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#fondazionebaruchello — Public Fediverse posts

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  1. oggi, 21 aprile, a roma, alla fondazione baruchello: crit #54 con fadl fakhouri e paul hutzli

    Fondazione Baruchello presenta:

    CRIT #54
    Con Fadl Fakhouri e Paul Hutzli
    Moderato da Fabiola Fiocco
    In collaborazione con CASTRO

    Oggi, martedì 21.04.2026
    18:30–20:30
    Via del Vascello 35, Roma

    La Fondazione Baruchello, in collaborazione con CASTRO, ospita il prossimo appuntamento del programma CRIT, con Fadl Fakhouri (partecipante dello Studio Program #09 di CASTRO) e Paul Hutzli (in residenza presso l’Istituto Svizzero).

    I CRITs sono occasioni d’incontro dove le artiste e gli artisti presentano il proprio lavoro, “offrendolo” alla critica collettiva. Durante l’evento, l’artista introduce brevemente l’opera o il progetto che ha scelto, lasciando guidare la discussione dai commenti, le prospettive, le domande dei partecipanti.

    I CRITs si basano sull’idea che la riflessione con un gruppo di “pari” possa migliorare la pratica dell’artista, apportando un grado di obiettività alla dinamica perlopiù soggettiva e autoreferenziale del processo creativo privato.

    CASTRO è un progetto educativo sperimentale ideato nel 2018 dall’artista Gaia Di Lorenzo. Si articola attorno a tre programmi principali: lo Studio Program, ospita ogni anno un gruppo di artisti e ricercatori; il Public Program, che consiste in una serie di eventi gratuiti e aperti al pubblico, come CRIT, conferenze e incontri con gli artisti e l’Academia Program, offre una serie di attività pensate per sostenere lo sviluppo di percorsi di apprendimento individuali, tra cui revisioni di portfolio, workshop, mentoring.

    Dal 2023, CASTRO ha anche avviato una biblioteca incentrata sull’educazione alternativa e la pedagogia radicale, costruita collettivamente attraverso i contributi continui di artisti, ricercatori ed educatori, sia italiani che internazionali.

    #art #arte #Castro #crit #FabiolaFiocco #FadlFakhouri #FondazioneBaruchello #GaiaDiLorenzo #PaulHutzli #StudioProgram
  2. oggi, 21 aprile, a roma, alla fondazione baruchello: crit #54 con fadl fakhouri e paul hutzli

    Fondazione Baruchello presenta:

    CRIT #54
    Con Fadl Fakhouri e Paul Hutzli
    Moderato da Fabiola Fiocco
    In collaborazione con CASTRO

    Oggi, martedì 21.04.2026
    18:30–20:30
    Via del Vascello 35, Roma

    La Fondazione Baruchello, in collaborazione con CASTRO, ospita il prossimo appuntamento del programma CRIT, con Fadl Fakhouri (partecipante dello Studio Program #09 di CASTRO) e Paul Hutzli (in residenza presso l’Istituto Svizzero).

    I CRITs sono occasioni d’incontro dove le artiste e gli artisti presentano il proprio lavoro, “offrendolo” alla critica collettiva. Durante l’evento, l’artista introduce brevemente l’opera o il progetto che ha scelto, lasciando guidare la discussione dai commenti, le prospettive, le domande dei partecipanti.

    I CRITs si basano sull’idea che la riflessione con un gruppo di “pari” possa migliorare la pratica dell’artista, apportando un grado di obiettività alla dinamica perlopiù soggettiva e autoreferenziale del processo creativo privato.

    CASTRO è un progetto educativo sperimentale ideato nel 2018 dall’artista Gaia Di Lorenzo. Si articola attorno a tre programmi principali: lo Studio Program, ospita ogni anno un gruppo di artisti e ricercatori; il Public Program, che consiste in una serie di eventi gratuiti e aperti al pubblico, come CRIT, conferenze e incontri con gli artisti e l’Academia Program, offre una serie di attività pensate per sostenere lo sviluppo di percorsi di apprendimento individuali, tra cui revisioni di portfolio, workshop, mentoring.

    Dal 2023, CASTRO ha anche avviato una biblioteca incentrata sull’educazione alternativa e la pedagogia radicale, costruita collettivamente attraverso i contributi continui di artisti, ricercatori ed educatori, sia italiani che internazionali.

    #art #arte #Castro #crit #FabiolaFiocco #FadlFakhouri #FondazioneBaruchello #GaiaDiLorenzo #PaulHutzli #StudioProgram
  3. 21 aprile, roma, fondazione baruchello: crit #54 con fadl fakhouri e paul hutzli

    Fondazione Baruchello presenta:

    CRIT #54
    Con Fadl Fakhouri e Paul Hutzli
    Moderato da Fabiola Fiocco
    In collaborazione con CASTRO

    Martedì 21.04.2026
    18:30–20:30
    Via del Vascello 35, Roma

    La Fondazione Baruchello, in collaborazione con CASTRO, ospita il prossimo appuntamento del programma CRIT, con Fadl Fakhouri (partecipante dello Studio Program #09 di CASTRO) e Paul Hutzli (in residenza presso l’Istituto Svizzero).

