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#negev — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #negev, aggregated by home.social.

  1. Iran attacked Israeli #NEGEV with one of the latest models of their missiles.

    The unit had 4 war heads, each supposedly to carry 100kg of explosives, have ability to seek their target, unlike the ones with bomblets.

    video on telegram
    t.me/newsvideofa/6558

    PS. CENTCOM is saying that they can only be certain that they destroyed 1/3rd of Iranian missiles not 94% they claimed last week or 95% the week before

    #IranStrikesBack #Israel #WarOnIran #WarOfAggression #IranStrikesBack #IranMissiles

  2. Iranian Missiles Rock ’Tel Aviv’, Halt ’Knesset’ Session

    Islam Times – “Israeli” media said early Tuesday that massive explosions struck “Tel Aviv”, Bir al-Sabe’, the wester…
    #Israel #News #a #after #AL #And #Arad #Aviv #BIR #early #explosions #halt #Iranian #Islam #israeli #Knesset #launched #massive #media #Missiles #Negev #new #occupied #of #rock #Sabe#said #session #struck #Tel #telaviv #territories #that #the #Times #toward #Tuesday #was #wave #western
    europesays.com/2870059/

  3. "
    No damage to Dimona nuclear research site after Iranian missile hits nearby city: IAEA
    "
    """Information from regional states indicates that no abnormal radiation levels have been detected," the U.N. nuclear watchdog tweeted."

    clevelandjewishnews.com/jns/no

    22.3.2026

    #Atomanlage #Atombombe #AtomicBomb #Atomkraft #Dimona #IAEA #Iran #Israel #Kernenergie #Negev

  4. "
    No damage to Dimona nuclear research site after Iranian missile hits nearby city: IAEA
    "
    """Information from regional states indicates that no abnormal radiation levels have been detected," the U.N. nuclear watchdog tweeted."

    clevelandjewishnews.com/jns/no

    22.3.2026

    #Atomanlage #Atombombe #AtomicBomb #Atomkraft #Dimona #IAEA #Iran #Israel #Kernenergie #Negev

  5. "
    No damage to Dimona nuclear research site after Iranian missile hits nearby city: IAEA
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    """Information from regional states indicates that no abnormal radiation levels have been detected," the U.N. nuclear watchdog tweeted."

    clevelandjewishnews.com/jns/no

    22.3.2026

    #Atomanlage #Atombombe #AtomicBomb #Atomkraft #Dimona #IAEA #Iran #Israel #Kernenergie #Negev

  6. 🇫🇷 Les deux premiers abris antimissiles sont arrivés aujourd'hui dans le Negev, grâce à Standing Together.
    Les besoins restent importants, vous pouvez aider ici :
    my.israelgives.org/en/fundme/s

    🇬🇧 The first two bomb shelters arrived in the Negev today, thanks to Standing Together.
    The need remains significant; you can help here through the link above.

    🟣Friends of Standing Together France-Europe – FoST France-Europe
    – groupe WhatsApp : chat.whatsapp.com/LTP1MiBRmgB7
    – web : fost-france-europe.fr/
    – instagram : instagram.com/fost_france_euro

    #Fost #StandingTogether #Israel #Negev

  7. ⟦ Il 13 gennaio 2007, quattro beduini fecero irruzione in una fattoria di proprietà di #ShaiDromi, vicino alla città di #Meitar nel #Negev.
    Dromi sparò con un'arma che possedeva senza permesso, uccidendo un intruso e ferendone un altro.

    Cinquantamila israeliani firmarono una petizione a sostegno di Dromi, che diventò un eroe nazionale.
    Il tribunale distrettuale di #BeerSheva lo assolse dalle accuse di omicidio colposo e lesioni gravi.

    Il deputato #IsraelKatz, uno dei suoi sostenitori più accesi, si affrettò a promuovere un emendamento al codice penale, che ricette l'appellativo di “ #DromiLaw” [ legge Dromi NdR.] . ⬇️2

  8. ⟦ “Gli arabi hanno 52 Stati? Che vadano lì”.
    È così che l'influencer #HadarMuchtar riassume la sua prospettiva di appartamenti economici per giovani coppie ebree in #Cisgiordania.
    E sorride.

    Il ministro della Sicurezza nazionale #ItamarBenGvir sfila come #Napoleone nel villaggio beduino di #Tarabin nel #Negev e sorride.

    Pubblicità accattivanti mostrano donne sorridenti che vivono felici in una comunità riservata agli ebrei, costruita su altri terreni e altre sorgenti rubati ai palestinesi a ovest di #Ramallah.

    I soldati sorridono a trentadue denti sullo sfondo degli edifici che hanno appena fatto saltare in aria nella Striscia di #Gaza. ⬇️2

  9. ⟦ “Gli arabi hanno 52 Stati? Che vadano lì”.
    È così che l'influencer #HadarMuchtar riassume la sua prospettiva di appartamenti economici per giovani coppie ebree in #Cisgiordania.
    E sorride.

    Il ministro della Sicurezza nazionale #ItamarBenGvir sfila come #Napoleone nel villaggio beduino di #Tarabin nel #Negev e sorride.

    Pubblicità accattivanti mostrano donne sorridenti che vivono felici in una comunità riservata agli ebrei, costruita su altri terreni e altre sorgenti rubati ai palestinesi a ovest di #Ramallah.

    I soldati sorridono a trentadue denti sullo sfondo degli edifici che hanno appena fatto saltare in aria nella Striscia di #Gaza. ⬇️2

  10. ⟦ “Gli arabi hanno 52 Stati? Che vadano lì”.
    È così che l'influencer #HadarMuchtar riassume la sua prospettiva di appartamenti economici per giovani coppie ebree in #Cisgiordania.
    E sorride.

    Il ministro della Sicurezza nazionale #ItamarBenGvir sfila come #Napoleone nel villaggio beduino di #Tarabin nel #Negev e sorride.

    Pubblicità accattivanti mostrano donne sorridenti che vivono felici in una comunità riservata agli ebrei, costruita su altri terreni e altre sorgenti rubati ai palestinesi a ovest di #Ramallah.

    I soldati sorridono a trentadue denti sullo sfondo degli edifici che hanno appena fatto saltare in aria nella Striscia di #Gaza. ⬇️2

  11. ⟦ “Gli arabi hanno 52 Stati? Che vadano lì”.
    È così che l'influencer #HadarMuchtar riassume la sua prospettiva di appartamenti economici per giovani coppie ebree in #Cisgiordania.
    E sorride.

    Il ministro della Sicurezza nazionale #ItamarBenGvir sfila come #Napoleone nel villaggio beduino di #Tarabin nel #Negev e sorride.

    Pubblicità accattivanti mostrano donne sorridenti che vivono felici in una comunità riservata agli ebrei, costruita su altri terreni e altre sorgenti rubati ai palestinesi a ovest di #Ramallah.

