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DOMANI sabato 25 gennaio 2025 si conclude la serie d'incontri su #LibreOffice.
https://www.firenze.linux.it/2025/01/corso-di-libreoffice-alla-biblioteca-di-scandicci/Il corso si terrà presso la biblioteca di #Scandicci, in via Roma 38a, dalle 16:00 alle 18:00, e presenterà vari esempi pratici di come utilizzare Calc, il foglio di calcolo elettronico sviluppato per il
progetto LibreOffice.Lezioni a cura di Gianfranco Pinzauti del #GOLEM, col patrocinio di #LibreItalia.
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oggi, 18 dicembre, a roma: fritz haeg, “salmon creek farm” @ fondazione baruchello
Fondazione Baruchello
FRITZ HAEG
SALMON CREEK FARM (2014–2024)
mostra all’interno del progetto 3x3x3
a cura di Carla Subrizi
Inaugurazione oggi, mercoledì 18 dicembre 2024
18.12.2024–31.01.2025
ore 18.00–21.00
Via del Vascello 35, 00152 Roma
La Fondazione Baruchello conclude la programmazione del 2024 mercoledì 18 dicembre con la mostra Fritz Haeg. Salmon Creek Farm (2014–2024) all’interno del progetto 3x3x3, una serie di tre mostre, con tre artisti, in dialogo con tre opere di Gianfranco Baruchello.
La mostra si propone di costituire un percorso narrativo che ripercorre la storia del progetto artistico Salmon Creek Farm in dialogo con il pensiero e l’opera di Gianfranco Baruchello, dopo quindici anni dal loro primo incontro. Di Baruchello saranno presenti una selezione di documenti e un manifesto relativi al progetto Agricola Cornelia S.p.A.
La dimensione narrativa della mostra, attraverso un racconto in più fasi che accompagna episodi e aspetti di Salmon Creek Farm (video, oggetti, materiali organici, interviste), è presente come un carattere fondamentale: il racconto orale, la scrittura, la vita nel luogo, situazioni che cambiano attraverso dettagli discreti.
Attraverso l’esperienza artistica comunitaria di Salmon Creek Farm, la mostra intende esplorare la relazione tra arte, natura, coltivazione e agricoltura.
Salmon Creek Farm nasce come una comune negli anni Settanta, nel territorio della Mendocino Coast, California: un appezzamento di terra di 33 acri, immerso in una foresta di sequoie di seconda generazione. Rinata nel 2014, grazie al lavoro di Fritz Haeg e della comunità che si è creata nel corso degli anni, oggi incarna “una specie di ibrido queer-fattoria-santuario-scuola” per sperimentare nel lungo termine uno stile di vita essenziale, sostenibile e autosufficiente.
Il progetto di Haeg è un’occasione per riflettere sul rapporto tra arte, natura e comunità mettendo in questione, con un approccio dialogico, la concezione stessa di natura ed ecologia e informando la pratica della coltivazione, dell’agricoltura e dell’abitare con una dimensione della cura molto radicata nel pensiero dell’artista. “Penso sia bellissimo che l’essenza della pratica di un artista possa essere stabilirsi su un pezzo di terreno e accettare tutto ciò che accade, entrare in una relazione profonda con la terra e prendersi cura delle persone, delle abitazioni, delle piante e degli alberi. Tutti possono semplicemente produrre oggetti, ma prendersene cura e conservarli nel tempo è tutta un’altra cosa, spesso impercettibile”.
L’ esposizione presenta sei video realizzati dall’artista nel 2018 e nel 2024 all’interno degli spazi di Salmon Creek Farm che offrono uno spaccato dell’evoluzione del progetto comunitario e abitativo in due fasi della sua realizzazione, insieme ad un’intervista all’artista condotta in occasione della mostra da Carla Subrizi e Marcella Muraca, con la collaborazione di Virginia Singer.
Sono poi presentati materiali eterogenei: dai semi ai disegni e alle fotografie, provenienti dall’archivio dell’artista a testimonianza delle attività di Salmon Creek Farm.
Fritz Haeg
Fritz Haeg (Los Angeles, 1969), artista, designer, architetto e attivista californiano, adotta un approccio partecipativo e multidisciplinare che fonde arte, architettura ed ecologia. Tra i diversi progetti che rispecchiano il forte impegno verso la comunità e la trasformazione sociale si possono citare i progetti “The Garden” (2004), “Edible Estates” (2005–in corso), “Animal Estates” (2008–2010), installazioni ambientali che esplorano questioni della coabitazione tra specie, dell’interazione tra uomo e natura e della percezione dell’ambiente urbano.
#AgricolaCornelia #AgricolaCorneliaSPA_ #art #arte #CarlaSubrizi #FondazioneBaruchello #FritzHaeg #SalmonCreekFarm
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oggi, 5 dicembre, l’aamod a più libri più liberi
cliccare per ingrandire
L’AAMOD, Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, sarà presente alla Fiera della Piccola e Media Editoria “Più libri più liberi”, che si terrà dal 4 all’8 dicembre 2024 al Centro Congressi La Nuvola di Roma. Tra le iniziative in programma, giovedì 5 dicembre alle 14:30, nella Sala Vega, verrà presentata la nuova ricerca “Migranti: le nuove misure del mondo”, con interventi di Vincenzo Maria Vita, Matteo Angelici, Sara Fratini e Fabio Gianfrancesco. Durante l’incontro saranno presentati il fondo audiovisivo dedicato ai migranti e alcuni video raccolti dal 2018 al 2023, che documentano le esperienze dei migranti lungo la rotta libica e nel Mediterraneo, con il contributo delle ONG e dei migranti stessi.
Sempre il 5 dicembre, alle 16:00, presso la Sala Polaris, si terrà la presentazione del primo volume della nuova serie “Quaderni” dedicata a Pier Paolo Pasolini, che offre un approfondimento su uno dei personaggi più significativi della cultura italiana del Novecento. In questa occasione sarà presentato anche l’annale “Labanta! Ex colonie portoghesi e cinema italiano”. Parteciperanno numerosi studiosi e ricercatori, tra cui Letizia Cortini, Stefania Parigi, Luca Peretti, Gabriele Ragonesi, Paola Scarnati e Vincenzo Vita.
Durante i giorni della Fiera, inoltre, presso lo stand di Effigi Editore saranno disponibili tutte le pubblicazioni dell’AAMOD. Info e dettagli sui siti ufficiali dell’AAMOD e di EFFIGI.
#000000 #AAMOD #aamodIt #ArchivioAudiovisivoDelMovimentoOperaioEDemocratico #CentroCongressiLaNuvola #cinema #cinemaItaliano #documentari #Effigi #EffigiEditore #exColoniePortoghesi #FabioGianfrancesco #FieraDellaPiccolaEMediaEditoria #film #fondoAudiovisivo #GabrieleRagonesi #LaNuvola #Labanta #LetiziaCortini #LucaPeretti #MatteoAngelici #migranti #migrazioni #ONG #PaolaScarnati #Pasolini #PiùLibriPiùLiberi #PierPaoloPasolini #PLPL #SalaPolaris #SalaVega #SaraFratini #StefaniaParigi #video #VincenzoMariaVita
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l’aamod a pù libri più liberi, il 5 dicembre
L’AAMOD, Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, sarà presente alla Fiera della Piccola e Media Editoria “Più libri più liberi”, che si terrà dal 4 all’8 dicembre 2024 al Centro Congressi La Nuvola di Roma. Tra le iniziative in programma, giovedì 5 dicembre alle 14:30, nella Sala Vega, verrà presentata la nuova ricerca “Migranti: le nuove misure del mondo”, con interventi di Vincenzo Maria Vita, Matteo Angelici, Sara Fratini e Fabio Gianfrancesco. Durante l’incontro saranno presentati il fondo audiovisivo dedicato ai migranti e alcuni video raccolti dal 2018 al 2023, che documentano le esperienze dei migranti lungo la rotta libica e nel Mediterraneo, con il contributo delle ONG e dei migranti stessi.
Sempre il 5 dicembre, alle 16:00, presso la Sala Polaris, si terrà la presentazione del primo volume della nuova serie “Quaderni” dedicata a Pier Paolo Pasolini, che offre un approfondimento su uno dei personaggi più significativi della cultura italiana del Novecento. In questa occasione sarà presentato anche l’annale “Labanta! Ex colonie portoghesi e cinema italiano”. Parteciperanno numerosi studiosi e ricercatori, tra cui Letizia Cortini, Stefania Parigi, Luca Peretti, Gabriele Ragonesi, Paola Scarnati e Vincenzo Vita.
Durante i giorni della Fiera, inoltre, presso lo stand di Effigi Editore saranno disponibili tutte le pubblicazioni dell’AAMOD. Info e dettagli sui siti ufficiali dell’AAMOD e di EFFIGI.
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#Montana #GOP Gov. Taps Far-Right Conspiracy Theorist For State Humanities Board
Gov. #GregGianforte picked #JeremyCarl, an #election #denier who has pushed #racist and #transphobic #ideas, to oversee statewide #diversity #programs. Ok!
#Women #Transgender #LGBTQ #Montana #RepublicanParty #Hate #Bigotry #Violence #Genocide #Discrimination #Transphobia #ThePartyOfHate
https://www.huffpost.com/entry/greg-gianforte-jeremy-carl-white-nationalism_n_64592fede4b094269baed3fa -
Giuseppe Maria Cambini
https://en.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Cambini"Wind Quintets Nos. 1–3"
[Wind Quintet No. 1 in B major;
Wind Quintet No. 2 in D minor;
Wind Quintet No. 3 in F major]
Ensemble dell’Accademia
[Carlo Ipata – flute, Simone Bensi – oboe, Narco Ortolani – clarinet, Gianfranco Dini – horn, Claudio Verh – bassoon]
(Pan Classics 2020)
https://songwhip.com/ensembledellaccademia/cambini-wind-quintets-nos-13#NowListening #ClassicalMusic #music #ChamberMusic #WindMusic #ItalianComposers
#GiuseppeMariaCambini
#Cambini -
#Montana #governor #lobbied by #nonbinary #son to #reject #Republican's #antitrans #bills
#DavidGianforte, who uses #he/#they #pronouns, said they urged father Greg to stand up against ‘#unjust, #immoral’ #legislation
#Women #Transgender #LGBTQIA #Montana #RepublicanParty #Hate #Bigotry #Violence #Genocide #Transphobia #ThePartyOfHate
https://www.theguardian.com/us-news/2023/apr/27/montana-governor-greg-gianforte-anti-trans-bills -
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https://www.theguardian.com/us-news/2023/apr/27/montana-governor-greg-gianforte-anti-trans-bills -
Montana House speaker silences trans lawmaker for 2nd day
A transgender Montana lawmaker was #silenced for a second day Friday as her Republican colleagues *refused to let her speak on the chamber’s floor* until she #apologizes for saying lawmakers would have “blood on their hands" if they passed a law to #ban #gender-#affirming medical #care for transgender youth.
The standoff is expected to continue next week, with neither side ready to back down.
The bill at the heart of the issue is in the hands of Republican Gov. Greg #BodySlamGuy Gianforte, who has indicated he will sign it.
https://news.yahoo.com/transgender-lawmaker-silenced-montana-house-225544896.html
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Scoop: A poll conducted by the Political Company, a Montana GOP firm, tested 3 matchups of potential #MTSen matchups (Jan. 30-Feb. 1; 534 LVs; +/-4%)
Sen. Jon Tester (D) 46 Rep. Ryan Zinke (R) 40
Tester 45 Rep. Matt Rosendale (R) 40
Tester 45 Gov. Greg Gianforte (R) 45
We love our boi Tester
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DATE: May 13, 2026 at 10:00AM
SOURCE: PSYPOST.ORG** Research quality varies widely from fantastic to small exploratory studies. Please check research methods when conclusions are very important to you. **
-------------------------------------------------TITLE: The human brain processes the passage of time across three distinct stages
URL: https://www.psypost.org/the-human-brain-processes-the-passage-of-time-across-three-distinct-stages/
A recent study mapping the human brain reveals that our perception of time does not happen all at once, but rather unfolds across a series of distinct physical processing stages. As visual information travels from the back of the brain to the front, different groups of neurons handle specific parts of the timing process, ultimately creating our subjective experience of how long an event lasts. These findings were published in the journal PLOS Biology.
For decades, researchers have mapped out a broad network of brain regions that become active when people estimate how much time has passed. Studies involving both animals and humans have shown that certain groups of neurons respond to specific durations of time.
These specialized cells are often arranged in topographic maps across the brain. In these maps, neurons that prefer similar lengths of time are located physically close to one another on the folded outer layer of the brain, known as the cerebral cortex.
Despite knowing where these timing regions are located, researchers have struggled to understand exactly how they work together. It has been unclear how a physical feature like the duration of a flashing light is transformed into an abstract feeling of passing time.
To piece together this puzzle, neuroscientist Valeria Centanino and her colleagues Gianfranco Fortunato and Domenica Bueti at the International School for Advanced Studies in Italy conducted an imaging study. They wanted to track how the properties of time-tracking neurons change as signals move through the brain.
The researchers recruited thirteen healthy volunteers to perform a visual categorization task. First, the participants were trained to memorize a specific reference duration of half a second, which they would use as a mental benchmark.
During the main experiment, the volunteers watched a series of blurry, flickering circles appear on a screen. Each circle stayed on the screen for a random amount of time, ranging between two-tenths of a second and eight-tenths of a second.
After each circle disappeared, the participants pressed a button to indicate whether the shape was visible for a longer or shorter time than their internalized reference. While the volunteers performed this task, the researchers recorded their brain activity using an ultra-high-field functional magnetic resonance imaging scanner.
Functional magnetic resonance imaging is a technology that measures brain activity by detecting changes in blood flow. When a specific area of the brain works harder, it requires more oxygen, and the scanner tracks the oxygen-rich blood rushing to that region.
The scanner used in this study operates at a magnetic field strength of seven Tesla. This is much stronger than standard hospital scanners, allowing the team to capture highly detailed images of the brain surface.
With these detailed images, Centanino and her team modeled the behavior of individual populations of neurons. They looked for unimodal tuning, which happens when a group of brain cells responds most strongly to one specific stimulus and less strongly to anything else.
The researchers found that the way neurons tuned into time changed depending on their location in the brain. They identified three distinct processing stages that form a hierarchy of time perception.
The first stage occurs in the occipital visual areas, located at the back of the head where the brain first processes sight. Here, the neurons acted like simple timers that gathered sensory information from the eyes.
In these visual areas, the brain cells showed a strong preference for the longest durations. Their activity increased steadily the longer the shape stayed on the screen, encoding the physical length of the visual event.
The second stage takes place in the parietal and premotor regions, which sit near the top and middle of the brain. In these areas, the researchers observed a complete topographic map of time.
Neurons in these middle regions were tuned to the entire range of presented durations. Some groups of cells responded only to brief flashes, while others responded only to medium or long appearances.
These specialized cells were neatly organized into clusters based on their preferred durations. This suggests that the parietal and premotor regions are responsible for reading out the specific duration of the visual event, allowing the brain to track exactly how much time just passed.
The final stage happens in the frontal regions of the brain, including the anterior insula and the rostral supplementary motor area. These areas are heavily involved in complex thought, decision making, and self-awareness.
In these frontal areas, the neurons did not represent the full range of time. Instead, they showed a strong preference for the middle of the time range, which was close to the half-second reference duration the participants had memorized.
This central preference represented the boundary that participants used to decide whether a duration was short or long. By tracking the exact time at which participants switched their answers from “shorter” to “longer,” the researchers calculated each person’s unique subjective boundary.
The activity in these frontal regions matched up perfectly with these subjective boundaries. This indicates that the frontal areas take the raw measurement of time and turn it into a personal, abstract categorization.
“Our results show that time perception is not a unitary process, but the outcome of multiple processing stages distributed across the cerebral cortex,” the authors wrote. “Each stage contributes differently, from encoding physical duration to constructing the subjective experience of time.”
To interpret the brain scan data, the research team used a mathematical approach called population receptive field modeling. This technique allowed them to estimate the exact time preference of neurons in tiny sections of the brain.
