#auditorium — Public Fediverse posts
Live and recent posts from across the Fediverse tagged #auditorium, aggregated by home.social.
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https://www.europesays.com/it/590214/ Mondiali, conferenze show per Argentina e Spagna #altra #AltraSala #andati #anticipate #argentina #auditorium #biglietti #brady #BradyDurant #conferenza #ConferenzaStampa #conferenze #ConferenzeStampa #De #DeFuente #dibu #diego #djokovic #DjokovicBrady #DjokovicBradyDurant #domande #durant #evento #Fifa #fuente #IT #Italia #Italy #messi #sala #scaloni #show #Sport #Sports #stampa #tifosi
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https://www.europesays.com/ch-fr/215939/ The Roots, légendes du hip-hop, éclaboussent de leur classe le Montreux Jazz #affiche #ArtsEtDivertissement #auditorium #Concert #Divertissement #Entertainment #Festival #FestivalDeJazzDeMontreux #GenreMusical #jazz #légende #Musique #Musiques #Suisse #TheRoots
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https://www.europesays.com/uk/1077153/ Snøhetta’s Shanghai Grand Opera House Nears Completion Ahead of October Opening #Architecture #Arts #ArtsAndDesign #Auditorium #China #Cultural #CulturalArchitecture #Design #EastChinaArchitecturalDesign&ResearchInstitute #Entertainment #MusicVenue #NagataAcoustics #opera #OperaHouse #PerformingArts #Shanghai #Snohetta #TheatreProjects #UK #UnitedKingdom
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Snøhetta’s Shanghai Grand Opera House Nears Completion Ahead of October Opening
Snøhetta’s Shanghai Grand Opera House, 2026. Image © STUDIO FANG Published on Jul…
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https://www.newsbeep.com/ca/786511/ -
Snøhetta’s Shanghai Grand Opera House Nears Completion Ahead of October Opening
Snøhetta’s Shanghai Grand Opera House, 2026. Image © STUDIO FANG Published on …
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https://www.newsbeep.com/au/784853/ -
Snøhetta’s Shanghai Grand Opera House Nears Completion Ahead of October Opening
Snøhetta’s Shanghai Grand Opera House, 2026. Image © STUDIO FANG Published on …
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https://www.europesays.com/ie/573303/ Snøhetta’s Shanghai Grand Opera House Nears Completion Ahead of October Opening #Architecture #Arts #ArtsAndDesign #ArtsAndDesign #ArtsDesign #auditorium #China #Cultural #CulturalArchitecture #Design #EastChinaArchitecturalDesign&ResearchInstitute #Éire #Entertainment #IE #Ireland #MusicVenue #NagataAcoustics #Opera #OperaHouse #PerformingArts #Shanghai #snohetta #TheatreProjects
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https://www.europesays.com/ch-fr/201313/ Six concerts mythiques du Montreux Jazz Festival à travers six décennies #album #artiste #ArtsEtDivertissement #auditorium #chanson #Concert #Culture #DavidBowie #Divertissement #Entertainment #Festival #FestivalDeJazzDeMontreux #GenreMusical #guitare #Histoire #influence #jazz #légende #liberté #manifestation #MarvinGaye #MilesDavis #Montreux #musicien #Musique #Musiques #Prince #Suisse
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Il grande uovo che veleggia sulla Senna sotto il sole della musica e l’innovazione strutturale
https://www.jacoporanieri.com/blog/?p=44147#strutture #costruzioni #architettura #palazzi #edifici #auditorium #teatri #parigi #architetti #innovazione #sostenibilità #vele #pannelli solari #energia #fiumi #isole #francia #giappone #città #urbanistica
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Il grande uovo che veleggia sulla Senna sotto il sole della musica e l’innovazione strutturale
https://www.jacoporanieri.com/blog/?p=44147#strutture #costruzioni #architettura #palazzi #edifici #auditorium #teatri #parigi #architetti #innovazione #sostenibilità #vele #pannelli solari #energia #fiumi #isole #francia #giappone #città #urbanistica
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Archdaily : The Ponto C - Culture and Creativity / Galeria Gabinete https://www.archdaily.com/1036418/the-ponto-c-culture-and-creativity-galeria-gabinete #CulturalArchitecture #Theaters&Performance #auditorium
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oggi, 16 novembre: ryoji ikeda a roma
https://romaeuropa.net/festival-2025/music-for-strings/ (music for strings)
https://romaeuropa.net/festival-2025/ultratronics/ (ultratronics)
#Auditorium #experimentalMusic #glitch #music #MusicForStrings #musicA_ #RyojiIkeda #Ultratronics
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oggi, 16 novembre: ryoji ikeda a roma
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oggi, 16 novembre: ryoji ikeda a roma
https://romaeuropa.net/festival-2025/music-for-strings/ (music for strings)
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oggi, 16 novembre: ryoji ikeda a roma
https://romaeuropa.net/festival-2025/music-for-strings/ (music for strings)
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https://www.europesays.com/it/205659/ Branduardi, lieve malore: ricoverato per accertamenti clinici. Annullato in concerto di domenica 9 a Roma #accertamenti #artista #auditorium #AuditoriumParco #AuditoriumParcoMusica #branduardi #cantico #concerto #data #domenica #Entertainment #Intrattenimento #IT #Italia #Italy #lieve #roma #tappa
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oggi, 21 ottobre, venti anni fa, iniziava l’edizione 2005 di romapoesia
Nel 2005 un evento, Poesia ultima / L’esperienza-divenire delle arti, organizzato da RomaPoesia (Luigi Cinque e Nanni Balestrini) e in parte curato da me, univa – in una serie di giornate e incontri principalmente all’Auditorium e presso la Fondazione Baruchello – autori molto diversi tra loro, poeti, artisti, musicisti, performer, e videomaker, in un tentativo di dare un quadro di alcune linee di ricerca (o non di ricerca) contemporanee.
Il sottotitolo diceva, anche: “generazione ’68-’78”.
Qui il programma completo: https://slowforward.net/2006/08/12/ottobre-2005-poesia-ultima/
E qui una – direi tutt’ora attuale – scheda di descrizione e dichiarazione di intenti, non firmata ma mia: https://slowforward.net/2006/08/12/ottobre-2005-scheda/
(leggibile anche qui, o su archive.org, e su Academia)(N.b.: Entrambi i post sono stati importati su WordPress nel 2006, essendo usciti in origine su slow-forward.splinder.com e in varie altre sedi ‘ufficiali’ della manifestazione).