    I soldati sorridono a trentadue denti sullo sfondo degli edifici che hanno appena fatto saltare in aria nella Striscia di #Gaza. ⬇️2

  12. ⟦ “Gli arabi hanno 52 Stati? Che vadano lì”.
    È così che l'influencer #HadarMuchtar riassume la sua prospettiva di appartamenti economici per giovani coppie ebree in #Cisgiordania.
    E sorride.

    Il ministro della Sicurezza nazionale #ItamarBenGvir sfila come #Napoleone nel villaggio beduino di #Tarabin nel #Negev e sorride.

    Pubblicità accattivanti mostrano donne sorridenti che vivono felici in una comunità riservata agli ebrei, costruita su altri terreni e altre sorgenti rubati ai palestinesi a ovest di #Ramallah.

    I soldati sorridono a trentadue denti sullo sfondo degli edifici che hanno appena fatto saltare in aria nella Striscia di #Gaza. ⬇️2

  13. #israel : #negev / #bedouin / #minority / #killing / #impunity

    „Israeli police shot and killed a Bedouin Arab man during an overnight raid in his village in southern Israel, according to media reports and a local official.“

    seattletimes.com/nation-world/

  14. #israel : #negev / #bedouin / #minority / #killing / #impunity

    „Israeli police shot and killed a Bedouin Arab man during an overnight raid in his village in southern Israel, according to media reports and a local official.“

    seattletimes.com/nation-world/

  15. Una settimana prima, a #Jaffa, una donna araba incinta e i suoi figli sono stati aggrediti dai coloni. La violenza non si è esaurita con l'aggressione stessa. La polizia ha arrestato non solo i sospetti ebrei, ma anche decine di giovani arabi che hanno osato manifestare per protestare.

    Non è un caso: se la polizia avesse arrestato solo gli ebrei, si sarebbe potuto pensare che tutti i cittadini israeliani fossero uguali.
    Per lo Stato è importante che sappiamo che non è così.

    Un mese fa, la Corte Suprema ha approvato la demolizione di un villaggio beduino nel #Negev e lo sfollamento dei suoi abitanti per facilitare l'espansione della città di #Dimona. ⬇️4

  16. Il popolo, martoriato e segnato da anni di #BenjaminNetanyahu, dovrebbe ora guardare a una figura come questa come speranza per qualcosa di diverso.

    La più grande speranza per l'opposizione è ancora più scoraggiante.
    “Nel #Negev sta nascendo uno Stato palestinese”, ha avvertito #Bennett questa settimana agli abitanti della città di Omer. “Se non agiamo, ci sveglieremo con un #7ottobre nel Negev”.

    I cittadini beduini di Israele, il gruppo più svantaggiato e diseredato della società, sono #Hamas.
    Il pericolo che prospettano è un altro 7 ottobre.

    Dal momento che Ben-Gvir parla in questo modo, a cosa ci serve Bennett?
    Per il suo ottimo inglese?
    Per le sue maniere raffinate?
    Per aver prestato il servizio militare in un'unità di commando?
    Per la moglie che non va in giro con una pistola alla cintura? ⬇️4

  17. Shame on you, Schande über Euch!

    Mehrere Städte in Deutschland sind bereit, verletzte Kinder aus Gaza und Israel aufzunehmen.

    Für die Fraktion Linkes Bündnis Wuppertal fordert Gerd-Peter Zieliszinski: „Die Stadt Wuppertal sollte sich der Initiative von Düssedorf, Hannover und weiterer Städte anschliessen und die #Bundesregierung auffordern, die rechtlichen und organisatorischen Maßnahmn zur Aufnahme der Kinder zu schaffen.“

    Natürlich begrüssen alle palästina-solidarischen Menschen und Gruppen in Wuppertal diese Forderung!

    Aber dies ist nicht das ganze Bild: Es gibt seit Oktober 2023 nicht eine einzige Äusserung der Fraktion Linkes Bündnis zu Gaza – Israel – Palästina.

    Lediglich ich habe Anträge in der Bezirksvertretung Elberfeld-West gestellt (Frieden und Gerechtigkeit für Gaza 19.11.2023; Palästinensische Flagge am Rathaus hissen 23.1.2024; Unbefristeter Waffenstillstand in Palästina – Israel 12.3.2024; Waffenstillstand in Palästina – Israel jetzt! 21.5.2024).

    Obwohl alle vier Anträge per Geschäftsordnung von den anderen Mitgliedern der #Bezirksvertretung niedergestimmt wurden und dadurch gar nicht erst debattiert werden konnten, gab es keine Unterstützung der Fraktion gegen dieses antidemokratische Vorgehen durch #SPD, #Grüne, #CDU, #FDP und #AfD , nur Schweigen.

    Und auch die Erklärung „Frieden und Gerechtigkeit“ des Kreisverbandes Die #Linke Wuppertal vom 4. 11.2023 ist von mir verantwortet.

    Der Höhepunkt innerparteilicher Feindseligkeit von passiv-aggressiv zu offen aggressiv war im Mai 2025 die „spontane“ Verweigerung durch die Mitgliederversammlung meiner (vom Vorstand angeblich favorisierten) Kandidatur für die Bezirksvertretung Elberfeld-West in der kommenden Kommunalwahl mit Hinweis auf mein palästina-solidarisches Engagement in Wuppertal. Kurz vorher wurde ich von einem Mitglied des Vorstands provozierend angegangen.

    Ich habe in Wuppertal auf zwei Demonstrationen zu verstörenden Geschehnissen, die mit unserer Partnerstadt Beer Sheva in Verbindung stehen, gesprochen.

    Die dokumentierten #Kriegsverbrechen des stellvertretenden ehemaligen Bürgermeisters Shimon Tobol 2023 und 2024 und die sich immer weiter steigernde Unterdrückung der palästinensisch-beduinischen Bevölkerung in der #Negev#Naqab, das sind doch Themen, die in Wuppertal diskutiert werden müssen!

    Aber beides wird totgeschwiegen, niemand hat die Vorgänge von Gewalt und Unterdrückung in unserer #Partnerstadt aufgegriffen.

    (...)

    Weiterlesen in der Erklärung von Sebastian Schröder / @sebastianschroeder zu #Wuppertal und #Gaza - #Israel - #Palästina

    @israel @gaza @palestine

  18. Stefan Sarazin, Peter Keller – „Nicht ganz koscher – No Name Restaurant“ (2022)

    Vielleicht beginnt Verständigung manchmal nicht mit einem Dialog, sondern mit einem Irrtum. So jedenfalls verheddern sich Ben und Adel, ein ultraorthodoxer Jude aus Brooklyn und ein palästinensischer Beduine, mitten in der Negev-Wüste ineinander – an einem Ort, an dem es weder GPS noch ein Drehbuch für den Frieden gibt. Der eine will nach Alexandria, der andere nur weg, doch das Kino will, dass sie zusammenbleiben. Und manchmal gewinnt eben das Kino… (ARD, Neu)

  19. „Die Negev ist für alle!“

    Rede von @sebastianschroeder auf der Kundgebung „Beendet den Belagerungs- und Hungerkrieg! Stoppt den Genozid! Jetzt!“ am 14. Juni 2025 in Wuppertal

    Guten Tag!