By mapping these preferences, the team could see exactly which brain folds contained neurons tuned to brief moments and which contained neurons tuned to longer stretches. They also evaluated how these preferences clustered together physically.
In the visual areas at the back of the brain, the physical clustering of time-sensitive cells was relatively weak. However, in the parietal and frontal regions, neurons with the exact same time preferences were grouped tightly together.
This tight grouping implies that organizing time into structured maps becomes more important as the brain moves from simply seeing an event to making a decision about it. The brain physically structures its cells to handle the demands of categorizing information.
Additionally, the researchers noticed a difference between the left and right sides of the brain in the motor areas, which control physical movement. Because the participants used their right hands to press the response buttons, the motor areas in the left hemisphere showed distinct activity patterns.
These motor areas consistently showed a preference for the shortest possible durations. The researchers suspect this was a byproduct of the brain preparing to make a physical movement as soon as the shape appeared, rather than a true measurement of passing time.
Another surprising detail emerged in the supplementary motor area, a part of the brain near the top of the head that helps plan movements. The researchers found a clear split in how the front and back sections of this region handled time.
The back half of the supplementary motor area contained cells tuned to the entire range of durations, reading out the time like a stopwatch. The front half contained the boundary cells that helped categorize the time as short or long.
This split within a single brain region had been seen previously in animal studies. Finding it in humans suggests that this specific area might act as a central hub where actual time and subjective time are integrated.
While this imaging study provides a detailed roadmap of visual time perception, it does have a few limitations. The research focused entirely on the cerebral cortex, which is the brain’s folded outer layer.
The team did not measure activity in deeper brain structures or the cerebellum, which are also known to play roles in processing time. Future studies will need to look at these deeper regions to see how they interact with the cortical maps.
The experiment was also restricted to visual time perception. It remains an open question whether the brain uses this exact same pathway to process the duration of sounds or physical touches.
To fully understand the boundary neurons in the frontal lobe, the researchers suggest conducting experiments that test multiple different reference durations. This would reveal whether the boundary cells physically shift their preferences when the rules of the task change.
Despite these limitations, the research offers a clearer picture of how a simple flash of light turns into a conscious experience of time. It reveals that our sense of time is a collaborative effort, passed along a specialized assembly line inside the head.
The study, “Neuronal populations across the cortex underlie discrete, categorical, and subjective representations of visual durations,” was authored by Valeria Centanino, Gianfranco Fortunato, and Domenica Bueti.
URL: https://www.psypost.org/the-human-brain-processes-the-passage-of-time-across-three-distinct-stages/
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A recent study mapping the human brain reveals that our perception of time does not happen all at once, but rather unfolds across a series of distinct physical processing stages. As visual information travels from the back of the brain to the front, different groups of neurons handle specific parts of the timing process, ultimately creating our subjective experience of how long an event lasts. These findings were published in the journal PLOS Biology.
For decades, researchers have mapped out a broad network of brain regions that become active when people estimate how much time has passed. Studies involving both animals and humans have shown that certain groups of neurons respond to specific durations of time.
These specialized cells are often arranged in topographic maps across the brain. In these maps, neurons that prefer similar lengths of time are located physically close to one another on the folded outer layer of the brain, known as the cerebral cortex.
Despite knowing where these timing regions are located, researchers have struggled to understand exactly how they work together. It has been unclear how a physical feature like the duration of a flashing light is transformed into an abstract feeling of passing time.
To piece together this puzzle, neuroscientist Valeria Centanino and her colleagues Gianfranco Fortunato and Domenica Bueti at the International School for Advanced Studies in Italy conducted an imaging study. They wanted to track how the properties of time-tracking neurons change as signals move through the brain.
The researchers recruited thirteen healthy volunteers to perform a visual categorization task. First, the participants were trained to memorize a specific reference duration of half a second, which they would use as a mental benchmark.
During the main experiment, the volunteers watched a series of blurry, flickering circles appear on a screen. Each circle stayed on the screen for a random amount of time, ranging between two-tenths of a second and eight-tenths of a second.
After each circle disappeared, the participants pressed a button to indicate whether the shape was visible for a longer or shorter time than their internalized reference. While the volunteers performed this task, the researchers recorded their brain activity using an ultra-high-field functional magnetic resonance imaging scanner.
Functional magnetic resonance imaging is a technology that measures brain activity by detecting changes in blood flow. When a specific area of the brain works harder, it requires more oxygen, and the scanner tracks the oxygen-rich blood rushing to that region.
The scanner used in this study operates at a magnetic field strength of seven Tesla. This is much stronger than standard hospital scanners, allowing the team to capture highly detailed images of the brain surface.
With these detailed images, Centanino and her team modeled the behavior of individual populations of neurons. They looked for unimodal tuning, which happens when a group of brain cells responds most strongly to one specific stimulus and less strongly to anything else.
The researchers found that the way neurons tuned into time changed depending on their location in the brain. They identified three distinct processing stages that form a hierarchy of time perception.
The first stage occurs in the occipital visual areas, located at the back of the head where the brain first processes sight. Here, the neurons acted like simple timers that gathered sensory information from the eyes.
In these visual areas, the brain cells showed a strong preference for the longest durations. Their activity increased steadily the longer the shape stayed on the screen, encoding the physical length of the visual event.
The second stage takes place in the parietal and premotor regions, which sit near the top and middle of the brain. In these areas, the researchers observed a complete topographic map of time.
Neurons in these middle regions were tuned to the entire range of presented durations. Some groups of cells responded only to brief flashes, while others responded only to medium or long appearances.
These specialized cells were neatly organized into clusters based on their preferred durations. This suggests that the parietal and premotor regions are responsible for reading out the specific duration of the visual event, allowing the brain to track exactly how much time just passed.
The final stage happens in the frontal regions of the brain, including the anterior insula and the rostral supplementary motor area. These areas are heavily involved in complex thought, decision making, and self-awareness.
In these frontal areas, the neurons did not represent the full range of time. Instead, they showed a strong preference for the middle of the time range, which was close to the half-second reference duration the participants had memorized.
This central preference represented the boundary that participants used to decide whether a duration was short or long. By tracking the exact time at which participants switched their answers from “shorter” to “longer,” the researchers calculated each person’s unique subjective boundary.
The activity in these frontal regions matched up perfectly with these subjective boundaries. This indicates that the frontal areas take the raw measurement of time and turn it into a personal, abstract categorization.
“Our results show that time perception is not a unitary process, but the outcome of multiple processing stages distributed across the cerebral cortex,” the authors wrote. “Each stage contributes differently, from encoding physical duration to constructing the subjective experience of time.”
To interpret the brain scan data, the research team used a mathematical approach called population receptive field modeling. This technique allowed them to estimate the exact time preference of neurons in tiny sections of the brain.
By mapping these preferences, the team could see exactly which brain folds contained neurons tuned to brief moments and which contained neurons tuned to longer stretches. They also evaluated how these preferences clustered together physically.
In the visual areas at the back of the brain, the physical clustering of time-sensitive cells was relatively weak. However, in the parietal and frontal regions, neurons with the exact same time preferences were grouped tightly together.
This tight grouping implies that organizing time into structured maps becomes more important as the brain moves from simply seeing an event to making a decision about it. The brain physically structures its cells to handle the demands of categorizing information.
Additionally, the researchers noticed a difference between the left and right sides of the brain in the motor areas, which control physical movement. Because the participants used their right hands to press the response buttons, the motor areas in the left hemisphere showed distinct activity patterns.
These motor areas consistently showed a preference for the shortest possible durations. The researchers suspect this was a byproduct of the brain preparing to make a physical movement as soon as the shape appeared, rather than a true measurement of passing time.
Another surprising detail emerged in the supplementary motor area, a part of the brain near the top of the head that helps plan movements. The researchers found a clear split in how the front and back sections of this region handled time.
The back half of the supplementary motor area contained cells tuned to the entire range of durations, reading out the time like a stopwatch. The front half contained the boundary cells that helped categorize the time as short or long.
This split within a single brain region had been seen previously in animal studies. Finding it in humans suggests that this specific area might act as a central hub where actual time and subjective time are integrated.
While this imaging study provides a detailed roadmap of visual time perception, it does have a few limitations. The research focused entirely on the cerebral cortex, which is the brain’s folded outer layer.
The team did not measure activity in deeper brain structures or the cerebellum, which are also known to play roles in processing time. Future studies will need to look at these deeper regions to see how they interact with the cortical maps.
The experiment was also restricted to visual time perception. It remains an open question whether the brain uses this exact same pathway to process the duration of sounds or physical touches.
To fully understand the boundary neurons in the frontal lobe, the researchers suggest conducting experiments that test multiple different reference durations. This would reveal whether the boundary cells physically shift their preferences when the rules of the task change.
Despite these limitations, the research offers a clearer picture of how a simple flash of light turns into a conscious experience of time. It reveals that our sense of time is a collaborative effort, passed along a specialized assembly line inside the head.
The study, “Neuronal populations across the cortex underlie discrete, categorical, and subjective representations of visual durations,” was authored by Valeria Centanino, Gianfranco Fortunato, and Domenica Bueti.
URL: https://www.psypost.org/the-human-brain-processes-the-passage-of-time-across-three-distinct-stages/
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DATE: May 13, 2026 at 10:00AM
SOURCE: PSYPOST.ORG** Research quality varies widely from fantastic to small exploratory studies. Please check research methods when conclusions are very important to you. **
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URL: https://www.psypost.org/the-human-brain-processes-the-passage-of-time-across-three-distinct-stages/
A recent study mapping the human brain reveals that our perception of time does not happen all at once, but rather unfolds across a series of distinct physical processing stages. As visual information travels from the back of the brain to the front, different groups of neurons handle specific parts of the timing process, ultimately creating our subjective experience of how long an event lasts. These findings were published in the journal PLOS Biology.
For decades, researchers have mapped out a broad network of brain regions that become active when people estimate how much time has passed. Studies involving both animals and humans have shown that certain groups of neurons respond to specific durations of time.
These specialized cells are often arranged in topographic maps across the brain. In these maps, neurons that prefer similar lengths of time are located physically close to one another on the folded outer layer of the brain, known as the cerebral cortex.
Despite knowing where these timing regions are located, researchers have struggled to understand exactly how they work together. It has been unclear how a physical feature like the duration of a flashing light is transformed into an abstract feeling of passing time.
To piece together this puzzle, neuroscientist Valeria Centanino and her colleagues Gianfranco Fortunato and Domenica Bueti at the International School for Advanced Studies in Italy conducted an imaging study. They wanted to track how the properties of time-tracking neurons change as signals move through the brain.
The researchers recruited thirteen healthy volunteers to perform a visual categorization task. First, the participants were trained to memorize a specific reference duration of half a second, which they would use as a mental benchmark.
During the main experiment, the volunteers watched a series of blurry, flickering circles appear on a screen. Each circle stayed on the screen for a random amount of time, ranging between two-tenths of a second and eight-tenths of a second.
After each circle disappeared, the participants pressed a button to indicate whether the shape was visible for a longer or shorter time than their internalized reference. While the volunteers performed this task, the researchers recorded their brain activity using an ultra-high-field functional magnetic resonance imaging scanner.
Functional magnetic resonance imaging is a technology that measures brain activity by detecting changes in blood flow. When a specific area of the brain works harder, it requires more oxygen, and the scanner tracks the oxygen-rich blood rushing to that region.
The scanner used in this study operates at a magnetic field strength of seven Tesla. This is much stronger than standard hospital scanners, allowing the team to capture highly detailed images of the brain surface.
With these detailed images, Centanino and her team modeled the behavior of individual populations of neurons. They looked for unimodal tuning, which happens when a group of brain cells responds most strongly to one specific stimulus and less strongly to anything else.
The researchers found that the way neurons tuned into time changed depending on their location in the brain. They identified three distinct processing stages that form a hierarchy of time perception.
The first stage occurs in the occipital visual areas, located at the back of the head where the brain first processes sight. Here, the neurons acted like simple timers that gathered sensory information from the eyes.
In these visual areas, the brain cells showed a strong preference for the longest durations. Their activity increased steadily the longer the shape stayed on the screen, encoding the physical length of the visual event.
The second stage takes place in the parietal and premotor regions, which sit near the top and middle of the brain. In these areas, the researchers observed a complete topographic map of time.
Neurons in these middle regions were tuned to the entire range of presented durations. Some groups of cells responded only to brief flashes, while others responded only to medium or long appearances.
These specialized cells were neatly organized into clusters based on their preferred durations. This suggests that the parietal and premotor regions are responsible for reading out the specific duration of the visual event, allowing the brain to track exactly how much time just passed.
The final stage happens in the frontal regions of the brain, including the anterior insula and the rostral supplementary motor area. These areas are heavily involved in complex thought, decision making, and self-awareness.
In these frontal areas, the neurons did not represent the full range of time. Instead, they showed a strong preference for the middle of the time range, which was close to the half-second reference duration the participants had memorized.
This central preference represented the boundary that participants used to decide whether a duration was short or long. By tracking the exact time at which participants switched their answers from “shorter” to “longer,” the researchers calculated each person’s unique subjective boundary.
The activity in these frontal regions matched up perfectly with these subjective boundaries. This indicates that the frontal areas take the raw measurement of time and turn it into a personal, abstract categorization.
“Our results show that time perception is not a unitary process, but the outcome of multiple processing stages distributed across the cerebral cortex,” the authors wrote. “Each stage contributes differently, from encoding physical duration to constructing the subjective experience of time.”
To interpret the brain scan data, the research team used a mathematical approach called population receptive field modeling. This technique allowed them to estimate the exact time preference of neurons in tiny sections of the brain.
By mapping these preferences, the team could see exactly which brain folds contained neurons tuned to brief moments and which contained neurons tuned to longer stretches. They also evaluated how these preferences clustered together physically.
In the visual areas at the back of the brain, the physical clustering of time-sensitive cells was relatively weak. However, in the parietal and frontal regions, neurons with the exact same time preferences were grouped tightly together.
This tight grouping implies that organizing time into structured maps becomes more important as the brain moves from simply seeing an event to making a decision about it. The brain physically structures its cells to handle the demands of categorizing information.
Additionally, the researchers noticed a difference between the left and right sides of the brain in the motor areas, which control physical movement. Because the participants used their right hands to press the response buttons, the motor areas in the left hemisphere showed distinct activity patterns.
These motor areas consistently showed a preference for the shortest possible durations. The researchers suspect this was a byproduct of the brain preparing to make a physical movement as soon as the shape appeared, rather than a true measurement of passing time.
Another surprising detail emerged in the supplementary motor area, a part of the brain near the top of the head that helps plan movements. The researchers found a clear split in how the front and back sections of this region handled time.
The back half of the supplementary motor area contained cells tuned to the entire range of durations, reading out the time like a stopwatch. The front half contained the boundary cells that helped categorize the time as short or long.
This split within a single brain region had been seen previously in animal studies. Finding it in humans suggests that this specific area might act as a central hub where actual time and subjective time are integrated.
While this imaging study provides a detailed roadmap of visual time perception, it does have a few limitations. The research focused entirely on the cerebral cortex, which is the brain’s folded outer layer.
The team did not measure activity in deeper brain structures or the cerebellum, which are also known to play roles in processing time. Future studies will need to look at these deeper regions to see how they interact with the cortical maps.
The experiment was also restricted to visual time perception. It remains an open question whether the brain uses this exact same pathway to process the duration of sounds or physical touches.
To fully understand the boundary neurons in the frontal lobe, the researchers suggest conducting experiments that test multiple different reference durations. This would reveal whether the boundary cells physically shift their preferences when the rules of the task change.
Despite these limitations, the research offers a clearer picture of how a simple flash of light turns into a conscious experience of time. It reveals that our sense of time is a collaborative effort, passed along a specialized assembly line inside the head.
The study, “Neuronal populations across the cortex underlie discrete, categorical, and subjective representations of visual durations,” was authored by Valeria Centanino, Gianfranco Fortunato, and Domenica Bueti.