    I CRITs sono occasioni d’incontro dove le artiste e gli artisti presentano il proprio lavoro, “offrendolo” alla critica collettiva. Durante l’evento, l’artista introduce brevemente l’opera o il progetto che ha scelto, lasciando guidare la discussione dai commenti, le prospettive, le domande dei partecipanti.

    I CRITs si basano sull’idea che la riflessione con un gruppo di “pari” possa migliorare la pratica dell’artista, apportando un grado di obiettività alla dinamica perlopiù soggettiva e autoreferenziale del processo creativo privato.

    CASTRO è un progetto educativo sperimentale ideato nel 2018 dall’artista Gaia Di Lorenzo. Si articola attorno a tre programmi principali: lo Studio Program, ospita ogni anno un gruppo di artisti e ricercatori; il Public Program, che consiste in una serie di eventi gratuiti e aperti al pubblico, come CRIT, conferenze e incontri con gli artisti e l’Academia Program, offre una serie di attività pensate per sostenere lo sviluppo di percorsi di apprendimento individuali, tra cui revisioni di portfolio, workshop, mentoring.

    Dal 2023, CASTRO ha anche avviato una biblioteca incentrata sull’educazione alternativa e la pedagogia radicale, costruita collettivamente attraverso i contributi continui di artisti, ricercatori ed educatori, sia italiani che internazionali.

    #art #arte #Castro #crit #FabiolaFiocco #FadlFakhouri #FondazioneBaruchello #GaiaDiLorenzo #PaulHutzli #StudioProgram
  4. 21 aprile, roma, fondazione baruchello: crit #54 con fadl fakhouri e paul hutzli

    Fondazione Baruchello presenta:

    CRIT #54
    Con Fadl Fakhouri e Paul Hutzli
    Moderato da Fabiola Fiocco
    In collaborazione con CASTRO

    Martedì 21.04.2026
    18:30–20:30
    Via del Vascello 35, Roma

    La Fondazione Baruchello, in collaborazione con CASTRO, ospita il prossimo appuntamento del programma CRIT, con Fadl Fakhouri (partecipante dello Studio Program #09 di CASTRO) e Paul Hutzli (in residenza presso l’Istituto Svizzero).

    I CRITs sono occasioni d’incontro dove le artiste e gli artisti presentano il proprio lavoro, “offrendolo” alla critica collettiva. Durante l’evento, l’artista introduce brevemente l’opera o il progetto che ha scelto, lasciando guidare la discussione dai commenti, le prospettive, le domande dei partecipanti.

    I CRITs si basano sull’idea che la riflessione con un gruppo di “pari” possa migliorare la pratica dell’artista, apportando un grado di obiettività alla dinamica perlopiù soggettiva e autoreferenziale del processo creativo privato.

    CASTRO è un progetto educativo sperimentale ideato nel 2018 dall’artista Gaia Di Lorenzo. Si articola attorno a tre programmi principali: lo Studio Program, ospita ogni anno un gruppo di artisti e ricercatori; il Public Program, che consiste in una serie di eventi gratuiti e aperti al pubblico, come CRIT, conferenze e incontri con gli artisti e l’Academia Program, offre una serie di attività pensate per sostenere lo sviluppo di percorsi di apprendimento individuali, tra cui revisioni di portfolio, workshop, mentoring.

    Dal 2023, CASTRO ha anche avviato una biblioteca incentrata sull’educazione alternativa e la pedagogia radicale, costruita collettivamente attraverso i contributi continui di artisti, ricercatori ed educatori, sia italiani che internazionali.

    #art #arte #Castro #crit #FabiolaFiocco #FadlFakhouri #FondazioneBaruchello #GaiaDiLorenzo #PaulHutzli #StudioProgram
  5. domani, 21 febbraio, fondazione baruchello, roma: finissage della mostra “sinantropico”, di silvia cini

    Fondazione Baruchello presenta:
    Silvia Cini
    Sinantropico
    all’interno del progetto Terra come Terra
    Finissage della mostra
    Sabato, 21 feb 2026
    Ore 18–21
    Via del Vascello 35, Roma

     

    #art #arte #finissage #FondazioneBaruchello #mostra #SilviaCini #TerraComeTerra
  6. domani, 21 febbraio, fondazione baruchello, roma: finissage della mostra “sinantropico”, di silvia cini

    Fondazione Baruchello presenta:
    Silvia Cini
    Sinantropico
    all’interno del progetto Terra come Terra
    Finissage della mostra
    Sabato, 21 feb 2026
    Ore 18–21
    Via del Vascello 35, Roma

     

    #art #arte #finissage #FondazioneBaruchello #mostra #SilviaCini #TerraComeTerra
  7. 21 febbraio, fondazione baruchello, roma: finissage della mostra “sinantropico”, di silvia cini