    Mein Name ist Sebastian Schröder, ich bin gewähltes Mitglied in der Bezirksvertretung #Elberfeld-West in #Wuppertal und engagiere mich seit November 2023 in der #Palästina-Solidaritäts-Bewegung.

    Wir protestieren heute gegen die #Blockade, #Bombardierung, #Besetzung und #Aushungerung von #Gaza! Stoppt endlich diesen Wahnsinn!

    Doch auch in den besetzten Gebieten der #Westbank herrscht Unterdrückung, ebenso wie in #Israel selbst. Verschiedene Rechtssysteme trennen die palästinensischen Menschen von den jüdischen Israelis systematisch. B'Tselem, Human Rights Watch und Amnesty International haben in grossen Untersuchungen 2021 und 2022 festgestellt, dass in Israel #Apartheid vorliegt!

    Wuppertal ist seit 1977 mit Beer Sheva verbunden, das ist die älteste Städtepartnerschaft zwischen #Deutschland und Israel. #BeerSheva ist die grösste und wichtigste Stadt in der Wüste #Negev, und Beer Sheva ist damit das Verwaltungszentrum dieser grossen Region im Süden von Israel Palästina.

    Am Donnerstag, vorgestern, haben in Beer Sheba viele tausend Beduin:innen gegen ihre #Diskriminierung durch den israelischen Staat demonstriert. Die Beduin:innen sind die indigene Bevölkerung im Negev. Seit der Gründung des Staates Israel 1948 werden die Lebensbedingungen dieser Bevölkerungsgruppe permanent verschlechtert, um sie von ihrem Land zu vertreiben.

    Zur vollständigen Rede.

    @israel @palestine

  20. 2,500-year-old burial site in Israel’s Negev reveals ancient trade routes

    Archaeologists have discovered a 2,500-year-old burial site in the Negev, claiming that it provides insights into ancient trade networks already connecting Arabia, Phoenicia, Egypt, and even southern Europe...

    More information: archaeologymag.com/2025/02/250

    Follow @archaeology

    #archaeology #archeology #archaeologynews #negev #beersheva #AncientTrade

  21. Die Farbe Braun: Entkolonialisierender Anarchismus und die Herausforderung der weißen Hegemonie

    Das Auftauchen des ägyptischen Schwarzen Blocks in #Kairos Straßen im Januar 2013 löste in westlichen anarchistischen Kreisen leichtgläubige Begeisterung aus. Über die politische Vision des ägyptischen Schwarzen Blocks - oder das Fehlen einer solchen -, seine Taktiken oder seine sozialen und wirtschaftlichen Positionen wurde wenig nachgedacht. Für die meisten westlichen #Anarchisten reichte es aus, dass sie aussahen und sich kleideten wie Anarchisten, um unkritische Bewunderung zu rechtfertigen. Die #Facebook-Seiten israelischer Anarchisten wurden mit Bildern ägyptischer Black-Bloc-Aktivisten überschwemmt; wer in dieser Zeit die anarchistische Blogosphäre in den #USA überflog, konnte den Eindruck gewinnen, der #BlackBloc sei Ägyptens erste Begegnung mit Anarchismus und# Antiautoritarismus überhaupt. Doch wie der amerikanische Schriftsteller Joshua Stephens anmerkt, wirft die jubelnde Reaktion vieler westlicher Anarchisten auf den Black Bloc wenig schmeichelhafte Fragen auf, was ihre Besessenheit von Form und Darstellung statt von Inhalt und Aktionen betrifft. Und in dieser Hinsicht unterscheiden sich diese Anarchisten nicht von den Islamisten, die den Schwarzen Block schnell als blasphemisch und ungläubig anprangerten, nur weil sie wie Westler aussahen. Darüber hinaus entlarven viele Reaktionen westlicher Anarchisten auf den Schwarzen Block eine tief verwurzelte orientalistische Tendenz. Ihre Missachtung #Ägyptens und der reichen Geschichte des Anarchismus im Nahen Osten ist ein Ausdruck davon. Wie der ägyptische Anarchist Yasser Abdullah veranschaulicht, reicht der Anarchismus in #Ägypten bis in die 1870er Jahre zurück, als Reaktion auf die Einweihung des #Suezkanals; italienische Anarchisten in #Alexandria nahmen an der Ersten Internationale teil, veröffentlichten 1877 eine anarchistische Zeitschrift und beteiligten sich an der #Urabi-Revolution von 1881; griechische und italienische Anarchisten organisierten auch Streiks und Proteste mit ägyptischen Arbeitern. Diese Kämpfe werden jedoch von denjenigen, die heute so tun, als wäre der Schwarze Block die erste wirklich radikale Gruppe, die ägyptischen Boden betritt, nonchalant ignoriert.

    (...)

    Weiterlesen im Beitrag von Budour Hassan

    Danke für den Hinweis geht an @Sofies_struggle

    #Iisrael #Gaza #Palästina #Anarchosyndikalismus #Spanien #Nordafrika #Marokko #Faschismus #Antifaschismus #Kolonialismus #Antiautoritarismus #Naqab #Negev #Beduinen #alAraqib #Hzayel #BeerEssab' #BeerSheva #ionismus #Westjordanland #Ramallah #Jerusalem #NabiSaleh Aschkenasim #KafrQaddoum #TelAviv

  22. Die gesamte Geschichte der Ungerechtigkeiten des Zionismus in einem #Beduinendorf

    Die Zerstörung von Umm Al-Hiran veranschaulicht die zionistische Sichtweise auf Palästinenser als unbeständig; bewegliche Schachfiguren in einem Spiel der demografischen Planung.

    Letzte Woche hat der Staat Israel nach der vollständigen Zerstörung von Umm Al-Hiran den Skalp einer weiteren palästinensischen Gemeinde an seinem Gürtel befestigt. Am Morgen des 14. Novembers stürmten Hunderte von Polizisten das #Beduinendorf, das sich in der Negev/Naqab-Wüste im Süden Israels befindet, in Begleitung von #Spezialeinheiten und #Hubschraubern. Die Bewohner, israelische Staatsbürger, die lange befürchtet hatten, dass dieser Tag kommen würde, hatten bereits die meisten Gebäude im Dorf selbst abgerissen, um hohe Geldstrafen zu vermeiden. Alles, was die #Polizei noch zerstören musste, war die #Moschee.

