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#frutta — Public Fediverse posts

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  1. Mercato 47

    CSA Magazzino 47, venerdì 15 maggio alle ore 16:00 CEST

    TUTTI I VENERDÌ DALLE 15.00 ALLE 19.00

    Prodotti biologici, naturali, tradizionali, dall’agricoltura contadina e dai piccoli produttori: una spesa diversa è possibile pane, ortaggi, frutta, vini, formaggi, miele, pasta, cereali, conserve, cosmesi, produttori del commercio equo e tanto altro ancora per difenderci dall’aumento dei prezzi, per acquistare prodotti di qualità, per incontrare e conoscere i piccoli produttori, per non essere asserviti all’industria agro-alimentare e alle grandi catene di distribuzioni, per il consumo critico e perche’ la spesa sia un momento di incontro e socialità.

    Con “Mercato 47” ci siamo proposti di realizzare un’opportunità di incontro diretto, senza forme di intermediazione commerciale, tra consumatori e piccoli produttori, contadini, artigiani, che siano attenti alla qualità del prodotto e delle relazioni (sociali, con l’ambiente e con il territorio) che si sviluppano durante il processo produttivo e di commercializzazione.

     

    Crediamo che questo sia il modo per garantire una spesa di qualità, di prodotti genuini, tipici, biologici e naturali, a un prezzo inferiore rispetto a quello praticato dalla distribuzione commerciale, e anche per assicurare un equo corrispettivo al lavoro contadino e artigianale, costretto spesso a piegarsi alle condizioni imposte dall’industria agro-alimentare e dalle grandi catene commerciali.

     

    È un modo concreto di combattere il caro-prezzi, l’aumento del costo della vita, l’erosione dei salari da parte dell’inflazione e della progressiva riduzione della spesa pubblica per i servizi sociali. È un modo per costruire dal basso relazioni economiche estranee alle logiche di puro profitto, privilegiando nel consumo i piccoli produttori attenti alla salvaguardia dell’ambiente, della biodiversità, delle produzioni tipiche, genuine e di qualità anche per contrastare l’omologazione del gusto imposta dalla grande industria agro-alimentare.

    È un modo, infine, per recuperare la dimensione popolare del mercato come momento di incontro e di scambio tra le persone, con una serie di proposte di contorno (degustazioni, presentazioni di prodotti, concerti, proiezioni cinematografiche, presentazione di libri ecc.), che facciano della nostra spesa settimanale un’occasione di socialità, ma pure di ragionamento su come un mondo diverso si possa costruire anche a partire dai nostri comportamenti quotidiani, compreso ciò che mangiamo, che beviamo e che consumiamo.
    Crediamo che sia importante che un’esperienza come questa sia nata e si sviluppi in un Centro Sociale Autogestito come il Magazzino 47, luogo di sperimentazione di una socialità liberata e di costruzione di pratiche politiche che, dal basso, si oppongono agli assetti economici imposti dalla globalizzazione capitalista.
    Ricordiamo che a “Mercato 47” potrete trovare piccoli produttori di ortaggi, frutta, formaggi e salumi, farine, miele e altro ancora. Ma, poiché, vogliamo che per voi possa essere l’occasione della vostra spesa settimanale, “Mercato 47” organizza anche la vendita di quei prodotti per i quali non è possibile avere la presenza diretta dei produttori. E così troverete pane, pasta, olio, salse, riso, succhi, agrumi (nella stagione invernale) tutti biologici: questi prodotti vengono venduti con un ricarico medio del 20% sul “prezzo sorgente”, che consente a “Mercato 47” di pagare le spese di gestione e a chi acquista di operare un significativo risparmio sul prezzo pagato per prodotti di uguale qualità, acquistati nei normali circuiti di distribuzione. Potrete poi trovare anche una vasta gamma di prodotti del commercio equo e solidale: caffè, te, succhi di frutta, riso, orzo, legumi, ecc.
    Ricordiamo ancora che a margine di Mercato 47 ogni venerdì sera sarà aperta l’enoteca, ci saranno cene a prezzi popolari e organizzeremo degustazioni, piccoli concerti, proiezioni di film, presentazioni di libri, dibattiti. E che lo spazio di Mercato 47 è aperto alle idee, alle iniziative, ai contributi di chi intenda proporre momenti di socialità, di cultura, di svago, e che le realtà collettive possano proporsi per l’organizzazione di cene di autofinanziamento.
    Per dirla con Serge Latouche, economista francese, il mercato “e’ innanzitutto uno spazio di socialità specifico prima di essere un luogo di scambio di merci. Luogo per eccellezza della vita pubblica… occasione di incontri, luogo in cui si mescolano le generazioni, i sessi, le etnie diversi. La piazza di mercato appare come un luogo antitetico rispetto a quello del potere ufficiale”. Anche per questo, in un Centro Sociale Autogestito, si fa Mercato 47.

