#convegno — Public Fediverse posts
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https://www.europesays.com/it/589942/ Un posto al sole: anticipazioni UPAS dal 20 al 24 luglio 2026 #Anticipazioni #AnticipazioniPuntata #Calabria #convegno #Entertainment #Intrattenimento #IT #Italia #Italy #jimmy #luglio #lunedì #manuela #micaela #niko #nunzio #onda #OndaRai #OndaRaiStreaming #proposta #psicologo #puntata #PuntataUpas #puntate #Rai #RaiStreaming #RaiStreamingRaiplay #raiplay #roberto #rossella #sole #streaming #StreamingRaiplay #tv #upas
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Iniziative per i venticinque anni da Genova 2001
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https://differx.noblogs.org/2026/06/24/iniziative-per-i-venticinque-anni-da-genova-2001/
#Resistenza #ricostruzioni #SegnaliEAzioni #assemblea #Bolzaneto #convegno #corteo #CorteoNazionale #G8 #Genova #Genova2001 #globalizzazione #repressione #ScuolaDiaz #StatoDiPolizia #torture #Zerocalcare -
Iniziative per i venticinque anni da Genova 2001
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Iniziative per i venticinque anni da Genova 2001
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Iniziative per i venticinque anni da Genova 2001
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Iniziative per i venticinque anni da Genova 2001
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iniziative per i venticinque anni da genova 2001
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iniziative per i venticinque anni da genova 2001
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Contro tutte le guerre, antimilitarismo e internazionalismo
In un clima di guerra generalizzata e permanente la federazione ritiene importante rilanciare l'internazionalismo e l'antimilitarismo come principi e pratiche caratterizzanti il proprio agire politico.
L'Italia è parte attiva sui
https://umanitanova.org/contro-tutte-le-guerre-antimilitarismo-e-internazionalismo/
#2026 #Comunicati #DallItalia #antimilitarismo #comunicato #convegno #FAI #internazionalismo #mozioni #SpeseMilitari -
Contro tutte le guerre, antimilitarismo e internazionalismo
In un clima di guerra generalizzata e permanente la federazione ritiene importante rilanciare l'internazionalismo e l'antimilitarismo come principi e pratiche caratterizzanti il proprio agire politico.
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Contro tutte le guerre, antimilitarismo e internazionalismo
In un clima di guerra generalizzata e permanente la federazione ritiene importante rilanciare l'internazionalismo e l'antimilitarismo come principi e pratiche caratterizzanti il proprio agire politico.
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video: il convegno urbinate su lamberto pignotti
#convegno #LambertoPignotti #poesia #poesiaVisiva #Urbino #video #vispo
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video: il convegno urbinate su lamberto pignotti
#convegno #LambertoPignotti #poesia #poesiaVisiva #Urbino #video #vispo
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urbino: mostra di (e seminario su) lamberto pignotti, “un secolo di parole e immagini”
programma completo del convegno e dati sulla mostra:
#convegno #LambertoPignotti #ParoleEImmagini #poesiaVisiva #seminario
https://slowforward.wordpress.com/wp-content/uploads/2026/05/pignotti-convegno-e-mostra-a-urbino.pdf -
urbino: mostra di (e seminario su) lamberto pignotti, “un secolo di parole e immagini”
programma completo del convegno e dati sulla mostra:
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https://www.europesays.com/it/502783/ Scintille al convegno tra gli amici di Oriana. Lite Mentana-Nirenstein e Terzi lascia la sala #convegno #EnricoMentana #Entertainment #flotilla #Intrattenimento #israele #IT #Italia #Italy #OrianaFallaci #tv
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https://www.europesays.com/it/461123/ convegno e comizio. “Non vogliono farci parlare” #arriva #comizio #convegno #Cronaca #forza #Headlines #IT #Italia #Italy #News #Notizie #NotizieDiCronaca #NotiziePrincipali #NotizieDiCronaca #NotiziePrincipali #nuova #parlare #predappio #Titoli #UltimeNotizie #UltimeNotizieDiCronaca #UltimeNotizieENewsDiOggi #UltimeNotizie #UltimeNotizieDiCronaca #UltimeNotizieEnewsDiOggi #vogliono
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https://www.europesays.com/it/446622/ Ad Aosta il convegno “Neoplasie Urologiche – Gestione evidence-based nella pratica clinica” #AziendaUsl #convegno #Health #IT #Italia #Italy #oncologia #Salute #sanità
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Convegno sui nuovi OGM - NGT
Auditorium piazza della libertà, Bergamo, sabato 28 marzo alle ore 16:00 CET
da:https://terrealtre.noblogs.org/post/2026/03/13/28-03-2026-nuove-tecniche-genomiche-in-agricoltura/
Quest'anno abbiamo deciso di dedicarci con maggiore dedizione alla questione delle tecniche genomiche in agricoltura, (per dirla in altre parole: OGM) i quali recentemente si propongono travestiti con abiti apparentemente più innocui, preferibili dai consumatori e amici dei produttori; non a caso da qualche anno sentiamo parlare di TEA - Tecniche di Evoluzione Assistita, nient'altro sono che ingegneria genetica.
L'argomento è tornato alla ribalta in agricoltura e negli ultimi anni si sono compiute svolte importanti a riguardo, sono sorti molti dibattiti e si è aperta la strada a nuove normative che deregolamentano gli OGM, le più recenti novità risalgono a dicembre 2025.
Dato il nostro legame con la cura della terra e il mondo rurale, data la natura contadina di molte di noi, abbiamo ritenuto quanto mai urgente creare uno spazio di informazione sulla nuova legislazione, sulle implicazioni e sui rischi concreti che riguardano tutte noi.