    So einfach endeten zweieinhalb Jahrzehnte des Kampfes um die Rettung des Dorfes und die Bewohner wurden obdachlos. Wenn man die gesamte Geschichte der Ungerechtigkeiten des Zionismus gegenüber den #Palästinensern verstehen will – mit all der Diskriminierung, dem #Rassismus, der Enteignung und der Gewalt, die auf einer Vision jüdischer Vorherrschaft und einer damit einhergehenden Besessenheit von demografischer Planung beruht – braucht man nur nach Umm Al-Hiran zu schauen.

    Im israelisch-jüdischen Diskurs erregt die Zerstörung einer# #Beduinengemeinschaft kaum Aufmerksamkeit, geschweige denn Schlagzeilen. Schließlich handelte es sich um ein „nicht anerkanntes Dorf“ – ein sprachliches Mittel, das #Israel einsetzt, um beduinische Bürger als #Eindringlinge in ihrem eigenen Land darzustellen. Die israelische #Öffentlichkeit betrachtet die systematische Zerstörung dieser Gemeinden als bloße Durchsetzung von Regeln. Aber die Bewohner von Umm Al-Hiran waren nicht nur keine Eindringlinge, sie wurden auch vom Staat selbst dorthin umgesiedelt.

    Vor der Gründung Israels lebte die Gemeinschaft, aus der Umm Al-Hiran hervorging, im nordwestlichen Negev. 1952 wurden sie von der israelischen #Militärregierung gewaltsam weiter nach Osten vertrieben, um ihr Land für den Bau des #Kibbuz #Shoval zu enteignen. Vier Jahre später beschloss der Staat, sie erneut zu entwurzeln und sie in ein Gebiet direkt innerhalb der Grünen Linie in der Nähe der südwestlichen Spitze des #Westjordanlands zu drängen, wo sie bis letzte Woche blieben.

    In all diesen Jahrzehnten hat sich der Staat nicht die Mühe gemacht, den Status des Dorfes zu regeln. Er hat den Bewohnern keine #Infrastruktur oder grundlegende Dienstleistungen wie #Strom, #Wasser, #Bildung oder sanitäre Einrichtungen zur Verfügung gestellt. Hier zeigt sich die ganze Verlogenheit des #Zionismus: Den palästinensischen Bewohnern der Negev-Wüste werden über Generationen hinweg die grundlegendsten Lebensbedingungen vorenthalten, bevor sie eines Tages im Namen der „Verwüstung zum Blühen gebracht“ durch eine jüdische Gemeinde ersetzt werden.

    Die #Negev-Wüste macht mehr als die Hälfte des Staatsgebiets Israels aus, und weite Teile davon sind unbewohnt. Dennoch besteht der Staat darauf, „nicht anerkannte“ arabische Dörfer zu zerstören, um neue jüdische Dörfer zu bauen. Im Fall von Umm Al-Hiran sollte die neue Siedlung ursprünglich eine judaisierte Version des Namens des Dorfes tragen, das sie ersetzte: #Hiran. Jemand hat es sich anders überlegt, und jetzt soll sie #Dror heißen – „#Freiheit“.

    Das ist natürlich nichts Neues. Seit seiner Gründung zerstört Israel palästinensische Gemeinden und siedelt Juden an ihrer Stelle an. Allein während der #Nakba von 1948 wurden Hunderte palästinensische Städte und Dörfer entvölkert. Aber die Geschichte von Umm Al-Hiran enthält eine weitere Ebene der Einstellung Israels gegenüber den Palästinensern, die für das Verständnis der Vorgehensweise des Zionismus von wesentlicher Bedeutung ist: die Wahrnehmung der Anwesenheit der #Palästinenser als vorübergehend.

    (...) trueten.de/archives/13472-Die- #Palästina #Palestine #Gaza @palestine

  23. Die gesamte Geschichte der Ungerechtigkeiten des Zionismus in einem #Beduinendorf

    Die Zerstörung von Umm Al-Hiran veranschaulicht die zionistische Sichtweise auf Palästinenser als unbeständig; bewegliche Schachfiguren in einem Spiel der demografischen Planung.

    Letzte Woche hat der Staat Israel nach der vollständigen Zerstörung von Umm Al-Hiran den Skalp einer weiteren palästinensischen Gemeinde an seinem Gürtel befestigt. Am Morgen des 14. Novembers stürmten Hunderte von Polizisten das #Beduinendorf, das sich in der Negev/Naqab-Wüste im Süden Israels befindet, in Begleitung von #Spezialeinheiten und #Hubschraubern. Die Bewohner, israelische Staatsbürger, die lange befürchtet hatten, dass dieser Tag kommen würde, hatten bereits die meisten Gebäude im Dorf selbst abgerissen, um hohe Geldstrafen zu vermeiden. Alles, was die #Polizei noch zerstören musste, war die #Moschee.

    So einfach endeten zweieinhalb Jahrzehnte des Kampfes um die Rettung des Dorfes und die Bewohner wurden obdachlos. Wenn man die gesamte Geschichte der Ungerechtigkeiten des Zionismus gegenüber den #Palästinensern verstehen will – mit all der Diskriminierung, dem #Rassismus, der Enteignung und der Gewalt, die auf einer Vision jüdischer Vorherrschaft und einer damit einhergehenden Besessenheit von demografischer Planung beruht – braucht man nur nach Umm Al-Hiran zu schauen.

    Im israelisch-jüdischen Diskurs erregt die Zerstörung einer# #Beduinengemeinschaft kaum Aufmerksamkeit, geschweige denn Schlagzeilen. Schließlich handelte es sich um ein „nicht anerkanntes Dorf“ – ein sprachliches Mittel, das #Israel einsetzt, um beduinische Bürger als #Eindringlinge in ihrem eigenen Land darzustellen. Die israelische #Öffentlichkeit betrachtet die systematische Zerstörung dieser Gemeinden als bloße Durchsetzung von Regeln. Aber die Bewohner von Umm Al-Hiran waren nicht nur keine Eindringlinge, sie wurden auch vom Staat selbst dorthin umgesiedelt.

    Vor der Gründung Israels lebte die Gemeinschaft, aus der Umm Al-Hiran hervorging, im nordwestlichen Negev. 1952 wurden sie von der israelischen #Militärregierung gewaltsam weiter nach Osten vertrieben, um ihr Land für den Bau des #Kibbuz #Shoval zu enteignen. Vier Jahre später beschloss der Staat, sie erneut zu entwurzeln und sie in ein Gebiet direkt innerhalb der Grünen Linie in der Nähe der südwestlichen Spitze des #Westjordanlands zu drängen, wo sie bis letzte Woche blieben.