Come è ovvio, la cosa nel suo complesso fu da alcuni versanti fortemente e pressoché ciecamente osteggiata (soprattutto da parte del sottobosco poetico, che infatti – in virtù della sua ostilità alla sperimentazione – sarebbe stato debitamente ascensorizzato nell’arco del quindicennio successivo). Stessi oppositori e stessa veemenza disordinata avrebbero accolto prima gammm alla sua nascita a fine giugno 2006 e poi Prosa in prosa nel 2009. (Tutto è registrato e fortunatamente immortalato da memorabili thread di commenti su vari blog, soprattutto Nazione indiana e Absolute poetry: chi vuole può divertirsi a compulsare).
Qui di séguito ripropongo una parte credo significativa della scheda descrittiva (cfr. il secondo link sopra riportato), con elementi, suggestioni e interrogativi che periodicamente riemergono nel sempiterno dibattito italiano sulla poesia, che specie da un decennio a questa parte sembra ogni volta ripartire beato e beota da zero senza interrogarsi su quello che l’ha preceduto, pur essendoci infiniti stimoli proprio nel passato recente e meno recente (ma studiabile, rintracciabile, si pensi solo ad alfabeta2, EX.IT – Materiali fuori contesto, Poeti degli anni zero, o appunto a Prosa in prosa, gammm, RomaPoesia, RicercaBO, e poi a Parola plurale, slowforward, La camera verde, Biagio Cepollaro E-dizioni, Ákusma, “Baldus”, Poesia italiana della contraddizione, MilanoPoesia, “Altri termini” eccetera).
(In realtà il problema è duplice: da una parte c’è la sostanziale e a volte intenzionale mancanza di riferimenti e conoscenza da parte dei giovani poeti, dall’altra la loro indisponibilità a riconoscere che le questioni che dibattono e in cui si dibattono sono state già affrontate, ma da autori della ricerca letteraria, quindi da gente e strutture e testi di cui – per via della medesima ignoranza – non vogliono avere contezza. Anche perché dialogare con la ricerca letteraria vuol dire ipso facto inimicarsi a sangue e per sempre i federali e i capibastone del mainstream).
Ecco un estratto dalla scheda, appunto:
Le questioni e gli interrogativi che la poesia rivolge a sé e al contesto sociale (e che quest’ultimo riformula in ulteriori domande) possono riguardare:
– la situazione della scrittura di ricerca, nella sua interazione con altre arti, lingue e culture;
– i rapporti complessi di legame/indipendenza che la poesia (di ricerca e non) intrattiene oggi con i propri ‘padri’, con i molti valori stilistici portati dal Novecento;
– la dicibilità del mondo come resistenza di una poesia civile, e dell’io ‘lirico’ affermato o negato in questa
– l’occorrenza di motivi costanti (il corpo in immagine distante, la vita degli oggetti) in libri e autori nati negli anni Sessanta e Settanta: che configurano una sorta di scrittura insieme antirealistica e fredda.
Questi nuclei, individuati ‘scansionando’ per letture parallele siti e sedi e libri recenti di poesia, sono ripartiti nelle due giornate di incontro a Roma, 21-22 ottobre 2005, in modo tale che alcuni degli autori più significativi appartenenti alle generazioni dei nati nel decennio 1968-1978 si trovino a conversare e dibattere tra loro, e soprattutto a porre in parallelo il discorso critico e la lettura, teoria e voce. È la sfida e l’ipotesi in gioco. Ogni nucleo tematico raggruppa autori che intervengono sull’argomento e portano testi (propri e altrui) a sostegno di quanto affermano. I testi – non polemiche e poetiche pre/testuali – sono al centro delle argomentazioni. O anche: i testi narrano se stessi, senza argomentazioni affatto.
Volume con materiali, testi e documentazione del lavoro svolto nel 2005 da artisti e poeti @ RomaPoesia e Fondazione Baruchello (ulteriori dati: https://slowforward.net/2006/10/31/esperienza-divenire/)
#111 #Akusma #AlessandroBroggi #AltriTermini #AndreaInglese #AndreaPonso #AndreaRaos #AnnalisaCattani #AntonelloFaretta #Auditorium #Sud_ #Baldus #BiagioCepollaro #CarlaCruz #CarlaSubrizi #ChristianRaimo #CollanaLiquid #DomenicoMangano #edizioniOèdipus #ElisaBiagini #EmilioFantin #EsseZetaAtona #FabrizioLombardo #FlorindaFusco #FondazioneBaruchello #FrancescoForlani #FrancescoVentrella #gammm #generazione6878 #GherardoBortolotti #GianfrancoBaruchello #GianlucaCodeghini #GiovannaFrene #goldiechiari #GuendalinaSalini #IlariaGiannini #ItaloZuffi #LauraPugno #LidiaRiviello #LuigiCinque #LuigiPingitore #LuigiSeveri #MarinellaSenatore #MarioDesiati #MartaValentiChloéBarreau #MarziaMigliora #MassimoGezzi #MassimoGrimaldi #MassimoSannelli #MicheleZaffarano #MilanoPoesia #NanniBalestrini #NeroMagazine #poesia #poesiaCivile #PoesiaItalianaDellaContraddizione #PoesiaItalianaOnLine #poetiPost68 #poetipost68 #ProsaInProsa #RiccardoPrevidi #ricercaLetteraria #RomaPoesia #RomaPoesia2005 #SandrineNicoletta #SaraVentroni #scheda #scritturaAntirealistica #scritturaDiRicerca #scritturaFredda #scrittureDiRicerca #SilviaIorio #sottobosco #sottoboscoChePrendeLAscensore #sottoboscoPoetico #Sparajurij #sperimentazione #sperimentazioneLetteraria #StefaniaGalegati #StefanoPasquini #TaniaCarson #TommasoOttonieri #UnDoNet #ValerieTevere
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oggi, 21 ottobre, venti anni fa, iniziava l’edizione 2005 di romapoesia
Nel 2005 un evento, Poesia ultima / L’esperienza-divenire delle arti, organizzato da RomaPoesia (Luigi Cinque e Nanni Balestrini) e in parte curato da me, univa – in una serie di giornate e incontri principalmente all’Auditorium e presso la Fondazione Baruchello – autori molto diversi tra loro, poeti, artisti, musicisti, performer, e videomaker, in un tentativo di dare un quadro di alcune linee di ricerca (o non di ricerca) contemporanee.
