaziali che ricreano il silenzio cosmico e le vibrazioni stellari. L’esperienza non è più solo visiva: è multisensoriale.
    • Accessibilità ampliata ⇔ Arrivano percorsi tattili per persone ipovedenti, mappe stellari in rilievo e narrazioni audio pensate per chi ha difficoltà uditive o cognitive. Il cielo diventa davvero per tutti.
    • Notte dei Planetari ⇔ Novità assoluta: una rete di strutture europee organizza una “notte condivisa” con proiezioni sincronizzate, talk con astrofisici e collegamenti live tra città diverse. Un’unica grande cupola virtuale che abbraccia il continente.
    • Focus 2026: la vita oltre la Terra ⇔ Molti programmi tematici di quest’anno ruotano attorno alle nuove scoperte sugli esopianeti abitabili e sulle missioni verso Europa ed Encelado. La domanda “siamo soli?” torna protagonista, ma con dati più freschi e suggestioni più audaci.

    🌌 Perché celebrarla

    Perché i planetari sono ponti: tra scienza e immaginazione, tra passato e futuro, tra ciò che sappiamo e ciò che ancora non riusciamo a spiegare. Nel 2026, più che mai, diventano luoghi dove rallentare, alzare lo sguardo e ricordare che siamo parte di qualcosa di immensamente più grande.

    Autore: Lynda Di Natale
    Fonte: web
    Immagine: AI
    #Arte #astronomia #astronomy #atmosfera #atmosphere #Avventura #Curiosità #Beauty #bellezza #celestial #Cielo #cieloNotturno #constellations #cosmic #costellazioni #cultura #culturaScientifica #cupola #design #discovery #divulgazione #dome #dream #Educazione #elegance #Eleganza #emotion #emozionante #Emozione #Esperienza #esplorazione #exploration #Fascino #galassiaChic #galassie #galaxies #giornatainternazionaledeiplanetari #History #innovation #innovazione #internationalplanetariumday #light #luce #Magia #magic #meraviglia #observation #osservazione #passion #Passione #passioneCosmica #PerfettamenteChic #planetariItaliani #planetario #planetarioModerno #PlanetarioChic #planetarium #proiezioni #projections #raffinato #science #scienza #scoperta #show #Sky #sofisticato #Sogno #space #spazio #spettacolo #stargazing #stars #Stelle #stelleArtificiali #Stile #storia #technology #Tecnologia #travel #universe #Universo #universoChic #universoVisivo #Viaggi
  6. ✨ Ho ancora i #brividi ripensando alla #mostra#MUNCH. Il grido interiore” a #PalazzoBonaparte.
    Un #viaggio tra #emozioni, #capolavori e silenzi che parlano più di mille #parole.

    Se non siete riusciti a visitarla, vi siete persi un’ #esperienza unica… ma sul #blog vi porto con me dentro quel #mondo fatto di urla interiori e #bellezza senza #tempo. 🎨💭

    👉 blodiario.wordpress.com/2025/0

  7. Il #problemino (tra i tanti!) delle #webapp è che saranno anche facili da #archiviare o #clonare spesso, ma non per questo anche semplici… (o per caso non sono neppure facili e la mia #esperienza mi fa sottovalutare la cosa?) 😫