    lasitua.org/event/mercato-47-1

  2. Mercato 47

    CSA Magazzino 47, venerdì 6 marzo alle ore 16:00 CET

    TUTTI I VENERDÌ DALLE 15.00 ALLE 19.00

    Prodotti biologici, naturali, tradizionali, dall’agricoltura contadina e dai piccoli produttori: una spesa diversa è possibile pane, ortaggi, frutta, vini, formaggi, miele, pasta, cereali, conserve, cosmesi, produttori del commercio equo e tanto altro ancora per difenderci dall’aumento dei prezzi, per acquistare prodotti di qualità, per incontrare e conoscere i piccoli produttori, per non essere asserviti all’industria agro-alimentare e alle grandi catene di distribuzioni, per il consumo critico e perche’ la spesa sia un momento di incontro e socialità.

    Con “Mercato 47” ci siamo proposti di realizzare un’opportunità di incontro diretto, senza forme di intermediazione commerciale, tra consumatori e piccoli produttori, contadini, artigiani, che siano attenti alla qualità del prodotto e delle relazioni (sociali, con l’ambiente e con il territorio) che si sviluppano durante il processo produttivo e di commercializzazione.

     

    Crediamo che questo sia il modo per garantire una spesa di qualità, di prodotti genuini, tipici, biologici e naturali, a un prezzo inferiore rispetto a quello praticato dalla distribuzione commerciale, e anche per assicurare un equo corrispettivo al lavoro contadino e artigianale, costretto spesso a piegarsi alle condizioni imposte dall’industria agro-alimentare e dalle grandi catene commerciali.

     

    È un modo concreto di combattere il caro-prezzi, l’aumento del costo della vita, l’erosione dei salari da parte dell’inflazione e della progressiva riduzione della spesa pubblica per i servizi sociali. È un modo per costruire dal basso relazioni economiche estranee alle logiche di puro profitto, privilegiando nel consumo i piccoli produttori attenti alla salvaguardia dell’ambiente, della biodiversità, delle produzioni tipiche, genuine e di qualità anche per contrastare l’omologazione del gusto imposta dalla grande industria agro-alimentare.