Il sottotitolo diceva, anche: “generazione ’68-’78”.
Qui il programma completo: https://slowforward.net/2006/08/12/ottobre-2005-poesia-ultima/
E qui una – direi tutt’ora attuale – scheda di descrizione e dichiarazione di intenti, non firmata ma mia: https://slowforward.net/2006/08/12/ottobre-2005-scheda/
(leggibile anche qui, o su archive.org, e su Academia)(N.b.: Entrambi i post sono stati importati su WordPress nel 2006, essendo usciti in origine su slow-forward.splinder.com e in varie altre sedi ‘ufficiali’ della manifestazione).
Come è ovvio, la cosa nel suo complesso fu da alcuni versanti fortemente e pressoché ciecamente osteggiata (soprattutto da parte del sottobosco poetico, che infatti – in virtù della sua ostilità alla sperimentazione – sarebbe stato debitamente ascensorizzato nell’arco del quindicennio successivo). Stessi oppositori e stessa veemenza disordinata avrebbero accolto prima gammm alla sua nascita a fine giugno 2006 e poi Prosa in prosa nel 2009. (Tutto è registrato e fortunatamente immortalato da memorabili thread di commenti su vari blog, soprattutto Nazione indiana e Absolute poetry: chi vuole può divertirsi a compulsare).
Qui di séguito ripropongo una parte credo significativa della scheda descrittiva (cfr. il secondo link sopra riportato), con elementi, suggestioni e interrogativi che periodicamente riemergono nel sempiterno dibattito italiano sulla poesia, che specie da un decennio a questa parte sembra ogni volta ripartire beato e beota da zero senza interrogarsi su quello che l’ha preceduto, pur essendoci infiniti stimoli proprio nel passato recente e meno recente (ma studiabile, rintracciabile, si pensi solo ad alfabeta2, EX.IT – Materiali fuori contesto, Poeti degli anni zero, o appunto a Prosa in prosa, gammm, RomaPoesia, RicercaBO, e poi a Parola plurale, slowforward, La camera verde, Biagio Cepollaro E-dizioni, Ákusma, “Baldus”, Poesia italiana della contraddizione, MilanoPoesia, “Altri termini” eccetera).
(In realtà il problema è duplice: da una parte c’è la sostanziale e a volte intenzionale mancanza di riferimenti e conoscenza da parte dei giovani poeti, dall’altra la loro indisponibilità a riconoscere che le questioni che dibattono e in cui si dibattono sono state già affrontate, ma da autori della ricerca letteraria, quindi da gente e strutture e testi di cui – per via della medesima ignoranza – non vogliono avere contezza. Anche perché dialogare con la ricerca letteraria vuol dire ipso facto inimicarsi a sangue e per sempre i federali e i capibastone del mainstream).
Ecco un estratto dalla scheda, appunto:
Le questioni e gli interrogativi che la poesia rivolge a sé e al contesto sociale (e che quest’ultimo riformula in ulteriori domande) possono riguardare:
– la situazione della scrittura di ricerca, nella sua interazione con altre arti, lingue e culture;
– i rapporti complessi di legame/indipendenza che la poesia (di ricerca e non) intrattiene oggi con i propri ‘padri’, con i molti valori stilistici portati dal Novecento;
– la dicibilità del mondo come resistenza di una poesia civile, e dell’io ‘lirico’ affermato o negato in questa
– l’occorrenza di motivi costanti (il corpo in immagine distante, la vita degli oggetti) in libri e autori nati negli anni Sessanta e Settanta: che configurano una sorta di scrittura insieme antirealistica e fredda.
Questi nuclei, individuati ‘scansionando’ per letture parallele siti e sedi e libri recenti di poesia, sono ripartiti nelle due giornate di incontro a Roma, 21-22 ottobre 2005, in modo tale che alcuni degli autori più significativi appartenenti alle generazioni dei nati nel decennio 1968-1978 si trovino a conversare e dibattere tra loro, e soprattutto a porre in parallelo il discorso critico e la lettura, teoria e voce. È la sfida e l’ipotesi in gioco. Ogni nucleo tematico raggruppa autori che intervengono sull’argomento e portano testi (propri e altrui) a sostegno di quanto affermano. I testi – non polemiche e poetiche pre/testuali – sono al centro delle argomentazioni. O anche: i testi narrano se stessi, senza argomentazioni affatto.
Volume con materiali, testi e documentazione del lavoro svolto nel 2005 da artisti e poeti @ RomaPoesia e Fondazione Baruchello (ulteriori dati: https://slowforward.net/2006/10/31/esperienza-divenire/)
#111 #Akusma #AlessandroBroggi #AltriTermini #AndreaInglese #AndreaPonso #AndreaRaos #AnnalisaCattani #AntonelloFaretta #Auditorium #Sud_ #Baldus #BiagioCepollaro #CarlaCruz #CarlaSubrizi #ChristianRaimo #CollanaLiquid #DomenicoMangano #edizioniOèdipus #ElisaBiagini #EmilioFantin #EsseZetaAtona #FabrizioLombardo #FlorindaFusco #FondazioneBaruchello #FrancescoForlani #FrancescoVentrella #gammm #generazione6878 #GherardoBortolotti #GianfrancoBaruchello #GianlucaCodeghini #GiovannaFrene #goldiechiari #GuendalinaSalini #IlariaGiannini #ItaloZuffi #LauraPugno #LidiaRiviello #LuigiCinque #LuigiPingitore #LuigiSeveri #MarinellaSenatore #MarioDesiati #MartaValentiChloéBarreau #MarziaMigliora #MassimoGezzi #MassimoGrimaldi #MassimoSannelli #MicheleZaffarano #MilanoPoesia #NanniBalestrini #NeroMagazine #poesia #poesiaCivile #PoesiaItalianaDellaContraddizione #PoesiaItalianaOnLine #poetiPost68 #poetipost68 #ProsaInProsa #RiccardoPrevidi #ricercaLetteraria #RomaPoesia #RomaPoesia2005 #SandrineNicoletta #SaraVentroni #scheda #scritturaAntirealistica #scritturaDiRicerca #scritturaFredda #scrittureDiRicerca #SilviaIorio #sottobosco #sottoboscoChePrendeLAscensore #sottoboscoPoetico #Sparajurij #sperimentazione #sperimentazioneLetteraria #StefaniaGalegati #StefanoPasquini #TaniaCarson #TommasoOttonieri #UnDoNet #ValerieTevere
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https://www.europesays.com/it/175886/ Angelina Jolie, tatuaggi in mostra Festa del Cinema di Roma #abito #angelina #AngelinaJolie #apparsa #attrice #auditorium #AuditoriumParco #AuditoriumParcoMusica #Celebrità #Celebrities #cinema #couture #eleganza #Entertainment #festa #FestaCinema #figli #Intrattenimento #IT #Italia #Italy #jolie #magnetica #Musica #parco #ParcoMusica #première #PremièreCouture #roma #scelto #schiena #tatuaggi
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Festa del Cinema 2025: Here We Go!