    • 🅰️ Per quelle meno complesse, il metodo migliore è senza dubbio un bel wget -kp $URL, cioè scaricare la pagina #HTML con tutte le sue risorse collegate, e convertire i link da assoluti a relativi.
    • 🅱️ Quel #metodo però non è a conoscenza di tutte le risorse caricate dinamicamente, cioè dichiarate in posti diversi dall’HTML. Per prendere anche quelle (ed è spesso necessario, tutte le app moderne caricano roba così), bisogna aprire la app nel #browser, e guardare le richieste di #rete che macina con il normale uso.
      • 1️⃣ A questo punto, si può usare la funzione del browser per esportare le richieste in formato HAR, e poi tool come har-extractor o Har Extractor Online per ricavare i file effettivi da quel blob.
        • Ho notato però che Firefox in alcune situazioni genera #HAR corrotti (2 giochi fatti in Phaser avevo provato a scaricare, ed una volta estratti gli script tiravano errori; ho riprovato con Chromium, ed è andato tutto liscio), quindi a prescindere io userei l’altro #navigatore per questa cosa. 🥴
        • Poi, non ho ben capito se per via di come il file HAR in sé è generato, se come quegli #strumenti lo interpretano, o un misto delle cose, ma le risorse cross-domain (e credo anche caricate da iframe?) tendono a non venir estratte, quindi si deve andare poi a pescarle prelevando l’URL di ognuna a manina dai DevTools già aperti… 🤧
    • 🆎 Si potrebbero usare primo e secondo metodo insieme in linea di principio (copiando i file del primo passaggio su quelli del secondo, sovrascrivendo gli esistenti), ma nella pratica è inutile… se c’erano link assoluti da convertire in relativi nell’HTML, con spaventosa probabilità questi sono presenti anche nel #JavaScript o chissà dove, per cui, dato che bisognerà comunque andare a mano a modificarli da qualche parte, 1 o 2 file in più non cambiano (spesso) nulla.
    • 2️⃣ Se si è usato il secondo metodo, bisogna a questo punto effettivamente verificare che i link siano tutti corretti, le #risorse effettivamente scaricate, e la app funzionante indipendentemente dal dominio originale… il modo più efficiente che ho trovato è aprire già da subito un webserver locale sui file, navigarci nel browser, e controllare sia che tutto funzioni nel pratico, sia che tutte le #richieste di rete per risorse effettive (ossia, non contano chiamate di telemetria o simili) vadano al mio #server, anziché al dominio originale (attivando la colonna omonima della tabella nei #DevTools lo si vede a colpo d’occhio).
      • Quando ci sono richieste che falliscono o che vanno su altri server, bisogna capire da dove nel codice queste partono, e fare le opportune #modifiche per usare URL relativi. Quelle che partono dall’HTML o dal CSS (turns out, non molte, altrimenti avremmo usato direttamente wget) sono appunto una scemenza da sistemare… ma quando partono da #script, c’è poco da fare, con l’aiuto del debugger del browser (di nuovo, meglio Chromium, perché de-mininifica il JavaScript aggiungendo whitespace in automatico) si va a capire da che punto partono, e in base alla situazione si valuta che modifiche fare al #codice. Poi, si testa ancora, e ancora si applicano #fix, finché tutto non funziona. ♻️
      • In genere questo non è un problema, e anche per app più ostiche (come quella che ho ricaricato sulla #SalaMuseoGames ieri, Little Alchemy 2) si fa tutto in un quarto d’ora ben ristretto. Tuttavia, bisogna fare attenzione a quei programmi che caricano le risorse man mano che ne hanno bisogno e non tutto subito (in genere, maggior parte dei giochi, oppure parecchie #app React)… lì si può potenzialmente perdere un bel po’ di tempo, perché bisogna mettersi ad usare il #software raggiungendo idealmente il 100% del codice; cioè, cliccare tutti i bottoni, usare qualunque azione, giocare tutti i livelli… fino ad ora non ho mai incontrato #ostacoli, ma se succede, l’unica è navigare tra il codice già scaricato per vedere cos’è che manca (da qualche parte ci sono scritti i nomi delle risorse ancora da scaricare, per ovvi motivi). 🗡️
    • 🔚 Aggiustamenti finali: in base alla situazione, vanno fatte altre modifiche al source per ovviare a #problemi banali ma frequenti. La maggior parte riguardano i domini, che in certi casi sono hardcodati, e quindi o ci sono iframe che comunicano con la Messaging API e gli va cambiato il dominio (come per il gioco di ieri), o c’è del DRM che ostacola il #rehosting (come il giochino dell’altro ieri) ecc… con #pazienza si risolve tutto.
      • E alla fine di tutto, una cosa che mi piace fare ma che non sarebbe obbligatoria, è disattivare tutte le componenti potenzialmente dannose dell’ #applicazione, ossia commentare via eventuali inclusioni e chiamate a sistemi di analitiche o pubblicità. 🚯

    https://octospacc.altervista.org/2024/04/03/webaps-heist/

    #app #applicazione #archiviare #browser #clonare #codice #DevTools #esperienza #fix #HAR #HTML #JavaScript #metodo #modifiche #navigatore #ostacoli #pazienza #problemi #problemino #rehosting #rete #richieste #risorse #SalaMuseoGames #script #server #software #strumenti #webapp