    È un modo, infine, per recuperare la dimensione popolare del mercato come momento di incontro e di scambio tra le persone, con una serie di proposte di contorno (degustazioni, presentazioni di prodotti, concerti, proiezioni cinematografiche, presentazione di libri ecc.), che facciano della nostra spesa settimanale un’occasione di socialità, ma pure di ragionamento su come un mondo diverso si possa costruire anche a partire dai nostri comportamenti quotidiani, compreso ciò che mangiamo, che beviamo e che consumiamo.
    Crediamo che sia importante che un’esperienza come questa sia nata e si sviluppi in un Centro Sociale Autogestito come il Magazzino 47, luogo di sperimentazione di una socialità liberata e di costruzione di pratiche politiche che, dal basso, si oppongono agli assetti economici imposti dalla globalizzazione capitalista.
    Ricordiamo che a “Mercato 47” potrete trovare piccoli produttori di ortaggi, frutta, formaggi e salumi, farine, miele e altro ancora. Ma, poiché, vogliamo che per voi possa essere l’occasione della vostra spesa settimanale, “Mercato 47” organizza anche la vendita di quei prodotti per i quali non è possibile avere la presenza diretta dei produttori. E così troverete pane, pasta, olio, salse, riso, succhi, agrumi (nella stagione invernale) tutti biologici: questi prodotti vengono venduti con un ricarico medio del 20% sul “prezzo sorgente”, che consente a “Mercato 47” di pagare le spese di gestione e a chi acquista di operare un significativo risparmio sul prezzo pagato per prodotti di uguale qualità, acquistati nei normali circuiti di distribuzione. Potrete poi trovare anche una vasta gamma di prodotti del commercio equo e solidale: caffè, te, succhi di frutta, riso, orzo, legumi, ecc.
    Ricordiamo ancora che a margine di Mercato 47 ogni venerdì sera sarà aperta l’enoteca, ci saranno cene a prezzi popolari e organizzeremo degustazioni, piccoli concerti, proiezioni di film, presentazioni di libri, dibattiti. E che lo spazio di Mercato 47 è aperto alle idee, alle iniziative, ai contributi di chi intenda proporre momenti di socialità, di cultura, di svago, e che le realtà collettive possano proporsi per l’organizzazione di cene di autofinanziamento.
    Per dirla con Serge Latouche, economista francese, il mercato “e’ innanzitutto uno spazio di socialità specifico prima di essere un luogo di scambio di merci. Luogo per eccellezza della vita pubblica… occasione di incontri, luogo in cui si mescolano le generazioni, i sessi, le etnie diversi. La piazza di mercato appare come un luogo antitetico rispetto a quello del potere ufficiale”. Anche per questo, in un Centro Sociale Autogestito, si fa Mercato 47.

    lasitua.org/event/mercato-47-1

  3. Mercato 47

    CSA Magazzino 47, venerdì 6 marzo alle ore 16:00 CET

    TUTTI I VENERDÌ DALLE 15.00 ALLE 19.00

    Prodotti biologici, naturali, tradizionali, dall’agricoltura contadina e dai piccoli produttori: una spesa diversa è possibile pane, ortaggi, frutta, vini, formaggi, miele, pasta, cereali, conserve, cosmesi, produttori del commercio equo e tanto altro ancora per difenderci dall’aumento dei prezzi, per acquistare prodotti di qualità, per incontrare e conoscere i piccoli produttori, per non essere asserviti all’industria agro-alimentare e alle grandi catene di distribuzioni, per il consumo critico e perche’ la spesa sia un momento di incontro e socialità.

    Con “Mercato 47” ci siamo proposti di realizzare un’opportunità di incontro diretto, senza forme di intermediazione commerciale, tra consumatori e piccoli produttori, contadini, artigiani, che siano attenti alla qualità del prodotto e delle relazioni (sociali, con l’ambiente e con il territorio) che si sviluppano durante il processo produttivo e di commercializzazione.

     

    Crediamo che questo sia il modo per garantire una spesa di qualità, di prodotti genuini, tipici, biologici e naturali, a un prezzo inferiore rispetto a quello praticato dalla distribuzione commerciale, e anche per assicurare un equo corrispettivo al lavoro contadino e artigianale, costretto spesso a piegarsi alle condizioni imposte dall’industria agro-alimentare e dalle grandi catene commerciali.

     

    È un modo concreto di combattere il caro-prezzi, l’aumento del costo della vita, l’erosione dei salari da parte dell’inflazione e della progressiva riduzione della spesa pubblica per i servizi sociali. È un modo per costruire dal basso relazioni economiche estranee alle logiche di puro profitto, privilegiando nel consumo i piccoli produttori attenti alla salvaguardia dell’ambiente, della biodiversità, delle produzioni tipiche, genuine e di qualità anche per contrastare l’omologazione del gusto imposta dalla grande industria agro-alimentare.