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ZAPRUDER #67 • Anime in pena. Regimi punitivi nella storia
CSOA Forte Prenestino, mercoledì 10 dicembre alle ore 19:00 CET
CSOA Forte Prenestino
mercoledì 10 dicembre 2025
durante l’aperitivo dalle 19:00
Forte Infoshop & Sala da tè InTheRferenze
presentanoZAPRUDER #67
Anime in pena. Regimi punitivi nella storiapartecipano:
- Salvatore Corasaniti (Zapruder) - curatore del numero;
- Andrea Giuliani (Università di Tor Vergata/Zapruder) - curatore del numero e autore;
- Chiara Lucrezio Monticelli (Università di Tor Vergata) - autrice;
- una compagna di Jineolojî Italia - curatrice e traduttrice del contributo del Comitato per la giustizia in Rojava…
ZAPRUDER #67
Anime in pena. Regimi punitivi nella storiaDi recente, diverse studiose e diversi studiosi hanno affrontato la storia della penalità ponendo al centro delle proprie indagini un’accurata analisi dei regimi punitivi, ossia di quel vasto arcipelago di pratiche, consuetudini, norme e istituzioni che contribuiscono a definire e a reprimere i soggetti e le categorie considerate devianti e/o inferiorizzate (C. Lucrezio Monticelli e C.G. De Vito 2021).
Questa prospettiva ha consentito di ricondurre l’analisi, spesso invece separata e disgiunta, di singole modalità punitive quali la carcerazione, la reclusione correzionale o la deportazione penale, all’interno di interpretazioni più ampie, capaci di mettere in luce gli elementi di continuità e di discontinuità tra una configurazione punitiva e l’altra.
Sulla scia di questi studi, il numero che qui si propone - ideato a partire dal dibattito sviluppatosi a margine di un dialogo presentato nell’ambito del XVII SIMposio (2023) e intitolato La fine della pena? Ergastolo e sistemi punitivi in Italia - intende guardare alle trasformazioni che, nel tempo, hanno determinato il divenire di questi dispositivi.
Rispetto al focus del dialogo, si è pensato di allargare lo sguardo e le prospettive di analisi per evitare di rimanere strettamente legati alla questione dell'ergastolo e del 41 bis. L’ambizione è infatti quella di superare gli stretti confini del carcere per analizzare i processi di ridefinizione di dispositivi penali e modalità punitive in svariati contesti, da quello propriamente penale a quello familiare, da quello lavorativo a quello educativo.
Più precisamente, il numero vuole analizzare in che modo e secondo quali traiettorie i soggetti sottoposti a determinati trattamenti disciplinari, la comunità civile e i movimenti sociali abbiano contribuito alla sopravvivenza, alla riforma, al superamento o all’abolizione dei differenti regimi e dispositivi di pena, coercizione o correzione.
Alla varietà dei casi di studio si vuole poi accompagnare una prospettiva cronologica di medio-lungo periodo capace di muoversi dagli ultimi decenni del XVIII secolo fino ai giorni nostri, su una spazialità quanto più possibile diffusa. In quest’ottica,
…
SOMMARIO DEL NUMERO 67:Salvatore Corasaniti, Andrea Giuliani e Alessandro Stoppoloni
Vae victis!Lorenzo Coccoli
La piccola reclusione. Assistenza, correzione e conflitto nella Roma di antico regimeShaïn Morisse
Al fresco. Una storia norvegese dell’abolizionismo penaleMichele Colucci
Quando nacquero i centri. Immigrazione e detenzione amministrativa in ItaliaAndrea Giuliani
Reo manifesto. Acquerelli e disegni del regio ergastolo di MilanoChiara Lucrezio Monticelli
Sbatti il carcere in prima pagina. La riforma penitenziaria nei periodici italiani (1820-1840)Laura Schettini
Il diritto alla violenza. Per una storia dell’autodifesa delle donneElena Barattini e Matilde Flamigni
Fermo deposito. Confino, punizione e resistenza nella Cuba colonialeMarco Nardone
Il villaggio dei giovani matti. L’ospedale neuropsichiatrico cantonale di MendrisioOlimpia Capitano
A dormire sullo zerbino. Coercizione e lavoro domesticoGianfranco Lanzolla
Fonti in ostaggio. Gli archivi delle amministrazioni penitenziarieFlavio Rossi Albertini
Processo di rottura. Il caso di Anan, Ali e Mansour (a cura di Salvatore Corasaniti)Carmelo Musumeci
L’ergastolo è una morte bevuta a sorsi (a cura di Christian G. De Vito)Roberta Martino
Oltre il regimeNatascia Cappa
Fumi di parole. Poesie dal carcere della dittatura uruguayanaFilo Sottile
Far finta di esserne fuori. Genesi di una cantata ultrasonica.Comitato per la giustizia in Rojava
Il diritto di nascere liberi/e. Alcune riflessioni sulla giustiziaRiccardo Rosa
Per non “morire di pena”Maria Edgarda Marcucci
«Repressione è civiltà». A proposito di prevenzione e penaAlessandro Stoppoloni
A che/chi serve il carcere? Il dibattito su detenzione e abolizionismo
…https://www.forteprenestino.net/attivita/infoshop/3484-zapruder
https://roma.convoca.la/event/zapruder-67-anime-in-pena-regimi-punitivi-nella-storia
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Anime in pena. Regimi punitivi nella storiaDi recente, diverse studiose e diversi studiosi hanno affrontato la storia della penalità ponendo al centro delle proprie indagini un’accurata analisi dei regimi punitivi, ossia di quel vasto arcipelago di pratiche, consuetudini, norme e istituzioni che contribuiscono a definire e a reprimere i soggetti e le categorie considerate devianti e/o inferiorizzate (C. Lucrezio Monticelli e C.G. De Vito 2021).
Questa prospettiva ha consentito di ricondurre l’analisi, spesso invece separata e disgiunta, di singole modalità punitive quali la carcerazione, la reclusione correzionale o la deportazione penale, all’interno di interpretazioni più ampie, capaci di mettere in luce gli elementi di continuità e di discontinuità tra una configurazione punitiva e l’altra.
Sulla scia di questi studi, il numero che qui si propone - ideato a partire dal dibattito sviluppatosi a margine di un dialogo presentato nell’ambito del XVII SIMposio (2023) e intitolato La fine della pena? Ergastolo e sistemi punitivi in Italia - intende guardare alle trasformazioni che, nel tempo, hanno determinato il divenire di questi dispositivi.
Rispetto al focus del dialogo, si è pensato di allargare lo sguardo e le prospettive di analisi per evitare di rimanere strettamente legati alla questione dell'ergastolo e del 41 bis. L’ambizione è infatti quella di superare gli stretti confini del carcere per analizzare i processi di ridefinizione di dispositivi penali e modalità punitive in svariati contesti, da quello propriamente penale a quello familiare, da quello lavorativo a quello educativo.
Più precisamente, il numero vuole analizzare in che modo e secondo quali traiettorie i soggetti sottoposti a determinati trattamenti disciplinari, la comunità civile e i movimenti sociali abbiano contribuito alla sopravvivenza, alla riforma, al superamento o all’abolizione dei differenti regimi e dispositivi di pena, coercizione o correzione.
Alla varietà dei casi di studio si vuole poi accompagnare una prospettiva cronologica di medio-lungo periodo capace di muoversi dagli ultimi decenni del XVIII secolo fino ai giorni nostri, su una spazialità quanto più possibile diffusa. In quest’ottica,
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Quando nacquero i centri. Immigrazione e detenzione amministrativa in ItaliaAndrea Giuliani
Reo manifesto. Acquerelli e disegni del regio ergastolo di MilanoChiara Lucrezio Monticelli
Sbatti il carcere in prima pagina. La riforma penitenziaria nei periodici italiani (1820-1840)Laura Schettini
Il diritto alla violenza. Per una storia dell’autodifesa delle donneElena Barattini e Matilde Flamigni
Fermo deposito. Confino, punizione e resistenza nella Cuba colonialeMarco Nardone
Il villaggio dei giovani matti. L’ospedale neuropsichiatrico cantonale di MendrisioOlimpia Capitano
A dormire sullo zerbino. Coercizione e lavoro domesticoGianfranco Lanzolla
Fonti in ostaggio. Gli archivi delle amministrazioni penitenziarieFlavio Rossi Albertini
Processo di rottura. Il caso di Anan, Ali e Mansour (a cura di Salvatore Corasaniti)Carmelo Musumeci
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Questa prospettiva ha consentito di ricondurre l’analisi, spesso invece separata e disgiunta, di singole modalità punitive quali la carcerazione, la reclusione correzionale o la deportazione penale, all’interno di interpretazioni più ampie, capaci di mettere in luce gli elementi di continuità e di discontinuità tra una configurazione punitiva e l’altra.
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Rispetto al focus del dialogo, si è pensato di allargare lo sguardo e le prospettive di analisi per evitare di rimanere strettamente legati alla questione dell'ergastolo e del 41 bis. L’ambizione è infatti quella di superare gli stretti confini del carcere per analizzare i processi di ridefinizione di dispositivi penali e modalità punitive in svariati contesti, da quello propriamente penale a quello familiare, da quello lavorativo a quello educativo.
Più precisamente, il numero vuole analizzare in che modo e secondo quali traiettorie i soggetti sottoposti a determinati trattamenti disciplinari, la comunità civile e i movimenti sociali abbiano contribuito alla sopravvivenza, alla riforma, al superamento o all’abolizione dei differenti regimi e dispositivi di pena, coercizione o correzione.
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Questa prospettiva ha consentito di ricondurre l’analisi, spesso invece separata e disgiunta, di singole modalità punitive quali la carcerazione, la reclusione correzionale o la deportazione penale, all’interno di interpretazioni più ampie, capaci di mettere in luce gli elementi di continuità e di discontinuità tra una configurazione punitiva e l’altra.
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#Blackfeet and #Lakota Prepare to Feed the People During #GovernmentShutdown
By #BrendaNorrell, Censored News, Oct. 25, 2025
"The #BlackfeetNation in #Montana is preparing to feed the people during the government shutdown by distributing buffalo meat and organizing an elk hunt. In #RapidCity, South Dakota, Lakota are
organizing #MutualAid, to feed the people in a region of great need."The Blackfeet Tribal Business Council said it has authorized the culling of 18 buffalo from the Blackfeet Nation herd. 'The processed meat will be distributed directly to community members to help
sustain food access during this period of uncertainty.'"In Rapid City, mutual aid will soon be underway, with a planning session on Oct. 29. '#SNAP looks like it will not be issued in November. Let’s get organized,' said #WotakuyeMutualAidSociety (Meals for Relatives Rapid City COVID Response).
"The Blackfeet Nation said, 'This proactive measure is part of a broader effort by the Council to safeguard essential food distribution programs, particularly as the future of the Supplemental Nutrition Assistance Program (SNAP) remains uncertain.'
" 'While Governor Greg Gianforte’s Office continues working to ensure SNAP benefits remain available to all Montanans, including those in Blackfeet Country, the Council’s decision reflects a commitment to meeting community needs.'
"The Blackfeet Fish and Wildlife Department and the Blackfeet Commodity Office are coordinating an elk harvest to further supplement food distribution efforts. Processed elk meat will also be made available to community members in the coming weeks.
"'With federal restrictions and the shutdown disrupting vital resources, the Blackfeet Nation is turning to its own natural resources and community partnerships to ensure that families continue to have access to food,' the Blackfeet Nation said."
Source:
https://bsnorrell.blogspot.com/2025/10/blackfeet-and-lakota-prepare-to-feed.html#ReaderSupportedNews #CensoredNews #FoodInsecurity #FoodSovereignty #NativeAmericanNews #FirstNations #SNAPCuts
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oggi, 21 ottobre, venti anni fa, iniziava l’edizione 2005 di romapoesia
Nel 2005 un evento, Poesia ultima / L’esperienza-divenire delle arti, organizzato da RomaPoesia (Luigi Cinque e Nanni Balestrini) e in parte curato da me, univa – in una serie di giornate e incontri principalmente all’Auditorium e presso la Fondazione Baruchello – autori molto diversi tra loro, poeti, artisti, musicisti, performer, e videomaker, in un tentativo di dare un quadro di alcune linee di ricerca (o non di ricerca) contemporanee.
Il sottotitolo diceva, anche: “generazione ’68-’78”.
Qui il programma completo: https://slowforward.net/2006/08/12/ottobre-2005-poesia-ultima/
E qui una – direi tutt’ora attuale – scheda di descrizione e dichiarazione di intenti, non firmata ma mia: https://slowforward.net/2006/08/12/ottobre-2005-scheda/
(leggibile anche qui, o su archive.org, e su Academia)(N.b.: Entrambi i post sono stati importati su WordPress nel 2006, essendo usciti in origine su slow-forward.splinder.com e in varie altre sedi ‘ufficiali’ della manifestazione).
Come è ovvio, la cosa nel suo complesso fu da alcuni versanti fortemente e pressoché ciecamente osteggiata (soprattutto da parte del sottobosco poetico, che infatti – in virtù della sua ostilità alla sperimentazione – sarebbe stato debitamente ascensorizzato nell’arco del quindicennio successivo). Stessi oppositori e stessa veemenza disordinata avrebbero accolto prima gammm alla sua nascita a fine giugno 2006 e poi Prosa in prosa nel 2009. (Tutto è registrato e fortunatamente immortalato da memorabili thread di commenti su vari blog, soprattutto Nazione indiana e Absolute poetry: chi vuole può divertirsi a compulsare).
Qui di séguito ripropongo una parte credo significativa della scheda descrittiva (cfr. il secondo link sopra riportato), con elementi, suggestioni e interrogativi che periodicamente riemergono nel sempiterno dibattito italiano sulla poesia, che specie da un decennio a questa parte sembra ogni volta ripartire beato e beota da zero senza interrogarsi su quello che l’ha preceduto, pur essendoci infiniti stimoli proprio nel passato recente e meno recente (ma studiabile, rintracciabile, si pensi solo ad alfabeta2, EX.IT – Materiali fuori contesto, Poeti degli anni zero, o appunto a Prosa in prosa, gammm, RomaPoesia, RicercaBO, e poi a Parola plurale, slowforward, La camera verde, Biagio Cepollaro E-dizioni, Ákusma, “Baldus”, Poesia italiana della contraddizione, MilanoPoesia, “Altri termini” eccetera).
(In realtà il problema è duplice: da una parte c’è la sostanziale e a volte intenzionale mancanza di riferimenti e conoscenza da parte dei giovani poeti, dall’altra la loro indisponibilità a riconoscere che le questioni che dibattono e in cui si dibattono sono state già affrontate, ma da autori della ricerca letteraria, quindi da gente e strutture e testi di cui – per via della medesima ignoranza – non vogliono avere contezza. Anche perché dialogare con la ricerca letteraria vuol dire ipso facto inimicarsi a sangue e per sempre i federali e i capibastone del mainstream).
Ecco un estratto dalla scheda, appunto:
Le questioni e gli interrogativi che la poesia rivolge a sé e al contesto sociale (e che quest’ultimo riformula in ulteriori domande) possono riguardare:
– la situazione della scrittura di ricerca, nella sua interazione con altre arti, lingue e culture;
– i rapporti complessi di legame/indipendenza che la poesia (di ricerca e non) intrattiene oggi con i propri ‘padri’, con i molti valori stilistici portati dal Novecento;
– la dicibilità del mondo come resistenza di una poesia civile, e dell’io ‘lirico’ affermato o negato in questa
– l’occorrenza di motivi costanti (il corpo in immagine distante, la vita degli oggetti) in libri e autori nati negli anni Sessanta e Settanta: che configurano una sorta di scrittura insieme antirealistica e fredda.
Questi nuclei, individuati ‘scansionando’ per letture parallele siti e sedi e libri recenti di poesia, sono ripartiti nelle due giornate di incontro a Roma, 21-22 ottobre 2005, in modo tale che alcuni degli autori più significativi appartenenti alle generazioni dei nati nel decennio 1968-1978 si trovino a conversare e dibattere tra loro, e soprattutto a porre in parallelo il discorso critico e la lettura, teoria e voce. È la sfida e l’ipotesi in gioco. Ogni nucleo tematico raggruppa autori che intervengono sull’argomento e portano testi (propri e altrui) a sostegno di quanto affermano. I testi – non polemiche e poetiche pre/testuali – sono al centro delle argomentazioni. O anche: i testi narrano se stessi, senza argomentazioni affatto.