Cronache dall’Auditorium (Mercoledì 15 Ottobre)
La sentite anche voi quest’aria strana? C’è qualcosa intorno a noi, un po’ come nel sottosopra di Stranger Things. Ma dove siamo finiti? Temo di conoscere la risposta: dev’essere di nuovo quel periodo dell’anno. Deve essere tornata la Festa del Cinema di Roma. E queste devono essere di nuovo le mie Cronache dall’Auditorium, quel diario di bordo, quel taccuino di viaggio che condivido con voi, amici cinefili e amiche cinefile, lungo tutta la Festa del Cinema di Roma. Diamoci dentro, allora. Come direbbe Fabrizio Romano: HERE WE GO!Non comincerò come sempre dicendovi che la prima volta che ho messo piede alla Festa del Cinema ero uno studentello di 25 anni, con uno zaino pieno di sogni e di belle speranze. Avevo detto che non lo avrei detto, ma mentivo: siamo all’edizione numero 20 e io c’ero, Gandalf, quando nel 2006 Nicole Kidman, Martin Scorsese e Leo DiCaprio aprivano le danze alla prima edizione, ero lì il giorno in cui la forza degli uomini venne meno (soprattutto vedendo Monica Bellucci nel suo prime passeggiare sul tappeto rosso), ero lì quando Viggo Mortensen si fermava davanti alla mia videocamera per farsi intervistare. Quando pensavo che per quell’intervista avrei vinto il Pulitzer. Ero pieno di sogni, ve l’avevo detto. Detto ciò, diciannove anni dopo, rieccoci sempre qui, con molti meno sogni e speranze decisamente imbruttite, ma con quella cosa che mi butta giù dal letto dopo cinque o sei ore di sonno per andarmi a vedere un gruppo di persone che si muovono e parlano dentro uno schermo. La chiamano passione, dicono.
Le cose della vita mi hanno riportato, temporaneamente, nella poco ridente Monte Mario, quartiere più alto di Roma ma decisamente più vicino alla Festa del Cinema rispetto al gioiello di Roma Sud, la Garbatella, che mi ha visto risiedere felicemente per ben dodici anni (seppur costringendomi ad attraversare Roma alle 8 del mattina in auto o in bici per raggiungere l’Auditorium). Essendo a dieci minuti d’auto dalla Festa, ho il tempo di fare colazione con comodo, una doccia che avrebbe dovuto cacciare il bisogno di dormire ancora e sedermi al pc per prenotare le proiezioni di dopodomani (se avete seguito il diario degli anni scorsi, saprete che c’è una cosa diabolica chiamata Boxol, un sito sopra il quale ogni mattina alle 8 è possibile prenotare un posto per gli eventi del dopodomani). Per essere sicuro di fare refresh nel momento esatto in cui escono i posti, quest’anno mi sono attrezzato con un orologio atomico che mi permetterà di essere uno dei primi ad entrare sulla piattaforma, per evitare la coda e soprattutto non perdermi l’evento per il quale spero di aprire gli occhi ogni mattina: l’incontro con Richard Linklater di lunedì prossimo (lo potrò prenotare sabato mattina, se ci riesco).
Dopo aver agevolmente prenotato le tre proiezioni che intendo seguire venerdì prossimo, mi metto in macchina e, insieme alla mia fidata Bobby Jean (la mia Panda rossa), sfreccio in discesa verso il quartiere Flaminio. Stamattina la Festa apre alle 8.30, visto che Eddington, il film di Ari Aster con Joaquin Phoenix, Pedro Pascal ed Emma Stone, dura 2 ore e mezza (e le proiezioni successive cominciano alle 11, per chi ci dovrà o vorrà andare). Quando arrivo sembra tutto uguale: certo, è cambiato il manifesto e di conseguenza ci sono pannelli differenti affissi alle pareti e sugli stand, ma a parte questo mi sento già risucchiato nel sottosopra della Festa del Cinema. Non ho il tempo di soffermarmi troppo sui dettagli perché sono quasi le 8.30 e il film sta per cominciare. Mi dirigo verso il Teatro Studio e, davanti alle porte della sala, salgo i gradini che mi porteranno alla poltroncina che avevo prenotato due giorni fa. Arrivato all’ultimo scalino mi trovo davanti la folla di giornalisti, conoscenti, amici, che ogni anno popola la rassegna romana: la sensazione mi ricorda quella di quando sali gli scalini dello Stadio Olimpico e, improvvisamente, la scena si apre sulle tribune e sulle curve, gremite, vive, rumorose. Insomma, mi sono sentito a casa.
Parlavamo di Eddington, dunque. Siamo in un piccolo villaggio del New Mexico, dove Joaquin Phoenix è sceriffo di una centrale di polizia composta solo da lui e da altri due elementi, Pedro Pascal è il sindaco che vuole appoggiare la costruzione di un enorme data center sul terreno comunale, Emma Stone è la moglie dello sceriffo, depressa, apatica, vagamente interessata a strampalate teorie del complotto. In tutto questo siamo in piena pandemia Covid, con le sue paure e qualche episodio di isteria collettiva. A sconquassare la quotidianità della cittadina c’è anche il caso dell’assassinio d George Floyd, che scatena focolai di protesta tra gli attivisti più giovani. In questa enorme quantità di carne sul fuoco, si dipana la vera storyline del film: Joaquin Phoenix, stufo di ciò che vede, decide di candidarsi come nuovo sindaco della città. Come spesso capita nei film di Ari Aster (vedi Midsommar), il tema (anzi, i temi) del film e ciò che si vuole raccontare è molto più interessante rispetto alla storia che viene mostrata. Detto ciò, il film funziona bene, ha anche due o tre momenti piuttosto spassosi, ma si regge interamente sulle possenti spalle di Joaquin Phoenix, che fa davvero il bello e il cattivo tempo, facendosi amare, poi odiare, poi compatire e via dicendo. Dai, è un buon inizio per la Festa del Cinema.