    In all diesen Jahrzehnten hat sich der Staat nicht die Mühe gemacht, den Status des Dorfes zu regeln. Er hat den Bewohnern keine #Infrastruktur oder grundlegende Dienstleistungen wie #Strom, #Wasser, #Bildung oder sanitäre Einrichtungen zur Verfügung gestellt. Hier zeigt sich die ganze Verlogenheit des #Zionismus: Den palästinensischen Bewohnern der Negev-Wüste werden über Generationen hinweg die grundlegendsten Lebensbedingungen vorenthalten, bevor sie eines Tages im Namen der „Verwüstung zum Blühen gebracht“ durch eine jüdische Gemeinde ersetzt werden.

    Die #Negev-Wüste macht mehr als die Hälfte des Staatsgebiets Israels aus, und weite Teile davon sind unbewohnt. Dennoch besteht der Staat darauf, „nicht anerkannte“ arabische Dörfer zu zerstören, um neue jüdische Dörfer zu bauen. Im Fall von Umm Al-Hiran sollte die neue Siedlung ursprünglich eine judaisierte Version des Namens des Dorfes tragen, das sie ersetzte: #Hiran. Jemand hat es sich anders überlegt, und jetzt soll sie #Dror heißen – „#Freiheit“.

    Das ist natürlich nichts Neues. Seit seiner Gründung zerstört Israel palästinensische Gemeinden und siedelt Juden an ihrer Stelle an. Allein während der #Nakba von 1948 wurden Hunderte palästinensische Städte und Dörfer entvölkert. Aber die Geschichte von Umm Al-Hiran enthält eine weitere Ebene der Einstellung Israels gegenüber den Palästinensern, die für das Verständnis der Vorgehensweise des Zionismus von wesentlicher Bedeutung ist: die Wahrnehmung der Anwesenheit der #Palästinenser als vorübergehend.

    (...) trueten.de/archives/13472-Die- #Palästina #Palestine #Gaza @palestine

  24. Die gesamte Geschichte der Ungerechtigkeiten des Zionismus in einem #Beduinendorf

    Die Zerstörung von Umm Al-Hiran veranschaulicht die zionistische Sichtweise auf Palästinenser als unbeständig; bewegliche Schachfiguren in einem Spiel der demografischen Planung.

    Letzte Woche hat der Staat Israel nach der vollständigen Zerstörung von Umm Al-Hiran den Skalp einer weiteren palästinensischen Gemeinde an seinem Gürtel befestigt. Am Morgen des 14. Novembers stürmten Hunderte von Polizisten das #Beduinendorf, das sich in der Negev/Naqab-Wüste im Süden Israels befindet, in Begleitung von #Spezialeinheiten und #Hubschraubern. Die Bewohner, israelische Staatsbürger, die lange befürchtet hatten, dass dieser Tag kommen würde, hatten bereits die meisten Gebäude im Dorf selbst abgerissen, um hohe Geldstrafen zu vermeiden. Alles, was die #Polizei noch zerstören musste, war die #Moschee.

    So einfach endeten zweieinhalb Jahrzehnte des Kampfes um die Rettung des Dorfes und die Bewohner wurden obdachlos. Wenn man die gesamte Geschichte der Ungerechtigkeiten des Zionismus gegenüber den #Palästinensern verstehen will – mit all der Diskriminierung, dem #Rassismus, der Enteignung und der Gewalt, die auf einer Vision jüdischer Vorherrschaft und einer damit einhergehenden Besessenheit von demografischer Planung beruht – braucht man nur nach Umm Al-Hiran zu schauen.

    Im israelisch-jüdischen Diskurs erregt die Zerstörung einer# #Beduinengemeinschaft kaum Aufmerksamkeit, geschweige denn Schlagzeilen. Schließlich handelte es sich um ein „nicht anerkanntes Dorf“ – ein sprachliches Mittel, das #Israel einsetzt, um beduinische Bürger als #Eindringlinge in ihrem eigenen Land darzustellen. Die israelische #Öffentlichkeit betrachtet die systematische Zerstörung dieser Gemeinden als bloße Durchsetzung von Regeln. Aber die Bewohner von Umm Al-Hiran waren nicht nur keine Eindringlinge, sie wurden auch vom Staat selbst dorthin umgesiedelt.

    Vor der Gründung Israels lebte die Gemeinschaft, aus der Umm Al-Hiran hervorging, im nordwestlichen Negev. 1952 wurden sie von der israelischen #Militärregierung gewaltsam weiter nach Osten vertrieben, um ihr Land für den Bau des #Kibbuz #Shoval zu enteignen. Vier Jahre später beschloss der Staat, sie erneut zu entwurzeln und sie in ein Gebiet direkt innerhalb der Grünen Linie in der Nähe der südwestlichen Spitze des #Westjordanlands zu drängen, wo sie bis letzte Woche blieben.

    In all diesen Jahrzehnten hat sich der Staat nicht die Mühe gemacht, den Status des Dorfes zu regeln. Er hat den Bewohnern keine #Infrastruktur oder grundlegende Dienstleistungen wie #Strom, #Wasser, #Bildung oder sanitäre Einrichtungen zur Verfügung gestellt. Hier zeigt sich die ganze Verlogenheit des #Zionismus: Den palästinensischen Bewohnern der Negev-Wüste werden über Generationen hinweg die grundlegendsten Lebensbedingungen vorenthalten, bevor sie eines Tages im Namen der „Verwüstung zum Blühen gebracht“ durch eine jüdische Gemeinde ersetzt werden.

    Die #Negev-Wüste macht mehr als die Hälfte des Staatsgebiets Israels aus, und weite Teile davon sind unbewohnt. Dennoch besteht der Staat darauf, „nicht anerkannte“ arabische Dörfer zu zerstören, um neue jüdische Dörfer zu bauen. Im Fall von Umm Al-Hiran sollte die neue Siedlung ursprünglich eine judaisierte Version des Namens des Dorfes tragen, das sie ersetzte: #Hiran. Jemand hat es sich anders überlegt, und jetzt soll sie #Dror heißen – „#Freiheit“.

    Das ist natürlich nichts Neues. Seit seiner Gründung zerstört Israel palästinensische Gemeinden und siedelt Juden an ihrer Stelle an. Allein während der #Nakba von 1948 wurden Hunderte palästinensische Städte und Dörfer entvölkert. Aber die Geschichte von Umm Al-Hiran enthält eine weitere Ebene der Einstellung Israels gegenüber den Palästinensern, die für das Verständnis der Vorgehensweise des Zionismus von wesentlicher Bedeutung ist: die Wahrnehmung der Anwesenheit der #Palästinenser als vorübergehend.