    È un modo, infine, per recuperare la dimensione popolare del mercato come momento di incontro e di scambio tra le persone, con una serie di proposte di contorno (degustazioni, presentazioni di prodotti, concerti, proiezioni cinematografiche, presentazione di libri ecc.), che facciano della nostra spesa settimanale un’occasione di socialità, ma pure di ragionamento su come un mondo diverso si possa costruire anche a partire dai nostri comportamenti quotidiani, compreso ciò che mangiamo, che beviamo e che consumiamo.
    Crediamo che sia importante che un’esperienza come questa sia nata e si sviluppi in un Centro Sociale Autogestito come il Magazzino 47, luogo di sperimentazione di una socialità liberata e di costruzione di pratiche politiche che, dal basso, si oppongono agli assetti economici imposti dalla globalizzazione capitalista.
    Ricordiamo che a “Mercato 47” potrete trovare piccoli produttori di ortaggi, frutta, formaggi e salumi, farine, miele e altro ancora. Ma, poiché, vogliamo che per voi possa essere l’occasione della vostra spesa settimanale, “Mercato 47” organizza anche la vendita di quei prodotti per i quali non è possibile avere la presenza diretta dei produttori. E così troverete pane, pasta, olio, salse, riso, succhi, agrumi (nella stagione invernale) tutti biologici: questi prodotti vengono venduti con un ricarico medio del 20% sul “prezzo sorgente”, che consente a “Mercato 47” di pagare le spese di gestione e a chi acquista di operare un significativo risparmio sul prezzo pagato per prodotti di uguale qualità, acquistati nei normali circuiti di distribuzione. Potrete poi trovare anche una vasta gamma di prodotti del commercio equo e solidale: caffè, te, succhi di frutta, riso, orzo, legumi, ecc.
    Ricordiamo ancora che a margine di Mercato 47 ogni venerdì sera sarà aperta l’enoteca, ci saranno cene a prezzi popolari e organizzeremo degustazioni, piccoli concerti, proiezioni di film, presentazioni di libri, dibattiti. E che lo spazio di Mercato 47 è aperto alle idee, alle iniziative, ai contributi di chi intenda proporre momenti di socialità, di cultura, di svago, e che le realtà collettive possano proporsi per l’organizzazione di cene di autofinanziamento.
    Per dirla con Serge Latouche, economista francese, il mercato “e’ innanzitutto uno spazio di socialità specifico prima di essere un luogo di scambio di merci. Luogo per eccellezza della vita pubblica… occasione di incontri, luogo in cui si mescolano le generazioni, i sessi, le etnie diversi. La piazza di mercato appare come un luogo antitetico rispetto a quello del potere ufficiale”. Anche per questo, in un Centro Sociale Autogestito, si fa Mercato 47.

    lasitua.org/event/mercato-47-1

  4. Mercato 47

    CSA Magazzino 47, venerdì 7 novembre alle ore 16:00 CET

    TUTTI I VENERDÌ DALLE 15.00 ALLE 19.00

    Prodotti biologici, naturali, tradizionali, dall’agricoltura contadina e dai piccoli produttori: una spesa diversa è possibile pane, ortaggi, frutta, vini, formaggi, miele, pasta, cereali, conserve, cosmesi, produttori del commercio equo e tanto altro ancora per difenderci dall’aumento dei prezzi, per acquistare prodotti di qualità, per incontrare e conoscere i piccoli produttori, per non essere asserviti all’industria agro-alimentare e alle grandi catene di distribuzioni, per il consumo critico e perche’ la spesa sia un momento di incontro e socialità.

    Con “Mercato 47” ci siamo proposti di realizzare un’opportunità di incontro diretto, senza forme di intermediazione commerciale, tra consumatori e piccoli produttori, contadini, artigiani, che siano attenti alla qualità del prodotto e delle relazioni (sociali, con l’ambiente e con il territorio) che si sviluppano durante il processo produttivo e di commercializzazione.

     

    Crediamo che questo sia il modo per garantire una spesa di qualità, di prodotti genuini, tipici, biologici e naturali, a un prezzo inferiore rispetto a quello praticato dalla distribuzione commerciale, e anche per assicurare un equo corrispettivo al lavoro contadino e artigianale, costretto spesso a piegarsi alle condizioni imposte dall’industria agro-alimentare e dalle grandi catene commerciali.

     

    È un modo concreto di combattere il caro-prezzi, l’aumento del costo della vita, l’erosione dei salari da parte dell’inflazione e della progressiva riduzione della spesa pubblica per i servizi sociali. È un modo per costruire dal basso relazioni economiche estranee alle logiche di puro profitto, privilegiando nel consumo i piccoli produttori attenti alla salvaguardia dell’ambiente, della biodiversità, delle produzioni tipiche, genuine e di qualità anche per contrastare l’omologazione del gusto imposta dalla grande industria agro-alimentare.