Volume con materiali, testi e documentazione del lavoro svolto nel 2005 da artisti e poeti @ RomaPoesia e Fondazione Baruchello (ulteriori dati: https://slowforward.net/2006/10/31/esperienza-divenire/)
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Il contesto in cui si formò la Banda della Magliana
Destrutturata sul finire del 1976 l’epopea marsigliese, rea di aver ostentato pubblicamente trasversalità e connivenze occulte del proprio agire <665, saranno ancora i sequestri di persona la chiave di volta per il riassestamento dei vuoti originatisi all’interno del network. Complici l’endemica conflittualità <666 a cui fu relegato sin da genesi il circondario romano, e la predominanza di un meticciato malavitoso sintesi dell’orizzonte frontaliero su cui andarono a stabilirsi quelle che il sociologo Martone ha brillantemente definito “mafie di mezzo” <667, Roma assistette alla germinazione del primo sodalizio di matrice autoctona. Si trattò di un processo tutt’altro che spontaneo, il cui movente va ricercato nelle fotografie sbiadite della periferia a sud della capitale. Un filo nero preesistente alle notorie gesta della tanto romanzata Banda della Magliana e la cui veemenza simbolica è raccolta nelle fondamenta del Fungo, noto ristorante del quartiere Eur e luogo di ritrovo di rampolli neofascisti e ambasciatori della mala nostrana. Un rapporto di P.S datato 18 ottobre 1975, ed il cui sunto è riportato – per bocca del funzionario Ferdinando Guarino – nelle “eccedenze” <668 del procedimento Olimpia <669, esprime la cifra dei personalismi condensati nell’epicentro laziale: “Altre alleanze le aveva stipulate … con Giuseppe Nardi la banda della Magliana. Infatti, vorrei ricordare a riguardo che nel 1975 Paolo De Stefano, elemento della famiglia De Stefano, vale a dire Paolo e … ed altri importanti esponenti della ‘ndrangheta, della … di Reggio Calabria vennero sorpresi al ristorante il Fungo, vennero sorpresi al
ristorante … da personale della Squadra Mobile che era ivi in servizio per la cattura del latitante Saverio Mammoliti. Insieme a Paolo De Stefano vi era, appunto, Giuseppe Nardi, vi era anche Giuseppe Piromalli e Pasquale Condello. […] A Roma. Ristorante all’EUR di Roma. E … addosso al Piromalli fu anche rinvenuta una banconota proveniente dal riscatto di Paul Ghetty junior, una banconota di 50 mila lire…” <670.
Con Nardi, Piromalli, Condello e i De Stefano, al Fungo furono identificati anche altri uomini, delinquenti autoctoni dalle spiccate qualità intermediatorie. Saranno loro, assieme agli esuli mafiosi sbarcati nella metropoli in cerca di fortune, a costituire quel capitale sociale che renderà unica l’esperienza del cartello maglianese. Si tratta di una questione di primaria importanza negli studi sulla malavita romana, assunta a metronomo della sua coriacea vivacità politica in ragione della varianza di legami ponte raffigurabili da suddetti individui. Si può notare, quindi, come in virtù di tale ragionamento sia fallace – e anacronistica – l’interpretazione maggioritaria che scorge nel sequestro del Duca Grazioli Lante della Rovere (1977) la conditio sine qua non del sistema “Magliana”. Siffatta impostazione è percepibile nel vizio metodologico alla sua base, inficiante l’erroneo posizionamento di prospettiva nel campo. Ad un’indagine sui motivi del riuscito condizionamento territoriale (power syndacate) <671 da parte dei gruppuscoli rionali convogliati nella Banda, non è seguita un’altrettanta metodica esplorazione sul versante organizzativo dei traffici illeciti (enterprise syndacate) <672, rendendo parziale il tentativo di porre in risalto le ambivalenze organizzative <673 insite nel suo gene. Ecco perché, in considerazione del nostro quesito di ricerca, diviene centrale comprendere di quali meccanismi intermediatori si sia popolata l’anticamera maglianese ed in quali termini operativi l’eversione nera abbia inciso nell’organizzazione delle attività criminali. In tale prospettiva vanno inquadrate le condotte di certe figure cerniera, la cui versatilità nel network funse da sintesi nell’interlocuzione tra sodalizi storici e criminalità comune. È il caso di Gianfranco Urbani detto “er pantera”, commensale del romanissimo Manlio Vitale nella riunione dell’Eur, e riconosciuto da personalità del calibro di Maurizio Abbatino e Antonio Mancini quale anello di congiunzione con le cosche del mandamento centrale e della Piana di Gioia Tauro. Un oscuro consigliere il cui operato intersecò anche l’assassinio del giudice Occorsio, legatosi nel suo ultimo periodo di vita al confidente ‘ndranghetista Totò D’Agostino, stroncato anch’esso poche settimane (2 novembre del ’76) dopo la morte del magistrato da una raffica di mitra esplosa da uomini del clan Papalia <674. In un contesto a forte radicamento sociale, i maglianesi hanno rimarcato scelte tipiche delle esperienze criminali indo-asiatiche, prediligendo la costruzione di due livelli di capitale sociale: quello bridging <675, il cui accesso sarebbe stato garantito a gruppi eterogenei in collegamento reciproco; e quello linking <676, indispensabile per il drenaggio di risorse economico-politiche con i soggetti muniti di forte autorità nella scala sociale. Dunque, non sembrerebbe lasciata al caso la scelta di imbastire relazioni anche con gli altri due sodalizi tradizionali, rappresentati sul territorio con paradossale antiteticità. Mentre la camorra cutoliana, interessata alla preservazione di fette di controllo sul litorale tirrenico, investì della dote di ambasciatore lo spregiudicato Nicolino Selis, futuro leader della batteria di rapinatori proveniente da Acilia, Cosa Nostra si interfacciò con le neofite formazioni autoctone riproponendo lo schema bidirezionale tipico della mafia palermitana. Il livello d’interlocuzione politica fu delegato al gruppo di faccendieri orbitante attorno a Domenico Balducci, Ernesto Diotallevi, Flavio Carboni, Danilo Sbarra e Francesco Pazienza. Il gradino inferiore, invece, vide la primazia di un uomo transitato in ogni fase della storia criminale capitolina. Per via della sua pubblica vocazione fascista, Danilo Abbruciati, detto “er camaleonte”, si rivelò un fedele servitore del federalismo sovversivo citato nelle pagine che ci precedono <677. Racconta Maurizio Abbatino in un interrogatorio del 18 novembre 1992 <678: “Qualche tempo prima dell’omicidio Balducci, su invito di Danilo Abbruciati, io, lo stesso Abbruciati, Edoardo Toscano e Renato De Pedis, avevamo incontrato Ernesto Diotallevi, il quale, se non ricordo male, aveva un banco presso i mercati generali, dove avvenne l’incontro. Abbruciati ci presentò al Diotallevi come esponenti della Banda della Magliana. L’incontro, per quanto noi ne sapevamo, aveva lo scopo di istituire, in funzione dell’approvvigionamento di eroina a noi necessaria, un contatto con dei siciliani, facenti capo, a Roma, a Pippo Calò, il quale li rappresentava. Infatti, il Diotallevi era in rapporti con Calò e dunque l’incontro poteva esserci di una qualche utilità, tanto che, proprio a seguito di esso, apprendemmo che il gruppo di Testaccio aveva aperto un suo canale di rifornimento di eroina con la famiglia Bontate di Palermo, eroina che dividevano con noi. In realtà, per Abbruciati, il farci incontrare con il Diotallevi aveva anche lo scopo di dimostrare un suo peso specifico nell’ambito della malavita romana, necessario a lui onde porsi come interlocutore, su Roma, della mafia stessa” <679.
[NOTE]
665 Albert Bergamelli pagherà con la vita le rivelazioni seguenti al suo arresto. Il 31 agosto 1982 verrà assassinato nel carcere di Ascoli Piceno dall’ex brigatista Paolo Duongo. Jacques Renè Berenguer, invece, venne ritrovato senza vita nel carcere di Nizza il 14 dicembre 1988.
666 E. CICONTE, L’assedio. Storia della criminalità a Roma da Porta Pia a Mafia Capitale, Carrocci editore, Roma, 2021, pag. 95.
667 V. MARTONE, Le mafie di mezzo. Mercati e reti criminali a Roma e nel Lazio, Donzelli, Roma, 2017.
668 B. TOBAGI, L’uso delle fonti giudiziarie per la ricerca storica: problemi di metodo, di conservazione, di accessibilità, Archivi memoria di tutti le fonti per la storia delle stragi e del terrorismo, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo direzione generale per gli archivi, 2014.
669 Tribunale Di Reggio Calabria Corte Di Assise Seconda Sezione P.P. Olimpia Sentenza Procedimento Penale Olimpia Nr. 46/93 R.G.N.R. D.D.A. Nr. 72/94 R. G.I.P. D.D.A N. 3/99 Sentenza N. 18/96 R.G. Assise, p. 676. Deposizione dott. Guarino Ferdinando, funzionario di P.S.
670 Ibidem.
671 A. BLOCK, East West Side. Organizing crime in New York 1930-1950, University College Cardiff Press, Cardiff, 1980.
672 ibidem.
673 R. SCIARRONE, Il capitale sociale della mafia. Relazioni esterne e controllo del territorio, Quaderni di Sociologia, n. XVIII, 1998.
674 Il nesso tra l’omicidio Occorsio e la morte di D’Agostino e ben centrato dal testo di E. CICONTE, L’assedio. Storia della criminalità a Roma da Porta Pia a Mafia Capitale, Carrocci editore, Roma, 2021, pag. 101. Di pregevole fattura anche il contributo di A. BECCARIA, F. REPICI, M. VADUDANO, I soldi della P2, Sequestri, casinò, mafie e neofascismo: la lunga scia che porta a Licio Gelli, Paper First editore, Roma, 2021, pp. 30-33.
675 T.W. LO, Beyond Social Capital: Triad Organized Crime in Hong Kong and China, The british Journal of criminology, 50, n. V, pp. 851-868.
676 Ibidem.
677 Il collante fra questi due livelli va ricercato nelle speculazioni edili avviate sul finire degli anni Settanta in Sardegna. Le rivelazioni di Flavio Carboni dinnanzi al Tribunale penale di Roma in data 5 giugno 1994 raccontano della possibilità di investire i capitali di provenienza illecita in attività formalmente lecite, convogliando ingenti somme di denaro versate da Diotallevi, Abbruciati, Giuseppucci e piccoli esponenti del terrorismo nero. Le operazioni si sarebbero svolte sotto l’egida di Domenico Balducci, noto usuraio vicino a Danilo Sbarra, al finanziere italo svizzero Lay Ravello e al Carboni stesso. Il Balducci, in questa sua opera di intermediazione, sarebbe così divenuto referente
privilegiato di Calò, latitante a Roma sotto il falso nome di Mario Agliarolo (o Mario Salamandra) e futuro padrino di battesimo proprio del figlio di Ernesto Diotallevi.
679 Tribunale di Roma, sentenza-ordinanza contro Abbatino Maurizio + altri, n. 1164/87A G.I., n. 8800/86A P.M, giudice istruttore dott. Otello Lupacchini, giugno 1993, pag. 93.
Giuliano Benincasa, Criminalità Organizzata. Sviluppo, metamorfosi e contaminazione dei rapporti fra criminalità organizzata ed eversione neofascista: ibridazione del metodo del metodo mafioso o semplice convergenza oggettiva?, Tesi di dottorato, Università degli Studi di Milano, Anno Accademico 2020-2021#Ndrangheta #1975 #1976 #1977 #banda #camorra #CosaNostra #droga #eversione #GiulianoBenincasa #Magliana #nera #rapimenti #roma
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a san lorenzo la festa della resistenza continua: programma delle iniziative del 26 e 27 aprile
Il programma completo qui:
https://slowforward.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/programma-festa-della-resistenza-2025_-roma-san-lorenzo.pdfoppure qui:
https://culture.roma.it/festadellaresistenza/o infine, in (grezzo) html, qui:
Sabato 26 aprile
- CINEMA TIBUR, Via degli Etruschi 36
Maratona cinematografica resistente
Ore 16.10 – La notte di San Lorenzo (1982) di Paolo e Vittorio Taviani
Ore 18.10 – Una giornata particolare (1977) di Ettore Scola
Ore 20.10 – L’uomo che verrà (2009) di Giorgio Diritii
Ore 22.15 – Bella Ciao – Song of Rebellion (2021) di Andrea Vogt
In collaborazione con il Cinema Tibur
- Dalle ore 14 – PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
Stand di Biblioteche di Roma
“Che Liberazione!”
Letture ad alta voce e laboratorio creativo
Da 6 anni
- Ore 15 – PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
Presentazione del libro “Assalto a San Lorenzo. La prima strage del fascismo al potere”
Con Rolando Galluzzi, Wilma Labate e Gabriele Polo
In collaborazione con Donzelli editore
Con LIS (Lingua Italiana dei Segni)
- Ore 16 – PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
Presentazione del libro “L’antifascismo. Una tradizione generativa (1945 –2025)”
Con Vinzia Fiorino, Andrea Rapini e Vittorio Zincone
In collaborazione con Donzelli editore
Con LIS (Lingua Italiana dei Segni)
- Ore 16 – PIAZZA DELL’IMMACOLATA
“Colonialismo”
Incontro con Alessandro Portelli e Igiaba Scego
Modera Annalisa Camilli
- Ore 16 – PIAZZA DEI SANNITI
“Resistenza come progetto di futuro. Repubblica, Europa, emancipazione”
Lectio di Benedetta Tobagi
Con LIS (Lingua Italiana dei Segni)
- Ore 16,30 – PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
Stand di Biblioteche di Roma
“Piccole letture resistenti”
Letture ad alta voce
Da 3 a 6 anni
- Ore 16,30 – PIAZZA DEI SICULI
Presentazione del libro “La tigre e i gelidi mostri. Una verità d’insieme sulle stragi politiche in Italia” di Gianfranco Bettin e Maurizio Dianese
Con Gianfranco Bettin e Gabriele Polo
In collaborazione con Feltrinelli editore
A cura dell’Associazione Culturale Ringhera
- Ore 16,45 – PIAZZA DELL’IMMACOLATA
“Sempre è ora. Attualità delle lotte di Resistenza”
Incontro con Davide Conti, Andrea Fabozzi e Valentina Pazè
- Ore 16,45 – PIAZZA DEI SANNITI
“Una verità d’assieme. La storia di Mario Amato, magistrato della Costituzione”
Incontro con Sergio Amato, Marco Damilano e Ilaria Moroni
E con un’introduzione dell’Assessore alla Cultura di Roma Capitale Massimiliano Smeriglio
Con LIS (Lingua Italiana dei Segni)
- Ore 17 – PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
“Il fascismo. Un regime di guerra”
In collaborazione con la Fondazione Gramsci
Con Lucia Ceci, Alessio Gagliardi, Gregorio Sorgonà ed Ermanno Taviani
Con LIS (Lingua Italiana dei Segni)
- Ore 17,30 – PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
Stand di Biblioteche di Roma
“Di che colore è la libertà?”