    (...) trueten.de/archives/13472-Die- #Palästina #Palestine #Gaza @palestine

  25. Die gesamte Geschichte der Ungerechtigkeiten des Zionismus in einem #Beduinendorf

    Die Zerstörung von Umm Al-Hiran veranschaulicht die zionistische Sichtweise auf Palästinenser als unbeständig; bewegliche Schachfiguren in einem Spiel der demografischen Planung.

    Letzte Woche hat der Staat Israel nach der vollständigen Zerstörung von Umm Al-Hiran den Skalp einer weiteren palästinensischen Gemeinde an seinem Gürtel befestigt. Am Morgen des 14. Novembers stürmten Hunderte von Polizisten das #Beduinendorf, das sich in der Negev/Naqab-Wüste im Süden Israels befindet, in Begleitung von #Spezialeinheiten und #Hubschraubern. Die Bewohner, israelische Staatsbürger, die lange befürchtet hatten, dass dieser Tag kommen würde, hatten bereits die meisten Gebäude im Dorf selbst abgerissen, um hohe Geldstrafen zu vermeiden. Alles, was die #Polizei noch zerstören musste, war die #Moschee.

    So einfach endeten zweieinhalb Jahrzehnte des Kampfes um die Rettung des Dorfes und die Bewohner wurden obdachlos. Wenn man die gesamte Geschichte der Ungerechtigkeiten des Zionismus gegenüber den #Palästinensern verstehen will – mit all der Diskriminierung, dem #Rassismus, der Enteignung und der Gewalt, die auf einer Vision jüdischer Vorherrschaft und einer damit einhergehenden Besessenheit von demografischer Planung beruht – braucht man nur nach Umm Al-Hiran zu schauen.

    Im israelisch-jüdischen Diskurs erregt die Zerstörung einer# #Beduinengemeinschaft kaum Aufmerksamkeit, geschweige denn Schlagzeilen. Schließlich handelte es sich um ein „nicht anerkanntes Dorf“ – ein sprachliches Mittel, das #Israel einsetzt, um beduinische Bürger als #Eindringlinge in ihrem eigenen Land darzustellen. Die israelische #Öffentlichkeit betrachtet die systematische Zerstörung dieser Gemeinden als bloße Durchsetzung von Regeln. Aber die Bewohner von Umm Al-Hiran waren nicht nur keine Eindringlinge, sie wurden auch vom Staat selbst dorthin umgesiedelt.

    Vor der Gründung Israels lebte die Gemeinschaft, aus der Umm Al-Hiran hervorging, im nordwestlichen Negev. 1952 wurden sie von der israelischen #Militärregierung gewaltsam weiter nach Osten vertrieben, um ihr Land für den Bau des #Kibbuz #Shoval zu enteignen. Vier Jahre später beschloss der Staat, sie erneut zu entwurzeln und sie in ein Gebiet direkt innerhalb der Grünen Linie in der Nähe der südwestlichen Spitze des #Westjordanlands zu drängen, wo sie bis letzte Woche blieben.

    In all diesen Jahrzehnten hat sich der Staat nicht die Mühe gemacht, den Status des Dorfes zu regeln. Er hat den Bewohnern keine #Infrastruktur oder grundlegende Dienstleistungen wie #Strom, #Wasser, #Bildung oder sanitäre Einrichtungen zur Verfügung gestellt. Hier zeigt sich die ganze Verlogenheit des #Zionismus: Den palästinensischen Bewohnern der Negev-Wüste werden über Generationen hinweg die grundlegendsten Lebensbedingungen vorenthalten, bevor sie eines Tages im Namen der „Verwüstung zum Blühen gebracht“ durch eine jüdische Gemeinde ersetzt werden.

    Die #Negev-Wüste macht mehr als die Hälfte des Staatsgebiets Israels aus, und weite Teile davon sind unbewohnt. Dennoch besteht der Staat darauf, „nicht anerkannte“ arabische Dörfer zu zerstören, um neue jüdische Dörfer zu bauen. Im Fall von Umm Al-Hiran sollte die neue Siedlung ursprünglich eine judaisierte Version des Namens des Dorfes tragen, das sie ersetzte: #Hiran. Jemand hat es sich anders überlegt, und jetzt soll sie #Dror heißen – „#Freiheit“.

    Das ist natürlich nichts Neues. Seit seiner Gründung zerstört Israel palästinensische Gemeinden und siedelt Juden an ihrer Stelle an. Allein während der #Nakba von 1948 wurden Hunderte palästinensische Städte und Dörfer entvölkert. Aber die Geschichte von Umm Al-Hiran enthält eine weitere Ebene der Einstellung Israels gegenüber den Palästinensern, die für das Verständnis der Vorgehensweise des Zionismus von wesentlicher Bedeutung ist: die Wahrnehmung der Anwesenheit der #Palästinenser als vorübergehend.

    (...) trueten.de/archives/13472-Die- #Palästina #Palestine #Gaza @palestine

  26. Die #tagesschau gibt mal wieder ungeprüft das israelische Narrativ wieder und ignoriert sowohl, dass die Geschichte mit der "sensationellen" Befreiung aus einem "Tunnel" möglicherweise nicht stimmt, als auch, dass die "freudige" Ansprache Netanyahus genauso wie sein medial begleiteter Anruf angesichts dessen, was #Israel mit den #Beduinen in der #Naqab macht, der blanke #Zynismus ist.

    tagesschau.de/ausland/asien/ha

    #Geiselbefreiung #Befreiung #KaidFarhanAlQadi #Beduine #Netanyahu #Netanjahu #Negev

  27. Israel's Red Canyon, a hidden gem nestled in the arid expanses of the Negev Desert, is a stunning natural wonder.

    With its narrow passages and towering red sandstone walls, it offers an adventure that feels like stepping onto another planet.

    Interestingly, the same word /kan-'yon/ is used both for a canyon and for a shopping mall.

    Both words are officially pronounced /kan-'yon/, but in everyday speech across Israel, both are commonly pronounced as /ken-'yon/ or /'ken-yon/.

    The Red Canyon, known for its striking geological formations, has been sculpted by water and wind over millions of years, resulting in a mesmerizing maze of curves and crevices that glow brilliantly under the desert sun.

    As you trek through the Red Canyon's winding trails, you'll be enveloped by the vibrant hues and the whisper of the desert breeze. It's not just a hike; it's an invitation to reconnect with nature and experience the serene solitude.