Per questo motivo SABATO 28 MARZO ALLE ORE 16.00 siete tutti invitati al CONVEGNO "NGT-Nuove Tecniche Genetiche in agricoltura": uno spazio aperto a contadine, a semplici curiosi e alla cittadinanza in toto che vuole essere informata sulla sicurezza alimentare. C/o Auditorium Piazza della Libertà a Bergamo, via Duzioni 2.
Potrete ascoltare l'intervento di Antonio Onorati - Associazione Rurale Italiana; Francesco Paniè - Centro Internazionale Crocevia; Claudio Pozzi - Rete Semi Rurali. Collabora con noi anche Lab80. -
Convegno sui nuovi OGM - NGT
Auditorium piazza della libertà, Bergamo, sabato 28 marzo alle ore 16:00 CET
da:https://terrealtre.noblogs.org/post/2026/03/13/28-03-2026-nuove-tecniche-genomiche-in-agricoltura/
Quest'anno abbiamo deciso di dedicarci con maggiore dedizione alla questione delle tecniche genomiche in agricoltura, (per dirla in altre parole: OGM) i quali recentemente si propongono travestiti con abiti apparentemente più innocui, preferibili dai consumatori e amici dei produttori; non a caso da qualche anno sentiamo parlare di TEA - Tecniche di Evoluzione Assistita, nient'altro sono che ingegneria genetica.
L'argomento è tornato alla ribalta in agricoltura e negli ultimi anni si sono compiute svolte importanti a riguardo, sono sorti molti dibattiti e si è aperta la strada a nuove normative che deregolamentano gli OGM, le più recenti novità risalgono a dicembre 2025.
Dato il nostro legame con la cura della terra e il mondo rurale, data la natura contadina di molte di noi, abbiamo ritenuto quanto mai urgente creare uno spazio di informazione sulla nuova legislazione, sulle implicazioni e sui rischi concreti che riguardano tutte noi.
Per questo motivo SABATO 28 MARZO ALLE ORE 16.00 siete tutti invitati al CONVEGNO "NGT-Nuove Tecniche Genetiche in agricoltura": uno spazio aperto a contadine, a semplici curiosi e alla cittadinanza in toto che vuole essere informata sulla sicurezza alimentare. C/o Auditorium Piazza della Libertà a Bergamo, via Duzioni 2.
Potrete ascoltare l'intervento di Antonio Onorati - Associazione Rurale Italiana; Francesco Paniè - Centro Internazionale Crocevia; Claudio Pozzi - Rete Semi Rurali. Collabora con noi anche Lab80. -
“ALLA RICERCA DI QUELLA DIGNITÀ, ORA PERDUTA, DEL LAGO DI GARDA”: IL CONVEGNO ORGANIZZATO DALLA FEDERAZIONE DEL FIUME CHIESE E DEL LAGO D’IDRO https://www.radiondadurto.org/2026/03/25/alla-ricerca-di-quella-dignita-ora-perduta-del-lago-di-garda-il-convegno-organizzato-dalla-federazione-del-fiume-chiese-e-del-lago-didro/ #depuratoredelgardasulfiumechiese #fiumeChiese #LagodiGarda #depuratore #Lagod'Idro #lombardia #Convegno #trentino #brescia #LOCALI #trento #veneto #garda #News #salò
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“THE KURDISTAN FREEDOM MOVEMENT AT A CROSSROADS”: DUE GIORNI DI CONFERENZA ALL’UNIVERSITÀ DI TORINO https://www.radiondadurto.org/2026/03/24/the-kurdistan-freedom-movement-at-a-crossroads-due-giorni-di-conferenza-alluniversita-di-torino/ #movimentoperlaliberazionedelKurdistan #movimentodiliberazionecurdo #confederalismodemocratico #MedioOriente #conferenza #università #NAZIONALI #kurdistan #Convegno #torino #News
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Convegno sui nuovi OGM - NGT
Auditorium piazza della libertà, Bergamo, sabato 28 marzo alle ore 16:00 CET
da:https://terrealtre.noblogs.org/post/2026/03/13/28-03-2026-nuove-tecniche-genomiche-in-agricoltura/
Quest'anno abbiamo deciso di dedicarci con maggiore dedizione alla questione delle tecniche genomiche in agricoltura, (per dirla in altre parole: OGM) i quali recentemente si propongono travestiti con abiti apparentemente più innocui, preferibili dai consumatori e amici dei produttori; non a caso da qualche anno sentiamo parlare di TEA - Tecniche di Evoluzione Assistita, nient'altro sono che ingegneria genetica.
L'argomento è tornato alla ribalta in agricoltura e negli ultimi anni si sono compiute svolte importanti a riguardo, sono sorti molti dibattiti e si è aperta la strada a nuove normative che deregolamentano gli OGM, le più recenti novità risalgono a dicembre 2025.
Dato il nostro legame con la cura della terra e il mondo rurale, data la natura contadina di molte di noi, abbiamo ritenuto quanto mai urgente creare uno spazio di informazione sulla nuova legislazione, sulle implicazioni e sui rischi concreti che riguardano tutte noi.
Per questo motivo SABATO 28 MARZO ALLE ORE 16.00 siete tutti invitati al CONVEGNO "NGT-Nuove Tecniche Genetiche in agricoltura": uno spazio aperto a contadine, a semplici curiosi e alla cittadinanza in toto che vuole essere informata sulla sicurezza alimentare. C/o Auditorium Piazza della Libertà a Bergamo, via Duzioni 2.