Letture ad alta voce
Da 6 anni
- Ore 17,30 – PIAZZA DELL’IMMACOLATA
“Scritture femminili resistenti”
Incontro con Benedetta Tobagi e Nicoletta Verna
Modera Marino Sinibaldi
In collaborazione con Timbuctu
- Ore 17,45 – PIAZZA DEI SANNITI
“Le altre Resistenze oggi”
Incontro con Lucia Goracci, Francesca Mannocchi e Fabio Tonacci
Modera Eleonora Belviso
Con LIS (Lingua Italiana dei Segni)
- Ore 17,45 – PIAZZA DEI SICULI
Presentazione del libro “La scelta giusta. Quattro storie sulla Resistenza” di Emilio Drudi
Con Clara Habte e Fabio Maricchi
In collaborazione con Calamaro Edizioni e la Rete giornalisti #Nobavaglio
A cura dell’Associazione Culturale Ringhera
- Ore 18,30 – PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
Stand di Biblioteche di Roma
“Facciamo la Storia”
Letture ad alta voce e laboratorio creativo
Da 6 anni
- Ore 18:30 – PIAZZA DELL’IMMACOLATA
“La Resistenza ebraica”
Lectio di Anna Foa
Con LIS (Lingua Italiana dei Segni)
- Ore 18,45 – PIAZZA DEI SANNITI
“Neofascismi”
Incontro con Francesco Cancellato ed Emiliano Fittipaldi
Modera Michela Ponzani
Con un’introduzione dell’Assessore alla Cultura di Roma Capitale Massimiliano Smeriglio
Con LIS (Lingua Italiana dei Segni)
- Ore 19,15 – PIAZZA DEI SICULI
“Ricordo di Paolo Rossi, ucciso dai fascisti il 27 aprile 1966 all’interno dell’Università Sapienza di Roma”
Con Giorgio Alleva, Alberto Olivetti e in collegamento telefonico con Orietta Rossi Pinelli
A cura dell’Associazione Culturale Ringhera
- Ore 20,30 – PIAZZA DELL’IMMACOLATA
“Omaggio a Nicola Stame, il tenore partigiano. La vita, il canto, la resistenza e la morte alle Fosse Ardeatine”
Recital lirico per pianoforte e voce che racconta la vita e il coraggio di Nicola Stame, artista ucciso dalla barbarie nazifascista alle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944.
Con gli artisti di “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma e letture di Alice Palazzi tratte da “Il tenore partigiano” di Lello Saracino (ed. Alegre) per la regia di Antonella Lo Bianco.Una Produzione del Teatro dell’Opera di Roma in collaborazione con ANFIM (Ass. Nazionale Famiglie Italiane Martiri)
- Ore 20,30 – PIAZZA DEI SANNITI
“La fisarmonica verde”
Spettacolo di e con Andrea Satta con un ricordo di Giovanna Marini con la Banda della Scuola Popolare di Musica di Testaccio diretta da Silverio Cortesi. La denuncia di una strage avvenuta in Germania nel 1945, una fisarmonica verde smeraldo, dischi di musica italiana degli anni ‘60 e un cappottone russo. Con una bicicletta in giro per la Sardegna sulle tracce del padre, i ricordi diventano più precisi, i racconti della guerra più chiari.
Con Giorgio Maria Condemi e Angelo Pellini, con le Musiche dei Têtes de Bois, i disegni di Marta Dal Prato e la regia di Ulderico Pesce.
Domenica 27 aprile
- Ore 9,30 – PIAZZA DEI SANNITI
Manifestazione Sportiva
a cura di A.S.D. Popolare S. Lorenzo con gare ed esibizioni di Parakarate, Karate, Tae Kwon Do, Kickboxing, Muay Thai
- Ore 10 – PIAZZA DELL’IMMACOLATA
“Fosse Ardeatine”
Lectio di Alessandro Portelli
Con LIS (Lingua Italiana dei Segni)
- Ore 10,30 – PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
Presentazione del libro “Roma in armi. La Resistenza nella Capitale 1943-1944”
Con Davide Conti e Aldo Di Russo
Modera Simona Maggiorelli
In collaborazione con Carocci editore
- Ore 10,45 – PIAZZA DELL’IMMACOLATA
“Resistenza e Costituzione”
Lectio di Marco Fioravanti
Con LIS (Lingua Italiana dei Segni)
- Ore 11 PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
Stand di Biblioteche di Roma
“Piccole letture resistenti”
Letture ad alta voce
Da 6 anni
- Ore 11,15 – PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
“Comizi di Libertà”
Microfono aperto per condividere storie di Resistenza a Roma ereditate per via familiare: genitor*, nonn*, bisnonn*. Un esperimento di storia orale dal vivo.
Con Paolo Di Paolo e Simone Nebbia
- Ore 11,30 – PIAZZA DELL’IMMACOLATA
“Memoria della Resistenza in Italia e Germania”
Incontro con Francesco Albertelli, Andreas Krüger, Lutz Klinkhammer e Petra Terhoeven
Modera Michela Ponzani
Con LIS (Lingua Italiana dei Segni)
- Ore 12 – PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
Arrivo della pedalata partigiana e lettura di brani de “La Storia” di Elsa Morante e a seguire la mise en espace di Emanuela Giovannini “Nel fior fiore della gioventù partigiana: la Resistenza dei bambini” con letture di Arturo Belluardo, Paolino Blandano, Emanuela Giovannini e Carolina La Monica
A cura dell’Associazione Culturale Parole e Ombre
- Ore 12 – PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
Stand di Biblioteche di Roma
“Lib(e)riamoci!”
Letture ad alta voce
Da 6 anni
- Ore 12,15 – PIAZZA DELL’IMMACOLATA
Presentazione del Libro “Il prezzo della libertà. 40 vite spezzate dal fascismo (1919-1945)”
Con Marcello Flores e Mimmo Franzinelli
In collaborazione con Laterza editore
Con LIS (Lingua Italiana dei Segni)
- Dalle ore 12,30 – VIA DEGLI AUSONI E VIA DEI VOLSCI
“Pastasciuttata antifascista”
In collaborazione col ristorante “Pommidoro dal 1890”
- Ore 13 – PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
“1968-1978. Quando la Costituzione si mosse”
Incontro con Davide Conti, Stefania Limiti e Ilaria Moroni
- Ore 14 – LIBRERIA GIUFÀ
Presentazione del Libro “La storia nelle strade. Pigneto ’44 RIBELLI”
Con Alessandra Gissi, Maria Lepre e Luciana Romoli
In collaborazione con Red Star Press e con le illustrazioni di Alessio Spataro
A cura del Centro di Documentazione “Maria Baccante” Archivio Storico Viscosa
- Ore 14 PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
Stand di Biblioteche di Roma
“Storie da costruire”
Letture ad alta voce e laboratorio creativo
Da 6 anni
- Ore 16 – PIAZZA DELL’IMMACOLATA
“Gastone Novelli. Fumetti e linguaggi resistenti”
Incontro con Pablo Echaurren, Raffaella Perna e Marco Rinaldi
In collaborazione con Fondamenta. Fondazione per le Arti e la Cultura
Con LIS (Lingua Italiana dei Segni)
- Ore 16 – PIAZZA DEI SANNITI
“Sorvegliati speciali”
Lectio di Michela Ponzani
- Ore 16,30 PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
Stand di Biblioteche di Roma
“Piccole letture resistenti”
Letture ad alta voce
Da 3 a 6 anni
- Ore 17 – PIAZZA DELL’IMMACOLATA
“Scritto sul muro. Vita e arte di Gastone Novelli”
Incontro con Franco Corleone e Andrea Cortellessa
Letture di Edoardo Albinati
In collaborazione con Fondamenta. Fondazione per le Arti e la Cultura
Con LIS (Lingua Italiana dei Segni)
- Ore 17 – PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
“Ribelle mai domata. Storia e canti di una famiglia antifascista romana”
Spettacolo di Costanza Calabretta e Alessandro Portelli
Il racconto della vita dell’antifascista Mario Menichetti e della sua famiglia.
Ad accompagnare la memoria autobiografica sono le canzoni che lo stesso Mario cantava.
Con Matilde D’Accardi, Sara Modigliani e Nicola Sorrenti e con le musiche di Roberta Bartoletti, Massimo Lella e Gabriele Modigliani.
Una produzione Circolo Gianni Bosio. In collaborazione con la Casa della Memoria e della Storia
- Ore 17,30 PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
Stand di Biblioteche di Roma
“Che bella Resistenza!”
Letture ad alta voce
Da 6 anni
- Ore 18 – PIAZZA DEI SANNITI
Staffetta di Lettura di brani tratti dal libro di Michela Murgia “Istruzioni per diventare fascisti”
Leggono:
Chiara Bordi, Maria Chiara Cicolani, Valeria De Angelis, Fulminacci, Micol Meghnagi, Simonetta Musitano, Nicola Pecora, Arianna Pozzoli, Gioia Salvatori, Lorenzo Terenzi, Ludovico Tersigni, Pietro Turano.
Durante la lettura performance dal vivo di Dimensione Brama e di Laika
In collaborazione con Einaudi editore
- Ore 18,30 – PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
Stand di Biblioteche di Roma
“A mani libere”
Letture ad alta voce e laboratorio creativo
Da 6 anni
- Ore 19 – PIAZZA DELL’IMMACOLATA
“E fummo vivi”
Spettacolo scritto e diretto da Veronica Liberale.
Gli anni tumultuosi della crisi dello Stato liberale e l’ascesa del fascismo raccontato attraverso le vicende di un gruppo di sanlorenzini. L’alba della Resistenza e la prima strage dello squadrismo fascista al potere.
Con Fatima Ali, Camilla Bianchini, Fabrizio Catarci, Guido Goitre, Veronica Liberale e Marco Zordan. In collaborazione con il Comitato di Quartiere San Lorenzo
- Ore 20 – PIAZZA DELL’IMMACOLATA
“Francamente in concerto”
- Ore 20 – PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
“Alta Tenzone – Poetry Show di resistenza poetica”
Un evento di poesia performativa, in forma di Poetry Slam, in cui la parola si fonde con l’urgenza politica e sociale dei nostri tempi.
Sul palco, i e le performer del collettivo WOW – Incendi spontanei daranno voce a testi che si muovono tra memoria e futuro, diritti e dissidenze, identità e conflitti. Una sfida di poesia, sì, ma in cui la cornice della competizione è solo un pretesto per un’azione collettiva, di riflessione condivisa, di lotta che si fa arte.
Con Giuliano Logos, Lorenzo Maragoni, Olympia, Giulia Sara, Leonardo Scrima, Gabriele Ratano e Davide Volpe
- Ore 20,45 – PIAZZA DEI SANNITI
“Liberi sempre. Storie di chi ci crede ancora”
Spettacolo con Valerio De Filippis e Michela Ponzani
Musica di Ghosts & Blonde con Andrea Borrelli, Marco Capparelli, Marcello Lardo e Nicolò Pagani.
Un viaggio nel tempo, tra passato e presente, a 80 anni dalla guerra di Liberazione. La scoperta del coraggio delle donne nella storia, i sogni, le speranze di libertà, le scelte di disobbedienza, i dubbi, i tormenti e la ribellione di una generazione pronta a battersi in una guerra giusta chiamata Resistenza
- Ore 22 – PIAZZA DEI SANNITI
“I campi in Aprile”
Dialogo tra Luciano Ligabue e Andrea Scanzi
*
Il calendario completo, suscettibile di variazioni e con tutte le info, sarà disponibile su: https://culture.roma.it/festadellaresistenza
#25Aprile #252627Aprile #26Aprile #27Aprile #80AnniDal1945 #80AnniDallaLiberazione #antifascismo #antifascisti #BellaCiao #cinema #fascismo #film #incontri #iniziative #letture #Liberazione #nazifascismo #nazismo #Nobavaglio #presentazioni #reading #Resistenza #Roma #SanLorenzo
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a san lorenzo la festa della resistenza continua: programma delle iniziative del 26 e 27 aprile
Il programma completo qui:
https://slowforward.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/programma-festa-della-resistenza-2025_-roma-san-lorenzo.pdfoppure qui:
https://culture.roma.it/festadellaresistenza/o infine, in (grezzo) html, qui:
Sabato 26 aprile
- CINEMA TIBUR, Via degli Etruschi 36
Maratona cinematografica resistente
Ore 16.10 – La notte di San Lorenzo (1982) di Paolo e Vittorio Taviani
Ore 18.10 – Una giornata particolare (1977) di Ettore Scola
Ore 20.10 – L’uomo che verrà (2009) di Giorgio Diritii
Ore 22.15 – Bella Ciao – Song of Rebellion (2021) di Andrea Vogt
In collaborazione con il Cinema Tibur
- Dalle ore 14 – PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
Stand di Biblioteche di Roma
“Che Liberazione!”
Letture ad alta voce e laboratorio creativo
Da 6 anni
- Ore 15 – PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
Presentazione del libro “Assalto a San Lorenzo. La prima strage del fascismo al potere”
Con Rolando Galluzzi, Wilma Labate e Gabriele Polo
In collaborazione con Donzelli editore
Con LIS (Lingua Italiana dei Segni)
- Ore 16 – PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
Presentazione del libro “L’antifascismo. Una tradizione generativa (1945 –2025)”
Con Vinzia Fiorino, Andrea Rapini e Vittorio Zincone
In collaborazione con Donzelli editore
Con LIS (Lingua Italiana dei Segni)
- Ore 16 – PIAZZA DELL’IMMACOLATA
“Colonialismo”
Incontro con Alessandro Portelli e Igiaba Scego
Modera Annalisa Camilli
- Ore 16 – PIAZZA DEI SANNITI
“Resistenza come progetto di futuro. Repubblica, Europa, emancipazione”
Lectio di Benedetta Tobagi
Con LIS (Lingua Italiana dei Segni)
- Ore 16,30 – PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
Stand di Biblioteche di Roma
“Piccole letture resistenti”
Letture ad alta voce
Da 3 a 6 anni
- Ore 16,30 – PIAZZA DEI SICULI
Presentazione del libro “La tigre e i gelidi mostri. Una verità d’insieme sulle stragi politiche in Italia” di Gianfranco Bettin e Maurizio Dianese
Con Gianfranco Bettin e Gabriele Polo
In collaborazione con Feltrinelli editore
A cura dell’Associazione Culturale Ringhera
- Ore 16,45 – PIAZZA DELL’IMMACOLATA
“Sempre è ora. Attualità delle lotte di Resistenza”
Incontro con Davide Conti, Andrea Fabozzi e Valentina Pazè
- Ore 16,45 – PIAZZA DEI SANNITI
“Una verità d’assieme. La storia di Mario Amato, magistrato della Costituzione”
Incontro con Sergio Amato, Marco Damilano e Ilaria Moroni
E con un’introduzione dell’Assessore alla Cultura di Roma Capitale Massimiliano Smeriglio
Con LIS (Lingua Italiana dei Segni)
- Ore 17 – PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
“Il fascismo. Un regime di guerra”
In collaborazione con la Fondazione Gramsci
Con Lucia Ceci, Alessio Gagliardi, Gregorio Sorgonà ed Ermanno Taviani
Con LIS (Lingua Italiana dei Segni)
- Ore 17,30 – PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
Stand di Biblioteche di Roma
“Di che colore è la libertà?”
Letture ad alta voce
Da 6 anni
- Ore 17,30 – PIAZZA DELL’IMMACOLATA
“Scritture femminili resistenti”
Incontro con Benedetta Tobagi e Nicoletta Verna
Modera Marino Sinibaldi
In collaborazione con Timbuctu
- Ore 17,45 – PIAZZA DEI SANNITI
“Le altre Resistenze oggi”
Incontro con Lucia Goracci, Francesca Mannocchi e Fabio Tonacci
Modera Eleonora Belviso
Con LIS (Lingua Italiana dei Segni)
- Ore 17,45 – PIAZZA DEI SICULI
Presentazione del libro “La scelta giusta. Quattro storie sulla Resistenza” di Emilio Drudi
Con Clara Habte e Fabio Maricchi
In collaborazione con Calamaro Edizioni e la Rete giornalisti #Nobavaglio
A cura dell’Associazione Culturale Ringhera
- Ore 18,30 – PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
Stand di Biblioteche di Roma
“Facciamo la Storia”
Letture ad alta voce e laboratorio creativo
Da 6 anni
- Ore 18:30 – PIAZZA DELL’IMMACOLATA
“La Resistenza ebraica”
Lectio di Anna Foa
Con LIS (Lingua Italiana dei Segni)
- Ore 18,45 – PIAZZA DEI SANNITI
“Neofascismi”
Incontro con Francesco Cancellato ed Emiliano Fittipaldi
Modera Michela Ponzani
Con un’introduzione dell’Assessore alla Cultura di Roma Capitale Massimiliano Smeriglio
Con LIS (Lingua Italiana dei Segni)
- Ore 19,15 – PIAZZA DEI SICULI
“Ricordo di Paolo Rossi, ucciso dai fascisti il 27 aprile 1966 all’interno dell’Università Sapienza di Roma”
Con Giorgio Alleva, Alberto Olivetti e in collegamento telefonico con Orietta Rossi Pinelli
A cura dell’Associazione Culturale Ringhera
- Ore 20,30 – PIAZZA DELL’IMMACOLATA
“Omaggio a Nicola Stame, il tenore partigiano. La vita, il canto, la resistenza e la morte alle Fosse Ardeatine”
Recital lirico per pianoforte e voce che racconta la vita e il coraggio di Nicola Stame, artista ucciso dalla barbarie nazifascista alle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944.