Oggi è andata così, non ho visto altro, ma da che mondo è mondo il primo giorno si guarda sempre e solo un film, un po’ per riabituarsi a certi ritmi, per riprendere confidenza con le scomodissime poltroncine dell’Auditorium, per ritrovare un po’ di quell’aria di cui vi parlavo in apertura. Il programma di domani prevede tre film, il mio quarantaquattresimo compleanno (spero di trovare il tempo per un brindisi!) e la presenza di Ari Aster sul tappeto rosso. Restate nei dintorni, perché ne vedrete delle belle.
[Se l’articolo ti è piaciuto, offrimi un caffè o magari una colazione,
“Apriamo sta ventesima edizione, su”
una piccola mancia per aiutarmi a sostenere il sito!]#2025 #ariAster #auditorium #Cinema #cronache #diario #eddington #festaDelCinemaDiRoma #film #joaquinPhoenix #roff20
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27 maggio – 1 giugno: unarchive found footage fest, iii edizione, 2025
Dopo il successo delle edizioni precedenti, UnArchive Found Footage Fest torna per il terzo anno a Roma, dal 27 maggio al 1° giugno 2025. Ideato e prodotto dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ETS e diretto da Alina Marazzi e Marco Bertozzi, il Festival racconta gli orizzonti cinematografici del riuso creativo delle immagini, con l’intento di intercettare nuove e diverse forme espressive, al confine tra cinema, videoarte, istallazioni e live performance.
La terza edizione del festival si fa strada nello storico quartiere di Trastevere, aggiungendo alle sedi consuete una location unica e suggestiva, l’Orto Botanico di Roma, che apre i suoi cancelli alle pendici del Gianicolo per ospitare panel e incontri di approfondimento. Inoltre, grazie alla collaborazione con American Academy in Rome e con Fondazione Musica per Roma, l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone ospiterà l’evento speciale della terza edizione, di cui presto verrà data notizia.
Confermati il Cinema Intrastevere, per la proiezione di film nelle diverse sezioni competitive e fuori concorso, il Live Alcazar, per le live performance audiovisive, la Casa delle Donne per ospitalità e incontri informali. Si aggiungono poi librerie e gallerie d’arte, come lo Spazio Zalib, la galleria moroni1art e altri luoghi anche informali come Casa Borelli, per ospitare istallazioni artistiche, performance, presentazioni, animando per 6 giorni una crescente comunità di artisti, studiosi, cinetecari, sperimentatori e pubblico appassionato di immagini riciclate.
Gianluca Abbate, artista visivo che cura l’immagine del Festival, presenta la sua proposta per questa III edizione: “dalle fiamme ai fiori: per l’immagine di Unarchive – Cinema che Brucia di quest’anno, le fiamme lasciano spazio ai fiori: il fuoco che bruciava diventa linfa per una nuova fioritura. La primula rossa e i papaveri, legati alla memoria e alla rinascita, emergono come emblemi di questa trasformazione. L’immagine del festival mostra che ogni Liberazione porta con sé nuovi germogli”.
La giuria internazionale del Concorso quest’anno sarà composta dal maestro del documentario Eyal Sivan, già ospite della seconda edizione; dalla regista e direttrice Centro Sperimentale di Cinematografia – sede Sicilia Costanza Quatriglio, tre le autrici italiane più prolifiche e impegnate nel cinema di creazione; e dall’artista visiva sperimentale Federica Foglia, una delle nuove voci del panorama contemporaneo del riuso creativo delle immagini, attiva tra il Canada e l’Italia.
La giuria degli studenti, provenienti da università, accademie di belle arti e scuole di cinema, sarà presieduta dal documentarista Agostino Ferrente.
UnArchive Found Footage Fest è ideato e prodotto dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ETS (AAMOD), in collaborazione con Archivio Luce, CSC – Cineteca Nazionale, con il patrocinio del Comune di Roma – Assessorato alla Cultura, con il sostegno di American Academy in Rome, Fondazione Musica per Roma, Delegazione del Quebec a Roma, Istituto Polacco a Roma, Università IULM, John Cabot University, Nuova Accademia di Belle Arti (NABA) e altre istituzioni pubbliche e private
#AAMOD #AgostinoFerrente #AlinaMarazzi #AmericanAcademyInRome #archivioDelMovimentoOperaioEDemocratico #ArchivioLuce #Auditorium #ComuneDiRomaAssessoratoAllaCultura #CostanzaQuatriglio #CSCCinetecaNazionale #DelegazioneDelQuébecARoma #EyalSivan #FedericaFoglia #FondazioneMusicaPerRoma #IstitutoPolaccoARoma #JohnCabotUniversity #MarcoBertozzi #NuovaAccademiaDiBelleArtiNABA_ #Unarchive #UnArchiveFoundFootageFest #UniversitàIULM
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27 maggio – 1 giugno: unarchive found footage fest, iii edizione, 2025
Dopo il successo delle edizioni precedenti, UnArchive Found Footage Fest torna per il terzo anno a Roma, dal 27 maggio al 1° giugno 2025. Ideato e prodotto dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ETS e diretto da Alina Marazzi e Marco Bertozzi, il Festival racconta gli orizzonti cinematografici del riuso creativo delle immagini, con l’intento di intercettare nuove e diverse forme espressive, al confine tra cinema, videoarte, istallazioni e live performance.
La terza edizione del festival si fa strada nello storico quartiere di Trastevere, aggiungendo alle sedi consuete una location unica e suggestiva, l’Orto Botanico di Roma, che apre i suoi cancelli alle pendici del Gianicolo per ospitare panel e incontri di approfondimento. Inoltre, grazie alla collaborazione con American Academy in Rome e con Fondazione Musica per Roma, l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone ospiterà l’evento speciale della terza edizione, di cui presto verrà data notizia.