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Convegno sui nuovi OGM - NGT
Auditorium piazza della libertà, Bergamo, sabato 28 marzo alle ore 16:00 CET
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Dato il nostro legame con la cura della terra e il mondo rurale, data la natura contadina di molte di noi, abbiamo ritenuto quanto mai urgente creare uno spazio di informazione sulla nuova legislazione, sulle implicazioni e sui rischi concreti che riguardano tutte noi.
Per questo motivo SABATO 28 MARZO ALLE ORE 16.00 siete tutti invitati al CONVEGNO "NGT-Nuove Tecniche Genetiche in agricoltura": uno spazio aperto a contadine, a semplici curiosi e alla cittadinanza in toto che vuole essere informata sulla sicurezza alimentare. C/o Auditorium Piazza della Libertà a Bergamo, via Duzioni 2.
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paleoestetica e paleovisualità: a ca’ foscari il 17 e 18 marzo
cliccare per ingrandire
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#AlessandroFiorillo #CaFoscari #ChiaraPortesine #convegno #FrancescaMonateri #GiampieroMoretti #LinaBolzoni #MassimoStella #MicheleCometa #paleoestetica #paleovisualità -
paleoestetica e paleovisualità: a ca’ foscari il 17 e 18 marzo
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Dalla Svizzera giunsero in Ossola numerosi fuoriusciti antifascisti
La lotta di liberazione in Ossola incominciò subito dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, con la formazione delle prime bande partigiane composte da vecchi antifascisti e militari sbandati, che iniziarono a contrastare le unità tedesche di occupazione a cui, dopo la costituzione della Repubblica Sociale Italiana il 26 dello stesso mese, si aggiunsero quelle fasciste. Dopo una iniziale fugace comparsa di alcune SS, giunsero in Ossola reparti tedeschi di presidio, prevalentemente della Zollgrenzschutz, ovvero guardie doganali di confine e unità della Wehrmacht, che installarono i comandi all’Albergo “Corona” di Domodossola e in una villa a Masera, mentre la RSI schierò la Milizia Confinaria con la II Legione alpina “Monte Rosa” e distaccamenti della 29a Legione della Guardia Nazionale Repubblicana.
#1943 #1944 #1945 #Anzasca #Cannobina #confine #convegno #Diocesi #Domodossola #fascisti #fuoriusciti #Grande #guerra #Novara #Ossola #partigiani #Piemonte #PierAntonioRagozza #Repubblica #Resistenza #Svizzera #tedeschi #UmbertoTerracini #Valle
Superata la fase iniziale delle prime bande partigiane come il “Gruppo del Lusentino” poi “Banda Libertà”, vennero progressivamente a costituirsi formazioni sempre più organizzate sia dal punto di vista militare che logistico e, tra quelle operanti in zona, si possono ricordare la “Valdossola”, la “Valtoce”, la “Piave”, la “Beltrami”, l’8a “Matteotti” e le “Garibaldi”.
Tra le vicende di spicco della storia partigiana dell’Ossola, è da citare l’insurrezione di Villadossola dell’8 novembre 1943, una delle prime sollevazioni popolari in Italia e duramente soffocata dai nazifascisti, a cui seguirono fucilazioni e le prime deportazioni nei lager nazisti. Alcuni mesi dopo, il 13 febbraio 1944, ebbe luogo a Megolo – località della bassa Ossola – la battaglia in cui cadde con altri partigiani della sua formazione anche il capitano Filippo Maria Beltrami, uno degli iniziatori della lotta nell’alto novarese, che nonostante l’inferiorità numerica accettò comunque lo scontro con le forze attaccanti tedesche e fasciste. A fine maggio del 1944 salirono in montagna numerosi giovani, provenienti anche dalla Lombardia, che non avevano risposto ai bandi di arruolamento della Repubblica Sociale Italiana, rafforzando numericamente le forze di liberazione facenti capo al Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia. Contro le formazioni partigiane, sempre più attive in una zona strategica come quella dell’Ossola, prossima al confine svizzero ed attraversata dalla ferrovia internazionale del Sempione, con numerose dighe, centrali e industrie chimiche e siderurgiche, vennero lanciati attacchi e rastrellamenti anche imponenti, come quello denominato Operazione “Köeln” che dal 10 giugno 1944 interessò la Val Grande – area oggi divenuta Parco nazionale – con obiettivo principale l’eliminazione della Divisione “Valdossola”, una delle più attive in zona. Nonostante il colpo subito, la Resistenza ossolana ricominciò ben presto a premere contro il nemico e mentre i Garibaldini espugnarono in alcune vallate diversi presidi, nel fondovalle con una serie di operazioni condotte dalle formazioni autonome “Valdossola” e “Valtoce”, oltre a quelle della “Piave” fra Cannobio e la Valle Vigezzo, si arrivò il 9 settembre 1944 a liberare anche Domodossola, centro principale della zona.