  8. Il #problemino (tra i tanti!) delle #webapp è che saranno anche facili da #archiviare o #clonare spesso, ma non per questo anche semplici… (o per caso non sono neppure facili e la mia #esperienza mi fa sottovalutare la cosa?) 😫

    • 🅰️ Per quelle meno complesse, il metodo migliore è senza dubbio un bel wget -kp $URL, cioè scaricare la pagina #HTML con tutte le sue risorse collegate, e convertire i link da assoluti a relativi.
    • 🅱️ Quel #metodo però non è a conoscenza di tutte le risorse caricate dinamicamente, cioè dichiarate in posti diversi dall’HTML. Per prendere anche quelle (ed è spesso necessario, tutte le app moderne caricano roba così), bisogna aprire la app nel #browser, e guardare le richieste di #rete che macina con il normale uso.
      • 1️⃣ A questo punto, si può usare la funzione del browser per esportare le richieste in formato HAR, e poi tool come har-extractor o Har Extractor Online per ricavare i file effettivi da quel blob.
        • Ho notato però che Firefox in alcune situazioni genera #HAR corrotti (2 giochi fatti in Phaser avevo provato a scaricare, ed una volta estratti gli script tiravano errori; ho riprovato con Chromium, ed è andato tutto liscio), quindi a prescindere io userei l’altro #navigatore per questa cosa. 🥴
        • Poi, non ho ben capito se per via di come il file HAR in sé è generato, se come quegli #strumenti lo interpretano, o un misto delle cose, ma le risorse cross-domain (e credo anche caricate da iframe?) tendono a non venir estratte, quindi si deve andare poi a pescarle prelevando l’URL di ognuna a manina dai DevTools già aperti… 🤧
    • 🆎 Si potrebbero usare primo e secondo metodo insieme in linea di principio (copiando i file del primo passaggio su quelli del secondo, sovrascrivendo gli esistenti), ma nella pratica è inutile… se c’erano link assoluti da convertire in relativi nell’HTML, con spaventosa probabilità questi sono presenti anche nel #JavaScript o chissà dove, per cui, dato che bisognerà comunque andare a mano a modificarli da qualche parte, 1 o 2 file in più non cambiano (spesso) nulla.
    • 2️⃣ Se si è usato il secondo metodo, bisogna a questo punto effettivamente verificare che i link siano tutti corretti, le #risorse effettivamente scaricate, e la app funzionante indipendentemente dal dominio originale… il modo più efficiente che ho trovato è aprire già da subito un webserver locale sui file, navigarci nel browser, e controllare sia che tutto funzioni nel pratico, sia che tutte le #richieste di rete per risorse effettive (ossia, non contano chiamate di telemetria o simili) vadano al mio #server, anziché al dominio originale (attivando la colonna omonima della tabella nei #DevTools lo si vede a colpo d’occhio).
      • Quando ci sono richieste che falliscono o che vanno su altri server, bisogna capire da dove nel codice queste partono, e fare le opportune #modifiche per usare URL relativi. Quelle che partono dall’HTML o dal CSS (turns out, non molte, altrimenti avremmo usato direttamente wget) sono appunto una scemenza da sistemare… ma quando partono da #script, c’è poco da fare, con l’aiuto del debugger del browser (di nuovo, meglio Chromium, perché de-mininifica il JavaScript aggiungendo whitespace in automatico) si va a capire da che punto partono, e in base alla situazione si valuta che modifiche fare al #codice. Poi, si testa ancora, e ancora si applicano #fix, finché tutto non funziona. ♻️
      • In genere questo non è un problema, e anche per app più ostiche (come quella che ho ricaricato sulla #SalaMuseoGames ieri, Little Alchemy 2) si fa tutto in un quarto d’ora ben ristretto. Tuttavia, bisogna fare attenzione a quei programmi che caricano le risorse man mano che ne hanno bisogno e non tutto subito (in genere, maggior parte dei giochi, oppure parecchie #app React)… lì si può potenzialmente perdere un bel po’ di tempo, perché bisogna mettersi ad usare il #software raggiungendo idealmente il 100% del codice; cioè, cliccare tutti i bottoni, usare qualunque azione, giocare tutti i livelli… fino ad ora non ho mai incontrato #ostacoli, ma se succede, l’unica è navigare tra il codice già scaricato per vedere cos’è che manca (da qualche parte ci sono scritti i nomi delle risorse ancora da scaricare, per ovvi motivi). 🗡️
    • 🔚 Aggiustamenti finali: in base alla situazione, vanno fatte altre modifiche al source per ovviare a #problemi banali ma frequenti. La maggior parte riguardano i domini, che in certi casi sono hardcodati, e quindi o ci sono iframe che comunicano con la Messaging API e gli va cambiato il dominio (come per il gioco di ieri), o c’è del DRM che ostacola il #rehosting (come il giochino dell’altro ieri) ecc… con #pazienza si risolve tutto.
      • E alla fine di tutto, una cosa che mi piace fare ma che non sarebbe obbligatoria, è disattivare tutte le componenti potenzialmente dannose dell’ #applicazione, ossia commentare via eventuali inclusioni e chiamate a sistemi di analitiche o pubblicità. 🚯