Con gli artisti di “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma e letture di Alice Palazzi tratte da “Il tenore partigiano” di Lello Saracino (ed. Alegre) per la regia di Antonella Lo Bianco.Una Produzione del Teatro dell’Opera di Roma in collaborazione con ANFIM (Ass. Nazionale Famiglie Italiane Martiri)
- Ore 20,30 – PIAZZA DEI SANNITI
“La fisarmonica verde”
Spettacolo di e con Andrea Satta con un ricordo di Giovanna Marini con la Banda della Scuola Popolare di Musica di Testaccio diretta da Silverio Cortesi. La denuncia di una strage avvenuta in Germania nel 1945, una fisarmonica verde smeraldo, dischi di musica italiana degli anni ‘60 e un cappottone russo. Con una bicicletta in giro per la Sardegna sulle tracce del padre, i ricordi diventano più precisi, i racconti della guerra più chiari.
Con Giorgio Maria Condemi e Angelo Pellini, con le Musiche dei Têtes de Bois, i disegni di Marta Dal Prato e la regia di Ulderico Pesce.
Domenica 27 aprile
- Ore 9,30 – PIAZZA DEI SANNITI
Manifestazione Sportiva
a cura di A.S.D. Popolare S. Lorenzo con gare ed esibizioni di Parakarate, Karate, Tae Kwon Do, Kickboxing, Muay Thai
- Ore 10 – PIAZZA DELL’IMMACOLATA
“Fosse Ardeatine”
Lectio di Alessandro Portelli
Con LIS (Lingua Italiana dei Segni)
- Ore 10,30 – PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
Presentazione del libro “Roma in armi. La Resistenza nella Capitale 1943-1944”
Con Davide Conti e Aldo Di Russo
Modera Simona Maggiorelli
In collaborazione con Carocci editore
- Ore 10,45 – PIAZZA DELL’IMMACOLATA
“Resistenza e Costituzione”
Lectio di Marco Fioravanti
Con LIS (Lingua Italiana dei Segni)
- Ore 11 PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
Stand di Biblioteche di Roma
“Piccole letture resistenti”
Letture ad alta voce
Da 6 anni
- Ore 11,15 – PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
“Comizi di Libertà”
Microfono aperto per condividere storie di Resistenza a Roma ereditate per via familiare: genitor*, nonn*, bisnonn*. Un esperimento di storia orale dal vivo.
Con Paolo Di Paolo e Simone Nebbia
- Ore 11,30 – PIAZZA DELL’IMMACOLATA
“Memoria della Resistenza in Italia e Germania”
Incontro con Francesco Albertelli, Andreas Krüger, Lutz Klinkhammer e Petra Terhoeven
Modera Michela Ponzani
Con LIS (Lingua Italiana dei Segni)
- Ore 12 – PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
Arrivo della pedalata partigiana e lettura di brani de “La Storia” di Elsa Morante e a seguire la mise en espace di Emanuela Giovannini “Nel fior fiore della gioventù partigiana: la Resistenza dei bambini” con letture di Arturo Belluardo, Paolino Blandano, Emanuela Giovannini e Carolina La Monica
A cura dell’Associazione Culturale Parole e Ombre
- Ore 12 – PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
Stand di Biblioteche di Roma
“Lib(e)riamoci!”
Letture ad alta voce
Da 6 anni
- Ore 12,15 – PIAZZA DELL’IMMACOLATA
Presentazione del Libro “Il prezzo della libertà. 40 vite spezzate dal fascismo (1919-1945)”
Con Marcello Flores e Mimmo Franzinelli
In collaborazione con Laterza editore
Con LIS (Lingua Italiana dei Segni)
- Dalle ore 12,30 – VIA DEGLI AUSONI E VIA DEI VOLSCI
“Pastasciuttata antifascista”
In collaborazione col ristorante “Pommidoro dal 1890”
- Ore 13 – PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
“1968-1978. Quando la Costituzione si mosse”
Incontro con Davide Conti, Stefania Limiti e Ilaria Moroni
- Ore 14 – LIBRERIA GIUFÀ
Presentazione del Libro “La storia nelle strade. Pigneto ’44 RIBELLI”
Con Alessandra Gissi, Maria Lepre e Luciana Romoli
In collaborazione con Red Star Press e con le illustrazioni di Alessio Spataro
A cura del Centro di Documentazione “Maria Baccante” Archivio Storico Viscosa
- Ore 14 PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
Stand di Biblioteche di Roma
“Storie da costruire”
Letture ad alta voce e laboratorio creativo
Da 6 anni
- Ore 16 – PIAZZA DELL’IMMACOLATA
“Gastone Novelli. Fumetti e linguaggi resistenti”
Incontro con Pablo Echaurren, Raffaella Perna e Marco Rinaldi
In collaborazione con Fondamenta. Fondazione per le Arti e la Cultura
Con LIS (Lingua Italiana dei Segni)
- Ore 16 – PIAZZA DEI SANNITI
“Sorvegliati speciali”
Lectio di Michela Ponzani
- Ore 16,30 PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
Stand di Biblioteche di Roma
“Piccole letture resistenti”
Letture ad alta voce
Da 3 a 6 anni
- Ore 17 – PIAZZA DELL’IMMACOLATA
“Scritto sul muro. Vita e arte di Gastone Novelli”
Incontro con Franco Corleone e Andrea Cortellessa
Letture di Edoardo Albinati
In collaborazione con Fondamenta. Fondazione per le Arti e la Cultura
Con LIS (Lingua Italiana dei Segni)
- Ore 17 – PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
“Ribelle mai domata. Storia e canti di una famiglia antifascista romana”
Spettacolo di Costanza Calabretta e Alessandro Portelli
Il racconto della vita dell’antifascista Mario Menichetti e della sua famiglia.
Ad accompagnare la memoria autobiografica sono le canzoni che lo stesso Mario cantava.
Con Matilde D’Accardi, Sara Modigliani e Nicola Sorrenti e con le musiche di Roberta Bartoletti, Massimo Lella e Gabriele Modigliani.
Una produzione Circolo Gianni Bosio. In collaborazione con la Casa della Memoria e della Storia
- Ore 17,30 PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
Stand di Biblioteche di Roma
“Che bella Resistenza!”
Letture ad alta voce
Da 6 anni
- Ore 18 – PIAZZA DEI SANNITI
Staffetta di Lettura di brani tratti dal libro di Michela Murgia “Istruzioni per diventare fascisti”
Leggono:
Chiara Bordi, Maria Chiara Cicolani, Valeria De Angelis, Fulminacci, Micol Meghnagi, Simonetta Musitano, Nicola Pecora, Arianna Pozzoli, Gioia Salvatori, Lorenzo Terenzi, Ludovico Tersigni, Pietro Turano.
Durante la lettura performance dal vivo di Dimensione Brama e di Laika
In collaborazione con Einaudi editore
- Ore 18,30 – PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
Stand di Biblioteche di Roma
“A mani libere”
Letture ad alta voce e laboratorio creativo
Da 6 anni
- Ore 19 – PIAZZA DELL’IMMACOLATA
“E fummo vivi”
Spettacolo scritto e diretto da Veronica Liberale.
Gli anni tumultuosi della crisi dello Stato liberale e l’ascesa del fascismo raccontato attraverso le vicende di un gruppo di sanlorenzini. L’alba della Resistenza e la prima strage dello squadrismo fascista al potere.
Con Fatima Ali, Camilla Bianchini, Fabrizio Catarci, Guido Goitre, Veronica Liberale e Marco Zordan. In collaborazione con il Comitato di Quartiere San Lorenzo
- Ore 20 – PIAZZA DELL’IMMACOLATA
“Francamente in concerto”
- Ore 20 – PARCO DEI CADUTI DEL 19 LUGLIO 1943, Via Tiburtina
“Alta Tenzone – Poetry Show di resistenza poetica”
Un evento di poesia performativa, in forma di Poetry Slam, in cui la parola si fonde con l’urgenza politica e sociale dei nostri tempi.
Sul palco, i e le performer del collettivo WOW – Incendi spontanei daranno voce a testi che si muovono tra memoria e futuro, diritti e dissidenze, identità e conflitti. Una sfida di poesia, sì, ma in cui la cornice della competizione è solo un pretesto per un’azione collettiva, di riflessione condivisa, di lotta che si fa arte.
Con Giuliano Logos, Lorenzo Maragoni, Olympia, Giulia Sara, Leonardo Scrima, Gabriele Ratano e Davide Volpe
- Ore 20,45 – PIAZZA DEI SANNITI
“Liberi sempre. Storie di chi ci crede ancora”
Spettacolo con Valerio De Filippis e Michela Ponzani
Musica di Ghosts & Blonde con Andrea Borrelli, Marco Capparelli, Marcello Lardo e Nicolò Pagani.
Un viaggio nel tempo, tra passato e presente, a 80 anni dalla guerra di Liberazione. La scoperta del coraggio delle donne nella storia, i sogni, le speranze di libertà, le scelte di disobbedienza, i dubbi, i tormenti e la ribellione di una generazione pronta a battersi in una guerra giusta chiamata Resistenza
- Ore 22 – PIAZZA DEI SANNITI
“I campi in Aprile”
Dialogo tra Luciano Ligabue e Andrea Scanzi
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Il calendario completo, suscettibile di variazioni e con tutte le info, sarà disponibile su: https://culture.roma.it/festadellaresistenza
#25Aprile #252627Aprile #26Aprile #27Aprile #80AnniDal1945 #80AnniDallaLiberazione #antifascismo #antifascisti #BellaCiao #cinema #fascismo #film #incontri #iniziative #letture #Liberazione #nazifascismo #nazismo #Nobavaglio #presentazioni #reading #Resistenza #Roma #SanLorenzo
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descrizione del premio nazionale di poesia elio pagliarani, e della giornata del 25 maggio 2025
Il premio Nazionale Elio Pagliarani è una delle principali attività dell’Associazione Elio Pagliarani, attiva dal 2015 con importanti iniziative di diffusione culturale e di catalogazione archivistica e bibliotecaria. La biblioteca Elio Pagliarani è inserita nel Polo SBN degli Istituti culturali romani e l’archivio è stato oggetto di notifica per la sua importanza storico-culturale.
Il Premio intitolato a Elio Pagliarani, importante poeta del secondo Novecento nato a Viserba di Rimini, intende promuovere la ricerca poetica riconoscendo il merito di poeti affermati, di poeti esordienti e di poeti che sperimentano nuove strade nella fusione dei linguaggi e nell’innovazione.
La decima edizione 2025 si compone di quattro sezioni: «Raccolta di poesia inedita», «Raccolta di poesia edita», «Premio alla carriera» . «Traduzioni». L’opera del vincitore della sezione «Poesia inedita» sarà pubblicata dall’editrice Zona. Il vincitore della sezione «Poesia edita» riceverà un premio del valore economico lordo di 2000 (duemila) euro. Il vincitore del premio alla carriera entrerà a far parte della giuria come presidente onorario della successiva edizione.
Come nello scorso anno, insieme alla cerimonia di premiazione, nella giornata del 25 maggio 2025 si terranno al Palazzo delle Esposizioni i due convegni su Pagliarani bibliofilo e sulla biblioteca Elio Pagliarani e – nel primo pomeriggio, con il coordinamento di Andrea Cortellessa – sui dieci anni del Premio con interventi dei poeti premiati, dei responsabili di altri importanti premi di poesia nazionali. Si riporta di seguito il programma della giornata:
Ore 10 – 13
Elio Pagliarani bibliofilo e la Biblioteca Elio Pagliarani
Interventi di Barbara Mancini, Marianna Marrucci, Marco Menato, Lucia Merolla, Mariagrazia Miano, Marco Palma, Gilda Policastro
Coordina i lavori Giuseppe Andrea LibertiOre 15-17
Dieci anni di premiati
Il Premio Nazionale Elio Pagliarani (2015-2025)
Poeti partecipanti, critici e giurati, dalla prospettiva privilegiata delle varie edizioni del premio Elio Pagliarani, si incontrano e dibattono sui dieci anni di attività poetica in Italia
Coordina Andrea CortellessaOre 17- 19 e 30
Cerimonia di premiazione della Decima Edizione del Premio Nazionale Elio Pagliarani
Conduce Arnaldo ColasantiNelle nove precedenti edizioni sono stati premiati, fra gli altri, per il premio alla carriera Nanni Balestrini con un’opera di Gianfranco Baruchello, Giulia Niccolai con un’opera di Marina Ballo Charmet, Carlo Bordini con un’opera di Emilio Isgrò, Carla Vasio con un’opera di Gian Maria Tosatti, Luigi Ballerini con un’opera di William Xerra, Giosetta Fioroni con un’opera di Gian Maria Tosatti, Walter Pedullà con un’opera di Elisabetta Benassi, Giovanni Fontana con un’opera di Massimo Bartolini. Quest’anno sarà premiata la poetessa Antonella Anedda con un ‘opera dell’artista Claudia Losi.
Alla giuria partecipano i nomi più importanti della critica letteraria italiana in un panorama diffuso che comprende provenienze da ogni regione italiana e anche internazionale. Come si può evincere dal sito www.premionazionaleeliopagliarani.it, ne fanno parte: Andrea Afribo, Vincenzo Bagnoli, Luigi Ballerini, Cecilia Bello Minciacchi, Maria Grazia Calandrone, Maria Teresa Carbone, Ennio Cavalli, Andrea Cortellessa, Claudia Crocco, Silvia De March, Sara De Simone, Riccardo Donati, Gabriele Frasca, Marilina Giaquinta, Paolo Giovannetti, Giuseppe Andrea Liberti, Antonio Loreto, Romano Luperini, Massimiliano Manganelli, Marianna Marrucci, Roberto Milana, José Muños Rivas, Francesco Muzzioli, Tommaso Ottonieri, Lia Pagliarani, Thomas E. Peterson, Cetta Petrollo Pagliarani, Chiara Portesine, Lidia Riviello, Federica Santini, Niccolò Scaffai, Siriana Sgavicchia, Paul Vangelisti, Sara Ventroni, Fabio Zinelli, Paolo Zublena.
Per la sezione Traduzioni: Massimo Bacigalupo (coordinatore), Francesca Corrao, Philippe Di Meo, Juan Antonio Masoliver, Franco Nasi, Franziska Raimund.
Per la sezione Intersezioni: Maria Grazia Calandrone, Antonio Calbi, Maria Teresa Carbone, Orazio Converso, Andrea Cortellessa, Lia Pagliarani, Sara Ventroni.
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Tutte le informazioni e la cartella stampa sono leggibili e liberamente scaricabili all’indirizzo https://tinyurl.com/pagliarani25
Sito del premio:
https://premionazionaleeliopagliarani.it/Elenco delle opere di poesia ammesse alla partecipazione:
https://t.ly/6B7v9Questo post, in formato pdf:
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oggi, 10 dicembre, alla fondazione baruchello: “lettere, agende, appunti, memorie”, convegno a cura di c. petrollo e c. subrizi
Fondazione Baruchello presenta
LETTERE, AGENDE, APPUNTI E MEMORIE
Convegno a cura di
Cetta Petrollo Pagliarani e Carla Subrizi
Associazione Letteraria Elio Pagliarani e Fondazione BaruchelloMartedì, 10 dicembre 2024
Ore 15.00 – 20.00Fondazione Baruchello,
Via del Vascello 35, 00152 RomaLa Fondazione Baruchello il 10 dicembre, dalle ore 15:00, presenta il convegno LETTERE, AGENDE, APPUNTI E MEMORIE, un’occasione di confronto tra studiosi sul campo finora poco esplorato della scrittura di artisti e scrittori, che si articola in agende, lettere, diari e note sciolte, fonti primarie per ricostruire la mappa delle frequentazioni, delle ispirazioni creative, degli ambienti e delle conoscenze amicali e intellettuali.