Di rilievo il ruolo del clero nella liberazione di Domodossola, in quanto furono il parroco della Città don Luigi Pellanda e quello di Masera don Severino Baldone a promuove un incontro per una trattativa fra comandanti tedeschi e fascisti e i capi partigiani: questo per evitare inutili spargimenti di sangue e vittime civili in caso di attacco e conseguenti combattimenti nel centro abitato. Così tedeschi e fascisti lasciarono Domodossola ai partigiani senza combattere, a patto di poter abbandonare la città solo con alcune armi ed i familiari al seguito, una scelta non condivisa dai Garibaldini per i quali «con il nemico non si tratta ma si combatte». Dionigi Superti, comandante della “Valdossola”, che insieme con la “Valtoce” e la “Piave” avevano costretto alla resa il presidio trattandone le modalità, ordinò anche a nome delle altre formazioni la costituzione di una giunta di governo per l’amministrazione del territorio liberato, designandone pure i membri, stante l’assenza di un CLN locale, disperso a causa delle persecuzioni, cedendo di fatto l’amministrazione ai civili, a differenza di quanto verificatosi in altre coeve zone libere. La Giunta Provvisoria di Governo di quella che successivamente agli eventi venne definita come la “Repubblica dell’Ossola”, si mise subito all’opera affrontando una vasta mole di lavoro non limitata alla risoluzione dei problemi contingenti, ma diretta a toccare argomenti e settori di rilevanza nazionali, proiettati nel futuro dell’Italia liberata, poiché si trattò di una vera e propria esperienza di autogoverno e anticipazione della auspicata democrazia postbellica. Dalla vicina Confederazione Elvetica giunsero in Ossola numerosi fuoriusciti antifascisti italiani, alcuni dei quali divennero poi membri dell’Assemblea costituente, di Governi e Parlamenti della Repubblica Italiana, uno per tutti Umberto Terracini segretario della G.P.G. e poi Presidente della Costituente e, significativamente, Giorgio Bocca scrisse che «Quanto a rinnovamento democratico fece più quella piccola repubblica in quarantaquattro giorni che la grande nei decenni seguenti» <1.
Con l’Operazione “Avanti” i nazifascisti scatenarono una massiccia offensiva, che vide la difesa partigiana su due fronti, ovvero la Bassa Ossola e la Valle Cannobina, ma la preponderanza delle forze dell’attaccante e l’assenza di aiuti da parte degli Alleati che avevano definito nel contesto bellico una “capocchia di spillo” la zona libera, portò nella seconda metà di ottobre del 1944 alla rioccupazione dell’Ossola, costringendo la Giunta quasi al completo, numerosi partigiani e molti civili a riparare oltre il confine svizzero, spesso inseguiti fino all’ultimo dagli avversari. Sabato 14 ottobre 1944 Domodossola fu rioccupata, gli attaccanti entrarono in una città deserta perché circa un terzo della popolazione, da 25 a 30 mila civili, aveva abbandonato l’Ossola per riparare in Svizzera, nel timore di rappresaglie che però fortunatamente non furono attuate. In Ossola si insediarono con compiti di presidio reparti del 15° Reggimento SS Polizei, la Brigata Nera Speciale di Formazione “Meattini” detta “Ministeriale” <2 con anche compiti di ricerca e recupero delle salme dei militi uccisi, sciolta a fine febbraio 1945, oltre alla Legione “Monte Bianco” della Milizia Confinaria. Successivamente l’Ossola vide l’arrivo di un’altra unità della Repubblica Sociale Italiana, che era stata costituita a Faenza nell’autunno 1943 come IV Brigata Nera Mobile “Achille Corrao”, inserita nel Battaglione “Ettore Muti” di Ravenna, già macchiatasi fin dall’inizio di crimini, violenze ed estorsioni e che con l’avanzare degli Alleati ripiegò verso Nord, prima in provincia di Verona a Nogara e poi a Orgiano nel vicentino, rimanendovi fino a gennaio 1945. La IV Brigata Nera Mobile “Achille Corrao”, Battaglione “Ettore Muti” Ravenna, a cui vennero poi aggregate due compagnie della B.N. “Ministeriale” rimaste in zona, giunse in Ossola il 21 febbraio 1945, installando presidi in Valle Anzasca, a Pieve Vergonte, a Vogogna, a Premosello, a Migiandone e a Ornavasso e pochi giorni dopo il suo arrivo si verificò l’uccisione di don Giuseppe Rossi, il 26 febbraio 1945.
La definitiva liberazione dell’Ossola, nel corso della quale venne pure salvato da sicura distruzione il tunnel del Sempione bruciando l’esplosivo immagazzinato a Varzo, ebbe luogo il 24 aprile del 1945, ad opera delle unità partigiane rimaste in zona dopo la rioccupazione dell’autunno precedente o rientrate dalla Svizzera ed il contestuale ritiro verso sud dei reparti tedeschi e della RSI, tra questi la Brigata Nera “Ravenna” in zona fino al 22 aprile 1945, che si portò prima ad Intra e poi traghettando il lago raggiunse Laveno e di qui a Turbigo nel milanese, dove i componenti si arresero ai partigiani. Diversi militi della “Ravenna” catturati dai partigiani furono giustiziati subito dopo la Liberazione a metà maggio e a guerra già finita, quattordici a Jerago nel varesotto ed altri undici che erano stati condotti a Unchio nel Verbano, mentre Raffaele Raffaeli comandante della Brigata Nera, il fratello Riccardo e il padre Natale riuscirono invece a raggiungere Novara con parte della colonna Stamm, consegnandosi agli Alleati <3.
[NOTE]
1 G. BOCCA, Una repubblica partigiana. La storia della Resistenza in Val d’Ossola nel settembre-ottobre 1944, Milano, Mondadori, 1972.