    È un modo, infine, per recuperare la dimensione popolare del mercato come momento di incontro e di scambio tra le persone, con una serie di proposte di contorno (degustazioni, presentazioni di prodotti, concerti, proiezioni cinematografiche, presentazione di libri ecc.), che facciano della nostra spesa settimanale un’occasione di socialità, ma pure di ragionamento su come un mondo diverso si possa costruire anche a partire dai nostri comportamenti quotidiani, compreso ciò che mangiamo, che beviamo e che consumiamo.
    Crediamo che sia importante che un’esperienza come questa sia nata e si sviluppi in un Centro Sociale Autogestito come il Magazzino 47, luogo di sperimentazione di una socialità liberata e di costruzione di pratiche politiche che, dal basso, si oppongono agli assetti economici imposti dalla globalizzazione capitalista.
    Ricordiamo che a “Mercato 47” potrete trovare piccoli produttori di ortaggi, frutta, formaggi e salumi, farine, miele e altro ancora. Ma, poiché, vogliamo che per voi possa essere l’occasione della vostra spesa settimanale, “Mercato 47” organizza anche la vendita di quei prodotti per i quali non è possibile avere la presenza diretta dei produttori. E così troverete pane, pasta, olio, salse, riso, succhi, agrumi (nella stagione invernale) tutti biologici: questi prodotti vengono venduti con un ricarico medio del 20% sul “prezzo sorgente”, che consente a “Mercato 47” di pagare le spese di gestione e a chi acquista di operare un significativo risparmio sul prezzo pagato per prodotti di uguale qualità, acquistati nei normali circuiti di distribuzione. Potrete poi trovare anche una vasta gamma di prodotti del commercio equo e solidale: caffè, te, succhi di frutta, riso, orzo, legumi, ecc.
    Ricordiamo ancora che a margine di Mercato 47 ogni venerdì sera sarà aperta l’enoteca, ci saranno cene a prezzi popolari e organizzeremo degustazioni, piccoli concerti, proiezioni di film, presentazioni di libri, dibattiti. E che lo spazio di Mercato 47 è aperto alle idee, alle iniziative, ai contributi di chi intenda proporre momenti di socialità, di cultura, di svago, e che le realtà collettive possano proporsi per l’organizzazione di cene di autofinanziamento.
    Per dirla con Serge Latouche, economista francese, il mercato “e’ innanzitutto uno spazio di socialità specifico prima di essere un luogo di scambio di merci. Luogo per eccellezza della vita pubblica… occasione di incontri, luogo in cui si mescolano le generazioni, i sessi, le etnie diversi. La piazza di mercato appare come un luogo antitetico rispetto a quello del potere ufficiale”. Anche per questo, in un Centro Sociale Autogestito, si fa Mercato 47.

    lasitua.org/event/mercato-47-1

  5. Nel cuore pulsante di Palermo, tra vicoli antichi e palazzi carichi di storia, si nasconde un dolce che è molto più di una semplice prelibatezza: la frutta Martorana.

    Con il suo aspetto colorato e realistico, quasi un'illusione ottica, questo capolavoro di pasta di mandorle racconta una storia millenaria fatta di ingegno, arte e tradizione monastica.

    Nata nel silenzio dei chiostri benedettini, la frutta Martorana ha attraversato secoli trasformandosi in simbolo di accoglienza, memoria e creatività siciliana.

    https://blog.palermo.nohost.me/la-frutta-martorana-di-palermo-storia-arte-e-antica-tradizione

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #tradizioni #frutta #martorana #festadeimorti

  6. Nel cuore pulsante di Palermo, tra vicoli antichi e palazzi carichi di storia, si nasconde un dolce che è molto più di una semplice prelibatezza: la frutta Martorana.

    Con il suo aspetto colorato e realistico, quasi un'illusione ottica, questo capolavoro di pasta di mandorle racconta una storia millenaria fatta di ingegno, arte e tradizione monastica.