    Fondazione Baruchello presenta:
    Silvia Cini
    Sinantropico
    all’interno del progetto Terra come Terra
    Finissage della mostra
    Sabato, 21 feb 2026
    Ore 18–21
    Via del Vascello 35, Roma

     

    #art #arte #finissage #FondazioneBaruchello #mostra #SilviaCini #TerraComeTerra
  8. 21 febbraio, fondazione baruchello, roma: finissage della mostra “sinantropico”, di silvia cini

    Fondazione Baruchello presenta:
    Silvia Cini
    Sinantropico
    all’interno del progetto Terra come Terra
    Finissage della mostra
    Sabato, 21 feb 2026
    Ore 18–21
    Via del Vascello 35, Roma

     

    #art #arte #finissage #FondazioneBaruchello #mostra #SilviaCini #TerraComeTerra
  9. 15 gennaio, roma: silvia cini, “sinantropico”, alla fondazione baruchello

    Fondazione Baruchello presenta:
    Silvia Cini
    Sinantropico
    all’interno del progetto Terra come Terra
    Giornata di studi:
    Giovedì, 15.01.2026
    Ore 15:00–18:00
    Inaugurazione della mostra:
    Giovedì, 15.01.2026
    Ore 18:00–21:00
    Via del Vascello 35, Roma

    Il 15 gennaio 2026, La Fondazione Baruchello presenta la mostra e una giornata di studi dal titolo Sinantropico, in cui Silvia Cini presenta e prosegue il progetto vincitore dell’XI edizione dell’Italian Council, confluito nel libro Avant Que Nature Meure, edito da Quodlibet (2024).

    L’iniziativa si inserisce nel contesto del progetto della Fondazione Baruchello Terra come Terra, in corso fino al 27 febbraio 2026, primo capitolo di un programma di ricerca e sperimentazione che intreccia opere, pratiche artistiche e riflessione teorica a partire dal lavoro di Gianfranco Baruchello.

    Concepite come due momenti strettamente interconnessi, la giornata di studi ha il suo punto di partenza nella presentazione del libro Avant Que Nature Meure,  mentre la mostra è pensata da Silvia Cini come un dialogo tra una selezione di sue opere, dalla fine degli anni Novanta ad oggi, con sette opere filmiche e un volume (Psicoenciclopedia possibile, Treccani 2020) di Gianfranco Baruchello in cui sono il lavoro, la storia, la memoria, i confini, l’idea di un giardino come possibile ecosistema, la terra come piano di consistenza, a entrare in una conversazione.

    A partire dalle ore 15:00 la giornata di studi riunirà Fabio Attorre, Daniel Borselli, Orietta Brombin, Michele Cerruti But, Fabio De Chirico, Alessandra Pioselli, Carla Subrizi, Riccardo Venturi, per riflettere sul paesaggio urbano come superorganismo, intreccio di specie, memorie e temporalità non umane, dove l’arte diventa pratica di ascolto e decifrazione del vivente.

    I lavori filmici di Gianfranco Baruchello sono invece il punto di partenza di Silvia Cini per intraprendere un dialogo, sottratto alla voce e restituito alle opere, tra Le lieu (2010) e Terrediriporto (1998–2001), La traversata (2006) e Penelope Addio (2005), Ballade (1996) e Somnia Vana – ultimo progetto dell’artista, che muove dal lemma Terra della Psicoenciclopedia possibile di Baruchello, a cui l’opera rende omaggio – insieme al più recente Avant Que Nature Meure (2015-2024).

     In Le lieu (2010), una sequenza di scatti fotografici, still di un film immaginario, ritraenti un terreno appena dissodato, evolve nella ripresa di un trattore che lavora i terreni della Fondazione Baruchello (un tempo Agricola Cornelia) rendendola fertile; parallelamente in Terrediriporto (1998-2001) Silvia Cini riempie coffe con terre prelevate dai cantieri autostradali in giro per l’Europa, lasciandole germinare nello spazio espositivo. Queste terre migranti, per scelta o costrizione, attestano processi di dislocazione, adattamento, resistenza, ibridazione e relazioni di reciprocità, attraverso i quali Silvia Cini costituisce un possibile modello per la creazione di forme di appartenenze e nuovi areali, zone franche di radicamento di soggettività non autoctone. Prelevate oggi dalla Fondazione Baruchello (dalla sede di Via di Santa Cornelia, Roma), le terre di riporto vengono lasciate germogliare nello spazio espositivo proprio come allora.

     In La traversata (2006) la telecamera segue da lontano un uomo, che nuota in mare senza che raggiunga una meta. Non ci sono indicazioni spaziali fino a quando non avviene un repentino allargamento dell’inquadratura. Da questo momento la sagoma sempre più indistinta del nuotatore si perde nell’orizzonte. In Penelope Addio (2005), una donna, Silvia Cini, è seduta in mare resistendo al vento, attendendo la folata che la spazzerà via, come le continue vittime di violenza.