2 La Brigata Nera annoverava tra i suoi ufficiali anche Giorgio Almirante, futuro leader del Movimento Sociale Italiano.
3 “Fascisti, partigiani, repubblichini nel Castanese”, Fondazione “Primo Candiani” n. 54 di “Contrade Nostre” 2012. La pubblicazione riporta anche un elenco di 159 appartenenti alla B.N. arresisi ai partigiani, in cui compare tra altri
un Gramigna Domenico fu Giusto, nato a Riolo il 02/06/1922 di professione falegname, senza documenti: nel libro di don Angelo L. Stoppa “Il parroco Giuseppe Rossi eroe della carità”, alle pagg. 150 e 151 l’Autore cita tra i probabili esecutori del delitto un “… terribile milite, piccolotto di statura, detto ‘Gramigna’…”, che entrò in una casa “… prossima al sentiero dei Colombetti, per lavarsi le mani lorde di sangue”. Non è da escludere che il presunto soprannome fosse invece il cognome del milite. Il Gramigna venne arrestato nel giugno 1945 e processato l’anno successivo per reati commessi nel ravennate con condanna a 4 anni e 6 mesi e risarcimento danni, ma l’amnistia del gennaio 1947 gli eviterà il carcere, mentre nessuna imputazione risulta per eventuali crimini della B.N. in Ossola, dei quali era però competente da Corte d’Assise di Novara. Nell’elenco è poi citato anche Badiali Rodolfo di Domenico, nato a Faenza il 29/01/1910, di professione impiegato, senza documenti: si trattava del comandante del presidio di Castiglione della B.N. e che dopo la guerra fu processato, condannato ed incarcerato per i crimini commessi, compresa l’uccisione di don Rossi.
Pier Antonio Ragozza, L’Ossola dall’armistizio alla Liberazione, Atti del convegno diocesano “Don Giuseppe Rossi. Icona di un parroco martire”, Diocesi di Novara, Domodossola 27 aprile 2024 -
Dalla Svizzera giunsero in Ossola numerosi fuoriusciti antifascisti
La lotta di liberazione in Ossola incominciò subito dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, con la formazione delle prime bande partigiane composte da vecchi antifascisti e militari sbandati, che iniziarono a contrastare le unità tedesche di occupazione a cui, dopo la costituzione della Repubblica Sociale Italiana il 26 dello stesso mese, si aggiunsero quelle fasciste. Dopo una iniziale fugace comparsa di alcune SS, giunsero in Ossola reparti tedeschi di presidio, prevalentemente della Zollgrenzschutz, ovvero guardie doganali di confine e unità della Wehrmacht, che installarono i comandi all’Albergo “Corona” di Domodossola e in una villa a Masera, mentre la RSI schierò la Milizia Confinaria con la II Legione alpina “Monte Rosa” e distaccamenti della 29a Legione della Guardia Nazionale Repubblicana.
#1943 #1944 #1945 #Anzasca #Cannobina #confine #convegno #Diocesi #Domodossola #fascisti #fuoriusciti #Grande #guerra #Novara #Ossola #partigiani #Piemonte #PierAntonioRagozza #Repubblica #Resistenza #Svizzera #tedeschi #UmbertoTerracini #Valle
Superata la fase iniziale delle prime bande partigiane come il “Gruppo del Lusentino” poi “Banda Libertà”, vennero progressivamente a costituirsi formazioni sempre più organizzate sia dal punto di vista militare che logistico e, tra quelle operanti in zona, si possono ricordare la “Valdossola”, la “Valtoce”, la “Piave”, la “Beltrami”, l’8a “Matteotti” e le “Garibaldi”.
Tra le vicende di spicco della storia partigiana dell’Ossola, è da citare l’insurrezione di Villadossola dell’8 novembre 1943, una delle prime sollevazioni popolari in Italia e duramente soffocata dai nazifascisti, a cui seguirono fucilazioni e le prime deportazioni nei lager nazisti. Alcuni mesi dopo, il 13 febbraio 1944, ebbe luogo a Megolo – località della bassa Ossola – la battaglia in cui cadde con altri partigiani della sua formazione anche il capitano Filippo Maria Beltrami, uno degli iniziatori della lotta nell’alto novarese, che nonostante l’inferiorità numerica accettò comunque lo scontro con le forze attaccanti tedesche e fasciste. A fine maggio del 1944 salirono in montagna numerosi giovani, provenienti anche dalla Lombardia, che non avevano risposto ai bandi di arruolamento della Repubblica Sociale Italiana, rafforzando numericamente le forze di liberazione facenti capo al Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia. Contro le formazioni partigiane, sempre più attive in una zona strategica come quella dell’Ossola, prossima al confine svizzero ed attraversata dalla ferrovia internazionale del Sempione, con numerose dighe, centrali e industrie chimiche e siderurgiche, vennero lanciati attacchi e rastrellamenti anche imponenti, come quello denominato Operazione “Köeln” che dal 10 giugno 1944 interessò la Val Grande – area oggi divenuta Parco nazionale – con obiettivo principale l’eliminazione della Divisione “Valdossola”, una delle più attive in zona. Nonostante il colpo subito, la Resistenza ossolana ricominciò ben presto a premere contro il nemico e mentre i Garibaldini espugnarono in alcune vallate diversi presidi, nel fondovalle con una serie di operazioni condotte dalle formazioni autonome “Valdossola” e “Valtoce”, oltre a quelle della “Piave” fra Cannobio e la Valle Vigezzo, si arrivò il 9 settembre 1944 a liberare anche Domodossola, centro principale della zona.