    https://octospacc.altervista.org/2024/04/03/webaps-heist/

    #app #applicazione #archiviare #browser #clonare #codice #DevTools #esperienza #fix #HAR #HTML #JavaScript #metodo #modifiche #navigatore #ostacoli #pazienza #problemi #problemino #rehosting #rete #richieste #risorse #SalaMuseoGames #script #server #software #strumenti #webapp

  9. Il #problemino (tra i tanti!) delle #webapp è che saranno anche facili da #archiviare o #clonare spesso, ma non per questo anche semplici… (o per caso non sono neppure facili e la mia #esperienza mi fa sottovalutare la cosa?) 😫

    • 🅰️ Per quelle meno complesse, il metodo migliore è senza dubbio un bel wget -kp $URL, cioè scaricare la pagina #HTML con tutte le sue risorse collegate, e convertire i link da assoluti a relativi.
    • 🅱️ Quel #metodo però non è a conoscenza di tutte le risorse caricate dinamicamente, cioè dichiarate in posti diversi dall’HTML. Per prendere anche quelle (ed è spesso necessario, tutte le app moderne caricano roba così), bisogna aprire la app nel #browser, e guardare le richieste di #rete che macina con il normale uso.
      • 1️⃣ A questo punto, si può usare la funzione del browser per esportare le richieste in formato HAR, e poi tool come har-extractor o Har Extractor Online per ricavare i file effettivi da quel blob.
        • Ho notato però che Firefox in alcune situazioni genera #HAR corrotti (2 giochi fatti in Phaser avevo provato a scaricare, ed una volta estratti gli script tiravano errori; ho riprovato con Chromium, ed è andato tutto liscio), quindi a prescindere io userei l’altro #navigatore per questa cosa. 🥴
        • Poi, non ho ben capito se per via di come il file HAR in sé è generato, se come quegli #strumenti lo interpretano, o un misto delle cose, ma le risorse cross-domain (e credo anche caricate da iframe?) tendono a non venir estratte, quindi si deve andare poi a pescarle prelevando l’URL di ognuna a manina dai DevTools già aperti… 🤧
    • 🆎 Si potrebbero usare primo e secondo metodo insieme in linea di principio (copiando i file del primo passaggio su quelli del secondo, sovrascrivendo gli esistenti), ma nella pratica è inutile… se c’erano link assoluti da convertire in relativi nell’HTML, con spaventosa probabilità questi sono presenti anche nel #JavaScript o chissà dove, per cui, dato che bisognerà comunque andare a mano a modificarli da qualche parte, 1 o 2 file in più non cambiano (spesso) nulla.
    • 2️⃣ Se si è usato il secondo metodo, bisogna a questo punto effettivamente verificare che i link siano tutti corretti, le #risorse effettivamente scaricate, e la app funzionante indipendentemente dal dominio originale… il modo più efficiente che ho trovato è aprire già da subito un webserver locale sui file, navigarci nel browser, e controllare sia che tutto funzioni nel pratico, sia che tutte le #richieste di rete per risorse effettive (ossia, non contano chiamate di telemetria o simili) vadano al mio #server, anziché al dominio originale (attivando la colonna omonima della tabella nei #DevTools lo si vede a colpo d’occhio).