     Somnia vana rimanda al celebre passo del VI libro dell’Eneide, in cui Virgilio colloca nel vestibolo dell’Ade un grande olmo, sotto le cui foglie si annidano i vana somnia. Scrive l’artista: ‹‹Sono delle foglie di olmo cristallizzate nello zucchero, come si usa per le violette e i fiori di mimosa nella tradizione dolciaria ligure e piemontese. Sono entrata nel lemma Terra della Psicoenciclopedia possibile di Baruchello, mi sono inoltrata nella stratificazione delle sue parole fino ad arrivare, al lago di Averno o, come nel suo film Ballade, alle Fosse Ardeatine. Virgilio nel capitolo VI dell’Eneide tra propaganda e rielaborazione di un passato inesistente, fa condurre Enea dalla Sibilla nel mondo sotterraneo e qui, nel vestibolo, prima di ogni altro incontra un albero, un enorme olmo sotto le cui foglie si annidano i sogni vani.

    Salendo Viale dei Quattro Venti verso la Fondazione Baruchello, passavo in rassegna il filare di olmi capitozzati, vittime intossicate dalle polveri sottili dell’inquinamento urbano e da nuovi parassiti, come la Galerucella, proliferati a causa dell’innalzamento delle temperature, e mi veniva in mente Baruchello coltivatore all’Agricola Cornelia di condivise utopie, come la barbabietola da zucchero. La coltivazione della barbabietola e la sua veloce selezione – circa cinquant’anni – per diventare maggiormente zuccherina, furono un processo politico ed economico europeo messo in atto da Napoleone sfruttando le nuove conoscenze agrotecniche della rivoluzione industriale, per produrre in pochi anni lo zucchero in modo indipendente dalla produzione colonialista che si basava sullo sfruttamento della schiavitù.

    Sono foglie edibili, ma non più; dolci, rilucenti di cristalli di zucchero, ma tossiche. Ci parlano del corpo della città, della nostra relazione di umani con il mondo vegetale che ci circonda, ci ricordano il fallimento delle utopie del secolo passato, a maggior ragione ora››.

    La mostra prosegue con la selezione di opere dal più recente Avant Que Nature Meure (2015-2024), mappatura on life delle orchidee spontanee che fioriscono a Roma in zone, talvolta di degrado, che costudiscono la biodiversità e con essa la metafora silenziosa della convivenza. In mostra oltre le sculture galvanoplastiche Segnasfalcio – prototipi per la realizzazione in materiali ecocompatibili di segnali per la regolazione delle tempistiche di sfalcio da inserire nel tessuto urbano – il video Matyò, antifavola della società patriarcale che relega il lavoro del popolo di donne, ricamatrici Matyò, alla preparazione del corredo nuziale. L’intervento dell’artista trasforma il ricamo tradizionale, scegliendo come soggetto una delle orchidee spontanee che sboccia nella città di Budapest, e realizzandolo sull’abito da lavoro delle scienziate, che quotidianamente si adoperano per preservare il corredo genetico della biodiversità.

    A conclusione dell’iniziativa, nella primavera del 2026, si terrà Estranee, un laboratorio a carattere seminariale rivolto agli studenti, dedicato all’indagine della nozione di “autentico”. Il laboratorio sarà condotto dall’artista all’interno del giardino della Fondazione, nella sede di Via di Santa Cornelia nel Parco di Veio

    #AgricolaCornelia #AlessandraPioselli #art #arte #AvantQueNatureMeure #CarlaSubrizi #DanielBorselli #FabioAttorre #FabioDeChirico #FondazioneBaruchello #GianfrancoBaruchello #MicheleCerrutiBut #mostra #OriettaBrombin #PsicoenciclopediaPossibile #RiccardoVenturi #SilviaCini #Sinantropico #SomniaVana #TerraComeTerra

  10. oggi, 3 dicembre, theo panagopoulos alla fondazione baruchello

    Fondazione Baruchello presenta:

    Theo Panagopoulos _ The Flowers Stand Silently, Witnessing

    Proiezione e dibattito
    3 dicembre 2025, ore 18:00
    Via del Vascello 35, Roma

    cliccare per ingrandire

    La Fondazione Baruchello, oggi, mercoledì 3 dicembre alle ore 18:00, presenta il film The Flowers Stand Silently, Witnessing (2024), di Theo Panagopoulos. La proiezione sarà seguita da una conversazione con Sara Alberani, Marcella Muraca, Carla Subrizi e Paola Ugolini.

    L’opera di Theo Panagopoulos è il contributo installato nella Project Room all’interno del progetto “Terra come Terra”, che si articola attraverso una serie di appuntamenti, workshop, tavole rotonde, installazioni, interventi artistici dal novembre 2025 fino al luglio 2026. La Project Room è uno spazio lasciato aperto e che si trasformerà nel tempo attraverso l’intervento e il contributo di artisti, curatori, filmmaker, scrittori e chiunque avrà voglia di partecipare.