Il Convegno affronta una tipologia di documenti estremamente interessante e che molto spesso estende la prospettiva di ricerca sul lavoro storico-critico rivolto ad artisti o a
scrittori. Le lettere e i diari, individuabili in un senso più ampio anche in cartoline, telegrammi e note sciolte, possono presentare allo storico dell’arte o della letteratura questioni che offrono scorci inediti o inattesi sul lavoro di un artista o di uno scrittore,
ponendo nuove questioni sui metodi di conservazione, catalogazione e archiviazione.La giornata intende concentrarsi sulla produzione manoscritta, affrontando il tema della “lettera” o della “pagina di diario”, documenti che costituiscono un genere di scrittura specifico, da analizzare in questa forma testuale solo in apparenza meno importante.
Il Convegno sarà articolato in due sezioni:
I – Le lettere degli artisti e dei critici: frammenti per una storia
II – Le Agende e i Diari degli artisti e degli scrittori.Nel corso delle due sezioni, aspetti nevralgici dello studio, dell’archiviazione e conservazione di tali documenti diverranno i punti nodali di interventi e confronti.
PROGRAMMA
SEZIONE I Le lettere degli artisti e dei critici: frammenti per una storia
Carla Subrizi
Oltre il documento. La dimensione narrativa della lettera.Marcella Muraca
L’Archivio corrispondenze di Gianfranco Baruchello: Il fascicolo Sanguineti.Virginia Singer
Amici, artisti, film-makers: lettere tra Baruchello, Lajolo e Lombardi.Ottavia Galloni
Rileggere gli anni Sessanta attraverso una corrispondenza internazionale.Caterina Borelli
Lettere, diari, collaborazioni, collezioni: attivare l’archivio tra generazioni.Benedetta Carpi De Resmini
Testimonianze dall’Archivio Tomaso Binga.SEZIONE II Le Agende e i Diari degli artisti e degli scrittori
Elisa Ludovica Gambaro
Agende e taccuini di Giovanni Giudici: scrittura privata e progettazione poetica.Sara Gregori
Sulla traduzione. Prima ricognizione delle lettere nell’Archivio di
Paola Masino (1950-1979).Antonio D’Ambrosio
Le «pagine più alte». Dai Quaderni di Gianna Manzini.Silvia Moretti
I “Taschinabili” di Gianni Toti. Agende, diari, appunti, disegni e non solo.Giuseppe Garrera
Campionario di effetti personali.Lidia Riviello
Vito e Lidia Riviello, Un archivio di documenti, esperienze e ricordi.Lamberto Pignotti
Testimonianze Archivio Pignotti.
Marco Palladini
Il diario in pubblico come dialogo culturale col mondo.Cetta Petrollo
Le scombinate agendine di Elio Pagliarani, il data base dell’Archivio del Fondo Elio
Pagliarani con la digitalizzazione in corso.Il convegno è stato realizzato grazie al contributo concesso dalla Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali.
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HISTOIRE DE L'INTERNATIONALE SITUATIONNISTE
Jean François Martos (Ivrea, 1989)
iBouquin:https://mega.nz/file/oZgBUChY#hlkiBqJ13EPVxCziUKhsSmIorGKozBQqZ-oMMnHEA1c
Si t'as les moyens:
https://www.la-petroleuse.com/fr/livres-anarchisme-situationnisme/916-histoire-de-l-internationale-situationniste.htmlPrésentation:
Ce mouvement, créé formellement en 1957, est né au sein d’un autre mouvement contestataire des années 1950 : l’Internationale lettriste, les fondateurs de l’IS (notamment Guy Debord) lui reprochant son insuffisance. L’IS est le produit de la fusion de l’Internationale lettriste, du Mouvement International pour un Bauhaus Imaginiste, et du Comité Psychogéographique de Londres. L’une des principales caractéristiques des idées situationnistes est la libération des conditions historiques pour une réappropriation du réel, et ce dans tous les domaines. Le dépassement de l’art fut un des objectifs de départ de l’IS, qui s’est vite orientée vers une critique de la société du spectacle, la société « spectaculaire-marchande » doublée d’un désir de révolution sociale qui s’est notamment fait connaître en France en mai 1968.=============
Jean-François Martos
est un essayiste et éditeur français proche de la critique situationniste.Proche du mouvement situationniste, il a entretenu une longue amitié et une correspondance avec Guy Debord entre 1981 et 1992.
En 1971, Jean-François Martos publie une traduction de Les ouvriers italiens et la révolte de Reggio de Calabre, brochure de la section italienne de l'Internationale situationniste. En 1972 il réédite le Rapport sur la construction des situations de Guy Debord, puis en 1976, Pour la forme d'Asger Jorn.
Au début des années 1980, Jean-François Martos traduit et édite Du Terrorisme et de l'État de Gianfranco Sanguinetti à l'enseigne de "Le fin mot de l'Histoire", structure où il édite également des brochures sur les questions de société. Cet ouvrage révèle le rôle joué par les services secrets italiens dans les activités terroristes des Brigades rouges.
Jean-François Martos est l'auteur en 1983 d'un essai sur la Pologne à l'époque de Solidarnosc, La Contre-révolution polonaise par ceux qui l'ont faite où il se montre très critique envers le rôle joué par Lech Wałęsa. Martos a également écrit, sur demande de Guy Debord, une Histoire de l'Internationale situationniste publiée en 1989 par les éditions Gérard Lebovici.
Depuis 1987, Jean-François Martos a écrit plusieurs brochures d'opposition aux idées de l'Encyclopédie des Nuisances.
En 1998, il publie sa Correspondance avec Guy Debord, mais l'ouvrage est interdit par la justice pour une question de droits à la suite d'une plainte des éditions Fayard et d'Alice Debord. L'année suivante, Jean-François Martos publie Sur l'interdiction de ma "correspondance avec Guy Debord".
Le 28 mai 2013, chez Artcurial, après une première tentative infructueuse en décembre 2009, il vend aux enchères (58 797 €) les lettres que Guy Debord lui avait adressées entre 1981 et 1990.
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CW: Republicans fear change and difference and their leaders are using that to scare them into voting and supporting inhumane policies against trans people as the boogeyman, so they can turn around and give more tax breaks and cuts in regulations to their donors. Republicans deny they want to erase trans people — Montana silencing Zooey Zephyr proves otherwise
The GOP doesn't care about gay marriage or trans people, they care about riding their vilification into power so they can entrench themselves and their rich people-first policies. They are, the lowest of the low!
Republicans deny they want to erase trans people — Montana silencing Zooey Zephyr proves otherwise
https://www.salon.com/2023/04/28/montana-proves-wants-to-silence-trans-people/#GOPLovesPower
#GOPFascism
#GOPInBedWithTheRich
#NothingChristianAboutTheGOP"...They do care very much about doing whatever they can to silence, erase, and yes, eradicate trans people. As Zephyr told NBC News, she is not being "hyperbolic" when she says Republicans are killing people with anti-trans bills. Studies show anywhere from 40-56% of trans and non-binary young people have attempted suicide, with higher rates in red states.
...
Republicans have been shown these statistics again and again, but they keep banning this life-saving care anyway. It's hard to avoid the conclusion that Republicans would rather have young people be dead than trans. Sounds harsh, but this is the same party that's more avid about banning books than banning guns, as well. And the same party that is passing draconian abortion bans, even as the evidence piles up that it's maiming and will likely start killing women to do so. Republicans simply don't care who their policies kill, so long as they get to control who you are, how you use your body, and even what you're allowed to think about.It's hard to avoid the conclusion that Republicans would rather have young people be dead than trans.
With Gianforte, the cruelty is incredibly personal. His own son, David Gianforte, identifies as non-binary and has publicly pleaded with his father to veto this anti-trans bill, writing that "these bills are immoral, unjust, and frankly a violation of human rights." Yet Gov. Gianforte has publicly demurred when asked if his own child's concerns bother him enough to reconsider signing a bill he has been eagerly supporting so far. I wouldn't hold your breath, however, waiting for Greg "Body Slam" Gianforte to start showing signs of humanity.
Meanwhile, outside of Montana, the genocidal impulse towards LGBTQ people continues to animate the Republican Party.
In Florida, Republicans dramatically expanded the "don't say gay" bill to high school students, in an overt effort to force teenagers back into the closet. They also passed provisions to criminalize gender-affirming care for minors, threatening parents and medical providers with prison if they want to save the lives of trans youth. To make the situation uglier, Florida Republicans have also passed a bill that would make it legal for the state to remove trans children from the homes of parents who support their gender identity.
The United Nations classifies the abduction of children to "re-educate" them as a "grave violation." ...Taking someone's child to brainwash them to hate themselves and/or their family is taken that seriously as a human rights violation, for good reason. Not that Republicans care how much psychological damage they would do to children by going this route. Causing pain to those who they see as "different" is the entire point.
Zephyr, for her part, remains defiant. During her speech before she was officially banned from the floor, she said she refuses "to be complicit in this legislature's eradication of our community."
Republicans simply don't care who their policies kill, so long as they get to control who you are, how you use your body, and even what you're allowed to think about.
Rex Huppke of USA Today argued there is "some good to be found in seeing what the smallness of Republicans in the Montana Legislature did to Zooey Zephyr. By trying to silence her, they made sure she was heard."...Just by being visible, Zephyr is doing the necessary, if basic, work of showing people that may not know much about trans people that she is not a scary figure at all. She's just a woman trying to do her job and live her life. She's not a threat to kids, but she is trying to protect them.
That visibility terrifies Republicans. It's why they threw a national tantrum over Budweiser sending some beers to trans influencer Dylan Mulvaney. They see Mulvaney, who has 1.8 million Instagram followers, as a threat simply because she's cute and charming. She reveals the truth they want so badly to hide, which is trans people are fine the way they are and should be allowed to be themselves. Not erased from existence, as Republicans clearly intend with their anti-trans legislation. "
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La sinistra non comunista alle elezioni dal 1972 al 1983
Le elezioni del 1972 furono un precedente importante per le elezioni amministrative del 1975, che si svolsero in alcune delle principali città italiane, tra le quali Milano. In questa tornata elettorale, le due maggiori esperienze politiche della sinistra antagonista, Lotta Continua e Avanguardia Operaia, decisero di scendere nell’agone politico, la prima orientando i suoi elettori sul voto al PCI, la seconda promuovendo liste assieme al Pdup-pc. In alcune regioni si presentarono liste del Pdup-pc, mentre in altre circoscrizioni liste sotto la sigla Democrazia proletaria (Dp) formate da esponenti del Pdup-pc e da AO. Nell’insieme, i voti riportati da queste tre combinazioni di liste furono 417.355 (1,27%). Il risultato sopraggiunto forniva conferme importanti alle pubblica opinione italiana: se da un lato segnava che l’area elettorale della nuova sinistra si era consolidata – grazie anche a un profondo ricambio generazionale <88 (da non dimenticare che nel 1975 la maggiore età venne abbassata da 21 a 18 anni) <89 – catalizzando i 456.043 voti che nelle elezioni politiche del 1972 erano andati a tre e più liste diverse, dall’altro il dato sottolineava, differentemente, che pochissimi dei voti riportati dal Psiup nel 1972 (648.800) si erano riversati nelle liste della nuova sinistra. Il risultato, difatti sottolineava come il voto si era riversato in gran quantità sulle liste del Pci che, proprio in quella tornata elettorale, conobbe un ragguardevole incremento di consensi. Ciò era dovuto in parte anche alle indicazioni di voto provenienti dall’area giovanile dei militanti di Lotta Continua, che come menzionato avevano dato indicazioni al proprio bacino elettorale di votare per i comunisti, in parte in quanto questi ultimi erano riusciti a intercettare il voto dei ragazzi di nuova politicizzazione <90.
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Fu in tale contesto che si svolsero le elezioni politiche dell’anno successivo, che confermarono l’esito delle amministrative del 1975. Le elezioni – “impreviste e sorprendenti” <91 – che si svolsero tra il 20 e il 21 giugno del 1976, difatti, confermarono la primazia della DC – grazie anche ai voti provenienti da MSI e dai partiti del centro laico <92 – incalzata sempre più prepotentemente dal PCI. Non deve essere taciuto, tuttavia, che tali elezioni sorsero in un clima di forte tensione sociale: la “restaurazione” di fabbrica voluta dai grandi industriali dopo i grandi scioperi del “partito di Mirafiori” del biennio 1973-74, la strage di Brescia, i primi e feroci attentati e sequestri delle BR, portarono il segretario del PCI Enrico Berlinguer a promuovere il corso del Compromesso storico, un’inusuale tentativo di alleanza tra Democristiani e Comunisti per evitare che si creassero nello stato malumori tali da poter creare colpi di stato, come avvenne in Cile. Di fatto, il risultato delle elezioni, sembrava essere una conferma della volontà, da parte del popolo italiano, dell’attuazione di tale progetto. Tale tentativo ebbe nei differenti schieramenti politici una diversa risonanza; se l’ala sinistra della Democrazia Cristiana – soprattutto nella persona di Aldo Moro – accettò di benevolenza tale avvicinamento, la corrente andreottiana la rifiutò categoricamente, come del resto fecero anche i socialisti, paurosi che tale azione potesse sempre di più emarginarli. Di fatto, come sostenuto da Barbara Bartolini, la linea del Compromesso storico era riuscita a porre fine al conflitto di coscienza tra fede cattolica e coscienza
comunista <93. Il risultato delle elezioni vide la riconferma della DC, che avvalorò i voti presi alle precedenti elezioni, anche se il suo primato fu seriamente insediato dal PCI che si fermò a pochi voti percentuali dai democristiani, raggiungendo il suo miglior risultato nella storia. Va tuttavia sottolineato che, per la prima volta, si affermarono in sede parlamentare forze più a “sinistra” del PCI: Democrazia Proletaria – coalizione formata da Partito di Unità Proletaria per il Comunismo, Movimento Studentesco e Avanguardia Operaia, alle quale si aggiunse poco dopo anche Lotta Continua – che, ottenendo l’1,52% dei voti (circa 130.000 in più rispetto alle amministrative del 1975), riuscì ad a leggere 6 deputati <94. Il risultato elettorale ottenuto da Dp dimostrava soprattutto che il voto espresso era sintomo di appartenenza più che di protesta: lo si può accertare per due motivi principali. Primo, in quanto raccolse consensi nell’area già predisposta a quel tipo di “comportamento” elettorale, come si vede dal non marcato incremento di voti; secondo, dal fatto che, se confrontati con quelli dei partiti della sinistra storica, essi confermavano che il nuovo cartello elettorale non otteneva i consensi che aveva avuto il disciolto Psiup, che si erano, al contrario, riversati sul PCI. Allo stesso tempo, il non buon esito elettorale, stava a significare che l’elettore di “sinistra”, sebben non avrebbe rifiutato a priori l’alternativa “estremista”, aveva recepito nel Compromesso storico una possibile via di sbocco all’impasse economica e politica nelle quale versava da tempo l’Italia <95. Pare innegabile – anche recependo e rileggendo quanto sui quotidiani e pubblicazioni afferenti a questa area veniva scritto <96 – che il risultato elettorale venne recepito dai partecipanti all’esperienza di DP come una delusione, o quanto meno come un insuccesso. Poco dopo la tornata elettorale, difatti, Lotta continua decretò il suo scioglimento – un processo tuttavia iniziato alcuni anni prima, e dovuto a cause esogene al partito stesso, come l’avvento del femminismo militante – così come l’unità faticosamente impostata tra Ao e il Pdup-pc non ebbe sviluppi concreti, ma involuzioni. Dopo il V congresso al Teatro Lirico di Milano dal 24 al 27 marzo 1977, Avanguardia Operaia si divise in due tronconi e cessò di esistere come organizzazione autonoma. La minoranza, guidata da Aurelio Campi, confluì definitivamente nel Pdup di Lucio Magri, mentre la maggioranza contribuì alla fondazione del partito Democrazia Proletaria, nell’aprile del 1978 <97.