      • Quando ci sono richieste che falliscono o che vanno su altri server, bisogna capire da dove nel codice queste partono, e fare le opportune #modifiche per usare URL relativi. Quelle che partono dall’HTML o dal CSS (turns out, non molte, altrimenti avremmo usato direttamente wget) sono appunto una scemenza da sistemare… ma quando partono da #script, c’è poco da fare, con l’aiuto del debugger del browser (di nuovo, meglio Chromium, perché de-mininifica il JavaScript aggiungendo whitespace in automatico) si va a capire da che punto partono, e in base alla situazione si valuta che modifiche fare al #codice. Poi, si testa ancora, e ancora si applicano #fix, finché tutto non funziona. ♻️
      • In genere questo non è un problema, e anche per app più ostiche (come quella che ho ricaricato sulla #SalaMuseoGames ieri, Little Alchemy 2) si fa tutto in un quarto d’ora ben ristretto. Tuttavia, bisogna fare attenzione a quei programmi che caricano le risorse man mano che ne hanno bisogno e non tutto subito (in genere, maggior parte dei giochi, oppure parecchie #app React)… lì si può potenzialmente perdere un bel po’ di tempo, perché bisogna mettersi ad usare il #software raggiungendo idealmente il 100% del codice; cioè, cliccare tutti i bottoni, usare qualunque azione, giocare tutti i livelli… fino ad ora non ho mai incontrato #ostacoli, ma se succede, l’unica è navigare tra il codice già scaricato per vedere cos’è che manca (da qualche parte ci sono scritti i nomi delle risorse ancora da scaricare, per ovvi motivi). 🗡️
    • 🔚 Aggiustamenti finali: in base alla situazione, vanno fatte altre modifiche al source per ovviare a #problemi banali ma frequenti. La maggior parte riguardano i domini, che in certi casi sono hardcodati, e quindi o ci sono iframe che comunicano con la Messaging API e gli va cambiato il dominio (come per il gioco di ieri), o c’è del DRM che ostacola il #rehosting (come il giochino dell’altro ieri) ecc… con #pazienza si risolve tutto.
      • E alla fine di tutto, una cosa che mi piace fare ma che non sarebbe obbligatoria, è disattivare tutte le componenti potenzialmente dannose dell’ #applicazione, ossia commentare via eventuali inclusioni e chiamate a sistemi di analitiche o pubblicità. 🚯

    https://octospacc.altervista.org/2024/04/03/webaps-heist/

    #app #applicazione #archiviare #browser #clonare #codice #DevTools #esperienza #fix #HAR #HTML #JavaScript #metodo #modifiche #navigatore #ostacoli #pazienza #problemi #problemino #rehosting #rete #richieste #risorse #SalaMuseoGames #script #server #software #strumenti #webapp

  10. Il #problemino (tra i tanti!) delle #webapp è che saranno anche facili da #archiviare o #clonare spesso, ma non per questo anche semplici… (o per caso non sono neppure facili e la mia #esperienza mi fa sottovalutare la cosa?) 😫