    Nata nel silenzio dei chiostri benedettini, la frutta Martorana ha attraversato secoli trasformandosi in simbolo di accoglienza, memoria e creatività siciliana.

    https://blog.palermo.nohost.me/la-frutta-martorana-di-palermo-storia-arte-e-antica-tradizione

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #tradizioni #frutta #martorana #festadeimorti

  7. Cosa sono gli invernaderos: ovvero, da dove arriva la maggior parte della #frutta e della #verdura che compriamo
    Gli #ortaggi primo prezzo, nei #supermercati italiani, arrivano molto spesso dalla #Spagna del Sud. Abnormi distese di #serre che alla lunga desertificano il paesaggio.
    Ergo, no frutta e verdura #madeInSpain 😭
    dissapore.com/spesa/cosa-sono-

  8. Cosa sono gli invernaderos: ovvero, da dove arriva la maggior parte della #frutta e della #verdura che compriamo
    Gli #ortaggi primo prezzo, nei #supermercati italiani, arrivano molto spesso dalla #Spagna del Sud. Abnormi distese di #serre che alla lunga desertificano il paesaggio.
    Ergo, no frutta e verdura #madeInSpain 😭
    dissapore.com/spesa/cosa-sono-

  9. Ciao Mondo.
    Ho appena scoperto le susine #khaleesi ma mia moglie non ha voluto comprarle perché è contraria allo sfruttamento dei draghi:

    #got #gameofthrones #spesa #spesafamiliarw #frutta #susine #drogon #tronodispade

  10. Ciao Mondo.
    Ho appena scoperto le susine #khaleesi ma mia moglie non ha voluto comprarle perché è contraria allo sfruttamento dei draghi:

    #got #gameofthrones #spesa #spesafamiliarw #frutta #susine #drogon #tronodispade

  11. Palermo, la festa dei morti, pupi di zucchero, frutta martorana, tra storia e leggenda.

    I Pupi di Zucchero sono dolci antropomorfi, fatti di zucchero indurito e dipinto.

    Le fattezze rievocano figure tradizionali come Paladini di Francia, ballerini e personaggi tipici dell’opera dei Pupi.

    Si chiamano Pupaccena perchè secondo una leggenda, un nobile arabo ridotto al lastrico un giorno volle invitare alcuni ospiti. Non avendo la possibilità di comprare cibi particolari, creò questa nuova ricetta, che fu apprezzata con entusiasmo. Da qui l’usanza di chiamarli Pupi di Zucchero o, appunto, Pupaccena, cioè pupi a cena.

    I variopinti fruttini di martorana sono il dolce tipico preparato in Sicilia per la solenne Festa dei Morti del 2 novembre, ovvero la commemorazione dei defunti, una ricorrenza molto sentita nell’isola. Prendono il nome dall'aristocratica Eloisa Martorana, fondatrice nel 1194 del terzo monastero benedettino di Palermo, che nel 1876 fu espropriato dallo Stato e oggi ospita il Dipartimento di Architettura dell’università mentre l’adiacente chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, detta Martorana.

    La leggenda vuole che la frutta martorana sia stata inventata proprio dalle monache della Martorana.

    Un giorno di fine ottobre arrivò al convento l'annuncio di una inaspettata visita del re, curioso di vedere con i propri occhi il meraviglioso giardino delle benedettine di cui tanto si parlava nel Regno.

    Una notizia che buttò subito nello sconforto la madre superiora e tutte le religiose: in autunno, infatti, gli alberi e i rosai del chiostro erano tristi e spogli, senza fiori e senza frutti. Fu la suora cuciniera a trovare una soluzione: aveva inventato un dolce a base di mandorle e miele, da offrire al re, morbido e facile da manipolare.

    https://www.panormus.blog/articolo.php?id=1685300396

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picture #picoftheday #image #photo #photography #fotografia #cultura #culture #arte #art #storia #story #history #travel #tourism #festa #morti #pupi #zucchero #pupaccena #frutta #martorana

  12. Palermo, la festa dei morti, pupi di zucchero, frutta martorana, tra storia e leggenda.

    I Pupi di Zucchero sono dolci antropomorfi, fatti di zucchero indurito e dipinto.

    Le fattezze rievocano figure tradizionali come Paladini di Francia, ballerini e personaggi tipici dell’opera dei Pupi.