Confermati il Cinema Intrastevere, per la proiezione di film nelle diverse sezioni competitive e fuori concorso, il Live Alcazar, per le live performance audiovisive, la Casa delle Donne per ospitalità e incontri informali. Si aggiungono poi librerie e gallerie d’arte, come lo Spazio Zalib, la galleria moroni1art e altri luoghi anche informali come Casa Borelli, per ospitare istallazioni artistiche, performance, presentazioni, animando per 6 giorni una crescente comunità di artisti, studiosi, cinetecari, sperimentatori e pubblico appassionato di immagini riciclate.
Gianluca Abbate, artista visivo che cura l’immagine del Festival, presenta la sua proposta per questa III edizione: “dalle fiamme ai fiori: per l’immagine di Unarchive – Cinema che Brucia di quest’anno, le fiamme lasciano spazio ai fiori: il fuoco che bruciava diventa linfa per una nuova fioritura. La primula rossa e i papaveri, legati alla memoria e alla rinascita, emergono come emblemi di questa trasformazione. L’immagine del festival mostra che ogni Liberazione porta con sé nuovi germogli”.
La giuria internazionale del Concorso quest’anno sarà composta dal maestro del documentario Eyal Sivan, già ospite della seconda edizione; dalla regista e direttrice Centro Sperimentale di Cinematografia – sede Sicilia Costanza Quatriglio, tre le autrici italiane più prolifiche e impegnate nel cinema di creazione; e dall’artista visiva sperimentale Federica Foglia, una delle nuove voci del panorama contemporaneo del riuso creativo delle immagini, attiva tra il Canada e l’Italia.
La giuria degli studenti, provenienti da università, accademie di belle arti e scuole di cinema, sarà presieduta dal documentarista Agostino Ferrente.
UnArchive Found Footage Fest è ideato e prodotto dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ETS (AAMOD), in collaborazione con Archivio Luce, CSC – Cineteca Nazionale, con il patrocinio del Comune di Roma – Assessorato alla Cultura, con il sostegno di American Academy in Rome, Fondazione Musica per Roma, Delegazione del Quebec a Roma, Istituto Polacco a Roma, Università IULM, John Cabot University, Nuova Accademia di Belle Arti (NABA) e altre istituzioni pubbliche e private
#AAMOD #AgostinoFerrente #AlinaMarazzi #AmericanAcademyInRome #archivioDelMovimentoOperaioEDemocratico #ArchivioLuce #Auditorium #ComuneDiRomaAssessoratoAllaCultura #CostanzaQuatriglio #CSCCinetecaNazionale #DelegazioneDelQuébecARoma #EyalSivan #FedericaFoglia #FondazioneMusicaPerRoma #IstitutoPolaccoARoma #JohnCabotUniversity #MarcoBertozzi #NuovaAccademiaDiBelleArtiNABA_ #Unarchive #UnArchiveFoundFootageFest #UniversitàIULM
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27 maggio – 1 giugno: unarchive found footage fest, iii edizione, 2025
Dopo il successo delle edizioni precedenti, UnArchive Found Footage Fest torna per il terzo anno a Roma, dal 27 maggio al 1° giugno 2025. Ideato e prodotto dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ETS e diretto da Alina Marazzi e Marco Bertozzi, il Festival racconta gli orizzonti cinematografici del riuso creativo delle immagini, con l’intento di intercettare nuove e diverse forme espressive, al confine tra cinema, videoarte, istallazioni e live performance.
La terza edizione del festival si fa strada nello storico quartiere di Trastevere, aggiungendo alle sedi consuete una location unica e suggestiva, l’Orto Botanico di Roma, che apre i suoi cancelli alle pendici del Gianicolo per ospitare panel e incontri di approfondimento. Inoltre, grazie alla collaborazione con American Academy in Rome e con Fondazione Musica per Roma, l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone ospiterà l’evento speciale della terza edizione, di cui presto verrà data notizia.
Confermati il Cinema Intrastevere, per la proiezione di film nelle diverse sezioni competitive e fuori concorso, il Live Alcazar, per le live performance audiovisive, la Casa delle Donne per ospitalità e incontri informali. Si aggiungono poi librerie e gallerie d’arte, come lo Spazio Zalib, la galleria moroni1art e altri luoghi anche informali come Casa Borelli, per ospitare istallazioni artistiche, performance, presentazioni, animando per 6 giorni una crescente comunità di artisti, studiosi, cinetecari, sperimentatori e pubblico appassionato di immagini riciclate.
Gianluca Abbate, artista visivo che cura l’immagine del Festival, presenta la sua proposta per questa III edizione: “dalle fiamme ai fiori: per l’immagine di Unarchive – Cinema che Brucia di quest’anno, le fiamme lasciano spazio ai fiori: il fuoco che bruciava diventa linfa per una nuova fioritura. La primula rossa e i papaveri, legati alla memoria e alla rinascita, emergono come emblemi di questa trasformazione. L’immagine del festival mostra che ogni Liberazione porta con sé nuovi germogli”.
La giuria internazionale del Concorso quest’anno sarà composta dal maestro del documentario Eyal Sivan, già ospite della seconda edizione; dalla regista e direttrice Centro Sperimentale di Cinematografia – sede Sicilia Costanza Quatriglio, tre le autrici italiane più prolifiche e impegnate nel cinema di creazione; e dall’artista visiva sperimentale Federica Foglia, una delle nuove voci del panorama contemporaneo del riuso creativo delle immagini, attiva tra il Canada e l’Italia.
La giuria degli studenti, provenienti da università, accademie di belle arti e scuole di cinema, sarà presieduta dal documentarista Agostino Ferrente.
UnArchive Found Footage Fest è ideato e prodotto dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ETS (AAMOD), in collaborazione con Archivio Luce, CSC – Cineteca Nazionale, con il patrocinio del Comune di Roma – Assessorato alla Cultura, con il sostegno di American Academy in Rome, Fondazione Musica per Roma, Delegazione del Quebec a Roma, Istituto Polacco a Roma, Università IULM, John Cabot University, Nuova Accademia di Belle Arti (NABA) e altre istituzioni pubbliche e private
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27 maggio – 1 giugno: unarchive found footage fest, iii edizione, 2025
Dopo il successo delle edizioni precedenti, UnArchive Found Footage Fest torna per il terzo anno a Roma, dal 27 maggio al 1° giugno 2025. Ideato e prodotto dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ETS e diretto da Alina Marazzi e Marco Bertozzi, il Festival racconta gli orizzonti cinematografici del riuso creativo delle immagini, con l’intento di intercettare nuove e diverse forme espressive, al confine tra cinema, videoarte, istallazioni e live performance.
