#realta — Public Fediverse posts
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𝗔𝗕𝗕𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗙𝗔𝗧𝗧𝗢 𝗔 𝗣𝗘𝗭𝗭𝗜... 𝗟𝗔 𝗥𝗘𝗔𝗟𝗧𝗔'...
𝗖𝗢𝗦'𝗘' 𝗟’𝗘𝗙𝗙𝗘𝗧𝗧𝗢 𝗘𝗣𝗜𝗦𝗧𝗘𝗠𝗜𝗔
Un'attenta riflessione sui cambiamenti profondi della società operati da nuove e meno nuove tecnologie.
Uno spaccato del nostro presente e uno sguardo lungimirante al nostro prossimo futuro.
𝗟𝗲𝗴𝗴𝗶 𝗾𝘂𝗶:
https://www.fondazioneleonardo.com/stories/abbiamo-fatto-pezzi-realta-effetto-epistemia#ai #ia #llm #chatgpt #claude #comunicazione #informazione #verità #realtà #filosofia #società #cultura
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Pubblicità e realtà. Le strade deserte dei meravigliosi spot automobilistici, e la realtà delle code e della congestione quotidiana
https://benzinazero.wordpress.com/2026/03/22/pubblicita-e-realta-le-strade-deserte-dei-meravigliosi-spot-automobilisti-e-la-realta-delle-code-e-della-congestione-quotidiana/ #marketing #comunicazione #automobile #mobilità #realtà #finzione #traffico
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Consegne sotto la pioggia, nel traffico, tra mille rischi.
Ma tranquilli, la pizza arriva. Sempre.
Non si può dire lo stesso del rider.#michiyospace #satira #rider #lavoroprecario #dirittiumani #sfruttamento #blackhumor #società #pizza #realtà #urbanlife #deliverysystem
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Nel grigiore della #grandedepressione una donna trova rifugio nella magia del #cinema fino al giorno in cui il suo attore preferito esce dallo schermo per incontrarla. Con #LaRosaPurpureadelCairo #WoodyAllen firma una delle sue opere più poetiche e commoventi un omaggio alla... #fantasia #realtà #unocinema #unofilm #film #filmastodon #miafarrow #recensioni #metacinema
ascolta gratis tutta la #recensione sul #podcast #lafogliadacanto su #spotify #amazonmusic e #youtube
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La ricerca di bug nel codice della realtà passa per esperimenti audaci: dalla meditazione di massa ai paradossi quantistici. Un informatico ci spiega come potremmo hackerare l'universo simulato in cui forse viviamo. Ma occhio: la verità potrebbe essere più strana della finzione.
#Tecnologia #Scienza #Matrix #Realtà #Hack
https://www.futuroprossimo.it/2024/12/lesperto-siamo-in-un-universo-simulato-e-puo-essere-hackerato/
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In "Categorie e realtà", Paolo Valore spiega come si costruisce un'ontologia: non cercandola nelle strutture profonde del #linguaggio, ma anzi usando le possibilità offerte dal linguaggio stesso per creare nuove formulazioni che definiscono i nostri concetti metafisici. ⬇️
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ADORO IL GENIO - CINEMA!
Ispirato alla #realtà e ad uno dei nostri film preferiti.
#adoroilgenio #21settembre #solstizio #Cinema #film #itreamigos #cult #filmcult #stevemartin #martinshort #chevychase #commedia #western
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I media occidentali mainstream hanno avuto un problema di connessione con la #realtà dell'#Ucraina. Non hanno raccontato adeguatamente le #proteste in piazza delle #donne ucraine che chiedevano il ritorno a casa degli uomini al fronte dal 2022. #PeaceLink ha invece raccolto le #testimonianze di queste donne mescolando ai gruppi #Telegram delle #mamme, delle #mogli, delle #fidanzate. Adesso che aumentano i #disertori e i #renitenti anche i #media scoprono la realtà nascosta per tanto tempo.
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Abitudini: una riflessione sul consumo e lo smaltimento
Negli ultimi anni con la mia compagna ho avuto la possibilità di sfruttare un appartamento al mare. una volta ambientato….altro che passeggiate romantiche sulla spiaggia: noi raccogliamo la spazzatura.
Eh si, ci facciamo 15/20 km per passeggiare sulle spiagge con le buste per poter differenziare e smaltire i rifiuti, probabilmente più di qualcuno penserà che siamo matti ma poco male, non ci costa nulla e fa bene al pianeta e al fisico.
Ci siamo imbattuti in decine, centinata di bastoncini di plastica colorati.
Si trattava dei bastoncini dei cotton fioc e ho ripensato ad una cosa che quando ero bambino era normalissima, erano fatti di plastica e li usavo, poi lo scaricavo nel WC come mi avevano insegnato i miei genitori e i miei nonni e la cosa mi sembrava normalissima, decine e decine di stecche di plastica buttate nel water per anni prima dell’avvento di quelle di carta che in teoria sono biodegradabili.
Invece mio nonno era anche un buon meccanico, si faceva il cambio olio della macchina in casa senza problemi.
sapete come smaltiva l’olio ? aveva una guida della AGIP che indicava come prassi corretta lo scavare un buco a terra di almeno 50/60 cm di profondità, largo 30 o 40 CM, riempito di ghiaia per ” filtrare”.
In quella buca il nonno avrà riversato decine e decine di cambi olio per almeno 20 anni.
Mio padre invece dedicava quasi tutti i sabati al lavaggio della macchina. Raggiungeva un fosso o un canale, accostava la macchina e a secchiate d’acqua lavava e risciacquava la carrozzeria dai saponi rigorosamente chimici usati per renderla pulita e lucida.