    • 🅰️ Per quelle meno complesse, il metodo migliore è senza dubbio un bel wget -kp $URL, cioè scaricare la pagina #HTML con tutte le sue risorse collegate, e convertire i link da assoluti a relativi.
    • 🅱️ Quel #metodo però non è a conoscenza di tutte le risorse caricate dinamicamente, cioè dichiarate in posti diversi dall’HTML. Per prendere anche quelle (ed è spesso necessario, tutte le app moderne caricano roba così), bisogna aprire la app nel #browser, e guardare le richieste di #rete che macina con il normale uso.
      • 1️⃣ A questo punto, si può usare la funzione del browser per esportare le richieste in formato HAR, e poi tool come har-extractor o Har Extractor Online per ricavare i file effettivi da quel blob.
        • Ho notato però che Firefox in alcune situazioni genera #HAR corrotti (2 giochi fatti in Phaser avevo provato a scaricare, ed una volta estratti gli script tiravano errori; ho riprovato con Chromium, ed è andato tutto liscio), quindi a prescindere io userei l’altro #navigatore per questa cosa. 🥴
        • Poi, non ho ben capito se per via di come il file HAR in sé è generato, se come quegli #strumenti lo interpretano, o un misto delle cose, ma le risorse cross-domain (e credo anche caricate da iframe?) tendono a non venir estratte, quindi si deve andare poi a pescarle prelevando l’URL di ognuna a manina dai DevTools già aperti… 🤧
    • 🆎 Si potrebbero usare primo e secondo metodo insieme in linea di principio (copiando i file del primo passaggio su quelli del secondo, sovrascrivendo gli esistenti), ma nella pratica è inutile… se c’erano link assoluti da convertire in relativi nell’HTML, con spaventosa probabilità questi sono presenti anche nel #JavaScript o chissà dove, per cui, dato che bisognerà comunque andare a mano a modificarli da qualche parte, 1 o 2 file in più non cambiano (spesso) nulla.
    • 2️⃣ Se si è usato il secondo metodo, bisogna a questo punto effettivamente verificare che i link siano tutti corretti, le #risorse effettivamente scaricate, e la app funzionante indipendentemente dal dominio originale… il modo più efficiente che ho trovato è aprire già da subito un webserver locale sui file, navigarci nel browser, e controllare sia che tutto funzioni nel pratico, sia che tutte le #richieste di rete per risorse effettive (ossia, non contano chiamate di telemetria o simili) vadano al mio #server, anziché al dominio originale (attivando la colonna omonima della tabella nei #DevTools lo si vede a colpo d’occhio).
      • Quando ci sono richieste che falliscono o che vanno su altri server, bisogna capire da dove nel codice queste partono, e fare le opportune #modifiche per usare URL relativi. Quelle che partono dall’HTML o dal CSS (turns out, non molte, altrimenti avremmo usato direttamente wget) sono appunto una scemenza da sistemare… ma quando partono da #script, c’è poco da fare, con l’aiuto del debugger del browser (di nuovo, meglio Chromium, perché de-mininifica il JavaScript aggiungendo whitespace in automatico) si va a capire da che punto partono, e in base alla situazione si valuta che modifiche fare al #codice. Poi, si testa ancora, e ancora si applicano #fix, finché tutto non funziona. ♻️
      • In genere questo non è un problema, e anche per app più ostiche (come quella che ho ricaricato sulla #SalaMuseoGames ieri, Little Alchemy 2) si fa tutto in un quarto d’ora ben ristretto. Tuttavia, bisogna fare attenzione a quei programmi che caricano le risorse man mano che ne hanno bisogno e non tutto subito (in genere, maggior parte dei giochi, oppure parecchie #app React)… lì si può potenzialmente perdere un bel po’ di tempo, perché bisogna mettersi ad usare il #software raggiungendo idealmente il 100% del codice; cioè, cliccare tutti i bottoni, usare qualunque azione, giocare tutti i livelli… fino ad ora non ho mai incontrato #ostacoli, ma se succede, l’unica è navigare tra il codice già scaricato per vedere cos’è che manca (da qualche parte ci sono scritti i nomi delle risorse ancora da scaricare, per ovvi motivi). 🗡️
    • 🔚 Aggiustamenti finali: in base alla situazione, vanno fatte altre modifiche al source per ovviare a #problemi banali ma frequenti. La maggior parte riguardano i domini, che in certi casi sono hardcodati, e quindi o ci sono iframe che comunicano con la Messaging API e gli va cambiato il dominio (come per il gioco di ieri), o c’è del DRM che ostacola il #rehosting (come il giochino dell’altro ieri) ecc… con #pazienza si risolve tutto.
      • E alla fine di tutto, una cosa che mi piace fare ma che non sarebbe obbligatoria, è disattivare tutte le componenti potenzialmente dannose dell’ #applicazione, ossia commentare via eventuali inclusioni e chiamate a sistemi di analitiche o pubblicità. 🚯