    Il film nasce nel 2023 quando il regista, residente in Scozia, scopre un raro archivio cinematografico sconosciuto dedicato ai fiori selvatici palestinesi e decide di recuperare e reclamare il materiale filmato. The Flowers Stand Silently, Witnessing – film-saggio che riusa le registrazioni di un missionario scozzese nella Palestina degli anni ’30 e ’40 – mette in discussione il ruolo della creazione di immagini come strumento sia di testimonianza che di violenza, quando messo in relazione al legame tra le persone e la terra.

    Theo Panagopoulos è un regista greco-libanese-palestinese e dottorando di base in Scozia. Il suo lavoro esplora temi quali la memoria collettiva, lo sradicamento, l’identità frammentata e il linguaggio in una prospettiva al tempo stesso politica e poetica

    #appuntamenti #carlaSubrizi #fondazioneBaruchello #installazioni #interventiArtistici #marcellaMuraca #palestina #paolaUgolini #projectRoom #saraAlberani #tavoleRotonde #terraComeTerra #theFlowersStandSilentlyWitnessing #theoPanagopoulos #workshop

  11. oggi, 3 dicembre, theo panagopoulos alla fondazione baruchello

    Fondazione Baruchello presenta:

    Theo Panagopoulos _ The Flowers Stand Silently, Witnessing

    Proiezione e dibattito
    3 dicembre 2025, ore 18:00
    Via del Vascello 35, Roma

    cliccare per ingrandire

    La Fondazione Baruchello, oggi, mercoledì 3 dicembre alle ore 18:00, presenta il film The Flowers Stand Silently, Witnessing (2024), di Theo Panagopoulos. La proiezione sarà seguita da una conversazione con Sara Alberani, Marcella Muraca, Carla Subrizi e Paola Ugolini.

    L’opera di Theo Panagopoulos è il contributo installato nella Project Room all’interno del progetto “Terra come Terra”, che si articola attraverso una serie di appuntamenti, workshop, tavole rotonde, installazioni, interventi artistici dal novembre 2025 fino al luglio 2026. La Project Room è uno spazio lasciato aperto e che si trasformerà nel tempo attraverso l’intervento e il contributo di artisti, curatori, filmmaker, scrittori e chiunque avrà voglia di partecipare.

    Il film nasce nel 2023 quando il regista, residente in Scozia, scopre un raro archivio cinematografico sconosciuto dedicato ai fiori selvatici palestinesi e decide di recuperare e reclamare il materiale filmato. The Flowers Stand Silently, Witnessing – film-saggio che riusa le registrazioni di un missionario scozzese nella Palestina degli anni ’30 e ’40 – mette in discussione il ruolo della creazione di immagini come strumento sia di testimonianza che di violenza, quando messo in relazione al legame tra le persone e la terra.

    Theo Panagopoulos è un regista greco-libanese-palestinese e dottorando di base in Scozia. Il suo lavoro esplora temi quali la memoria collettiva, lo sradicamento, l’identità frammentata e il linguaggio in una prospettiva al tempo stesso politica e poetica

    #appuntamenti #carlaSubrizi #fondazioneBaruchello #installazioni #interventiArtistici #marcellaMuraca #palestina #paolaUgolini #projectRoom #saraAlberani #tavoleRotonde #terraComeTerra #theFlowersStandSilentlyWitnessing #theoPanagopoulos #workshop

  12. oggi, 21 ottobre, venti anni fa, iniziava l’edizione 2005 di romapoesia

    Nel 2005 un evento, Poesia ultima / L’esperienza-divenire delle arti, organizzato da RomaPoesia (Luigi Cinque e Nanni Balestrini) e in parte curato da me, univa – in una serie di giornate e incontri principalmente all’Auditorium e presso la Fondazione Baruchello – autori molto diversi tra loro, poeti, artisti, musicisti, performer, e videomaker, in un tentativo di dare un quadro di alcune linee di ricerca (o non di ricerca) contemporanee.

    Il sottotitolo diceva, anche: “generazione ’68-’78”.

    Qui il programma completo: https://slowforward.net/2006/08/12/ottobre-2005-poesia-ultima/

    E qui una – direi tutt’ora attuale – scheda di descrizione e dichiarazione di intenti, non firmata ma mia: https://slowforward.net/2006/08/12/ottobre-2005-scheda/
    (leggibile anche qui, o su archive.org, e su Academia)

    (N.b.: Entrambi i post sono stati importati su WordPress nel 2006, essendo usciti in origine su slow-forward.splinder.com e in varie altre sedi ‘ufficiali’ della manifestazione).

    Come è ovvio, la cosa nel suo complesso fu da alcuni versanti fortemente e pressoché ciecamente osteggiata (soprattutto da parte del sottobosco poetico, che infatti – in virtù della sua ostilità alla sperimentazione – sarebbe stato debitamente ascensorizzato nell’arco del quindicennio successivo). Stessi oppositori e stessa veemenza disordinata avrebbero accolto prima gammm alla sua nascita a fine giugno 2006 e poi Prosa in prosa nel 2009. (Tutto è registrato e fortunatamente immortalato da memorabili thread di commenti su vari blog, soprattutto Nazione indiana e Absolute poetry: chi vuole può divertirsi a compulsare).