Di rilievo il ruolo del clero nella liberazione di Domodossola, in quanto furono il parroco della Città don Luigi Pellanda e quello di Masera don Severino Baldone a promuove un incontro per una trattativa fra comandanti tedeschi e fascisti e i capi partigiani: questo per evitare inutili spargimenti di sangue e vittime civili in caso di attacco e conseguenti combattimenti nel centro abitato. Così tedeschi e fascisti lasciarono Domodossola ai partigiani senza combattere, a patto di poter abbandonare la città solo con alcune armi ed i familiari al seguito, una scelta non condivisa dai Garibaldini per i quali «con il nemico non si tratta ma si combatte». Dionigi Superti, comandante della “Valdossola”, che insieme con la “Valtoce” e la “Piave” avevano costretto alla resa il presidio trattandone le modalità, ordinò anche a nome delle altre formazioni la costituzione di una giunta di governo per l’amministrazione del territorio liberato, designandone pure i membri, stante l’assenza di un CLN locale, disperso a causa delle persecuzioni, cedendo di fatto l’amministrazione ai civili, a differenza di quanto verificatosi in altre coeve zone libere. La Giunta Provvisoria di Governo di quella che successivamente agli eventi venne definita come la “Repubblica dell’Ossola”, si mise subito all’opera affrontando una vasta mole di lavoro non limitata alla risoluzione dei problemi contingenti, ma diretta a toccare argomenti e settori di rilevanza nazionali, proiettati nel futuro dell’Italia liberata, poiché si trattò di una vera e propria esperienza di autogoverno e anticipazione della auspicata democrazia postbellica. Dalla vicina Confederazione Elvetica giunsero in Ossola numerosi fuoriusciti antifascisti italiani, alcuni dei quali divennero poi membri dell’Assemblea costituente, di Governi e Parlamenti della Repubblica Italiana, uno per tutti Umberto Terracini segretario della G.P.G. e poi Presidente della Costituente e, significativamente, Giorgio Bocca scrisse che «Quanto a rinnovamento democratico fece più quella piccola repubblica in quarantaquattro giorni che la grande nei decenni seguenti» <1.
Con l’Operazione “Avanti” i nazifascisti scatenarono una massiccia offensiva, che vide la difesa partigiana su due fronti, ovvero la Bassa Ossola e la Valle Cannobina, ma la preponderanza delle forze dell’attaccante e l’assenza di aiuti da parte degli Alleati che avevano definito nel contesto bellico una “capocchia di spillo” la zona libera, portò nella seconda metà di ottobre del 1944 alla rioccupazione dell’Ossola, costringendo la Giunta quasi al completo, numerosi partigiani e molti civili a riparare oltre il confine svizzero, spesso inseguiti fino all’ultimo dagli avversari. Sabato 14 ottobre 1944 Domodossola fu rioccupata, gli attaccanti entrarono in una città deserta perché circa un terzo della popolazione, da 25 a 30 mila civili, aveva abbandonato l’Ossola per riparare in Svizzera, nel timore di rappresaglie che però fortunatamente non furono attuate. In Ossola si insediarono con compiti di presidio reparti del 15° Reggimento SS Polizei, la Brigata Nera Speciale di Formazione “Meattini” detta “Ministeriale” <2 con anche compiti di ricerca e recupero delle salme dei militi uccisi, sciolta a fine febbraio 1945, oltre alla Legione “Monte Bianco” della Milizia Confinaria. Successivamente l’Ossola vide l’arrivo di un’altra unità della Repubblica Sociale Italiana, che era stata costituita a Faenza nell’autunno 1943 come IV Brigata Nera Mobile “Achille Corrao”, inserita nel Battaglione “Ettore Muti” di Ravenna, già macchiatasi fin dall’inizio di crimini, violenze ed estorsioni e che con l’avanzare degli Alleati ripiegò verso Nord, prima in provincia di Verona a Nogara e poi a Orgiano nel vicentino, rimanendovi fino a gennaio 1945. La IV Brigata Nera Mobile “Achille Corrao”, Battaglione “Ettore Muti” Ravenna, a cui vennero poi aggregate due compagnie della B.N. “Ministeriale” rimaste in zona, giunse in Ossola il 21 febbraio 1945, installando presidi in Valle Anzasca, a Pieve Vergonte, a Vogogna, a Premosello, a Migiandone e a Ornavasso e pochi giorni dopo il suo arrivo si verificò l’uccisione di don Giuseppe Rossi, il 26 febbraio 1945.
La definitiva liberazione dell’Ossola, nel corso della quale venne pure salvato da sicura distruzione il tunnel del Sempione bruciando l’esplosivo immagazzinato a Varzo, ebbe luogo il 24 aprile del 1945, ad opera delle unità partigiane rimaste in zona dopo la rioccupazione dell’autunno precedente o rientrate dalla Svizzera ed il contestuale ritiro verso sud dei reparti tedeschi e della RSI, tra questi la Brigata Nera “Ravenna” in zona fino al 22 aprile 1945, che si portò prima ad Intra e poi traghettando il lago raggiunse Laveno e di qui a Turbigo nel milanese, dove i componenti si arresero ai partigiani. Diversi militi della “Ravenna” catturati dai partigiani furono giustiziati subito dopo la Liberazione a metà maggio e a guerra già finita, quattordici a Jerago nel varesotto ed altri undici che erano stati condotti a Unchio nel Verbano, mentre Raffaele Raffaeli comandante della Brigata Nera, il fratello Riccardo e il padre Natale riuscirono invece a raggiungere Novara con parte della colonna Stamm, consegnandosi agli Alleati <3.
[NOTE]
1 G. BOCCA, Una repubblica partigiana. La storia della Resistenza in Val d’Ossola nel settembre-ottobre 1944, Milano, Mondadori, 1972.