Solo da una persona immagina quanti problemi e danni possono derivare:
- Inquinamento del terreno: L’olio esausto contiene sostanze tossiche e inquinanti che possono avvelenare il terreno, rendendolo inutilizzabile per le coltivazioni e dannoso per la flora e la fauna.
- Contaminazione delle falde acquifere: Se l’olio raggiunge le falde acquifere, può contaminare l’acqua potabile, rendendola non sicura per il consumo umano e animale.
- Riduzione della fertilità del suolo: L’olio crea una pellicola impermeabile sul terreno che impedisce all’acqua e all’aria di penetrare, ostacolando la crescita delle piante e riducendo la fertilità del suolo.
Per non parlare di problemi legali:
- Smaltimento illegale di rifiuti: Versare l’olio esausto nel terreno è considerato smaltimento illegale di rifiuti pericolosi e può comportare sanzioni amministrative e, in alcuni casi, anche penali.
Tutto questo per non agire coscientemente e con pochissima fatica risolvere la situazione:
Prendi una bottiglia da 2 litri vuota (di acqua, di coca cola, di quello che vuoi) che destinerai ad essere il tuo raccoglitore dell’olio esausto. Quando finalmente sarà piena la porti al più vicino centro di raccolta dell’olio (spesso alcuni supermercati ritirano l’olio esausto o hanno dei raccoglitori al loro interno e non solo anche il proprio carozziere o meccanico).
E poi credo anche ci sia “inquinamento” e “inquinamento”. Per me tutto quello che è un rifiuto appartiene a un bidone e a nessun altro posto. Fumatori, padroni di cani, festaioli all’aperto, camionisti a cui si sfasciano i copertoni in autostrada – non hanno mai nessuna scusa per lasciare i propri rifiuti non solo in un cestino, ma anche in un cestino che non sia già strapieno (e no, lasciarli vicino non conta). Dal mio punto di vista persino il personale delle ambulanze, o le forze dell’ordine, non dovrebbe avere motivi per abbandonare i guanti usati lì dove sono intervenuti.
La cosa assurda è che abbiamo un materiale praticamente eterno (la plastica) e lo usiamo per fare gli oggetti usa e getta.
“Grazie per aver letto fin qui! Insieme possiamo fare la differenza per le mie cure.” (clicca sul link!)
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Qualche anno fa, precisamente nel 2011 si festeggiarono i 150 anni dell’unità d’Italia. Anche nel mio isolato paesino arrivò una circolare del ministro del turismo che invitava i ristoratori della zona e di tutta Italia a creare un piatto per celebrare l’evento.
Avevo appena scoperto quel gioco che faceva più o meno così: “fammi capire dove sei senza dirmi dove sei” e la prima domanda che mi sono fatto è che cosa ti ricorda l’Italia?
La prima risposta che mi è balenata è stata che anche ad occhi chiusi riconoscerei dove mi trovo solo assaggiando un cucchiaio di pomodoro e mozzarella.
Così è nato questo piatto dove ho giocato non solo con gli ingredienti ma anche con i colori.
In poche parole ho preso inspirazione dalla pizza:
Una base di sfarinato con sopra pomodoro e mozzarella e per finire una capasanta perché il mare non si può dimenticare.
Nel dettaglio si tratta di tagliatelle verdi all’uovo ma che invece di essere bollite vengono fritte,
così da ricordare le chiacchiere o le frappe del periodo di carnevale.
In questo caso fanno da base croccante alla cremosità della mozzarella la cui dolcezza del latte si sposa con l’acidità del pomodoro.
Pomodorini che a loro volta vengono arricchiti da briciole di pane e zucchero mischiati e successivamente arrostiti
Concludo con una capasanta marinata nel vino bianco e poi arrostita su una piastra rovente ma da una parte soltanto perché altrimenti diventerebbe troppo asciutta.
Aggiunsi olio profumato al basilico ( in alternativa clorofilla di basilico ) mentre più intrigante la proposta di renderlo un pò fusion con del sesamo nero…
Procedimento:
Preparate un classico impasto per la pasta fresca aggiungendo degli spinaci lessati e strizzati bene in un canovaccio e tritati.
Preparate delle fettuccine e tagliatele alla lunghezza dei fagiolini circa 15/20 cm, friggetele in abbondante olio di semi per pochi minuti per non fargli perdere il colore verde.
Tagliate a metà dei pomodorini pachino e “panate” la parte tagliata in un misto di briciole di pane e zucchero e adagiateli dalla parte “panata” su di una piastra rovente, (oppure in forno a 200° per 5 minuti) insieme alla capasanta oliata e marinata, giratela dopo un minuto e solo una volta.
Preparate la base di fettuccine, tagliate la mozzarella a dadini, fate uno strato con i pomodorini caldi e sopra mettete la capasanta. Finite con un’emulsione di olio e basilico.
Uniamo lo stivale con un vino
il Lagrein Rosé di RottensteinerEcco un rosato semplice, fresco e profumato, equilibratissimo in struttura, con profumi golosi e un sapore delicatamente fresco e sapido.
Un bouquet che ricorda con sconcertante chiarezza le fragoline di bosco e la freschezza acidula del melograno, con un tocco di timo.
Un rosè davvero perfetto per esaltare con la giusta freschezza e aromaticità il gusto della mozzarella e dei pomodori, lasciando in bocca una bella sensazione fresca e fruttata, privi di spunti amarognoli. Abbinatelo a una bella caprese di bufala, con un’insalata di pasta con prosciutto e piselli o con un polpo e patate in umido.
“Grazie per il tuo sostegno! Insieme possiamo fare la differenza per le mie cure.”