    https://octospacc.altervista.org/2024/04/03/webaps-heist/

    #app #applicazione #archiviare #browser #clonare #codice #DevTools #esperienza #fix #HAR #HTML #JavaScript #metodo #modifiche #navigatore #ostacoli #pazienza #problemi #problemino #rehosting #rete #richieste #risorse #SalaMuseoGames #script #server #software #strumenti #webapp

  11. Il #problemino (tra i tanti!) delle #webapp è che saranno anche facili da #archiviare o #clonare spesso, ma non per questo anche semplici… (o per caso non sono neppure facili e la mia #esperienza mi fa sottovalutare la cosa?) 😫

    • 🅰️ Per quelle meno complesse, il metodo migliore è senza dubbio un bel wget -kp $URL, cioè scaricare la pagina #HTML con tutte le sue risorse collegate, e convertire i link da assoluti a relativi.
    • 🅱️ Quel #metodo però non è a conoscenza di tutte le risorse caricate dinamicamente, cioè dichiarate in posti diversi dall’HTML. Per prendere anche quelle (ed è spesso necessario, tutte le app moderne caricano roba così), bisogna aprire la app nel #browser, e guardare le richieste di #rete che macina con il normale uso.
      • 1️⃣ A questo punto, si può usare la funzione del browser per esportare le richieste in formato HAR, e poi tool come har-extractor o Har Extractor Online per ricavare i file effettivi da quel blob.
        • Ho notato però che Firefox in alcune situazioni genera #HAR corrotti (2 giochi fatti in Phaser avevo provato a scaricare, ed una volta estratti gli script tiravano errori; ho riprovato con Chromium, ed è andato tutto liscio), quindi a prescindere io userei l’altro #navigatore per questa cosa. 🥴
        • Poi, non ho ben capito se per via di come il file HAR in sé è generato, se come quegli #strumenti lo interpretano, o un misto delle cose, ma le risorse cross-domain (e credo anche caricate da iframe?) tendono a non venir estratte, quindi si deve andare poi a pescarle prelevando l’URL di ognuna a manina dai DevTools già aperti… 🤧
    • 🆎 Si potrebbero usare primo e secondo metodo insieme in linea di principio (copiando i file del primo passaggio su quelli del secondo, sovrascrivendo gli esistenti), ma nella pratica è inutile… se c’erano link assoluti da convertire in relativi nell’HTML, con spaventosa probabilità questi sono presenti anche nel #JavaScript o chissà dove, per cui, dato che bisognerà comunque andare a mano a modificarli da qualche parte, 1 o 2 file in più non cambiano (spesso) nulla.
    • 2️⃣ Se si è usato il secondo metodo, bisogna a questo punto effettivamente verificare che i link siano tutti corretti, le #risorse effettivamente scaricate, e la app funzionante indipendentemente dal dominio originale… il modo più efficiente che ho trovato è aprire già da subito un webserver locale sui file, navigarci nel browser, e controllare sia che tutto funzioni nel pratico, sia che tutte le #richieste di rete per risorse effettive (ossia, non contano chiamate di telemetria o simili) vadano al mio #server, anziché al dominio originale (attivando la colonna omonima della tabella nei #DevTools lo si vede a colpo d’occhio).
      • Quando ci sono richieste che falliscono o che vanno su altri server, bisogna capire da dove nel codice queste partono, e fare le opportune #modifiche per usare URL relativi. Quelle che partono dall’HTML o dal CSS (turns out, non molte, altrimenti avremmo usato direttamente wget) sono appunto una scemenza da sistemare… ma quando partono da #script, c’è poco da fare, con l’aiuto del debugger del browser (di nuovo, meglio Chromium, perché de-mininifica il JavaScript aggiungendo whitespace in automatico) si va a capire da che punto partono, e in base alla situazione si valuta che modifiche fare al #codice. Poi, si testa ancora, e ancora si applicano #fix, finché tutto non funziona. ♻️
      • In genere questo non è un problema, e anche per app più ostiche (come quella che ho ricaricato sulla #SalaMuseoGames ieri, Little Alchemy 2) si fa tutto in un quarto d’ora ben ristretto. Tuttavia, bisogna fare attenzione a quei programmi che caricano le risorse man mano che ne hanno bisogno e non tutto subito (in genere, maggior parte dei giochi, oppure parecchie #app React)… lì si può potenzialmente perdere un bel po’ di tempo, perché bisogna mettersi ad usare il #software raggiungendo idealmente il 100% del codice; cioè, cliccare tutti i bottoni, usare qualunque azione, giocare tutti i livelli… fino ad ora non ho mai incontrato #ostacoli, ma se succede, l’unica è navigare tra il codice già scaricato per vedere cos’è che manca (da qualche parte ci sono scritti i nomi delle risorse ancora da scaricare, per ovvi motivi). 🗡️
    • 🔚 Aggiustamenti finali: in base alla situazione, vanno fatte altre modifiche al source per ovviare a #problemi banali ma frequenti. La maggior parte riguardano i domini, che in certi casi sono hardcodati, e quindi o ci sono iframe che comunicano con la Messaging API e gli va cambiato il dominio (come per il gioco di ieri), o c’è del DRM che ostacola il #rehosting (come il giochino dell’altro ieri) ecc… con #pazienza si risolve tutto.
      • E alla fine di tutto, una cosa che mi piace fare ma che non sarebbe obbligatoria, è disattivare tutte le componenti potenzialmente dannose dell’ #applicazione, ossia commentare via eventuali inclusioni e chiamate a sistemi di analitiche o pubblicità. 🚯