    Si chiamano Pupaccena perchè secondo una leggenda, un nobile arabo ridotto al lastrico un giorno volle invitare alcuni ospiti. Non avendo la possibilità di comprare cibi particolari, creò questa nuova ricetta, che fu apprezzata con entusiasmo. Da qui l’usanza di chiamarli Pupi di Zucchero o, appunto, Pupaccena, cioè pupi a cena.

    I variopinti fruttini di martorana sono il dolce tipico preparato in Sicilia per la solenne Festa dei Morti del 2 novembre, ovvero la commemorazione dei defunti, una ricorrenza molto sentita nell’isola. Prendono il nome dall'aristocratica Eloisa Martorana, fondatrice nel 1194 del terzo monastero benedettino di Palermo, che nel 1876 fu espropriato dallo Stato e oggi ospita il Dipartimento di Architettura dell’università mentre l’adiacente chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, detta Martorana.

    La leggenda vuole che la frutta martorana sia stata inventata proprio dalle monache della Martorana.

    Un giorno di fine ottobre arrivò al convento l'annuncio di una inaspettata visita del re, curioso di vedere con i propri occhi il meraviglioso giardino delle benedettine di cui tanto si parlava nel Regno.

    Una notizia che buttò subito nello sconforto la madre superiora e tutte le religiose: in autunno, infatti, gli alberi e i rosai del chiostro erano tristi e spogli, senza fiori e senza frutti. Fu la suora cuciniera a trovare una soluzione: aveva inventato un dolce a base di mandorle e miele, da offrire al re, morbido e facile da manipolare.

    https://www.panormus.blog/articolo.php?id=1685300396

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picture #picoftheday #image #photo #photography #fotografia #cultura #culture #arte #art #storia #story #history #travel #tourism #festa #morti #pupi #zucchero #pupaccena #frutta #martorana

  13. Palermo, la festa dei morti, pupi di zucchero, frutta martorana, tra storia e leggenda.

    I Pupi di Zucchero sono dolci antropomorfi, fatti di zucchero indurito e dipinto.

    Le fattezze rievocano figure tradizionali come Paladini di Francia, ballerini e personaggi tipici dell’opera dei Pupi.

    Si chiamano Pupaccena perchè secondo una leggenda, un nobile arabo ridotto al lastrico un giorno volle invitare alcuni ospiti. Non avendo la possibilità di comprare cibi particolari, creò questa nuova ricetta, che fu apprezzata con entusiasmo. Da qui l’usanza di chiamarli Pupi di Zucchero o, appunto, Pupaccena, cioè pupi a cena.

    I variopinti fruttini di martorana sono il dolce tipico preparato in Sicilia per la solenne Festa dei Morti del 2 novembre, ovvero la commemorazione dei defunti, una ricorrenza molto sentita nell’isola. Prendono il nome dall'aristocratica Eloisa Martorana, fondatrice nel 1194 del terzo monastero benedettino di Palermo, che nel 1876 fu espropriato dallo Stato e oggi ospita il Dipartimento di Architettura dell’università mentre l’adiacente chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, detta Martorana.

    La leggenda vuole che la frutta martorana sia stata inventata proprio dalle monache della Martorana.

    Un giorno di fine ottobre arrivò al convento l'annuncio di una inaspettata visita del re, curioso di vedere con i propri occhi il meraviglioso giardino delle benedettine di cui tanto si parlava nel Regno.

    Una notizia che buttò subito nello sconforto la madre superiora e tutte le religiose: in autunno, infatti, gli alberi e i rosai del chiostro erano tristi e spogli, senza fiori e senza frutti. Fu la suora cuciniera a trovare una soluzione: aveva inventato un dolce a base di mandorle e miele, da offrire al re, morbido e facile da manipolare.

    https://www.panormus.blog/articolo.php?id=1685300396

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picture #picoftheday #image #photo #photography #fotografia #cultura #culture #arte #art #storia #story #history #travel #tourism #festa #morti #pupi #zucchero #pupaccena #frutta #martorana

  14. Palermo, la festa dei morti, pupi di zucchero, frutta martorana, tra storia e leggenda.

    I Pupi di Zucchero sono dolci antropomorfi, fatti di zucchero indurito e dipinto.