    #redcanyon #israeltravel #israeltrip #israel #middleeast #negev

  28. instagram.com/reel/C12uqn9rbDl Flooding in Israel: A Winter Challenge 🌧️🌊

    Today, I want to talk about a lesser-known aspect of Israel's winter - the surprising and often challenging floods. In a land more commonly associated with deserts and dry climates, winter floods are a stark contrast, bringing both awe and hardship 🌧️🇮🇱
    #flood #israeltravel #israeltrip #israel #negev #negevdesert #hebrew #nature #waterfall

  29. 2/2 Gezielter Einsatz von Tunneln

    Eine wichtige Frage betrifft die Geschwindigkeit, mit der die Tunnel gesprengt werden können. Während der Operation "Protective Edge" im Jahr 2014 wurde eine #Infrastruktur von offensiven Hamas-Tunneln aufgedeckt. Israel hat bei der Suche nach technischen Lösungen für dieses Problem nur wenige Fortschritte gemacht. Während der Operation "Guardian of the Walls" im Jahr 2021 versuchte der damalige Stabschef Aviv #Kochavi, einen umfassenden Geheimplan zur Bombardierung des Tunnelnetzes unter Gaza-Stadt umzusetzen. Damit wurde eine erfolgreiche #Strategie entwickelt, die in einem umfassenderen Krieg eingesetzt werden sollte. Sie sollte den Tod von Tausenden von Hamas-Kämpfern bewirken, aber in der Praxis war das bombardierte Gebiet fast leer von #Terroristen, und die Verluste der Hamas waren sehr gering.

    Jetzt ist es dringend notwendig, alternative Lösungen zu finden. Seit Beginn des Krieges wurden immense finanzielle, technologische und logistische Anstrengungen unternommen, und in letzter Zeit gab es einige positive Entwicklungen, die bei den IDF vorsichtigen Optimismus auslösen. Gallant sprach letzte Woche von einer großen Verbesserung der Fähigkeit, die Tunnel aus der Luft oder vom Land aus zu zerstören. Im Moment ist unklar, ob sich dies als entscheidender Faktor erweisen wird, aber jede verbesserte Möglichkeit, die Tunnel erheblich zu beschädigen, könnte den Druck auf die Hamas erhöhen.

    Dies hängt mit der dritten Frage zusammen, nämlich dem Umfang der getöteten hochrangigen Hamas-Kommandeure. Bislang sind Sinwar und die Kommandeure in seinem Umfeld vom Krieg nicht betroffen. Es gibt Einschätzungen, dass sie in den südlichen Teil des Gazastreifens geflohen sind und sich an einem Ort befinden, der vor Angriffen sicher ist.

    In der letzten Woche gab es jedoch einige Erfolge bei der Ergreifung einer Ebene von Befehlshabern, die direkt unter den Top Five steht. Das Chaos im Nordstreifen lässt keine genaue Bestätigung der Situation zu, aber Israel hat gemeldet, dass Ahmed #Randor, der #Brigadekommandeur des Nordsektors, und ein weiterer Kommandeur, Rawhi #Mushtaha (der jahrelang mit Sinwar eine Zelle in israelischen Gefängnissen teilte), wahrscheinlich bei Luftangriffen getötet wurden. Auch auf der Ebene der Bataillonskommandeure sind erhebliche Schäden zu beklagen, die jedoch weitere Aufmerksamkeit erfordern.

    Nächste Schritte vor Ort

    All diese Fragen stehen im Zusammenhang mit der Fortsetzung der #Bodenoperationen. Gallant und Halevi planen eine Vertiefung und Ausweitung der Operationen im nördlichen Gaza-Streifen. Der Verteidigungsminister erklärte, die westlichen Stadtteile von Gaza-Stadt seien erobert und geräumt worden. Der erste Teil dieser Aussage ist richtig. Der zweite Teil ist umstritten, da die Hamas die IDF-Truppen immer noch beschießen kann, vor allem durch die Nutzung von Schächten, die zu und von Tunneln führen.

    Die Armee macht keinen Hehl daraus, dass sie zu einem späteren Zeitpunkt ähnliche, mehrere Monate dauernde Operationen in anderen Gebieten des Gazastreifens durchführen will. Wie berichtet, könnte es eine Phase geben, in der die Kräfte innerhalb des Streifens ausgedünnt werden und die IDF Stellungen entlang der Grenze oder in einer Sicherheitszone innerhalb des Streifens einnehmen, die als Ausgangspunkt für gezieltere Angriffe auf die verbliebenen militärischen Stellungen der Hamas dienen würden.

    Das Ziel besteht darin, die militärischen und organisatorischen Fähigkeiten der Hamas systematisch zu zerstören. Dies ist im nördlichen Teil des Gazastreifens eindrucksvoll, aber dennoch nur teilweise gelungen. Im Süden könnte sich dies schwieriger gestalten, vor allem wegen der dichten #Zivilbevölkerung in diesem Gebiet.

    Die militärischen Pläne könnten auf ein Hindernis stoßen, nämlich die wachsende humanitäre #Katastrophe, die sich derzeit im Gazastreifen abspielt. Die israelische Führung widmet diesem Problem nicht genügend Aufmerksamkeit und leitet keine Schritte ein, die den Schaden etwas verringern und möglicherweise die internationale #Legitimation für künftige militärische Aktionen Israels schwächen könnten. Diese Schwierigkeiten werden in dem Maße zunehmen, wie sich die Kämpfe nach Süden verlagern und in Anwesenheit von einer Million Zivilisten in einem Gebiet ausgetragen werden, in dem zuvor nur halb so viele Menschen lebten. Der #Winter, der #Regen und die Probleme mit der #Kanalisation werden diese Risiken erheblich verstärken.

    Die Tatsache, dass Israel mit den #Gräueltaten der Hamas-Terroristen in den westlichen #Negev-Gemeinden zuerst angegriffen wurde, verschafft Israel immer noch eine gewisse Legitimität. Die Weigerung der amerikanischen Regierung, einen #Waffenstillstand zu fordern, selbst nach anderthalb Monaten #Kampfhandlungen, ist ein wichtiger Erfolg für Israel.

    Aber die #entscheidungstrager auch in der IDF, müssen zwei Dinge berücksichtigen: Erstens, dass ihre Pläne durch unerwartete Variablen, vor allem im Zusammenhang mit Reibereien mit der Zivilbevölkerung, durchkreuzt werden könnten. Zweitens wird auch der amerikanische Kredit nicht ewig halten, wenn man die politischen Zwänge bedenkt, mit denen Präsident Joe Biden an seiner Heimatfront zu kämpfen hat.

    Die Weigerung der politischen Führer, am Morgen nach dem Krieg vorerst keine Diskussionen zu führen, könnte die militärischen Erfolge schmälern. Die IDF operiert nicht in einem Vakuum, und ihre Operationen haben großen Einfluss auf die regionale strategische Konfiguration, die sich nach dem Terroranschlag vom 7. Oktober allmählich herausbilden wird. Israel muss für sich selbst definieren, was es über die geforderte Beseitigung der Hamas-Führer und der Kämpfer, die das Massaker verübt haben, hinaus erreichen will.

    Eigene, nicht authorisierte und korrigierte Übersetzung.