2 La Brigata Nera annoverava tra i suoi ufficiali anche Giorgio Almirante, futuro leader del Movimento Sociale Italiano.
3 “Fascisti, partigiani, repubblichini nel Castanese”, Fondazione “Primo Candiani” n. 54 di “Contrade Nostre” 2012. La pubblicazione riporta anche un elenco di 159 appartenenti alla B.N. arresisi ai partigiani, in cui compare tra altri
un Gramigna Domenico fu Giusto, nato a Riolo il 02/06/1922 di professione falegname, senza documenti: nel libro di don Angelo L. Stoppa “Il parroco Giuseppe Rossi eroe della carità”, alle pagg. 150 e 151 l’Autore cita tra i probabili esecutori del delitto un “… terribile milite, piccolotto di statura, detto ‘Gramigna’…”, che entrò in una casa “… prossima al sentiero dei Colombetti, per lavarsi le mani lorde di sangue”. Non è da escludere che il presunto soprannome fosse invece il cognome del milite. Il Gramigna venne arrestato nel giugno 1945 e processato l’anno successivo per reati commessi nel ravennate con condanna a 4 anni e 6 mesi e risarcimento danni, ma l’amnistia del gennaio 1947 gli eviterà il carcere, mentre nessuna imputazione risulta per eventuali crimini della B.N. in Ossola, dei quali era però competente da Corte d’Assise di Novara. Nell’elenco è poi citato anche Badiali Rodolfo di Domenico, nato a Faenza il 29/01/1910, di professione impiegato, senza documenti: si trattava del comandante del presidio di Castiglione della B.N. e che dopo la guerra fu processato, condannato ed incarcerato per i crimini commessi, compresa l’uccisione di don Rossi.
Pier Antonio Ragozza, L’Ossola dall’armistizio alla Liberazione, Atti del convegno diocesano “Don Giuseppe Rossi. Icona di un parroco martire”, Diocesi di Novara, Domodossola 27 aprile 2024 -
Le Terre di Mezzo
Sala Polivalente di Palazzo Bellini, lunedì 2 febbraio alle ore 08:30 CET
Dalla Valle del Mezzano alla Valle Falce: scenari futuri di progettazione
Rimettere acqua nella Valle del Mezzano, in Valle Falce e in altre zone del ferrarese e del ravennate prosciugate, anzi "bonificate" come si è detto sino ad ora, rappresenta una proposta che non si basa solo su ragioni che i produttivisti definiscono romantiche, ovvero di ripristino del paesaggio e di ambienti per la fauna e la flora, ma anche e soprattutto sulla necessità - ormai un'emergenza - di attivare efficacemente su aree sufficientemente vaste (e attualmente disabitate) dei servizi ecosistemici di depurazione delle acque, di contrasto alla subsidenza e all'ingressione del cuneo salino, di mantenimento delle acque dolci e resistenza alla siccità.
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Dalla Valle del Mezzano alla Valle Falce: scenari futuri di progettazione
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«Con orgoglio il nostro istituto porta il nome di un personaggio fondamentale per la storia culturale e politica del Novecento sardo. #archivio #Bellieni #convegno #cultura #Novecento #pensiero #Sardegna #Sassari #storia #università
https://www.latestata.it/news/sassari/is-be-cosi-ricordiamo-camillo-bellieni/
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oggi, 11 dicembre, a milano: convegno “‘andate, mie parole’. antonio porta poeta, intellettuale, editore (1935.2025)”
Antonio Porta – foto Rose (Apice)
Si tiene oggi, giovedì 11 dicembre 2025, alle ore 10:00, nella Sala lauree di via Conservatorio 7 dell’Università Statale di Milano, il convegno di studi «Andate, mie parole». Antonio Porta poeta, intellettuale, editore (1935-2025). Poeta, narratore, autore teatrale, critico e instancabile organizzatore culturale, Antonio Porta – pseudonimo di Leo Paolazzi (Vicenza, 1935 – Roma, 1989) – è stato tra i maggiori esponenti della Neoavanguardia italiana, presente nell’antologia dei Novissimi e membro del Gruppo 63. Dagli anni Ottanta avvia un originale percorso centrato sulla “sfida orizzontale della comunicazione” e sulla centralità della voce.
Organizzato da Stefano Ghidinelli, docente di Letteratura italiana contemporanea, e Roberta Cesana, docente di Archivistica, bibliografia e biblioteconomia, per il novantesimo anniversario della nascita e promosso da APICE – Archivi della Parola, dell’Immagine e della Comunicazione Editoriale, prende le mosse dalla ricchissima documentazione conservata nel suo archivio: materiali preparatori, abbozzi, progetti, un vasto epistolario e una biblioteca di circa 4500 volumi, che permettono di esplorare le molte dimensioni della sua attività.
Il programma prevede interventi sulle prime raccolte poetiche (Federico Francucci), sulla produzione teatrale (Giovanna Lo Monaco), sulle sperimentazioni verbo-visive (Alessandro Moro), oltre alla rilettura del poemetto Balene delfini bambini (Alessandro Terreni), alla ricostruzione del rapporto con Giovanni Raboni (Luca Daino) e a un approfondimento sul lavoro editoriale di Porta (Roberta Cesana). La giornata si chiuderà con una tavola rotonda coordinata da Paolo Giovannetti, con Maria Pia Quintavalla, Laura Di Corcia, Stefano Raimondi e Tommaso Di Dio.
L’archivio Antonio Porta ad APICE
Acquisito nel 2003, il Fondo Porta comprende la biblioteca personale del poeta – circa 4500 volumi di poesia e letteratura italiana e straniera – e un articolato archivio di carte preparatorie, prime stesure, varianti e materiali relativi a romanzi, racconti, testi teatrali, articoli e interventi pubblici. Di grande rilievo l’epistolario, che copre dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta e documenta i rapporti con i principali protagonisti della Neoavanguardia, tra cui Renato Barilli, Michele Perriera, John Picchione, Paolo Ruffilli e Adriano Spatola. Completano il Fondo una raccolta completa degli scritti pubblicati, una ricca rassegna stampa e materiale iconografico, tra cui manifesti teatrali e opere originali di poesia visiva.L’iniziativa sarà accessibile anche in diretta streaming.