    Qui di séguito ripropongo una parte credo significativa della scheda descrittiva (cfr. il secondo link sopra riportato), con elementi, suggestioni e interrogativi che periodicamente riemergono nel sempiterno dibattito italiano sulla poesia, che specie da un decennio a questa parte sembra ogni volta ripartire beato e beota da zero senza interrogarsi su quello che l’ha preceduto, pur essendoci infiniti stimoli proprio nel passato recente e meno recente (ma studiabile, rintracciabile, si pensi solo ad alfabeta2, EX.IT – Materiali fuori contesto, Poeti degli anni zero, o appunto a Prosa in prosa, gammm, RomaPoesia, RicercaBO, e poi a Parola plurale, slowforward, La camera verde, Biagio Cepollaro E-dizioni, Ákusma, “Baldus”, Poesia italiana della contraddizione, MilanoPoesia, “Altri termini” eccetera).

    (In realtà il problema è duplice: da una parte c’è la sostanziale e a volte intenzionale mancanza di riferimenti e conoscenza da parte dei giovani poeti, dall’altra la loro indisponibilità a riconoscere che le questioni che dibattono e in cui si dibattono sono state già affrontate, ma da autori della ricerca letteraria, quindi da gente e strutture e testi di cui – per via della medesima ignoranza – non vogliono avere contezza. Anche perché dialogare con la ricerca letteraria vuol dire ipso facto inimicarsi a sangue e per sempre i federali e i capibastone del mainstream).

    Ecco un estratto dalla scheda, appunto:

    Le questioni e gli interrogativi che la poesia rivolge a sé e al contesto sociale (e che quest’ultimo riformula in ulteriori domande) possono riguardare:

       – la situazione della scrittura di ricerca, nella sua interazione con altre arti, lingue e culture;

       – i rapporti complessi di legame/indipendenza che la poesia (di ricerca e non) intrattiene oggi con i propri ‘padri’, con i molti valori stilistici portati dal Novecento;

       – la dicibilità del mondo come resistenza di una poesia civile, e dell’io ‘lirico’ affermato o negato in questa

       – l’occorrenza di motivi costanti (il corpo in immagine distante, la vita degli oggetti) in libri e autori nati negli anni Sessanta e Settanta: che configurano una sorta di scrittura insieme antirealistica e fredda.

    Questi nuclei, individuati ‘scansionando’ per letture parallele siti e sedi e libri recenti di poesia, sono ripartiti nelle due giornate di incontro a Roma, 21-22 ottobre 2005, in modo tale che alcuni degli autori più significativi appartenenti alle generazioni dei nati nel decennio 1968-1978 si trovino a conversare e dibattere tra loro, e soprattutto a porre in parallelo il discorso critico e la lettura, teoria e voce. È la sfida e l’ipotesi in gioco. Ogni nucleo tematico raggruppa autori che intervengono sull’argomento e portano testi (propri e altrui) a sostegno di quanto affermano. I testi – non polemiche e poetiche pre/testuali – sono al centro delle argomentazioni. O anche: i testi narrano se stessi, senza argomentazioni affatto.

    Volume con materiali, testi e documentazione del lavoro svolto nel 2005 da artisti e poeti @ RomaPoesia e Fondazione Baruchello (ulteriori dati: https://slowforward.net/2006/10/31/esperienza-divenire/)

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  13. oggi, 21 ottobre, venti anni fa, iniziava l’edizione 2005 di romapoesia

    Nel 2005 un evento, Poesia ultima / L’esperienza-divenire delle arti, organizzato da RomaPoesia (Luigi Cinque e Nanni Balestrini) e in parte curato da me, univa – in una serie di giornate e incontri principalmente all’Auditorium e presso la Fondazione Baruchello – autori molto diversi tra loro, poeti, artisti, musicisti, performer, e videomaker, in un tentativo di dare un quadro di alcune linee di ricerca (o non di ricerca) contemporanee.

    Il sottotitolo diceva, anche: “generazione ’68-’78”.

    Qui il programma completo: https://slowforward.net/2006/08/12/ottobre-2005-poesia-ultima/

    E qui una – direi tutt’ora attuale – scheda di descrizione e dichiarazione di intenti, non firmata ma mia: https://slowforward.net/2006/08/12/ottobre-2005-scheda/
    (leggibile anche qui, o su archive.org, e su Academia)

    (N.b.: Entrambi i post sono stati importati su WordPress nel 2006, essendo usciti in origine su slow-forward.splinder.com e in varie altre sedi ‘ufficiali’ della manifestazione).

    Come è ovvio, la cosa nel suo complesso fu da alcuni versanti fortemente e pressoché ciecamente osteggiata (soprattutto da parte del sottobosco poetico, che infatti – in virtù della sua ostilità alla sperimentazione – sarebbe stato debitamente ascensorizzato nell’arco del quindicennio successivo). Stessi oppositori e stessa veemenza disordinata avrebbero accolto prima gammm alla sua nascita a fine giugno 2006 e poi Prosa in prosa nel 2009. (Tutto è registrato e fortunatamente immortalato da memorabili thread di commenti su vari blog, soprattutto Nazione indiana e Absolute poetry: chi vuole può divertirsi a compulsare).