Pare innegabile sottolineare come le scadenze elettorali di quel decennio – dal 1968 al 1976 – misero bene in evidenza la non correlazione fra la capacità di mobilitazione nelle manifestazioni pubbliche della nuova sinistra con risultati acquisiti dalle liste: se da una parte questa “area” politica era indubbiamente in grado di riempire le piazze e di pianificare cortei con diverse migliaia di partecipanti, al contempo non riusciva a intercettare il voto dell’urna elettorale. Esso, difatti, si caratterizzò soprattutto per essere estrinsecazione di una appartenenza politica e sociale, ma con una scarsa capacità di incidere sull’opinione pubblica. Le organizzazioni politiche della sinistra antagonista, nel corso delle tre tornate elettorali analizzate, rilevarono che esse erano composte da un cospicuo numero di quadri militanti, capaci di organizzare, suscitare e dirigere lotte e rivendicazioni nei vari settori della società – di fatto, si può accertare che avevano legami ed erano inserite nei movimenti antagonisti in maniera radicata – ma riscontravano notevoli problematicità, al momento del voto, a raccogliere consensi elettorali. L’opinione pubblica di sinistra che guardava magari con simpatia alle loro iniziative, ne riconosceva il ruolo e partecipava alle lotte, ma al momento di votare preferiva scegliere l’attendibilità politica costituita dai partiti della sinistra storica, come quello fornito nello specifico dal PCI. Allo stesso tempo, si deve sottolineare che anche il PCI – solitamente intenso nel biennio elettorale 1975/76 come partito “pigliatutto” – raggiunse in questo periodo il suo massimo di voti erodendo la base elettorale del centro-destra – e in questo concordo con Pasquino e Parisi – diluendo il proprio programma e la propria ideologia pur di poter ampliare la propria platea elettorale, tanto da far venire meno, in seno agli elettori comunisti, il riconoscimento del PCI come partito degli operai, di contro al tentativo di rincorrere il voto di ceti medi impiegatizi e dei piccoli imprenditori <98. Infine la DC, che in seguito alle elezioni del 1976, pur ritrovando una stabilità in termini di voti, dal punto di vista “qualitativo” pareva – secondo i due studiosi – aver recuperato l’ambiguità e la natura composita, nonché contraddittoria, che l’aveva fino a quel periodo caratterizzata: più cattolica – grazie alla legittimazione da parte della Chiesa – ma allo stesso tempo anche polo di aggregazione del voto laico, anticomunista o, in ogni caso, non comunista <99. Di fatto, le elezioni del 20 giugno 1976 segnarono, grazie alla spartizione dei voti tra DC e PCI, una radicalizzazione della vita politica italiana <100. Ancora Parisi e Pasquino sottolineavano, difatti, come i risultati elettorali succedutisi nelle consultazioni del quadriennio 1972 – 1976 più che essere “reazioni contingenti dell’elettorato alla congiuntura politica”, avrebbero dovuto considerarsi come “espressioni di cambiamenti più profondi intervenuti nel corpo elettorale e nell’intero paese” <101 – pronunciati con una abbondanza di influenze ben prevalenti rispetto a quelle costituite dalla semplice opzione di voto – in un arco di tempo che aveva travalicato il periodo in cui tali fenomeni si erano manifestati dal punto di vista elettorale.
La situazione non mutò neanche negli anni seguenti. In occasione delle elezioni politiche del 1979 – le prime dopo l’assassinio Moro e l’inchiesta contro l’autonomia operaia portata avanti dal giudice Pietro Calogero – due liste si contesero i consensi alla sinistra del PCI, che vide per altro in quell’anno un brusco tracollo elettorale: Nuova sinistra unita, nella quale era confluita DP e parte dei fuoriusciti da Lotta Continua, la quale ottenne 294.462 (0,8%) e nessun eletto, e il Pdup-pc che raccolse 502.247 voti (1,37%) ed elesse sei parlamentari. Sommati tra loro i voti raccolti furono 796.709 (2,2%) con un incremento rispetto al dato del 1976 di più di 230.000 unità (+0,7%)102. Seppur i voti ottenuti segnarono un incremento dei consensi, tale somma aritmetica, tuttavia, non poteva essere automaticamente trasformata in cifra politica. Le due organizzazioni sopramenzionate capitalizzarono i loro consensi elettorali proprio perché divise nella loro corsa elettorale: il loro, difatti, era un elettorato molto attento ai posizionamenti politici e strategici, e dunque difficilmente sovrapponibile l’uno con l’altro, a causa di un passato politico differente. Gli elettori, dunque, erano disposti a votare il Pdup-pc o Nuova sinistra unita, ma non l’eventuale unità organizzativa tra i due schieramenti; unità che infatti, a posteriori, non ci fu. Questo “paradosso aritmetico” fu inoltre confermato dall’esito delle elezioni amministrative del 1980 quando DP, presente in sole nove regioni, ottenne 274.100 voti e il Pdup-pc 372.102. Nell’insieme le due formazioni avevano raccolto 646.202 voti, pari a circa il 2,5%:
un risultato reso possibile proprio perché si erano presentate, ancora una volta, separatamente. Con ogni probabilità, difatti, gran parte dei voti persi dal PCI e non dati ai partiti della nuova sinistra, non andarono a questi ultimi, ma ai Radicali – di fatto partito istituzionale a essi più vicino – i quali incrementarono nitidamente i loro consensi accrescendo la propria presenza parlamentare, da 4 a 18 seggi alla Camera, ed eleggendo inoltre due senatori. Del resto, la morte di Moro e il fallimento del compromesso storico, lasciarono così ampi margini di manovra ai socialisti, nella figura di Bettino Craxi che, con un lungo articolo “Il vangelo socialista” <103, ridefiniva l’identità del suo partito rivendicando “l’incompatibilità sostanziale” tra “comunismo leninista e socialismo”: l’obiettivo, per usare le parole di Paolo Mattera, “era chiaro: colpire l’immagine del Pci come versione italiana della socialdemocrazia [di tipo nordeuropeo], per spingere invece l’opinione pubblica di orientamento progressista a scegliere il Psi, che mostrava – attraverso l’inusuale richiamo a Proudhon contenuto nell’articolo – un’anima libertaria.” <104.
L’elettorato italiano, e la sua geografia elettorale si modificò in tutta rapidità nelle elezioni politiche del 1983 quando, in seguito della decisione del Pdup-pc di presentare liste in alleanza col PCI, organizzazione dentro la quale confluirà l’anno dopo, per poi definitivamente sciogliersi nel novembre del 1984. Rimasta sola, DP raccolse in quelle elezioni 542.039 voti, (1,47%), conquistando 7 seggi alla Camera dei Deputati <105. La cifra, pressappoco, era all’incirca la medesima di quella riportata dal cartello elettorale del 1976 e rilevava meriti, pregi e limiti che caratterizzavano quest’area elettorale. Un’area elettorale che conobbe, nelle successive elezioni politiche del 1987, una relativa espansione, quando DP ottenne 642.161 voti (1,66%) e 8 seggi alla Camera <106. Inoltre, per la prima volta nella storia delle vicende elettorali della Nuova sinistra, con 493.667 voti (1,52%) essa riuscì a conquistare un seggio al Senato <107. Senza saperlo, quello fu un modo per chiudere in “grazia” l’esperienza elettorale di un’area politica minoritaria che aveva percorso, con fortune e sfortune alterne, quasi un ventennio della vita politica italiana. Le elezioni del 1983, del resto, come facilmente si può riscontrare, videro un calo dei consensi della DC e un rilancio percentuale del PCI che fece diminuire il divario tra i due storici rivali di soli tre punti percentuali, mai così ristretto nella storia dell’Italia repubblicana: questo portò i democristiani a rinunciare a una delle pregiudiziali della sua politica – ossia il non eleggere un presidente del consiglio socialista – per non declinare la perdita della seconda: vedere il PCI al governo del paese. Questo condusse alla formazione di un governo guidata dal socialista Bettino Craxi. Difatti, col precipitare degli eventi alla fine degli anni Ottanta, che conclusero il cosiddetto “Secolo breve”, anche la geografia della politica partitica italiana fu sconvolta.
La fine del PCI, e la concomitante nascita di Rifondazione comunista condussero DP a deliberare, nel congresso del giugno 1991, lo scioglimento del partito e la confluenza immediata in Rifondazione. Di fatto, come abbiamo sottolineato nella pagine precedenti, l’elettorato italiano nel decennio analizzato si era espresso non quale voto di opinione, ma di appartenenza, caratterizzato, perciò “da una forte determinazione, scarsa esposizione alla congiuntura politica, continuità nel tempo, e da una assenza di specificità, scarsa considerazione cioè del tipo di consultazione” <108. Come si vede, anche nel periodo di maggior influsso delle teorie operaiste, l’incidenza politica di questi partiti fu marginale, se non totalmente ininfluente. Bisognerebbe notare come la portata culturale delle frange “movimentiste” non dovette esplicitarsi all’interno di una logica istituzionale, ma si mantenne viva in canali differenti, diretti e non mediati dalla politica istituzionale. O forse, dato anche i tassi di affluenza intorno al 90% dell’elettorato avente diritto, si deve notare come la paura generata da questi “movimenti” non sfociò in un voto politico, ma in una pratica Movimentista e antagonista da praticare nel quotidiano. Tali partiti della sinistra extraparlamentare, difatti, ponevano in essere una critica alle istituzioni che si esplicitava alla sua massima portata fuori delle aule parlamentari, e la loro critica ai partiti dell’arco istituzionale si aggregava unitamente attorno sia alla denuncia del compromesso storico mosso dal PCI sia attorno, ma con differenze da partito a partito, a richieste sociali: due casi su tutti, il referendum abrogativo sul divorzio del 1974 – che, come sottolineato da differenti studiosi accelerò “il processo di spostamento a sinistra” <109 o che comunque contribuì a sollecitare un processo di graduale superamento della logica degli schieramenti in atto <110 – dell’elettorato italiano – e quello sulla legge Reale del 1978. Essi, principino da una matrice libertaria, movimentista e non istituzionale, riuscirono a intercettare il consenso della sinistra antagonista (e nel caso della legge Reale, anche della destra), di contro ai partiti “storici” che si posero indefessamente in opposizione ai primi, rivendicando la propria aderenza alle volontà di unità nazionale. Fu infatti da queste rimostranze che a partire dalle elezioni del 1972 si mise in moto quel processo che portò alla nascita e alla successiva affermazione della cultura politica facente capo alla cosiddetta “autonomia operaia”, movimento non partecipante alle elezioni politiche, che riuscì a catalizzare l’attenzione soprattutto delle frange giovanili, ormai stanche della militanza nei partiti della sinistra “antagonista” e che faceva delle rivendicazioni sociali il suo fulcro d’esistenza. Al contrario, in seno ai partiti della sinistra storica, e in particolare nel PCI, si innescava un meccanismo di irrigidimento statalista reso obbligatorio dalla necessità di dimostrare ai prossimi alleati – alla DC soprattutto – la certificazione delle proprie garanzie di rispetto delle regole democratiche, ma soprattutto la capacità di controllo sulla classe operaia e sul proletariato tutto. A riguardo, in brevissimo tempo si assiste a prese di posizione e comportamenti che andavano dal patetico al paranoico, passando purtroppo spesso anche per il “repressivo”. Di mira vi erano tutti i comportamenti indisciplinati e quindi autonomi che avrebbero dovuto, nelle loro logiche, essere diligentemente dismessi in un frangente così strategicamente determinante per la presa del potere di governo. Protagonisti dell’insubordinazione erano, secondo una delle letture della situazione, i soggetti emarginati e disperati della “seconda società̀”, che viveva a carico parassitario della prima, costituita dal Movimento operaio ufficiale. Per gli autonomi, invece, quegli stessi soggetti, disoccupati, inoccupati, precari, al nero ecc. erano le diverse sfaccettature del nuovo “mostro” in gestazione, quell’“operaio sociale” che costituisce la sostanza dell’“altro movimento operaio”». Il regolamento dei conti avvenne il 17 febbraio del 1977, nel piazzale dell’Università̀ di Roma occupata dagli studenti e dal movimento. Luciano Lama, dirigente del partito comunista e segretario della Cgil, il più̀ grande e organizzato sindacato comunista d’Europa, si presentava con la potenza, facilmente interpretata come prepotenza dai giovani “antagonisti”, del suo servizio d’ordine e del suo richiamo all’ordine e alla disciplina. Nel furibondo scontro che ne seguì Lama e il suo “partito” saranno cacciati. Una spaccatura che non si ricomporrà̀ più̀. Come del resto sottolineato da Gianfranco Pasquino e Arturo Parisi, è “ipotizzabile, ma non del tutto sicuro, che il 1968 e la socializzazione sul “campo” (e nelle assemblee) ricevuta da molti giovani sia una prima ma fondamentale ragione del loro spostamento a sinistra, unitamente a una minore influenza della trasmissione di atteggiamenti e comportamenti politici ricevuta in famiglia e a un’accresciuta influenza dei rapporti fra gruppi di “pari” a scuola rispetto a quella degli insegnanti (o incerto e confusi o già politicizzati a sinistra).” <111.
[NOTE]
88 Cfr., Giacomo Masi, Le elezioni degli anni Settanta: terremoto o evoluzione?, in Continuità e mutamento elettorale in Italia. Le elezioni del 20 giugno 1976 e il sistema politico italiano, a c. di Arturo Parisi e Gianfranco Pasquino, Bologna, Il Mulino, 1977, p. 83.
89 Legge 8 marzo 1975, n. 39, articolo 14.
90 Cfr., Giacomo Masi, Le elezioni degli anni Settanta: terremoto o evoluzione?, in Continuità e mutamento elettorale in Italia, cit., p. 78.
91 Arturo Parisi, Gianfranco Pasquino, 20 giugno: struttura politica e comportamento elettorale, in Continuità e mutamento elettorale in Italia, cit., p. 11.
92 Cfr., ivi, p. 45.
93 Cfr., Barbara Bartolini, Insediamento subculturale e distribuzione dei suffragi, in Continuità e mutamento elettorale in Italia, cit., p. 144.
94 Dati ricavati dal sito del Ministero degli Interni.
95 Cfr., Barbara Bartolini, Insediamento subculturale e distribuzione dei suffragi, in Continuità e mutamento elettorale in Italia, cit., p. 63.
96 Solo a titolo d’esempio vedere il commento elettorale in prima pagina di “Lotta Continua” del 22 giugno 1976.
97 Volevamo cambiare il mondo. Storia di Avanguardia Operaia, a cura di Roberto Biorcio e Matteo Pucciarelli, Milano-Udine, Mimesis, 2021.
98 Cfr., Arturo Parisi, Gianfranco Pasquino, 20 giugno: struttura politica e comportamento elettorale, in Continuità e mutamento elettorale in Italia, cit., p. 31.
99 Cr., ivi, pp. 57-58.
100 Cfr., ivi, p. 64.
101 Arturo Parisi, Gianfranco Pasquino, Relazioni partiti-elettori e tipi di voto, in Continuità e mutamento elettorale in Italia, cit., p. 215.
102 Dati ricavati dal sito del Ministero degli Interni.
103 Bettino Craxi, Il vangelo socialista, In “L’Espresso”, 27 agosto 1978, pp. 24-30.
104 Paolo Mattera, Storia del Psi (1829-1994), Carocci, Roma 2010, p. 204.
105 Dati ricavati dal sito del Ministero degli Interni.
106 Dati ricavati dal sito del Ministero degli Interni.
107 Ibidem.
108 Arturo Parisi, Gianfranco Pasquino, Relazione e partiti-elettori e tipi di voto, in Continuità e mutamento elettorale in Italia, cit., p. 225.
109 Arturo Parisi, Gianfranco Pasquino, 20 giugno: struttura politica e comportamento elettorale, in Continuità e mutamento elettorale in Italia, cit., p. 19.
110 Cfr., Giacomo Masi, Le elezioni degli anni Settanta: terremoto o evoluzione?, in Continuità e mutamento elettorale in Italia, cit., p. 81.
111 Arturo Parisi, Gianfranco Pasquino, 20 giugno: struttura politica e comportamento elettorale, in Continuità e mutamento elettorale in Italia, cit., p. 27.
Andrea Capriolo, Manifestazioni artistiche nei centri sociali autogestiti della Milano tra anni Settanta e Ottanta. Dai Circoli del proletariato giovanile al movimento punk, Tesi di dottorato, Università degli Studi di Udine, 2013