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Tel. 02 503 32053 – 32054
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11 dicembre, milano: incontro sull’opera di antonio porta
cliccare per ingrandire
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📅 lunedì 24 novembre
🕔 12:45 - 13:20
📌 Università di #Messina - Aula MagnaCarlo Caccia e Stefania Sini, curatori di #ENTHYMEMA, parleranno della loro esperienza di #OpenAccess al #convegno "Ambienti Virtuali per Testi Materiali" del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne #UniMe
👀 Per seguire a distanza, collegarsi via Teams alla pagina https://l1nk.dev/tGcQa
📨 Per tutte le informazioni, contattare [email protected]
https://dicam.unime.it/it/eventi/convegno-ambienti-virtuali-testi-materiali
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📅 lunedì 24 novembre
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Le date e la locandina dell'edizione 2025 di "Sognielettrici - Festival dell'immaginario fantastico e di fantascienza".
#cinema #cinemafantastico
#fantascienza #fantascienzaitaliana #convegno #incontri #premiocinema
https://www.klub99.it/2025/09/08/sognielettrici-2025-la-locandina-e-le-date/ -
[r] _ un articolo del 2022 su “the reappearing pheasant”, il convegno/reading svoltosi a novembre a new york
articolo di Luciana Capretti:
https://lavocedinewyork.com/arts/2022/11/15/the-reappearing-pheasant-ballerini-stefano-albertini/
in video: Francesco Muzzioli; al tavolo, da sinistra a destra: Fabrizio Bondi, Marco Giovenale, Daniele Poletti; foto di Terry W. Sanders
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#CasaItalianaZerilliMarimò #CasaZerilliMarimò #CharlesBernstein #convegno #incontro #IstitutoItalianoDiCultura #LaVoceDiNewYork #LucianaCapretti #LuigiBallerini #NewYork #NewYorkUniversity #NYU #poesiaAmericanaContemporanea #poesiaItalianaContemporanea #StefanoAlbertini #TheReappearingPheasant #traduzione #traduzioni
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[r] _ un articolo del 2022 su “the reappearing pheasant”, il convegno/reading svoltosi a novembre a new york
articolo di Luciana Capretti:
https://lavocedinewyork.com/arts/2022/11/15/the-reappearing-pheasant-ballerini-stefano-albertini/
in video: Francesco Muzzioli; al tavolo, da sinistra a destra: Fabrizio Bondi, Marco Giovenale, Daniele Poletti; foto di Terry W. Sanders
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#CasaItalianaZerilliMarimò #CasaZerilliMarimò #CharlesBernstein #convegno #incontro #IstitutoItalianoDiCultura #LaVoceDiNewYork #LucianaCapretti #LuigiBallerini #NewYork #NewYorkUniversity #NYU #poesiaAmericanaContemporanea #poesiaItalianaContemporanea #StefanoAlbertini #TheReappearingPheasant #traduzione #traduzioni
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‘l’erba voglio’, n. 24-25, feb.-mag. 1976
Radio Alice; e una Richmond di Nanni; e i disegni di Corrado…. ma molto altro.
questa “Erba voglio” di metà 1976 è tutta da leggere & godere.
fa anche però (un po’, di fatto, o molto) soffrire.(“i disegni li ha fatti Corrado Costa al convegno Scrittura / Lettura di Orvieto (1-4 aprile ’76)”)
https://dn790004.ca.archive.org/0/items/erbavoglio24/Erba%20voglio24_text.pdf
#1976 #AgenziaX #anarchia #anniSettanta #archivio #comune #comunismo #controcultura #convegno #CorradoCosta #documentazione #edicolaCheNonCè #elvioFacchinelli #erbaVoglio #fabbrica #LErbaVoglio #laComune #leComuni #LeaMelandri #Lettere #lettereOperaie #Milano #NanniBalestrini #Orvieto #psichiatria #psicologia #RadicalArchives #ScritturaLettura
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‘l’erba voglio’, n. 24-25, feb.-mag. 1976
Radio Alice; e una Richmond di Nanni; e i disegni di Corrado…. ma molto altro.
questa “Erba voglio” di metà 1976 è tutta da leggere & godere.
fa anche però (un po’, di fatto, o molto) soffrire.(“i disegni li ha fatti Corrado Costa al convegno Scrittura / Lettura di Orvieto (1-4 aprile ’76)”)
https://dn790004.ca.archive.org/0/items/erbavoglio24/Erba%20voglio24_text.pdf
#1976 #AgenziaX #anarchia #anniSettanta #archivio #comune #comunismo #controcultura #convegno #CorradoCosta #documentazione #edicolaCheNonCè #elvioFacchinelli #erbaVoglio #fabbrica #LErbaVoglio #laComune #leComuni #LeaMelandri #Lettere #lettereOperaie #Milano #NanniBalestrini #Orvieto #psichiatria #psicologia #RadicalArchives #ScritturaLettura
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12.10 | Convegno a Carrara
Il secondo fine settimana di ottobre, nell'80° della Federazione Anarchica Italiana, si terrà presso il Teatro degli Animosi di Carrara un convegno di studi dal titolo Anarchismo. Una storia globale e italiana (1945-2025).All'interno della terza sessione dedicata al rapporto con i movimenti sociali proporrò un contributo dal titolo Lotte territoriali: saperi e pratich
https://amonte.noblogs.org/12-10-convegno-a-carrara/
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