La terza edizione del festival si fa strada nello storico quartiere di Trastevere, aggiungendo alle sedi consuete una location unica e suggestiva, l’Orto Botanico di Roma, che apre i suoi cancelli alle pendici del Gianicolo per ospitare panel e incontri di approfondimento. Inoltre, grazie alla collaborazione con American Academy in Rome e con Fondazione Musica per Roma, l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone ospiterà l’evento speciale della terza edizione, di cui presto verrà data notizia.
Confermati il Cinema Intrastevere, per la proiezione di film nelle diverse sezioni competitive e fuori concorso, il Live Alcazar, per le live performance audiovisive, la Casa delle Donne per ospitalità e incontri informali. Si aggiungono poi librerie e gallerie d’arte, come lo Spazio Zalib, la galleria moroni1art e altri luoghi anche informali come Casa Borelli, per ospitare istallazioni artistiche, performance, presentazioni, animando per 6 giorni una crescente comunità di artisti, studiosi, cinetecari, sperimentatori e pubblico appassionato di immagini riciclate.
Gianluca Abbate, artista visivo che cura l’immagine del Festival, presenta la sua proposta per questa III edizione: “dalle fiamme ai fiori: per l’immagine di Unarchive – Cinema che Brucia di quest’anno, le fiamme lasciano spazio ai fiori: il fuoco che bruciava diventa linfa per una nuova fioritura. La primula rossa e i papaveri, legati alla memoria e alla rinascita, emergono come emblemi di questa trasformazione. L’immagine del festival mostra che ogni Liberazione porta con sé nuovi germogli”.
La giuria internazionale del Concorso quest’anno sarà composta dal maestro del documentario Eyal Sivan, già ospite della seconda edizione; dalla regista e direttrice Centro Sperimentale di Cinematografia – sede Sicilia Costanza Quatriglio, tre le autrici italiane più prolifiche e impegnate nel cinema di creazione; e dall’artista visiva sperimentale Federica Foglia, una delle nuove voci del panorama contemporaneo del riuso creativo delle immagini, attiva tra il Canada e l’Italia.
La giuria degli studenti, provenienti da università, accademie di belle arti e scuole di cinema, sarà presieduta dal documentarista Agostino Ferrente.
UnArchive Found Footage Fest è ideato e prodotto dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ETS (AAMOD), in collaborazione con Archivio Luce, CSC – Cineteca Nazionale, con il patrocinio del Comune di Roma – Assessorato alla Cultura, con il sostegno di American Academy in Rome, Fondazione Musica per Roma, Delegazione del Quebec a Roma, Istituto Polacco a Roma, Università IULM, John Cabot University, Nuova Accademia di Belle Arti (NABA) e altre istituzioni pubbliche e private
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Un ancien auditorium découvert à Agrigente en Sicile
https://decouvertes-archeologiques.blogspot.com/
#Antiquité #archéologie #histoire #Italie #Sicile #Agrigente #Grèce #éducation #sport #gymnase #théâtre #auditorium #culture #civilisation #Rome -
Inside the Ryman Auditorium
YOU CAN FIND IT HERE: https://fineartamerica.com/featured/inside-the-ryman-auditorium-patricia-hofmeester.html
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Inside the Ryman Auditorium
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Morgen findet wieder der allherbstliche #Klimastreik statt, und https://www.klima-streik.org/ hat endlich auch die Infos zu #Göttingen, wo die Organisator:innen leider nur auf #NoFacebook, #NoInstagram und immerhin #Plakaten informieren (#BoostsWelcome):
20. September 2024
13:30 #Auditorium Weender Landstraße 2 https://omaps.app/04JchoGsN-/Auditorium
ab 15:30 #Parkingday auf dem #Wochenmarkt https://omaps.app/04Jchg4r6A/Wochenmarkt_Göttingen
17:00 #KidicalMass Wochenmarkt
#FridaysForFuture #ClimateStrike #Verkehrswendejetzt #ActNow #CriticalMass #CM @CriticalMass
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Morgen findet wieder der allherbstliche #Klimastreik statt, und https://www.klima-streik.org/ hat endlich auch die Infos zu #Göttingen, wo die Organisator:innen leider nur auf #NoFacebook, #NoInstagram und immerhin #Plakaten informieren (#BoostsWelcome):
20. September 2024
13:30 #Auditorium Weender Landstraße 2 https://omaps.app/04JchoGsN-/Auditorium
ab 15:30 #Parkingday auf dem #Wochenmarkt https://omaps.app/04Jchg4r6A/Wochenmarkt_Göttingen
17:00 #KidicalMass Wochenmarkt
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The Palacio de las Artes Reina Sofía is the opera house of Valencia. It was designed by architect Santiago Calatrava and is part of the architectural complex of the City of Arts and Sciences.
El Palacio de las Artes Reina Sofía es el teatro de la ópera de Valencia. Fue diseñado por el arquitecto Santiago Calatrava y es parte del conjunto arquitectónico de la Ciudad de las Artes y las Ciencias.
Der Palacio de las Artes Reina Sofía ist das Opernhaus von Valencia. Es wurde von dem Architekten Santiago Calatrava gestaltet und ist Teil des architektonischen Komplexes der Stadt der Künste und Wissenschaften.
#shotonmobile #cities #urban #urbanlife #architecture
#buildings #buildingdesign #modernbuildings
#engineering #modernarchitects #valencia #spain #auditorium -
The Palacio de las Artes Reina Sofía is the opera house of Valencia. It was designed by architect Santiago Calatrava and is part of the architectural complex of the City of Arts and Sciences.
El Palacio de las Artes Reina Sofía es el teatro de la ópera de Valencia. Fue diseñado por el arquitecto Santiago Calatrava y es parte del conjunto arquitectónico de la Ciudad de las Artes y las Ciencias.
Der Palacio de las Artes Reina Sofía ist das Opernhaus von Valencia. Es wurde von dem Architekten Santiago Calatrava gestaltet und ist Teil des architektonischen Komplexes der Stadt der Künste und Wissenschaften.
#shotonmobile #cities #urban #urbanlife #architecture
#buildings #buildingdesign #modernbuildings
#engineering #modernarchitects #valencia #spain #auditorium -
The Palacio de las Artes Reina Sofía is the opera house of Valencia. It was designed by architect Santiago Calatrava and is part of the architectural complex of the City of Arts and Sciences.