    https://octospacc.altervista.org/2024/04/03/webaps-heist/

    #app #applicazione #archiviare #browser #clonare #codice #DevTools #esperienza #fix #HAR #HTML #JavaScript #metodo #modifiche #navigatore #ostacoli #pazienza #problemi #problemino #rehosting #rete #richieste #risorse #SalaMuseoGames #script #server #software #strumenti #webapp

  12. 5/9 #parole #entità #aliene #indipendenti
    Mi viene da pensare a molta #umiltà , tanta da rimettere in #discussione non tanto quello che abbiamo appreso nella nostra vita formativa , ma il come lo abbiamo appreso , le #sfumature che gli abbiamo appiccicato addosso , i #significati più piccoli e più reconditi che si porta appresso ogni nostra #conoscenza e ogni nostra #esperienza di vita ;

  13. Cose imparate per:
    inerzia,
    sfinimento,
    traumi,
    interesse,
    assimilazione diretta.

    #esperienza #consapevolezza #percorsi

  14. Buon risveglio , ma la farfalla non è di stamattina , è ieri pomeriggio . #esperienza di #meraviglia

  15. Il #rinnovamento di #Yesod, la #LunaNera, sta per avvenire #nuovamente.

    I #genitali, l'#ano e tutti gli apparati avvolti dal #serpente #Kundalini, attorcigliato al #coccige, saranno rinvigoriti.

    Lo #HierosGamos #Sacro, sarà compiuto di nuovo.

    L'#esperienza oltre i #limiti dei propri valori, senza rinnegarsi o giudicarsi, apre a #dimensioni #ultraterrene che elevano la #percezione.

    Solo così si possono superare le #acqueinfernali che dividono #Malkuth dal #MondoAstrale.

    (Foto O.T.O.)

  16. Se hai voglia di avere un'#esperienza #sensuale o #sessuale con uno o diversi altri individui, qualunque sia il loro #sesso, nella misura in cui questi individui sono d'accordo, puoi agire seguendo i tuoi #desideri.

    #Tutto è permesso nella via dello #sboccio, dello schiudersi del proprio corpo e dunque della propria #mente.

    Ecco perché qui offriamo #consulenza sul #piaceresessuale e la libertà d'#orgasmo. Contattateci privatamente!