    Quelle / Stand Nov 19, 2023 1:47 am IST

    haaretz.com/israel-news/2023-1 #Haaretz #Palestine #Palästina

  30. Netanjahu trägt die Verantwortung für den Krieg zwischen Israel und Gaza

    Für die Katastrophe, die Israel am Feiertag Simchat Tora heimgesucht hat, ist eindeutig eine Person verantwortlich: Benjamin #Netanyahu. Der Premierminister, der sich seiner enormen politischen Erfahrung und seiner unersetzlichen Weisheit in #Sicherheitsfragen rühmt, hat es völlig versäumt, die Gefahren zu erkennen, in die er #Israel bewusst hineinführte, als er eine Regierung der Annexion und Enteignung einsetzte, als er Bezalel #Smotrich und Itamar Ben-Gvir in Schlüsselpositionen berief, während er eine #Außenpolitik verfolgte, die die Existenz und die #Rechte der #Palästinenser offen ignorierte.

    Netanjahu wird sicherlich versuchen, sich seiner Verantwortung zu entziehen und die Schuld auf die Chefs der Armee, des militärischen #Geheimdienst​es und des #Sicherheitsdienst​es Shin Bet zu schieben, die wie ihre Vorgänger am Vorabend des Jom-Kippur-Krieges die Wahrscheinlichkeit eines #Krieg​es als gering einschätzten, da sich ihre Vorbereitungen auf einen Angriff der #Hamas als fehlerhaft erwiesen.

    Sie verschmähten den Feind und seine offensiven militärischen Fähigkeiten. In den nächsten Tagen und Wochen, wenn das Ausmaß der Versäumnisse der israelischen #Streitkräfte und des Geheimdienstes ans Licht kommt, wird sicherlich die berechtigte Forderung laut werden, sie zu ersetzen und eine Bestandsaufnahme zu machen.

    - Netanjahus #Regierung ist verantwortlich für das Israel-Gaza-Debakel '23
    - 7. Oktober 2023: Ein Datum, das in Israel in Schande leben wird
    - Netanjahu: Erst Israel von Feinden säubern, dann hohen Preis fordern

    Das militärische und nachrichtendienstliche Versagen entbindet Netanjahu jedoch nicht von seiner #Gesamtverantwortung für die Krise, da er der oberste Entscheidungsträger in Israels Außen- und #Sicherheitsangelegenheiten ist. Netanjahu ist kein Neuling in dieser Rolle, wie es Ehud Olmert im zweiten #Libanonkrieg war. Er ist auch kein Unwissender in militärischen Fragen, wie Golda #Meir 1973 und Menachem #Begin 1982 behaupteten.

    Netanjahu hat auch die Politik der kurzlebigen "Regierung des Wandels" unter Naftali #Bennett und Yair #Lapid geprägt: eine multidimensionale Anstrengung zur Zerschlagung der palästinensischen #Nationalbewegung in ihren beiden Flügeln, in Gaza und in der #Westbank, zu einem Preis, der für die israelische Öffentlichkeit akzeptabel erscheint.

    In der Vergangenheit vermarktete sich Netanjahu als vorsichtiger #Führer, der Kriege und zahlreiche Opfer auf israelischer Seite scheute. Nach seinem Sieg bei den letzten #Wahlen ersetzte er diese Vorsicht durch die Politik einer "völlig rechten Regierung", die unverhohlene Schritte zur #Annexion des Westjordanlandes und zur Durchführung ethnischer Säuberungen in Teilen des von #Oslo definierten Gebiets C, einschließlich der #Hebron-Hügel und des #Jordan-Tals, unternahm.

    Dazu gehörten auch eine massive Ausweitung der #Siedlungen und die Verstärkung der jüdischen Präsenz auf dem #Tempelberg in der Nähe der Al-Aqsa-Moschee sowie die Ankündigung eines bevorstehenden #Friedensabkommen​s mit den #Saudis, bei dem die Palästinenser nichts bekommen würden, wobei in seiner Regierungskoalition offen von einer "zweiten #Nakba" die Rede war. Wie erwartet, gab es Anzeichen für einen Ausbruch der Feindseligkeiten im #Westjordanland, wo die #Palästinenser die härtere Hand der israelischen Besatzer zu spüren bekamen. Die #Hamas nutzte die Gelegenheit, um am Samstag einen Überraschungsangriff zu starten.

    Vor allem aber ist die Gefahr, die in den letzten Jahren von Israel ausging, in vollem Umfang eingetreten. Ein #Premierminister, der in drei #Korruptionsfällen angeklagt ist, kann sich nicht um die Angelegenheiten des Staates kümmern, da die nationalen Interessen zwangsläufig einer möglichen Verurteilung und Gefängnisstrafe untergeordnet werden.

    Dies war der Grund für die Bildung dieser schrecklichen #Koalition und den von Netanjahu vorangetriebenen #Justizputsch sowie für die Entmachtung von #Spitzenoffiziere​n der #Armee und des #Geheimdienst​es, die als politische Gegner wahrgenommen wurden. Den Preis dafür zahlten die Opfer der Invasion im westlichen #Negev.

    Der obige Artikel ist der Leitartikel von Haaretz, wie er in den hebräischen und englischen Zeitungen in Israel veröffentlicht wurde.

    Quelle: haaretz.com/opinion/editorial/

    Übersetzung: Thomas Trueten / KI

  31. V Times of #Israel :

    More restrictions introduced - #IDF announces schools to remain closed, as the Home Front Command extends existing restrictions.

    businesses south of #Netanya and north of the central #Negev can only be opened if there is ready access to bomb shelters, the military says.

    Gatherings are restricted to 10 people outdoors and 50 people indoors in those areas.

    The restrictions are valid till Tuesday at 6 p.m
    #hamas

  32. L'ignoranza e l'ottusità del governo, e il suo fallimento nella gestione dell'economia, stanno ingannando il campo liberal-militarista guidato da #BennyGantz e #YairLapid.
    Questa area politica si illude che la coalizione stia per crollare prima ancora delle prossime elezioni.

    Anche se avremo libere elezioni, il governo sta già riuscendo nella sua missione principale e urgente: accelerare il processo di annessione della Cisgiordania (iniziato nel 1967), ad eccezione delle enclave palestinesi nell'Area A, e completare il furto di terra palestinese nel #Negev e in #Galilea con il sostegno dei legislatori dell'opposizione.

    La prossima tappa sarà la messa al bando dei partiti arabi dalla #Knesset. ⬇3

  33. Ancient trash heaps reveal the Plague of Justinian’s economic toll - Enlarge (credit: Guy Bar-Oz)
    Ancient trash heaps recently yielded some clues about how the Plague... more: arstechnica.com/?p=1694582 #plagueofjustininian #byzantineempire #justinianplague #yersiniapestis #ancientisrael #bubonicplague #archaeology #garbology #gazawine #y.pestis #science #negev