    Qui di séguito ripropongo una parte credo significativa della scheda descrittiva (cfr. il secondo link sopra riportato), con elementi, suggestioni e interrogativi che periodicamente riemergono nel sempiterno dibattito italiano sulla poesia, che specie da un decennio a questa parte sembra ogni volta ripartire beato e beota da zero senza interrogarsi su quello che l’ha preceduto, pur essendoci infiniti stimoli proprio nel passato recente e meno recente (ma studiabile, rintracciabile, si pensi solo ad alfabeta2, EX.IT – Materiali fuori contesto, Poeti degli anni zero, o appunto a Prosa in prosa, gammm, RomaPoesia, RicercaBO, e poi a Parola plurale, slowforward, La camera verde, Biagio Cepollaro E-dizioni, Ákusma, “Baldus”, Poesia italiana della contraddizione, MilanoPoesia, “Altri termini” eccetera).

    (In realtà il problema è duplice: da una parte c’è la sostanziale e a volte intenzionale mancanza di riferimenti e conoscenza da parte dei giovani poeti, dall’altra la loro indisponibilità a riconoscere che le questioni che dibattono e in cui si dibattono sono state già affrontate, ma da autori della ricerca letteraria, quindi da gente e strutture e testi di cui – per via della medesima ignoranza – non vogliono avere contezza. Anche perché dialogare con la ricerca letteraria vuol dire ipso facto inimicarsi a sangue e per sempre i federali e i capibastone del mainstream).

    Ecco un estratto dalla scheda, appunto:

    Le questioni e gli interrogativi che la poesia rivolge a sé e al contesto sociale (e che quest’ultimo riformula in ulteriori domande) possono riguardare:

       – la situazione della scrittura di ricerca, nella sua interazione con altre arti, lingue e culture;

       – i rapporti complessi di legame/indipendenza che la poesia (di ricerca e non) intrattiene oggi con i propri ‘padri’, con i molti valori stilistici portati dal Novecento;

       – la dicibilità del mondo come resistenza di una poesia civile, e dell’io ‘lirico’ affermato o negato in questa

       – l’occorrenza di motivi costanti (il corpo in immagine distante, la vita degli oggetti) in libri e autori nati negli anni Sessanta e Settanta: che configurano una sorta di scrittura insieme antirealistica e fredda.

    Questi nuclei, individuati ‘scansionando’ per letture parallele siti e sedi e libri recenti di poesia, sono ripartiti nelle due giornate di incontro a Roma, 21-22 ottobre 2005, in modo tale che alcuni degli autori più significativi appartenenti alle generazioni dei nati nel decennio 1968-1978 si trovino a conversare e dibattere tra loro, e soprattutto a porre in parallelo il discorso critico e la lettura, teoria e voce. È la sfida e l’ipotesi in gioco. Ogni nucleo tematico raggruppa autori che intervengono sull’argomento e portano testi (propri e altrui) a sostegno di quanto affermano. I testi – non polemiche e poetiche pre/testuali – sono al centro delle argomentazioni. O anche: i testi narrano se stessi, senza argomentazioni affatto.

    Volume con materiali, testi e documentazione del lavoro svolto nel 2005 da artisti e poeti @ RomaPoesia e Fondazione Baruchello (ulteriori dati: https://slowforward.net/2006/10/31/esperienza-divenire/)

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  14. fondazione baruchello: “terra”, 2025-2026

    La Fondazione Baruchello, insieme alla presidente Carla Subrizi, ha festeggiato l’anniversario della nascita di Gianfranco Baruchello (Livorno, 29 agosto 1924 – Roma, 14 gennaio 2023).
    Siamo lieti di annunciare in quest’occasione che la programmazione della stagione 2025–2026 sarà dedicata al tema della “terra” attraverso un percorso annuale di ricerca, studio, sperimentazione artistica e mostre. La “terra” è considerata come terreno, materia e madre, coltivazione e cultura, elemento, fango, suolo e sottosuolo, stratificazione, habitat sociale e politico, lavoro e trasformazione, paesaggio, territorio, confine e attraversamento, scoperta, spazio, topos e utopia, spazio del possibile, terra di nessuno.
    A inaugurare le attività espositive e di ricerca sarà la proiezione di quattro film di Gianfranco Baruchello, venerdì 3 ottobre 2025 dalle ore 18:00 in Via del Vascello 35: Il grado zero del paesaggio (1963), Ballade (1996), Le lieu (2010), Simulacrum (2011). Il ciclo di proiezioni si concluderà alla fine di dicembre.