El Palacio de las Artes Reina Sofía es el teatro de la ópera de Valencia. Fue diseñado por el arquitecto Santiago Calatrava y es parte del conjunto arquitectónico de la Ciudad de las Artes y las Ciencias.
Der Palacio de las Artes Reina Sofía ist das Opernhaus von Valencia. Es wurde von dem Architekten Santiago Calatrava gestaltet und ist Teil des architektonischen Komplexes der Stadt der Künste und Wissenschaften.
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The Palacio de las Artes Reina Sofía is the opera house of Valencia. It was designed by architect Santiago Calatrava and is part of the architectural complex of the City of Arts and Sciences.
El Palacio de las Artes Reina Sofía es el teatro de la ópera de Valencia. Fue diseñado por el arquitecto Santiago Calatrava y es parte del conjunto arquitectónico de la Ciudad de las Artes y las Ciencias.
Der Palacio de las Artes Reina Sofía ist das Opernhaus von Valencia. Es wurde von dem Architekten Santiago Calatrava gestaltet und ist Teil des architektonischen Komplexes der Stadt der Künste und Wissenschaften.
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The Palacio de las Artes Reina Sofía is the opera house of Valencia. It was designed by architect Santiago Calatrava and is part of the architectural complex of the City of Arts and Sciences.
El Palacio de las Artes Reina Sofía es el teatro de la ópera de Valencia. Fue diseñado por el arquitecto Santiago Calatrava y es parte del conjunto arquitectónico de la Ciudad de las Artes y las Ciencias.
Der Palacio de las Artes Reina Sofía ist das Opernhaus von Valencia. Es wurde von dem Architekten Santiago Calatrava gestaltet und ist Teil des architektonischen Komplexes der Stadt der Künste und Wissenschaften.
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The Archenhold Observatory in Berlin houses one of the world’s largest moveable telescopes (built in 1896.) Inside is the auditorium where Albert Einstein gave his theory of relativity speech back in 1915.⚡️(E=mc2)
#AlbertEinstien #theoryofrelativity #archenhold #Berlin #auditorium #observatory #ArchenholdObservatory #Einstein #astronomy #telescope
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The Archenhold Observatory in Berlin houses one of the world’s largest moveable telescopes (built in 1896.) Inside is the auditorium where Albert Einstein gave his theory of relativity speech back in 1915.⚡️(E=mc2)
#AlbertEinstien #theoryofrelativity #archenhold #Berlin #auditorium #observatory #ArchenholdObservatory #Einstein #astronomy #telescope
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#Concert à l'#auditorium de la #MaisondelaRadio, 27/11/2022
#Orchestre #Philharmonique de Radio France, dirigé par Tarmo Peltokoski et Francisco Coll
Sol Gabetta, #violoncelleMozart: #Symphonie n°35 "Haffner"
Francisco #Coll: #Concerto pour violoncelle et orchestre (#création mondiale)
Witold #Lutosławski: Grave "Métamorphoses" pour violoncelle et cordes
#Tchaïkovsky: Sérénade pour cordesLes cordes à l'honneur autour du violoncelle rayonnant de Sol Gabetta! 🤗
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#Concert à l'#auditorium de la #MaisondelaRadio, 27/11/2022
#Orchestre #Philharmonique de Radio France, dirigé par Tarmo Peltokoski et Francisco Coll
Sol Gabetta, #violoncelleMozart: #Symphonie n°35 "Haffner"
Francisco #Coll: #Concerto pour violoncelle et orchestre (#création mondiale)
Witold #Lutosławski: Grave "Métamorphoses" pour violoncelle et cordes
#Tchaïkovsky: Sérénade pour cordesLes cordes à l'honneur autour du violoncelle rayonnant de Sol Gabetta! 🤗
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#Concert à l'#auditorium de la #MaisondelaRadio, 25/11/2022
#Orchestre #Philharmonique de #RadioFrance, Maxime Pascal
Patricia #Kopatchinskaja, #violon et #voixGyörgy #Ligeti:
#Concerto pour violon
Mysteries of the MacabreOlga #Neuwirth:
Masaot/Clocks without Hands (2013, #création française)Gustav #Mahler:
#Adagio de la #Symphonie n°10Un programme monumental traversant tout le #20esiècle, et un bout du 21e! Maxime Pascal, déjà admiré dans Stockhausen à la Philharmonie, aime les défis!
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#Concert à l'#auditorium de la #MaisondelaRadio, 25/11/2022
#Orchestre #Philharmonique de #RadioFrance, Maxime Pascal
Patricia #Kopatchinskaja, #violon et #voixGyörgy #Ligeti:
#Concerto pour violon
Mysteries of the MacabreOlga #Neuwirth:
Masaot/Clocks without Hands (2013, #création française)Gustav #Mahler:
#Adagio de la #Symphonie n°10Un programme monumental traversant tout le #20esiècle, et un bout du 21e! Maxime Pascal, déjà admiré dans Stockhausen à la Philharmonie, aime les défis!
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#Concert à l'#auditorium de la #MaisondelaRadio, 25/11/2022
#Orchestre #Philharmonique de #RadioFrance, Maxime Pascal
Patricia #Kopatchinskaja, #violon et #voixGyörgy #Ligeti:
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Mysteries of the MacabreOlga #Neuwirth:
Masaot/Clocks without Hands (2013, #création française)Gustav #Mahler:
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🇮🇹 Stormous a revendiqué en fin de semaine dernière une attaque informatique à l'encontre de l'Università di Roma Tor Vergata (
web.uniroma2.it) #italy #ransomware #ingegneria #spaziale #tecnologia #databreach #scienza #threats #facoltà #medica #auditorium #sciences #cyber #universitari #medical #filosofia #medicina #economia #chirurgia #experts #studentesse #medicine #business #technologies #piattaforma #futuro #energetico #careers #clinical #stormous #giurisprudenza #sanitarie #market #staff #university #esperte #policlinico #studenti #future #campus #management #italie #informatique -
https://www.auditorium.com/rassegna/ethos-25575.html
Ecco la nuova narrazione valoriale del capitalismo digitale.. Praticamente una pubblicitá per la LUISS che lo organizza.
Ma sapere come si muove il nemico è sempre utile, tanto per capire con chi ci si confronta.
#ethos #digitalebuono #capitalismo #sorveglianza #roma
#auditorium #massoneria #digitale #tecnologia #smartcity #neoliberismo