    Le fattezze rievocano figure tradizionali come Paladini di Francia, ballerini e personaggi tipici dell’opera dei Pupi.

    Si chiamano Pupaccena perchè secondo una leggenda, un nobile arabo ridotto al lastrico un giorno volle invitare alcuni ospiti. Non avendo la possibilità di comprare cibi particolari, creò questa nuova ricetta, che fu apprezzata con entusiasmo. Da qui l’usanza di chiamarli Pupi di Zucchero o, appunto, Pupaccena, cioè pupi a cena.

    I variopinti fruttini di martorana sono il dolce tipico preparato in Sicilia per la solenne Festa dei Morti del 2 novembre, ovvero la commemorazione dei defunti, una ricorrenza molto sentita nell’isola. Prendono il nome dall'aristocratica Eloisa Martorana, fondatrice nel 1194 del terzo monastero benedettino di Palermo, che nel 1876 fu espropriato dallo Stato e oggi ospita il Dipartimento di Architettura dell’università mentre l’adiacente chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, detta Martorana.

    La leggenda vuole che la frutta martorana sia stata inventata proprio dalle monache della Martorana.

    Un giorno di fine ottobre arrivò al convento l'annuncio di una inaspettata visita del re, curioso di vedere con i propri occhi il meraviglioso giardino delle benedettine di cui tanto si parlava nel Regno.

    Una notizia che buttò subito nello sconforto la madre superiora e tutte le religiose: in autunno, infatti, gli alberi e i rosai del chiostro erano tristi e spogli, senza fiori e senza frutti. Fu la suora cuciniera a trovare una soluzione: aveva inventato un dolce a base di mandorle e miele, da offrire al re, morbido e facile da manipolare.

    https://www.panormus.blog/articolo.php?id=1685300396

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picture #picoftheday #image #photo #photography #fotografia #cultura #culture #arte #art #storia #story #history #travel #tourism #festa #morti #pupi #zucchero #pupaccena #frutta #martorana

  15. Palermo, la festa dei morti, pupi di zucchero, frutta martorana, tra storia e leggenda.

    I Pupi di Zucchero sono dolci antropomorfi, fatti di zucchero indurito e dipinto.

    Le fattezze rievocano figure tradizionali come Paladini di Francia, ballerini e personaggi tipici dell’opera dei Pupi.

    Si chiamano Pupaccena perchè secondo una leggenda, un nobile arabo ridotto al lastrico un giorno volle invitare alcuni ospiti. Non avendo la possibilità di comprare cibi particolari, creò questa nuova ricetta, che fu apprezzata con entusiasmo. Da qui l’usanza di chiamarli Pupi di Zucchero o, appunto, Pupaccena, cioè pupi a cena.

    I variopinti fruttini di martorana sono il dolce tipico preparato in Sicilia per la solenne Festa dei Morti del 2 novembre, ovvero la commemorazione dei defunti, una ricorrenza molto sentita nell’isola. Prendono il nome dall'aristocratica Eloisa Martorana, fondatrice nel 1194 del terzo monastero benedettino di Palermo, che nel 1876 fu espropriato dallo Stato e oggi ospita il Dipartimento di Architettura dell’università mentre l’adiacente chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, detta Martorana.

    La leggenda vuole che la frutta martorana sia stata inventata proprio dalle monache della Martorana.

    Un giorno di fine ottobre arrivò al convento l'annuncio di una inaspettata visita del re, curioso di vedere con i propri occhi il meraviglioso giardino delle benedettine di cui tanto si parlava nel Regno.

    Una notizia che buttò subito nello sconforto la madre superiora e tutte le religiose: in autunno, infatti, gli alberi e i rosai del chiostro erano tristi e spogli, senza fiori e senza frutti. Fu la suora cuciniera a trovare una soluzione: aveva inventato un dolce a base di mandorle e miele, da offrire al re, morbido e facile da manipolare.

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  16. Il settore degli #Anacardi è segnato da problemi sociali e di sfruttamento. La lavorazione è difficile e pericolosa, e molte #donne in #india e in altre parti del #mondo vengono sfruttate per produrre questa #frutta secca . pmcomunicazione.com/il-costoso