    Gianfranco Baruchello, “Mud Sling Equipment”, 2017 (detail), Fondazione Baruchello

    Fondazione Baruchello, together with its president Carla Subrizi, celebrated the anniversary of the birth of Gianfranco Baruchello (Livorno, 29 August 1924 – Rome, 14 January 2023).
    We are pleased to announce on this occasion that the 2025–2026 season will be dedicated to the “earth” theme through a year-long program of study, research, artistic experimentation and exhibitions. “Earth” will be considered as land, matter and mother, cultivation and culture, element, mud, soil and subsoil, stratification, social and political habitat, work and transformation, landscape, territory, border and crossing, discovery, space, topos and utopia, possibility’s space, no man’s land.
    Inaugurating the exhibition and research activities will be the screening of four films by Gianfranco Baruchello on Friday, October 3, 2025 from 6 p.m. at Via del Vascello 35: Il grado zero del paesaggio (1963), Ballade (1996), Le lieu (2010), Simulacrum (2011. The screening cycle will conclude at the end of December.

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  15. oggi, 10 dicembre, alla fondazione baruchello: “lettere, agende, appunti, memorie”, convegno a cura di c. petrollo e c. subrizi

    Fondazione Baruchello presenta

    LETTERE, AGENDE, APPUNTI E MEMORIE

    Convegno a cura di
    Cetta Petrollo Pagliarani e Carla Subrizi
    Associazione Letteraria Elio Pagliarani e Fondazione Baruchello

    Martedì, 10 dicembre 2024
    Ore 15.00 – 20.00

    Fondazione Baruchello,
    Via del Vascello 35, 00152 Roma

    La Fondazione Baruchello il 10 dicembre, dalle ore 15:00, presenta il convegno LETTERE, AGENDE, APPUNTI E MEMORIE, un’occasione di confronto tra studiosi sul campo finora poco esplorato della scrittura di artisti e scrittori, che si articola in agende, lettere, diari e note sciolte, fonti primarie per ricostruire la mappa delle frequentazioni, delle ispirazioni creative, degli ambienti e delle conoscenze amicali e intellettuali.

    Il Convegno affronta una tipologia di documenti estremamente interessante e che molto spesso estende la prospettiva di ricerca sul lavoro storico-critico rivolto ad artisti o a
    scrittori. Le lettere e i diari, individuabili in un senso più ampio anche in cartoline, telegrammi e note sciolte, possono presentare allo storico dell’arte o della letteratura questioni che offrono scorci inediti o inattesi sul lavoro di un artista o di uno scrittore,
    ponendo nuove questioni sui metodi di conservazione, catalogazione e archiviazione.

    La giornata intende concentrarsi sulla produzione manoscritta, affrontando il tema della “lettera” o della “pagina di diario”, documenti che costituiscono un genere di scrittura specifico, da analizzare in questa forma testuale solo in apparenza meno importante.

    Il Convegno sarà articolato in due sezioni:
    I – Le lettere degli artisti e dei critici: frammenti per una storia
    II – Le Agende e i Diari degli artisti e degli scrittori.

    Nel corso delle due sezioni, aspetti nevralgici dello studio, dell’archiviazione e conservazione di tali documenti diverranno i punti nodali di interventi e confronti.

    PROGRAMMA

    SEZIONE I Le lettere degli artisti e dei critici: frammenti per una storia

    Carla Subrizi
    Oltre il documento. La dimensione narrativa della lettera.

    Marcella Muraca
    L’Archivio corrispondenze di Gianfranco Baruchello: Il fascicolo Sanguineti.

    Virginia Singer
    Amici, artisti, film-makers: lettere tra Baruchello, Lajolo e Lombardi.

    Ottavia Galloni
    Rileggere gli anni Sessanta attraverso una corrispondenza internazionale.

    Caterina Borelli
    Lettere, diari, collaborazioni, collezioni: attivare l’archivio tra generazioni.

    Benedetta Carpi De Resmini
    Testimonianze dall’Archivio Tomaso Binga.

    SEZIONE II Le Agende e i Diari degli artisti e degli scrittori

    Elisa Ludovica Gambaro
    Agende e taccuini di Giovanni Giudici: scrittura privata e progettazione poetica.

    Sara Gregori
    Sulla traduzione. Prima ricognizione delle lettere nell’Archivio di
    Paola Masino (1950-1979).

    Antonio D’Ambrosio
    Le «pagine più alte». Dai Quaderni di Gianna Manzini.

    Silvia Moretti
    I “Taschinabili” di Gianni Toti. Agende, diari, appunti, disegni e non solo.

    Giuseppe Garrera
    Campionario di effetti personali.

    Lidia Riviello
    Vito e Lidia Riviello, Un archivio di documenti, esperienze e ricordi.

    Lamberto Pignotti

    Testimonianze Archivio Pignotti.

    Marco Palladini
    Il diario in pubblico come dialogo culturale col mondo.

    Cetta Petrollo
    Le scombinate agendine di Elio Pagliarani, il data base dell’Archivio del Fondo Elio
    Pagliarani con la digitalizzazione in corso.

    Il convegno è stato realizzato grazie al contributo concesso dalla Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali.

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